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Caratteristiche del gruppo

1. dell'omogeneità, sotto l'aspetto dello stato sociale di

appartenenza

appartenenza, per evitare che si formino barriere e inibizioni

nelle persone che non si sentono a proprio agio. Inoltre,

potrebbe esserci la tendenza ad allinearsi alla posizione di

partecipanti

t i ti individuabili

i di id bili come leader;

l d

2

2. I partecipanti di un focus group non dovrebbero conoscersi tra

loro, perché è possibile che la reciproca conoscenza freni la

manifestazione spontanea di certe opinioni, per timori di

incrinare i rapporti

Il moderatore

•Il conduttore di un gruppo di discussione deve mantenere la

conversazione entro i binari programmati;

•Deve fare in modo che tutti partecipino al colloquio,

stimolando i soggetti più reticenti e introversi, ponendo

attenzione alle volontà meno esplicite di intervenire;

è

•il moderatore deve quindi intervenire se il dibattito

stagnante e se qualcuno monopolizza la discussione

impedendo agli altri di esprimersi.

I principali compiti del moderatore

• guidare la conversazione entro il percorso programmato

• favorire la discussione tra i partecipanti

• agevolare la partecipazione di tutti

• evitare che la discussione sia dominata da leader

• mantenere una posizione di neutralità

• evitare di esprimere proprie opinioni e valutazioni.

valutazioni

Elaborazione dei dati e aspetti organizzativi

Il materiale informativo che emerge dai focus group

può

p essere analizzato semplicemente

p appoggiandosi

pp gg

alle note prese durante la discussione, ma in ogni

caso il presupposto più rigoroso è la trascrizione

i

integrale

t l d

delle

ll registrazioni

i t i id

dei

i f

focus group.

V

Vantaggi

t i

• rapidità e nell'economicità

nell economicità

coinvolgimento di gruppo

• la p

possibilità di far riemergere

g ricordi o esperienze

p

dimenticati, in quanto condivisi con altri partecipanti.

Il questionario

• È lo strumento di misura designato a raccogliere le informazioni

sulle variabili qualitative e quantitative oggetto di indagine.

• Consiste in una sequenza prestabilita di domande scritte rivolte

generalmente ad un singolo soggetto cui si chiede di dare risposta,

in modo più o meno vincolato.

• La logica che sottende lo strumento è la misurazione

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 30

Somministrazione

• intervista faccia a faccia

• autocompilazione

p (

(oggi

gg anche on line)

)

• intervista telefonica (CATI).

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 31

Il questionario deve essere scelto quando…

• è necessario lavorare con i grandi numeri

• il passaggio dalla dimensione qualitativa a quella

quantitativa e statistica è imprescindibile

• le ipotesi di ricerca e l’oggetto di indagine lo

permettono

tt

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 32

Processo di costruzione del questionario

• costruzione dello schema concettuale

• redazione

• verifica

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 33

Costruzione dello schema concettuale del questionario

• Definire

D fi i esattamente i temi

i che

h i

interessano l’i

l’indagine

d i escludendo

l d d

quelli che non sono di interesse primario

• Preparare la lista delle variabili (e non direttamente le domande) da

raccogliere rispetto ai temi di interesse identificati in precedenza

• Preparare un piano provvisorio delle analisi statistiche da compiere

per

p accertarsi che i contenuti necessari allo studio siano tutti espressi

p

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 34

Redazione del questionario

• Formulare le domande in modo da rappresentare lo stesso stimolo per

tutti i rispondenti

• Stabilire la successione logica dei temi trattati

• Predisporre le domande filtro

• Definire la sequenza di domande su uno stesso tema

• Formulare i quesiti

• Decidere l’organizzazione delle risposte

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 35

Le sezioni del questionario

• La

L sequenza d

degli

li argomenti

i affrontati

ff id

deve essere il più

possibile coerente

• Collocare possibilmente i quesiti che implicano uno sforzo di

memoria verso la metà del questionario

• Collocare possibilmente i quesiti relativi a dati “sensibili” verso la

fine del questionario

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 36

Le domande filtro

• permettono di saltare uno o più quesiti successivi se sono verificate

alcune condizioni

Esempio:

• Ti è stata già assegnata una tesi di laurea?

‰ Sì (vai alla domanda 15)

‰ No (vai alla domanda 17)

15.

15 Se sì

sì, con quale cattedra/docente? (vai alla domanda 16)

………………….…………………………………………………………

16

16. In breve,

breve qual è l’argomento/titolo del tuo progetto di tesi? (vai alla domanda

18)

…………………………………………………….

17. Se no, qual è l’area tematica di tuo interesse?

……………………..……………………………

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 37

La sequenza delle domande

• non è "neutra" dato che si possono verificare condizionamenti

non voluti privilegiando un ordine nei quesiti piuttosto che un

altro.

D

Due stili

ili nell’ordinamento

ll’ di d

dei

i quesiti:

ii

• La successione a imbuto: Si p

passa da domande g

generali a

domande più particolari

• La successione ad imbuto rovesciato: Si antepongono le

domande specifiche a quelle più generali.

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 38

Formulazione dei quesiti

È bene tener presente i problemi legati a:

• Linguaggio

• Ordine

• Ambiguità

Formulazione delle modalità di risposta

Mutua

M t esclusività

l i ità (

(non si

i d

devono sovrapporre)

)

• Unicità del criterio

• Esaustività

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 39

Organizzazione delle risposte

• Risposte a domande aperte: la risposta viene fornita dall’intervistato con

parole proprie senza alcun suggerimento

• Risposte a domande strutturate (chiuse): è prevista una serie di risposte

predefinite tra le quali il rispondente deve scegliere

• Risposte a domande semichiuse: è prevista una serie di risposte predefinite

e un’ultima opzione lasciata aperta (altro specificare)

• Risposte multiple: è prevista più di una risposta fra quelle predisposte

• Risposte a domande gerarchizzate: le opzioni di risposta devono essere

ordinate secondo una scala di preferenze

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 40

Verifica del questionario

Occorre valutare se:

• il questionario risponde alle esigenze conoscitive dell’indagine;

• sono state omesse domande;

• i riferimenti

if i ti spaziali

i li e t

temporali

li d

dei

i quesiti

iti sono sufficienti;

ffi i ti

• linguaggio e struttura delle domande sono adeguati;

• è facilmente comprensibile per gli intervistati e semplice da gestire

per gli intervistatori.

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 41

Come scegliere le domande che compongono un

questionario

Ogni tipologia di domanda comporta una serie di vantaggi e

svantaggi, perciò spesso si predilige un uso alternato delle

stesse all'interno del q

questionario,

, modalità che nella

maggioranza dei casi permette di sondare i vari aspetti della

tematica oggetto della ricerca in maniera coerente e

attendibile.

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 42

Domande aperte

Esempio

• Qual è l’argomento del tuo progetto di tesi?

……..………………………………………………

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 43

Domande chiuse

Esempio

• Hai frequentato il seminario “Tesi istruzioni per

l’uso” ottenendo crediti formativi?

‰ Sì

‰ No

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 44

Domande semichiuse

Esempio

Come sei venuto a conoscenza di questo Laboratorio?

‰ dal docente a cui ho chiesto la tesi

‰ dal tutor che mi sta seguendo per la tesi

‰ dai miei colleghi

‰ dal sito della Facoltà

‰ dal Manifesto degli Studi

‰ altro (specificare)…………………………

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 45

Domande a scala

Esempio

• Quanto pensi che ti sarà utile seguire il Laboratorio Tesi per

rafforzare le tue competenze?

‰ Per nulla

‰ Poco

‰ Abbastanza

‰ Molto

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 46

Costruzione del libro codice

• Per codifica si intende l’operazione

l operazione con la quale si

assegna un codice numerico alle parti del

questionario,

q ovvero alle domande e alle modalità

di risposta.

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 47

Esempio V1. Genere

1. Genere 1 Maschio

‰ Maschio 2 Femmina

‰ Femmina V2 Titolo di studio

2.

2 Tit

Titolo

l di studio

t di 1 Nessun titolo

‰ Nessun titolo 2 Licenza elementare

‰ Licenza elementare 3 Licenza media

‰ Licenza media 4 Diploma di scuola superiore

‰ Diploma di scuola superiore 5 Laurea

‰ Laurea 6 Altro (specificare)

‰ Altro (specificare)

Virginia Patriarca 04/12/2009 Pagina 48


PAGINE

55

PESO

1.17 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al Laboratorio tesi di laurea tenuto dalla Prof.ssa. Valentina Martino, e spiega cosa è una ricerca sociale, come si realizza, e il contesto. Si evidenziano le differenze tra indagini qualitative e quantitative, secondo alcuni livelli:impostazione della ricerca, rilevazione, analisi dei dati e risultati, Infine vengono presentati gli strumenti di rilevazione più utilizzati dai due approcci.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in editoria multimediale e nuove professioni dell'informazione
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio tesi di laurea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Martino Valentina.

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