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pag. 62 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Art. 64 275

(Organizzazione e funzionamento del mercato e delle società di gestione)

01. La Consob, con proprio regolamento, individua gli adempimenti informativi delle società di

gestione nei propri confronti, nonché, avendo riguardo alla trasparenza, all’ordinato svolgimento delle

negoziazioni e alla tutela degli investitori e in conformità alle disposizioni della direttiva 2004/39/CE, i

276

requisiti generali di organizzazione delle società di gestione dei mercati regolamentati .

1. La società di gestione:

a) predispone le strutture, fornisce i servizi del mercato e determina i corrispettivi a essa

dovuti; b) adotta tutti gli atti necessari per il buon funzionamento del mercato e predispone e mantiene

277

dispositivi e procedure efficaci per il controllo del rispetto del regolamento ;

b-bis) adotta le disposizioni e gli atti necessari a prevenire e identificare abusi di informazioni

278 ;

privilegiate e manipolazioni del mercato

c) dispone l'ammissione, l'esclusione e la sospensione degli strumenti finanziari e degli

operatori dalle negoziazioni e comunica immediatamente le proprie decisioni alla Consob; l'esecuzione

delle decisioni di ammissione alle negoziazioni di azioni ordinarie, di obbligazioni e di altri strumenti

finanziari emessi da soggetti diversi dagli Stati membri dell’Unione europea, dalle banche comunitarie e

dalle società con azioni quotate in un mercato regolamentato nonché delle decisioni di esclusione di

azioni dalle negoziazioni è sospesa finché non sia decorso il termine indicato al comma 1-bis, lettera a);

tale sospensione non si applica nel caso di ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari ammessi

in regime di esenzione dall’obbligo di pubblicare il prospetto nonché per l’ammissione di lotti

279

supplementari di azioni già ammesse alle negoziazioni ;

d) comunica alla Consob le violazioni del regolamento del mercato, segnalando le iniziative

assunte; 280

e) …omissis… ;

f) provvede agli altri compiti a essa eventualmente affidati dalla Consob.

1-bis. La Consob:

a) può vietare l'esecuzione delle decisioni di ammissione e di esclusione di cui al comma 1,

lettera c), secondo periodo, ovvero ordinare la revoca di una decisione di sospensione degli strumenti

finanziari e degli operatori dalle negoziazioni, entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione di

cui al comma 1, lettera c), se, sulla base degli elementi informativi diversi da quelli valutati, ai sensi del

regolamento del mercato, dalla società di gestione nel corso della propria istruttoria, ritiene la decisione

281 ;

contraria alle finalità di cui all'articolo 74, comma 1

275 Rubrica così modificata dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

276 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato

nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

277 Comma così sostituito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “verifica il” con le parole:

“predispone e mantiene dispositivi e procedure efficaci per il controllo del”.

278 Lettera inserita dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

279 Le parole: “e comunica immediatamente le proprie decisioni alla Consob; l'esecuzione delle decisioni di ammissione e di

esclusione è sospesa finché non sia decorso il termine indicato al comma 1-bis, lettera a)” sono state aggiunte dall’art. 14,

comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005. Le parole: “e di esclusione è sospesa finché non sia decorso il termine indicato al

comma 1-bis, lettera a)” sono state sostituite dalle parole: “alle negoziazioni di azioni ordinarie, di obbligazioni e di altri

strumenti finanziari emessi da soggetti diversi dagli Stati membri dell’Unione europea, dalle banche comunitarie e dalle

società con azioni quotate in un mercato regolamentato nonché delle decisioni di esclusione di azioni dalle negoziazioni è

sospesa finché non sia decorso il termine indicato al comma 1-bis, lettera a); tale sospensione non si applica nel caso di

ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari ammessi in regime di esenzione dall’obbligo di pubblicare il prospetto

nonché per l’ammissione di lotti supplementari di azioni già ammesse alle negoziazioni” dall’art. 3, comma 7 del d.lgs. n. 303

del 29.12.2006;

280 Lettera soppressa dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

281 Comma così modificato dall’art. 3, comma 7 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha aggiunto le parole: “di cui al comma 1,

lettera c), secondo periodo,” e ha sostituito le parole: “in suo possesso” con le parole: “diversi da quelli valutati, ai sensi del

regolamento del mercato, dalla società di gestione nel corso della propria istruttoria”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 63

b) può chiedere alla società di gestione tutte le informazioni che ritenga utili per i fini di cui

alla lettera a);

c) può chiedere alla società di gestione l'esclusione o la sospensione degli strumenti finanziari

282 .

e degli operatori dalle negoziazioni

1-ter. L'ammissione, l'esclusione e la sospensione dalle negoziazioni degli strumenti finanziari

emessi da una società di gestione in un mercato da essa gestito sono disposte dalla Consob. In tali casi, la

Consob determina le modificazioni da apportare al regolamento del mercato per assicurare la trasparenza,

l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, nonché per regolare le ipotesi di

conflitto d'interessi. L'ammissione dei suddetti strumenti è subordinata all'adeguamento del regolamento

283

del relativo mercato .

1-quater. Nel caso in cui uno strumento finanziario risulti negoziato nei mercati regolamentati di cui

all’articolo 67, comma 1, la Consob:

a) rende pubbliche le decisioni assunte ai sensi del comma 1-bis, lettera c) e ne informa le

autorità competenti degli Stati membri dei mercati regolamentati nei quali lo strumento finanziario

oggetto della decisione è ammesso a negoziazione;

b) informa le autorità competenti degli altri Stati membri della decisione di sospensione o

esclusione di uno strumento finanziario dalle negoziazioni, sulla base della comunicazione ricevuta dalla

284

società di gestione ai sensi del comma 1, lettera c) .

1-quinquies. Le disposizioni di cui al comma 01 sono adottate, sentita la Banca d’Italia, nei casi di

società di gestione di mercati regolamentati all’ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi

da titoli di Stato, nonché di società di gestione di mercati regolamentati di strumenti previsti dall’articolo

1, comma 2, lettera b), e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su

285

valute .

1-sexies. Salvo quando ciò possa causare danni agli interessi degli investitori o all’ordinato

funzionamento del mercato, la Consob richiede la sospensione o l’esclusione di uno strumento finanziario

dalle negoziazioni in un mercato regolamentato nei casi in cui tale strumento finanziario sia stato oggetto

286 .

di provvedimento di sospensione o esclusione da parte di autorità competenti di altri Stati membri

Art. 65

(Registrazione delle operazioni presso la società di gestione

e obblighi di comunicazione delle operazioni concluse su strumenti finanziari)

1. La Consob stabilisce con regolamento:

a) le modalità di registrazione presso le società di gestione delle operazioni compiute su

strumenti finanziari ammessi a negoziazione nei mercati regolamentati da essa gestiti;

b) il contenuto, i termini e le modalità di comunicazione alla Consob da parte dei soggetti

abilitati delle operazioni concluse su strumenti finanziari ammessi alla negoziazione su un mercato

regolamentato.

2. La Consob, quando ciò sia necessario al fine di assicurare la tutela degli investitori, può

estendere gli obblighi di comunicazione di cui al comma 1, lettera b) anche a strumenti finanziari non

287

ammessi alla negoziazione nei mercati regolamentati .

282 Comma aggiunto dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

283 Comma aggiunto dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

284 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

285 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato

nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

286 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

287 Articolo così sostituito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007

(pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

pag. 64 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Art. 66

(Mercati all'ingrosso di titoli di Stato)

288

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze , anche in deroga alle disposizioni del presente

capo, sentite la Banca d'Italia e la Consob, disciplina e autorizza i mercati all'ingrosso di titoli di Stato e

289

ne approva i regolamenti .

2. La Banca d'Italia è ammessa alle negoziazioni sui mercati all'ingrosso di titoli di Stato. Il

290 è ammesso alle negoziazioni sui mercati all'ingrosso di titoli di

Ministero dell’economia e delle finanze

Stato e vi partecipa comunicando preventivamente alla Banca d'Italia i tempi e le modalità degli

interventi. Per motivate ragioni di tutela della stabilità della moneta, la Banca d'Italia entro ventiquattro

291

ore dalla comunicazione può chiedere il differimento degli interventi o diverse modalità di attuazione .

Art. 66-bis

(Mercati di strumenti finanziari derivati sull’energia e il gas)

1. Ai mercati regolamentati per la negoziazione di strumenti finanziari derivati sull’energia

elettrica ed il gas e alle società che organizzano e gestiscono tali mercati si applicano le disposizioni del

presente Capo, fatto salvo quanto indicato ai successivi commi.

2. I provvedimenti di cui agli articoli 61, commi 8 e 8-bis, 63, commi 1 e 2, 67, commi 2, 3, 5-bis

e 5-ter, 70-bis, comma 2, lettera b), 70-ter, comma 2, 73, comma 4, e 75, commi 2 e 4, sono adottati dalla

Consob, d’intesa con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

3. Le disposizioni di cui all’articolo 62, comma 1-ter, sono adottate dalla Consob, sentita

l’Autorità per l’energia elettrica ed il gas.

4. I provvedimenti di cui all’articolo 64, comma 1-bis, lettera c), sono adottati dalla Consob

sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

5. I compiti di cui all’articolo 67, comma 2-bis, sono attribuiti alla Consob, sentita l’Autorità per

l’energia elettrica e il gas.

6. L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas esercita le attribuzioni previste nel presente articolo

in funzione delle generali esigenze di stabilità, economicità e concorrenzialità dei mercati dell’energia

elettrica e del gas, nonché di sicurezza e efficiente funzionamento delle reti nazionali di trasporto

dell’energia elettrica e del gas.

7. Nell’esercizio delle funzioni previste dal presente articolo, la Consob e l’Autorità per l’energia

elettrica e il gas si prestano reciproca assistenza e collaborano tra loro anche mediante scambio di

informazioni, senza che sia opponibile il segreto d’ufficio. La Consob e l’Autorità per l’energia elettrica e

il gas agiscono in modo coordinato, a tal fine stipulando appositi protocolli di intesa.

8. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas informa il Ministero dello sviluppo economico

sull’attività di vigilanza svolta e sulle irregolarità riscontrate che possono incidere sul funzionamento dei

mercati fisici dei prodotti sottesi nonché sulla sicurezza e sull’efficiente funzionamento delle reti

288 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

289 Vedi decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica n. 219 del 13.05.1999 (pubblicato nella

G.U. n. 159 del 9.7.1999).

290 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

291 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha soppresso il seguente periodo: “Le disposizioni

emanate ai sensi del comma 1 possono prevedere l'ammissione alle negoziazioni anche di soggetti diversi dagli intermediari

autorizzati all'attività di negoziazione.”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 65

292

nazionali di trasporto dell’energia elettrica e del gas .

Art. 67

(Riconoscimento dei mercati)

1. La Consob iscrive in un'apposita sezione dell'elenco previsto dall'articolo 63, comma 2, i

mercati regolamentati riconosciuti ai sensi dell'ordinamento comunitario.

2. La Consob, previa stipula di accordi con le corrispondenti autorità, può riconoscere mercati

esteri di strumenti finanziari, diversi da quelli inseriti nella sezione prevista dal comma 1, al fine di

estenderne l'operatività sul territorio della Repubblica.

2-bis. La Consob, al fine di assicurare la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la

tutela degli investitori, può stipulare accordi con le autorità di vigilanza dello Stato di origine di mercati

regolamentati comunitari che abbiano acquisito, a giudizio della Consob, un’importanza sostanziale per il

funzionamento del mercato finanziario italiano e la tutela degli investitori in Italia. Per i mercati

293

all’ingrosso di titoli di Stato tali compiti sono attribuiti alla Banca d’Italia .

3. Le società di gestione che intendano chiedere ad autorità di Stati extracomunitari il

riconoscimento dei mercati da esse gestiti, ne danno comunicazione alla Consob, che rilascia il proprio

nulla osta previa stipula di accordi con le corrispondenti autorità estere. Per i mercati all’ingrosso di titoli

di Stato la comunicazione è data alla Banca d’Italia, che rilascia il proprio nulla osta previa stipula di

294 .

accordi con le competenti autorità estere e ne informa la Consob

4. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, la Consob o la Banca d’Italia, secondo le rispettive

competenze, accertano che le informazioni sugli strumenti finanziari e sugli emittenti, le modalità di

formazione dei prezzi, le modalità di liquidazione dei contratti, le norme di vigilanza sui mercati e sugli

intermediari siano equivalenti a quelli della normativa vigente in Italia e comunque in grado di assicurare

295

adeguata tutela degli investitori .

5. Le società di gestione che intendono estendere l’operatività dei mercati regolamentati da esse

gestiti in altri Stati comunitari ne danno comunicazione preventiva alla Consob. La Consob ne informa,

nel rispetto delle disposizioni comunitarie, l’autorità competente dello Stato membro in cui il mercato

regolamentato intende operare. Per i mercati all’ingrosso di titoli di Stato la comunicazione preventiva è

data alla Banca d’Italia, che ne informa l’autorità competente dello Stato membro interessato e la

296

Consob .

5-bis. La Consob autorizza i mercati di cui al comma 1 a dotarsi di dispositivi appropriati per

facilitare l’accesso e la negoziazione in tali mercati ai loro membri e partecipanti remoti stabiliti nel

297

territorio della Repubblica .

5-ter. La Consob può richiedere all’autorità competente dello Stato membro d’origine dei mercati di

cui al comma 5-bis l’identità dei membri o partecipanti al mercato regolamentato stabiliti nel territorio

298

della Repubblica .

5-quater. Ai partecipanti remoti ai mercati regolamentati italiani si applicano gli articoli 8, comma 1,

e 10, comma 1. In tal caso la Consob informa l’autorità competente dello Stato membro d’origine del

292 Articolo inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

293 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

294 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

295 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole “La Consob accerta” con le

parole: “Nei casi di cui ai commi 2 e 3, la Consob o la Banca d’Italia, secondo le rispettive competenze, accertano”.

296 Comma così sostituito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

297 Comma aggiunto dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

298 Comma aggiunto dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

pag. 66 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

partecipante remoto. Per i mercati all’ingrosso di titoli di Stato, la Banca d’Italia informa l’autorità

299

competente dello Stato membro d’origine del partecipante remoto e la Consob .

Art. 68

(Sistemi di garanzia dei contratti)

1. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, può disciplinare l'istituzione e il funzionamento di

sistemi finalizzati a garantire il buon fine delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari non

derivati effettuate nei mercati regolamentati, anche emanando disposizioni concernenti la costituzione di

300

fondi di garanzia alimentati da versamenti effettuati dai relativi partecipanti .

2. Ciascun fondo costituisce patrimonio separato da quello del soggetto che lo amministra e dagli

altri fondi. Sui fondi non sono ammesse azioni, sequestri o pignoramenti dei creditori del soggetto che li

amministra né dei creditori dei singoli partecipanti o nell'interesse degli stessi. I fondi non possono essere

compresi nelle procedure concorsuali che riguardano il soggetto che li amministra o i singoli partecipanti.

Non opera la compensazione legale e giudiziale e non può essere pattuita la compensazione volontaria tra

i saldi attivi dei conti di deposito dei fondi e i debiti che il gestore dei fondi stessi abbia nei confronti del

depositario. Art. 69

(Compensazione e liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari non derivati)

1. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, disciplina il funzionamento del servizio di

compensazione e di liquidazione, nonché del servizio di liquidazione su base lorda, delle operazioni

aventi a oggetto strumenti finanziari non derivati, inclusi le modalità di tempo e gli adempimenti

preliminari e complementari. Tale disciplina può prevedere che il servizio di compensazione e di

liquidazione e il servizio di liquidazione su base lorda, esclusa la fase di regolamento finale del contante,

301

siano gestiti da una società autorizzata dalla Banca d'Italia, d'intesa con la Consob . Per il trasferimento

dei titoli nominativi, anche diversi da quelli azionari, la girata può essere eseguita e completata ai sensi

dell'articolo 15, commi 1 e 3, del regio decreto-legge 29 marzo 1942, n. 239. Si applica l’articolo 80,

302

commi 4, 5, 6, 7, 8 e 10 .

1-bis. La Banca d’Italia, d’intesa con la Consob, determina:

a) le risorse finanziarie della società di gestione;

b) le attività connesse e strumentali a quelle di compensazione e liquidazione;

c) i requisiti di organizzazione della società;

d) i criteri generali per l’ammissione, esclusione e sospensione dei partecipanti;

e) i criteri generali in base ai quali la società di gestione può partecipare direttamente ai

303

sistemi di compensazione e liquidazione esteri .

1-ter. L’accesso al servizio di compensazione e liquidazione, nonché al servizio di liquidazione su

base lorda, delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari non derivati è subordinato a criteri non

304

discriminatori, trasparenti e obiettivi .

2. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, può disciplinare l'istituzione e il funzionamento di

sistemi finalizzati a garantire il buon fine della compensazione e della liquidazione delle operazioni

indicate nel comma 1, anche emanando disposizioni concernenti la costituzione e l'amministrazione di

299 Comma aggiunto dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

300 Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

301 Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

302 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

303 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008

(pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

304 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 67

305

fondi di garanzia alimentati da versamenti effettuati dai partecipanti .

3. Ai fondi di garanzia previsti dal comma 2 si applica l'articolo 68, comma 2.

Art. 70 306

(Compensazione e garanzia delle operazioni su strumenti finanziari)

1. La Banca d'Italia, d'intesa con la Consob, può disciplinare il funzionamento di sistemi di

compensazione e garanzia delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari, anche prevedendo che i

partecipanti al sistema effettuino versamenti di margini o altre prestazioni a titolo di garanzia

307

dell’adempimento degli obblighi derivanti dalla partecipazione al sistema stesso . Le garanzie acquisite

non possono essere soggette ad azioni esecutive o cautelari da parte dei creditori del singolo partecipante

o del soggetto che gestisce il sistema, anche in caso di apertura di procedure concorsuali. Le garanzie

acquisite possono essere utilizzate esclusivamente secondo le regole di cui alla disciplina dettata ai sensi

308 .

del presente comma. Si applica l’articolo 80, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 10

1-bis. La Banca d’Italia, d’intesa con la Consob, determina:

a) le risorse finanziarie delle società che gestiscono sistemi di compensazione e garanzia;

b) i requisiti di organizzazione del gestore dei sistemi;

c) i criteri generali per l’ammissione, esclusione e sospensione dei partecipanti;

d) i criteri generali in base ai quali il gestore dei sistemi può partecipare direttamente ai

309

sistemi di compensazione e garanzia esteri .

2. Gli organismi che gestiscono i sistemi indicati nel comma 1 assumono in proprio le posizioni

contrattuali da regolare.

2-bis. L’accesso ai sistemi di compensazione e garanzia delle operazioni aventi a oggetto strumenti

310

finanziari è subordinato a criteri non discriminatori, trasparenti e obiettivi .

Art. 70-bis

(Accesso ai sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione

delle operazioni su strumenti finanziari)

1. Le imprese di investimento e le banche comunitarie autorizzate all’esercizio dei servizi o delle

attività di investimento possono accedere ai sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione di cui agli

articoli 68, 69 e 70 per finalizzare o per disporre la finalizzazione delle operazioni su strumenti finanziari.

2. Le società di gestione assicurano ai partecipanti ai mercati da esse gestiti il diritto di designare

un sistema di compensazione e liquidazione delle operazioni su strumenti finanziari effettuate su tali

mercati, diverso da quello designato dal mercato stesso, qualora risultino rispettate le seguenti condizioni:

a) la presenza di collegamenti e dispositivi fra il sistema di compensazione e liquidazione

designato e i sistemi e la struttura del mercato regolamentato per garantire il regolamento efficace ed

economico delle operazioni;

b) il riconoscimento da parte della Consob che le condizioni tecniche di regolamento delle

305 Vedi provvedimenti Banca d’Italia dell’16.6.1999 (pubblicato nella G.U. n. 141 del 18.6.1999) e del 16.5.2003 (pubblicato

nella G.U. n. 117 del 22.5.2003) e regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54

del 4.3.2008).

306 Rubrica così sostituita con d.lgs. n. 170 del 21.5.2004.

307 Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

308 Comma dapprima sostituito dal d.lgs. n. 170 del 21.5.2004 e poi così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007

che ha soppresso le parole: “essere distratte dalla destinazione prevista né” ed ha aggiunto i seguenti periodi: “Le garanzie

acquisite possono essere utilizzate esclusivamente secondo le regole di cui alla disciplina dettata ai sensi del presente comma.

Si applica l’articolo 80, commi 4, 5, 6, 7, 8 e 10.”.

309 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008

(pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

310 Comma aggiunto dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

pag. 68 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

operazioni concluse nel mercato regolamentato tramite un sistema diverso da quello designato dal

mercato stesso siano tali da consentire il regolare e ordinato funzionamento dei mercati. Nei casi di

società di gestione di mercati regolamentati all’ingrosso di titoli di Stato il riconoscimento è effettuato

dalla Banca d’Italia.

3. Le società di gestione comunicano alla Consob le designazioni effettuate dai partecipanti al

mercato ai sensi del comma 2. Tali comunicazioni sono effettuate alla Banca d’Italia nel caso dei mercati

all’ingrosso dei titoli di Stato.

4. Il riconoscimento di cui al comma 2, lettera b), è effettuato sentita la Banca d’Italia, nei casi di

società di gestione di mercati regolamentati all’ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi

da titoli di Stato, nonché di società di gestione di mercati regolamentati di strumenti previsti dall’articolo

1, comma 2, lettera d), e di strumenti finanziari derivati su titoli pubblici, su tassi di interesse e su

311

valute . Art. 70-ter

(Accordi fra sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione

nell’ambito dei mercati regolamentati)

1. Le società di gestione dei mercati regolamentati possono concludere accordi con le società che

gestiscono i sistemi di controparte centrale, di compensazione e liquidazione di un altro Stato membro al

fine di disporre la garanzia, la compensazione o il regolamento di alcune o tutte le operazioni concluse dai

partecipanti al mercato regolamentato.

2. La Consob, d’intesa con la Banca d’Italia, può opporsi agli accordi di cui al comma 1 qualora,

tenuto anche conto delle condizioni previste all’articolo 70-bis, comma 2, ciò si renda necessario per

preservare l’ordinato funzionamento del mercato regolamentato. A tal fine, la Consob, d’intesa con la

Banca d’Italia, disciplina con regolamento gli adempimenti informativi delle società di gestione in

312 .

occasione degli accordi di cui al comma 1

3. I provvedimenti di cui al comma 2 sono adottati dalla Banca d’Italia, d’intesa con la Consob,

313

per i mercati all’ingrosso dei titoli di Stato . Art. 71

(Definitività del regolamento delle operazioni aventi a oggetto strumenti finanziari)

314

... omissis ...

Art. 72

(Disciplina delle insolvenze di mercato)

1. L'insolvenza di mercato dei soggetti ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati e dei

partecipanti ai servizi indicati nell'articolo 69 e ai sistemi previsti dall'articolo 70 è dichiarata dalla

Consob. La dichiarazione di insolvenza di mercato determina l'immediata liquidazione dei contratti

dell'insolvente.

2. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, stabilisce con regolamento i casi di inadempimento e

le altre ipotesi in cui sussiste l'insolvenza di mercato nonché le relative modalità di accertamento e di

311 Articolo inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

312 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

313 Articolo inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

314 Articolo abrogato dall’art. 13, comma 1, del d.lgs. n. 12.4.2001, n. 210.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 69

315

liquidazione .

3. La liquidazione delle insolvenze di mercato è effettuata da uno o più commissari nominati

dalla Consob, d'intesa con la Banca d'Italia. L'indennità spettante ai commissari è determinata dalla

Consob ed è posta a carico delle società di gestione dei mercati nei quali l'insolvente ha operato, in base ai

316

criteri dalla stessa stabiliti d'intesa con la Banca d'Italia .

4. I commissari hanno il potere di compiere tutti gli atti necessari alla liquidazione

dell'insolvenza, compreso quello di richiedere informazioni ai soggetti operanti sui mercati e ai gestori dei

servizi di mercato.

5. Alla chiusura della procedura di liquidazione dell'insolvenza, i commissari rilasciano agli

aventi diritto, per i crediti residui, un certificato di credito, comprensivo delle spese sostenute dal

creditore stesso, che costituisce titolo esecutivo nei confronti dell'insolvente per gli effetti dell'articolo

474 del codice di procedura civile.

6. Alla liquidazione delle insolvenze di mercato si applicano, ove ne ricorrano i presupposti, le

disposizioni del decreto legislativo di attuazione della direttiva 98/26/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio del 19 maggio 1998 relativa al carattere definitivo del regolamento nei sistemi di pagamento e

317

nei sistemi di regolamento titoli . Art. 73

(Vigilanza sulle società di gestione)

1. Le società di gestione sono soggette alla vigilanza della Consob, che a tal fine si avvale dei

318

poteri previsti dagli articoli 74, comma 2, e 187-octies .

2. La Consob iscrive le società di gestione in un albo.

3. La Consob verifica che le modificazioni statutarie delle società di gestione non contrastino con

i requisiti previsti dall'articolo 61. Non si può dare corso al procedimento per l'iscrizione nel registro delle

imprese se non consti tale verifica.

4. La Consob vigila affinché la regolamentazione del mercato sia idonea ad assicurare l'effettivo

conseguimento della trasparenza del mercato, dell’ordinato svolgimento delle negoziazioni e della tutela

degli investitori, e può richiedere alle società di gestione modifiche della regolamentazione del mercato

319

stesso idonee a eliminare le disfunzioni riscontrate .

Art. 74

(Vigilanza sui mercati)

1. La Consob vigila sui mercati regolamentati al fine di assicurare la trasparenza, l'ordinato

svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori e può adottare ogni misura per garantire il

rispetto degli obblighi previsti dal presente Capo. A tal fine, agli operatori ammessi alle negoziazioni nei

320

mercati regolamentati, diversi dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1 e 10, comma 1 .

315 Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

316 Vedi delibera Consob n. 12055 del 13.7.1999.

317 Comma sostituito dall’art. 13, comma 2 del d.lgs. 12.4.2001, n. 210.

318 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “dall’articolo 74, comma 2”

con le parole: “dagli articoli 74, comma 2, e 187-octies”.

319 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “delle finalità indicate

nell’articolo 63, comma 1, lettera b)” con le parole: “della trasparenza del mercato, dell’ordinato svolgimento delle

negoziazioni e della tutela degli investitori”.

320 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

pag. 70 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

1-bis. La Consob vigila sul rispetto delle disposizioni del regolamento del mercato, relative agli

321

strumenti finanziari di cui all'articolo 64, comma 1-ter, da parte della società di gestione .

2. La Consob, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, può chiedere alle società di gestione

la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti, nonché eseguire ispezioni presso le

322

medesime società e richiedere l'esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari .

3. In caso di necessità e urgenza, la Consob adotta, per le finalità indicate al comma 1, i

provvedimenti necessari, anche sostituendosi alla società di gestione.

4. I provvedimenti previsti dal comma 3 possono essere adottati dal Presidente della Consob o da

chi lo sostituisce in caso di sua assenza o impedimento. Essi sono immediatamente esecutivi e sono

sottoposti all'approvazione della Commissione che delibera nel termine di cinque giorni; i provvedimenti

perdono efficacia se non approvati entro tale termine. 323 .

4-bis. La Consob può esercitare gli ulteriori poteri previsti dall’articolo 187-octies

Art. 75

(Provvedimenti straordinari a tutela del mercato e crisi della società di gestione)

1. In caso di gravi irregolarità nella gestione dei mercati ovvero nell'amministrazione della

società di gestione e comunque quando lo richiede la tutela degli investitori, il Ministero dell’economia e

324 , su proposta della Consob, dispone lo scioglimento degli organi amministrativi e di

delle finanze

controllo della società di gestione. I poteri dei disciolti organi amministrativi sono attribuiti a un

commissario nominato con il medesimo provvedimento, che li esercita, sulla base delle direttive e sotto il

controllo della Consob, sino alla ricostituzione degli organi. L'indennità spettante al commissario è

determinata con decreto del Ministero ed è a carico della società di gestione. Per quanto non previsto dal

presente comma, si applicano gli articoli 70, commi 2, 3, 4, 5 e 6, 72, a eccezione dei commi 2 e 8, e 75

del T.U. bancario, intendendosi attribuiti alla Consob i poteri della Banca d'Italia.

2. La Consob può revocare l'autorizzazione prevista dall'articolo 63 quando:

a) la società di gestione non si avvale dell’autorizzazione entro dodici mesi ovvero vi rinuncia

espressamente;

b) la società di gestione ovvero il mercato regolamentato ha cessato di funzionare da più di sei

mesi; c) la società di gestione ha ottenuto l’autorizzazione presentando false dichiarazioni o con

qualsiasi altro mezzo irregolare;

d) la società di gestione ovvero il mercato regolamentato non soddisfa più le condizioni cui è

subordinata l’autorizzazione;

e) la società di gestione ha violato in modo grave e sistematico le disposizioni del presente

325 .

Capo

2-bis. La procedura di cui al comma 1 può determinare la revoca dell’autorizzazione prevista al

326

comma 2 .

3. Entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento di revoca dell'autorizzazione gli

amministratori o il commissario convocano l'assemblea per modificare l'oggetto sociale ovvero per

deliberare la liquidazione volontaria delle società. Qualora non si provveda alla convocazione entro detto

321 Comma inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

322 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

323 Comma aggiunto dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

324 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

325 Comma così sostituito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

326 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 71

termine ovvero l'assemblea non deliberi entro tre mesi dalla data della comunicazione del provvedimento

327

di revoca, il Ministero dell’economia e delle finanze , su proposta della Consob, può disporre lo

scioglimento della società di gestione nominando i liquidatori. Si applicano le disposizioni sulla

liquidazione delle società per azioni, a eccezione di quelle concernenti la revoca dei liquidatori.

4. Nei casi previsti dai commi 1 e 2, la Consob promuove gli accordi necessari ad assicurare la

continuità delle negoziazioni. A tal fine può disporre il trasferimento temporaneo della gestione del

mercato ad altra società, previo consenso di quest'ultima. Il trasferimento definitivo della gestione del

mercato può avvenire anche in deroga alle disposizioni del titolo II, capo VI, della legge fallimentare.

5. Le proposte previste dai precedenti commi sono formulate dalla Consob, sentita la Banca

d'Italia per le società di gestione di mercati nei quali sono negoziati all'ingrosso titoli obbligazionari

privati e pubblici, diversi dai titoli di Stato, nonché per le società di gestione di mercati nei quali sono

negoziati gli strumenti previsti dall'articolo 1, comma 2, lettera b), e gli strumenti finanziari derivati su

328 .

titoli pubblici, tassi di interesse e valute

6. Le iniziative per la dichiarazione di fallimento o per l'ammissione alle procedure di concordato

preventivo o amministrazione controllata e i relativi provvedimenti del tribunale sono comunicati entro

tre giorni alla Consob a cura del cancelliere. Art. 76

(Vigilanza sui mercati all'ingrosso di titoli di Stato)

1. Ferme restando le competenze della Consob ai sensi del presente decreto, la Banca d'Italia

vigila sui mercati all'ingrosso dei titoli di Stato, avendo riguardo all'efficienza complessiva del mercato e

all'ordinato svolgimento delle negoziazioni. Agli operatori ammessi alle negoziazioni nei mercati

all’ingrosso dei titoli di Stato, diversi dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1 e 10,

329

comma 1 .

2-bis. La Banca d’Italia, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, può chiedere alle società di

gestione la comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti, nonché eseguire ispezioni

presso le medesime società e richiedere l'esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti

necessari. Gli stessi poteri possono essere esercitati anche nei confronti degli altri soggetti coinvolti

nell’attività della società di gestione. A tal fine, la Banca d’Italia può procedere anche ad audizioni

personali. La Banca d’Italia può autorizzare revisori dei conti o esperti a procedere a verifiche presso le

330

società di gestione; le relative spese sono poste a carico del soggetto ispezionato .

2-ter. In caso di necessità e urgenza, la Banca d’Italia adotta, per le finalità indicate al comma 1, i

331

provvedimenti necessari, anche sostituendosi alla società di gestione .

2-quater. Per i mercati all’ingrosso di titoli di Stato, la Consob può esercitare i poteri previsti

332

dall’articolo 187-octies .

2. La Banca d'Italia vigila sulle società di gestione dei mercati all'ingrosso dei titoli di Stato,

avvalendosi a tal fine dei poteri previsti dall'articolo 74, comma 2.

327 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

328 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “lettera d)” con le parole:

“lettera b)”.

329 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “Essa si avvale dei poteri

previsti dall'articolo 74” con le parole: ”Agli operatori ammessi alle negoziazioni nei mercati all’ingrosso dei titoli di Stato,

diversi dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1 e 10, comma 1”.

330 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

331 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

332 Comma inserito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

pag. 72 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

3. Si applica l'articolo 75. I poteri e le attribuzioni della Consob ivi previsti spettano alla Banca d'Italia.

Art. 77

(Vigilanza sui sistemi di compensazione, di liquidazione e di garanzia)

1. La vigilanza sui sistemi indicati negli articoli 68, 69 e 70 e sui soggetti che li gestiscono è

esercitata dalla Banca d'Italia, avendo riguardo alla stabilità e al contenimento del rischio sistemico e

dalla Consob, avendo riguardo alla trasparenza e alla tutela degli investitori. A tale fine la Banca d'Italia e

la Consob possono richiedere ai gestori dei sistemi e agli operatori la comunicazione anche periodica di

dati, notizie, atti e documenti in ordine alla compensazione, liquidazione e garanzia delle operazioni ed

effettuare ispezioni.

2. In caso di necessità e urgenza, la Banca d'Italia adotta, per le finalità indicate al comma 1, i

provvedimenti necessari, anche sostituendosi alle società di gestione dei sistemi e dei servizi indicati

negli articoli 69 e 70. 333

3. Ai gestori dei sistemi e dei servizi indicati negli articoli 68, 69 e 70 si applica l’articolo 83 .

Capo II 334

Sistemi di negoziazione diversi dai mercati regolamentati

Art. 77-bis

(Sistemi multilaterali di negoziazione)

1. La Consob individua con proprio regolamento i requisiti minimi di funzionamento dei sistemi

multilaterali di negoziazione, ivi inclusi gli obblighi dei loro gestori in materia di:

a) processo di negoziazione e finalizzazione di operazioni;

b) ammissione di strumenti finanziari;

c) informazioni fornite al pubblico e agli utenti;

d) accesso al sistema; 335

e) controllo dell’ottemperanza da parte degli utenti delle regole del sistema .

2. La Consob:

a) può chiedere ai soggetti che gestiscono un sistema multilaterale di negoziazione l'esclusione

o la sospensione degli strumenti finanziari dalle negoziazioni sul sistema multilaterale di negoziazione;

b) può chiedere ai soggetti che gestiscono un sistema multilaterale di negoziazione tutte le

informazioni che ritenga utili per i fini di cui alla lettera a);

c) vigila, al momento dell’autorizzazione e in via continuativa, che le regole e le procedure

adottate dai sistemi multilaterali di negoziazione siano conformi alle disposizioni comunitarie.

3. Salvo quando ciò possa causare danni agli interessi degli investitori o all’ordinato

funzionamento del mercato, la Consob richiede la sospensione o l’esclusione di uno strumento finanziario

dalle negoziazioni in un sistema multilaterale di negoziazione nei casi in cui tale strumento finanziario sia

ammesso alle negoziazioni in un mercato regolamentato e sia stato oggetto di provvedimento di

sospensione o esclusione da parte di autorità competenti di altri Stati membri.

4. Agli accordi fra sistemi di garanzia, compensazione e liquidazione nell’ambito di sistemi

multilaterali di negoziazione si applica l’articolo 70-ter, commi 1 e 2.

5. Agli operatori ammessi alle negoziazioni in un sistema multilaterale di negoziazione, diversi

333 Articolo così sostituito dall’art. 11 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del

22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

334 Rubrica così sostituita dall’art. 12 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

335 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 73

dai soggetti abilitati, si applicano gli articoli 8, comma 1 e 10, comma 1.

6. Il provvedimento previsto dal comma 1 è adottato dalla Consob, sentita la Banca d'Italia,

quando riguarda i sistemi all'ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi dai titoli di Stato,

nonché di titoli normalmente negoziati sul mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli

pubblici, su tassi di interesse e su valute, e dal Ministero dell’economia e delle finanze, sentite la Banca

d'Italia e la Consob, quando riguarda sistemi all'ingrosso di titoli di Stato. Per questi ultimi le attività di

336

cui ai commi 2 e 3 sono svolte dalla Banca d’Italia, sentita la Consob .

Art. 78

(Internalizzatori sistematici)

1. La Consob può chiedere agli internalizzatori sistematici l'esclusione o la sospensione degli

scambi sugli strumenti finanziari ammessi alle negoziazioni sui mercati regolamentati e per i quali essi

risultano internalizzatori sistematici.

2. La Consob disciplina con regolamento i criteri per l’individuazione degli internalizzatori

sistematici e i loro obblighi in materia di pubblicazione di quotazioni, esecuzione di ordini e accesso alle

337

quotazioni . Art. 79

(Sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro)

1. La Banca d'Italia vigila sull'efficienza e sul buon funzionamento dei sistemi multilaterali di

scambio di depositi monetari in euro, nonché sui soggetti gestori.

2. La Banca d'Italia, con le modalità e nei termini da essa stabiliti, può richiedere la

comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti ai soggetti gestori e agli operatori. La

Banca d’Italia può eseguire ispezioni presso i medesimi soggetti gestori e richiedere l'esibizione di

documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari. Gli stessi poteri possono essere esercitati anche

nei confronti di altri soggetti coinvolti nell’attività del soggetto abilitato. A tale fine, la Banca d’Italia può

procedere anche ad audizioni personali. La Banca d’Italia può autorizzare i revisori dei conti o gli esperti

a procedere a verifiche presso i soggetti gestori; le relative spese sono poste a carico del soggetto

ispezionato.

3. I soggetti gestori di sistemi multilaterali di scambio di depositi monetari in euro possono

gestire anche sistemi multilaterali di negoziazione di strumenti finanziari derivati su tassi di interesse e

valute. 338

4. Agli scambi previsti dal comma 1 non si applica l'articolo 77-bis .

339

Capo II-bis

Disposizioni comuni

Art. 79-bis

(Requisiti di trasparenza)

1. Al fine di garantire l’effettiva integrazione dei mercati e il rafforzamento dell’efficacia del

336 Articolo inserito dall’art. 12 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato

nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007) e regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato

nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

337 Articolo così sostituito dall’art. 12 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007

(pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

338 Articolo così sostituito dall’art. 12 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

339 Capo inserito dall’art. 13 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

pag. 74 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

processo di formazione dei prezzi, la Consob disciplina con regolamento:

a) il regime di trasparenza pre-negoziazione per le operazioni aventi ad oggetto azioni ammesse

alla negoziazione nei mercati regolamentati, effettuate nei mercati medesimi, nei sistemi multilaterali di

negoziazione e dagli internalizzatori sistematici;

b) il regime di trasparenza post-negoziazione per le operazioni aventi ad oggetto azioni

ammesse alla negoziazione nei mercati regolamentati, effettuate nei mercati medesimi, nei sistemi

340

multilaterali di negoziazione e dai soggetti abilitati .

2. La Consob, quando ciò si renda necessario per assicurare l’ordinato svolgimento delle

negoziazioni e la tutela dell’investitore, può estendere, in tutto o in parte, il regime di trasparenza pre-

negoziazione e post-negoziazione applicabile alle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari diversi

dalle azioni ammesse a negoziazione nei mercati regolamentati.

3. Le disposizioni di cui al comma 2 sono adottate dalla Consob, sentita la Banca d'Italia, quando

riguardano scambi all'ingrosso di titoli obbligazionari privati e pubblici, diversi dai titoli di Stato, nonché

scambi di titoli normalmente negoziati sul mercato monetario e di strumenti finanziari derivati su titoli

pubblici, su tassi di interesse e su valute, e dal Ministero dell’economia e delle finanze, sentite la Banca

d'Italia e la Consob, quando riguardano scambi all'ingrosso di titoli di Stato.

4. La Consob disciplina con regolamento la gestione degli ordini dei clienti con limite di prezzo

341 .

aventi ad oggetto azioni ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato

Art. 79-ter

(Consolidamento delle informazioni)

1. Al fine di garantire che i partecipanti al mercato e gli investitori possano raffrontare i prezzi

che i mercati regolamentati, i sistemi multilaterali di negoziazione e i soggetti abilitati sono tenuti a

rendere pubblici, la Consob, sentita la Banca d’Italia, può individuare con regolamento misure volte ad

eliminare gli ostacoli che possono impedire il consolidamento delle informazioni e della relativa

342

pubblicazione . TITOLO II

GESTIONE ACCENTRATA DI STRUMENTI FINANZIARI

Art. 80

(Attività di gestione accentrata di strumenti finanziari)

1. L'attività di gestione accentrata di strumenti finanziari ha carattere di impresa ed è esercitata

nella forma di società per azioni, anche senza fine di lucro.

2. Le società di gestione accentrata hanno per oggetto esclusivo la prestazione del servizio di

gestione accentrata di strumenti finanziari, ivi compresi quelli dematerializzati in attuazione di quanto

disposto dall'articolo 10 della legge 17 dicembre 1997, n. 433. Esse possono svolgere attività connesse e

strumentali.

3. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, determina con regolamento le risorse finanziarie e i

343

requisiti di organizzazione della società e le attività connesse e strumentali .

340 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

341 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

342 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

343 Comma così modificato dall’art. 14 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “il capitale minimo” con le

parole: “le risorse finanziarie e i requisiti di organizzazione”. Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del

22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 75

344

4. Il Ministro dell’economia e delle finanze , sentite la Banca d'Italia e la Consob, determina

con regolamento i requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza dei soggetti che svolgono

345 .

funzioni di amministrazione, direzione e controllo nella società. Si applica l'articolo 13, commi 2 e 3

5. Il regolamento previsto dal comma 4 stabilisce le cause che comportano la sospensione

temporanea dalla carica e la sua durata. Si applica l'articolo 13, commi 2 e 3.

346

6. Il Ministro dell’economia e delle finanze , con regolamento adottato sentite la Consob e la

Banca d'Italia, determina i requisiti di onorabilità dei partecipanti al capitale, individuando la soglia

347

partecipativa a tal fine rilevante .

7. Gli acquisti e le cessioni di partecipazioni rilevanti ai sensi del comma 6, effettuati

direttamente o indirettamente, anche per il tramite di società controllate, di società fiduciarie o per

interposta persona, devono essere comunicati entro ventiquattro ore dal soggetto acquirente alla Consob,

alla Banca d'Italia e alla società di gestione unitamente alla documentazione attestante il possesso da parte

degli acquirenti dei requisiti determinati ai sensi del comma 6.

8. In assenza dei requisiti o in mancanza della comunicazione non può essere esercitato il diritto

di voto inerente alle azioni eccedenti la soglia determinata ai sensi del comma 6. In caso di inosservanza

del divieto, si applica l'articolo 14, commi 5 e 6.

9. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, autorizza la società all'esercizio dell'attività di

gestione accentrata di strumenti finanziari quando sussistono i requisiti previsti dai commi 3, 4, 5 e 6, e il

348

sistema di gestione accentrata sia conforme al regolamento previsto dall'articolo 81, comma 1 .

10. Alle società di gestione accentrata si applicano le disposizioni della parte IV, titolo III, capo II,

349

sezione VI, a eccezione degli articoli 157, 158, 165 e 165-bis .

Art. 81

(Regolamento di attuazione e regolamento dei servizi)

1. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, stabilisce con regolamento:

a) le categorie di soggetti e gli strumenti finanziari ammessi alla gestione accentrata;

b) i modelli e le modalità di rilascio delle certificazioni previste dall'articolo 85;

c) le forme e le modalità che devono essere osservate per le registrazioni e per la tenuta dei

conti relativi alla gestione accentrata, rispettando il principio della piena separazione tra i conti propri

della società e quelli relativi allo svolgimento del servizio;

d) le caratteristiche tecniche e il contenuto delle registrazioni e dei conti relativi alla gestione

accentrata; e) le altre disposizioni dirette ad assicurare la trasparenza del sistema e l'ordinata prestazione

350

del servizio .

344 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

345 Comma così modificato dall’art. 14 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “e professionalità” con le

parole: “, professionalità e indipendenza”. Vedi regolamento Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione

economica n. 471 dell’11.11.1998 (pubblicato nella G.U. n. 7 dell’11.1.1999).

346 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

347 Vedi regolamento Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica n. 471 dell’11.11.1998 (pubblicato

nella G.U. n. 7 dell’11.1.1999).

348 Vedi delibera Consob n. 12925 del 22.1.2001 (pubblicata nella G.U. n. 26 dell’1.2.2001) e regolamento congiunto Banca

d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008).

349 Comma così modificato dall’art. 14 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “e 165” con le parole “, 165 e

165-bis”.

350 Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del 22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008)..

pag. 76 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. La società di gestione accentrata adotta il regolamento dei servizi nel quale indica i servizi

svolti, le modalità di svolgimento, i criteri per l'ammissione alla gestione accentrata dei soggetti e degli

351 .

strumenti finanziari, sulla base di principi non discriminatori, trasparenti e obiettivi, e i corrispettivi

3. La Consob, d'intesa con la Banca d'Italia, può stabilire che i corrispettivi siano soggetti ad

approvazione da parte delle medesime autorità. Art. 82

(Vigilanza)

1. La vigilanza sulle società di gestione accentrata è esercitata dalla Consob, al fine di assicurare

la trasparenza e la tutela degli investitori, e dalla Banca d'Italia, avendo riguardo alla stabilità e al

contenimento del rischio sistemico. La Consob e la Banca d'Italia possono chiedere alle società la

comunicazione anche periodica di dati, notizie, atti e documenti, nonché eseguire ispezioni e richiedere

352

l'esibizione di documenti e il compimento degli atti ritenuti necessari, indicandone modalità e termini .

2. La Consob e la Banca d'Italia vigilano affinché la regolamentazione dei servizi della società

sia idonea ad assicurare l'effettivo conseguimento delle finalità indicate nel comma 1 e possono richiedere

alle società modificazioni della regolamentazione dei servizi idonee a eliminare le disfunzioni riscontrate.

Art. 83

(Crisi delle società di gestione accentrata) 353 , su

1. Nel caso di accertate gravi irregolarità, il Ministero dell’economia e delle finanze

proposta della Consob o della Banca d'Italia, può disporre lo scioglimento degli organi amministrativi

delle società di gestione accentrata, con decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Con tale decreto sono

nominati uno o più commissari straordinari per l'amministrazione della società e sono determinate le

indennità spettanti ai commissari, a carico della società stessa. Si applicano gli articoli 70, commi da 2 a

6, 72, a eccezione dei commi 2 e 8, e 75 del T.U. bancario, intendendosi attribuiti all'autorità che ha

proposto il provvedimento i poteri della Banca d'Italia.

2. Se è dichiarato lo stato di insolvenza della società ai sensi dell'articolo 195 della legge

354

fallimentare, il Ministero dell’economia e delle finanze ne dispone con decreto la liquidazione coatta

amministrativa con esclusione del fallimento, secondo le disposizioni degli articoli 80, commi 3, 4, 5 e 6,

84, a eccezione del comma 2, e da 85 a 94 del T.U. bancario, in quanto compatibili.

Art. 84

(Rilevazioni e comunicazioni inerenti agli strumenti finanziari accentrati)

1. L'immissione degli strumenti finanziari nel sistema non modifica gli obblighi di legge

connessi con la titolarità di diritti sugli strumenti finanziari stessi. Le rilevazioni e le comunicazioni

prescritte dalle norme vigenti che prevedono la individuazione numerica dei certificati sono effettuate

mediante l'indicazione della specie e della quantità degli strumenti finanziari cui esse si riferiscono.

2. Restano fermi gli obblighi di rilevazione e di aggiornamento del libro dei soci previsti

dall'articolo 5 della legge 29 dicembre 1962, n. 1745, da parte degli emittenti e dei soggetti incaricati ai

sensi dell'articolo 6 della stessa legge. Il termine per le annotazioni nel libro dei soci indicato nell'ultimo

comma del predetto articolo 5 decorre dalla data di pagamento degli utili o da quella del rilascio della

certificazione per l'intervento in assemblea.

351 Comma così modificato dall’art. 14 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

352 Comma così sostituito dall’art. 14 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi regolamento congiunto Banca d’Italia/Consob del

22.2.2008 (pubblicato nella G.U. n. 54 del 4.3.2008)..

353 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

354 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 77

3. Restano altresì fermi gli obblighi di comunicazione allo Schedario generale dei titoli azionari

previsti dall'articolo 7 della legge 29 dicembre 1962, n. 1745, da parte degli emittenti e dei soggetti

incaricati ai sensi dell'articolo 6 della stessa legge. Il Ministro delle finanze, con propri decreti, detta, ove

occorrano, le norme di applicazione della presente disposizione e di quella prevista dall'articolo 89,

comma 2. Art. 85

(Deposito accentrato)

1. Nei casi in cui gli strumenti finanziari immessi nel sistema di gestione accentrata siano

rappresentati da titoli, lo svolgimento e gli effetti dell'attività di gestione accentrata sono disciplinati dal

presente articolo nonché dagli articoli da 86 a 89.

2. La clausola del contratto di deposito stipulato con i soggetti individuati nel regolamento

previsto dall'articolo 81, comma 1, avente a oggetto gli strumenti finanziari individuati nel medesimo

regolamento, che attribuisce al depositario la facoltà di procedere al subdeposito degli strumenti finanziari

stessi presso la società di gestione accentrata deve essere approvata per iscritto. Nell'esercizio di tale

facoltà il depositario ha tutti i poteri necessari, compreso quello di apporre la girata a favore della società

di gestione accentrata, quando si tratta di strumenti finanziari nominativi.

3. Gli strumenti finanziari sono immessi nel sistema in deposito regolare. La società di gestione

accentrata è legittimata a compiere tutte le operazioni inerenti alla gestione in conformità al regolamento

previsto dall'articolo 81, comma 2, nonché le azioni conseguenti alla distruzione, allo smarrimento e alla

sottrazione degli strumenti finanziari. E' in ogni caso riservato ai titolari degli strumenti finanziari

immessi nel sistema l'esercizio dei diritti in essi incorporati.

4. La legittimazione all'esercizio dei diritti indicati nel comma 3 è attribuita dall'esibizione di

certificazioni attestanti la partecipazione al sistema, rilasciate in conformità alla proprie scritture contabili

dai depositari e recanti l'indicazione del diritto sociale esercitabile. Le certificazioni non conferiscono altri

diritti oltre alla legittimazione sopra indicata. Sono nulli gli atti di disposizione aventi a oggetto le

certificazioni suddette. 355

5. …omissis…

6. Non può esservi, per gli stessi strumenti finanziari, più di una certificazione ai fini della

legittimazione all'esercizio degli stessi diritti.

7. Alle società di gestione accentrata si applica il divieto di rappresentanza previsto dall'articolo

2372, quarto comma, del codice civile.

8. Gli strumenti finanziari di proprietà della società di gestione accentrata devono essere

specificatamente individuati e annotati in apposito registro da essa tenuto.

9. La società è responsabile per le perdite e i danni derivanti da dolo o colpa; l'intermediario

risponde in solido, salvo il diritto di regresso nei rapporti interni. Il regolamento previsto dall'articolo 81,

comma 1, determina le garanzie che l'intermediario e la società devono prestare per il risarcimento dovuto

ai clienti, nonché modalità e condizioni delle garanzie, anche diverse da quelle assicurative, per la

copertura dei danni derivanti da fatti non imputabili alla società di gestione accentrata.

Art. 86

(Trasferimento dei diritti inerenti agli strumenti finanziari depositati)

1. Il depositante degli strumenti finanziari immessi nel sistema può, tramite il depositario e

secondo le modalità indicate nel regolamento previsto dall'articolo 81, comma 2, disporre in tutto o in

parte dei diritti inerenti alle quantità di strumenti finanziari a lui spettanti a favore di altri depositanti o

355 Comma abrogato con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

pag. 78 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

chiedere la consegna di un corrispondente quantitativo di strumenti finanziari della stessa specie in

deposito presso la società di gestione accentrata. Chi, avendo ottenuto la certificazione prevista

dall'articolo 89, intende trasferire i propri diritti o chieda la consegna degli strumenti finanziari

corrispondenti deve restituire la certificazione al depositario che l'ha rilasciata, salvo che la stessa non sia

più idonea a produrre effetti.

2. Il trasferimento disposto ai sensi del comma 1 produce gli effetti propri del trasferimento

secondo la disciplina legislativa della circolazione degli strumenti finanziari. Resta fermo, per gli

strumenti finanziari nominativi, l'obbligo dell'annotazione nel registro dell'emittente ai sensi e per gli

effetti della legislazione vigente.

3. Il proprietario degli strumenti finanziari immessi nel sistema assume tutti i diritti e gli obblighi

conseguenti al deposito quando provi che il depositante non aveva titolo per effettuarlo.

Art. 87

(Vincoli sugli strumenti finanziari accentrati)

1. I vincoli gravanti sugli strumenti finanziari immessi nel sistema si trasferiscono, senza effetti

novativi, sui diritti del depositante con la girata alla società di gestione accentrata; le annotazioni dei

vincoli sui certificati si hanno per non apposte; di ciò è fatta menzione sul titolo. A detti vincoli e a quelli

successivamente costituiti si applicano le disposizioni dell’articolo 34 del decreto legislativo 24 giugno

356

1998, n. 213, e successive modificazioni .

2. Resta fermo, per gli strumenti finanziari nominativi, l'obbligo dell'annotazione nel registro

357

dell'emittente .

3. Nel caso di ritiro di strumenti finanziari dal sistema, il depositario fa annotazione dei vincoli

sui relativi certificati con l'indicazione della data della loro costituzione.

4. Le registrazioni e le annotazioni previste dal presente articolo sono comunicate, entro tre

giorni, all'emittente per le conseguenti annotazioni.

5. Nel caso di pignoramento di strumenti finanziari immessi nel sistema gli adempimenti nei

confronti dei comproprietari previsti dagli articoli 599 e 600 del codice di procedura civile sono eseguiti

nei confronti dei depositari. Art. 88

(Ritiro degli strumenti finanziari accentrati)

1. La società di gestione accentrata mette a disposizione del depositario gli strumenti finanziari

di cui è chiesto il ritiro. Gli strumenti finanziari nominativi sono girati al nome del depositario che

completa la girata con il nome del giratario. Il completamento della girata è convalidato con timbro, data

e firma del depositario.

2. Si applica l'articolo 15 del regio decreto-legge 29 marzo 1942, n. 239, come modificato

dall'articolo 20 della legge 29 dicembre 1962, n. 1745.

3. La società di gestione accentrata può autenticare la sottoscrizione del girante anche quando la

girata è fatta a proprio favore. La sottoscrizione da esse apposta sul titolo in qualità di girante non ha

bisogno di autenticazione. La girata e la intestazione a favore della società di gestione accentrata di

strumenti finanziari da immettere nel sistema fanno esplicita menzione del presente decreto.

356 Periodo così sostituito dall’art. 11 del d.lgs. n. 170 del 21.5.2004.

357 Comma così modificato dall’art. 11 del d.lgs. n. 170 del 21.5.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 79

Art. 89

(Annotazione sul libro soci)

1. La società di gestione accentrata comunica agli emittenti le azioni nominative ad essa girate ai

fini delle conseguenti annotazioni nel libro dei soci. I depositari segnalano all'emittente i nominativi dei

soggetti che hanno richiesto la certificazione prevista dall'articolo 85 nonché di coloro ai quali sono stati

pagati dividendi e di coloro che hanno esercitato il diritto di opzione, specificando le quantità delle azioni

stesse. Le segnalazioni devono essere effettuate entro tre giorni dagli adempimenti sopra indicati. Gli

emittenti annotano tali segnalazioni nel libro dei soci.

2. La società di gestione accentrata è autorizzata a svolgere, anche a mezzo dei depositari, le

attività consentite ai soggetti indicati nell'articolo 6 della legge 29 dicembre 1962, n. 1745.

Art. 90

(Gestione accentrata dei titoli di Stato)

358

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze disciplina con regolamento la gestione accentrata

dei titoli di Stato, indicando i criteri per il suo svolgimento e il soggetto responsabile. Si applicano le

disposizioni previste dagli articoli 81, commi 2 e 3, e 84, comma 1, e, nelle ipotesi previste dall'articolo

359

85, comma 1, gli articoli da 85 a 88 .

358 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

359 Vedi regolamento del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica n. 143 del 17.4.2000 (pubblicato

nella G.U. n. 130 del 6.6.2000).

pag. 80 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

PARTE IV

DISCIPLINA DEGLI EMITTENTI

TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 91

(Poteri della Consob)

1. La Consob esercita i poteri previsti dalla presente parte avendo riguardo alla tutela degli

investitori nonché all'efficienza e alla trasparenza del mercato del controllo societario e del mercato dei

capitali. Art. 92

(Parità di trattamento)

1. Gli emittenti quotati e gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine

assicurano il medesimo trattamento a tutti i portatori degli strumenti finanziari quotati che si trovino in

identiche condizioni.

2. Gli emittenti quotati e gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine

garantiscono a tutti i portatori degli strumenti finanziari quotati gli strumenti e le informazioni necessari

per l'esercizio dei loro diritti.

3. La Consob detta con regolamento, in conformità alla normativa comunitaria, disposizioni di

attuazione del comma 2, prevedendo anche la possibilità dell'utilizzo di mezzi elettronici per la

360

trasmissione delle informazioni . Art. 93

(Definizione di controllo)

1. Nella presente parte sono considerate imprese controllate, oltre a quelle indicate nell'articolo

2359, primo comma, numeri 1 e 2, del codice civile, anche:

a) le imprese, italiane o estere, su cui un soggetto ha il diritto, in virtù di un contratto o di una

clausola statutaria, di esercitare un'influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali contratti

o clausole; b) le imprese, italiane o estere, su cui un socio, in base ad accordi con altri soci, dispone da

solo di voti sufficienti a esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria.

2. Ai fini del comma 1 si considerano anche i diritti spettanti a società controllate o esercitati per

il tramite di fiduciari o di interposte persone; non si considerano quelli spettanti per conto di terzi.

360 Articolo così sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 81

TITOLO II

APPELLO AL PUBBLICO RISPARMIO

361

Capo I

Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita

362

Art. 93-bis

(Definizioni)

l. Nel presente Capo si intendono per: 363

a) "strumenti finanziari comunitari": i valori mobiliari e le quote di fondi chiusi ;

b) "titoli di capitale": le azioni e altri strumenti negoziabili equivalenti ad azioni di società

nonché qualsiasi altro tipo di strumento finanziario comunitario negoziabile che attribuisca il diritto di

acquisire i summenzionati strumenti mediante conversione o esercizio di diritti che essi conferiscono,

purché gli strumenti di quest’ultimo tipo siano emessi dall'emittente delle azioni sottostanti o da un'entità

appartenente al gruppo di detto emittente;

c) "strumenti diversi dai titoli di capitale": tutti gli strumenti finanziari comunitari che non sono

titoli di capitale;

d) “quote o azioni di OICR aperti”: le quote di un fondo comune di investimento di tipo aperto

e le azioni di una società di investimento a capitale variabile;

e) "responsabile del collocamento": il soggetto che organizza e costituisce il consorzio di

collocamento, il coordinatore del collocamento o il collocatore unico;

f) "Stato membro d'origine":

1) per tutti gli emittenti comunitari di strumenti finanziari comunitari che non sono

menzionati nel successivo punto 2), lo Stato membro della UE in cui l'emittente ha la sua sede sociale;

2) per l'emissione di strumenti finanziari comunitari diversi dai titoli di capitale il cui

valore nominale unitario è di almeno 1.000 euro e per l'emissione di strumenti finanziari comunitari

diversi dai titoli di capitale che conferiscono il diritto di acquisire titoli negoziabili o di ricevere un

importo in contanti mediante conversione o esercizio dei diritti che essi conferiscono, purché l'emittente

degli strumenti finanziari comunitari diversi dai titoli di capitale non sia l'emittente degli strumenti

finanziari comunitari sottostanti o un'entità appartenente al gruppo di quest'ultimo emittente, lo Stato

membro della UE in cui l'emittente ha la sua sede sociale, o nel quale gli strumenti finanziari comunitari

sono stati o sono destinati ad essere ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato o nel quale

gli strumenti finanziari comunitari sono offerti al pubblico, a scelta dell'emittente, dell'offerente o della

persona che chiede l'ammissione, secondo il caso. Lo stesso regime è applicabile a strumenti finanziari

comunitari diversi dai titoli di capitale in una valuta diversa dall'euro, a condizione che il valore di una

tale denominazione minima sia pressoché equivalente a 1.000 euro;

3) per tutti gli emittenti di strumenti finanziari comunitari che non sono menzionati nel

punto 2) aventi sede in un paese terzo, lo Stato membro della UE nel quale gli strumenti finanziari

comunitari sono destinati ad essere offerti al pubblico per la prima volta dopo la data di entrata in vigore

della direttiva 2003/71/CE o nel quale è stata presentata la prima domanda di ammissione alla

negoziazione in un mercato regolamentato a scelta dell'emittente, dell'offerente o della persona che chiede

l'ammissione, secondo il caso, salvo scelta successiva da parte degli emittenti aventi sede in un paese

terzo, qualora lo Stato membro d'origine non fosse stato determinato da una loro scelta;

g) "Stato membro ospitante": lo Stato membro della UE in cui viene effettuata un'offerta al

pubblico o viene richiesta l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari comunitari, qualora sia

diverso dallo Stato membro d'origine.

361 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

362 Articolo dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007 nei termini indicati nella successiva nota.

363 Lettera così sostituita dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

pag. 82 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Sezione I

Offerta al pubblico di strumenti finanziari comunitari e di prodotti finanziari

diversi dalle quote o azioni di OICR aperti

Art. 94

(Prospetto d'offerta)

1. Coloro che intendono effettuare un'offerta al pubblico pubblicano preventivamente un

prospetto. A tal fine, per le offerte aventi ad oggetto strumenti finanziari comunitari nelle quali l'Italia è

Stato membro d'origine e per le offerte aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti

finanziari comunitari, ne danno preventiva comunicazione alla Consob allegando il prospetto destinato

alla pubblicazione. Il prospetto non può essere pubblicato finché non è approvato dalla Consob.

2. Il prospetto contiene, in una forma facilmente analizzabile e comprensibile, tutte le

informazioni che, a seconda delle caratteristiche dell'emittente e dei prodotti finanziari offerti, sono

necessarie affinché gli investitori possano pervenire ad un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale e

finanziaria, sui risultati economici e sulle prospettive dell'emittente e degli eventuali garanti, nonché sui

prodotti finanziari e sui relativi diritti. Il prospetto contiene altresì una nota di sintesi recante i rischi e le

caratteristiche essenziali dell’offerta.

3. Il prospetto per l'offerta di strumenti finanziari comunitari è redatto in conformità agli schemi

previsti dai regolamenti comunitari che disciplinano la materia.

4. L'emittente o l'offerente può redigere il prospetto nella forma di un unico documento o di

documenti distinti. Nel prospetto composto di documenti distinti, le informazioni richieste sono suddivise

in un documento di registrazione, una nota informativa sugli strumenti e i prodotti offerti e una nota di

sintesi.

5. Se è necessario per la tutela degli investitori, la Consob può esigere che l’emittente o

l’offerente includa nel prospetto informazioni supplementari.

6. Se l'offerta ha ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari il cui

prospetto non è disciplinato ai sensi dell'articolo 95, comma 1, lettera b), la Consob stabilisce, su richiesta

dell'emittente o dell'offerente, il contenuto del prospetto.

7. Qualunque fatto nuovo significativo, errore materiale o imprecisione relativi alle informazioni

contenute nel prospetto che sia atto ad influire sulla valutazione dei prodotti finanziari e che sopravvenga

o sia rilevato tra il momento in cui è approvato il prospetto e quello in cui è definitivamente chiusa

l'offerta al pubblico deve essere menzionato in un supplemento del prospetto.

8. L'emittente, l'offerente e l'eventuale garante, a seconda dei casi, nonché le persone

responsabili delle informazioni contenute nel prospetto rispondono, ciascuno in relazione alle parti di

propria competenza, dei danni subiti dall’investitore che abbia fatto ragionevole affidamento sulla

veridicità e completezza delle informazioni contenute nel prospetto, a meno che non provi di aver

adottato ogni diligenza allo scopo di assicurare che le informazioni in questione fossero conformi ai fatti e

non presentassero omissioni tali da alterarne il senso.

9. La responsabilità per informazioni false o per omissioni idonee ad influenzare le decisioni di

un investitore ragionevole grava sull'intermediario responsabile del collocamento, a meno che non provi

di aver adottato la diligenza prevista dal comma precedente.

10. Nessuno può essere chiamato a rispondere esclusivamente in base alla nota di sintesi,

comprese le eventuali traduzioni, a meno che la nota di sintesi possa risultare fuorviante, imprecisa o

incoerente se letta insieme ad altre parti del prospetto.

11. Le azioni risarcitorie sono esercitate entro cinque anni dalla pubblicazione del prospetto, salvo

che l’investitore provi di avere scoperto le falsità delle informazioni o le omissioni nei due anni

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 83

364

precedenti l’esercizio dell’azione . Art. 94-bis

(Approvazione del prospetto)

1. Ai fini dell'approvazione, la Consob verifica la completezza del prospetto nonché la coerenza

e la comprensibilità delle informazioni fornite.

2. La Consob approva il prospetto nei termini da essa stabiliti con regolamento conformemente

alle disposizioni comunitarie. La mancata decisione da parte della Consob nei termini previsti non

costituisce approvazione del prospetto.

3. Tenuto anche conto delle caratteristiche dei singoli mercati, la Consob può affidare alla

società di gestione del mercato, mediante apposite convenzioni, compiti inerenti al controllo del prospetto

per offerte riguardanti strumenti finanziari comunitari ammessi alle negoziazioni ovvero oggetto di

domanda di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato nel rispetto dei principi stabiliti

dalle disposizioni comunitarie. Nel rispetto dei suddetti principi e delle relative eccezioni, le deleghe di

compiti hanno termine il 31 dicembre 2011. La Consob informa la Commissione europea e le autorità

competenti degli altri Stati membri in merito agli accordi relativi alla delega di compiti, precisando le

condizioni che disciplinano la delega.

4. Al fine di assicurare l'efficienza del procedimento di approvazione del prospetto avente ad

oggetto titoli di debito bancari non destinati alla negoziazione in un mercato regolamentato, la Consob

stipula accordi di collaborazione con la Banca d'Italia.

5. La Consob può trasferire l'approvazione di un prospetto in caso di offerta avente ad oggetto

strumenti finanziari comunitari all'autorità competente di un altro Stato membro, previa accettazione di

quest'ultima autorità. Tale trasferimento è comunicato all'emittente e all'offerente entro tre giorni

lavorativi dalla data della decisione assunta dalla Consob. I termini per l'approvazione decorrono da tale

365

data . Art. 95

(Disposizioni di attuazione)

1. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente Sezione anche

differenziate in relazione alle caratteristiche dei prodotti finanziari, degli emittenti e dei mercati. Il

regolamento stabilisce in particolare:

a) il contenuto della comunicazione alla Consob, le caratteristiche della nota di sintesi, le

modalità e i termini per la pubblicazione del prospetto e dell’avviso nonché per l’aggiornamento del

prospetto, conformemente alle disposizioni comunitarie;

b) il contenuto del prospetto nei casi consentiti dalla normativa comunitaria;

c) le modalità da osservare per diffondere notizie, per svolgere indagini di mercato ovvero per

raccogliere intenzioni di acquisto o di sottoscrizione;

d) le modalità di svolgimento dell'offerta anche al fine di assicurare la parità di trattamento tra i

destinatari;

e) la lingua da utilizzare nel prospetto;

f) le condizioni per il trasferimento dell’approvazione di un prospetto all’autorità competente di

366

un altro Stato membro .

2. La Consob individua con regolamento le norme di correttezza che sono tenuti a osservare

l'emittente, l'offerente e chi colloca i prodotti finanziari nonché coloro che si trovano in rapporto di

364 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

365 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

366 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

pag. 84 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

367

controllo o di collegamento con tali soggetti .

3. La Consob pubblica nel proprio sito internet almeno un elenco dei prospetti approvati ai sensi

dell'articolo 94-bis.

4. La Consob determina quali strumenti o prodotti finanziari, ammessi alle negoziazioni in

mercati regolamentati ovvero diffusi tra il pubblico ai sensi dell'articolo 116 e individuati attraverso una

particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, devono avere un contenuto tipico

368 .

determinato Art. 95-bis

(Revoca dell’acquisto o della sottoscrizione)

1. Ove il prospetto non indichi le condizioni o i criteri in base ai quali il prezzo di offerta

definitivo e la quantità dei prodotti da offrirsi al pubblico sono determinati o, nel caso del prezzo, il

prezzo massimo, l'accettazione dell'acquisto o della sottoscrizione di prodotti finanziari può essere

revocata entro il termine indicato nel prospetto e comunque entro un termine non inferiore a due giorni

lavorativi calcolati a decorrere dal momento in cui vengono depositati il prezzo d'offerta definitivo e la

quantità dei prodotti finanziari offerti al pubblico.

2. Gli investitori che hanno già concordato di acquistare o sottoscrivere i prodotti finanziari

prima della pubblicazione di un supplemento hanno il diritto, esercitabile entro il termine indicato nel

supplemento e comunque non inferiore a due giorni lavorativi dopo tale pubblicazione, di revocare la loro

369 .

accettazione Art. 96

(Bilanci dell’emittente)

1. L’ultimo bilancio approvato e il bilancio consolidato eventualmente redatto dall’emittente

sono corredati delle relazioni nelle quali il revisore contabile esprime il proprio giudizio ai sensi

dell’articolo 156. L'offerta avente ad oggetto prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari

comunitari non può essere effettuata se il revisore contabile ha espresso un giudizio negativo ovvero si è

370

dichiarato impossibilitato ad esprimere un giudizio .

Art. 97

(Obblighi informativi)

1. Fermo quanto previsto dal Titolo III, Capo I, agli emittenti, agli offerenti, ai revisori contabili

e ai componenti degli organi sociali degli emittenti e degli offerenti, nonché agli intermediari incaricati

del collocamento si applicano, in relazione all’offerta, l’articolo 114, commi 5 e 6 e l'articolo 115 dalla

data della comunicazione prevista dall'articolo 94, comma 1.

2. La Consob individua con regolamento quali delle disposizioni richiamate nel comma 1 si

applicano, nei medesimi periodi, agli altri soggetti indicati nell'articolo 95, comma 2, nonché ai soggetti

371

che prestano i servizi indicati nell'articolo 1, comma 6, lettera e) .

3. Gli emittenti sottopongono al giudizio di un revisore contabile, ai sensi dell'articolo 156, il

bilancio d'esercizio e quello consolidato eventualmente approvati o redatti nel periodo dell’offerta.

367 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

368 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

369 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

370 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

371 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 85

4. Qualora sussista fondato sospetto di violazione delle disposizioni contenute nel presente Capo

o delle relative norme di attuazione, la Consob, allo scopo di acquisire elementi conoscitivi, può

richiedere, entro un anno dall'acquisto o dalla sottoscrizione, la comunicazione di dati e notizie e la

trasmissione di atti e documenti agli acquirenti o sottoscrittori dei prodotti finanziari di cui alla presente

Sezione, fissando i relativi termini. Il potere di richiesta può essere esercitato anche nei confronti di

coloro per i quali vi è fondato sospetto che svolgano un’offerta al pubblico in violazione delle

372

disposizioni previste dall'articolo 94 . Art. 98

(Validità comunitaria del prospetto)

1. Il prospetto nonché gli eventuali supplementi approvati dalla Consob sono validi ai fini

dell'offerta degli strumenti finanziari comunitari negli altri Stati membri della UE. A tal fine la Consob

effettua la notifica secondo la procedura prevista dalle disposizioni comunitarie.

2. Ove l'offerta di strumenti finanziari comunitari sia prevista in Italia, quale Stato membro

ospitante, il prospetto e gli eventuali supplementi approvati dall'autorità dello Stato membro d'origine

possono essere pubblicati in Italia, purché siano rispettate le procedure di notifica previste dalle

disposizioni comunitarie.

3. La Consob può informare l'autorità competente dello Stato membro d'origine della necessità di

373

fornire nuove informazioni . Art. 98-bis

(Emittenti di Paesi extracomunitari)

1. Nel caso di emittenti aventi la loro sede legale in un paese extracomunitario, per i quali l'Italia

sia lo Stato membro d'origine, la Consob può approvare il prospetto redatto secondo la legislazione del

Paese extracomunitario, ove ricorrano le seguenti condizioni:

a) il prospetto sia stato redatto conformemente a standard internazionali definiti dagli organismi

internazionali delle commissioni di vigilanza dei mercati, compresi i Disclosure Standards della IOSCO e

b) le informazioni richieste, incluse le informazioni di natura finanziaria, siano equivalenti alle

prescrizioni previste dalle disposizioni comunitarie.

2. Ove l’offerta sia prevista in Italia quale Stato membro ospitante si applica l’articolo 98, commi

374

2 e 3 . Sezione II

Offerta al pubblico di quote o azioni di OICR aperti

Art. 98-ter

(Prospetto d'offerta)

1. Coloro che intendono effettuare un'offerta di quote di fondi aperti o azioni di Sicav ne danno

preventiva comunicazione alla CONSOB, allegando il prospetto completo e il prospetto semplificato

destinati alla pubblicazione.

2. I prospetti contengono le informazioni che, a seconda delle caratteristiche del prodotto e

dell'emittente, sono necessarie affinché gli investitori possano pervenire a un fondato giudizio

sull'investimento proposto, sui diritti ad esso connessi e sui relativi rischi. Le informazioni contenute nei

372 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

373 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

374 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

pag. 86 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

prospetti devono essere riportate in una forma chiara, facilmente comprensibile e analizzabile.

3. La pubblicazione dei prospetti è disciplinata dalla Consob secondo le modalità e nei termini

da essa stabiliti con regolamento.

4. Il prospetto semplificato può costituire il documento valido per l’offerta in Italia, fatta salva la

necessità della traduzione nel caso di offerte di quote o azioni di OICR aperti ai sensi degli articoli 42 e

50, comma 2. 375

5. Si applica l’articolo 94, commi 8, 9 e 11 .

Art. 98-quater

(Disposizioni di attuazione)

1. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente Sezione anche

differenziate in relazione alle caratteristiche degli OICR aperti, degli emittenti e dei mercati. In armonia

con le disposizioni comunitarie, il regolamento stabilisce in particolare:

a) il contenuto della comunicazione alla Consob e dei prospetti nonché le modalità di

pubblicazione dei prospetti ed il loro eventuale aggiornamento;

b) le modalità da osservare per diffondere notizie, svolgere indagini di mercato ovvero

raccogliere intenzioni di acquisto o di sottoscrizione;

c) le modalità di svolgimento dell'offerta anche al fine di assicurare la parità di trattamento tra i

destinatari.

2. Se l'offerta ha ad oggetto quote o azioni di OICR aperti i cui prospetti non sono disciplinati ai

sensi del comma 1, lettera a), la Consob stabilisce, su richiesta degli offerenti, il contenuto dei prospetti.

3. La Consob individua con regolamento le norme di correttezza che sono tenuti a osservare

l'offerente e chi colloca quote o azioni di OICR aperti nonché coloro che si trovano in rapporto di

376 .

controllo o di collegamento con tali soggetti Art. 98-quinquies

(Obblighi informativi)

1. Fermo quanto previsto dal Titolo III, Capo I, agli offerenti quote o azioni di OICR aperti si

applicano:

a) l'articolo 114, commi 5 e 6, dalla data di pubblicazione dei prospetti fino alla conclusione

dell'offerta;

b) l'articolo 115, dalla data della comunicazione prevista dall'articolo 98-ter fino a un anno dalla

conclusione dell'offerta.

2. La Consob individua con regolamento quali delle disposizioni richiamate nel comma 1 si

applicano, nei medesimi periodi, agli altri soggetti indicati nell'articolo 98-quater, comma 3, nonché ai

soggetti che prestano i servizi indicati nell'articolo 1, comma 6, lettera e).

3. Qualora sussista fondato sospetto di violazione delle disposizioni contenute nel presente Capo

o delle relative norme di attuazione, la Consob, allo scopo di acquisire elementi conoscitivi, può

richiedere, entro un anno dall'acquisto o dalla sottoscrizione, la comunicazione di dati e notizie e la

trasmissione di atti e documenti agli acquirenti o sottoscrittori delle quote o azioni di OICR aperti,

fissando i relativi termini. Il potere di richiesta può essere esercitato anche nei confronti di coloro per i

quali vi è fondato sospetto che svolgano un'offerta al pubblico in violazione delle disposizioni previste

375 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis.

376 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 87

377

dall'articolo 98-ter . Sezione III

Disposizioni comuni

Art. 99

(Poteri della Consob)

l. La Consob può:

a) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi consecutivi

per ciascuna volta, l'offerta avente ad oggetto strumenti finanziari comunitari, in caso di fondato sospetto

di violazione delle disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione;

b) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a novanta giorni, l'offerta avente ad

oggetto prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), in caso di fondato sospetto di violazione delle

disposizioni del presente Capo o delle relative norme di attuazione;

c) vietare l'offerta nel caso in cui abbia fondato sospetto che potrebbero essere violate le

disposizioni del presente Capo o le relative norme di attuazione;

d) vietare l'offerta in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate nelle

lettere a) o b);

e) rendere pubblico il fatto che l'offerente o l'emittente non ottempera ai propri obblighi;

f) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), può chiedere alla

società di gestione del mercato la sospensione in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni

lavorativi consecutivi per ciascuna volta, delle negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di

fondato sospetto di violazione delle disposizioni del presente Capo e delle relative norme di attuazione;

g) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), può chiedere alla

società di gestione di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di accertata violazione

delle disposizioni del presente Capo e delle relative norme di attuazione.

2. Qualora la Consob, quale autorità competente dello Stato membro ospitante, rilevi irregolarità

commesse dall'emittente o dai soggetti abilitati incaricati dell'offerta degli strumenti finanziari comunitari,

essa ne informa l'autorità competente dello Stato membro d'origine.

3. Se, nonostante le misure adottate dall'autorità competente dello Stato membro d'origine o

perché tali misure si rivelano inadeguate, l'emittente o il soggetto abilitato incaricato dell'offerta

perseverano nella violazione delle disposizioni legislative o regolamentari pertinenti, la Consob, dopo

averne informato l'autorità competente dello Stato membro d'origine, adotta tutte le misure opportune per

tutelare gli investitori. Dell'adozione di tali misure la Consob informa al più presto la Commissione

378

europea . Art. 100

(Casi di inapplicabilità)

1. Le disposizioni del presente Capo non si applicano alle offerte:

a) rivolte ai soli investitori qualificati, comprese le persone fisiche e le piccole e medie imprese,

come definiti dalla Consob con regolamento in base ai criteri fissati dalle disposizioni comunitarie;

b) rivolte a un numero di soggetti non superiore a quello indicato dalla Consob con

379

regolamento ; 380

c) di ammontare complessivo non superiore a quello indicato dalla Consob con regolamento ;

d) aventi a oggetto strumenti finanziari diversi dai titoli di capitale emessi da o che beneficiano

della garanzia incondizionata e irrevocabile di uno Stato membro dell'Unione europea o emessi da

377 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

378 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

379 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

380 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

pag. 88 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

organismi internazionali a carattere pubblico di cui facciano parte uno o più Stati membri dell'Unione

europea; e) aventi a oggetto strumenti finanziari emessi dalla Banca Centrale Europea o dalle banche

centrali nazionali degli Stati membri dell'Unione Europea;

f) aventi ad oggetto strumenti diversi dai titoli di capitale emessi in modo continuo o ripetuto da

banche a condizione che tali strumenti:

i) non siano subordinati, convertibili o scambiabili;

ii) non conferiscano il diritto di sottoscrivere o acquisire altri tipi di strumenti finanziari e

non siano collegati ad uno strumento derivato;

iii) diano veste materiale al ricevimento di depositi rimborsabili;

iv) siano coperti da un sistema di garanzia dei depositi a norma degli articoli da 96 a 96-

quater del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;

g) aventi ad oggetto strumenti del mercato monetario emessi da banche con una scadenza

inferiore a 12 mesi.

2. La Consob può individuare con regolamento le offerte al pubblico di prodotti finanziari alle

381

quali le disposizioni del presente Capo non si applicano in tutto o in parte .

3. L’emittente o l’offerente ha diritto di redigere un prospetto ai sensi e per gli effetti delle

disposizioni comunitarie in occasione dell’offerta degli strumenti di cui alle lettere c), d) ed e) del

382 .

comma l 383

Art. 100-bis

(Circolazione dei prodotti finanziari)

1. La successiva rivendita di prodotti finanziari che hanno costituito oggetto di un’offerta al

pubblico esente dall'obbligo di pubblicare un prospetto costituisce ad ogni effetto una distinta e autonoma

offerta al pubblico nel caso in cui ricorrano le condizioni indicate nella definizione prevista all'articolo 1,

384

comma 1, lettera t), e non ricorra alcuno dei casi di inapplicabilità previsti dall'articolo 100 .

2. Si realizza una offerta al pubblico anche qualora i prodotti finanziari che abbiano costituito

oggetto in Italia o all'estero di un collocamento riservato a investitori qualificati siano, nei dodici mesi

successivi, sistematicamente rivenduti a soggetti diversi da investitori qualificati e tale rivendita non

385

ricada in alcuno dei casi di inapplicabilità previsti dall'articolo 100 .

3. Nell'ipotesi di cui al comma 2, qualora non sia stato pubblicato un prospetto, l'acquirente, che

agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale, può far valere la nullità del contratto e

i soggetti abilitati presso i quali è avvenuta la rivendita dei prodotti finanziari rispondono del danno

arrecato. Resta ferma l'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 191 e quanto stabilito dagli

386

articoli 2412, secondo comma, 2483, secondo comma, e 2526, quarto comma, del codice civile .

4. Il comma 2 non si applica alla rivendita di titoli di debito emessi da Stati membri

dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) con classamento creditizio di

qualità bancaria (rating investment grade) assegnato da almeno due primarie agenzie internazionali di

381 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

382 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 e poi modificato

dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle note agli articoli 93-bis e 100-bis .

383 Articolo inserito dall’art. 11, comma 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 poi sostituito dapprima dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 e poi dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 che ha sostituito l’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) e infine

modificato dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 nei termini indicati nelle successive note.

384 Comma così modificato dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “una sollecitazione” con le

parole: “un’offerta al pubblico”.

385 Comma così modificato dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “investitori professionali” con

le parole: “investitori qualificati”.

386 Comma così modificato dall’art. 15 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha soppresso la parola: “informativo”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 89

classamento creditizio (rating), fermo restando l'esercizio delle altre azioni civili, penali e amministrative

previste a tutela del risparmiatore. Art. 101

(Attività pubblicitaria)

1. La documentazione relativa a qualsiasi tipo di pubblicità concernente un'offerta è trasmessa

alla Consob contestualmente alla sua diffusione.

2. Prima della pubblicazione del prospetto è vietata la diffusione di qualsiasi annuncio

pubblicitario riguardante offerte al pubblico di prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari

comunitari.

3. La pubblicità è effettuata secondo i criteri stabiliti dalla Consob con regolamento in

conformità alle disposizioni comunitarie e, in ogni caso, avendo riguardo alla correttezza

dell'informazione e alla sua coerenza con quella contenuta nel prospetto, se è già stato pubblicato, o con

387

quella che deve figurare nel prospetto da pubblicare .

4. La Consob può:

a) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni lavorativi

consecutivi, l'ulteriore diffusione dell'annuncio pubblicitario relativo ad un'offerta avente ad oggetto

strumenti finanziari comunitari, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni previste nei

precedenti commi o delle relative norme di attuazione;

b) sospendere in via cautelare, per un periodo non superiore a novanta giorni, l'ulteriore

diffusione dell'annuncio pubblicitario relativo ad un'offerta avente ad oggetto prodotti diversi da quelli di

cui alla lettera a), in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni previste nei precedenti

commi o delle relative norme di attuazione;

c) vietare l'ulteriore diffusione dell'annuncio pubblicitario, in caso di accertata violazione delle

disposizioni o delle norme indicate nelle lettere a) o b);

d) vietare l'esecuzione dell'offerta, in caso di mancata ottemperanza ai provvedimenti previsti

dalle lettere a), b) o c).

5. A prescindere dall'obbligo di pubblicazione di un prospetto, le informazioni rilevanti fornite

dall'emittente o dall'offerente agli investitori qualificati o a categorie speciali di investitori, comprese le

informazioni comunicate nel corso di riunioni riguardanti offerte di prodotti finanziari, devono essere

divulgate a tutti gli investitori qualificati o a tutte le categorie speciali di investitori a cui l'offerta è diretta

388

in esclusiva . Capo II

Offerte pubbliche di acquisto o di scambio

Sezione I

Disposizioni generali

Art. 101-bis

(Definizioni e ambito applicativo)

1. Ai fini del presente capo si intendono per "società italiane quotate" le società con sede legale

nel territorio italiano e con titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di uno Stato

comunitario.

387 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

388 L’intero Capo I (artt. 93-bis – 101) è stato sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

pag. 90 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Ai fini del presente capo e dell'articolo 123-bis, per "titoli" si intendono gli strumenti

finanziari che attribuiscono il diritto di voto, anche limitatamente a specifici argomenti, nell'assemblea

ordinaria o straordinaria.

3. Gli articoli 102, commi 2 e 5, l'articolo 103, comma 3-bis, ogni altra disposizione del presente

decreto che pone a carico dell'offerente o della società emittente specifici obblighi informativi nei

confronti dei dipendenti o dei loro rappresentanti, nonché gli articoli 104, 104-bis e 104-ter, non si

applicano alle:

a) offerte pubbliche di acquisto o di scambio aventi ad oggetto prodotti finanziari diversi dai

titoli; b) offerte pubbliche di acquisto o scambio che non hanno ad oggetto titoli che attribuiscono il

diritto di voto sugli argomenti di cui all'articolo 105, commi 2 e 3;

c) offerte pubbliche di acquisto o di scambio promosse da chi dispone individualmente,

direttamente o indirettamente, della maggioranza dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria

della società;

d) offerte pubbliche di acquisto aventi ad oggetto azioni proprie.

4. Per "persone che agiscono di concerto" si intendono:

a) gli aderenti a un patto, anche nullo, previsto dall'articolo 122;

b) un soggetto, il suo controllante, e le società da esso controllate;

c) le società sottoposte a comune controllo;

d) una società e i suoi amministratori, componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza o

direttori generali; 389 .

e) i soggetti che cooperano fra loro al fine di ottenere il controllo della società emittente

Art. 101-ter

(Autorità di vigilanza e diritto applicabile)

1. La Consob vigila sulle offerte pubbliche di acquisto o di scambio in conformità alle

disposizioni del presente capo.

2. Ai fini del riparto delle competenze tra la Consob e le autorità degli altri Stati comunitari con

riguardo alle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, aventi ad oggetto titoli di società regolate dal

diritto di uno Stato comunitario, e strumentali o successive all'acquisizione del controllo secondo il diritto

nazionale della società emittente, si osservano le disposizioni seguenti.

3. La Consob vigila sullo svolgimento delle offerte pubbliche:

a) aventi a oggetto titoli emessi da una società la cui sede legale è situata nel territorio italiano e

ammessi alla negoziazione su uno o più mercati regolamentati italiani;

b) aventi ad oggetto titoli emessi da una società la cui sede legale è situata in uno Stato

comunitario diverso dall'Italia e ammessi alla negoziazione esclusivamente su mercati regolamentati

italiani; c) aventi ad oggetto titoli emessi da una società la cui sede legale è situata in uno Stato

comunitario diverso dall'Italia e ammessi alla negoziazione su mercati regolamentati italiani e di altri Stati

comunitari diversi da quello dove la società ha la propria sede legale, qualora siano stati ammessi per la

prima volta alla negoziazione su un mercato regolamentato italiano ovvero, qualora i titoli siano stati

ammessi per la prima volta alla negoziazione contemporaneamente sui mercati regolamentati italiani e di

altri Stati comunitari, nel caso in cui la società emittente scelga la Consob quale autorità di vigilanza,

informandone i suddetti mercati e le loro autorità di vigilanza il primo giorno della negoziazione. La

Consob stabilisce con regolamento le modalità e i termini per la comunicazione al pubblico della

389 Articolo inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 91

390

decisione della società emittente relativa alla scelta dell'autorità competente per la vigilanza sull'offerta .

4. Nei casi in cui la Consob sia l'autorità di vigilanza competente ai sensi del comma 3, lettere b)

e c), sono disciplinate dal diritto italiano le questioni inerenti al corrispettivo dell'offerta, alla procedura,

con particolare riguardo agli obblighi di informazione sulla decisione dell'offerente di procedere

all'offerta, al contenuto del documento di offerta e alla divulgazione dell'offerta. Per le questioni

riguardanti l'informazione che deve essere fornita ai dipendenti della società emittente, per le questioni di

diritto societario con particolare riguardo a quelle relative alla soglia al cui superamento consegue

l'obbligo di offerta pubblica di acquisto, alle deroghe a tale obbligo e alle condizioni in presenza delle

quali l'organo di amministrazione della società emittente può compiere atti od operazioni che possano

contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'offerta, le norme applicabili e l'autorità competente sono

quelle dello Stato membro in cui la società emittente ha la propria sede legale.

5. Nei casi in cui l'offerta abbia ad oggetto titoli emessi da società la cui sede legale è situata nel

territorio italiano e ammessi alla negoziazione esclusivamente su uno o più mercati regolamentati di altri

Stati comunitari, sono disciplinate dal diritto italiano le materie indicate nel comma 4, secondo periodo e

391 .

l'autorità competente in relazione ad esse è la Consob

Art. 102

(Obblighi degli offerenti e poteri interdittivi)

1. La decisione ovvero il sorgere dell'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto o di

scambio sono senza indugio comunicati alla Consob e contestualmente resi pubblici. La Consob stabilisce

con regolamento i contenuti e le modalità di pubblicazione della comunicazione.

2. Non appena l'offerta sia stata resa pubblica, il consiglio di amministrazione o di gestione della

società emittente e dell'offerente ne informano i rispettivi rappresentanti dei lavoratori o, in mancanza di

rappresentanti, i lavoratori stessi.

3. Salvo quanto previsto dall'articolo 106, comma 2, l'offerente promuove l'offerta

tempestivamente, e comunque non oltre venti giorni dalla comunicazione di cui al comma 1, presentando

alla Consob il documento d'offerta destinato alla pubblicazione. In caso di mancato rispetto del termine il

documento d'offerta è dichiarato irricevibile e l'offerente non può promuovere un'ulteriore offerta avente a

oggetto prodotti finanziari del medesimo emittente nei successivi dodici mesi.

4. Entro quindici giorni dalla presentazione del documento d'offerta, la Consob lo approva se

esso è idoneo a consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio sull'offerta. Con

l'approvazione la Consob può indicare all'offerente informazioni integrative da fornire, specifiche

modalità di pubblicazione del documento d'offerta nonché particolari garanzie da prestare. Il termine è di

trenta giorni per le offerte aventi ad oggetto o corrispettivo prodotti finanziari non quotati o diffusi tra il

pubblico ai sensi dell'articolo 116. Qualora si renda necessario richiedere all'offerente informazioni

supplementari, tali termini sono sospesi, per una sola volta, fino alla ricezione delle stesse. Tali

informazioni sono fornite entro il termine fissato dalla Consob, comunque non superiore a quindici giorni.

Nell'ipotesi in cui, per lo svolgimento dell'offerta, la normativa di settore richieda autorizzazioni di altre

autorità, la Consob approva il documento d'offerta entro cinque giorni dalla comunicazione delle

390 Il comma 1 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “Se i titoli di una società la cui sede legale è situata in uno

Stato comunitario diverso dall'Italia sono già ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato italiano e su quelli di

altri Stati comunitari alla data di entrata in vigore del presente decreto, e vi sono stati ammessi contemporaneamente, la

Consob e le autorità di vigilanza di tali Stati convengono a quale tra di loro competa la vigilanza sull'offerta entro quattro

settimane da tale data. In mancanza di una decisione delle autorità di vigilanza entro detto termine, la società emittente

determina quale sia l'autorità competente il primo giorno della negoziazione successivo alla scadenza del termine. Si applica

l'articolo 101-ter, comma 2, lettera b), ultima parte, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria

di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, introdotto dal presente decreto”. [Il rinvio operato dall’articolo 8,

comma 1 sopra citato all’articolo 101-ter, comma 2, lettera b), ultima parte, sembra doversi intendere riferito all’articolo

101-ter, comma 3, lett. c), ultima parte].

391 Articolo inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

pag. 92 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

autorizzazioni stesse. Decorsi i termini di cui al presente comma, il documento d'offerta si considera

approvato.

5. Non appena il documento sia stato reso pubblico, il consiglio di amministrazione o di gestione

della società emittente e dell'offerente lo trasmettono ai rispettivi rappresentanti dei lavoratori o, in

mancanza di rappresentanti, ai lavoratori stessi.

6. In pendenza dell'offerta la Consob può:

a) sospenderla in via cautelare, in caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del

presente capo o delle norme regolamentari;

b) sospenderla, per un termine non superiore a trenta giorni, nel caso intervengano fatti nuovi o

non resi noti in precedenza tali da non consentire ai destinatari di pervenire ad un fondato giudizio

sull'offerta;

c) dichiararla decaduta, in caso di accertata violazione delle disposizioni o delle norme indicate

nella lettera a).

7. Ai fini dell'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza sul rispetto delle disposizioni del

presente capo, la Consob esercita i poteri previsti dall'articolo 115, comma 1, lettere a) e b), nei confronti

di chiunque appaia informato dei fatti. In caso di fondato sospetto di violazione delle disposizioni del

presente capo o delle norme regolamentari si applica l'articolo 187-octies.

8. In presenza di indiscrezioni comunque diffuse tra il pubblico in merito ad una possibile offerta

pubblica di acquisto o scambio e di irregolarità nell'andamento del mercato dei titoli interessati, ai

392 .

potenziali offerenti si applica l'articolo 114, commi 5 e 6

Art. 103

(Svolgimento dell'offerta)

1. L'offerta è irrevocabile. Ogni clausola contraria è nulla. L'offerta è rivolta a parità di

condizioni a tutti i titolari dei prodotti finanziari che ne formano oggetto.

2. Fermo quanto previsto dal titolo III, capo I, agli emittenti, agli offerenti, alle persone che

agiscono di concerto con essi, nonché agli intermediari incaricati di raccogliere le adesioni si applicano

gli articoli 114, commi 5 e 6, e 115 dalla data della comunicazione prevista dall'articolo 102, comma 1, e

393

fino ad un anno dalla chiusura dell'offerta .

3. Il consiglio di amministrazione dell'emittente diffonde un comunicato contenente ogni dato

utile per l'apprezzamento dell'offerta e la propria valutazione sulla medesima. Per le società organizzate

secondo il modello dualistico il comunicato, eventualmente congiunto, è approvato dal consiglio di

394

gestione e dal consiglio di sorveglianza .

3-bis. Il comunicato contiene altresì una valutazione degli effetti che l'eventuale successo dell'offerta

avrà sugli interessi dell'impresa, nonché sull'occupazione e la localizzazione dei siti produttivi.

Contestualmente alla sua diffusione, il comunicato è trasmesso ai rappresentanti dei lavoratori della

società o, in loro mancanza, ai lavoratori direttamente. Se ricevuto in tempo utile, al comunicato è

395

allegato il parere dei rappresentanti dei lavoratori quanto alle ripercussioni sull'occupazione .

4. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente sezione e, in

particolare, disciplina:

a) il contenuto del documento d'offerta, nonché le modalità per la pubblicazione del documento

e per lo svolgimento dell'offerta;

392 Articolo così sostituito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

393 Comma dapprima modificato dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) e poi così sostituito

dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

394 Comma così sostituito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

395 Comma inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 93

b) la correttezza e la trasparenza delle operazioni sui prodotti finanziari oggetto dell'offerta;

c) gli effetti sul corrispettivo dell'offerta degli acquisti di prodotti finanziari che ne sono

oggetto, effettuati dagli offerenti o dalle persone che agiscono di concerto con essi dopo la comunicazione

di cui all'articolo 102, comma 1, in pendenza dell'offerta o nei sei mesi successivi alla chiusura di questa;

d) le modifiche all'offerta, le offerte di aumento e quelle concorrenti, senza limitare il numero

dei rilanci, effettuabili fino alla scadenza di un termine massimo;

e) il riconoscimento dei documenti d'offerta approvati da autorità di vigilanza di altri Stati

comunitari o da autorità di vigilanza di Stati extracomunitari con le quali vi siano accordi di

cooperazione;

f) le modalità di pubblicazione dei provvedimenti da essa adottati ai sensi della presente

396

sezione . 397

5. …omissis… Art. 104

(Difese)

1. Gli statuti delle società italiane quotate possono prevedere che, quando sia promossa

un'offerta pubblica di acquisto o di scambio avente a oggetto i titoli da loro emessi, si applichino le

regole previste dai commi 1-bis e 1-ter.

1-bis. Salvo autorizzazione dell'assemblea ordinaria o di quella straordinaria per le delibere di

competenza, le società italiane quotate i cui titoli sono oggetto dell'offerta si astengono dal compiere

atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'offerta. L'obbligo di

astensione si applica dalla comunicazione di cui all'articolo 102, comma 1, e fino alla chiusura

dell'offerta ovvero fino a quando l'offerta stessa non decada. La mera ricerca di altre offerte non

costituisce atto od operazione in contrasto con gli obiettivi dell'offerta. Resta ferma la

responsabilità degli amministratori, dei componenti del consiglio di gestione e di sorveglianza e dei

direttori generali per gli atti e le operazioni compiuti.

1-ter. L'autorizzazione prevista dal comma 1-bis è richiesta anche per l'attuazione di ogni

decisione presa prima dell'inizio del periodo indicato nel medesimo comma, che non sia ancora

stata attuata in tutto o in parte, che non rientri nel corso normale delle attività della società e la cui

attuazione possa contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'offerta.

2. I termini e le modalità di convocazione delle assemblee di cui al comma 1-bis sono

disciplinati, anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge, con regolamento emanato dal

398 399

Ministro della giustizia, sentita la Consob . 400

Art. 104-bis

(Regola di neutralizzazione)

1. Fermo quanto previsto dall'articolo 123, comma 3, gli statuti delle società italiane

quotate, diverse dalle società cooperative, possono prevedere che, quando sia promossa un'offerta

pubblica di acquisto o di scambio avente ad oggetto i titoli da loro emessi si applichino le regole

401

previste dai commi 2 e 3 .

396 Comma così sostituito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

397 Comma abrogato dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

398 Articolo dapprima modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007, infine così

sostituito dall’art. 13 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

399 Vedi regolamento Ministro di grazia e giustizia n. 437 del 5.11.1998 (pubblicato nella G.U. n. 295 del 18.12.1998).

400 Articolo dapprima inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 e poi modificato dall’art. 13 del d.l. n. 185 del

29.11.2008 (convertito in legge n. 2 del 28.1.2009) nei termini indicati nelle successive note.

401 Comma così sostituito dall’art. 13 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

pag. 94 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Nel periodo di adesione all'offerta non hanno effetto nei confronti dell'offerente le limitazioni

al trasferimento di titoli previste nello statuto né hanno effetto, nelle assemblee chiamate a decidere sugli

atti e le operazioni previsti dall'articolo 104, le limitazioni al diritto di voto previste nello statuto o da patti

402 .

parasociali

3. Quando, a seguito di un'offerta di cui al comma 1, l'offerente venga a detenere almeno il

settantacinque per cento del capitale con diritto di voto nelle deliberazioni riguardanti la nomina o la

revoca degli amministratori o dei componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza, nella prima

assemblea che segue la chiusura dell'offerta, convocata per modificare lo statuto o per revocare o

nominare gli amministratori o i componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza non hanno effetto:

a) le limitazioni al diritto di voto previste nello statuto o da patti parasociali;

b) qualsiasi diritto speciale in materia di nomina o revoca degli amministratori o dei

403

componenti del consiglio di gestione o di sorveglianza previsto nello statuto .

4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 non si applicano alle limitazioni statutarie al diritto di

voto attribuito da titoli dotati di privilegi di natura patrimoniale.

5. Qualora l'offerta di cui al comma 1 abbia avuto esito positivo, l'offerente è tenuto a

corrispondere un equo indennizzo per l'eventuale pregiudizio patrimoniale subito dai titolari dei diritti che

l'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2 e 3 abbia reso non esercitabili, purché le disposizioni

statutarie o contrattuali che costituiscono tali diritti fossero efficaci anteriormente alla comunicazione di

cui all'articolo 102, comma 1. La richiesta di indennizzo deve essere presentata all'offerente, a pena di

decadenza, entro novanta giorni dalla chiusura dell'offerta ovvero, nel caso di cui al comma 3, entro

novanta giorni dalla data dell'assemblea. In mancanza di accordo, l'ammontare dell'indennizzo

eventualmente dovuto è fissato dal giudice in via equitativa, avendo riguardo, tra l'altro, al raffronto tra la

media dei prezzi di mercato del titolo nei dodici mesi antecedenti la prima diffusione della notizia

dell'offerta e l'andamento dei prezzi successivamente all'esito positivo dell'offerta.

6. L'indennizzo di cui al comma 5 non è dovuto per l'eventuale pregiudizio patrimoniale

derivante dall'esercizio del diritto di voto in contrasto con un patto parasociale, se al momento

dell'esercizio del diritto di voto è già stata presentata la dichiarazione di recesso di cui all'articolo 123,

comma 3.

7. Restano ferme le disposizioni in materia di poteri speciali di cui all'articolo 2 del decreto-legge

31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, e successive

modificazioni, e in materia di limiti di possesso azionario e al diritto di voto di cui all'articolo 3 del

404

medesimo decreto-legge . 405

Art. 104-ter

(Clausola di reciprocità)

1. Qualora previste dagli statuti, le disposizioni di cui agli articoli 104, commi 1-bis e 1-ter e

104-bis, commi 2 e 3 non si applicano in caso di offerta pubblica promossa da chi non sia soggetto a tali

disposizioni ovvero a disposizioni equivalenti, ovvero da una società o ente da questi controllata. In caso

402 Il comma 2 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “Le disposizioni di cui all'articolo 104-bis, commi 2 e 3,

del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.

58, introdotto dal presente decreto, si applicano ai patti parasociali conclusi dopo l'entrata in vigore del presente decreto”.

403 Il comma 2 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “Le disposizioni di cui all'articolo 104-bis, commi 2 e 3,

del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.

58, introdotto dal presente decreto, si applicano ai patti parasociali conclusi dopo l'entrata in vigore del presente decreto”. [Il

richiamo operato alla nomina dei componenti del consiglio di gestione non sembra corretto, considerato che, a norma degli

articoli 2409-novies, comma 3, e 2409-terdecies, comma 1, lettera a), del codice civile, la nomina dei componenti del

consiglio di gestione spetta al consiglio di sorveglianza].

404 Comma così modificato dall’art. 13 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 (convertito in legge n. 2 del 28.1.2009) che ha inserito le

parole “e al diritto di voto”.

405 Articolo dapprima inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 e poi modificato dall’art. 13 del d.l. n. 185 del

29.11.2008 (convertito in legge n. 2 del 28.1.2009) nei termini indicati nelle successive note.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 95

di offerta promossa di concerto, è sufficiente che a tali disposizioni non sia soggetto anche uno solo fra

406

gli offerenti . 407

2. …omissis…

3. La Consob, su istanza dell'offerente o della società emittente ed entro venti giorni dalla

presentazione di questa, determina se le disposizioni applicabili ai soggetti di cui al comma 1 siano

equivalenti a quelle cui è soggetta la società emittente. La Consob stabilisce con regolamento i contenuti

e le modalità di presentazione di tale istanza.

4. Qualsiasi misura idonea a contrastare il conseguimento degli obiettivi dell'offerta

adottata dalla società emittente in virtù di quanto disposto al comma 1 deve essere espressamente

autorizzata dall'assemblea in vista di una eventuale offerta pubblica, nei diciotto mesi anteriori

alla comunicazione della decisione di promuovere l'offerta ai sensi dell'articolo 102, comma 1.

Fermo quanto disposto dall'articolo 114, l'autorizzazione prevista dal presente comma è

tempestivamente comunicata al mercato secondo le modalità previste ai sensi del medesimo articolo

408

114 . Sezione II

Offerte pubbliche di acquisto obbligatorie

409

Art. 105

(Disposizioni generali)

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 101-ter, commi 4 e 5, le disposizioni della presente sezione

410

si applicano alle società italiane con titoli ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati italiani .

2. Ai fini della presente sezione, per partecipazione si intende una quota, detenuta anche

indirettamente per il tramite di fiduciari o per interposta persona, dei titoli emessi da una società di cui al

comma 1 che attribuiscono diritti di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca

411

degli amministratori o del consiglio di sorveglianza .

3. La Consob può con regolamento includere nella partecipazione categorie di titoli che

attribuiscono diritti di voto su uno o più argomenti diversi tenuto conto della natura e del tipo di influenza

sulla gestione della società che può avere il loro esercizio anche congiunto. La Consob determina, altresì,

con regolamento i criteri di calcolo della partecipazione di cui al comma 2 nelle ipotesi in cui i titoli di cui

al medesimo comma, risultino privati, per effetto di disposizioni legislative o regolamentari, del diritto di

412

voto .

406 Comma così modificato dall’art. 13 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 (convertito in legge n. 2 del 28.1.2009) che ha sostituito le

parole: “Le disposizioni di cui agli articoli 104 e 104-bis, commi 2 e 3,” con le parole: “Qualora previste dagli statuti, le

disposizioni di cui agli articoli 104, commi 1-bis e 1-ter e 104-bis, commi 2 e 3”.

407 Comma soppresso dall’art. 13 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

408 Comma così sostituito dall’art. 13 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

409 Articolo dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del

19.11.2007 nei termini indicati nelle successive note.

410 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito le parole: "Le disposizioni" con le parole:

"Salvo quanto previsto dall'articolo 101-ter, commi 4 e 5, le disposizioni" e le parole: "con azioni ordinarie quotate" con le

parole: "con titoli ammessi alla negoziazione".

411 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito le parole: "del capitale rappresentato da

azioni" con le parole: "dei titoli emessi da una società di cui al comma 1" e ha soppresso le parole: "o responsabilita".

412 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito le parole: "nel capitale rilevante categorie

di azioni" con le parole: "nella partecipazione categorie di titoli" ed ha aggiunto in fine il periodo: "La Consob determina,

altresì, con regolamento i criteri di calcolo della partecipazione di cui al comma 2 nelle ipotesi in cui i titoli di cui al

medesimo comma, risultino privati, per effetto di disposizioni legislative o regolamentari, del diritto di voto".

pag. 96 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Art. 106

(Offerta pubblica di acquisto totalitaria)

1. Chiunque, a seguito di acquisti, venga a detenere una partecipazione superiore alla soglia del

trenta per cento promuove un'offerta pubblica di acquisto rivolta a tutti i possessori di titoli sulla totalità

dei titoli ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato in loro possesso.

2. Per ciascuna categoria di titoli, l'offerta è promossa entro venti giorni a un prezzo non

inferiore a quello più elevato pagato dall'offerente e da persone che agiscono di concerto con il

medesimo, nei dodici mesi anteriori alla comunicazione di cui all'articolo 102, comma 1, per acquisti di

titoli della medesima categoria. Qualora non siano stati effettuati acquisti a titolo oneroso di titoli della

medesima categoria nel periodo indicato, l'offerta è promossa per tale categoria di titoli ad un prezzo non

inferiore a quello medio ponderato di mercato degli ultimi dodici mesi o del minor periodo disponibile.

2-bis. Il corrispettivo dell'offerta può essere costituito in tutto o in parte da titoli. Nel caso in cui i

titoli offerti quale corrispettivo dell'offerta non siano ammessi alla negoziazione su di un mercato

regolamentato in uno Stato comunitario ovvero l'offerente o le persone che agiscono di concerto con

questi, abbia acquistato verso un corrispettivo in denaro, nel periodo di cui al comma 2 e fino alla

chiusura dell'offerta, titoli che conferiscono almeno il cinque per cento dei diritti di voto esercitabili

nell'assemblea della società i cui titoli sono oggetto di offerta, l'offerente deve proporre ai destinatari

dell'offerta, almeno in alternativa al corrispettivo in titoli, un corrispettivo in contanti.

3. La Consob disciplina con regolamento le ipotesi in cui:

a) la partecipazione indicata nel comma 1 è acquisita mediante l'acquisto di partecipazioni in

società il cui patrimonio è prevalentemente costituito da titoli emessi da altra società di cui all'articolo

105, comma 1;

b) l'obbligo di offerta consegue ad acquisti da parte di coloro che già detengono la

partecipazione indicata nel comma 1 senza disporre della maggioranza dei diritti di voto nell'assemblea

ordinaria; c) l'offerta, previo provvedimento motivato della Consob, è promossa ad un prezzo inferiore a

quello più elevato pagato, fissando i criteri per determinare tale prezzo e purché ricorra una delle seguenti

circostanze: 1) i prezzi di mercato siano stati influenzati da eventi eccezionali o vi sia il fondato

sospetto che siano stati oggetto di manipolazione;

2) il prezzo più elevato pagato dall'offerente o dalle persone che agiscono di concerto con

il medesimo nel periodo di cui al comma 2 è il prezzo di operazioni di compravendita sui titoli oggetto

dell'offerta effettuate a condizioni di mercato e nell'ambito della gestione ordinaria della propria attività

caratteristica ovvero è il prezzo di operazioni di compravendita che avrebbero beneficiato di una delle

413

esenzioni di cui al comma 5 ;

d) l'offerta, previo provvedimento motivato della Consob, è promossa ad un prezzo superiore a

quello più elevato pagato purché ciò sia necessario per la tutela degli investitori e ricorra almeno una

delle seguenti circostanze:

1) l'offerente o le persone che agiscono di concerto con il medesimo abbiano pattuito

l'acquisto di titoli ad un prezzo più elevato di quello pagato per l'acquisto di titoli della medesima

categoria; 2) vi sia stata collusione tra l'offerente o le persone che agiscono di concerto con il

medesimo e uno o più venditori;

3) l'offerente o le persone che agiscono di concerto con il medesimo abbiano posto in

essere operazioni volte ad eludere l'obbligo di offerta pubblica di acquisto; 414

4) vi sia il fondato sospetto che i prezzi di mercato siano stati oggetto di manipolazione .

413 Il comma 6 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “Le disposizioni di cui all'articolo 106, comma 3, lettere

c) e d), del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio

1998, n. 58, come modificato dal presente decreto, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore delle norme di

attuazione ivi previste”.

414 Il comma 6 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “Le disposizioni di cui all'articolo 106, comma 3, lettere

c) e d), del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio

1998, n. 58, come modificato dal presente decreto, si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore delle norme di

attuazione ivi previste”. Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 97

3-bis. La Consob, tenuto conto delle caratteristiche degli strumenti finanziari emessi, può stabilire

con regolamento le ipotesi in cui l'obbligo di offerta consegue ad acquisti che determinino la detenzione

congiunta di titoli e altri strumenti finanziari con diritto di voto sugli argomenti indicati nell'articolo 105,

in misura tale da attribuire un potere complessivo di voto equivalente a quella di chi detenga la

partecipazione indicata nel comma 1.

3-ter. I provvedimenti di cui alle lettere c) e d) del comma 3 sono resi pubblici con le modalità

indicate nel regolamento di cui all'articolo 103, comma 4, lettera f).

4. L'obbligo di offerta non sussiste se la partecipazione indicata nel comma 1 è detenuta a

seguito di un'offerta pubblica di acquisto o di scambio rivolta a tutti i possessori di titoli per la totalità dei

titoli in loro possesso, purché, nel caso di offerta pubblica di scambio, siano offerti titoli quotati in un

mercato regolamentato di uno Stato comunitario o sia offerto come alternativa un corrispettivo in

contanti.

5. La Consob stabilisce con regolamento i casi in cui il superamento della partecipazione indicata

nel comma 1 o nel comma 3, lettera b), non comporta l'obbligo di offerta ove sia realizzato in presenza di

uno o più soci che detengono il controllo o sia determinato da:

a) operazioni dirette al salvataggio di società in crisi;

b) trasferimento dei titoli previsti dall'articolo 105 tra soggetti legati da rilevanti rapporti di

partecipazione;

c) cause indipendenti dalla volontà dell'acquirente;

d) operazioni di carattere temporaneo;

e) operazioni di fusione o di scissione;

415 .

f) acquisti a titolo gratuito

6. La Consob può con provvedimento motivato, disporre che il superamento della partecipazione

indicata nel comma 1 o nel comma 3, lettera b), non comporta obbligo di offerta con riguardo a casi

riconducibili alle ipotesi di cui al comma 5, ma non espressamente previsti nel regolamento approvato ai

416

sensi del medesimo comma . Art. 107

(Offerta pubblica di acquisto preventiva)

1. Oltre che nei casi indicati nell'articolo 106, commi 4 e 5, l'obbligo di offerta pubblica previsto

dal medesimo articolo, commi 1 e 3, non sussiste se la partecipazione viene a essere detenuta a seguito di

un'offerta pubblica di acquisto o di scambio avente a oggetto almeno il sessanta per cento dei titoli di

ciascuna categoria, ove ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

a) l'offerente e i soggetti a esso legati da uno dei rapporti indicati nell'articolo 101-bis, comma

4, non abbiano acquistato partecipazioni in misura superiore all'uno per cento, anche mediante contratti a

termine con scadenza successiva, nei dodici mesi precedenti la comunicazione alla Consob prevista

dall'articolo 102, comma 1, né durante l'offerta;

b) l'efficacia dell'offerta sia stata condizionata all'approvazione di tanti possessori di titoli che

possiedano la maggioranza dei titoli stessi, escluse dal computo i titoli detenuti, in conformità dei criteri

stabiliti ai sensi dell'articolo 120, comma 4, lettera b), dall'offerente, dal socio di maggioranza, anche

relativa, se la sua partecipazione sia superiore al dieci per cento, e dai soggetti a essi legati da uno dei

rapporti indicati nell'articolo 101-bis, comma 4;

c) la Consob accordi l'esenzione, previa verifica della sussistenza delle condizioni indicate

417

nelle lettere a) e b) .

415 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

416 Articolo dapprima modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del

19.11.2007.

417 Comma modificato dapprima dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che

sostituito le parole: "delle azioni quotate in mercati regolamentati italiani che attribuiscono diritti di voto sugli argomenti

indicati nell'articolo 105" con le parole: "dei titoli di ciascuna categoria"; alla lettera a) ha sostituito le parole: "nell'articolo

109, comma 1" con le parole: "nell'articolo 101-bis, comma 4"; alla lettera b) ha sostituito la parola: "soci" con la parola:

"possessori di titoli"; le parole: "delle azioni previste dall'articolo 106, comma 1", con le parole: "dei titoli stessi"; le parole:

pag. 98 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Le modalità di approvazione sono stabilite dalla Consob con regolamento. Possono esprimere

418 .

il proprio giudizio sull'offerta ai sensi del comma 1, lettera b), anche i soci che non vi aderiscono

3. L'offerente è tenuto a promuovere l'offerta pubblica prevista dall'articolo 106 se, nei dodici

mesi successivi alla chiusura dell'offerta preventiva:

a) l'offerente medesimo o soggetti ad esso legati da uno dei rapporti indicati nell'articolo 109,

comma 1, abbiano effettuato acquisti di partecipazioni in misura superiore all'uno per cento, anche

mediante contratti a termine con scadenza successiva; 419

b) la società emittente abbia deliberato operazioni di fusione o di scissione .

Art. 108

(Obbligo di acquisto)

1. L'offerente che venga a detenere, a seguito di un'offerta pubblica totalitaria, una

partecipazione almeno pari al novantacinque per cento del capitale rappresentato da titoli ha l'obbligo di

acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta. Qualora siano emesse più categorie di titoli, l'obbligo

sussiste solo per le categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la soglia del novantacinque per cento.

2. Salvo quanto previsto al comma 1, chiunque venga a detenere una partecipazione superiore al

novanta per cento del capitale rappresentato da titoli ammessi alla negoziazione in un mercato

regolamentato, ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli ammessi alla negoziazione in un mercato

regolamentato da chi ne faccia richiesta se non ripristina entro novanta giorni un flottante sufficiente ad

assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Qualora siano emesse più categorie di titoli, l'obbligo

sussiste soltanto in relazione alle categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la soglia del novanta per

cento.

3. Nell'ipotesi di cui al comma 1, nonché nei casi di cui al comma 2 in cui la partecipazione ivi

indicata sia raggiunta esclusivamente a seguito di offerta pubblica totalitaria, il corrispettivo è pari a

quello dell'offerta pubblica totalitaria precedente, sempre che, in caso di offerta volontaria, l'offerente

abbia acquistato a seguito dell'offerta stessa, titoli che rappresentano non meno del novanta per cento del

capitale con diritto di voto compreso nell'offerta.

4. Al di fuori dei casi di cui al comma 3, il corrispettivo è determinato dalla Consob, tenendo

conto anche del prezzo di mercato dell'ultimo semestre o del corrispettivo dell'eventuale offerta

precedente.

5. Nell'ipotesi di cui al comma 1, nonché nei casi di cui al comma 2 in cui la partecipazione ivi

indicata sia raggiunta esclusivamente a seguito di offerta pubblica totalitaria, il corrispettivo assume la

stessa forma di quello dell'offerta, ma il possessore dei titoli può sempre esigere che gli sia corrisposto un

corrispettivo in contanti, nella misura determinata dalla Consob, in base a criteri generali definiti da

420

questa con regolamento .

6. Se il corrispettivo offerto è pari a quello proposto nell'offerta precedente l'obbligo può essere

adempiuto attraverso una riapertura dei termini della stessa.

7. La Consob detta con regolamento norme di attuazione del presente articolo riguardanti in

particolare:

a) gli obblighi informativi connessi all'attuazione del presente articolo;

"le partecipazioni detenute" con le parole: "i titoli detenuti" e le parole: "nell'articolo 109, comma 1" con le parole: "101-bis,

comma 4".

418 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

419 Lettera così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

420 Il comma 7 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “In sede di prima applicazione della disposizione di cui

all'articolo 108, comma 5, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto

legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto, e sino all'entrata in vigore delle relative norme di

attuazione il possessore dei titoli può esigere il corrispettivo in contanti in misura integrale”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 99

b) i termini entro i quali i possessori dei titoli residui possono richiedere di cedere i suddetti

titoli; 421 .

c) la procedura da seguire per la determinazione del prezzo

Art. 109

(Acquisto di concerto)

1. Sono solidalmente tenuti agli obblighi previsti dagli articoli 106 e 108 le persone che agiscono

di concerto quando vengano a detenere, a seguito di acquisti effettuati anche da uno solo di essi, una

partecipazione complessiva superiore alle percentuali indicate nei predetti articoli.

2. Il comma 1 non si applica quando la detenzione di una partecipazione complessiva superiore

alle percentuali indicate agli articoli 106 e 108 costituisce effetto della stipula di un patto, anche nullo, di

cui all'articolo 122, salvo che gli aderenti siano venuti a detenere una partecipazione complessiva

superiore alle predette percentuali nei dodici mesi precedenti la stipulazione del patto.

3. Ai fini dell'applicazione del comma 1, le fattispecie di cui all'articolo 101-bis, comma 4,

422

assumono rilievo anche congiuntamente, limitatamente ai soggetti che detengono partecipazioni .

Art. 110 423

(Inadempimento degli obblighi)

1. In caso di violazione degli obblighi previsti dalla presente sezione, il diritto di voto inerente

all'intera partecipazione detenuta non può essere esercitato e i titoli eccedenti le percentuali indicate negli

articoli 106 e 108 devono essere alienati entro dodici mesi. Nel caso in cui il diritto di voto venga

esercitato, si applica l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob

424

entro il termine indicato nell'articolo 14, comma 6 .

1-bis. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 192, comma 1, la Consob, in alternativa

all'alienazione di cui al comma 1, con provvedimento motivato, avuto riguardo tra l'altro alle ragioni del

mancato adempimento, agli effetti che conseguirebbero all'alienazione e alle modifiche intervenute nella

compagine azionaria, può imporre la promozione dell'offerta totalitaria al prezzo da essa stabilito, anche

425

tenendo conto del prezzo di mercato dei titoli .

1-ter. L'alienazione prevista dal comma 1 o la promozione dell'offerta prevista dal comma 1-bis

426

fanno venire meno la sospensione del diritto di voto di cui al comma 1 .

Art. 111

(Diritto di acquisto)

1. L'offerente che venga a detenere a seguito di offerta pubblica totalitaria una partecipazione

almeno pari al novantacinque per cento del capitale rappresentato da titoli ha diritto di acquistare i titoli

residui entro tre mesi dalla scadenza del termine per l'accettazione dell'offerta, se ha dichiarato nel

documento d'offerta l'intenzione di avvalersi di tale diritto. Qualora siano emesse più categorie di titoli, il

diritto di acquisto può essere esercitato soltanto per le categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la

427 .

soglia del novantacinque per cento

421 Articolo sostituito dapprima dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

422 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

423 Rubrica così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

424 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito le parole: "le azioni" con le parole: "i

titoli" e la parola: "alienate" con la parola: "alienati".

425 Comma inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

426 Comma inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

427 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

pag. 100 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Il corrispettivo e la forma che esso deve assumere sono determinati ai sensi dell'articolo 108,

428 .

commi 3, 4 e 5

3. Il trasferimento ha efficacia dal momento della comunicazione dell'avvenuto deposito del

prezzo di acquisto presso una banca alla società emittente, che provvede alle conseguenti annotazioni nel

libro dei soci. Art. 112

(Disposizioni di attuazione)

1. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente sezione; con

provvedimento da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, essa può, sentita la società di gestione del mercato,

429

elevare per singole società la percentuale prevista dall'articolo 108 .

TITOLO III

EMITTENTI

Capo I

Informazione societaria

Art. 113

(Ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari comunitari)

l. Prima della data stabilita per l'inizio delle negoziazioni degli strumenti finanziari comunitari in

un mercato regolamentato l'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni pubblica un

prospetto. Si applicano gli articoli 94, commi 1, 2, 3, 4, 5, 8, 10 e 11 e 94-bis, commi 1, 2, 3 e 5 anche

nei confronti della persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni.

2. Qualunque fatto nuovo significativo, errore materiale o imprecisione relativi alle informazioni

contenute nel prospetto che sia atto ad influire sulla valutazione degli strumenti finanziari e che

sopravvenga o sia rilevato tra il momento in cui è approvato il prospetto e quello in cui inizia la

negoziazione in un mercato regolamentato deve essere menzionato in un supplemento del prospetto.

3. La Consob:

a) determina con regolamento le modalità e i termini di pubblicazione del prospetto e di

eventuali supplementi dettando specifiche disposizioni per i casi in cui l'ammissione alle negoziazioni in

un mercato regolamentato sia preceduta da un'offerta al pubblico;

b) determina con regolamento la lingua da utilizzare nel prospetto per l'ammissione alle

negoziazioni di strumenti finanziari;

c) può individuare con regolamento in quali casi non si applica l'obbligo di pubblicazione del

prospetto previsto al comma l;

d) disciplina l’obbligo di depositare presso la Consob un documento concernente le

informazioni che gli emittenti hanno pubblicato o reso disponibili al pubblico nel corso di un anno;

e) stabilisce le condizioni per il trasferimento dell’approvazione di un prospetto all’autorità

competente di un altro Stato membro;

f) esercita i poteri previsti negli articoli 114, commi 5 e 6, e 115 nei confronti dell'emittente,

della persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni e degli altri soggetti indicati in tali disposizioni;

g) può sospendere l'ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato per un massimo

di dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta se ha ragionevole motivo di sospettare che le

disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione sono state violate;

h) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), può chiedere alla

società di gestione del mercato la sospensione in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni

428 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

429 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 101

lavorativi consecutivi, delle negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di fondato sospetto di

violazione delle disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione;

i) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), può chiedere alla

società di gestione del mercato di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di accertata

violazione delle disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione;

l) informa l'autorità competente dello Stato membro d'origine, qualora, quale autorità

competente dello Stato membro ospitante, rilevi che siano state commesse violazioni degli obblighi

incombenti all'emittente in virtù dell'ammissione degli strumenti finanziari alle negoziazioni in un

mercato regolamentato;

m) adotta, dopo averne informato l'autorità competente dello Stato membro d'origine, le misure

opportune per tutelare gli investitori, se, nonostante le misure adottate dall'autorità competente dello Stato

membro d'origine o perché tali misure si rivelano inadeguate, l'emittente persevera nella violazione delle

disposizioni legislative o regolamentari pertinenti. Dell'adozione di tali misure ne informa al più presto la

Commissione europea;

n) rende pubblico il fatto che l'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni

non ottempera ai propri obblighi.

4. Alla pubblicità relativa ad un'ammissione di strumenti finanziari alla negoziazione in un

mercato regolamentato si applica l'articolo 101.

5. Al prospetto di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato si applicano gli

430 .

articoli 98 e 98-bis Art. 113-bis

(Ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti)

1. Prima della data stabilita per l'inizio delle negoziazioni delle quote o azioni di OICR aperti in

un mercato regolamentato l'emittente pubblica un prospetto contenente le informazioni indicate

nell'articolo 98-ter, comma 2.

2. La Consob:

a) determina con regolamento i contenuti del prospetto e le relative modalità di pubblicazione e

di aggiornamento del prospetto dettando specifiche disposizioni per i casi in cui l'ammissione alla

quotazione in un mercato regolamentato avvenga simultaneamente ad un'offerta al pubblico;

b) può indicare all'emittente informazioni integrative da inserire nel prospetto e specifiche

modalità di pubblicazione;

c) detta disposizioni per coordinare le funzioni della società di gestione del mercato con quelle

proprie e, su richiesta di questa, può affidarle compiti inerenti al controllo del prospetto tenuto anche

conto delle caratteristiche dei singoli mercati.

3. Il prospetto approvato dall'autorità competente di un altro Stato membro dell'Unione Europea

è riconosciuto dalla Consob, con le modalità e alle condizioni stabilite nel regolamento previsto dal

comma 2, quale prospetto per l'ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato. La Consob

può richiedere, con il regolamento previsto dal comma 2, la pubblicazione di un documento per la

quotazione.

4. Alla pubblicità relativa ad un'ammissione di quote o azioni di OICR aperti alla negoziazione

431

in un mercato regolamentato si applica l’articolo 101 .

Art. 113-ter

(Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate)

1. Per informazioni regolamentate si intendono quelle che devono essere pubblicate dagli

emittenti quotati, dagli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine o dai soggetti che li

430 Articolo così sostituito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

431 Articolo inserito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

pag. 102 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

controllano, ai sensi delle disposizioni contenute nel presente Titolo, Capo I e Capo II, Sezioni I, I-bis, II

e V-bis, e nei relativi regolamenti di attuazione ovvero delle disposizioni previste da Paesi

extracomunitari ritenute equivalenti dalla Consob.

2. Le informazioni regolamentate sono depositate presso la Consob e la società di gestione del

mercato per il quale l'emittente ha richiesto o ha approvato l'ammissione alla negoziazione dei propri

valori mobiliari o quote di fondi chiusi, al fine di assicurare l'esercizio delle funzioni attribuite a detta

società ai sensi dell'articolo 64, comma 1.

3. La Consob, nell'esercizio dei poteri ad essa attribuiti dal presente Titolo, stabilisce modalità e

termini di diffusione al pubblico delle informazioni regolamentate, tenuto conto della natura di tali

informazioni, al fine di assicurarne un accesso rapido, non discriminatorio e ragionevolmente idoneo a

garantirne l'effettiva diffusione in tutta la Comunità europea.

4. La Consob:

a) autorizza soggetti terzi rispetto all'emittente all'esercizio dei servizi di diffusione delle

informazioni regolamentate;

b) autorizza il servizio di stoccaggio centralizzato delle informazioni regolamentate;

c) organizza e gestisce il servizio di stoccaggio centralizzato delle informazioni in assenza di

soggetti autorizzati ai sensi della lettera b).

5. La Consob, in relazione alle informazioni regolamentate, stabilisce con regolamento:

a) modalità e termini per il deposito di cui al comma 2;

b) requisiti e condizioni per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di diffusione,

nonché disposizioni per lo svolgimento di tale attività, avendo riguardo agli obiettivi di cui al comma 3;

c) requisiti e condizioni per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di stoccaggio,

nonché disposizioni per lo svolgimento di tale attività che garantiscano sicurezza, certezza delle fonti

d'informazione, registrazione dell'ora e della data della ricezione delle informazioni regolamentate,

agevole accesso per gli utenti finali, procedure allineate con quelle previste per il deposito presso la

Consob; d) la lingua in cui devono essere comunicate;

e) eventuali esenzioni dagli obblighi di deposito, diffusione e stoccaggio in conformità alla

disciplina comunitaria.

6. Se un soggetto ha chiesto, senza il consenso dell'emittente, l'ammissione alla negoziazione in

un mercato regolamentato di valori mobiliari o quote di fondi chiusi, gli obblighi di comunicazione delle

informazioni regolamentate sono osservati da tale soggetto, salvo il caso in cui l'emittente comunica al

pubblico, ai sensi delle disposizioni del proprio Stato di origine, le informazioni regolamentate richieste

dalla normativa comunitaria.

7. I soggetti tenuti alla comunicazione al pubblico delle informazioni regolamentate non possono

esigere corrispettivi per tale comunicazione.

8. La Consob può rendere pubblico il fatto che i soggetti tenuti alla comunicazione delle

informazioni regolamentate non ottemperano ai loro obblighi.

9. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 64, comma 1-bis, la Consob può:

a) sospendere o richiedere che il mercato regolamentato interessato sospenda la negoziazione

dei valori mobiliari o quote di fondi chiusi per un massimo di dieci giorni per volta, se ha motivi

ragionevoli di sospettare che le disposizioni relative alle informazioni regolamentate siano state violate

dal soggetto obbligato, ai sensi del presente articolo, alla comunicazione delle informazioni

regolamentate;

b) proibire la negoziazione in un mercato regolamentato se accerta che le disposizioni indicate

432

alla lettera a) sono state violate .

432 Articolo inserito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007. Il comma 4 dell’art. 2 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 dispone che:

“Fino all'attuazione del presente articolo si applicano le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di modalità

di diffusione delle informazioni regolamentate”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 103

433

Art. 114

(Comunicazioni al pubblico)

1. Fermi gli obblighi di pubblicità previsti da specifiche disposizioni di legge, gli emittenti quotati

e i soggetti che li controllano comunicano al pubblico, senza indugio, le informazioni privilegiate di cui

all’articolo 181 che riguardano direttamente detti emittenti e le società controllate. La Consob stabilisce

con regolamento le modalità e i termini di comunicazione delle informazioni, detta disposizioni per

coordinare le funzioni attribuite alla società di gestione del mercato con le proprie e può individuare

compiti da affidarle per il corretto svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 64, comma 1, lettera b).

2. Gli emittenti quotati impartiscono le disposizioni occorrenti affinché le società controllate

forniscano tutte le notizie necessarie per adempiere gli obblighi di comunicazione previsti dalla legge. Le

società controllate trasmettono tempestivamente le notizie richieste.

3. I soggetti indicati nel comma 1 possono, sotto la propria responsabilità, ritardare la

comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate, nelle ipotesi e alle condizioni stabilite dalla

Consob con regolamento, sempre che ciò non possa indurre in errore il pubblico su fatti e circostanze

essenziali e che gli stessi soggetti siano in grado di garantirne la riservatezza. La Consob, con

regolamento, può stabilire che l’emittente informi senza indugio la stessa autorità della decisione di

ritardare la divulgazione al pubblico di informazioni privilegiate e può individuare le misure necessarie a

garantire che il pubblico sia correttamente informato.

4. Qualora i soggetti indicati al comma 1, o una persona che agisca in loro nome o per loro conto,

comunichino nel normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell’ufficio le

informazioni indicate al comma 1 ad un terzo che non sia soggetto ad un obbligo di riservatezza legale,

regolamentare, statutario o contrattuale, gli stessi soggetti indicati al comma 1, ne danno integrale

comunicazione al pubblico, simultaneamente nel caso di divulgazione intenzionale e senza indugio in

caso di divulgazione non intenzionale.

5. La Consob può, anche in via generale, richiedere ai soggetti indicati nel comma 1, agli

emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine, ai componenti degli organi di

amministrazione e controllo e ai dirigenti, nonché ai soggetti che detengono una partecipazione rilevante

ai sensi dell'articolo 120 o che partecipano a un patto previsto dall'articolo 122 che siano resi pubblici,

con le modalità da essa stabilite, notizie e documenti necessari per l'informazione del pubblico. In caso di

434

inottemperanza, la Consob provvede direttamente a spese del soggetto inadempiente .

6. Qualora i soggetti indicati nel comma 1 oppongano, con reclamo motivato, che dalla

comunicazione al pubblico delle informazioni, richiesta ai sensi del comma 5, possa derivare loro grave

danno, gli obblighi di comunicazione sono sospesi. La Consob, entro sette giorni, può escludere anche

parzialmente o temporaneamente la comunicazione delle informazioni, sempre che ciò non possa indurre

in errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali. Trascorso tale termine, il reclamo si intende accolto.

7. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione in un emittente

quotato e i dirigenti che abbiano regolare accesso a informazioni privilegiate indicate al comma 1 e

detengano il potere di adottare decisioni di gestione che possono incidere sull’evoluzione e sulle

prospettive future dell’emittente quotato, chiunque detenga azioni in misura almeno pari al 10 per cento

del capitale sociale, nonché ogni altro soggetto che controlla l’emittente quotato, devono comunicare alla

Consob e al pubblico le operazioni, aventi ad oggetto azioni emesse dall’emittente o altri strumenti

finanziari ad esse collegati, da loro effettuate, anche per interposta persona. Tale comunicazione deve

essere effettuata anche dal coniuge non separato legalmente, dai figli, anche del coniuge, a carico, nonché

dai genitori, i parenti e gli affini conviventi dei soggetti sopra indicati, nonché negli altri casi individuati

dalla Consob con regolamento, in attuazione della direttiva 2004/72/CE della Commissione, del 29 aprile

2004. La Consob individua con lo stesso regolamento le operazioni, le modalità e i termini delle

433 Articolo dapprima sostituito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) e poi modificato dall’art. 14,

comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 nei termini indicati alle successive note.

434 Comma dapprima sostituito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n.

195 del 6.11.2007.

pag. 104 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

comunicazioni, le modalità e i termini di diffusione al pubblico delle informazioni, nonché i casi in cui

detti obblighi si applicano anche con riferimento alle società in rapporto di controllo con l’emittente

nonché ad ogni altro ente nel quale i soggetti sopra indicati svolgono le funzioni previste dal primo

periodo del presente comma.

8. I soggetti che producono o diffondono ricerche o valutazioni, con l'esclusione delle società di

rating, riguardanti gli strumenti finanziari indicati all'articolo 180, comma 1, lettera a), o gli emittenti di

tali strumenti, nonché i soggetti che producono o diffondono altre informazioni che raccomandano o

propongono strategie di investimento destinate ai canali di divulgazione o al pubblico, devono presentare

l'informazione in modo corretto e comunicare l'esistenza di ogni loro interesse o conflitto di interessi

435

riguardo agli strumenti finanziari cui l'informazione si riferisce .

9. La Consob stabilisce con regolamento:

a) disposizioni di attuazione del comma 8;

b) le modalità di pubblicazione delle ricerche e delle informazioni indicate al comma 8

prodotte o diffuse da emittenti quotati o da soggetti abilitati, nonché da soggetti in rapporto di controllo

con essi.

10. Fatto salvo il disposto del comma 8, le disposizioni emanate ai sensi del comma 9, lettera a),

non si applicano ai giornalisti soggetti a norme di autoregolamentazione equivalenti purché la loro

applicazione consenta di conseguire gli stessi effetti. La Consob valuta, preventivamente e in via

generale, la sussistenza di dette condizioni.

11. Le istituzioni che diffondono al pubblico dati o statistiche idonei ad influenzare sensibilmente

il prezzo degli strumenti finanziari indicati all’articolo 180, comma 1, lettera a), devono divulgare tali

informazioni in modo corretto e trasparente.

12. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai soggetti italiani ed esteri che

emettono strumenti finanziari per i quali sia stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni

nei mercati regolamentati italiani. 436

Art. 114-bis 437

(Informazione al mercato in materia di attribuzione di strumenti finanziari

a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori)

1. I piani di compensi basati su strumenti finanziari a favore di componenti del consiglio di

amministrazione ovvero del consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori non legati alla società

da rapporti di lavoro subordinato, ovvero di componenti del consiglio di amministrazione ovvero del

consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori di altre società controllanti o controllate sono

approvati dall'assemblea ordinaria dei soci.

Almeno quindici giorni prima del termine fissato per l’assemblea, convocata per le deliberazioni di cui al

presente comma, l’emittente mette a disposizione del pubblico la relazione con le informazioni

438

concernenti :

a) le ragioni che motivano l'adozione del piano;

b) i componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione della società,

435 Comma così sostituito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

436 Articolo dapprima inserito dall’art. 16 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

437 Rubrica così modificata dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “azioni” con le

parole: “strumenti finanziari”.

438 Alinea così modificato dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che, nella prima parte, ha soppresso le parole

“azioni o”; ha inserito la parola: “ordinaria” e ha sostituito le parole “Almeno quindici giorni prima dell’esecuzione dei piani

sono rese pubbliche, mediante invio di un comunicato alla Consob, alla società di gestione del mercato, che lo mette

immediatamente a disposizione del pubblico, e ad almeno due agenzie di stampa, le informazioni concernenti” con le parole:

“Almeno quindici giorni prima del termine fissato per l’assemblea, convocata per le deliberazioni di cui al presente comma,

l’emittente mette a disposizione del pubblico la relazione con le informazioni concernenti”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 105

439

delle controllanti o controllate, che beneficiano del piano ;

b-bis) le categorie di dipendenti o di collaboratori della società e delle società controllanti o

440 ;

controllate della società, che beneficiano del piano

c) le modalità e le clausole di attuazione del piano, specificando se la sua attuazione è

subordinata al verificarsi di condizioni e, in particolare, al conseguimento di risultati determinati;

d) l'eventuale sostegno del piano da parte del Fondo speciale per l'incentivazione della

partecipazione dei lavoratori nelle imprese, di cui all'articolo 4, comma 112, della legge 24 dicembre

2003, n. 350;

e) le modalità per la determinazione dei prezzi o dei criteri per la determinazione dei prezzi per

la sottoscrizione o per l'acquisto delle azioni;

f) i vincoli di disponibilità gravanti sulle azioni ovvero sui diritti di opzione attribuiti, con

particolare riferimento ai termini entro i quali sia consentito o vietato il successivo trasferimento alla

stessa società o a terzi.

2. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli emittenti quotati e agli emittenti

441

strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 .

3. La Consob definisce con proprio regolamento le informazioni, relative agli elementi indicati

nel comma 1, che devono essere fornite in relazione alle varie modalità di realizzazione del piano,

442

prevedendo informazioni più dettagliate per piani di particolare rilevanza .

Art. 115

(Comunicazioni alla Consob)

1. La Consob, al fine di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite al pubblico può,

anche in via generale;

a) richiedere agli emittenti quotati, agli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro

d'origine, ai soggetti che li controllano e alle società dagli stessi controllate, la comunicazione di notizie e

443

documenti, fissandone le relative modalità ;

b) assumere notizie, anche mediante la loro audizione, dai componenti degli organi sociali, dai

direttori generali, dai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari e dagli altri

444

dirigenti, dalle società di revisione, dalle società e dai soggetti indicati nella lettera a) ;

c) eseguire ispezioni presso i soggetti indicati nelle lettere a) e b), al fine di controllare i

445 ;

documenti aziendali e di acquisirne copia 446

c-bis) .

esercitare gli ulteriori poteri previsti dall’articolo 187-octies

447 possono essere esercitati nei confronti dei soggetti

2. I poteri previsti dalle lettere a), b) e c)

che detengono una partecipazione rilevante ai sensi dell'articolo 120 o che partecipano a un patto previsto

dall'articolo 122.

3. La Consob può altresì richiedere alle società o agli enti che partecipano direttamente o

indirettamente a società con azioni quotate l'indicazione nominativa, in base ai dati disponibili, dei soci e,

439 Lettera così sostituita dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

440 Lettera inserita dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

441 Comma così modificato dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “anche” con le

parole: “agli emittenti quotati e”.

442 Comma sostituito dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

443 Comma così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

444 Lettera così sostituita dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

445 Le precedenti parole: “nella lettera a)” sono state sostituite dalle parole: “nelle lettere a) e b), al fine di controllare i

documenti aziendali e di acquisirne copia” dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005.

446 Lettera aggiunta dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004). Vedi protocollo d’intesa Banca

d’Italia/Consob del 31.10.2007.

447 Le precedenti parole: “dalle lettere a) e b)” sono state sostituite dalle parole: “dalle lettere a), b) e c)” dall’art. 14, comma 1

della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 106 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

nel caso di società fiduciarie, dei fiducianti. Art. 115-bis

(Registri delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate)

1. Gli emittenti quotati e i soggetti in rapporto di controllo con essi, o le persone che agiscono in

loro nome o per loro conto, devono istituire, e mantenere regolarmente aggiornato, un registro delle

persone che, in ragione dell’attività lavorativa o professionale ovvero in ragione delle funzioni svolte,

hanno accesso alle informazioni indicate all’articolo 114, comma 1. La Consob determina con

448

regolamento le modalità di istituzione, tenuta e aggiornamento dei registri .

Art. 116

(Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico)

449 e 115 si applicano anche agli emittenti

1. Gli articoli 114, ad eccezione del comma 7,

strumenti finanziari che, ancorché non quotati in mercati regolamentati italiani, siano diffusi tra il

pubblico in misura rilevante. La Consob stabilisce con regolamento i criteri per l'individuazione di tali

emittenti e può dispensare, in tutto o in parte, dall'osservanza degli obblighi previsti dai predetti articoli

emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione Europea o in

mercati di paesi extracomunitari, in considerazione degli obblighi informativi a cui sono tenuti in forza

450

della quotazione .

2. Gli emittenti indicati nel comma 1 sottopongono il bilancio di esercizio e quello consolidato,

ove redatto, al giudizio di una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili. Si applicano

451

le disposizioni degli articoli 155, comma 2, 156, 160, 162, commi 1 e 2, 163, commi 1 e 4 .

Art. 117

(Informazione contabile)

1. Alle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi

dell'Unione Europea non si applicano i casi di esonero dall'obbligo di redazione del bilancio consolidato

previsti dall'articolo 27 del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127, dall'articolo 27 del decreto legislativo

27 gennaio 1992, n. 87 e dall'articolo 61 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173. 452

2. Il Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ,

individua con regolamento tra i principi contabili riconosciuti in ambito internazionale e compatibili con

quelli delle direttive emanate in materia dall'Unione Europea quelli sulla base dei quali gli emittenti

strumenti finanziari quotati sia in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione, sia in mercati

di paesi extracomunitari possono, in deroga alle vigenti disposizioni in materia, redigere il bilancio

consolidato, sempre che i suddetti principi siano accettati nei mercati di paesi extracomunitari.

L'individuazione dei principi ha luogo su proposta della Consob, da formularsi d'intesa con la Banca

d'Italia per le banche e per le società finanziarie previste dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo

27 gennaio 1992, n. 87 e con l'Isvap per le imprese di assicurazione e di riassicurazione previste

dall'articolo 1 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173.

448 Articolo inserito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

449 Le parole “, ad eccezione del comma 7,” sono state inserite dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge

comunitaria 2004).

450 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

451 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha aggiunto la parola “160”.

452 Le precedenti parole “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle parole

“Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 107

Art. 117-bis

(Fusioni fra società con azioni quotate e società con azioni non quotate)

1. Sono assoggettate alle disposizioni dell'articolo 113 le operazioni di fusione nelle quali una

società con azioni non quotate viene incorporata in una società con azioni quotate, quando l'entità degli

attivi di quest'ultima, diversi dalle disponibilità liquide e dalle attività finanziarie che non costituiscono

immobilizzazioni, sia significativamente inferiore alle attività della società incorporata.

2. Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 113, comma 2, la Consob, con proprio

regolamento, stabilisce disposizioni specifiche relative alle operazioni di cui al comma 1 del presente

453

articolo . Art. 117-ter

(Disposizioni in materia di finanza etica)

1. La Consob, previa consultazione con tutti i soggetti interessati e sentite le Autorità di

vigilanza competenti, determina con proprio regolamento gli specifici obblighi di informazione e di

rendicontazione cui sono tenuti i soggetti abilitati e le imprese di assicurazione che promuovono prodotti

454

e servizi qualificati come etici o socialmente responsabili .

Art. 118

(Casi di inapplicabilità)

1. Le disposizioni della presente sezione non si applicano agli strumenti finanziari previsti

dall'articolo 100, comma 1, lettere d) ed e).

2. L'articolo 116 non si applica agli strumenti finanziari emessi dalle banche, diversi dalle azioni

455

o dagli strumenti finanziari che permettono di acquisire o sottoscrivere azioni .

456

Art. 118-bis 457

(Controllo sulle informazioni fornite al pubblico)

1. La Consob stabilisce con regolamento, tenuto conto dei principi internazionali in materia di

vigilanza sull’informazione societaria, le modalità e i termini per il controllo dalla stessa effettuato sulle

informazioni comunicate al pubblico ai sensi di legge, comprese le informazioni contenute nei documenti

458

contabili, dagli emittenti quotati .

453 Articolo inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

454 Articolo inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005. Vedi regolamento Consob n. 16190 del 29.10.2007

(pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

455 Comma così sostituito dall’art. 11, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

456 Articolo dapprima aggiunto dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303

del 29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

457 Rubrica così modificata dall’art. 3, comma 10 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “Riesame delle” con

le parole: “Controllo sulle”.

458 Comma così modificato dall’art. 3, comma 10 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “, tenuto conto dei

principi internazionali in materia di vigilanza sull’informazione societaria,” e ha sostituito parole: “riesame periodico delle”

con le parole: “controllo dalla stessa effettuato sulle”.

pag. 108 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Capo II

Disciplina delle società con azioni quotate

Art. 119

(Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano, salvo che sia diversamente specificato, alle

società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione Europea

(società con azioni quotate). Sezione I

Assetti proprietari

Art. 120

(Obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti)

1. Ai fini della presente sezione, per capitale di società per azioni si intende quello rappresentato

da azioni con diritto di voto.

2. Coloro che partecipano in un emittente azioni quotate avente l'Italia come Stato membro

d'origine in misura superiore al due per cento del capitale ne danno comunicazione alla società partecipata

459 .

e alla Consob

3. Gli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine che partecipano in

misura superiore al dieci per cento del capitale in una società con azioni non quotate o in una società a

460

responsabilità limitata, anche estere, ne danno comunicazione alla società partecipata e alla Consob .

4. La Consob, tenuto anche conto delle caratteristiche degli investitori, stabilisce con

regolamento:

a) le variazioni delle partecipazioni indicate nei commi 2 e 3 che comportano obbligo di

comunicazione;

b) i criteri per il calcolo delle partecipazioni, avendo riguardo anche alle partecipazioni

indirettamente detenute e alle ipotesi in cui il diritto di voto spetta o è attribuito a soggetto diverso dal

socio; c) il contenuto e le modalità delle comunicazioni e dell'informazione del pubblico, nonché le

eventuali deroghe per quest'ultima;

d) i termini per la comunicazione e per l'informazione del pubblico, che nel caso previsto dal

461

comma 3 possono avere carattere periodico ;

d-bis) i casi in cui le comunicazioni sono dovute dai possessori di strumenti finanziari dotati

462 ;

dei diritti previsti dall'articolo 2351, ultimo comma, del codice civile

d-ter) i casi in cui la detenzione di strumenti finanziari derivati determina obblighi di

463

comunicazione ; 464

d-quater) le ipotesi di esenzione dall'applicazione delle presenti disposizioni .

5. Il diritto di voto inerente alle azioni quotate od agli strumenti finanziari per i quali sono state

omesse le comunicazioni previste dal comma 2 non può essere esercitato. In caso di inosservanza, si

applica l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine

459 Comma così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 che ha sostituito le parole: "una società con azioni quotate"

con le parole: "un emittente azioni quotate avente l'Italia come Stato membro d'origine".

460 Comma così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 che ha sostituito le parole: "Le società con azioni quotate"

con le parole: "Gli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine".

461 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

462 Lettera aggiunta dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

463 Lettera aggiunta dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

464 Lettera aggiunta dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 109

465

indicato nell'articolo 14, comma 6 .

6. Il comma 2 non si applica alle partecipazioni detenute, per il tramite di società controllate, dal

466

Ministero dell’economia e delle finanze . I relativi obblighi di comunicazione sono adempiuti dalle

società controllate. Art. 121

(Disciplina delle partecipazioni reciproche)

1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2359-bis del codice civile, in caso di partecipazioni

reciproche eccedenti i limiti indicati nell'articolo 120, commi 2 e 3, la società che ha superato il limite

successivamente non può esercitare il diritto di voto inerente alle azioni o quote eccedenti e deve alienarle

entro dodici mesi dalla data in cui ha superato il limite. In caso di mancata alienazione entro il termine

previsto la sospensione del diritto di voto si estende all'intera partecipazione. Se non è possibile accertare

quale delle due società ha superato il limite successivamente, la sospensione del diritto di voto e l'obbligo

di alienazione si applicano a entrambe, salvo loro diverso accordo.

2. Il limite del due per cento richiamato nel comma 1 è elevato al cinque per cento a condizione

che il superamento del due per cento da parte di entrambe le società abbia luogo a seguito di un accordo

preventivamente autorizzato dall'assemblea ordinaria delle società interessate.

3. Se un soggetto detiene una partecipazione superiore al due per cento del capitale in una società

con azioni quotate, questa o il soggetto che la controlla non possono acquisire una partecipazione

superiore a tale limite in una società con azioni quotate controllata dal primo. In caso di inosservanza, il

diritto di voto inerente alle azioni eccedenti il limite indicato è sospeso. Se non è possibile accertare quale

dei due soggetti ha superato il limite successivamente, la sospensione del diritto di voto si applica a

entrambi, salvo loro diverso accordo.

4. Per il calcolo delle partecipazioni si applicano i criteri stabiliti ai sensi dell'articolo 120,

comma 4, lettera b).

5. I commi 1, 2 e 3 non si applicano quando i limiti ivi indicati sono superati a seguito di

un'offerta pubblica di acquisto diretta a conseguire almeno il sessanta per cento delle azioni ordinarie.

6. In caso di inosservanza dei divieti di esercizio del voto previsti dai commi 1 e 3, si applica

l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine indicato

nell'articolo 14, comma 6. Art. 122

(Patti parasociali)

1. I patti, in qualunque forma stipulati, aventi per oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle

società con azioni quotate e nelle società che le controllano sono:

a) comunicati alla Consob entro cinque giorni dalla stipulazione;

b) pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana entro dieci giorni dalla stipulazione;

c) depositati presso il registro delle imprese del luogo ove la società ha la sede legale entro

quindici giorni dalla stipulazione.

2. La Consob stabilisce con regolamento le modalità e i contenuti della comunicazione,

467

dell'estratto e della pubblicazione .

3. In caso di inosservanza degli obblighi previsti dal comma 1 i patti sono nulli.

465 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

466 Le precedenti parole “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle parole

“Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

467 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

pag. 110 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

4. Il diritto di voto inerente alle azioni quotate per le quali non sono stati adempiuti gli obblighi

previsti dal comma 1 non può essere esercitato. In caso di inosservanza, si applica l'articolo 14, comma 5.

L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine indicato nell'articolo 14, comma 6.

5. Il presente articolo si applica anche ai patti, in qualunque forma stipulati:

a) che istituiscono obblighi di preventiva consultazione per l'esercizio del diritto di voto nelle

società con azioni quotate e nelle società che le controllano;

b) che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o di strumenti finanziari che

attribuiscono diritti di acquisto o di sottoscrizione delle stesse;

c) che prevedono l'acquisto delle azioni o degli strumenti finanziari previsti dalla lettera b);

d) aventi per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali

società; d-bis) volti a favorire o a contrastare il conseguimento degli obiettivi di un'offerta pubblica di

468 .

acquisto o di scambio, ivi inclusi gli impegni a non aderire ad un'offerta

5-bis. Ai patti di cui al presente articolo non si applicano gli articoli 2341-bis e 2341-ter del codice

469

civile . Art. 123

(Durata dei patti e diritto di recesso)

1. I patti indicati nell'articolo 122, se a tempo determinato, non possono avere durata superiore a

tre anni e si intendono stipulati per tale durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore; i

patti sono rinnovabili alla scadenza.

2. I patti possono essere stipulati anche a tempo indeterminato; in tal caso ciascun contraente ha

diritto di recedere con un preavviso di sei mesi. Al recesso si applica l'articolo 122, commi 1 e 2.

3. Gli azionisti che intendano aderire a un'offerta pubblica di acquisto o di scambio promossa ai

sensi degli articoli 106 o 107 possono recedere senza preavviso dai patti indicati nell'articolo 122. La

dichiarazione di recesso non produce effetto se non si è perfezionato il trasferimento delle azioni.

Art. 123-bis

(Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari)

1. La relazione sulla gestione delle società emittenti valori mobiliari ammessi alle negoziazioni in

mercati regolamentati contiene in una specifica sezione, denominata: «Relazione sul governo societario e

gli assetti proprietari», informazioni dettagliate riguardanti:

a) la struttura del capitale sociale, compresi i titoli che non sono negoziati su un mercato

regolamentato di uno Stato comunitario, con l'indicazione delle varie categorie di azioni e, per ogni

categoria di azioni, i diritti e gli obblighi connessi, nonché la percentuale del capitale sociale che esse

rappresentano;

b) qualsiasi restrizione al trasferimento di titoli, quali ad esempio limiti al possesso di titoli o la

necessità di ottenere il gradimento da parte della società o di altri possessori di titoli;

c) le partecipazioni rilevanti nel capitale, dirette o indirette, ad esempio tramite strutture

piramidali o di partecipazione incrociata, secondo quanto risulta dalle comunicazioni effettuate ai sensi

dell'articolo 120;

d) se noti, i possessori di ogni titolo che conferisce diritti speciali di controllo e una descrizione

di questi diritti;

e) il meccanismo di esercizio dei diritti di voto previsto in un eventuale sistema di

partecipazione azionaria dei dipendenti, quando il diritto di voto non è esercitato direttamente da questi

ultimi;

468 Lettera aggiunta dall’art. 4 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

469 Comma aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 111

f) qualsiasi restrizione al diritto di voto, ad esempio limitazioni dei diritti di voto ad una

determinata percentuale o ad un certo numero di voti, termini imposti per l'esercizio del diritto di voto o

sistemi in cui, con la cooperazione della società, i diritti finanziari connessi ai titoli sono separati dal

possesso dei titoli;

g) gli accordi che sono noti alla società ai sensi dell'articolo 122;

h) gli accordi significativi dei quali la società o sue controllate siano parti e che acquistano

efficacia, sono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della società, e i loro

effetti, tranne quando sono di natura tale per cui la loro divulgazione arrecherebbe grave pregiudizio alla

società; tale deroga non si applica quando la società ha l'obbligo specifico di divulgare tali informazioni

sulla base di altre disposizioni di legge;

i) gli accordi tra la società e gli amministratori, i componenti del consiglio di gestione o di

sorveglianza, che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il

loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto;

l) le norme applicabili alla nomina e alla sostituzione degli amministratori e dei componenti del

consiglio di gestione e di sorveglianza, nonché alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative

e regolamentari applicabili in via suppletiva;

m) l'esistenza di deleghe per gli aumenti di capitale ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile

ovvero del potere in capo agli amministratori o ai componenti del consiglio di gestione di emettere

strumenti finanziari partecipativi nonché di autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie.

2. Nella medesima sezione della relazione sulla gestione di cui al comma 1 sono riportate le

informazioni riguardanti:

a) l'adesione ad un codice di comportamento in materia di governo societario promosso da

società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, motivando le ragioni

dell'eventuale mancata adesione ad una o più disposizioni, nonché le pratiche di governo societario

effettivamente applicate dalla società al di là degli obblighi previsti dalle norme legislative o

regolamentari. La società indica altresì dove il codice di comportamento in materia governo societario al

quale aderisce è accessibile al pubblico;

b) le principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in

relazione al processo di informativa finanziaria, anche consolidata, ove applicabile;

c) i meccanismi di funzionamento dell'assemblea degli azionisti, i suoi principali poteri, i diritti

degli azionisti e le modalità del loro esercizio, se diversi da quelli previsti dalle disposizioni legislative e

regolamentari applicabili in via suppletiva;

d) la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro

comitati.

3. Le informazioni di cui ai commi 1 e 2 possono figurare in una relazione distinta dalla

relazione sulla gestione, approvata dall'organo di amministrazione, e pubblicata congiuntamente alla

relazione sulla gestione. In alternativa, la relazione sulla gestione può indicare la sezione del sito internet

dell'emittente dove è pubblicato tale documento.

4. La società di revisione esprime il giudizio di cui all'articolo 156, comma 4-bis, lettera d), sulle

informazioni di cui al comma 1, lettere c), d), f), l) e m), e al comma 2, lettera b), e verifica che sia stata

elaborata una relazione sul governo societario e gli assetti proprietari.

5. Le società che non emettono azioni ammesse alle negoziazioni in mercati regolamentati o in

sistemi multilaterali di negoziazione, possono omettere la pubblicazione delle informazioni di cui ai

470

commi 1 e 2, salvo quelle di cui al comma 2, lettera b) .

Art. 124

(Casi di inapplicabilità)

1. La Consob può dichiarare inapplicabili gli articoli 120, 121, 122 e 123, comma 2, secondo

470 Articolo dapprima inserito dall’art. 4 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 e poi così sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del

3.11.2008. Le disposizioni del presente articolo, così come modificato dall’art. 5, comma 1 del d.lgs. n. 173/2008, si

applicano alle relazioni relative agli esercizi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto

(21.11.2008).

pag. 112 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

periodo, alle società italiane con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione

Europea, in considerazione della normativa applicabile a tali società in forza della quotazione.

471

Sezione I-bis

Informazioni sull'adesione a codici di comportamento

Art. 124-bis

(Obblighi di informazione relativi ai codici di comportamento)

472

…omissis…

Art. 124-ter

(Informazione relativa ai codici di comportamento)

1. La Consob, negli ambiti di propria competenza, stabilisce le forme di pubblicità cui sono

sottoposti i codici di comportamento in materia di governo societario promossi da società di gestione del

473

mercato o da associazioni di categoria . Sezione II

Tutela delle minoranze

Art. 125

(Convocazione dell'assemblea su richiesta della minoranza)

474

…omissis…

Art. 126

(Assemblea straordinaria)

475

1. …omissis…

2. L'assemblea straordinaria, se i soci intervenuti in seconda convocazione non rappresentano la parte

del capitale necessaria per la regolare costituzione, può essere nuovamente convocata entro trenta giorni. In tal

caso il termine stabilito dall'articolo 2366, secondo comma, del codice civile è ridotto a otto giorni.

476

3. …omissis… 477

4. …omissis… 478

5. …omissis…

471 Sezione inserita dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

472 Articolo dapprima inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi abrogato dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del

3.11.2008.

473 Articolo dapprima inserito dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005, poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 e infine così sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del 3.11.2008.

474 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora art. 2367 c.c..

475 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

476 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

477 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

478 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 113

Art. 126-bis

(Integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea)

1. I soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono

chiedere, entro cinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea, l'integrazione

dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti.

2. Delle integrazioni all'elenco delle materie che l'assemblea dovrà trattare a seguito delle

richieste di cui al comma 1 è data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell'avviso di

convocazione, almeno dieci giorni prima di quello fissato per l'assemblea.

3. L'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, ai sensi del comma 1, non è ammessa per

gli argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla

479

base di un progetto o di una relazione da essi predisposta .

Art. 127

(Voto per corrispondenza)

1. L'atto costitutivo può prevedere che il voto in assemblea sia esercitato anche per

corrispondenza. La Consob stabilisce con regolamento le modalità di esercizio del voto e di svolgimento

480

dell'assemblea . Art. 128

(Denuncia al collegio sindacale e al tribunale)

481

…omissis…

Art. 129

(Azione sociale di responsabilità)

482

…omissis…

Art. 130

(Informazione dei soci)

1. I soci hanno diritto di prendere visione di tutti gli atti depositati presso la sede sociale per

assemblee già convocate e di ottenerne copia a proprie spese.

Art. 131

(Diritto di recesso in caso di fusioni e scissioni)

483

…omissis…

Art. 132

(Acquisto di azioni proprie e della società controllante)

1. Gli acquisti di azioni proprie, operati ai sensi degli articoli 2357 e 2357-bis, primo comma, numero

1), del codice civile, da società con azioni quotate, devono essere effettuati in modo da assicurare la parità di

484

trattamento tra gli azionisti, secondo modalità stabilite dalla Consob con proprio regolamento .

479 Articolo inserito dall’art. 5 della l. n. 262 del 28.12.2005.

480 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

481 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2408 e 2409 c.c..

482 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora art. 2393-bis c.c..

483 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora art. 2437-quinquies c.c..

484 Comma così sostituito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

pag. 114 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Il comma 1 si applica anche agli acquisti di azioni quotate effettuati ai sensi dell'articolo

2359-bis del codice civile da parte di una società controllata.

3. I commi 1 e 2 non si applicano agli acquisti di azioni proprie o della società controllante

possedute da dipendenti della società emittente, di società controllate o della società controllante e

assegnate o sottoscritte a norma degli articoli 2349 e 2441, ottavo comma, del codice civile.

Art. 133

(Esclusione su richiesta dalle negoziazioni)

1. Le società italiane con azioni quotate nei mercati regolamentati italiani, previa deliberazione

dell'assemblea straordinaria, possono richiedere l'esclusione dalle negoziazioni dei propri strumenti

finanziari, secondo quanto previsto dal regolamento del mercato, se ottengono l'ammissione su altro

mercato regolamentato italiano o di altro paese dell'Unione Europea, purché sia garantita una tutela

485

equivalente degli investitori, secondo i criteri stabiliti dalla Consob con regolamento .

Art. 134

(Aumenti di capitale) 486 , secondo comma, del

1. Per le società con azioni quotate, il termine previsto dall'articolo 2441

codice civile è ridotto alla metà.

2. Alle deliberazioni di aumento di capitale previste dall'articolo 2441, ottavo comma, secondo

periodo, del codice civile si applica la maggioranza richiesta per le assemblee straordinarie, a condizione

487 .

che l'aumento non ecceda la misura dell'uno per cento del capitale

488

3. …omissis… Art. 135

(Società cooperative)

1. Per le società cooperative, le percentuali di capitale individuate nel codice civile per l'esercizio

489

di diritti da parte dei soci sono rapportate al numero complessivo dei soci stessi .

Sezione III

Deleghe di voto

Art. 136

(Definizioni)

1. Ai fini della presente sezione, si intendono per:

a) "delega di voto", il conferimento della rappresentanza per l'esercizio del voto nelle

assemblee; b) "sollecitazione", la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta alla generalità degli

azionisti; c) "committente", il soggetto o i soggetti che congiuntamente promuovono la sollecitazione,

richiedendo l'adesione a specifiche proposte di voto;

d) "intermediario", il soggetto che effettua la sollecitazione per conto del committente;

e) "raccolta di deleghe", la richiesta di conferimento di deleghe di voto effettuata dalle

485 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

486 Così come modificate dall’art. 12, comma 11 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

487 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

488 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

489 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 115

associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati.

Art. 137

(Disposizioni generali)

1. La sollecitazione e la raccolta delle deleghe di voto sono disciplinate dalle disposizioni della

presente sezione in deroga all'articolo 2372 del codice civile.

2. Le clausole statutarie che limitano in qualsiasi modo la rappresentanza nelle assemblee non si

applicano alle deleghe di voto conferite in conformità delle disposizioni della presente sezione.

3. Lo statuto può prevedere disposizioni dirette a facilitare la raccolta delle deleghe di voto

presso gli azionisti dipendenti.

4. Le disposizioni della presente sezione non si applicano alle società cooperative.

Art. 138

(Sollecitazione)

1. La sollecitazione è effettuata dall'intermediario, su incarico del committente, mediante la

diffusione di un prospetto e di un modulo di delega.

2. Il voto relativo alle azioni per le quali è stata rilasciata la delega è esercitato dal committente

o, su incarico di questo, dall'intermediario che ha effettuato la sollecitazione. L'intermediario non può

affidare a terzi l'esecuzione dell'incarico ricevuto.

Art. 139

(Requisiti del committente)

1. Il committente deve possedere azioni che gli consentano l'esercizio del diritto di voto

nell'assemblea per la quale è richiesta la delega in misura almeno pari all'uno per cento del capitale

490 491

. La Consob stabilisce per società a

sociale rappresentato da azioni con diritto di voto nella stessa 492

elevata capitalizzazione e ad azionariato particolarmente diffuso percentuali di capitale inferiori .

2. Ai fini previsti dal comma 1, per le società di gestione del risparmio e per i soggetti abilitati

alla istituzione di fondi pensione si tiene conto anche delle azioni di pertinenza dei fondi per conto dei

quali essi esercitano il diritto di voto. Art. 140

(Soggetti abilitati alla sollecitazione)

1. La sollecitazione è riservata alle imprese di investimento, alle banche, alle società di gestione

del risparmio, alle società di investimento a capitale variabile e alle società di capitali aventi per oggetto

esclusivo l'attività di sollecitazione e la rappresentanza di soci in assemblea. Per tali ultime società, gli

esponenti aziendali devono possedere i requisiti di onorabilità previsti per le Sim.

Art. 141

(Associazione di azionisti)

1. La raccolta di deleghe è consentita alle associazioni di azionisti che:

a) sono costituite con scrittura privata autenticata;

b) non esercitano attività di impresa, salvo quelle direttamente strumentali al raggiungimento

490 Le parole: “e deve risultare iscritto da almeno sei mesi nel libro dei soci per la medesima quantità di azioni” sono state

soppresse dall’art. 3, comma 12 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

491 Le precedenti parole: “La Consob può stabilire” sono state sostituite dalle parole: “La Consob stabilisce” dall’art. 4 della l. n.

262 del 28.12.2005.

492 Vedi delibera Consob n. 12317 del 12.1.2000.

pag. 116 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

dello scopo associativo;

c) sono composte da almeno cinquanta persone fisiche ciascuna delle quali è proprietaria di un

quantitativo di azioni non superiore allo 0,1 per cento del capitale sociale rappresentato da azioni con

diritto di voto.

2. Alle associazioni di azionisti previste dal comma 1 non si applica l'articolo 122, commi 3 e 4.

3. La raccolta di deleghe è esercitata mediante la diffusione del modulo previsto dall'articolo

142. La delega è rilasciata ai legali rappresentanti dell'associazione.

4. L'associazione vota, anche in modo divergente, in conformità delle indicazioni espresse da

ciascun associato nel modulo di delega. L'associato non è tenuto a conferire la delega.

Art. 142

(Delega di voto)

1. La delega di voto è sottoscritta dal delegante, è revocabile e può essere conferita soltanto per

singole assemblee già convocate, con effetto per le eventuali convocazioni successive; essa non può

essere rilasciata in bianco e indica la data, il nome del delegato e le istruzioni di voto.

2. La delega può essere conferita anche solo per alcune delle proposte di voto indicate nel

modulo di delega. Le azioni per le quali è stata conferita la delega, anche parziale, sono computate ai fini

della regolare costituzione dell'assemblea. Art. 143

(Responsabilità)

1. Le informazioni contenute nel prospetto o nel modulo di delega e quelle eventualmente diffuse

nel corso della sollecitazione o della raccolta di deleghe devono essere idonee a consentire all'azionista di

assumere una decisione consapevole; dell'idoneità rispondono il committente e i rappresentanti delle

associazioni di azionisti.

2. L'intermediario è responsabile della completezza delle informazioni diffuse nel corso della

sollecitazione.

3. Nei giudizi di risarcimento dei danni derivanti da violazione delle disposizioni della presente

sezione e delle relative norme regolamentari spetta al committente, alle associazioni di azionisti e

all'intermediario l'onere della prova di avere agito con la diligenza richiesta.

Art. 144

(Svolgimento della sollecitazione e della raccolta)

1. La Consob stabilisce con regolamento regole di trasparenza e correttezza per lo svolgimento

della sollecitazione e della raccolta di deleghe. Il regolamento, in particolare, disciplina:

a) il contenuto del prospetto e del modulo di delega, nonché le relative modalità di diffusione;

b) le procedure di sollecitazione e di raccolta di deleghe, nonché le condizioni e le modalità da

seguire per l'esercizio e la revoca delle stesse;

c) le forme di collaborazione tra gli intermediari e i soggetti in possesso della informazioni

493

relative all'identità dei soci, al fine di consentire lo svolgimento della sollecitazione .

2. La Consob può:

a) richiedere che il prospetto e il modulo di delega contengano informazioni integrative e

stabilire particolari modalità di diffusione degli stessi;

b) vietare l'attività di sollecitazione e di raccolta delle deleghe quando riscontri una violazione

delle disposizioni della presente sezione;

c) esercitare nei confronti dei committenti e delle associazioni di azionisti i poteri previsti

493 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 117

dall'articolo 115, comma 1, lettere a) e b);

d) esercitare nei confronti dei soggetti abilitati alla sollecitazione i poteri previsti dall'articolo

115, comma 1.

3. Il Ministro di grazia e giustizia, sentita la Consob, disciplina con regolamento i termini di

convocazione dell'assemblea, anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge, assicurando una

494

sufficiente e tempestiva pubblicità delle proposte di deliberazione .

4. Nei casi in cui la legge preveda forme di controllo sulle partecipazioni al capitale delle società,

copia del prospetto e del modulo di delega deve essere inviata alle autorità di vigilanza competenti prima

della sollecitazione e della raccolta delle deleghe di voto. Le autorità vietano la sollecitazione e la raccolta

delle deleghe quando pregiudicano il perseguimento delle finalità inerenti ai controlli sulle partecipazioni

al capitale. Sezione IV 495

Azioni di risparmio ed altre categorie di azioni

Art. 145

(Emissioni delle azioni)

1. Le società italiane con azioni ordinarie quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi

dell'Unione Europea possono emettere azioni prive del diritto di voto, dotate di particolari privilegi di

natura patrimoniale.

2. L'atto costitutivo determina il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalità e i

termini per il suo esercizio; stabilisce altresì i diritti spettanti agli azionisti di risparmio in caso di

esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di risparmio.

3. Le azioni devono contenere, in aggiunta alle indicazioni prescritte dall'articolo 2354 del codice

civile, la denominazione di "azioni di risparmio" e l'indicazione dei privilegi che le assistono; le azioni

possono essere al portatore, salvo il disposto dell'articolo 2354, secondo comma, del codice civile. Le

496 .

azioni appartenenti agli amministratori, ai sindaci e ai direttori generali devono essere nominative

497

4. … omissis …

5. Se, in conseguenza della riduzione del capitale per perdite, l'ammontare delle azioni di

risparmio e delle azioni a voto limitato supera la metà del capitale sociale, il rapporto indicato nel comma

4 deve essere ristabilito entro due anni mediante emissione di azioni ordinarie da attribuire in opzione ai

possessori di azioni ordinarie. Tuttavia, se la parte di capitale rappresentata da azioni ordinarie si è ridotta

al di sotto del quarto del capitale sociale, deve essere riportata almeno al quarto entro sei mesi. La società

si scioglie se il rapporto tra azioni ordinarie e azioni di risparmio e con voto limitato non è ristabilito

entro i termini predetti.

6. Della parte di capitale sociale rappresentata da azioni di risparmio non si tiene conto ai fini

della costituzione dell'assemblea e della validità delle deliberazioni, né per il calcolo delle aliquote

stabilite dagli articoli 2367, 2393, quinto e sesto comma, 2393-bis, 2408, secondo comma e 2409, primo

498

comma, del codice civile .

7. Le azioni di risparmio possono essere emesse sia in sede di aumento del capitale sociale,

494 Vedi regolamento Ministro grazia e giustizia n. 437 del 5.11.1998 (pubblicato nella G.U. n. 295 del 18.12.1998).

495 Rubrica così sostituita dall’art. 6 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

496 Comma così modificato dall’art. 6 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

497 Comma abrogato dall’art. 6 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

498 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 3 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha sostituito le parole: “2393, quarto e quinto comma” con le parole: “2393, quinto e sesto comma”.

pag. 118 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

499

osservando le disposizioni dell'articolo 2441 del codice civile , sia in sede di conversione di azioni già

emesse, ordinarie o di altra categoria; il diritto di conversione è attribuito ai soci con deliberazione

dell'assemblea straordinaria.

8. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, in caso di aumento di capitale a pagamento per

il quale non sia stato escluso o limitato il diritto di opzione, i possessori di azioni di risparmio hanno

diritto di opzione su azioni di risparmio della stessa categoria ovvero, in mancanza o per la differenza,

nell'ordine, su azioni di risparmio di altra categoria, su azioni privilegiate ovvero su azioni ordinarie.

Art. 146

(Assemblea speciale)

1. L'assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio delibera:

a) sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune e sull'azione di responsabilità nei

suoi confronti;

b) sull'approvazione delle deliberazioni dell'assemblea della società che pregiudicano i diritti

della categoria, con il voto favorevole di tante azioni che rappresentino almeno il venti per cento delle

azioni della categoria;

c) sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi e sul

rendiconto relativo; il fondo è anticipato dalla società, che può rivalersi sugli utili spettanti agli azionisti

di risparmio in eccedenza al minimo eventualmente garantito;

d) sulla transazione delle controversie con la società, con il voto favorevole di tante azioni che

rappresentino almeno il venti per cento delle azioni della categoria;

e) sugli altri oggetti d'interesse comune.

2. L'assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio è convocata dal rappresentante

comune degli azionisti di risparmio, ovvero dagli amministratori della società, entro sessanta giorni

dall'emissione o dalla conversione delle azioni e quando lo ritengano necessario o ne sia fatta richiesta da

tanti possessori di azioni di risparmio che rappresentino almeno l'uno per cento delle azioni di risparmio

500 .

della categoria

2-bis. In caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte degli amministratori l'assemblea

speciale è convocata dal collegio sindacale o dal consiglio di sorveglianza o, nel caso di richiesta da parte

501

degli azionisti ai sensi del comma precedente, dal comitato per il controllo sulla gestione .

3. In deroga all'articolo 2376, secondo comma, del codice civile l'assemblea, salvo i casi previsti

dal comma 1, lettere b) e d), delibera in prima e in seconda convocazione con voto favorevole di tante

azioni che rappresentino rispettivamente almeno il venti e il dieci per cento delle azioni in circolazione; in

terza convocazione l'assemblea delibera a maggioranza dei presenti, qualunque sia la parte di capitale

rappresentata dai soci intervenuti. Si applica l'articolo 2416 del codice civile.

Art. 147

(Rappresentante comune)

1. Al rappresentante comune degli azionisti di risparmio si applica l'articolo 2417 del codice

civile, intendendosi l'espressione obbligazionisti riferita ai possessori di azioni di risparmio.

502

2. …omissis…

3. Il rappresentante comune ha gli obblighi e i poteri previsti dall'articolo 2418 del codice civile,

intendendosi l'espressione obbligazionisti riferita ai possessori di azioni di risparmio; egli inoltre ha

diritto di esaminare i libri indicati nell'articolo 2421, numeri 1) e 3), del codice civile e di ottenerne

499 Così come modificate dall’art. 12, comma 11 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

500 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

501 Comma inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

502 Comma abrogato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 119

estratti, di assistere all'assemblea della società e di impugnarne le deliberazioni. Le spese sono imputate al

fondo previsto dall'articolo 146, comma 1, lettera c).

4. L'atto costitutivo può attribuire al rappresentante comune e all'assemblea ulteriori poteri a

tutela degli interessi dei possessori di azioni di risparmio e deve prevedere le modalità per assicurare

un'adeguata informazione al rappresentante comune sulle operazioni societarie che possano influenzare

l'andamento delle quotazioni delle azioni della categoria.

Art. 147-bis

(Assemblee di categoria)

1. Gli articoli 146 e 147 si applicano alle assemblee speciali previste dall'articolo 2376, comma 1,

del codice civile, qualora le azioni siano quotate in mercati regolamentati italiani o di altri Paesi

503

dell'Unione europea . 504

Sezione IV-bis

Organi di amministrazione

505

Art. 147-ter

(Elezione e composizione del consiglio di amministrazione)

1. Lo statuto prevede che i componenti del consiglio di amministrazione siano eletti sulla base di

liste di candidati e determina la quota minima di partecipazione richiesta per la presentazione di esse, in

misura non superiore a un quarantesimo del capitale sociale o alla diversa misura stabilita dalla Consob

con regolamento tenendo conto della capitalizzazione, del flottante e degli assetti proprietari delle società

quotate. Le liste indicano quali sono gli amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti

dalla legge e dallo statuto. Lo statuto può prevedere che, ai fini del riparto degli amministratori da

eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale di voti almeno pari alla

506

metà di quella richiesta dallo statuto per la presentazione delle stesse .

507

2. …omissis…

3. Salvo quanto previsto dall'articolo 2409-septiesdecies del codice civile, almeno uno dei

componenti del consiglio di amministrazione è espresso dalla lista di minoranza che abbia ottenuto il

maggior numero di voti e non sia collegata in alcun modo, neppure indirettamente, con i soci che hanno

presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti. Nelle società organizzate secondo il sistema

monistico, il componente espresso dalla lista di minoranza deve essere in possesso dei requisiti di

onorabilità, professionalità e indipendenza determinati ai sensi dell'articolo 148, commi 3 e 4. Il difetto

508

dei requisiti determina la decadenza dalla carica .

503 Articolo inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

504 Sezione inserita dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

505 Articolo dapprima inserito dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

506 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “membri” con la

parola: “componenti” e ha aggiunto, in fine, le seguenti parole: “o alla diversa misura stabilita dalla Consob con regolamento

tenendo conto della capitalizzazione, del flottante e degli assetti proprietari delle società quotate. Le liste indicano quali sono

gli amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla legge e dallo statuto. Lo statuto può prevedere che,

ai i fini del riparto degli amministratori da eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale

di voti almeno pari alla metà di quella richiesta dallo statuto per la presentazione delle stesse”.

507 Comma abrogato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

508 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “membri” con la

parola: “componenti”; ha sostituito le parole “la lista risultata prima per numero di voti” con le parole: “i soci che hanno

presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti” e ha sostituito la parola: “membro” con la parola:

“componente”.

pag. 120 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

4. In aggiunta a quanto disposto dal comma 3, almeno uno dei componenti del consiglio di

amministrazione, ovvero due se il consiglio di amministrazione sia composto da più di sette componenti,

devono possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonché, se

lo statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento redatti da società di

gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria. Il presente comma non si applica al

consiglio di amministrazione delle società organizzate secondo il sistema monistico, per le quali rimane

fermo il disposto dell'articolo 2409-septiesdecies, secondo comma, del codice civile. L’amministratore

indipendente che, successivamente alla nomina, perda i requisiti di indipendenza deve darne immediata

509

comunicazione al consiglio di amministrazione e, in ogni caso, decade dalla carica .

Art. 147-quater

(Composizione del consiglio di gestione)

1. Qualora il consiglio di gestione sia composto da più di quattro membri, almeno uno di essi

deve possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonché, se lo

statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento redatti da società di gestione

510 .

di mercati regolamentati o da associazioni di categoria

Art. 147-quinquies

(Requisiti di onorabilità)

1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere i requisiti di

onorabilità stabiliti per i membri degli organi di controllo con il regolamento emanato dal Ministro della

giustizia ai sensi dell'articolo 148, comma 4. 511 .

2. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica

Sezione V 512

Organi di controllo

Art. 148

(Composizione)

1. L'atto costitutivo della società stabilisce per il collegio sindacale:

a) il numero, non inferiore a tre, dei membri effettivi;

b) il numero, non inferiore a due, dei membri supplenti;

513

c) …omissis… ;

514

d) …omissis… .

2. La Consob stabilisce con regolamento modalità per l'elezione, con voto di lista, di un membro

effettivo del collegio sindacale da parte dei soci di minoranza che non siano collegati, neppure

515

indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti .

509 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “qualora il consiglio

di amministrazione sia composto da più di sette membri, almeno uno di essi deve” con le parole: “almeno uno dei componenti

del consiglio di amministrazione, ovvero due se il consiglio di amministrazione sia composto da più di sette componenti,

devono” e ha aggiunto, in fine, le seguenti parole: “L’amministratore indipendente che, successivamente alla nomina, perda i

requisiti di indipendenza deve darne immediata comunicazione al consiglio di amministrazione e, in ogni caso, decade dalla

carica.”.

510 Articolo inserito dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

511 Articolo inserito dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

512 Rubrica così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

513 Lettera abrogata dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

514 Lettera abrogata dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

515 Comma dapprima sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3, comma 14 del d.lgs. n.

303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “, con voto di lista,” e ha aggiunto, in fine, le parole: “che non siano collegati,

neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 121

2-bis. Il presidente del collegio sindacale è nominato dall'assemblea tra i sindaci eletti dalla

516 .

minoranza

3. Non possono essere eletti sindaci e, se eletti, decadono dall'ufficio:

a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382 del codice civile;

b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società, gli

amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da

517

questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo ;

c) coloro che sono legati alla società od alle società da questa controllate od alle società che la

controllano od a quelle sottoposte a comune controllo ovvero agli amministratori della società e ai

soggetti di cui alla lettera b) da rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero da altri rapporti di

518

natura patrimoniale o professionale che ne compromettano l'indipendenza .

4. Con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.

519 , sentiti la

400, dal Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze

Consob, la Banca d'Italia e l'Isvap, sono stabiliti i requisiti di onorabilità e di professionalità dei membri

520

del collegio sindacale , del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione. Il

521

difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica . 522 .

4-bis. Al consiglio di sorveglianza si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3

4-ter. Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano le disposizioni dei commi 2-bis e 3. Il

rappresentante della minoranza è il membro del consiglio di amministrazione eletto ai sensi dell'articolo

523

147-ter, comma 3 .

4-quater. Nei casi previsti dal presente articolo, la decadenza è dichiarata dal consiglio di

amministrazione o, nelle società organizzate secondo i sistemi dualistico e monistico, dall'assemblea entro

trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. In caso di inerzia, vi provvede la

Consob, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o qualora abbia avuto comunque notizia

524

dell'esistenza della causa di decadenza . Art. 148-bis

(Limiti al cumulo degli incarichi)

1. Con regolamento della Consob sono stabiliti limiti al cumulo degli incarichi di

amministrazione e controllo che i componenti degli organi di controllo delle società di cui al presente

capo, nonché delle società emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi

dell'articolo 116, possono assumere presso tutte le società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, del

codice civile. La Consob stabilisce tali limiti avendo riguardo all'onerosità e alla complessità di ciascun

tipo di incarico, anche in rapporto alla dimensione della società, al numero e alla dimensione delle

imprese incluse nel consolidamento, nonché all'estensione e all'articolazione della sua struttura

organizzativa.

516 Comma inserito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

517 Lettera così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

518 Lettera dapprima sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificata dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005

che inserito le parole: “ovvero agli amministratori della società e ai soggetti di cui alla lettera b)” e le parole: “o

professionale”.

519 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

520 Vedi regolamento Ministro grazia e giustizia n. 162 del 30.3.2000 (pubblicato nella G.U. n. 141 del 19.6.2000).

521 Comma così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

522 Comma già aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

523 Comma già aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

524 Comma già aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 122 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2400, quarto comma, del codice civile, i

componenti degli organi di controllo delle società di cui al presente capo, nonché delle società emittenti

strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116, informano la

Consob e il pubblico, nei termini e modi prescritti dalla stessa Consob con il regolamento di cui al comma

1, circa gli incarichi di amministrazione e controllo da essi rivestiti presso tutte le società di cui al libro V,

titolo V, capi V, VI e VII, del codice civile. La Consob dichiara la decadenza dagli incarichi assunti dopo

525

il raggiungimento del numero massimo previsto dal regolamento di cui al primo periodo .

Art. 149

(Doveri)

1. Il collegio sindacale vigila:

a) sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;

b) sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;

c) sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società per gli aspetti di competenza, del

sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo

nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;

c-bis) sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da

codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di

526

categoria, cui la società, mediante informativa al pubblico, dichiara di attenersi ;

d) sull'adeguatezza delle disposizioni impartite dalla società alle società controllate ai sensi

dell'articolo 114, comma 2.

2. I membri del collegio sindacale assistono alle assemblee ed alle riunioni del consiglio di

amministrazione e del comitato esecutivo. I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle

assemblee o, durante un esercizio sociale, a due adunanze del consiglio d'amministrazione o del comitato

527

esecutivo, decadono dall'ufficio .

3. Il collegio sindacale comunica senza indugio alla Consob le irregolarità riscontrate nell'attività

di vigilanza e trasmette i relativi verbali delle riunioni e degli accertamenti svolti e ogni altra utile

documentazione.

4. Il comma 3 non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri

paesi dell'Unione Europea.

4-bis. Al consiglio di sorveglianza si applicano i commi 1, 3 e 4. Almeno un componente del

528

consiglio di sorveglianza partecipa alle riunioni del consiglio di gestione .

4-ter. Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano i commi 1, limitatamente alle lettere

529 .

c-bis) e d), 3 e 4 Art. 150

(Informazione)

1. Gli amministratori riferiscono tempestivamente, secondo le modalità stabilite dallo statuto e

con periodicità almeno trimestrale, al collegio sindacale sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior

rilievo economico, finanziario e patrimoniale, effettuate dalla società o dalle società controllate; in

particolare, riferiscono sulle operazioni nelle quali essi abbiano un interesse, per conto proprio o di terzi,

o che siano influenzate dal soggetto che esercita l'attività di direzione e coordinamento.

525 Articolo inserito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

526 Lettera inserita dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

527 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

528 Comma aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

529 Comma dapprima aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha sostituito le parole "limitatamente alla lettera d)" con le parole "limitatamente alle lettere c-bis) e d)".

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 123

2. L'obbligo previsto dal comma precedente è adempiuto, nel sistema dualistico, dal consiglio di

gestione nei confronti del consiglio di sorveglianza e, in quello monistico, dagli organi delegati nei

confronti del comitato per il controllo sulla gestione.

3. Il collegio sindacale e la società di revisione si scambiano tempestivamente i dati e le

informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti.

4. Coloro che sono preposti al controllo interno riferiscono anche al collegio sindacale di propria

iniziativa o su richiesta anche di uno solo dei sindaci.

5. Le disposizioni previste dai commi 3 e 4 si applicano anche al consiglio di sorveglianza ed al

530

comitato per il controllo sulla gestione . Art. 151

(Poteri)

1. I sindaci possono, anche individualmente, procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione

e di controllo, nonché chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate,

sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di

531

informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate .

2. Il collegio sindacale può scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società

controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività

sociale. Può altresì, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare

l'assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed avvalersi di dipendenti

della società per l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di

collaborazione possono essere esercitati anche individualmente da ciascun membro del collegio, ad

eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due

532 .

membri

3. Al fine di valutare l'adeguatezza e l'affidabilità del sistema amministrativo-contabile, i sindaci,

sotto la propria responsabilità e a proprie spese, possono avvalersi, anche individualmente, di propri

dipendenti e ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'articolo 148, comma 3. La

società può rifiutare agli ausiliari l'accesso a informazioni riservate.

4. Gli accertamenti eseguiti devono risultare dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del

collegio sindacale da tenersi, a cura del collegio, nella sede della società. Si applicano le disposizioni

dell'articolo 2421, ultimo comma, del codice civile. 533

Art. 151-bis

(Poteri del consiglio di sorveglianza)

1. I componenti del consiglio di sorveglianza possono, anche individualmente, chiedere notizie ai

consiglieri di gestione, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali

o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di

530 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

531 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del

28.12.2005 che ha aggiunto, in fine, le parole “, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli

organi di amministrazione e di controllo delle società controllate”.

532 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha sostituito le parole: "da almeno due membri del collegio" con le parole "individualmente da ciascun membro del

collegio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri".

533 Articolo inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 nei

termini indicati alle successive note.

pag. 124 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

534

amministrazione e di controllo delle società controllate . Le notizie sono fornite a tutti i componenti del

consiglio di sorveglianza.

2. I componenti del consiglio di sorveglianza possono, anche individualmente, chiedere al

presidente la convocazione dell'organo, indicando gli argomenti da trattare. La riunione deve essere

convocata senza ritardo, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente comunicate al richiedente ed

illustrate al consiglio alla prima riunione successiva.

3. Il consiglio di sorveglianza può, previa comunicazione al presidente del consiglio di gestione,

convocare l'assemblea dei soci, il consiglio di gestione ed avvalersi di dipendenti della società per

l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di collaborazione possono

essere esercitati anche individualmente da ciascun membro del consiglio, ad eccezione del potere di

535

convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri .

4. Il consiglio di sorveglianza, od un componente dello stesso appositamente delegato, può

procedere in qualsiasi momento ad atti d'ispezione e di controllo nonché scambiare informazioni con i

corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed

all'andamento generale dell'attività sociale. 536

Art. 151-ter

(Poteri del comitato per il controllo sulla gestione)

1. I componenti del comitato per il controllo sulla gestione possono, anche individualmente,

chiedere agli altri amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle

operazioni sociali o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione

537

direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate . Le notizie sono

fornite a tutti i componenti del comitato per il controllo sulla gestione.

2. I componenti del comitato per il controllo sulla gestione possono, anche individualmente,

chiedere al presidente la convocazione del comitato, indicando gli argomenti da trattare. La riunione deve

essere convocata senza ritardo, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente comunicate al richiedente ed

illustrate al comitato alla prima riunione successiva.

3. Il comitato per il controllo sulla gestione può, previa comunicazione al presidente del consiglio

di amministrazione, convocare il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed avvalersi di

dipendenti della società per l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di

538 .

collaborazione possono essere esercitati anche individualmente da ciascun membro del comitato

4. Il comitato per il controllo sulla gestione, od un componente dello stesso appositamente

delegato, può procedere in qualsiasi momento ad atti d'ispezione e di controllo nonché scambiare

informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione

e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale.

534 Le parole “, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di

controllo delle società controllate” sono state inserite dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

535 Comma modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 che ha sostituito le parole "da almeno due membri del consiglio"

con le parole "individualmente da ciascun membro del consiglio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci,

che può essere esercitato da almeno due membri".

536 Articolo inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 nei

termini indicati alle successive note.

537 Le parole “, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo

delle società controllate” sono state inserite dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

538 Comma modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 che ha sostituito le parole "da almeno due membri del comitato"

con le parole "individualmente da ciascun membro del comitato".

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 125

Art. 152

(Denunzia al tribunale)

1. Il collegio sindacale o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione,

se ha fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi

irregolarità nella gestione che possono recare danno alla società o ad una o più società controllate,

possono denunziare i fatti al tribunale ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile. In tale ipotesi le spese

539

per l'ispezione sono a carico della società ed il tribunale può revocare anche i soli amministratori .

2. La Consob, se ha fondato sospetto di gravi irregolarità nell'adempimento dei doveri di

vigilanza del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla

gestione, può denunziare i fatti al tribunale ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile; le spese per

540

l'ispezione sono a carico della società .

3. Il comma 2 non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri

paesi dell'Unione Europea.

4. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 70, comma 7, del T.U. bancario.

Art. 153

(Obbligo di riferire all'assemblea)

1. Il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza ed il comitato per il controllo sulla gestione

riferiscono sull'attività di vigilanza svolta e sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati all'assemblea

convocata per l'approvazione del bilancio di esercizio ovvero ai sensi dell'articolo 2364-bis, comma 2, del

541 .

codice civile

2. Il collegio sindacale può fare proposte all'assemblea in ordine al bilancio e alla sua

approvazione nonché alle materie di propria competenza.

Art. 154

(Disposizioni non applicabili)

1. Al collegio sindacale delle società con azioni quotate non si applicano gli articoli 2397, 2398,

2399, 2403, 2403-bis, 2405, 2426, numeri 5 e 6, 2429, secondo comma, e 2441, sesto comma, del codice

civile.

2. Al consiglio di sorveglianza delle società con azioni quotate non si applicano gli articoli 2409-

septies, 2409-duodecies, decimo comma, 2409-terdecies, primo comma, lettere c), e) ed f), del codice

civile.

3. Al comitato per il controllo sulla gestione delle società con azioni quotate non si applicano gli

542

articoli 2399, primo comma, e 2409-septies del codice civile .

539 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

540 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

541 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004..

542 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

pag. 126 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

543

Sezione V-bis 544

Informazione finanziaria

545

Art. 154-bis

(Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari)

1. Lo statuto degli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine prevede i requisiti

di professionalità e le modalità di nomina di un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili

546

societari, previo parere obbligatorio dell'organo di controllo .

2. Gli atti e le comunicazioni della società diffusi al mercato, e relativi all’informativa contabile

anche infrannuale della stessa società, sono accompagnati da una dichiarazione scritta del dirigente

preposto alla redazione dei documenti contabili societari, che ne attestano la corrispondenza alle

547

risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili .

3. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari predispone adeguate

procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e, ove previsto, del

548

bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario .

4. Il consiglio di amministrazione vigila affinché il dirigente preposto alla redazione dei

documenti contabili societari disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti

549 .

ai sensi del presente articolo, nonché sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili

5. Gli organi amministrativi delegati e il dirigente preposto alla redazione dei documenti

contabili societari attestano con apposita relazione sul bilancio di esercizio, sul bilancio semestrale

abbreviato e, ove redatto, sul bilancio consolidato:

a) l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure di cui al comma 3 nel corso del

periodo cui si riferiscono i documenti;

b) che i documenti sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili

riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo

e del Consiglio, del 19 luglio 2002;

c) la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;

d) l'idoneità dei documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione

patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel

consolidamento;

e) per il bilancio d'esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende

un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e

dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e

incertezze cui sono esposti;

f) per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione contiene

543 Sezione inserita dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005.

544 Rubrica così sostituita dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

545 Articolo dapprima inserito dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 e dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 nei termini indicati nelle successive note. Le disposizioni del presente

articolo, così come modificato dall'art. 1, comma 9, del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007, si applicano nella redazione delle

relazioni finanziarie relative a esercizi, semestri e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del

decreto legislativo n. 195 del 6.11.2007, avvenuta il 24.11.2007.

Comma dapprima modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “i requisiti di

546 professionalità e” e poi dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 che ha inserito le parole: “degli emittenti quotati aventi

l'Italia come Stato membro d'origine”.

547 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “previste dalla

legge o diffuse al mercato, contenenti informazioni e dati sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria” con le

parole: “diffusi al mercato, e relativi all’informativa contabile anche infrannuale”; ha soppresso le parole: “dal direttore

generale e” e ha sostituito le parole: “al vero” con le parole: “alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili”.

548 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “predisposizione”

con la parola: “formazione”.

549 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 127

550

un'analisi attendibile delle informazioni di cui al comma 4 dell'articolo 154-ter .

5-bis. L'attestazione di cui al comma 5 è resa secondo il modello stabilito con regolamento dalla

551

Consob .

6. Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai

dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, in relazione ai compiti loro spettanti,

salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la società.

Art. 154-ter

(Relazioni finanziarie)

1. Fermi restando i termini di cui agli articoli 2429 del codice civile e 156, comma 5, entro

centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro

d'origine approvano il bilancio d'esercizio e pubblicano la relazione finanziaria annuale comprendente il

bilancio di esercizio, il bilancio consolidato, ove redatto, la relazione sulla gestione e l'attestazione di cui

all'articolo 154-bis, comma 5. Le relazioni di revisione di cui all'articolo 156 sono pubblicate

integralmente insieme alla relazione finanziaria annuale.

2. Entro sessanta giorni dalla chiusura del primo semestre dell'esercizio, gli emittenti quotati

aventi l'Italia come Stato membro d'origine pubblicano una relazione finanziaria semestrale comprendente

il bilancio semestrale abbreviato, la relazione intermedia sulla gestione e l'attestazione prevista

dall'articolo 154-bis, comma 5. La relazione sul bilancio semestrale abbreviato della società di revisione,

ove redatta, è pubblicata integralmente entro il medesimo termine.

3. Il bilancio semestrale abbreviato di cui al comma 2, è redatto in conformità ai principi

contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n.

1606/2002. Tale bilancio è redatto in forma consolidata se l'emittente quotato avente l'Italia come Stato

membro d'origine è obbligato a redigere il bilancio consolidato.

4. La relazione intermedia sulla gestione contiene almeno riferimenti agli eventi importanti che

si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul bilancio semestrale abbreviato,

unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. Per gli

emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine, la relazione intermedia sulla gestione

contiene, altresì, informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.

5. Gli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine pubblicano, entro

quarantacinque giorni dalla chiusura del primo e del terzo trimestre di esercizio, un resoconto intermedio

di gestione che fornisce:

a) una descrizione generale della situazione patrimoniale e dell'andamento economico

dell'emittente e delle sue imprese controllate nel periodo di riferimento;

b) un'illustrazione degli eventi rilevanti e delle operazioni che hanno avuto luogo nel periodo di

riferimento e la loro incidenza sulla situazione patrimoniale dell'emittente e delle sue imprese controllate.

6. La Consob, in conformità alla disciplina comunitaria, stabilisce con regolamento:

a) le modalità di pubblicazione dei documenti di cui ai commi 1, 2 e 5;

b) i casi di esenzione dall'obbligo di pubblicazione della relazione finanziaria semestrale;

c) il contenuto delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate di cui al comma 4;

d) le modalità di applicazione del presente articolo per gli emittenti quote di fondi chiusi.

7. Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 157, comma 2, la Consob, nel caso in cui abbia

accertato che i documenti che compongono le relazioni finanziarie di cui al presente articolo non sono

conformi alle norme che ne disciplinano la redazione, può chiedere all'emittente di rendere pubblica tale

circostanza e di provvedere alla pubblicazione delle informazioni supplementari necessarie a ripristinare

550 Comma sostituito dapprima dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 e poi dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

551 Comma inserito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007. Vedi art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e

successive modifiche e integrazioni

pag. 128 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

552

una corretta informazione del mercato . Sezione VI

Revisione contabile

Art. 155

(Attività di revisione contabile)

1. Una società di revisione iscritta nell'albo speciale previsto dall'articolo 161 verifica:

a) nel corso dell'esercizio, la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione

dei fatti di gestione nelle scritture contabili;

b) che il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato corrispondano alle risultanze delle

scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e che siano conformi alle norme che li disciplinano.

2. La società di revisione ha diritto di ottenere dagli amministratori della società documenti e

notizie utili alla revisione e può procedere ad accertamenti, ispezioni e controlli; essa informa senza

indugio la Consob e il collegio sindacale dei fatti ritenuti censurabili.

3. La società di revisione riporta in apposito libro tenuto presso la sede della società che ha

conferito l'incarico le informazioni concernenti l'attività di revisione svolta, secondi i criteri e le modalità

553 . Si applica l'articolo 2421, terzo comma, del codice civile.

stabiliti dalla Consob con regolamento Art. 156 554

(Relazioni di revisione)

1. La società di revisione esprime con apposite relazioni un giudizio sul bilancio di esercizio e

sul bilancio consolidato. Le relazioni sono datate e sottoscritte dal responsabile della revisione contabile,

che deve essere socio o amministratore della società di revisione e iscritto nel registro dei revisori

555

contabili istituito presso il Ministero di grazia e giustizia .

2. La società di revisione esprime un giudizio senza rilievi se il bilancio di esercizio e il bilancio

consolidato sono conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e se rappresentano in

556

modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'esercizio .

3. La società di revisione può esprimere un giudizio con rilievi, un giudizio negativo ovvero

rilasciare una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio. In tali casi la società espone

analiticamente nelle relazioni i motivi della propria decisione.

4. In caso di giudizio negativo o di dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio la

società di revisione informa immediatamente la Consob.

4-bis. Oltre al giudizio sul bilancio, le relazioni comprendono:

a) un paragrafo introduttivo che identifica il bilancio sottoposto a revisione e il quadro delle

regole di redazione applicate dalla società che ha conferito l'incarico;

552 Articolo inserito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007. Le disposizioni del presente articolo, così come modificato dall'art.

1, comma 9, del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007, si applicano nella redazione delle relazioni finanziarie relative a esercizi, semestri

e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto legislativo n. 195 del 6.11.2007, avvenuta

il 24.11.2007.

553 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

554 Rubrica così sostituita dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007.

555 Comma così modificato dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007 che ha inserito le parole: “datate e”. Vedi D.P.R. n. 99 del 6

marzo 1998, modificato con D.P.R. n. 233 del 12 luglio 2000.

556 Comma così modificato dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007 che ha aggiunto le parole: “e se rappresentano in modo

veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'esercizio”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 129

b) una descrizione della portata della revisione svolta con l'indicazione dei principi di

revisione osservati;

c) eventuali richiami di informativa che il revisore sottopone all'attenzione dei destinatari del

bilancio, senza che essi costituiscano rilievi; 557

d) un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio .

5. Le relazioni sui bilanci sono depositate a norma dell'articolo 2435 del codice civile e devono

restare depositate presso la sede della società durante i quindici giorni che precedono l'assemblea o la

558 .

riunione del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio e finché il bilancio non è approvato

Art. 157

(Effetti dei giudizi sui bilanci)

1. Salvi i casi previsti dall'articolo 156, comma 4, la deliberazione dell'assemblea o del consiglio

di sorveglianza che approva il bilancio d'esercizio può essere impugnata, per mancata conformità del

bilancio alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, da tanti soci che rappresentano almeno il

cinque per cento del capitale sociale. Tanti soci che rappresentano la medesima quota di capitale della

società con azioni quotate possono richiedere al tribunale di accertare la conformità del bilancio

559

consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione .

2. La Consob può esercitare in ogni caso le azioni previste dal comma 1 entro sei mesi dalla data

di deposito del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato presso l'ufficio del registro delle imprese.

3. Il presente articolo non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati

di altri paesi dell'Unione Europea.

4. Per le società cooperative, la percentuale di capitale indicata nel comma 1 è rapportata al

numero complessivo dei soci. Art. 158

(Proposte di aumento di capitale, di fusione, di scissione e di distribuzione di acconti sui dividendi)

1. In caso di aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione, il parere

sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni è rilasciato dalla società incaricata della revisione

contabile. Le proposte di aumento del capitale sociale sono comunicate alla società di revisione,

unitamente alla relazione illustrativa degli amministratori prevista dall'articolo 2441, sesto comma, del

codice civile, almeno quarantacinque giorni prima di quello fissato per l'assemblea che deve esaminarle.

La società di revisione esprime il proprio parere entro trenta giorni.

2. La relazione degli amministratori e il parere della società di revisione devono restare

depositati nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l'assemblea e finché questa

abbia deliberato. Tali documenti devono essere allegati agli altri documenti richiesti per l'iscrizione della

deliberazione nel registro delle imprese.

3. La disposizione del comma precedente si applica anche alla relazione della società di revisione

560

prevista dall'articolo 2441, comma 4, seconda parte, del codice civile .

561

4. …omissis… 562

5. …omissis…

557 Comma inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007.

558 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

559 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

560 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

561 Comma soppresso dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

562 Comma soppresso dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

pag. 130 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

563

Art. 159

(Conferimento e revoca dell'incarico)

1. L'assemblea, in occasione dell'approvazione del bilancio o della convocazione annuale prevista

dall'articolo 2364-bis, secondo comma, del codice civile, su proposta motivata dell’organo di controllo

conferisce l'incarico di revisione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato ad una società di

revisione iscritta nell'albo speciale previsto dall'articolo 161 approvandone il compenso. La Consob

provvede d’ufficio al conferimento dell’incarico, quando esso non sia deliberato, determinandone anche il

564

corrispettivo .

2. L'assemblea revoca l'incarico, su proposta motivata dell’organo di controllo, quando ricorra

una giusta causa, provvedendo contestualmente a conferire l'incarico ad altra società di revisione secondo

le modalità di cui al comma 1. Non costituisce giusta causa di revoca la divergenza di opinioni rispetto a

valutazioni contabili o a procedure di revisione. Le funzioni di controllo contabile continuano ad essere

esercitate dalla società revocata fino a quando la deliberazione di conferimento dell'incarico non sia

565

divenuta efficace ovvero fino al conferimento d'ufficio da parte della Consob .

3. Alle deliberazioni previste dai commi 1 e 2 adottate dall'assemblea delle società in

accomandita per azioni con azioni quotate in mercati regolamentati si applica l'articolo 2459 del codice

civile.

4. L'incarico ha durata di nove esercizi e non può essere rinnovato o nuovamente conferito se non

566

siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione del precedente .

5. Le deliberazioni previste dai commi 1 e 2 sono trasmesse alla Consob entro il termine fissato ai

sensi del comma 7, lettera b). Entro venti giorni dalla data di ricevimento della deliberazione di revoca, la

Consob può vietarne l'esecuzione qualora rilevi la mancanza di una giusta causa. La deliberazione di

revoca dell'incarico ha effetto dalla scadenza del termine di cui al periodo precedente, qualora la Consob

567 .

non ne abbia vietata l'esecuzione

6. La Consob dispone d'ufficio la revoca dell'incarico di revisione contabile qualora rilevi una

causa di incompatibilità ovvero qualora siano state accertate gravi irregolarità nello svolgimento

dell'attività di revisione, anche in relazione ai principi e criteri di revisione stabiliti ai sensi dell'articolo

162, comma 2, lettera a). Il provvedimento di revoca è notificato alla società di revisione e comunicato

immediatamente alla società interessata, con l'invito alla società medesima a deliberare il conferimento

dell'incarico ad altra società di revisione, secondo le disposizioni del comma 1, entro trenta giorni dalla

data di ricevimento della comunicazione. Qualora la deliberazione non sia adottata entro tale termine, la

Consob provvede d'ufficio al conferimento dell'incarico entro trenta giorni. Le funzioni di controllo

contabile continuano ad essere esercitate dalla società revocata fino a quando la deliberazione di

conferimento dell'incarico non sia divenuta efficace ovvero fino al provvedimento della Consob.

7. La Consob stabilisce con regolamento:

a) i criteri generali per la determinazione del corrispettivo per l'incarico di revisione contabile.

La corresponsione del compenso non può comunque essere subordinata ad alcuna condizione relativa

all'esito della revisione, né la misura di esso può dipendere in alcun modo dalla prestazione di servizi

aggiuntivi da parte della società di revisione;

563 Articolo dapprima modificato dal d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 poi sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e, infine,

così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

564 Comma così modificato dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “su proposta motivata

dell’organo di controllo” e ha sostituito le parole: “determinandone il compenso, previo parere del collegio sindacale” con le

parole: “approvandone il compenso. La Consob provvede d’ufficio al conferimento dell’incarico, quando esso non sia

deliberato, determinandone anche il corrispettivo”.

565 Comma così modificato dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “previo parere

dell’organo di controllo” con le parole: “su proposta motivata dell’organo di controllo”.

566 Comma così sostituito dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

567 Comma così sostituito dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 131

b) la documentazione da inviare unitamente alle deliberazioni previste dai commi 1 e 2, le

modalità e i termini di trasmissione;

c) le modalità e i termini per l'adozione e la comunicazione agli interessati dei provvedimenti

da essa assunti;

d) i termini entro i quali gli amministratori o i membri del consiglio di gestione depositano

presso il registro delle imprese le deliberazioni e i provvedimenti indicati ai commi 1, 2, 5 e 6.

8. Non si applica l'articolo 2409-quater del codice civile.

Art. 160

(Incompatibilità)

1. Al fine di assicurare l'indipendenza della società e del responsabile della revisione, l'incarico

non può essere conferito a società di revisione che si trovino in una delle situazioni di incompatibilità

568

stabilite con regolamento dalla Consob .

1-bis. Con il regolamento adottato ai sensi del comma 1, la Consob individua altresì i criteri per

stabilire l'appartenenza di un'entità alla rete di una società di revisione, costituita dalla struttura più ampia

cui appartiene la società stessa e che si avvale della medesima denominazione o attraverso la quale

vengono condivise risorse professionali, e comprendente comunque le società che controllano la società

di revisione, le società che sono da essa controllate, ad essa collegate o sottoposte con essa a comune

controllo; determina le caratteristiche degli incarichi e dei rapporti che possono compromettere

l'indipendenza della società di revisione; stabilisce le forme di pubblicità dei compensi che la società di

revisione e le entità appartenenti alla sua rete hanno percepito, distintamente, per incarichi di revisione e

per la prestazione di altri servizi, indicati per tipo o categoria. Può stabilire altresì prescrizioni e

raccomandazioni, rivolte alle società di revisione, per prevenire la possibilità che gli azionisti di queste o

delle entità appartenenti alla loro rete nonché i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,

direzione e controllo presso le medesime intervengano nell'esercizio dell'attività di revisione in modo tale

569

da compromettere l'indipendenza e l'obiettività delle persone che la effettuano .

1-ter. La società di revisione e le entità appartenenti alla rete della medesima, i soci, gli

amministratori, i componenti degli organi di controllo e i dipendenti della società di revisione stessa e

delle società da essa controllate, ad essa collegate o che la controllano o sono sottoposte a comune

controllo non possono fornire alcuno dei seguenti servizi alla società che ha conferito l'incarico di

revisione e alle società da essa controllate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo:

a) tenuta dei libri contabili e altri servizi relativi alle registrazioni contabili o alle relazioni di

bilancio; b) progettazione e realizzazione dei sistemi informativi contabili;

c) servizi di valutazione e stima ed emissione di pareri pro veritate;

d) servizi attuariali;

e) gestione esterna dei servizi di controllo interno;

f) consulenza e servizi in materia di organizzazione aziendale diretti alla selezione,

formazione e gestione del personale;

g) intermediazione di titoli, consulenza per l'investimento o servizi bancari d'investimento;

h) prestazione di difesa giudiziale;

i) altri servizi e attività, anche di consulenza, inclusa quella legale, non collegati alla

revisione, individuati, in ottemperanza ai principi di cui alla ottava direttiva n. 84/253/CEE del Consiglio,

del 10 aprile 1984, in tema di indipendenza delle società di revisione, dalla Consob con il regolamento

570 571

adottato ai sensi del comma 1 .

568 Comma così sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005. Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e

successive modifiche e integrazioni.

569 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

570 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

571 Lettera così modificata dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “inclusa quella legale,”.

pag. 132 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

1-quater. L'incarico di responsabile della revisione dei bilanci di una stessa società non può essere

esercitato dalla medesima persona per un periodo eccedente sei esercizi sociali, né questa persona può

assumere nuovamente tale incarico, neppure per conto di una diversa società di revisione, se non siano

decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente. La persona medesima, al termine di tale incarico

svolto per sei esercizi, non potrà assumere né continuare ad esercitare incarichi relativi alla revisione dei

bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società ad essa collegate, che la controllano o sono

572

sottoposte a comune controllo, se non siano decorsi almeno tre anni .

1-quinquies. Coloro che hanno preso parte alla revisione del bilancio di una società con funzioni di

direzione e supervisione, i soci e gli amministratori della società di revisione alla quale è stato conferito

l’incarico di revisione e delle società da essa controllate o che la controllano non possono rivestire cariche

sociali negli organi di amministrazione e controllo nella società che ha conferito l’incarico di revisione e

nelle società da essa controllate o che la controllano, né possono prestare lavoro autonomo o subordinato

in favore delle medesime società svolgendo funzioni dirigenziali di rilievo, se non sia decorso almeno un

triennio dalla scadenza o dalla revoca dell’incarico, ovvero dal momento in cui abbiano cessato di essere

soci, amministratori o dipendenti della società di revisione e delle società da essa controllate o che la

573 .

controllano. Si applica la nozione di controllo di cui all’articolo 93

1-sexies. Coloro che siano stati amministratori, componenti degli organi di controllo, direttori

generali o dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari presso una società non

possono esercitare la revisione contabile dei bilanci della medesima società né delle società da essa

controllate o ad essa collegate o che la controllano, se non sia decorso almeno un triennio dalla cessazione

574

dei suddetti incarichi o rapporti di lavoro .

1-septies. La misura della retribuzione dei dipendenti delle società di revisione che partecipano allo

svolgimento delle attività di revisione non può essere in alcun modo determinata, neppure parzialmente,

dall'esito delle revisioni da essi compiute né dal numero degli incarichi di revisione ricevuti o dall'entità

575 .

dei compensi per essi percepiti dalla società

1-octies. La violazione dei divieti previsti dal presente articolo è punita con la sanzione

576

amministrativa pecuniaria da centomila a cinquecentomila euro irrogata dalla Consob .

2. Il divieto previsto dall'articolo 2372, quinto comma, del codice civile si applica anche alla

577

società di revisione alle quale sia stato conferito l'incarico e al responsabile della revisione .

Art. 161

(Albo speciale delle società di revisione)

1. La Consob provvede alla tenuta di un albo speciale delle società di revisione abilitate

all'esercizio delle attività previste dagli articoli 155 e 158.

2. La Consob iscrive le società di revisione nell'albo speciale previo accertamento dei requisiti

previsti dall'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, e del requisito di idoneità

572 Comma dapprima inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 che ha sostituito le parole: “relativamente alla revisione dei bilanci della medesima società o di società da essa

controllate, ad essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo, neppure per conto di una diversa

società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente” con le parole: “neppure per conto

di una diversa società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente. La persona

medesima, al termine di tale incarico svolto per sei esercizi, non potrà assumere né continuare ad esercitare incarichi relativi

alla revisione dei bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società ad essa collegate, che la controllano o sono

sottoposte a comune controllo, se non siano decorsi almeno tre anni”.

573 Comma dapprima inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006.

574 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

575 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

576 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

577 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 133

tecnica. Non può essere iscritta nell'albo speciale la società di revisione il cui amministratore si trovi in

una delle situazioni previste dall'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.

3. Le società di revisione costituite all'estero possono essere iscritte nell'albo se in possesso dei

requisiti previsti dal comma 2. Tali società trasmettono alla Consob una situazione contabile annuale

riferita all'attività di revisione e organizzazione contabile esercitata in Italia.

4. Per l'iscrizione nell'albo le società di revisione devono essere munite di idonea garanzia

prestata da banche, assicurazioni o intermediari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del

decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o avere stipulato una polizza di assicurazione della

responsabilità civile per negligenze o errori professionali, comprensiva della garanzia per infedeltà dei

dipendenti, per la copertura dei rischi derivanti dall'esercizio dell'attività di revisione contabile.

L'ammontare della garanzia o della copertura assicurativa è stabilito annualmente dalla Consob per classi

578

di volume d'affari e in base agli ulteriori parametri da essa eventualmente individuati con regolamento .

Art. 162

(Vigilanza sulle società di revisione)

1. La Consob vigila sull’organizzazione e sull'attività delle società iscritte nell'albo speciale per

controllarne l'indipendenza e l'idoneità tecnica. Nello svolgimento di tale attività, la Consob provvede

periodicamente, e comunque almeno ogni tre anni, a effettuare controlli di qualità sulle società di

revisione iscritte nell’albo speciale tenuto dalla Consob. La Consob redige una relazione contenente le

principali conclusioni del controllo eseguito ed eventuali raccomandazioni alla società di revisione di

effettuare specifici interventi entro un termine prefissato. In caso di mancata, incompleta o tardiva

effettuazione di tali interventi la Consob può applicare nei confronti della società di revisione i

provvedimenti di cui all’articolo 163. I risultati complessivi dei controlli di qualità sono illustrati dalla

Consob nella relazione di cui all’articolo 1, comma 13, del decreto legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito,

579

con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216 .

2. Nell'esercizio della vigilanza, la Consob:

a) stabilisce, sentito il parere del Consiglio nazionale dell'Ordine dei dottori commercialisti e

degli esperti contabili, i principi e i criteri da adottare per la revisione contabile, anche in relazione alla

tipologia delle strutture societarie, amministrative e contabili delle società sottoposte a revisione;

b) può richiedere la comunicazione, anche periodica, di dati e notizie e la trasmissione di atti e

documenti, fissando i relativi termini;

c) può eseguire ispezioni e assumere notizie e chiarimenti dai soci, dagli amministratori, dai

580

membri degli organi di controllo e dai dirigenti della società di revisione .

3. Le società di revisione iscritte nell'albo speciale comunicano alla Consob entro trenta giorni la

sostituzione degli amministratori, dei soci che rappresentano la società nella revisione contabile e dei

direttori generali, nonché il trasferimento delle quote e delle azioni; entro lo stesso termine comunicano

ogni altra modificazione della compagine sociale, dell'organo amministrativo e dei patti sociali, che

578 Comma così modificato dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42 della l. n. 262 del 28.12.2005, il

comma 4 nella nuova formulazione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2007. Fino a tale data si applica il precedente testo

del comma 4, che di seguito si riporta: “4. Per l'iscrizione nell'albo le società di revisione devono essere munite di idonea

garanzia prestata da banche, assicurazioni o intermediari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del decreto

legislativo 1° settembre 1993, n. 385, a copertura dei rischi derivanti dall'esercizio dell'attività di revisione contabile”.

579 Comma modificato dapprima dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi dall’art. 3, comma 18 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 che ha inserito le parole: “sull’organizzazione e” e ha sostituito le parole: “Nello svolgimento di tale attività, la

Consob provvede a verificare periodicamente e, comunque, almeno ogni tre anni l'indipendenza e l'idoneità tecnica sia della

società, sia dei responsabili della revisione” con le parole: “Nello svolgimento di tale attività, la Consob provvede

periodicamente, e comunque almeno ogni tre anni, a effettuare controlli di qualità sulle società di revisione iscritte nell’albo

speciale tenuto dalla Consob. La Consob redige una relazione contenente le principali conclusioni del controllo eseguito ed

eventuali raccomandazioni alla società di revisione di effettuare specifici interventi entro un termine prefissato. In caso di

mancata, incompleta o tardiva effettuazione di tali interventi la Consob può applicare nei confronti della società di revisione i

provvedimenti di cui all’articolo 163. I risultati complessivi dei controlli di qualità sono illustrati dalla Consob nella relazione

di cui all’articolo 1, comma 13, del decreto legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno

1974, n. 216”.

580 Comma così sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 134 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

incide sui requisiti indicati nell'articolo 161, comma 2.

3-bis. Le società di revisione, in relazione a ciascun incarico di revisione loro conferito,

comunicano alla Consob i nomi dei responsabili della revisione entro dieci giorni dalla data in cui essi

581

sono stati designati . Art. 163

(Provvedimenti della Consob)

1. La Consob, quando accerta irregolarità nello svolgimento dell'attività di revisione, tenendo

conto della loro gravità, può:

a) applicare alla società di revisione una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a

cinquecentomila euro;

b) intimare alle società di revisione di non avvalersi nell'attività di revisione contabile, per un

periodo non superiore a cinque anni, del responsabile di una revisione contabile al quale sono ascrivibili

le irregolarità;

c) revocare gli incarichi di revisione contabile ai sensi dell'articolo 159, comma 6;

d) vietare alla società di accettare nuovi incarichi di revisione contabile per un periodo non

582

superiore a tre anni .

1-bis. Quando l'irregolarità consista nella violazione delle disposizioni dell'articolo 160,

l'irrogazione della sanzione prevista dal comma 1-octies del medesimo articolo non pregiudica

l'applicabilità dei provvedimenti indicati nel comma 1 del presente articolo nei riguardi della società di

583 .

revisione

2. La Consob dispone la cancellazione dall'albo speciale quando:

a) le irregolarità sono di particolare gravità;

b) vengono meno i requisiti previsti per l'iscrizione nell'albo speciale e la società non provvede

a ripristinarli entro il termine, non superiore a sei mesi, assegnato dalla Consob;

c) la società non ottempera ai provvedimenti indicati nel comma 1;

c-bis) la violazione attiene al divieto previsto dall'articolo 160, qualora risulti la responsabilità

della società. In tutti i casi, la Consob comunica i nomi dei soci o dei dipendenti personalmente

responsabili della violazione al Ministro della giustizia, il quale ne dispone la cancellazione dal registro

dei revisori contabili con il procedimento previsto dall'articolo 10 del decreto legislativo 27 gennaio 1992,

584

n. 88 .

3. La Consob può altresì disporre la cancellazione dall'albo speciale delle società di revisione che

per un periodo continuativo di cinque anni non abbiano svolto incarichi di revisione comunicati alla

Consob ai sensi dell'articolo 159.

4. I provvedimenti di cancellazione dall'albo speciale e quelli previsti dal comma 1 sono

comunicati agli interessati e al Ministero di grazia e giustizia; quest'ultimo comunica alla Consob i

provvedimenti adottati nei confronti dei soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili.

5. Il provvedimento di cancellazione dall'albo speciale è comunicato immediatamente alle società

che hanno conferito l'incarico di revisione. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159, comma 6.

Art. 164

(Responsabilità) 585

1. Alla società di revisione si applicano le disposizioni dell'articolo 2407 del codice civile .

581 Comma aggiunto dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

582 Comma così sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

583 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

584 Lettera aggiunta dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

585 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 135

2. I responsabili della revisione e i dipendenti che hanno effettuato l'attività di revisione contabile

sono responsabili, in solido con la società di revisione, per i danni conseguenti da propri inadempimenti o

da fatti illeciti nei confronti della società che ha conferito l'incarico e nei confronti dei terzi danneggiati.

Art. 165

(Revisione contabile dei gruppi)

1. Le disposizioni della presente sezione, a eccezione dell'articolo 157, si applicano anche alle

586 .

società controllate da società con azioni quotate

1-bis. La società incaricata della revisione contabile della società capogruppo quotata è interamente

responsabile per la revisione del bilancio consolidato del gruppo. A questo fine, essa riceve i documenti

di revisione dalle società incaricate della revisione contabile delle altre società appartenenti al gruppo;

può chiedere alle suddette società di revisione o agli amministratori delle società appartenenti al gruppo

ulteriori documenti e notizie utili alla revisione, nonché procedere direttamente ad accertamenti, ispezioni

e controlli presso le medesime società. Ove ravvisi fatti censurabili, ne informa senza indugio la Consob e

587

gli organi di controllo della società capogruppo e della società interessata .

2. La Consob detta con regolamento disposizioni attuative del presente articolo stabilendo, in

particolare, criteri di esenzione per le società controllate che non rivestono significativa rilevanza ai fini

del consolidamento. Il regolamento è emanato d'intesa con le competenti autorità di vigilanza per la

588 .

disciplina relativa ai soggetti da esse vigilati Art. 165-bis

(Società che controllano società con azioni quotate)

1. Le disposizioni della presente sezione, ad eccezione dell'articolo 157, si applicano altresì alle

società che controllano società con azioni quotate e alle società sottoposte con queste ultime a comune

controllo.

2. Alla società incaricata della revisione contabile della società capogruppo si applicano le

disposizioni dell'articolo 165, comma 1-bis.

3. La Consob detta con regolamento disposizioni attuative del presente articolo, stabilendo, in

particolare, criteri di esenzione per le società sottoposte a comune controllo, di cui al comma 1, che non

rivestono significativa rilevanza ai fini del consolidamento, tenuto conto anche dei criteri indicati

589

dall'articolo 28 del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127 .

590

Sezione VI-bis

Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati

che non garantiscono la trasparenza societaria

Art. 165-ter

(Ambito di applicazione)

1. Sono soggette alle disposizioni contenute nella presente sezione le società italiane con azioni

quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e le società italiane emittenti strumenti finanziari

diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, le quali controllino società aventi sede

586 Comma così modificato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

587 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

588 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

589 Articolo inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

590 Sezione inserita dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 136 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

legale in Stati i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della costituzione, della situazione

patrimoniale e finanziaria e della gestione delle società, nonché le società italiane con azioni quotate in

mercati regolamentati o emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, le quali

siano collegate alle suddette società estere o siano da queste controllate.

2. Si applicano le nozioni di controllo previste dall'articolo 93 e quelle di collegamento previste

dall'articolo 2359, terzo comma, del codice civile.

3. Gli Stati di cui al comma 1 sono individuati con decreti del Ministro della giustizia, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei seguenti criteri:

a) per quanto riguarda le forme e le condizioni per la costituzione delle società:

1) mancanza di forme di pubblicità dell'atto costitutivo e dello statuto, nonché delle

successive modificazioni di esso;

2) mancanza del requisito di un capitale sociale minimo, idoneo a garantire i terzi

creditori, per la costituzione delle società, nonché della previsione di scioglimento in caso di riduzione del

capitale al di sotto del minimo legale, salvo il caso di reintegrazione entro un termine definito;

3) mancanza di norme che garantiscano l'effettività e l'integrità del capitale sociale

sottoscritto, in particolare con la sottoposizione dei conferimenti costituiti da beni in natura o crediti alla

valutazione da parte di un esperto appositamente nominato;

4) mancanza di forme di controllo, da parte di soggetti o organismi a ciò abilitati da

specifiche disposizioni di legge, circa la conformità degli atti di cui al numero 1) alle condizioni richieste

per la costituzione delle società;

b) per quanto riguarda la struttura delle società, mancanza della previsione di un organo di

controllo distinto dall'organo di amministrazione, o di un comitato di controllo interno all'organo

amministrativo, dotato di adeguati poteri di ispezione, controllo e autorizzazione sulla contabilità, sul

bilancio e sull'assetto organizzativo della società, e composto da soggetti forniti di adeguati requisiti di

onorabilità, professionalità e indipendenza;

c) per quanto riguarda il bilancio di esercizio:

1) mancanza della previsione dell'obbligo di redigere tale bilancio, comprendente

almeno il conto economico e lo stato patrimoniale, con l'osservanza dei seguenti principi:

1.1) rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale e

finanziaria della società e del risultato economico dell'esercizio;

1.2) illustrazione chiara dei criteri di valutazione adottati nella redazione del conto

economico e dello stato patrimoniale;

2) mancanza dell'obbligo di deposito, presso un organo amministrativo o giudiziario,

del bilancio, redatto secondo i principi di cui al numero 1);

3) mancanza dell'obbligo di sottoporre la contabilità e il bilancio delle società a verifica

da parte dell'organo o del comitato di controllo di cui alla lettera b) ovvero di un revisore legale dei conti;

d) la legislazione del Paese ove la società ha sede legale impedisce o limita l'operatività della

società stessa sul proprio territorio;

e) la legislazione del Paese ove la società ha sede legale esclude il risarcimento dei danni

arrecati agli amministratori rimossi senza una giusta causa, ovvero consente che tale clausola sia

contenuta negli atti costitutivi delle società o in altri strumenti negoziali;

f) mancata previsione di un'adeguata disciplina che impedisca la continuazione dell'attività

sociale dopo l'insolvenza, senza ricapitalizzazione o prospettive di risanamento;

g) mancanza di adeguate sanzioni penali nei confronti degli esponenti aziendali che falsificano

la contabilità e i bilanci.

4. Con i decreti del Ministro della giustizia, di cui al comma 3, possono essere individuati, in

relazione alle forme e alle discipline societarie previste in ordinamenti stranieri, criteri equivalenti in base

ai quali possano considerarsi soddisfatti i requisiti di trasparenza e di idoneità patrimoniale e

organizzativa determinati nel presente articolo.

5. I decreti di cui al comma 3 possono individuare Stati i cui ordinamenti presentino carenze

particolarmente gravi con riguardo ai profili indicati alle lettere b), c) e g) del medesimo comma 3.

6. Con proprio regolamento la Consob detta criteri in base ai quali è consentito alle società

italiane di cui all'articolo 119 e alle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 137

misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 di controllare imprese aventi sede in uno degli Stati di cui al

comma 5. A tal fine sono prese in considerazione le ragioni di carattere imprenditoriale che motivano il

controllo e l'esigenza di assicurare la completa e corretta informazione societaria.

7. In caso di inottemperanza alle disposizioni emanate ai sensi dei commi 5 e 6, la Consob può

denunziare i fatti al tribunale ai fini dell'adozione delle misure previste dall'articolo 2409 del codice

591

civile . Art. 165-quater

(Obblighi delle società italiane controllanti)

1. Le società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e le

società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi

dell'articolo 116, le quali controllano società aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti

di cui all'articolo 165-ter, comma 3, allegano al proprio bilancio di esercizio o bilancio consolidato,

qualora siano tenute a predisporlo, il bilancio della società estera controllata, redatto secondo i principi e

le regole applicabili ai bilanci delle società italiane o secondo i principi contabili internazionalmente

riconosciuti.

2. Il bilancio della società estera controllata, allegato al bilancio della società italiana ai sensi del

comma 1, è sottoscritto dagli organi di amministrazione, dal direttore generale e dal dirigente preposto

alla redazione dei documenti contabili societari di quest'ultima, che attestano la veridicità e la correttezza

della rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell'esercizio.

Al bilancio della società italiana è altresì allegato il parere espresso dall'organo di controllo della

medesima sul bilancio della società estera controllata.

3. Il bilancio della società italiana controllante è corredato da una relazione degli amministratori

sui rapporti intercorrenti fra la società italiana e la società estera controllata, con particolare riguardo alle

reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui

il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o

all'estero dai predetti soggetti. La relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente

preposto alla redazione dei documenti contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo

di controllo.

4. Il bilancio della società estera controllata, allegato al bilancio della società italiana ai sensi del

comma 1, è sottoposto a revisione ai sensi dell'articolo 165 da parte della società incaricata della revisione

del bilancio della società italiana; ove la suddetta società di revisione non operi nello Stato in cui ha sede

la società estera controllata, deve avvalersi di altra idonea società di revisione, assumendo la

responsabilità dell'operato di quest'ultima. Ove la società italiana, non avendone l'obbligo, non abbia

incaricato del controllo contabile una società di revisione, deve comunque conferire tale incarico

relativamente al bilancio della società estera controllata.

5. Il bilancio della società estera controllata, sottoscritto ai sensi del comma 2, con la relazione, i

pareri ad esso allegati e il giudizio espresso dalla società responsabile della revisione ai sensi del comma

592

4, sono trasmessi alla Consob . Art. 165-quinquies

(Obblighi delle società italiane collegate)

1. Il bilancio delle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo

119, e delle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai

591 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42, comma 3 della l. n. 262/2005 le disposizioni

contenute nel presente articolo si applicano alle società che vi sono soggette, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in

corso alla data di entrata in vigore della legge n. 262.

592 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42, comma 3 della l. n. 262/2005 le disposizioni

contenute nel presente articolo si applicano alle società che vi sono soggette, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in

corso alla data di entrata in vigore della legge n. 262.

pag. 138 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

sensi dell'articolo 116, le quali siano collegate a società aventi sede legale in uno degli Stati determinati

con i decreti di cui all'articolo 165-ter, comma 3, è corredato da una relazione degli amministratori sui

rapporti intercorrenti fra la società italiana e la società estera collegata, con particolare riguardo alle

reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui

il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o

all'estero dai predetti soggetti. La relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente

preposto alla redazione dei documenti contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo

593

di controllo . Art. 165-sexies

(Obblighi delle società italiane controllate)

1. Il bilancio delle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo

119, e delle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai

sensi dell'articolo 116, ovvero che hanno ottenuto rilevanti concessioni di credito, le quali siano

controllate da società aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti di cui all'articolo 165-

ter, comma 3, è corredato da una relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti fra la società

italiana e la società estera controllante, nonché le società da essa controllate o ad essa collegate o

sottoposte a comune controllo, con particolare riguardo alle reciproche situazioni debitorie e creditorie, e

sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio si riferisce, compresa la

prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o all'estero dai predetti soggetti. La

relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti

594

contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo .

Art. 165-septies

(Poteri della Consob e disposizioni di attuazione)

1. La Consob esercita i poteri previsti dagli articoli 114 e 115, con le finalità indicate dall'articolo

91, nei riguardi delle società italiane di cui alla presente sezione. Per accertare l'osservanza degli obblighi

di cui alla presente sezione da parte delle società italiane, può esercitare i medesimi poteri nei riguardi

delle società estere, previo consenso delle competenti autorità straniere, o chiedere l'assistenza o la

collaborazione di queste ultime, anche sulla base di accordi di cooperazione con esse.

2. La Consob emana, con proprio regolamento, le disposizioni per l'attuazione della presente

595

sezione .

593 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42, comma 3 della l. n. 262/2005 le disposizioni

contenute nel presente articolo si applicano alle società che vi sono soggette, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in

corso alla data di entrata in vigore della legge n. 262.

594 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

595 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 139

PARTE V

SANZIONI

TITOLO I 596

SANZIONI PENALI

Capo I

Intermediari e mercati

Art. 166

(Abusivismo)

1. E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a

lire venti milioni [ndr: da euro duemilasessantasei a euro diecimilatrecentoventinove] chiunque, senza

esservi abilitato ai sensi del presente decreto: 597

a) svolge servizi o attività di investimento o di gestione collettiva del risparmio ;

b) offre in Italia quote o azioni di Oicr;

c) offre fuori sede, ovvero promuove o colloca mediante tecniche di comunicazione a distanza,

598

strumenti finanziari o servizi o attività di investimento .

2. Con la stessa pena è punito chiunque esercita l'attività di promotore finanziario senza essere

iscritto nell'albo indicato dall'articolo 31.

3. Se vi è fondato sospetto che una società svolga servizi o attività di investimento o il servizio di

gestione collettiva del risparmio senza esservi abilitata ai sensi del presente decreto, la Banca d'Italia o la

Consob denunziano i fatti al pubblico ministero ai fini dell'adozione dei provvedimenti previsti

dall'articolo 2409 del codice civile ovvero possono richiedere al tribunale l'adozione dei medesimi

599 .

provvedimenti. Le spese per l'ispezione sono a carico della società

Art. 167

(Gestione infedele)

1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, nella prestazione del servizio di gestione di

portafogli o del servizio di gestione collettiva del risparmio, in violazione delle disposizioni regolanti i

conflitti di interesse, pone in essere operazioni che arrecano danno agli investitori, al fine di procurare a

sé o ad altri un ingiusto profitto, è punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci

milioni a lire duecento milioni [ndr: da euro cinquemilacentosessantacinque a euro

600

centotremiladuecentonovantuno] . Art. 168

(Confusione di patrimoni)

1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, nell'esercizio di servizi o attività di

investimento o di gestione collettiva del risparmio, ovvero nella custodia degli strumenti finanziari e delle

disponibilità liquide di un Oicr, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, viola le

disposizioni concernenti la separazione patrimoniale arrecando danno agli investitori, è punito con

l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire duecento milioni [ndr: da euro

596 Ai sensi dell’art. 39, co. 1, della l. n. 262 del 28.12.2005, le pene previste nel presente Titolo sono raddoppiate entro i limiti

posti a ciascun tipo di pena dal Libro I, Titolo II, Capo II del codice penale.

597 Lettera così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

598 Lettera così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

599 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007. V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

600 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha soppresso le parole: “di investimento su base

individuale”. V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

pag. 140 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

601

cinquemilacentosessantacinque a euro centotremiladuecentonovantuno] .

Art. 169

(Partecipazioni al capitale)

1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chiunque fornisce informazioni false nelle

comunicazioni previste dagli articoli 15, commi 1 e 3, 61, comma 6, e 80, comma 7, o in quelle richieste

ai sensi dell'articolo 17 è punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a

602

lire cento milioni [ndr: da euro cinquemilacentosessantacinque a euro cinquantunomilaseicentoquarantasei] .

Art. 170

(Gestione accentrata di strumenti finanziari)

1. Chiunque, nelle registrazioni o nelle certificazioni effettuate o rilasciate nell'ambito della

gestione accentrata, attesta falsamente fatti di cui la registrazione o la certificazione è destinata a provare

la verità ovvero dà corso al trasferimento o alla consegna degli strumenti finanziari o al trasferimento dei

relativi diritti senza aver ottenuto in restituzione le certificazioni, è punito con la reclusione da tre mesi a

603

due anni . Art. 170-bis

(Ostacolo alle funzioni di vigilanza della Consob)

1. Fuori dai casi previsti dall’articolo 2638 del codice civile, chiunque ostacola le funzioni di

vigilanza attribuite alla Consob è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da euro diecimila

604 .

ad euro duecentomila Art. 171

(Tutela dell'attività di vigilanza)

605

... omissis ...

601 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

602 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

603 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

604 Articolo inserito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004). V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

605 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). I reati di cui all’art.

171 sono previsti e puniti dall’art. 2638 del codice civile, dapprima sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 61/2002 e poi modificato

dall’art. 39 della l. n. 262 del 28.12.2005: “Art. 2638 (Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di

vigilanza) - 1. Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i

sindaci e i liquidatori di società o enti e gli altri soggetti sottoposti per legge alle autorità pubbliche di vigilanza, o tenuti ad

obblighi nei loro confronti, i quali nelle comunicazioni alle predette autorità previste in base alla legge, al fine di ostacolare

l'esercizio delle funzioni di vigilanza, espongono fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla

situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei sottoposti alla vigilanza ovvero, allo stesso fine, occultano con altri

mezzi fraudolenti, in tutto o in parte fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione medesima, sono puniti

con la reclusione da uno a quattro anni. La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o

amministrati dalla società per conto di terzi. 2. Sono puniti con la stessa pena gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti

preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di società, o enti e gli altri soggetti sottoposti

per legge alle autorità pubbliche di vigilanza o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali, in qualsiasi forma, anche

omettendo le comunicazioni dovute alle predette autorità, consapevolmente ne ostacolano le funzioni. La pena è raddoppiata

se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell'Unione europea o diffusi tra il

pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 .

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 141

Capo II

Emittenti

Art. 172

(Irregolare acquisto di azioni)

1. Gli amministratori di società con azioni quotate o di società da queste controllate che

acquistano azioni proprie o della società controllante in violazione delle disposizioni dell'articolo 132

sono puniti con una reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire quattrocentomila a lire due

606

milioni [ndr: da euro duecentosette a euro milletrentatre] .

2. La disposizione prevista dal comma 1 non si applica se l'acquisto è operato sul mercato

secondo modalità non concordate con la società di gestione del mercato o diverse da quelle concordate,

ma comunque idonee ad assicurare la parità di trattamento tra gli azionisti.

Art. 173

(Omessa alienazione di partecipazioni)

1. Gli amministratori di società con azioni quotate, o di società che partecipano al capitale di

società con azioni quotate, i quali violano gli obblighi di alienazione delle partecipazioni previsti dagli

articoli 110 e 121 sono puniti con la reclusione fino ad un anno e con la multa da euro venticinquemila a

607

euro duemilionicinquecentomila . Art. 173-bis

(Falso in prospetto)

1. Chiunque, allo scopo di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei prospetti richiesti

per l’offerta al pubblico di prodotti finanziari o l'ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati,

ovvero nei documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, con

l'intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, espone false informazioni od occulta dati o notizie in

608

modo idoneo a indurre in errore i suddetti destinatari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni .

Art. 174

(False comunicazioni e ostacolo alle funzioni della Consob)

609

... omissis ...

Capo III

Revisione contabile

Art. 174-bis

(Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione)

1. I responsabili della revisione delle società con azioni quotate, delle società da queste

controllate e delle società che emettono strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai

606 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

607 Articolo così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito la parole: "da lire duecentomila a lire due

milioni" con le parole: "da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. (V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni

penali).

608 Articolo dapprima inserito dall’art. 34 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi modificato dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007

che ha sostituito le parole: “sollecitazione all’investimento” con le parole: “offerta al pubblico di prodotti finanziari”.

609 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). Il reato di “False

comunicazioni e ostacolo alle funzioni della Consob” è previsto e punito dall’art. 2638 del codice civile, nel testo dapprima

sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 61/2002 e poi modificato dall’art. 39 della l. n. 262 del 28.12.2005. Per il contenuto dell’art.

2638 c.c. vedi nota all’art. 171.

pag. 142 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

sensi dell'articolo 116, i quali, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con l'intenzione di ingannare i

destinatari, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale

o finanziaria della società, dell'ente o del soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo a indurre in

errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

2. Nel caso in cui il fatto previsto dal comma 1 sia commesso per denaro o altra utilità data o

promessa, ovvero in concorso con gli amministratori, i direttori generali o i sindaci della società

assoggettata a revisione, la pena è aumentata fino alla metà.

3. La stessa pena prevista dai commi 1 e 2 si applica a chi dà o promette l'utilità nonché agli

amministratori, ai direttori generali e ai sindaci della società assoggettata a revisione, che abbiano

610

concorso a commettere il fatto . Art. 174-ter

(Corruzione dei revisori)

1. Gli amministratori, i soci, i responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di

revisione, i quali, nell'esercizio della revisione contabile delle società con azioni quotate, delle società da

queste controllate e delle società che emettono strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura

rilevante ai sensi dell'articolo 116, fuori dei casi previsti dall'articolo 174-bis, per denaro o altra utilità

data o promessa, compiono od omettono atti in violazione degli obblighi inerenti all'ufficio, sono puniti

con la reclusione da uno a cinque anni. 611

2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chi dà o promette l'utilità .

Art. 175

(Falsità nelle relazioni o comunicazioni della società di revisione)

612

... omissis ...

Art. 176

(Utilizzazione e divulgazione di notizie riservate)

613

... omissis ...

610 Articolo inserito dall’art. 35 della l. n. 262 del 28.12.2005.

611 Articolo inserito dall’art. 35 della l. n. 262 del 28.12.2005.

612 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). Il reato di “Falsità

nelle relazioni o comunicazioni della società di revisione” è attualmente previsto e punito dall’art. 2624 del codice civile,

così come sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 61/2002: “Art. 2624 (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di

revisione) - 1. I responsabili della revisione i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni

o in altre comunicazioni, con la consapevolezza della falsità e l'intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni,

attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società,

ente o soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni sulla predetta

situazione, sono puniti, se la condotta non ha loro cagionato un danno patrimoniale, con l'arresto fino a un anno. 2. Se la

condotta di cui al primo comma ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni, la pena è della

reclusione da uno a quattro anni”.

613 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). Vedi art. 622 c.p.,

dapprima modificato dall’art. 2 del d.lgs. n. 61/02 e poi dall’art. 15 della l. n. 262 del 28.12.2005: “Art. 622 (Rivelazione di

segreto professionale) - 1. Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o

arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può

derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. 2. La pena è aggravata

se il fatto è commesso da amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari,

sindaci o liquidatori o se è commesso da chi svolge la revisione contabile della società. 3. Il delitto è punibile a querela della

persona offesa.” Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 143

Art. 177

(Illeciti rapporti patrimoniali con la società assoggettata a revisione)

1. Gli amministratori, i soci responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di

revisione che contraggono prestiti, sotto qualsiasi forma, sia direttamente che per interposta persona, con

la società assoggettata a revisione o con una società che la controlla, o ne è controllata, o si fanno prestare

da una di tali società garanzie per debiti propri, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni e con la

multa da lire quattrocentomila a lire quattro milioni [ndr: da euro duecentosette a euro

614 .

duemilasessantasei] Art. 178

(Compensi illegali)

1. Gli amministratori, i soci responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di

revisione che percepiscono, direttamente o indirettamente, dalla società assoggettata a revisione contabile

compensi in denaro o in altra forma, oltre quelli legittimamente pattuiti, sono puniti con la reclusione da

sei mesi a tre anni e con la multa da lire quattrocentomila a due milioni [ndr: da euro duecentosette a euro

615

milletrentatre] .

2. La stessa pena si applica agli amministratori, ai dirigenti e ai liquidatori della società

assoggettata a revisione contabile che hanno corrisposto il compenso non dovuto.

Art. 179

(Disposizioni comuni)

1. Se dai fatti previsti dagli articoli del presente capo deriva alla società di revisione o alla

società assoggettata a revisione un danno di rilevante gravità, la pena è aumentata fino alla metà.

2. La sentenza penale pronunciata a carico di amministratori, soci e dipendenti della società di

revisione per reati commessi nell'esercizio o a causa delle attribuzioni previste dal presente decreto, è

comunicata alla Consob a cura del cancelliere dell'autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza.

3. Le disposizioni del presente capo si applicano nei casi di revisione contabile obbligatoria a

norma del presente decreto o in forza di altre disposizioni di legge o di regolamento, nonché nei casi in

cui la revisione contabile o la sottoposizione del bilancio al giudizio della società di revisione costituisce,

per disposizione di legge o di regolamento, condizione per l'esercizio di determinate attività o per

l'ottenimento di benefici o agevolazioni.

614 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

615 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

pag. 144 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

616

TITOLO I-BIS

ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

E MANIPOLAZIONE DEL MERCATO

Capo I

Disposizioni generali

Art. 180

(Definizioni)

1. Ai fini del presente titolo si intendono per:

a) “strumenti finanziari”: gli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 2, ammessi alla

negoziazione o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato

regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, nonché qualsiasi altro strumento ammesso o

per il quale è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato

di un Paese dell’Unione europea;

b) “derivati su merci”: gli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 3, relativi a merci,

ammessi alle negoziazioni o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in

un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, nonché qualsiasi altro strumento

derivato relativo a merci ammesso o per il quale è stata presentata una richiesta di ammissione alle

negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell’Unione europea;

c) “prassi di mercato ammesse”: prassi di cui è ragionevole attendersi l’esistenza in uno o più

mercati finanziari e ammesse o individuate dalla Consob in conformità alle disposizioni di attuazione

617 ;

della direttiva 2003/6/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003

d) “ente”: uno dei soggetti indicati nell'articolo 1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.

618

231 . Art. 181

(Informazione privilegiata)

1. Ai fini del presente titolo per informazione privilegiata si intende un'informazione di carattere

preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti

strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo

sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari.

2. In relazione ai derivati su merci, per informazione privilegiata si intende un'informazione di

carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più

derivati su merci, che i partecipanti ai mercati su cui tali derivati sono negoziati si aspettano di ricevere

619

secondo prassi di mercato ammesse in tali mercati .

3. Un'informazione si ritiene di carattere preciso se:

a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si possa ragionevolmente

prevedere che verrà ad esistenza o ad un evento verificatosi o che si possa ragionevolmente prevedere che

si verificherà;

b) è sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del

complesso di circostanze o dell'evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari.

4. Per informazione che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di

strumenti finanziari si intende un'informazione che presumibilmente un investitore ragionevole

utilizzerebbe come uno degli elementi su cui fondare le proprie decisioni di investimento.

616 Il precedente Capo IV – “Abusi di informazioni privilegiate e aggiotaggio su strumenti finanziari”, comprendente gli articoli

da 180 a 187-bis, è stato sostituito con il presente Titolo I-bis (artt. 180-187-quaterdecies) dall’art. 9 della l. n. 62 del

18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) .

617 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

618 V. ndr al Titolo I-bis.

619 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 145

5. Nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini relativi a strumenti finanziari, per

informazione privilegiata si intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente gli ordini

del cliente in attesa di esecuzione, che ha un carattere preciso e che concerne, direttamente o

indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa

620

pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari .

Art. 182

(Ambito di applicazione)

1. I reati e gli illeciti previsti dal presente titolo sono puniti secondo la legge italiana anche se

commessi all'estero, qualora attengano a strumenti finanziari ammessi o per i quali è stata presentata una

richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano.

2. Salvo quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli articoli 184, 185, 187-bis e 187-ter si

applicano ai fatti concernenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione o per i quali è stata

presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altri

621

Paesi dell'Unione europea . Art. 183

(Esenzioni)

1. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:

a) alle operazioni attinenti alla politica monetaria, alla politica valutaria o alla gestione del

debito pubblico compiute dallo Stato italiano, da uno Stato membro dell'Unione europea, dal Sistema

europeo delle Banche centrali, da una Banca centrale di uno Stato membro dell'Unione europea, o da

qualsiasi altro ente ufficialmente designato ovvero da un soggetto che agisca per conto degli stessi;

b) alle negoziazioni di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari propri quotati, effettuate

nell'ambito di programmi di riacquisto da parte dell'emittente o di società controllate o collegate, ed alle

operazioni di stabilizzazione di strumenti finanziari che rispettino le condizioni stabilite dalla Consob con

622

regolamento . Capo II 623

Sanzioni penali

Art. 184

(Abuso di informazioni privilegiate)

1. È punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro tre milioni

chiunque, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di

organi di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale

dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche

pubblica, o di un ufficio:

a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o

per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;

b) comunica tali informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della

professione, della funzione o dell'ufficio;

c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni

indicate nella lettera a).

2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni

620 V. ndr al Titolo I-bis.

621 V. ndr al Titolo I-bis.

622 V. ndr al Titolo I-bis.

623 Ai sensi dell’art. 39, co. 1, della l. n. 262 del 28.12.2005, le pene previste nel presente Capo sono raddoppiate entro i limiti

posti a ciascun tipo di pena dal Libro I, Titolo II, Capo II del codice penale.

pag. 146 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attività delittuose compie taluna delle azioni di

cui al medesimo comma 1.

3. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il

prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità

personali del colpevole o per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare

inadeguata anche se applicata nel massimo.

4. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari

di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180,

624

comma 1, lettera a) . Art. 185

(Manipolazione del mercato)

1. Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi

concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, è punito

con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni.

2. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il

prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità

personali del colpevole o per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare

625 .

inadeguata anche se applicata nel massimo Art. 186

(Pene accessorie)

1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo importa l'applicazione delle pene

accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata non inferiore a

sei mesi e non superiore a due anni, nonché la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di

626

cui uno economico, a diffusione nazionale . Art. 187

(Confisca)

1. In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente capo è disposta la confisca del

prodotto o del profitto conseguito dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo.

2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad

oggetto una somma di denaro o beni di valore equivalente.

3. Per quanto non stabilito nei commi 1 e 2 si applicano le disposizioni dell'articolo 240 del

627

codice penale .

624 V. ndr al Titolo I-bis e al Capo II – Sanzioni penali.

625 V. ndr al Titolo I-bis e al Capo II – Sanzioni penali.

626 V. ndr al Titolo I-bis.

627 V. ndr al Titolo I-bis.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 147

Capo III

Sanzioni amministrative

628

Art. 187-bis

(Abuso di informazioni privilegiate)

1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione

629

amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di

informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o

controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attività

lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:

a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o

per conto di terzi su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;

b) comunica informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della

professione, della funzione o dell'ufficio;

c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni

indicate nella lettera a).

2. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni

privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attività delittuose compie taluna delle azioni di

cui al medesimo comma 1.

3. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari

di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180,

comma 1, lettera a).

4. La sanzione prevista al comma 1 si applica anche a chiunque, in possesso di informazioni

privilegiate, conoscendo o potendo conoscere in base ad ordinaria diligenza il carattere privilegiato delle

stesse, compie taluno dei fatti ivi descritti.

5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1, 2 e 4 sono aumentate fino al triplo

o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per le

qualità personali del colpevole ovvero per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito, esse

appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.

6. Per le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo è equiparato alla consumazione.

630

Art. 187-ter

(Manipolazione del mercato)

1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione

631

amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro cinque milioni chiunque, tramite mezzi di

informazione, compreso internet o ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o notizie false o

fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli

strumenti finanziari.

2. Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attività professionale la diffusione

delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie di detta

professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto

628 V. ndr al Titolo I-bis.

629 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata successivamente quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n.

262 del 28.12.2005; per effetto di tale ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati:

euro ventimila in euro centomila; euro tre milioni in euro quindici milioni.

630 V. ndr al Titolo I-bis.

631 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata successivamente quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n.

262 del 28.12.2005; per effetto di tale ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati:

euro ventimila in euro centomila; euro cinque milioni in euro venticinque milioni.

pag. 148 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

dalla diffusione delle informazioni.

3. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione

amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 chiunque pone in essere:

a) operazioni od ordini di compravendita che forniscano o siano idonei a fornire indicazioni

false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari;

b) operazioni od ordini di compravendita che consentono, tramite l'azione di una o di più

persone che agiscono di concerto, di fissare il prezzo di mercato di uno o più strumenti finanziari ad un

livello anomalo o artificiale;

c) operazioni od ordini di compravendita che utilizzano artifizi od ogni altro tipo di inganno o

di espediente;

d) altri artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda

o al prezzo di strumenti finanziari.

4. Per gli illeciti indicati al comma 3, lettere a) e b), non può essere assoggettato a sanzione

amministrativa chi dimostri di avere agito per motivi legittimi e in conformità alle prassi di mercato

ammesse nel mercato interessato.

5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi precedenti sono aumentate fino al

triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per

le qualità personali del colpevole, per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito ovvero per

gli effetti prodotti sul mercato, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.

6. Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Consob ovvero su proposta della

medesima, può individuare, con proprio regolamento, in conformità alle disposizioni di attuazione della

direttiva 2003/6/CE adottate dalla Commissione europea, secondo la procedura di cui all'articolo 17,

paragrafo 2, della stessa direttiva, le fattispecie, anche ulteriori rispetto a quelle previste nei commi

precedenti, rilevanti ai fini dell'applicazione del presente articolo.

7. La Consob rende noti, con proprie disposizioni, gli elementi e le circostanze da prendere in

considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire manipolazioni di mercato, ai sensi

632

della direttiva 2003/6/CE e delle disposizioni di attuazione della stessa .

Art. 187-quater

(Sanzioni amministrative accessorie)

1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa la

perdita temporanea dei requisiti di onorabilità per gli esponenti aziendali ed i partecipanti al capitale dei

soggetti abilitati, delle società di gestione del mercato, nonché per i revisori e i promotori finanziari e, per

gli esponenti aziendali di società quotate, l'incapacità temporanea ad assumere incarichi di

amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di società quotate e di società appartenenti al

medesimo gruppo di società quotate.

2. La sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 1 ha una durata non inferiore a due

mesi e non superiore a tre anni.

3. Con il provvedimento di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal

presente capo la Consob, tenuto conto della gravità della violazione e del grado della colpa, può intimare

ai soggetti abilitati, alle società di gestione del mercato, agli emittenti quotati e alle società di revisione di

non avvalersi, nell'esercizio della propria attività e per un periodo non superiore a tre anni, dell'autore

della violazione, e richiedere ai competenti ordini professionali la temporanea sospensione del soggetto

633 .

iscritto all'ordine dall'esercizio dell'attività professionale

632 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

633 V. ndr al Titolo I-bis.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 149

Art. 187-quinquies

(Responsabilità dell'ente)

1. L'ente è responsabile del pagamento di una somma pari all'importo della sanzione

amministrativa irrogata per gli illeciti di cui al presente capo commessi nel suo interesse o a suo

vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione

dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonché da persone

che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;

b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).

2. Se, in seguito alla commissione degli illeciti di cui al comma 1, il prodotto o il profitto

conseguito dall'ente è di rilevante entità, la sanzione è aumentata fino a dieci volte tale prodotto o profitto.

3. L'ente non è responsabile se dimostra che le persone indicate nel comma 1 hanno agito

esclusivamente nell'interesse proprio o di terzi.

4. In relazione agli illeciti di cui al comma 1 si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 8

e 12 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Il Ministero della giustizia formula le osservazioni di

cui all'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sentita la Consob, con riguardo agli illeciti

634 .

previsti dal presente titolo Art. 187-sexies

(Confisca)

1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa

sempre la confisca del prodotto o del profitto dell'illecito e dei beni utilizzati per commetterlo.

2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad

oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente.

3. In nessun caso può essere disposta la confisca di beni che non appartengono ad una delle

635

persone cui è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria .

Art. 187-septies

(Procedura sanzionatoria)

1. Le sanzioni amministrative previste dal presente capo sono applicate dalla Consob con

provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati e valutate le deduzioni da

essi presentate nei successivi trenta giorni. Nello stesso termine gli interessati possono altresì chiedere di

essere sentiti personalmente.

2. Il procedimento sanzionatorio è retto dai princìpi del contraddittorio, della conoscenza degli

atti istruttori, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.

3. Il provvedimento di applicazione delle sanzioni è pubblicato per estratto nel Bollettino della

Consob. Avuto riguardo alla natura delle violazioni e degli interessi coinvolti, possono essere stabilite

dalla Consob modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento, ponendo le relative spese a carico

dell'autore della violazione. La Consob, anche dietro richiesta degli interessati, può differire ovvero

escludere, in tutto o in parte, la pubblicazione del provvedimento, quando da questa possa derivare grave

pregiudizio alla integrità del mercato ovvero questa possa arrecare un danno sproporzionato alle parti

coinvolte.

4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente capo può

634 V. ndr al Titolo I-bis.

635 V. ndr al Titolo I-bis.

pag. 150 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

proporsi, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ricorso in opposizione alla corte d'appello

nella cui circoscrizione è la sede legale o la residenza dell'opponente. Se l'opponente non ha la sede legale

o la residenza nello Stato, è competente la corte d'appello del luogo in cui è stata commessa la violazione.

Quando tali criteri non risultano applicabili, è competente la corte d'appello di Roma. Il ricorso deve

essere notificato alla Consob e depositato presso la cancelleria della corte d'appello nel termine di trenta

giorni dalla notificazione.

5. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento. La corte d'appello, se ricorrono

gravi motivi, può disporre la sospensione con decreto motivato.

6. Il giudizio di opposizione si svolge nelle forme previste dall'articolo 23 della legge 24

novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili.

7. Copia della sentenza è trasmessa a cura della cancelleria della corte d'appello alla Consob ai

fini della pubblicazione per estratto nel Bollettino di quest'ultima.

8. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo non si applica l'articolo 16

636

della legge 24 novembre 1981, n. 689 . Capo IV

Poteri della Consob

Art. 187-octies

(Poteri della Consob)

1. La Consob vigila sulla osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo e di tutte le altre

disposizioni emanate in attuazione della direttiva 2003/6/CE.

2. La Consob compie tutti gli atti necessari all'accertamento delle violazioni delle disposizioni di

cui al presente titolo, utilizzando i poteri ad essa attribuiti dal presente decreto.

3. La Consob può nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti:

a) richiedere notizie, dati o documenti sotto qualsiasi forma stabilendo il termine per la relativa

comunicazione;

b) richiedere le registrazioni telefoniche esistenti stabilendo il termine per la relativa

comunicazione;

c) procedere ad audizione personale;

d) procedere al sequestro dei beni che possono formare oggetto di confisca ai sensi dell'articolo

637

187-sexies ;

e) procedere ad ispezioni;

f) procedere a perquisizioni nei modi previsti dall'articolo 33 del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall'articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 633.

4. La Consob può altresì:

a) avvalersi della collaborazione delle pubbliche amministrazioni, richiedendo la

comunicazione di dati ed informazioni anche in deroga ai divieti di cui all'articolo 25, comma 1, del

decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ed accedere al sistema informativo dell'anagrafe tributaria

secondo le modalità previste dagli articoli 2 e 3, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1991, n. 212;

b) chiedere l'acquisizione presso il fornitore dei dati relativi al traffico di cui al decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

c) richiedere la comunicazione di dati personali anche in deroga ai divieti di cui all'articolo

636 V. ndr al Titolo I-bis.

637 Vedi delibera Consob n. 15087 del 21.6.2005 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 151

25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

d) avvalersi, ove necessario, dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti e dei depositi di cui

all'articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, secondo le modalità indicate dall'articolo

3, comma 4, lettera b), del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla

legge 5 luglio 1991, n. 197, nonché acquisire anche mediante accesso diretto i dati contenuti nell'archivio

indicato all'articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla

legge 6 febbraio 1980, n. 15;

e) accedere direttamente, mediante apposita connessione telematica, ai dati contenuti nella

Centrale dei rischi della Banca d'Italia, di cui alla deliberazione del Comitato interministeriale per il

638

credito e il risparmio del 29 marzo 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 1994 .

5. I poteri di cui al comma 3, lettere d) e f), e al comma 4, lettera b), sono esercitati previa

autorizzazione del procuratore della Repubblica. Detta autorizzazione è necessaria anche in caso di

esercizio dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma 4, lettera c), nei confronti di soggetti

diversi dai soggetti abilitati, dai soggetti indicati nell'articolo 114, commi 1, 2 e 8, e dagli altri soggetti

vigilati ai sensi del presente decreto.

6. Qualora sussistano elementi che facciano presumere l'esistenza di violazioni delle norme del

presente titolo, la Consob può in via cautelare ordinare di porre termine alle relative condotte.

7. È fatta salva l'applicazione delle disposizioni degli articoli 199, 200, 201, 202 e 203 del codice

di procedura penale, in quanto compatibili.

8. Nei casi previsti dai commi 3, lettere c), d), e) e f), e 12 viene redatto processo verbale dei dati

e delle informazioni acquisite o dei fatti accertati, dei sequestri eseguiti e delle dichiarazioni rese dagli

interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia.

9. Quando si è proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera d), gli interessati possono

proporre opposizione alla Consob.

10. Sull'opposizione la decisione è adottata con provvedimento motivato emesso entro il

trentesimo giorno successivo alla sua proposizione.

11. I valori sequestrati devono essere restituiti agli aventi diritto quando:

a) è deceduto l'autore della violazione;

b) viene provato che gli aventi diritto sono terzi estranei all'illecito;

c) l'atto di contestazione degli addebiti non è notificato nei termini prescritti dall'articolo 14

della legge 24 novembre 1981, n. 689;

d) la sanzione amministrativa pecuniaria non è stata applicata entro il termine di due anni

dall'accertamento della violazione.

12. Nell'esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la Consob può avvalersi della Guardia di

finanza che esegue gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini

dell'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi.

13. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dalla Guardia di finanza nell'assolvimento dei

compiti previsti dal comma 12 sono coperti dal segreto d'ufficio e vengono, senza indugio, comunicati

esclusivamente alla Consob.

14. Il provvedimento della Consob che infligge la sanzione pecuniaria ha efficacia di titolo

esecutivo. Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, la Consob procede alla esazione delle

somme dovute in base alle norme previste per la riscossione, mediante ruolo, delle entrate dello Stato,

degli enti territoriali, degli enti pubblici e previdenziali.

15. Quando l'autore della violazione esercita un'attività professionale, il provvedimento che

638 Vedi protocollo d’intesa Banca d’Italia/Consob del 31.10.2007.

pag. 152 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

639

infligge la sanzione è trasmesso al competente ordine professionale .

Art. 187-nonies

(Operazioni sospette)

1. I soggetti abilitati, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale e le società di gestione

del mercato devono segnalare senza indugio alla Consob le operazioni che, in base a ragionevoli motivi,

possono ritenersi configurare una violazione delle disposizioni di cui al presente titolo. La Consob

stabilisce, con regolamento, le categorie di soggetti tenuti a tale obbligo, gli elementi e le circostanze da

prendere in considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire operazioni sospette,

640

nonché le modalità e i termini di tali segnalazioni .

Capo V

Rapporti tra procedimenti

Art. 187-decies

(Rapporti con la magistratura)

1. Quando ha notizia di uno dei reati previsti dal capo II il pubblico ministero ne informa senza

ritardo il Presidente della Consob.

2. Il Presidente della Consob trasmette al pubblico ministero, con una relazione motivata, la

documentazione raccolta nello svolgimento dell'attività di accertamento nel caso in cui emergano

elementi che facciano presumere la esistenza di un reato. La trasmissione degli atti al pubblico ministero

avviene al più tardi al termine dell'attività di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al

presente titolo, capo III.

3. La Consob e l'autorità giudiziaria collaborano tra loro, anche mediante scambio di

informazioni, al fine di agevolare l'accertamento delle violazioni di cui al presente titolo anche quando

queste non costituiscono reato. A tale fine la Consob può utilizzare i documenti, i dati e le notizie

acquisiti dalla Guardia di finanza nei modi e con le forme previsti dall'articolo 63, primo comma, del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dall'articolo 33, terzo comma, del

641

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 .

Art. 187-undecies

(Facoltà della Consob nel procedimento penale)

1. Nei procedimenti per i reati previsti dagli articoli 184 e 185, la Consob esercita i diritti e le facoltà

attribuiti dal codice di procedura penale agli enti e alle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato.

2. La Consob può costituirsi parte civile e richiedere, a titolo di riparazione dei danni cagionati

dal reato all'integrità del mercato, una somma determinata dal giudice, anche in via equitativa, tenendo

comunque conto dell'offensività del fatto, delle qualità personali del colpevole e dell'entità del prodotto o

642

del profitto conseguito dal reato . Art. 187-duodecies

(Rapporti tra procedimento penale e

procedimento amministrativo e di opposizione)

1. Il procedimento amministrativo di accertamento e il procedimento di opposizione di cui

all'articolo 187-septies non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad

639 V. ndr al Titolo I-bis.

640 V. ndr al Titolo I-bis. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del

2.11.2007).

641 V. ndr al Titolo I-bis.

642 V. ndr al Titolo I-bis.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 153

643

oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione .

Art. 187-terdecies

(Esecuzione delle pene pecuniarie e

delle sanzioni pecuniarie nel processo penale)

1. Quando per lo stesso fatto è stata applicata a carico del reo o dell'ente una sanzione

644

amministrativa pecuniaria ai sensi dell'articolo 187-septies , la esazione della pena pecuniaria e della

sanzione pecuniaria dipendente da reato è limitata alla parte eccedente quella riscossa dall'Autorità

645

amministrativa . Art. 187-quaterdecies

(Procedure consultive)

1. La Consob definisce entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente

disposizione, con proprio regolamento, le modalità e i tempi delle procedure consultive da attivare,

mediante costituzione di un Comitato, con organismi rappresentativi dei consumatori e dei prestatori di

servizi finanziari e degli altri soggetti vigilati, in occasione delle modifiche regolamentari in materia di

646

abusi di mercato e in altre materie rientranti nelle proprie competenze istituzionali .

TITOLO II

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Art. 187-quinquiesdecies

(Tutela dell'attività di vigilanza della Consob)

1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile, chiunque non ottempera nei termini

alle richieste della Consob ovvero ritarda l'esercizio delle sue funzioni è punito con la sanzione

647

amministrativa pecuniaria da euro diecimila ad euro duecentomila .

Art. 188

(Abuso di denominazione)

1. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al

pubblico, delle parole: "Sim" o "società di intermediazione mobiliare" o "impresa di investimento"; "Sgr"

o "società di gestione del risparmio"; "Sicav" o "società di investimento a capitale variabile"; ovvero di

altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo

svolgimento dei servizi o delle attività di investimento o del servizio di gestione collettiva del risparmio è

vietato a soggetti diversi, rispettivamente, dalle imprese di investimento, dalle società di gestione del

risparmio e dalle Sicav. Chiunque contravviene al divieto previsto dal presente articolo è punito con la

648

sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecentosedici a euro diecimilatrecentoventinove .

643 V. ndr al Titolo I-bis.

644 Le precedenti parole: “dell’articolo 195” sono state sostituite dalle parole: “dell’articolo 187-septies” dall’art. 3, comma 19

del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

645 V. ndr al Titolo I-bis.

646 V. ndr al Titolo I-bis.

647 Articolo inserito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004). La misura della sanzione amministrativa

pecuniaria è stata successivamente quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005; per effetto di tale

ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro diecimila in euro cinquantamila; euro

duecentomila in euro un milione.

648 Comma dapprima sostituito dall’art. 24 del d.lgs. n. 274 dell’1.8.2003 e poi così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007. La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del

28.12.2005; per effetto di tale ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquecentosedici in euro duemilacinquecentottanta; euro diecimilatrecentoventinove in euro

cinquantunomilaseicentoquarantacinque.

pag. 154 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Alla sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal presente articolo non si applica l'articolo

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Art. 189

(Partecipazioni al capitale)

1. L'omissione delle comunicazioni previste dagli articoli 15, commi 1 e 3, 61, comma 6, e 80,

comma 7, e di quelle richieste ai sensi dell'articolo 17 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria

da lire dieci milioni a lire cento milioni [ndr: da euro cinquemilacentosettantacinque a euro

649

cinquantunomilaseicentoquarantasei] .

2. La stessa sanzione si applica in caso di violazione dei divieti di esercizio dei diritti ed in caso

di inadempimento degli obblighi di alienazione previsti dagli articoli 14, commi 4 e 7, 16, commi 1, 2 e 4,

650

61, comma 7, e 80, comma 8 . Art. 190

(Altre sanzioni amministrative pecuniarie in tema di disciplina degli intermediari e dei mercati)

1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e i dipendenti di società o

enti abilitati, i quali non osservano le disposizioni previste dagli articoli 6; 7, commi 2 e 3; 8, comma 1; 9;

651

10; 12; 13, comma 2; 21; 22; 24, comma 1; 25; 25-bis, commi 1 e 2; 27, commi 3 e 4; 28, comma 3;

30, commi 3, 4 e 5; 31, commi 1, 2, 5, 6 e 7; 32, comma 2; 36, commi 2, 3, 4, 6 e 7; 37; 38, commi 3 e 4;

39, commi 1 e 2; 40, comma 1; 41, commi 2 e 3; 42, commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8; 43, commi 7 e 8; 50, comma

652 , ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla Banca d'Italia o dalla

1; 65; 187-nonies

Consob in base ai medesimi articoli, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro

duemilacinquecento a euro duecentocinquantamila. La stessa sanzione si applica nel caso di violazione

dell’articolo 18, comma 1, ovvero in caso di esercizio dell’attività di promotore finanziario in assenza

653

dell’iscrizione nell’albo di cui all’articolo 31 .

2. La stessa sanzione si applica:

a) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle

società di gestione del mercato, nel caso di inosservanza delle disposizioni previste dal capo I del titolo I

della parte III e di quelle emanate in base ad esse;

b) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle

società di gestione accentrata, nel caso di inosservanza delle disposizioni previste dal titolo II della parte

III e di quelle emanate in base ad esse;

c) agli organizzatori e agli operatori dei sistemi di scambi di fondi interbancari, ai soggetti che

gestiscono sistemi multilaterali di negoziazione ed agli internalizzatori sistematici, nel caso di

inosservanza delle disposizioni previste dai capi II e III del titolo I della parte III e di quelle emanate in

654

base ad esse ;

d) ai soggetti che gestiscono sistemi indicati negli articoli 68, 69, comma 2, e 70 o che

svolgono funzioni di amministrazione o di direzione della società indicata nell'articolo 69, comma 1, nel

caso di inosservanza delle disposizioni previste dagli articoli 68, 69, 70, 70-bis e 77, comma 1, e di quelle

655

applicative delle medesime ;

649 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquemilacentosessantacinque in euro venticinquemilaottocentoventicinque; euro cinquantunomilaseicentoquarantasei in

euro duecentocinquantottomiladuecentotrenta.

650 Comma così sostituito con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

651 Le parole “25-bis, commi 1 e 2;” sono state inserite dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

652 Le parole “; 187-nonies” sono state inserite dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

653 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha inserito la parola: “abilitati”, ha sostituito le parole:

“lire un milione a lire cinquanta milioni” con le parole: “euro duemilacinquecento a euro duecentocinquantamila” e ha

aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La stessa sanzione si applica nel caso di violazione dell’articolo 18, comma 1, ovvero

in caso di esercizio dell’attività di promotore finanziario in assenza dell’iscrizione nell’albo di cui all’articolo 31”.

654 Lettera così sostituita dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

655 Lettera così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 155

d-bis) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle

imprese di assicurazione, nel caso in cui non osservino le disposizioni previste dall'articolo 25-bis, commi

656 ;

1 e 2, e quelle emanate in base ad esse

d-ter) agli operatori ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati in caso di

657

inosservanza delle disposizioni previste dall’articolo 25, comma 3 .

3. Le sanzioni previste dai commi 1 e 2 si applicano anche ai soggetti che svolgono funzioni di

controllo nelle società o negli enti ivi indicati, i quali abbiano violato le disposizioni indicate nei

medesimi commi o non abbiano vigilato, in conformità dei doveri inerenti al loro ufficio, affinché le

disposizioni stesse non fossero da altri violate. La stessa sanzione si applica nel caso di violazione delle

disposizioni previste dall'articolo 8, commi da 2 a 6.

658

3-bis. …omissis… .

4. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Art. 191

(Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita)

1. Chiunque effettua un'offerta al pubblico in violazione degli articoli 94, comma 1 e 98-ter,

comma 1 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore ad un quarto del

controvalore offerto e fino ad un massimo di due volte il controvalore stesso e, ove quest'ultimo non sia

determinabile, di importo minimo di centomila euro e massimo di duemilioni di euro.

2. Chiunque viola gli articoli 94, commi 2, 3, 5, 6 e 7, 96, 97, 98-ter, commi 2 e 3, 101, ovvero

le relative disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob ai sensi degli articoli 95, commi 1, 2 e

4, 97, comma 2, 98-quater, 98-quinquies, comma 2, 99, comma 1, lettere a), b), c) e d), è punito con la

sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro.

3. L’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 1, importa la

perdita temporanea dei requisiti di onorabilità previsti dal presente decreto per gli esponenti aziendali dei

soggetti abilitati e per i promotori finanziari nonché l’incapacità temporanea ad assumere incarichi di

amministrazione, direzione e controllo nell’ambito di società aventi titoli quotati nei mercati

regolamentati o diffusi tra il pubblico in maniera rilevante e di società appartenenti al medesimo gruppo.

La sanzione amministrativa accessoria ha durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni.

4. La Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell’articolo 195, le misure e le sanzioni applicate

per la violazione delle disposizioni richiamate nel presente articolo, salvo il caso in cui la pubblicazione

possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

5. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo

659 .

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 Art. 192

(Offerte pubbliche di acquisto o di scambio)

1. Chiunque viola l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto o di scambio ovvero

effettua un'offerta pubblica di acquisto o di scambio in violazione delle disposizioni dell'articolo 102,

656 Lettera dapprima aggiunta dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007.

657 Lettera aggiunta dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

658 Comma dapprima inserito dall’art. 10 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi abrogato dall'art. 10, comma 6 della l. n. 13 del

6.2.2007 (Legge comunitaria 2006) che ha abrogato dall’art. 10 della l. n. 262 del 28.12.2005.

659 Articolo dapprima modificato dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così sostituito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del

28.3.2007.

pag. 156 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

commi 1, 3 e 6, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore ad euro

venticinquemila e non superiore al corrispettivo complessivamente dovuto dall'offerente ovvero che

660 .

sarebbe stato complessivamente dovuto dall'offerente se l'offerta fosse stata promossa

2. La sanzione indicata nel comma 1 si applica a chi:

a) non rispetta le indicazioni fornite dalla Consob ai sensi dell'articolo 102, comma 4, ovvero

viola le disposizioni dei regolamenti emanati a norma dell'articolo 102, comma 1 e dell'articolo 103,

comma 4; b) esercita il diritto di voto in violazione delle disposizioni dell'articolo 110;

661

b-bis) viola l'obbligo di cui all'articolo 110, comma 1-bis .

3. Gli amministratori, i componenti del consiglio di gestione e di sorveglianza di società con azioni

quotate in mercati regolamentati italiani che eseguono operazioni in violazione dell'obbligo di astensione

previsto dall'articolo 104, comma 1, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro

662 .

venticinquemila a euro cinquecentoquindicimila

Art. 192-bis 663

(Informazioni sul governo societario)

1. Salvo che il fatto costituisca reato, gli amministratori, i componenti degli organi di controllo e i

direttori generali di società quotate nei mercati regolamentati i quali omettono le comunicazioni prescritte

dall'articolo 123-bis, comma 2, lettera a) sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da

diecimila a trecentomila euro. Il provvedimento sanzionatorio è pubblicato, a spese degli stessi, su

664 .

almeno due quotidiani, di cui uno economico, aventi diffusione nazionale

Art. 192-ter

(Ammissione alle negoziazioni)

1. L'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni che viola le disposizioni

contenute negli articoli 113, commi 2, 3, lettere a), d) e f), 4 e 113-bis, commi 1, 2, lettere a) e b) e 4,

ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob in base ai medesimi articoli, è punito

con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro.

2. La Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell’articolo 195, le misure e le sanzioni applicate

per la violazione delle disposizioni richiamate nel presente articolo, salvo il caso in cui la pubblicazione

possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

3. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo

665

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 .

660 Comma così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2207 che ha sostituito le parole: "dell'articolo 102, comma 1 e

3" con le parole: "dell'articolo 102, commi 1, 3 e 6" e le parole: "da lire dieci milioni a lire duecento milioni" con le parole:

"di importo non inferiore ad euro venticinquemila e non superiore al corrispettivo complessivamente dovuto dall'offerente

ovvero che sarebbe stato complessivamente dovuto dall'offerente se l'offerta fosse stata promossa".

661 Comma così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2207 che alla lettera a) ha sostituito le parole: "dell'articolo 102,

comma 2" con le parole: "dell'articolo 102, comma 4" e le parole: "a norma dell'articolo 103, commi 4 e 5" con le parole: "a

norma dell'articolo 102, comma 1 e dell'articolo 103, comma 4" e ha aggiunto la lettera "b-bis).

662 Comma così sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2207.

663 Rubrica così sostituita dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del 3.11.2008.

664 Articolo dapprima inserito dall’art. 36 della l. n. 262 del 28.12.2005; poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 che ha soppresso le parole: “ovvero, nelle stesse o in altre comunicazioni rivolte al pubblico, divulgano o lasciano

divulgare false informazioni relativamente all’adesione delle stesse società a codici di comportamento redatti da società di

gestione dei mercati regolamentati da associazioni di categoria degli operatori, ovvero all’applicazione dei medesimi,”; infine

così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del 3.11.2008 che ha sostituito le parole: “dall'articolo 124-bis” con le parole:

“dall'articolo 123-bis, comma 2, lettera a)”.

665 Articolo inserito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 157

Art. 193

(Informazione societaria e doveri dei sindaci e delle società di revisione)

1. Nei confronti di società, enti o associazioni tenuti a effettuare le comunicazioni previste dagli

articoli 114, 114-bis, 115, 154-bis e 154-ter o soggetti agli obblighi di cui all’articolo 115-bis è applicabile

la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a cinquecentomila euro per l'inosservanza delle

disposizioni degli articoli medesimi o delle relative disposizioni applicative. Se le comunicazioni sono

666

dovute da una persona fisica, in caso di violazione la sanzione si applica nei confronti di quest'ultima .

1-bis. Alla stessa sanzione di cui al comma 1 soggiacciono coloro i quali esercitano funzioni di

amministrazione, di direzione e di controllo presso le società e gli enti che svolgono le attività indicate

all’articolo 114, commi 8 e 11, nonché i loro dipendenti, e i soggetti indicati nell’articolo 114, comma 7,

in caso di inosservanza delle disposizioni ivi previste nonché di quelle di attuazione emanate dalla

667

Consob .

1-ter. La stessa sanzione di cui al comma 1 è applicabile in caso di inosservanza delle disposizioni

previste dall’articolo 114, commi 8 e 11, nonché di quelle di attuazione emanate dalla Consob, nei

confronti della persona fisica che svolge le attività indicate nel comma 1-bis e, quando non ricorra la

causa di esenzione prevista dall’articolo 114, comma 10, nei confronti della persona fisica che svolge

668

l’attività di giornalista .

1-quater. La stessa sanzione di cui al comma 1 è applicabile, in caso di inosservanza delle

disposizioni di attuazione emanate dalla Consob ai sensi dell'articolo 113-ter, comma 5, lettere b) e c), nei

confronti dei soggetti autorizzati dalla Consob all'esercizio del servizio di diffusione e di stoccaggio delle

669 .

informazioni regolamentate

2. L'omissione delle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti e dei patti parasociali previste

rispettivamente dagli articoli 120, commi 2, 3 e 4, e 122, commi 1 e 2 e 5, nonché la violazione dei divieti

previsti dall'articolo 120, comma 5, 121, commi 1 e 3, e 122, comma 4, sono punite con la sanzione

amministrativa pecuniaria da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. Il ritardo nelle

comunicazioni previste dall'articolo 120, commi 2, 3 e 4, non superiore a due mesi, è punito con la

670

sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro cinquecentomila .

3. La sanzione indicata nel comma 2 si applica:

a) ai componenti del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza e del comitato per il

controllo sulla gestione che commettono irregolarità nell'adempimento dei doveri previsti dall'articolo

149, commi 1, 4-bis, primo periodo, e 4-ter, ovvero omettono le comunicazioni previste dall'articolo 149,

671

comma 3 ;

b) agli amministratori delle società di revisione che violano le disposizioni contenute

nell'articolo 162, comma 3.

3-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, i componenti degli organi di controllo, i quali omettano di

eseguire nei termini prescritti le comunicazioni di cui all'articolo 148-bis, comma 2, sono puniti con la

sanzione amministrativa in misura pari al doppio della retribuzione annuale prevista per l'incarico

666 Comma dapprima modificato dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004); poi sostituito

dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005; modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole:

“previste dagli articoli 113, 114 e 115” con le parole: “previste dagli articoli 113, 114, 114-bis e 115 o soggetti agli obblighi

di cui all’articolo 115-bis” e ha soppresso le parole: “Si applica il disposto dell'articolo 190, comma 3.”; modificato dall’art. 4

del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 che ha soppresso la parola: “113” e infine, così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del

6.11.2007 che ha sostituito le parole "e 115" con le parole: ", 115, 154-bis e 154-ter".

667 Comma inserito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

668 Comma inserito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

669 Comma inserito dall’art. 1, del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

670 Comma così sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

671 Lettera così sostituita dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 158 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

relativamente al quale è stata omessa la comunicazione. Con il provvedimento sanzionatorio è dichiarata

672

altresì la decadenza dall'incarico . Art. 193-bis

(Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati

che non garantiscono la trasparenza societaria)

1. Coloro che sottoscrivono il bilancio della società estera di cui all'articolo 165-quater, comma 2, le

relazioni e i pareri di cui agli articoli 165-quater, commi 2 e 3, 165-quinquies, comma 1, e 165-sexies,

comma 1, e coloro che esercitano la revisione ai sensi dell'articolo 165-quater, comma 4, sono soggetti a

responsabilità civile, penale e amministrativa secondo quanto previsto in relazione al bilancio delle società

italiane.

2. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione degli obblighi derivanti dall'esercizio dei poteri

attribuiti alla Consob dall'articolo 165-septies, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria

673

prevista dall'articolo 193, comma 1 . Art. 194

(Deleghe di voto)

1. Chiunque effettua o dà incarico di effettuare una sollecitazione o una raccolta di deleghe di voto

in assemblea di società con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione

Europea senza esservi abilitato ai sensi dell'articolo 140 ovvero senza possedere i requisiti previsti dagli

articoli 139 e 141 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire duecento

674 .

milioni [ndr: da euro cinquemilacentosessantacinque a euro centotremiladuecentonovantuno]

2. Il committente, i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso

gli intermediari, e i rappresentanti di associazioni di azionisti che violano le norme degli articoli 138, comma

2, 142, comma 1, 144, comma 4, e del regolamento emanato a norma dell'articolo 144, comma 1, sono

puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire duecento milioni [ndr: da euro

675

cinquemilacentosessantacinque a euro centotremiladuecentonovantuno] .

Art. 195

(Procedura sanzionatoria)

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 196, le sanzioni amministrative previste nel presente titolo

sono applicate dalla Banca d'Italia o dalla Consob, secondo le rispettive competenze, con provvedimento

motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati, da effettuarsi entro centottanta giorni

dall’accertamento ovvero entro trecentosessanta giorni se l’interessato risiede o ha la sede all’estero, e

676

valutate le deduzioni dagli stessi presentate nei successivi trenta giorni .

2. Il procedimento sanzionatorio è retto dai princìpi del contraddittorio, della conoscenza degli

atti istruttori, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.

672 Comma già inserito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) e poi così sostituito dall’art. 37 della l. n.

262 del 28.12.2005.

673 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

674 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquemilacentosessantacinque in euro venticinquemilaottocentoventicinque; euro centotremiladuecentonovantuno in euro

cinquecentosedicimilaquattrocentocinquantacinque.

675 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquemilacentosessantacinque in euro venticinquemilaottocentoventicinque; euro centotremiladuecentonovantuno in euro

cinquecentosedicimilaquattrocentocinquantacinque.

676 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi provvedimento della Banca d’Italia del 14.4.2005

(pubblicato nel S.O. n. 88 alla G.U. n. 109 del 12.5.2005).


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto privato del mercato finanziario del prof. Gioacchino La Rocca. Trattasi del testo completo del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, meglio noto come "Testo Unico della Finanza" (TUF) teso alla riforma dei mercati finanziari e della corporate governance.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato del mercato finanziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof La Rocca Gioacchino.

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