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INTRODUZIONE

Dopo decenni di guerre che hanno causato milioni di morti, la fondazione dell’Unione

europea (UE) ha segnato l’inizio di una nuova era in cui i paesi europei hanno

cominciato a risolvere i propri problemi attraverso il dialogo e non con lo scontro.

Attualmente, i membri dell’UE godono di moltissimi vantaggi: un mercato libero con

una moneta che facilita il commercio e lo rende più effi

ciente, milioni di nuovi posti di

lavoro, maggiori diritti per i lavoratori, libera circolazione delle persone e un ambiente

più pulito.

Tuttavia le norme attuali erano state pensate per un’Unione molto più ristretta, che

non si trovava di fronte alle sfi de mondiali di oggi, come il cambiamento climatico,

la recessione mondiale o la criminalità transfrontaliera internazionale. L’UE dispone del

potenziale e delle capacità necessarie per risolvere questi problemi, tuttavia essi non

possono essere risolti se non migliorando il suo modo di funzionare.

È questa la ragion d’essere del trattato di Lisbona che darà all’UE più democrazia,

effi

cacia e trasparenza, che permetterà ai cittadini e ai parlamenti di esprimersi su

quanto accade a livello europeo, e grazie al quale l’Europa potrà far sentire più distinta

e più forte la propria voce nel mondo, tutelando nel contempo gli interessi nazionali.

Il trattato dà ai cittadini la capacità di avviare un’iniziativa popolare grazie alla quale

essi, previa presentazione di un milione di fi rme, potranno invitare la Commissione

europea a presentare nuove proposte politiche.

I parlamenti nazionali di ciascuno Stato membro avranno un ruolo più importante

in quanto potranno esaminare la legislazione comunitaria prima che questa venga

approvata. Essi potranno quindi essere sicuri che

l’UE non superi determinati limiti su questioni di

competenza nazionale o locale.

I poteri del Parlamento europeo

verranno estesi e i membri del

Parlamento europeo eletti a

suff ragio universale potranno

intervenire in un maggior

numero di questioni.

Diversamente dall’attuale

trattato (trattato di Nizza), la

Commissione continuerà ad

essere formata da un commissario

per ogni Stato membro.

Il presente opuscolo ha lo

scopo di spiegare ai cittadini

le implicazioni del trattato di

Lisbona. 1

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UN’UNIONE PER

IL VENTUNESIMO

SECOLO

Il trattato di Lisbona è stato fi rmato dai 27 Stati membri dell’Unione europea il

13 dicembre 2007.

Per entrare in vigore, il trattato deve essere ratifi cato da tutti gli Stati membri in

conformità con le loro procedure nazionali.

Motivi di un nuovo trattato

L’UE è cambiata. È composta ormai da un numero di Stati membri

quattro volte superiore rispetto agli inizi e il loro numero è quasi

raddoppiato nel corso degli ultimi cinque anni.

Il mondo è in rapida evoluzione e l’Europa del ventunesimo

secolo si trova a far fronte a sfi de di grandissima portata:

crisi economica, cambiamento climatico, sviluppo

sostenibile, sicurezza energetica e lotta contro la

criminalità transfrontaliera internazionale.

Gli Stati membri che hanno elaborato il trattato di Lisbona

hanno riconosciuto che i trattati fi nora in vigore non

mettevano a disposizione dell’Unione gli strumenti di

cui questa aveva bisogno per aff rontare tali sfi de e tali

cambiamenti.

• Il trattato di Lisbona modifi ca e aggiorna i trattati esistenti.

• Esso tiene conto dell’allargamento dell’Unione — da sei Stati membri

fondatori a 27 Stati membri attualmente — nonché dei numerosi cambiamenti di

questi ultimi 50 anni.

• Il trattato, una volta approvato da tutti i 27 Stati membri, migliorerà i metodi di lavoro

dell’Unione e permetterà a questa di funzionare in modo più effi

cace ed effi

ciente,

adatto al ventunesimo secolo.

• Il trattato permette all’UE di servire gli interessi dei cittadini, i quali potranno

pronunciarsi sulle questioni europee grazie alla nuova iniziativa popolare prevista a

tal fi

ne.

• Tutela i diritti dei cittadini mediante la Carta dei diritti fondamentali.

• Raff

orza il ruolo del Parlamento europeo e conferisce nuovi poteri ai parlamenti

nazionali.

• Consente di prendere decisioni in maniera più effi

cace a livello europeo.

2

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• Permette all’UE di parlare con una sola voce nel mondo.

• Il trattato introduce nuove misure per risolvere questioni urgenti riguardanti la nostra

qualità della vita, come il cambiamento climatico, la criminalità transfrontaliera e

l’energia.

• Esso tutela nel contempo i diritti di ogni Stato membro, segnatamente in settori

sensibili quali la fi scalità e la difesa.

Gli obiettivi e i valori dell’UE

Il trattato di Lisbona defi

nisce in maniera chiara gli obiettivi e i valori dell’Unione

europea: pace, rispetto dei diritti dell’uomo, giustizia, uguaglianza,

Stato di diritto e sviluppo sostenibile.

Esso garantisce che l’Unione europea si impegnerà al fi ne di:

• off rire ai cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia

senza frontiere interne;

• garantire all’Europa uno sviluppo sostenibile, basato su una

crescita economica equilibrata, sulla stabilità dei prezzi e su

un’economia sociale di mercato altamente competitiva, al fi ne

di raggiungere la piena occupazione e il progresso sociale,

unitamente ad un livello elevato di tutela dell’ambiente;

• lottare contro l’emarginazione sociale e la discriminazione,

nonché promuovere la giustizia e la protezione sociali;

• favorire la coesione economica, sociale e territoriale, nonché la

solidarietà fra gli Stati membri;

• continuare l’impegno in favore di un’unione economica e monetaria

con l’euro come moneta;

• conservare e promuovere i valori dell’Unione europea nel resto del

mondo e adoperarsi per la pace, la sicurezza, lo sviluppo sostenibile del

pianeta, la solidarietà e il rispetto fra i popoli, un commercio libero ed

equo e l’eliminazione della povertà;

• contribuire alla protezione dei diritti dell’uomo, segnatamente dei diritti dei bambini,

all’applicazione rigorosa e allo sviluppo del diritto internazionale, ivi compreso il

rispetto per i principi enunciati nella Carta delle Nazioni Unite.

Sono questi i principali obiettivi e il trattato di Lisbona intende dotare l’UE degli

strumenti necessari per poterli realizzare. 3

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DISPOSIZIONI

PRINCIPALI DEL

TRATTATO DI LISBONA

Più democrazia, maggiore apertura

Il trattato permette ai cittadini una partecipazione più ampia al processo decisionale.

Con la nuova iniziativa popolare, un milione di cittadini da più Stati membri — su

500 milioni di abitanti dell’UE — potranno invitare la Commissione a presentare nuove

proposte politiche.

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Per la prima volta, i cittadini potranno quindi infl uenzare

direttamente il processo legislativo dell’Unione.

Affi

nché i cittadini possano comprendere meglio come l’UE prende

le sue decisioni, le sessioni del Consiglio dei ministri relative all’esame

e alla votazione dei progetti di legge saranno pubbliche.

Il Parlamento europeo condivide con il Consiglio dei ministri le decisioni

comuni in un maggior numero di casi. I membri del Parlamento europeo eletti dai

cittadini a suff

ragio universale avranno in questo modo un’infl uenza molto maggiore

sul processo legislativo e sul bilancio comunitario.

Nei vari paesi, i parlamenti nazionali avranno maggiori occasioni di partecipare

direttamente al processo decisionale comunitario.

Grazie ad un sistema di mobilitazione rapida, i parlamenti nazionali disporranno degli

strumenti per commentare i progetti di legge in una fase iniziale e di verifi care che

l’UE non vada oltre i suoi poteri pronunciandosi su questioni che dovrebbero essere

trattate invece a livello nazionale ovvero locale.

Processo decisionale più rapido ed effi

cace

Razionalizzazione delle procedure decisionali dell’UE.

A livello del Consiglio dei ministri, il voto a maggioranza qualifi

cata si sostituirà più

spesso al voto unanime; ciò permetterà di accelerare l’adozione dei provvedimenti

rendendoli quindi più effi

caci.

A decorrere dal 2014, la maggioranza qualifi cata verrà raggiunta con il voto favorevole

di almeno il 55 % degli Stati membri rappresentante almeno il 65 % dei cittadini

dell’Unione. Le decisioni godranno così di una doppia legittimità.

Ogni proposta volta ad applicare il voto a maggioranza a nuove politiche verrà valutata

secondo norme rigide. Tale cambiamento dovrà essere approvato da ogni Stato

membro ed i parlamenti nazionali disporranno di un diritto di veto.

Per contro, il voto all’unanimità verrà mantenuto per questioni politiche di grande

importanza quali la fi scalità e la difesa.

Modernizzazione delle istituzioni dell’UE

Uno dei principali obiettivi del trattato di Lisbona è quello di modernizzare e di

rendere più democratiche le istituzioni che presiedono all’attività dell’UE.

Un Alto rappresentante dell’Unione per gli aff

ari esteri e la politica per la sicurezza,

nonché vicepresidente della Commissione, verrà nominato per promuovere l’azione

dell’UE sulla scena internazionale e per tutelare meglio gli interessi e i valori comunitari

al di fuori dell’Unione.

Per garantire continuità e coerenza ai lavori, il Consiglio europeo eleggerà un

presidente per non più di cinque anni. Ciò migliorerà la visibilità e la coerenza delle

azioni comunitarie. 5

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Il presidente della Commissione verrà eletto dal Parlamento europeo, su proposta

del Consiglio europeo.

Il trattato di Lisbona riprende e attualizza numerose disposizioni economiche già

presenti nei precedenti trattati. Esso aggiunge del pari un certo numero di nuovi

importanti settori indicati in appresso.

Politica economica

Il trattato ribadisce l’impegno a costituire un’Unione economica e monetaria

avente l’euro come moneta unica.

L’euro è attualmente la moneta di 16 Stati membri.

L’Unione economica e monetaria è un obiettivo essenziale dell’UE. Si tratta dell’ele-

mento chiave per garantire il ritorno della prosperità e dell’occupazione in Europa. L’UE

e i suoi Stati membri hanno impegnato 200 miliardi di euro per stimolare l’economia

dell’Unione in esito alla crisi fi

nanziaria.

Il trattato uffi

cializza la funzione della Banca centrale europea, la quale diviene

un’istituzione dell’Unione.

L’Unione europea nel mondo

L’UE si impegna a promuovere i suoi valori nel mondo e a garantire:

• la pace e la sicurezza,

• lo sviluppo sostenibile del pianeta,

• la solidarietà e il rispetto reciproco fra i popoli,

• un commercio libero ed equo,

• l’eliminazione della povertà,

• la protezione dei diritti dell’uomo,

omo,

• il rispetto e il miglioramento del

diritto internazionale così come

me è

defi nito, in particolare, nella Carta

arta

delle Nazioni Unite.

L’UE è la prima potenza commerciale

erciale

del mondo e il primo donatore e

fornitore di aiuti ai paesi in via

di sviluppo.

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La nomina di un Alto responsabile dell’Unione per gli aff

ari

esteri e la politica di sicurezza, nonché vicepresidente della

Commissione, garantirà ulteriore coerenza alle azioni svolte

te

dall’UE all’esterno e consentirà all’Unione europea di parlare con

n

un’unica voce fuori dal suo territorio. La persona nominata a tal

al

fi ne si gioverà dell’assistenza di un servizio europeo per l’azione

e

esterna.

Difesa e sicurezza

Il trattato di Lisbona precisa il ruolo dell’UE nel campo della politica estera e della

sicurezza comune. Le decisioni riguardanti le questioni attinenti alla difesa

continueranno ad essere prese all’unanimità dei 27 Stati membri.

Le missioni svolte dall’UE fuori dal suo territorio mirano al mantenimento della pace,

alla prevenzione dei confl itti e al miglioramento della sicurezza internazionale nel

quadro della Carta delle Nazioni Unite.

Il trattato amplia il ruolo dell’UE estendendolo ad interventi di smilitarizzazione,

a consulenze militari e al ripristino della stabilità dopo i confl itti.

Esso prevede parimenti la possibilità di un potenziamento della cooperazione fra gli

Stati membri che intendano collaborare in maniera più stretta nel settore della difesa.

Il trattato prevede che gli Stati membri mettano a disposizione dell’Unione le loro

capacità civili e militari necessarie all’attuazione della politica di difesa e di sicurezza

comune. Esso descrive del pari il ruolo dell’Agenzia europea per la difesa.

Il trattato comprende una clausola di solidarietà (su base volontaria), applicabile nel

caso in cui uno Stato membro risultasse vittima di un attacco terroristico o di una

catastrofe naturale o di origine umana.

Giustizia

G e criminalità

Il trattato di Lisbona comporta nuove importanti disposizioni miranti a potenziare la

capacità dell’Unione di lottare contro la criminalità transfrontaliera internazionale,

l’immigrazione clandestina, la tratta di esseri umani, il traffi

co di armi e di droga.

La semplifi cazione proposta dal trattato di Lisbona conferisce maggiore trasparenza

in questo settore. Il ruolo del Parlamento europeo e della Corte di giustizia risulterà

potenziato e le decisioni saranno prese più rapidamente grazie al ricorso generale al

voto a maggioranza qualifi cata.

Fra l’altro, le nuove disposizioni permetteranno all’Unione e agli Stati membri di

proteggere in maniera più effi

cace gli interessi fi nanziari dell’Unione e di combattere

più effi

cacemente la criminalità transfrontaliera. 7

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Le nuove disposizioni perseguono il rispetto dei diversi sistemi e delle tradizioni

giuridiche degli Stati membri. Esse prevedono ad esempio una deroga d’urgenza

per consentire ad uno Stato membro di non recepire una nuova misura se ritiene che

questa pregiudichi aspetti fondamentali del proprio sistema giuridico penale.

L’Irlanda e il Regno Unito, tenuto conto del loro sistema di common law e della loro

non appartenenza al regime del controllo delle frontiere di Schengen, benefi ceranno

eccezionalmente di una clausola specifi ca che permetterà loro di

decidere, caso per caso, se partecipare o meno alla legislazione

g

in questo settore.

Politica sociale

Il trattato di Lisbona sottolinea ulterior-

mente l’importanza degli obiettivi sociali

dell’UE. In tutte le sue politiche e le sue

azioni, l’Unione si adopererà al fi

ne di pro-

muovere un elevato livello di occupazione.

Il trattato riconosce il ruolo fondamentale dei

servizi quali i trasporti pubblici, le telecomu-

nicazioni, i servizi postali, nonché i servizi di

erogazione di gas ed elettricità.

In questi settori il potere dell’Unione è limitato e

gli Stati membri hanno un maggior margine di manovra

ovra

per quanto riguarda la fornitura, l’organizzazione

e e

la gestione di tali servizi per poter far fronte con

n la

massima effi

cacia ai bisogni nazionali.

L’UE deve astenersi dall’intervenire in una maniera

aniera

che indebolisca il ruolo degli Stati membri nei servizi di

interesse generale quali la sanità, i servizi sociali, le forze di

polizia e di sicurezza e l’istruzione pubblica.

Le retribuzioni, il diritto di associazione e il diritto di sciopero continuano

a rientrare nella sfera di competenza degli Stati membri.

Nuovi settori di cooperazione

Il trattato regolamenta un certo numero di nuovi settori politici

e dota l’Unione di maggiori capacità per lottare contro la criminalità

transfrontaliera internazionale, l’immigrazione clandestina, la tratta di donne

e bambini, il traffi

co di armi e di droga.

Due altri settori sono particolarmente importanti nel mondo di oggi:

Il cambiamento climatico: il trattato assegna una priorità all’obiettivo comunitario di

promuovere lo sviluppo sostenibile in Europa, grazie ad un elevato livello di protezione

e di miglioramento dell’ambiente.

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Il trattato garantisce la promozione a livello internazionale di misure volte a risolvere

i problemi ambientali regionali e mondiali, segnatamente per quanto attiene al

cambiamento climatico.

Potenziando il ruolo dell’UE in ordine al cambiamento climatico, viene garantito che

e

l’Europa continui a svolgere un ruolo importante nella lotta contro il surriscaldamento

o

globale.

L’energia: il trattato prevede nuove disposizioni che garantiscono il buon

n

funzionamento del mercato dell’energia, in particolare per quanto riguarda

fun a

l’approvvigionamento energetico, l’effi cienza energetica e le economie

l’a di

energia, nonché per quanto attiene allo sviluppo di fonti di energie nuove

e e

rinnovabili.

La sicurezza energetica costituirà per tutti gli Stati membri una sfi da

importante per il futuro.

Il trattato ribadisce l’impegno dell’UE in favore di una politica europea unita

riguardante l’energia sostenibile.

r Il trattato defi nisce parimenti una nuova base di cooperazione fra gli Stati

membri nei settori dello sport, degli aiuti umanitari, della protezione civile,

del turismo e della ricerca spaziale.

Diritti dell’uomo

Il trattato di Lisbona riconosce i diritti, le libertà e i principi contenuti

nella Carta dei diritti fondamentali e la rende giuridicamente vincolante.

Gli Stati membri hanno fi rmato la Carta nel 2000. A partire da adesso ha un valore

giuridico vincolante.

Pertanto, nel proporre e applicare le leggi, l’UE è tenuta a rispettare i diritti contenuti

Pertanto

in tale Carta. Lo stesso vale per gli Stati membri quando recepiscono la legislazione

comunitaria.

Ogni persona gode in particolare dei diritti seguenti: protezione dei dati aventi carattere

personale, diritto d’asilo, uguaglianza davanti alla legge e non discriminazione,

uguaglianza fra uomini e donne, diritti del bambino e delle persone anziane, diritti

sociali importanti quali la tutela dal licenziamento arbitrario e l’accesso alla previdenza

e all’assistenza sociale.

Il trattato permette del pari all’UE di aderire alla Convenzione europea dei diritti

dell’uomo. La Convenzione, così come la Corte europea dei diritti dell’uomo che

garantisce il rispetto di tale Convenzione, costituiscono le fondamenta della protezione

dei diritti dell’uomo in Europa. 9

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PAGINE

20

PESO

3.69 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo appunto fa riferimento al corso di Diritto pubblico e dell'informazione tenuto dalla Prof.ssa Allegri ed è ha lo scopo di spiegare ai cittadini le implicazioni del trattato di Lisbona. Qui di seguito i punti principali che sono affrontati; i motivi che hanno portato gli Stati membri dell'Ue ad elaborare il nuovo trattato di Lisbona; le disposizioni principali del Trattato e infine viene ripercorso il lungo cammino verso il trattato.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di DIRITTO PUBBLICO E DELL’INFORMAZIONE e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allegri Maria Romana.

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