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Sistema tributario - Intero corso parte seconda

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario, tenute dal Prof. Roberto Cordeiro Guerra nell'anno accademico 2011.
Il documento riproduce delle slides riassuntive dell'intero corso.
Tra gli argomenti affrontati:fiscalità, globalizzazione, concorrenza fiscale, rapporti con altre discipline,... Vedi di più

Esame di Diritto Tributario docente Prof. R. Cordeiro Guerra

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L’interpretazione

L’interpretazione delle norme tributarie soggiace, in

linea di massima, alle stesse regole e principi operanti

in altri rami dell’ordinamento (criteri legali di

interpretazione e canoni ausiliari).

In passato, sono state sostenute alcune tesi postulanti

l’esistenza di e specifici canoni ermeneutici per il diritto

tributario:

• In dubio pro fisco ( a favore dell’erario);

• In dubio contra fisco (a favore del contribuente);

• Teoria dell’interpretazione funzionale (in base a

funzione e causa giustificativa del tributo).

Corso di Diritto Tributario 93

– Parte Generale –

L’interpretazione (segue)

Nell’interpretare le norme tributarie si applicano:

a) criteri legali ex art. 12, comma 1 delle Preleggi

(criterio letterale e criterio della ratio legis);

b) canoni ausiliari:

­ interpretazione sistematica;

­ interpretazione evolutiva;

­ interpretazione fondata sul principio di

conservazione

degli atti giuridici.

Corso di Diritto Tributario 94

– Parte Generale –

L’interpretazione : problematiche

specifiche del diritto tributario

Quale significato deve essere attribuito a nozioni

o istituti provenienti da altri rami del diritto?

Esempio: se una disposizione tributaria

contempla l’applicazione del tributo alla

cessione di azienda, la nozione di azienda deve

intendersi analoga a quella propria del diritto

commerciale? Corso di Diritto Tributario 95

– Parte Generale –

L’interpretazione : problematiche

specifiche del diritto tributario

(segue)

Tesi sostenibili:

sostenibili principio di

a) Identità di significato (cd.

unitarietà dell’ordinamento);

b) Peculiarità di significato nel diritto

tributario (adeguamento a finalità

economiche perseguite da disposizioni

tributarie). Corso di Diritto Tributario 96

– Parte Generale –

L’interpretazione : problematiche

specifiche del diritto tributario

(segue)

Soluzione preferibile

In assoluto, entrambe le tesi prospettate sono inesatte, poiché:

a) Talvolta il legislatore direttamente precisa il significato,

diverso da quello del ramo di origine, da attribuire al

termine. Es.: ai fini IVA, l’art. 2, c. 5 del D.P.R. n. 633/1972

considera “cessione” la destinazione di un bene al consumo

personale o familiare dell’imprenditore

b) In altri casi, il significato è il medesimo

c) In altri ancora, da un’analisi sistematica delle norme di

riferimento, emerge che l’attribuzione del medesimo

significato è incompatibile con le altre disposizioni che

disciplinano il tributo.

Corso di Diritto Tributario 97

– Parte Generale –

L’interpretazione : problematiche

specifiche del diritto tributario (segue)

Esempio: il possesso del reddito quale presupposto dell’imposta sui

redditi.

a) L’art. 1 del TUIR (D.P.R. n. 917/1986) stabilisce che presupposto

dell’imposta sul reddito è il possesso di redditi in denaro o

natura;

b) Nozione civilistica di possesso (elemento materiale­ elemento

psicologico);

c) Disposizioni relative alla determinazione del reddito d’impresa

quale entità algebrico­contabile;

d) Impossibilità di possedere il reddito in senso civilistico;

conseguente ricostruzione della nozione di possesso del reddito ai

Corso di Diritto Tributario 98

fini tributari come titolarità­ disponibilità della relativa fonte.

– Parte Generale –

L’interpretazione: problematiche

specifiche del diritto tributario (segue)

1. In prima battuta, privilegiare, in

conformità al principio di unitarietà

dell’ordinamento, il medesimo

significato del ramo di provenienza.

2. Controllare se tale significato, alla

Approccio luce di un’interpretazione

interpretativ sistematica, è compatibile con le

altre disposizioni che regolano la

o corretto materia.

3. In caso affermativo, nessun

problema; diversamente

attribuzione del significato

derivante dall’interpretazione

sistematica.

Corso di Diritto Tributario 99

– Parte Generale –

Analogia

E’ utilizzabile nel diritto tributario?

Per risolvere il problema occorre distinguere diverse

categorie di disposizioni tributarie.

• ammessa

Analogia pacificamente per norme

tributarie procedurali (accertamento e riscossione) e

processuali (contenzioso tributario).

• esclusa

Analogia pacificamente per norme tributarie

penali o eccezionali.

• discusso

Area in relazione alla quale è il ricorso

all’analogia: norme impositive in senso stretto;

norme agevolative.

Corso di Diritto Tributario 100

– Parte Generale –

Analogia e norme impositive

E’ possibile, con riferimento alle disposizioni

impositive, il ricorso all’analogia?

Esempio: Una disposizione prevede l’obbligo di pagare

il tributo su canoni di locazione. E’ dovuto il tributo

su canoni di locazione finanziaria?

Analogia: strumento di integrazione dell’ordinamento

Analogia

giuridico finalizzato a colmarne le lacune (fatto

giuridicamente rilevante non disciplinato)

Corso di Diritto Tributario 101

– Parte Generale –

Analogia e norme impositive (segue)

1. Secondo alcuni, il ricorso all’analogia comporterebbe

aggiramento della riserva di legge

l’ (art. 23 Cost.) in materia

tributaria. impossibilità di ricorrere all’analogia

2. Altri prospettano l’ a

motivo della configurazione delle disposizioni tributarie quali

norme a fattispecie esclusiva, dalle quali non è possibile risalire

ad un principio generale. strumento di

3. In realtà, considerato che l’analogia è

integrazione dell’ordinamento giuridico finalizzato a colmarne

le lacune (fatto giuridicamente rilevante non disciplinato), non

è ravvisabile, in relazione al caso non disciplinato dalla norma

impositiva, alcuna lacuna.

In assenza di norma impositiva infatti, trova applicazione la

regola generale della libertà della sfera patrimoniale del

singolo da obblighi ed oneri non espressamente stabiliti dalla

legge. Corso di Diritto Tributario 102

– Parte Generale –

Analogia e norme agevolative

Il medesimo problema si pone in relazione alle

norme agevolative

Se, ad esempio, ai fini di un determinato tributo è prevista

la tassazione con l’aliquota del 20% di tutte le cessioni

di beni e l’aliquota agevolata del 4% per la cessione di

biciclette, è possibile invocare analoga agevolazione

(aliquota 4%) per la cessione di monopattini?

In realtà, il caso non disciplinato dalla norma agevolativa,

rientra a pieno titolo nel campo di operatività della

norma impositiva (cessione di beni), sicché manca

quella lacuna normativa che costituisce il presupposto

per il ricorso all’analogia.

Corso di Diritto Tributario 103

– Parte Generale –

L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

Art. 1 ­ Principi generali

Le disposizioni della presente legge, in attuazione degli articoli 3, 23,

«

53 e 97 della Costituzione , costituiscono principi generali

dell'ordinamento tributario e possono essere derogate o modificate solo

espressamente e mai da leggi speciali.

L'adozione di norme interpretative in materia tributaria può essere

disposta soltanto in casi eccezionali e con legge ordinaria, qualificando

come tali le disposizioni di interpretazione autentica.

Le regioni a statuto ordinario regolano le materie disciplinate dalla

presente legge in attuazione delle disposizioni in essa contenute; le

regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano

provvedono, entro un anno dalla data di entrata in vigore della

presente legge, ad adeguare i rispettivi ordinamenti alle norme

fondamentali contenute nella medesima legge.

Gli enti locali provvedono, entro sei mesi dalla data di entrata in

vigore della presente legge, ad adeguare i rispettivi statuti e gli atti

Corso di Diritto Tributario 104

normativi da essi emanati ai principi dettati dalla presente legge.

– Parte Generale – »

L. n. 212/2000: lo Statuto dei diritti

del contribuente

n. 17576 del 12

febbraio 2002

Sentenze della

Suprema Corte

di Cassazione,

Sez. Tributaria n. 7080 del 14

aprile 2004

Corso di Diritto Tributario 105

– Parte Generale –

L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

Art. 2 ­ Chiarezza e trasparenza delle disposizioni tributarie

«Le leggi e gli altri atti aventi forza di legge che contengono

disposizioni tributarie devono menzionarne l'oggetto nel titolo; la

rubrica delle partizioni interne e dei singoli articoli deve

menzionare l'oggetto delle disposizioni ivi contenute.

Le leggi e gli atti aventi forza di legge che non hanno un

oggetto tributario non possono contenere disposizioni di

carattere tributario, fatte salve quelle strettamente inerenti

all'oggetto della legge medesima.

I richiami di altre disposizioni contenuti nei provvedimenti

normativi in materia tributaria si fanno indicando anche il

contenuto sintetico della disposizione alla quale si intende fare

rinvio.

Le disposizioni modificative di leggi tributarie debbono essere

Corso di Diritto Tributario 106

introdotte riportando il testo conseguentemente modificato»

– Parte Generale –

L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

Art. 3 ­ Efficacia temporale delle norme tributarie

«Salvo quanto previsto dall'articolo 1, comma 2, le disposizioni

tributarie non hanno effetto retroattivo. Relativamente ai tributi

periodici le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal

periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di

entrata in vigore delle disposizioni che le prevedono.

In ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere

adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata

anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro

entrata in vigore o dell'adozione dei provvedimenti di attuazione

in esse espressamente previsti.

I termini di prescrizione e di decadenza per gli accertamenti di

imposta non possono essere prorogati.»

Corso di Diritto Tributario 107

– Parte Generale –

L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

Art. 4 ­ Utilizzo del decreto­legge in materia tributaria

«Non si può disporre con decreto­legge l'istituzione di nuovi tributi né

prevedere l'applicazione di tributi esistenti ad altre categorie di

soggetti»

Art. 5 ­ Informazione del contribuente

«L'amministrazione finanziaria deve assumere idonee iniziative volte a

consentire la completa e agevole conoscenza delle disposizioni

legislative e amministrative vigenti in materia tributaria, anche curando

la predisposizione di testi coordinati e mettendo gli stessi a disposizione

dei contribuenti presso ogni ufficio impositore.

L'amministrazione finanziaria deve altresì assumere idonee iniziative

di informazione elettronica, tale da consentire aggiornamenti in tempo

reale, ponendola a disposizione gratuita dei contribuenti.

L'amministrazione finanziaria deve portare a conoscenza dei

contribuenti tempestivamente e con i mezzi idonei tutte le circolari e le

risoluzioni da essa emanate, nonché ogni altro atto o decreto che

108

Corso di Diritto Tributario

– Parte Generale –

dispone sulla organizzazione, sulle funzioni e sui procedimenti»

L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

Art. 11 – Interpello del contribuente

1. Ciascun contribuente può inoltrare per iscritto

«

all’amministrazione finanziaria, che risponde entro centoventi

giorni, circostanziate e specifiche istanze di interpello concernenti

l’applicazione delle disposizioni tributarie a casi concreti e

personali, qualora vi siano obiettive condizioni di incertezza

interpretazione delle disposizioni stesse. La presentazione

dell’istanza non ha effetto sulle scadenze previste dalla disciplina

tributaria.

2. La risposta dell’amministrazione finanziaria, scritta e motivata,

vincola con esclusivo riferimento alla questione oggetto

dell’istanza di interpello, e limitatamente al richiedente. Qualora

essa non pervenga al contribuente entro il termine di cui al

comma 1, si intende che l’amministrazione concordi con

l’interpretazione o il comportamento prospettato dal richiedente.

Corso di Diritto Tributario 109

– Parte Generale –

Qualsiasi atto, anche a contenuto impositivo o sanzionatorio,

L. n. 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente)

Art. 11 – Interpello del contribuente (segue)

3. Limitatamente alla questione in oggetto dell’istanza di interpello,

«

non possono essere irrogate sanzioni nei confronti del contribuente

che non abbia ricevuto risposta dall’amministrazione finanziaria entro

il termine di cui al comma 1.

4. Nel caso in cui l’istanza di interpello formulata da un numero

elevato di contribuenti concerna la stessa questione o questioni

analoghe fra loro, l’amministrazione finanziaria può rispondere

collettivamente, attraverso una circolare o una risoluzione

tempestivamente pubblicata ai sensi dell’articolo 5, comma 2.

5. Con decreto del Ministro delle finanze, adottato ai sensi

dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, relativo

ai poteri regolamentari dei Ministri nelle materie di loro competenza,

sono determinati gli organi, le procedure e le modalità di esercizio

dell’interpello e dell’obbligo di risposta da parte dell’amministrazione

finanziaria. Corso di Diritto Tributario 110

– Parte Generale –

6. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 21 della legge 30

Incertezze interpretative del

contribuente e diritto di interpello

1. Interpello “ordinario” o “generale” (art.

11 dello Statuto dei diritti del contribuente

­ L. n. 212/2000)

2. Interpello “antielusivo” (art. 21, Legge n.

413 del 1991);

3. Ruling Internazionale (art. 8 L. 326/2003)

Corso di Diritto Tributario 111

– Parte Generale –

Le circolari dell’Amministrazione

finanziaria

1. Non sono fonti normative; di conseguenza non

vincolano il giudice.

2. Non hanno efficacia esterna ma interna

(nell’ambito potere gerarchico).

3. In determinati casi, legislativamente previsti,

possono comportare la non irrogabilità delle

sanzioni ai contribuenti che ad esse si sono

uniformati (art. 10, secondo comma).

Corso di Diritto Tributario 112

– Parte Generale –

Elusione

Esempi classici :

• Donazione buoni tesoro per acquisto

immobile;

• Fusione “bare fiscali” con società in utile;

• Scissione e cessione quote;

• Cessione crediti.

Corso di Diritto Tributario 113

– Parte Generale –

Elusione

Evasione: Elusione:

Evasione Elusione Risparmio lecito

comportamento d’imposta:

violazione delle norme d’imposta

formalmente

tributarie finalizzata a scelta lecita

rispettoso delle

sottrarsi al pagamento finalizzata a diminuire

norme ma

del tributo il prelievo

sostanzialmente

(es.: infedele (es.: rinvio dell’

teso ad aggirarle

dichiarazione). incasso di una

somma).

Rinvio del

Occultamento di presupposto

una parte della

base imponibile

o occultamento

del presupposto Corso di Diritto Tributario 114

– Parte Generale –

Rimedi all’elusione

NORMA NORME

1 2

ANTIELUSIVA AD

ANTIELUSIVE

GENERALE HOC

Riferita a tutte le Volte a colpire

imposte comportamenti

elusivi specifici

(es. Germania ed

Austria) (es. bare fiscali)

3 ART. 37bis

D.P.R. 600/73 Scelta del

nostro

Norma di vasta ordinamento

portata ma non

generale

Corso di Diritto Tributario 115

– Parte Generale –

bis

Art. 37 , D.P.R. n. 600/73

inopponibili

Co. 1 «Sono all’Amministrazione Finanziaria gli atti, i fatti

privi

e i negozi, anche collegati tra loro, di valide ragioni economiche,

diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dall’ordinamento

tributario e ad ottenere riduzioni di imposte o rimborsi, altrimenti

indebiti.»

Co. 2 «L’Amministrazione Finanziaria disconosce i vantaggi tributari

conseguiti mediante gli atti , i fatti e i negozi di cui al comma 1 ,

applicando le imposte determinate in base alle disposizioni eluse, al

netto delle imposte dovute per effetto del comportamento inopponibile

all’Amministrazione.»

Co. 3 «Le disposizioni dei commi 1 e 2 si applicano a condizione che,

nell’ambito del comportamento di cui al comma 2, siano utilizzate una

seguenti operazioni:

o più delle

a) trasformazioni, fusioni,scissioni, liquidazioni volontarie e

distribuzione ai soci di somma prelevate da voci del patrimonio netto

[…]

b) conferimenti in società, nonché negozi aventi ad oggetto il 116

Corso di Diritto Tributario

– Parte Generale –

trasferimento o il godimento di aziende;

bis

Art. 37 , D.P.R. n. 600/73

• Vale solo per le imposte sui redditi

• Prevede l’inopponibilità al fisco di atti e negozi

(l’atto è cioè, giuridicamente valido ma non può

essere sfruttato a fini fiscali) con determinate

caratteristiche generali:

assenza di valide ragioni economiche

1­ finalità di aggirare obblighi e divieti del diritto

tributario e di ottenere indebite riduzioni

d’imposta o rimborsi

• Oltre alle suddette caratteristiche, perché possa dirsi

elusivo, il comportamento del contribuente deve

comprendere una delle operazioni elencate dallo

stesso art. 37bis. Corso di Diritto Tributario 117

– Parte Generale –

Ratio bis

dell’art. 37

Cautela volta ad evitare violazioni del principio di riserva di

legge e del principio di legalità.

• Questa cautela si riflette nella parte procedurale dell’art. 37

bis:

comma 4: l’avviso di accertamento deve essere preceduto, a pena di

nullità, dalla richiesta, anche per lettera raccomandata, di chiarimenti da

inviare per iscritto entro sessanta giorni dalla data di ricezione della

richiesta stessa, nella quale devono essere indicati i motivi per cui si

reputano applicabili i commi 1 e 2 (sorta di contraddittorio anticipato);

comma 5: l’avviso di accertamento deve essere motivato anche avuto

riguardo a quelle che sono state le motivazioni del contribuente

• E nella disciplina della Riscossione:

comma 6: qualora l’avviso di accertamento fondato sull’applicazione

della norma antielusiva venga impugnato, fino alla decisione di primo

grado non possono essere riscosse le maggiori imposte accertate.

Corso di Diritto Tributario 118

– Parte Generale –

Elusione (schema riepilogativo)

Corso di Diritto Tributario 119

– Parte Generale –

L’evoluzione della giurisprudenza in tema di elusione

Corte di Cassazione, 07/03/2002, n. 3345

“Nella disciplina anteriore alla integrazione dell’art. 14 del D.P.R. 22 dicembre

1986, n. 917, operata dall’art. 7­bis del D.L. 9 settembre 1992, n. 372 (convertito,

con modificazioni, nella legge n. 429 del 1992), che ha aggiunto al predetto art. 14

il comma 6­bis,… non era rinvenibile una norma tributaria che negasse la

facoltà di far trasmigrare con un atto reale la titolarità di un bene tra soggetti

e di spostare tale titolarità sul soggetto

sottoposti a trattamenti fiscali divergenti

più favorito. Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

Corte di Cassazione, 03/04/2000, n. 3979

“A fronte di divergenti trattamenti fiscali, a seconda del soggetto cui faccia capo un

reddito, la frode alla legge ex art. 1344 c.c., non è ravvisabile per il solo fatto che un atto

negoziale (reale e non simulato) abbia spostato la titolarità del bene al contribuente

“favorito”, occorrendo una norma che direttamente od indirettamente neghi la facoltà di

trasmigrare con l’atto stesso dall’uno all’altro regime di tassazione; in difetto, si rimane

per non aver prefigurato la

nell’ambito della mera lacuna della disciplina tributaria,

possibilità dei contribuenti di optare per assetti privatistici fiscalmente proficui”.

L’ammissibilità e la liceità di detta operazione, in assenza di contraria previsione di

legge, trovano sicura conferma nell’evoluzione normativa successiva ai rapporti in

discussione…

Il comma dell’art. 14 del D.P.R. 917/1986, aggiunto con effetto dall’art. 7­bis

6­bis ex nunc

del D.L. 372/1992… nega il credito di imposta correlato alla distribuzione di utili azionari

a chi acquista titoli da un fondo di investimento…

Le scelte del legislatore di elidere o attenuare la convenienza fiscale dell’operazione

riposa sull’evidente presupposto della liceità della medesima”.

Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

Corte di Cassazione, 03/09/2001, n. 11351

“Prima dell’entrate in vigore dell’art. 37­bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600,

introdotto dall’art. 7 del D. LGS. 8 ottobre 1997, n. 358, ­ che con disposizione, non

avente efficacia retroattiva, ha attribuito all’Amministrazione Finanziaria ampio

potere di disconoscere, ai fini antielusivi, gli effetti degli atti compiuti dal

contribuente al fine di beneficiare di un trattamento fiscale più vantaggioso – detta

amministrazione non aveva il potere di riqualificare i contratti posti in essere

prescindendo dalla volontà concretamente manifestata dalle stesse,

dalle parti,

per assoggettarli ad un trattamento fiscale meno favorevole di quello altrimenti

applicabile, neppure in virtù degli artt. 1344 e 1418 cod. civ., che sanciscono la

nullità dei contratti che costituiscono “il mezzo per eludere l’applicazione di una

norma imperativa”. Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

La vicenda dell’abuso del diritto: origini del

principio

Principio Generale dell’Ordinamento Comunitario

«Ogni ordinamento che aspiri ad un minimo di completezza

deve contenere delle misure, per così dire, di autotutela, al

fine di evitare che i diritti da esso attribuiti siano esercitati in

maniera abusiva, eccessiva o distorta. Una tale esigenza

non è affatto estranea all’ordinamento comunitario»

(Conclusioni Avv. Gen. Tizzano per la causa Kefalas, C­367/96)

Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

La formulazione matura del divieto di abuso del

diritto in materia di Iva:

CGCE, causa C-255/02 Halifax [2006]

“Perché possa parlarsi di comportamento abusivo, le operazioni

controverse devono, nonostante l’applicazione formale delle condizioni

previste dalle pertinenti disposizioni [……], portare ad un vantaggio

fiscale la cui concessione sarebbe contraria all’obiettivo perseguito da

quelle stesse disposizioni.

Deve altresì risultare […] che le dette operazioni hanno essenzialmente

lo scopo di ottenere un vantaggio fiscale. (Halifax, §86) (sottolineatura aggiunta)

Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

Abuso del diritto e sentenza Halifax

Sussiste abuso del diritto quando concorrono due elementi :

 ­ gli obiettivi e i risultati perseguiti dalle disposizioni di legge

che formalmente generano il beneficio fiscale invocato risultano frustrati

ove il diritto sia conferito oggettivo);

(requisito

­ il diritto invocato deriva da attività economiche per le quali non c’è

oggettivamente altra spiegazione che (appunto) procurarsi quel

diritto”. (§ 91)

(requisito soggettivo). Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

Il principi comunitari come fondamento per la

contestazione dell’abuso del diritto con riguardo

ad operazioni meramente interne

Cass., sent. 4 aprile 2008 (16 gennaio 2008), n. 8772

Controversia relativa al recupero di una minusvalenza su partecipazioni.

Problema dei limiti entri i quali può trovare applicazione elusione fiscale: “La prima risposta di questa

Corte a simile quesito è stata che possono essere qualificati come elusivi solo quei comportamenti che

tali sono definiti da una legge dello stato vigente al momento in cui essi sono venuti in essere”.

Evoluzione attraverso più sentenze (sentenza n. 21221 del 29 settembre 2006; 25612 del 1 dicembre

2006) che affermano possibilità applicazione principio inopponibilità alla A.F. degli atti che

comportano abuso diritto in tutti i settori dell’ordinamento e dunque anche in ambito imposte dirette.

Approdo finale: “Il rapporto elusione/norma legislativa si è ribaltato e le singole norme antielusive

vengono invocate non più come eccezioni ad una regola, ma come mero sintomo dell’esistenza di una

regola”. Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

revirement

Il definitivo nelle ultime pronunce

della Corte di Cassazione in tema di elusione

a) Cass., Sez. Un., sent. 2 dicembre 2008, n. 30055;

b) Cass., Sez. Un., sent. 2 dicembre 2008, n. 30057.

c) Cass., Sez. Trib., sent. 17 dicembre 2008, n. 1465.

IMPATTO sulla normativa vigente in tema

di elusione:

− Art. 37bis;

− Singole disposizioni antielusive (es.: utilizzo perdite in caso

white list;

di fusioni; deducibilità costi non c.f.c.; etc.).

Studio Legale 129

Cordeiro Guerra & Associati

L’individuazione da parte della Cassazione di un principio

generale antielusivo (Sez. Un., 2 dicembre 2008, n. 30057)

«Ritengono le Sezioni Unite di dover aderire all’indirizzo della

Sezione tributaria (si veda, da ultimo, Cass. nn. 10257/08,

25374/08), fondato sul riconoscimento dell’esistenza di un

generale principio antielusivo; con la precisazione che la fonte di

tale principio, in tema di tributi non armonizzati, quali le imposte

dirette, va rinvenuta non nella giurisprudenza comunitaria

quanto piuttosto negli stessi principi costituzionali che informano

l’ordinamento tributario italiano. […] Con la conseguenza che

non può non ritenersi insito nell’ordinamento, come diretta

derivazione delle norme costituzionali, il principio secondo cui il

contribuente non può trarre indebiti vantaggi fiscali dall’utilizzo

distorto, pur se non contrastante con alcuna specifica

disposizione, di strumenti giuridici idonei ad ottenere un

risparmio fiscale, in difetto di ragioni economicamente

Studio Legale 130

apprezzabili che giustifichino l’operazione, diverse dalla mera

Cordeiro Guerra & Associati

L’individuazione da parte della Cassazione di un

principio generale antielusivo (Cass., Sez. Trib.,

17.12. 2008, n. 1465)

Né va sottaciuto come questa Corte abbia rifiutato un

concetto di rilevanza dell’elusione circoscritta ai soli settori

legislativamente predeterminati od in ipotesi tassative (come

quelle richiamate dall’art. 37 bis cit.) riconoscendo operante

a tutto campo una clausola generale antiabuso (nucleo

fondante dell’elusione ricavato dall’elaborazione della Ccrte

di giustizia) a valere come regola di rango comunitario

applicabile d’ufficio, in ogni stato e grado e a prescindere da

specifiche deduzioni (Cass. 24.9.2008, n. 25374) ed

utilizzabile per risolvere casi concreti connotati da fumus di

elusività anche in settori tendenzialmente estranei

all’impatto dle diritto comunitario quali quelli riguardanti

Studio Legale

Cordeiro Guerra & Associati

l’imposizione diretta

Interpello antielusivo

• Introdotto nel 1991 con la Legge n. 413/1991

• Presupposto per attivare la procedura di

interpello: «obiettive condizioni di incertezza

sulla concreta interpretazione delle disposizioni

tributarie rilevanti»

• Procedura:

Quesito Comitato

del antielusivo

contribuente alle

competente (Comitato PARERE

Direzione consultivo per

Mancata risposta

dell’Agenzia l’interpretazione

o risposta negativa

delle Entrate delle norme

antielusive)

Corso di Diritto Tributario 132

– Parte Generale –

Interpello antielusivo (segue)

non vincola

La risposta del Comitato

l’amministrazione (diverso da Interpello generale

ex art. 11 Statuto dei diritti del contribuente)

• Inversione onere prova nell’eventuale fase

contenziosa ( «l’onere delle prova spetta a chi non

si è uniformato al parere»);

• Profili critici dell’istituto:

1 ­ Ritardo con cui il legislatore ha adottati i decreti di attuazione

(D.M. 194 e 195 del 1997);

2 ­ Limitato ambito di applicazione;

3 ­ Efficacia attribuita al parere del Comitato.

Corso di Diritto Tributario 133

– Parte Generale –

Soggetto attivo

• Soggetto attivo: titolare, dal lato attivo, del rapporto

obbligatorio d’imposta (di regola stato o ente locale).

• Possibilità di affidare accertamento e riscossione

del tributo ad altro soggetto

• Fenomeno della devoluzione del gettito (ad es.: da

Stato a Comune) irrilevante dal punto di vista

dell’individuazione del soggetto attivo

• Indisponibilità dei crediti tributari da parte del

soggetto attivo. Fonte: legge sulla contabilità dello

Stato. Possibilità di deroga. Possibile impatto della

disponibilità su giustizia distributiva (imposta come

strumento di riparto di spese pubbliche)

• Fenomeno della cartolarizzazione: eventuale

possibilità di utilizzazione in relazione a crediti

tributari Corso di Diritto Tributario 134

– Parte Generale –

Soggetti passivi

• Soggetto passivo: soggetto tenuto ad effettuare la

prestazione a titolo di capacità contributiva nei

confronti del soggetto attivo

• Contribuente di fatto: soggetto sul quale grava

l’onere finanziario dell’imposta. Non entra in

rapporto col soggetto attivo, che può richiedere

l’imposta esclusivamente al soggetto passivo.

Es.: Soggetto passivo dell’IVA è colui che pone in

essere cessioni di beni o prestazioni di servizi

nell’esercizio di arti o professioni. Tale soggetto ha

l’onere di rivalersi su colui che acquista il bene o

servizio, addebitandogli l’IVA. Il consumatore

finale(es.: privato che acquista un litro di latte)

sopporta il peso economico dell’IVA, inclusa nel

prezzo di vendita: è contribuente di fatto.

Corso di Diritto Tributario 135

– Parte Generale –

Soggetti passivi: il nesso col fatto

indice di capacità contributiva

individuato come presupposto

I casi possibili:

possibili

A) Individuazione vincolata rispetto al

presupposto: soggetto unico (ad es.:

reddito o patrimonio)

B) Capacità contributiva riferibile a pluralità

di soggetti (es.: venditore ed acquirente;

coeredi). Corso di Diritto Tributario 136

– Parte Generale –

Soggetti passivi: il nesso col fatto

indice di capacità contributiva

individuato come presupposto

Nel caso di pluralità di soggetti ulteriore

distinzione:

Capacità contributiva riferibile per intero a

 ciascun soggetto ( es.: acquirente e venditore):

ciascuno obbligato per l’intero.

Capacità contributiva riferibile a ciascun

 soggetto solo pro quota (es.: comproprietari

venditori; coeredi).

Corso di Diritto Tributario 137

– Parte Generale –

Soggetti passivi (segue)

Altri soggetti coinvolti nel prelievo

tributario:

tributario

– sostituto d’imposta (art. 64, I comma D.P.R. n.

600/1973);

– responsabile d’imposta (art. 64, III co.).

E’ discussa, dalla dottrina, la riconducibilità di

tali figure al novero dei soggetti passivi.

Corso di Diritto Tributario 138

– Parte Generale –

Il rapporto tra soggetto passivo e

contribuente di fatto: la cd.

“traslazione d’imposta”

Il rapporto tra soggetto passivo e

contribuente di fatto può essere:

essere

A) disciplinato dalla legge;

B) non disciplinato dalla legge.

Corso di Diritto Tributario 139

– Parte Generale –

Il rapporto tra soggetto passivo e

contribuente di fatto (segue)

Nel caso A (rapporto disciplinato) la legge

può:

può

1) vietare la traslazione (INVIM);

2) imporla come obbligatoria (IVA);

3) contemplarla come facoltativa.

Corso di Diritto Tributario 140

– Parte Generale –

Il rapporto tra soggetto passivo e

contribuente di fatto (segue)

Nel caso B (rapporto non disciplinato) può

verificarsi una traslazione occulta o palese:

traslazione occulta:

1) il prezzo è formato

occulta

includendo una quota corrispondente al

tributo.

traslazione palese:

2) le parti concordano, con

palese

apposita clausola, il “trasferimento”

dell’imposta: fenomeno dei cosiddetti patti

d’imposta. Corso di Diritto Tributario 141

– Parte Generale –

Patti d’imposta: il problema della

liceità

• E’ stata discussa, in dottrina e

giurisprudenza, la liceità del patto con il

quale un soggetto (Tizio) addossa le imposte

da lui dovute ad altro soggetto (Caio).

• Più precisamente, ci si è chiesti se tramite

clausole siffatte non si violi l’art. 53 , Cost.,

1

secondo il quale tutti devono contribuire alle

spese pubbliche in ragione della loro capacità

contributiva. Corso di Diritto Tributario 142

– Parte Generale –

Un esempio di traslazione

pattizia: il caso dei compensi netti

agli sportivi

• Tizio richiede alla squadra X un ingaggio netto di 1 milione

di euro: quale fenomeno si nasconde dietro questa ricorrente

formula.

• Sui redditi derivanti dall’esercizio della propria attività di

sportivo Tizio deve l’imposta sui redditi. Supponiamo che

l’aliquota sia pari al 50%.

• Affinché nelle sue tasche, al netto delle imposte, resti un

milione di euro, egli dovrà dunque stabilire un compenso tale

che, decurtato delle imposte dovute secondo la legislazione

vigente, equivalga al netto desiderato. Un milione di euro

netti equivale dunque ad una somma assai maggiore, pari ad

un milione di euro più l’ammontare delle imposte dovute da

Tizio. Corso di Diritto Tributario 143

– Parte Generale –

Un esempio di traslazione pattizia

(segue)

Più precisamente, poiché su 2.000.000 di euro sono

dovute imposte per un milione di euro (50%) , nel nostro

caso l’ingaggio netto di un milione equivale ad un

compenso effettivo esattamente pari al doppio.

L’imposta accollata concorre alla determinazione

dell’imponibile poiché l’accollo rappresenta nient’altro

che una parte della retribuzione, stabilita in misura

determinabile piuttosto che determinata.

• L’art. 53, co. 1, Cost. riguarda il rapporto Fisco­

contribuente, ma non incide sulla loro sfera di

autonomia privata, nell’esercizio della quale, per vari

motivi (gratuità; onerosità) può essere pattuita la

traslazione d’imposta.

Corso di Diritto Tributario 144

– Parte Generale –

Sostituto d’imposta

• Definizione legislativa: «colui che, in forza di

legislativa

disposizione di legge , è tenuto al pagamento di

imposte in luogo d’altri per fatti o situazioni a questi

riferibili, anche a titolo d’acconto, con obbligo di

rivalsa salvo che sia diversamente stabilito».Art. 64,

1 c. D.P.R. n. 600/1973

Problema: è vero e proprio soggetto passivo o

Problema

soggetto coinvolto sotto il profilo dell’attuazione

dell’obbligo d’imposta?

Istituto concerne attuazione del rapporto obbligatorio o

imputazione soggettiva dell’obbligo di

contribuzione? Corso di Diritto Tributario 145

– Parte Generale –

Sostituto d’imposta (segue)

Per rispondere occorre tenere presente:

– operatività e campo d’applicazione della

sostituzione d’imposta (meccanismo ritenuta)

– distinzione ritenute a titolo d’acconto e di imposta

– posizione del sostituito (estromissione o meno dal

rapporto obbligatorio d’imposta)

Corso di Diritto Tributario 146

– Parte Generale –

Sostituto d’imposta (segue)

Verifica in ordine alla “estromissione dal rapporto”

 da parte del sostituito: è fondamentale perché se il

sostituito è del tutto estromesso dal rapporto colui

che è chiamato a pagare (il sostituto) potrebbe

essere più agevolmente qualificato come soggetto

passivo.

Tale verifica deve essere condotta con distinto

 riguardo a:

a) casi di ritenuta a titolo di acconto;

b) casi di ritenuta a titolo d’imposta.

Corso di Diritto Tributario 147

– Parte Generale –

Sostituto d’imposta (segue)

Verifica in ordine alla “estromissione dal rapporto”

 da parte del sostituito con riguardo a casi di

ritenuta a titolo di acconto.

Obbligo di contabilizzazione (se soggetto) e

 dichiarazione da parte del sostituito, con scomputo

ritenute subite (in base a certificato rilasciato ai

sensi art. 7bis, D.P.R.. n. 600/1973.

Ipotesi di non effettuazione della ritenuta da parte

 del sostituito il sostituito non scomputa e paga

interamente imposta dovuta.

Corso di Diritto Tributario 148

– Parte Generale –

Per capire: la certificazione

Corso di Diritto Tributario 149

Parte Generale

Sostituto d’imposta (segue)

Verifica in ordine alla “estromissione dal rapporto” da parte del

 sostituito con riguardo a casi di ritenuta a titolo di d’imposta.

Estromissione dal rapporto rispetto a ritenuta a titolo d’imposta:

 La legge prevede:

a) responsabilità solidale del sostituito col sostituto nel caso di ritenute

omesse (art. 35, D.P.R. n. 602/1973: “quando il sostituto è iscritto a

ruolo per imposte e interessi relativi a redditi sui quali non ha effettuato

né la ritenuta né i relativi versamenti, il sostituito è obbligato in solido”

b) );

c) La legittimazione a proporre domanda di rimborso da parte del sostituito

in caso di ritenuta indebita (art. 38, D.P.R. n. 602/1973).

Corso di Diritto Tributario 150

– Parte Generale –

Sostituto d’imposta (segue)

Il sostituto è un incaricato ex lege di adempiere

 l’obbligazione del sostituito previa provvista dei

mezzi finanziari (meccanismo essenziale ai fini della

valutazione di compatibilità con art. 53 Cost.).

Quale incaricato dalla legge dell’adempimento

 parziale o totale dell’obbligazione altrui non è

soggetto passivo d’imposta.

Corso di Diritto Tributario 151

– Parte Generale –

Responsabile d’imposta

• Definizione legislativa: «colui che è tenuto al

legislativa

pagamento del tributo insieme con altri, per fatti o

situazioni esclusivamente riferibili a questi, con

diritto di rivalsa» (art. 64, 3 c. D.P.R. n. 600/1973).

• Problema: è soggetto passivo o soggetto per il

Problema

tramite del quale meglio si intende assicurare il

soddisfacimento dell’obbligo d’imposta?

Corso di Diritto Tributario 152

– Parte Generale –

Responsabile d’imposta (segue)

Ipotesi tipiche di responsabilità:

responsabilità

a) notai e pubblici ufficiali;

b) cessionario d’azienda;

c) liquidatori;

d) più negozi in unico atto.

Dato comune:

comune

– non manifesta capacità contributiva;

– è in grado di evitare il prelievo con il proprio

comportamento. Corso di Diritto Tributario 153

– Parte Generale –

Solidarietà tributaria

• Art. 1292 c.c.: più debitori obbligati per la medesima

c.c.

prestazione; l’adempimento di uno libera gli altri.

• Solidarietà paritetica (medesimo titolo):

acquirente/venditore nell’imposta di registro

• Solidarietà dipendente: identità prestazione; titoli

diversi: (responsabile d’imposta)

• Art. 1294 c.c.: i condebitori sono tenuti in solido se

dalla legge non è diversamente stabilito 

comunque, statuizione espressa in materia tributaria.

• Art. 65, D.P.R. n. 600/1973: gli eredi rispondono in

600/1973

solido (invece che pro quota) dei debiti tributari

Corso di Diritto Tributario 154

– Parte Generale –

Teoria della “supersolidarietà”

Teoria secondo la quale si attribuiva efficacia nei

confronti di tutti i coobbligati agli atti concernenti la

gestione e l’attuazione dell’obbligazione tributaria,

ancorché posti in essere da o nei riguardi di uno solo

dei coobbligati.

═ il Fisco poteva notificare l’avviso di accertamento

ad uno solo dei coobbligati.

Con questa prassi, una volta resosi definitivo l’atto per

mancanza di impugnazione, o formatosi il giudicato, il

Fisco lo poteva opporre con successo agli altri

coobbligati, anche se rimasti totalmente estranei alla

Corso di Diritto Tributario 155

vicenda. – Parte Generale –

Teoria della “supersolidarietà”

• Efficacia nei confronti di tutti i coobbligati

degli atti posti in essere nei cfr. uno solo

(definitività; giudicato; decadenza).

• Argomentazioni: indivisibilità; potere di

rappresentanza.

• Corte Cost. n. 48/1968: la supersolidarietà è

48/1968

un regime contrario agli artt. 24 e 113 Cost.

• Problema successivo: applicabilità integrale

regime codice civile?

Corso di Diritto Tributario 156

– Parte Generale –

Teoria della “supersolidarietà”

(segue)

• Codice civile: prevede correttivi (es.

estensibilità del giudicato favorevole: art.

1306 c.c.) ma consente definizioni

differenziate

• Possibile soluzione: litisconsorzio necessario

• Problema: serve una disposizione ad hoc? È

sufficiente a questo scopo la norma di cui

all’art. 14, D.Lgs. n. 546/1992?

Corso di Diritto Tributario 157

– Parte Generale –

Fattispecie impositiva

La norma tributaria contempla i vari elementi costituenti

l’astratta fattispecie impositiva, ossia l’insieme degli elementi

al cui verificarsi sorge l’obbligo di versare il tributo.

Al suo interno si è soliti distinguere:

Presupposto: situazione, di regola indice di capacità

Presupposto

 contributiva, assunta come titolo giustificativo del prelievo;

Base imponibile: parametro di commisurazione del tributo

imponibile

 Rapporto presupposto/base imponibile: compenetrazione

imponibile

 nelle imposte dirette; autonomia in quelle indirette

Corso di Diritto Tributario 158

– Parte Generale –

Base imponibile

• Base imponibile:

imponibile

• Parametro di commisurazione del tributo. In

altri termini, è l’entità quantitativa (di solito il

valore, espresso in somma di denaro,

attribuito al presupposto quale situazione di

fatto economicamente valutabile) sulla quale,

applicando l’aliquota, è calcolata l’imposta.

• Es.: Il reddito posseduto costituisce la base

imponibile dell’IRE, al quale applicare le

aliquote progressive per determinare

l’imposta dovuta.

Corso di Diritto Tributario 159

– Parte Generale –

Aliquote

• Aliquota: percentuale che applicata alla base

Aliquota

imponibile determina l’entità del tributo dovuto.

• Aliquota Progressiva: percentuale che aumenta man

Progressiva

mano che cresce la base imponibile (realizza il

principio di uguaglianza sostanziale). Es. le aliquote

dell’IRE sono progressive.

• Aliquota proporzionale: percentuale fissa,

proporzionale

indipendente dall’entità della base imponibile. Es. le

aliquote dell’IVA sono proporzionali, così pure

quelle dell’IRES (ex IRPEG, Imposta sul reddito delle

Società) Corso di Diritto Tributario 160

– Parte Generale –

Le aliquote progressive dell’imposta sui

redditi

Aliquote 1985­2009

Scaglioni di Aliquote IRPEF Scaglioni reddito 2009 Aliquota Irpef

reddito dal 1983 al 1985

(lire) da 0 a 15.000 euro 23% 23% del reddito

Fino a 11 milioni 18% 3.450 + 27% sulla

Tra 11 e 24 milioni 27% da 15.000,01 a 28.000 27% parte eccedente i

euro 15.000 euro

Tra 24 e 30 milioni 35% 6.960 + 38% sulla

Tra 30 e 38 milioni 37% da 28.000,01 a 55.000 38% parte eccedente i

euro 28.000 euro

Tra 38 e 60 milioni 41% 17.220 + 41%

Tra 60 e 120 47% da 55.000,01 a 75.000 sulla parte

41%

milioni euro eccedente i

55.000 euro

Tra 120 e 250 56% 25.420 + 43%

milioni sulla parte

oltre 75.000 euro 43% eccedente i

Tra 250 e 500 62% 75.000 euro

milioni

Oltre 500 milioni 65% Corso di Diritto Tributario 161

– Parte Generale –

Fattispecie impositiva: un esempio

Art. 1, D.P.R. n. 917/1986:

«Presupposto dell’imposta sul reddito delle persone

fisiche è il possesso di redditi in denaro o in natura

rientranti nelle categorie indicate nell’art. 6»

Art. 2

«Soggetti passivi dell’imposta sono le persone fisiche,

residenti e non residenti nel territorio dello Stato.»

Art. 6

«I singoli redditi sono classificati nelle seguenti

categorie . a) redditi fondiari; b) redditi di capitale;

c) redditi di lavoro dipendente; d) redditi di lavoro

autonomo; e) redditi d’impresa; f) redditi diversi.»

Corso di Diritto Tributario 162

– Parte Generale –

Classificazione delle imposte

DIRETTE colpiscono presupposti direttamente espressivi di

capacità contributiva (Es. IRE colpisce il possesso di un reddito)

1)

IMPOSTE INDIRETTE colpiscono una manifestazione indiretta di capacità

contributiva (Es.: imposte sui consumi/imposta

registro

PERSONALI colpiscono la manifestazione di capacità contributiva

proiettata sullo sfondo della situazione personale del suo titolare (Es.

IRE la “personalizzazione” si manifesta in due modi: 1­ attraverso deduzioni o

detrazioni d’imposta, collegate, ad es., al numero ed alle caratteristiche dei

familiari a carico del soggetto percettore del reddito; 2­ i diversi redditi riferibili

al contribuente non vengono tassati separatamente bensì sommati ai fini della

2) IMPOSTE determinazione della base imponibile soggetta la base imponibile stessa)

REALI colpiscono il fatto indice di capacità contributiva in sé per

IVA

sé considerato (Es. ­ l’aliquota non varia al variare delle

caratteristiche del soggetto che acquista un bene o un servizio;

quando un disoccupato compra il latte paga la stessa Iva che sul

medesimo acquisto pagherebbe un imprenditore)

Corso di Diritto Tributario 163

– Parte Generale –

Fase di accertamento: sua articolazione

L’ attuazione del rapporto d’imposta comporta: la

determinazione dell’imponibile; la liquidazione

dell’imposta; l’adempimento spontaneo o coattivo.

Tali “momenti” possono o meno acquisire esteriorizzazione

formale più o meno complessa, a seconda che la legge

preveda il compimento di appositi atti formali da parte del

soggetto passivo e/o dell’Amministrazione.

Tributi con accertamento: es.: Imposte sui redditi.

Tributi senza accertamento: es.: imposta di bollo

Corso di Diritto Tributario 164

– Parte Generale –

Teoria dichiarativa e teoria costitutiva

• Tributi con accertamento (adempimento tramite esplicazione della

fase di accertamento) e tributi senza accertamento (eventuale

controllo successivo).

• Problema: fonte dell’obbligazione d’imposta nei tributi con

accertamento: legge (teoria dichiarativa) o atti amministrazione

finanziaria (tesi costitutiva)?

• Schema norma­ fatto (teoria dichiarativa); schema norma­ potere­

fatto (teoria costitutiva).

• Posizione soggettive correlate: diritto soggettivo (norma fatto);

interesse legittimo (norma­potere­fatto).

• Argomenti pro tesi dichiarativa: riserva di legge; evoluzione

legislazione; ruolo giudice.

Corso di Diritto Tributario 165

– Parte Generale –

Fase di accertamento: sua articolazione

Fase attuativa: di regola esplicata attraverso dialettica debitore

– creditore d’imposta.

Articolazione variabile. Esempi:

a) Dichiarazione – adempimento

b) Dichiarazione – controllo – accertamento – adempimento

c) Dichiarazione – controllo – accertamento – adesione

d) Dichiarazione – controllo – accertamento – contenzioso

e) Omessa dichiarazione – accertamento d’ufficio – contenzioso

Corso di Diritto Tributario 166

– Parte Generale –

Dichiarazione

• Contenuto, termini e disciplina dettati in relazione a ciascun

tributo.

• Evoluzione tendenziale della disciplina:

progressivo incremento del contenuto l’originaria funzione di

comunicazione dell’imponibile si è arricchita con gli ulteriori

contenuti della liquidazione tributo; esercizio di opzioni (es.:

scelta regime forfetario); informazioni statistiche.

• La trasmissione avviene adesso per via telematica da parte di

intermediari abilitati (es. commercialisti). Il contribuente firma

una copia cartacea conservata dall’intermediario, il quale

provvede ad inviare la dichiarazione all’Amministrazione in via

telematica (facilitazione dei controlli)

Corso di Diritto Tributario 167

– Parte Generale –

Dichiarazione (segue)

• Natura: è negozio giuridico (dichiarazione di volontà alla quale l’ordinamento giuridico

ricollega effetti giuridici) o dichiarazione di scienza (atto con il quele si comunica ad altri

la conoscenza di un atto o situazione)?

• Influenza de dibattito costitutivisti/dichiarativisti sul problema qualificatorio.

• Secondo la giurisprudenza, la dichiarazione contiene una semplice manifestazione di

scienza e di giudizio (Cass. SSUU, n. 15063/2002 e Cass. n. 21944/2007);

• Ha efficacia confessoria o meno in relazione alle cosiddette contra se declarationes

contenute in dichiarazione? Può avere efficacia confessoria qualora contenga

un’ammissione di fatti sfavorevoli al contribuente (cd. confessione stragiudiziale)

• Contenuto tipico:

a) determinazione dell’imponibile;

b) verifica sul modo di essere degli elementi che concorrono ad integrare la fattispecie

impositiva;

c) sovente, anche liquidazione del tributo.

• Produzione di effetti (cristallizzazione del dovuto se non rettificata nei termini) non in

quanto negozio ma quale elemento costitutivo, insieme ad altri (decorso del tempo) della

fattispecie. Corso di Diritto Tributario 168

– Parte Generale –

Per capire: UNICO Persone Fisiche 2009

169

Dichiarazione (segue)

Principio della emendabilità della dichiarazione (ex

pluribus Cass. SSUU, n. 15063/2002).

rettifica in aumento

Due possibilità: rettifica in diminuzione

La prima (rettifica in aumento) non pone problemi,

comportando la debenza di un maggiore tributo. Per

stimolare l’adempimento, la legge prevede forme di

ravvedimento operoso, ossia benefici (es.:riduzione

delle sanzioni ad un sesto del minimo) per coloro che

rettificano in aumento

Corso di Diritto Tributario 170

– Parte Generale –

Dichiarazione: rettifica in aumento.

Ravvedimento operoso

Disciplina positiva: art. 13, D.Lgs. n. 472/1997

Se il contribuente, entro un determinato termine,

provvede spontaneamente a rettificare la dichiarazione

e versare il relativo tributo, le sanzioni applicabili per

l’infedeltà della dichiarazione sono ridotte.

La riduzione è tanto maggiore quanto più rapido è il

ravvedimento.

Il ravvedimento è escluso dopo che sia formalmente

iniziata attività di indagine nei confronti del soggetto

passivo. Corso di Diritto Tributario 171

– Parte Generale –

La rettifica della dichiarazione

Nel caso di rettifica in diminuzione occorre distinguere:

a) Rettifica qualificazioni giuridiche;

b) Rettifica elementi o circostanze di fatto;

c) Rettifica qualificazioni giuridiche: NO limiti

intrinseci (connessi ad efficacia e natura atto); SÌ

limiti esterni (discendenti da specifiche norme che

disciplinano il fenomeno. Es.: termini per richiesta

rimborso imposte).

Esempio : somma percepita dichiarata come reddito

imponibile in base ad errata interpretazione norme

di riferimento. Corso di Diritto Tributario 172

– Parte Generale –

Dichiarazione (segue)

omesse:

1. Rettifica elementi o circostanze di fatto no

limiti intrinseci; limiti esterni: serie di norme che

individuano la dichiarazione come sede esclusiva nella

quale addurre o comprovare determinate circostanze

addotte in modo difforme

2. Rettifica di circostanze

dalla realtà: è problematica l’esistenza di limiti

intrinseci. Questione efficacia confessoria

dichiarazione originaria (es.: corrispettivo

originariamente dichiarato pari a 100) e rilevanza

successiva smentita (es. corrispettivo rettificato a 50).

Tesi contrapposte: libertà rettifica, purché provata;

limitazioni provenienti dai principi di

autoresponsabilità e affidamento.

Corso di Diritto Tributario 173

– Parte Generale –

Accertamento

Procedimento mediante il quale viene accertato

an

il modo d’essere dell’obbligazione tributaria ( ,

quantum quomodo

, ).

Tipologia degli atti di accertamento

a)Accertamento d’ufficio

b)Accertamento in rettifica

c)Accertamento parziale

d)Accertamento integrativo o modificativo

e)Ipotesi di atti della riscossione che includono

accertamento: controllo cartolare della dichiarazione e

diretta iscrizione a ruolo (artt. 36bis e 36ter, D.P.R. n.

600/1973). Corso di Diritto Tributario 174

– Parte Generale –

Corso di diritto tributario

Parte speciale

Prof. Roberto Cordeiro Guerra

Schemi didattici di supporto utilizzati per

lo svolgimento delle lezioni dell’anno

accademico 2010­2011

Classificazione delle imposte

I

M DIRETTE colpiscono presupposti direttamente espressivi di capacità

contributiva (Es. IRE colpisce il possesso di un reddito)

P

O

S

T INDIRETTE colpiscono una manifestazione indiretta di capacità

E contributiva (Es.: imposte sui consumi/imposta registro

Corso di Diritto Tributario

Parte speciale

Classificazione delle imposte

PERSONALI colpiscono la manifestazione di capacità

contributiva proiettata sullo sfondo della situazione personale del

I Irpef

suo titolare (Es. la “personalizzazione” si manifesta in due

modi: 1­ attraverso deduzioni o detrazioni d’imposta, collegate,

M ad es., al numero ed alle caratteristiche dei familiari a carico del

P soggetto percettore del reddito; 2­ i diversi redditi ottenuti dal

contribuente non vengono tassati autonomamente bensì sommati

O ai fini della determinazione della base imponibile prima di

applicare l’aliquota ­che dipende dalla base imponibile stessa­)

S REALI colpiscono il fatto indice di capacità contributiva in

T Iva

se’ per se’ considerato (Es. ­ l’aliquota non varia al

E variare delle caratteristiche del soggetto che acquista un bene

o un servizio; quando un disoccupato compra il latte paga la

stessa Iva che sul medesimo acquisto pagherebbe un

imprenditore)

Corso di Diritto Tributario

Parte speciale

Sistema tributario italiano

Imposte Erariali

I.R.E. (T.U.I.R.: D.P.R. n. 917/1986)

I.R.E.S. (T.U.I.R.: D.P.R. n. 917/1986)

I.V.A. (D.P.R. n. 633/1972)

Imposta di Registro (D.P.R. n.131/1986)

Imposta Successioni e Donazioni (D.lgs. n. 346/1990, D.L. n. 262/2006

conv. in L. n. 286/2006, L. n.296/2006))

Altre Imposte

(Accise, Imposte Doganali, Bollo, Ipotecaria e Catastale, Imposta

sulla pubblicità, Tributi ambientali etc.)

Imposte “locali”

I.C.I. (D.lgs. n. 504/1992)

. (D.lgs. n. 446/1997)

I.R.A.P Diritto Tributario

Parte speciale

L’evoluzione del sistema tributario

• A) Stato Preunitario ed Unitario

• Imposta fondiaria + Imposte sui trasferimenti

• B) Monarchia

• Imposta fondiaria + Imposta di ricchezza mobile +

Imposta complementare sul reddito

• C) Repubblica Italiana

• Riforma Vanoni Tremelloni (poi TU 645/1958)

• Imposta sulle societa; Imposta di successione; Imp.

Assicurazioni; Ipocatastali; Bollo; IGE

Corso di Diritto Tributario

Parte speciale

L’evoluzione del sistema tributario

• D) Riforma del 1973

– Imposte Indirette: Introduzione dell’IVA

– Imposte Dirette:

• IRPEF

• IRPEG

• ILOR

• E) L’appartenenza alla CE

• DIRITTO PRIMARIO

• DIRITTO DERIVATO (DIRETTIVE: ES. FUSIONI; DIVIDENDI,

Etc.) Corso di Diritto Tributario

Parte speciale

Esiste un “sistema” tributario ?

Ordinarie

Imposte

I sui redditi Sostitutive

(ritenute imposta)

M

P Ordinarie (ICI)

Imposte sul

O patrimonio straordinarie

S

T Consumi: generale (IVA)

Imposte o specifiche (carb.; etc.)

E indirette Altre imp. Indirette:

registro; bollo,

ipocatastali)

Corso di Diritto Tributario

Parte speciale

Effetti della concorrenza fiscale sull evoluzione degli

ordinamenti interni

1 – Evoluzione delle aliquote in Italia (1983­2008)

Scaglioni di Aliquote IRPEF

reddito dal 1983 al 1985 Scaglioni di Aliquote Ire

(lire) reddito (euro) 2006

Fino a 11 milioni 18% Fino a 15.000 23%

Tra 11 e 24 milioni 27% Da 27%

Tra 24 e 30 milioni 35% 15.000 a

Tra 30 e 38 milioni 37% 28.000

Tra 38 e 60 milioni 41%

Tra 60 e 120 47% Da 55.000 a 41%

milioni 75.000

Tra 120 e 250 56%

milioni Oltre 75.000 43%

Tra 250 e 500 62%

milioni

Oltre 500 milioni 65% Corso di Diritto Tributario

Parte speciale

Irpef

FONTI:

• Disciplina del tributo: Titolo I, D.P.R. n.

917/1986 (T.U.I.R.)

• Accertamento: D.P.R. n. 600/1973

• Riscossione: D.P.R. n. 602/1973

Diritto Tributario

Parte speciale

Irpef ERARIALE

CARATTERI SUL REDDITO

L’I.R.P.E.F un’imposta

è PERSONALE

PROGRESSIVA PER

SCAGLIONI

PERIODICA

Diritto Tributario

Parte speciale

Irpef PRESUPPOSTO: art.1

T.U.I.R.: Possesso di

ANALISI: redditi in denaro o in

natura appartenenti ad una

delle categorie di cui

all’art. 6.

SOGGETTO PASSIVO e

criteri di localizzazione del

reddito: artt. 2, 3­comma 1

e 23, 5 T.U.I.R.

BASE IMPONIBILE: artt.

PERIODO D’IMPOSTA: art. 7 3, 10, 12, 13, 15, 16

T.U.I.R.: 1. L’imposta è dovuta per anni T.U.I.R.

solari, a ciascuno dei quali corrisponde

un’obbligazione tributaria autonoma, salvo

quanto stabilito nel comma 3 dell’art. 8 e nel

secondo periodo del comma 3 dell’art. 11

(N.d.R.: ora art. 12).

2. L’imputazione dei redditi al periodo di

imposta è regolata dalle norme relative alla Diritto Tributario

categoria nella quale rientrano. Parte speciale

I.R.P.E.F.: presupposto

1. (Presupposto dell’imposta). Presupposto

dell’imposta sul reddito delle persone fisiche

possesso

il di redditi in denaro o in natura

è

rientranti nelle categorie indicate nell’art. 6.

ELEMENTO OGGETTIVO: REDDITO

PRESUPPOSTO ELEMENTO SOGGETTIVO: PERSONE FISICHE

ELEMENTO RELAZIONALE: POSSESSO

Diritto Tributario

Parte speciale

Nozione di Possesso

Il possesso ha lo stesso significato che ha nel linguaggio civilistico?

Art. 1140 c.c.: possesso il potere sulla cosa che si manifesta in un’attività

“il è

corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale.

Animus possidendi Detenzione materiale della res

Non esiste una nozione unitaria di possesso ai fini fiscali, ma tante nozioni in

corrispondenza dei fatti che rendono tassabili i redditi delle diverse categorie:

­ Redditi di lavoro autonomo, dipendente, di capitale e diversi : sono imponibili

quando sono materialmente percepiti;

­ Redditi fondiari : il possesso riferito all’immobile, inteso come fonte produttiva;

è

­ Reddito d’impresa : la nozione di reddito un’astrazione contabile frutto della

è

somma algebrica di proventi ed oneri maturati, ma non riscossi o esborsati.

titolarità giuridica della fonte

Ai fini fiscali per possesso deve intendersi la e, quindi

del cespite o dell’attività dalla quale il reddito scaturisce

SI TRATTA DI UN ESCAMOTAGE

LESSICALE UTILIZZATO DAL

LEGISLATORE PER DESIGNARE LE

RELAZIONE

DIVERSE SEMBIANZE DELLA

SOGGETTO­OGGETTO DELLA

Diritto Tributario TASSAZIONE RISPETTO A REDDITI DELLE

Parte speciale DIVERSE SPECIE

Nozione di Reddito

• Reddito Vs Patrimonio

• Varie definizioni:

Prodotto

Entrata

Consumo

QUALE NOZIONE ACCOLTA DAL LEGISLATORE?

• Evoluzione:

• Artt.1 D.P.R. n. 597/1986: Possesso di redditi provenienti da qualsiasi

fonte; art. 80: imponibile ogni altro reddito diverso da quelli

espressamente considerati.

• Art. 1 TUIR: possesso di redditi rientranti nelle categorie indicate nell’art.

6.

• Tassazione proventi percepiti in sostituzione redditi (art. 6: cessione

credito; risarcimento ). Diritto Tributario

Parte speciale

Tassazione proventi attività illecite

I proventi derivanti da attività illecite sono tassabili?

No, perché provengono da fonte illecita (è contraddittorio

qualificare un’attività come illecita e poi pretendere,

2 teorie ciònonostante, di assoggettarne i frutti a prelievo)

Si, perché altrimenti si finisce con

riservare a tali proventi un

trattamento di favore

1 soluzione: art. 14 L. Gallo (n. 537/1993)

I proventi derivanti da illecito civile, penale ed amministrativo sono

imponibili a due condizioni:

1. Che siano riconducibili ad una della categorie reddituali di cui

all’art. 6 T.U.I.R.

2. Che non siano già sottoposti a prelievo o confisca penale.

Diritto Tributario

Parte speciale

Tassazione proventi attività illecite (segue)

• Art. 2, comma 8 L.n. 289/2002: ha sancito

l’indeducibilità dei costi e delle spese a

“riconducibili

fatti, atti o attività qualificabili come reato, fatto salvo

l’esercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti”

• Ritocco al c.d. Decreto Bersani­Visco ­ art. 36, comma

34 bis L.n. 248/2006 : Con norma definita

stabilito che se i proventi di attivita

“interpretativa”ha

illecite non possono ricondursi a nessuna delle

categorie di cui all’art. 6 del T.U.I.R. comunque

“sono

considerati come redditi diversi”.

Diritto Tributario

Parte speciale

IRE: Soggetti Passivi

Persone fisiche residenti Persone fisiche non

residenti

Tassazione del Tassazione dei soli

reddito ovunque redditi prodotti in

prodotto Italia

Criteri di collegamento

World Wide Principle (art. 23 t.u.i.r.)

Corso di Diritto Tributario

speciale

La residenza delle persone fisiche

ART. 2 T.u.i.r.”

“Nuovo

ART. 2 T.u.i.r.”

“Vecchio passivi dell'imposta sono le

“Soggetti

passivi dell'imposta sono le

“Soggetti persone fisiche, residenti e non

persone fisiche, residenti e non residenti nel territorio dello Stato.

residenti nel territorio dello Stato. 2. Ai fini delle imposte sui redditi si

2. Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone che

considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo

per la maggior parte del periodo d'imposta sono iscritte nelle anagrafi

d'imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno

della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o

nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del codice civile.

la residenza ai sensi del codice civile. 2­bis. (1)Si considerano altresì

2­bis. Si considerano altresì residenti, residenti, salvo prova contraria, i

salvo prova contraria, i cittadini cittadini italiani cancellati dalle

italiani cancellati dalle anagrafi della anagrafi della popolazione residente e

popolazione residente e trasferiti in trasferiti in Stati o territori diversi da

Stati o territori aventi un regime quelli individuati con decreto del

fiscale privilegiato, individuati con Ministro dell’economia e delle

decreto del Ministro dell’economia e finanze, da pubblicare nella Gazzetta

delle finanze, da pubblicare nella Ufficiale”.

Gazzetta Ufficiale”. (1) Comma così sostituito dall’art., comma 83, lett.a),

Legge 24 dicembre 2007, n.244, in vigore dal primo

gennaio 2008. Ai sensi del successivo comma 89, la

disposizione si applica dal periodo d’imposta

Diritto Tributario successivo alla data di pubblicazione del decreto ivi

previsto; fino al periodo d’imposta precedente

Parte speciale continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti al 31­

Le norme antiabuso: la presunzione di

residenza nel caso di trasferimento di

residenza delle p.f.

Il comma 2 bis dell’art. 2 t.u.i.r. ha introdotto nel nostro

ordinamento una presunzione relativa in base alla quale nel

caso in cui una persona fisica trasferisca la propria residenza

in un stato a bassa fiscalità (ossia in un paese non

appartenente alla c.d. white list), per il Fisco continuerà ad

essere residente in Italia e quindi dovrà pagare le imposte sui

redditi ovunque prodotti (world wide principle) e non solo su

quelli che presentano un criterio di collegamento con il

territorio della Stato.

La suddetta presunzione può essere vinta dimostrando di

essere effettivamente residente nel paradiso fiscale; in tal caso

il soggetto sarà ritenuto a tutti gli effetti non residenti e

sconterà l’imposta in Italia solo in relazione ai redditi ivi

Diritto Tributario

prodotti ai sensi dell’art. 23 T.u.i.r.

Parte speciale

I redditi prodotti in forma associata

ART. 5 T.U.I.R.

1. I redditi delle società semplici, in nome collettivo e in accomandita semplice residenti nel territorio

dello Stato sono imputati a ciascun socio, indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente

alla sua quota di partecipazione agli utili.

2. Le quote di partecipazione agli utili si presumono proporzionate al valore dei conferimenti dei soci

se non risultano determinate diversamente dall'atto pubblico o dalla scrittura privata autenticata

di costituzione o da altro atto pubblico o scrittura autenticata di data anteriore all'inizio del

periodo d'imposta; se il valore dei conferimenti non risulta determinato, le quote si presumono

uguali .

3. Ai fini delle imposte sui redditi:

• a) le società di armamento sono equiparate alle società in nome collettivo o alle società in

accomandita semplice secondo che siano state costituite all'unanimità o a maggioranza;

• b) le società di fatto sono equiparate alle società in nome collettivo o alle società semplici

secondo che abbiano o non abbiano per oggetto l'esercizio di attività commerciali;

• c) le associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l'esercizio in forma

associata di arti e professioni sono equiparate alle società semplici, ma l'atto o la scrittura di cui

al comma 2 può essere redatto fino alla presentazione della dichiarazione dei redditi

dell'associazione;

• d) si considerano residenti le società e le associazioni che per la maggior parte del periodo di

imposta hanno la sede legale o la sede dell'amministrazione o l'oggetto principale nel territorio

dello Stato. L'oggetto principale determinato in base all'atto costitutivo, se esistente in forma di

è

atto pubblico o di scrittura privata autenticata, e, in mancanza, in base all'attività effettivamente

esercitata. Diritto Tributario

Parte speciale

IMPRESA FAMILIARE

ART. 230 bis C.C.

ART. 5, COMMA 4 T.U.I.R. Salvo che configurabile un diverso rapporto, il familiare che

4. I redditi delle imprese familiari di cui all'art. 230 bis del presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia

codice civile, limitatamente al 49 per cento dell'ammontare o nell'impresa familiare ha diritto al mantenimento secondo la

condizione patrimoniale della famiglia e partecipa agli utili

risultante dalla dichiarazione dei redditi dell'imprenditore, dell'impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli

sono imputati a ciascun familiare, che abbia prestato in incrementi dell'azienda, anche in ordine all'avviamento, in

modo continuativo e prevalente la sua attività di lavoro proporzione alla quantità alla qualità del lavoro prestato. Le

nell'impresa, proporzionalmente alla sua quota di decisioni concernenti l'impiego degli utili e degli incrementi

partecipazione agli utili. La presente disposizione si applica nonché quelle inerenti alla gestione straordinaria, agli indirizzi

a condizione: produttivi e alla cessazione dell'impresa sono adottate, a

maggioranza, dai familiari che partecipano alla impresa stessa. I

a) che i familiari partecipanti all'impresa risultino familiari partecipanti all'impresa che non hanno la piena capacità

nominativamente, con l'indicazione del rapporto di di agire sono rappresentati nel voto da chi esercita la potestà su di

parentela o di affinità con l'imprenditore, da atto pubblico essi.

o da scrittura privata autenticata anteriore all'inizio del Il lavoro della donna è considerato equivalente a quello dell'uomo.

periodo di imposta, recante la sottoscrizione Ai fini della disposizione di cui al primo comma si intende come

dell'imprenditore e dei familiari partecipanti; familiare il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro

il secondo; per impresa familiare quella cui collaborano il

b) che la dichiarazione dei redditi dell'imprenditore rechi coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo.

l'indicazione delle quote di partecipazione agli utili Il diritto di partecipazione di cui al primo comma è intrasferibile,

spettanti ai familiari e l'attestazione che le quote stesse sono salvo che il trasferimento avvenga a favore di familiari indicati nel

proporzionate alla qualità e quantità del lavoro comma precedente col consenso di tutti i partecipi. Esso può

effettivamente prestato nell'impresa, in modo continuativo e essere liquidato in danaro alla cessazione, per qualsiasi causa,

prevalente, nel periodo di imposta; della prestazione del lavoro, ed altresì in caso di alienazione

dell'azienda. Il pagamento può avvenire in più annualità,

c) che ciascun familiare attesti, nella propria dichiarazione determinate, in difetto di accordo, dal giudice.

dei redditi, di aver prestato la sua attività di lavoro In caso di divisione ereditaria o di trasferimento dell'azienda i

nell'impresa in modo continuativo e prevalente (4). partecipi di cui al primo comma hanno diritto di prelazione

5. Si intendono per familiare, ai fini delle imposte sui sull'azienda. Si applica, nei limiti in cui è compatibile, la

redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini 732.

disposizione dell'art.

entro il secondo grado. Le comunioni tacite familiari nell'esercizio dell'agricoltura (2140)

sono regolate dagli usi che non contrastino con le precedenti

IRPEF: la determinazione del tributo dovuto

coacervo lordo imponibile

1. Determinazione del

(somma dei redditi determinati per ciascuna categoria secondo le

specifiche regole di riferimento; Artt. 8, comma 1 e 3, comma 3

T.U.I.R.) imponibile netto

2. Quantificazione dell’ (ottenuto scomputando dal

lordo gli oneri deducibili (art.10 T.U.I.R.) ed eventuali perdite

imposta lorda

3. Liquidazione dell’ (ottenuta applicando le aliquote

all’imponibile netto art. 11, comma 1 T.U.I.R.)

imposta netta

4. Individuazione dell’ (sottraendo da quella lorda le

detrazioni art. 11, comma 3­12­13­15­16 T.U.I.R.)

imposta effettivamente dovuta

5. Quantificazione dell’ (ottenuta

scomputando dall’imposta netta le ritenute, i crediti d’imposta­

art. 11, comma 4 ed art. 22 T.U.I.R.­ e gli acconti versati in corso

d’anno). Diritto Tributario

Parte speciale

Diritto Tributario

Parte speciale

Diritto Tributario

Parte speciale

Deduzioni e detrazioni

Deduzione: Detrazione:

Importo che il Importo che il

contribuente può contribuente può

tributo

sottrarre dal proprio sottrarre dal

dovuto

reddito allo scopo di

base

ridurre la

imponibile Diritto Tributario

Parte speciale

La determinazione dell’imponibile netto

Oneri deducibili (Art. 10 T.U.I.R ):

Spese per lo più di natura personale, familiare o di

rilevante interesse sociale sostenute dal

contribuente, che consentono di abbattere

l’imponibile complessivo.

Attribuire rilevanza alla situazione

Ratio personale del contribuente

Agevolare la destinazione del reddito al soddisfacimento di

interessi di primaria rilevanza sociale e costituzionalmente

protetti

Riconoscere spese non ammesse in deduzione nella

determinazione della singola categoria reddituale

Diritto Tributario

Parte speciale

Oneri deducibili:un esempio

Reddito imponibile lordo 47.000

Oneri che il contribuente può dedurre

1. Acquisto carrozzina 450

2. Donazione ad Emergency 500

3. Contributi previdenziali 1.000

Reddito imponibile netto 45.050

Diritto Tributario

Parte speciale

Oneri deducibili ed oneri detraibili

Gli oneri deducibili costituiscono un vantaggio tanto più elevato quanto

maggiore il reddito complessivo del soggetto (e, dunque, l’entità

è

dell’aliquota progressiva marginale ad esso applicabile), mentre le

detrazioni d’imposta apportano un beneficio identico a tutti

contribuenti.

In considerazione di tale effetto il legislatore ha trasformato una parte di essi

in oneri detraibili (art. 15 T.U.I.R.). Essi sono scomputabili dall’imposta

dovuta nella misura del 19%.

Onere deducibile Onere detraibile

di € 1.000 di € 1.000

Es. Acquisto materasso ad acqua per infermo Es. spesa per frequenza di un

corso di istruzione

A,

Il contribuente il cui reddito è soggetto universitaria

all’aliquota del 41%, avrà un risparmio

d’imposta pari ad € 410 (41% di 1.000). Entrambi i contribuenti (A e

B) possono scomputare

B,

Il contribuente il cui reddito è soggetto dall’imposta lorda la somma

all’aliquota del 27% avrà un risparmio pari ad € 190 (19% di 1.000)

d’imposta pari ad € 270 (27% di 1.000)

Diritto Tributario

Parte speciale

Oneri deducibili: disciplina positiva

1. Le ipotesi di oneri deducibili contemplate dall’art. 10 T.U.I.R.

sono tassative

2. La deduzione deve avvenire secondo il principio di cassa

(nell’esercizio in cui la spesa è sostenuta)

3. La documentazione giustificativa non deve più essere allegata

alla dichiarazione dei redditi, ma conservata ed esibita in

caso di richiesta;

4. In caso di rimborso dell’onere sostenuto dal contribuente e

dedotto dal reddito complessivo, il relativo ammontare è

sottoposto a prelievo con il modulo della tassazione separata

(art. 16, lett. n­bis T.U.I.R.)

Diritto Tributario

Parte speciale

Detrazioni d’imposta

Detrazioni:

importi che il contribuente può sottrare dall’imposta lorda (artt.

12,13,15,16 T.U.I.R)

La detrazione è consentita fino a capienza dell’imposta lorda

(≠ credito d’imposta, ritenute ed acconti) NO diritto al rimborso

dell’eventuale eccedenza

Le detrazioni si distinguono in: Oggettive: riguardano la

Soggettive: tengono conto della determinazione qualitativa della base

situazione personale e familiare del imponibile. Alcune danno rilevanza

contribuente (art.12, 15, 16 T.U.I.R.) forfettaria alle spese di produzione del

reddito, altre mitigano il prelievo sui

redditi di ammontare ridotto (art. 13

T.U.I.R.)

Diritto Tributario

Parte speciale

Determinazione dell’imposta dovuta

Dal confronto tra l’imposta lorda con i crediti

d’imposta e le ritenute d’acconto emerge un

importo denominato “differenza” nei modelli di

dichiarazione.

Confrontando tale “differenza” con gli eventuali

acconti di maggio e novembre si ottiene il

versamento da effettuare a conguaglio, ovvero

l’importo a credito Il contribuente può scegliere tra:

riportarlo a nuovo,

chiedere il rimborso scomputandolo da

dell’eventuale credito successivi debiti d’imposta

Diritto Tributario

Parte speciale

IRPEF: il periodo d’imposta

Il reddito consiste in un aumento del patrimonio

esso deve essere riferito ad un arco temporale predeterminato,

rispetto al quale misurarne l’entità anno solare

Art. 7 T.U.I.R. individua tale periodo nell’

L’imputazione del reddito ad un Ad ogni periodo d’imposta

periodo piuttosto che ad un altro corrisponde un’ obbligazione

avviene in base a regola ad hoc tributaria autonoma

stabilite dalla legge per ciascuna

categoria

Deroghe a tale principio:

a) possibilità di riportare le perdite derivanti da imprese commerciali e derivanti dalla

partecipazione a S.N.C. ed a S.A.S. in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nei

periodi d’imposta successivi, ma non oltre il 5°, per l’intero importo che trova capienza in

essi.

b) Facoltà di detrarre l’eccedenza d’imposta versata nei periodi precedenti.

Diritto Tributario

Parte speciale

Le categorie di reddito

Per stabilire se ai fini fiscali un reddito sia tassabile ed in quale

modo debba essere determinato il T.U.I.R. utilizza le

categorie di reddito previste dall’art. 6:

­ Redditi fondiari

­ Redditi di capitale

­ Redditi di lavoro autonomo

­ Redditi di lavoro dipendente

­ Redditi d’impresa

­ Redditi diversi.

Tali categorie sono disciplinate nelle norme sull’IRE, e vengono

poi richiamate ai fini IRES (tassazione di società ed enti)

Diritto Tributario

Parte speciale

Unicità del reddito di categoria

Ogni categoria reddituale contiene proprie regole di

determinazione.

Nel reddito di categoria confluiscono tutti i proventi

riconducibili alla categoria stessa.

Pertanto, ci sarà un unico ammontare di reddito di categoria,

indipendentemente da quanti cespiti produttivi di tale

reddito siano posseduti dal contribuente.

ES. Tizio possiede: Siffatti cespiti

produttivi di reddito

4 appartamenti reddito fondiario

confluiscono in 1

categoria reddituale:

2 attività

commerciali Diritto Tributario

Parte speciale

Il c.d. principio d’attrazione del reddito

d’impresa

La classificazione dei redditi tra le varie categorie

avviene in genere in base alla natura oggettiva del

provento MA

tutti i redditi , anche se appartenenti ad altra categoria,

diventano d’impresa quando sono percepiti

nell’esercizio di attività commerciali.

ES. Siffatto canone non costituisce

Una società commerciale un reddito fondiario ma

possiede un immobile. confluisce nel reddito

Lo affitta e ne ritrae un d’impresa.

canone di locazione Diritto Tributario

Parte speciale

I redditi fondiari

Art. 25 T.U.I.R.:

Sono redditi fondiari quelli inerenti ai terreni ed ai

situati nel territorio dello Stato

fabbricati che

sono o devono essere iscritti, con attribuzione di

nel catasto

rendita, dei terreni o nel catasto

edilizio urbano.

Non sono redditi fondiari:

­ I redditi afferenti immobili situati all’estero;

­ I redditi relativi a fabbricati e terreni che non devono

essere iscritti in catasto ( es. lastrici solari, spiagge)

Diritto Tributario

Parte speciale

I redditi fondiari

I redditi fondiari si distinguono in 3 sottocategorie:

Redditi Redditi dei

Redditi

dominicali fabbricati

agrari

dei terreni

possessore soggetto che

Imputati al del Imputati al Imputati

esercita l’attività agricola

fondo proprietario

al titolare di un

al

a titolo di a titolo di diritto reale di

proprietà altro diritto godimento sui

reale fabbricati

Diritto Tributario

Parte speciale

I redditi fondiari

I redditi fondiari presentano due fondamentali

caratteristiche:

1. la loro emersione legata alla mera

è

titolarità dell’immobile;

2. sono determinati su base catastale.

Diritto Tributario

Parte speciale

Imputazione dei redditi fondiari

Art. 26:

“ I redditi fondiari concorrono,

indipendentemente dalla percezione, a

formare il reddito complessivo dei soggetti

possiedono gli immobili a titolo di

che

proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro

diritto reale, salvo quanto stabilito dall’art.

33, per il periodo d’imposta in cui si è

verificato il possesso

Diritto Tributario

Parte speciale


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270

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2.03 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario, tenute dal Prof. Roberto Cordeiro Guerra nell'anno accademico 2011.
Il documento riproduce delle slides riassuntive dell'intero corso.
Tra gli argomenti affrontati:fiscalità, globalizzazione, concorrenza fiscale, rapporti con altre discipline, entrate tributarie, imposte, tasse,capacità contributiva, traslazione, dichiarazione dei redditi, principio di imputazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Cordeiro Guerra Roberto.

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