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Lab. Botanica Sistematica Applicata 2010/2011 - Dott.ssa L. Cancellieri-Dott.ssa V. Savo

Esercitazione - Istologia vegetale

La formazione di tessuti è il carattere fondamentale che distingue le piante a cormo dalle piante a tallo.

Un tessuto viene definito un’aggregazione di cellule simili in forma e funzione. I tessuti vegetali si possono dividere

in meristematici e adulti. I primi sono costituiti da cellule capaci di dividersi, quelli adulti sono fatti da cellule

pienamente differenziate che hanno perso questa capacità.

A. Tessuti meristematici o embrionali

- Meristemi primari (apice del fusto, apice radicale)

- Meristemi secondari (cambio cribro-legnoso, cambio subero-fellodermico o fellogeno)

B. Tessuti adulti (o definitivi)

- Tessuti definitivi primari: derivano dall’attività dei meristemi primari

- Tessuti definitivi secondari: derivano dall’attività dei meristemi secondari

ƒ Tessuti tegumentali (protezione esterna)

ƒ Tessuti secretori (sintetizzano vari prodotti secondari)

ƒ Tessuti parenchimatici o fondamentali (p. clorofilliano, p. di riserva, acquifero, aerifero)

ƒ Tessuti meccanici o di sostegno (collenchima, sclerenchima)

ƒ Tessuti conduttori (trasporto di acqua, ioni e sostanze organiche)

T ( )

ESSUTI ADULTI O DEFINITIVI

Tessuti tegumentali (epidermide, sughero, endoderma)

Sono tessuti che rivestono esternamente la pianta e sono a contatto con l’ambiente esterno. La loro principale

funzione è la protezione contro un’eccessiva perdita d’acqua per evaporazione. Questo spiega come mai in tutti i

tessuti tegumentali le cellule siano a stretto contatto, senza spazi intercellulari. Le pareti sono almeno parzialmente

impregnate di cutina o suberina che le rendono impermeabili all’acqua.

Distinguiamo tre tessuti tegumentali principali:

Æ

– Epidermide rappresenta il tessuto tegumentale che riveste le parti non legnose delle piante (fusti erbacei,

foglie, fiori, frutti). Le cellule epidermiche sono di solito disposte in un solo strato, sempre a stretto contatto le

une con le altre, sono vive, hanno grandi vacuoli e plastidi poco sviluppati. La grandezza del vacuolo le rende

trasparenti alla luce, carattere questo molto utile dato che l’epidermide spesso ricopre tessuti fotosintetici. La

parete cellulare che guarda verso l’esterno è impregnata con cutina. L’impermeabilizzazione è resa ancora

maggiore da uno strato continuo di cutina detto cuticola che riveste esternamente tutte le cellule dell’epidermide

o in alcuni casi esternamente alla cutina la presenza di un rivestimento fatto di cere. E’ facile riconoscere un

organo rivestito di cere (per esempio un chicco di uva, una prugna, la foglia di una pianta grassa) perché non si

bagna se immerso nell’acqua. L’epidermide ha delle particolari aperture regolabili paragonabili a valvole che

vengono chiamate stomi.

Spesso l’epidermide comprende anche dei peli che possono essere unicellulari o pluricellulari, formati da

cellule vive o morte. Le loro funzioni possono essere varie, quali secrezione (peli urticanti e peli ghiandolari

formati da cellule vive), protezione dall’evaporazione, da un riscaldamento eccessivo (in questo caso sono

cellule morte dove l’aria è il loro unico contenuto che funge da filtro) o di aggancio .

Æ

– Sughero ricopre le parti legnose della radice e del fusto (anche fusti sotterranei come tuberi e rizomi). Le

principali differenze tra epidermide e sughero sono:

l’epidermide è formata da un solo strato di cellule, mentre il sughero da molti strati

o l’epidermide ha delle aperture regolabili, gli stomi, nel sughero invece ci sono delle aperture non

o regolabili dette lenticelle

nell’epidermide è impermeabilizzata solo la parte cellulare che guarda verso l’esterno; nel sughero

o sono impermeabilizzate tutte le pareti cellulari. L’impermeabilizzazione è dovuta

ad uno strato continuo di suberina, una sostanza simile alla cutina, che riveste internamente la

parete. Questa impermeabilità è sia all’acqua che ai gas.

l’epidermide è formata da cellule vive, il sughero da cellule morte. La morte è dovuta

o all’impermeabilizzazione completa delle pareti che non permette scambi con l’esterno. Le cellule

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del sughero spesso sono piene di aria, fatto che conferisce leggerezza e capacità di isolare

termicamente.

Æ

– Endoderma tessuto monostratificato presente all’interno della radice e delimitante il confine della zona

corticale. Le pareti trasversali e quelle radiali di queste cellule sono impermeabilizzate da una sostanza idrofoba

che forma la banda del Caspary. E’ importante per il controllo dell’assorbimento minerale.

Osservazione di tessuto tegumentale (epidermide)

a) Tessuto epidermico di foglia di Nerium oleander e Viola odorata

Un tessuto epidermico particolarmente facile da trovare e da osservare è

quello che ricopre le squame carnose di Allium cepa o del geranio

Pelargonium (1). Questo tessuto è formato da un solo strato di cellule.

Un altro esempio è il tessuto epidermico delle foglie di Nerium oleander

(2). In questo caso eseguiamo una spellatura fogliare e allestiamo un

vetrino a fresco.

Il microscopio mette in evidenza cellule allungate, prive di cloroplasti e

di spazi intercellulari (epidermide) e numerosi orifizi ovali (aperture

stomatiche) limitati da due cellule reniformi (cellule stomatiche). La

foglia di oleandro presenta la particolarità di avere l’epidermide

cuticolarizzata e camere sottostomatiche, elementi tipici di specie con

adattamenti xeromorfi. 1

2a 2b

b) Elementi tricomatosi

Si analizzano peli unicellulari di Trifolium pratense, pluricellulari di Erigeron canadensis, pluricellulari ramificati

di Platanus orientalis, stellati di Quercus ilex, Olea europea e Verbascum sp.

Togliamo a Trifolium ed Erigeron il margine della foglia con una lametta; a Quercus ed Olea, eseguiamo una

raschiatura della pagina inferiore della foglia; al Platanus eseguiamo parimenti una raschiatura delle nervature sulla

pagina inferiore della foglia. Prepariamo un vetrino e montiamo in acqua.

Non solo le foglie ma anche frutti e fiori possono presentare strutture pilifere; alcuni frutti sono circondati da peli ad

uncino che aderiscono alla pelliccia degli animali e vengono in questo modo disseminati lontano. I petali del fiore di

Anagallis sono bordati da peli che terminano con una sferetta (peli capitati).

peli di Olea peli di Verbascum 2

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Tessuti secretori

Questi tessuti sintetizzano prodotti secondari di vario tipo che rimangono dentro le cellule (es. peli secretori) o, più

frequentemente vengono riversati all’esterno (es. peli ghiandolari). Tra i prodotti dell’attività di questi tessuti sono

frequenti olii essenziali, resine, gomme, ecc.

Sono molto comuni i peli secretori che

sporgono dall’epidermide provvisti di una

cellula terminale ingrossata (Es. Urtica).

Altrettanto comuni sono i canali secretori di

cui ne sono un esempio i canali resiniferi

che si trovano nelle conifere.

Nel caso dei laticiferi si tratta di cellule

allungate che formano una fitta rete

all’interno della pianta, contenenti latice, un

liquido biancastro opaco, formato da

alcaloidi, tannini, gomme, etc….(Ficus,

Euphorbia, …) che, come il sangue degli

animali, fuoriesce alla minima ferita.

Molti profumi delle piante sono prodotti dai

tessuti secretori; così ad esempio l’odore

aromatico di molte labiate è dato ai vari olii

essenziali prodotti da peli che stanno sulla

faccia inferiore delle foglie. peli di Urtica

Osservazione di tessuti secretori

a) Cellule pilifere secretici di Urtica dioica

Per l’osservazione di peli urticanti di Urtica eseguiamo una spellatura del fusto in corrispondenza di una particolare

abbondanza di peli, visibili ad occhio nudo.

Il pelo urticante è un tipo particolare di pelo secretore. In esso si distinguono una base pluricellulare costituita da

numerose piccole cellule sulla quale prende origine una grande cellula appuntita, con pareti calcificate e con un

rigonfiamento a bollicina terminale a parete silicizzata, fragile.

b) Tubi laticiferi nel fusto di Ficus sp. o Euphorbia sp.

In Euphorbia sp. i tubi laticiferi sono costituiti in realtà da una sola cellula viva che si allunga considerevolmente.

Quindi non si dovrebbe parlare di veri tessuti secretori.

Osservazione macroscopica.

c) Tasche lisigene in sezioni di frutto di Citrus sp.

Sezioniamo secondo un piano perpendicolare alla superficie una

buccia d’arancia e montiamo le sezioni in acqua per vetrini a fresco.

Le tasche lisigene sono i puntini visibili ad occhio nudo nella buccia

dei frutti degli agrumi e si presentano, in sezione, come cavità

sferiche in prossimità dell'epidermide.Si formano per lisi e quindi

morte e disgregazione delle cellule secretici contenenti olii essenziali.

Il secreto è quindi costituito da olii essenziali e dai resti delle cellule

secernenti. 3


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Botanica della Prof.ssa Giulia Caneva, all'interno del quale sono affrontati i seguenti argomenti: la classificazione dei tessuti vegetali; i tessuti tegumentali (epidermide, sughero, endoderma); i tessuti secretori; tessuti meccanici o di sostegno (collenchima, sclerenchima); i tessuti parenchimatici; i tessuti conduttori (xilema e floema).


DETTAGLI
Esame: BOTANICA
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di BOTANICA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Caneva Giulia.

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