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11) I Presidenti di Classe dei Magistrati di appello, dopo tre anni di funzioni;

12) I Consiglieri del Magistrato di Cassazione e della Camera dei Conti, dopo

cinque anni di funzioni;

13) Gli Avvocati Generali o Fiscali Generali presso i Magistrati d'appello, dopo

cinque anni di funzioni;

14) Gli Uffiziali Generali di terra e di mare. Tuttavia i Maggiori Generali e i

Contrammiragli dovranno avere da cinque anni quel grado in attività;

15) I Consiglieri di Stato, dopo cinque anni di funzioni;

16) I Membri dei Consigli di Divisione, dopo tre elezioni alla loro presidenza;

17) Gli Intendenti Generali, dopo sette anni di esercizio;

18) I membri della Regia Accademia delle Scienze, dopo sette anni di nomina;

19) I Membri ordinari del Consiglio superiore d'Istruzione pubblica, dopo sette

anni di esercizio;

20) Coloro che con servizi o meriti eminenti avranno illustrata la Patria;

21) Le persone, che da tre anni pagano tremila lire d'imposizione diretta in ragione

de' loro beni, o della loro industria.

Art. 34. - I Principi della Famiglia Reale fanno di pien diritto parte del Senato. Essi

seggono immediatamente dopo il Presidente. Entrano in Senato a vent'un anno, ed

hanno voto a venticinque.

Art. 35. - Il Presidente e i Vice-Presidenti del Senato sono nominati dal Re. Il

Senato nomina nel proprio seno i suoi Segretari.

Art. 36. - Il Senato è costituito in Alta Corte di Giustizia con decreto del Re per

giudicare dei crimini di alto tradimento, e di attentato alla sicurezza dello Stato, e

per giudicare i Ministri accusati dalla Camera dei Deputati. In questi casi il Senato

non è capo politico. Esso non può occuparsi se non degli affari giudiziari, per cui

fu convocato, sotto pena di nullità.

Art. 37. - Fuori del caso di flagrante delitto, niun Senatore può essere arrestato se

non in forza di un ordine del Senato. Esso è solo competente per giudicare dei reati

imputati ai suoi membri.

Art. 38. - Gli atti, coi quali si accertano legalmente le nascite, i matrimoni e le

morti dei Membri della Famiglia Reale, sono presentati al Senato, che ne ordina il

deposito ne' suoi archivi.

DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 39. - La Camera elettiva è composta di Deputati scelti dai collegi elettorali

conformemente alla legge.

Art. 40. - Nessun Deputato può essere ammesso alla Camera, se non è suddito del

Re, non ha compiuta l'età di trent'anni, non gode i diritti civili e politici, e non

riunisce in sé gli altri requisiti voluti dalla legge.

Art. 41. - I Deputati rappresentano la Nazione in generale, e non le sole provincie

in cui furono eletti. Nessun mandato imperativo può loro darsi dagli Elettori.

Art. 42. - I Deputati sono eletti per cinque anni: il loro mandato cessa di pien

diritto alla spirazione di questo termine.

Art. 43. - Il Presidente, i Vice-Presidenti e i Segretarii della Camera dei Deputati

sono da essa stessa nominati nel proprio seno al principio d'ogni sessione per tutta

la sua durata.

Art. 44. - Se un Deputato cessa, per qualunque motivo, dalle sue funzioni, il

Collegio che l'aveva eletto sarà tosto convocato per fare una nuova elezione.

Art. 45. - Nessun Deputato può essere arrestato, fuori del caso di flagrante delitto,

nel tempo della sessione, né tradotto in giudizio in materia criminale, senza il

previo consenso della Camera.

Art. 46. - Non può eseguirsi alcun mandato di cattura per debiti contro di un

Deputato durante la sessione della Camera, come neppure nelle tre settimane

precedenti e susseguenti alla medesima.

Art. 47. - La Camera dei Deputati ha il diritto di accusare i Ministri del Re, e di

tradurli dinanzi all'Alta Corte di Giustizia.

DISPOSIZIONI COMUNI ALLE DUE CAMERE

Art. 48. - Le sessioni del Senato e della Camera dei Deputati cominciano e

finiscono nello stesso tempo. Ogni riunione di una Camera fuori del tempo della

sessione dell'altra è illegale, e gli atti ne sono intieramente nulli.

Art. 49. - I Senatori ed i Deputati prima di essere ammessi all'esercizio delle loro

funzioni prestano il giuramento di essere fedeli al Re di osservare lealmente lo

Statuto e le leggi dello Stato e di esercitare le loro funzioni col solo scopo del bene

inseparabile del Re e della Patria.

Art. 50. - Le funzioni di Senatore e di Deputato non danno luogo ad alcuna

retribuzione od indennità.

Art. 51. - I Senatori ed i Deputati non sono sindacabili per ragione delle opinioni

da loro emesse e dei voti dati nelle Camere.

Art. 52 - Le sedute delle Camere sono pubbliche. Ma, quando dieci membri ne

facciano per iscritto la domanda, esse possono deliberare in segreto.

Art. 53. - Le sedute e le deliberazioni delle Camere non sono legali né valide, se la

maggiorità assoluta dei loro membri non è presente.

Art. 54. - Le deliberazioni non possono essere prese se non alla maggiorità de' voti.

Art. 55. - Ogni proposta di legge debb'essere dapprima esaminata dalle Giunte che

saranno da ciascuna Camera nominate per i lavori preparatorii. Discussa ed

approvata da una Camera, la proposta sarà trasmessa all'altra per la discussione ed

approvazione; e poi presentata alla sanzione del Re.

Le discussioni si faranno articolo per articolo.

Art. 56. - Se un progetto di legge è stato rigettato da uno dei tre poteri legislativi,

non potrà essere più riprodotto nella stessa sessione.

Art. 57. - Ognuno che sia maggiore di età ha il diritto di mandare petizioni alle

Camere, le quali debbono farle esaminare da una Giunta, e, dopo la relazione della

medesima, deliberare se debbano essere prese in considerazione, ed, in caso

affermativo, mandarsi al Ministro competente, o depositarsi negli uffizi per gli

opportuni riguardi.

Art. 58. - Nessuna petizione può essere presentata personalmente alle Camere.

Le Autorità costituite hanno solo il diritto di indirizzare petizioni in nome

collettivo.

Art. 59. - Le Camere non possono ricevere alcuna deputazione, né sentire altri,

fuori dei proprii membri, dei Ministri, e dei Commissari del Governo.

Art. 60. - Ognuna delle Camere è sola competente per giudicare della validità, dei

titoli di ammissione dei propri membri.

Art. 61. - Così il Senato, come la Camera dei Deputati, determina per mezzo d'un

suo Regolamento interno, il modo secondo il quale abbia da esercitare le proprie

attribuzioni.

Art. 62. - La lingua italiana è la lingua officiale delle Camere. E' però facoltativo di

servirsi della francese ai membri, che appartengono ai paesi, in cui questa è in uso,

od in risposta ai medesimi.

Art. 63. - Le votazioni si fanno per alzata e seduta, per divisione; e per scrutinio

segreto. Quest'ultimo mezzo sarà sempre impiegato per la votazione del complesso

di una legge, e per ciò che concerne al personale.

Art. 64. - Nessuno può essere ad un tempo Senatore e Deputato.

DEI MINISTRI

Art. 65. - Il Re nomina e revoca i suoi Ministri.

Art. 66. - I Ministri non hanno voto deliberativo nell'uno o nell'altra Camera se non

quando ne sono membri. Essi vi hanno sempre l'ingresso, e debbono essere sentiti

sempre che lo richieggano.

Art. 67. - I Ministri sono responsabili. Le Leggi e gli Atti del Governo non hanno

vigore, se non sono muniti della firma di un Ministro.

DELL'ORDINE GIUDIZIARIO

Art. 68, - La Giustizia emana dal Re, ed è amministrata in suo Nome dai Giudici

ch'Egli istituisce.

Art. 69. - I Giudici nominati dal Re, ad eccezione di quelli di mandamento, sono

inamovibili dopo tre anni di esercizio.

Art. 70. - I Magistrati, Tribunali, e Giudici attualmente esistenti sono conservati.

Non si potrà derogare all'organizzazione giudiziaria se non in forza di una legge.

Art. 71. - Niuno può essere distolto dai suoi Giudici naturali. Non potranno perciò

essere creati Tribunali o Commissioni straordinarie.

Art. 72 - Le udienze dei Tribunali in materia civile, e i dibattimenti in materia

criminale saranno pubblici conformemente alle leggi.

Art. 73. - L'interpretazione delle leggi, in modo per tutti obbligatorio, spetta

esclusivamente al potere legislativo.

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 74. - Le istituzioni comunali e provinciali, e la circoscrizione dei comuni e

delle provincie sono regolati dalla legge.

Art. 75. - La Leva militare è regolata dalla legge.

Art. 76. - E' istituita una Milizia Comunale sovra basi fissate dalla legge.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Informazione e costituzione del prof. Marco Orofino. Trattasi del testo dello Statuto Albertino emanato dal Re Carlo Alberto di Savoia il 4 marzo 1848, con il quale erano riconosciuti alcuni elementari diritti ai sudditi del Regno e costituente la base del primo testo costituzionale dell'Italia unita.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione e società
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informazione e costituzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Orofino Marco.

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