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Seconda Università di Napoli Facoltà di Architettura

prof. Bianca Petrella

aa.2010-2011 - G per i corsi di

LOSSARIO

a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilita di chiunque

ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacita

motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea;

b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura

utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;

c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono

l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per

Barriere chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i

architettoniche sordi.

Per b,a. quindi si intendono tutti gli ostacoli che limitano l’accessibilità

fisica e la percezione visiva o uditiva, riducendo la libertà di movimento,

autonoma e sicura, negli spazi al chiuso o all’aperto (p.e. marciapiedi

stretti, scale con eccessiva pendenza, ma anche assenza di segnalazioni

acustiche, luminose, ecc.).

Rif. D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503

E’ il n. di abitanti insediabili in una porzione di territorio; dipende dalla

intensità di uso dell’area e dal volume medio di edificato per abitante

(vedi Indice Volumetrico Capitario) e, quindi, dalla superficie territoriale

che deve essere garantita ad ogni abitante in termini di mc di edificato e

di mq di aree collettive affinché la vivibilità urbana sia soddisfacente

Detto in altri termini, con CTI si intende il numero di persone (a cui sono

associate relative abitazioni, infrastrutture e servizi) che ragionevolmente

Capacità teorica può “vivere” decentemente in una determinata porzione di territorio. E’

insediativa facile comprendere che, a parità di superficie, se si prevedono tutte

abitazioni unifamiliari il numero di abitanti sarà molto diverso da quello

o Ricettività dell’area che è possibile insediare, nella medesima porzione di territorio, se invece

si realizzano tutti edifici abitativi di molti piani.

Le modalità con cui si calcola la CTI sono stabilite dalle leggi regionali e,

spesso, sono demandate ai PTdC, che stabiliscono anche la capacità

insediativa reale.

Rif. Leggi Regionali

Quantità di servizi e infrastrutture derivanti dalla popolazione e dalle

Carico attività che gravano su un’area urbana e che determinano anche i volumi

urbanistico di traffico.

Rif. Leggi Regionali

Case disseminate nel territorio comunale a distanza tale tra loro da non

Case sparse poter costituire nemmeno un nucleo abitato.

Rif. Istat - 5 -

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Il Centro edificato è delimitato, per ciascun centro o nucleo abitato, da

perimetro continuo che comprende tutte le aree edificate con continuità e

i lotti interclusi. Non possono essere compresi nel perimetro dei centri

edificati gli insediamenti sparsi e le aree esterne, anche se interessate

dal processo di urbanizzazione.

Rif. art.18 L.865/1971

Insieme di edifici, delimitato lungo le vie di accesso dagli appositi segnali

di inizio e fine. Per insieme di edifici si intende un raggruppamento

continuo, ancorché intervallato da strade, piazze, giardini o simili,

costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico

con accessi veicolari o pedonali sulla strada. (La delimitazione è in funzione della

situazione edificatoria esistente o in costruzione, e non di quella ipotizzata dagli strumenti

urbanistici, tenendo presente che il numero di almeno venticinque fabbricati, e' subordinato

alla caratteristica principale di "raggruppamento continuo". Pertanto i fabbricati debbono

essere in stretta relazione tra di loro e non costituire episodi edilizi isolati; i fabbricati quindi

possono essere intervallati solo da: "strade, piazze, giardini o simili, ed aree di uso pubblico"

con esclusione quindi di terreni agricoli, aree fabbricabili, ecc.)

Rif. art.3, c.1, p.8 del D.Lgs. 285/1992; M.LL.PP.CIRCOLARE 29/12/1997

n.6709/97

La definizione dell’Istat (2001) è la seguente: Aggregato di case contigue

Centro abitato o vicine con interposte strade, piazze e simili, o comunque brevi

e soluzioni di continuità per la cui determinazione si assume un valore

Centro edificato variabile intorno ai 70 metri, caratterizzato dall’esistenza di servizi od

esercizi pubblici (scuola, ufficio pubblico, farmacia, negozio o simili)

(v. anche Perimetro del centro costituenti la condizione di una forma autonoma di vita sociale, e

urbano) generalmente determinanti un luogo di raccolta ove sono soliti

concorrere anche gli abitanti dei luoghi vicini per ragioni di culto,

istruzione, affari, approvvigionamento e simili, in modo da manifestare

l’esistenza di una forma di vita sociale coordinata dal centro stesso. I

luoghi di convegno turistico, i gruppi di villini, alberghi e simili destinati

alla villeggiatura, abitati stagionalmente, sono considerati centri abitati

temporanei, purché nel periodo dell’attività stagionale presentino i

requisiti del centro.

Rif. Istat

L’art. 31 della L. 1150/1942, art. 17 L, 765/1967 è stato abrogata abrogata da art.

136 del TU 380/2001; esso non dava una definizione di centro abitato che però

arriva da una interpretazione giurisprudenziale: "quel complesso di edifici abitati

che sia sufficientemente organizzato, mediante l'impianto di servizi pubblici

essenziali”"

inoltre, la C. M. LL.PP. 3210/1967, precisa che “in ogni caso , un gruppo di case,

senza servizi o esercizi pubblici non può costituire un centro abitato, né tale

carattere può essere riconosciuto ai servizi o esercizi pubblici (quali una stazione

ferroviaria, uno spaccio, una chiesa, ecc.) isolati dalla campagna, anche se situati

lungo strade.”

La linea di limite della sede stradale comprendente tutte le sedi viabili

(sia veicolari che pedonali) ivi incluse le banchine od altre strutture

Ciglio della laterali alle predette sedi quando queste siano transitabili, nonché le

strada strutture di delimitazione non transitabili (parapetti, arginelle e simili).

Rif. Art. 2 D.M 1 aprile 1968 N. 1404

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E’ finalizzato ad attuare il PP (oggi piani urbanistici attuativi) per

suddividere i terreni in unità fabbricabili e coordinare gli interventi

secondo un indirizzo unitario su aree con più proprietari; questi ultimi si

Comparto possono riunire in consorzio, anche con l’accordo dei rappresentanti i

edificatorio soli tre quarti del valore catastale dell’area e, quindi, con il disaccordo dei

rimanenti che diventano espropriabili.

Rif. Art 13, L 10/1977; TU 19/08/1917, n. 1399; art. 23 L. 1150/1942

Insieme formato da una pluralità di fabbricati edificati anche in epoche

diverse, che con il tempo hanno acquisito, come insieme, una autonoma

Complesso rilevanza artistica, storica o etnoantropologica.

monumentale, Rif. art. 101 TU 42/2004

Costruzione che aderisce ad un’altra senza appoggiarvisi

Costruzioni in

aderenza Riff. artt. 877 e 875 del Cod. Civ.

Sono demaniali una serie di beni (elencati) naturali e infrastrutturali,

considerati inalienabili alla collettività: spiagge, fiumi, acque sorgive, resti

archeologici, acquedotti, ecc. Il demanio può essere statale, regionale,

provinciale e comunale; il demanio idrico è specifico dei beni rientranti

nel concetto di alveo. Il demanio è differente dal patrimonio (vedi).

L’elencazione completa dei beni demaniali si ricava da una serie di leggi.

Demanio Per sdemanializzare un bene, cioè per toglierlo alla proprietà pubblica, è

necessario procedere con una legge specifica per quel particolare bene;

non va confusa la proprietà del bene con l’uso dello stesso che può

essere concesso anche a soggetti privati.

Rif. artt. 822, 823, 824 del Cod. Civ.; art. 1 TU 11/12/1933 n. 1775; c. nav. 28,

692.

(Se di proprietà di province e comuni, anche i cimiteri e i mercati comunali).

(ab./mq), E’ il rapporto tra il numero di abitanti di un’area e la superficie

fondiaria dell’area ovvero l'area pertinente alle abitazioni, escluse strade

Densità abitativa e attrezzature sociali

fondiaria Riff. DM 1444/1968, Circ. Min. Ll.Pp. del 20.I.1967, n. 425

(ab./kmq o ab/ha), E’ il rapporto tra il numero di abitanti di un’area e la

superficie territoriale dell’area (o anche area di insediamento).

Per i complessi residenziali maggiori, o comunque per insediamenti

superiori ai 10- 20 mila abitanti, densità territoriali = 170-200 abitanti per

Densità abitativa ettaro; per insediamenti minori, potranno essere raggiunti, o superati,

territoriale anche i 300 abitanti per ettaro. (Le Leggi regionali possono stabilire

diversamente)

Riff. DM 1444/1968, Circ. Min. Ll.Pp. del 20.I.1967, n. 425

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(mc/mq; mq/mq) rapporto tra volume edilizio (o superficie lorda degli

alloggi) e area pertinente alle abitazioni, escluse strade e attrezzature

Densità edilizia sociali, o anche rapporto tra il volume di edificato residenziale di un’area

fondiaria e la superficie fondiaria dell’area

o La DE si può esprimere anche come rapporto di superficie lorda di

Indice di fabbricazione alloggio per abitante

fondiaria (Rif. CMLLPP n.425 del 29.01.1967)

Densità edilizia (mc/ha; mq/ha) rapporto tra volume edilizio (o superficie lorda degli

territoriale alloggi) e area della zona di insediamento o anche rapporto tra il volume

di edificato residenziale di un’area e la superficie territoriale dell’area.

o

Indice di fabbricazione

territoriale (Rif. CMLLPP n.425 del 29.01.1967)

E’ riferita all’attività prevalente che si svolge in un’area (zona territoriale

omogenea) o anche all’attività che si svolge in un’unità edilizia. Si

Destinazione definisce Destinazione complementare quando l’attività integra quella

d'uso principale; destinazione eventuale quando l’attività non è in contrasto con

la prevalente o la complementare.

Nella lingua italiana, detrattore è chi danneggia con calunnia la

reputazione di altri; chi cerca di diminuire il merito, il valore di qcn., di qcs

Detrattore (De Mauro); per traslato, con D.A. si intende un elemento, un’opera che

ambientale “danneggia” la qualità estetica e/o strutturale di un ambiente naturale e/o

urbano producendo un abbattimento dei valori propri di un’area.

Vanno intese come tali tutte quelle superfici libere a servizio della U.I.U.

(anche in comune ), quali cortili, giardini, terrazze ecc., sia quei locali

Dipendenza destinati al servizio comune di più unità immobiliari (Portici, tettoie

(abitazione) aperte)

DPR 138/1998,

Quando il proprietario di un'area (anche soggetto pubblico) concede a

terzi la possibilità di realizzare sulla stessa area un intervento edilizio;

Diritto di pertanto, la proprietà della costruzione è separata e diversa da quella del

superficie terreno.

Luogo od impianto nel quale vengono depositati stabilmente e con

Discarica continuità rifiuti, anche se riciclati o distrutti.

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Sono le distanze minime (tra costruzioni, tra costruzioni e strade, e

confini, ecc.) stabilite con fini di tutela igienico-sanitaria e variano al

variare della ZTO.

Devono:

a) assicurare il massimo soleggiamento invernale e la ventilazione

Distacchi (tra) trasversale;

Costruzioni b) evitare introspezioni tra finestre e balconi di alloggi diversi;

c) assicurare la razionale utilizzazione, gestione e manutenzione degli

spazi interposti tra i fabbricati.

Rif. art. 17 L. 765/1967; art. 9 di D.M. 2/04/1968 n. 1444; art. 873. Cod. Civ., Circ.

425/1967

Per fabbricato o edificio si intende qualsiasi costruzione coperta,

isolata da vie o da spazi vuoti, oppure separata da altre

costruzioni mediante muri che si elevano, senza soluzione di

continuità, dalle fondamenta al tetto; che disponga di uno o più

liberi accessi sulla via, e possa avere una o più scale autonome.

Edificio Per fabbricato o edificio residenziale si intende quel fabbricato

urbano o rurale, destinato per la maggior parte (cioè il più della

cubatura) ad uso di abitazione

Rif. CM LL.PP. n.1820/1960 realizzata con

E’ l’edilizia che, rispondente alle caratteristiche dell’e.r.p.,

Edilizia il concorso pubblico e privato, si avvale di “agevolazioni” finanziarie

agevolata quali mutui a tasso agevolato.

Rif. L. 847/1964, L.167/1962

E’ l’edilizia che si realizza mediante la stipula di un accordo

(convenzione) tra privato e Amministrazione con la quale si fissano

Edilizia misure di favore unitamente caratteristiche (sup. delle unità abitative,

convenzionata prezzi di affitto/vendita) e obblighi (opere di urbanizzazione)

Rif. L. 847/1964, L.167/1962

Con ERP si intende il patrimonio immobiliare realizzato con il concorso

Edilizia finanziario dello Stato o di altri enti pubblici per la costruzione di

residenziale abitazioni a costo contenuto per i cittadini meno abbienti (edilizia

pubblica sovvenzionata).

(edilizia economica

e popolare) Rif. L.865/1971, L. 847/1964, L.167/1962

E’ definita da una serie di caratteristiche come, ad esempio, superficie

utile, cubatura, accessori di pertinenza dell’edificio (piscina, campi

Edilizia di lusso sportivi), finiture, rapporto tra sup. cop. e scop. ecc.

Rif. DM 2 ag. 1969; art. 13 L. n. 408/1949

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E’ la possibilità quando vi è pubblico interesse, dichiarandone la pubblica

utilità, di imporre la cessione di un bene di proprietà privata. L’esproprio

ha una lunga e complessa storia giuridica in quanto limita il diritto di

proprietà privata e, pertanto, la difficoltà di varare una legge equa ha

prodotto la successione di norme diverse che, di volta in volta, mutavano

i criteri dell’indennizzo economico da corrispondere al soggetto

proprietario (dal 1865 ad oggi, si è passati dal prezzo di mercato, al

valore agricolo, maggiorato o meno, al valore venale, ecc.).

La normativa attuale prevede, per le aree edificabili, che l’indennizzo sia

calcolato mettendo in gioco valore venale e reddito dominicale sui quali

vengono operate alcune deduzioni. La tendenza odierna nella

pianificazione è di evitare la procedura di esproprio, utilizzando tecniche

Esproprio di accordo perequativo, premiale e quant’altro .

Rif DPR 327 2001, Dlgs n.302, 27/12/2002, art.32.

Riff. Storici:

L.2539 del 1865-giusto prezzo di compravendita;

L.2892/1885-LStr. per Napoli-media tra valore di mercato e fitti dell'ultimo decennio;

L Sullo 1962-mai attivata-valore agricolo;

L.167/1962-eliminazione delle plusvalenze;

L.904/1965-ripristina il valore della 2892: media tra valore di mercato e fitti dell'ultimo decennio;

Sentenza 55/1968 della C.C., annulla parte dell'art. 7 e 40 della L.1150/1942 e dichiara l'indennizzo per i

vincoli di piano;

L.10/1077-separazione del diritto di proprietà dal diritto ad edificare, valore agricolo maggiorato da alcuni

coefficienti (in base a zone omogenee, dimensione demografica); Sentenza 5/1980 della CC:annulla il valore

agricolo e afferma il serio ristoro;

D.L.333/1992: indennità =valore medio tra mercato e reddito dominicale(DPR.917/86) e riduzione del 40% se

.

la cessione non è volontaria

Stima della necessità di elementi costruiti e aree attrezzate calcolati con

Fabbisogno le opportune unità di misura e in base a parametri e standard prefissati.

urbanistico Abitazioni, infrastrutture e servizi, che si stima sia necessario realizzare

entro un certo periodo, determinata in base a standard predefiniti

E’ una striscia di terreno, la cui ampiezza varia in relazione al bene per il

Fascia di rispetto quale sono previste forme di protezione finalizzate a tutela, sicurezza,

ecc.; nella fascia di rispetto sono imposte limitazioni (dette anche vincoli

conformativi) ai possibili usi e alle costruzioni. Le limitazioni sono stabilite

(v. anche servitù speciali e

vincoli) dalle relative norme per le Cose artistiche, Bellezze naturali, Ferrovie,

Strade, Cimiteri, Porti, industrie, opere militari, Discariche, Demanio, ecc.

Nella fascia di rispetto (200 m dal perimetro riducibili fino a 50m) sono

vietati interventi di nuova edificazione e di ampliamento di elementi edilizi

Fascia di rispetto esistenti (Il PUC deve comunque dettare le regole per gli usi consentiti

cimiteri nel rispetto delle leggi sanitarie)

Rif. T.U. delle Leggi Sanitarie, R.D. 1265/1934, art. 338, 4 e 5c.

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Area del territorio comunale comprendente, di norma, un centro abitato,

nonché nuclei abitati e case sparse gravitanti sul centro (rif. Istat)

Le frazioni sono indicate nello Statuto o in altri regolamenti approvati dal

consiglio comunale.

Frazione Il Comune provvede «alla suddivisione del territorio comunale in frazioni

geografiche con limiti definiti in base alle condizioni antropogeografiche

rilevate» e di tracciarne i confini sulla cartografia.

Rif. Art. 9 D.P.R. 223/89

Struttura tecnica che dà luogo, mediante applicazione di idonee

Impianto di tecnologie, ad una riduzione del carico inquinante delle acque nere e

depurazione reflue ivi convogliate dai collettori fognari.

(ab/vani), è il rapporto tra numero di abitanti e numero di vani abitabili;

(0,75-1 ab/vano); per un calcolo maggiormente efficace si ricorre anche

alla dimensione delle famiglie in rapporto alla pezzatura delle abitazioni

Rif. CMLLPP n.425 del 29/01/1967, DL 745 del 26/10/1970

Indice

d’affollamento Il valore dell’Iaff dipende dalle “abitudini abitative locali” ; la normativa di

riferimento in materia pur datata (1967) prescrive :

- 1 alloggio per famiglia

- Iaff. variabile da 0.5 (famiglia mononucleare) a 1.33 (fam. di 8

componenti)

Suggerendo indici inferiori per i nuovi insediamenti.

Indice di (famiglie/abitazioni) E’ il rapporto tra numero di famiglie su numero di

coabitazione alloggi

Indica il rapporto tra la popolazione attiva e non attiva. Si esprime con ’ il

rapporto percentuale avente a numeratore la somma tra la popolazione

Indice di 0-14 anni e quella di 65 anni e più e a denominatore la popolazione in

dipendenza età da 15 a 64 anni

Rif. Istat

Indice di (mq/mq) È il rapporto tra la somma delle superfici lorde (vedi) di tutti i

sfruttamento piani e la superficie edificabile (vedi) del lotto.

o utilizzazione fondiaria

Indice di (mq/ha) E’ il rapporto percentuale di sup. fondiaria per ogni ha di sup.

sfruttamento o territoriale. (in alcuni casi la si definisce anche come rapporto tra la

utilizzazione superficie utile lorda (vedi) e la superficie territoriale.

territoriale E’ il rapporto percentuale avente a numeratore la popolazione di 65 anni

Indice di e più e a denominatore quella di 0-14 anni.

vecchiaia Rif. Istat - 11 -

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(mc/ab), è il volume medio di edificato per abitante (comprensivo anche

dei volumi tecnici e degli spazi comuni). Per l’edificato esistente tale

valore è estremamente variabile in funzione delle tipologie edilizie

storiche e del reddito medio. Nel progetto per un fabbricato residenziale

in un centro abitato si utilizza generalmente I medio=70 (80) -100 (120)

VC

mc/ab.

Indice Attualmente l’IVC è poco utilizzato in quanto si preferisce esprimersi

volumetrico attraverso il rapporto di superficie lorda di alloggio per abitante 25 mq di

capitario superficie lorda abitabile (pari a circa 80 mc vuoto per pieno), eventualmente

maggiorati di una quota non superiore a 5 mq (pari a circa 20 mc vuoto per pieno)

per le destinazioni non specificamente residenziali ma strettamente connesse con

le residenze (negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, studi

professionali, ecc.)

Rif. CMLLPP n.425 del 29.01.1967; DM 1444/1968, art.3

Spazio costruito (o edificabile) omogeneo, di dimensioni limitate,

Isolato costituito da uno o più edifici, circondato da strade.

(mq) superficie stabilita dallo strumento urbanistico al di sotto della quale

Lotto minimo di non è possibile procedere all’intervento.

intervento Norme in pendenza dell’approvazione di strumenti urbanistici generali,

consistono nel non autorizzare opere in contrasto con un piano adottato

Misure di dall’amministrazione

salvaguardia Rif. L. n. 1902/1952

Elaborato del piano urbanistico nel quale si specificano gli interventi che

Norme tecniche è possibile realizzare, precisando le indicazioni quantitative e qualitative

di attuazione di zona

(NTA) E’ quell’insieme di opere atte a rendere edificabile un’area: strade

residenziali, spazi di sosta e parcheggio, fognatura, rete idrica, rete

Opere elettrica, rete del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato,

d’urbanizzazione inoltre: impianti cimiteriali )- e reti telefoniche

(L.415/1989-art.26bis e L.38/1990

(circ 2015/1972)

primaria Rif. DPR 380/2001, Art.4, L.n.847 del 29/09/1964; DM. 1444/1968; L.415/1989-

art.26bis e L.38/1990; circ. 31 marzo 1972, n. 2015

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E’ l’insieme delle opere necessarie per la vita sociale minima di un

quartiere residenziale ma anche di aree agricole e produttive: asili nido,

scuole materne, dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali,

Opere chiese ed altri edifici per servizi religiosi, impianti sportivi di quartiere,

d’urbanizzazione centri sociali e attrezzature culturali e sanitarie, aree verdi di quartiere.

secondaria (v. anche attrezz. collettive)

Rif. Art.4, L.n.847 del 29/09/1964; circ 3210/1967, DM. 1444/1968; art.44

L.865/1971

Ci sono lavori che non hanno bisogno di “titolo abilitativo” (DIA,

permesso costruzione) e che non prevedono il pagamento di contributi,

sono le opere di manutenzione ordinaria, i lavori per l'eliminazione delle

Opere libere barriere architettoniche e le opere temporanee.

Rif. Art. 6 del TU dell’edilizia n.380/2001

Sono edifici ed impianti pubblici quei beni edificati da soggetti pubblici

e/o di proprietà pubblica, destinati a finalità pubbliche e sociali (ad es. le

sedi dei Ministeri, le caserme, le scuole, gli ospedali, i musei, le chiese, i

mercati, le università ecc.).

Storicamente l’opera pubblica era quell’opera realizzata e gestita

Opere pubbliche dall’Ente Pubblico, attualmente è più corretta la definizione di opera di

pubblica utilità (vedi), in quanto il soggetto pubblico ha ceduto al

soggetto privato parte delle competenze prima svolte.

Rif. Circolare 28/10/1967 n. 3210; art. 2 della L 11/02/1994, n. 109

Per edifici ed impianti di interesse pubblico debbono intendersi

quelli che, indipendentemente dalla qualità dei soggetti che li

realizzano - enti pubblici o privati - siano destinati a finalità di

Opere di carattere generale, sotto l'aspetto economico, culturale, industriale,

pubblica utilità igienico, religioso ecc.: es. conventi, poliambulatori, alberghi,

impianti turistici, biblioteche teatri, silo portuali, ecc.

Rif. Circ. M.LL.PP. n3210/1967

Area o infrastruttura posta fuori della carreggiata, destinata alla sosta

regolamentata o non dei veicoli e anche alla manovra e all’accesso.

Parcheggio Riff. Art.3 di D.Lgs.285/1992, circolare MM.LL.PP.3210/1967.

Parcheggio situato in prossimità di stazioni o fermate del trasporto

pubblico locale o del trasporto ferroviario, per agevolare l’intermodalità;

Parcheggio ovvero per agevolare lo scambio tra autovettura personale e mezzo del

scambiatore trasporto collettivo.

o intermodale rif. Art.3 di D.Lgs.285/1992

Un ambito territoriale caratterizzato da importanti evidenze archeologiche

e dalla compresenza di valori storici, paesaggistici o ambientali,

Parco attrezzato come museo all’aperto.

Archeologico Rif. TU 42/2004, art.101

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Nel glossario si riportano le definizioni sintetiche di quei termini tecnici che maggiormente si utilizzano, sia nelle fasi di indagine che nelle fasi di progetto di uno strumento urbanistico; per ognuno dei termini la spiegazione fornita deriva dalle specifiche norme di legge, quando esistenti, da vari regolamenti edilizi e dall'uso ormai codificato nella pratica disciplinare. Il glossario di urbanistica riporta i principali termini tecnici urbanistici, quali centro abitato, comparto edificatorio, complesso monumentale, demanio, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'architettura
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Petrella Bianca.

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