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Tlc e convergenza Appunti scolastici Premium

Questa dispensa fa riferimento al corso di Laboratorio di Mobile Services e Multicanalità tenuto dal prof. Rovelli. Nel I capitolo si descrivono i principali fattori di cambiamento dell'ITC. Il II capitolo fornisce degli schemi interpretativi dei modelli di business della imprese in un contesto di convergenza.... Vedi di più

Esame di LABORATORIO DI MOBILE SERVICES E MULTICANALITA' docente Prof. M. Rovelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.21 – Previsioni di sviluppo della banda larga in Europa

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.22 – La penetrazione del VOIP nel mercato europeo della telefonia vocale

La figura 1.24 si riferisce agli operatori dominanti europei; ove la si

confronti con la tendenza prevista per l’intero settore (figura 1.23), e quindi

compresi i followers, ne emerge un contesto in cui la domanda “tiene” per

questi ultimi mentre cala per i primi, ovvero un contesto di –pur modesta-

redistribuzione delle quote di mercato. Forse è anche sulla base di questa

lettura degli orientamenti della domanda che alcuni fra gli operatori

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

incumbent europei si sono orientati con apparente decisione verso strategie

di convergenza ed integrazione fisso/mobile.

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.23 –Previsioni di sviluppo del fatturato del settore wireline, Europa

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.24 – Previsioni di sviluppo del fatturato wireline degli operatori incumbent,

Europa

A livello di aggregati europei di settore, il grande cambiamento della

domanda previsto al 2010 per la telefonia fissa è comunque –a prescindere

dai tempi e dai modi della convergenza- ben rappresentato dalla figura 1.25

seguente, che mostra la composizione dei fatturati nel 2004 e 2010. Balza

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

all’occhio lo scambio di quote fra voce e banda larga, con la prima che

scende dal 30 al 18% e la seconda che sala dal 9 al 21%.

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig.1.25 – Composizione del fatturato wireline, 2004 e 2010

x x x

Certo, negli scenari futuri della domanda la variabile prezzo manterrà,

come è ovvio, un ruolo centrale: non è pensabile che nuovi servizi –fissi,

mobili o convergenti che siano- possano sfondare sul mercato se i loro

prezzi non saranno ritenuti appealing dai consumatori. Esperienze anche

recenti come quella degli MMS, che alla resa dei conti non sono stati la

killer application che alcuni ritenevano certa, dimostrano che la leva del

prezzo rimane fondamentale nel determinare una penetrazione significativa

di nuovi servizi; ad analoga conclusione giunge una recente ricerca di GPF

(fig. 1.26), da cui emerge con chiarezza che nel 90% dei casi la sostituzione

del gestore di telefonia mobile è spiegata da motivazioni di prezzo, mentre

solo nel 10% dei casi la variabile chiave è la disponibilità di nuovi servizi.

Ma, e questo è il fattore di maggiore impatto, con la progressiva

introduzione della banda larga si afferma sempre più il modello di pricing

del “canone”, che potrebbe cannibalizzare il modello di pricing a consumo

tradizionale delle TLC vocali.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

“Ha cambiato il gestore Motivazioni della sostituzione

negli ultimi 12 mesi?” del gestore

• Il 43.4% per un gestore che offriva tariffe

SI più convenienti

9,0% • Il 30.6% perché c'era un'offerta

particolarmente conveniente

• Il 20.3% perché c'era una promozione in

corso

NO • Il 9.8% per un servizio che il mio gestore

91,0% non forniva

Dati in %

Dati in % Base: coloro che hanno cambiato il gestore negli ultimi 12 mesi

Base: user cellulari

GPF, 2006

Fonte:

Fig. 1.26 – Le motivazioni della sostituzione del gestore mobile

Un secondo elemento da tenere ben presente nel considerare le

dinamiche della domanda è rappresentato dalla distinzione dei ricavi fra

segmenti business e consumer: sia in Italia che in Europa, infatti, il peso

dell’area business è attualmente molto inferiore nel mobile, sotto al 20%

del totale, mentre nel fisso i due segmenti tendono ad equivalersi; rapporti

di forza che non dovrebbero modificarsi sensibilmente in futuro. Quanto le

due aree di mercato si potranno spostare in futuro è questione di grande

rilevanza strategica per gli operatori: per il segmento consumer le

dinamiche saranno indirizzate dalla combinazione di prezzi, bisogni,

disponibilità alla spesa, ed una forte spinta verrà dall’area internet/banda

larga; nel segmento business il driver principale sarà presumibilmente

costituito da considerazioni di competitività, efficienza economica,

produttività.

Infine, un terzo elemento che fa ben sperare per una crescita vivace

della domanda è dato dal fatto che l’esperienza online e la penetrazione

6

della banda larga hanno accelerato parecchio in tutta Europa , tanto da far

pensare che, piaccia o meno, per specifici segmenti di clienti stiano ormai

definitivamente mutando i modelli di vita legati ad Internet.

6 Si veda, in tal senso, Forrester Research, 2005.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

1.4 I fattori di base del cambiamento: la convergenza

Di convergenza si parla da molti anni, ma probabilmente il 2006/2007

verrà ricordato come il biennio in cui molti –anche se certo non tutti-

operatori di TLC avranno attuato questa scelta strategica. Se lo sviluppo

tecnologico costituisce un elemento abilitante certo della convergenza, lo

sviluppo della domanda ne rappresenta invece un’incognita: non sappiamo,

al momento, come il mercato reagirà all’offerta di servizi convergenti (ad

esempio, non sappiamo se verrà superata la storica abitudine dei

consumatori italiani a disporre di servizi TV gratuiti, né come essa si

sposerà con l’ampia diversificazione dei terminali digitali: PC, telefoni,

TV, play station, ecc), vuoi perché è sempre molto difficile fare previsioni

su cambiamenti importanti dei modelli di comportamento e di consumo,

vuoi perché l’offerta convergente dovrà inevitabilmente fare i conti con le

strategie di reazione dell’offerta specialistica.

La convergenza TLC/Media è un tema ormai entrato nel dibattito

quotidiano, e ne daremo quindi per scontati gli elementi di fondo. Un

quadro di sintesi può essere rappresentato dalla figura 1.27, che riassume in

sé: • il fenomeno tecnologico, costituito dalle tecnologie di rete

e dalle tipologie di terminali digitali;

• i fattori abilitanti, ovvero i contenuti, i servizi, le reti e le

applicazioni;

• le molteplici tipologie di utilizzo, fra le quali è bene non

sottovalutare quelle relative agli impieghi che potremmo chiamare

“di business” e quelle della digital home/domotica: è qui che infatti

vedremo grandi impatti di sistema, capaci da un lato di incidere sulle

organizzazioni e sulle strutture dei costi, dall’altro di creare nuovi

ambienti di vita, con tutto quanto ciò significherà in termini di

investimenti privati e modelli di consumo.

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Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza Le tipologie

Le tipologie

La convergenza digitale I fattori abilitanti

La convergenza digitale I fattori abilitanti di utilizzo

di utilizzo

VoIP e- business

Banda Contenuti

Contenuti Digital

e-

- business

Enterprise

Larga Tablet

UMTS PC e- government

Smartphone Servizi

Servizi

Wi-Fi Digital e- learning

Consumer Applicazioni

Applicazioni Mobilità business

Electronics

Edge e individuale

PDA Reti veloci

Reti veloci Infotainment

Digitale

terrestre Digital home

G: Capitani, M. Decina, Verso una nuova struttura del mercato, Beltel, gennaio 2006

Fonte:

Fig. 1.27 - La filiera dell’economia digitale: domanda e offerta

Di un aspetto si tende tuttavia a parlare pochissimo, anche se costituisce

probabilmente la vera e propria della storia: i rapporti di forza

key issue

attuali e futuri fra TLC e Media. In valori assoluti il settore delle TLC è

infatti molto più grande rispetto al broadcasting e/o ai Media nel loro

insieme: come visto in precedenza il mercato delle TLC italiane varrà nel

2006 circa 37 miliardi di euro, contro i circa 7,5 del mercato televisivo.

Quanto a redditività, ambedue i comparti sono poi caratterizzati dalla

presenza di imprese molto profittevoli (TI, Vodafone, Mediaset) e di altre

che invece faticano parecchio; una situazione, insomma, che rende ancor

più delicato il nodo di qualsiasi fusione/alleanza: come si ripartiranno i

7 ? Né si deve dimenticare che esperienze

margini nel contesto dell’offerta

straniere anche recenti (si pensi a quanto successo negli Stati Uniti, peraltro

caratterizzati da scenari diversi) avrebbero mostrato la grande difficoltà, se

non la vera e propria impossibilità, nell’ottenere ritorni positivi (in termini

differenziali) dalla gestione unitaria, strategica ed operativa, di

TLC/Internet e Media.

Il tema della convergenza pone poi l’intero sistema di fronte a grandi

tensioni: pensiamo agli operatori fissi che vogliono divenire MVNOs

7 In tal senso si esprime anche F.Caio, Il Sole-24 Ore, 21 giugno 2006.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

8

(mobili virtuali) , ai mobili che vogliono accedere alle reti fisse a

condizioni non discriminatorie per competere sull’offerta integrata

fisso/mobile, o ai diritti di esclusiva sui contenuti.

In Italia la strada verso la convergenza passa poi inevitabilmente per la

strettoia dello spettro, una risorsa naturale scarsa comunque indispensabile

(nonostante la banda larga) nelle TLC e nel broadcasting. E’ appena il caso

di ricordare che le frequenze 3G sono state pagate care dagli operatori di

TLC (circa 13 miliardi di euro nel 2000), i quali devono fare i conti anche

con un mercato delle frequenze TV “marginali” particolarmente oneroso; al

contrario, le frequenze non hanno costituto sino ad oggi una risorsa

particolarmente scarsa ed onerosa per Mediaset e RAI, una situazione certo

non ottimale dal punto di vista dell’equità e non discriminazione delle

condizione di partenza, mentre sono state pagate –anche profumatamente-

dagli operatori di TLC attraverso l’acquisto delle licenze televisive.

Come detto, nei successivi capitoli 2 e 3 il tema della convergenza verrà

sviluppato con riferimento alle strategie ed ai modelli di business.

8 E’ questo il caso dell’acquisizione di Virgin Mobile da parte di NTL in Gran Bretagna; o,

pur se con diverse caratteristiche societarie ed operative, dell’accordo BT/Vodafone sempre

in UK.

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Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

1.5 I fattori di base del cambiamento: la regolamentazione

A partire dalla metà degli anni 90 il processo di liberalizzazione e

sviluppo delle TLC europee ed italiane è stato significativamente

influenzato dell’intervento delle Autorità comunitarie e nazionali. Si è

trattato di interventi a volte leggeri, altre volte assai più forti, che andando

ad incidere direttamente sui meccanismi concorrenziali hanno

inevitabilmente contribuito a determinare la rotta del cambiamento sul

fronte dell’offerta.

La regolazione si è fatta sentire di più dove le market failures erano ad

evidenza più forti, ovvero nelle TLC fisse impegnate nella apertura dei

mercati precedentemente monopolistici; una liberalizzazione avviata nel

1998, che all’avvicinarsi del suo nono compleanno vede contrasti

particolarmente violenti fra chi chiede un veloce allentamento degli

interventi regolatori ex- ante e chi invece invoca il loro mantenimento.

Senza entrare nel merito della contrapposizione, e superando i dati formali

per andare a considerare quelli veramente sostanziali, ci limitiamo per ora

ad osservare che –con l’eccezione del caso inglese, peraltro caratterizzato

da un diverso e più lungo percorso liberalizzatore - in tutti i mercati europei

gli ex monopolisti mantengono quote di mercato estremamente elevate.

Gli interventi regolamentari sono stati sino al recente passato meno

frequenti nelle TLC mobili, i cui contesti competitivi hanno ad evidenza

goduto del vantaggio di non doversi “sganciare” da monopoli consolidati

storicamente; il che non ha peraltro impedito che alcune scelte regolatorie

siano state decisive nel favorire lo sviluppo del settore e della concorrenza

al suo interno: si pensi in primo luogo alla decisione di puntare alla network

competition, ma anche alla determinazione delle terminazioni fisso/mobile

o all’introduzione della portabilità del numero (MNP).

Ci troviamo ora in una fase di potenziale grande cambiamento

regolatorio, un punto di svolta che segnerà profondamente il futuro del

settore e la sua capacità di costituire, ancora una volta, un efficace volano

dello sviluppo del sistema economico: si sta infatti impostando il nuovo

quadro regolamentare europeo, che diverrà operativo presumibilmente non

prima del 2008 e che indirizzerà scelte strategiche e risultati delle imprese

almeno per i prossimi 5 anni.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

La svolta viene impressa, come spesso accade, da una improvvisa

accelerazione tecnologica, che deve essere per così dire “interpretata” dalle

imprese nelle scelte strategiche e dai regolatori nell’impostazione e

successiva imposizione di un nuovo quadro regolamentare. I clienti, sia

quelli cosiddetti consumer che quelli business, già beneficiano dei

cambiamenti in corso, e si attendono ovviamente ulteriori novità non solo

sul fronte della discesa dei prezzi ma anche su quello –per certi versi più

interessante- dell’offerta di una nuova varietà di servizi.

La partita è molto delicata, e vede coinvolti interessi

economico/finanziari enormi sul fronte dell’offerta; ma anche sul fronte

della domanda, basti pensare alla clientela business, gli interessi per così

dire “indiretti” sono davvero rilevantissimi, in quanto la competitività

attuale e futura delle imprese “non TLC” dipende anche –in molti casi

moltissimo- dall’evoluzione dei prodotti/servizi delle TLC e dall’assetto

concorrenziale che contraddistinguerà il settore in futuro.

Sul fronte dell’assetto concorrenziale dell’offerta sembrano confrontarsi

modelli di business diversi. Da un lato alcune imprese europee dominanti

nei rispettivi mercati della telefonia fissa/internet/dati puntano alla strategia

della convergenza, calamitando la telefonia mobile e fornendo un’offerta

televisiva; dall’altro i concorrenti meno integrati, vuoi perché privi della

rete di accesso fissa, o privi della rete mobile, devono mettere a punto

un’offerta competitiva che, questo vale per tutti, deve fare i conti con il

collo di bottiglia dell’accesso a case ed uffici detenuto in larga misura dagli

ex-monopolisti. Questi ultimi, peraltro, sostengono che quella

dell’integrazione convergente è una via imposta dall’innovazione

tecnologica, e che dunque “perdere tempo” con i concorrenti minori

costituisce un freno allo sviluppo proprio e del sistema in generale.

E questa, semplificando in modo eroico, è la matassa che i regolatori

europei e nazionali devono sbrogliare in questi mesi. La Commissione

Europea, in particolar l’Information ha in proposito avviato nel

Society,

luglio 2006 una consultazione pubblica cui sono invitati tutti gli

stakeholders delle TLC, prodromica alla definizione del nuovo quadro

regolamentare da approvare a fine 2006/inizio 2007 e che dovrà, come

visto, dare l’impronta ai prossimi anni di sviluppo del settore. E in Italia è

stata lanciata una analoga consultazione da parte dell’AGCOM, dal titolo

lungo ma esplicito “Avvio di una indagine conoscitiva sui processi di

integrazione tra servizi di telefonia fissa e servizi di telefonia mobile, nella

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

transizione verso le reti di nuova generazione: aspetti di mercato e profili

Si osservi che le operazioni di finanza straordinaria

concorrenziali”.

annunciate dal gruppo Telecom Italia nel settembre 2006 non avrebbero

necessariamente modificato il contesto di mercato, in quanto una eventuale

cessione del mobile non avrebbe impedito un’offerta integrata FM.

A seconda di quelle che saranno, alla resa dei conti, le decisioni delle

Autorità, il futuro contesto concorrenziale delle TLC si orienterà verso una

maggiore o minore concentrazione. Dei diversi risultati ipotizzabili, ci pare

particolarmente preoccupante quello caratterizzato dal mantenimento del

collo di bottiglia che, in vari modi, già ora impedisce un miglior dispiegarsi

della concorrenza nel mondo “fisso/internet/dati”; altrettanto rischioso, ci

pare, è puntare ai “campioni europei”, in quanto la storia dei cosiddetti

“campioni” è piena di esperienze assai poco gloriose. L’auspicio, facile da

proporre ma assai difficile da realizzare, è quello di avere un sistema

concorrenziale aperto, in cui tutti i concorrenti siano messi nelle condizioni

di replicare –se ne sono capaci e ne hanno le risorse umane, tecniche e

finanziarie necessarie- le offerte di prodotti/servizi degli operatori

dominanti; e se vi sono aree dove la replicabilità non è possibile in quanto

ostacolata dall’eredità degli ex monopoli, che ci pensino le Autorità.

Fra le varie scelte di fondo che il regolatore europeo dovrà prendere, tre

sono ad evidenza centrali:

a) la prima riguarda il trattamento futuro – nel senso di

mantenere l’attuale soglia di regolazione o diminuirla- delle posizioni

dominanti nell’accesso, che in un contesto di possibile progressiva

convergenza fisso/mobile divengono ancor più delicate di quanto non

siano già oggi; un tema reso estremamente controverso dal

cambiamento tecnologico e dal trattamento regolatorio che si vorrà

riservare alle reti di nuova generazione (NGNs – Next Generation

Networks);

b) la seconda tocca invece la telefonia mobile, rispetto alla

quale parrebbe avviarsi una stagione di maggiori interventi;

c) la terza, che ci pare sia stata già imboccata, riguarda la

crescente attenzione al cosiddetto benessere del consumatore, nel cui

nome la Commissione e le Autorità nazionali potrebbero di fatto

stabilire che gli interventi di imperio sui prezzi sono la regola e non

l’eccezione.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

Se sul terzo pur fondamentale aspetto vi è poco da commentare, in

quanto in qualche modo (certo, non del tutto) esogeno alle questioni

competitive, sui primi due non si può fare a meno di osservare che un

approccio regolatorio formale e non sostanziale rischia di distorcere

gravemente il processo competitivo, e dunque gli stessi obiettivi della

regolazione. Si potrebbe infatti paradossalmente giungere ad un nuovo

quadro regolamentare più severo per i mercati del mobile, i quali – pur se

inevitabilmente oligopoli concentrati- sono realmente più concorrenziali,

come certificato da indicatori quali le dinamiche delle quote di mercato e la

costante discesa dei prezzi; ed invece meno severo verso il settore del fisso,

in cui le imprese nuove concorrenti hanno potuto accumulare in nove anni

quote marginali, quote che in alcuni casi si sono ridotte nel corso degli

ultimi due anni.

In sintesi, le scelte regolatorie degli anni 90 hanno indirizzato strategie

e risultati delle TLC, portando a risultati sostanzialmente positivi e

condivisibili nelle TLC mobili ed a risultati inferiori alle attese, e solo

formalmente accettabili, nelle TLC fisse. Per queste ultime, con specifico

riferimento al nostro Paese è proprio l’AGCOM a ricordare ancora nel 2006

che “Telecom Italia ha beneficiato del vantaggio competitivo derivante

dall’aver completato la realizzazione di una rete di telecomunicazioni

nazionale in condizioni di esclusiva e senza obblighi di orientamento al

costo dei prezzi finali. Gli operatori nuovi entranti sostengono costi diversi

da quelli dell’operatore storico a causa delle diverse architetture di rete,

delle minori economie di scala e di scopo e nelle maggiori difficoltà nel

e che sull’operatore dominante

reperimento dei capitali finanziari”,

permangono obblighi di trasparenze e di non discriminazione.

Ci pare che, dunque, la difficoltà della sfida per il futuro stia proprio

nella non facile compatibilità, nel contesto della convergenza, fra una

decisa politica di promozione della concorrenza e scelte

tecnologico/commerciali degli operatori incumbent ex-monopolisti, i quali

reclamano con forza l’esigenza di avere mani libere per cavalcare la

convergenza. Una cosa è certa: le TLC del futuro saranno enormemente

influenzate dalle scelte che la Commissione e le Autorità di regolazione

nazionali attueranno nei prossimi mesi.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

1.6 Il ruolo della finanza

Le TLC sono un business dinamico e ad alta intensità di investimento,

in cui la disponibilità di risorse finanziarie ha un ruolo fondamentale; una

constatazione banale, ma ancor più vera se si considera che le imprese del

settore sono periodicamente coinvolte, quali soggetti attivi o passivi, in

operazioni di finanza straordinaria (fusioni, acquisizioni) che

inevitabilmente comportano l’esigenza assoluta di flussi di cassa elevati e

stabili nel tempo, pena la non sostenibilità delle strategie. D’altronde, una

conferma eclatante della delicatezza della finanza nelle TLC si è avuta con

l’esplosione della bolla del 2000, che – fra le altre conseguenze - ha

innescato un’immediata contrazione degli investimenti; o con il nervosismo

recente dei mercati in occasione di profit warning tutto sommato modesti

annunciati da svariati operatori fissi e mobili, sia italiani che europei, le cui

ripercussioni sulle capitalizzazioni sono state invece assai pesanti; o, per

stare in Italia, con le operazioni di finanza straordinaria annunciate (ma poi

“rientrate”) da Telecom Italia nel settembre 2006.

Il fatto è che, con poche eccezioni, l’intero settore è caratterizzato da

livelli di indebitamento elevati, sostenibili in un contesto di margini elevati

e tassi di interesse sotto controllo, ma potenzialmente esplosivi se invece

l’incidenza degli oneri finanziari sui redditi operativi (EBIT) dovesse

crescere. Ma gli investimenti sono assolutamente necessari, e sarebbe

illusorio sperare che lo sforzo di investimento possa in qualche momento

essere ridotto senza danni. Ed infatti i dati della tabella 1.5 sugli

investimenti degli operatori italiani di TLC confermano la “propensione”

ad investire del settore: si tenga conto che la flessione iniziata nel 2003

trova spiegazione, più che in un taglio degli investimenti, nel progressivo

completamento delle reti UMTS.

Con riferimento agli operatori wireline dominanti, le stime sui margini

attesi al 2010 sono positive, e a giudizio di chi scrive troppo ottimistiche.

Come si vede dalla figura 1.28 seguente, l’EBITDA (margine operativo

loro) rimarrebbe all’incirca sui valori medi attuali delle imprese, pari al

40%. Con tali margini, a livello aggregato gli incumbents europei

potrebbero sostenere investimenti compresi, a seconda degli anni, fra il

12,5 ed il 13,5% dei fatturati (figura 1.29).

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

Investimenti rete fissa 4.071 3.806 4.357 4.342 4.084 3.354 3.585

di cui OLO* 1.011 1.237 1.892 2.020 1.325 957 1.247

% OLO 24,8% 32,5% 43,4% 46,5% 32,4% 28,5% 34,8%

Investimenti rete 2.685 3.307 3.716 5.130 3.803 3.730 3.303

mobile

di cui OLO* 1.656 2.132 2.256 3.433 2.609 nd nd

% OLO 61,7% 64,5% 60,7% 66,9% 68,6% nd nd

TOTALE 6.756 7.113 8.073 9.472 7.887 7.084 6.887

INVESTIMENTI

di cui OLO* 2.667 3.369 4.147 5.453 3.934 nd nd

% OLO 39,5% 47,4% 51,4% 57,6% 49,9% nd nd

AGCOM, Relazione Annuale, anni vari

Fonte:

Tab. 1.5 - La dinamica degli investimenti nelle TLC italiane

* Con l’acronimo OLO vengono identificati tutti gli "altri" operatori non leader; dunque tutti

ad esclusione di Telecom Italia nel fisso e tutti ad esclusione di TIM nel mobile.

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.28 –Previsioni sui margini degli operatori incumbent nel wireline

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.29 -Settore wireline: previsioni sul rapporto capex/ricavi

Questi dati aggregati nascondono situazioni aziendali diverse, come

illustrato dalla tabella 1.6; rimane peraltro evidente la necessità di investire

capitali davvero ingenti, con la difficoltà aggiuntiva (e questo vale per tutte

le imprese che si trovano in una fase di transizione tecnologica dei processi

produttivi) di dover investire sia nelle nuove “reti” sia nell’esistente. La

figura 1.30 evidenzia tale particolare situazione con riferimento a BT, un

operatore che peraltro è stato caratterizzato in passato da livelli di

investimento inferiori alla media.

2006E 2007E 2008E 2009E 2010E 2005-10E Rank

Belgacom 13% 13% 11% 11% 11% 12% 5

BT 22% 18% 18% 18% 18% 19% 14

DT 16.7% 14.8% 14.8% 10.4% 10.4% 13% 10

FT 11% 12% 12% 12% 12% 11.9% 4

KPN 13.9% 13.7% 13.6% 11.7% 11.3% 13.0% 10

OTE 14% 13% 13% 12% 12% 12.7% 9

PT 11% 11.1% 11.2% 11.3% 11% 11.2% 2

SCOM 15.2% 15.4% 15.5% 15.4% 14.0% 15.3% 13

TA 13% 13% 13% 13% 13% 12.5% 7

TDC 13% 13% 13% 13% 13% 13% 12

TEF 12.4% 12.5% 12.7% 12.7% 12.7% 12.6% 8

TI 13.5% 12% 11.9% 11.8% 11.7% 12.2% 6

TLSN 12.7% 12.5% 10.4% 10.5% 10.4% 11.3% 3

TNOR 13% 11% 10% 10% 10% 10.9% 1

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Tab. 1.6 – Rapporto Capex/Ricavi per diversi operatori

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

2002/3 2003/4 2004/5 2005/6 2006/7 2007/8 2008/9 2009/10

CSFB, Integrated operators, 2005

Fonte:

Fig. 1.30 - Evoluzione della composizione degli investimenti di BT

Va da sé che i dati degli altri operatori, i cosiddetti OLO o followers,

so no assai meno positivi sul fronte dei margini: ne deriva c he, rimanendo

im

pr escindibile l’esigenze di investire per rimanere competitivi sul

me rcato, queste imprese nella migliore delle ipotesi non remunerano il

capitale investito, nella peggiore lo erodono.

Quanto agli operatori mobili MNOs (Mobile Network Operators,

ovvero quelli che hanno la loro rete), la music a non cambia. I piani di tutti

sono contraddistinti da un elevato sforzo di investimento, quantificabile fra

il 1 0 ed il 15% dei ricavi, dovuto alla necessità di completare, per chi non

9 e di creare le piattaforme

lo ha già fatto, il deployment delle reti UMTS

necessarie a portare le diverse tipologie di VAS sul mercato (a partire dal

DVBH). Anche nel mobile, come nel fisso, il divario di redditività fra le

imprese leader e quelle follower è elevato: generalmente, in tutta Europa la

redditività lorda e netta dei primi due operatori è stata sino al 2005 (ed

indicativamente anche per il 2006) molto elevata, mentre i risultati sono

10

stati meno soddisfacenti per chi è entrato più tardi sul mercato .

9 Eventualmente anche in co-siting

10 Per un commento più dettagliato sul caso italiano si rinvia al capitolo 5.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

Quanto al futuro, le strategie di investimento/finanziamento

rifletteranno i modelli di business delle imprese: sia con riferimento alle

scelte di convergenza (da TLC ad ICMT), sia rispetto alle scelte di

integrazione FM (integrati FM, mobili con accesso alle reti fisse, fissi con

accesso alle reti mobili). Eventuali incapacità di sostenere gli indispensabili

piani di investimento nel medio termine porteranno inevitabilmente a

processi di consolidamento del settore.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

1.7 Dal cambiamento alla concorrenza

Nei paragrafi precedenti abbiamo individuato le più significative

tendenze passate e prospettiche, sottolineando quelli che costituiranno con

ogni probabilità i principali driver del cambiamento. Tecnologia, domanda,

regolazione, “vincolo” finanziario sono stati considerati i tasselli principali,

anche se certo non sono gli unici; né abbiamo considerato gli aspetti più

strettamente aziendali, peraltro spesso capaci di decretare il successo o

l’insuccesso di un’impresa, quali l’innovazione organizzativa o l’efficienza.

A livello di comparto nel suo insieme, tuttavia, possiamo

ragionevolmente sostenere che il grado di concorrenza futura dipenderà in

misura rilevante dalle modalità con cui si comporranno i tasselli descritti:

il mix tecnologia/domanda/regolazione indirizzerà le strategie, mentre il

vincolo finanziario stabilirà i confini fra grandi imprese integrate e

soluzioni più cooperative. Ed il “grado” di concorrenza prospettica nel

business dovrebbe costituire sempre il riferimento della nostra bussola

ideale, perché se è vero che in un’ottica di sistema l’obiettivo primo dei

policy makers è il benessere dei consumatori, è altrettanto vero che la

massimizzazione di tale obiettivo passa inesorabilmente per l’esistenza di

mercati concorrenziali.

I pur sintetici dati e tendenze illustrati in questo primo capitolo hanno

dipinto un quadro piuttosto chiaro. Con riferimento alla stagione che pare

concludersi dello sviluppo turbinoso delle TLC, trainato dal successo

travolgente del mobile e dalla diffusione sempre più spinta della banda

larga, il “bene” concorrenza si è potuto sviluppare ed ha indubitabilmente

creato valore per tutti gli stakeholders nel business del mobile. Nel mercato

wireline, invece, è difficilmente contestabile che la concorrenza sia

cresciuta “gracile”, e che dunque il sistema non ne abbia tratto tutti i

vantaggi potenziali. Le figure 1.31 e 1.32 sono, in merito, molto chiare: la

prima, riferita alle TLC mobili, mostra come a fronte di un accettabile

distribuzione delle quote di mercato corrisponda, per tre dei quattro

concorrenti, uno scostamento tutto sommato modesto dall’EBITDA medio

di settore. La stessa cosa non può dirsi per il fisso (figura 1.32), che vede la

netta dominanza dell’impresa leader in termini di quota di mercato

11

riflettersi in differenziali di EBITDA assai più marcati .

11 Per Wind, non disponendo di bilanci separati di fisso e mobile, si sono utilizzati

gli stessi valori di incidenza dell’EBITDA nei due segmenti: essendo per Wind la

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Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

La figura 1.33, in cui vengono confrontate le imprese leader nei primi

cinque mercati europei, conferma poi l’anomalia della struttura del mercato

italiano delle TLC fisse; in essa si illustra lo scostamento fra la quota di

mercato detenuta da ognuna delle imprese considerate sul proprio mercato

nazionale e la quota di mercato media delle altre quattro. Ad esempio,

France Telecom detiene una quota di mercato inferiore dell’8,2% (in

assoluto) alla media delle altre quattro leader europee (Telecom Italia,

British Telecom, Deutsche Telekom e Telefonica). Ebbene, per Telecom

Italia lo scostamento è del 26,2% alla media europea.

sopra

60% 43,6% 35,7%

40%

20% 13,1% 12,0%

7,6% 5,3%

0% -10,0%

-20%

-40% TIM VODAFONE WIND H3G

-60% -69,1%

-80% Quote di mercato Scostamento livello EBITDA

ns elaborazione dati aziendali

Fonte:

Fig. 1.31 - TLC mobili: distribuzione delle quote di mercato e scostamento

dell’EBITDA dalla media di settore (2005).

redditività del mobile è indiscutibilmente più elevata rispetto al fisso, ne deriva che

lo scostamento della figura 1.31 è sovrastimato e quello della figura 1.32 è invece

sottostimato.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

100% 79,6%

80%

60%

40%

20% 6,9% 4,7%

4,4% 3,7% 2,9% 0,9%

0% -2,0% -12,0%

-20% -30,9%

-33,6%

-40% -35,1%

TI WIND FASTWEB ALBACOM TELE2 TISCALI

-60% Quote di mercato Scostamento livello EBITDA

Fig. 1.32 - TLC wireline: distribuzione delle quote di mercato e scostamento

dell’EBITDA dalla media di settore (2005)

30%

20% 26,2%

10% 10,6%

5,6%

0% -8,2%

-10% -30,2%

-20%

-30%

-40% TI BT FT TELEFONICA DT

Fig. 1.33 - TLC wireline: scostamento della quota di mercato dell’impresa rispetto

alla media delle quote di mercato delle altre quattro (2005; I, F, UK, D, E)

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

Questo è un punto di partenza che non possiamo evitare di tenere in

considerazione nel momento in cui si avvia, con forte probabilità, un nuovo

ciclo di importanti cambiamenti. Come vedremo nel prossimo capitolo, le

imprese si trovano ormai a fare scelte, in termini di modelli di business,

difficilmente reversibili nel breve termine; scelte che peraltro sono

intimamente legate all’effettiva apertura concorrenziale del loro business. E

qui il quadro si complica non poco, perché le classiche distinzioni che

eravamo abituati a considerare in passato, in primis quella fra fisso e

mobile, vengono messe in gioco dalle opportunità di convergenza e

integrazione.

Ma una cosa è certa: sia il sistema economico in generale che l’insieme

dei consumatori hanno tutto l’interesse affinché questa (probabile) nuova

stagione parta “con il piede giusto”: se vi è una lezione chiara nel processo

di liberalizzazione attuato nel nostro paese è che aprire i mercati muovendo

da posizioni di dominanza poco attaccabili non dà risultati particolarmente

apprezzabili. Nelle TLC/ICMT di oggi tale rischio è ancora più evidente in

quanto la convergenza, di per sé fenomeno potenzialmente molto attraente,

potrebbe costituire –ove affrontata non adeguatamente- lo strumento per

estendere la dominanza da un comparto all’altro, con una sorta di effetto

domino.

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ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

Capitolo 1 – Cambiamento e concorrenza

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

2. PERCORSI DI CONVERGENZA NELLE TLC E

MODELLI DI BUSINESS ATTUALI

2.1 Convergenza e modelli di business

La prospettiva di questo capitolo è quella relativa al tema della

convergenza nel sistema delle TLC con particolare attenzione ai modelli di

business che gli operatori stanno realizzando per implementare questo

processo di convergenza. Lo scopo è quello di raccogliere una serie di

informazioni ‘ad oggi’ per ottenere input necessari utili ad elaborare una

serie di possibili percorsi di convergenza che si potranno schiudere nel

prossimo futuro.

La convergenza ha rappresentato negli anni scorsi uno dei temi ‘caldi’

della letteratura sull’evoluzione delle tecnologie ICT: la possibilità di

unificare le traiettorie tecnologiche di telefonia, Internet, televisione, di

integrare le varie funzioni di comunicazione ed elaborazione dati in un

unico nonché di poter usufruire di servizi multifunzionali sono state

device,

alcuni degli elementi impiegati per descrivere la trasformazione e lo

sviluppo del sistema TLC.

Di fatto, buona parte di queste predizioni promosse dalla letteratura è

rimasta lettera morta e, alla fine, si è osservata molta più convergenza su

libri e articoli di riviste scientifiche e manageriali di quanta non se ne sia

vista poi in concreto. Le resistenze di alcuni attori economici ai processi di

integrazione, le difficoltà e le incompatibilità di natura tecnologica e

l’assenza di modelli di business sostenibili hanno spesso vanificato le

promesse di convergenza, lasciando che i singoli comparti del sistema si

sviluppassero secondo regole proprie.

Ultimamente, tuttavia, si iniziano a percepire diversi segnali dal mercato

che sembrano indicare come il tema della convergenza stia diventando di

interesse anche per il sistema degli operatori TLC: in particolare, ciò che

risulta diverso rispetto al passato è che in questa fase evolutiva anche i

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 49

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

grandi players del mercato e non solo i newcomers o gli attori minori

sembrano interessati a sviluppare progetti di convergenza.

La tabella 2.1 riporta quattro significativi esempi di progetti di

convergenza recentemente annunciati o implementati nel sistema TLC, che

sono apparsi sui principali organi di stampa economica internazionale negli

ultimi sei mesi, e che possono fornire una prima rappresentazione della

portata del cambiamento che attende tale sistema.

Uno dei principali broadcaster spagnoli, Globomedia, e Amena, uno degli operatori di

telefonia mobile spagnolo controllato da France Telecom, hanno prodotto la prima soap

opera intitolata ‘Supervillanos’, sviluppata con uno specifico format per poter essere seguita

tramite telefono cellulare.

Ogni episodio dura tre minuti e ognuno dei quaranta episodi della prima serie può essere

acquistato a 0.6 Euro. Allegati a tale offerta vi sono contenuti quali loghi suonerie e musica

da scaricare che possono essere ugualmente acquisiti.

In risposta a questa iniziativa, Telefonica, il leader della telefonia in Spagna ha avviato

contatti con Endemol, la casa di produzione olandese, per sviluppare una striscia di comics

interattiva, nella quale il consumatore può decidere lo sviluppo della storia attraverso

procedure di voto.

Con una specifica tecnologia, l’operatore telefonico sarà poi in grado di monitorare quanti e

quali utenti guardano quali pubblicità e quando durante il programma.

Financial Times, 30 Dicembre 2005

Nokia, leader nella produzione di device per la telefonia mobile, sta acquisendo Loudeye,

uno dei più dinamici distributori di musica online negli Stati Uniti, uno dei pochi in grado di

chiudere i propri bilanci in positivo, con un investimento superiore a 60 milioni di dollari.

Nokia intende utilizzare la library di circa 2 milioni di brani musicali di Loudeye come

piattaforma di offerta per lanciare il proprio servizio di distribuzione di musica online nel

2007.

In questo senso sembra aprirsi una vera e propria battaglia per l’affermazione dello standard

relativamente alla distribuzione di musica online. Non va dimenticato infatti l’accordo fra

Apple con la sua offerta combinata I-pod e I-tunes, e Motorola per la produzione di

telefonini in grado di ascoltare brani musicali I-tunes, nonchè la recente iniziativa di

Microsoft, con il suo prossimo servizio di downloading musicale Zuma tramite PC.

Tale è la portata del cambiamento che alcune case discografiche stanno addirittura creando

vere e proprie divisioni indipendenti per la creazione e gestione di contenuti musicali

attraverso telefonia cellulare (si veda il caso Def-Jam mobile).

Financial Times, 14 Agosto 2006

Circa 200 municipalità americane, fra cui città quali Philadelphia, San Francisco,

Minneapolis, Portland, hanno sviluppato progetti per la creazione di Wi-Fi networks per

estendere la connettività broadband alla rete Internet a tutti i cittadini in forma gratuita o con

canoni molto ridotti (attualmente attorno a 10 dollari per mese). Dal sito Muniwireless.com

è possibile monitorare l’iniziativa.

Tale iniziativa sta provocando effetti competitivi di un certo rilievo fra i provider di

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 50

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

connettività anche in città minori o in aree non ancora comprese nel progetto di ‘meshing

networks’: per fare un esempio, in Virginia, nei pressi dell’aeroporto di Washington Dulles,

la popolazione residente può usufruire di centinaia di canali TV via cavo, servizi di telefonia

mobile e fissa e connettività broadband Internet per un canone mensile fisso inferiore a 80

Euro Economist, 11 Marzo 2006

Financial Times, 14 Marzo 2006

Newscorp, uno dei principali broadcaster mondiali ha acquisito Myspace, la più grande

comunità virtuale online esistente, nella quale milioni di navigatori si scambiano

informazioni, idee e contenuti con la logica del social network. Per dare un’idea della forza

di questo network, si può ricordare come una recente ricerca ha evidenziato come il 40% dei

navigatori di Google arriva a questo sito tramite il sito di Myspace.

Newscorp sta progettando lo sviluppo e il lancio su larga scala di film e altri contenuti video

tramite la rete Internet utilizzando appunto il network di Myspace, di fatto aprendo nuovi

scenari competitivi nella competizione dei grandi player di Internet (Microsoft con MSN

network), e in quella della diffusione dei contenuti video online (con Universal e altri).

Emarketer, 11 Luglio 2006

Tab. 2.1 - Convergenza nel sistema TLC: alcuni recenti esempi

Pur non avendo nessuna pretesa di esaustività e al di là delle singole

specificità dei casi, alcuni elementi sembrano emergere da questi fenomeni.

Il primo tratto è sicuramente il fatto che la convergenza è percepita

come un processo cioè per gli operatori, anche quelli leader,

ineludibile,

non è più in discussione se tecnologie, prodotti e servizi TLC nel futuro

subiranno diverse traiettorie di integrazione. Come la teoria economica

sulle innovazioni insegna, quando un possibile percorso evolutivo inizia ad

essere considerato seriamente anche dalle imprese incumbent, è un segnale

che la probabilità che tale percorso si realizzi in futuro è abbastanza alta.

Il secondo elemento è che la convergenza nelle TLC potrà agire in

misura coinvolgendo diversi segmenti dell’offerta: dai servizi,

pervasiva,

alla produzione di handsets, sino alla produzione di reti e apparati. Allo

stesso modo, questo processo di convergenza sembra coinvolgere anche

attività tradizionalmente al comparto TLC, quali ad esempio la

esterne

creazione di contenuti audio e soprattutto video. Le forme attraverso cui si

realizzeranno i processi di integrazione fra produzione e distribuzione di

contenuti audio-video qualificheranno l’ampiezza e la profondità del

processo di convergenza.

Il terzo tratto che sembra percepito è che i percorsi possibili attraverso

cui questo processo di convergenza si realizzerà sono ancora molteplici:

allo stato attuale, le direzioni vincenti e quelle meno promettenti non sono

ancora evidenti. Il processo di convergenza non presenta quindi un unico

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 51

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

percorso possibile, ma si potrà concretizzare secondo diverse forme,

modalità ed intensità.

Per questo motivo le pagine che seguono intendono sviluppare

un’analisi dei singoli segmenti del sistema TLC, mettendo in evidenza

stadio di sviluppo del mercato, modelli di business principali e snodi critici

per il futuro. Nello stesso tempo sarà prestata attenzione alle prime forme di

convergenza che si stanno già realizzando fra alcuni comparti. Tutto ciò

dovrebbe fornire degli input per poter sviluppare, nel capitolo successivo,

un’analisi predittiva tramite scenari per scoprire quali possono essere le

forme possibili di convergenza prossime nel sistema TLC, far emergere le

loro caratteristiche salienti e i loro assunti, e fornire qualche indicazione in

termini di sostenibilità/probabilità di accadimento.

2.2 Singoli mercati e percorsi di convergenza diadica

Prima di procedere all’analisi di scenario, contenuta nel prossimo

capitolo, è opportuno sviluppare due principali argomentazioni di carattere

propedeutico: la prima riguarda l’evoluzione dei singoli mercati TLC, la

seconda si riferisce ai percorsi, più semplici, di convergenza diadica, vale a

dire l’integrazione fra coppie di attività/segmenti del comparto TLC.

Nel primo caso, lo scopo è quello di comprendere in quale fase di

sviluppo si trova ogni singolo segmento e quali prospettive di sviluppo

presenta concretamente, in quanto ciò incide sulla sua possibilità/modalità

di integrazione e convergenza con altri. Nel secondo caso, poiché esempi

di integrazione di coppie di attività e segmenti TLC sono più semplici da

comprendere e in alcuni casi si stanno già realizzando, l’analisi consente di

comprendere fattori ostativi e premianti dei diversi percorsi di convergenza

e l’esistenza di eventuali fenomeni in grado di trasformare una serie di

fenomeni di convergenza diadici in pochi o addirittura un solo grande

processo di integrazione tecnologica e di mercato.

2.2.1 - I servizi di telefonia fissa

I servizi di telefonia fissa rappresentano il comparto originario del

sistema TLC, in quanto responsabili dell’erogazione dei servizi voce,

trasmissione dati e connettività Internet. L’evoluzione del mercato dei

servizi di telefonia fissa nei paesi sviluppati evidenzia come il segmento

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 52

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

voce, sino a dieci-quindici anni fa l’unica attività del comparto TLC, si sia

prima progressivamente stabilizzato nella seconda metà degli anni ‘90 e poi

abbia iniziato un trend di riduzione negli anni 2000.

Come evidenzia la figura 2.1, è infatti di pochi anni fa il ‘sorpasso’ delle

utenze di telefonia mobile rispetto a quelle di telefonia fissa e, in

prospettiva, il divario fra il valore di mercato dei servizi di telefonia mobile

e quello della telefonia fissa voce tenderà ad aumentare.

Idate

Fonte:

Fig. 2.1 - Evoluzione dei servizi di telefonia fissa e mobile

Se dunque il mercato voce fissa è tendenzialmente un business in

declino, non così è la situazione della telefonia fissa in generale e,

soprattutto, delle aziende che ne offrono i servizi.

In primo luogo, tali imprese posseggono la rete di accesso e, malgrado i

diversi tentativi di liberalizzazione realizzati nei principali paesi europei, il

controllo di tale rete è rimasto in larga parte in mano a tali operatori che

hanno potuto così sviluppare forme di connettività Internet a banda larga

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 53

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

(in prevalenza con tecnologie xDSL), mantenendo uno stretto contatto con

il cliente finale e realizzando forme di bundling del servizio e in grado di

generare nuovi flussi di ricavo.

In secondo luogo, le imprese che erogano tali servizi sono spesso ex-

monopolisti ed aziende di grandi dimensioni, con un controllo delle quote

di mercato nel segmento voce fissa decisamente importante e con scarsa

concorrenza da parte dei newcomers. La presenza di un mercato

prevalentemente nazionale ha poi limitato severamente lo sviluppo di

consolidamenti societari a livello internazionale, mantenendo gli assetti

strutturali del sistema abbastanza stabili, malgrado alcune eccezioni.

Uno dei tratti salienti della recente evoluzione del business della

telefonia fissa è rappresentato dai servizi di connettività Internet a banda

larga (si veda il cap.1). I servizi di connettività broadband rappresentano

oggi il vero core business del comparto fisso, così come era per la voce sino

a pochi anni fa. Dalla figura seguente si nota infatti un sensibile incremento

delle connessioni broadband sia attuale che atteso per i prossimi anni.

IDC

Fonte:

Fig. 2.2 - Evoluzione delle connessioni a banda larga

Va comunque segnalato come l’evoluzione della banda larga non risulta

uniforme all’interno dei paesi sviluppati: in alcuni mercati come la Gran

Bretagna, ad esempio, la diffusione delle connessioni broadband ha

raggiunto il 60% delle famiglie, mentre in altre aree, quali l’Italia, la banda

larga raggiunge circa sei milioni di famiglie e presenta ancora un

significativo potenziale di crescita.

Riguardo ai percorsi di convergenza e ai diversi modelli di business che

riguardano la telefonia fissa altri elementi vanno segnalati.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 54

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Il primo riguarda i percorsi di integrazione con Internet per i quali, da

qualche tempo, si rileva la presenza di operatori che mirano a fornire la

connettività fissa a banda larga e altri servizi integrati o con

un’infrastruttura alternativa a quella della rete dell’incumbent (è il caso, in

Italia, di Fastweb), o attraverso forme di unbundling (fra gli altri, Tele2,

Tiscali, Wind, etc.).

Se da un lato i modelli di business basati su cablature alternative sino

all’’ultimo miglio’ sono significativamente penalizzati da costi di

investimento infrastrutturale, e potranno essere forse importanti per

supportare fenomeni di convergenza più ampi (ad es. triple or quadruple

play), dall’altro le forme di unbundling occupano invece un’importante

posizione nel mercato e danno la possibilità, ad esempio di fornire servizi

di fonia VOIP (Voice over Internet Protocol) che offrono la possibilità di

sviluppare telefonate da e per computer sulla rete Internet, con modalità di

pricing diverse.

AGCom

Fonte:

Tab. 2.2 – Quote di mercato delle connessioni a banda larga in Italia

Un altro elemento riguarda invece i percorsi di convergenza fra telefonia

fissa, Internet e televisione.

In questo caso, invece, in Italia solamente l’incumbent e Fastweb hanno

recentemente iniziato ad offrire tali servizi in bundling, anche se vi sono

piani affinché anche altri operatori entrino nel mercato IPTV nel prossimo

futuro, in Italia come in Europa. Come avvenuto per le connessioni

broadband, la possibilità di offrire servizi video potrebbe in futuro giocare

un ruolo fondamentale nei portafogli di offerta degli operatori TLC e

contribuire significativamente ai ricavi, anche se allo stato attuale si tratta

di discorsi in prospettiva.

In breve, la telefonia fissa si caratterizza come un comparto ove:

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 55

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

• il business originario della telefonia fissa (la voce) è destinato a

diventare progressivamente una commodity,

• i processi di convergenza diadica fra telefonia fissa ed Internet,

attraverso servizi di connettività alla rete soprattutto in banda larga,

stanno rappresentando il core business,

• lo sviluppo tecnologico potrà creare opportunità e minacce per

l’integrazione fra telefonia fissa ed Internet, e/o con altri segmenti del

sistema, sia interni (fisso/mobile), sia esterni

(TV/Internet/Contenuti), formando processi di aggregazione più

complessi.

2.2.2 - I servizi di telefonia mobile

I servizi di telefonia mobile hanno invece rappresentato la ‘next big

thing’ nella seconda metà degli anni novanta e, come si è visto al punto

precedente, nella prima metà dell’attuale decennio si sono sviluppati

significativamente sino a superare il business tradizionale della telefonia

fissa voce. Per fornire alcuni semplici dati, alla fine del 2005 sono stati

rilevati oltre 2 miliardi di utenti di telefonia mobile contro gli 1,2 di

telefonia fissa. In Europa occidentale il tasso di penetrazione medio è del

92%, e circa il 60% degli utenti utilizza tessere ricaricabili.

Se ad oggi nei principali paesi sviluppati si raggiungono tassi di

saturazione vicini o superiori al 100%, nei paesi in via di sviluppo la

telefonia mobile ha invece rappresentato una modalità rapida per fornire

servizi di comunicazione in aree del pianeta fortemente carenti dal punto di

vista delle infrastrutture fisse grazie al relativo minor costo delle

infrastrutture (si veda la figura 2.3).

Il comparto mobile ha rappresentato un mercato in forte crescita e

certamente profittevole per molti operatori, con una riconosciuta dinamica

concorrenziale. Recentemente, tuttavia, il mercato ha evidenziato una certa

tendenza alla saturazione.

In primo luogo, la domanda non può più essere estesa ‘orizzontalmente’

perlomeno nei paesi più industrializzati, dati gli attuali tassi di

penetrazione.

Secondariamente, l’estensione ‘verticale’, cioè in termini di nuovi

servizi, è attualmente vincolata da colli di bottiglia tecnologici e scarso

successo di mercato: in particolare, la transizione verso i sistemi di terza

generazione è risultata sinora particolarmente sfavorevole dal punto di vista

economico per gli operatori, se si comparano i nuovi costi sostenuti per

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 56

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

l’acquisizione delle licenze e quelli per il roll-out delle infrastrutture con i

ricavi aggiuntivi ottenuti tramite servizi a valore aggiunto. Le figure 1.16 e

1.17 del capitolo 1 sottolineano i tratti salienti di questa situazione.

Idate

Fonte:

Fig. 2.3- Evoluzione degli utenti di telefonia mobile fra paesi sviluppati e in via di

sviluppo

Si nota chiaramente come le attese per l’evoluzione del mercato siano

sostanzialmente stabili, così come il trend dell’ARPU, che dovrebbe

assestarsi su valori prossimi ai 30 Euro. Se il livello assoluto degli ARPU

differisce per area geografica e risente del mix ricaricabili/abbonamento,

ciò che non varia sostanzialmente è il trend decisamente prudente, quando

non riflessivo, nelle diverse aree.

In aggiunta, si può notare che malgrado il traffico voce manterrà un

ruolo preponderante nei ricavi della telefonia mobile anche nel prossimo

futuro, il peso dei VAS dovrebbe progressivamente salire, anche se le

previsioni, come detto rimangono prudenziali: quanto la tecnologia e il

mercato premieranno la transizione da voce a contenuti determinerà lo

sviluppo (e l’integrazione) del business mobile con altri segmenti del

sistema TLC. Vale infatti la pena sottolineare come gli SMS rappresentino

oggi l’85% del valore dell’ARPU dati, mentre il restante 15% è generato da

suonerie, chats, giochi e altri contenuti.

Per il futuro, pur non parlando di killer applications, le maggiori

aspettative sono riposte nella musica e nei video. Con riferimento alla

musica, se vi sono già importanti segnali riguardo alla disponibilità a

pagare da parte del consumatore, i problemi principali riguardano i modelli

di business e le relazioni con i diversi partner della filiera, che non risultano

ancora consolidati.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 57

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Con riferimento invece alla TV, la sfida principale riguarda ancor prima

l’esistenza di una domanda significativa: se alcuni istituti di ricerca (ad

esempio Idate o McKinsey) propendono per uno sviluppo prorompente

della mobile television, altri (quali ad esempio KPMG, Strategy Analitics o

Olswang) sono ben più prudenti in termini evolutivi.

In ogni caso, diverse fonti di ricerca scommettono sul fatto che l’Italia

potrà svolgere un ruolo pionieristico nell’introduzione della tecnologia

DVB-H, uno degli standard che si stanno affermando nell’integrazione

mobile/TV.

Anche in questo caso, volendo sintetizzare, per quanto riguarda i servizi

mobili:

il core business, cioè traffico voce e SMS, è stato e rimane

certamente un’area profittevole, anche se vi sono segni di

saturazione;

i processi di convergenza diadica fra telefonia mobile ed Internet,

attraverso i sistemi di terza generazione, non hanno sinora mantenuto

le attese di sviluppo previste al lancio;

lo sviluppo tecnologico si presenta determinante nel definire i trend

futuri di convergenza che riguardano la telefonia mobile, Internet e

televisione, ma è fortemente incerto.

2.2.3 - L’integrazione fra telefonia fissa e mobile

I processi di convergenza e i diversi modelli di business non

coinvolgono solamente i due comparti TLC fisso e mobile entrambi

indirizzati verso singoli processi di integrazione con Internet e televisione,

bensì prevedono anche un potenziale percorso di convergenza ‘interna’,

cioè telefonia fissa e mobile, che si può aggiungere ai precedenti o

fra

innestarsi su di essi, fino a formare modelli noti come ‘quadruple play’.

Come ricordato nel primo capitolo, il tema dell’integrazione

fisso/mobile è in cima all’agenda manageriale del business TLC. Se infatti

queste possibilità sono al momento ancora potenziali, si intravedono invece

alcuni interessanti percorsi di possibile sviluppo, anche perché recenti

statistiche hanno messo in evidenza che solo circa il 25% delle chiamate fra

cellulari sono realmente ‘mobili’ (cioè quando le persone si stanno

muovendo), mentre il restante 75% avviene quando le persone sono ferme

in un determinato luogo.

Il primo percorso possibile, cosiddetto ‘a tecnologia esistente’, prevede

la possibilità di integrare le funzionalità fisso-mobile attraverso tecnologie

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 58

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

che smistano con modalità la chiamata su reti broadband quando

seamless

il destinatario è un numero fisso e su una rete mobile quando il destinatario

della chiamata è un cellulare. Un servizio simile (Connect) è attualmente

offerto ad esempio da British Telecom, ma è nei piani anche di altri

operatori incumbent europei. Telecom Italia sta sviluppando un servizio

simile attraverso tecnologie UMA (si veda il capitolo 1).

La seconda opportuntià di integrazione fisso-mobile risiede invece in

una vera e propria transizione tecnologica delle reti, ed ha a che fare con lo

sviluppo del WiMax e con la sua combinazione con reti più corte. In breve,

il WiMax è una famiglia di tecnologie trasmissive che consente connessioni

ad altissima velocità in aree di qualche decina di chilometri. Qualora questa

rete, una volta sviluppata, venisse integrata con reti più corte, fatte ad

esempio di hot-spot Wi-Fi, potrebbe rappresentare un’opportunità efficace

di integrazione fisso-mobile, con anche ulteriori possibilità di far transitare

su queste reti altri servizi a valore aggiunto, incrementando il valore dei

bundle di offerta.

Allo stato attuale, come mostra la figura seguente, la tecnologia WiMax

è in fase di prima sperimentazione in limitate aree geografiche e non è

ancora chiaro il quadro regolamentare che dovrebbe prevedere l’attivazione

delle licenze né a livello nazionale né a livello comunitario. In ogni caso,

quando vi saranno terminali compatibili e quando questa rete si integrerà

sia con reti più corte e sia con la rete Internet, è probabile che si

registreranno cambiamenti significativi negli assetti del sistema TLC.

Idate

Fonte:

Fig. 2.4 - Evoluzione attesa di soluzioni e tecnologie relative alla piattaforma Wi-Max

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 59

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

2.2.4 – Internet e Televisione

Sebbene non facciano parte del contesto TLC in senso stretto, Internet e

la televisione rappresentano due aree importanti nel più ampio contesto dei

media di comunicazione. In particolare, a seguito dei processi di

convergenza in atto e potenziali appena descritti, che coinvolgono appunto

Internet e la televisione, può risultare importante evidenziare alcuni punti

chiave dell’evoluzione e delle prospettive di questi due comparti con

particolare riferimento ai potenziali percorsi di convergenza.

Riguardo alla televisione, si può sottolineare come il mercato sia ancora

in gran parte dominato da modelli di business di taglio ‘generalista’, basati

sulla gratuità della fruizione (eccetto il canone per i network pubblici) e

sulla pubblicità come fonte prevalente di reddito permane dominante.

In termini evolutivi, tale modello è comunque abbastanza statico,

mentre si nota come siano le forme di televisione a pagamento, siano esse

via satellite o via cavo, ad incrementare il loro ruolo sul mercato, pur

rimanendo ancora confinate in uno spazio limitato del mercato e,

soprattutto, evidenziando qualche difficoltà in termini di sostenibilità dei

propri modelli di business (si veda la fig. 2.5).

AGCom

Fonte:

Fig. 2.5 - Evoluzione dei ricavi nel business TV in Europa (mld. Euro)

Ad oggi, in Italia, il mercato televisivo vale circa 6,8 miliardi di Euro,

quasi quattro dei quali provengono dalla raccolta pubblicitaria. Nell’ambito

dei servizi a pagamento, che coprono circa il 20% delle risorse, quasi il

90% è rappresentato da forme di abbonamento, mentre modalità più

flessibili di pay per view rimangono marginali.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 60

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

In sintesi, dunque, il settore televisivo rimane ancora dominato da forme

di distribuzione ‘tradizionali’, anche se attualmente gli operatori sembrano

interessati a sperimentare forme di modelli di business che prevedano un

coinvolgimento diretto del cliente e una ibridazione dei contenuti attraverso

diverse (e più integrate) piattaforme tecnologiche.

Riguardo ad Internet, è invece opportuno rilevare come la sua rete si sta

proponendo come uno dei grandi ‘aggregatori’ potenziali dell’intero

sistema TLC. Come si vedrà nel capitolo successivo, infatti, lo scenario che

vede tutte le reti TLC rese IP-compatibili ed integrate, è infatti una delle

opzioni più affascinanti e radicali che ci si possono attendere.

Internet è tuttavia già entrato a pieno titolo nei processi di

trasformazione delle TLC con il fenomeno broadband, già descritto nelle

pagine precedenti dedicate all’analisi del contesto di mercato della telefonia

fissa. La connessione Internet veloce è infatti diventato il prototipo della

prima integrazione/convergenza realizzata con successo fra il mondo TLC e

quello IT, fornendo un supporto di business essenziale all’ormai saturo

mercato della voce fissa, e migliorando le condizioni di base affinché i

servizi Internet possano crescere significativamente in futuro.

A tale proposito non è un caso se il fatturato dei servizi Internet in Italia

sia cresciuto sino a raggiungere un valore di 3,3 miliardi di Euro nel 2005,

rappresentando oggi quasi il 20% del totale dei ricavi della telefonia fissa.

Oltre al fenomeno banda larga, vale la pena sottolineare la crescita di un

altro segmento di attività Internet, potenzialmente legato al mondo TLC: le

connessioni hot-spot in modalità wireless. Ad oggi, infatti, il numero di

postazioni che offrono tale possibilità è in grande crescita (si veda la figura

seguente), e rappresenta una potenziale ulteriore direttrice di sviluppo

futuro.

IDC

Fonte:

Fig. 2.6 - Evoluzione dei punti di connessione veloce wireless (hot spots) nel mondo

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 61

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Se si combina poi l’evoluzione di questi hot spot, sviluppati con

tecnologia Wi-Fi, con ciò che potrebbe accadere riguardo all’evoluzione

delle piattaforme Wi-Max (si veda il paragrafo precedente dedicato

all’integrazione fisso-mobile), si può percepire quale può essere la portata

di Internet come agente di convergenza ed integrazione futura nel sistema

TLC: questi temi saranno comunque affrontati in dettaglio nel capitolo

successivo.

2.3 Convergenza e modelli di business: la percezione del

cambiamento

2.3.1 – Sviluppo e sostenibilità: uno schema di riferimento

Dopo aver analizzato lo stato attuale di sviluppo dei principali segmenti

del sistema TLC, rilevato i principali modelli di business ed aver esaminato

le prime forme di convergenza che si riscontrano, è importante sottolineare

un aspetto che sembra pervadere le diverse anime del mercato: un

cambiamento di una qualche portata sembra percepito come fenomeno

ineludibile per il prossimo futuro, ma i percorsi di realizzazione di questo

cambiamento sono ancora incerti e non tutte le variabili sembrano sotto

controllo degli operatori.

Questa considerazione può essere utilmente rappresentata attraverso un

framework di sviluppo tipico dei modelli di nel quale si

industry dynamics

confronta l’evoluzione temporale del rapporto fra il tasso di variazione del

fatturato e quello di variazione dei profitti (si veda la figura seguente).

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 62

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Fig. 2.7 –Una schema stilizzato per l’analisi dei processi di industry dynamics

Tale schema vorrebbe rappresentare, in una versione ovviamente

limitata e semplificata, un modello di base a livello settoriale per l’analisi

dei percorsi di sviluppo dei diversi segmenti TLC.

Centrale in questo schema è, come detto, il rapporto fra la dinamica dei

profitti e quella dei fatturati o delle quote di mercato. Tale rapporto indica,

in prima approssimazione, come viene alimentata la performance degli

operatori e come questa supporti o meno strategie di sviluppo a medio

termine.

Quando tale rapporto è superiore all’unità, significa che la crescita dei

profitti è alimentata prevalentemente da guadagni di efficienza e tagli sui

costi: quando tale situazione si perpetua per diversi anni, sebbene l’impresa

ottenga guadagni, ciò può essere indice di una strategia sostanzialmente di

breve termine, o che può essere sostenuta solamente in un mercato stabile e

maturo. Quando invece il mercato di riferimento è saturo e il panorama

tecnologico diventa turbolento lo sforzo sui costi non è più sufficiente a far

crescere i profitti e il tasso di crescita del fatturato diventa negativo,

creando problemi nel sostenimento di questa strategia.

Quando tale rapporto è inferiore all’unità, significa invece che l’impresa

tende a crescere rapidamente sul mercato, ma ciò avviene con dei profitti

che salgono più lentamente, a causa di difficoltà o di costi di acquisizione

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 63

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

della domanda. Anche in questo caso, deviazioni significative

dall’equilibrio del rapporto sono sostenibili solo per un determinato periodo

di tempo e sono solitamente tipici delle fasi di entrata nel mercato, ma nel

medio periodo un’impresa che si caratterizza per questo profilo di crescita e

profitti deve essere in grado o di rendere particolarmente attrattiva la

nicchia di mercato che presiede o di uscire dalla nicchia ed espandersi,

altrimenti non è in grado di sostenere la propria presenza nel mercato.

Questo schema stilizzato, pur nella sua semplicità, può essere istruttivo

se applicato al contesto di convergenza nelle TLC che è stato descritto

sinora. In particolare, lo schema consente di percepire come, con qualche

differenza temporale, i principali operatori di telefonia fissa, mobile e TV,

siano essi incumbent o newcomers, si posizionano nello schema in

posizioni simili. Tali posizionamenti generano, in questa finestra temporale,

incentivi più o meno significativi al cambiamento strategico per tutti i

principali players nel sistema TLC, cambiamento che si dovrebbe

indirizzare verso livelli crescenti di convergenza ed integrazione.

Ovviamente, a quale livello e quali dimensioni questo processo di

convergenza arriverà è, al momento, difficile da stimare: le pagine che

seguono sintetizzano il posizionamento degli attori chiave nello schema

presentato, e risultano propedeutiche all’analisi di scenario contenuta nel

capitolo successivo. Vale la pena sottolineare che tale operazione di

posizionamento contiene ovviamente delle necessarie semplificazioni in

termini di varianza delle posizioni dei singoli operatori e di sincronia fra i

diversi posizionamenti.

2.3.2 – La telefonia fissa

Ad esempio, se si considera il business attualmente

della telefonia fissa,

gli operatori incumbent si potrebbero posizionare nella parte superiore del

grafico e appena dopo la ‘gobba’ nella quale la curva del rapporto

variazione profitti e variazione fatturato tende a riavvicinarsi all’unità,

mentre i newcomers si possono posizionare sempre appena dopo la gobba

ma nella parte bassa del grafico.

Infatti, quasi tutti gli operatori ex-monopolisti, nei mercati europei,

hanno recentemente sperimentato un periodo di stagnazione dei propri

fatturati, dovuto alla contrazione del business originario della voce fissa, a

cui hanno risposto con miglioramenti dei livelli di efficienza a volte

straordinari (si veda la figura seguente), mantenendo sostanzialmente

invariati i livelli assoluti della forza lavoro impiegata.

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Allo stesso tempo, a causa soprattutto dei faticosi processi di

liberalizzazione, in particolare del nodo dell’accesso, i newcomers non

sono riusciti negli anni scorsi a raggiungere una posizione sostenibile di

profittabilità malgrado abbiano raggiunto nei principali mercati europei

quote di mercato in quantità attorno al 30%.

Sino a poco tempo fa, dunque, entrambe le categorie di players nel

contesto della telefonia fissa si erano progressivamente allontanate dai

percorsi di sostenibilità di medio-lungo periodo, a causa della progressiva

saturazione dei consumi, alla concorrenza di altre forme di comunicazione

e al declino irreversibile dei prezzi.

Attualmente, la convergenza con Internet e l’offerta di servizi di

connessione broadband ha rappresentato, sia per l’incumbent che per i

followers, un’occasione di incremento dei ricavi e dei profitti che ha

consentito ai diversi operatori di telefonia fissa una sostenibilità economica

dei loro business attuali. Al momento,dunque, come detto, incumbent e

followers della telefonia fissa si posizionano appena dopo la curva in un

percorso di potenziale rientro verso aree caratterizzate da maggiore

equilibrio di crescita.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 65

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

Idate

Fonte:

Fig. 2.8 – Dinamica della produttività (fatturato per addetto) dei principali operatori

incumbent TLC negli ultimi anni

2.3.3 – La telefonia mobile

Per quanto riguarda la il posizionamento degli

telefonia mobile,

operatori, e la loro recente evoluzione, sono del tutto simili a quelli descritti

per la telefonia fissa, solamente risultano traslati orizzontalmente verso

sinistra.

Infatti, gli incumbent della telefonia mobile hanno da tempo beneficiato

di profili di sviluppo importanti ed equilibrati; ma, come descritto

precedentemente da quest’anno, in molti paesi sviluppati e in particolare in

Italia, la saturazione del mercato inizia a farsi sentire, mentre alcuni

follower (si pensi a ‘3’ in Italia) pur crescendo in termini di clienti e di

quota di mercato in questi anni, non sono ancora riusciti a raggiungere

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 66

Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

soddisfacenti livelli di profittabilità, anche a causa del limitato contributo

fornito dai servizi UMTS a valore aggiunto.

A tale proposito, mentre il comparto fisso ha già sperimentato fenomeni

di stagnazione e ha iniziato alcuni percorsi di convergenza e di

allargamento del proprio profilo di servizi, quindi superando la gobba della

curva, il comparto mobile sembra alla vigilia di questo più o meno

inevitabile deterioramento dell’attrattiva del proprio core business. Per

entrambe le categorie di operatori, quindi, il posizionamento attuale può

essere identificato all’inizio della piega della curva all’insù (più vicino

all’asse di equilibrio per gli incumbent), in una situazione simile a quella in

cui si è trovata la telefonia fissa qualche anno fa.

Anche per gli operatori di telefonia mobile, dunque, il futuro dovrebbe

passare attraverso la scoperta e lo sviluppo di nuovi servizi, in parte trainato

da forme di convergenza, al fine di evitare percorsi di eccessivo

allontanamento dagli assetti di equilibrio che metterebbero in crisi i

newcomers e ridurrebbero significativamente le performance degli

incumbent.

2.3.4 – La televisione

Infine, questo schema potrebbe anche essere esteso al comparto

con ragionamenti ed implicazioni abbastanza simili.

televisivo,

Da un lato, infatti, i broadcaster tradizionali sono da tempo inseriti in

contesti di mercato stagnanti, con la raccolta pubblicitaria sostanzialmente

stabile, i mercati saturi e le fonti di reddito fisse (il canone pubblico)

anch’esse ferme: non è un caso che, in Italia, operatori generalisti come

Mediaset abbiano tentato di diversificare la propria offerta tramite la

piattaforma del digitale terrestre e servizi attraverso portali Internet.

Allo stesso tempo, anche operatori follower o di nicchia, quali ad

esempio Sky, che operano su piattaforme tecnologiche alternative si

trovano di fronte ad uno scenario non semplice: da un lato i segmenti target

sono stati conquistati ma solo recentemente l’operatore ha raggiunto il

break-even, dall’altro la concorrenza degli operatori TLC già convergenti

sulla piattaforma Internet è sicuramente minacciosa.

Anche in questo caso, dunque, gli operatori televisivi si possono

posizionare nella fase di ascesa della curva dello schema, e stanno subendo

incentivi verso l’esame di forme di integrazione con il mondo TLC ed

Internet, sia in chiave competitiva, sia difensiva.

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

2.3.5 – Convergenza sì, ma come e quanto?

Pur con tutte le cautele e le semplificazioni del caso, applicando questo

schema di al sistema TLC, sembra proprio che i tre

industry dynamics

comparti principali, TLC fisse, mobili e TV siano inseriti, o siano prossimi

ad esserlo, in percorsi di cambiamento che dovrebbero portare a fenomeni

di maggiore convergenza ed integrazione fra i vari segmenti del sistema

TLC (si veda la figura seguente, che contiene un’ipotesi di

posizionamento).

∆ profitti

----------- Broadcaster

∆ fatturato Leaders

generalisti fisso

Leaders

mobile Percorso

1 - ideale

Followers

mobile Broadcaster

di nicchia Followers

fisso t

Sviluppo Maturità Innovazione/

stagnazione

Fig. 2.9 –I processi di industry dynamics nel sistema TLC: uno schema stilizzato

Per agevolare la lettura del grafico è opportuno ricordare alcuni assunti

di questo modello semplificato:

− Il posizionamento ‘per categoria’ richiede ovviamente qualche

scorciatoia, ed è da intendersi come posizionamento medio: è infatti

possibile che singoli player possano essere posizionati

diversamente;

− Il modello è semplificato anche in termini di timing: il

posizionamento, anche in questo caso, è da intendersi come medio

di un periodo di due-tre anni;

− La rappresentazione si intende generalmente applicabile al contesto

europeo e non strettamente applicabile alla realtà italiana: pertanto

in alcuni casi è possibile che singole situazioni nazionali siano

divergenti rispetto allo schema proposto;

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

− Il modello non contiene giudizi di valore su profittabilità e quote di

mercato, ma la sua enfasi è sulla sostenibilità del processo

evolutivo: è positivo, in questo quadro, convergere verso l’area

centrale del grafico, non tanto stare sopra o sotto quest’area;

− E’ chiaro che diverse categorie di operatori possono essere entrate

nei relativi mercati in periodi diversi: lo schema di riferimento è

un’istantanea nel tempo e dunque il posizionamento ‘orizzontale’ è

da intendersi relativo per ogni categoria e non può essere

confrontato ‘fra’ diverse categorie.

Considerate tutte queste assunzioni, lo schema suggerisce chiaramente

come diversi operatori sembrano attualmente avere incentivi coerenti fra

loro nell’indirizzare le strategie in chiave di cambiamento strategico. In

logica di industry dynamics, la convergenza di incentivi al cambiamento fra

operatori diversamente posizionati nei mercati tende a far crescere la

probabilità che questo cambiamento si realizzi.

Ovviamente se, in termini ‘strategici’, gli incentivi di diversi operatori

possono convergere verso un’ipotesi comune di cambiamento, vi sono

diversi e molteplici elementi che possono influire sull’effettiva sua

realizzazione e ciò che è particolarmente difficile da intuire sono l’intensità

e le modalità attraverso cui questo processo di integrazione si realizzerà:

− Al di là delle ipotesi sviluppate in questo capitolo, alcuni operatori

potrebbero avere diverse percezioni e sensazioni sui processi di

sviluppo futuri;

− Alcune variabili, vedi l’evoluzione della tecnologia, non sono

completamente sotto il controllo degli operatori e quindi eventuali

aspetti di compatibilità o fattibilità potrebbero accelerare o ritardare

determinati percorsi di sviluppo;

− La realizzazione di ognuno di questi percorsi di sviluppo è anche

legata alla concreta capacità degli operatori di implementare adeguati

modelli di business: di per sé la possibilità di realizzazione

tecnologica non è sufficiente;

− Infine, pressoché ogni percorso di sviluppo nelle TLC è legato alle

decisioni del regolatore pubblico, sia a livello nazionale che

internazionale: pertanto gli orientamenti di policy giocheranno un

ruolo chiave nel definire i percorsi di sviluppo futuri.

Per tali ed altri motivi, il capitolo successivo svilupperà un’analisi di

scenario partendo dai principali modelli predittivi e cercando di

approfondire le possibili opzioni di sviluppo futuro del sistema TLC.

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Capitolo 2 – Percorsi di convergenza nelle TLC e modelli di business attuali

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Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

3. PERCORSI DI CONVERGENZA NELLE TLC: UN

TENTATIVO DI SIMULAZIONE

3.1 Premessa metodologica

3.1.1 – Introduzione

Il capitolo precedente ha illustrato gli stadi di sviluppo attuali dei diversi

segmenti del sistema TLC, ha discusso i percorsi di convergenza più

semplici che si sono già realizzati, e ha introdotto i temi di sviluppo più

promettenti per il futuro.

Se in termini di direzione vi sono molti indizi che convergono verso un

percorso di cambiamento, di quale percorso si tratti e con quale intensità

esso si realizzi sono argomenti ancora poco chiari.

Invero, ogni società di consulenza o istituto di ricerca che si occupa di

TLC ha nel proprio set di pubblicazioni uno o più report che trattano del

tema degli scenari evolutivi del settore, al fine di predire le opzioni

strategiche che si realizzeranno in futuro.

Tuttavia, queste pubblicazioni si caratterizzano per alcuni tratti comuni

che le rendono spesso poco utili come supporto indiretto ai processi di

decisione strategica degli operatori:

− la grande maggioranza di queste analisi è impostata secondo canoni

di deciso ottimismo, secondo cui gli scenari positivi superano

largamente quelli negativi: riguardo al nostro ambito di riferimento,

ciò significa che le analisi che predicono radicale cambiamento e

forte convergenza sono decisamente in soprannumero;

− buona parte di queste analisi sono sviluppate con metodologie

essenzialmente ‘desk’, e realizzate attraverso simulazioni strutturate

su dati secondari: riguardo alla realtà TLC, il rischio di tali analisi è

quello di basarsi prevalentemente su dati e situazioni storiche che si

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 71

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

sono già avverate, tralasciando situazioni più innovative e difficili da

percepire attraverso l’esperienza già vissuta;

− in ultimo, spesso, tali analisi prediligono la chiarezza interpretativa

piuttosto che l’aspetto metodologico e l’ampiezza delle opzioni

strategiche: in tal senso, il rischio è quello di ottenere scenari chiari e

condivisibili ma piuttosto vicini alla ‘common knowledge’ e poco

utili in termini di conoscenza aggiuntiva.

Per questi ed altri motivi, questo capitolo si propone di offrire un’analisi

di scenario in termini di intensità di convergenza/cambiamento

equilibrata

attesi, basata su informazioni raccolte ex-novo, oltre che

primarie

secondarie, e in un numero adeguato di alternative di scenario.

articolata

Va ricordato che, in ogni caso, l’analisi di scenario è per definizione una

rappresentazione limitata e imperfetta della realtà attesa, e strettamente

dettata dalla qualità e quantità degli assunti proposti: dunque essa non deve

essere utilizzata direttamente per prendere decisioni, quanto invece può

risultare estremamente utile nel fornire maggiori elementi di comprensione

relativi a diverse evoluzioni contestuali che si potranno verificare in futuro.

3.1.2 – L’impostazione seguita: la procedura e fattori esplicativi

Prima di presentare i diversi scenari è opportuno quindi presentare

alcuni tratti dell’impostazione metodologica seguita per la costruzione di

questi scenari.

In primo luogo, uno è qui inteso come una coerente e

scenario

sistematica descrizione di trend e di fattori abilitanti e ostacolanti relativi ad

un particolare percorso di sviluppo, in un determinato periodo di tempo.

L’analisi per scenari rappresenta quindi uno strumento di comprensione e

di analisi generale del contesto, utile a il processo decisionale

migliorare

degli operatori chiave (privati e pubblici) e non a guidarlo direttamente

attraverso una serie di indicazioni e/o ‘ricette’. Ogni scenario dovrebbe

essere quindi non necessariamente probabile ma neppure

plausibile,

eccessivamente fantasioso.

In termini procedurali, ogni scenario è stato costruito seguendo quello

che in letteratura manageriale è definito un “Discovery-oriented approach”,

vale a dire un processo iterativo attraverso cui indicazioni secondarie,

provenienti dalla letteratura e dai report esistenti, sono state

successivamente validate o modificate progressivamente attraverso una

serie di interviste e colloqui avuti con managers ed esperti dei vari segmenti

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 72

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

del mondo TLC. Al termine di ogni round di interviste, il team di ricerca ha

poi discusso e condiviso i contenuti e le implicazioni dei colloqui

intercorsi, modificando di volta in volta i fattori chiave di ogni scenario, i

suoi contenuti, e il numero stesso di scenari possibili e plausibili. In termini

temporali, l’analisi di scenario che segue si è orientata su un orizzonte di 3-

5 anni.

3.1.3 – L’impostazione seguita: i fattori esplicativi

Il primo step per l’analisi degli scenari è rappresentato dalla definizione

della lista dei fattori che è stata impiegata per definire le diverse opzioni

strategiche. Quattro sono gli snodi critici.

Il primo è sicuramente il profilo della In questo caso, la

domanda.

tendenza ad incrementare o meno la disponibilità a pagare per (nuovi)

servizi TLC, assieme al superamento di alcune barriere all’accettazione e

all’impiego estensivo delle ICT (ad esempio, la sicurezza o la complessità

delle forme di consumo), giocheranno un ruolo fondamentale nello

spingere al cambiamento e all’integrazione i percorsi di sviluppo delle

TLC.

Per semplicità, sono state ipotizzate alcune possibilità sul fatto che la

dinamica della domanda sia espansiva o riflessiva in termini di disponibilità

a pagare per servizi innovativi e di tendenza al consumo ‘complesso’ di

TLC assieme ad altri servizi IT-based o televisivi.

In secondo luogo, un ruolo centrale è giocato dalla dinamica

L’evoluzione possibile dei network tecnologici rappresenta

tecnologica.

ovviamente un fattore chiave per l’erogazione di servizi a rete quali quelli

TLC, soprattutto con riferimento al ruolo della rete Internet e delle nuove

piattaforme WiMax, assieme allo sviluppo dei relativi terminali.

Anche in questo caso, per semplificare, abbiamo ipotizzato diverse

opzioni: una che prevede una forte integrazione delle reti su piattaforma

unica (IP), un’altra che prevede una segmentazione delle reti ma con

qualche forma di compatibilità, un’altra ancora che prevede un basso livello

di convergenza tecnologica.

Il terzo fattore considerato è la dinamica Le caratteristiche

strategica.

delle strategie messe in atto dagli operatori, dominanti e non, in termini di

capacità di identificazione di modelli di business innovativi, tendenza ad

alleanze strategiche, resistenza al cambiamento, saranno anch’esse

importanti nel definire i percorsi di convergenza che si realizzeranno

concretamente.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 73

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Questo è uno degli aspetti più critici da valutare ma potenzialmente più

importanti nel definire la reale probabilità di accadimento di ogni singolo

scenario. In questo caso, le ipotesi hanno riguardato sia la dinamica

strutturale, in un caso prevedendo un sostanziale consolidamento degli

assetti attuali e in un altro caso ipotizzando flussi di entrata e concorrenza

da parte di newcomers, sia i modelli di business in termini di relazioni con i

partner e di modalità di integrazione con gli operatori che forniscono

contenuti.

L’ultimo ambito considerato è l’evoluzione del quadro In

regolatorio.

che misura, in termini di apertura o chiusura, con quali modalità, a livello

sia nazionale che internazionale, le autorità di regolamentazione gestiranno

la transizione tecnologica, soprattutto riguardo alla gestione delle nuove

reti, saranno elementi fondanti rispetto ai percorsi evolutivi del contesto. In

questa fase, si è scelto di limitare l’analisi del ruolo del regolatore alle

decisioni in merito all’evoluzione tecnologica, in quanto più semplici da

modellizzare, lasciando il complesso reticolo delle decisioni di policy

all’analisi dettagliata contenuta nel capitolo 4 e dedicato alle relazioni fra

regolazione e concorrenza.

Concretamente sono state dunque ipotizzate due opzioni semplificate:

una che prevede un sostanziale in termini di impostazione

laissez-faire

della policy, con principi che tendono a convergere a livello europeo con

effetti più rapidi in termini di cambiamento; e un’altra asimmetrica a livello

geografico, di natura maggiormente interventista e tendenzialmente più

lenta nel promuovere cambiamenti radicali.

La tabella seguente riassume le opzioni utilizzate per la costruzione

degli scenari.

3.1.4 – L’impostazione seguita: la procedura e fattori esplicativi

Sulla base delle combinazioni plausibili che questi fattori potranno

evidenziare, la nostra analisi ha fatto emergere quattro scenari possibili, che

le pagine seguenti si propongono di descrivere nel dettaglio.

Il primo si può denominare ed è quello che prevede i

senza sorprese,

minori scostamenti rispetto alla situazione attuale: domanda riflessiva,

evoluzione tecnologica rallentata, consolidamento assetti competitivi attuali

e regolamentazioni prevalentemente a livello nazionale. Si tratta di uno

scenario di riferimento più che reale, anche se non sarebbe la prima volta

che cambiamenti radicali attesi e ‘sbandierati’ ex ante non si concretizzino

poi in seguito.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 74

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Agli antipodi vi è uno scenario che prevede forti cambiamenti, trainati

da importanti fenomeni di convergenza, e che si può chiamare convergente

nel quale l’evoluzione tecnologica si direziona rapidamente verso

integrato,

un’integrazione IP compatibile, la dinamica competitiva si ravviva

prevedendo l’ingresso di newcomers anche da comparti non tradizionali, il

tutto supportato da una regolamentazione impostata a principi generali.

In mezzo a questi due scenari ‘estremi’ dalla nostra analisi sono emerse

due opzioni intermedie, ciascuna caratterizzata da tratti specifici ed

elementi dominanti.

Fattori chiave Variabili Opzioni previste

Domanda Disponibilità a pagare Crescita, stabilità o riduzione

della quota della spesa in

consumi dedicata ai servizi TLC

Inclinazione al consumo Tendenza maggiore o minore ad

complesso accettare servizi TLC con nuove

modalità (bundle)

Tecnologia Evoluzioni reti Unificazione reti sul network IP,

singoli episodi di integrazione,

oppure mantenimento reti

disaggregate

Evoluzione terminali Maggiore o minore esistenza di

terminali e handset compatibili

ed evoluti

Strategia Struttura competitiva Mantenimento strutture attuali

con eventuale consolidamento o

flussi di entrata e incremento

competizione

Relazioni inter-impresa Modelli orientati alla co-

operazione e all’integrazione

dei contenuti o modelli più

chiusi con separazione attività

Policy Tipologia Laissez faire e convergenza

europea o maggior

interventismo e asimmetria a

livello geografico

Tab. 3.1 – Gli input per l’analisi di scenario: fattori chiave, variabili e opzioni previste

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 75

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Uno di questi scenari può essere definito di sviluppo In

progressivo.

questo caso la domanda evolve positivamente e così anche la tecnologia,

anche se si orienta verso singoli percorsi di integrazione più remunerativi in

termini di mercato o più fattibili tecnologicamente. I modelli di business

diventano necessariamente collaborativi e c’è spazio per l’ingresso di nuovi

competitors: in poche parole uno scenario ove una convergenza non

necessariamente traumatica si sposa con un favorevole sviluppo del

mercato e provoca effetti anche sulla dinamica competitiva.

L’ultimo scenario plausibile che emerge dall’analisi effettuata può

essere definito di sviluppo In questo caso, rispetto al

consolidato.

precedente scenario, la domanda non è propriamente positiva e i processi di

integrazione ‘parziali’ che si realizzeranno saranno in gran parte gestiti

dagli incumbent attuali o dai leader di mercato, provocando un effetto di

ulteriore riduzione della dinamica competitiva.

La tabella seguente sintetizza le caratteristiche dei quattro scenari

proposti, che saranno discusse ed approfondite nelle pagine che seguono.

Va ricordato ancora, per chiarezza interpretativa, che questi scenari non

esauriscono le possibilità di sviluppo possibili del sistema TLC ma sono

rappresentazioni semplificate delle alternative ritenute più plausibili dopo

un percorso di analisi come quello descritto in precedenza.

3.2 Gli scenari

3.2.1 – Lo scenario ‘senza sorprese’

Il primo scenario che è presentato è uno scenario che

benchmark

ipotizza che, nei prossimi anni, il sistema TLC non sia soggetto a

cambiamenti significativi e che la fotografia attuale possa rappresentare un

valido riferimento anche per gli anni a venire.

Come detto si tratta in linea di principio di una opzione artificiale e di

scuola, da utilizzare in comparazione con gli altri per verificare l’entità e la

direzione dei cambiamenti possibili, tuttavia sia la letteratura che alcune

delle interviste effettuate non hanno del tutto escluso il verificarsi di una

simile alternativa.

In sintesi essa prevede che la spesa per i servizi di TLC non cresca, se

non in misura marginale e con modalità prevedibili, e che il consumatore

finale non si caratterizzi per un particolare interesse verso servizi innovativi

che prevedono forme di convergenza (ad esempio, la mobile TV). Per dare

un’idea, un tasso di sviluppo dei consumi TLC non in grado di alterare

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 76

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

significativamente il rapporto fra fatturato TLC e PIL (quindi sotto il 2%-

2.5%), è giudicato dagli operatori riflessivo e non incentivante una

significativa attività di investimento.

Senza Sviluppo Sviluppo Convergente

sorprese consolidato progressivo integrato

DOMANDA

Disponibilità di bassa media alta media

spesa

Inclinazione verso bassa media/bassa medio-alta alta

consumi bundled

TECNOLOGIA clusters di integrazione

clusters di

Evoluzione reti disaggregate convergenza network IP

convergenza

o network IP

Evoluzione lenta lenta/media veloce veloce

terminali

STRATEGIA

Dinamica stabile riduzione aumento aumento

competitiva partnership o

Strategie inter- contratti contratti partnership integrazione

impresa

POLICY

Approccio Nazionale e Nazionale e Nazionale o Europeo ed

regolatorio di intervento di intervento Europeo aperto

Tab. 3.2 – Le caratteristiche principali degli scenari previsti

Se gli operatori ‘scontassero’ ex-ante questo quadro di mercato, anche

gli investimenti per lo sviluppo tecnologico sarebbero dunque ridotti o

comunque rallentati e, molto probabilmente, le reti rimarrebbero inserite in

un percorso di sviluppo conservativo e sicuramente frammentato.

Una tale combinazione statica in termini di mercato e tecnologia

potrebbe portare ad un sostanziale congelamento anche delle strategie

competitive e dei relativi posizionamenti di mercato. Gli incumbent

potrebbero continuare dunque a presidiare il mercato di massa e i

newcomers continueranno a scommettere sul successo di nuovi servizi che,

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 77

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

in ogni caso, dovrebbero rimanere limitati in nicchie di mercato, per altro in

competizione con gli incumbent.

Uno dei pochi percorsi di integrazione plausibile, in questo quadro, è la

progressiva integrazione dei business fisso/mobile da parte degli

incumbent, da realizzarsi nel breve a tecnologia esistente, anche se questa

strategia non è detto che sia necessariamente favorevole per gli operatori

integrati (si veda il fenomeno della cannibalizzazione del traffico mobile, la

componente più redditizia sinora).

Eventuali sviluppi di servizi a valore aggiunto e fenomeni di

convergenza potrebbero essere inoltre sviluppati in precedenza o in

esclusiva nel comparto della telefonia fissa.

Le relazioni con gli altri attori della filiera, ad esempio i content

provider o i broadcaster, rimarranno poi impostate prevalentemente su base

contrattuale e solo in alcuni casi si passerà a relazioni più coinvolgenti di

partnership, in presenza dei segmenti di mercato più dinamici.

La regolamentazione, infine, continuerà ad essere ispirata da principi di

specializzazione sia settoriale che nazionale, con potenziali situazioni

asimmetriche fra paesi, anche se è ipotizzabile che in questo scenario le

capacità di incidere sulle reali dinamiche concorrenziali rimangano limitate.

Come detto, tale scenario, ancorché forse non sperato, è risultato

plausibile dopo la nostra analisi, e ciò per i seguenti motivi:

diversi istituti di ricerca prevedono che una quota minoritaria

(attorno al 10%-15%) dei clienti sia seriamente disposta a spendere

per servizi TLC a valore aggiunto;

gli operatori incumbent fronteggiano un trade-off di investimento fra

il mantenimento e l’aggiornamento della rete attuale e lo sviluppo di

nuove reti. Inoltre, gli effetti dell’insoddisfazione rispetto all’UTMS

possono giocare un ruolo chiave nell’inclinazione al cambiamento;

alcuni newcomers hanno in realtà raggiunto il punto di pareggio e

potrebbero preferire il consolidamento della nicchia all’attacco

frontale agli incumbent su un nuovo ambito di mercato tutto ancora

da costruire;

la costruzione di modelli di business più aperti che coinvolgano

anche players di altri settori non è facile e potrebbe essere osteggiata

direttamente anche da questi ultimi.

Pertanto, seppur associato ad una probabilità di accadimento non molto

alta, è possibile che si realizzi uno scenario che, in larga parte, smentisca le

predizioni del modello di industry dynamics descritto nel paragrafo

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 78

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

precedente, secondo cui esistono incentivi simili al cambiamento per un

buon numero di operatori nel sistema TLC.

3.2.2 – Lo scenario di ‘sviluppo consolidato’

Rispetto allo scenario precedente, quello definito di sviluppo

consolidato prevede un certo cambiamento negli sviluppi del mercato e

della tecnologia, anche se non dirompenti, ma ciò che qualifica tale

scenario è che il suddetto cambiamento è accompagnato da un ulteriore

consolidamento della struttura di mercato con una riduzione della dinamica

concorrenziale.

In altre parole, l’assunto fondamentale di questo scenario è che un certo

cambiamento ci sarà e potrebbe anche risultare non marginale, ma sarà

gestito in prevalenza dagli incumbent, che ne otterranno anche i principali

benefici.

In un contesto in cui la spesa per servizi TLC potrebbe crescere, anche

se non in misura radicale, e il consumatore non mostri una particolare

attitudine a forme di consumo complesse o integrate, gli incumbent, specie

nel comparto del fisso, avrebbero buon gioco nel catturare l’attenzione di

gran parte del mercato guidando lo sviluppo con cambiamenti incrementali.

In particolare, il controllo del nodo dell’accesso e la rilevante quota nel

segmento broadband, consentirebbe a questi operatori di consolidare la loro

leadership e di catturare il valore aggiunto che si crea nel mercato anche

attraverso un eventuale sviluppo radicale della rete orientato ad una

convergenza IP-based.

E’ evidente che in un contesto simile la dinamica concorrenziale si

ridurrebbe e l’intero sistema sarebbe ristrutturato attorno a pochi grandi

players, presumibilmente gli attuali incumbent del fisso. Altrettanto, per le

Autorità di regolamentazione, in presenza di approcci di intervento

nazionali, sarebbe difficile introdurre meccanismi in grado di rinsaldare la

concorrenza: con queste premesse, tali interventi potrebbero risultare

addirittura paradossalmente anti-economici, tendendo a ridurre la selettività

del mercato.

Gli incumbent diventerebbero gli unici significativi operatori multi-play,

procedendo ad una integrazione di diversi servizi in un'unica offerta ma

non necessariamente in una integrazione dei network (si veda la figura

seguente). Un tale scenario avrebbe poi come ulteriore conseguenza la

riduzione del ruolo strategico e di mercato del comparto mobile: dopo aver

fatto concorrenza e messo in difficoltà il business fisso (come si è visto nei

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 79

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

capitoli precedenti), i network mobili, se questo scenario venisse

confermato, risulterebbero meno (o meno velocemente) integrabili in una

struttura di rete IP compatibile. Ciò avrebbe una duplice conseguenza

negativa per gli operatori mobili: maggiore difficoltà nell’integrare i servizi

a valore aggiunto potenzialmente profittevoli, e maggiore pressione

all’integrazione fisso/mobile.

Questo scenario, pur probabilmente non particolarmente invitante a

livello generale, potrebbe avere una probabilità non marginale di avverarsi,

stante il peso degli incumbent fissi, sebbene le situazioni possono esser

differenti a seconda dei differenti contesti nazionali.

Volendo sintetizzare si tratta di uno scenario ove lo sviluppo del

mercato e della tecnologia si realizza ma, essendo gestito e sfruttato

prevalentemente dagli incumbent del fisso, presenta un costo non marginale

in termini di riduzione della concorrenza.

Oecd

Fonte:

Fig. 3.1 – Integrazione dei servizi da parte degli incumbent fissi: una rappresentazione

grafica

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 80

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

3.2.3 – Lo scenario di ‘sviluppo progressivo’

Lo sviluppo del mercato e la trasformazione tecnologica nel sistema

TLC può avvenire anche attraverso un incremento della concorrenza,

portando anche ad un potenziale riassetto del mercato.

Questo scenario è compatibile esclusivamente con un’ipotesi di

domanda in crescita, con una quota significativa di consumatori disposta a

consumare servizi TLC innovativi, una situazione per altro prevista da un

buon numero di rapporti ed istituti di ricerca che si occupano di TLC.

Tale condizione può provocare una pressione allo sviluppo di

determinate forme di convergenza tecnologica: se la disponibilità alla spesa

da parte dei consumatori non è uniforme (il che è probabile) gli operatori

possono spingere verso l’investimento e lo sviluppo di determinate forme

di convergenza, non necessariamente attraverso la creazione di un unico

network IP.

La figura seguente evidenzia, nell’ambito dei servizi VOIP per la

clientela business, un possibile esempio di un segmento di mercato che si

può sviluppare significativamente a seguito di uno specifico processo di

convergenza che non tocca altri ambiti del sistema.

Idate

Fonte:

Fig. 3.2 – Evoluzione attesa delle linee telefoniche IP nel segmento di mercato business

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 81

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Questo percorso di sviluppo concede ai service providers un ruolo

centrale, ed è forse l’unico che prevede un posizionamento di leadership

per gli operatori del mobile. Senza lo sviluppo di una rete unica integrata e

con lo spazio di mercato per poter investire in determinati percorsi di

convergenza per i VAS (value-added services), gli operatori del comparto

mobile potrebbero sicuramente occupare un ruolo cruciale. Ciò nonostante,

l’evoluzione di mercato può lasciare spazi interessanti anche agli operatori

del fisso, che possono fare leva sulla loro posizione predominante nel

campo dell’accesso broadband.

Seguendo questa opzione, il presidio dei contenuti diventa un asset

fondamentale per la competizione e, in termini strategici, lo sviluppo di

partnership e di alleanze con altri operatori della catena del valore

(broadcaster, content providers) dovrebbe risultare un’opzione diffusa,

anche perché i modelli di business multi-play saranno diffusi sia in campo

fisso che mobile.

In tal senso, la figura 3.1 può funzionare anche in questo caso per

rappresentare i meccanismi di integrazione, soprattutto dei servizi: la

differenza fondamentale rispetto al quadro precedente è che l’integrazione

non è appannaggio prevalente degli incumbent, ma è potenzialmente

diffusa fra incumbent e newcomers nel fisso ma soprattutto nel mobile, che

appare come un segmento fra i più dinamici.

In termini di assetti competitivi, il mercato in crescita e la preferenza

dei consumatori per servizi innovativi dovrebbe lasciare spazi promettenti

sia agli operatori followers che ad eventuali newcomers, innalzando il

livello di concorrenza nel sistema.

La concorrenza dovrebbe alzarsi anche nel segmento dei produttori di

terminali, in quanto l’evoluzione tecnologica e l’affermazione di servizi

innovativi tenderà ad accelerare l’obsolescenza degli handset e ad inasprire

la ‘guerra’ per il versioning.

Il quadro normativo dovrebbe orientarsi verso una regolamentazione

leggera, in quanto l’evoluzione del mercato e delle tecnologie dovrebbe

garantire sufficienti opportunità: se prevarranno orientamenti diversi a

livello nazionale potranno emergere asimmetrie di natura geografica.

Volendo sintetizzare, questo scenario appare probabilmente quello più

virtuoso, in quanto prevede crescita e cambiamento con contemporanea

crescita dei livelli di concorrenza: la sua probabilità di realizzazione appare

però medio-bassa, in quanto è subordinata alla convergenza di una serie di

ipotesi poco legate al contesto attuale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 82

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

3.2.4 – Lo scenario ‘convergente integrato’

Lo scenario più radicale, in termini di cambiamento, si avrebbe invece

qualora la tecnologia accompagnasse l’eventuale crescita del mercato con

una sostanziale unificazione delle diverse reti in un unico network IP.

Più precisamente, in questo caso non è la crescita quantitativa della

domanda ad essere determinante, quanto invece il mutamento qualitativo

delle preferenze del consumatore. Qualora la domanda si orientasse verso

un significativo apprezzamento ed accettazione di forme di consumo di

servizi integrati in bundle, senza particolare distinzione fra voce, video,

dati, accesso, la tendenza ad investire nel rendere compatibili le varie reti

sarebbe forte: ovviamente, in un tale quadro, Internet rappresenterebbe il

network aggregativo naturale.

In questo scenario è probabile si realizzi un consolidamento a livello

Europeo di alcuni player, non solo nella categoria degli incumbent, perché

l’integrazione convergente delle reti implicherebbe modelli di business

diversi. Infatti è altrettanto probabile che gli incumbent soprattutto nel fisso

subiscano rilevanti pressioni concorrenziali, in quanto l’accesso tornerebbe

ad essere semplicemente poco più di una commodity.

La figura seguente rappresenta schematicamente il cambiamento

nell’ambito di questo scenario di integrazione convergente.

Anche in questo scenario, le prospettive per l’industria dei terminali

dovrebbero essere positive, in quanto lo sviluppo di servizi integrati

comporterà un crescente mercato dei device e un flusso significativo di

innovazioni di prodotto.

Uno dei cambiamenti più significativi che si avrebbero in questo

scenario è rappresentato dalla ridefinizione dei rapporti lungo le catene del

valore e dall’affievolimento dei confini settoriali fra telecomunicazioni,

information technology, broadcasting e industria dei contenuti. In questo

quadro si dovrebbero sviluppare anche una serie di partnership e, in alcuni

casi, vere e proprie acquisizioni e fenomeni di integrazione, fra diversi

operatori appartenenti a diversi segmenti dell’offerta. Tutto ciò al fine di

essere competitivi nel fornire il maggior numero di servizi di alta qualità da

poter offrire sul mercato con significativi premium price.

Il gioco delle alleanze e delle partnership potrebbe anche alterare

significativamente i rapporti di forza all’interno e fra i diversi comparti del

sistema: è chiaro infatti che un integrazione delle reti trainata da Internet

comporterebbe la discesa in campo di operatori IT, tradizionalmente esterni

al mondo TLC, che potrebbero combattere con armi importanti per il

controllo e il presidio del consumatore finale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 83

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Oecd

Fonte:

Fig. 3.3 – Lo scenario convergente-integrato: una rappresentazione grafica

Le regolamentazioni nazionali dovrebbero in questo scenario

affievolirsi, per far prevalere un maggiore ambito di intervento a livello

europeo, per il consolidamento di operatori internazionali e l’affermazione

di reti altrettanto estese a livello internazionale.

Volendo sintetizzare, questo scenario è sicuramente quello che prevede

il cambiamento più radicale ed è incentrato sulla convergenza delle reti e la

dominanza del network IP. In termini probabilistici, le sue chances di

realizzazione non sono basse, ma sono strettamente legate alla percezione

di un cambiamento qualitativo nei consumi che possa essere soddisfatto

attraverso una sostanziale unificazione delle reti.

3.3 Considerazioni e scenari alternativi

Nei paragrafi precedenti sono stati quindi illustrati gli scenari

maggiormente plausibili che si attendono nel sistema TLC nei prossimi

anni, a seguito dell’analisi effettuata.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 84

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

Nel ricordare ancora una volta le cautele nella considerazione dei

risultati emersi, è possibile sviluppare qualche considerazione di sintesi

attraverso una lettura trasversale degli scenari.

In primo luogo, ad eccezione del primo, in ogni scenario è possibile

individuare un elemento chiave: la dominanza competitiva nello scenario di

sviluppo consolidato, la crescita della domanda nello scenario di sviluppo

progressivo, l’integrazione delle reti in quello convergente integrato. Allo

stesso modo, ciascuno di questi stessi scenari prevede l’affermazione di una

categoria di operatori: l’incument fisso nel caso di sviluppo consolidato,

incumbent e newcomers mobili in quello progressivo. Più complessa è la

situazione nel caso di convergenza integrata, poiché in quel caso sarebbe

difficile predire i soggetti dominanti.

In secondo luogo, e ciò troverà ampia discussione nel capitolo

successivo dedicato ai rapporti fra concorrenza e regolamentazione, si può

osservare come solo il simultaneo sviluppo del mercato e della tecnologia

garantirebbero un incremento della concorrenza nel sistema e,

contemporaneamente, una revisione delle principali strategie sinora

implementate dagli operatori. Questo messaggio è importante da rilevare,

sia in ambito strategico, che di policy.

In terzo luogo, l’analisi per scenari ha messo in luce un altro ambito

importante, che gli studi attualmente concentrati sulle TLC tendono a

dimenticare: il cambiamento non può essere dato per scontato, né nella sua

direzione, né nella sua intensità, in quanto dipende sia dalle decisioni degli

operatori (che possono anche non convergere), sia da fattori esogeni non

controllabili. Seguendo questa linea, le discussioni sviluppate nel capitolo

precedente, e basate su schemi di industry dynamics, seppur valide in senso

generale, devono essere riviste alla luce di alcune evidenze, apparentemente

semplici, emerse durante la nostra analisi:

alcuni players possono opporsi al cambiamento, perché non proficuo

dal loro punto di vista, e quando questi players sono gli operatori

dominanti, la tendenza alla conservazione può prevalere;

alcuni cambiamenti esogeni possono non realizzarsi nei tempi

previsti o non avverarsi del tutto (può essere il caso dello sviluppo

delle reti di nuova generazione). In tal caso, il cambiamento che può

essere nelle intenzioni degli operatori non si può realizzare.

In ultimo, è possibile anche vedere gli scenari proposti non come

alternative ‘secche’ ma come step progressivi di un percorso che parta da

una situazione relativamente stabile (lo scenario senza sorprese), evolva in

seguito in una delle due modalità intermedie (sviluppo consolidato o

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 85

Capitolo 3 – Percorsi di convergenza nelle TLC: un tentativo di simulazione

progressivo) e culmini infine in un processo di convergenza più radicale

trainato da Internet (convergente integrato). Questo tipo di scenario

complessivo è riportato da diversi istituti di ricerca ed è anch’esso

plausibile, sebbene i percorsi di convergenza ipotizzati siano per

definizione graduali e lineari.

La figura seguente rappresenta questa possibilità di osservare gli scenari

proposti in chiave longitudinale e non come possibili alternative.

Informa

Fonte:

Fig. 3.4 – Una prospettiva evolutiva per gli scenari della convergenza nel sistema TLC

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 86

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

4. L’EVOLUZIONE DEGLI ASSETTI

CONCORRENZIALI

Già nel primo capitolo è stata evidenziata la correlazione fra sviluppo

dell’ICT, crescita della produttività del sistema e dinamica del PIL. Può

sembrare banale, ma è bene sottolineare ancora una volta quanto sia

importante, ai fini dello sviluppo, avere un elevato grado di concorrenza; e

ciò è tanto più vero quanto più un business è motore dello sviluppo

generale, come appunto è il caso delle TLC sino ad oggi e dell’ICMT per il

futuro. Dunque, dobbiamo auspicare per il futuro un settore –qualsiasi

siamo i suoi confini- in cui la concorrenza fra imprese sia vivace, pur nella

possibile diversità in termini di dimensioni e strategie; uno scenario,

questo, certamente preferibile sia per i consumatori che per i fornitori di

tecnologia.

Per comprendere meglio come potrà svilupparsi nel prossimo futuro il

delicato rapporto concorrenza/convergenza procederemo ora ad una veloce

panoramica della dinamica passata della concorrenza nelle TLC,

soffermandoci poi sulla situazione competitiva attuale. In seguito verrà

analizzata la relazione fra la struttura concorrenziale attuale, la dinamica

della convergenza ed i modelli di business che le imprese potranno

adottare.

4.1 Le dinamiche passate: alcuni indicatori sintetici

Come visto in precedenza, per il passato si può facilmente fare

riferimento alla tradizionale ripartizione fra TLC mobili e TLC fisse.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 87

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

TLC mobili

Il fattore che sino ad oggi ha inevitabilmente e fortemente indirizzato lo

sviluppo del processo competitivo è costituito dalle frequenze; in un

contesto caratterizzato dal contingentamento di un indispensabile fattore di

produzione (le frequenze, appunto) e dalla scelta di fondo di seguire la via

della cosiddetta network competition, i competitors non possono che essere,

per definizione, pochissimi. Come tutti ricordiamo, il processo

concorrenziale si è avviato effettivamente nel 1995/1996, con la discesa in

campo di Omnitel, e si è successivamente allargato con l’ingresso di Wind

nel 1999, di Blu nel 2000, di nel 2003; quanto agli operatori virtuali

3

(MVNOs, Mobile Virtual Network Operators), è opinione ampiamente

condivisa che inizieranno ad operare nel 2007.

La figura 4.1 illustra l’evoluzione delle quote di mercato dal 1995, anno

in cui la sola TIM offriva il servizio mobile in Italia, ad oggi. Due aspetti

meritano di essere sottolineati:

a) la ripartizione delle quote di mercato non si è mai

interrotta, tracciando un percorso che porta ad una

in teoria

equiripartizione: i nuovi entranti sono riusciti ad erodere

progressivamente quote all’impresa leader, e la situazione al 2005

vede una classifica che, come era logico attendersi, riflette l’anno di

entrata nel business. Se invece dei clienti avessimo utilizzato i

fatturati, la forbice fra i due maggiori competitors, TIM e Vodafone,

ed i due followers Wind e 3, sarebbe più ampia, ma la tendenza

appena commentata resterebbe immutata;

b) è difficile trovare un altro settore dell’economia, in

particolare dei servizi, in cui la rottura di un monopolio

“amministrativo/naturale” (non dimentichiamo che sino al 1995 TIM

era l’unica concessionaria a poter utilizzare le frequenze a 800

megahertz per il radiomobile) ha portato ad una così evidente

apertura del mercato; è chiaro che il successo di tale processo di

apertura deriva dalla combinazione fra il modello competitivo della

network competition ed una domanda in crescita esponenziale.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 88

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

100% 89,0%

90% 79,0%

80% 69,8%

70% 61,3%

60% 51,1% 47,7%

46,7% 45,8%

50% 41,8% 38,9%

40% TIM

36,2%

35,9% 35,4%

35,3%

34,4% 34,0%

30% 33,3% VODAFONE

30,2% 19,6%

18,6%

17,4%

16,4%

20% 15,4% WIND

21,0% 11,6% 8,2%

10% 3

4,3% 4,2%

3,9%

11,0% 2,0% 0,6%

0% BLU

1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

AGCOM e dati aziendali, anni vari

Fonte:

Fig. 4.1 – La dinamica delle quote di mercato nelle TLC mobili italiane (numero di

clienti/SIM)

E’ interessante osservare che la concorrenza “funziona” anche nella

fase recente in cui la crescita della domanda e del mercato rallenta

significativamente (si veda il capitolo 1): proprio in questa fase la vivacità

del business è confermata dall’impressionante incidenza dei passaggi di

clientela da un operatore all’altro, favorita dal meccanismo della MNP

(mobile number portability). Così come non possiamo dimenticare che, a

fronte del consolidamento –magari faticoso- del terzo operatore Wind e dei

buoni risultati del quarto operatore in termini di clienti raggiunti, altre due

3

iniziative hanno dovuto gettare la spugna: l’una (Blu) nel suo terzo anno di

attività, l’altra (IPSE) senza neppur essere riuscita ad avviare il business per

utilizzare le frequenze 3G pagate a caro prezzo nell’asta UMTS dell’ottobre

2000.

E che la concorrenza abbia funzionato è peraltro dimostrato

inequivocabilmente dalla vivacità di due altri indicatori classici: la

differenziazione ed i prezzi.

Se nel 1995 l’offerta di servizi di telefonia mobile era di fatto

indifferenziata, essa si è via via evoluta con innovazioni e differenziazioni a

volta anche radicali: si pensi all’introduzione della prepagata, all’avvio del

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 89

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

servizio SMS, alle connect cards o, per arrivare ad oggi, alla TV mobile. Il

risultato è che sempre più il cliente dispone di un’ampia scelta di piani

tariffari. D’altronde, sono le strategie competitive stesse delle imprese ad

imboccare, in alcune fasi, strade diverse: così ad esempio, nella fase di

ingresso sul mercato Omnitel aveva puntato tutto sulla qualità dei servizi e

su di una immagine “nuova”, Wind sul fattore prezzo, sul fattore

3

innovazione. Un elemento comune, almeno sino ad oggi, è dato invece

dall’offerta di bundle di servizi: ogni piano aveva il suo mix di prezzi per i

diversi servizi offerti.

Quanto ai prezzi, tutti ci ricordiamo le 1200 lire al minuto del 1995. Pur

essendo arduo costruire una definitiva statistica dei prezzi in quanto il

continuo mutamento dei piani tariffari non permette di avere una serie

omogenea, tutti sono concordi sul fatto che i prezzi della telefonia mobile

sono stati costantemente in calo in termini correnti, ancor più dunque in

termini costanti. La sfida sui prezzi si gioca, fra le imprese, “al margine”,

ovvero sulle nuove offerte: dipende poi dai clienti la scelta di aggiornare

più o meno costantemente i piani così da massimizzare la propria

convenienza. Certo questo scenario di prezzi calanti è legato ad una

domanda fortemente crescente ed alle conseguenti grandi economie di

scala; la figura 4.2, che unisce telefonia mobile e telefonia fissa, conferma

che la discesa dei prezzi diviene progressivamente meno importante mano a

mano che il mercato si satura: ma rimane comunque uno scenario di prezzi

calanti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 90

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

AGCOM, Relazione Annuale, 30 giugno 2006

Fonte:

Figura 4.2 – Dinamica dei prezzi al consumo e delle tariffe dei servizi pubblici

Per concludere, anche gli investimenti dimostrano la tensione

concorrenziale delle TLC mobili: in assenza di “pungolo” concorrenziale,

infatti, le imprese sarebbero state certamente propense ad investire meno di

quanto (ed è tanto) hanno fatto (si veda la tabella 1.5, cap.1).

In sintesi, il mercato della telefonia mobile si è caratterizzato per una

positiva vivacità concorrenziale che – nonostante alcuni episodi che ne

hanno forse rallentato la spinta competitiva, quali la lunga “resistenza”

degli operatori sulla terminazione fisso/mobile – si è tradotta in effetti

positivi per i consumatori e per il sistema nel suo complesso.

TLC fisse

Nelle TLC fisse la dinamica concorrenziale è stata molto meno vivace

rispetto alle TLC mobili. Il crescente successo del mobile ed il suo impatto

in termini di sostituibilità mobile/fisso da un lato, la sostanziale assenza di

network competition in presenza di una rete “legacy” costruita in decenni di

concessione monopolistica e rivitalizzata al di là di ogni previsione

dall’innovazione tecnologica dall’altro, hanno costituito oggettivi elementi

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 91

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

di difficoltà per le nuove iniziative imprenditoriali che si sono confrontate

con l’incumbent Telecom Italia. I molteplici interventi dell’Autorità di

settore e dell’antitrust confermano poi come tali difficoltà siano state

ampiamente gonfiate da comportamenti soggettivi dell’operatore

dominante che, se comprensibili nell’ottica strategica della

massimizzazione del valore aziendale, sono invece censurabili nell’ottica

regolatoria/concorrenziale.

La tabella 4.1 e la figura 4.3, relative alla fonia vocale, indicano quanto

sia stata difficoltoso il percorso della liberalizzazione dal 1998 ad oggi: nel

primo anno di apertura del mercato la quota di TI è rimasta del 100%, è

scesa di quasi sei punti al 94,2% nel 1999, ed arriva al 78% nel 2005. Il

processo di redistribuzione delle quote, che nel mobile abbiamo definito

soddisfacente, qui è stato promettente sino al 2002, ma poi si è

letteralmente inchiodato.

1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005

≈80% ≈80%

TI 100,0% 94,2% 92,8% n.d. 78,9% 78,0%

≈20% ≈20%

OLO 5,8% 7,2% n.d. 21,1% 22,0%

WIND 5,8% 5,3% n.d. n.d. n.d. 6,8% 6,0%

ALBACOM 1,7% n.d. n.d. n.d. 3,1% 3,9%

TELE2 n.d. n.d. n.d. 4,7% 4,8%

FASTWEB 0,2% n.d. n.d. n.d. 2,4% 2,9%

ALTRI n.d. n.d. n.d. 4,1% 4,4%

TOTALE 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0% 100,0%

AGCOM, Relazione annuale, anni vari

Fonte:

Tab. 4.1 – La dinamica delle quote di mercato nella telefonia vocale (ricavi)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 92

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

78,0%

80%

70%

60%

50%

40%

30%

20% 6,0% 4,8% 4,4%

10% 3,9% 2,9%

0% TI WIND ALBACOM TELE2 FASTWEB ALTRI

AGCOM, Relazione Annuale, 2006

Fonte:

Figura 4.3 – Le quote di mercato nella telefonia vocale, 2005

Vi è poi il mondo di Internet e della banda larga, sul quale si sono

concentrati gli interessi di tutti i concorrenti in considerazione delle sue

elevate prospettive di sviluppo, esattamente l’opposto di quanto molti

prevedono per la fonia vocale; la figura 4.4 conferma la crescita di questo

mercato nei prossimi anni, pur evidenziando il ritardo strutturale che divide

l’Europa dagli Stati Uniti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 93

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali US: 62%

European Broadband forecast HHs by

2010

45%

Households 40%

35%

30%

25%

European 20%

15%

10%

5%

% 0%

2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010

Forrester Research, 2005

Fonte:

Figura 4.4 – Penetrazione della larga banda in Europa, 2002/2010

La dinamica delle quote nella banda larga è più vivace rispetto alla

voce, anche se vanno segnalate alcune disomogeneità di giudizio derivanti

dalla diversità dei dati impiegati: secondo AGCOM, le quote 2005 di

Telecom Italia sono state pari al 62,8% in termini di ricavi e al 70% in

termini di numero di linee (si veda la tabella 2.2, cap 2); per ECTA

(European Competitive Telecommunications Association) la concorrenza

nella banda larga italiana è invece insoddisfacente (si veda al punto

successivo).

In sintesi, nelle TLC fisse la concorrenza si è sviluppata debolmente, ed

anche nel segmento Internet/BB vi sono segni evidenti di quanto sia

difficile, per i concorrenti di Telecom Italia, conquistare nuovo clienti e/o

non farsi sottrarre quelli conquistati; e ciò vale sia nella fonia che per

l’ADSL, sia nel mercato consumer che in quello business.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 94

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

4.2 2006: lo stato della concorrenza

Stiamo nel mezzo di una fase caratterizzata da crescenti tensioni

competitive, oltre che da una preoccupante litigiosità fra le imprese. Della

seconda non è questa la sede di analisi, anche se non si può fare a meno di

osservare, in termini generali e di buon senso, che se di fatto tutti i

competitors – sia nel mobile che nel fisso - hanno aperto contenziosi con

l’impresa dominante, qualche problema nel funzionamento della

concorrenza secondo le regole (piacciano o non piacciano) del processo

competitivo dovrà pur esserci.

Nel mobile, come visto, le quote di mercato si sono ridistribuite verso il

basso; la portabilità sposta ormai milioni di clienti ogni anno, ed i

concorrenti “minori” sono quelli che più guadagnano in questo scenario: ad

esempio, nell’ultimo trimestre dello scorso anno ancora relativamente

3,

piccola, aveva conquistato una quota del 20% dei nuovi clienti, Wind il

26%, Vodafone il 24% e TIM il 30%, dati che dimostrano una più che

accettabile performance competitiva. In termini di prezzi, il mercato

italiano parrebbe essere più competitivo rispetto ai principali paesi europei:

come dimostrato dalla figura 4.5, il valore/presso del paniere prepagato

calcolato dall’OCSE vede l’Italia nettamente più conveniente rispetto a

UK, Germania, Francia e Spagna nell’ordine. Tale risultato è la

conseguenza di diversi fattori, esogeni ed endogeni:

• da un lato pesano, e peseranno ancora di più in futuro, gli

interventi delle Autorità di regolazione su specifiche componenti dei

ricavi: è il caso della terminazione, su cui sono stati imposti forti tagli

immediati e futuri; ma è ormai certa una decisa diminuzione dei

ricavi da roaming, in seguito all’intervento comunitario, così come è

da ritenersi probabile un intervento sui prezzi di ricarica;

• dall’altro non vi sono dubbi che l’aggressività delle nuove

offerte commerciali, che vedono contrapposti i quattro competitors, si

riverbera poi nei ricavi medi finali: ad esempio, Vodafone stima che

l’impatto delle proprie ultime offerte nei segmenti consumer e

business, di per sé migliorative quasi del 60% e del 30%

rispettivamente rispetto ai valori medi dell’ultimo esercizio, si sia

tradotto in una compressione del prezzo medio per minuto di voce ed

SMS del 10% e del 20% circa. Stesso discorso vale, evidentemente,

per tutti i concorrenti.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 95

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

260

240

220

200

180

160 Italia UK Germania Francia Spagna

elaborazioni su dati OCSE; paniere delle offerte ricaricabili calcolate con la metodologia

Fonte:

Power Purchasing Parity, PPP.

Fig. 4.5 – Il livello dei prezzi in Europa: un confronto del prezzo del paniere

prepagato OCSE (euro/anno, 2005)

Dovendo sintetizzare i punti nodali per il mobile, dunque, si può

semplicemente osservare che sul settore si stanno contemporaneamente

scaricando tensioni regolatorie, sotto forma di interventi sui prezzi e

pesante moral suasion per l’apertura agli operatori mobili virtuali, e

tensioni competitive, sotto forma di concorrenza sulle offerte e di

campagne di acquisizione clienti. Tutto ciò prima ancora di considerare la

sfida della convergenza.

Nel fisso, come descritto al precedente punto 4.1, il grado di

concorrenza è meno alto, e l’esistenza di un collo di bottiglia nell’accesso

rende problematica la dinamica competitiva anche nel segmento più

attraente dal punto di vista delle prospettive di sviluppo della domanda,

ovvero Internet/BB. Il dato di fatto è che nel 2005 Telecom Italia mantiene

quasi l’80% del mercato complessivo della fonia vocale, con i concorrenti

confinati a quote marginali (si veda la precedente figura 4.3); in termini

relativi ciò significa che nessuno fra gli OLO ha un peso confrontabile a

quello dell’incumbent: il più grande (Wind) è circa tredici volte più piccolo

di TI (7,6%), per non dire degli altri (figura 4.6).

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 96

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

7,7%

8,0%

7,0% 6,2% 5,6%

6,0% 5,0%

5,0% 3,7%

4,0%

3,0%

2,0%

1,0%

0,0% WIND ALBACOM TELE2 FASTWEB ALTRI

elaborazione su dati AGCOM

Fonte:

Fig. 4.6 – Dimensione relativa degli OLO rispetto all’incumbent (2005)

Nella banda larga, mercato in espansione e su cui si focalizzano in

particolar modo le attesa di sviluppo dei ricavi delle imprese, la posizione

dell’impresa dominante è decisamente forte. Come illustrato nella tabella

4.2, la quota di mercato di Telecom Italia è pari al 69,1% del totale linee

BB, mentre il rapporto fra le linee retail DSL dell’incumbent ed il totale

delle sue linee “wholesale” è pari all’85%; con l’eccezione di poche linee

in fibra, l’intero parco della BB è costituito da linee di Telecom Italia, una

cui parte è ceduta in ULL, shared access e bitstream. Il confronto

internazionale con i principali Paesi europei si commenta da solo: sia con

riferimento al rapporto “retail incumbent/totale linee BB”, che rispetto al

rapporto “linee retail incumbent/totale linee DSL incumbent”, Gran

Bretagna, Francia,, Spagna e Germania evidenziano un grado di apertura

concorrenziale di gran lunga superiore.

La figura 4.7 indica invece la dinamica della penetrazione della banda

larga nei principali Paesi, ed evidenzia nella parte destra come l’assenza di

accessi alternativi, quali il cavo, costituisca un freno per Italia e Germania.

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 97

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

[1] [2] [3] [4] [5] [6] = [5] / [1] [7] = [5] / [4]

di cui RETAIL RETAIL RETAIL

LINEE BB di cui DSL ULL e TOTALE LINEE

DSL INCUMBENT INCUMBENT / INCUMBENT /

TOTALI SHARED TOTAL BB TOTALE DSL

ACCESS INCUMBENT INCUMBENT

Italia 7.028.300 6.673.874 924.300 5.749.574 4.859.574 69,1% 85,0%

UK 9.840.518 7.168.630 192.000 6.976.630 2.663.388 27,1% 38,0%

Francia 9.950.561 9.390.561 2.826.888 6.563.673 4.456.535 44,8% 68,0%

Spagna 4.788.484 3.815.264 335.440 3.479.824 2.670.788 55,8% 77,0%

Germania 10.711.952 10.405.352 2.505.352 7.900.000 6.400.000 59,7% 81,0%

ns elaborazione su dati ECTA, Broadband Scorecard Q4 - 2005

Fonte:

Tab. 4.2 – Lo stato della concorrenza nella banda larga: un confronto europeo (.2005, numero di linee)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 98

Capitolo 4 – L’evoluzione degli assetti concorrenziali

Broadband penetration, historic, G7 countries

25 Broadband delivery mechanism s

Canada 100%

Japan

United States 80%

20 France 60%

United Kingdom

Germany 40%

Italy

15 20%

0%

10 y

K S

an ce ly an

U U a

an

p It m

Ja Fr er

Japan 'new entrant DSL' includes LLU/line sharing Data

G

source: ECTA, Ofcom, FCC

5 Incumbent DSL New entrant DSL

LLU/line sharing Cable

Other

0 2001 2002 2003 2004

Source : OECD, ECTA, Point

Fig. 4.7 – Penetrazione della banda larga e composizione per tipo di accesso

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 99

Capitolo 4 – Evoluzione degli assetti concorrenziali

Nelle TLC fisse l’evoluzione concorrenziale è dunque meno marcata,

sia in termini assoluti e di confronto con il mobile, che in termini di

confronto internazionale. Vi è, peraltro, un segmento di mercato in cui la

concorrenza ha dimostrato, proprio nel 2006, di “funzionare”: le gare

pubbliche; qui, in un clima reso incandescente da polemiche sulle

precedenti gare, importanti appalti (uno per tutti, la gara Consip 1) sono

state aggiudicati ai followers, che vedono di conseguenza migliorare la

propria presenza nel segmento PA e si augurano di riuscire a fare altrettanto

nel segmento business. Quanto quest’ultimo obiettivo sia raggiungibile è

tutto da dimostrare, anche alla luce del fatto che nel solo 2005 almeno

200.000 clienti business sono stati “ripresi” da TI agli OLO con pratiche di

win back.

In sintesi, lo stato attuale della concorrenza nelle TLC può essere

rappresentato dalla figura 4.8, che evidenzia la ripartizione delle quote di

mercato nel fisso e nel mobile, calcolata in base ai fatturati effettivi (si veda

oltre il capitolo 5).

MOBILE (23 MLD €) FISSO (20 MLD €) ALTRI

7,6% 5,3%

3,7%

3 4,4%

13,1% 6,9% ALBACOM

WIND

35,7% FASTWEB

VODAFONE WIND

79,6%

TIM TI

43,6%

F

onte : ns. elaborazione dati aziendali (fatturati lordi)

Fig. 4.8 – Le quote di mercato nelle TLC fisse e mobili (Italia

, 2005, fatturati)

© ANIE e Sandro Frova – TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita 100


PAGINE

164

PESO

2.70 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa fa riferimento al corso di Laboratorio di Mobile Services e Multicanalità tenuto dal prof. Rovelli. Nel I capitolo si descrivono i principali fattori di cambiamento dell'ITC. Il II capitolo fornisce degli schemi interpretativi dei modelli di business della imprese in un contesto di convergenza. Il III descrive scenari alternativi; nel IV capitolo viene descritta l'evoluzione degli assetti concorrenziali del settore delle TLC. Il V capitolo descrive le performances economico/finanziare della imprese italiane di TLC.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in industria culturale e comunicazione digitale
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di LABORATORIO DI MOBILE SERVICES E MULTICANALITA' e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Rovelli Massimo.

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