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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Le imprese, le routine e le competenze

soggetto che ricerca, innova e produce in ambienti incerti

L’impresa è vista come il e in forte

cambiamento. conoscenza incorporata in routine

Le imprese sono depositarie di e sono caratterizzate da

competenze specifiche.

routine (pattern) di comportamento ripetitivo

1) Le sono modelli che l’impresa usa in specifiche

la memoria dell’impresa. Non sono riconducibili a capacità

circostanze. Esse rappresentano

individuali, coinvolgimento di diversi soggetti

dato che la performance individuale richiede il

dell’organizzazione.

competenze codici di decodificazione delle

2) Le delle imprese comprendono modelli,

informazioni su come fare le cose capacità tacite ed automatiche. le capacità

e In particolare

organizzative sono un sistema che comprende oltre alle routine anche risorse complementari e

conoscenza procedurale.

capacità specifiche basate su una Pertanto le competenze di un’impresa

difficilmente trasferibili ad altre imprese.

sono (fisiche, umane, finanziarie ed intangibili, come quelle

Le competenze sono diverse dalle risorse

organizzative e di pianificazione e controllo, i beni di proprietà, i marchi, segreti e la

reputazione). Le competenze consistono nella capacità di mettere assieme le diverse risorse e di

in applicazioni produttive specifiche.

utilizzarle 14

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Conoscenza e informazione comprensione, elaborazione e

La conoscenza differisce dalla mera informazione e significa

assimilazione e memoria dell’informazione categorie e di

(interiorizzazione). Essa si avvale di

codici interpretativi dell’informazione.

aspetti codificati aspetti taciti.

Essa comprende o astratti e Secondo questi ultimi, la conoscenza è

fortemente specifica alla singola impresa e al contesto in cui opera e non si diffonde facilmente

tra le imprese.

Conoscenza, apprendimento e ricerca direzione e rilevanza economica della ricerca e

I fattori cruciali che influiscono sull’intensità,

dell’innovazione delle imprese sono:

opportunità scientifiche e tecnologiche

- l’evoluzione delle (ambiente esterno),

l’organizzazione

- e le procedure di ricerca (struttura interna),

processo di apprendimento

- la conoscenza accumulata, le competenze e il (conoscenza interna),

le relazioni

- e le complementarità (relazione esterne). 15

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

opportunità scientifiche e tecnologiche

1) Le possono essere sia esterne che interne e sono date dai

contesti scientifici e tecnologici, ma anche dai fornitori, clienti e da altre imprese. Tra tali

opportunità esiste una notevole complementarità.

L’organizzazione e le procedure della ricerca

2) consistono sia nell’attività di ricerca formalizzata

che nell’apprendimento non formalizzato.

L’apprendimento non è visto come semplice acquisizione delle informazioni,

3) ma come

costruzione di nuove rappresentazioni dell’ambiente e sviluppo di nuove conoscenze e

competenze, che consentono alle imprese di sfruttare le opportunità che si presentano loro.

Il processo di apprendimento è locale e contestuale e diverse sono le fonti, le modalità e gli

obiettivi dell’apprendimento. L’apprendimento non avviene per il semplice passare del tempo, ma è

un’attività focalizzata alla soluzione di problemi specifici.

distinto in apprendimento per “esperienza”, da “utilizzo” e da “interazione”.

Esso può essere conoscenze e competenze accumulate carattere locale.

La ricerca si basa sulle e quindi ha un

competenze, miglior

D’altro lato la ricerca aumenta le che consentono a loro volta un

assorbimento delle conoscenze ed una ricerca più avanzata, modificando gli schemi cognitivi sul

processo e sui risultati della ricerca. 16

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Il ruolo delle relazioni e complementarità la ricerca e l’innovazione sono un

4) indica che

processo interattivo e collettivo.

La generazione di nuove conoscenze un processo “a catena”,

può essere vista come caratterizzato

retroazioni tra le fasi interne all’impresa e con attori

da interdipendenze, complementarietà e

esterni (quali università, centri di ricerca, fornitori di input e beni strumentali, utilizzatori e

operatore pubblico). il risultato di sistemi di innovazione

L’innovazione viene concepita come sistema o come

nazionali o locali. 17

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Il contributo dell’approccio evolutivo all’analisi di tre caratteristiche del processo innovativo

L’approccio evolutivo all’analisi del processo innovativo consente di interpretare in modo diverso

tre tradizionali rappresentazioni della attività di ricerca delle imprese.

Al modello lineare si sostituisce il modello a catena,

1) dal quale emerge il concetto di “sistemi

nazionali e locali di innovazione”.

condizioni di appropriabilità

2) Anche il concetto di delle rendite di innovazione può essere

reinterpretato in un modo diverso dalla visione tradizionale. Infatti, le condizioni di

non solo dal brevetto, superiorità ed inimitabilità

appropriabilità dipendono ma anche dalla

delle conoscenze e delle competenze (spesso tacite) dell’impresa innovativa e dal grado di

cumulatività delle conoscenze e della tecnologia. In particolare, non esiste alcuna evidenza

empirica che confermi un aumento monotonico dell’intensità della ricerca all’aumentare delle

condizioni di appropriabilità delle rendite di innovazione.

direzioni della ricerca competenze e conoscenze

3) Le sono fortemente limitate dalle tecnologie,

accumulate domanda e ai cambiamenti dei

e non sono tanto legate agli incentivi legati alla

prezzi relativi dei fattori produttivi, come indicato dall’approccio tradizionale negli anni ’70. 18

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Il ruolo delle competenze secondo l’approccio evolutivo

La teoria evolutiva dell’impresa consente di affrontare in

basata sulle conoscenze e competenze

modo innovativo alcuni temi cruciali.

- la forma centralizzata o decentrata dell’organizzazione delle imprese,

- il comportamento delle imprese nel processo innovativo (inerzia e lock-in),

- il ruolo di contesti diversi (settori e NIS/RIS) sul comportamento e organizzazione delle imprese,

- il modificarsi dei confini delle imprese,

- l’emergere di network e rapporti tra le imprese

1) la forma centralizzata o decentrata dell’organizzazione delle imprese

L’organizzazione dell’impresa innovativa è legata agli aspetti cognitivi e al coordinamento delle

La centralizzazione o il decentramento organizzativo

diverse competenze interne all’impresa. i componenti della stessa hanno

hanno conseguenze diverse per la performance dell’impresa se

strutture cognitive diverse, i vari soggetti

se l’organizzazione ha una conoscenza comune e se

sono legati da meccanismi di apprendimento e feedback informativi. conoscenza è

Tanto più la

diffusa decentrata è la struttura organizzativa

tanto più delle imprese. 19

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

2) il comportamento delle imprese nel processo innovativo in ambienti in forte cambiamento

prospettiva comportamento delle imprese in ambienti in

La evolutiva consente di spiegare il

forte cambiamento ed elevata incertezza. l’esistenza di inerzie e

In particolare essa sottolinea

rigidità comportamentali, organizzative e tecnologiche. apprendere

Le imprese tendono ad

cumulativamente e incrementalmente rispetto alle tecnologie esistenti. solo le imprese

Spesso

nuove non sono bloccate sui contesti esistenti e sono in grado di sfruttare le nuove opportunità

scientifiche, tecnologiche e di mercato.

trappole da competenza (effetti di lock-in)

Spesso si verificano e gli innovatori di successo restano

legati alle tecnologie che hanno assicurato loro profitti e crescita. Una performance elevata nel lungo

periodo richiede di combinare sfruttamento e esplorazione.

3) il ruolo di contesti diversi sul comportamento e organizzazione delle imprese

Contesti diversi di tipo tecnologico, settoriali e istituzionali, locali o internazionali, condizionano lo

competenze e routine organizzative fortemente

sviluppo delle delle imprese, che diventano

specifiche. differenze

Pertanto, le modalità innovative e organizzative delle imprese sono legate alle

nei rispettivi regimi tecnologici, settori di appartenenza

nei (cfr. tassonomia di Pavitt) e nei

sistemi di innovazione locali e nazionali, in sui sono inserite. 20

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

4) il modificarsi dei confini delle imprese e la specializzazione delle singole imprese.

migliore coordinamento dinamico

Le imprese possono integrarsi tra loro per raggiungere un delle

varie attività.

l’integrazione verticale porta ad una diminuzione notevole della

Tuttavia, nella stessa impresa

generazione di varietà la specializzazione delle singole

ed esperienze ed approcci. Invece,

imprese generazione esterna di varietà da parte di

consente alle imprese di poter beneficiare della

imprese con competenze e visione del mondo differenti.

5) l’emergere di network e rapporti tra le imprese.

rapporti tra imprese l’integrazione

I in ambienti incerti e in notevole cambiamento variano tra

interna, nel caso di attività che richiedono competenze simili per raggiungere adeguate economie di

accordi di cooperazione

scala, e gli tra imprese, nel caso di imprese che svolgono attività che

richiedono competenze diverse e complementari. 21

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Lo sviluppo dei network

Talvolta è molto difficile per i singoli agenti possedere tutte le conoscenze, le competenze e gli

strumenti necessari per sviluppare innovazioni e realizzarne la produzione.

I network evitano i costi e le inefficienze tipiche dell’integrazione completa un

e permettono

miglior coordinamento dei processi di apprendimento.

una soluzione organizzativa intermedia tra la centralizzazione

I network rappresentano dei

ed il decentramento completo

processi di apprendimento all’interno della singola impresa dei

processi di apprendimento ad organizzazioni esterne, che non permetterebbe di valorizzare le

sinergie tra le competenze diverse e complementari delle singole imprese.

network

In particolare, i emergono quando la conoscenza di base ha specifiche caratteristiche:

a) conoscenze fortemente specifiche: condizioni di appropriabilità alte, forte specializzazione,

b) integrazione delle conoscenze: base della conoscenza complessa, multidisciplinare e divisibile

22

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Specificità:

i network possono essere particolarmente adeguati in quelle industrie che sono caratterizzate da una

base di conoscenza complessa, articolata e composta da diverse fonti e nelle quali i singoli attori

specializzarsi su parti della conoscenza

non possono che complessiva necessaria al processo

innovativo.

Integrazione: conoscenza è diventata meno contestuale e

i network possono essere giustificati dal fatto che la

maggiormente generica, astratta e codificabile e quindi più facile da trasferire tra organizzazioni

diverse. più frequenti nelle prime fasi di evoluzione di un’industria

I network possono essere

caratterizzata da incertezza e da numerose fonti di conoscenza esterna alle imprese e in quei paesi o

aree che si specializzano in questo tipo di attività e mirano a sviluppare in modo continuo nuove

attività. 23

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Modelli di coevoluzione

La coevoluzione si riferisce al mutamento congiunto ed interdipendente tra:

tecnologia,

1) competenze,

2) organizzazione dell’impresa,

3) strategie,

4) struttura di mercato,

5)

6) domanda,

7) istituzioni, l’evoluzione di un’industria

che ha luogo durante (Nelson 1984).

Ad esempio un caso specifico di relazione tra tecnologia, innovazione e struttura di mercato è

modello del ciclo di vita dell’industria:

rappresentato dal

tecnologia

- con prodotto sistemico,

evoluzione della tecnologia

- ed emergere di un design dominante,

mercato

- caratterizzato da consumatori con domanda simile,

entrata di nuovi attori

- e bassa concentrazione iniziale,

innovazioni di prodotto,

- introduzione di di processo,

- enfasi crescente sull’innovazione

crescita dimensionale

- delle imprese e concentrazione crescente della struttura industriale. 24

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata".

Tre diversi livelli di analisi

Il cambiamento di un’industria può essere articolato in tre diversi livelli analitici separabili ma

fortemente interconnessi.

dinamica industriale industriale,

1) analisi della (demografia entrata, uscita, crescita e persistenza,

ecc.) variabili strutturali di un’industria di impresa,

2) dinamica delle (dimensione grado di

concentrazione industriale)

evoluzione strutturale prodotti, tecniche

3) (oltre alle variabili precedenti, cambiamento dei delle

produttive, competenze, reti di

sviluppo delle mutamento dei confini dell’impresa e sviluppo di

accordi, fornitori e utilizzatori, istituzioni)

relazioni con ruolo delle

risulta importante il ruolo svolto dall’innovazione e dallo sviluppo delle

In ciascuno di essi

competenze. 25


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Temi chiave della presente lezione sono:
-La relazione tra creazione della conoscenza e innovazione
-Connettività come risultato di accessibilità e ricettività
-Creatività come risultato di interattività e combinazione
-Il processo di innovazione nelle PMI e nei settori a media tecnologia
-La teoria evolutiva
-Le routine
-Le differenza tra conoscenza e informazione
-I processi di apprendimento
-Il ruolo delle competenze nell’approccio evolutivo
-Modelli di co-evoluzione dell’industria e path dependency


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e management
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Cappellin Riccardo.

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