Che materia stai cercando?

Sistema costituzionale - Introduzione Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento presenta un riassunto degli argomenti che saranno oggetto di esame, in particolare: diritti fondamentali, corti europee, dottrina dell'incorporation,... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale Avanzato docente Prof. F. Cerrone

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

alimentati e rinnovati? Possiamo concludere che la c.d. guerra fra corti europee nell’interpretare la

normativa CEDU è ancora aperta? In senso contrario, potremmo attribuire significato all’infittirsi

dei reciproci rinvii delle due giurisprudenze, diremmo dunque all’intensificarsi di contatti non

formalizzati fra le due corti? Ciervo, dal canto suo, dopo aver esaminato la più recente

giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla questione della sindacabilità degli atti

comunitari si interroga sul suo significato: siamo ormai al pieno riconoscimento di questo sindacato

ed al conseguente superamento della dottrina dell’insindacabilità rationae personae, ovvero la

Corte di Strasburgo non ha ancora maturato un simile mutamento degli indirizzi della propria

giurisprudenza?

Gli aggiornamenti debbono essere studiati, perciò, non con l’idea di rintracciare in essi

un’evoluzione chiara e linearmente delineata, agevolmente collocabile nel quadro delle convinzioni

già maturate, ma con il proposito di cogliere, come dicevamo, le linee di tendenza di un movimento,

di trasformazioni il cui significato resta, per molti aspetti, non definitivamente chiarito ma che può

essere, tuttavia, indagato partendo da una lettura delle giurisprudenze che

a) non cessi mai di porre in relazione fra loro gli orientamenti dei giudici nazionali e di quelli

europei;

b) problematizzi la stessa relazione fra giurisprudenze, che non si svolge su binari prefissati ma è in

larga misura aperta al cambiamento, alla dinamica dei rapporti fra culture giuridiche, fra filosofie

giudicanti diverse, fra interessi differenziati; giurisprudenze che tuttavia cercano anche,

dialetticamente, gli itinerari per una stabilizzazione sia dei propri indirizzi che dei rapporti che li

vincolano a quelli delle altre corti;

c) valorizzi lo studio delle argomentazioni di ciascun giudice, non con l’obiettivo di trarre, da quelle

argomentazioni, il sistema di concetti, di dogmi che dovrebbero spiegare ed illustrare la materia, ma

con quello di apprezzare, nell’analisi dei casi di giurisprudenza, la dialettica fra tendenze al

cambiamento ed alla differenziazione e tendenze alla stabilizzazione di principi giuridici. Si

consideri che una linea argomentativa elaborata da un giudice potrà sia avere versioni o applicazioni

nell’uso che il medesimo giudice ne farà nel tempo, così da consolidare alcuni aspetti

dell’argomentazione e trascurare altri; sia trovare un’utilizzazione da parte di altro giudice, in un

ambiente culturale ed istituzionale diverso, con esiti che saranno solo in parte analoghi a quelli

maturati dalla giurisdizione che aveva inaugurato il suo uso: si pensi al caso della c.d. protezione

equivalente fra giurisprudenza del Tribunale costituzionale federale tedesco e della Corte europea

dei diritti dell’uomo (rinvio sia alle considerazioni già svolte in argomento da Panunzio che agli

aggiornamenti in materia di sindacabilità degli atti comunitari).

3. Tutto questo, mi pare, non rappresenta una forzatura, un’inversione di rotta rispetto

all’indirizzo di ricerca pensato e realizzato da Panunzio. Suo era stato infatti l’interesse peculiare

per lo studio del diritto giurisprudenziale ed anzi la preferenza per una ricerca sugli orientamenti

delle giurisprudenze nazionali ed europee nell’affrontare il tema della tutela dei diritti fondamentali

in area europea. Cosa implica questo interesse, a cosa rinvia? Secondo me esso è segnale di un suo

più complessivo approccio agli studi giuridici. Di che approccio si tratta? Direi essenzialmente la

critica, in primo luogo, di un’analisi imperniata sul dato normativo e su una dogmatica giuridica

orientata ad elevare a sistema i nessi individuati in via teorica fra norme e gruppi di norme, e fra

concetti e definizioni, come nei ragionamenti che la dottrina elabora, per esempio, utilizzando

lemmi come diritto sociale, diritto di libertà, diritto di prestazione, oppure diritto dominicale,

contratto di prestazione d’opera, sanzione accessoria di un reato, formazione del giudicato e così

via. Non è che il dato normativo e l’elaborazione dogmatica siano privi di interesse nell’analisi

panunziana: il dato normativo tuttavia perde centralità, anche se ovviamente continua ad essere

considerato nei processi di valutazione giuridica: Panunzio continua a tenere conto puntualmente

del quadro normativo ma esso non è mai elevato ad elemento decisivo della elaborazione

concettuale.

In secondo luogo, l’attività di formazione dei concetti si fa meno sensibile alle suggestioni

della ricostruzione sistematica, ai tentativi di far “quadrare i conti” nel tenere insieme, con impianto

coerente, non contraddittorio, le relazioni fra concetti astratti; meno sensibile alle tentazioni di

individuare con definizioni precise l’esatta consistenza di istituti e concetti giuridici ed invece più

attenta alle particolarità del caso concreto, alle inferenze che se ne possono ricavare, ad un’analisi

topica, centrata perciò sui singoli casi giudiziari, fondata su un prudente apprezzamento degli errori

in cui può incorrere il processo di valutazione giuridica quando esso si sposta verso la

considerazione della concreta configurazione dei fatti, delle circostanze, che diventano elementi

complessi che si mescolano (con) e orientano il giudizio in diritto.

Infine, la riflessione di Panunzio è sensibile alla valutazione degli interessi coinvolti dalle

vicende giudiziarie, al quadro assiologico cui tali interessi rinviano, persino al pathos con il quale

un giudice – la Corte europea dei diritti dell’uomo – costruisce la propria visione dei diritti

fondamentali come valori di civiltà; questa sensibilità è indice del coinvolgimento della sfera

emotiva nel diritto, nella misura in cui le emozioni siano in grado, come sono, secondo Panunzio, di

segnalare la sussistenza e la forza di interessi meritevoli di tutela al processo di valutazione

giuridica. Può essere interessante inoltre notare, a questo proposito, che l’elemento emozionale,

presente nelle sentenze di un giudice, esprime forse più efficacemente di altri la componente

narrativa che è sempre presente – spesso ben dissimulata dal tecnicismo – nel linguaggio del diritto.

E’ tuttavia l’incrocio fra interessi coinvolti via via nelle concrete controversie e valori che li

sostengono o avversano il vero elemento caratteristico della riflessione giuridica di Sergio

Panunzio: egli è sempre consapevole della presenza della dimensione assiologica nei processi della

valutazione giuridica e questa consapevolezza assume le tinte di un preciso atto di responsabilità

quando accoglie un punto di vista rispetto ad una certa vicenda giudiziaria o nei riguardi di un

indirizzo di giurisprudenza. Per Panunzio si tratta di far corrispondere al rigore del ragionamento

giuridico quello dell’assunzione etica, della dichiarata e motivata presa di posizione

per una determinata tesi.

4. Provo a fare qualche esempio per chiarire il mio ragionamento: i riferimenti numerosi, che

troviamo nello scritto di Panunzio, alle disposizioni della CEDU che tutelano singoli diritti

costituiscono solo il punto di partenza di un’argomentazione che si svolge nella dinamica fra una

varietà di interpretazioni, sia del medesimo giudice sia di distinti organi giurisdizionali, di quelle

disposizioni. E’ importante notare, a questo riguardo, che la dialettica fra queste interpretazioni non

si limita ad un confronto puntuale fra singole decisioni ma si svolge nel quadro di concezioni

interpretative (della corte di Strasburgo, di quella di Lussemburgo, delle corti costituzionali

nazionali e dei giudici di legittimità e di merito) molto diverse. Diverse, ma che pure cercano,

nonostante episodi anche decisamente conflittuali – questa mi pare la ragionata convinzione di

Panunzio – di alimentare un quadro di relazioni dialettiche fra argomentazioni giuridiche, che

costituisce oggi un elemento certo non trascurabile dell’assetto reale, della dimensione propria

dell’esperienza giuridica in materia di diritti fondamentali. E’ questo insistere sulla varietà degli

indirizzi interpretativi dei giudici, sulle difficoltà ma anche sulle opportunità che possono nascere

dai rapporti fra corti in vista dell’obbiettivo di migliori tutele dei diritti che produce l’effetto di

relativizzare l’importanza delle elaborazioni dogmatiche delle dottrine nazionali e delle

giurisprudenze: ciò che fino a pochi anni fa appariva l’orizzonte della ricerca del giurista

(costituzionalista, civilista, processualista, ecc.) si ridimensiona nel confronto con analoghi

“orizzonti” ed entra come componente di una costellazione assiologica e di principio di cui il

giurista deve, nel suo complesso, tener conto. Né il quadro normativo, né la giurisprudenza

consolidata di un giudice né infine la dottrina prevalente in un Paese sono ormai in grado di

indirizzare, da sole, la valutazione giuridica.


PAGINE

7

PESO

67.86 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento presenta un riassunto degli argomenti che saranno oggetto di esame, in particolare: diritti fondamentali, corti europee, dottrina dell'incorporation, CEDU.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cerrone Francesco.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto costituzionale avanzato

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea
Dispensa
Transessualismo - Caso Goodwin
Dispensa
CEDU - Caso Scordino
Dispensa
Aborto donna consenziente - C.Cost. n. 27/75
Dispensa