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Connaissons donc notre portée. Nous sommes Conosciamo dunque la nostra portata. Siamo qualche

quelque chose et ne sommes pas tout. Ce que nous cosa e non siamo tutto. Quel che possediamo di essere ci

avons d'etre nous dérobe la connaissance des pre- sottrae la conoscenza dei primi princìpi che nascono dal

miers principes qui naissent du néant, et le peu que nulla, e quel poco di essere che abbiamo ci nasconde la

nous avons d'étre nous cache la vue de l'infini. vista dell'infinito.

Notre intelligence tient dans l'ordre des choses La nostra intelligenza occupa nell'ordine delle cose in-

intelligibles le meme rang que notre corps dans l'éten- telligibili lo stesso rango che il nostro corpo nell'estensio-

due de la nature. ne della natura.

Bornés en tout geme, cet état qui tient le milieu Limitati in ogni modo, questo stato che sta nel mezzo

entre deux extrémes se trouve en toutes nos puis- tra due estremi si ritrova in tutte le nostre facoltà. I no-

sances. Nos sens n'aperçoivent rien d'extreme, trop stri sensi non percepiscono nulla qi estremo, troppo ru-

de bruit nous assourdit, trop de lumière éblouit ad

more ci assorda, troppa luce abbaglia troppa distanza

trop de distance et trop de proximité empeche la vue: ae,

Trop de longueur et trop de brièveté de discours e troppa prossimità impediscono la vista. Troppa lun-

l'obscurcit, trop de vérité nous étonne. J'en sais ghezza e troppa brevità di discorso l'o rende oscuro, trop-

qui ne peuvent comprendre que qui de zéro 4,'

ate pa verità ci stupisce. Ne conosco che non possono capire

reste zéro. Les premiers principes ont trop d'évi- che se da zero si toglie 4 resta zero. I primi princìpi han-

dence pour nous; trop de plaisir incommode, trop no troppa evidenza per' noi; troppo piacere incomoda,

de consonances déplaisent dans la musique, et trop troppe consonanze nella musica spiacciono, e troppi be-

de bienfaits irritent. Nousvoulons avoir de quoi nefici irritano. Vogliamo avere di che ripagare il debi-

surpass.er la dette. Beneficia eo usque laeta sunt Beneficia eo usque laeta sunt dum videntur exsolvi

toaJ.

dum videntur exsolvi posse. Ubi multum antevenere posse. Vbi multum antevenere pro gratia odium reddi-

Nous ne sentons ni

pro gratia odium redditur. tur Non sentiamo né l'estremo caldo né l'estremo fred-

50•

l'extréme chaud, ni l'extréme froid. Les qualités do. Le qualità eccessive ci sono nemiche e non sensibili,

excessives nous sont ennemies et non pas sensibles, non le sentiamo più, le sopportiamo. Troppa giovinezza e

nous ne les sentons plus, nous les souffrons. Trop de troppa vecchiaia impediscono !'intelligenza; come trop-

jeunesse et trop de vieillesse empéche l'esprit; trop et ag

pa e troppo poca istruzione.

trop peu d'instruction. Insomma le cose estreme sono per noi come se non

Enfin les choses extrémes sont pour nouscomme ah

fossero e noi non siamo affatto alla loro misura; esse

si elles n'étaient point et nous ne sommes point à

leur égard; elles nous échappent ou nous à elles. sfuggono a noi o noi a loro. ,

Voilà notre état véritable. C'est ce qui nous rend Ecco il nostro vero stato. E ciò che ci rende incapaci

incapables de savoir certainement et d'ignorer abso- di sapere con certezza e di ignorare in modo assoluto.

lument. Nous voguons sur un milieu vaste, toujours Voghiamo su di un vasto mezzo, sempre incerti e ondeg-

incertains et f1ottants, poussés d'un bout vers l'autre; gianti, spinti da un'estremità all'altra; qualsiasi termine

199 troppo poco 199 oscura 199 se supera ci ferisce

ci

ad ae aJ

199 corrompono 199 insensibili

ag ah

IV, 18: «I benefici ci sono graditi finché riteniamo di po-

50 TACITO

terli contraccambiare; se però vanno oltre, la riconoscenza si cambia in

odio •.

quelque ter~e. où nous pensions nous attacher et al quale pensiamo di attaccarci e di tenerci fermi, vacil-

no.us a~er~m, Il branle, et nous quitte, et si nous le la, e ci abbandona e, se lo seguiamo, sfugge alla nostra

su~vo~sIl echappe nos prises, nous glisse et fuit d'une

à presa; ci sciv!lla e fugge, di una fuga eterna; nulla si fer-

fUI~eeternelle; rien ne s'arrète pour nous. C'est l'état ma per noi. E lo stato che ci è naturale e tuttavia il più

qUI n~us ~st !1aturel et toutefois le plus contraire à contrario alla nostra inclinazione. Ardiamo dal desiderio

notre m.clmatIOn. Nous bnllons du désir de trouver di trovare un assetto fermo, ed un'ultima base costante

une assl~t~e ferme, et une dernière base constante per edificarvi una torre che si innalzi all'infinito, ma tut-

pour edI11erune tour qui s'élève à (l')infini, mais

y te le nostre fondazioni crollano e la terra si spalanca fino

to~t notre. fondement craque et la terre s'ouvre jus- agli abissi.

qu aux ablmes. Non cerchiamo dunque sicurezza né stabilità alcuna;

Ne ch~rchons don.c point d'assurance et de fermeté; la nostra ragione è sempre delusa dall'incostanza delle

notre ralson est touJours déçue par l'inconstance des ai aj

apparenze: nulla può fissare il finito tra due infiniti che

~ppa.renc~s ; rien ne peut fixer le fini entre les deux ak

mfims qUI I enferment et le fuient. lo racchiudono e lo fuggono.

Cela étant bien compris je crois qu'on se tiendra Una volta ben compreso questo credo che si starà

en repo~,. chac~n dans l'état où la nature l'a placé. tranquilli, ognuno nello stato in cui la natura l'ha posto.

. Ce m.lheu qUI nous est échu en partage étant tou- Questo luogo mediano che ci è toccato in sorte essen-

J<?urs dlstant des extrèmes, qu'importe qu'un autre do sempre distante dagli estremi, che importa se altri ha

alt ,';In peu plus d'intelligence des choses s'il en a, un po' più di intelligenza delle cose, se ne ha, e se le co-

~t sII .Ies ~rend u,n I?eu.de plus haut, n'est-il pas tou- glie un "'Po' più dall'alto, non resta sempre infinitamente

Jours mfimment elOIgne du bout et la durée de notre lontano dal fine e la durata della nostra vita non è forse

vie n'es~-elle pas également infime de l'éternité pour ugualmente infima di fronte all'eternità se dura dieci an-

durer dlx ans davantage. ni di più?

I?ans la ~ue de ces infinis tous les finis sont égaux Al cospetto di questi infiniti tutti i finiti sono uguali e

et Je. ne VOISpas pourquoi asseoir son imagination non vedo perché fissare la propria immaginazione

plutot sur u~ que sur l'autre. La seule comparaison sull'uno piuttosto che sull'altro. Il solo paragone di noi

que. n~us falson~. de .nou~ au fini nous fait peine. stessi al finito ci fa umiliare.

. SI I homme s etudlalt Il verrai t combien il est S~'l'uomo si studiasse vedrebbe quanto è incapace

am

al

m~apable d~ passe~ outre. Comment se pourrait-il di andare oltre Come potrebbe darsi che una parte co-

9 u u~e partl~ connut le, tout? mais il aspirera peut- ano

noscesse il tutto? ma forse aspirerà a conoscere almeno le

~tre a connaltre ~u mom~ les parties avec lesquelles parti con le quali ha una certa proporzione. Ma le parti

Il a de la proportIOn. Mais les parties du monde ont del mondo hanno tutte un tale rapporto e una tale conca-

toutes un tel rapport et un tel enchainement l'une

avec l'autre que je crois impossible de connaitre tenazione l'una con l'altra che credo impossibile conosce-

l'une sans l'autre et sans le tout. re l'una senza l'altra e senza il tutto.

199 tante volte 199 dalle promesse 199 infatti rendere fer-

ai aj ak

mo 199 per primo 199 tante di quelle cause della sua - /'im-

al am

potenza in cui si trova 199 che limiterebbe la sua curiosità. ma

an

non l'ha riempito - credo che si veda sufficientemente da là che l'uo-

mo - non può - essendo

L'uomo per esempio ha rapporto con tutto ciò che co-

L'h?mme par .exem~le a rapport à tout ce qu'il nosce. Ha bisogno di un luogo per starei dentro, di tempo

connalt. Il a besom de heu pour le contenir, de temps

pour durer, de mouvement pour vivre, d'éléments per durare, di movim~nt~ per. vivere, d~ ~le~en~i per

pour !e c~n:poser, de chaleur et. d'aliments pour se comporsi, di calore e di alimenti per nutrIrSI, di arIa per

nournr, d alr pour resplrer. Il voIt la lumière, il sent respirare. Vede la luce, sente i corpi, insomma tutto rica-

les corps, enfin tout tombe sous son alliance. Il faut de sotto la sua alleanza. Bisogna dunque per conoscere

aD

donc ~our ,c?nnaitre l'homme savoir d'où vient qu'il l'uomo sapere da dove venga ch'egli ha bisogno di aria

a besom d alr pour subslster et pour connaitre l'air per sussistere e per conoscere l'aria, sapere da dove ven-

savoir par où il a ce rapport à la vie de l'homme, etc: ga questo rapporto con la vita dell'uomo, ecc.

La ~amn;e n~ subsiste point sans l'air; donc pour La fiamma non sussiste senza aria; perciò per conosce-

I

connaltre un Il faut connaitre l'autre. re l'una bisogna conoscere l'altra.

Donc toutes choses étant causées et causantes Dunque tutte le cose essendo causate e causanti, aiuta-

aidées et aidantes, médiates et immédiates et toute~ te e aiutanti, mediate e immediate e tutte essendo strette

s'entretenant par un lien naturel et insensible qui lie da un legame naturale e insensibile che collega le più

~es pll.l:s éloignées et les plus différentes, je tiens· lontane e le più diverse, giudico impossibile conoscere

Imposslble de connaitre les parties sans connaitre ap

le parti senza conoscere il tutto, non altrimenti che cono-

le tout, non plus que de connaitre le tout sans connaitre

particulièrement les parties. scere il tutto senza conoscere particolareggiatamente le

parti

(L'éternité des choses en elles-memes ou en Dieu aq.

doit encore étonner notre petite durée. E ciò che completa la nostra impotenza a conoscere le

~'immobilité fixe et constante de la nature, compa- cose è il fatto che esse sono semplici in se stesse mentre

rarson au changement continuel qui se passe en nous noi siamo composti di due nature opposte e di diversi ge-

doit faire le meme effet.) neri, di anima e di corpo. Infatti è impossibile che la par-

Et ce qui achève notre impuissance - à connaitre te ragionante in noi non sia spirituale e quando si preten-

les choses est qu'elles sont simples en elles-mèmes et desse che noi fossimo semplicemente corporei, questo ci

que nou~ sommes composés de deux natures opposées escluderebbe ben altrimenti dalla conoscenza delle cose,

~t de ~Ivers genres, d'ame et de corps. Car il est non essendovi nulla di così inconcepibile come il dire che

Imposslble que la partie qui raisonne en nous soit

aut.re que. spirituelle et quand on prétendrait que nous

senons slmplement corporels cela nous exclurait

bien da~antage ~~ la connaissance des choses, n'y

ayant nen de SI mconcevable que de dire que la le sue indagini - la sua dipendenza alcuna da so-

sotto 199

aD ap

la senza tutte le altre cioè impossibile puramente e assolutamente

199 Anche l'eternità delle cose in se stesse o in Dio deve stupire

aq

la nostra piccola durata.

L'immobilità fissa e costante della natura, in confronto al cambia-

mento continuo che awiene in noi - è - deve produrre lo stesso ef-

fetto.

":latière se connait soi-meme. II ne nous est pas pos- la materia si conosce da sola. Non ci è possibile capire

sIble ~e ~o~naitre comment elle se connaitrait. come essa si conoscerebbe

Et amsI,.SInous simples matériels nous ne aro

(sommes) E così se (siamo) semplicemente materiali non possia-

pouvon~ ne? du tout connaitre, et si nous sommes mo conoscere niente del tutto e se siamo composti di

compC?ses d es~nt et de matière nous ne pouvons as, al

spirito e di materia non possiamo conoscere perfettamen-

connaltre parfaltement les choses simples spirituelles

ou corporelles. te le cose semplici spirituali o corporali.

au

De là vient que presque tous les philosophes Da ciò viene che quasi tutti i filosofi confondono le

av

confondent le~ idées des choses et parlent des choses idee delle cose e parlano spiritualmente delle cose corpo-

corporelles spIrI.tuell~ment et des spirituelles corpo- ree e corporalmente delle spirituali, poiché dicono ardita-

rellement, car lls d,Isent ~ardiment que les corps mente che i corpi tendono al basso, che aspirano al lo-

aw

teJ.1d(ent)en bas, qu .I1saspIr~nt à leur centre, qu'ils ro centro, che fuggono la loro distruzione, che temono il

fUI~nt leur destructlOn, qu ils craignent le vide vuoto, che (hanno) delle inclinazioni, delle simpatie, del-

qu ~ls (~nt) des incIinations, des sympathies. de~ le antipatie, tutte cose che appartengono solo agli spiriti.

antIpathIes, toutes choses qui n'appartiennent qu'aux E parlando degli spiriti li considerano come situati in un

espnts. Et en I;larlant des esprits i1s les considèrent luogo e attribuiscono loro il movimento da un posto

c?mme en ~n lieu, et leur attribuent le mouvement all'altro, cose che appartengono solo ai corpi.

~ une pIace a une autre, qui sont choses qui n'appar- Invece di accogliere le idee di queste cose pure, le tin-

tlennent qu'aux corps. giamo delle nostre qualità e impregniamo del nostro esse-

Au lieu ~e recevoir les idées de ces choses pures re composto tutte le cose semplici che contempliamo

nous I~s teIgnons ?e nos qualités 'et empreignon~ ax.

Chi non crederebbe vedendoci comporre tutte le cose

notre etre compose (de) toutes les choses simples

que nous contemplons. di spirito e di corpo che una tale mistura non ci sia ben

ay

comprensibile. E tuttavia la cosa che si capisce meno;

, Qui. ne croirait à nous voir composer toutes choses

d espn~ et d~ corps ~ue ce mélange-Ià nous serait bien

comprehenslble. C est néanmoins la chose qu'on è

199 la semplicità delle cose confrontata con il nostro stato doppio

ar

e composto. sono assurdità invincibili a combattere questo punto,

Ci

perché è tanto assurdo quanto empio negare che l'uomo sia composto

di due parti di differente natura, d'anima e corpo. Ciò rende impo-

ci

tenti a conoscere ogni cosa.

Che se si nega questa composizione e se si - pretende che siamo

solo corporei, lascio giudicare quanto la materia sia incapace di cono-

scere la materia - e questo poco di fango - niente è più impossibile

di ciò.

(E) Capiamo dunque che questo miscuglio di spirito e di materia -

fango - sproporziona.

ci

E così un essere tutto materiale non potendosi conoscere as o

199

almeno non possiamo conoscere mescolati infatti co-

199 199

al au

me conosceremmo distintamente, la materia, dato che la sostanza che

è

agisce questa conoscenza parte spirituale, e come conoscerem-

in in

mo distintamente le sostanze spirituali con un corpo che appesanti-

ci

sce e abbassa verso la terra, l'anima impedendo che la. sostanza in-

ci

tera non tutti una pietra E così che li-

i

199 che 199 199

av aw ax

mita l'universo ayper comprenderle

199


PAGINE

10

PESO

1.40 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Storia del pensiero scientifico, tenute dal Prof. Nunzio Allocca nell'anno accademico 2011 e tratta il pensiero di Pascal sul tema della sproporzione e incapacità dell'uomo e delle conoscenze naturali con ricorrenti citazioni a filosofi antichi e suoi contemporanei.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del pensiero scientifico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Allocca Nunzio.

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