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UN'UNIONE PER IL VENTUNESIMO SECOLO

Il Trattato di Lisbona è stato firmato dai 27 Stati membri dell'Unione europea il

13 dicembre 2007.

Per entrare in vigore, il Trattato deve essere ratificato da tutti gli Stati membri in conformità

con le loro procedure nazionali.

Motivi di un nuovo Trattato

L'UE è cambiata. È composta ormai da un numero di Stati membri quattro volte superiore

rispetto agli inizi e il loro numero è quasi raddoppiato nel corso degli ultimi cinque anni.

Il mondo è in rapida evoluzione e l'Europa del ventunesimo secolo si trova a far fronte a sfide

di grandissima portata: crisi economica, cambiamento climatico, sviluppo sostenibile,

sicurezza energetica e lotta contro la criminalità transfrontaliera internazionale.

Gli Stati membri che hanno elaborato il Trattato di Lisbona hanno riconosciuto che i trattati

finora in vigore non mettevano a disposizione dell'Unione gli strumenti di cui questa aveva

bisogno per affrontare tali sfide e tali cambiamenti.

Il Trattato di Lisbona modifica e aggiorna i trattati esistenti.

• Esso tiene conto dell'allargamento dell'Unione – da sei Stati membri fondatori a 27 Stati

• membri attualmente - nonché dei numerosi cambiamenti di questi ultimi 50 anni.

Il Trattato, una volta approvato da tutti i 27 Stati membri, migliorerà i metodi di lavoro

• dell'Unione e permetterà a questa di funzionare in modo più efficace ed efficiente, adatto

al ventunesimo secolo.

Il Trattato permette all'UE di servire gli interessi dei cittadini, i quali potranno

• pronunciarsi sulle questioni europee grazie alla nuova iniziativa popolare prevista a tal

fine.

Tutela i diritti dei cittadini mediante la Carta dei diritti fondamentali.

• Rafforza il ruolo del Parlamento europeo e conferisce nuovi poteri ai parlamenti nazionali.

• Consente di prendere decisioni in maniera più efficace a livello europeo.

• Permette all'UE di parlare con una sola voce nel mondo.

• Il Trattato introduce nuove misure per risolvere questioni urgenti riguardanti la nostra

• qualità della vita, come il cambiamento climatico, la criminalità transfrontaliera e

l'energia.

Esso tutela nel contempo i diritti di ogni Stato membro, segnatamente in settori sensibili

• quali la fiscalità e la difesa. 3

Gli obiettivi e i valori dell'UE

Il Trattato di Lisbona definisce in maniera chiara gli obiettivi e i valori dell'Unione europea:

pace, rispetto dei diritti dell'uomo, giustizia, uguaglianza, stato di diritto e sviluppo

sostenibile.

Esso garantisce che l'Unione europea si impegnerà al fine di:

offrire ai cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne;

• garantire all'Europa uno sviluppo sostenibile, basato su una crescita economica

• equilibrata, sulla stabilità dei prezzi e su un'economia sociale di mercato altamente

competitiva, al fine di raggiungere la piena occupazione e il progresso sociale, unitamente

ad un livello elevato di tutela dell'ambiente;

lottare contro l'emarginazione sociale e la discriminazione, nonché promuovere la

• giustizia e la protezione sociali;

favorire la coesione economica, sociale e territoriale, nonché la solidarietà fra gli Stati

• membri;

continuare l'impegno in favore di un'unione economica e monetaria con l'euro come

• moneta;

conservare e promuovere i valori dell'Unione europea nel resto del mondo e adoperarsi

• per la pace, la sicurezza, lo sviluppo sostenibile del pianeta, la solidarietà e il rispetto fra i

popoli, un commercio libero ed equo e l'eliminazione della povertà;

contribuire alla protezione dei diritti dell'uomo, segnatamente dei diritti dei bambini,

• all'applicazione rigorosa e allo sviluppo del diritto internazionale, ivi compreso il rispetto

per i principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite.

Sono questi i principali obiettivi e il Trattato di Lisbona intende dotare l'UE degli strumenti

necessari per poterli realizzare. 4

DISPOSIZIONI PRINCIPALI DEL TRATTATO DI

LISBONA

Più democrazia, maggiore apertura

Il Trattato permette ai cittadini una partecipazione più ampia al processo decisionale.

iniziativa popolare,

Con la nuova un milione di cittadini da più Stati membri – su 500

milioni di abitanti dell'UE – potranno invitare la Commissione a presentare nuove proposte

politiche.

Per la prima volta, i cittadini potranno quindi influenzare direttamente il processo legislativo

dell'Unione.

Affinché i cittadini possano comprendere meglio come l'UE prende le sue decisioni, le

sessioni del Consiglio dei Ministri relative all'esame e alla votazione dei progetti di legge

saranno pubbliche .

Parlamento europeo Consiglio dei Ministri

Il condivide con il le decisioni comuni in un

maggior numero di casi. I membri del Parlamento europeo eletti dai cittadini a suffragio

universale avranno in questo modo un'influenza molto maggiore sul processo legislativo e sul

bilancio comunitario.

parlamenti nazionali

Nei vari paesi, i avranno maggiori occasioni di partecipare direttamente

al processo decisionale comunitario.

Grazie ad un sistema di mobilitazione rapida, i parlamenti nazionali disporranno degli

strumenti per commentare i progetti di legge in una fase iniziale e di verificare che l'UE non

vada oltre i suoi poteri pronunciandosi su questioni che dovrebbero essere trattate invece a

livello nazionale ovvero locale.

Processo decisionale più rapido ed efficace

Razionalizzazione delle procedure decisionali dell'UE.

voto a maggioranza qualificata

A livello del Consiglio dei Ministri, il si sostituirà più

spesso al voto unanime; ciò permetterà di accelerare l'adozione dei provvedimenti rendendoli

quindi più efficaci.

A decorrere dal 2014, la maggioranza qualificata verrà raggiunta con il voto favorevole di

almeno il 55% degli Stati membri rappresentante almeno il 65% dei cittadini dell'Unione. Le

decisioni godranno così di una doppia legittimità.

Ogni proposta volta ad applicare il voto a maggioranza a nuove politiche verrà valutata

secondo norme rigide. Tale cambiamento dovrà essere approvato da ogni Stato membro ed i

parlamenti nazionali disporranno di un diritto di veto.

5

Per contro, il voto all'unanimità verrà mantenuto per questioni politiche di grande importanza

quali la fiscalità e la difesa.

Modernizzazione delle istituzioni dell'UE

Uno dei principali obiettivi del Trattato di Lisbona è quello di modernizzare e di rendere

più democratiche le istituzioni che presiedono all'attività dell'UE.

Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica per la sicurezza,

Un

nonché Vicepresidente della Commissione, verrà nominato per promuovere l'azione dell'UE

sulla scena internazionale e per tutelare meglio gli interessi e i valori comunitari al di fuori

dell'Unione.

Per garantire continuità e coerenza ai lavori, il Consiglio europeo eleggerà un presidente per

non più di cinque anni. Ciò migliorerà la visibilità e la coerenza delle azioni comunitarie.

Il Presidente della Commissione verrà "eletto" dal Parlamento europeo, su proposta del

Consiglio europeo.

Il Trattato di Lisbona riprende e attualizza numerose disposizioni economiche già presenti nei

precedenti trattati. Esso aggiunge del pari un certo numero di nuovi importanti settori indicati

in appresso.

Politica economica

Il Trattato ribadisce l'impegno a costituire un'Unione economica e monetaria avente

l'euro come moneta unica.

L'euro è attualmente la moneta di 16 Stati membri.

L'Unione economica e monetaria è un obiettivo essenziale dell'UE. Si tratta dell'elemento

chiave per garantire il ritorno della prosperità e dell'occupazione in Europa. L'UE e i suoi Stati

membri hanno impegnato 200 miliardi di euro per stimolare l'economia dell'Unione in esito

alla crisi finanziaria.

Il Trattato ufficializza la funzione della Banca centrale europea, la quale diviene un'istituzione

dell'Unione.

L'Unione europea nel mondo

L'UE si impegna a promuovere i suoi valori nel mondo e a garantire:

la pace e la sicurezza,

• lo sviluppo sostenibile del pianeta,

• la solidarietà e il rispetto reciproco fra i popoli,

• un commercio libero ed equo,

• l'eliminazione della povertà,

• la protezione dei diritti dell'uomo,

• 6

il rispetto e il miglioramento del diritto internazionale così come è definito, in particolare,

• nella Carta delle Nazioni Unite.

L'UE è la prima potenza commerciale del mondo e il primo donatore e fornitore di aiuti ai

paesi in via di sviluppo.

La nomina di un Alto responsabile dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

nonché Vicepresidente della Commissione, garantirà ulteriore coerenza alle azioni svolte

dall'UE all'esterno e consentirà all'Unione europea di parlare con un'unica voce fuori dal suo

territorio. La persona nominata a tal fine si gioverà dell'assistenza di un servizio europeo per

l'azione esterna.

Difesa e sicurezza

Il Trattato di Lisbona precisa il ruolo dell'UE nel campo della politica estera e della

sicurezza comune. Le decisioni riguardanti le questioni attinenti alla difesa

continueranno ad essere prese all'unanimità dei 27 Stati membri.

Le missioni svolte dall'UE fuori dal suo territorio mirano al mantenimento della pace, alla

prevenzione dei conflitti e al miglioramento della sicurezza internazionale nel quadro della

Carta delle Nazioni Unite.

Il Trattato amplia il ruolo dell'UE estendendolo ad interventi di smilitarizzazione, a

consulenze militari e al ripristino della stabilità dopo i conflitti.

Esso prevede parimenti la possibilità di un potenziamento della cooperazione fra gli Stati

membri che intendano collaborare in maniera più stretta nel settore della difesa.

Il Trattato prevede che gli Stati membri mettano a disposizione dell'Unione le loro capacità

civili e militari necessarie all'attuazione della politica di difesa e di sicurezza comune. Esso

descrive del pari il ruolo dell'Agenzia europea per la difesa.

Il Trattato comprende una clausola di solidarietà (su base volontaria), applicabile nel caso in

cui uno Stato membro risultasse vittima di un attacco terroristico o di una catastrofe naturale o

di origine umana.

Giustizia e criminalità

Il Trattato di Lisbona comporta nuove importanti disposizioni miranti a potenziare la

capacità dell'Unione di lottare contro la criminalità transfrontaliera internazionale,

l'immigrazione clandestina, la tratta di esseri umani, il traffico di armi e di droga.

La semplificazione proposta dal Trattato di Lisbona conferisce maggiore trasparenza in questo

settore. Il ruolo del Parlamento europeo e della Corte di giustizia risulterà potenziato e le

decisioni saranno prese più rapidamente grazie al ricorso generale al voto a maggioranza

qualificata. 7

Fra l'altro, le nuove disposizioni permetteranno all'Unione e agli Stati membri di proteggere in

maniera più efficace gli interessi finanziari dell'Unione e di combattere più efficacemente la

criminalità transfrontaliera.

Le nuove disposizioni perseguono il rispetto dei diversi sistemi e delle tradizioni giuridiche

degli Stati membri. Esse prevedono ad esempio una "deroga d'urgenza" per consentire ad uno

Stato membro di non recepire una nuova misura se ritiene che questa pregiudichi aspetti

fondamentali del proprio sistema giuridico penale.

L'Irlanda e il Regno Unito, tenuto conto del loro sistema di common law e della loro non

appartenenza al regime del controllo delle frontiere di Schengen, beneficeranno

eccezionalmente di una clausola specifica che permetterà loro di decidere, caso per caso, se

partecipare o meno alla legislazione in questo settore.

Politica sociale

Il Trattato di Lisbona sottolinea ulteriormente l'importanza degli obiettivi sociali

dell'UE. In tutte le sue politiche e le sue azioni, l'Unione si adopererà al fine di

promuovere un elevato livello di occupazione.

Il Trattato riconosce il ruolo fondamentale dei servizi quali i trasporti pubblici, le

telecomunicazioni, i servizi postali, nonché i servizi di erogazione di gas ed elettricità.

In questi settori il potere dell'Unione è limitato e gli Stati membri hanno un maggior margine

di manovra per quanto riguarda la fornitura, l'organizzazione e la gestione di tali servizi per

poter far fronte con la massima efficacia ai bisogni nazionali.

L'UE deve astenersi dall'intervenire in una maniera che indebolisca il ruolo degli Stati membri

nei servizi di interesse generale quali la sanità, i servizi sociali, le forze di polizia e di

sicurezza e l'istruzione pubblica.

Le retribuzioni, il diritto di associazione e il diritto di sciopero continuano a rientrare nella

sfera di competenza degli Stati membri.

Nuovi settori di cooperazione

Il Trattato regolamenta un certo numero di nuovi settori politici e dota l'Unione di

maggiori capacità per lottare contro la criminalità transfrontaliera internazionale,

l'immigrazione clandestina, la tratta di donne e bambini, il traffico di armi e di droga.

Due altri settori sono particolarmente importanti nel mondo di oggi:

Il cambiamento climatico: il Trattato assegna una priorità all'obiettivo comunitario di

promuovere lo sviluppo sostenibile in Europa, grazie ad un elevato livello di protezione e di

miglioramento dell'ambiente.

Il Trattato garantisce la promozione a livello internazionale di misure volte a risolvere i

problemi ambientali regionali e mondiali, segnatamente per quanto attiene al cambiamento

climatico. 8

Potenziando il ruolo dell'UE in ordine al cambiamento climatico, viene garantito che l'Europa

continui a svolgere un ruolo importante nella lotta contro il surriscaldamento globale.

L'energia: il Trattato prevede nuove disposizioni che garantiscono il buon funzionamento del

mercato dell'energia, in particolare per quanto riguarda l'approvvigionamento energetico,

l'efficienza energetica e le economie di energia, nonché per quanto attiene allo sviluppo di

fonti di energie nuove e rinnovabili.

La sicurezza energetica costituirà per tutti gli Stati membri una sfida importante per il futuro.

Il Trattato ribadisce l'impegno dell'UE in favore di una politica europea unita riguardante

l'energia sostenibile.

Il Trattato definisce parimenti una nuova base di cooperazione fra gli Stati membri nei settori

dello sport, degli aiuti umanitari, della protezione civile, del turismo e della ricerca spaziale.

Diritti dell'uomo

Il Trattato di Lisbona riconosce i diritti, le libertà e i principi contenuti nella Carta dei

diritti fondamentali e la rende giuridicamente vincolante.

Gli Stati membri hanno firmato la Carta nel 2000. A partire da adesso ha un valore giuridico

vincolante.

Pertanto, nel proporre e applicare le leggi, l'UE è tenuta a rispettare i diritti contenuti in tale

Carta. Lo stesso vale per gli Stati membri quando recepiscono la legislazione comunitaria.

Ogni persona gode in particolare dei diritti seguenti: protezione dei dati aventi carattere

personale, diritto d'asilo, uguaglianza davanti alla legge e non discriminazione, uguaglianza

fra uomini e donne, diritti del bambino e delle persone anziane, diritti sociali importanti quali

la tutela dal licenziamento arbitrario e l'accesso alla previdenza e all'assistenza sociale.

Il Trattato permette del pari all'UE di aderire alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

La Convenzione, così come la Corte europea dei diritti dell'uomo che garantisce il rispetto di

tale Convenzione, costituiscono le fondamenta della protezione dei diritti dell'uomo in

Europa. 9


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Diritto dell'Unione europea tenuto dalla prof.ssa Allegri. Nel documento vengono affrontati i seguenti argomenti; i motivi che hanno portato gli Stati membri dell'Ue ad elaborare il nuovo trattato di Lisbona; le disposizioni principali del Trattato e infine viene ripercorso il lungo cammino verso il trattato.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione pubblica e d'impresa
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO DELL’UNIONE EUROPEA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Romana.

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