Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

pag. 98 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Le modalità di approvazione sono stabilite dalla Consob con regolamento. Possono esprimere

418 .

il proprio giudizio sull'offerta ai sensi del comma 1, lettera b), anche i soci che non vi aderiscono

3. L'offerente è tenuto a promuovere l'offerta pubblica prevista dall'articolo 106 se, nei dodici

mesi successivi alla chiusura dell'offerta preventiva:

a) l'offerente medesimo o soggetti ad esso legati da uno dei rapporti indicati nell'articolo 109,

comma 1, abbiano effettuato acquisti di partecipazioni in misura superiore all'uno per cento, anche

mediante contratti a termine con scadenza successiva; 419

b) la società emittente abbia deliberato operazioni di fusione o di scissione .

Art. 108

(Obbligo di acquisto)

1. L'offerente che venga a detenere, a seguito di un'offerta pubblica totalitaria, una

partecipazione almeno pari al novantacinque per cento del capitale rappresentato da titoli ha l'obbligo di

acquistare i restanti titoli da chi ne faccia richiesta. Qualora siano emesse più categorie di titoli, l'obbligo

sussiste solo per le categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la soglia del novantacinque per cento.

2. Salvo quanto previsto al comma 1, chiunque venga a detenere una partecipazione superiore al

novanta per cento del capitale rappresentato da titoli ammessi alla negoziazione in un mercato

regolamentato, ha l'obbligo di acquistare i restanti titoli ammessi alla negoziazione in un mercato

regolamentato da chi ne faccia richiesta se non ripristina entro novanta giorni un flottante sufficiente ad

assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Qualora siano emesse più categorie di titoli, l'obbligo

sussiste soltanto in relazione alle categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la soglia del novanta per

cento.

3. Nell'ipotesi di cui al comma 1, nonché nei casi di cui al comma 2 in cui la partecipazione ivi

indicata sia raggiunta esclusivamente a seguito di offerta pubblica totalitaria, il corrispettivo è pari a

quello dell'offerta pubblica totalitaria precedente, sempre che, in caso di offerta volontaria, l'offerente

abbia acquistato a seguito dell'offerta stessa, titoli che rappresentano non meno del novanta per cento del

capitale con diritto di voto compreso nell'offerta.

4. Al di fuori dei casi di cui al comma 3, il corrispettivo è determinato dalla Consob, tenendo

conto anche del prezzo di mercato dell'ultimo semestre o del corrispettivo dell'eventuale offerta

precedente.

5. Nell'ipotesi di cui al comma 1, nonché nei casi di cui al comma 2 in cui la partecipazione ivi

indicata sia raggiunta esclusivamente a seguito di offerta pubblica totalitaria, il corrispettivo assume la

stessa forma di quello dell'offerta, ma il possessore dei titoli può sempre esigere che gli sia corrisposto un

corrispettivo in contanti, nella misura determinata dalla Consob, in base a criteri generali definiti da

420

questa con regolamento .

6. Se il corrispettivo offerto è pari a quello proposto nell'offerta precedente l'obbligo può essere

adempiuto attraverso una riapertura dei termini della stessa.

7. La Consob detta con regolamento norme di attuazione del presente articolo riguardanti in

particolare:

a) gli obblighi informativi connessi all'attuazione del presente articolo;

"le partecipazioni detenute" con le parole: "i titoli detenuti" e le parole: "nell'articolo 109, comma 1" con le parole: "101-bis,

comma 4".

418 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

419 Lettera così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

420 Il comma 7 dell’art. 8 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 dispone che: “In sede di prima applicazione della disposizione di cui

all'articolo 108, comma 5, del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto

legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, come modificato dal presente decreto, e sino all'entrata in vigore delle relative norme di

attuazione il possessore dei titoli può esigere il corrispettivo in contanti in misura integrale”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 99

b) i termini entro i quali i possessori dei titoli residui possono richiedere di cedere i suddetti

titoli; 421 .

c) la procedura da seguire per la determinazione del prezzo

Art. 109

(Acquisto di concerto)

1. Sono solidalmente tenuti agli obblighi previsti dagli articoli 106 e 108 le persone che agiscono

di concerto quando vengano a detenere, a seguito di acquisti effettuati anche da uno solo di essi, una

partecipazione complessiva superiore alle percentuali indicate nei predetti articoli.

2. Il comma 1 non si applica quando la detenzione di una partecipazione complessiva superiore

alle percentuali indicate agli articoli 106 e 108 costituisce effetto della stipula di un patto, anche nullo, di

cui all'articolo 122, salvo che gli aderenti siano venuti a detenere una partecipazione complessiva

superiore alle predette percentuali nei dodici mesi precedenti la stipulazione del patto.

3. Ai fini dell'applicazione del comma 1, le fattispecie di cui all'articolo 101-bis, comma 4,

422

assumono rilievo anche congiuntamente, limitatamente ai soggetti che detengono partecipazioni .

Art. 110 423

(Inadempimento degli obblighi)

1. In caso di violazione degli obblighi previsti dalla presente sezione, il diritto di voto inerente

all'intera partecipazione detenuta non può essere esercitato e i titoli eccedenti le percentuali indicate negli

articoli 106 e 108 devono essere alienati entro dodici mesi. Nel caso in cui il diritto di voto venga

esercitato, si applica l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob

424

entro il termine indicato nell'articolo 14, comma 6 .

1-bis. Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 192, comma 1, la Consob, in alternativa

all'alienazione di cui al comma 1, con provvedimento motivato, avuto riguardo tra l'altro alle ragioni del

mancato adempimento, agli effetti che conseguirebbero all'alienazione e alle modifiche intervenute nella

compagine azionaria, può imporre la promozione dell'offerta totalitaria al prezzo da essa stabilito, anche

425

tenendo conto del prezzo di mercato dei titoli .

1-ter. L'alienazione prevista dal comma 1 o la promozione dell'offerta prevista dal comma 1-bis

426

fanno venire meno la sospensione del diritto di voto di cui al comma 1 .

Art. 111

(Diritto di acquisto)

1. L'offerente che venga a detenere a seguito di offerta pubblica totalitaria una partecipazione

almeno pari al novantacinque per cento del capitale rappresentato da titoli ha diritto di acquistare i titoli

residui entro tre mesi dalla scadenza del termine per l'accettazione dell'offerta, se ha dichiarato nel

documento d'offerta l'intenzione di avvalersi di tale diritto. Qualora siano emesse più categorie di titoli, il

diritto di acquisto può essere esercitato soltanto per le categorie di titoli per le quali sia stata raggiunta la

427 .

soglia del novantacinque per cento

421 Articolo sostituito dapprima dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

422 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

423 Rubrica così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

424 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito le parole: "le azioni" con le parole: "i

titoli" e la parola: "alienate" con la parola: "alienati".

425 Comma inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

426 Comma inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

427 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

pag. 100 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Il corrispettivo e la forma che esso deve assumere sono determinati ai sensi dell'articolo 108,

428 .

commi 3, 4 e 5

3. Il trasferimento ha efficacia dal momento della comunicazione dell'avvenuto deposito del

prezzo di acquisto presso una banca alla società emittente, che provvede alle conseguenti annotazioni nel

libro dei soci. Art. 112

(Disposizioni di attuazione)

1. La Consob detta con regolamento disposizioni di attuazione della presente sezione; con

provvedimento da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, essa può, sentita la società di gestione del mercato,

429

elevare per singole società la percentuale prevista dall'articolo 108 .

TITOLO III

EMITTENTI

Capo I

Informazione societaria

Art. 113

(Ammissione alle negoziazioni di strumenti finanziari comunitari)

l. Prima della data stabilita per l'inizio delle negoziazioni degli strumenti finanziari comunitari in

un mercato regolamentato l'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni pubblica un

prospetto. Si applicano gli articoli 94, commi 1, 2, 3, 4, 5, 8, 10 e 11 e 94-bis, commi 1, 2, 3 e 5 anche

nei confronti della persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni.

2. Qualunque fatto nuovo significativo, errore materiale o imprecisione relativi alle informazioni

contenute nel prospetto che sia atto ad influire sulla valutazione degli strumenti finanziari e che

sopravvenga o sia rilevato tra il momento in cui è approvato il prospetto e quello in cui inizia la

negoziazione in un mercato regolamentato deve essere menzionato in un supplemento del prospetto.

3. La Consob:

a) determina con regolamento le modalità e i termini di pubblicazione del prospetto e di

eventuali supplementi dettando specifiche disposizioni per i casi in cui l'ammissione alle negoziazioni in

un mercato regolamentato sia preceduta da un'offerta al pubblico;

b) determina con regolamento la lingua da utilizzare nel prospetto per l'ammissione alle

negoziazioni di strumenti finanziari;

c) può individuare con regolamento in quali casi non si applica l'obbligo di pubblicazione del

prospetto previsto al comma l;

d) disciplina l’obbligo di depositare presso la Consob un documento concernente le

informazioni che gli emittenti hanno pubblicato o reso disponibili al pubblico nel corso di un anno;

e) stabilisce le condizioni per il trasferimento dell’approvazione di un prospetto all’autorità

competente di un altro Stato membro;

f) esercita i poteri previsti negli articoli 114, commi 5 e 6, e 115 nei confronti dell'emittente,

della persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni e degli altri soggetti indicati in tali disposizioni;

g) può sospendere l'ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato per un massimo

di dieci giorni lavorativi consecutivi per ciascuna volta se ha ragionevole motivo di sospettare che le

disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione sono state violate;

h) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), può chiedere alla

società di gestione del mercato la sospensione in via cautelare, per un periodo non superiore a dieci giorni

428 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

429 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 101

lavorativi consecutivi, delle negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di fondato sospetto di

violazione delle disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione;

i) fermo restando il potere previsto nell'articolo 64, comma 1-bis, lettera c), può chiedere alla

società di gestione del mercato di vietare le negoziazioni in un mercato regolamentato in caso di accertata

violazione delle disposizioni del presente articolo e delle relative norme di attuazione;

l) informa l'autorità competente dello Stato membro d'origine, qualora, quale autorità

competente dello Stato membro ospitante, rilevi che siano state commesse violazioni degli obblighi

incombenti all'emittente in virtù dell'ammissione degli strumenti finanziari alle negoziazioni in un

mercato regolamentato;

m) adotta, dopo averne informato l'autorità competente dello Stato membro d'origine, le misure

opportune per tutelare gli investitori, se, nonostante le misure adottate dall'autorità competente dello Stato

membro d'origine o perché tali misure si rivelano inadeguate, l'emittente persevera nella violazione delle

disposizioni legislative o regolamentari pertinenti. Dell'adozione di tali misure ne informa al più presto la

Commissione europea;

n) rende pubblico il fatto che l'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni

non ottempera ai propri obblighi.

4. Alla pubblicità relativa ad un'ammissione di strumenti finanziari alla negoziazione in un

mercato regolamentato si applica l'articolo 101.

5. Al prospetto di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato si applicano gli

430 .

articoli 98 e 98-bis Art. 113-bis

(Ammissione alle negoziazioni di quote o azioni di OICR aperti)

1. Prima della data stabilita per l'inizio delle negoziazioni delle quote o azioni di OICR aperti in

un mercato regolamentato l'emittente pubblica un prospetto contenente le informazioni indicate

nell'articolo 98-ter, comma 2.

2. La Consob:

a) determina con regolamento i contenuti del prospetto e le relative modalità di pubblicazione e

di aggiornamento del prospetto dettando specifiche disposizioni per i casi in cui l'ammissione alla

quotazione in un mercato regolamentato avvenga simultaneamente ad un'offerta al pubblico;

b) può indicare all'emittente informazioni integrative da inserire nel prospetto e specifiche

modalità di pubblicazione;

c) detta disposizioni per coordinare le funzioni della società di gestione del mercato con quelle

proprie e, su richiesta di questa, può affidarle compiti inerenti al controllo del prospetto tenuto anche

conto delle caratteristiche dei singoli mercati.

3. Il prospetto approvato dall'autorità competente di un altro Stato membro dell'Unione Europea

è riconosciuto dalla Consob, con le modalità e alle condizioni stabilite nel regolamento previsto dal

comma 2, quale prospetto per l'ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato. La Consob

può richiedere, con il regolamento previsto dal comma 2, la pubblicazione di un documento per la

quotazione.

4. Alla pubblicità relativa ad un'ammissione di quote o azioni di OICR aperti alla negoziazione

431

in un mercato regolamentato si applica l’articolo 101 .

Art. 113-ter

(Disposizioni generali in materia di informazioni regolamentate)

1. Per informazioni regolamentate si intendono quelle che devono essere pubblicate dagli

emittenti quotati, dagli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine o dai soggetti che li

430 Articolo così sostituito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

431 Articolo inserito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

pag. 102 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

controllano, ai sensi delle disposizioni contenute nel presente Titolo, Capo I e Capo II, Sezioni I, I-bis, II

e V-bis, e nei relativi regolamenti di attuazione ovvero delle disposizioni previste da Paesi

extracomunitari ritenute equivalenti dalla Consob.

2. Le informazioni regolamentate sono depositate presso la Consob e la società di gestione del

mercato per il quale l'emittente ha richiesto o ha approvato l'ammissione alla negoziazione dei propri

valori mobiliari o quote di fondi chiusi, al fine di assicurare l'esercizio delle funzioni attribuite a detta

società ai sensi dell'articolo 64, comma 1.

3. La Consob, nell'esercizio dei poteri ad essa attribuiti dal presente Titolo, stabilisce modalità e

termini di diffusione al pubblico delle informazioni regolamentate, tenuto conto della natura di tali

informazioni, al fine di assicurarne un accesso rapido, non discriminatorio e ragionevolmente idoneo a

garantirne l'effettiva diffusione in tutta la Comunità europea.

4. La Consob:

a) autorizza soggetti terzi rispetto all'emittente all'esercizio dei servizi di diffusione delle

informazioni regolamentate;

b) autorizza il servizio di stoccaggio centralizzato delle informazioni regolamentate;

c) organizza e gestisce il servizio di stoccaggio centralizzato delle informazioni in assenza di

soggetti autorizzati ai sensi della lettera b).

5. La Consob, in relazione alle informazioni regolamentate, stabilisce con regolamento:

a) modalità e termini per il deposito di cui al comma 2;

b) requisiti e condizioni per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di diffusione,

nonché disposizioni per lo svolgimento di tale attività, avendo riguardo agli obiettivi di cui al comma 3;

c) requisiti e condizioni per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di stoccaggio,

nonché disposizioni per lo svolgimento di tale attività che garantiscano sicurezza, certezza delle fonti

d'informazione, registrazione dell'ora e della data della ricezione delle informazioni regolamentate,

agevole accesso per gli utenti finali, procedure allineate con quelle previste per il deposito presso la

Consob; d) la lingua in cui devono essere comunicate;

e) eventuali esenzioni dagli obblighi di deposito, diffusione e stoccaggio in conformità alla

disciplina comunitaria.

6. Se un soggetto ha chiesto, senza il consenso dell'emittente, l'ammissione alla negoziazione in

un mercato regolamentato di valori mobiliari o quote di fondi chiusi, gli obblighi di comunicazione delle

informazioni regolamentate sono osservati da tale soggetto, salvo il caso in cui l'emittente comunica al

pubblico, ai sensi delle disposizioni del proprio Stato di origine, le informazioni regolamentate richieste

dalla normativa comunitaria.

7. I soggetti tenuti alla comunicazione al pubblico delle informazioni regolamentate non possono

esigere corrispettivi per tale comunicazione.

8. La Consob può rendere pubblico il fatto che i soggetti tenuti alla comunicazione delle

informazioni regolamentate non ottemperano ai loro obblighi.

9. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 64, comma 1-bis, la Consob può:

a) sospendere o richiedere che il mercato regolamentato interessato sospenda la negoziazione

dei valori mobiliari o quote di fondi chiusi per un massimo di dieci giorni per volta, se ha motivi

ragionevoli di sospettare che le disposizioni relative alle informazioni regolamentate siano state violate

dal soggetto obbligato, ai sensi del presente articolo, alla comunicazione delle informazioni

regolamentate;

b) proibire la negoziazione in un mercato regolamentato se accerta che le disposizioni indicate

432

alla lettera a) sono state violate .

432 Articolo inserito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007. Il comma 4 dell’art. 2 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 dispone che:

“Fino all'attuazione del presente articolo si applicano le disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di modalità

di diffusione delle informazioni regolamentate”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 103

433

Art. 114

(Comunicazioni al pubblico)

1. Fermi gli obblighi di pubblicità previsti da specifiche disposizioni di legge, gli emittenti quotati

e i soggetti che li controllano comunicano al pubblico, senza indugio, le informazioni privilegiate di cui

all’articolo 181 che riguardano direttamente detti emittenti e le società controllate. La Consob stabilisce

con regolamento le modalità e i termini di comunicazione delle informazioni, detta disposizioni per

coordinare le funzioni attribuite alla società di gestione del mercato con le proprie e può individuare

compiti da affidarle per il corretto svolgimento delle funzioni previste dall’articolo 64, comma 1, lettera b).

2. Gli emittenti quotati impartiscono le disposizioni occorrenti affinché le società controllate

forniscano tutte le notizie necessarie per adempiere gli obblighi di comunicazione previsti dalla legge. Le

società controllate trasmettono tempestivamente le notizie richieste.

3. I soggetti indicati nel comma 1 possono, sotto la propria responsabilità, ritardare la

comunicazione al pubblico delle informazioni privilegiate, nelle ipotesi e alle condizioni stabilite dalla

Consob con regolamento, sempre che ciò non possa indurre in errore il pubblico su fatti e circostanze

essenziali e che gli stessi soggetti siano in grado di garantirne la riservatezza. La Consob, con

regolamento, può stabilire che l’emittente informi senza indugio la stessa autorità della decisione di

ritardare la divulgazione al pubblico di informazioni privilegiate e può individuare le misure necessarie a

garantire che il pubblico sia correttamente informato.

4. Qualora i soggetti indicati al comma 1, o una persona che agisca in loro nome o per loro conto,

comunichino nel normale esercizio del lavoro, della professione, della funzione o dell’ufficio le

informazioni indicate al comma 1 ad un terzo che non sia soggetto ad un obbligo di riservatezza legale,

regolamentare, statutario o contrattuale, gli stessi soggetti indicati al comma 1, ne danno integrale

comunicazione al pubblico, simultaneamente nel caso di divulgazione intenzionale e senza indugio in

caso di divulgazione non intenzionale.

5. La Consob può, anche in via generale, richiedere ai soggetti indicati nel comma 1, agli

emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine, ai componenti degli organi di

amministrazione e controllo e ai dirigenti, nonché ai soggetti che detengono una partecipazione rilevante

ai sensi dell'articolo 120 o che partecipano a un patto previsto dall'articolo 122 che siano resi pubblici,

con le modalità da essa stabilite, notizie e documenti necessari per l'informazione del pubblico. In caso di

434

inottemperanza, la Consob provvede direttamente a spese del soggetto inadempiente .

6. Qualora i soggetti indicati nel comma 1 oppongano, con reclamo motivato, che dalla

comunicazione al pubblico delle informazioni, richiesta ai sensi del comma 5, possa derivare loro grave

danno, gli obblighi di comunicazione sono sospesi. La Consob, entro sette giorni, può escludere anche

parzialmente o temporaneamente la comunicazione delle informazioni, sempre che ciò non possa indurre

in errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali. Trascorso tale termine, il reclamo si intende accolto.

7. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, di controllo o di direzione in un emittente

quotato e i dirigenti che abbiano regolare accesso a informazioni privilegiate indicate al comma 1 e

detengano il potere di adottare decisioni di gestione che possono incidere sull’evoluzione e sulle

prospettive future dell’emittente quotato, chiunque detenga azioni in misura almeno pari al 10 per cento

del capitale sociale, nonché ogni altro soggetto che controlla l’emittente quotato, devono comunicare alla

Consob e al pubblico le operazioni, aventi ad oggetto azioni emesse dall’emittente o altri strumenti

finanziari ad esse collegati, da loro effettuate, anche per interposta persona. Tale comunicazione deve

essere effettuata anche dal coniuge non separato legalmente, dai figli, anche del coniuge, a carico, nonché

dai genitori, i parenti e gli affini conviventi dei soggetti sopra indicati, nonché negli altri casi individuati

dalla Consob con regolamento, in attuazione della direttiva 2004/72/CE della Commissione, del 29 aprile

2004. La Consob individua con lo stesso regolamento le operazioni, le modalità e i termini delle

433 Articolo dapprima sostituito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) e poi modificato dall’art. 14,

comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 nei termini indicati alle successive note.

434 Comma dapprima sostituito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n.

195 del 6.11.2007.

pag. 104 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

comunicazioni, le modalità e i termini di diffusione al pubblico delle informazioni, nonché i casi in cui

detti obblighi si applicano anche con riferimento alle società in rapporto di controllo con l’emittente

nonché ad ogni altro ente nel quale i soggetti sopra indicati svolgono le funzioni previste dal primo

periodo del presente comma.

8. I soggetti che producono o diffondono ricerche o valutazioni, con l'esclusione delle società di

rating, riguardanti gli strumenti finanziari indicati all'articolo 180, comma 1, lettera a), o gli emittenti di

tali strumenti, nonché i soggetti che producono o diffondono altre informazioni che raccomandano o

propongono strategie di investimento destinate ai canali di divulgazione o al pubblico, devono presentare

l'informazione in modo corretto e comunicare l'esistenza di ogni loro interesse o conflitto di interessi

435

riguardo agli strumenti finanziari cui l'informazione si riferisce .

9. La Consob stabilisce con regolamento:

a) disposizioni di attuazione del comma 8;

b) le modalità di pubblicazione delle ricerche e delle informazioni indicate al comma 8

prodotte o diffuse da emittenti quotati o da soggetti abilitati, nonché da soggetti in rapporto di controllo

con essi.

10. Fatto salvo il disposto del comma 8, le disposizioni emanate ai sensi del comma 9, lettera a),

non si applicano ai giornalisti soggetti a norme di autoregolamentazione equivalenti purché la loro

applicazione consenta di conseguire gli stessi effetti. La Consob valuta, preventivamente e in via

generale, la sussistenza di dette condizioni.

11. Le istituzioni che diffondono al pubblico dati o statistiche idonei ad influenzare sensibilmente

il prezzo degli strumenti finanziari indicati all’articolo 180, comma 1, lettera a), devono divulgare tali

informazioni in modo corretto e trasparente.

12. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai soggetti italiani ed esteri che

emettono strumenti finanziari per i quali sia stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni

nei mercati regolamentati italiani. 436

Art. 114-bis 437

(Informazione al mercato in materia di attribuzione di strumenti finanziari

a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori)

1. I piani di compensi basati su strumenti finanziari a favore di componenti del consiglio di

amministrazione ovvero del consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori non legati alla società

da rapporti di lavoro subordinato, ovvero di componenti del consiglio di amministrazione ovvero del

consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori di altre società controllanti o controllate sono

approvati dall'assemblea ordinaria dei soci.

Almeno quindici giorni prima del termine fissato per l’assemblea, convocata per le deliberazioni di cui al

presente comma, l’emittente mette a disposizione del pubblico la relazione con le informazioni

438

concernenti :

a) le ragioni che motivano l'adozione del piano;

b) i componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione della società,

435 Comma così sostituito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

436 Articolo dapprima inserito dall’art. 16 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

437 Rubrica così modificata dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “azioni” con le

parole: “strumenti finanziari”.

438 Alinea così modificato dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che, nella prima parte, ha soppresso le parole

“azioni o”; ha inserito la parola: “ordinaria” e ha sostituito le parole “Almeno quindici giorni prima dell’esecuzione dei piani

sono rese pubbliche, mediante invio di un comunicato alla Consob, alla società di gestione del mercato, che lo mette

immediatamente a disposizione del pubblico, e ad almeno due agenzie di stampa, le informazioni concernenti” con le parole:

“Almeno quindici giorni prima del termine fissato per l’assemblea, convocata per le deliberazioni di cui al presente comma,

l’emittente mette a disposizione del pubblico la relazione con le informazioni concernenti”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 105

439

delle controllanti o controllate, che beneficiano del piano ;

b-bis) le categorie di dipendenti o di collaboratori della società e delle società controllanti o

440 ;

controllate della società, che beneficiano del piano

c) le modalità e le clausole di attuazione del piano, specificando se la sua attuazione è

subordinata al verificarsi di condizioni e, in particolare, al conseguimento di risultati determinati;

d) l'eventuale sostegno del piano da parte del Fondo speciale per l'incentivazione della

partecipazione dei lavoratori nelle imprese, di cui all'articolo 4, comma 112, della legge 24 dicembre

2003, n. 350;

e) le modalità per la determinazione dei prezzi o dei criteri per la determinazione dei prezzi per

la sottoscrizione o per l'acquisto delle azioni;

f) i vincoli di disponibilità gravanti sulle azioni ovvero sui diritti di opzione attribuiti, con

particolare riferimento ai termini entro i quali sia consentito o vietato il successivo trasferimento alla

stessa società o a terzi.

2. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli emittenti quotati e agli emittenti

441

strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 .

3. La Consob definisce con proprio regolamento le informazioni, relative agli elementi indicati

nel comma 1, che devono essere fornite in relazione alle varie modalità di realizzazione del piano,

442

prevedendo informazioni più dettagliate per piani di particolare rilevanza .

Art. 115

(Comunicazioni alla Consob)

1. La Consob, al fine di vigilare sulla correttezza delle informazioni fornite al pubblico può,

anche in via generale;

a) richiedere agli emittenti quotati, agli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro

d'origine, ai soggetti che li controllano e alle società dagli stessi controllate, la comunicazione di notizie e

443

documenti, fissandone le relative modalità ;

b) assumere notizie, anche mediante la loro audizione, dai componenti degli organi sociali, dai

direttori generali, dai dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari e dagli altri

444

dirigenti, dalle società di revisione, dalle società e dai soggetti indicati nella lettera a) ;

c) eseguire ispezioni presso i soggetti indicati nelle lettere a) e b), al fine di controllare i

445 ;

documenti aziendali e di acquisirne copia 446

c-bis) .

esercitare gli ulteriori poteri previsti dall’articolo 187-octies

447 possono essere esercitati nei confronti dei soggetti

2. I poteri previsti dalle lettere a), b) e c)

che detengono una partecipazione rilevante ai sensi dell'articolo 120 o che partecipano a un patto previsto

dall'articolo 122.

3. La Consob può altresì richiedere alle società o agli enti che partecipano direttamente o

indirettamente a società con azioni quotate l'indicazione nominativa, in base ai dati disponibili, dei soci e,

439 Lettera così sostituita dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

440 Lettera inserita dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

441 Comma così modificato dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “anche” con le

parole: “agli emittenti quotati e”.

442 Comma sostituito dall’art. 3, comma 9 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

443 Comma così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

444 Lettera così sostituita dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

445 Le precedenti parole: “nella lettera a)” sono state sostituite dalle parole: “nelle lettere a) e b), al fine di controllare i

documenti aziendali e di acquisirne copia” dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005.

446 Lettera aggiunta dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004). Vedi protocollo d’intesa Banca

d’Italia/Consob del 31.10.2007.

447 Le precedenti parole: “dalle lettere a) e b)” sono state sostituite dalle parole: “dalle lettere a), b) e c)” dall’art. 14, comma 1

della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 106 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

nel caso di società fiduciarie, dei fiducianti. Art. 115-bis

(Registri delle persone che hanno accesso ad informazioni privilegiate)

1. Gli emittenti quotati e i soggetti in rapporto di controllo con essi, o le persone che agiscono in

loro nome o per loro conto, devono istituire, e mantenere regolarmente aggiornato, un registro delle

persone che, in ragione dell’attività lavorativa o professionale ovvero in ragione delle funzioni svolte,

hanno accesso alle informazioni indicate all’articolo 114, comma 1. La Consob determina con

448

regolamento le modalità di istituzione, tenuta e aggiornamento dei registri .

Art. 116

(Strumenti finanziari diffusi tra il pubblico)

449 e 115 si applicano anche agli emittenti

1. Gli articoli 114, ad eccezione del comma 7,

strumenti finanziari che, ancorché non quotati in mercati regolamentati italiani, siano diffusi tra il

pubblico in misura rilevante. La Consob stabilisce con regolamento i criteri per l'individuazione di tali

emittenti e può dispensare, in tutto o in parte, dall'osservanza degli obblighi previsti dai predetti articoli

emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione Europea o in

mercati di paesi extracomunitari, in considerazione degli obblighi informativi a cui sono tenuti in forza

450

della quotazione .

2. Gli emittenti indicati nel comma 1 sottopongono il bilancio di esercizio e quello consolidato,

ove redatto, al giudizio di una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili. Si applicano

451

le disposizioni degli articoli 155, comma 2, 156, 160, 162, commi 1 e 2, 163, commi 1 e 4 .

Art. 117

(Informazione contabile)

1. Alle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi

dell'Unione Europea non si applicano i casi di esonero dall'obbligo di redazione del bilancio consolidato

previsti dall'articolo 27 del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127, dall'articolo 27 del decreto legislativo

27 gennaio 1992, n. 87 e dall'articolo 61 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173. 452

2. Il Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ,

individua con regolamento tra i principi contabili riconosciuti in ambito internazionale e compatibili con

quelli delle direttive emanate in materia dall'Unione Europea quelli sulla base dei quali gli emittenti

strumenti finanziari quotati sia in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione, sia in mercati

di paesi extracomunitari possono, in deroga alle vigenti disposizioni in materia, redigere il bilancio

consolidato, sempre che i suddetti principi siano accettati nei mercati di paesi extracomunitari.

L'individuazione dei principi ha luogo su proposta della Consob, da formularsi d'intesa con la Banca

d'Italia per le banche e per le società finanziarie previste dall'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo

27 gennaio 1992, n. 87 e con l'Isvap per le imprese di assicurazione e di riassicurazione previste

dall'articolo 1 del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 173.

448 Articolo inserito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

449 Le parole “, ad eccezione del comma 7,” sono state inserite dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge

comunitaria 2004).

450 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

451 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha aggiunto la parola “160”.

452 Le precedenti parole “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle parole

“Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 107

Art. 117-bis

(Fusioni fra società con azioni quotate e società con azioni non quotate)

1. Sono assoggettate alle disposizioni dell'articolo 113 le operazioni di fusione nelle quali una

società con azioni non quotate viene incorporata in una società con azioni quotate, quando l'entità degli

attivi di quest'ultima, diversi dalle disponibilità liquide e dalle attività finanziarie che non costituiscono

immobilizzazioni, sia significativamente inferiore alle attività della società incorporata.

2. Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 113, comma 2, la Consob, con proprio

regolamento, stabilisce disposizioni specifiche relative alle operazioni di cui al comma 1 del presente

453

articolo . Art. 117-ter

(Disposizioni in materia di finanza etica)

1. La Consob, previa consultazione con tutti i soggetti interessati e sentite le Autorità di

vigilanza competenti, determina con proprio regolamento gli specifici obblighi di informazione e di

rendicontazione cui sono tenuti i soggetti abilitati e le imprese di assicurazione che promuovono prodotti

454

e servizi qualificati come etici o socialmente responsabili .

Art. 118

(Casi di inapplicabilità)

1. Le disposizioni della presente sezione non si applicano agli strumenti finanziari previsti

dall'articolo 100, comma 1, lettere d) ed e).

2. L'articolo 116 non si applica agli strumenti finanziari emessi dalle banche, diversi dalle azioni

455

o dagli strumenti finanziari che permettono di acquisire o sottoscrivere azioni .

456

Art. 118-bis 457

(Controllo sulle informazioni fornite al pubblico)

1. La Consob stabilisce con regolamento, tenuto conto dei principi internazionali in materia di

vigilanza sull’informazione societaria, le modalità e i termini per il controllo dalla stessa effettuato sulle

informazioni comunicate al pubblico ai sensi di legge, comprese le informazioni contenute nei documenti

458

contabili, dagli emittenti quotati .

453 Articolo inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

454 Articolo inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005. Vedi regolamento Consob n. 16190 del 29.10.2007

(pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

455 Comma così sostituito dall’art. 11, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

456 Articolo dapprima aggiunto dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303

del 29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

457 Rubrica così modificata dall’art. 3, comma 10 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “Riesame delle” con

le parole: “Controllo sulle”.

458 Comma così modificato dall’art. 3, comma 10 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “, tenuto conto dei

principi internazionali in materia di vigilanza sull’informazione societaria,” e ha sostituito parole: “riesame periodico delle”

con le parole: “controllo dalla stessa effettuato sulle”.

pag. 108 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Capo II

Disciplina delle società con azioni quotate

Art. 119

(Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni del presente capo si applicano, salvo che sia diversamente specificato, alle

società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione Europea

(società con azioni quotate). Sezione I

Assetti proprietari

Art. 120

(Obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti)

1. Ai fini della presente sezione, per capitale di società per azioni si intende quello rappresentato

da azioni con diritto di voto.

2. Coloro che partecipano in un emittente azioni quotate avente l'Italia come Stato membro

d'origine in misura superiore al due per cento del capitale ne danno comunicazione alla società partecipata

459 .

e alla Consob

3. Gli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine che partecipano in

misura superiore al dieci per cento del capitale in una società con azioni non quotate o in una società a

460

responsabilità limitata, anche estere, ne danno comunicazione alla società partecipata e alla Consob .

4. La Consob, tenuto anche conto delle caratteristiche degli investitori, stabilisce con

regolamento:

a) le variazioni delle partecipazioni indicate nei commi 2 e 3 che comportano obbligo di

comunicazione;

b) i criteri per il calcolo delle partecipazioni, avendo riguardo anche alle partecipazioni

indirettamente detenute e alle ipotesi in cui il diritto di voto spetta o è attribuito a soggetto diverso dal

socio; c) il contenuto e le modalità delle comunicazioni e dell'informazione del pubblico, nonché le

eventuali deroghe per quest'ultima;

d) i termini per la comunicazione e per l'informazione del pubblico, che nel caso previsto dal

461

comma 3 possono avere carattere periodico ;

d-bis) i casi in cui le comunicazioni sono dovute dai possessori di strumenti finanziari dotati

462 ;

dei diritti previsti dall'articolo 2351, ultimo comma, del codice civile

d-ter) i casi in cui la detenzione di strumenti finanziari derivati determina obblighi di

463

comunicazione ; 464

d-quater) le ipotesi di esenzione dall'applicazione delle presenti disposizioni .

5. Il diritto di voto inerente alle azioni quotate od agli strumenti finanziari per i quali sono state

omesse le comunicazioni previste dal comma 2 non può essere esercitato. In caso di inosservanza, si

applica l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine

459 Comma così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 che ha sostituito le parole: "una società con azioni quotate"

con le parole: "un emittente azioni quotate avente l'Italia come Stato membro d'origine".

460 Comma così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 che ha sostituito le parole: "Le società con azioni quotate"

con le parole: "Gli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine".

461 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

462 Lettera aggiunta dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

463 Lettera aggiunta dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

464 Lettera aggiunta dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 109

465

indicato nell'articolo 14, comma 6 .

6. Il comma 2 non si applica alle partecipazioni detenute, per il tramite di società controllate, dal

466

Ministero dell’economia e delle finanze . I relativi obblighi di comunicazione sono adempiuti dalle

società controllate. Art. 121

(Disciplina delle partecipazioni reciproche)

1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2359-bis del codice civile, in caso di partecipazioni

reciproche eccedenti i limiti indicati nell'articolo 120, commi 2 e 3, la società che ha superato il limite

successivamente non può esercitare il diritto di voto inerente alle azioni o quote eccedenti e deve alienarle

entro dodici mesi dalla data in cui ha superato il limite. In caso di mancata alienazione entro il termine

previsto la sospensione del diritto di voto si estende all'intera partecipazione. Se non è possibile accertare

quale delle due società ha superato il limite successivamente, la sospensione del diritto di voto e l'obbligo

di alienazione si applicano a entrambe, salvo loro diverso accordo.

2. Il limite del due per cento richiamato nel comma 1 è elevato al cinque per cento a condizione

che il superamento del due per cento da parte di entrambe le società abbia luogo a seguito di un accordo

preventivamente autorizzato dall'assemblea ordinaria delle società interessate.

3. Se un soggetto detiene una partecipazione superiore al due per cento del capitale in una società

con azioni quotate, questa o il soggetto che la controlla non possono acquisire una partecipazione

superiore a tale limite in una società con azioni quotate controllata dal primo. In caso di inosservanza, il

diritto di voto inerente alle azioni eccedenti il limite indicato è sospeso. Se non è possibile accertare quale

dei due soggetti ha superato il limite successivamente, la sospensione del diritto di voto si applica a

entrambi, salvo loro diverso accordo.

4. Per il calcolo delle partecipazioni si applicano i criteri stabiliti ai sensi dell'articolo 120,

comma 4, lettera b).

5. I commi 1, 2 e 3 non si applicano quando i limiti ivi indicati sono superati a seguito di

un'offerta pubblica di acquisto diretta a conseguire almeno il sessanta per cento delle azioni ordinarie.

6. In caso di inosservanza dei divieti di esercizio del voto previsti dai commi 1 e 3, si applica

l'articolo 14, comma 5. L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine indicato

nell'articolo 14, comma 6. Art. 122

(Patti parasociali)

1. I patti, in qualunque forma stipulati, aventi per oggetto l'esercizio del diritto di voto nelle

società con azioni quotate e nelle società che le controllano sono:

a) comunicati alla Consob entro cinque giorni dalla stipulazione;

b) pubblicati per estratto sulla stampa quotidiana entro dieci giorni dalla stipulazione;

c) depositati presso il registro delle imprese del luogo ove la società ha la sede legale entro

quindici giorni dalla stipulazione.

2. La Consob stabilisce con regolamento le modalità e i contenuti della comunicazione,

467

dell'estratto e della pubblicazione .

3. In caso di inosservanza degli obblighi previsti dal comma 1 i patti sono nulli.

465 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

466 Le precedenti parole “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle parole

“Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

467 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

pag. 110 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

4. Il diritto di voto inerente alle azioni quotate per le quali non sono stati adempiuti gli obblighi

previsti dal comma 1 non può essere esercitato. In caso di inosservanza, si applica l'articolo 14, comma 5.

L'impugnazione può essere proposta anche dalla Consob entro il termine indicato nell'articolo 14, comma 6.

5. Il presente articolo si applica anche ai patti, in qualunque forma stipulati:

a) che istituiscono obblighi di preventiva consultazione per l'esercizio del diritto di voto nelle

società con azioni quotate e nelle società che le controllano;

b) che pongono limiti al trasferimento delle relative azioni o di strumenti finanziari che

attribuiscono diritti di acquisto o di sottoscrizione delle stesse;

c) che prevedono l'acquisto delle azioni o degli strumenti finanziari previsti dalla lettera b);

d) aventi per oggetto o per effetto l'esercizio anche congiunto di un'influenza dominante su tali

società; d-bis) volti a favorire o a contrastare il conseguimento degli obiettivi di un'offerta pubblica di

468 .

acquisto o di scambio, ivi inclusi gli impegni a non aderire ad un'offerta

5-bis. Ai patti di cui al presente articolo non si applicano gli articoli 2341-bis e 2341-ter del codice

469

civile . Art. 123

(Durata dei patti e diritto di recesso)

1. I patti indicati nell'articolo 122, se a tempo determinato, non possono avere durata superiore a

tre anni e si intendono stipulati per tale durata anche se le parti hanno previsto un termine maggiore; i

patti sono rinnovabili alla scadenza.

2. I patti possono essere stipulati anche a tempo indeterminato; in tal caso ciascun contraente ha

diritto di recedere con un preavviso di sei mesi. Al recesso si applica l'articolo 122, commi 1 e 2.

3. Gli azionisti che intendano aderire a un'offerta pubblica di acquisto o di scambio promossa ai

sensi degli articoli 106 o 107 possono recedere senza preavviso dai patti indicati nell'articolo 122. La

dichiarazione di recesso non produce effetto se non si è perfezionato il trasferimento delle azioni.

Art. 123-bis

(Relazione sul governo societario e gli assetti proprietari)

1. La relazione sulla gestione delle società emittenti valori mobiliari ammessi alle negoziazioni in

mercati regolamentati contiene in una specifica sezione, denominata: «Relazione sul governo societario e

gli assetti proprietari», informazioni dettagliate riguardanti:

a) la struttura del capitale sociale, compresi i titoli che non sono negoziati su un mercato

regolamentato di uno Stato comunitario, con l'indicazione delle varie categorie di azioni e, per ogni

categoria di azioni, i diritti e gli obblighi connessi, nonché la percentuale del capitale sociale che esse

rappresentano;

b) qualsiasi restrizione al trasferimento di titoli, quali ad esempio limiti al possesso di titoli o la

necessità di ottenere il gradimento da parte della società o di altri possessori di titoli;

c) le partecipazioni rilevanti nel capitale, dirette o indirette, ad esempio tramite strutture

piramidali o di partecipazione incrociata, secondo quanto risulta dalle comunicazioni effettuate ai sensi

dell'articolo 120;

d) se noti, i possessori di ogni titolo che conferisce diritti speciali di controllo e una descrizione

di questi diritti;

e) il meccanismo di esercizio dei diritti di voto previsto in un eventuale sistema di

partecipazione azionaria dei dipendenti, quando il diritto di voto non è esercitato direttamente da questi

ultimi;

468 Lettera aggiunta dall’art. 4 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007.

469 Comma aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 111

f) qualsiasi restrizione al diritto di voto, ad esempio limitazioni dei diritti di voto ad una

determinata percentuale o ad un certo numero di voti, termini imposti per l'esercizio del diritto di voto o

sistemi in cui, con la cooperazione della società, i diritti finanziari connessi ai titoli sono separati dal

possesso dei titoli;

g) gli accordi che sono noti alla società ai sensi dell'articolo 122;

h) gli accordi significativi dei quali la società o sue controllate siano parti e che acquistano

efficacia, sono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo della società, e i loro

effetti, tranne quando sono di natura tale per cui la loro divulgazione arrecherebbe grave pregiudizio alla

società; tale deroga non si applica quando la società ha l'obbligo specifico di divulgare tali informazioni

sulla base di altre disposizioni di legge;

i) gli accordi tra la società e gli amministratori, i componenti del consiglio di gestione o di

sorveglianza, che prevedono indennità in caso di dimissioni o licenziamento senza giusta causa o se il

loro rapporto di lavoro cessa a seguito di un'offerta pubblica di acquisto;

l) le norme applicabili alla nomina e alla sostituzione degli amministratori e dei componenti del

consiglio di gestione e di sorveglianza, nonché alla modifica dello statuto, se diverse da quelle legislative

e regolamentari applicabili in via suppletiva;

m) l'esistenza di deleghe per gli aumenti di capitale ai sensi dell'articolo 2443 del codice civile

ovvero del potere in capo agli amministratori o ai componenti del consiglio di gestione di emettere

strumenti finanziari partecipativi nonché di autorizzazioni all'acquisto di azioni proprie.

2. Nella medesima sezione della relazione sulla gestione di cui al comma 1 sono riportate le

informazioni riguardanti:

a) l'adesione ad un codice di comportamento in materia di governo societario promosso da

società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, motivando le ragioni

dell'eventuale mancata adesione ad una o più disposizioni, nonché le pratiche di governo societario

effettivamente applicate dalla società al di là degli obblighi previsti dalle norme legislative o

regolamentari. La società indica altresì dove il codice di comportamento in materia governo societario al

quale aderisce è accessibile al pubblico;

b) le principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in

relazione al processo di informativa finanziaria, anche consolidata, ove applicabile;

c) i meccanismi di funzionamento dell'assemblea degli azionisti, i suoi principali poteri, i diritti

degli azionisti e le modalità del loro esercizio, se diversi da quelli previsti dalle disposizioni legislative e

regolamentari applicabili in via suppletiva;

d) la composizione e il funzionamento degli organi di amministrazione e controllo e dei loro

comitati.

3. Le informazioni di cui ai commi 1 e 2 possono figurare in una relazione distinta dalla

relazione sulla gestione, approvata dall'organo di amministrazione, e pubblicata congiuntamente alla

relazione sulla gestione. In alternativa, la relazione sulla gestione può indicare la sezione del sito internet

dell'emittente dove è pubblicato tale documento.

4. La società di revisione esprime il giudizio di cui all'articolo 156, comma 4-bis, lettera d), sulle

informazioni di cui al comma 1, lettere c), d), f), l) e m), e al comma 2, lettera b), e verifica che sia stata

elaborata una relazione sul governo societario e gli assetti proprietari.

5. Le società che non emettono azioni ammesse alle negoziazioni in mercati regolamentati o in

sistemi multilaterali di negoziazione, possono omettere la pubblicazione delle informazioni di cui ai

470

commi 1 e 2, salvo quelle di cui al comma 2, lettera b) .

Art. 124

(Casi di inapplicabilità)

1. La Consob può dichiarare inapplicabili gli articoli 120, 121, 122 e 123, comma 2, secondo

470 Articolo dapprima inserito dall’art. 4 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 e poi così sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del

3.11.2008. Le disposizioni del presente articolo, così come modificato dall’art. 5, comma 1 del d.lgs. n. 173/2008, si

applicano alle relazioni relative agli esercizi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto

(21.11.2008).

pag. 112 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

periodo, alle società italiane con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri paesi dell'Unione

Europea, in considerazione della normativa applicabile a tali società in forza della quotazione.

471

Sezione I-bis

Informazioni sull'adesione a codici di comportamento

Art. 124-bis

(Obblighi di informazione relativi ai codici di comportamento)

472

…omissis…

Art. 124-ter

(Informazione relativa ai codici di comportamento)

1. La Consob, negli ambiti di propria competenza, stabilisce le forme di pubblicità cui sono

sottoposti i codici di comportamento in materia di governo societario promossi da società di gestione del

473

mercato o da associazioni di categoria . Sezione II

Tutela delle minoranze

Art. 125

(Convocazione dell'assemblea su richiesta della minoranza)

474

…omissis…

Art. 126

(Assemblea straordinaria)

475

1. …omissis…

2. L'assemblea straordinaria, se i soci intervenuti in seconda convocazione non rappresentano la parte

del capitale necessaria per la regolare costituzione, può essere nuovamente convocata entro trenta giorni. In tal

caso il termine stabilito dall'articolo 2366, secondo comma, del codice civile è ridotto a otto giorni.

476

3. …omissis… 477

4. …omissis… 478

5. …omissis…

471 Sezione inserita dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

472 Articolo dapprima inserito dall’art. 14, comma 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi abrogato dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del

3.11.2008.

473 Articolo dapprima inserito dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005, poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 e infine così sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del 3.11.2008.

474 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora art. 2367 c.c..

475 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

476 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

477 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

478 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2368 e 2369 c.c..

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 113

Art. 126-bis

(Integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea)

1. I soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale sociale possono

chiedere, entro cinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione dell'assemblea, l'integrazione

dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori argomenti da essi proposti.

2. Delle integrazioni all'elenco delle materie che l'assemblea dovrà trattare a seguito delle

richieste di cui al comma 1 è data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione dell'avviso di

convocazione, almeno dieci giorni prima di quello fissato per l'assemblea.

3. L'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, ai sensi del comma 1, non è ammessa per

gli argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla

479

base di un progetto o di una relazione da essi predisposta .

Art. 127

(Voto per corrispondenza)

1. L'atto costitutivo può prevedere che il voto in assemblea sia esercitato anche per

corrispondenza. La Consob stabilisce con regolamento le modalità di esercizio del voto e di svolgimento

480

dell'assemblea . Art. 128

(Denuncia al collegio sindacale e al tribunale)

481

…omissis…

Art. 129

(Azione sociale di responsabilità)

482

…omissis…

Art. 130

(Informazione dei soci)

1. I soci hanno diritto di prendere visione di tutti gli atti depositati presso la sede sociale per

assemblee già convocate e di ottenerne copia a proprie spese.

Art. 131

(Diritto di recesso in caso di fusioni e scissioni)

483

…omissis…

Art. 132

(Acquisto di azioni proprie e della società controllante)

1. Gli acquisti di azioni proprie, operati ai sensi degli articoli 2357 e 2357-bis, primo comma, numero

1), del codice civile, da società con azioni quotate, devono essere effettuati in modo da assicurare la parità di

484

trattamento tra gli azionisti, secondo modalità stabilite dalla Consob con proprio regolamento .

479 Articolo inserito dall’art. 5 della l. n. 262 del 28.12.2005.

480 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

481 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora artt. 2408 e 2409 c.c..

482 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora art. 2393-bis c.c..

483 Articolo abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004. Vedi ora art. 2437-quinquies c.c..

484 Comma così sostituito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

pag. 114 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Il comma 1 si applica anche agli acquisti di azioni quotate effettuati ai sensi dell'articolo

2359-bis del codice civile da parte di una società controllata.

3. I commi 1 e 2 non si applicano agli acquisti di azioni proprie o della società controllante

possedute da dipendenti della società emittente, di società controllate o della società controllante e

assegnate o sottoscritte a norma degli articoli 2349 e 2441, ottavo comma, del codice civile.

Art. 133

(Esclusione su richiesta dalle negoziazioni)

1. Le società italiane con azioni quotate nei mercati regolamentati italiani, previa deliberazione

dell'assemblea straordinaria, possono richiedere l'esclusione dalle negoziazioni dei propri strumenti

finanziari, secondo quanto previsto dal regolamento del mercato, se ottengono l'ammissione su altro

mercato regolamentato italiano o di altro paese dell'Unione Europea, purché sia garantita una tutela

485

equivalente degli investitori, secondo i criteri stabiliti dalla Consob con regolamento .

Art. 134

(Aumenti di capitale) 486 , secondo comma, del

1. Per le società con azioni quotate, il termine previsto dall'articolo 2441

codice civile è ridotto alla metà.

2. Alle deliberazioni di aumento di capitale previste dall'articolo 2441, ottavo comma, secondo

periodo, del codice civile si applica la maggioranza richiesta per le assemblee straordinarie, a condizione

487 .

che l'aumento non ecceda la misura dell'uno per cento del capitale

488

3. …omissis… Art. 135

(Società cooperative)

1. Per le società cooperative, le percentuali di capitale individuate nel codice civile per l'esercizio

489

di diritti da parte dei soci sono rapportate al numero complessivo dei soci stessi .

Sezione III

Deleghe di voto

Art. 136

(Definizioni)

1. Ai fini della presente sezione, si intendono per:

a) "delega di voto", il conferimento della rappresentanza per l'esercizio del voto nelle

assemblee; b) "sollecitazione", la richiesta di conferimento di deleghe di voto rivolta alla generalità degli

azionisti; c) "committente", il soggetto o i soggetti che congiuntamente promuovono la sollecitazione,

richiedendo l'adesione a specifiche proposte di voto;

d) "intermediario", il soggetto che effettua la sollecitazione per conto del committente;

e) "raccolta di deleghe", la richiesta di conferimento di deleghe di voto effettuata dalle

485 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

486 Così come modificate dall’art. 12, comma 11 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

487 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

488 Comma abrogato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

489 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 115

associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati.

Art. 137

(Disposizioni generali)

1. La sollecitazione e la raccolta delle deleghe di voto sono disciplinate dalle disposizioni della

presente sezione in deroga all'articolo 2372 del codice civile.

2. Le clausole statutarie che limitano in qualsiasi modo la rappresentanza nelle assemblee non si

applicano alle deleghe di voto conferite in conformità delle disposizioni della presente sezione.

3. Lo statuto può prevedere disposizioni dirette a facilitare la raccolta delle deleghe di voto

presso gli azionisti dipendenti.

4. Le disposizioni della presente sezione non si applicano alle società cooperative.

Art. 138

(Sollecitazione)

1. La sollecitazione è effettuata dall'intermediario, su incarico del committente, mediante la

diffusione di un prospetto e di un modulo di delega.

2. Il voto relativo alle azioni per le quali è stata rilasciata la delega è esercitato dal committente

o, su incarico di questo, dall'intermediario che ha effettuato la sollecitazione. L'intermediario non può

affidare a terzi l'esecuzione dell'incarico ricevuto.

Art. 139

(Requisiti del committente)

1. Il committente deve possedere azioni che gli consentano l'esercizio del diritto di voto

nell'assemblea per la quale è richiesta la delega in misura almeno pari all'uno per cento del capitale

490 491

. La Consob stabilisce per società a

sociale rappresentato da azioni con diritto di voto nella stessa 492

elevata capitalizzazione e ad azionariato particolarmente diffuso percentuali di capitale inferiori .

2. Ai fini previsti dal comma 1, per le società di gestione del risparmio e per i soggetti abilitati

alla istituzione di fondi pensione si tiene conto anche delle azioni di pertinenza dei fondi per conto dei

quali essi esercitano il diritto di voto. Art. 140

(Soggetti abilitati alla sollecitazione)

1. La sollecitazione è riservata alle imprese di investimento, alle banche, alle società di gestione

del risparmio, alle società di investimento a capitale variabile e alle società di capitali aventi per oggetto

esclusivo l'attività di sollecitazione e la rappresentanza di soci in assemblea. Per tali ultime società, gli

esponenti aziendali devono possedere i requisiti di onorabilità previsti per le Sim.

Art. 141

(Associazione di azionisti)

1. La raccolta di deleghe è consentita alle associazioni di azionisti che:

a) sono costituite con scrittura privata autenticata;

b) non esercitano attività di impresa, salvo quelle direttamente strumentali al raggiungimento

490 Le parole: “e deve risultare iscritto da almeno sei mesi nel libro dei soci per la medesima quantità di azioni” sono state

soppresse dall’art. 3, comma 12 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

491 Le precedenti parole: “La Consob può stabilire” sono state sostituite dalle parole: “La Consob stabilisce” dall’art. 4 della l. n.

262 del 28.12.2005.

492 Vedi delibera Consob n. 12317 del 12.1.2000.

pag. 116 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

dello scopo associativo;

c) sono composte da almeno cinquanta persone fisiche ciascuna delle quali è proprietaria di un

quantitativo di azioni non superiore allo 0,1 per cento del capitale sociale rappresentato da azioni con

diritto di voto.

2. Alle associazioni di azionisti previste dal comma 1 non si applica l'articolo 122, commi 3 e 4.

3. La raccolta di deleghe è esercitata mediante la diffusione del modulo previsto dall'articolo

142. La delega è rilasciata ai legali rappresentanti dell'associazione.

4. L'associazione vota, anche in modo divergente, in conformità delle indicazioni espresse da

ciascun associato nel modulo di delega. L'associato non è tenuto a conferire la delega.

Art. 142

(Delega di voto)

1. La delega di voto è sottoscritta dal delegante, è revocabile e può essere conferita soltanto per

singole assemblee già convocate, con effetto per le eventuali convocazioni successive; essa non può

essere rilasciata in bianco e indica la data, il nome del delegato e le istruzioni di voto.

2. La delega può essere conferita anche solo per alcune delle proposte di voto indicate nel

modulo di delega. Le azioni per le quali è stata conferita la delega, anche parziale, sono computate ai fini

della regolare costituzione dell'assemblea. Art. 143

(Responsabilità)

1. Le informazioni contenute nel prospetto o nel modulo di delega e quelle eventualmente diffuse

nel corso della sollecitazione o della raccolta di deleghe devono essere idonee a consentire all'azionista di

assumere una decisione consapevole; dell'idoneità rispondono il committente e i rappresentanti delle

associazioni di azionisti.

2. L'intermediario è responsabile della completezza delle informazioni diffuse nel corso della

sollecitazione.

3. Nei giudizi di risarcimento dei danni derivanti da violazione delle disposizioni della presente

sezione e delle relative norme regolamentari spetta al committente, alle associazioni di azionisti e

all'intermediario l'onere della prova di avere agito con la diligenza richiesta.

Art. 144

(Svolgimento della sollecitazione e della raccolta)

1. La Consob stabilisce con regolamento regole di trasparenza e correttezza per lo svolgimento

della sollecitazione e della raccolta di deleghe. Il regolamento, in particolare, disciplina:

a) il contenuto del prospetto e del modulo di delega, nonché le relative modalità di diffusione;

b) le procedure di sollecitazione e di raccolta di deleghe, nonché le condizioni e le modalità da

seguire per l'esercizio e la revoca delle stesse;

c) le forme di collaborazione tra gli intermediari e i soggetti in possesso della informazioni

493

relative all'identità dei soci, al fine di consentire lo svolgimento della sollecitazione .

2. La Consob può:

a) richiedere che il prospetto e il modulo di delega contengano informazioni integrative e

stabilire particolari modalità di diffusione degli stessi;

b) vietare l'attività di sollecitazione e di raccolta delle deleghe quando riscontri una violazione

delle disposizioni della presente sezione;

c) esercitare nei confronti dei committenti e delle associazioni di azionisti i poteri previsti

493 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 117

dall'articolo 115, comma 1, lettere a) e b);

d) esercitare nei confronti dei soggetti abilitati alla sollecitazione i poteri previsti dall'articolo

115, comma 1.

3. Il Ministro di grazia e giustizia, sentita la Consob, disciplina con regolamento i termini di

convocazione dell'assemblea, anche in deroga alle vigenti disposizioni di legge, assicurando una

494

sufficiente e tempestiva pubblicità delle proposte di deliberazione .

4. Nei casi in cui la legge preveda forme di controllo sulle partecipazioni al capitale delle società,

copia del prospetto e del modulo di delega deve essere inviata alle autorità di vigilanza competenti prima

della sollecitazione e della raccolta delle deleghe di voto. Le autorità vietano la sollecitazione e la raccolta

delle deleghe quando pregiudicano il perseguimento delle finalità inerenti ai controlli sulle partecipazioni

al capitale. Sezione IV 495

Azioni di risparmio ed altre categorie di azioni

Art. 145

(Emissioni delle azioni)

1. Le società italiane con azioni ordinarie quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi

dell'Unione Europea possono emettere azioni prive del diritto di voto, dotate di particolari privilegi di

natura patrimoniale.

2. L'atto costitutivo determina il contenuto del privilegio, le condizioni, i limiti, le modalità e i

termini per il suo esercizio; stabilisce altresì i diritti spettanti agli azionisti di risparmio in caso di

esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie o di risparmio.

3. Le azioni devono contenere, in aggiunta alle indicazioni prescritte dall'articolo 2354 del codice

civile, la denominazione di "azioni di risparmio" e l'indicazione dei privilegi che le assistono; le azioni

possono essere al portatore, salvo il disposto dell'articolo 2354, secondo comma, del codice civile. Le

496 .

azioni appartenenti agli amministratori, ai sindaci e ai direttori generali devono essere nominative

497

4. … omissis …

5. Se, in conseguenza della riduzione del capitale per perdite, l'ammontare delle azioni di

risparmio e delle azioni a voto limitato supera la metà del capitale sociale, il rapporto indicato nel comma

4 deve essere ristabilito entro due anni mediante emissione di azioni ordinarie da attribuire in opzione ai

possessori di azioni ordinarie. Tuttavia, se la parte di capitale rappresentata da azioni ordinarie si è ridotta

al di sotto del quarto del capitale sociale, deve essere riportata almeno al quarto entro sei mesi. La società

si scioglie se il rapporto tra azioni ordinarie e azioni di risparmio e con voto limitato non è ristabilito

entro i termini predetti.

6. Della parte di capitale sociale rappresentata da azioni di risparmio non si tiene conto ai fini

della costituzione dell'assemblea e della validità delle deliberazioni, né per il calcolo delle aliquote

stabilite dagli articoli 2367, 2393, quinto e sesto comma, 2393-bis, 2408, secondo comma e 2409, primo

498

comma, del codice civile .

7. Le azioni di risparmio possono essere emesse sia in sede di aumento del capitale sociale,

494 Vedi regolamento Ministro grazia e giustizia n. 437 del 5.11.1998 (pubblicato nella G.U. n. 295 del 18.12.1998).

495 Rubrica così sostituita dall’art. 6 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

496 Comma così modificato dall’art. 6 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

497 Comma abrogato dall’art. 6 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

498 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 3 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha sostituito le parole: “2393, quarto e quinto comma” con le parole: “2393, quinto e sesto comma”.

pag. 118 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

499

osservando le disposizioni dell'articolo 2441 del codice civile , sia in sede di conversione di azioni già

emesse, ordinarie o di altra categoria; il diritto di conversione è attribuito ai soci con deliberazione

dell'assemblea straordinaria.

8. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, in caso di aumento di capitale a pagamento per

il quale non sia stato escluso o limitato il diritto di opzione, i possessori di azioni di risparmio hanno

diritto di opzione su azioni di risparmio della stessa categoria ovvero, in mancanza o per la differenza,

nell'ordine, su azioni di risparmio di altra categoria, su azioni privilegiate ovvero su azioni ordinarie.

Art. 146

(Assemblea speciale)

1. L'assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio delibera:

a) sulla nomina e sulla revoca del rappresentante comune e sull'azione di responsabilità nei

suoi confronti;

b) sull'approvazione delle deliberazioni dell'assemblea della società che pregiudicano i diritti

della categoria, con il voto favorevole di tante azioni che rappresentino almeno il venti per cento delle

azioni della categoria;

c) sulla costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi e sul

rendiconto relativo; il fondo è anticipato dalla società, che può rivalersi sugli utili spettanti agli azionisti

di risparmio in eccedenza al minimo eventualmente garantito;

d) sulla transazione delle controversie con la società, con il voto favorevole di tante azioni che

rappresentino almeno il venti per cento delle azioni della categoria;

e) sugli altri oggetti d'interesse comune.

2. L'assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio è convocata dal rappresentante

comune degli azionisti di risparmio, ovvero dagli amministratori della società, entro sessanta giorni

dall'emissione o dalla conversione delle azioni e quando lo ritengano necessario o ne sia fatta richiesta da

tanti possessori di azioni di risparmio che rappresentino almeno l'uno per cento delle azioni di risparmio

500 .

della categoria

2-bis. In caso di omissione o di ingiustificato ritardo da parte degli amministratori l'assemblea

speciale è convocata dal collegio sindacale o dal consiglio di sorveglianza o, nel caso di richiesta da parte

501

degli azionisti ai sensi del comma precedente, dal comitato per il controllo sulla gestione .

3. In deroga all'articolo 2376, secondo comma, del codice civile l'assemblea, salvo i casi previsti

dal comma 1, lettere b) e d), delibera in prima e in seconda convocazione con voto favorevole di tante

azioni che rappresentino rispettivamente almeno il venti e il dieci per cento delle azioni in circolazione; in

terza convocazione l'assemblea delibera a maggioranza dei presenti, qualunque sia la parte di capitale

rappresentata dai soci intervenuti. Si applica l'articolo 2416 del codice civile.

Art. 147

(Rappresentante comune)

1. Al rappresentante comune degli azionisti di risparmio si applica l'articolo 2417 del codice

civile, intendendosi l'espressione obbligazionisti riferita ai possessori di azioni di risparmio.

502

2. …omissis…

3. Il rappresentante comune ha gli obblighi e i poteri previsti dall'articolo 2418 del codice civile,

intendendosi l'espressione obbligazionisti riferita ai possessori di azioni di risparmio; egli inoltre ha

diritto di esaminare i libri indicati nell'articolo 2421, numeri 1) e 3), del codice civile e di ottenerne

499 Così come modificate dall’art. 12, comma 11 del d.l. n. 185 del 29.11.2008 convertito in legge n. 2 del 28.1.2009.

500 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

501 Comma inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

502 Comma abrogato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 119

estratti, di assistere all'assemblea della società e di impugnarne le deliberazioni. Le spese sono imputate al

fondo previsto dall'articolo 146, comma 1, lettera c).

4. L'atto costitutivo può attribuire al rappresentante comune e all'assemblea ulteriori poteri a

tutela degli interessi dei possessori di azioni di risparmio e deve prevedere le modalità per assicurare

un'adeguata informazione al rappresentante comune sulle operazioni societarie che possano influenzare

l'andamento delle quotazioni delle azioni della categoria.

Art. 147-bis

(Assemblee di categoria)

1. Gli articoli 146 e 147 si applicano alle assemblee speciali previste dall'articolo 2376, comma 1,

del codice civile, qualora le azioni siano quotate in mercati regolamentati italiani o di altri Paesi

503

dell'Unione europea . 504

Sezione IV-bis

Organi di amministrazione

505

Art. 147-ter

(Elezione e composizione del consiglio di amministrazione)

1. Lo statuto prevede che i componenti del consiglio di amministrazione siano eletti sulla base di

liste di candidati e determina la quota minima di partecipazione richiesta per la presentazione di esse, in

misura non superiore a un quarantesimo del capitale sociale o alla diversa misura stabilita dalla Consob

con regolamento tenendo conto della capitalizzazione, del flottante e degli assetti proprietari delle società

quotate. Le liste indicano quali sono gli amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti

dalla legge e dallo statuto. Lo statuto può prevedere che, ai fini del riparto degli amministratori da

eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale di voti almeno pari alla

506

metà di quella richiesta dallo statuto per la presentazione delle stesse .

507

2. …omissis…

3. Salvo quanto previsto dall'articolo 2409-septiesdecies del codice civile, almeno uno dei

componenti del consiglio di amministrazione è espresso dalla lista di minoranza che abbia ottenuto il

maggior numero di voti e non sia collegata in alcun modo, neppure indirettamente, con i soci che hanno

presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti. Nelle società organizzate secondo il sistema

monistico, il componente espresso dalla lista di minoranza deve essere in possesso dei requisiti di

onorabilità, professionalità e indipendenza determinati ai sensi dell'articolo 148, commi 3 e 4. Il difetto

508

dei requisiti determina la decadenza dalla carica .

503 Articolo inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

504 Sezione inserita dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

505 Articolo dapprima inserito dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

506 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “membri” con la

parola: “componenti” e ha aggiunto, in fine, le seguenti parole: “o alla diversa misura stabilita dalla Consob con regolamento

tenendo conto della capitalizzazione, del flottante e degli assetti proprietari delle società quotate. Le liste indicano quali sono

gli amministratori in possesso dei requisiti di indipendenza stabiliti dalla legge e dallo statuto. Lo statuto può prevedere che,

ai i fini del riparto degli amministratori da eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale

di voti almeno pari alla metà di quella richiesta dallo statuto per la presentazione delle stesse”.

507 Comma abrogato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

508 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “membri” con la

parola: “componenti”; ha sostituito le parole “la lista risultata prima per numero di voti” con le parole: “i soci che hanno

presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti” e ha sostituito la parola: “membro” con la parola:

“componente”.

pag. 120 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

4. In aggiunta a quanto disposto dal comma 3, almeno uno dei componenti del consiglio di

amministrazione, ovvero due se il consiglio di amministrazione sia composto da più di sette componenti,

devono possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonché, se

lo statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento redatti da società di

gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria. Il presente comma non si applica al

consiglio di amministrazione delle società organizzate secondo il sistema monistico, per le quali rimane

fermo il disposto dell'articolo 2409-septiesdecies, secondo comma, del codice civile. L’amministratore

indipendente che, successivamente alla nomina, perda i requisiti di indipendenza deve darne immediata

509

comunicazione al consiglio di amministrazione e, in ogni caso, decade dalla carica .

Art. 147-quater

(Composizione del consiglio di gestione)

1. Qualora il consiglio di gestione sia composto da più di quattro membri, almeno uno di essi

deve possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonché, se lo

statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento redatti da società di gestione

510 .

di mercati regolamentati o da associazioni di categoria

Art. 147-quinquies

(Requisiti di onorabilità)

1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere i requisiti di

onorabilità stabiliti per i membri degli organi di controllo con il regolamento emanato dal Ministro della

giustizia ai sensi dell'articolo 148, comma 4. 511 .

2. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica

Sezione V 512

Organi di controllo

Art. 148

(Composizione)

1. L'atto costitutivo della società stabilisce per il collegio sindacale:

a) il numero, non inferiore a tre, dei membri effettivi;

b) il numero, non inferiore a due, dei membri supplenti;

513

c) …omissis… ;

514

d) …omissis… .

2. La Consob stabilisce con regolamento modalità per l'elezione, con voto di lista, di un membro

effettivo del collegio sindacale da parte dei soci di minoranza che non siano collegati, neppure

515

indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti .

509 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “qualora il consiglio

di amministrazione sia composto da più di sette membri, almeno uno di essi deve” con le parole: “almeno uno dei componenti

del consiglio di amministrazione, ovvero due se il consiglio di amministrazione sia composto da più di sette componenti,

devono” e ha aggiunto, in fine, le seguenti parole: “L’amministratore indipendente che, successivamente alla nomina, perda i

requisiti di indipendenza deve darne immediata comunicazione al consiglio di amministrazione e, in ogni caso, decade dalla

carica.”.

510 Articolo inserito dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

511 Articolo inserito dall’art. 1 della l. n. 262 del 28.12.2005.

512 Rubrica così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

513 Lettera abrogata dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

514 Lettera abrogata dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

515 Comma dapprima sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3, comma 14 del d.lgs. n.

303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “, con voto di lista,” e ha aggiunto, in fine, le parole: “che non siano collegati,

neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista risultata prima per numero di voti”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 121

2-bis. Il presidente del collegio sindacale è nominato dall'assemblea tra i sindaci eletti dalla

516 .

minoranza

3. Non possono essere eletti sindaci e, se eletti, decadono dall'ufficio:

a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 2382 del codice civile;

b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori della società, gli

amministratori, il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da

517

questa controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a comune controllo ;

c) coloro che sono legati alla società od alle società da questa controllate od alle società che la

controllano od a quelle sottoposte a comune controllo ovvero agli amministratori della società e ai

soggetti di cui alla lettera b) da rapporti di lavoro autonomo o subordinato ovvero da altri rapporti di

518

natura patrimoniale o professionale che ne compromettano l'indipendenza .

4. Con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.

519 , sentiti la

400, dal Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze

Consob, la Banca d'Italia e l'Isvap, sono stabiliti i requisiti di onorabilità e di professionalità dei membri

520

del collegio sindacale , del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione. Il

521

difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica . 522 .

4-bis. Al consiglio di sorveglianza si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3

4-ter. Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano le disposizioni dei commi 2-bis e 3. Il

rappresentante della minoranza è il membro del consiglio di amministrazione eletto ai sensi dell'articolo

523

147-ter, comma 3 .

4-quater. Nei casi previsti dal presente articolo, la decadenza è dichiarata dal consiglio di

amministrazione o, nelle società organizzate secondo i sistemi dualistico e monistico, dall'assemblea entro

trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. In caso di inerzia, vi provvede la

Consob, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o qualora abbia avuto comunque notizia

524

dell'esistenza della causa di decadenza . Art. 148-bis

(Limiti al cumulo degli incarichi)

1. Con regolamento della Consob sono stabiliti limiti al cumulo degli incarichi di

amministrazione e controllo che i componenti degli organi di controllo delle società di cui al presente

capo, nonché delle società emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi

dell'articolo 116, possono assumere presso tutte le società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, del

codice civile. La Consob stabilisce tali limiti avendo riguardo all'onerosità e alla complessità di ciascun

tipo di incarico, anche in rapporto alla dimensione della società, al numero e alla dimensione delle

imprese incluse nel consolidamento, nonché all'estensione e all'articolazione della sua struttura

organizzativa.

516 Comma inserito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

517 Lettera così sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

518 Lettera dapprima sostituita dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificata dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005

che inserito le parole: “ovvero agli amministratori della società e ai soggetti di cui alla lettera b)” e le parole: “o

professionale”.

519 Le precedenti parole: “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle

parole: “Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

520 Vedi regolamento Ministro grazia e giustizia n. 162 del 30.3.2000 (pubblicato nella G.U. n. 141 del 19.6.2000).

521 Comma così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

522 Comma già aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

523 Comma già aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

524 Comma già aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così sostituito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 122 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2400, quarto comma, del codice civile, i

componenti degli organi di controllo delle società di cui al presente capo, nonché delle società emittenti

strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116, informano la

Consob e il pubblico, nei termini e modi prescritti dalla stessa Consob con il regolamento di cui al comma

1, circa gli incarichi di amministrazione e controllo da essi rivestiti presso tutte le società di cui al libro V,

titolo V, capi V, VI e VII, del codice civile. La Consob dichiara la decadenza dagli incarichi assunti dopo

525

il raggiungimento del numero massimo previsto dal regolamento di cui al primo periodo .

Art. 149

(Doveri)

1. Il collegio sindacale vigila:

a) sull'osservanza della legge e dell'atto costitutivo;

b) sul rispetto dei principi di corretta amministrazione;

c) sull'adeguatezza della struttura organizzativa della società per gli aspetti di competenza, del

sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull'affidabilità di quest'ultimo

nel rappresentare correttamente i fatti di gestione;

c-bis) sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da

codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di

526

categoria, cui la società, mediante informativa al pubblico, dichiara di attenersi ;

d) sull'adeguatezza delle disposizioni impartite dalla società alle società controllate ai sensi

dell'articolo 114, comma 2.

2. I membri del collegio sindacale assistono alle assemblee ed alle riunioni del consiglio di

amministrazione e del comitato esecutivo. I sindaci, che non assistono senza giustificato motivo alle

assemblee o, durante un esercizio sociale, a due adunanze del consiglio d'amministrazione o del comitato

527

esecutivo, decadono dall'ufficio .

3. Il collegio sindacale comunica senza indugio alla Consob le irregolarità riscontrate nell'attività

di vigilanza e trasmette i relativi verbali delle riunioni e degli accertamenti svolti e ogni altra utile

documentazione.

4. Il comma 3 non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri

paesi dell'Unione Europea.

4-bis. Al consiglio di sorveglianza si applicano i commi 1, 3 e 4. Almeno un componente del

528

consiglio di sorveglianza partecipa alle riunioni del consiglio di gestione .

4-ter. Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano i commi 1, limitatamente alle lettere

529 .

c-bis) e d), 3 e 4 Art. 150

(Informazione)

1. Gli amministratori riferiscono tempestivamente, secondo le modalità stabilite dallo statuto e

con periodicità almeno trimestrale, al collegio sindacale sull'attività svolta e sulle operazioni di maggior

rilievo economico, finanziario e patrimoniale, effettuate dalla società o dalle società controllate; in

particolare, riferiscono sulle operazioni nelle quali essi abbiano un interesse, per conto proprio o di terzi,

o che siano influenzate dal soggetto che esercita l'attività di direzione e coordinamento.

525 Articolo inserito dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

526 Lettera inserita dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

527 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

528 Comma aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

529 Comma dapprima aggiunto dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha sostituito le parole "limitatamente alla lettera d)" con le parole "limitatamente alle lettere c-bis) e d)".

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 123

2. L'obbligo previsto dal comma precedente è adempiuto, nel sistema dualistico, dal consiglio di

gestione nei confronti del consiglio di sorveglianza e, in quello monistico, dagli organi delegati nei

confronti del comitato per il controllo sulla gestione.

3. Il collegio sindacale e la società di revisione si scambiano tempestivamente i dati e le

informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti.

4. Coloro che sono preposti al controllo interno riferiscono anche al collegio sindacale di propria

iniziativa o su richiesta anche di uno solo dei sindaci.

5. Le disposizioni previste dai commi 3 e 4 si applicano anche al consiglio di sorveglianza ed al

530

comitato per il controllo sulla gestione . Art. 151

(Poteri)

1. I sindaci possono, anche individualmente, procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione

e di controllo, nonché chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate,

sull'andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di

531

informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate .

2. Il collegio sindacale può scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società

controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all'andamento generale dell'attività

sociale. Può altresì, previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare

l'assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed avvalersi di dipendenti

della società per l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di

collaborazione possono essere esercitati anche individualmente da ciascun membro del collegio, ad

eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due

532 .

membri

3. Al fine di valutare l'adeguatezza e l'affidabilità del sistema amministrativo-contabile, i sindaci,

sotto la propria responsabilità e a proprie spese, possono avvalersi, anche individualmente, di propri

dipendenti e ausiliari che non si trovino in una delle condizioni previste dall'articolo 148, comma 3. La

società può rifiutare agli ausiliari l'accesso a informazioni riservate.

4. Gli accertamenti eseguiti devono risultare dal libro delle adunanze e delle deliberazioni del

collegio sindacale da tenersi, a cura del collegio, nella sede della società. Si applicano le disposizioni

dell'articolo 2421, ultimo comma, del codice civile. 533

Art. 151-bis

(Poteri del consiglio di sorveglianza)

1. I componenti del consiglio di sorveglianza possono, anche individualmente, chiedere notizie ai

consiglieri di gestione, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle operazioni sociali

o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di

530 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

531 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del

28.12.2005 che ha aggiunto, in fine, le parole “, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli

organi di amministrazione e di controllo delle società controllate”.

532 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005

che ha sostituito le parole: "da almeno due membri del collegio" con le parole "individualmente da ciascun membro del

collegio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri".

533 Articolo inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 nei

termini indicati alle successive note.

pag. 124 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

534

amministrazione e di controllo delle società controllate . Le notizie sono fornite a tutti i componenti del

consiglio di sorveglianza.

2. I componenti del consiglio di sorveglianza possono, anche individualmente, chiedere al

presidente la convocazione dell'organo, indicando gli argomenti da trattare. La riunione deve essere

convocata senza ritardo, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente comunicate al richiedente ed

illustrate al consiglio alla prima riunione successiva.

3. Il consiglio di sorveglianza può, previa comunicazione al presidente del consiglio di gestione,

convocare l'assemblea dei soci, il consiglio di gestione ed avvalersi di dipendenti della società per

l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di collaborazione possono

essere esercitati anche individualmente da ciascun membro del consiglio, ad eccezione del potere di

535

convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri .

4. Il consiglio di sorveglianza, od un componente dello stesso appositamente delegato, può

procedere in qualsiasi momento ad atti d'ispezione e di controllo nonché scambiare informazioni con i

corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed

all'andamento generale dell'attività sociale. 536

Art. 151-ter

(Poteri del comitato per il controllo sulla gestione)

1. I componenti del comitato per il controllo sulla gestione possono, anche individualmente,

chiedere agli altri amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull'andamento delle

operazioni sociali o su determinati affari, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione

537

direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società controllate . Le notizie sono

fornite a tutti i componenti del comitato per il controllo sulla gestione.

2. I componenti del comitato per il controllo sulla gestione possono, anche individualmente,

chiedere al presidente la convocazione del comitato, indicando gli argomenti da trattare. La riunione deve

essere convocata senza ritardo, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente comunicate al richiedente ed

illustrate al comitato alla prima riunione successiva.

3. Il comitato per il controllo sulla gestione può, previa comunicazione al presidente del consiglio

di amministrazione, convocare il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed avvalersi di

dipendenti della società per l'espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di

538 .

collaborazione possono essere esercitati anche individualmente da ciascun membro del comitato

4. Il comitato per il controllo sulla gestione, od un componente dello stesso appositamente

delegato, può procedere in qualsiasi momento ad atti d'ispezione e di controllo nonché scambiare

informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione

e controllo ed all'andamento generale dell'attività sociale.

534 Le parole “, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di

controllo delle società controllate” sono state inserite dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

535 Comma modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 che ha sostituito le parole "da almeno due membri del consiglio"

con le parole "individualmente da ciascun membro del consiglio, ad eccezione del potere di convocare l'assemblea dei soci,

che può essere esercitato da almeno due membri".

536 Articolo inserito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 nei

termini indicati alle successive note.

537 Le parole “, ovvero rivolgere le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo

delle società controllate” sono state inserite dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

538 Comma modificato dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005 che ha sostituito le parole "da almeno due membri del comitato"

con le parole "individualmente da ciascun membro del comitato".

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 125

Art. 152

(Denunzia al tribunale)

1. Il collegio sindacale o il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione,

se ha fondato sospetto che gli amministratori, in violazione dei loro doveri, abbiano compiuto gravi

irregolarità nella gestione che possono recare danno alla società o ad una o più società controllate,

possono denunziare i fatti al tribunale ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile. In tale ipotesi le spese

539

per l'ispezione sono a carico della società ed il tribunale può revocare anche i soli amministratori .

2. La Consob, se ha fondato sospetto di gravi irregolarità nell'adempimento dei doveri di

vigilanza del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza o del comitato per il controllo sulla

gestione, può denunziare i fatti al tribunale ai sensi dell'articolo 2409 del codice civile; le spese per

540

l'ispezione sono a carico della società .

3. Il comma 2 non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati di altri

paesi dell'Unione Europea.

4. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 70, comma 7, del T.U. bancario.

Art. 153

(Obbligo di riferire all'assemblea)

1. Il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza ed il comitato per il controllo sulla gestione

riferiscono sull'attività di vigilanza svolta e sulle omissioni e sui fatti censurabili rilevati all'assemblea

convocata per l'approvazione del bilancio di esercizio ovvero ai sensi dell'articolo 2364-bis, comma 2, del

541 .

codice civile

2. Il collegio sindacale può fare proposte all'assemblea in ordine al bilancio e alla sua

approvazione nonché alle materie di propria competenza.

Art. 154

(Disposizioni non applicabili)

1. Al collegio sindacale delle società con azioni quotate non si applicano gli articoli 2397, 2398,

2399, 2403, 2403-bis, 2405, 2426, numeri 5 e 6, 2429, secondo comma, e 2441, sesto comma, del codice

civile.

2. Al consiglio di sorveglianza delle società con azioni quotate non si applicano gli articoli 2409-

septies, 2409-duodecies, decimo comma, 2409-terdecies, primo comma, lettere c), e) ed f), del codice

civile.

3. Al comitato per il controllo sulla gestione delle società con azioni quotate non si applicano gli

542

articoli 2399, primo comma, e 2409-septies del codice civile .

539 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

540 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

541 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004..

542 Articolo così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

pag. 126 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

543

Sezione V-bis 544

Informazione finanziaria

545

Art. 154-bis

(Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari)

1. Lo statuto degli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro d'origine prevede i requisiti

di professionalità e le modalità di nomina di un dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili

546

societari, previo parere obbligatorio dell'organo di controllo .

2. Gli atti e le comunicazioni della società diffusi al mercato, e relativi all’informativa contabile

anche infrannuale della stessa società, sono accompagnati da una dichiarazione scritta del dirigente

preposto alla redazione dei documenti contabili societari, che ne attestano la corrispondenza alle

547

risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili .

3. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari predispone adeguate

procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e, ove previsto, del

548

bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario .

4. Il consiglio di amministrazione vigila affinché il dirigente preposto alla redazione dei

documenti contabili societari disponga di adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti a lui attribuiti

549 .

ai sensi del presente articolo, nonché sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili

5. Gli organi amministrativi delegati e il dirigente preposto alla redazione dei documenti

contabili societari attestano con apposita relazione sul bilancio di esercizio, sul bilancio semestrale

abbreviato e, ove redatto, sul bilancio consolidato:

a) l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure di cui al comma 3 nel corso del

periodo cui si riferiscono i documenti;

b) che i documenti sono redatti in conformità ai principi contabili internazionali applicabili

riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n. 1606/2002 del Parlamento europeo

e del Consiglio, del 19 luglio 2002;

c) la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili;

d) l'idoneità dei documenti a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione

patrimoniale, economica e finanziaria dell'emittente e dell'insieme delle imprese incluse nel

consolidamento;

e) per il bilancio d'esercizio e per quello consolidato, che la relazione sulla gestione comprende

un'analisi attendibile dell'andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione dell'emittente e

dell'insieme delle imprese incluse nel consolidamento, unitamente alla descrizione dei principali rischi e

incertezze cui sono esposti;

f) per il bilancio semestrale abbreviato, che la relazione intermedia sulla gestione contiene

543 Sezione inserita dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005.

544 Rubrica così sostituita dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

545 Articolo dapprima inserito dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 e dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 nei termini indicati nelle successive note. Le disposizioni del presente

articolo, così come modificato dall'art. 1, comma 9, del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007, si applicano nella redazione delle

relazioni finanziarie relative a esercizi, semestri e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del

decreto legislativo n. 195 del 6.11.2007, avvenuta il 24.11.2007.

Comma dapprima modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “i requisiti di

546 professionalità e” e poi dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007 che ha inserito le parole: “degli emittenti quotati aventi

l'Italia come Stato membro d'origine”.

547 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “previste dalla

legge o diffuse al mercato, contenenti informazioni e dati sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria” con le

parole: “diffusi al mercato, e relativi all’informativa contabile anche infrannuale”; ha soppresso le parole: “dal direttore

generale e” e ha sostituito le parole: “al vero” con le parole: “alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili”.

548 Comma così modificato dall’art. 3, comma 13 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito la parola: “predisposizione”

con la parola: “formazione”.

549 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 127

550

un'analisi attendibile delle informazioni di cui al comma 4 dell'articolo 154-ter .

5-bis. L'attestazione di cui al comma 5 è resa secondo il modello stabilito con regolamento dalla

551

Consob .

6. Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai

dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, in relazione ai compiti loro spettanti,

salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la società.

Art. 154-ter

(Relazioni finanziarie)

1. Fermi restando i termini di cui agli articoli 2429 del codice civile e 156, comma 5, entro

centoventi giorni dalla chiusura dell'esercizio gli emittenti quotati aventi l'Italia come Stato membro

d'origine approvano il bilancio d'esercizio e pubblicano la relazione finanziaria annuale comprendente il

bilancio di esercizio, il bilancio consolidato, ove redatto, la relazione sulla gestione e l'attestazione di cui

all'articolo 154-bis, comma 5. Le relazioni di revisione di cui all'articolo 156 sono pubblicate

integralmente insieme alla relazione finanziaria annuale.

2. Entro sessanta giorni dalla chiusura del primo semestre dell'esercizio, gli emittenti quotati

aventi l'Italia come Stato membro d'origine pubblicano una relazione finanziaria semestrale comprendente

il bilancio semestrale abbreviato, la relazione intermedia sulla gestione e l'attestazione prevista

dall'articolo 154-bis, comma 5. La relazione sul bilancio semestrale abbreviato della società di revisione,

ove redatta, è pubblicata integralmente entro il medesimo termine.

3. Il bilancio semestrale abbreviato di cui al comma 2, è redatto in conformità ai principi

contabili internazionali applicabili riconosciuti nella Comunità europea ai sensi del regolamento (CE) n.

1606/2002. Tale bilancio è redatto in forma consolidata se l'emittente quotato avente l'Italia come Stato

membro d'origine è obbligato a redigere il bilancio consolidato.

4. La relazione intermedia sulla gestione contiene almeno riferimenti agli eventi importanti che

si sono verificati nei primi sei mesi dell'esercizio e alla loro incidenza sul bilancio semestrale abbreviato,

unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell'esercizio. Per gli

emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine, la relazione intermedia sulla gestione

contiene, altresì, informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate.

5. Gli emittenti azioni quotate aventi l'Italia come Stato membro d'origine pubblicano, entro

quarantacinque giorni dalla chiusura del primo e del terzo trimestre di esercizio, un resoconto intermedio

di gestione che fornisce:

a) una descrizione generale della situazione patrimoniale e dell'andamento economico

dell'emittente e delle sue imprese controllate nel periodo di riferimento;

b) un'illustrazione degli eventi rilevanti e delle operazioni che hanno avuto luogo nel periodo di

riferimento e la loro incidenza sulla situazione patrimoniale dell'emittente e delle sue imprese controllate.

6. La Consob, in conformità alla disciplina comunitaria, stabilisce con regolamento:

a) le modalità di pubblicazione dei documenti di cui ai commi 1, 2 e 5;

b) i casi di esenzione dall'obbligo di pubblicazione della relazione finanziaria semestrale;

c) il contenuto delle informazioni sulle operazioni rilevanti con parti correlate di cui al comma 4;

d) le modalità di applicazione del presente articolo per gli emittenti quote di fondi chiusi.

7. Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 157, comma 2, la Consob, nel caso in cui abbia

accertato che i documenti che compongono le relazioni finanziarie di cui al presente articolo non sono

conformi alle norme che ne disciplinano la redazione, può chiedere all'emittente di rendere pubblica tale

circostanza e di provvedere alla pubblicazione delle informazioni supplementari necessarie a ripristinare

550 Comma sostituito dapprima dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 e poi dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

551 Comma inserito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007. Vedi art. 81-ter del regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e

successive modifiche e integrazioni

pag. 128 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

552

una corretta informazione del mercato . Sezione VI

Revisione contabile

Art. 155

(Attività di revisione contabile)

1. Una società di revisione iscritta nell'albo speciale previsto dall'articolo 161 verifica:

a) nel corso dell'esercizio, la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione

dei fatti di gestione nelle scritture contabili;

b) che il bilancio di esercizio e il bilancio consolidato corrispondano alle risultanze delle

scritture contabili e degli accertamenti eseguiti e che siano conformi alle norme che li disciplinano.

2. La società di revisione ha diritto di ottenere dagli amministratori della società documenti e

notizie utili alla revisione e può procedere ad accertamenti, ispezioni e controlli; essa informa senza

indugio la Consob e il collegio sindacale dei fatti ritenuti censurabili.

3. La società di revisione riporta in apposito libro tenuto presso la sede della società che ha

conferito l'incarico le informazioni concernenti l'attività di revisione svolta, secondi i criteri e le modalità

553 . Si applica l'articolo 2421, terzo comma, del codice civile.

stabiliti dalla Consob con regolamento Art. 156 554

(Relazioni di revisione)

1. La società di revisione esprime con apposite relazioni un giudizio sul bilancio di esercizio e

sul bilancio consolidato. Le relazioni sono datate e sottoscritte dal responsabile della revisione contabile,

che deve essere socio o amministratore della società di revisione e iscritto nel registro dei revisori

555

contabili istituito presso il Ministero di grazia e giustizia .

2. La società di revisione esprime un giudizio senza rilievi se il bilancio di esercizio e il bilancio

consolidato sono conformi alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione e se rappresentano in

556

modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'esercizio .

3. La società di revisione può esprimere un giudizio con rilievi, un giudizio negativo ovvero

rilasciare una dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio. In tali casi la società espone

analiticamente nelle relazioni i motivi della propria decisione.

4. In caso di giudizio negativo o di dichiarazione di impossibilità di esprimere un giudizio la

società di revisione informa immediatamente la Consob.

4-bis. Oltre al giudizio sul bilancio, le relazioni comprendono:

a) un paragrafo introduttivo che identifica il bilancio sottoposto a revisione e il quadro delle

regole di redazione applicate dalla società che ha conferito l'incarico;

552 Articolo inserito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007. Le disposizioni del presente articolo, così come modificato dall'art.

1, comma 9, del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007, si applicano nella redazione delle relazioni finanziarie relative a esercizi, semestri

e periodi aventi inizio dalla data successiva a quella di entrata in vigore del decreto legislativo n. 195 del 6.11.2007, avvenuta

il 24.11.2007.

553 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

554 Rubrica così sostituita dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007.

555 Comma così modificato dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007 che ha inserito le parole: “datate e”. Vedi D.P.R. n. 99 del 6

marzo 1998, modificato con D.P.R. n. 233 del 12 luglio 2000.

556 Comma così modificato dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007 che ha aggiunto le parole: “e se rappresentano in modo

veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico dell'esercizio”.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 129

b) una descrizione della portata della revisione svolta con l'indicazione dei principi di

revisione osservati;

c) eventuali richiami di informativa che il revisore sottopone all'attenzione dei destinatari del

bilancio, senza che essi costituiscano rilievi; 557

d) un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio .

5. Le relazioni sui bilanci sono depositate a norma dell'articolo 2435 del codice civile e devono

restare depositate presso la sede della società durante i quindici giorni che precedono l'assemblea o la

558 .

riunione del consiglio di sorveglianza che approva il bilancio e finché il bilancio non è approvato

Art. 157

(Effetti dei giudizi sui bilanci)

1. Salvi i casi previsti dall'articolo 156, comma 4, la deliberazione dell'assemblea o del consiglio

di sorveglianza che approva il bilancio d'esercizio può essere impugnata, per mancata conformità del

bilancio alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione, da tanti soci che rappresentano almeno il

cinque per cento del capitale sociale. Tanti soci che rappresentano la medesima quota di capitale della

società con azioni quotate possono richiedere al tribunale di accertare la conformità del bilancio

559

consolidato alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione .

2. La Consob può esercitare in ogni caso le azioni previste dal comma 1 entro sei mesi dalla data

di deposito del bilancio d'esercizio e del bilancio consolidato presso l'ufficio del registro delle imprese.

3. Il presente articolo non si applica alle società con azioni quotate solo in mercati regolamentati

di altri paesi dell'Unione Europea.

4. Per le società cooperative, la percentuale di capitale indicata nel comma 1 è rapportata al

numero complessivo dei soci. Art. 158

(Proposte di aumento di capitale, di fusione, di scissione e di distribuzione di acconti sui dividendi)

1. In caso di aumento di capitale con esclusione o limitazione del diritto di opzione, il parere

sulla congruità del prezzo di emissione delle azioni è rilasciato dalla società incaricata della revisione

contabile. Le proposte di aumento del capitale sociale sono comunicate alla società di revisione,

unitamente alla relazione illustrativa degli amministratori prevista dall'articolo 2441, sesto comma, del

codice civile, almeno quarantacinque giorni prima di quello fissato per l'assemblea che deve esaminarle.

La società di revisione esprime il proprio parere entro trenta giorni.

2. La relazione degli amministratori e il parere della società di revisione devono restare

depositati nella sede della società durante i quindici giorni che precedono l'assemblea e finché questa

abbia deliberato. Tali documenti devono essere allegati agli altri documenti richiesti per l'iscrizione della

deliberazione nel registro delle imprese.

3. La disposizione del comma precedente si applica anche alla relazione della società di revisione

560

prevista dall'articolo 2441, comma 4, seconda parte, del codice civile .

561

4. …omissis… 562

5. …omissis…

557 Comma inserito dall’art. 2 del d.lgs. n. 32 del 2.2.2007.

558 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

559 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

560 Comma così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

561 Comma soppresso dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

562 Comma soppresso dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

pag. 130 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

563

Art. 159

(Conferimento e revoca dell'incarico)

1. L'assemblea, in occasione dell'approvazione del bilancio o della convocazione annuale prevista

dall'articolo 2364-bis, secondo comma, del codice civile, su proposta motivata dell’organo di controllo

conferisce l'incarico di revisione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato ad una società di

revisione iscritta nell'albo speciale previsto dall'articolo 161 approvandone il compenso. La Consob

provvede d’ufficio al conferimento dell’incarico, quando esso non sia deliberato, determinandone anche il

564

corrispettivo .

2. L'assemblea revoca l'incarico, su proposta motivata dell’organo di controllo, quando ricorra

una giusta causa, provvedendo contestualmente a conferire l'incarico ad altra società di revisione secondo

le modalità di cui al comma 1. Non costituisce giusta causa di revoca la divergenza di opinioni rispetto a

valutazioni contabili o a procedure di revisione. Le funzioni di controllo contabile continuano ad essere

esercitate dalla società revocata fino a quando la deliberazione di conferimento dell'incarico non sia

565

divenuta efficace ovvero fino al conferimento d'ufficio da parte della Consob .

3. Alle deliberazioni previste dai commi 1 e 2 adottate dall'assemblea delle società in

accomandita per azioni con azioni quotate in mercati regolamentati si applica l'articolo 2459 del codice

civile.

4. L'incarico ha durata di nove esercizi e non può essere rinnovato o nuovamente conferito se non

566

siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione del precedente .

5. Le deliberazioni previste dai commi 1 e 2 sono trasmesse alla Consob entro il termine fissato ai

sensi del comma 7, lettera b). Entro venti giorni dalla data di ricevimento della deliberazione di revoca, la

Consob può vietarne l'esecuzione qualora rilevi la mancanza di una giusta causa. La deliberazione di

revoca dell'incarico ha effetto dalla scadenza del termine di cui al periodo precedente, qualora la Consob

567 .

non ne abbia vietata l'esecuzione

6. La Consob dispone d'ufficio la revoca dell'incarico di revisione contabile qualora rilevi una

causa di incompatibilità ovvero qualora siano state accertate gravi irregolarità nello svolgimento

dell'attività di revisione, anche in relazione ai principi e criteri di revisione stabiliti ai sensi dell'articolo

162, comma 2, lettera a). Il provvedimento di revoca è notificato alla società di revisione e comunicato

immediatamente alla società interessata, con l'invito alla società medesima a deliberare il conferimento

dell'incarico ad altra società di revisione, secondo le disposizioni del comma 1, entro trenta giorni dalla

data di ricevimento della comunicazione. Qualora la deliberazione non sia adottata entro tale termine, la

Consob provvede d'ufficio al conferimento dell'incarico entro trenta giorni. Le funzioni di controllo

contabile continuano ad essere esercitate dalla società revocata fino a quando la deliberazione di

conferimento dell'incarico non sia divenuta efficace ovvero fino al provvedimento della Consob.

7. La Consob stabilisce con regolamento:

a) i criteri generali per la determinazione del corrispettivo per l'incarico di revisione contabile.

La corresponsione del compenso non può comunque essere subordinata ad alcuna condizione relativa

all'esito della revisione, né la misura di esso può dipendere in alcun modo dalla prestazione di servizi

aggiuntivi da parte della società di revisione;

563 Articolo dapprima modificato dal d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 poi sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e, infine,

così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 nei termini indicati nelle successive note.

564 Comma così modificato dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “su proposta motivata

dell’organo di controllo” e ha sostituito le parole: “determinandone il compenso, previo parere del collegio sindacale” con le

parole: “approvandone il compenso. La Consob provvede d’ufficio al conferimento dell’incarico, quando esso non sia

deliberato, determinandone anche il corrispettivo”.

565 Comma così modificato dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “previo parere

dell’organo di controllo” con le parole: “su proposta motivata dell’organo di controllo”.

566 Comma così sostituito dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

567 Comma così sostituito dall’art. 3, comma 16 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 131

b) la documentazione da inviare unitamente alle deliberazioni previste dai commi 1 e 2, le

modalità e i termini di trasmissione;

c) le modalità e i termini per l'adozione e la comunicazione agli interessati dei provvedimenti

da essa assunti;

d) i termini entro i quali gli amministratori o i membri del consiglio di gestione depositano

presso il registro delle imprese le deliberazioni e i provvedimenti indicati ai commi 1, 2, 5 e 6.

8. Non si applica l'articolo 2409-quater del codice civile.

Art. 160

(Incompatibilità)

1. Al fine di assicurare l'indipendenza della società e del responsabile della revisione, l'incarico

non può essere conferito a società di revisione che si trovino in una delle situazioni di incompatibilità

568

stabilite con regolamento dalla Consob .

1-bis. Con il regolamento adottato ai sensi del comma 1, la Consob individua altresì i criteri per

stabilire l'appartenenza di un'entità alla rete di una società di revisione, costituita dalla struttura più ampia

cui appartiene la società stessa e che si avvale della medesima denominazione o attraverso la quale

vengono condivise risorse professionali, e comprendente comunque le società che controllano la società

di revisione, le società che sono da essa controllate, ad essa collegate o sottoposte con essa a comune

controllo; determina le caratteristiche degli incarichi e dei rapporti che possono compromettere

l'indipendenza della società di revisione; stabilisce le forme di pubblicità dei compensi che la società di

revisione e le entità appartenenti alla sua rete hanno percepito, distintamente, per incarichi di revisione e

per la prestazione di altri servizi, indicati per tipo o categoria. Può stabilire altresì prescrizioni e

raccomandazioni, rivolte alle società di revisione, per prevenire la possibilità che gli azionisti di queste o

delle entità appartenenti alla loro rete nonché i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,

direzione e controllo presso le medesime intervengano nell'esercizio dell'attività di revisione in modo tale

569

da compromettere l'indipendenza e l'obiettività delle persone che la effettuano .

1-ter. La società di revisione e le entità appartenenti alla rete della medesima, i soci, gli

amministratori, i componenti degli organi di controllo e i dipendenti della società di revisione stessa e

delle società da essa controllate, ad essa collegate o che la controllano o sono sottoposte a comune

controllo non possono fornire alcuno dei seguenti servizi alla società che ha conferito l'incarico di

revisione e alle società da essa controllate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo:

a) tenuta dei libri contabili e altri servizi relativi alle registrazioni contabili o alle relazioni di

bilancio; b) progettazione e realizzazione dei sistemi informativi contabili;

c) servizi di valutazione e stima ed emissione di pareri pro veritate;

d) servizi attuariali;

e) gestione esterna dei servizi di controllo interno;

f) consulenza e servizi in materia di organizzazione aziendale diretti alla selezione,

formazione e gestione del personale;

g) intermediazione di titoli, consulenza per l'investimento o servizi bancari d'investimento;

h) prestazione di difesa giudiziale;

i) altri servizi e attività, anche di consulenza, inclusa quella legale, non collegati alla

revisione, individuati, in ottemperanza ai principi di cui alla ottava direttiva n. 84/253/CEE del Consiglio,

del 10 aprile 1984, in tema di indipendenza delle società di revisione, dalla Consob con il regolamento

570 571

adottato ai sensi del comma 1 .

568 Comma così sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005. Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e

successive modifiche e integrazioni.

569 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

570 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

571 Lettera così modificata dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha inserito le parole: “inclusa quella legale,”.

pag. 132 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

1-quater. L'incarico di responsabile della revisione dei bilanci di una stessa società non può essere

esercitato dalla medesima persona per un periodo eccedente sei esercizi sociali, né questa persona può

assumere nuovamente tale incarico, neppure per conto di una diversa società di revisione, se non siano

decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente. La persona medesima, al termine di tale incarico

svolto per sei esercizi, non potrà assumere né continuare ad esercitare incarichi relativi alla revisione dei

bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società ad essa collegate, che la controllano o sono

572

sottoposte a comune controllo, se non siano decorsi almeno tre anni .

1-quinquies. Coloro che hanno preso parte alla revisione del bilancio di una società con funzioni di

direzione e supervisione, i soci e gli amministratori della società di revisione alla quale è stato conferito

l’incarico di revisione e delle società da essa controllate o che la controllano non possono rivestire cariche

sociali negli organi di amministrazione e controllo nella società che ha conferito l’incarico di revisione e

nelle società da essa controllate o che la controllano, né possono prestare lavoro autonomo o subordinato

in favore delle medesime società svolgendo funzioni dirigenziali di rilievo, se non sia decorso almeno un

triennio dalla scadenza o dalla revoca dell’incarico, ovvero dal momento in cui abbiano cessato di essere

soci, amministratori o dipendenti della società di revisione e delle società da essa controllate o che la

573 .

controllano. Si applica la nozione di controllo di cui all’articolo 93

1-sexies. Coloro che siano stati amministratori, componenti degli organi di controllo, direttori

generali o dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari presso una società non

possono esercitare la revisione contabile dei bilanci della medesima società né delle società da essa

controllate o ad essa collegate o che la controllano, se non sia decorso almeno un triennio dalla cessazione

574

dei suddetti incarichi o rapporti di lavoro .

1-septies. La misura della retribuzione dei dipendenti delle società di revisione che partecipano allo

svolgimento delle attività di revisione non può essere in alcun modo determinata, neppure parzialmente,

dall'esito delle revisioni da essi compiute né dal numero degli incarichi di revisione ricevuti o dall'entità

575 .

dei compensi per essi percepiti dalla società

1-octies. La violazione dei divieti previsti dal presente articolo è punita con la sanzione

576

amministrativa pecuniaria da centomila a cinquecentomila euro irrogata dalla Consob .

2. Il divieto previsto dall'articolo 2372, quinto comma, del codice civile si applica anche alla

577

società di revisione alle quale sia stato conferito l'incarico e al responsabile della revisione .

Art. 161

(Albo speciale delle società di revisione)

1. La Consob provvede alla tenuta di un albo speciale delle società di revisione abilitate

all'esercizio delle attività previste dagli articoli 155 e 158.

2. La Consob iscrive le società di revisione nell'albo speciale previo accertamento dei requisiti

previsti dall'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88, e del requisito di idoneità

572 Comma dapprima inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 che ha sostituito le parole: “relativamente alla revisione dei bilanci della medesima società o di società da essa

controllate, ad essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo, neppure per conto di una diversa

società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente” con le parole: “neppure per conto

di una diversa società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del precedente. La persona

medesima, al termine di tale incarico svolto per sei esercizi, non potrà assumere né continuare ad esercitare incarichi relativi

alla revisione dei bilanci di società controllate dalla suddetta società, di società ad essa collegate, che la controllano o sono

sottoposte a comune controllo, se non siano decorsi almeno tre anni”.

573 Comma dapprima inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006.

574 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

575 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

576 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

577 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 133

tecnica. Non può essere iscritta nell'albo speciale la società di revisione il cui amministratore si trovi in

una delle situazioni previste dall'articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.

3. Le società di revisione costituite all'estero possono essere iscritte nell'albo se in possesso dei

requisiti previsti dal comma 2. Tali società trasmettono alla Consob una situazione contabile annuale

riferita all'attività di revisione e organizzazione contabile esercitata in Italia.

4. Per l'iscrizione nell'albo le società di revisione devono essere munite di idonea garanzia

prestata da banche, assicurazioni o intermediari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del

decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, o avere stipulato una polizza di assicurazione della

responsabilità civile per negligenze o errori professionali, comprensiva della garanzia per infedeltà dei

dipendenti, per la copertura dei rischi derivanti dall'esercizio dell'attività di revisione contabile.

L'ammontare della garanzia o della copertura assicurativa è stabilito annualmente dalla Consob per classi

578

di volume d'affari e in base agli ulteriori parametri da essa eventualmente individuati con regolamento .

Art. 162

(Vigilanza sulle società di revisione)

1. La Consob vigila sull’organizzazione e sull'attività delle società iscritte nell'albo speciale per

controllarne l'indipendenza e l'idoneità tecnica. Nello svolgimento di tale attività, la Consob provvede

periodicamente, e comunque almeno ogni tre anni, a effettuare controlli di qualità sulle società di

revisione iscritte nell’albo speciale tenuto dalla Consob. La Consob redige una relazione contenente le

principali conclusioni del controllo eseguito ed eventuali raccomandazioni alla società di revisione di

effettuare specifici interventi entro un termine prefissato. In caso di mancata, incompleta o tardiva

effettuazione di tali interventi la Consob può applicare nei confronti della società di revisione i

provvedimenti di cui all’articolo 163. I risultati complessivi dei controlli di qualità sono illustrati dalla

Consob nella relazione di cui all’articolo 1, comma 13, del decreto legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito,

579

con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216 .

2. Nell'esercizio della vigilanza, la Consob:

a) stabilisce, sentito il parere del Consiglio nazionale dell'Ordine dei dottori commercialisti e

degli esperti contabili, i principi e i criteri da adottare per la revisione contabile, anche in relazione alla

tipologia delle strutture societarie, amministrative e contabili delle società sottoposte a revisione;

b) può richiedere la comunicazione, anche periodica, di dati e notizie e la trasmissione di atti e

documenti, fissando i relativi termini;

c) può eseguire ispezioni e assumere notizie e chiarimenti dai soci, dagli amministratori, dai

580

membri degli organi di controllo e dai dirigenti della società di revisione .

3. Le società di revisione iscritte nell'albo speciale comunicano alla Consob entro trenta giorni la

sostituzione degli amministratori, dei soci che rappresentano la società nella revisione contabile e dei

direttori generali, nonché il trasferimento delle quote e delle azioni; entro lo stesso termine comunicano

ogni altra modificazione della compagine sociale, dell'organo amministrativo e dei patti sociali, che

578 Comma così modificato dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42 della l. n. 262 del 28.12.2005, il

comma 4 nella nuova formulazione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2007. Fino a tale data si applica il precedente testo

del comma 4, che di seguito si riporta: “4. Per l'iscrizione nell'albo le società di revisione devono essere munite di idonea

garanzia prestata da banche, assicurazioni o intermediari iscritti nell'elenco speciale previsto dall'articolo 107 del decreto

legislativo 1° settembre 1993, n. 385, a copertura dei rischi derivanti dall'esercizio dell'attività di revisione contabile”.

579 Comma modificato dapprima dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi dall’art. 3, comma 18 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 che ha inserito le parole: “sull’organizzazione e” e ha sostituito le parole: “Nello svolgimento di tale attività, la

Consob provvede a verificare periodicamente e, comunque, almeno ogni tre anni l'indipendenza e l'idoneità tecnica sia della

società, sia dei responsabili della revisione” con le parole: “Nello svolgimento di tale attività, la Consob provvede

periodicamente, e comunque almeno ogni tre anni, a effettuare controlli di qualità sulle società di revisione iscritte nell’albo

speciale tenuto dalla Consob. La Consob redige una relazione contenente le principali conclusioni del controllo eseguito ed

eventuali raccomandazioni alla società di revisione di effettuare specifici interventi entro un termine prefissato. In caso di

mancata, incompleta o tardiva effettuazione di tali interventi la Consob può applicare nei confronti della società di revisione i

provvedimenti di cui all’articolo 163. I risultati complessivi dei controlli di qualità sono illustrati dalla Consob nella relazione

di cui all’articolo 1, comma 13, del decreto legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno

1974, n. 216”.

580 Comma così sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 134 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

incide sui requisiti indicati nell'articolo 161, comma 2.

3-bis. Le società di revisione, in relazione a ciascun incarico di revisione loro conferito,

comunicano alla Consob i nomi dei responsabili della revisione entro dieci giorni dalla data in cui essi

581

sono stati designati . Art. 163

(Provvedimenti della Consob)

1. La Consob, quando accerta irregolarità nello svolgimento dell'attività di revisione, tenendo

conto della loro gravità, può:

a) applicare alla società di revisione una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a

cinquecentomila euro;

b) intimare alle società di revisione di non avvalersi nell'attività di revisione contabile, per un

periodo non superiore a cinque anni, del responsabile di una revisione contabile al quale sono ascrivibili

le irregolarità;

c) revocare gli incarichi di revisione contabile ai sensi dell'articolo 159, comma 6;

d) vietare alla società di accettare nuovi incarichi di revisione contabile per un periodo non

582

superiore a tre anni .

1-bis. Quando l'irregolarità consista nella violazione delle disposizioni dell'articolo 160,

l'irrogazione della sanzione prevista dal comma 1-octies del medesimo articolo non pregiudica

l'applicabilità dei provvedimenti indicati nel comma 1 del presente articolo nei riguardi della società di

583 .

revisione

2. La Consob dispone la cancellazione dall'albo speciale quando:

a) le irregolarità sono di particolare gravità;

b) vengono meno i requisiti previsti per l'iscrizione nell'albo speciale e la società non provvede

a ripristinarli entro il termine, non superiore a sei mesi, assegnato dalla Consob;

c) la società non ottempera ai provvedimenti indicati nel comma 1;

c-bis) la violazione attiene al divieto previsto dall'articolo 160, qualora risulti la responsabilità

della società. In tutti i casi, la Consob comunica i nomi dei soci o dei dipendenti personalmente

responsabili della violazione al Ministro della giustizia, il quale ne dispone la cancellazione dal registro

dei revisori contabili con il procedimento previsto dall'articolo 10 del decreto legislativo 27 gennaio 1992,

584

n. 88 .

3. La Consob può altresì disporre la cancellazione dall'albo speciale delle società di revisione che

per un periodo continuativo di cinque anni non abbiano svolto incarichi di revisione comunicati alla

Consob ai sensi dell'articolo 159.

4. I provvedimenti di cancellazione dall'albo speciale e quelli previsti dal comma 1 sono

comunicati agli interessati e al Ministero di grazia e giustizia; quest'ultimo comunica alla Consob i

provvedimenti adottati nei confronti dei soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili.

5. Il provvedimento di cancellazione dall'albo speciale è comunicato immediatamente alle società

che hanno conferito l'incarico di revisione. Si applicano le disposizioni dell'articolo 159, comma 6.

Art. 164

(Responsabilità) 585

1. Alla società di revisione si applicano le disposizioni dell'articolo 2407 del codice civile .

581 Comma aggiunto dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

582 Comma così sostituito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

583 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

584 Lettera aggiunta dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

585 Comma così modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 135

2. I responsabili della revisione e i dipendenti che hanno effettuato l'attività di revisione contabile

sono responsabili, in solido con la società di revisione, per i danni conseguenti da propri inadempimenti o

da fatti illeciti nei confronti della società che ha conferito l'incarico e nei confronti dei terzi danneggiati.

Art. 165

(Revisione contabile dei gruppi)

1. Le disposizioni della presente sezione, a eccezione dell'articolo 157, si applicano anche alle

586 .

società controllate da società con azioni quotate

1-bis. La società incaricata della revisione contabile della società capogruppo quotata è interamente

responsabile per la revisione del bilancio consolidato del gruppo. A questo fine, essa riceve i documenti

di revisione dalle società incaricate della revisione contabile delle altre società appartenenti al gruppo;

può chiedere alle suddette società di revisione o agli amministratori delle società appartenenti al gruppo

ulteriori documenti e notizie utili alla revisione, nonché procedere direttamente ad accertamenti, ispezioni

e controlli presso le medesime società. Ove ravvisi fatti censurabili, ne informa senza indugio la Consob e

587

gli organi di controllo della società capogruppo e della società interessata .

2. La Consob detta con regolamento disposizioni attuative del presente articolo stabilendo, in

particolare, criteri di esenzione per le società controllate che non rivestono significativa rilevanza ai fini

del consolidamento. Il regolamento è emanato d'intesa con le competenti autorità di vigilanza per la

588 .

disciplina relativa ai soggetti da esse vigilati Art. 165-bis

(Società che controllano società con azioni quotate)

1. Le disposizioni della presente sezione, ad eccezione dell'articolo 157, si applicano altresì alle

società che controllano società con azioni quotate e alle società sottoposte con queste ultime a comune

controllo.

2. Alla società incaricata della revisione contabile della società capogruppo si applicano le

disposizioni dell'articolo 165, comma 1-bis.

3. La Consob detta con regolamento disposizioni attuative del presente articolo, stabilendo, in

particolare, criteri di esenzione per le società sottoposte a comune controllo, di cui al comma 1, che non

rivestono significativa rilevanza ai fini del consolidamento, tenuto conto anche dei criteri indicati

589

dall'articolo 28 del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127 .

590

Sezione VI-bis

Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati

che non garantiscono la trasparenza societaria

Art. 165-ter

(Ambito di applicazione)

1. Sono soggette alle disposizioni contenute nella presente sezione le società italiane con azioni

quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e le società italiane emittenti strumenti finanziari

diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, le quali controllino società aventi sede

586 Comma così modificato dall’art. 9 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

587 Comma inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

588 Vedi regolamento Consob n. 11971 del 14.5.1999 e successive modifiche e integrazioni.

589 Articolo inserito dall’art. 18 della l. n. 262 del 28.12.2005.

590 Sezione inserita dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 136 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

legale in Stati i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della costituzione, della situazione

patrimoniale e finanziaria e della gestione delle società, nonché le società italiane con azioni quotate in

mercati regolamentati o emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, le quali

siano collegate alle suddette società estere o siano da queste controllate.

2. Si applicano le nozioni di controllo previste dall'articolo 93 e quelle di collegamento previste

dall'articolo 2359, terzo comma, del codice civile.

3. Gli Stati di cui al comma 1 sono individuati con decreti del Ministro della giustizia, di concerto

con il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei seguenti criteri:

a) per quanto riguarda le forme e le condizioni per la costituzione delle società:

1) mancanza di forme di pubblicità dell'atto costitutivo e dello statuto, nonché delle

successive modificazioni di esso;

2) mancanza del requisito di un capitale sociale minimo, idoneo a garantire i terzi

creditori, per la costituzione delle società, nonché della previsione di scioglimento in caso di riduzione del

capitale al di sotto del minimo legale, salvo il caso di reintegrazione entro un termine definito;

3) mancanza di norme che garantiscano l'effettività e l'integrità del capitale sociale

sottoscritto, in particolare con la sottoposizione dei conferimenti costituiti da beni in natura o crediti alla

valutazione da parte di un esperto appositamente nominato;

4) mancanza di forme di controllo, da parte di soggetti o organismi a ciò abilitati da

specifiche disposizioni di legge, circa la conformità degli atti di cui al numero 1) alle condizioni richieste

per la costituzione delle società;

b) per quanto riguarda la struttura delle società, mancanza della previsione di un organo di

controllo distinto dall'organo di amministrazione, o di un comitato di controllo interno all'organo

amministrativo, dotato di adeguati poteri di ispezione, controllo e autorizzazione sulla contabilità, sul

bilancio e sull'assetto organizzativo della società, e composto da soggetti forniti di adeguati requisiti di

onorabilità, professionalità e indipendenza;

c) per quanto riguarda il bilancio di esercizio:

1) mancanza della previsione dell'obbligo di redigere tale bilancio, comprendente

almeno il conto economico e lo stato patrimoniale, con l'osservanza dei seguenti principi:

1.1) rappresentazione chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale e

finanziaria della società e del risultato economico dell'esercizio;

1.2) illustrazione chiara dei criteri di valutazione adottati nella redazione del conto

economico e dello stato patrimoniale;

2) mancanza dell'obbligo di deposito, presso un organo amministrativo o giudiziario,

del bilancio, redatto secondo i principi di cui al numero 1);

3) mancanza dell'obbligo di sottoporre la contabilità e il bilancio delle società a verifica

da parte dell'organo o del comitato di controllo di cui alla lettera b) ovvero di un revisore legale dei conti;

d) la legislazione del Paese ove la società ha sede legale impedisce o limita l'operatività della

società stessa sul proprio territorio;

e) la legislazione del Paese ove la società ha sede legale esclude il risarcimento dei danni

arrecati agli amministratori rimossi senza una giusta causa, ovvero consente che tale clausola sia

contenuta negli atti costitutivi delle società o in altri strumenti negoziali;

f) mancata previsione di un'adeguata disciplina che impedisca la continuazione dell'attività

sociale dopo l'insolvenza, senza ricapitalizzazione o prospettive di risanamento;

g) mancanza di adeguate sanzioni penali nei confronti degli esponenti aziendali che falsificano

la contabilità e i bilanci.

4. Con i decreti del Ministro della giustizia, di cui al comma 3, possono essere individuati, in

relazione alle forme e alle discipline societarie previste in ordinamenti stranieri, criteri equivalenti in base

ai quali possano considerarsi soddisfatti i requisiti di trasparenza e di idoneità patrimoniale e

organizzativa determinati nel presente articolo.

5. I decreti di cui al comma 3 possono individuare Stati i cui ordinamenti presentino carenze

particolarmente gravi con riguardo ai profili indicati alle lettere b), c) e g) del medesimo comma 3.

6. Con proprio regolamento la Consob detta criteri in base ai quali è consentito alle società

italiane di cui all'articolo 119 e alle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 137

misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 di controllare imprese aventi sede in uno degli Stati di cui al

comma 5. A tal fine sono prese in considerazione le ragioni di carattere imprenditoriale che motivano il

controllo e l'esigenza di assicurare la completa e corretta informazione societaria.

7. In caso di inottemperanza alle disposizioni emanate ai sensi dei commi 5 e 6, la Consob può

denunziare i fatti al tribunale ai fini dell'adozione delle misure previste dall'articolo 2409 del codice

591

civile . Art. 165-quater

(Obblighi delle società italiane controllanti)

1. Le società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e le

società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi

dell'articolo 116, le quali controllano società aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti

di cui all'articolo 165-ter, comma 3, allegano al proprio bilancio di esercizio o bilancio consolidato,

qualora siano tenute a predisporlo, il bilancio della società estera controllata, redatto secondo i principi e

le regole applicabili ai bilanci delle società italiane o secondo i principi contabili internazionalmente

riconosciuti.

2. Il bilancio della società estera controllata, allegato al bilancio della società italiana ai sensi del

comma 1, è sottoscritto dagli organi di amministrazione, dal direttore generale e dal dirigente preposto

alla redazione dei documenti contabili societari di quest'ultima, che attestano la veridicità e la correttezza

della rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dell'esercizio.

Al bilancio della società italiana è altresì allegato il parere espresso dall'organo di controllo della

medesima sul bilancio della società estera controllata.

3. Il bilancio della società italiana controllante è corredato da una relazione degli amministratori

sui rapporti intercorrenti fra la società italiana e la società estera controllata, con particolare riguardo alle

reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui

il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o

all'estero dai predetti soggetti. La relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente

preposto alla redazione dei documenti contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo

di controllo.

4. Il bilancio della società estera controllata, allegato al bilancio della società italiana ai sensi del

comma 1, è sottoposto a revisione ai sensi dell'articolo 165 da parte della società incaricata della revisione

del bilancio della società italiana; ove la suddetta società di revisione non operi nello Stato in cui ha sede

la società estera controllata, deve avvalersi di altra idonea società di revisione, assumendo la

responsabilità dell'operato di quest'ultima. Ove la società italiana, non avendone l'obbligo, non abbia

incaricato del controllo contabile una società di revisione, deve comunque conferire tale incarico

relativamente al bilancio della società estera controllata.

5. Il bilancio della società estera controllata, sottoscritto ai sensi del comma 2, con la relazione, i

pareri ad esso allegati e il giudizio espresso dalla società responsabile della revisione ai sensi del comma

592

4, sono trasmessi alla Consob . Art. 165-quinquies

(Obblighi delle società italiane collegate)

1. Il bilancio delle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo

119, e delle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai

591 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42, comma 3 della l. n. 262/2005 le disposizioni

contenute nel presente articolo si applicano alle società che vi sono soggette, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in

corso alla data di entrata in vigore della legge n. 262.

592 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42, comma 3 della l. n. 262/2005 le disposizioni

contenute nel presente articolo si applicano alle società che vi sono soggette, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in

corso alla data di entrata in vigore della legge n. 262.

pag. 138 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

sensi dell'articolo 116, le quali siano collegate a società aventi sede legale in uno degli Stati determinati

con i decreti di cui all'articolo 165-ter, comma 3, è corredato da una relazione degli amministratori sui

rapporti intercorrenti fra la società italiana e la società estera collegata, con particolare riguardo alle

reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui

il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o

all'estero dai predetti soggetti. La relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente

preposto alla redazione dei documenti contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo

593

di controllo . Art. 165-sexies

(Obblighi delle società italiane controllate)

1. Il bilancio delle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo

119, e delle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai

sensi dell'articolo 116, ovvero che hanno ottenuto rilevanti concessioni di credito, le quali siano

controllate da società aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti di cui all'articolo 165-

ter, comma 3, è corredato da una relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti fra la società

italiana e la società estera controllante, nonché le società da essa controllate o ad essa collegate o

sottoposte a comune controllo, con particolare riguardo alle reciproche situazioni debitorie e creditorie, e

sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio si riferisce, compresa la

prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o all'estero dai predetti soggetti. La

relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti

594

contabili societari. E' allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo .

Art. 165-septies

(Poteri della Consob e disposizioni di attuazione)

1. La Consob esercita i poteri previsti dagli articoli 114 e 115, con le finalità indicate dall'articolo

91, nei riguardi delle società italiane di cui alla presente sezione. Per accertare l'osservanza degli obblighi

di cui alla presente sezione da parte delle società italiane, può esercitare i medesimi poteri nei riguardi

delle società estere, previo consenso delle competenti autorità straniere, o chiedere l'assistenza o la

collaborazione di queste ultime, anche sulla base di accordi di cooperazione con esse.

2. La Consob emana, con proprio regolamento, le disposizioni per l'attuazione della presente

595

sezione .

593 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005. Ai sensi dell’art. 42, comma 3 della l. n. 262/2005 le disposizioni

contenute nel presente articolo si applicano alle società che vi sono soggette, a decorrere dall’esercizio successivo a quello in

corso alla data di entrata in vigore della legge n. 262.

594 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

595 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 139

PARTE V

SANZIONI

TITOLO I 596

SANZIONI PENALI

Capo I

Intermediari e mercati

Art. 166

(Abusivismo)

1. E' punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a

lire venti milioni [ndr: da euro duemilasessantasei a euro diecimilatrecentoventinove] chiunque, senza

esservi abilitato ai sensi del presente decreto: 597

a) svolge servizi o attività di investimento o di gestione collettiva del risparmio ;

b) offre in Italia quote o azioni di Oicr;

c) offre fuori sede, ovvero promuove o colloca mediante tecniche di comunicazione a distanza,

598

strumenti finanziari o servizi o attività di investimento .

2. Con la stessa pena è punito chiunque esercita l'attività di promotore finanziario senza essere

iscritto nell'albo indicato dall'articolo 31.

3. Se vi è fondato sospetto che una società svolga servizi o attività di investimento o il servizio di

gestione collettiva del risparmio senza esservi abilitata ai sensi del presente decreto, la Banca d'Italia o la

Consob denunziano i fatti al pubblico ministero ai fini dell'adozione dei provvedimenti previsti

dall'articolo 2409 del codice civile ovvero possono richiedere al tribunale l'adozione dei medesimi

599 .

provvedimenti. Le spese per l'ispezione sono a carico della società

Art. 167

(Gestione infedele)

1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, nella prestazione del servizio di gestione di

portafogli o del servizio di gestione collettiva del risparmio, in violazione delle disposizioni regolanti i

conflitti di interesse, pone in essere operazioni che arrecano danno agli investitori, al fine di procurare a

sé o ad altri un ingiusto profitto, è punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci

milioni a lire duecento milioni [ndr: da euro cinquemilacentosessantacinque a euro

600

centotremiladuecentonovantuno] . Art. 168

(Confusione di patrimoni)

1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chi, nell'esercizio di servizi o attività di

investimento o di gestione collettiva del risparmio, ovvero nella custodia degli strumenti finanziari e delle

disponibilità liquide di un Oicr, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, viola le

disposizioni concernenti la separazione patrimoniale arrecando danno agli investitori, è punito con

l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a lire duecento milioni [ndr: da euro

596 Ai sensi dell’art. 39, co. 1, della l. n. 262 del 28.12.2005, le pene previste nel presente Titolo sono raddoppiate entro i limiti

posti a ciascun tipo di pena dal Libro I, Titolo II, Capo II del codice penale.

597 Lettera così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

598 Lettera così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

599 Comma dapprima sostituito dall’art. 3 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004 e poi così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007. V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

600 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha soppresso le parole: “di investimento su base

individuale”. V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

pag. 140 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

601

cinquemilacentosessantacinque a euro centotremiladuecentonovantuno] .

Art. 169

(Partecipazioni al capitale)

1. Salvo che il fatto costituisca reato più grave, chiunque fornisce informazioni false nelle

comunicazioni previste dagli articoli 15, commi 1 e 3, 61, comma 6, e 80, comma 7, o in quelle richieste

ai sensi dell'articolo 17 è punito con l'arresto da sei mesi a tre anni e con l'ammenda da lire dieci milioni a

602

lire cento milioni [ndr: da euro cinquemilacentosessantacinque a euro cinquantunomilaseicentoquarantasei] .

Art. 170

(Gestione accentrata di strumenti finanziari)

1. Chiunque, nelle registrazioni o nelle certificazioni effettuate o rilasciate nell'ambito della

gestione accentrata, attesta falsamente fatti di cui la registrazione o la certificazione è destinata a provare

la verità ovvero dà corso al trasferimento o alla consegna degli strumenti finanziari o al trasferimento dei

relativi diritti senza aver ottenuto in restituzione le certificazioni, è punito con la reclusione da tre mesi a

603

due anni . Art. 170-bis

(Ostacolo alle funzioni di vigilanza della Consob)

1. Fuori dai casi previsti dall’articolo 2638 del codice civile, chiunque ostacola le funzioni di

vigilanza attribuite alla Consob è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da euro diecimila

604 .

ad euro duecentomila Art. 171

(Tutela dell'attività di vigilanza)

605

... omissis ...

601 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

602 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

603 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

604 Articolo inserito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004). V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

605 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). I reati di cui all’art.

171 sono previsti e puniti dall’art. 2638 del codice civile, dapprima sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 61/2002 e poi modificato

dall’art. 39 della l. n. 262 del 28.12.2005: “Art. 2638 (Ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di

vigilanza) - 1. Gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i

sindaci e i liquidatori di società o enti e gli altri soggetti sottoposti per legge alle autorità pubbliche di vigilanza, o tenuti ad

obblighi nei loro confronti, i quali nelle comunicazioni alle predette autorità previste in base alla legge, al fine di ostacolare

l'esercizio delle funzioni di vigilanza, espongono fatti materiali non rispondenti al vero, ancorché oggetto di valutazioni, sulla

situazione economica, patrimoniale o finanziaria dei sottoposti alla vigilanza ovvero, allo stesso fine, occultano con altri

mezzi fraudolenti, in tutto o in parte fatti che avrebbero dovuto comunicare, concernenti la situazione medesima, sono puniti

con la reclusione da uno a quattro anni. La punibilità è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o

amministrati dalla società per conto di terzi. 2. Sono puniti con la stessa pena gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti

preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori di società, o enti e gli altri soggetti sottoposti

per legge alle autorità pubbliche di vigilanza o tenuti ad obblighi nei loro confronti, i quali, in qualsiasi forma, anche

omettendo le comunicazioni dovute alle predette autorità, consapevolmente ne ostacolano le funzioni. La pena è raddoppiata

se si tratta di società con titoli quotati in mercati regolamentati italiani o di altri Stati dell'Unione europea o diffusi tra il

pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 .

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 141

Capo II

Emittenti

Art. 172

(Irregolare acquisto di azioni)

1. Gli amministratori di società con azioni quotate o di società da queste controllate che

acquistano azioni proprie o della società controllante in violazione delle disposizioni dell'articolo 132

sono puniti con una reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire quattrocentomila a lire due

606

milioni [ndr: da euro duecentosette a euro milletrentatre] .

2. La disposizione prevista dal comma 1 non si applica se l'acquisto è operato sul mercato

secondo modalità non concordate con la società di gestione del mercato o diverse da quelle concordate,

ma comunque idonee ad assicurare la parità di trattamento tra gli azionisti.

Art. 173

(Omessa alienazione di partecipazioni)

1. Gli amministratori di società con azioni quotate, o di società che partecipano al capitale di

società con azioni quotate, i quali violano gli obblighi di alienazione delle partecipazioni previsti dagli

articoli 110 e 121 sono puniti con la reclusione fino ad un anno e con la multa da euro venticinquemila a

607

euro duemilionicinquecentomila . Art. 173-bis

(Falso in prospetto)

1. Chiunque, allo scopo di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei prospetti richiesti

per l’offerta al pubblico di prodotti finanziari o l'ammissione alla quotazione nei mercati regolamentati,

ovvero nei documenti da pubblicare in occasione delle offerte pubbliche di acquisto o di scambio, con

l'intenzione di ingannare i destinatari del prospetto, espone false informazioni od occulta dati o notizie in

608

modo idoneo a indurre in errore i suddetti destinatari, è punito con la reclusione da uno a cinque anni .

Art. 174

(False comunicazioni e ostacolo alle funzioni della Consob)

609

... omissis ...

Capo III

Revisione contabile

Art. 174-bis

(Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione)

1. I responsabili della revisione delle società con azioni quotate, delle società da queste

controllate e delle società che emettono strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai

606 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

607 Articolo così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2007 che ha sostituito la parole: "da lire duecentomila a lire due

milioni" con le parole: "da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. (V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni

penali).

608 Articolo dapprima inserito dall’art. 34 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi modificato dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007

che ha sostituito le parole: “sollecitazione all’investimento” con le parole: “offerta al pubblico di prodotti finanziari”.

609 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). Il reato di “False

comunicazioni e ostacolo alle funzioni della Consob” è previsto e punito dall’art. 2638 del codice civile, nel testo dapprima

sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 61/2002 e poi modificato dall’art. 39 della l. n. 262 del 28.12.2005. Per il contenuto dell’art.

2638 c.c. vedi nota all’art. 171.

pag. 142 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

sensi dell'articolo 116, i quali, nelle relazioni o in altre comunicazioni, con l'intenzione di ingannare i

destinatari, attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale

o finanziaria della società, dell'ente o del soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo a indurre in

errore i destinatari sulla predetta situazione, sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

2. Nel caso in cui il fatto previsto dal comma 1 sia commesso per denaro o altra utilità data o

promessa, ovvero in concorso con gli amministratori, i direttori generali o i sindaci della società

assoggettata a revisione, la pena è aumentata fino alla metà.

3. La stessa pena prevista dai commi 1 e 2 si applica a chi dà o promette l'utilità nonché agli

amministratori, ai direttori generali e ai sindaci della società assoggettata a revisione, che abbiano

610

concorso a commettere il fatto . Art. 174-ter

(Corruzione dei revisori)

1. Gli amministratori, i soci, i responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di

revisione, i quali, nell'esercizio della revisione contabile delle società con azioni quotate, delle società da

queste controllate e delle società che emettono strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura

rilevante ai sensi dell'articolo 116, fuori dei casi previsti dall'articolo 174-bis, per denaro o altra utilità

data o promessa, compiono od omettono atti in violazione degli obblighi inerenti all'ufficio, sono puniti

con la reclusione da uno a cinque anni. 611

2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chi dà o promette l'utilità .

Art. 175

(Falsità nelle relazioni o comunicazioni della società di revisione)

612

... omissis ...

Art. 176

(Utilizzazione e divulgazione di notizie riservate)

613

... omissis ...

610 Articolo inserito dall’art. 35 della l. n. 262 del 28.12.2005.

611 Articolo inserito dall’art. 35 della l. n. 262 del 28.12.2005.

612 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). Il reato di “Falsità

nelle relazioni o comunicazioni della società di revisione” è attualmente previsto e punito dall’art. 2624 del codice civile,

così come sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 61/2002: “Art. 2624 (Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di

revisione) - 1. I responsabili della revisione i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nelle relazioni

o in altre comunicazioni, con la consapevolezza della falsità e l'intenzione di ingannare i destinatari delle comunicazioni,

attestano il falso od occultano informazioni concernenti la situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società,

ente o soggetto sottoposto a revisione, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari delle comunicazioni sulla predetta

situazione, sono puniti, se la condotta non ha loro cagionato un danno patrimoniale, con l'arresto fino a un anno. 2. Se la

condotta di cui al primo comma ha cagionato un danno patrimoniale ai destinatari delle comunicazioni, la pena è della

reclusione da uno a quattro anni”.

613 Articolo abrogato dall’art. 8 del d.lgs. n. 61 dell’11.4.2002 (pubblicato nella G.U. n. 88 del 15.4.2002). Vedi art. 622 c.p.,

dapprima modificato dall’art. 2 del d.lgs. n. 61/02 e poi dall’art. 15 della l. n. 262 del 28.12.2005: “Art. 622 (Rivelazione di

segreto professionale) - 1. Chiunque, avendo notizia, per ragione del proprio stato o ufficio, o della propria professione o

arte, di un segreto, lo rivela, senza giusta causa, ovvero lo impiega a proprio o altrui profitto, è punito, se dal fatto può

derivare nocumento, con la reclusione fino a un anno o con la multa da lire sessantamila a un milione. 2. La pena è aggravata

se il fatto è commesso da amministratori, direttori generali, dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari,

sindaci o liquidatori o se è commesso da chi svolge la revisione contabile della società. 3. Il delitto è punibile a querela della

persona offesa.” Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 143

Art. 177

(Illeciti rapporti patrimoniali con la società assoggettata a revisione)

1. Gli amministratori, i soci responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di

revisione che contraggono prestiti, sotto qualsiasi forma, sia direttamente che per interposta persona, con

la società assoggettata a revisione o con una società che la controlla, o ne è controllata, o si fanno prestare

da una di tali società garanzie per debiti propri, sono puniti con la reclusione da uno a tre anni e con la

multa da lire quattrocentomila a lire quattro milioni [ndr: da euro duecentosette a euro

614 .

duemilasessantasei] Art. 178

(Compensi illegali)

1. Gli amministratori, i soci responsabili della revisione contabile e i dipendenti della società di

revisione che percepiscono, direttamente o indirettamente, dalla società assoggettata a revisione contabile

compensi in denaro o in altra forma, oltre quelli legittimamente pattuiti, sono puniti con la reclusione da

sei mesi a tre anni e con la multa da lire quattrocentomila a due milioni [ndr: da euro duecentosette a euro

615

milletrentatre] .

2. La stessa pena si applica agli amministratori, ai dirigenti e ai liquidatori della società

assoggettata a revisione contabile che hanno corrisposto il compenso non dovuto.

Art. 179

(Disposizioni comuni)

1. Se dai fatti previsti dagli articoli del presente capo deriva alla società di revisione o alla

società assoggettata a revisione un danno di rilevante gravità, la pena è aumentata fino alla metà.

2. La sentenza penale pronunciata a carico di amministratori, soci e dipendenti della società di

revisione per reati commessi nell'esercizio o a causa delle attribuzioni previste dal presente decreto, è

comunicata alla Consob a cura del cancelliere dell'autorità giudiziaria che ha emesso la sentenza.

3. Le disposizioni del presente capo si applicano nei casi di revisione contabile obbligatoria a

norma del presente decreto o in forza di altre disposizioni di legge o di regolamento, nonché nei casi in

cui la revisione contabile o la sottoposizione del bilancio al giudizio della società di revisione costituisce,

per disposizione di legge o di regolamento, condizione per l'esercizio di determinate attività o per

l'ottenimento di benefici o agevolazioni.

614 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

615 V. anche ndr al Titolo I – Sanzioni penali.

pag. 144 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

616

TITOLO I-BIS

ABUSO DI INFORMAZIONI PRIVILEGIATE

E MANIPOLAZIONE DEL MERCATO

Capo I

Disposizioni generali

Art. 180

(Definizioni)

1. Ai fini del presente titolo si intendono per:

a) “strumenti finanziari”: gli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 2, ammessi alla

negoziazione o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato

regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, nonché qualsiasi altro strumento ammesso o

per il quale è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in un mercato regolamentato

di un Paese dell’Unione europea;

b) “derivati su merci”: gli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 3, relativi a merci,

ammessi alle negoziazioni o per i quali è stata presentata una richiesta di ammissione alle negoziazioni in

un mercato regolamentato italiano o di altro Paese dell’Unione europea, nonché qualsiasi altro strumento

derivato relativo a merci ammesso o per il quale è stata presentata una richiesta di ammissione alle

negoziazioni in un mercato regolamentato di un Paese dell’Unione europea;

c) “prassi di mercato ammesse”: prassi di cui è ragionevole attendersi l’esistenza in uno o più

mercati finanziari e ammesse o individuate dalla Consob in conformità alle disposizioni di attuazione

617 ;

della direttiva 2003/6/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003

d) “ente”: uno dei soggetti indicati nell'articolo 1 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n.

618

231 . Art. 181

(Informazione privilegiata)

1. Ai fini del presente titolo per informazione privilegiata si intende un'informazione di carattere

preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti

strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo

sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari.

2. In relazione ai derivati su merci, per informazione privilegiata si intende un'informazione di

carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più

derivati su merci, che i partecipanti ai mercati su cui tali derivati sono negoziati si aspettano di ricevere

619

secondo prassi di mercato ammesse in tali mercati .

3. Un'informazione si ritiene di carattere preciso se:

a) si riferisce ad un complesso di circostanze esistente o che si possa ragionevolmente

prevedere che verrà ad esistenza o ad un evento verificatosi o che si possa ragionevolmente prevedere che

si verificherà;

b) è sufficientemente specifica da consentire di trarre conclusioni sul possibile effetto del

complesso di circostanze o dell'evento di cui alla lettera a) sui prezzi degli strumenti finanziari.

4. Per informazione che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di

strumenti finanziari si intende un'informazione che presumibilmente un investitore ragionevole

utilizzerebbe come uno degli elementi su cui fondare le proprie decisioni di investimento.

616 Il precedente Capo IV – “Abusi di informazioni privilegiate e aggiotaggio su strumenti finanziari”, comprendente gli articoli

da 180 a 187-bis, è stato sostituito con il presente Titolo I-bis (artt. 180-187-quaterdecies) dall’art. 9 della l. n. 62 del

18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) .

617 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

618 V. ndr al Titolo I-bis.

619 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 145

5. Nel caso delle persone incaricate dell'esecuzione di ordini relativi a strumenti finanziari, per

informazione privilegiata si intende anche l'informazione trasmessa da un cliente e concernente gli ordini

del cliente in attesa di esecuzione, che ha un carattere preciso e che concerne, direttamente o

indirettamente, uno o più emittenti di strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari, che, se resa

620

pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti finanziari .

Art. 182

(Ambito di applicazione)

1. I reati e gli illeciti previsti dal presente titolo sono puniti secondo la legge italiana anche se

commessi all'estero, qualora attengano a strumenti finanziari ammessi o per i quali è stata presentata una

richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano.

2. Salvo quanto previsto dal comma 1, le disposizioni degli articoli 184, 185, 187-bis e 187-ter si

applicano ai fatti concernenti strumenti finanziari ammessi alla negoziazione o per i quali è stata

presentata una richiesta di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato italiano o di altri

621

Paesi dell'Unione europea . Art. 183

(Esenzioni)

1. Le disposizioni di cui al presente titolo non si applicano:

a) alle operazioni attinenti alla politica monetaria, alla politica valutaria o alla gestione del

debito pubblico compiute dallo Stato italiano, da uno Stato membro dell'Unione europea, dal Sistema

europeo delle Banche centrali, da una Banca centrale di uno Stato membro dell'Unione europea, o da

qualsiasi altro ente ufficialmente designato ovvero da un soggetto che agisca per conto degli stessi;

b) alle negoziazioni di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari propri quotati, effettuate

nell'ambito di programmi di riacquisto da parte dell'emittente o di società controllate o collegate, ed alle

operazioni di stabilizzazione di strumenti finanziari che rispettino le condizioni stabilite dalla Consob con

622

regolamento . Capo II 623

Sanzioni penali

Art. 184

(Abuso di informazioni privilegiate)

1. È punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro tre milioni

chiunque, essendo in possesso di informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di

organi di amministrazione, direzione o controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale

dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attività lavorativa, di una professione o di una funzione, anche

pubblica, o di un ufficio:

a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o

per conto di terzi, su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;

b) comunica tali informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della

professione, della funzione o dell'ufficio;

c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni

indicate nella lettera a).

2. La stessa pena di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni

620 V. ndr al Titolo I-bis.

621 V. ndr al Titolo I-bis.

622 V. ndr al Titolo I-bis.

623 Ai sensi dell’art. 39, co. 1, della l. n. 262 del 28.12.2005, le pene previste nel presente Capo sono raddoppiate entro i limiti

posti a ciascun tipo di pena dal Libro I, Titolo II, Capo II del codice penale.

pag. 146 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attività delittuose compie taluna delle azioni di

cui al medesimo comma 1.

3. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il

prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità

personali del colpevole o per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare

inadeguata anche se applicata nel massimo.

4. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari

di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180,

624

comma 1, lettera a) . Art. 185

(Manipolazione del mercato)

1. Chiunque diffonde notizie false o pone in essere operazioni simulate o altri artifizi

concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari, è punito

con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro ventimila a euro cinque milioni.

2. Il giudice può aumentare la multa fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il

prodotto o il profitto conseguito dal reato quando, per la rilevante offensività del fatto, per le qualità

personali del colpevole o per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dal reato, essa appare

625 .

inadeguata anche se applicata nel massimo Art. 186

(Pene accessorie)

1. La condanna per taluno dei delitti previsti dal presente capo importa l'applicazione delle pene

accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32-bis e 32-ter del codice penale per una durata non inferiore a

sei mesi e non superiore a due anni, nonché la pubblicazione della sentenza su almeno due quotidiani, di

626

cui uno economico, a diffusione nazionale . Art. 187

(Confisca)

1. In caso di condanna per uno dei reati previsti dal presente capo è disposta la confisca del

prodotto o del profitto conseguito dal reato e dei beni utilizzati per commetterlo.

2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad

oggetto una somma di denaro o beni di valore equivalente.

3. Per quanto non stabilito nei commi 1 e 2 si applicano le disposizioni dell'articolo 240 del

627

codice penale .

624 V. ndr al Titolo I-bis e al Capo II – Sanzioni penali.

625 V. ndr al Titolo I-bis e al Capo II – Sanzioni penali.

626 V. ndr al Titolo I-bis.

627 V. ndr al Titolo I-bis.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 147

Capo III

Sanzioni amministrative

628

Art. 187-bis

(Abuso di informazioni privilegiate)

1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione

629

amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro tre milioni chiunque, essendo in possesso di

informazioni privilegiate in ragione della sua qualità di membro di organi di amministrazione, direzione o

controllo dell'emittente, della partecipazione al capitale dell'emittente, ovvero dell'esercizio di un'attività

lavorativa, di una professione o di una funzione, anche pubblica, o di un ufficio:

a) acquista, vende o compie altre operazioni, direttamente o indirettamente, per conto proprio o

per conto di terzi su strumenti finanziari utilizzando le informazioni medesime;

b) comunica informazioni ad altri, al di fuori del normale esercizio del lavoro, della

professione, della funzione o dell'ufficio;

c) raccomanda o induce altri, sulla base di esse, al compimento di taluna delle operazioni

indicate nella lettera a).

2. La stessa sanzione di cui al comma 1 si applica a chiunque essendo in possesso di informazioni

privilegiate a motivo della preparazione o esecuzione di attività delittuose compie taluna delle azioni di

cui al medesimo comma 1.

3. Ai fini del presente articolo per strumenti finanziari si intendono anche gli strumenti finanziari

di cui all'articolo 1, comma 2, il cui valore dipende da uno strumento finanziario di cui all'articolo 180,

comma 1, lettera a).

4. La sanzione prevista al comma 1 si applica anche a chiunque, in possesso di informazioni

privilegiate, conoscendo o potendo conoscere in base ad ordinaria diligenza il carattere privilegiato delle

stesse, compie taluno dei fatti ivi descritti.

5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi 1, 2 e 4 sono aumentate fino al triplo

o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per le

qualità personali del colpevole ovvero per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito, esse

appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.

6. Per le fattispecie previste dal presente articolo il tentativo è equiparato alla consumazione.

630

Art. 187-ter

(Manipolazione del mercato)

1. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione

631

amministrativa pecuniaria da euro ventimila a euro cinque milioni chiunque, tramite mezzi di

informazione, compreso internet o ogni altro mezzo, diffonde informazioni, voci o notizie false o

fuorvianti che forniscano o siano suscettibili di fornire indicazioni false ovvero fuorvianti in merito agli

strumenti finanziari.

2. Per i giornalisti che operano nello svolgimento della loro attività professionale la diffusione

delle informazioni va valutata tenendo conto delle norme di autoregolamentazione proprie di detta

professione, salvo che tali soggetti traggano, direttamente o indirettamente, un vantaggio o un profitto

628 V. ndr al Titolo I-bis.

629 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata successivamente quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n.

262 del 28.12.2005; per effetto di tale ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati:

euro ventimila in euro centomila; euro tre milioni in euro quindici milioni.

630 V. ndr al Titolo I-bis.

631 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata successivamente quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n.

262 del 28.12.2005; per effetto di tale ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati:

euro ventimila in euro centomila; euro cinque milioni in euro venticinque milioni.

pag. 148 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

dalla diffusione delle informazioni.

3. Salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato, è punito con la sanzione

amministrativa pecuniaria di cui al comma 1 chiunque pone in essere:

a) operazioni od ordini di compravendita che forniscano o siano idonei a fornire indicazioni

false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda o al prezzo di strumenti finanziari;

b) operazioni od ordini di compravendita che consentono, tramite l'azione di una o di più

persone che agiscono di concerto, di fissare il prezzo di mercato di uno o più strumenti finanziari ad un

livello anomalo o artificiale;

c) operazioni od ordini di compravendita che utilizzano artifizi od ogni altro tipo di inganno o

di espediente;

d) altri artifizi idonei a fornire indicazioni false o fuorvianti in merito all'offerta, alla domanda

o al prezzo di strumenti finanziari.

4. Per gli illeciti indicati al comma 3, lettere a) e b), non può essere assoggettato a sanzione

amministrativa chi dimostri di avere agito per motivi legittimi e in conformità alle prassi di mercato

ammesse nel mercato interessato.

5. Le sanzioni amministrative pecuniarie previste dai commi precedenti sono aumentate fino al

triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall'illecito quando, per

le qualità personali del colpevole, per l'entità del prodotto o del profitto conseguito dall'illecito ovvero per

gli effetti prodotti sul mercato, esse appaiono inadeguate anche se applicate nel massimo.

6. Il Ministero dell'economia e delle finanze, sentita la Consob ovvero su proposta della

medesima, può individuare, con proprio regolamento, in conformità alle disposizioni di attuazione della

direttiva 2003/6/CE adottate dalla Commissione europea, secondo la procedura di cui all'articolo 17,

paragrafo 2, della stessa direttiva, le fattispecie, anche ulteriori rispetto a quelle previste nei commi

precedenti, rilevanti ai fini dell'applicazione del presente articolo.

7. La Consob rende noti, con proprie disposizioni, gli elementi e le circostanze da prendere in

considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire manipolazioni di mercato, ai sensi

632

della direttiva 2003/6/CE e delle disposizioni di attuazione della stessa .

Art. 187-quater

(Sanzioni amministrative accessorie)

1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa la

perdita temporanea dei requisiti di onorabilità per gli esponenti aziendali ed i partecipanti al capitale dei

soggetti abilitati, delle società di gestione del mercato, nonché per i revisori e i promotori finanziari e, per

gli esponenti aziendali di società quotate, l'incapacità temporanea ad assumere incarichi di

amministrazione, direzione e controllo nell'ambito di società quotate e di società appartenenti al

medesimo gruppo di società quotate.

2. La sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 1 ha una durata non inferiore a due

mesi e non superiore a tre anni.

3. Con il provvedimento di applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal

presente capo la Consob, tenuto conto della gravità della violazione e del grado della colpa, può intimare

ai soggetti abilitati, alle società di gestione del mercato, agli emittenti quotati e alle società di revisione di

non avvalersi, nell'esercizio della propria attività e per un periodo non superiore a tre anni, dell'autore

della violazione, e richiedere ai competenti ordini professionali la temporanea sospensione del soggetto

633 .

iscritto all'ordine dall'esercizio dell'attività professionale

632 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

633 V. ndr al Titolo I-bis.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 149

Art. 187-quinquies

(Responsabilità dell'ente)

1. L'ente è responsabile del pagamento di una somma pari all'importo della sanzione

amministrativa irrogata per gli illeciti di cui al presente capo commessi nel suo interesse o a suo

vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione

dell'ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale nonché da persone

che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;

b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).

2. Se, in seguito alla commissione degli illeciti di cui al comma 1, il prodotto o il profitto

conseguito dall'ente è di rilevante entità, la sanzione è aumentata fino a dieci volte tale prodotto o profitto.

3. L'ente non è responsabile se dimostra che le persone indicate nel comma 1 hanno agito

esclusivamente nell'interesse proprio o di terzi.

4. In relazione agli illeciti di cui al comma 1 si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 8

e 12 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231. Il Ministero della giustizia formula le osservazioni di

cui all'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sentita la Consob, con riguardo agli illeciti

634 .

previsti dal presente titolo Art. 187-sexies

(Confisca)

1. L'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo importa

sempre la confisca del prodotto o del profitto dell'illecito e dei beni utilizzati per commetterlo.

2. Qualora non sia possibile eseguire la confisca a norma del comma 1, la stessa può avere ad

oggetto somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente.

3. In nessun caso può essere disposta la confisca di beni che non appartengono ad una delle

635

persone cui è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria .

Art. 187-septies

(Procedura sanzionatoria)

1. Le sanzioni amministrative previste dal presente capo sono applicate dalla Consob con

provvedimento motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati e valutate le deduzioni da

essi presentate nei successivi trenta giorni. Nello stesso termine gli interessati possono altresì chiedere di

essere sentiti personalmente.

2. Il procedimento sanzionatorio è retto dai princìpi del contraddittorio, della conoscenza degli

atti istruttori, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.

3. Il provvedimento di applicazione delle sanzioni è pubblicato per estratto nel Bollettino della

Consob. Avuto riguardo alla natura delle violazioni e degli interessi coinvolti, possono essere stabilite

dalla Consob modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento, ponendo le relative spese a carico

dell'autore della violazione. La Consob, anche dietro richiesta degli interessati, può differire ovvero

escludere, in tutto o in parte, la pubblicazione del provvedimento, quando da questa possa derivare grave

pregiudizio alla integrità del mercato ovvero questa possa arrecare un danno sproporzionato alle parti

coinvolte.

4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente capo può

634 V. ndr al Titolo I-bis.

635 V. ndr al Titolo I-bis.

pag. 150 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

proporsi, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione, ricorso in opposizione alla corte d'appello

nella cui circoscrizione è la sede legale o la residenza dell'opponente. Se l'opponente non ha la sede legale

o la residenza nello Stato, è competente la corte d'appello del luogo in cui è stata commessa la violazione.

Quando tali criteri non risultano applicabili, è competente la corte d'appello di Roma. Il ricorso deve

essere notificato alla Consob e depositato presso la cancelleria della corte d'appello nel termine di trenta

giorni dalla notificazione.

5. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento. La corte d'appello, se ricorrono

gravi motivi, può disporre la sospensione con decreto motivato.

6. Il giudizio di opposizione si svolge nelle forme previste dall'articolo 23 della legge 24

novembre 1981, n. 689, in quanto compatibili.

7. Copia della sentenza è trasmessa a cura della cancelleria della corte d'appello alla Consob ai

fini della pubblicazione per estratto nel Bollettino di quest'ultima.

8. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente capo non si applica l'articolo 16

636

della legge 24 novembre 1981, n. 689 . Capo IV

Poteri della Consob

Art. 187-octies

(Poteri della Consob)

1. La Consob vigila sulla osservanza delle disposizioni di cui al presente titolo e di tutte le altre

disposizioni emanate in attuazione della direttiva 2003/6/CE.

2. La Consob compie tutti gli atti necessari all'accertamento delle violazioni delle disposizioni di

cui al presente titolo, utilizzando i poteri ad essa attribuiti dal presente decreto.

3. La Consob può nei confronti di chiunque possa essere informato sui fatti:

a) richiedere notizie, dati o documenti sotto qualsiasi forma stabilendo il termine per la relativa

comunicazione;

b) richiedere le registrazioni telefoniche esistenti stabilendo il termine per la relativa

comunicazione;

c) procedere ad audizione personale;

d) procedere al sequestro dei beni che possono formare oggetto di confisca ai sensi dell'articolo

637

187-sexies ;

e) procedere ad ispezioni;

f) procedere a perquisizioni nei modi previsti dall'articolo 33 del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e dall'articolo 52 del decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 633.

4. La Consob può altresì:

a) avvalersi della collaborazione delle pubbliche amministrazioni, richiedendo la

comunicazione di dati ed informazioni anche in deroga ai divieti di cui all'articolo 25, comma 1, del

decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ed accedere al sistema informativo dell'anagrafe tributaria

secondo le modalità previste dagli articoli 2 e 3, comma 1, del decreto legislativo 12 luglio 1991, n. 212;

b) chiedere l'acquisizione presso il fornitore dei dati relativi al traffico di cui al decreto

legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

c) richiedere la comunicazione di dati personali anche in deroga ai divieti di cui all'articolo

636 V. ndr al Titolo I-bis.

637 Vedi delibera Consob n. 15087 del 21.6.2005 e successive modifiche e integrazioni.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 151

25, comma 1, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;

d) avvalersi, ove necessario, dei dati contenuti nell'anagrafe dei conti e dei depositi di cui

all'articolo 20, comma 4, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, secondo le modalità indicate dall'articolo

3, comma 4, lettera b), del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla

legge 5 luglio 1991, n. 197, nonché acquisire anche mediante accesso diretto i dati contenuti nell'archivio

indicato all'articolo 13 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 625, convertito, con modificazioni, dalla

legge 6 febbraio 1980, n. 15;

e) accedere direttamente, mediante apposita connessione telematica, ai dati contenuti nella

Centrale dei rischi della Banca d'Italia, di cui alla deliberazione del Comitato interministeriale per il

638

credito e il risparmio del 29 marzo 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 91 del 20 aprile 1994 .

5. I poteri di cui al comma 3, lettere d) e f), e al comma 4, lettera b), sono esercitati previa

autorizzazione del procuratore della Repubblica. Detta autorizzazione è necessaria anche in caso di

esercizio dei poteri di cui al comma 3, lettere b) ed e), e al comma 4, lettera c), nei confronti di soggetti

diversi dai soggetti abilitati, dai soggetti indicati nell'articolo 114, commi 1, 2 e 8, e dagli altri soggetti

vigilati ai sensi del presente decreto.

6. Qualora sussistano elementi che facciano presumere l'esistenza di violazioni delle norme del

presente titolo, la Consob può in via cautelare ordinare di porre termine alle relative condotte.

7. È fatta salva l'applicazione delle disposizioni degli articoli 199, 200, 201, 202 e 203 del codice

di procedura penale, in quanto compatibili.

8. Nei casi previsti dai commi 3, lettere c), d), e) e f), e 12 viene redatto processo verbale dei dati

e delle informazioni acquisite o dei fatti accertati, dei sequestri eseguiti e delle dichiarazioni rese dagli

interessati, i quali sono invitati a firmare il processo verbale e hanno diritto di averne copia.

9. Quando si è proceduto a sequestro ai sensi del comma 3, lettera d), gli interessati possono

proporre opposizione alla Consob.

10. Sull'opposizione la decisione è adottata con provvedimento motivato emesso entro il

trentesimo giorno successivo alla sua proposizione.

11. I valori sequestrati devono essere restituiti agli aventi diritto quando:

a) è deceduto l'autore della violazione;

b) viene provato che gli aventi diritto sono terzi estranei all'illecito;

c) l'atto di contestazione degli addebiti non è notificato nei termini prescritti dall'articolo 14

della legge 24 novembre 1981, n. 689;

d) la sanzione amministrativa pecuniaria non è stata applicata entro il termine di due anni

dall'accertamento della violazione.

12. Nell'esercizio dei poteri previsti dai commi 2, 3 e 4 la Consob può avvalersi della Guardia di

finanza che esegue gli accertamenti richiesti agendo con i poteri di indagine ad essa attribuiti ai fini

dell'accertamento dell'imposta sul valore aggiunto e delle imposte sui redditi.

13. Tutte le notizie, le informazioni e i dati acquisiti dalla Guardia di finanza nell'assolvimento dei

compiti previsti dal comma 12 sono coperti dal segreto d'ufficio e vengono, senza indugio, comunicati

esclusivamente alla Consob.

14. Il provvedimento della Consob che infligge la sanzione pecuniaria ha efficacia di titolo

esecutivo. Decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, la Consob procede alla esazione delle

somme dovute in base alle norme previste per la riscossione, mediante ruolo, delle entrate dello Stato,

degli enti territoriali, degli enti pubblici e previdenziali.

15. Quando l'autore della violazione esercita un'attività professionale, il provvedimento che

638 Vedi protocollo d’intesa Banca d’Italia/Consob del 31.10.2007.

pag. 152 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

639

infligge la sanzione è trasmesso al competente ordine professionale .

Art. 187-nonies

(Operazioni sospette)

1. I soggetti abilitati, gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale e le società di gestione

del mercato devono segnalare senza indugio alla Consob le operazioni che, in base a ragionevoli motivi,

possono ritenersi configurare una violazione delle disposizioni di cui al presente titolo. La Consob

stabilisce, con regolamento, le categorie di soggetti tenuti a tale obbligo, gli elementi e le circostanze da

prendere in considerazione per la valutazione dei comportamenti idonei a costituire operazioni sospette,

640

nonché le modalità e i termini di tali segnalazioni .

Capo V

Rapporti tra procedimenti

Art. 187-decies

(Rapporti con la magistratura)

1. Quando ha notizia di uno dei reati previsti dal capo II il pubblico ministero ne informa senza

ritardo il Presidente della Consob.

2. Il Presidente della Consob trasmette al pubblico ministero, con una relazione motivata, la

documentazione raccolta nello svolgimento dell'attività di accertamento nel caso in cui emergano

elementi che facciano presumere la esistenza di un reato. La trasmissione degli atti al pubblico ministero

avviene al più tardi al termine dell'attività di accertamento delle violazioni delle disposizioni di cui al

presente titolo, capo III.

3. La Consob e l'autorità giudiziaria collaborano tra loro, anche mediante scambio di

informazioni, al fine di agevolare l'accertamento delle violazioni di cui al presente titolo anche quando

queste non costituiscono reato. A tale fine la Consob può utilizzare i documenti, i dati e le notizie

acquisiti dalla Guardia di finanza nei modi e con le forme previsti dall'articolo 63, primo comma, del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dall'articolo 33, terzo comma, del

641

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 .

Art. 187-undecies

(Facoltà della Consob nel procedimento penale)

1. Nei procedimenti per i reati previsti dagli articoli 184 e 185, la Consob esercita i diritti e le facoltà

attribuiti dal codice di procedura penale agli enti e alle associazioni rappresentativi di interessi lesi dal reato.

2. La Consob può costituirsi parte civile e richiedere, a titolo di riparazione dei danni cagionati

dal reato all'integrità del mercato, una somma determinata dal giudice, anche in via equitativa, tenendo

comunque conto dell'offensività del fatto, delle qualità personali del colpevole e dell'entità del prodotto o

642

del profitto conseguito dal reato . Art. 187-duodecies

(Rapporti tra procedimento penale e

procedimento amministrativo e di opposizione)

1. Il procedimento amministrativo di accertamento e il procedimento di opposizione di cui

all'articolo 187-septies non possono essere sospesi per la pendenza del procedimento penale avente ad

639 V. ndr al Titolo I-bis.

640 V. ndr al Titolo I-bis. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del

2.11.2007).

641 V. ndr al Titolo I-bis.

642 V. ndr al Titolo I-bis.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 153

643

oggetto i medesimi fatti o fatti dal cui accertamento dipende la relativa definizione .

Art. 187-terdecies

(Esecuzione delle pene pecuniarie e

delle sanzioni pecuniarie nel processo penale)

1. Quando per lo stesso fatto è stata applicata a carico del reo o dell'ente una sanzione

644

amministrativa pecuniaria ai sensi dell'articolo 187-septies , la esazione della pena pecuniaria e della

sanzione pecuniaria dipendente da reato è limitata alla parte eccedente quella riscossa dall'Autorità

645

amministrativa . Art. 187-quaterdecies

(Procedure consultive)

1. La Consob definisce entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente

disposizione, con proprio regolamento, le modalità e i tempi delle procedure consultive da attivare,

mediante costituzione di un Comitato, con organismi rappresentativi dei consumatori e dei prestatori di

servizi finanziari e degli altri soggetti vigilati, in occasione delle modifiche regolamentari in materia di

646

abusi di mercato e in altre materie rientranti nelle proprie competenze istituzionali .

TITOLO II

SANZIONI AMMINISTRATIVE

Art. 187-quinquiesdecies

(Tutela dell'attività di vigilanza della Consob)

1. Fuori dai casi previsti dall'articolo 2638 del codice civile, chiunque non ottempera nei termini

alle richieste della Consob ovvero ritarda l'esercizio delle sue funzioni è punito con la sanzione

647

amministrativa pecuniaria da euro diecimila ad euro duecentomila .

Art. 188

(Abuso di denominazione)

1. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al

pubblico, delle parole: "Sim" o "società di intermediazione mobiliare" o "impresa di investimento"; "Sgr"

o "società di gestione del risparmio"; "Sicav" o "società di investimento a capitale variabile"; ovvero di

altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo

svolgimento dei servizi o delle attività di investimento o del servizio di gestione collettiva del risparmio è

vietato a soggetti diversi, rispettivamente, dalle imprese di investimento, dalle società di gestione del

risparmio e dalle Sicav. Chiunque contravviene al divieto previsto dal presente articolo è punito con la

648

sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquecentosedici a euro diecimilatrecentoventinove .

643 V. ndr al Titolo I-bis.

644 Le precedenti parole: “dell’articolo 195” sono state sostituite dalle parole: “dell’articolo 187-septies” dall’art. 3, comma 19

del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

645 V. ndr al Titolo I-bis.

646 V. ndr al Titolo I-bis.

647 Articolo inserito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004). La misura della sanzione amministrativa

pecuniaria è stata successivamente quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005; per effetto di tale

ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro diecimila in euro cinquantamila; euro

duecentomila in euro un milione.

648 Comma dapprima sostituito dall’art. 24 del d.lgs. n. 274 dell’1.8.2003 e poi così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007. La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del

28.12.2005; per effetto di tale ultima disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquecentosedici in euro duemilacinquecentottanta; euro diecimilatrecentoventinove in euro

cinquantunomilaseicentoquarantacinque.

pag. 154 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Alla sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal presente articolo non si applica l'articolo

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Art. 189

(Partecipazioni al capitale)

1. L'omissione delle comunicazioni previste dagli articoli 15, commi 1 e 3, 61, comma 6, e 80,

comma 7, e di quelle richieste ai sensi dell'articolo 17 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria

da lire dieci milioni a lire cento milioni [ndr: da euro cinquemilacentosettantacinque a euro

649

cinquantunomilaseicentoquarantasei] .

2. La stessa sanzione si applica in caso di violazione dei divieti di esercizio dei diritti ed in caso

di inadempimento degli obblighi di alienazione previsti dagli articoli 14, commi 4 e 7, 16, commi 1, 2 e 4,

650

61, comma 7, e 80, comma 8 . Art. 190

(Altre sanzioni amministrative pecuniarie in tema di disciplina degli intermediari e dei mercati)

1. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e i dipendenti di società o

enti abilitati, i quali non osservano le disposizioni previste dagli articoli 6; 7, commi 2 e 3; 8, comma 1; 9;

651

10; 12; 13, comma 2; 21; 22; 24, comma 1; 25; 25-bis, commi 1 e 2; 27, commi 3 e 4; 28, comma 3;

30, commi 3, 4 e 5; 31, commi 1, 2, 5, 6 e 7; 32, comma 2; 36, commi 2, 3, 4, 6 e 7; 37; 38, commi 3 e 4;

39, commi 1 e 2; 40, comma 1; 41, commi 2 e 3; 42, commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8; 43, commi 7 e 8; 50, comma

652 , ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla Banca d'Italia o dalla

1; 65; 187-nonies

Consob in base ai medesimi articoli, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro

duemilacinquecento a euro duecentocinquantamila. La stessa sanzione si applica nel caso di violazione

dell’articolo 18, comma 1, ovvero in caso di esercizio dell’attività di promotore finanziario in assenza

653

dell’iscrizione nell’albo di cui all’articolo 31 .

2. La stessa sanzione si applica:

a) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle

società di gestione del mercato, nel caso di inosservanza delle disposizioni previste dal capo I del titolo I

della parte III e di quelle emanate in base ad esse;

b) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle

società di gestione accentrata, nel caso di inosservanza delle disposizioni previste dal titolo II della parte

III e di quelle emanate in base ad esse;

c) agli organizzatori e agli operatori dei sistemi di scambi di fondi interbancari, ai soggetti che

gestiscono sistemi multilaterali di negoziazione ed agli internalizzatori sistematici, nel caso di

inosservanza delle disposizioni previste dai capi II e III del titolo I della parte III e di quelle emanate in

654

base ad esse ;

d) ai soggetti che gestiscono sistemi indicati negli articoli 68, 69, comma 2, e 70 o che

svolgono funzioni di amministrazione o di direzione della società indicata nell'articolo 69, comma 1, nel

caso di inosservanza delle disposizioni previste dagli articoli 68, 69, 70, 70-bis e 77, comma 1, e di quelle

655

applicative delle medesime ;

649 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquemilacentosessantacinque in euro venticinquemilaottocentoventicinque; euro cinquantunomilaseicentoquarantasei in

euro duecentocinquantottomiladuecentotrenta.

650 Comma così sostituito con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

651 Le parole “25-bis, commi 1 e 2;” sono state inserite dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

652 Le parole “; 187-nonies” sono state inserite dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

653 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha inserito la parola: “abilitati”, ha sostituito le parole:

“lire un milione a lire cinquanta milioni” con le parole: “euro duemilacinquecento a euro duecentocinquantamila” e ha

aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La stessa sanzione si applica nel caso di violazione dell’articolo 18, comma 1, ovvero

in caso di esercizio dell’attività di promotore finanziario in assenza dell’iscrizione nell’albo di cui all’articolo 31”.

654 Lettera così sostituita dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

655 Lettera così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 155

d-bis) ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle

imprese di assicurazione, nel caso in cui non osservino le disposizioni previste dall'articolo 25-bis, commi

656 ;

1 e 2, e quelle emanate in base ad esse

d-ter) agli operatori ammessi alle negoziazioni nei mercati regolamentati in caso di

657

inosservanza delle disposizioni previste dall’articolo 25, comma 3 .

3. Le sanzioni previste dai commi 1 e 2 si applicano anche ai soggetti che svolgono funzioni di

controllo nelle società o negli enti ivi indicati, i quali abbiano violato le disposizioni indicate nei

medesimi commi o non abbiano vigilato, in conformità dei doveri inerenti al loro ufficio, affinché le

disposizioni stesse non fossero da altri violate. La stessa sanzione si applica nel caso di violazione delle

disposizioni previste dall'articolo 8, commi da 2 a 6.

658

3-bis. …omissis… .

4. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Art. 191

(Offerta al pubblico di sottoscrizione e di vendita)

1. Chiunque effettua un'offerta al pubblico in violazione degli articoli 94, comma 1 e 98-ter,

comma 1 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore ad un quarto del

controvalore offerto e fino ad un massimo di due volte il controvalore stesso e, ove quest'ultimo non sia

determinabile, di importo minimo di centomila euro e massimo di duemilioni di euro.

2. Chiunque viola gli articoli 94, commi 2, 3, 5, 6 e 7, 96, 97, 98-ter, commi 2 e 3, 101, ovvero

le relative disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob ai sensi degli articoli 95, commi 1, 2 e

4, 97, comma 2, 98-quater, 98-quinquies, comma 2, 99, comma 1, lettere a), b), c) e d), è punito con la

sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro.

3. L’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal comma 1, importa la

perdita temporanea dei requisiti di onorabilità previsti dal presente decreto per gli esponenti aziendali dei

soggetti abilitati e per i promotori finanziari nonché l’incapacità temporanea ad assumere incarichi di

amministrazione, direzione e controllo nell’ambito di società aventi titoli quotati nei mercati

regolamentati o diffusi tra il pubblico in maniera rilevante e di società appartenenti al medesimo gruppo.

La sanzione amministrativa accessoria ha durata non inferiore a due mesi e non superiore a tre anni.

4. La Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell’articolo 195, le misure e le sanzioni applicate

per la violazione delle disposizioni richiamate nel presente articolo, salvo il caso in cui la pubblicazione

possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

5. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo

659 .

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 Art. 192

(Offerte pubbliche di acquisto o di scambio)

1. Chiunque viola l'obbligo di promuovere un'offerta pubblica di acquisto o di scambio ovvero

effettua un'offerta pubblica di acquisto o di scambio in violazione delle disposizioni dell'articolo 102,

656 Lettera dapprima aggiunta dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così modificata dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del

17.9.2007.

657 Lettera aggiunta dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

658 Comma dapprima inserito dall’art. 10 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi abrogato dall'art. 10, comma 6 della l. n. 13 del

6.2.2007 (Legge comunitaria 2006) che ha abrogato dall’art. 10 della l. n. 262 del 28.12.2005.

659 Articolo dapprima modificato dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005 e poi così sostituito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del

28.3.2007.

pag. 156 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

commi 1, 3 e 6, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria di importo non inferiore ad euro

venticinquemila e non superiore al corrispettivo complessivamente dovuto dall'offerente ovvero che

660 .

sarebbe stato complessivamente dovuto dall'offerente se l'offerta fosse stata promossa

2. La sanzione indicata nel comma 1 si applica a chi:

a) non rispetta le indicazioni fornite dalla Consob ai sensi dell'articolo 102, comma 4, ovvero

viola le disposizioni dei regolamenti emanati a norma dell'articolo 102, comma 1 e dell'articolo 103,

comma 4; b) esercita il diritto di voto in violazione delle disposizioni dell'articolo 110;

661

b-bis) viola l'obbligo di cui all'articolo 110, comma 1-bis .

3. Gli amministratori, i componenti del consiglio di gestione e di sorveglianza di società con azioni

quotate in mercati regolamentati italiani che eseguono operazioni in violazione dell'obbligo di astensione

previsto dall'articolo 104, comma 1, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro

662 .

venticinquemila a euro cinquecentoquindicimila

Art. 192-bis 663

(Informazioni sul governo societario)

1. Salvo che il fatto costituisca reato, gli amministratori, i componenti degli organi di controllo e i

direttori generali di società quotate nei mercati regolamentati i quali omettono le comunicazioni prescritte

dall'articolo 123-bis, comma 2, lettera a) sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da

diecimila a trecentomila euro. Il provvedimento sanzionatorio è pubblicato, a spese degli stessi, su

664 .

almeno due quotidiani, di cui uno economico, aventi diffusione nazionale

Art. 192-ter

(Ammissione alle negoziazioni)

1. L'emittente o la persona che chiede l'ammissione alle negoziazioni che viola le disposizioni

contenute negli articoli 113, commi 2, 3, lettere a), d) e f), 4 e 113-bis, commi 1, 2, lettere a) e b) e 4,

ovvero le disposizioni generali o particolari emanate dalla Consob in base ai medesimi articoli, è punito

con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila euro a cinquecentomila euro.

2. La Consob pubblica, ai sensi del comma 3 dell’articolo 195, le misure e le sanzioni applicate

per la violazione delle disposizioni richiamate nel presente articolo, salvo il caso in cui la pubblicazione

possa turbare gravemente i mercati o possa arrecare un danno sproporzionato alle parti coinvolte.

3. Alle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente articolo non si applica l'articolo

665

16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 .

660 Comma così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2207 che ha sostituito le parole: "dell'articolo 102, comma 1 e

3" con le parole: "dell'articolo 102, commi 1, 3 e 6" e le parole: "da lire dieci milioni a lire duecento milioni" con le parole:

"di importo non inferiore ad euro venticinquemila e non superiore al corrispettivo complessivamente dovuto dall'offerente

ovvero che sarebbe stato complessivamente dovuto dall'offerente se l'offerta fosse stata promossa".

661 Comma così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2207 che alla lettera a) ha sostituito le parole: "dell'articolo 102,

comma 2" con le parole: "dell'articolo 102, comma 4" e le parole: "a norma dell'articolo 103, commi 4 e 5" con le parole: "a

norma dell'articolo 102, comma 1 e dell'articolo 103, comma 4" e ha aggiunto la lettera "b-bis).

662 Comma così sostituito dall’art. 5 del d.lgs. n. 229 del 19.11.2207.

663 Rubrica così sostituita dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del 3.11.2008.

664 Articolo dapprima inserito dall’art. 36 della l. n. 262 del 28.12.2005; poi modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 che ha soppresso le parole: “ovvero, nelle stesse o in altre comunicazioni rivolte al pubblico, divulgano o lasciano

divulgare false informazioni relativamente all’adesione delle stesse società a codici di comportamento redatti da società di

gestione dei mercati regolamentati da associazioni di categoria degli operatori, ovvero all’applicazione dei medesimi,”; infine

così modificato dall’art. 5 del d.lgs. n. 173 del 3.11.2008 che ha sostituito le parole: “dall'articolo 124-bis” con le parole:

“dall'articolo 123-bis, comma 2, lettera a)”.

665 Articolo inserito dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 157

Art. 193

(Informazione societaria e doveri dei sindaci e delle società di revisione)

1. Nei confronti di società, enti o associazioni tenuti a effettuare le comunicazioni previste dagli

articoli 114, 114-bis, 115, 154-bis e 154-ter o soggetti agli obblighi di cui all’articolo 115-bis è applicabile

la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a cinquecentomila euro per l'inosservanza delle

disposizioni degli articoli medesimi o delle relative disposizioni applicative. Se le comunicazioni sono

666

dovute da una persona fisica, in caso di violazione la sanzione si applica nei confronti di quest'ultima .

1-bis. Alla stessa sanzione di cui al comma 1 soggiacciono coloro i quali esercitano funzioni di

amministrazione, di direzione e di controllo presso le società e gli enti che svolgono le attività indicate

all’articolo 114, commi 8 e 11, nonché i loro dipendenti, e i soggetti indicati nell’articolo 114, comma 7,

in caso di inosservanza delle disposizioni ivi previste nonché di quelle di attuazione emanate dalla

667

Consob .

1-ter. La stessa sanzione di cui al comma 1 è applicabile in caso di inosservanza delle disposizioni

previste dall’articolo 114, commi 8 e 11, nonché di quelle di attuazione emanate dalla Consob, nei

confronti della persona fisica che svolge le attività indicate nel comma 1-bis e, quando non ricorra la

causa di esenzione prevista dall’articolo 114, comma 10, nei confronti della persona fisica che svolge

668

l’attività di giornalista .

1-quater. La stessa sanzione di cui al comma 1 è applicabile, in caso di inosservanza delle

disposizioni di attuazione emanate dalla Consob ai sensi dell'articolo 113-ter, comma 5, lettere b) e c), nei

confronti dei soggetti autorizzati dalla Consob all'esercizio del servizio di diffusione e di stoccaggio delle

669 .

informazioni regolamentate

2. L'omissione delle comunicazioni delle partecipazioni rilevanti e dei patti parasociali previste

rispettivamente dagli articoli 120, commi 2, 3 e 4, e 122, commi 1 e 2 e 5, nonché la violazione dei divieti

previsti dall'articolo 120, comma 5, 121, commi 1 e 3, e 122, comma 4, sono punite con la sanzione

amministrativa pecuniaria da euro venticinquemila a euro duemilionicinquecentomila. Il ritardo nelle

comunicazioni previste dall'articolo 120, commi 2, 3 e 4, non superiore a due mesi, è punito con la

670

sanzione amministrativa pecuniaria da euro cinquemila a euro cinquecentomila .

3. La sanzione indicata nel comma 2 si applica:

a) ai componenti del collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza e del comitato per il

controllo sulla gestione che commettono irregolarità nell'adempimento dei doveri previsti dall'articolo

149, commi 1, 4-bis, primo periodo, e 4-ter, ovvero omettono le comunicazioni previste dall'articolo 149,

671

comma 3 ;

b) agli amministratori delle società di revisione che violano le disposizioni contenute

nell'articolo 162, comma 3.

3-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, i componenti degli organi di controllo, i quali omettano di

eseguire nei termini prescritti le comunicazioni di cui all'articolo 148-bis, comma 2, sono puniti con la

sanzione amministrativa in misura pari al doppio della retribuzione annuale prevista per l'incarico

666 Comma dapprima modificato dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004); poi sostituito

dall’art. 14 della l. n. 262 del 28.12.2005; modificato dall’art. 3 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole:

“previste dagli articoli 113, 114 e 115” con le parole: “previste dagli articoli 113, 114, 114-bis e 115 o soggetti agli obblighi

di cui all’articolo 115-bis” e ha soppresso le parole: “Si applica il disposto dell'articolo 190, comma 3.”; modificato dall’art. 4

del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 che ha soppresso la parola: “113” e infine, così modificato dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del

6.11.2007 che ha sostituito le parole "e 115" con le parole: ", 115, 154-bis e 154-ter".

667 Comma inserito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

668 Comma inserito dall’art. 9, comma 1 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

669 Comma inserito dall’art. 1, del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

670 Comma così sostituito dall’art. 1 del d.lgs. n. 195 del 6.11.2007.

671 Lettera così sostituita dall’art. 2 della l. n. 262 del 28.12.2005.

pag. 158 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

relativamente al quale è stata omessa la comunicazione. Con il provvedimento sanzionatorio è dichiarata

672

altresì la decadenza dall'incarico . Art. 193-bis

(Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati

che non garantiscono la trasparenza societaria)

1. Coloro che sottoscrivono il bilancio della società estera di cui all'articolo 165-quater, comma 2, le

relazioni e i pareri di cui agli articoli 165-quater, commi 2 e 3, 165-quinquies, comma 1, e 165-sexies,

comma 1, e coloro che esercitano la revisione ai sensi dell'articolo 165-quater, comma 4, sono soggetti a

responsabilità civile, penale e amministrativa secondo quanto previsto in relazione al bilancio delle società

italiane.

2. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione degli obblighi derivanti dall'esercizio dei poteri

attribuiti alla Consob dall'articolo 165-septies, comma 1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria

673

prevista dall'articolo 193, comma 1 . Art. 194

(Deleghe di voto)

1. Chiunque effettua o dà incarico di effettuare una sollecitazione o una raccolta di deleghe di voto

in assemblea di società con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione

Europea senza esservi abilitato ai sensi dell'articolo 140 ovvero senza possedere i requisiti previsti dagli

articoli 139 e 141 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire duecento

674 .

milioni [ndr: da euro cinquemilacentosessantacinque a euro centotremiladuecentonovantuno]

2. Il committente, i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo presso

gli intermediari, e i rappresentanti di associazioni di azionisti che violano le norme degli articoli 138, comma

2, 142, comma 1, 144, comma 4, e del regolamento emanato a norma dell'articolo 144, comma 1, sono

puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire dieci milioni a lire duecento milioni [ndr: da euro

675

cinquemilacentosessantacinque a euro centotremiladuecentonovantuno] .

Art. 195

(Procedura sanzionatoria)

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 196, le sanzioni amministrative previste nel presente titolo

sono applicate dalla Banca d'Italia o dalla Consob, secondo le rispettive competenze, con provvedimento

motivato, previa contestazione degli addebiti agli interessati, da effettuarsi entro centottanta giorni

dall’accertamento ovvero entro trecentosessanta giorni se l’interessato risiede o ha la sede all’estero, e

676

valutate le deduzioni dagli stessi presentate nei successivi trenta giorni .

2. Il procedimento sanzionatorio è retto dai princìpi del contraddittorio, della conoscenza degli

atti istruttori, della verbalizzazione nonché della distinzione tra funzioni istruttorie e funzioni decisorie.

672 Comma già inserito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004) e poi così sostituito dall’art. 37 della l. n.

262 del 28.12.2005.

673 Articolo inserito dall’art. 6 della l. n. 262 del 28.12.2005.

674 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquemilacentosessantacinque in euro venticinquemilaottocentoventicinque; euro centotremiladuecentonovantuno in euro

cinquecentosedicimilaquattrocentocinquantacinque.

675 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro

cinquemilacentosessantacinque in euro venticinquemilaottocentoventicinque; euro centotremiladuecentonovantuno in euro

cinquecentosedicimilaquattrocentocinquantacinque.

676 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007. Vedi provvedimento della Banca d’Italia del 14.4.2005

(pubblicato nel S.O. n. 88 alla G.U. n. 109 del 12.5.2005).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 159

3. Il provvedimento di applicazione delle sanzioni è pubblicato per estratto nel Bollettino della

Banca d'Italia o della Consob. La Banca d'Italia o la Consob, tenuto conto della natura della violazione e

degli interessi coinvolti, possono stabilire modalità ulteriori per dare pubblicità al provvedimento,

ponendo le relative spese a carico dell'autore della violazione, ovvero escludere la pubblicità del

provvedimento, quando la stessa possa mettere gravemente a rischio i mercati finanziari o arrecare un

677

danno sproporzionato alle parti .

4. Avverso il provvedimento di applicazione delle sanzioni previste dal presente titolo è ammessa

opposizione alla corte d'appello del luogo in cui ha la sede o, nel caso di persone fisiche, il domicilio

l'autore della violazione ovvero, nei casi in cui tale criterio non sia applicabile, del luogo in cui la

violazione è stata commessa. L'opposizione deve essere notificata all'Autorità che ha adottato il

provvedimento entro trenta giorni dalla sua comunicazione e deve essere depositata presso la cancelleria

678

della corte d'appello entro trenta giorni dalla notifica .

5. L'opposizione non sospende l'esecuzione del provvedimento. La corte d'appello, se ricorrono

gravi motivi, può disporre la sospensione con decreto motivato.

6. La corte d'appello, su istanza delle parti, può fissare termini per la presentazione di memorie e

documenti, nonché consentire l'audizione anche personale delle parti.

7. La corte d'appello decide sull'opposizione in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero,

con decreto motivato.

8. Copia del decreto è trasmessa a cura della cancelleria della corte d'appello all'Autorità che ha

adottato il provvedimento ai fini delle pubblicazione, per estratto, nel Bollettino di quest'ultima.

9. Le società e gli enti ai quali appartengono gli autori delle violazioni rispondono, in solido con

questi, del pagamento della sanzione e delle spese di pubblicità previste dal secondo periodo del comma 3

679 .

e sono tenuti ad esercitare il diritto di regresso verso i responsabili

Art. 196

(Sanzioni applicabili ai promotori finanziari)

1. I promotori finanziari che violano le norme del presente decreto o le disposizioni generali o

particolari emanate dalla Consob in forza di esso, sono puniti, in base alla gravità della violazione e

tenuto conto dell'eventuale recidiva, con una delle seguenti sanzioni:

a) richiamo scritto;

b) sanzione amministrativa pecuniaria da lire un milione a lire cinquanta milioni [ndr: da euro

680

cinquecentosedici a euro venticinquemilaottocentoventitre] ;

c) sospensione da uno a quattro mesi dall'albo;

d) radiazione dall'albo.

2. Le sanzioni sono applicate dalla Consob con provvedimento motivato, previa contestazione

degli addebiti agli interessati e valutate le deduzioni da essi presentate nei successivi trenta giorni. Nello

stesso termine gli interessati possono altresì chiedere di essere sentiti personalmente.

3. Alle sanzioni previste dal presente articolo si applicano le disposizioni contenute nella legge

24 novembre 1981, n. 689, ad eccezione dell'articolo 16.

677 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

678 Comma così modificato dall’art. 16 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “sede la società o l'ente cui

appartiene” con le parole: “la sede o, nel caso di persone fisiche, il domicilio”.

679 Articolo così sostituito dall’art. 9 della l. n. 62 del 18.4.2005 (Legge comunitaria 2004).

680 La misura della sanzione amministrativa pecuniaria è stata quintuplicata dall’art. 39, comma 3, della l. n. 262 del 28.12.2005;

per effetto di tale disposizione gli importi devono intendersi, rispettivamente, così modificati: euro cinquecentosedici in euro

duemilacinquecentottanta; euro venticinquemilaottocentoventitre in euro centoventinovemilacentoquindici.

pag. 160 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

4. Le società che si avvalgano dei responsabili delle violazioni rispondono, in solido con essi, del

pagamento delle sanzioni pecuniarie e sono tenute ad esercitare il regresso verso i responsabili.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 161

PARTE VI

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Art. 197

(Personale della Consob)

1. Al fine di assicurare il pieno e tempestivo esercizio delle funzioni di controllo previste

681

dall'articolo 62 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 , la Consob provvede direttamente a tutte le

procedure necessarie per l'immediata copertura dei posti di organico secondo i criteri concorsuali ivi

previsti, nei limiti delle autonome risorse finanziarie e senza oneri per la finanza pubblica.

Art. 198

(Girata di titoli azionari)

1. Il potere di autenticare le girate dei titoli azionari previsto dall'articolo 12 del regio decreto

legge 29 marzo 1942, n. 239, può essere esercitato anche da Sim.

Art. 199

(Società fiduciarie)

1. Fino alla riforma organica della disciplina delle società fiduciarie e di revisione, conservano

vigore le disposizioni previste dalla legge 23 novembre 1939, n. 1966, e dall'articolo 60, comma 4, del

682 .

decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415 Art. 200

(Intermediari già autorizzati)

1. Le imprese di investimento che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono iscritte

nell'albo previsto dall'articolo 9 del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415 sono iscritte di diritto

nell'albo previsto dall'articolo 20.

2. Le società di gestione che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono iscritte

nell'albo previsto dall'articolo 7, comma 1, della legge 23 marzo 1983, n. 77, nell'albo previsto

dall'articolo 3, comma 1 della legge 14 agosto 1993, n. 344, e nell'albo previsto dall'articolo 3, comma 1,

della legge 25 gennaio 1994, n. 86, vengono iscritte di diritto nell'albo previsto dall'articolo 35 e si

intendono autorizzate ai sensi dell'articolo 34.

3. Le Sicav che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono iscritte nell'albo previsto

dall'articolo 9, comma 1 del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84, vengono iscritte di diritto nell'albo

previsto dall'articolo 44.

4. Le banche che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono autorizzate a prestare

servizi di investimento restano autorizzate a prestare i servizi medesimi.

681 Si riporta di seguito l’art. 62, L. n. 449/97: “Organico Consob. - 1. Al fine di realizzare le funzioni di controllo attribuite dal

decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, nonché quelle che deriveranno a seguito dell’entrata in vigore dell’emanando testo

unico sulla finanza di cui all’articolo 8 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, la Commissione nazionale per le società e la borsa

(Consob) provvederà al completamento del proprio organico, come rideterminato dall’articolo 2, comma 186, della legge 23

dicembre 1996, n. 662, mediante concorsi pubblici, per titoli ed esami, con richiesta di rigorosi requisiti di competenza ed

esperienza, e per un numero di posti non superiore a sessanta unità mediante una procedura concorsuale interna, fermo

restando quanto disposto dall’art. 39, comma 3.".

682 Si riporta di seguito il testo dell’art. 60, comma 4, D.Lgs. n. 415/96: “4. Le società fiduciarie che, alla data di entrata in

vigore del presente decreto, sono iscritte nella sezione speciale dell’albo previsto dall’articolo 3 della legge 2 gennaio 1991,

n. 1, devono introdurre nella denominazione sociale le parole “società di intermediazione mobiliare” entro novanta giorni.

Esse continuano a prestare il servizio di gestione di portafogli d’investimento, anche mediante intestazione fiduciaria, e sono

iscritte di diritto in una sezione speciale dell’albo previsto dall’articolo 9; non possono essere autorizzate a svolgere servizi di

investimento diversi da quello di gestione di portafogli di investimento a meno che non cessino di operare mediante

intestazione fiduciaria. Dalla data di iscrizione nella sezione speciale dell’albo, le stesse sono soggette alle norme del

presente decreto e non si applicano la legge 23 novembre 1939, n. 1966 e il decreto legge 5 giugno 1986, n. 233, convertito

con modificazioni dalla legge 1° agosto 1986, n. 430.”.

pag. 162 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

Art. 201

(Agenti di cambio)

1. Sono sciolti, a cura del Consiglio Nazionale degli Ordini degli agenti di cambio, gli Ordini

professionali previsti dall'articolo 3 della legge 29 maggio 1967, n. 402, a eccezione degli Ordini

professionali di Milano e di Roma.

2. Gli agenti di cambio sono iscritti all'Albo professionale tenuto da uno degli Ordini indicati nel

comma 1, al quale affluiscono i pagamenti della tassa annuale fissata dall'Ordine medesimo, avuto

riguardo all'iscrizione al ruolo speciale o al ruolo nazionale previsti dai commi 5 e 6. L'Ordine è tenuto a

conservare i libri degli agenti di cambio defunti o cancellati dal ruolo unico nazionale.

3. Restano ferme le altre disposizioni previste dalla legge 29 maggio 1967, n. 402. Non possono

essere banditi concorsi per la nomina di agenti di cambio. Gli agenti di cambio cessano di appartenere ai

ruoli previsti dai commi 5 e 6 al compimento del settantesimo anno di età. Gli agenti di cambio nominati

prima dell'entrata in vigore della legge 23 maggio 1956, n. 515, sono collocati nella posizione di fuori

ruolo al compimento del settantesimo anno di età conservando i diritti e gli obblighi inerenti alla carica.

4. Le disponibilità del Fondo comune degli agenti di cambio e delle cauzioni esistenti alla data di

entrata in vigore del presente decreto sono restituite agli aventi diritto.

5. Gli agenti di cambio in carica che siano soci, amministratori, dirigenti, dipendenti o

collaboratori di Sim, di banche o di società di gestione del risparmio sono iscritti in un ruolo speciale

683 . Essi non possono prestare sevizi di investimento e

tenuto dal Ministero dell’economia e delle finanze

possono essere dirigenti, dipendenti o collaboratori soltanto di uno dei predetti intermediari. Essi restano

individualmente assoggettati alle incompatibilità previste dal comma 11.

6. Gli agenti di cambio in carica che non siano iscritti nel ruolo speciale previsto dal comma 5

684

sono iscritti nel ruolo unico nazionale tenuto dal Ministero dell’economia e delle finanze .

7. Gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale possono svolgere i servizi di

investimento indicati nell'articolo 1, comma 5, lettere b), c-bis), d), e) ed f). Essi possono svolgere altresì

l'offerta fuori sede dei propri servizi di investimento e i servizi accessori indicati nell'articolo 1, comma 6,

lettere c), limitatamente alla conclusione di contratti di riporto e altre operazioni in uso sui mercati, e g),

685

nonché attività connesse e strumentali, ferme restando le riserve di attività previste dalla legge .

8. Gli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale devono tenere le scritture contabili

previste dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile; la Consob, con proprio regolamento, stabilisce le

modalità del controllo contabile da parte di società di revisione iscritte nell'albo speciale previsto

686

dall'articolo 161 .

9. Il mancato esercizio del servizio di negoziazione per conto terzi per un periodo di tempo

687

superiore a sei mesi comporta la decadenza dalla carica; il Ministero dell’economia e delle finanze , in

presenza di comprovati motivi di salute, può prorogare, sentita la Consob, detto termine fino a un periodo

massimo di 18 mesi.

10. Per l'esercizio dei servizi di investimento gli agenti di cambio aderiscono ai sistemi di

indennizzo previsti dall'articolo 59. Il coordinamento dell'operatività dei sistemi di indennizzo con la

procedura di fallimento dell'agente di cambio è disciplinato dal regolamento previsto dall'articolo 59,

683 Parole così sostituite con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

684 Parole così sostituite con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

685 Comma così sostituito dall’art. 17 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

686 Vedi regolamento Consob n. 16190 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

687 Parole così sostituite con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 163

comma 3.

11. La posizione di agente di cambio iscritto nel ruolo unico nazionale è incompatibile con

l'esercizio di qualsiasi attività commerciale, con la partecipazione in qualità di soci illimitatamente

responsabili in società di qualsiasi natura, con la qualità di amministratore o dirigente di società che

esercitano attività commerciale e, in particolare, con la qualità di socio, amministratore, dirigente,

dipendente o collaboratore di banche, Sim, società di gestione del risparmio e di ogni altro intermediario

finanziario.

12. Agli agenti di cambio iscritti nel ruolo unico nazionale si applicano gli articoli 6, commi 1,

688

lettera b), 2 e 2-bis; 8, comma 1; 10, comma 1; 21; 22; 23; 24, 25, 31, 32, 167, 171, 190 e 195 .

13. E' vietato agli agenti di cambio, compiere anche per interposta persona qualsiasi negoziazione

in proprio di strumenti finanziari, salvo i casi di investimento del patrimonio personale; tali investimenti

sono immediatamente comunicati alla Consob.

14. Il Presidente della Consob può disporre in via d'urgenza, ove ricorrano situazioni di pericolo

per i clienti o per i mercati, la sospensione dell'agente di cambio iscritto nel ruolo unico nazionale

dall'esercizio delle attività svolte e la nomina di un commissario che assume la gestione delle attività

stesse quando risultino gravi violazioni delle disposizioni legislative o amministrative. Si applicano i

commi 2, 3 e 4 dell'articolo 53. 689 , su proposta della Consob, può disporre con

15. Il Ministero dell’economia e delle finanze

decreto la cancellazione dell'agente di cambio dal ruolo unico nazionale qualora le irregolarità o le

violazioni delle disposizioni legislative o amministrative siano di eccezionale gravità. Il provvedimento

può essere adottato anche su proposta del commissario previsto dal comma 14 o su richiesta dell'agente di

cambio. 690

16. Nel caso previsto dal comma 15, il Ministero dell’economia e delle finanze nomina un

commissario preposto alla tutela e alla restituzione dei patrimoni di proprietà dei clienti. Il commissario

nell'esercizio delle sue funzioni è pubblico ufficiale; egli si affianca agli organi delle procedure

concorsuali, ove disposte. Il Ministero può prevedere speciali cautele e limitazioni all'attività del

commissario e procedere alla sua revoca o sostituzione. L'indennità spettante al commissario è

determinata dal Ministero ed è a carico dell'agente di cambio. I provvedimenti previsti dal presente

comma possono essere assunti anche successivamente alla morte dell'agente di cambio, su proposta della

Consob o del commissario nominato ai sensi del comma 14, ovvero su richiesta dei clienti.

17. La cancellazione dell'agente di cambio dal ruolo unico nazionale consegue di diritto

all'accertamento giudiziale dello stato di insolvenza. La Consob denuncia al tribunale civile l'insolvenza

dichiarata ai sensi dell'articolo 72.

18. Per la violazione dei commi 8, 11 e 13, si applica l'articolo 190.

Art. 202

(Disposizioni in tema di liquidazione coattiva di borsa)

1. Salvo quanto previsto dall'articolo 72, le disposizioni relative alla liquidazione coattiva dei

contratti conclusi dagli agenti di cambio si applicano, in quanto compatibili, alle imprese di investimento

691

e alle banche autorizzate all'esercizio delle attività previste dall'articolo 1, comma 5, lettere a) e b) .

688 Comma così modificato dall’art. 17 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007 che ha sostituito le parole: “comma 1, lettera a)

limitatamente all'organizzazione amministrativa e contabile e ai controlli interni, e lettera b), comma 2, lettere a), b) e c)” con

le parole: “commi 1, lettera b), 2 e 2-bis”. Vedi regolamento Banca d’Italia n. 1097 del 29.10.2007 (pubblicato nella G.U. n.

255 del 2.11.2007.

689 Parole così sostituite con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

690 Parole così sostituite con d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

691 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

pag. 164 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

2. Le competenze in materia di liquidazione coattiva dei contratti spettano alla Consob, la quale

692 .

può coordinare con regolamento tale procedura con quella prevista dall'articolo 72

Art. 203

(Contratti a termine)

1. Fermi restando la decorrenza degli effetti della liquidazione coatta amministrativa ai sensi

dell'articolo 83 del T.U. bancario, e quanto previsto dall'articolo 90, comma 3, del medesimo T.U.

bancario, l'articolo 76 della legge fallimentare si applica agli strumenti finanziari derivati, a quelli

analoghi individuati ai sensi dell'articolo 18, comma 5, lettera a), alle operazioni a termine su valute

nonché alle operazioni di prestito titoli, di pronti contro termine e di riporto. Ai fini del presente articolo

sono ricompresi tutti i contratti conclusi, ancorché non ancora eseguiti in tutto o in parte, entro la data di

dichiarazione del fallimento o di efficacia del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa.

2. Per l'applicazione dell'articolo 76 della legge fallimentare agli strumenti finanziari e alle

operazioni indicati nel comma 1, può farsi riferimento anche al costo di sostituzione dei medesimi,

calcolato secondo i valori di mercato alla data di dichiarazione di fallimento o di efficacia del

provvedimento di liquidazione coatta amministrativa.

Art. 204

(Gestione accentrata)

1. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la Banca d'Italia

promuove la vendita della partecipazione al capitale della "Monte Titoli s.p.a. Istituto per la custodia e

l'amministrazione accentrata di valori mobiliari" dalla stessa detenuta.

2. Fino all'emanazione dei decreti previsti dall'articolo 90, la gestione accentrata dei titoli di

Stato presso la Banca d'Italia resta disciplinata dalle previgenti disposizioni.

Art. 205

(Quotazioni di prezzi)

1. Le offerte di acquisto e di vendita di prodotti finanziari effettuate in mercati regolamentati e,

se ricorrono le condizioni indicate dalla Consob con regolamento, quelle effettuate nei sistemi

multilaterali di negoziazione o da internalizzatori sistematici non costituiscono offerta al pubblico di

693

prodotti finanziari né offerta pubblica di acquisto o di scambio ai sensi della parte IV, titolo II .

Art. 206

(Disposizioni applicabili alle società quotate in mercati diversi dalla borsa)

1. Le disposizioni dettate dal codice civile per le società con azioni quotate in borsa si applicano

a tutte le società con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione Europea.

Art. 207

(Patti parasociali)

1. I patti parasociali previsti dall'articolo 122 ed esistenti alla data di entrata in vigore del

medesimo articolo sono depositati presso il registro delle imprese entro un mese da tale data.

2. I patti parasociali a tempo determinato esistenti alla data di entrata in vigore del presente

692 Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

693 Articolo modificato dapprima dall’art. 4 del d.lgs. n. 51 del 28.3.2007 che ha sostituito le parole: “sollecitazione

all’investimento” con le parole: “offerta al pubblico di prodotti finanziari” e poi dall’art. 17 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007

che ha sostituito le parole: “o negli scambi organizzati indicati negli articoli 78 e 79 da soggetti ammessi alle negoziazioni

negli stessi” con le parole: “e, se ricorrono le condizioni indicate dalla Consob con regolamento, quelle effettuate nei sistemi

multilaterali di negoziazione o da internalizzatori sistematici”. Vedi regolamento Consob n. 16191 del 29.10.2007 (pubblicato

nel S.O. n. 222 alla G.U. n. 255 del 2.11.2007).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 165

decreto restano efficaci fino al termine finale pattuito, ma comunque non oltre il 1° luglio 2001.

3. Salvo quanto previsto dal comma 2, l'articolo 123 si applica ai patti anche a tempo

indeterminato esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 208

(Deleghe di voto, azioni di risparmio, collegio sindacale e revisione contabile)

1. Le disposizioni in materia di deleghe di voto si applicano alle assemblee convocate a partire

dal sessantesimo giorno successivo all'emanazione dei regolamenti previsti dall'articolo 144.

2. Le disposizioni in materia di azioni di risparmio si applicano anche alle azioni di risparmio già

emesse alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Le società con azioni quotate applicano le disposizioni in materia di nomina del collegio

sindacale a partire dal primo rinnovo successivo all'entrata in vigore del presente decreto. Fino

all'emanazione del regolamento previsto dall'articolo 148, comma 4, si applica l'articolo 2397, secondo

comma, del codice civile.

4. I collegi sindacali nominati prima dell'entrata in vigore del presente decreto ma

successivamente alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale restano in carica per un solo esercizio.

5. Le altre disposizioni in materia di collegio sindacale e quelle in materia di società di revisione

si applicano a partire dall'esercizio sociale che inizia il 1 luglio 1998 o successivamente a tale data.

Art. 209

(Società di revisione)

1. Le società di revisione che alla data di entrata in vigore del presente decreto sono iscritte

nell'albo previsto dall'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136, sono

iscritte di diritto nell'albo previsto dall'articolo 161.

2. Ai fini dell'iscrizione nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero di grazia e

giustizia il termine previsto dall'articolo 13, comma 1, della legge 13 maggio 1997, n. 132, è prorogato

fino a sessanta giorni successivi alla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. Le società con azioni quotate conservano copia della relazione della società di revisione sul

bilancio d'esercizio, ai fini degli eventuali accertamenti dell'amministrazione finanziaria sulle

corrispondenti dichiarazioni dei redditi. In caso di omissione si applicano le disposizioni dell'articolo 39,

secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

Art. 210

(Modifiche al codice civile)

1. Nell'articolo 2372, quarto comma, del codice civile sono soppresse le parole: "né ad aziende

ed istituti di credito".

2. L'articolo 2441, settimo comma, del codice civile è sostituito dal seguente:

"Non si considera escluso né limitato il diritto di opzione qualora la deliberazione di aumento

di capitale preveda che le azioni di nuova emissione siano sottoscritte da banche, da enti o società

finanziarie soggetti al controllo della Commissione nazionale per le società e la borsa ovvero da altri

soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività di collocamento di strumenti finanziari, con obbligo di offrirle

agli azionisti della società, con operazioni di qualsiasi tipo, in conformità con i primi tre commi del

presente articolo. Nel periodo di detenzione delle azioni offerte agli azionisti e comunque fino a quando

non sia stato esercitato il diritto di opzione, i medesimi soggetti non possono esercitare il diritto di voto.

Le spese dell'operazione sono a carico della società e la deliberazione di aumento di capitale deve

indicarne l'ammontare."

pag. 166 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

3. All'articolo 2630, primo comma, del codice civile è inserito il seguente numero:

"4) omettono di offrire in borsa nei termini e con le modalità stabilite dal terzo comma

dell'articolo 2441 i diritti di opzione non esercitati, se le relative azioni vengano sottoscritte.".

4. All'articolo 2633 del codice civile è aggiunto il seguente comma:

"Gli amministratori che emettono obbligazioni convertibili senza le indicazioni prescritte

nell'ultimo comma dell'articolo 2420-bis sono puniti con l'ammenda da lire 2 milioni a lire 10 milioni.".

5. Nelle disposizioni per l'attuazione del codice civile e disposizioni transitorie, approvate con

regio decreto 30 marzo 1942, n. 318, è inserito, dopo l'articolo 211, il seguente articolo:

"211-bis. Il secondo periodo dell'articolo 2441, settimo comma, del codice non si applica alle

azioni detenute, alla data del 7 marzo 1992, dai soggetti indicati nel medesimo comma, con obbligo di

offrirle agli azionisti.". Art. 211

(Modifiche al T.U. bancario)

1. L'articolo 52 del T.U. bancario è sostituito dal seguente:

"Articolo 52 - Comunicazioni del collegio sindacale e dei soggetti incaricati del controllo

legale dei conti

1. Il collegio sindacale informa senza indugio la Banca d'Italia di tutti gli atti o i fatti, di cui venga a

conoscenza nell'esercizio dei propri compiti, che possano costituire una irregolarità nella gestione delle

banche o una violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria.

2. Le società che esercitano attività di revisione contabile presso le banche comunicano senza

indugio alla Banca d'Italia gli atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano costituire

una grave violazione delle norme disciplinanti l'attività bancaria ovvero che possano pregiudicare la

continuità dell'impresa o comportare un giudizio negativo, un giudizio con rilievi o una dichiarazione di

impossibilità di esprimere un giudizio sul bilancio. Tali società inviano alla Banca d'Italia ogni altro dato

o documento richiesto.

3. I commi 1 e 2 si applicano anche ai soggetti che esercitano i compiti ivi previsti presso le

società che controllano le banche o che sono da queste controllate ai sensi dell'articolo 23.

4. La Banca d'Italia stabilisce modalità e termini per la trasmissione delle informazioni previste

dai commi 1 e 2.".

2. All'articolo 107 del T.U. bancario è aggiunto il seguente comma:

"6. Gli intermediari finanziari iscritti nell'elenco speciale, quando siano stati autorizzati

all'esercizio di servizi di investimento ovvero abbiano acquisito fondi con obbligo di rimborso per un

ammontare superiore al patrimonio, sono assoggettati alle disposizioni previste nel titolo IV, capo I,

sezioni I e III; in luogo degli articoli 86, commi 6 e 7, 87, comma 1, si applica l'articolo 57, commi 4 e 5,

del testo unico delle disposizioni in materia di mercati finanziari, emanato ai sensi dell'articolo 21 della

legge 6 febbraio 1996, n. 52.".

3. All'articolo 111 del T.U. bancario è aggiunto il seguente comma:

"5. Il presente articolo non si applica nei casi previsti dall'articolo 107, comma 6.".

4. L'articolo 160 del T.U. bancario è abrogato.

Art. 212

(Disposizioni in materia di privatizzazioni)

1. Il secondo periodo dell'articolo 3, comma 3, del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, è sostituito dal seguente: "... omissis ...".

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 167

Art. 213

(Conversione del fallimento in liquidazione coatta amministrativa)

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto le procedure di fallimento degli

intermediari previsti dall'articolo 107 del T.U. bancario, per i quali ricorrano i presupposti indicati nel

comma 6 del medesimo articolo e non sia stata ancora dichiarata l'esecutività dello stato passivo, sono

convertite in procedure di liquidazione coatta amministrativa.

2. Fermo restando l'accertamento dello stato di insolvenza già dichiarato, il tribunale, anche

d'ufficio, dichiara con sentenza in camera di consiglio che la società è soggetta alla procedura di

694

liquidazione coatta e ordina la trasmissione degli atti al Ministero dell’economia e delle finanze , per

l'emanazione del relativo decreto, e alla Banca d'Italia.

3. Gli organi del cessato fallimento e quelli della liquidazione coatta provvedono con urgenza al

passaggio delle consegne, dandone notizia con le forme di pubblicità stabilite dalla Banca d'Italia.

Restano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti.

Art. 214

(Abrogazioni)

1. Sono o restano abrogati, salvo quanto previsto dai commi 2 e 3:

a) gli articoli 11, comma 1, da 12 a 17, 22, 25, 26, 28, 31, da 45 a 52, da 58 a 60 della legge 20

marzo 1913, n. 272 e successive modificazioni;

b) gli articoli da 26 a 43, 44, comma 2, 46, comma 2, 47, 49, 51, 54, ultimo periodo, 56, 61,

comma 2, 97, da 106 a 108 del regio decreto 4 agosto 1913, n. 1068;

c) gli articoli da 2 a 10 del regio decreto-legge 7 marzo 1925, n. 222, convertito dalla legge 21

marzo 1926, n. 597;

d) il regio decreto-legge 9 aprile 1925, n. 375, convertito dalla legge 21 marzo 1926, n. 597;

e) il regio decreto 9 aprile 1925, n. 376;

f) gli articoli 4, 6 e 7 del regio decreto-legge 14 maggio 1925, n. 601, convertito dalla legge 18

marzo 1926, n. 562;

g) il regio decreto-legge 26 giugno 1925, n. 1047, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n.

562; h) il regio decreto-legge 29 luglio 1925, n. 1261, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n. 562;

i) il regio decreto-legge 11 ottobre 1925, n. 1748, convertito dalla legge 18 marzo 1926, n.

562; j) il regio decreto-legge 19 febbraio 1931, n. 950, convertito dalla legge 31 dicembre 1931, n.

1657; k) gli articoli da 1 a 11 e da 14 a 18 del regio decreto-legge 30 giugno 1932, n. 815, convertito

dalla legge 5 gennaio 1933, n. 118;

l) il regio decreto-legge 20 dicembre 1932, n. 1607, convertito dalla legge 20 aprile 1932, n.

291; m) la legge 4 dicembre 1939, n. 1913;

n) l'articolo 2369-bis del codice civile, approvato con regio decreto 16 marzo 1942, n. 262;

o) il decreto legislativo luogotenenziale 18 settembre 1944, n. 250;

p) il decreto legislativo luogotenenziale 19 aprile 1946, n. 321;

q) la legge 23 maggio 1956, n. 515;

r) la legge 31 dicembre 1962, n. 1778;

s) gli articoli 1, undicesimo comma, 2, decimo comma, primo e secondo periodo, 3, 4, 4-bis,

4-ter, 5-quinquies, 5-sexies, 9, secondo comma, 13, secondo comma, 14, 15, 16, 17, 18, sesto comma,

18-ter, 18-quinquies, quinto comma, 18-septies, secondo periodo, del decreto legge 8 aprile 1974, n. 95,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, e successive modificazioni e

integrazioni;

t) il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136;

u) il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 137;

694 Le precedenti parole “Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica” sono state sostituite dalle parole

“Ministero dell’economia e delle finanze” dall’art. 1 del d.lgs. n. 37 del 6.2.2004.

pag. 168 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

v) il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 138, a eccezione degli articoli

16 e 18; w) la legge 23 febbraio 1977, n. 49;

x) la legge 23 marzo 1983, n. 77, a eccezione degli articoli 9 e 10-ter;

y) la legge 19 giugno 1986, n. 289;

z) il decreto del Presidente della Repubblica 12 dicembre 1987, n. 556;

aa) la legge 2 gennaio 1991, n. 1;

bb) la legge 17 maggio 1991, n. 157, a eccezione dell'articolo 10;

cc) il decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84, a eccezione dell'articolo 14;

dd) il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 86, a eccezione dell'articolo 4;

ee) la legge 18 febbraio 1992, n. 149;

ff) la legge 14 agosto 1993, n. 344, a eccezione dell'articolo 11;

gg) l’articolo 1, comma 1, lettera m), e l’articolo 2, comma 1, lettera f), della legge 28

695

dicembre 1993, n. 561 ;

hh) la legge 25 gennaio 1994, n. 86, a eccezione degli articoli 14-bis e 15;

ii) l'articolo 5, commi 3, 4 e 5, e l'articolo 8 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474;

jj) il decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, a eccezione degli articoli 60, comma 4, 62, 63,

64 e 65.

2. Sono abrogati, ma continuano a essere applicati fino alla data di entrata in vigore dei

provvedimenti emanati ai sensi del presente decreto:

a) gli articoli 5, 5-bis, 5-ter, 5-quater, del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95, convertito, con

modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, e successive modificazioni e integrazioni; le relative

violazioni sono punite ai sensi degli articoli 173 e 174 o sanzionate ai sensi dell'articolo 193, comma 2;

b) 18, a eccezione del sesto comma, 18-bis, 18-quater, 18-quinquies, a eccezione del quinto

comma, 18-sexies e 18-septies, a eccezione del secondo periodo, del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, e successive modificazioni e

integrazioni; le relative violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 191;

c) l'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1975, n. 136;

d) gli articoli 1, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 11; 2, commi 2 e 3; 2-bis, commi 3, 4, 5 e 7;

2-ter; 3, commi 3 e 4; 4, commi 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13 e 14; 5; 7, commi 3, 5 e 6; 10-bis, della

legge 23 marzo 1983, n. 77; le relative violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;

e) gli articoli 3, comma 2, lettere b), c), d) ed e); 4, comma 2; 9, commi 12, 13, 14; 15 della

legge 2 gennaio 1991, n. 1; le relative violazioni sono punite ai sensi dell'articolo 169 o sanzionate ai

sensi degli articoli 189 e 190;

f) l'articolo 6 della legge 17 maggio 1991, n. 157; le relative violazioni sono punite ai sensi

dell'articolo 174 o sanzionate ai sensi dell'articolo 193;

g) gli articoli 2; 3; 4; 6; 7 della legge 18 febbraio 1992, n. 149; le relative violazioni sono

sanzionate ai sensi dell'articolo 191;

h) gli articoli 10; 14; 15; 16, comma 1; 20, commi 1 e 4; 22; 23; 24; 25; 27; 28 della legge 18

febbraio 1992, n. 149; le relative violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 192;

i) gli articoli 1; 2, commi 3 e 4; 4, commi 1 e 4; 5, commi 3, 6, 7, 8, 9, 10 e 11; 6, comma 2; 7,

commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 8; 9, commi 2 e 3, del decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 84; le relative

violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;

j) gli articoli 1 e 2, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 86;

k) gli articoli 1, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7; 3, comma 2, ultimo periodo; 4, commi 1, 2, 3, 4, 5;

5, commi 1, 2, 3 e 4; 8, commi 2, 4 e 5; 9; 10 della legge 14 agosto 1993, n. 344; le relative violazioni

sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;

l) gli articoli 1, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6; 3, comma 2, ultimo periodo; 4, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6;

5, commi 1, 2, 3 e 4; 7; 8; 9; 12, comma 2 e 5; 13; 14 della legge 25 gennaio 1994, n. 86; le relative

violazioni sono sanzionate ai sensi dell'articolo 190;

m) gli articoli 2, comma 4; 6, commi 3 e 4; 7; 8; 10, 13; 14; 15; 18, commi 1 e 3; 20, comma

1, lett. e); 21, commi 2 e 3; 22, comma 2; 23, commi 5 e 6; 24; 25; 35, commi 2 e 3; 66, comma 1, lettere

b), c) ed e), del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415; le relative violazioni sono punite ai sensi

dell'articolo 169 o sanzionate ai sensi degli articoli 189 e 190.

695 Lettera così modificata dall’art. 15, L. 25.6.1999, n. 205 (pubblicata nella G.U. n. 149 del 28.6.1999).

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 169

3. Fino all'emanazione dei regolamenti previsti dall'articolo 80, commi 4, 5 e 6, e comunque fino

al completamento della vendita prevista dall'articolo 204, comma 1, si applicano gli articoli 1, 10, 11, 12,

13 e 14 della legge 19 giugno 1986, n. 289.

4. E' abrogata ogni altra disposizione incompatibile con il presente decreto. Il rinvio alle

disposizioni abrogate fatto da leggi, da regolamenti o da altre norme si intende riferito alle corrispondenti

disposizioni del presente decreto e dei provvedimenti ivi previsti.

5. Le disposizioni emanate ai sensi delle norme abrogate o sostituite continuano a essere

applicate, in quanto compatibili, fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti emanati ai sensi del

presente decreto legislativo nelle corrispondenti materie. In caso di violazione, si applicano, con la

procedura prevista dall'articolo 195, gli articoli 190, 191, 192 e 193, in relazione alle materie

rispettivamente disciplinate. Art. 215

(Disposizioni di attuazione)

1. In sede di prima applicazione i regolamenti e i provvedimenti di carattere generale da

emanarsi ai sensi del presente decreto sono adottati entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del

medesimo. Art. 216

(Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il 1° luglio 1998.

pag. 170 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

696

ALLEGATO

Sezione A - Attività e servizi di investimento

(1) Ricezione e trasmissione di ordini riguardanti uno o più strumenti finanziari.

(2) Esecuzione di ordini per conto dei clienti.

(3) Negoziazione per conto proprio.

(4) Gestione di portafogli.

(5) Consulenza in materia di investimenti.

(6) Sottoscrizione e/o collocamento di strumenti finanziari con assunzione a fermo ovvero con

assunzione di garanzia nei confronti dell'emittente.

(7) Collocamento di strumenti finanziari senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei

confronti dell'emittente.

(8) Gestione di sistemi multilaterali di negoziazione.

Sezione B - Servizi accessori

(1) Affitto di cassette di sicurezza e amministrazione di strumenti finanziari per conto dei clienti, inclusi

la custodia e i servizi connessi come la gestione di contante/garanzie collaterali.

(2) Concessione di crediti o prestiti agli investitori per consentire loro di effettuare un’operazione

relativa a uno o più strumenti finanziari, nella quale interviene l’impresa che concede il credito o il

prestito.

(3) Consulenza alle imprese in materia di struttura del capitale, di strategia industriale e di questioni

connesse, nonché consulenza e servizi concernenti le concentrazioni e l’acquisto di imprese.

(4) Servizio di cambio quando detto servizio è legato alla fornitura di servizi di investimento.

(5) Ricerca in materia di investimenti e analisi finanziaria o altre forme di raccomandazione generale

riguardanti le operazioni relative a strumenti finanziari.

(6) Servizi connessi con l’assunzione a fermo.

(7) Servizi e attività di investimento, nonché servizi accessori del tipo di cui alle sezioni A o B, collegati

agli strumenti derivati di cui alla sezione C, punti (5), (6), (7) e (10), se legati alla prestazione di

servizi di investimento o accessori.

Sezione C - Strumenti finanziari

(1) Valori mobiliari.

(2) Strumenti del mercato monetario.

(3) Quote di un organismo di investimento collettivo.

(4) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per

scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a valori mobiliari, valute, tassi di

interesse o rendimenti, o ad altri strumenti derivati, indici finanziari o misure finanziarie che possono

essere regolati con consegna fisica del sottostante o attraverso il pagamento di differenziali in

contanti.

(5) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», accordi per

scambi futuri di tassi di interesse e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento avviene

attraverso il pagamento di differenziali in contanti o può avvenire in tal modo a discrezione di una

delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facoltà consegue a inadempimento o ad altro evento che

determina la risoluzione del contratto.

(6) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap» ed altri contratti

derivati connessi a merci il cui regolamento può avvenire attraverso la consegna del sottostante e che

sono negoziati su un mercato regolamentato e/o in un sistema multilaterale di negoziazione.

(7) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a

termine («forward») e altri contratti derivati connessi a merci il cui regolamento può avvenire

attraverso la consegna fisica del sottostante, diversi da quelli indicati al numero 6, che non hanno

scopi commerciali, e aventi le caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra

l'altro, se sono compensati ed eseguiti attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono

soggetti a regolari richiami di margini.

696 Allegato così sostituito dall’art. 18 del d.lgs. n. 164 del 17.9.2007.

Riforma dei mercati finanziari e della corporate governance pag. 171

(8) Strumenti finanziari derivati per il trasferimento del rischio di credito.

(9) Contratti finanziari differenziali.

(10) Contratti di opzione, contratti finanziari a termine standardizzati («future»), «swap», contratti a

termine sui tassi d'interesse e altri contratti derivati connessi a variabili climatiche, tariffe di

trasporto, quote di emissione, tassi di inflazione o altre statistiche economiche ufficiali, il cui

regolamento avviene attraverso il pagamento di differenziali in contanti o può avvenire in tal modo a

discrezione di una delle parti, con esclusione dei casi in cui tale facoltà consegue a inadempimento o

ad altro evento che determina la risoluzione del contratto, nonché altri contratti derivati connessi a

beni, diritti, obblighi, indici e misure, diversi da quelli indicati ai numeri precedenti, aventi le

caratteristiche di altri strumenti finanziari derivati, considerando, tra l'altro, se sono negoziati su un

mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione, se sono compensati ed eseguiti

attraverso stanze di compensazione riconosciute o se sono soggetti a regolari richiami di margini.

pag. 172 Decreto legislativo 24 febbraio 1998 n. 58

APPENDICE pag. 173

APPENDICE

pag. 174 APPENDICE

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 175

Legge 28 dicembre 2005, n. 262: “Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati

1

finanziari” INDICE

- MODIFICHE ALLA DISCIPLINA DELLE SOCIETÀ PER AZIONI ... pag. 177

TITOLO I ” 177

- Organi di amministrazione e di controllo ………………………………….

Capo I

Art. 1 Nomina e requisiti degli amministratori …………………………………..… ” 177

-

Art. 2 Collegio sindacale e organi corrispondenti nei modelli dualistico e monistico ” 177

-

Art. 3 Azione di responsabilità ……………………………..………………………. ” 179

-

- Altre disposizioni a tutela delle minoranze …………………………..…… ” 179

Capo II

Art. 4 Delega di voto ………………………………………………………..……… ” 179

-

Art. 5 Integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea …………………...……… ” 179

-

- Disciplina delle società estere ………………………………………………. ” 180

Capo III

Art. 6 Trasparenza delle società estere ……………………………………………… ” 180

-

Art. 7 Modifiche al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153 (abrogato)….....…. ” 182

-

-

TITOLO II DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONFLITTI D'INTERESSI E

DISCIPLINA DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE ……………….……. ” 182

- Disposizioni in materia di conflitti d'interessi ……………………............. ” 182

Capo I

Art. 8 Concessione di credito in favore di azionisti e obbligazioni degli esponenti

- ” 182

bancari ………………………………………….………….............................

Art. 9 Conflitti d'interessi nella gestione dei patrimoni di organismi d'investimento

- collettivo del risparmio e di prodotti assicurativi e previdenziali nonché

nella gestione di portafogli su base individuale ……………………………. ” 183

Art. 10 Conflitti d'interessi nella prestazione dei servizi d'investimento ………..…... ” 184

- Disposizioni in materia di circolazione di strumenti finanziari …………. ” 184

Capo II -

Art. 11 Circolazione in Italia di strumenti finanziari collocati presso investitori

- professionali e obblighi informativi …………………………………………. ” 184

Art. 12 Attuazione della direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del

- Consiglio, del 4 novembre 2003, relativa al prospetto da pubblicare per

l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e

che modifica la direttiva 2001/34/CE ……………………..…………………. ” 185

-

Capo III Altre disposizioni in materia di servizi bancari, tutela degli investitori,

disciplina dei promotori finanziari e dei mercati regolamentati e

informazione societaria ……………………………………………..……… ” 187

Art. 13 Pubblicità del tasso effettivo globale medio degli interessi praticati dalle

- banche e dagli intermediari finanziari ……………………………………….. ” 187

Art. 14 Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione

- finanziaria ……………………………………………………………….…… ” 187

Art. 15 Responsabilità dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili

- societari ………………………………………………….…….…………….. ” 190

Art. 16 Informazione al mercato in materia di attribuzione di azioni a esponenti

- aziendali, dipendenti o collaboratori ……………………………...…………. ” 190

1 Pubblicata nel S.O. n. 208/L alla G.U. n. 301 del 28.12.2005. La legge n. 262/2005 è stata successivamente modificata dal

D.L. n. 4 del 10.1.2006, convertito in legge con modificazioni dalla L. n. 80 del 9.3.2006 (pubblicata in G.U. n. 59

dell’11.3.2006; dall’art. 4 della L. n. 228 del 12.7.2006 (pubblicata in G.U n. 160 del 12.7.2006); dal d.lgs. n. 303 del

29.12.2006 (pubblicato nel S.O. n. 5/L alla G.U. n. 7 del 10.1.2007); dall’art. 10, della l. n. 13 del 6.2.2007 - Legge

comunitaria 2006 (pubblicata nel S.O. n. 41/L alla G.U. n. 40 del 17.2.2007).

pag. 176 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

Art. 17 Disposizioni in materia di mediatori creditizi …………………………..…… pag. 191

-

- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI REVISIONE DEI CONTI ………….. ” 191

TITOLO III

Art. 18 Modifiche alla disciplina relativa alla revisione dei conti ……………..……. ” 191

-

- DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE AUTORITÀ DI VIGILANZA .... ” 194

TITOLO IV ” 194

- Principi di organizzazione e rapporti fra le Autorità ……………………..

Capo I

Art. 19 Banca d'Italia ………………………………………………..……….………. ” 194

-

Art. 20 Coordinamento dell'attività delle Autorità …………………………………… ” 195

-

Art. 21 Collaborazione fra le Autorità ……………………………………….……..... ” 195

-

Art. 22 Collaborazione da parte del Corpo della guardia di finanza …………………. ” 195

-

- Disposizioni generali sui procedimenti di competenza delle Autorità ....... ” 196

Capo II

Art. 23 Procedimenti per l'adozione di atti regolamentari e generali ……………..…. ” 196

-

Art. 24 Procedimenti per l'adozione di provvedimenti individuali …………………. ” 196

-

- ” 197

Capo III Disposizioni relative all’organizzazione e alle competenze delle Autorità

Art. 25 Competenze in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali delle

- banche, degli intermediari finanziari, delle assicurazioni e dei fondi pensione ” 197

Art. 26 Trasferimento di funzioni ministeriali e poteri sanzionatori ……………….... ” 198

-

Art. 27 Procedure di conciliazione e di arbitrato, sistema di indennizzo e fondo di

- garanzia per i risparmiatori e gli investitori …………………………….…… ” 198

Art. 28 Disposizioni in materia di personale della CONSOB ……………..………… ” 199

-

Art. 29 Risoluzione delle controversie in materia di trasparenza delle operazioni e

- dei servizi bancari ……………………………………………………………. ” 200

-

TITOLO V MODIFICHE ALLA DISCIPLINA IN MATERIA DI SANZIONI

PENALI E AMMINISTRATIVE ………………………………………….. ” 200

Art. 30 False comunicazioni sociali ………………………………………………….. ” 200

-

Art. 31 Omessa comunicazione del conflitto d'interessi………………..……………. ” 201

-

Art. 32 Ricorso abusivo al credito ……………………………………………..…….. ” 202

-

Art. 33 Istituzione del reato di mendacio bancario ………………………..………… ” 202

-

Art. 34 Falso in prospetto …………………………………………………………….. ” 202

-

Art. 35 Falsità nelle relazioni o nelle comunicazioni delle società di revisione …….. ” 202

-

Art. 36 False comunicazioni circa l'applicazione delle regole previste nei codici di

- comportamento delle società quotate ……………………………….……….. ” 203

Art. 37 Omessa comunicazione degli incarichi di componente di organi di

- amministrazione e controllo ………………………………………….......….. ” 203

Art. 38 Abusive attività finanziarie …………………………………….…….……… ” 203

-

Art. 39 Aumento delle sanzioni penali e amministrative ……………………...…….. ” 203

-

Art. 40 Sanzioni accessorie ………………………………………………..………… ” 204

-

- DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI …………………..………… ” 205

TITOLO VI

Art. 41 Soppressione della Commissione permanente per la vigilanza sull'istituto

- di emissione e sulla circolazione dei biglietti di banca ……………………... ” 205

Art. 42 Termine per gli adempimenti previsti dalla presente legge ………………..... ” 205

-

Art. 43 Delega al Governo per il coordinamento legislativo …………………..……. ” 206

-

Art. 44 Procedura per l'esercizio delle deleghe legislative …………………..……… ” 206

- Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 177

TITOLO I

MODIFICHE ALLA DISCIPLINA

DELLE SOCIETÀ PER AZIONI

Capo I

Organi di amministrazione e di controllo

Art. 1

(Nomina e requisiti degli amministratori)

1. Nel testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto

legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, alla parte IV, titolo III, capo II, dopo

l'articolo 147-bis, è inserita la seguente sezione: “Sezione IV-bis. - Organi di amministrazione. - Art. 147-

ter - (Elezione e composizione del consiglio di amministrazione). - 1. Lo statuto prevede che i membri del

consiglio di amministrazione siano eletti sulla base di liste di candidati e determina la quota minima di

partecipazione richiesta per la presentazione di esse, in misura non superiore a un quarantesimo del

capitale sociale. 2. Per le elezioni alle cariche sociali le votazioni devono sempre svolgersi con scrutinio

segreto. 3. Salvo quanto previsto dall'articolo 2409-septiesdecies del codice civile, almeno uno dei

membri del consiglio di amministrazione è espresso dalla lista di minoranza che abbia ottenuto il maggior

numero di voti e non sia collegata in alcun modo, neppure indirettamente, con la lista risultata prima per

numero di voti. Nelle società organizzate secondo il sistema monistico, il membro espresso dalla lista di

minoranza deve essere in possesso dei requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza determinati

ai sensi dell'articolo 148, commi 3 e 4. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica. 4. In

aggiunta a quanto disposto dal comma 3, qualora il consiglio di amministrazione sia composto da più di

sette membri, almeno uno di essi deve possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci

dall'articolo 148, comma 3, nonché, se lo statuto lo prevede, gli ulteriori requisiti previsti da codici di

comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria. Il

presente comma non si applica al consiglio di amministrazione delle società organizzate secondo il

sistema monistico, per le quali rimane fermo il disposto dell' articolo 2409-septiesdecies, secondo comma,

del codice civile. Art. 147-quater - (Composizione del consiglio di gestione). - 1. Qualora il consiglio di

gestione sia composto da più di quattro membri, almeno uno di essi deve possedere i requisiti di

indipendenza stabiliti per i sindaci dall'articolo 148, comma 3, nonché, se lo statuto lo prevede, gli

ulteriori requisiti previsti da codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati

regolamentati o da associazioni di categoria. Art. 147-quinquies - (Requisiti di onorabilità). - 1. I soggetti

che svolgono funzioni di amministrazione e direzione devono possedere i requisiti di onorabilità stabiliti

per i membri degli organi di controllo con il regolamento emanato dal Ministro della giustizia ai sensi

dell'articolo 148, comma 4. 2. Il difetto dei requisiti determina la decadenza dalla carica”.

Art. 2

(Collegio sindacale e organi corrispondenti nei modelli dualistico e monistico)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 148:

1) al comma 1, le lettere c) e d) sono abrogate;

2) il comma 2 è sostituito dai seguenti: “2. La CONSOB stabilisce con regolamento modalità

per l'elezione di un membro effettivo del collegio sindacale da parte dei soci di minoranza. 2-bis. Il

presidente del collegio sindacale è nominato dall'assemblea tra i sindaci eletti dalla minoranza”;

3) al comma 3, lettera c), dopo le parole: “comune controllo” sono inserite le seguenti: “ovvero

agli amministratori della società e ai soggetti di cui alla lettera b)”, e dopo le parole: “di natura

patrimoniale” sono aggiunte le seguenti: “o professionale”;

4) i commi 4, 4-bis, 4-ter e 4-quater sono sostituiti dai seguenti: “4. Con regolamento adottato

ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della giustizia, di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti la CONSOB, la Banca d'Italia e l'ISVAP,

sono stabiliti i requisiti di onorabilità e di professionalità dei membri del collegio sindacale, del consiglio

di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione. Il difetto dei requisiti determina la decadenza

dalla carica. 4-bis. Al consiglio di sorveglianza si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3. 4-ter.

Al comitato per il controllo sulla gestione si applicano le disposizioni dei commi 2-bis e 3. Il

pag. 178 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

rappresentante della minoranza è il membro del consiglio di amministrazione eletto ai sensi dell'articolo

147-ter, comma 3. 4-quater. Nei casi previsti dal presente articolo, la decadenza è dichiarata dal consiglio

di amministrazione o, nelle società organizzate secondo i sistemi dualistico e monistico, dall'assemblea

entro trenta giorni dalla nomina o dalla conoscenza del difetto sopravvenuto. In caso di inerzia, vi

provvede la CONSOB, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o qualora abbia avuto comunque

notizia dell'esistenza della causa di decadenza”;

b) dopo l'articolo 148 è inserito il seguente: “Art. 148-bis - (Limiti al cumulo degli incarichi). - 1.

Con regolamento della CONSOB sono stabiliti limiti al cumulo degli incarichi di amministrazione e

controllo che i componenti degli organi di controllo delle società di cui al presente capo, nonché delle

società emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116,

possono assumere presso tutte le società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, del codice civile. La

CONSOB stabilisce tali limiti avendo riguardo all'onerosità e alla complessità di ciascun tipo di incarico,

anche in rapporto alla dimensione della società, al numero e alla dimensione delle imprese incluse nel

consolidamento, nonché all'estensione e all'articolazione della sua struttura organizzativa. 2. Fermo

restando quanto previsto dall' articolo 2400, quarto comma, del codice civile, i componenti degli organi di

controllo delle società di cui al presente capo, nonché delle società emittenti strumenti finanziari diffusi

fra il pubblico in misura rilevante ai sensi dell'articolo 116, informano la CONSOB e il pubblico, nei

termini e modi prescritti dalla stessa CONSOB con il regolamento di cui al comma 1, circa gli incarichi di

amministrazione e controllo da essi rivestiti presso tutte le società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e

VII, del codice civile. La CONSOB dichiara la decadenza dagli incarichi assunti dopo il raggiungimento

del numero massimo previsto dal regolamento di cui al primo periodo”;

c) all'articolo 149:

1) al comma 1, dopo la lettera c) è inserita la seguente: “c-bis) sulle modalità di concreta

attuazione delle regole di governo societario previste da codici di comportamento redatti da società di

gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, cui la società, mediante informativa al

pubblico, dichiara di attenersi”;

2) al comma 4-ter, le parole: “limitatamente alla lettera d)” sono sostituite dalle seguenti:

“limitatamente alle lettere c-bis) e d)”;

d) all'articolo 151:

1) al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, ovvero rivolgere le medesime

richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle società

controllate”;

2) al comma 2, terzo periodo, le parole: “da almeno due membri del collegio” sono sostituite

dalle seguenti: “individualmente da ciascun membro del collegio, ad eccezione del potere di convocare

l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri”;

e) all'articolo 151-bis:

1) al comma 1, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, ovvero rivolgere

le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle

società controllate”;

2) al comma 3, secondo periodo, le parole: “da almeno due membri del consiglio” sono

sostituite dalle seguenti: “individualmente da ciascun membro del consiglio, ad eccezione del potere di

convocare l'assemblea dei soci, che può essere esercitato da almeno due membri”;

f) all'articolo 151-ter:

1) al comma 1, primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, ovvero rivolgere

le medesime richieste di informazione direttamente agli organi di amministrazione e di controllo delle

società controllate”;

2) al comma 3, secondo periodo, le parole: “da almeno due membri del comitato” sono

sostituite dalle seguenti: “individualmente da ciascun membro del comitato”;

g) all'articolo 193, comma 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) ai componenti del

collegio sindacale, del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione che

commettono irregolarità nell'adempimento dei doveri previsti dall'articolo 149, commi 1, 4-bis, primo

periodo, e 4-ter, ovvero omettono le comunicazioni previste dall'articolo 149, comma 3”.

2. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2400 è aggiunto, in fine, il seguente comma: “Al momento della nomina dei

sindaci e prima dell'accettazione dell'incarico, sono resi noti all'assemblea gli incarichi di

amministrazione e di controllo da essi ricoperti presso altre società”;

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 179

b) all'articolo 2409-quaterdecies, primo comma, dopo le parole: “2400, terzo” sono inserite le

seguenti: “e quarto”;

c) all'articolo 2409-septiesdecies, è aggiunto, in fine, il seguente comma: “Al momento della

nomina dei componenti del consiglio di amministrazione e prima dell'accettazione dell'incarico, sono resi

noti all'assemblea gli incarichi di amministrazione e di controllo da essi ricoperti presso altre società”.

Art. 3

(Azione di responsabilità)

1. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2393:

1) dopo il secondo comma è inserito il seguente: “L'azione di responsabilità può anche

essere promossa a seguito di deliberazione del collegio sindacale, assunta con la maggioranza dei due

terzi dei suoi componenti”;

2) il quarto comma è sostituito dal seguente: “La deliberazione dell'azione di responsabilità

importa la revoca dall'ufficio degli amministratori contro cui è proposta, purché sia presa con il voto

favorevole di almeno un quinto del capitale sociale. In questo caso, l'assemblea provvede alla sostituzione

degli amministratori”;

b) all'articolo 2393-bis, secondo comma, le parole: “un ventesimo” sono sostituite dalle

seguenti: “un quarantesimo”;

c) all'articolo 2409-duodecies, quinto comma, le parole: “dal quarto comma dell'articolo 2393”

sono sostituite dalle seguenti: “dal quinto comma dell'articolo 2393”.

2. All'articolo 145, comma 6, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,

e successive modificazioni, le parole: “2393, quarto e quinto comma” sono sostituite dalle seguenti:

“2393, quinto e sesto comma”. Capo II

Altre disposizioni a tutela delle minoranze

Art. 4

(Delega di voto)

1. All'articolo 139, comma 1, secondo periodo, del testo unico di cui al decreto legislativo 24

febbraio 1998, n. 58, le parole: "La CONSOB può stabilire" sono sostituite dalle seguenti: "La CONSOB

stabilisce". Art. 5

(Integrazione dell'ordine del giorno dell'assemblea)

1. Dopo l'articolo 126 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e

successive modificazioni, è inserito il seguente: “Art. 126-bis - (Integrazione dell'ordine del giorno

dell'assemblea). - 1. I soci che, anche congiuntamente, rappresentino almeno un quarantesimo del capitale

sociale possono chiedere, entro cinque giorni dalla pubblicazione dell'avviso di convocazione

dell'assemblea, l'integrazione dell'elenco delle materie da trattare, indicando nella domanda gli ulteriori

argomenti da essi proposti. 2. Delle integrazioni all'elenco delle materie che l'assemblea dovrà trattare a

seguito delle richieste di cui al comma 1 è data notizia, nelle stesse forme prescritte per la pubblicazione

dell'avviso di convocazione, almeno dieci giorni prima di quello fissato per l'assemblea. 3. L'integrazione

dell'elenco delle materie da trattare, ai sensi del comma 1, non è ammessa per gli argomenti sui quali

l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di

una relazione da essi predisposta”.

pag. 180 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

Capo III

Disciplina delle società estere

Art. 6

(Trasparenza delle società estere)

1. Nel testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive

modificazioni, alla parte IV, titolo III, capo II, dopo l'articolo 165-bis, introdotto dall'articolo 18, comma

1, lettera h), della presente legge, è aggiunta la seguente sezione: “Sezione VI-bis. - Rapporti con società

estere aventi sede legale in Stati che non garantiscono la trasparenza societaria. - Art. 165-ter - (Ambito di

applicazione). - 1. Sono soggette alle disposizioni contenute nella presente sezione le società italiane con

azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e le società italiane emittenti strumenti

finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, le quali controllino società

aventi sede legale in Stati i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della costituzione, della

situazione patrimoniale e finanziaria e della gestione delle società, nonché le società italiane con azioni

quotate in mercati regolamentati o emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante,

le quali siano collegate alle suddette società estere o siano da queste controllate. 2. Si applicano le nozioni

di controllo previste dall'articolo 93 e quelle di collegamento previste dall' articolo 2359, terzo comma,

del codice civile. 3. Gli Stati di cui al comma 1 sono individuati con decreti del Ministro della giustizia, di

concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei seguenti criteri: a) per quanto

riguarda le forme e le condizioni per la costituzione delle società: 1) mancanza di forme di pubblicità

dell'atto costitutivo e dello statuto, nonché delle successive modificazioni di esso; 2) mancanza del

requisito di un capitale sociale minimo, idoneo a garantire i terzi creditori, per la costituzione delle

società, nonché della previsione di scioglimento in caso di riduzione del capitale al di sotto del minimo

legale, salvo il caso di reintegrazione entro un termine definito; 3) mancanza di norme che garantiscano

l'effettività e l'integrità del capitale sociale sottoscritto, in particolare con la sottoposizione dei

conferimenti costituiti da beni in natura o crediti alla valutazione da parte di un esperto appositamente

nominato; 4) mancanza di forme di controllo, da parte di soggetti o organismi a ciò abilitati da specifiche

disposizioni di legge, circa la conformità degli atti di cui al numero 1) alle condizioni richieste per la

costituzione delle società; b) per quanto riguarda la struttura delle società, mancanza della previsione di

un organo di controllo distinto dall'organo di amministrazione, o di un comitato di controllo interno

all'organo amministrativo, dotato di adeguati poteri di ispezione, controllo e autorizzazione sulla

contabilità, sul bilancio e sull'assetto organizzativo della società, e composto da soggetti forniti di

adeguati requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza; c) per quanto riguarda il bilancio di

esercizio: 1) mancanza della previsione dell'obbligo di redigere tale bilancio, comprendente almeno il

conto economico e lo stato patrimoniale, con l'osservanza dei seguenti principi: 1.1) rappresentazione

chiara, veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della società e del risultato

economico dell'esercizio; 1.2) illustrazione chiara dei criteri di valutazione adottati nella redazione del

conto economico e dello stato patrimoniale; 2) mancanza dell'obbligo di deposito, presso un organo

amministrativo o giudiziario, del bilancio, redatto secondo i principi di cui al numero 1); 3) mancanza

dell'obbligo di sottoporre la contabilità e il bilancio delle società a verifica da parte dell'organo o del

comitato di controllo di cui alla lettera b) ovvero di un revisore legale dei conti; d) la legislazione del

Paese ove la società ha sede legale impedisce o limita l'operatività della società stessa sul proprio

territorio; e) la legislazione del Paese ove la società ha sede legale esclude il risarcimento dei danni

arrecati agli amministratori rimossi senza una giusta causa, ovvero consente che tale clausola sia

contenuta negli atti costitutivi delle società o in altri strumenti negoziali; f) mancata previsione di

un'adeguata disciplina che impedisca la continuazione dell'attività sociale dopo l'insolvenza, senza

ricapitalizzazione o prospettive di risanamento; g) mancanza di adeguate sanzioni penali nei confronti

degli esponenti aziendali che falsificano la contabilità e i bilanci. 4. Con i decreti del Ministro della

giustizia, di cui al comma 3, possono essere individuati, in relazione alle forme e alle discipline societarie

previste in ordinamenti stranieri, criteri equivalenti in base ai quali possano considerarsi soddisfatti i

requisiti di trasparenza e di idoneità patrimoniale e organizzativa determinati nel presente articolo. 5. I

decreti di cui al comma 3 possono individuare Stati i cui ordinamenti presentino carenze particolarmente

gravi con riguardo ai profili indicati alle lettere b), c) e g) del medesimo comma 3. 6. Con proprio

regolamento la CONSOB detta criteri in base ai quali è consentito alle società italiane di cui all'articolo

119 e alle società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in misura rilevante ai sensi

dell'articolo 116 di controllare imprese aventi sede in uno degli Stati di cui al comma 5. A tal fine sono

prese in considerazione le ragioni di carattere imprenditoriale che motivano il controllo e l'esigenza di

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 181

assicurare la completa e corretta informazione societaria. 7. In caso di inottemperanza alle disposizioni

emanate ai sensi dei commi 5 e 6, la CONSOB può denunziare i fatti al tribunale ai fini dell'adozione

delle misure previste dall' articolo 2409 del codice civile. Art. 165-quater - (Obblighi delle società

italiane controllanti). - 1. Le società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui

all'articolo 119, e le società italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura

rilevante, ai sensi dell'articolo 116, le quali controllano società aventi sede legale in uno degli Stati

determinati con i decreti di cui all'articolo 165-ter, comma 3, allegano al proprio bilancio di esercizio o

bilancio consolidato, qualora siano tenute a predisporlo, il bilancio della società estera controllata, redatto

secondo i principi e le regole applicabili ai bilanci delle società italiane o secondo i principi contabili

internazionalmente riconosciuti. 2. Il bilancio della società estera controllata, allegato al bilancio della

società italiana ai sensi del comma 1, è sottoscritto dagli organi di amministrazione, dal direttore generale

e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di quest'ultima, che attestano la

veridicità e la correttezza della rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato

economico dell'esercizio. Al bilancio della società italiana è altresì allegato il parere espresso dall'organo

di controllo della medesima sul bilancio della società estera controllata. 3. Il bilancio della società italiana

controllante è corredato da una relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti fra la società

italiana e la società estera controllata, con particolare riguardo alle reciproche situazioni debitorie e

creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio si riferisce, compresa

la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o all'estero dai predetti soggetti. La

relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla redazione dei documenti

contabili societari. È allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo. 4. Il bilancio della società

estera controllata, allegato al bilancio della società italiana ai sensi del comma 1, è sottoposto a revisione

ai sensi dell'articolo 165 da parte della società incaricata della revisione del bilancio della società italiana;

ove la suddetta società di revisione non operi nello Stato in cui ha sede la società estera controllata, deve

avvalersi di altra idonea società di revisione, assumendo la responsabilità dell'operato di quest'ultima. Ove

la società italiana, non avendone l'obbligo, non abbia incaricato del controllo contabile una società di

revisione, deve comunque conferire tale incarico relativamente al bilancio della società estera controllata.

5. Il bilancio della società estera controllata, sottoscritto ai sensi del comma 2, con la relazione, i pareri ad

esso allegati e il giudizio espresso dalla società responsabile della revisione ai sensi del comma 4, sono

trasmessi alla CONSOB. - Art. 165-quinquies - (Obblighi delle società italiane collegate). - 1. Il bilancio

delle società italiane con azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e delle società

italiane emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116,

le quali siano collegate a società aventi sede legale in uno degli Stati determinati con i decreti di cui

all'articolo 165-ter, comma 3, è corredato da una relazione degli amministratori sui rapporti intercorrenti

fra la società italiana e la società estera collegata, con particolare riguardo alle reciproche situazioni

debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso dell'esercizio cui il bilancio si

riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari emessi in Italia o all'estero dai

predetti soggetti. La relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e dal dirigente preposto alla

redazione dei documenti contabili societari. È allegato ad essa il parere espresso dall'organo di controllo. -

Art. 165-sexies - (Obblighi delle società italiane controllate). - 1. Il bilancio delle società italiane con

azioni quotate in mercati regolamentati, di cui all'articolo 119, e delle società italiane emittenti strumenti

finanziari diffusi fra il pubblico in misura rilevante, ai sensi dell'articolo 116, ovvero che hanno ottenuto

rilevanti concessioni di credito, le quali siano controllate da società aventi sede legale in uno degli Stati

determinati con i decreti di cui all'articolo 165-ter, comma 3, è corredato da una relazione degli

amministratori sui rapporti intercorrenti fra la società italiana e la società estera controllante, nonché le

società da essa controllate o ad essa collegate o sottoposte a comune controllo, con particolare riguardo

alle reciproche situazioni debitorie e creditorie, e sulle operazioni compiute tra loro nel corso

dell'esercizio cui il bilancio si riferisce, compresa la prestazione di garanzie per gli strumenti finanziari

emessi in Italia o all'estero dai predetti soggetti. La relazione è altresì sottoscritta dal direttore generale e

dal dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. È allegato ad essa il parere

espresso dall'organo di controllo. - Art. 165-septies - (Poteri della CONSOB e disposizioni di attuazione).

- 1. La CONSOB esercita i poteri previsti dagli articoli 114 e 115, con le finalità indicate dall'articolo 91,

nei riguardi delle società italiane di cui alla presente sezione. Per accertare l'osservanza degli obblighi di

cui alla presente sezione da parte delle società italiane, può esercitare i medesimi poteri nei riguardi delle

società estere, previo consenso delle competenti autorità straniere, o chiedere l'assistenza o la

collaborazione di queste ultime, anche sulla base di accordi di cooperazione con esse. 2. La CONSOB

emana, con proprio regolamento, le disposizioni per l'attuazione della presente sezione”.

pag. 182 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

2. Dopo l'articolo 193 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, è

inserito il seguente: “Art. 193-bis - (Rapporti con società estere aventi sede legale in Stati che non

garantiscono la trasparenza societaria). - 1. Coloro che sottoscrivono il bilancio della società estera di

cui all'articolo 165-quater, comma 2, le relazioni e i pareri di cui agli articoli 165-quater, commi 2 e 3,

165-quinquies, comma 1, e 165-sexies, comma 1, e coloro che esercitano la revisione ai sensi dell'articolo

165-quater, comma 4, sono soggetti a responsabilità civile, penale e amministrativa secondo quanto

previsto in relazione al bilancio delle società italiane. 2. Salvo che il fatto costituisca reato, la violazione

degli obblighi derivanti dall'esercizio dei poteri attribuiti alla CONSOB dall'articolo 165-septies, comma

1, è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dall'articolo 193, comma 1”.

Art. 7

(Modifiche al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153)

2

1. …omissis… TITOLO II

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONFLITTI D'INTERESSI E DISCIPLINA

DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE

Capo I

Disposizioni in materia di conflitti d'interessi

Art. 8

(Concessione di credito in favore di azionisti e obbligazioni

degli esponenti bancari)

1. All'articolo 53 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto

legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. Le banche devono rispettare le condizioni indicate

dalla Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, per le attività di rischio nei confronti di: a)

soggetti che, direttamente o indirettamente, detengono una partecipazione rilevante o comunque il

controllo della banca o della società capogruppo; b) soggetti che sono in grado di nominare, anche sulla

base di accordi, uno o più componenti degli organi di amministrazione o controllo della banca o della

società capogruppo; c) coloro che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo presso la

banca o presso la società capogruppo; d) società controllate dai soggetti indicati nelle lettere a), b) e c) o

presso le quali gli stessi svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo; e) altri soggetti che

sono comunque collegati alla banca, secondo quanto stabilito dalla Banca d'Italia”;

b) dopo il comma 4, sono inseriti i seguenti: “4-bis. Le condizioni di cui al comma 4 sono

determinate tenuto conto: a) dell'entità del patrimonio della banca; b) dell'entità della partecipazione

eventualmente detenuta; c) dell'insieme delle attività di rischio del gruppo bancario nei confronti dei

soggetti di cui al comma 4 e degli altri soggetti ai medesimi collegati secondo quanto stabilito dalla

Banca d'Italia. 4-ter. La Banca d'Italia individua i casi in cui il mancato rispetto delle condizioni di cui al

comma 4 comporta la sospensione dei diritti amministrativi connessi con la partecipazione. 4-quater. La

Banca d'Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR, disciplina i conflitti d'interessi tra le banche e i

soggetti indicati nel comma 4, in relazione alle altre attività bancarie”.

2. All'articolo 136 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e

successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Per l'applicazione dei commi 1 e 2 rilevano

anche le obbligazioni intercorrenti con società controllate dai soggetti di cui ai medesimi commi o presso

le quali gli stessi soggetti svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, nonché con le

società da queste controllate o che le controllano o sono ad esse collegate”;

b) al comma 3, le parole: “dei commi 1 e 2” sono sostituite dalle seguenti: “dei commi 1, 2 e 2-

3

bis” . Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 183

[Art. 9

(Conflitti d'interessi nella gestione dei patrimoni di organismi d'investimento

collettivo del risparmio e di prodotti assicurativi e previdenziali

nonché nella gestione di portafogli su base individuale)

1. Il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, entro

sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi diretti a

disciplinare i conflitti d'interessi nella gestione dei patrimoni degli organismi d'investimento collettivo

del risparmio (OICR), dei prodotti assicurativi e di previdenza complementare e nelle gestioni su base

individuale di portafogli d'investimento per conto terzi, nel rispetto dei seguenti principi e criteri

direttivi: a) salvaguardia dell'interesse dei risparmiatori e dell'integrità del mercato finanziario mediante

la disciplina dei comportamenti nelle gestioni del risparmio;

b) limitazione dell'investimento dei patrimoni di OICR, di prodotti assicurativi e di previdenza

complementare nonché dei portafogli gestiti su base individuale per conto terzi in prodotti finanziari

emessi o collocati da società appartenenti allo stesso gruppo cui appartengono i soggetti che gestiscono

i suddetti patrimoni o portafogli ovvero, nel caso di prodotti di previdenza complementare, emessi anche

da alcuno dei soggetti sottoscrittori delle fonti istitutive;

c) limitazione dell'investimento dei patrimoni di OICR, di prodotti assicurativi e di previdenza

complementare, nonché dei portafogli gestiti su base individuale per conto terzi, di cui alla lettera b), in

prodotti finanziari emessi o collocati da società appartenenti a gruppi legati da significativi rapporti

di finanziamento con il soggetto che gestisce tali patrimoni o portafogli o con il gruppo al quale esso

appartiene;

d) previsione del limite per l'impiego di intermediari appartenenti al medesimo gruppo da

parte dei gestori dei patrimoni di OICR, di prodotti assicurativi e di previdenza complementare, nonché

dei portafogli gestiti su base individuale per conto terzi, di cui alla lettera b), per la negoziazione di

strumenti finanziari nello svolgimento dei servizi di gestione di cui al presente articolo, in misura non

superiore al 60 per cento del controvalore complessivo degli acquisti e delle vendite degli stessi;

e) salvo quanto disposto dalla lettera d), previsione dell'obbligo, a carico dei gestori dei

patrimoni di OICR, di prodotti assicurativi e di previdenza complementare, nonché dei portafogli gestiti

su base individuale per conto terzi, di cui alla lettera b), di motivare, sulla base delle condizioni

economiche praticate nonché dell'efficienza e della qualità dei servizi offerti, l'impiego di intermediari

appartenenti al medesimo gruppo per la negoziazione di strumenti finanziari nello svolgimento dei servizi

di gestione di cui al presente articolo, qualora superi il 30 per cento del controvalore complessivo degli

acquisti e delle vendite degli stessi;

f) previsione dell'obbligo, a carico dei gestori dei patrimoni di OICR, di prodotti assicurativi e

di previdenza complementare, nonché dei portafogli gestiti su base individuale per conto terzi, di cui alla

lettera b), di comunicare agli investitori la misura massima dell'impiego di intermediari appartenenti al

medesimo gruppo, da essi stabilita entro il limite di cui alla lettera d), all'atto della sottoscrizione di

quote di OICR, di prodotti assicurativi e di previdenza complementare ovvero all'atto del

conferimento dell'incarico di gestione su base individuale di portafogli d'investimento per conto terzi,

nonché ad ogni successiva variazione e comunque annualmente;

g) attribuzione del potere di dettare disposizioni di attuazione alla Commissione nazionale per

le società e la borsa (CONSOB), d'intesa con la Banca d'Italia per quanto riguarda gli OICR;

h) previsione di sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie, in caso di violazione delle

norme introdotte ai sensi del presente articolo, sulla base dei principi e criteri di cui alla presente legge,

nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzione e riservando le sanzioni accessorie ai casi di

maggiore gravità o di reiterazione dei comportamenti vietati;

2 Articolo abrogato dall’art. 4 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006.

3 L’art. 34-quater (Tutela del risparmio) del D.L. n. 4 del 10.1.2006, convertito in legge con modificazioni dalla L. n. 80 del

9.3.2006 (pubblicata in G.U. n. 59 dell’11.3.2006 e entrata in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione) così

dispone: “1. Le disposizioni di cui agli articoli 8, comma 2, 11, comma 2, lettere b) e c), e comma 3, limitatamente, in

quest'ultimo caso, ai prodotti assicurativi, e 25, comma 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, si applicano a decorrere dal 17

maggio 2006 ovvero, ove previste, dall'emanazione delle relative disposizioni di attuazione da parte della Commissione

nazionale per le società e la borsa (CONSOB) e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo

(ISVAP).”.

pag. 184 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

i) attribuzione del potere di irrogare le sanzioni previste dalla lettera h) alla CONSOB, d'intesa

con la Banca d'Italia;

l) riferimento, per la determinazione della nozione di gruppo, alla definizione di controllo

4

contenuta nell'articolo 93 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.]

[Art. 10

(Conflitti d'interessi nella prestazione dei servizi d'investimento)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 6, dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: “2-bis. La Banca d'Italia, d'intesa con

la CONSOB, disciplina i casi in cui, al fine di prevenire conflitti di interesse nella prestazione dei servizi

di investimento, anche rispetto alle altre attività svolte dal soggetto abilitato, determinate attività

debbano essere prestate da strutture distinte e autonome”;

b) all'articolo 190, dopo il comma 3, è inserito il seguente: “3-bis. I soggetti che svolgono

funzioni di amministrazione, direzione o controllo nei soggetti abilitati, i quali non osservano le

disposizioni previste dall'articolo 6, comma 2-bis, ovvero le disposizioni generali o particolari emanate

in base al medesimo comma dalla Banca d'Italia, sono puniti con la sanzione amministrativa pecuniaria

5

da cinquantamila euro a cinquecentomila euro”].

Capo II

Disposizioni in materia di circolazione

degli strumenti finanziari

Art. 11

(Circolazione in Italia di strumenti finanziari collocati presso

investitori professionali e obblighi informativi)

1. All'articolo 2412 del codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: “Al computo del limite di cui al primo comma

concorrono gli importi relativi a garanzie comunque prestate dalla società per obbligazioni emesse da

altre società, anche estere”.

b) il settimo comma è abrogato.

2. Al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 30, il comma 9 è sostituito dal seguente: “9. Il presente articolo si applica anche

ai prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari e dai prodotti finanziari emessi dalle imprese di

assicurazione, fermo restando l'obbligo di consegna del prospetto informativo”;

b) la lettera f) del comma 1 dell'articolo 100 è abrogata;

c) dopo l'articolo 100 è inserito il seguente: “Art. 100-bis - (Circolazione dei prodotti

finanziari) - 1. Nei casi di sollecitazione all'investimento di cui all'articolo 100, comma 1, lettera a), e di

successiva circolazione in Italia di prodotti finanziari, anche emessi all'estero, gli investitori professionali

che li trasferiscono, fermo restando quanto previsto ai sensi dell'articolo 21, rispondono della solvenza

dell'emittente nei confronti degli acquirenti che non siano investitori professionali, per la durata di un

anno dall'emissione. Resta fermo quanto stabilito dall' articolo 2412, secondo comma, del codice civile. 2.

Il comma 1 non si applica se l'intermediario consegna un documento informativo contenente le

informazioni stabilite dalla CONSOB agli acquirenti che non siano investitori professionali, anche

qualora la vendita avvenga su richiesta di questi ultimi. Spetta all'intermediario l'onere della prova di aver

adempiuto agli obblighi indicati dal presente comma”;

4 Articolo abrogato dall’art. 10, comma 6, della L. n. 13 del 6.2.2007 (Legge comunitaria 2006).

5 Articolo abrogato dall’art. 10, comma 6, della L. n. 13 del 6.2.2007 (Legge comunitaria 2006).

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 185

d) all'articolo 118, il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. L'articolo 116 non si applica agli

strumenti finanziari emessi dalle banche, diversi dalle azioni o dagli strumenti finanziari che permettono

6

di acquisire o sottoscrivere azioni” .

3. Nella parte II, titolo II, capo II, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.

58, e successive modificazioni, dopo l'articolo 25 è aggiunto il seguente: “Art. 25-bis - (Prodotti

finanziari emessi da banche e da imprese di assicurazione). - 1. Gli articoli 21 e 23 si applicano alla

sottoscrizione e al collocamento di prodotti finanziari emessi da banche nonché, in quanto compatibili, da

imprese di assicurazione. 2. In relazione ai prodotti di cui al comma 1 e nel perseguimento delle finalità di

cui all'articolo 5, comma 3, la CONSOB esercita sui soggetti abilitati e sulle imprese di assicurazione i

poteri di vigilanza regolamentare, informativa e ispettiva di cui all'articolo 6, comma 2, all'articolo 8,

commi 1 e 2, e all'articolo 10, comma 1, nonché i poteri di cui all'articolo 7, comma 1. 3. Il collegio

sindacale, il consiglio di sorveglianza o il comitato per il controllo sulla gestione delle imprese di

assicurazione informa senza indugio la CONSOB di tutti gli atti o i fatti, di cui venga a conoscenza

nell'esercizio dei propri compiti, che possano costituire una violazione delle norme di cui al presente capo

ovvero delle disposizioni generali o particolari emanate dalla CONSOB ai sensi del comma 2. 4. Le

società incaricate della revisione contabile delle imprese di assicurazione comunicano senza indugio alla

CONSOB gli atti o i fatti, rilevati nello svolgimento dell'incarico, che possano costituire una grave

violazione delle norme di cui al presente capo ovvero delle disposizioni generali o particolari emanate

dalla CONSOB ai sensi del comma 2. 5. I commi 3 e 4 si applicano anche all'organo che svolge funzioni

di controllo e alle società incaricate della revisione contabile presso le società che controllano l'impresa di

assicurazione o che sono da queste controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile. 6. L'ISVAP e

la CONSOB si comunicano reciprocamente le ispezioni da ciascuna disposte sulle imprese di

assicurazione. Ciascuna autorità può chiedere all'altra di svolgere accertamenti su aspetti di propria

7 .

competenza” Art. 12

(Attuazione della direttiva 2003/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003,

relativa al prospetto da pubblicare per l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti

finanziari e che modifica la direttiva 2001/34/CE)

1. Il Governo è delegato ad adottare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, su

proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore

della presente legge, un decreto legislativo recante le norme per il recepimento della direttiva 2003/71/CE

del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, relativa al prospetto da pubblicare per

l'offerta pubblica o l'ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari e che modifica la direttiva

2001/34/CE, di seguito denominata "direttiva".

2. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al comma 1, il

Governo, nel rispetto dei principi e criteri direttivi previsti dal comma 3, e con la procedura stabilita per il

decreto legislativo di cui al comma 1, può emanare disposizioni correttive e integrative del medesimo

decreto legislativo, anche per tenere conto delle misure di esecuzione adottate dalla Commissione europea

secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2, della direttiva.

3. Con i decreti legislativi di cui ai commi 1 e 2 sono apportate al testo unico di cui al decreto

legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni, le modifiche e le integrazioni necessarie

6 L’art. 34-quater (Tutela del risparmio) del D.L. n. 4 del 10.1.2006, convertito in legge con modificazioni dalla L. n. 80 del

9.3.2006 (pubblicata in G.U. n. 59 dell’11.3.2006 e entrata in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione) così dispone:

“1. Le disposizioni di cui agli articoli 8, comma 2, 11, comma 2, lettere b) e c), e comma 3, limitatamente, in quest'ultimo caso, ai

prodotti assicurativi, e 25, comma 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, si applicano a decorrere dal 17 maggio 2006 ovvero,

ove previste, dall'emanazione delle relative disposizioni di attuazione da parte della Commissione nazionale per le società e la

borsa (CONSOB) e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP).”.

7 L’art. 34-quater (Tutela del risparmio) del D.L. n. 4 del 10.1.2006, convertito in legge con modificazioni dalla L. n. 80 del

9.3.2006 (pubblicata in G.U. n. 59 dell’11.3.2006 e entrata in vigore il giorno successivo a quello di pubblicazione) così dispone:

“1. Le disposizioni di cui agli articoli 8, comma 2, 11, comma 2, lettere b) e c), e comma 3, limitatamente, in quest'ultimo caso, ai

prodotti assicurativi, e 25, comma 2, della legge 28 dicembre 2005, n. 262, si applicano a decorrere dal 17 maggio 2006 ovvero,

ove previste, dall'emanazione delle relative disposizioni di attuazione da parte della Commissione nazionale per le società e la

borsa (CONSOB) e dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (ISVAP).”.

pag. 186 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

al corretto e integrale recepimento della direttiva e delle relative misure di esecuzione nell'ordinamento

nazionale, mantenendo, ove possibile, le ipotesi di conferimento di poteri regolamentari ivi contemplate; i

decreti tengono inoltre conto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) adeguare alla normativa comunitaria la disciplina dell'offerta al pubblico dei prodotti

finanziari diversi dagli strumenti finanziari come definiti, rispettivamente, dall'articolo 1, comma 1,

lettera u), e comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;

b) individuare nella CONSOB l'Autorità nazionale competente in materia;

c) prevedere che la CONSOB, al fine di assicurare l'efficienza del procedimento di approvazione

del prospetto informativo da pubblicare in caso di offerta pubblica di titoli di debito bancari non destinati

alla negoziazione in un mercato regolamentato, stipuli accordi di collaborazione con la Banca d'Italia;

d) assicurare la conformità della disciplina esistente in materia di segreto d'ufficio alla direttiva;

e) disciplinare i rapporti con le Autorità estere anche con riferimento ai poteri cautelari

esercitabili;

f) individuare, anche mediante l'attribuzione alla CONSOB di compiti regolamentari, da

esercitare in conformità alla direttiva e alle relative misure di esecuzione dettate dalla Commissione

europea: 1) i tipi di offerta a cui non si applica l'obbligo di pubblicare un prospetto nonché i tipi di

strumenti finanziari alla cui offerta al pubblico ovvero alla cui ammissione alla negoziazione non si

applica l'obbligo di pubblicare un prospetto;

2) le condizioni alle quali il collocamento tramite intermediari ovvero la successiva

rivendita di strumenti finanziari oggetto di offerte a cui non si applica l'obbligo di pubblicare un prospetto

siano da assoggettare a detto obbligo;

g) prevedere che il prospetto e i supplementi approvati nello Stato membro d'origine siano validi

per l'offerta al pubblico o per l'ammissione alla negoziazione in Italia;

h) prevedere, nei casi contemplati dalla direttiva, il diritto dell'investitore di revocare la propria

accettazione, comunque essa sia denominata, stabilendo per detta revoca un termine non inferiore a due

giorni lavorativi, prevedendo inoltre la responsabilità dell'intermediario responsabile del collocamento in

presenza di informazioni false o di omissioni idonee a influenzare le decisioni d'investimento di un

investitore ragionevole;

i) prevedere i criteri in base ai quali la CONSOB può autorizzare determinate persone fisiche e

piccole e medie imprese ad essere considerate investitori qualificati ai fini dell'esenzione delle offerte

rivolte unicamente a investitori qualificati dall'obbligo di pubblicare un prospetto;

l) prevedere una disciplina concernente la responsabilità civile per le informazioni contenute nel

prospetto;

m) prevedere che la CONSOB, con riferimento all'approvazione del prospetto, verifichi la

completezza delle informazioni nello stesso contenute, nonché la coerenza e la comprensibilità delle

informazioni fornite;

n) conferire alla CONSOB il potere di disciplinare con regolamenti, in conformità alla direttiva

e alle relative misure di esecuzione dettate dalla Commissione europea, anche le seguenti materie:

1) impiego delle lingue nel prospetto con individuazione dei casi in cui la nota di sintesi

deve essere redatta in lingua italiana;

2) obbligo di depositare presso la CONSOB un documento concernente le informazioni che

gli emittenti hanno pubblicato o reso disponibili al pubblico nel corso di un anno;

3) condizioni per il trasferimento dell'approvazione di un prospetto all'Autorità competente

di un altro Stato membro;

4) casi nei quali sono richieste la pubblicazione del prospetto anche in forma elettronica e la

pubblicazione di un avviso il quale precisi in che modo il prospetto è stato reso disponibile e dove può

essere ottenuto dal pubblico;

o) avvalersi della facoltà di autorizzare la CONSOB a delegare compiti a società di gestione del

mercato, nel rispetto dei principi stabiliti dalla direttiva;

p) fatte salve le sanzioni penali già previste per il falso in prospetto, prevedere, per la violazione

dell'obbligo di pubblicare il prospetto, sanzioni amministrative pecuniarie di importo non inferiore a un

quarto del controvalore offerto e fino ad un massimo di due volte il controvalore stesso e, ove

quest'ultimo non sia determinabile, di importo minimo di centomila euro e massimo di due milioni di

euro; prevedere, per le altre violazioni della normativa interna e comunitaria, sanzioni amministrative

pecuniarie da cinquemila euro a cinquecentomila euro; escludere l'applicabilità dell'articolo 16 della legge

24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni; prevedere la pubblicità delle sanzioni salvo che, a

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 187

giudizio della CONSOB, la pubblicazione possa turbare gravemente i mercati o arrecare un danno

sproporzionato; prevedere sanzioni accessorie di natura interdittiva;

q) attribuire alla CONSOB il relativo potere sanzionatorio, da esercitare secondo procedure che

salvaguardino il diritto di difesa, e prevedere, ove le violazioni siano commesse da persone giuridiche, la

responsabilità di queste ultime, con obbligo di regresso verso le persone fisiche responsabili delle

violazioni. Capo III

Altre disposizioni in materia di servizi bancari, tutela degli investitori,

disciplina dei promotori finanziari e dei mercati regolamentati e informazione societaria

Art. 13

(Pubblicità del tasso effettivo globale medio degli interessi

praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari)

1. Al comma 1 dell'articolo 116 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.

385, dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Per le operazioni di finanziamento, comunque

denominate, è pubblicizzato il tasso effettivo globale medio computato secondo le modalità stabilite a

norma dell'articolo 122”. Art. 14

(Modifiche al testo unico delle disposizioni in materia di

intermediazione finanziaria)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

[a) all'articolo 21, comma 1, lettera a), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “I soggetti

abilitati classificano, sulla base di criteri generali minimi definiti con regolamento dalla CONSOB, che a

tale fine può avvalersi della collaborazione delle associazioni maggiormente rappresentative dei soggetti

abilitati e del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, di cui alla legge 30 luglio 1998, n. 281,

il grado di rischiosità dei prodotti finanziari e delle gestioni di portafogli d'investimento e rispettano il

principio dell'adeguatezza fra le operazioni consigliate agli investitori, o effettuate per conto di essi, e il

profilo di ciascun cliente, determinato sulla base della sua esperienza in materia di investimenti in

prodotti finanziari, della sua situazione finanziaria, dei suoi obiettivi d'investimento e della sua

propensione al rischio, salve le diverse disposizioni espressamente impartite dall'investitore medesimo in

forma scritta, ovvero anche mediante comunicazione telefonica o con l'uso di strumenti telematici, purché

siano adottate procedure che assicurino l'accertamento della provenienza e la conservazione della

8

documentazione dell'ordine” ] ;

b) all'articolo 31:

1) il comma 4 è sostituito dal seguente: “4. È istituito l'albo unico dei promotori

finanziari, articolato in sezioni territoriali. Alla tenuta dell'albo provvede un organismo costituito dalle

associazioni professionali rappresentative dei promotori e dei soggetti abilitati. L'organismo ha

personalità giuridica ed è ordinato in forma di associazione, con autonomia organizzativa e statutaria, nel

rispetto del principio di articolazione territoriale delle proprie strutture e attività. Nell'ambito della propria

autonomia finanziaria l'organismo determina e riscuote i contributi e le altre somme dovute dagli iscritti e

dai richiedenti l'iscrizione, nella misura necessaria per garantire lo svolgimento delle proprie attività. Esso

provvede all'iscrizione all'albo, previa verifica dei necessari requisiti, e svolge ogni altra attività

necessaria per la tenuta dell'albo. L'organismo opera nel rispetto dei principi e dei criteri stabiliti con

regolamento dalla CONSOB, e sotto la vigilanza della medesima”;

2) al comma 5, secondo periodo, le parole: “indette dalla CONSOB” sono soppresse;

3) il comma 6 è sostituito dal seguente: “6. La CONSOB determina, con regolamento, i

principi e i criteri relativi: a) alla formazione dell'albo previsto dal comma 4 e alle relative forme di

pubblicità; b) ai requisiti di rappresentatività delle associazioni professionali dei promotori finanziari e dei

soggetti abilitati; c) all'iscrizione all'albo previsto dal comma 4 e alle cause di sospensione, di radiazione e

di riammissione; d) alle cause di incompatibilità; e) ai provvedimenti cautelari e alle sanzioni disciplinati,

rispettivamente, dagli articoli 55 e 196 e alle violazioni cui si applicano le sanzioni previste dallo stesso

8 comunitaria 2006).

Lettera abrogata dall’art. 10, comma 6, della L. n. 13 del 6.2.2007 (Legge

pag. 188 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

articolo 196, comma 1; f) all'esame, da parte della stessa CONSOB, dei reclami contro le delibere

dell'organismo di cui al comma 4, relative ai provvedimenti indicati alla lettera c); g) alle regole di

presentazione e di comportamento che i promotori finanziari devono osservare nei rapporti con la

clientela; h) alle modalità di tenuta della documentazione concernente l'attività svolta dai promotori

finanziari; i) all'attività dell'organismo di cui al comma 4 e alle modalità di esercizio della vigilanza da

parte della stessa CONSOB; l) alle modalità di aggiornamento professionale dei promotori finanziari”;

c) all'articolo 62:

1) dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. Qualora le azioni della società di

gestione siano quotate in un mercato regolamentato, il regolamento di cui al comma 1 è deliberato dal

consiglio di amministrazione della società medesima”;

2) dopo il comma 2 è inserito il seguente: “2-bis. Il regolamento può stabilire che le

azioni di società controllanti, il cui attivo sia prevalentemente composto dalla partecipazione, diretta o

indiretta, in una o più società con azioni quotate in mercati regolamentati, vengano negoziate in segmento

distinto del mercato”;

3) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: “3-bis. La CONSOB determina con proprio

regolamento: a) i criteri di trasparenza contabile e di adeguatezza della struttura organizzativa e del

sistema dei controlli interni che le società controllate, costituite e regolate dalla legge di Stati non

appartenenti all'Unione europea, devono rispettare affinché le azioni della società controllante possano

essere quotate in un mercato regolamentato italiano. Si applica la nozione di controllo di cui all'articolo

93; b) le condizioni in presenza delle quali non possono essere quotate le azioni di società controllate

sottoposte all'attività di direzione e coordinamento di altra società; c) i criteri di trasparenza e i limiti per

l'ammissione alla quotazione sul mercato mobiliare italiano delle società finanziarie, il cui patrimonio è

costituito esclusivamente da partecipazioni”;

d) all'articolo 64:

1) al comma 1, lettera c), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e comunica

immediatamente le proprie decisioni alla CONSOB; l'esecuzione delle decisioni di ammissione e di

esclusione è sospesa finché non sia decorso il termine indicato al comma 1-bis, lettera a)”;

2) dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: “1-bis. La CONSOB: a) può vietare

l'esecuzione delle decisioni di ammissione e di esclusione ovvero ordinare la revoca di una decisione di

sospensione degli strumenti finanziari e degli operatori dalle negoziazioni, entro cinque giorni dal

ricevimento della comunicazione di cui al comma 1, lettera c), se, sulla base degli elementi informativi in

suo possesso, ritiene la decisione contraria alle finalità di cui all'articolo 74, comma 1; b) può chiedere

alla società di gestione tutte le informazioni che ritenga utili per i fini di cui alla lettera a); c) può chiedere

alla società di gestione l'esclusione o la sospensione degli strumenti finanziari e degli operatori dalle

negoziazioni. 1-ter. L'ammissione, l'esclusione e la sospensione dalle negoziazioni degli strumenti

finanziari emessi da una società di gestione in un mercato da essa gestito sono disposte dalla CONSOB.

In tali casi, la CONSOB determina le modificazioni da apportare al regolamento del mercato per

assicurare la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, nonché per

regolare le ipotesi di conflitto d'interessi. L'ammissione dei suddetti strumenti è subordinata

all'adeguamento del regolamento del relativo mercato”;

e) all'articolo 74, dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. La CONSOB vigila sul

rispetto delle disposizioni del regolamento del mercato, relative agli strumenti finanziari di cui all'articolo

64, comma 1-ter, da parte della società di gestione”;

f) all'articolo 94 è aggiunto, in fine, il seguente comma: “5-bis. La CONSOB determina quali

strumenti o prodotti finanziari, quotati in mercati regolamentati ovvero diffusi fra il pubblico ai sensi

dell'articolo 116 e individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri

qualificativi, devono avere un contenuto tipico determinato”;

g) all'articolo 114:

1) il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. La CONSOB può, anche in via generale,

richiedere ai soggetti indicati nel comma 1, ai componenti degli organi di amministrazione e controllo e ai

dirigenti, nonché ai soggetti che detengono una partecipazione rilevante ai sensi dell'articolo 120 o che

partecipano a un patto previsto dall'articolo 122 che siano resi pubblici, con le modalità da essa stabilite,

notizie e documenti necessari per l'informazione del pubblico. In caso di inottemperanza, la CONSOB

provvede direttamente a spese del soggetto inadempiente”;

2) il comma 8 è sostituito dal seguente: “8. I soggetti che producono o diffondono

ricerche o valutazioni, con l'esclusione delle società di rating, riguardanti gli strumenti finanziari indicati

all'articolo 180, comma 1, lettera a), o gli emittenti di tali strumenti, nonché i soggetti che producono o

diffondono altre informazioni che raccomandano o propongono strategie di investimento destinate ai

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 189

canali di divulgazione o al pubblico, devono presentare l'informazione in modo corretto e comunicare

l'esistenza di ogni loro interesse o conflitto di interessi riguardo agli strumenti finanziari cui

l'informazione si riferisce”;

h) all'articolo 115:

1) al comma 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente: “b) assumere notizie, anche

mediante la loro audizione, dai componenti degli organi sociali, dai direttori generali, dai dirigenti

preposti alla redazione dei documenti contabili societari e dagli altri dirigenti, dalle società di revisione,

dalle società e dai soggetti indicati nella lettera a)”;

2) al comma 1, lettera c), le parole: “nella lettera a)” sono sostituite dalle seguenti: “nelle

lettere a) e b), al fine di controllare i documenti aziendali e di acquisirne copia”;

3) al comma 2, le parole: “dalle lettere a) e b)” sono sostituite dalle seguenti: “dalle lettere

a), b) e c)”;

i) dopo l'articolo 117 sono inseriti i seguenti: “Art. 117-bis - (Fusioni fra società con azioni

quotate e società con azioni non quotate). - 1. Sono assoggettate alle disposizioni dell'articolo 113 le

operazioni di fusione nelle quali una società con azioni non quotate viene incorporata in una società con

azioni quotate, quando l'entità degli attivi di quest'ultima, diversi dalle disponibilità liquide e dalle attività

finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, sia significativamente inferiore alle attività della

società incorporata. 2. Fermi restando i poteri previsti dall'articolo 113, comma 2, la CONSOB, con

proprio regolamento, stabilisce disposizioni specifiche relative alle operazioni di cui al comma 1 del

presente articolo. Art. 117-ter - (Disposizioni in materia di finanza etica). - 1. La CONSOB, previa

consultazione con tutti i soggetti interessati e sentite le Autorità di vigilanza competenti, determina con

proprio regolamento gli specifici obblighi di informazione e di rendicontazione cui sono tenuti i soggetti

abilitati e le imprese di assicurazione che promuovono prodotti e servizi qualificati come etici o

socialmente responsabili”;

l) nella parte IV, titolo III, capo I, dopo l'articolo 118 è aggiunto il seguente: “Art. 118-bis -

(Riesame delle informazioni fornite al pubblico). - 1. La CONSOB stabilisce con regolamento le modalità

e i termini per il riesame periodico delle informazioni comunicate al pubblico ai sensi di legge, comprese

le informazioni contenute nei documenti contabili, dagli emittenti quotati”;

m) nella parte IV, titolo III, capo II, dopo l'articolo 124 è inserita la seguente sezione: “Sezione

I-bis. - Informazioni sull'adesione a codici di comportamento. - Art. 124-bis - (Obblighi di informazione

relativi ai codici di comportamento). - 1. Le società di cui al presente capo diffondono annualmente, nei

termini e con le modalità stabiliti dalla CONSOB, informazioni sull'adesione a codici di comportamento

promossi da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria degli operatori e

sull'osservanza degli impegni a ciò conseguenti, motivando le ragioni dell'eventuale inadempimento. Art.

124-ter - (Vigilanza sull'informazione relativa ai codici di comportamento). - 1. La CONSOB, negli

ambiti di propria competenza, stabilisce le forme di pubblicità cui sono sottoposti i codici di

comportamento promossi da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria

degli operatori, vigila sulla veridicità delle informazioni riguardanti l'adempimento degli impegni assunti,

diffuse dai soggetti che vi abbiano aderito, e irroga le corrispondenti sanzioni in caso di violazione”;

n) nella parte IV, titolo III, capo II, dopo l'articolo 154 è inserita la seguente sezione: “Sezione

V-bis. - Redazione dei documenti contabili societari. - Art. 154-bis - (Dirigente preposto alla redazione

dei documenti contabili societari). - 1. Lo statuto prevede le modalità di nomina di un dirigente preposto

alla redazione dei documenti contabili societari, previo parere obbligatorio dell'organo di controllo. 2. Gli

atti e le comunicazioni della società previste dalla legge o diffuse al mercato, contenenti informazioni e

dati sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della stessa società, sono accompagnati da una

dichiarazione scritta del direttore generale e del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili

societari, che ne attestano la corrispondenza al vero. 3. Il dirigente preposto alla redazione dei documenti

contabili societari predispone adeguate procedure amministrative e contabili per la predisposizione del

bilancio di esercizio e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di

carattere finanziario. 4. Al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari devono

essere conferiti adeguati poteri e mezzi per l'esercizio dei compiti attribuiti ai sensi del presente articolo.

5. Gli organi amministrativi delegati e il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili

societari attestano con apposita relazione, allegata al bilancio di esercizio e, ove previsto, al bilancio

consolidato, l'adeguatezza e l'effettiva applicazione delle procedure di cui al comma 3 nel corso

dell'esercizio cui si riferisce il bilancio, nonché la corrispondenza del bilancio alle risultanze dei libri e

delle scritture contabili. L'attestazione è resa secondo il modello stabilito con regolamento dalla

CONSOB. 6. Le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori si applicano anche ai

pag. 190 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, in relazione ai compiti loro spettanti,

salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la società”;

o) all'articolo 190, comma 2, dopo la lettera d), è aggiunta la seguente: “d-bis) ai soggetti che

svolgono funzioni di amministrazione o di direzione e ai dipendenti delle imprese di assicurazione, nel

caso in cui non osservino le disposizioni previste dall'articolo 25-bis, commi 1 e 2”;

p) all'articolo 191, al comma 1, le parole: “comma 1” sono sostituite dalle seguenti: “commi 1

e 5-bis”; q) all'articolo 193, il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Nei confronti di società, enti o

associazioni tenuti a effettuare le comunicazioni previste dagli articoli 113, 114 e 115 è applicabile la

sanzione amministrativa pecuniaria da cinquemila a cinquecentomila euro per l'inosservanza delle

disposizioni degli articoli medesimi o delle relative disposizioni applicative. Si applica il disposto

dell'articolo 190, comma 3. Se le comunicazioni sono dovute da una persona fisica, in caso di violazione

la sanzione si applica nei confronti di quest'ultima”.

Art. 15

(Responsabilità dei dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari)

1. Al codice civile sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 2434, dopo le parole: "dei direttori generali" sono inserite le seguenti: ", dei

dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari";

b) all'articolo 2635, primo comma, dopo le parole: "i direttori generali," sono inserite le seguenti:

"i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari,";

c) all'articolo 2638, commi primo e secondo, dopo le parole: "i direttori generali," sono inserite

le seguenti: "i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari,".

2. All'articolo 50-bis, primo comma, numero 5), del codice di procedura civile, dopo le parole: "i

direttori generali" sono inserite le seguenti: ", i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili

societari".

3. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 32-bis, primo comma, le parole: "e direttore generale" sono sostituite dalle

seguenti: ", direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari";

b) all'articolo 35-bis, primo comma, le parole: "e direttore generale" sono sostituite dalle

seguenti: ", direttore generale e dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari";

c) all'articolo 622, secondo comma, dopo le parole: "direttori generali," sono inserite le seguenti:

"dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari,".

Art. 16

(Informazione al mercato in materia di attribuzione di azioni a esponenti aziendali,

dipendenti o collaboratori)

1. Dopo l'articolo 114 del testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e

successive modificazioni, è inserito il seguente: “Art. 114-bis - (Informazione al mercato in materia di

attribuzione di azioni a esponenti aziendali, dipendenti o collaboratori). - 1. I piani di compensi basati su

azioni o strumenti finanziari a favore di componenti del consiglio di amministrazione ovvero del

consiglio di gestione, di dipendenti o di collaboratori non legati alla società da rapporti di lavoro

subordinato, ovvero di componenti del consiglio di amministrazione ovvero del consiglio di gestione, di

dipendenti o di collaboratori di altre società controllanti o controllate sono approvati dall'assemblea dei

soci. Almeno quindici giorni prima dell'esecuzione dei piani sono rese pubbliche, mediante invio di un

comunicato alla CONSOB, alla società di gestione del mercato, che lo mette immediatamente a

disposizione del pubblico, e ad almeno due agenzie di stampa, le informazioni concernenti: a) le ragioni

che motivano l'adozione del piano; b) i soggetti destinatari del piano; c) le modalità e le clausole di

attuazione del piano, specificando se la sua attuazione è subordinata al verificarsi di condizioni e, in

particolare, al conseguimento di risultati determinati; d) l'eventuale sostegno del piano da parte del Fondo

speciale per l'incentivazione della partecipazione dei lavoratori nelle imprese, di cui all'articolo 4, comma

112, della legge 24 dicembre 2003, n. 350; e) le modalità per la determinazione dei prezzi o dei criteri per

la determinazione dei prezzi per la sottoscrizione o per l'acquisto delle azioni; f) i vincoli di disponibilità

gravanti sulle azioni ovvero sui diritti di opzione attribuiti, con particolare riferimento ai termini entro i

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 191

quali sia consentito o vietato il successivo trasferimento alla stessa società o a terzi. 2. Le disposizioni del

presente articolo si applicano anche agli emittenti strumenti finanziari diffusi fra il pubblico in misura

rilevante ai sensi dell'articolo 116. 3. La CONSOB definisce con proprio regolamento: a) le informazioni,

relative agli elementi indicati nel comma 1, che devono essere fornite in relazione alle varie modalità di

realizzazione del piano, prevedendo informazioni più dettagliate per piani di particolare rilevanza; b)

cautele volte ad evitare che i piani di cui al comma 1 inducano comportamenti contrastanti con l'interesse

della società, anche disciplinando i criteri per la fissazione del prezzo delle azioni e degli altri strumenti

finanziari, le modalità e i termini per l'esercizio dei diritti che essi attribuiscono, i limiti alla loro

circolazione”. Art. 17

(Disposizioni in materia di mediatori creditizi)

1. I mediatori creditizi iscritti all'albo di cui all'articolo 16 della legge 7 marzo 1996, n. 108,

possono svolgere anche l'attività di mediazione e consulenza nella gestione del recupero dei crediti da

parte delle banche o di intermediari finanziari di cui all'articolo 107 del testo unico di cui al decreto

legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni.

TITOLO III

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI REVISIONE DEI CONTI

Art. 18

(Modifiche alla disciplina relativa alla revisione dei conti)

1. Al testo unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 116, comma 2, dopo la parola: “156,” è inserita la seguente: “160”;

b) l'articolo 159 è sostituito dal seguente: “Art. 159 - (Conferimento e revoca dell'incarico). -

1. L'assemblea, in occasione dell'approvazione del bilancio o della convocazione annuale prevista dall'

articolo 2364-bis, secondo comma, del codice civile, conferisce l'incarico di revisione del bilancio di

esercizio e del bilancio consolidato ad una società di revisione iscritta nell'albo speciale previsto

dall'articolo 161 determinandone il compenso, previo parere del collegio sindacale. 2. L'assemblea revoca

l'incarico, previo parere dell'organo di controllo, quando ricorra una giusta causa, provvedendo

contestualmente a conferire l'incarico ad altra società di revisione secondo le modalità di cui al comma 1.

Non costituisce giusta causa di revoca la divergenza di opinioni rispetto a valutazioni contabili o a

procedure di revisione. Le funzioni di controllo contabile continuano ad essere esercitate dalla società

revocata fino a quando la deliberazione di conferimento dell'incarico non sia divenuta efficace ovvero

fino al conferimento d'ufficio da parte della CONSOB. 3. Alle deliberazioni previste dai commi 1 e 2

adottate dall'assemblea delle società in accomandita per azioni con azioni quotate in mercati

regolamentati si applica l' articolo 2459 del codice civile. 4. L'incarico ha durata di sei esercizi, è

rinnovabile una sola volta e non può essere rinnovato se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di

cessazione del precedente. In caso di rinnovo il responsabile della revisione deve essere sostituito con

altro soggetto. 5. Le deliberazioni previste dai commi 1 e 2 sono trasmesse alla CONSOB entro il termine

fissato ai sensi del comma 7, lettera b). La CONSOB, entro venti giorni dalla data di ricevimento della

deliberazione di conferimento dell'incarico, può vietarne l'esecuzione qualora accerti l'esistenza di una

causa di incompatibilità, ovvero qualora rilevi che la società cui è affidato l'incarico non è tecnicamente

idonea ad esercitarlo, in relazione alla sua organizzazione ovvero al numero degli incarichi già assunti.

Entro venti giorni dalla data di ricevimento della deliberazione di revoca, la CONSOB può vietarne

l'esecuzione qualora rilevi la mancanza di una giusta causa. Le deliberazioni di conferimento e di revoca

dell'incarico hanno effetto dalla scadenza dei termini di cui, rispettivamente, al secondo e al terzo periodo,

qualora la CONSOB non ne abbia vietata l'esecuzione. 6. La CONSOB dispone d'ufficio la revoca

dell'incarico di revisione contabile qualora rilevi una causa di incompatibilità ovvero qualora siano state

accertate gravi irregolarità nello svolgimento dell'attività di revisione, anche in relazione ai princìpi e

criteri di revisione stabiliti ai sensi dell'articolo 162, comma 2, lettera a). Il provvedimento di revoca è

notificato alla società di revisione e comunicato immediatamente alla società interessata, con l'invito alla

società medesima a deliberare il conferimento dell'incarico ad altra società di revisione, secondo le

disposizioni del comma 1, entro trenta giorni dalla data di ricevimento della comunicazione. Qualora la

deliberazione non sia adottata entro tale termine, la CONSOB provvede d'ufficio al conferimento

pag. 192 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

dell'incarico entro trenta giorni. Le funzioni di controllo contabile continuano ad essere esercitate dalla

società revocata fino a quando la deliberazione di conferimento dell'incarico non sia divenuta efficace

ovvero fino al provvedimento della CONSOB. 7. La CONSOB stabilisce con regolamento: a) i criteri

generali per la determinazione del corrispettivo per l'incarico di revisione contabile. La corresponsione

del compenso non può comunque essere subordinata ad alcuna condizione relativa all'esito della

revisione, né la misura di esso può dipendere in alcun modo dalla prestazione di servizi aggiuntivi da

parte della società di revisione; b) la documentazione da inviare unitamente alle deliberazioni previste dai

commi 1 e 2, le modalità e i termini di trasmissione; c) le modalità e i termini per l'adozione e la

comunicazione agli interessati dei provvedimenti da essa assunti; d) i termini entro i quali gli

amministratori o i membri del consiglio di gestione depositano presso il registro delle imprese le

deliberazioni e i provvedimenti indicati ai commi 1, 2, 5 e 6. 8. Non si applica l'articolo 2409-quater del

codice civile”;

c) all'articolo 160, il comma 1 è sostituito dai seguenti: “1. Al fine di assicurare l'indipendenza

della società e del responsabile della revisione, l'incarico non può essere conferito a società di revisione

che si trovino in una delle situazioni di incompatibilità stabilite con regolamento dalla CONSOB. 1-bis.

Con il regolamento adottato ai sensi del comma 1, la CONSOB individua altresì i criteri per stabilire

l'appartenenza di un'entità alla rete di una società di revisione, costituita dalla struttura più ampia cui

appartiene la società stessa e che si avvale della medesima denominazione o attraverso la quale vengono

condivise risorse professionali, e comprendente comunque le società che controllano la società di

revisione, le società che sono da essa controllate, ad essa collegate o sottoposte con essa a comune

controllo; determina le caratteristiche degli incarichi e dei rapporti che possono compromettere

l'indipendenza della società di revisione; stabilisce le forme di pubblicità dei compensi che la società di

revisione e le entità appartenenti alla sua rete hanno percepito, distintamente, per incarichi di revisione e

per la prestazione di altri servizi, indicati per tipo o categoria. Può stabilire altresì prescrizioni e

raccomandazioni, rivolte alle società di revisione, per prevenire la possibilità che gli azionisti di queste o

delle entità appartenenti alla loro rete nonché i soggetti che svolgono funzioni di amministrazione,

direzione e controllo presso le medesime intervengano nell'esercizio dell'attività di revisione in modo tale

da compromettere l'indipendenza e l'obiettività delle persone che la effettuano. 1-ter. La società di

revisione e le entità appartenenti alla rete della medesima, i soci, gli amministratori, i componenti degli

organi di controllo e i dipendenti della società di revisione stessa e delle società da essa controllate, ad

essa collegate o che la controllano o sono sottoposte a comune controllo non possono fornire alcuno dei

seguenti servizi alla società che ha conferito l'incarico di revisione e alle società da essa controllate o che

la controllano o sono sottoposte a comune controllo: a) tenuta dei libri contabili e altri servizi relativi alle

registrazioni contabili o alle relazioni di bilancio; b) progettazione e realizzazione dei sistemi informativi

contabili; c) servizi di valutazione e stima ed emissione di pareri pro veritate; d) servizi attuariali; e)

gestione esterna dei servizi di controllo interno; f) consulenza e servizi in materia di organizzazione

aziendale diretti alla selezione, formazione e gestione del personale; g) intermediazione di titoli,

consulenza per l'investimento o servizi bancari d'investimento; h) prestazione di difesa giudiziale; i) altri

servizi e attività, anche di consulenza, non collegati alla revisione, individuati, in ottemperanza ai principi

di cui alla ottava direttiva n. 84/253/CEE del Consiglio, del 10 aprile 1984, in tema di indipendenza delle

società di revisione, dalla CONSOB con il regolamento adottato ai sensi del comma 1. 1-quater.

L'incarico di responsabile della revisione dei bilanci di una stessa società non può essere esercitato dalla

medesima persona per un periodo eccedente sei esercizi sociali, né questa persona può assumere

nuovamente tale incarico, relativamente alla revisione dei bilanci della medesima società o di società da

essa controllate, ad essa collegate, che la controllano o sono sottoposte a comune controllo, neppure per

conto di una diversa società di revisione, se non siano decorsi almeno tre anni dalla cessazione del

precedente. 1-quinquies. Coloro che hanno preso parte alla revisione del bilancio di una società, i soci, gli

amministratori e i componenti degli organi di controllo della società di revisione alla quale è stato

conferito l'incarico di revisione e delle società da essa controllate o ad essa collegate o che la controllano

non possono esercitare funzioni di amministrazione o controllo nella società che ha conferito l'incarico di

revisione e nelle società da essa controllate, ad essa collegate o che la controllano, né possono prestare

lavoro autonomo o subordinato in favore delle medesime società, se non sia decorso almeno un triennio

dalla scadenza o dalla revoca dell'incarico, ovvero dal momento in cui abbiano cessato di essere soci,

amministratori, componenti degli organi di controllo o dipendenti della società di revisione e delle società

da essa controllate o ad essa collegate o che la controllano. Si applica la nozione di controllo di cui

all'articolo 93. 1-sexies. Coloro che siano stati amministratori, componenti degli organi di controllo,

direttori generali o dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari presso una società

non possono esercitare la revisione contabile dei bilanci della medesima società né delle società da essa

Legge 28 dicembre 2005, n. 262 pag. 193

controllate o ad essa collegate o che la controllano, se non sia decorso almeno un triennio dalla cessazione

dei suddetti incarichi o rapporti di lavoro. 1-septies. La misura della retribuzione dei dipendenti delle

società di revisione che partecipano allo svolgimento delle attività di revisione non può essere in alcun

modo determinata, neppure parzialmente, dall'esito delle revisioni da essi compiute né dal numero degli

incarichi di revisione ricevuti o dall'entità dei compensi per essi percepiti dalla società. 1-octies. La

violazione dei divieti previsti dal presente articolo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da

centomila a cinquecentomila euro irrogata dalla CONSOB”;

d) all'articolo 161, comma 4, le parole: “a copertura dei rischi derivanti dall'esercizio

dell'attività di revisione contabile” sono sostituite dalle seguenti: “o avere stipulato una polizza di

assicurazione della responsabilità civile per negligenze o errori professionali, comprensiva della garanzia

per infedeltà dei dipendenti, per la copertura dei rischi derivanti dall'esercizio dell'attività di revisione

contabile. L'ammontare della garanzia o della copertura assicurativa è stabilito annualmente dalla

CONSOB per classi di volume d'affari e in base agli ulteriori parametri da essa eventualmente individuati

con regolamento”;

e) all'articolo 162:

1) al comma 1 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Nello svolgimento di tale attività,

la CONSOB provvede a verificare periodicamente e, comunque, almeno ogni tre anni l'indipendenza e

l'idoneità tecnica sia della società, sia dei responsabili della revisione”;

2) il comma 2 è sostituito dal seguente: “2. Nell'esercizio della vigilanza, la CONSOB: a)

stabilisce, sentito il parere del Consiglio nazionale dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti

contabili, i principi e i criteri da adottare per la revisione contabile, anche in relazione alla tipologia delle

strutture societarie, amministrative e contabili delle società sottoposte a revisione; b) può richiedere la

comunicazione, anche periodica, di dati e notizie e la trasmissione di atti e documenti, fissando i relativi

termini; c) può eseguire ispezioni e assumere notizie e chiarimenti dai soci, dagli amministratori, dai

membri degli organi di controllo e dai dirigenti della società di revisione”;

3) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: “3-bis. Le società di revisione, in relazione a

ciascun incarico di revisione loro conferito, comunicano alla CONSOB i nomi dei responsabili della

revisione entro dieci giorni dalla data in cui essi sono stati designati”;

f) all'articolo 163:

1) il comma 1 è sostituito dai seguenti: “1. La CONSOB, quando accerta irregolarità nello

svolgimento dell'attività di revisione, tenendo conto della loro gravità, può: a) applicare alla società di

revisione una sanzione amministrativa pecuniaria da diecimila a cinquecentomila euro; b) intimare alle

società di revisione di non avvalersi nell'attività di revisione contabile, per un periodo non superiore a

cinque anni, del responsabile di una revisione contabile al quale sono ascrivibili le irregolarità; c)

revocare gli incarichi di revisione contabile ai sensi dell'articolo 159, comma 6; d) vietare alla società di

accettare nuovi incarichi di revisione contabile per un periodo non superiore a tre anni. 1-bis. Quando

l'irregolarità consista nella violazione delle disposizioni dell'articolo 160, l'irrogazione della sanzione

prevista dal comma 1-octies del medesimo articolo non pregiudica l'applicabilità dei provvedimenti

indicati nel comma 1 del presente articolo nei riguardi della società di revisione”;

2) al comma 2 è aggiunta, in fine, la seguente lettera: “c-bis) la violazione attiene al

divieto previsto dall'articolo 160, qualora risulti la responsabilità della società. In tutti i casi, la CONSOB

comunica i nomi dei soci o dei dipendenti personalmente responsabili della violazione al Ministro della

giustizia, il quale ne dispone la cancellazione dal registro dei revisori contabili con il procedimento

previsto dall'articolo 10 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88”;

g) all'articolo 165, dopo il comma 1 è inserito il seguente: “1-bis. La società incaricata della

revisione contabile della società capogruppo quotata è interamente responsabile per la revisione del

bilancio consolidato del gruppo. A questo fine, essa riceve i documenti di revisione dalle società

incaricate della revisione contabile delle altre società appartenenti al gruppo; può chiedere alle suddette

società di revisione o agli amministratori delle società appartenenti al gruppo ulteriori documenti e notizie

utili alla revisione, nonché procedere direttamente ad accertamenti, ispezioni e controlli presso le

medesime società. Ove ravvisi fatti censurabili, ne informa senza indugio la CONSOB e gli organi di

controllo della società capogruppo e della società interessata”;

h) nella parte IV, titolo III, capo II, sezione VI, dopo l'articolo 165 è aggiunto il seguente: “Art.

165-bis - (Società che controllano società con azioni quotate). - 1. Le disposizioni della presente sezione,

ad eccezione dell'articolo 157, si applicano altresì alle società che controllano società con azioni quotate e

alle società sottoposte con queste ultime a comune controllo. 2. Alla società incaricata della revisione

contabile della società capogruppo si applicano le disposizioni dell'articolo 165, comma 1-bis. 3. La

CONSOB detta con regolamento disposizioni attuative del presente articolo, stabilendo, in particolare,

pag. 194 Legge 28 dicembre 2005, n. 262

criteri di esenzione per le società sottoposte a comune controllo, di cui al comma 1, che non rivestono

significativa rilevanza ai fini del consolidamento, tenuto conto anche dei criteri indicati dall'articolo 28

del decreto legislativo 9 aprile 1991, n. 127”. TITOLO IV

DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE AUTORITÀ DI VIGILANZA

Capo I

Principi di organizzazione e rapporti fra le Autorità

Art. 19

(Banca d'Italia)

1. La Banca d'Italia è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali ed agisce secondo gli

indirizzi e le istruzioni della Banca centrale europea.

2. La Banca d'Italia è istituto di diritto pubblico.

3. Le disposizioni normative nazionali, di rango primario e secondario, assicurano alla Banca

d'Italia ed ai componenti dei suoi organi l'indipendenza richiesta dalla normativa comunitaria per il

migliore esercizio dei poteri attribuiti nonché per l'assolvimento dei compiti e dei doveri spettanti.

4. La Banca d'Italia, nell'esercizio delle proprie funzioni e con particolare riferimento a quelle di

vigilanza, opera nel rispetto del principio di trasparenza, naturale complemento dell'indipendenza

dell'autorità di vigilanza. Trasmette al Parlamento e al Governo, entro il 30 giugno di ciascun anno, una

9

relazione sull’attività svolta nell’anno precedente .

5. Gli atti emessi dagli organi della Banca d'Italia hanno forma scritta e sono motivati, secondo

quanto previsto dal secondo periodo del comma 1 dell'articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241. Delle

riunioni degli organi collegiali viene redatto apposito verbale.

6. La competenza ad adottare i provvedimenti aventi rilevanza esterna rientranti nella competenza

del governatore e quella relativa agli atti adottati su sua delega sono trasferite al direttorio. Agli atti del

direttorio si applica quanto previsto dal comma 5. Le deliberazioni del direttorio sono adottate a

maggioranza; in caso di parità dei voti prevale il voto del governatore. La disposizione contenuta nel

primo periodo non si applica, comunque, alle decisioni rientranti nelle attribuzioni del Sistema europeo di

banche centrali.

7. Il governatore dura in carica sei anni, con la possibilità di un solo rinnovo del mandato. Gli altri

membri del direttorio durano in carica sei anni, con la possibilità di un solo rinnovo del mandato. In sede

di prima applicazione i membri del direttorio diversi dal governatore cessano dalla carica secondo una

articolazione delle scadenze disciplinata dallo statuto dell'Istituto, compresa in un periodo comunque

non superiore ai cinque anni.

8. La nomina del governatore è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta

del Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere

del Consiglio superiore della Banca d'Italia. Il procedimento previsto dal presente comma si applica

anche, nei casi previsti dall'articolo 14.2 del Protocollo sullo statuto del Sistema europeo di banche

centrali e della Banca centrale europea, per la revoca del governatore. Le disposizioni del presente comma

e del primo periodo del comma 7 entrano in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella

Gazzetta Ufficiale.

9. Lo statuto della Banca d'Italia è adeguato alle disposizioni contenute nei commi da 1 a 7 entro

due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le modalità stabilite dal comma 2

9 Comma così modificato dall’art. 4 del d.lgs. n. 303 del 29.12.2006 che ha sostituito le parole: “Riferisce del suo operato al

Parlamento e al Governo con relazione semestrale sulla propria attività” con le parole: “Trasmette al Parlamento e al Governo,

entro il 30 giugno di ciascun anno, una relazione sull’attività svolta nell’anno precedente”.


PAGINE

216

PESO

1.50 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Diritto privato del mercato finanziario del prof. Gioacchino La Rocca. Trattasi del testo completo del Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, meglio noto come "Testo Unico della Finanza" (TUF) teso alla riforma dei mercati finanziari e della corporate governance.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato del mercato finanziario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof La Rocca Gioacchino.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto privato del mercato finanziario

Strumenti finanziari e raccolta del risparmio
Dispensa
Riforma dell'azione revocatoria fallimentare - Lanfredi
Dispensa
Sezione prima vs. sezioni unite - La Rocca
Dispensa
Introduzione al diritto privato del mercato finanziario
Dispensa