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Spesa aggregata Appunti scolastici Premium

In questo appunto vengono illustrati i temi riguardo la spesa aggregata, come sviluppati nel corso di Economia politica dal professor Sergio Ginebri. Gli argomenti specifici sono: moltiplicatore, politica fiscale, commercio estero, produzione effettiva di un'area economica, moltiplicatore Keynes, breve e lungo periodo... Vedi di più

Esame di Economia politica docente Prof. S. Ginebri

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ESTRATTO DOCUMENTO

Consumo ed reddito disponibile in Italia, 1982-1999

1995) 1,700,000

nazionali 1,500,000

prezzi 1,300,000

1,100,000

Coonsumi lire, 900,000

di

(mld. 700,000

500,000

1,000, 1,100, 1,200, 1,300, 1,400, 1,500, 1,600, 1,700,

000 000 000 000 000 000 000 000

Reddito disponibile (mld. di lire, prezzi 1995) 11

Il consumo

La relazione tra reddito disponibile delle

famiglie e spesa per consumo è detta funzione

del consumo

C = A + cY

A è detto consumo autonomo e rappresenta quella

parte del consumo che non dipende dal reddito

disponibile

c rappresenta la propensione marginale al consumo,

PMgC

la PMgC è un numero compreso tra 0 e 1 e

rappresenta l’inclinazione della funzione del

consumo 12

La funzione del consumo 13

Il risparmio

La funzione del risparmio mostra la relazione

tra reddito disponibile e risparmio

Dato che S Y – C, dalla definizione della

funzione del consumo segue che

S = - A + (1 – c)Y

(1-c) rappresenta la propensione marginale al

risparmio, PMgS

la PMgS è anche un numero compreso tra 0 e 1 e

rappresenta l’inclinazione della funzione del

risparmio 14

La funzione del risparmio 15

Gli investimenti

Gli investimenti sono la spesa sostenuta dalle

imprese per beni capitali e per accumulazione

di scorte

Inizialmente, per semplicità, si suppone che gli

investimenti siano esogeni

qui si intendono soltanto gli investimenti volontari,

cioè quelli programmati dalle imprese 16

Spesa aggregata e prodotto di equilibrio

La spesa aggregata diventa anch’essa una

funzione del reddito

AD = A + I + cY

L’equilibrio di breve periodo, con salari e prezzi

fissi, le imprese producono la quantità

domandata da famiglie e imprese

Y = C + I

la domanda determina la produzione

la domanda aggregata in equilibrio è pari al reddito

graficamente, la retta a 45 gradi mostra tutti i punti

per i quali la spesa aggregata è pari al reddito 17

La domanda aggregata 18

Spesa aggregata e prodotto di equilibrio

Graficamente il punto di equilibrio corrisponde

all’intersezione tra funzione della domanda

aggregata e bisettrice

il punto di intersezione rappresenta l’unico punto in

cui la domanda desiderata, che dipende dal reddito,

è pari al reddito stesso

al di fuori del punto di equilibrio si ha accumulo o

decumulo involontario, non programmato di scorte

la variazione involontaria delle scorte induce le

imprese a variare il livello di produzione fino a che

non si raggiunge l’equilibrio

nulla garantisce che il prodotto di equilibrio coincida

con il prodotto potenziale 19

Spesa aggregata e prodotto di equilibrio 20

Spesa aggregata e prodotto di equilibrio

=

Y AD

Accumulo di scorte

AD indesiderate = − +

( )

AD C Y T I

Y

1

AD

1 Reddito di equilibrio:

La spesa programmata è pari a

quella effettiva e tutto il reddito

AD prodotto viene utilizzato in qualche

2 componente della spesa.

Y

2 In equilibrio le scorte di magazzino

non variano

o

45 Y Y Y

2 1

Decumulo indesiderato

di scorte 21

Spesa aggregata e prodotto di equilibrio

Nell’equilibrio di breve periodo i fattori produttivi

potrebbero non essere pienamente occupati

si potrebbe verificare disoccupazione involontaria

Data la definizione del risparmio, l’equilibrio tra

produzione e domanda aggregata corrisponde

anche all’equilibrio tra risparmio e investimento

I = S

Analiticamente, la produzione di equilibrio è pari

a Y* = (A + I)/(1 – c) 22

Equilibrio tra risparmi e investimenti programmati 23

Variazione della spesa aggregata

Una variazione di una delle componenti

autonome della domanda aggregata, A o I,

induce una variazione più che proporzionale del

reddito di equilibrio, >

∆Y ∆I

Il rapporto tra variazione del reddito e

variazione della componente autonoma è detto

moltiplicatore

moltiplicatore = / > 1

∆Y ∆I

è un numero maggiore di uno

24

Variazione della spesa aggregata

AD =

Y AD = + +

AD A cY I 2

= + +

AD A cY I 1

Un aumento degli investimenti

I sposta la curva di spesa

∆ l’alto.

programmata verso Le

imprese prima riducono le scorte

poi aumentano la produzione

o

45 Y

AD =Y

1 1 25

Variazione della spesa aggregata

AD =

Y AD = + +

AD A cY I 2

= + +

AD A cY I 1

Y

∆ Reddito di equilibrio:

I

∆ o

45 Y

AD =Y AD = Y

1 1 2 2 26

Il moltiplicatore

Perché gli investimenti hanno un effetto

moltiplicativo sul reddito?

effetto diretto: la domanda programmata aumenta

istantaneamente di e questo porta a un aumento

∆I

di produzione e reddito equivalente

effetto indiretto: il reddito disponibile aumenta; una

frazione del nuovo reddito, pari a PMC, aumenta i

consumi, quindi la domanda e il reddito aumentano

ulteriormente; di questo ulteriore aumento una

frazione PMC viene destinato a consumi; e così via 27

Il moltiplicatore

Variazione iniziale: ∆ I

Prima variazione del consumo: ∆

x

PMC I

2

Seconda variazione del consumo: ∆

x

PMC I

3 ∆

x

PMC I

Terza variazione del consumo:

…. 2 3

∆ = ∆ + + + +

(

1 ...)

Y I PMC PMC PMC

Usando le regole matematiche delle serie:

∆ 1

Y =

∆ 1 -

I PMC 28

Il moltiplicatore. Una formulazione alternativa

Esprimiamo la condizione di equilibrio Y = C + I in termini

di variazioni (tenendo conto che A = 0)

∆ :

∆ = ∆ + ∆ = ∆ + ∆

x

Y C I PMC Y I

∆ − ∆ = ∆

x

Y PMC Y I

⇔ ∆ − = ∆

x (

1 )

Y PMC I

Quindi: ∆ 1

Y =

∆ 1 -

I PMC 29

Il moltiplicatore. Un esempio

Si supponga

la riduzione di uno degli investimenti

la propensione marginale al consumo pari a 0,9

La riduzione finale del reddito è pari a

10 = 1/ (1-0,9) 30

Il moltiplicatore. Un esempio 31

Il moltiplicatore. Un esempio 32

Il paradosso della parsimonia

In presenza di risorse non utilizzate l’aumento

del risparmio ha effetti paradossali

l’aumento del risparmio riduce la spesa aggregata

a parità di investimenti il reddito di equilibrio si riduce

Nel lungo periodo, cioè nel modello classico,

l’aumento del risparmio ha effetti benefici sul

reddito, perché aumenta gli investimenti, il

capitale produttivo e quindi le risorse e il

prodotto di equilibrio di lungo periodo 33

Il paradosso della parsimonia

S’ S

(333) 6770495

E’ E I A parità di I, un aumento

della propensione

marginale al risparmio

Y’ Y* Reddito, prodotto riduce il reddito di

equilibrio. 34

Settore pubblico e produzione di equilibrio

Nel modello di determinazione del reddito di

equilibrio viene inserita la presenza del settore

pubblico sotto forma

G, la spesa per beni e servizi, che si aggiunge alle

altre componenti della domanda aggregata

NT, la tassazione al netto dei trasferimenti, che

riduce il reddito disponibile

In presenza di settore pubblico la domanda

aggregata diventa

AD = C + I + G

G si aggiunge ad A e I come componente autonoma

della domanda aggregata 35

Settore pubblico e produzione di equilibrio

Le imposte nette riducono il reddito disponibile

YD = Y – NT

Y è il reddito nazionale

YD è il reddito disponibile

La tassazione netta è composta dalla somma

algebrica di

imposte, che dipendono dal livello della produzione e

del reddito

trasferimenti, alcuni dei quali dipendono anch’essi

dal livello della produzione e del reddito, per

esempio i sussidi di disoccupazione 36

Settore pubblico e produzione di equilibrio

Per semplicità si suppone che la tassazione

netta sia proporzionale al reddito

NT = tY

Di conseguenza il reddito disponibile può

essere rappresentato come

YD = (1- t)Y

t è l’aliquota fiscale netta

Tenendo conto della tassazione netta, la

funzione del consumo si modifica

il consumo diventa una funzione diretta del reddito

disponibile, non del reddito nazionale 37

Settore pubblico e produzione di equilibrio

tuttavia, il consumo rimane anche una funzione del

reddito nazionale, visto che il reddito disponibile è

proporzionale al reddito nazionale

La funzione del consumo, supponendo per

semplicità che il consumo autonomo sia nulla,

diventa

C = c YD = c(1- t)Y

l’aliquota fiscale ha l’effetto di ridurre la propensione

marginale al consumo sul reddito nazionale

la funzione del consumo diventa meno inclinata

38

Settore pubblico e produzione di equilibrio 39

Settore pubblico e produzione di equilibrio

Anche la funzione della domanda aggregata

diventa meno ripida

la presenza di tassazione provoca una rotazione

della retta che rappresenta la domanda aggregata

qualsiasi incremento dell’aliquota di tassazione

provoca una rotazione della retta che rappresenta la

domanda aggregata

Un aumento dell’aliquota fiscale provoca quindi

una riduzione del reddito di equilibrio 40


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In questo appunto vengono illustrati i temi riguardo la spesa aggregata, come sviluppati nel corso di Economia politica dal professor Sergio Ginebri. Gli argomenti specifici sono: moltiplicatore, politica fiscale, commercio estero, produzione effettiva di un'area economica, moltiplicatore Keynes, breve e lungo periodo macroeconomico.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Ginebri Sergio.

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