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Il Trattato di Lisbona e la “lezione irlandese”

di Franco Bassanini e Giulia Tiberi

(Postilla alla Introduzione al volume di Astrid

1

“Le nuove Istituzioni europee. Commento al Trattato di Lisbona”,

in corso di stampa presso le edizioni del Mulino)

Mentre questo libro era in stampa e già i Parlamenti di 19 Stati

avevano approvato le leggi di ratifica del Trattato, l'Irlanda, col

referendum popolare del 13 giugno 2008, l’ha invece bocciato; e la

ratifica della Repubblica Ceca non appare più scontata (e dipenderà

anche da un giudizio della Corte costituzionale di quel Paese sulla

compatibilità del Trattato con la Costituzione ceca).

Come si sa, il Trattato di Lisbona, come i precedenti trattati europei,

entra in vigore dopo la ratifica di tutti gli Stati membri e non prevede

clausole di recessione volontaria né di espulsione dall’Unione dei

dissenzienti, ma la sola possibilità di investire della questione il

Consiglio europeo, quando almeno 4/5 degli Stati l’abbiano ratificato.

Su questa base, il Consiglio europeo, riunito a Bruxelles il 19-20

giugno, ha preso atto dell’esito del referendum irlandese, ma anche

dell’intenzione degli altri Stati di completare i procedimenti di

ratifica; e ha rinviato ogni decisione alla riunione del 15 ottobre,

quando le ratifiche avranno superato la soglia dei quattro quinti.

Nessuno sottovaluta le difficoltà create dal voto irlandese e la

necessità, riconosciuta dal Consiglio di Bruxelles, di dare risposte in

termini di «risultati concreti» alle attese dei cittadini europei, spesso

delusi da un’Europa distante e burocratica. Ma l’ipotesi di continuare

a governare l’Europa a 27 con le istituzioni e le regole di Nizza appare

quasi a tutti improponibile (tanto che il presidente francese Sarkozy

ha chiesto di bloccare, nel frattempo, anche i negoziati per

l’allargamento dell’Unione a nuovi paesi). Molti hanno sottolineato

che il voto irlandese riguarda meno dell’1% della popolazione

dell’Unione; che il Trattato è già stato ratificato anche dalla Francia,

che per prima aveva bocciato la Costituzione europea, e dalla Gran

Bretagna, che aveva accolto il No francese quasi con sollievo; che

Per il testo della Introduzione vedi F. B e G. T i, Le nuove

1 ASSANINI IBER

istituzioni europee e il Trattato di Lisbona, in Astrid Rassegna, n. 9/2008 1


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Atreyu

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Romana.

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