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ESAME DEI TESSUTI

I parte

Per riconoscere le varietà di tessuti presenti nel preparato bisogna porsi i seguenti quesiti:

A) Trattasi di TESSUTO EPITELIALE?

Il tessuto epiteliale è riconoscibile perché gli elementi cellulari che lo costituiscono sono tutti a

reciproco contatto tra loro, con interposizione di minima sostanza intercellulare. Le sezioni dei

preparati che vi sono presentati alle esercitazioni hanno spessore (6-8 µm), il che consente la

evidenziazione del nucleo in tutte le cellule epiteliali, anche se sono su piani di sezione diversi

(specialmente modificando la messa a fuoco, che si ottiene ruotando avanti e indietro la vite

micrometrica). Con l'epitelio potrebbero confondersi a) il tessuto muscolare liscio (vedi oltre),

quando i suoi elementi siano stati sezionati trasversalmente alla lunghezza delle cellule muscolari.

In questo caso, però, ogni cellula muscolare è circondata da una trama di fibre connettive reticolari,

mentre per le cellule epiteliali, a contatto diretto tra di loro, il connettivo è presente solo in un

versante (quello basale); b) il tessuto adiposo, le cui cellule, però, sono molto più grandi (circa 5

volte), hanno un citoplasma “vuoto” (sul motivo vedi la parte delle tecniche istologiche), nucleo

periferico e sono anch’esse, una ad una, circondate da tessuto connettivo reticolare.

A1 -Trattasi di EPITELIO DI RIVESTIMENTO?

In tal caso le cellule epiteliali, disposte a reciproco contatto, dovranno formare una membrana

cellulare, estesa in senso bidimensionale (larghezza-lunghezza). Il terzo parametro (spessore

dell'epitelio) è meno sviluppato degli altri e dipende dal numero degli strati degli elementi cellulari

presenti.

-Trattasi di epitelio di rivestimento semplice oppure stratificato?

Se trattasi di epitelio stratificato: a) la stratificazione è reale, ossia dovuta a diverse file di cellule

epiteliali (in tal caso, alcune cellule toccheranno la membrana basale, ma non raggiungeranno la

superficie libera dell' epitelio, altre raggiungeranno la superficie libera ma non la membrana basale,

altre avranno posizione intermedia alle due file precedentemente indicate); b) oppure è fittizia? In

quest' ultimo caso, tutte le cellule toccano la membrana basale, ma solo alcune, le più alte,

raggiungono la superficie libera; i nuclei, avendo le cellule altezza differente, saranno situati a

livelli differenti e daranno 1' impressione, a piccolo ingrandimento, di un epitelio stratificato,

mentre si tratta,in effetti, di un epitelio semplice, ma a più file di nuclei (epitelio pseudostratificato:

trachea, bronchi, ecc...). Le cellule dell’epitelio di rivestimento potranno risultare fortemente

appiattite e disposte in unico strato (epitelio pavimentoso semplice: negli alveoli dei polmoni,

mesoteli, ed endoteli), oppure appariranno poligonali per reciproca compressione nei vari strati

(epitelio pavimentoso composto). Nel caso dell' epitelio pavimentoso composto, le cellule più

superficiali subiranno l'azione delle forze di tensione di superficie e quindi appariranno più

appiattite rispetto alle cellule profonde che risulteranno più precisamente poligonali. Tra l'altro,

procedendo dalla profondità verso la superficie, le cellule costitutive presenteranno una tendenza

alla cheratinizzazione. Tale processo di cheratinizzazione non è completo nelle cellule dell'epitelio

pavimentoso composto che tappezza superfici costantemente umidificate dal secreto delle ghiandole

(ep. del cavo orale e dell' esofago, ep. dell' ultimo segmento dell’intestino retto, ep. della vagina).

Metodo di riconoscimento: presenza di cellule nucleate fino all'ultimo strato. Un tipico epitelio

pavimentoso composto completamente cheratinizzato è quello dell'epidermide, idoneo a vivere a

contatto dell' aria. Metodo di riconoscimento: presenza di lamine cornee sopra l'epitelio.

Nel caso dell'epitelio polimorfo, tipico delle vie urinarie, si ha una modifica dello spessore in base

al diverso stato di distensione della vescica. Diverso è, quindi, nelle varie situazioni fisiologiche, il

numero di file di nuclei, ma un criterio per riconoscerlo sempre è notare sulla superficie la presenza

di cellule cupoliformi, grandi, con asse longitudinale parallelo alla superficie e, a volte, binucleate

(X). Notare nella figura i due diversi stati dell’ epitelio quando la vescica è contratta o rilassata.

Tra gli epiteli semplici si potranno riconoscere, a seconda dell'altezza delle cellule, oltre all’ epitelio

pavimentoso semplice sopra menzionato,, l’epitelio cubico semplice (es. quello della superficie

dell'ovaio) e l’epitelio cilindrico semplice (es. dell’ intestino).

In quest'ultimo si potrà rilevare che esistono, nella sua compagine, cellule caliciformi mucipare

(ghiandole unicellulari Y).

Cellule caliciformi mucipare sono presenti anche negli epiteli pseudostratificati (vedi sopra).

Esse sono riconoscibili per la forma a calice, nucleo basale e regione sopranucleare dilatata, poco

colorabile dopo E.E., a volte celeste dopo Azan-.Mallory, blu dopo Alcian e rosso magenta dopo

PAS (vedi appunti di tecniche).

A2 -Trattasi di TESSUTO EPITELIALE GHIANDOLARE ?

Ogni ghiandola è da considerarsi un organo ove sono presenti vari tessuti che si integrano tra di

parenchima.

loro. Il tessuto principale è quello epiteliale secernente, che forma il Il tessuto

connettivo va a formare sia la capsula delimitante la ghiandola sia l'impalcatura di sostegno dell'

stroma,

organo, lo che circonda l’ epitelio ghiandolare. Sono presenti anche vasi e nervi.

Nelle ghiandole le cellule epiteliali ghiandolari non sono organizzate in lamine cellulari (che

rivestono una qualsiasi superficie, come negli epiteli di rivestimento), ma sono disposte in gruppi

cellulari a formare strutture solide piene o cave, circondate dal tessuto connettivo, con interposta

sempre una membrana basale.

A questo punto si tratterà di stabilire dapprima se trattasi di ghiandola esocrina o

di ghiandola endocrina.

Trattasi di TESSUTO EPITELIALE GHIANDOLARE ESOCRINO?

GHIANDOLA ESOCRINA

Nella tra il tessuto connettivo che forma la capsula delimitante la

ghiandola e quello dell'impalcatura di sostegno dell'organo saranno presenti, oltre a sezioni di vasi e

dotti

di nervi, anche sezioni di strutture canalizzate, tappezzate da un epitelio, riferibili sia ai

escretori adenomeri.

delle ghiandole, sia soprattutto alle unità secernenti, gli Sarà possibile, a volte,

notare anche il punto di raccordo fra adenomero/i (acino, tubulo o alveolo che sia) e il dotto

escretore. dotti adenomeri


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7

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1.45 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: ISTOLOGIA
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni) (PERUGIA, TERNI)
SSD:
Docente: Bodo Maria
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di ISTOLOGIA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Bodo Maria.

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