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COME SPIEGRAE LA NASCITA E LA CRISI DI

DEL REGIME DI ACCUMULAZIONE?

Nel libro di Aglietta del 1976 gli andamenti dei prezzi e

delle variabili distributive sono rapportati allo studio del

particolare processo di valorizzazione che si ha nel regime

di accumulazione tipico del fordismo.

Secondo quest’analisi è la crisi della produttività a mettere

in discussione l’insieme dei meccanismi di regolazione:

dall’uso della forza-lavoro,

alla gestione statuale della politica economica,

dalla forma di moneta,

a quella della concorrenza interna ed internazionale,

alla divisione internazionale del lavoro.

Un discorso che può essere rivolto anche ai principali paesi

europei.

IL FORDISMO INTESO COME MODO DI

REGOLAZIONE

crescita parallela di produttività e domanda grazie ad una politica di alti

salari (contrattazione collettiva);

struttura della produzione incentrata su beni di consumo di massa

durevoli;

volume alto e stabile di investimenti in capitale fisso;

le banche centrali cooperano con i governi e controllano il sistema delle

banche commerciali;

le banche commerciali prevalgono come fonte di finanziamento rispetto

al ricorso alla Borsa (ciò limita i movimenti di capitale);

interventismo efficace degli stati nazionali, orientato al raggiungimento

e al mantenimento del pieno impiego di lavoratori a tempo

indeterminato

5 ISTITUZIONI FONDAMENTALI

Boyer 2004

1. il regime monetario;

2. il mercato inteso come costruzione sociale

(quindi la forma concorrenziale vigente);

3. il lavoro (compromesso capitale/lavoro);

4. lo Stato;

5. il sistema economico internazionale.

L’oggetto di studio della Scuola della Regolazione

non è rappresentato dal fordismo, ma dalle

trasformazioni che investono il sistema

capitalistico di produzione!

UN MODELLO DI CRESCITA FORDISTA

1) PR = a+ b (I/Q) +dQ PR = tasso di crescita della

produttività

Q = tasso di crescita della

produzione

I = volume dell’investimento

2) I/Q = f + v C C = tasso di crescita del consumo

3) C = c (N SR) + g N = livello dell’occupazione

SR = salario reale

4) SR = k PR + h k = coefficiente di ripartizione dei

guadagni di produttività

Ι

α α) D = tasso di crescita della domanda

5) Q = D = C + (1-

6) N = Q – PR Determinazione dell’occupazione

UN MODELLO DI CRESCITA FORDISTA

1) PR = a+ b (I/Q) +dQ L’evoluzione della produttività dipende:

• dalle tendenze del cambiamento tecnologico (a)

Schumpeter 1 (Teorie dello sviluppo economico)

• dall’intensità con cui il capitale si forma [b (I/Q)]

Impatto degli investimenti sul miglioramento delle tecniche

adotatte

Schumpeter 2 (Capitalismo, Socialismo, Democrazia )

• dall’esistenza di rendimenti di scala crescenti (dQ)

Impatto del dinamismo della produzione sulla produttività

Kaldor-Verdoorn

2) I/Q = f + v C 3) C = c (N SR) + g

“i capitalisti guadagnano quanto spendono, i salariati spendono

quanto guadagnano” M. Kalecki Ι

α α)

4) SR = k PR + h 5) Q = D = C + (1-

La dinamica della domanda limita la produzione (anche nel

lungo periodo)

UN MODELLO DI CRESCITA FORDISTA

Il modello deve essere interpretato come il risultato di un doppio

processo:

• Noto il tasso di crescita dei mercati, quali sono le tendenze della

produttività?

• Data l’evoluzione della produttività, qual è la distribuzione dei

redditi fra salari e profitti, dalla quale dipendono la crescita dei

consumi e degli investimenti e dunque della domanda globale?

I risultati ai quali conduce il modello sono i seguenti

I) PR = A + B Q II) Q = C + D PR

(C+DA)/(1-DB) N = [C(1-B) + A (D-1)]/(1-DB)

III) Q =

E E

UN MODELLO DI CRESCITA FORDISTA

UN MODELLO DI CRESCITA FORDISTA

I) PR = A + B Q II) Q = C + D PR

III) Q (C+DA)/(1-DB) N = [C(1-B) + A (D-1)]/(1-DB)

=

E E

Dove:

A = a + bf

B = bv + d α

C = [α (ch+g) + (1-α) f] / [1 - c - (1-α) v]

α

D = [α c(k-1)] / [1 - c - (1-α) v]

LE CONDIZIONI DI UN PROCESSO CUMULATIVO DI

CRESCITA VIRTUOSA

C1 condizione di crescita dell’occupazione

N = [C(1-B) + A (D-1)]/(1-BD) > 0

E

C2 condizione di stabilità del sentiero di crescita

1- |BD| > 0 α

=> 1- |(bv + d) [α c(k-1)] / [1 - c - (1-α) v]| > 0

αc αc(bv+d) αc αc(bv+d)

1-[1 - - (1-α) v] / < k < 1+[1 - - (1-α) v] /

È dunque stabilito un limite inferiore e un limite superiore al

coefficiente di ripartizione dei guadagni di produttività (k)

C3 condizione per cui non si dia una caduta tendenziale della

quota dei profitti

(1-k) PR = (1-k) f (Q ) > h

E E

A + B (C+DA)/(1-DB) > h/(1-k)

LE CONDIZIONI DI UN PROCESSO CUMULATIVO DI

CRESCITA VIRTUOSA

C1 condizione di crescita dell’occupazione: perché l’occupazione

aumenti occorre che le componenti autonome della domanda

effettiva (C+I) abbiano una dinamica superiore alle tendenze labour

saving del progresso tecnologico

C2 condizione di stabilità del sentiero di crescita: perché il

sentiero di crescita sia stabile deve esistere un processo

autocorrettivo di breve periodo tale che il grado di indicizzazione dei

salari in rapporto alla produttività deve essere compreso fra due

limiti dipendenti dalle tecniche di produzione e dalle caratteristiche

della domanda

C3 condizione per cui non si dia una caduta tendenziale della

quota dei profitti: il grado di indicizzazione dei salari deve essere

inferiore ad un altro limite f. dei parametri tecnici e della domanda

Il periodo fra le due guerre

Gli anni Sessanta

Gli anni Settanta

ALCUNE QUESTIONI DI TEORIA ECONOMICA

Insoddisfazione rispetto alle teorie della

crescita all’epoca dominanti (Solow in

particolare) che sostenevano l’esogenità dei

fattori di crescita;

Critiche alle tendenze che il marxismo

andava assumendo negli anni ‘60.

ALCUNE QUESTIONI DI TEORIA ECONOMICA

LA CRITICA A SOLOW

la via per analizzare l’endogenizzazione è stata trovata

dentro il rapporto salariale concepito contemporaneamente

nei suoi aspetti di offerta e di domanda, come le due facce

di una stessa logica d’interazione dinamica tra la

formazione dei redditi e i progressi della produttività.

E’ in questi termini dinamici che era espresso il plusvalore

relativo e, cosa ancor più importante, si poteva ugualmente

donare una certa prospettiva di lungo periodo alla teoria

keynesiana.

Mostrammo, un’interazione tra la formazione della

domanda, le aspettative sugli sbocchi futuri da parte degli

imprenditori e i progressi della produttività liberati

attraverso la trasformazione intensiva della produzione che

le faceva giocare un ruolo di lungo periodo!

Aglietta 1994


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispense di Storia del pensiero economico del prof. Lucarelli riguardanti la Teoria della regolazione, il contesto della scuola francese in cui la teoria ha origine, la crisi petrolifera del 1973, l'accumulazione, il circolo virtuoso della crescita fordista e il modello di crescita fordista, la critica alle teorie di Solow, le divergenze con il marxismo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in amministrazione, controllo e finanza aziendale
SSD:
Università: Pavia - Unipv
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero economico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pavia - Unipv o del prof Lucarelli Stefano.

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