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Excursus storico

Approccio culturalista (anni 50/60)

• Approccio strutturalista (anni 60/70)

• autorità del testo

Approccio post-strutturalista, linguistica e semiotica (anni

• 70/80) autorità del lettore

analisi semiotica del testo

– analisi etnografica del contesto di fruizione

– analisi della storia sociale e culturale del lettore

• analisi del contesto sociale e culturale di fruizione del lettore

• (anni ‘50)

Approccio culturalista

La cultura, oggetto di ricerca scientifica, è intesa

come:

“cultura organica” appartenente alla tradizione ma perduta

• all’impatto omogeneizzante della cultura popolare

statunitense (R. Hoggart)

“modo di vita completo di un popolo”, come un processo

• dinamico ed in continuo rinnovamento che nasce dalle

pratiche sociali e culturali degli individui (R. Williams)

“cultura del popolo” identificato con la classe operaia

• britannica che prende coscienza di sé (E. Thompson)

( anni ‘60-

‘60 -’70)

L’irruzione strutturalista

Stuart Hall pubblica “the Popular Arts”(1964) e

• diventa direttore del CCCS nel 1969 mantenendo

l’incarico per un decennio.

L’attività di ricerca comincia ad orientarsi sullo

• studio dei prodotti e testi mediali, enfatizzando il

potere ideologico e culturale da loro esercitato sul

ricevente Lo strutturalismo

La prospettiva strutturalista studia la cultura partendo

• dall’analisi dei testi, ovvero analizza come le forme e

le strutture producono significati culturali.

La semiotica e la linguistica introducono i temi della

• testualità, della significazione, della rappresentazione

e della resistenza, dando origine ad un nuovo

approccio orientato al lettore

Svolta post-

post

-

strutturalista e semiotica

(anni ‘70-

‘70 -’80)

1980-Stuart Hall elabora un nuovo modello

• comunicativo: “Encodind/Decoding model”

Stuart Hall, condizionato da tali studi, sanziona la

• rottura definitiva con i modelli comunicativi della

tradizione statunitense

Encoding/Decoding Model

L’atto comunicativo è un processo di negoziazione

• e condivisione in cui si integrano i momenti della

produzione, del consumo, dell’analisi del testo

e dell’analisi del contesto

Il testo diventa uno spazio all’interno del quale

• circolano i significati scambiati fra i produttori e i

consumatori dei media

Il processo di significazione diventa un

• processo attivo, frutto di una relazione bilaterale

Encoding/Decoding Model

Il processo di codifica dell’emittente nell’atto della

• produzione veicola culture e contenuti egemonici e

dominanti di una società

Il processo di decodifica del destinatario avviene

• nell’atto del consumo e modifica il significato

originario del messaggio attraverso un processo di

interpretazione soggettiva

Si comincia a riconoscere la centralità e il

• protagonismo del lettore nel processo

comunicativo, questi interpreta criticamente i

contenuti mediali

Encoding/Decoding Model

Hall distingue tre ipotetiche posizioni di lettura

che determinano tre differenti modalità di

decodifica da parte del lettore:

la posizione dominante egemonica (lettura

• preferita)

la posizione (o lettura) negoziata

• la posizione ( o lettura) “di opposizione”

Dall’autorità del testo mediale si passa all’autorità

del lettore che contribuisce alla costruzione di senso e

significato del testo. (anni ‘80)

Dal testo al contesto

I Cultural Studies, negli anni ‘80, si articolano in

due orientamenti:

Quello che usa il testo per esaltare la lettura di

• resistenza

Quello che contrappone alla forza persuasoria del

• testo la significatività del contesto per determinare

tipi differenti di lettura

Entrambe gli approcci conducono allo sviluppo degli

Audience Studies

(anni ‘80)

Dal testo al contesto

All’interno delle ricerche orientate allo studio del

• contesto di fruizione dei media è possibile

distinguere:

L’analisi del consumo televisivo, di cui alcuni

– rappresentanti sono: David Morley, Dorothy Hobson,

David Buckingham, James Lull...

Lo studio delle subculture, di cui i nomi più noti sono

– quelli di Phil Cohen e Dick Hebdige

Il consumo televisivo

Nella ricerca Nationwide (1978) Morley in relazione all’analisi

• testuale del programma riconosce che “ ...uno stesso

spettatore potrebbe “leggere” in modi differenti, anche

contraddittori, diversi segmenti di Nationwide, riproponendo le

tre diverse possibili posizioni di lettura ipotizzate da Stuart

Hall: dominante, di opposizione o negoziata”

In Nationwide Audience (1980) Morley analizza il contesto di

• fruizione mediale o meglio le radici culturali che si pongono

alla base della diversità e delle letture dell’audience

Il consumo televisivo

In Family and Television (1986), Morley sposta il

• suo interesse sul contesto di fruizione domestica,

come cornice all’interno della quale si compiono le

letture

Mentre in Nationwide il testo era ancora oggetto

• centrale di studio, in Nationwide Audience diventa

centrale la storia culturale e sociale del lettore, in

Family Television, infine, diventano centrali i

processi sociali all’interno dei quali è racchiusa la

fruizione televisiva

Il concetto di genere (anni 80)

Morley nelle sue ricerche affronta il rapporto fra

• fruizione televisiva in famiglia e gender

Il gender televisivo, la segmentazione

• dell’audience e l’organizzazione del palinsesto

diventano i nuovi interessi dei Cultural Studies

Il genere televisivo (Casetti, Lumbelli e Wolf 1980)

• è costituito da un insieme di regole testuali (ritmo,

linguaggio, tempo e struttura), culturalmente

determinate, e da uno specifico sub-universo

semantico, una sorta di cornice che vincola ogni

libera interpretazione semantica

Il consumo televisivo

Dorothy Hobson: oggetto della ricerca è la soap

• opera britannica Crossroads in cui approfondisce la

relazione fra le pratiche professionali messe in atto

per la realizzazione del programma e

l’interpretazione del pubblico nell’atto del consumo

All’interno del rapporto testo-lettore l’autrice

• ipotizza la presenza attiva dell’audience sul testo,

arrivando alla conclusione che “non c’è un

messaggio o un significato intrinseco globale, ma

tante interpretazioni, quante ne attivano i

telespettatori

Il consumo televisivo

David Buckingham: oggetto di ricerca è la soap

• opera britannica East Enders

Il lavoro s’incentra su diverse aree:

• la produzione del programma

– l’analisi testuale degli episodi

– l’attività di promozione e marketing del programma

– il consumo del programma da parte dell’audience

Dalla ricerca emerge che i giovani consumatori

non solo non sono consumatori passivi, ma sono

critici senza negare il piacere procurato dallo stesso programma.

La ricerca etnografica sull’audience

televisiva

La ricerca etnografica è definibile come:

“un’attività interpretativa in cui il ricercatore,

• attraverso l’osservazione, il colloquio in profondità e

vari tipi di interviste, tenta di afferrare il significato

della comunicazione analizzando le percezioni, gli

assunti condivisi e le attività degli attori sociali

analizzati” (Lull 1990)

Essa presuppone un ricercatore che fisicamente

• penetra nel contesto di fruizione della TV, come ad

esempio l’ambiente domestico in cui la famiglia è

l’unità di analisi privilegiata

Fasi di ricerca

James Lull (1990) distingue quattro fasi di

ricerca nell’etnografia sull’audience televisiva:

La Campionatura

• Le Tecniche d’osservazione

• La Raccolta dei dati

• L’Organizzazione e la presentazione


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La presente lezione fa riferimento al corso di Processi culturali e comunicativi tenuto dalla Prof.ssa Cortoni. Vengono presentate le teorie sociologiche classiche e moderne che accompagnano
l’evoluzione sociale tra cui l'interazionismo simbolico e le subculture Scuola di Chicago e i Cultural Studies; l'approccio culturalista e strutturalista e gli Audience Studies.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
Docente: Cortoni Ida
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Processi culturali e comunicativi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cortoni Ida.

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