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S A N

ISTEMI RTIFICIALI E ATURALI

I sistemi artificiali riuniscono Es.

le piante in base ad un criterio

di comodo, scelto Portamento

arbitrariamente dal Colore del fiore

classificatore senza tener

conto delle affinità naturali tra Forma della foglia

le specie (es.: il sistema

sessuale di Linneo).

I sistemi naturali si prefiggono

di chiarire i rapporti di affinità

delle specie vegetali, prendendo

in considerazione un grande

numero di caratteri e dando a

ciascuno un valore relativo. S A N

ISTEMI RTIFICIALI E ATURALI

Carl von Linné (1707-1778)

Fu il primo teorico della

biologia sistematica sia

animale che vegetale.

Il suo sistema di

classificazione è strutturato

secondo uno schema

gerarchico, divisivo e

monotetico in quanto ogni

suddivisione è basata su un

unico carattere.

Le piante vengono divise in

classi in base alla parte

sessuata del fiore.

L’ opera di riferimento è

Species plantarum

“ ” S A N

ISTEMI RTIFICIALI E ATURALI

il sistema linneano, al pari di quelli

proposti dai primi tassonomi, è

considerato “artificiale” in quanto

basato su un solo carattere

morfologico;

L’importanza del sistema linneano:

è tra i più validi per completezza e

¾

genialità;

ha il grande merito di aver portato

¾

l’attenzione sul valore sistematico

degli apparati riproduttori;

E’ stato abbandonato a causa della

sua artificialità, ma la sua struttura

logica è ancora largamente

utilizzata. S A N

ISTEMI RTIFICIALI E ATURALI

Charles Darwin (1809-1882)

Gli organismi sono soggetti a

variabilità casuale che determina il

polimorfismo;

Gli individui sono soggetti alla

selezione naturale determinata dalla

competizione con altri individui;

La selezione naturale non è casuale e

determina l’eliminazione di individui

portatori di caratteri svantaggiosi

(fenomeno della sopravvivenza del più

adatto)

La visione darwiniana implica che la

specie si trasformi secondo un

processo di divergenza graduale che

può essere rappresentata con una

struttura ad albero A O

NALOGIA ED MOLOGIA

Le somiglianze dovute alla discendenza di due organismi da un

antenato comune vengono definite omologie.

Un esempio di omologia può essere la presenza di sei tepali nei fiori,

Lilium Liliaceae Ophrys

pur molto diversi fra loro, di ( ) e di

Orchidaceae

( ),

Quelle dovute invece alla comparsa indipendente di un certo carattere

in risposta ad un simile ambiente, rappresentano invece semplici

analogie. Euphorbiaceae del

Un esempio di analogia è l’habitus succulento delle

Cactaceae

vecchio mondo e delle del nuovo mondo, sviluppatosi in simili

ambienti semidesertici a partire da pro genitori molto distanti.

C S

ONCETTO DI PECIE

Secondo il concetto di specie biologica, la specie è un insieme di

individui e popolazioni interfertili fra loro, isolato riproduttivamente da

tutti gli altri insiemi.

Questo concetto di specie fondato su basi riproduttivo-ereditarie

legate al carattere dell'interfecondità individuale è oggi

universalmente accolto, ma il modello è più teorico che non

oggettivamente recepibile, infatti una specie che debba essere

definita solo a posteriori in base alla sperimentazione delle

caratteristiche riproduttivo-ereditarie finisce per diventare

irraggiungibile.

La realtà è che le prove di incrocio sono ancor oggi eccezionalmente

scarse in relazione alle esigenze che derivano da un rigoroso metodo

sperimentale. C S

ONCETTO DI PECIE

Per quanto concerne le piante esistono diversi concetti di specie, il più

classico dei quali è quello basato sui caratteri morfologici.

Secondo questo concetto, la specie è un insieme di individui

morfologicamente simili fra loro più di quanto non lo siano rispetto

ad altri insiemi di individui, per caratteri geneticamente fissati e

trasmissibili alla discendenza.

Una specie definita in questo modo viene da alcuni chiamata

morfospecie o specie morfologica.

N

OMENCLATURA

Si occupa delle modalità di applicazione di etichette distintive ai modelli

tassonomici, secondo le regole stabilite dal Codice Internazionale di

Nomenclatura (ICBN), che viene aggiornato ogni 6 anni, per la descrizione

e la denominazione dei taxa vegetali

Per i nuovi taxa sono obbligatori la diagnosi (cioè la descrizione) in latino,

la sua effettiva pubblicazione e l’indicazione dell’olotipo.

Ogni specie è designata da un binomio latino (o latinizzato) composto da

un sostantivo che designa il genere cui segue un epiteto specifico (es:

Castanea sativa, Quercus ilex, Pistacia lentscus);

Per il genere si utilizza l’iniziale maiuscola, per l’epiteto specifico la

minuscola; entrambi vanno scritti in carattere corsivo;

Ogni specie va designata sempre con l’intero binomio seguito dal nome

dell’autore che l’ha descritta. N OMENCLATURA

La specie è la categoria fondamentale del sistema tassonomico. Questo

sistema è formato da ranghi fissati e codificati, di ampiezza e

inclusività via via crescente e organizzati in maniera gerarchica. Al di

sopra del genere, ciascuno di questi ranghi ha una sua desinenza

caratteristica N OMENCLATURA

Schematicamente

regno

phylum)

divisione (o

classe RANGHI

ordine SUPERIORI

famiglia

genere

ranghi

sottospecifici

ranghi

sottospecie RANGHI

varietà INFERIORI

forma N OMENCLATURA

I nomi dei taxa superiori al genere derivano dal nome di un

genere (scelto tra i più rappresentativi) che vi è compreso, al quale

viene apposto un suffisso, come illustrato nella seguente tabella,

prendendo come esempio di riferimento il giglio rosso (Lilium

bulbiferum)

D I

ETERMINAZIONE O DENTIFICAZIONE

Si realizza attraverso il riconoscimento del campione, che può essere

effettuato in due modi principali:

diretto attraverso il confronto con gli exiccata;

¾ indiretto sulla base della descrizione del typus e/o attraverso l’uso di

¾

flore, di guide botaniche e di chiavi analitiche.

CARATTERI CON VALORE TASSONOMICO

Le caratteristiche morfologiche di interesse si­stematico riguardano sia

gli organi vegetativi, e cioè radice, fusto e foglia, che quelli riproduttivi:

fiore, frutto e seme.

In generale, gli organi più ricchi di caratteristiche diagnostiche, cioè di

elementi essenziali nella delimitazione e nell'identificazione dei taxa,

sono le foglie e i fiori. Tuttavia, bisogna considerare che le parti

vegetative sono generalmente più soggette ad un polimorfismo indotto dai

fattori ambientali esterni, quali ad esempio la disponibilità idrica o

l'intensità luminosa, mentre quelle riproduttive sono sotto un più stretto

controllo genetico e quindi sono meno variabili.


PAGINE

31

PESO

3.34 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale per il corso di Botanica Sistematica Vegetale tenuto dalla prof. Giulia Caneva in collaborazione con la prof. L. Cancellieri. Argomenti:
- La tassonomia e i metodi di classificazione
- Sistemi di classificazione artificiali e sistemi naturali
- Analisi del concetto di specie biologica
- La nomenclatura delle specie viventi
- Analisi dei caratteri delle piante con valore tassonomico.


DETTAGLI
Esame: BOTANICA
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze biologiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di BOTANICA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Caneva Giulia.

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