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ARRÊT ANDRÉ ET AUTRE c. FRANCE 5

comma. In caso di assenza dell’occupante dei locali o del suo

rappresentante, l'ordinanza è notificata, dopo l’ispezione, per lettera

raccomandata con avviso di ricevimento. La notifica è considerata effettuata

alla data di ricevimento riportata sull’avviso.

In mancanza di ricezione, si procede alla significazione dell’ordinanza alle

condizioni previste dagli articoli 550 e seguenti del codice di procedura

penale.

Il tempo e le modalità del ricorso sono riportati sugli atti di notificazione e

di significazione.

L'ordinanza di cui al primo alinea non è suscettibile che di ricorso in

cassazione secondo le regole previste dal codice di procedura penale; tale

ricorso non è sospensivo. Il tempo di impugnazione decorre dalla

notificazione o di significazione dell’ordinanza.

III. La ispezione domiciliare, che non può essere cominciata prima delle sei

né dopo le ventuno, è effettuata in presenza dell’occupante dei locali o del

suo rappresentante; in caso di impossibilità, l'ufficiale di polizia giudiziaria

richiede due testimoni scelti al di fuori delle persone sottoposte alla sua

autorità o di quella dell’amministrazione delle imposte.

I funzionari delle imposte di cui al I comma possono essere assistiti da altri

funzionari delle imposte abilitati alle stesse condizioni degli ispettori.

I funzionari delle imposte abilitati, l’occupante dei locali o il suo

rappresentante e il funzionario di polizia giudiziaria possono solo prendere

conoscenza delle monete e dei documenti prima del loro sequestro.

L’ufficiale di polizia giudiziaria veglia sul rispetto del segreto professionale

e dei diritti della difesa in conformità con le disposizioni del terzo comma

dell'articolo 56 del codice di procedura penale; l'articolo 58 di questo codice

è applicabile.

IV. Un processo verbale riportante le modalità e lo svolgimento delle

operazioni e riportante le constatazioni effettuate è redatto sul campo dai

funzionari dell’amministrazione delle imposte. Un inventario delle monete e

dei documenti sequestrati é ivi allegato, se necessario. Il processo verbale e

l’inventario sono firmati da agenti dell'amministrazione fiscale e dal

funzionario di polizia giudiziaria e dalle persone di cui al primo alinea del

comma III; in caso di rifiuto a firmare, si fa menzione nel processo verbale.

Se l'inventario sul posto presenta difficoltà, le carte e i documenti

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sequestrati sono stati posti sotto sigillo. L'occupante dei locali o il suo

rappresentante sono avvisati che possono assistere all'apertura dei sigilli,

che si svolge alla presenza dell’ufficiale di polizia giudiziaria; l’inventario è

quindi effettuato.

V. Gli originali dei processi verbali e dell’ inventario sono, quando é stato

stabilito, indirizzati al giudice che ha autorizzato la ispezione domiciliare;

una copia di questi documenti è data all’occupante dei locali od al suo

rappresentante.

Le carte e i documenti sequestrati sono restituiti all'occupante dei locali

entro sei mesi dalla ispezione domiciliare; in ogni caso, allorquando dei

procedimenti penali sono iniziati, la loro restituzione è autorizzata dalla

competente autorità giudiziaria.

VI. L'amministrazione delle imposte non può opporre al contribuente le

informazioni raccolte dopo la restituzione delle carte e dei documenti

sequestrati o della loro riproduzione e messa in opera delle procedure di

controllo di cui al primo e secondo alinea dell'articolo L. 47. "

2. Il codice di procedura penale

13. Le pertinenti disposizioni del codice di procedura penale, applicabile al

momento dei fatti, si leggono come segue:

Articolo 56, paragrafo 3

"In ogni caso, [il funzionario di polizia], ha l'obbligo di anticipare qualsiasi

misure atte a garantire il rispetto del segreto professionale e dei diritti della

difesa. " Articolo 56-1

nell’ufficio

"Le ricerche di un avvocato o nel suo domicilio possono essere

effettuate soltanto da un magistrato ed alla presenza del presidente o di un

suo delegato. Questo giudice e il presidente o il suo delegato hanno solo il

diritto di prendere conoscenza dei documenti scoperti durante la

perquisizione, prima del loro eventuale sequestro.

Il presidente o il suo rappresentante possono opporsi al sequestro di un

documento su cui il giudice intende procedere se ritiene che il sequestro

sarebbe illegittimo. Il documento deve quindi essere posto sotto sigillo.

Queste operazioni sono oggetto di un processo verbale nel quale si

ARRÊT ANDRÉ ET AUTRE c. FRANCE 7

menzionano le obiezioni del presidente o del suo delegato, che non è

allegato al verbale del procedimento. Se altri documenti sono stati

sequestrati durante la perquisizione senza sollevare contestazioni, questo

processo verbale è separato da quello di cui all'articolo 57. Questo processo

verbale così come il documento sigillato sono trasmessi senza ritardo al

tribunale della libertà e della detenzione, con l'originale o una copia del

dossier del procedimento.

Entro cinque giorni dalla data di ricevimento di tali documenti, il tribunale

della libertà e della detenzione si pronuncia sulla contestazione con

ordinanza motivata non impugnabile.

A tal fine, esso sente il magistrato che ha proceduto alla perquisizione e, se

della Repubblica così come l’avvocato

del caso, il procuratore nel cui

ufficio o nel cui domicilio è stato eseguito nonché il presidente o il suo

delegato. Può aprire il plico sigillato in presenza di tali persone.

Se accerta che non vi è alcuna necessità di sequestrare il documento, il

tribunale della libertà e della detenzione ordina la sua immediata

restituzione e la distruzione del processo verbale delle operazioni e, se del

caso, la cancellazione di qualsiasi riferimento a questo documento o al suo

contenuto che figuri nel dossier del procedimento.

In caso contrario, egli ordina il versamento del plico sigillato e del processo

verbale nel dossier del procedimento. Questa decisione non esclude la

possibilità ulteriore per le parti di chiedere la nullità del sequestro, se del

caso, davanti alla giurisdizione del giudice o della sezione istruttoria. "

3. La legge n. 71-1130 del 31 dicembre 1971 di riforma di certe professioni

giudiziarie e giuridiche

14. L'articolo 66-5 della legge n. 71-1130 del 31 dicembre 1971 (modificata

dalla legge n. 2004-130 dell’11 febbraio 2004), prevede:

"In tutte le materie, sia nel campo della consulenza o nella difesa, le

consultazioni effettuate da un avvocato al suo cliente o ad esso destinate, le

corrispondenze scambiate tra il cliente e il suo avvocato, tra l'avvocato ed i

suoi colleghi ad eccezione di quelle recanti la dicitura "ufficiale", le note di

aggiornamento e, più in generale, tutti i documenti del dossier sono coperti

dal segreto professionale. "

4. La giurisprudenza della Corte di Cassazione

15. La Corte di Cassazione ha stabilito che il sequestro della corrispondenza

tra una persona messa sotto esame ed il suo avvocato non può essere

ordinato e mantenuto a meno che i documenti sequestrati sono suscettibili di

dell’avvocato in un’infrazione

dimostrare il coinvolgimento (cfr. compresi

Cass. crim. 12 marzo 1992, Bull. crim. n ° 112 del 20 gennaio 1993, Bull.

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crim. n. 29; Cass. com., 5 maggio 1998, Bull. IV, n. 147; Cass. crim. 5

ottobre 1999, Boll. crim. n ° 206 del 27 giugno 2001, Boll. crim. n ° 163). Il

controllo del rispetto del principio di confidenzialità tra un avvocato e il suo

cliente non è limitato ai sequestri, ma si estende ad altre misure che possono

incidere su di esso (così, trattandosi della messa sotto intercettazione

telefonica di una linea privata e/o personale di un avvocato, una tale misura

deve essere preceduta da un riconoscimento esplicito dell'esistenza di indici

plausibili di coinvolgimento di un avvocato in un’infrazione: Cass. crim. 15

gennaio 1997, Bull. crim. N ° 14, 8 novembre 2000, Bull. crim. N. 335;

Cass. crim. 18 gennaio 2006, ricorso n. 05-86.447).

5. Il Diritto comunitario

a) Caso AM & S Europe Ltd c. Commissione europea (155/79),

decisione del 18 maggio 1982, della Corte di giustizia (CGCE)

"18. Il diritto comunitario, derivante da un interpenetrazione non solo

economica, ma anche giuridica degli Stati membri, deve tener conto dei

principi e dei concetti comuni alle legislazioni di questi Stati per quanto

riguarda il rispetto della confidenzialità, con riguardo, tra l'altro, ad alcune

comunicazioni tra gli avvocati ed i loro clienti. Questa confidenzialità

corrisponde in effetti all’esigenza, la cui importanza è riconosciuta in tutti

gli Stati membri, che tutti i contendenti dovrebbero essere in grado di

andare liberamente dal proprio avvocato, la cui professione stessa comporta

il compito di dare, in maniera indipendente, dei consigli giuridici a tutti

coloro che ne hanno bisogno.

19. Per quanto riguarda la tutela della corrispondenza tra gli avvocati ed i

loro clienti, i sistemi giuridici degli Stati membri mostrano che, mentre il

principio della tutela è generalmente riconosciuto, la sua portata ed i criteri

di applicazione variano (...)

21. Al di là di queste differenze, i diritti interni degli Stati membri, tuttavia,

rivelano l'esistenza di criteri comuni, nel senso che proteggono, in

condizioni similari, la confidenzialità della corrispondenza tra avvocati e

clienti, a condizione, da un lato, che si tratti di corrispondenza scambiata nel

quadro ed ai fini del diritto di difesa del cliente e, in secondo luogo, che

emani da avvocati indipendenti, vale a dire avvocati non legati ai clienti da

un rapporto di lavoro. (...)

23. Quanto alla prima di queste due condizioni, l'insediamento (...) si prende

cura di salvaguardare il pieno diritto di difesa, di cui la protezione della

riservatezza della corrispondenza tra avvocati e clienti è un complemento

necessario. ARRÊT ANDRÉ ET AUTRE c. FRANCE 9

24. Per quanto riguarda la seconda condizione, occorre rilevare che

l’esigenza relativa alla posizione ed alla qualità di avvocato indipendente,

che deve rivestire il consiglio da cui emana la corrispondenza suscettibile di

essere protetta, si basa su una concezione del ruolo dell’avvocato,

considerato come collaboratore di giustizia e chiamato a fornire, in piena

di quella, l’assistenza

indipendenza e nel migliore interesse legale di cui il

cliente ha bisogno. Questa protezione ha come contropartita la disciplina

professionale (...). Una tale concezione risponde alle tradizioni giuridiche

giuridico

comuni degli Stati membri e si ritrova anche nell’ordine

comunitario (...) "

b) causa Wouters (C-309-99), decisione del 19 febbraio 2002, della

Corte di giustizia (CGCE):

16. In questo caso, la Corte di giustizia ha riconosciuto la specificità della

professione di avvocato. Nelle sue conclusioni presentate il 10 luglio 2001,

l'avvocato generale Philippe Léger ha considerato quanto segue:

"182. Il segreto è la base del rapporto di fiducia che esiste tra avvocato e

cliente. Essa impone all'avvocato di non divulgare alcuna informazione a lui

comunicata dal suo cliente, e si estende ratione temporis al periodo

successivo alla fine del suo mandato e ratione personae a tutte le terze parti.

“garanzia

Il segreto professionale è anche una essenziale della libertà

dell’individuo e della corretta amministrazione della giustizia", di modo che

esso rileva in materia di ordine pubblico nella maggior parte degli Stati

membri."

c) Direttiva 91/308/CEE sulla prevenzione dell'uso del sistema

finanziario a scopo di riciclaggio di denaro sporco

17. La direttiva 91/308/CEE prevede l'obbligo per gli avvocati di informare

le autorità competenti di ogni fatto che potrebbe indicare il riciclaggio di

denaro sporco. La protezione particolare di cui gli avvocati devono

beneficiare e le possibili eccezioni hanno costituito l'oggetto di discussioni

nell'ambito di una controversia dinanzi alla Corte di giustizia (CGCE) sulla

direttiva 91/308/CEE e sull’obbligo di informazione e di cooperazione per

gli avvocati nei confronti delle autorità responsabili per la lotta contro il

riciclaggio di denaro.

18. Nella sua sentenza del 26 giugno 2007 (Ordine dei fori francofoni e

germanofoni, Ordine francese degli avvocati del foro di Bruxelles, Ordine

dei fori fiamminghi, Ordine olandese degli avvocati del foro di Bruxelles

contro il Consiglio dei ministri, causa C-305/05) la Corte di giustizia ha

stabilito che gli obblighi di informazioni e la cooperazione con i vincoli sul

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avvocati non violano l'articolo 6, paragrafo 1 della Convenzione per i

seguenti motivi:

- Questi obblighi si applicano solo agli avvocati nel quadro della

preparazione o dello svolgimento di talune operazioni essenzialmente di

“finanziario

ordine e immobiliare", vale a dire in un contesto che non ha

alcun legame con un procedimento giudiziario;

- Inoltre, anche nel quadro di tali operazioni, dal momento in cui l'avvocato

incaricato per l’esercizio

è di una missione di difesa o di rappresentanza

legale, o per ottenere consigli su come esercitare o evitare un procedimento

giudiziario, tale avvocato è esonerato dall'obbligo di informazione e di

cooperazione (e questo, indipendentemente dal momento in cui le

informazioni sono state ricevute).

6. Raccomandazione R (2000) 21 del Comitato dei Ministri del

Consiglio d'Europa agli Stati membri in materia di libertà di esercitare

la professione di avvocato (adottata il 25 ottobre 2000)

19. Le pertinenti disposizioni della raccomandazione R (2000) 21 recitano

quanto segue:

"(...) Desiderando promuovere la libertà di esercizio della professione di

avvocato per rafforzare lo Stato di Diritto, al quale partecipa l'avvocato, in

particolare per il ruolo di difesa delle libertà individuali;

Riconoscendo la necessità di un equo sistema giudiziario che garantisca

l'indipendenza degli avvocati nell'esercizio della loro professione senza

l’oggetto

restrizioni ingiustificate e senza essere di influenze, di incentivi, di

pressioni, di minacce o di interferenze, dirette o indirette, da chiunque o per

qualsiasi ragione;

Principio I - Principi generali in materia di libertà di esercizio della

professione di avvocato

1. Tutte le misure necessarie devono essere prese per rispettare, proteggere e

promuovere la libertà di esercizio della professione di avvocato, senza

discriminazioni o ingiustificato intervento delle autorità o del pubblico, in

particolare alla luce delle pertinenti disposizioni della Convenzione europea

sui diritti dell’Uomo. (...)

6. Tutte le misure necessarie devono essere adottate per garantire il segreto

professionale delle relazioni tra avvocati e clienti. Eccezioni a questo

principio dovrebbe essere consentite solo se sono compatibili con lo stato di

diritto. " ARRÊT ANDRÉ ET AUTRE c. FRANCE 11

7. Organizzazione delle Nazioni Unite “

20. Le pertinenti disposizioni dei "Principi di base sul ruolo degli avvocati

(adottate dall’ottavo Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del

crimine ed il trattamento dei trasgressori tenuto a L'Avana dal 27 agosto al 7

settembre 1990) comprendono:

“16. I poteri pubblici vegliano a che gli avvocati a) possano soddisfare tutte

le loro funzioni professionali, senza intimidazioni, impedimenti, molestie o

impropria interferenza b) possano viaggiare e consultarsi con i loro clienti

liberamente nel paese e all'estero, e c) non siano oggetto né siano minacciati

di esser perseguiti o di subire sanzioni economiche o altro per le eventuali

azioni intraprese in conformità con i loro obblighi e norme professionali

riconosciute ed alla loro deontologia.

(...)

22. I governi devono assicurare che tutte le comunicazioni e le consultazioni

tra gli avvocati e i loro clienti, nel quadro delle loro relazioni professionali,

rimangano riservate. "

IN DIRITTO

I. Sulla allegata violazione degli articoli 6 § 1 e 3 c), 8 e 13 della

Convenzione.

21. I ricorrenti lamentano che il processo di ispezione e di sequestro di

documenti presso i loro uffici avrebbe violato il segreto professionale ed i

diritti di difesa. Essi hanno inoltre denunciato, a prescindere dalla natura del

controllo giudiziario in Francia, la mancanza di effettività del ricorso per

cassazione come mezzo per lamentarsi di abusi al loro domicilio. Essi

invocano gli articoli 6 § 1 e 3 c), 8 e 13 della Convenzione, le cui pertinenti

disposizioni si leggono come segue:

Articolo 6 § 1 e 3

"Ogni individuo ha il diritto di avere un processo equo (...) da un tribunale

(…), il quale deciderà (...) sulla fondatezza di tutte le accuse in materia

penale dirette contro di lui.

3. Ogni imputato ha il diritto di:

(…)

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difendersi o avere l’assistenza di un difensore di suo scelta e, se non ha

c)

mezzi per remunerare un difensore, poter esser assistito gratuitamente da

un avvocato d’ufficio, allorquando gli interesse della giustizia lo esigano;”

Articolo 8

"1. Ogni individuo ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare,

del suo domicilio e della sua corrispondenza.

2. Non ci può essere ingerenza di una autorità pubblica nell'esercizio

di tale diritto a meno che tali ingerenza sia prescritta dalla legge e

costituisca una misura che, in una società democratica, si renda necessaria

per la sicurezza nazionale, la sicurezza pubblica, il benessere economico

del paese, la difesa dell'ordine e la prevenzione della criminalità, la

protezione della salute o della morale o la protezione dei diritti e delle

libertà altrui . " Articolo 13

"Qualsiasi persona i cui diritti e le libertà riconosciuti nella Convenzione

(...) siano stati violati, ha il diritto di ottenere un ricorso effettivo dinanzi

un'autorità nazionale, nonostante il fatto che la violazione sia stata

commessa da persone che agiscono nello svolgimento delle loro funzioni

ufficiali. "

A. Tesi delle parti

1. Il Governo

22. Il governo ritiene che le richieste a norma dell'articolo 6 della

Convenzione dovrebbero essere respinte in quanto incompatibili ratione

materiae , non rientrando le controversie fiscali nel campo di applicazione

dell'articolo 6, sotto la sua componente civile (Ferrazzini contro Italia [

GC], n. 44759/98, CEDU 2001-VII) ed essendo la componente penale

elemento estraneo ai fatti.

23. Nel merito, il governo ricorda che la procedura litigiosa è stata oggetto

di autorizzazione da parte di un giudice che, con la Corte di cassazione, ha

assicurato a riguardo il controllo. Rileva inoltre che il processo verbale

rivela che il tribunale della libertà e della detenzione è stato contattato

l’ispezione domiciliare.

durante Esso indica inoltre che la sentenza della

Corte di cassazione non opera alcuna "variazione" di giurisprudenza, ma

conferma invece una giurisprudenza già stabilita e mantenuta da allora. Il

ARRÊT ANDRÉ ET AUTRE c. FRANCE 13

governo sostiene che non vi è stata alcuna violazione di diritti di difesa o

del segreto professionale, avendo stabilito al contrario la sentenza della

Corte di Cassazione dell’ 11 dicembre 2002 un giusto equilibrio tra il

principio della libertà individuale e la necessità della lotta contro l'evasione

fiscale. Precisa infine che il giudice ha osservato che i denuncianti avevano

un mandato di assistenza e di rappresentanza della Clinica "Les Roches

Claires" ed erano intervenuti a questo titolo in diverse occasioni nel corso

della procedura fiscale per il loro cliente.

24. Per quanto riguarda l'articolo 8 della Convenzione, il governo ritiene che

i denuncianti non hanno esaurito i rimedi interni perché, in aggiunta al

ricorso per cassazione che essi hanno esercitato, avevano altri due mezzi di

ricorso: il primo sulla base dell'articolo 9 del codice civile che garantisce il

per un’azione di responsabilità contro lo

diritto alla privacy; il secondo

Stato per la quale essi avrebbero potuto stabilire, ad esempio, che i

funzionari avevano oltrepassato i loro poteri e commesso una colpa.

25. Nel merito, esso non nega l'esistenza di una ingerenza nel diritto al

rispetto del domicilio dei ricorrenti, ma precisa che è stato prescritto dalla

legge, vale a dire dall'articolo L. 16 B del libro delle procedure fiscali, e che

essa perseguiva obiettivi legittimi per la tutela del benessere del paese e la

prevenzione delle infrazioni penali. Esso ritiene infine che l'interferenza è

stata necessaria in una società democratica (Keslassy contro Francia

(dicembre), n. 51578/99, CEDU 2002-I). L'ordinanza che autorizza

l’ispezione domiciliare soddisferebbe pienamente i requisiti fissati dalla

legislazione nazionale e dalla giurisprudenza europea, con delle garanzie

speciali procedurali.

26. Infine, per quanto riguarda la domanda ai sensi dell'articolo 13 della

Convenzione, il governo rinvia alle proprie argomentazioni sull'articolo 8 ed

ai propri richiami sul diritto interno per concludere che tale affermazione è

manifestamente infondata, dal momento che la Convenzione non impone un

essendo l’esistenza di un solo rimedio per

doppio grado di giurisdizione,

cassazione conforme alle disposizioni dell'articolo 13. Ricorda inoltre che la

Corte ha ritenuto che il ricorso in cassazione è un ricorso ad esaurimento

(Civet c. Francia [GC], n. 29340/95, CEDU 1999-VI): i ricorrenti hanno

dunque utilizzato il ricorso ad essi aperto e che permetteva loro di

denunziare gli errori di diritto suscettibili di influenzare l'autorizzazione

domiciliare

dell’ispezione così come le carenze che potrebbero macchiarla.

2. I ricorrenti

27. I denuncianti ritengono che le eccezioni del Governo non hanno


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo del 2008 in cui si affrontano i seguenti argomenti: avvocati, società di avvocati, controllo contabile, frodi fiscali e ispezioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cociani Simone Francesco.

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