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TOBELIJA: Persona obbligata da un

Voto

VIRGJINÈSHë: donna votata alla

verginità

Casi delle “donne che diventano uomini” nei Balcani, dalla Bosnia-

Herzegovina all’Albania centrale

•Popolazione rurale-pastorale

•Non cross-dressing ma superamento e “passing” sociale

permanente ed istituzionalizzato

•Una forma di “maschio sociale”: rinuncia a matrimonio, maternità,

Relazioni simmetriche tra partner

con status sociale simile

• Non esistono distinzioni legate allo status sociale

• Esperienze previste prima del matrimonio e dell’ingresso

nell’età adulta

• Tra uomini adulti le relazioni simmetriche tendono a non

essere riconosciute socialmente soprattutto se vi è

diseguaglianza tra i generi

• “Se gli uomini sono abituati a competere tra loro per lo

status, e concepiscono il sesso in termini di dominio,

allora le relazioni simmetriche devono essere asessuali

per potere continuare “(Greenber, 1988: 72)

• Modello dell’amicizia romantica tra donne tra Settecento

e Ottocento BORORO del Brasile centrale

•Giovani creano villaggio a sé

•Limitare conflitti tra padri e figli

•Padri poligami mantengono monopolio

su donne sposabili, senza concorrenza dei

figli

(Greenberg)

Relazioni strutturate in base ad età

e status

• La Grecia antica: le prime formazioni tribali

elleniche e rituali iniziazione vita adulta

• V e IV secolo a.C.: gli atti di piacere (aphrodisia)

sono un campo di forze difficili da controllare

• “i greci non contrapponevano, come due scelte

assolute, come due tipi di comportamenti

radicalmente diversi, l’amore per il proprio sesso

e quello per l’altro” (Foucault, La volontà di

sapere): uomo temperante e padrone di

sé/uomo che si abbandonava ai piaceri

• Pederastia: altamente regolata da leggi ed

opinione pubblica

• Classi di età distinte

• Giovane non aveva ancora raggiunto lo status

definitivo di cittadino

• Pratiche di corteggiamento/ritualizzazione

• Erastes: uomo maturo (dai 20 ai 30 anni)/

“avances”

• Eròmenos: il ragazzo (dai 12 ai 20 anni)/

“riluttanza cautelativa”

• Cinaedus: deplorevole

Utilizzo del desiderio sessuale come dimensione

morale, pedagogica, e spirituale

“compromesso sessuale dell’economia

morale greca”

(Polito, Impronte, 2005)

1. Benessere della comunità, della polis, a scapito

degli interessi individuali

2. Disapprovazione della prostituzione e

dell’effeminatezza

3. Prostituzione proibita a chi ricopriva cariche

pubbliche

4. Il ruolo sessuale passivo dei maschi era

riservato solo ai prostituti (pornoi)

nelle Controversie Seneca fa pronunciare

all‘avvocato di un liberto, criticato per

avere una relazione col suo ex padrone:

"la passività sessuale (impudicitia) è un

crimine per un uomo libero, una necessità

per uno schiavo, un dovere per un liberto".

• Per i Romani si trattò sempre del “vizio greco”

• Non lo si ascriveva alle tradizione e alle

pratiche degli avi

• Relazioni strutturate ed opposizioni morali

articolate: a)indipendenza amorosa/fedeltà

coniugale; attività/passività; uomo libero/schiavo.

• Differenti valenze culturali: non più educative

• L’omoerotismo con gli schiavi (i nemici sconfitti)

• L’impudicus, il maschio adulto, libero e passivo

era disprezzato

• Lex Scatinia (penalizzazione pederastia nei

confronti dei ragazzi liberi e praetextati (da

praetexta, la tunica bianca orlata di porpora che

portavano i ragazzi ancora non maturi

sessualmente) /Lex Iulia de adulteris (18 a.C.)

• Le relazioni sessuali tra uomini furono punite dalle leggi

contro la sodomia promulgate in Europa dal XIV al XVI

secolo

• In molte città le relazioni sessuali tra adulti e fanciulli

erano frequenti

• M. Rocke, Forbidden friendships. Homosexuality and

male culture in renaissance Florence, Oxford University

Press, 1996.

• Firenze: il “vizio nefando” punito severamente (taglio

testicoli/morte) sino ad un suo contenimento

• 1432: istituzione degli “Ufficiali di Notte”: sei ufficiali eletti

per un anno, sposati, almeno 45 anni di età; investigare

su coloro che indulgessero al vizio sodomitico “tam

agendo quam patiendo”. Multa di 50 fiorini scesi a 10 nel

1459.

• 40 mila abitanti a Firenze: 15 mila erano i

maschi dai 6 ai 60 anni

• Nell’ultimo quarantennio del XV secolo

furono accusati di sodomia 400 maschi

all’anno.

• Esperienza transitoria; forte tendenza

all’esogamia di genere; una piccola parte

erano sodomiti inveterati

• Sodomia diffusa in tutti gli strati nei quali si

articolava popolazione fiorentina.

Gli atti sodomitici sono espressione di una

soggettività nel XIV secolo?

Sembrerebbero non essere atti casuali

come sosteneva Foucault

Come nasce la figura dell’omosessuale?

“Una specificazione nuova degli individui”

“la sodomia – quella degli antichi diritti civile o canonico –

Era un tipo particolare di atti vietati; il loro autore ne era

Soltanto il soggetto giuridico. L’omosessuale del XIX

“.

secolo, Invece, è diventato un personaggio: un passato,

una storia, ed un’infanzia, un carattere, una forma di

vita; una morfologia anche, con un’anatomia indiscreta e

forse una fisiologia misteriosa. Nulla di quel ch’egli è

complessivamente sfugge alla sua sessualità. Essa è

presente in lui dappertutto: soggiacente a tutti i suoi

comportamenti poiché ne è il principio insidioso ed

indefinitivamente attivo; iscritta senza pudore sul suo

volto e sul suo corpo perché è un segreto che si tradisce

sempre. […] Il sodomita era un recidivo, l’omosessuale

una specie”

(Foucault, La volontà di sapere)

PRODUZIONI DISCORSIVE

PRODUZIONE DI POTERE

PRODUZIONE DI SAPERE

intorno a sesso e sessualità, focalizzando

sulle pratiche di trasposizione e

d’iscrizione discorsiva che hanno incitato a

parlare di sesso (sia che si tratti della

confessione della pastorale cattolica o di

un trattato di criminologia).

La produzione del sesso in termini di tabù o di proibito, è

stata funzionale alla creazione di particolari istituzioni

ed apparati di controllo che lo potessero regolare e

amministrare: medici e psichiatri catalogarono e

classificarono numerose perversioni ed anomalie,

momento che permise il monitoraggio della sessualità da

parte delle emergenti scienze mediche e psichiatrico-

forensi.

“[…] ci sono gli esibizionisti di Lasègue, i

feticisti di Binet, gli zoofili e zooerasti di

Krafft-Ebing, gli automonosessualisti di

Rohleder; ci saranno i missoscopofili, i

ginecomasti, i presbiofili, gli invertiti

sessoestetici e le donne dispareuniste”

(Foucault, 1999:43).

Fare diventare qualcosa una parte dei corpi,

farlo insinuare dietro i comportamenti,

farne un principio di classificazione e di

intellegibilità

Medicalizzazione di ciò che è insolito

diventa l’effetto dell’esercizio del potere ed

insieme un suo strumento

Attenzione dall’atto (la sodomia) all’attore

(l’omosessuale) interpretato come avente

un tipo particolare di inclinazione, di

personalità e di identità sessuale deviante

TIPI DI RELAZIONI OMOEROTICHE

(Barbagli e Colombo, 2007)

• IL MODELLO PEDERASTICO

CLASSICO: strutturate in base all’età;

relazione gerarchica; asimmetria sociale

ed asimmetria sessuale;

attivo/superiore/prova piacere e

passivo/inferiore/non esprime piacere;

• IL MODELLO PEDERASTICO

IMPROPRIO O MODIFICATO: strutturate

in base all’età; asimmetria sociale meno

rigida; partner attivo è il giovane;

compensi materiale o in sostituzione dei

rapporti eterosessuali; onore

• IL MODELLO BASATO SULLA

TRASFORMAZIONE DI GENERE: ha luogo fra

adulti sia di sesso maschile che femminile;

ricalca il modello eterosessuale; inversioni di

genere nel ruolo, abbigliamento e manierismi.

• IL MODELLO DEGLI OMOSESSUALI

MODERNI: non più polarizzato su coppie

antinomiche adulto/giovane, passivo/attivo,

maschile /femminile; non vi sono asimmetria

sociale e asimmetria sessuale; versatilità e

reciprocità nei ruoli; non vi sono inversioni di

genere (Barbagli e Colombo, 2000).

Riflessioni intermedie

Omosessualità come fenomeno sociale:

1. Politica/legislazione

2. Economia/mercato del lavoro

3. Rappresentazioni culturali

(arti/cinema/letteratura)

4. Arene pubbliche

5. Dibattito scientifico (si nasce gay? Si

diventa gay? Il gene gay? Il cervello

gay?) Omosessualità

Attore sociale /azione “sessuale”

Sesso

Genere

Sessualità

Desiderio

Corpo/teorie del corpo/teoria

dell’embodiment

emozioni

Attenzione ad essenzializzare le

sessualità!

• Specificare l’esistenza anche di una storia,

e di storie, della eterosessualità significa

contribuire a de-essenzializzarla e non

considerarla come lo “standard”

• Analizzare l’eterosessualità in termini

“relazionali” piuttosto che darla per

scontata

Eterosessualità come categoria essenziale,

statica, immutevole e astorica (Katz, The invention of

heterosexuality)

1. Eterosessualità come imperativo “procrea o

muori” che ne fa una necessità imperitura;

2. Tutte le società distinguono tra uomini e donne

e tali differenze biologiche sono le fonti e alla

base di una sessualità immortale che è etero;

3. Il piacere corporeo primigenio è quello

costituito dal piacere e dal desiderio

eterosessuale Attenzione!

L’eterosessualità non ha una dimensione

ontologica ma è un dispositivo relazionale

“one particular historic arrangement of the

sexes and their pleasures” (Katz, ibid., 14)

Quanto siamo consapevoli di essere

bianchi?

Quanto siamo consapevoli di essere abili?

Quanto siamo consapevoli di essere

maschi?

Quanto siamo consapevoli di essere

eterosessuali?

Quanto siamo consapevoli di essere

giovani?

Quanto siamo consapevoli di essere

privilegiati?

Le categorie sessuali dominanti e le

strutture di potere continuano ad essere

privilegiate, normalizzate, naturalizzate e

/oppure “dimenticate” nel duplice senso di

essere rese lo standard o di essere il dato

per scontato

NATURALE, NORMALE E BUONO

NATURA, NORMA E BENE

Non credete che gli scienziati che hanno

parlato di un qualunque fenomeno ne

abbiano influenzato gli effetti?

Non erano spesso tutti bianchi, maschi,

eterosessuali, di classe media,

protestanti/cattolici/ebrei?

Non è curioso che lo stesso Freud associ

eterosessualità (il “naturale”, il “normale” e

il “buono”) alla civilizzazione e

l’omosessualità (il “contro natura”, il

“patologico” e il “deplorevole”) al primitivo?

Quando, chi ha inventato il

concetto di eterosessualità?

• COSA SOSTENEVANO?

• PERCHÉ?

Psychopathia sexualis di von

Krafft-Ebing (1886)

• La parola eterosessuale appare solo 24

volte

• Definisce l’ “istinto sessuale patologico” e

l’ “istinto sessuale contrario”

• Il concetto di istinto sessuale è sempre

associato alla riproduzione

• Eterosessualità patologica se non

riproduttiva

Un piccolo esercizio

• Pensiamo a come molti di noi considerino e si

approccio al cibarsi, a mangiare.

• La fame, ancora più del sesso, è un bisogno e

un impulso basilare, un requisito per la

sopravvivenza.

• Ebbene molte società non considerano gli

individui in base a ciò che mangiano non

categorizziamo le persone in base al fatto che

preferiscano il pesce piuttosto che la carne: è

vero, potremmo dire che alcune volte s tratti di

un vegetariano, ma i vegetariano non sono

definiti in maniera differente in termini fisici,

psicologici, sociali rispetto a chi mangia carne.

Possiamo etichettare gli individui rispetto al

fatto che siano mancini o destroversi (un

tempo i mancini erano costretti a utilizzare

la mano destra anche con violenza),

pensare persino che sia poco diffuso e

strano che esistano i mancini, ma di certo

no definiamo gli individui sulla base di tali

caratteristiche: non forniamo possibilità di

lavoro o diritto di sposarsi sulla base che

la gente sia mancina, vegetariana o che

preferisca la carne

• Il sesso può essere considerato

importante perché è fortemente associato

con la procreazione e la creazione di

famiglia, ma non tutte le società lo hanno

considerato come il nucleo definitorio

dell’individuo.

• L’eterosessualità non è semplicemente

una delle identità sessuali tra le altre, ma

la norma, l’ideale: comportamenti ideali,

aspettative relazionali, persino

immaginario.

Quando c’è una norma, spesso vi sono

forme di resistenza alla norma. Se provate

a chiedere in giro tutti vi diranno che

l’eterosessualità è naturale, che è una

forza umana basilare che rende possibile

la vita, la riproduzione della specie. E ciò è

plausibile, ovvio: senza comportamento

eterosessuale gli esseri umani si

sarebbero estinti, se non altro finché non

vennero scoperte le recenti tecnologie bio-

mediche come l’inseminazione artificiale.

• Il comportamento eterosessuale è sempre

esistito.

• Differenti significati e organizzazione

sociale dell’eterosessualità nel corso della

storia.

• Forme di variazione all’interno dei modelli

di intimità, matrimonio, famiglia, filiazione.

• Oggi l’intimità eterosessuale può implicare il

vivere insieme o separati, il matrimonio o la

convivenza, la famiglia mono-parentale così

come le famiglie con figure genitoriale multiple,

le nucleari come le estese, o le relazioni basate

su ruoli di genere statici, rigidi o più egualitari.

• Queste variazioni sono prodotti di fattori sociali

come lo status economico di uomini e donne, il

ruolo dei governi nella promozione del

matrimonio o di certi tipi di famiglie, l’influenza

dei mass media e della cultura, del senso

comune.

Ma sono sempre esistiti gli eterosessuali?

Immagino che possa apparirvi banale questo

interrogativo: la natura non produce

eterosessuali, così come maschi e femmine o

persone mancine o persone con gli occhi blu o

verdi? Non è l’eterosessualità una necessità per

la sopravvivenza del genere umano, e pertanto

non sono sempre esistiti eterosessuali?

Esaminiamo da vicino quanto può apparirvi

come un paradosso: che significa dire che una

persona è eterosessuale oggi, qui a Palermo?

• Molti di noi potrebbero dire che il termine si

riferisce alle persone che sono attratte da

persone del sesso opposto. Bisogna essere

precisi e attenti.

• Essere eterosessuali nella nostra società attuale

significa esibire attrazione sessuale verso

persone di sesso opposto.

• Non diciamo che per essere eterosessuale un

individuo debba essere motivato a sposarsi o

avere una famiglia: diciamo che gli eterosessuali

sono individui che sentono desiderio sessuale

per qualcuno del sesso opposto –

indipendentemente se l’obiettivo sia il piacere, la

procreazione, l’amore, il matrimonio.

eterosessualità come ad un’identità:

molti di noi dichiarano di essere etero

allo stesso modo in cui ci

identificheremmo come donne,

uomini o latinos, se pensiamo ai

contesti multiculturali, tamil, etc. così

nella maggior parte delle società

contemporanee essere eterosessuale

significa essere attratti dal sesso

opposto e reclamare una identità

sessuale distinta, peculiare.

Genere

come categoria a cui facciamo

continuamente ma inavvertitamente

riferimento, facendo prova di essere

“maschi” o “femmine” nel mondo in cui

viviamo

La gente si distribuisce tra due generi

sessuali, considerati come le uniche

categorie naturali.

Agnese non vuole sovvertire il sistema,

bensì vuole “adeguarvisi”, “starci

dentro”.

Chi non vi si adegua diventa oggetto di

valutazione morale: sono incompetenti,

criminali, malati o peccatori.

Chi invece possiede caratteristiche dei

due generi è visto come un essere

bizzarro, un essere inusuale, un freak.

Il nuovo status sessuale può essere

raggiunto attraverso un’operazione

chirurgica: ma ciò che conta oltre al

possesso del cambiamento genitale e il

possesso legittimo dell’attributo

sessuale, che l’attributo sessuale sia

parte di un sistema più ampio di

comportamenti

Agnese deve provare continuamente di

essere una donna normale quando è in

presenza di altri; deve dimostrarlo

attraverso l’assunzione competente di

certi comportamenti o ruoli

Comportarsi in maniera appropriata,

avere emozioni appropriate, utilizzare

abilità e risorse nel mondo più

opportuno, mangiare, parlare, muoversi,

…tutte cose che non vengono mai

specificate in condizioni ordinarie

d’azione.

Agnese deve riconosce i comportamenti

più appropriati che devono essere

adottati nelle diverse circostanze e deve

altresì saperli eseguire alla perfezione

Agnese diventa l’incarnazione di qualcosa

di vitale che scorre nelle interazioni

sociali, la caratterista onnipresente

dell’appartenenza di genere

Agnese diventa una chiave di lettura

fondamentale per capire le categorie

legate all’appartenenza dicotomica di

genere

Deve apprendere i più banali e piccoli

dettagli al fine di non essere

svergognata, scoperta, per non perdere

la faccia.

L’identità sessuale, ed in particolare di

genere, viene realizzata

incessantemente attraverso le parole e

il comportamento, attraverso forme di

riconoscimento pratico, poste in essere

dai membri attraverso l’uso di eventi di

sfondo di senso comune

Cosa comprendiamo dalla storia di

Agnese?

Le persone normalmente sessuate non

sono eventi naturali ma eventi culturali.

Si determinano attraverso attività

pratiche, gesti, movimenti,

comportamenti, attività sceniche,

consistono di pratiche produttive, di

performance, da parte della messa in

scena e di pratiche di forme di

riconoscimento da parte dell’audience

Agnese ci permette di vedere come una

persona dall’aspetto normalmente

sessuato sia il prodotto inesorabile,

organizzativo, locale, che fa sì che

questa appartenenza categoriale al

genere sessuale possa sembrare ed

apparire ovvia, visibile, pubblica,

“naturale”

• Molti storici affermano che la nostra nozione di

eterossesualità non potrebbe essere condivisa

dai nostri antenati:

• Stati Uniti del XIX secolo, si credeva che gli

individui nascessero con un “istinto sessuale”,

una sorta di programma genetico per procreare:

questo istinto era eterosessuale ed orientato alla

procreazione.

• un istinto riproduttivo.

• Essere normale sessualmente significava

essere orientato alla riproduzione allo stesso

modo in cui avere fame significa essere guidati

a mangiare.

L’eterosessualità indicava un impulso

riproduttivo, non semplicemente

un’attrazione sessuale, era un impulso o

comportamento, di sicuro non un’identità.

Pertanto tutti coloro che cercavano

piacere sessuale nell’altro sesso erano

considerati anormali. Chiamiamo

eterosessualità, il desiderio sessuale per il

sesso opposto, ciò che i vittoriani, per

esempio, consideravano una perversione

come la sodomia o l’adulterio.

• In più non esisteva alcuna nozione di

eterosessuale come quella categoria di

persona da contrapporre all’omosessuale

• non poteva esistere la nozione di

eterosessuale come identità distinta.

• Il termine eterosessuale apparve nella

letteratura medica introno al 1890 e veniva

definito come identità basata sulla

attrazione sessuale per il sesso opposto. Il

punto chiave è che il desiderio

eterosessuale era slegato dal concetto

di procreazione.

• Il sesso normale era definito come

attrazione erotica eterosessuale; il sesso

anormale come attrazione erotica

omosessuale.

• Il concetto di eterosessuale ha preso

forma e significato in relazione al concetto

di omosessuale: entrambi i termini

indicavano un desiderio sessuale non

collegato alla riproduzione che era la

base per l’identità personale.

All’inizio del XX secolo, studiosi e persone comuni

iniziarono a definire l’identità delle persone

rispetto al fatto che fossero attratte dallo stesso

sesso o dal sesso opposto.

Perché l’eterosessualità da istinto riproduttivo

viene ad indicare un desiderio sessuale e

un’identità?

1. crisi delle identità di genere dell’inizio del

ventesimo secolo.

2. Uomini e donne che prima occupano ruoli

sociali diversi, si ritrovano a scambiarsi i ruoli,

3. mutamenti interni alla forza lavoro, alla richiesta

di nuovi diritti, al ruolo attivo all’interno delle

riforme sociali.

È chiaro che identità di genere sfumate

dovessero essere riportate ad una

configurazione dicotomica attraverso

l’enfasi sulla eterosessualità quali

naturale, giusta, normale: in modo da

vedere le differenze tra uomini e donne

come naturali e necessarie.

Asserire che l’eterosessualità è essenziale e

naturale per sopravvivere e per un ordine

sociale stabile significava legittimare i

ruoli di genere maschile a detrimento di

quelli femminili.

Asserire un’identità eterosessuale divenne

sinonimo di esibizione di un’identità di genere

normale

L’eterosessualità fu associata con il nucleo

identitario dell’individuo e il significato principale

centrato sull’attrazione verso il sesso opposto.

creazione di una cultura dell’omofobia:

appena l’eterosessualità divenne modalità

per dimostrare un’identità di genere e

sessuale “normale”, l’omosessualità ne

rappresentò il polo dallo status deviante.

Stigmatizzazione dell’attrazione sessuale

verso una persona dello stesso sesso

allontanamento dall’ideale culturale di

genere fu considerato segno di

omosessualità

il risultato fu che uomini e donne avevano

paura ad esibire tratti di genere che si

discostassero dalle norme di uomo

mascolino e donna femminile

un sistema di STRATIFICAZIONE

SESSUALE che in maniera assai

aggressiva rinforzava l’eterosessualità

come norma il cui obiettivo principale era

quello di sostenere un ordine di genere

assai fragile.

Costruzione del nemico

UN PECCATO

UN CRIMINE

UNA MALATTIA

COSTRUZIONI MEDICHE E

PSICHIATRICHE

[Ricordate?]

“[…] ci sono gli esibizionisti di Lasègue, i

feticisti di Binet, gli zoofili e zooerasti di

Krafft-Ebing, gli automonosessualisti di

Rohleder; ci saranno i missoscopofili, i

ginecomasti, i presbiofili, gli invertiti

sessoestetici e le donne dispareuniste”

(Foucault, 1999:43).

1887: esibizionismo

1887: Binet conia il termine feticismo

1890: sadismo e masochismo

1896 Karoly Maria Benkert conia il termine

“omosessualità”

Studi della psichiatria nell’Ottocento

Diagnosi ed eziologia:

l’omosessualità è descritta e/o definita come

una tara cerebrale (Charcot e Magnan,

1882), una forma di pazzia degenerativa

(Kraeplin, 1883), o una psicosi (Forel,

1906), una inversione (Westphal, 1870),

una quadro di personalità criminale

(Lombroso, 1876; Tardieu, 1862)

Obiettivo di ricerca e tecniche terapeutiche

L’obiettivo conoscitivo è la scoperta

dell’agente causale della malattia, spesso

ricondotto a componenti somatiche e/o

anatomiche legate a un malfunzionamento

del sistema nervoso periferico

(Mantegazza, 1886) o a componenti

embriologiche connesse al sistema

nervoso centrale (Krafft-Ebing, 1886;

Chevalier, 1885; Moll, 1893)

TECNICHE TERAPEUTICHE

Contenimento manicomiale (Westphal, 1870)

Idroterapiae bromuro (Charcot, Magnan, 1882)

Dieta ed esercizi fisici (Kraeplin, 1883)

Cauterizzazione del clitoride (Lombroso, 1885)

Ipnoterapia e matrimonio (Shrenc Notzing, 1892)

Rapporti sessuali con prostitute (Tanzi, 1905)

Trattamento psicoanalitico

Elettroshock

Somministrazione di droghe nauseabonde

Terapia ormonale

Lobotomia (Ultimo caso negli 1951 negli USA)

• Essenzializzare?

• Sessuologia e criminologia

• Fascismo (Benadusi)

• Lombroso (estratti da Uomo dleinquente)

OMOSESSUALITÀ E FASCISMO

• Penalmente perseguibile, prima dell’unità, solo in alcuni Stati

• Depenalizzazione con l’entrata in vigore del codice Zanardelli nel

1889,

• l’omosessualità in Italia non è menzionata tra i reati nemmeno nella

legislazione fascista del codice Rocco.

• La scelta “permissiva” dei nostri legislatori, nonostante le richieste

contrarie di molti giuristi, rientra nel solco della tradizione italiana e

cattolica: il metodo di repressione più efficace è il silenzio, la

negazione della stessa esistenza dell’omosessualità.

• “patto” non scritto tra Stato e omosessuali: lo Stato garantisce agli

omosessuali una relativa impunità alla loro sessualità, purché

clandestina; in cambio è sicuro di non veder contestato

pubblicamente il modello di vita eterosessuale (Giovanni Dall’Orto)

• difficoltà che ha incontrato in Italia il movimento per i diritti degli

omosessuali.

• Lo Stato, concepito come organismo non solo giuridico,

ma anche etico, si fa tutore della morale pubblica, invade

la vita privata, impone un’immagine di “uomo nuovo”,

maschio, virile, potente con la conseguente denigrazione

del controtipo, femmineo, impotente, imbelle.

• gli uomini che non aderiscono a questa mascolinità

diventano i nemici della società stessa, un pericolo per la

nazione.

• uomo maschio e aggressivo (futuristi, nazionalisti e

dannunziani), accentuazione tra normalità e anormalità,

che classifica persone, azioni e comportamenti e con

l’aiuto della medicina, del diritto e dei precetti della

religione procede verso la prevenzione e la repressione

di ogni forma di devianza.

• In questo contesto a subire la repressione più umiliante sono gli

omosessuali più visibili, gli “effeminati” e i travestiti, i cui

atteggiamenti violano lo stereotipo del maschio virile, forte e rude.

• vittime degli strumenti repressivi che il fascismo mette in atto, senza

bisogno di una legge apposita, dalla diffida all’ammonizione al

confino di polizia, fino al carcere al manicomio.

• La liberazione dal nazifascismo non è infatti liberazione di tutti. Gli

omosessuali sono esclusi dall’euforia che caratterizza la società

italiana del dopoguerra, non partecipano alla voglia di raccontare le

esperienze vissute, al bisogno di discontinuità, alla volontà di

pensare in un modo diverso il futuro.

• Le loro vite rimangono clandestine: una storia e delle storie ancora

da ricostruire

• “I pederasti, spesso anch’essi di grande coltura

ed ingegno (impiegati, maestri), hanno, […], uno

strano bisogno di associarsi, in molti, al delitto, e

di formare delle vere congreghe, in cui si

riconoscono, al solo sguardo, anche viaggiando

in paese straniero. Noi non sappiamo

comprendere, né crederemmo, […], come quegli

amori infami possano rimescolarsi a tanto

romanticismo o misticismo. Eppure i loro

attentati quasi ami si concentrano su un

individuo solo, spesso invece fra molti, e quasi

contemporaneamente.

Meno strano è vedere come questi rei, se delle classi

elevate, amino i lavori ed i vestiti femminei, e gli uniformi,

e l’andar carichi di gioielli, col collo scoperto e coi capelli

arricciati, e come associno alle prave abitudini anche dei

gusti squisiti per l’arte , e facciano raccolte di quadri, di

fiori, di statue e di profumi, quasi richiamando, per

atavismo, insieme coi vizi i gusti dell’antica Grecia; essi

sono onesti per lo più, e conscii di essere colpevoli

anche innanzi a se stessi, lottano a lungo colle infami

inclinazioni, le rimpiangono, deplorano e nascondono.

Quelli però delle infime classi amano il sudiciume,

preferiscono a’ profumi odori schifosi, affettano

soprannomi femminei, e sono lo stromento di furti più

audaci, dei più atroci assassinii, e di ricatti speciali […].”

Cesare Lombroso, L’Uomo delinquente, vol.I “Delinquente nato e pazzo

morale”, 1889, Torino, pp.452-453.

Possiamo allora rispondere ai

seguenti quesiti

• Quali sono i significati sociali del sesso?

• Come si diventa attori “sessuati”?

• Come vengono identificati e costruiti i

“problemi sessuali” (nel senso del

comportamento “patologico” e delle

problematiche relative al sesso)?

• Quando qualcosa di sessuale diventa

problematico? Cosa sono i problemi sessuali

e come li definiamo?

Sessualità determinata dalla biologia,

sessualità costruita socialmente?

Modelli culturali legati a genere e sesso

come fenomeni dinamici

Stereotipi connessi al modello femminile

(anni Sessanta)

Non usano parole aspre e sgradevoli

Parlano molto

Hanno tatto

Sono gentili

Sono molto attente ai sentimenti altrui

Sono molto religiose

Sono molto interessate alla propria immagine

Sono precise e accurate

Sono molto tranquille

Hanno un forte bisogno di sicurezza

Amano l’arte e la letteratura

Esprimono con facilità sentimenti di tenerezza

Stereotipi connessi al modello maschile

(anni Sessanta)

Sono molto aggressivi e indipendenti

Non sono per nulla emotivi

Nascondono quasi sempre le proprie emozioni

Sono molto obiettivi

Non si fanno influenzare facilmente

Sono autorevoli

Amano la matematica e le scienze

Non sono facile preda di crisi

Sono molto attivi, competitivi, logici

Si dedicano ai piaceri della vita

Sono bravi negli affari

Sono molto diretti

Stereotipi connessi al modello maschile

(anni Sessanta)

Sono avventurosi

Riescono facilmente a prendere decisioni

Non piangono

Si comportano da leader

Credono molto in se stessi

Esercitano senza sensi di colpa l’aggressività

Sono molto ambiziosi

Separano facilmente i sentimenti dalle idee

Non sono per nulla dipendenti

Non si preoccupano della loro immagine

Pensano che gli uomini siano superiori alle donne

Parlano senza pudori di sesso con altri uomini

Barbie, 1967 con swimsuit

Barbie, la “numero uno” Ken versus Blaine

Barbie e Blaine, 2004 viso contemporaneo, capelli lunghi,

ma in toni più attuali: castano chiaro, rosso ramato

e biondo con le mèches. Come i capelli di Blaine

Le società e le culture posseggono una

propria configurazione sessuale e

forniscono pertanto modelli di condotta

sessuale specifici e definiti culturalmente,

nonché repertori di senso comune e

discorsi specialistici sulla sessualità.

Le società controllano i corpi monitorando

anche la sessualità, o definendo alcune

pratiche sessuali come moralmente

desiderabili ed altre come abiette, o

ancora classificando i comportamenti

sessuali, definendo forme di

stratificazioni corporee

l’erotismo postmoderno libero dai vincoli

della riproduzione e dell’esclusività e dai

legami amorosi si lancia verso ogni forma

di sperimentazione

Le bio-tecnologie riproduttive e

anticoncezionali non sganciano soltanto la

sessualità dalla procreazione, ma

riconfigurano l’ontologia medesima della

sessualità, ridefinendo le categorie

sessuali, gli status, le relazioni giuridiche, i

corpi, le stesse categorie del maschile e

del femminile

Caratteri principali

• disancoraggio dal binomio (tutto) moderno di

“sessualità-riproduzione”

• proliferano piuttosto sotto forma di scelte, di stili di vita,

sganciate dall’idea di una “natura” sessuale.

• I processi di individualizzazione e di de-

tradizionalizzazione hanno lasciato spazio

all’espressione di nuove sessualità ma anche di nuove

“soggettività” sessuali

• processi di “de-naturalizzazione del sesso”, a

progettualità riflessive dell’identità e della sessualità

• Le scelte individuali, nella tarda modernità,

definiscono e strutturano l’identità sessuale,

sganciando la sessualità medesima dai confini e

dai limiti dettati dagli imperativi culturali

eterosessuali, monogami, riproduttivi.

• pluralismo sessuale, “un pluralismo erotico e un

ethos della tolleranza”, la possibilità di

sperimentazione e la molteplicità di scelte.

• etica sessuale come sfera per il piacere e l’auto-

espressione, la scelta erotica, la

sperimentazione e la diversità.

Il cambiamento principale consiste in una

mutata moralità che, centrata dapprima

sull’atto sessuale, focalizza adesso sui

contesti comunicativi: se la relazione e lo

scambio erotici siano consensuali e

reciproci, se implicano rispetto reciproco e

responsabilità, aprendo le riflessioni verso

concetti quali “pluralismo erotico” ed “etica

della tolleranza”.

• Sfera pubblica ottocentesca

• Sfera pubblica postmoderna

Carol si riscatterà dalla sua condizione di

donna frustrata grazie ad una mutazione

sorprendente che la dota di un pene

Bull si scoprirà nel cavo popliteo del

ginocchio sinistro una vagina, vivrà il ruolo

del “sedotto abbandonato” e del “ragazzo

padre”.

Will Self (1994), Misto maschio [1992], Feltrinelli, Milano

“Io venni tirata fuori, sculacciata e lavata, in

quest’ordine. Dopo avermi avvolta in una

coperta mi esposero tra altri sei bebè, quattro

maschi e due femmine, tutti quanti,diversamente

da me, muniti del cartellino giusto. sono stato,

come Tiresia, prima una cosa e poi un’altra.

Schernita dalle compagne di classe, trattata

come una cavia dai medici, palpata dagli

specialisti e studiata dagli esperti…non avevo

compito ancora sedici anni quando lasciai il mio

corpo per occuparne un altro…

Jeffrey Eugenides, Middlesex

Tratto da Cirus Rinaldi e Claudio Cappotto (a cura di) (2003), Fuori dalla città

invisibile, Palermo, pag. 55

La costruzione sociale dei corpi

• Che significa costruire i corpi?

• In che senso partecipiamo attivamente alla

costruzione dei nostri corpi?

• In che termini siamo corpi sessuati (gendered

bodies)?

• Il sesso ed il genere sono costruiti socialmente?

• Sesso e genere sono inseparabili?

• In che termini corpi, sessi, generi ed

orientamenti sessuali sono definibili come

“fenomeni sociali”?

SESSO GENERE

• Categorizzazione • Interpretazione

delle persone in culturale del sesso

“maschi” e “femmine”

sulla base di • Aspettative

caratteristiche comportamentali

biologiche associate un maschio

e una femmina

appropriati

Tratto da Cirus Rinaldi e Claudio Cappotto (a cura di) (2003), Fuori dalla città

invisibile, Palermo, pag. 55

La medicalizzazione del XIX°

secolo:

da peccato a malattia

• 1869: invenzione dell’ “omosessuale”

(Kertbeny)

• Gli psichiatri classificano l'omosessualità

come disturbo mentale

• 1886: Psychopathia Sexualis (von Krafft

Ebing—teoria degenerativa)

Psicoanalisi

•  1905: Tre saggi sulla sessualità di

S.Freud (inversione)

•  Si oppone alla teoria degenerativa

•  “La nevrosi è il negativo della

perversione”

•  “Arresto dello sviluppo”- non proprio una

malattia, ma neppure una condizione

normale

Seconda metà del XX° secolo

La psicoanalisi dopo Freud

• Gli psicoanalisti ridefiniscono l'omosessualità

• come “perversione”

• Rado (1940): L'omosessualità rappresenta un

evitamento ansioso dell'altro sesso.

•  Bieber et al. (1962): Costellazioni familiari

patologiche “causano” l'omosessualità. Dichiarato

il 27% di “guarigioni”.

• Socarides (1968): L'omosessualità è una

nevrosi. Dichiarato il 35% di “guarigioni” (1995).

Seconda metà del XX° secolo

La ricerca in sessuologia

• Spostamento verso una visione

dell'omosessualità come “variante

normale” della sessualità umana (analogia

con i mancini)

• 1948 e 1953: Rapporto Kinsey

• 1957: Evelyn Hooker

1973: la decisione dell' APA

• 1969 La rivolta di Stonewall (NYC)

come inizio del moderno movimento

gay per i diritti civili

Eventi che hanno portato

alla decisione APA del 1973

• Dopo Stonewall, la “psichiatria” viene

identificata come “il nemico”.

•  1970, 1971: Gli attivisti gay “irrompono”

nei meeting APA.

•  1971: Primo panel APA con gay non-

pazienti.

•  1972: Dr. H. Anonymous

Dr. H Anonymous (John Fryer,

MD)

Dr.H Anonymous

• “. . . Come psichiatri omosessuali, dobbiamo sapere

dove stare e cosa fare per raggiungere i nostri obiettivi.

Se il nostro obiettivo è una posizione accademica, una

posizione economica pari a quella dei nostri colleghi, o

l'ammissione a un istituto psicoanalitico, dobbiamo

essere sicuri che nessuno, in una posizione di potere,

sia a conoscenza del nostro orientamento sessuale o

identità di genere. Come un nero di pelle chiara che

sceglie di vivere come un bianco, anche noi non

possiamo mostrarci con i nostri veri amici - la nostra

famiglia omosessuale - altrimenti il nostro segreto verrà

svelato e la nostra rovina sarà sancita . . . .”

John Fryer, MD

La decisione APA del 1973

• 1972-73: Le commissioni scientifiche passano in

rassegna gli studi di sessuologia ritenuti più

scientifici.

•  1973: Il Board of Trustees dell’APA rimuove

l’“omosessualità” dal DSM-II.

•  1974: Petizione degli psicoanalisti per la

revoca della decisione del Board attraverso un

referendum tra i soci.

•  Il 58% dei 10,000 soci APA vota a favore della

decisione del Board.

Position Statement APA, 1974

• Dal momento che, l'omosessualità non implica di

per sé impedimenti nel giudizio, stabilità,

affidabilità, o in generale nelle capacità sociali o

professionali, l'APA deplora ogni forma di

discriminazione contro l'omosessualità, pubblica

e privata, in ogni contesto, sul lavoro, in casa,

negli uffici pubblici, e dichiara che in nessun

caso gli omosessuali vanno considerati in modo

diverso dagli altri per quanto riguarda giudizio,

capacità e affidabilità …

• Inoltre [l'APA] sostiene e raccomanda la

promulgazione di leggi sui diritti civili a livello

locale, statale e federale che garantiscano ai

cittadini omosessuali la stessa protezione ora

garantita agli altri cittadini sulla base di razza,

credo religioso, colore, ecc. Ancora [l'APA]

sostiene e raccomanda l'abrogazione di tutte le

leggi discriminatorie nei riguardi di atti

omosessuali compiuti tra adulti consenzienti.

L'omosessualità nel DSM

•  DSM-I (1952): Disturbo Sociopatico di Personalità

•  DSM--II (1968): Deviazione Sessuale

•  1973: L'omosessualità “per se” è espunta dal DSM-II e

sostituita dal “Disturbo dell'Orientamento Sessuale”

•  DSM-III (1980): Omosessualità Egodistonica (EDH)

•  DSM-III-R (1987): VIene espunta l'EDH

•  DSM-IV (1994) e DSM-IV-TR (2000): Disturbo

Sessuale NAS

• 3. Persistente e marcato disagio riguardo l'orientamento

sessuale

SOCIOLOGIE DELLE OMOSESSUALITÀ

• Molti sociologi della devianza e criminologi hanno

utilizzato l’omosessualità come concetto con cui

confrontarsi, come categoria euristica, immediatamente

disponibile.

• Le opere classiche di sociologia (della devianza)

proliferano di ripetuti riferimenti alle devianze sessuali, e

alla sessualità come sfera della trasgressione e della

perversione potenziale.

• Questo perché probabilmente sin dalle sue origini, la

sociologia si è occupata del normale accadere delle

cose ovvero dei “fatti” normali, usuali, tipici. La sociologia

della devianza invece ha rivolto la propria attenzione a

tutti quei fenomeni inusuali, anormali, atipici con la

preoccupazione di normalizzarli.

• Le diverse posizioni e prospettive non sono mai

state mai neutrali

• Indicazione esplicita o implicita del patologico

ora per frenarne gli effetti di disgregazione

(Durkheim), ora per adattarlo o accomodarlo (i

concetto di “adaptment” o “adjustment” già in

uso presso i teorici della Scuola di Chicago), ed

infine, per sanzionarlo in vista dell’integrazione

(il funzionalismo parsonsiano: in definitiva

“normalizzarlo” per sbarazzarsene, cfr. Matza,

trad. it. 1969).

• citare didascalicamente il caso dell’omosessualità come

esempio di comportamento deviante

• Omosessualità: tema mai esplorato quale dimensione e

categoria interpretativa autonoma, apparendo invece un

divertissement, un caso esplicativo all’interno della loro

carriera scientifica.

• Altri, come avremo modo di osservare, considereranno

lo studio dell’omosessualità una diminutio capitis

all’interno della loro produzione intellettuale, altri ancora

persino un danno.

• Ma interessenza notare come proprio i sociologi della

devianza furono tra i primi a produrre istanze assai

significative relativamente alle (omo)sessualità (Irvine,

2003: 438).

Omosessualità tra patologia e riforma: i primi

studi sociologicamente rilevanti

• lavori di F. S. Brockman (1902) e G. Stanley Hall

(1908).

• intenti e finalità riformistici, ammantati di fede

religiosa e votati alla ricerca empirica (di matrice

positivista)

• educazione sessuale delle giovani generazioni

in grado si di soddisfare la curiosità legata al

ruolo sessuale ma che frenasse ogni stimolo ed

interesse nella pratica della sessualità

• igienismo sociale di derivazione vittoriana, promuovevano

l’educazione sessuale quale metodo per ridurre l’attività

sessuale.

• Resta chiaramente estromessa l’attenzione per il desiderio e

l’attrazione verso lo stesso sesso perché patologizzato.

• Il primo studio su attrazione e desiderio per lo stesso sesso

viene condotto nel 1920 da Katharine Bement Davis su un

campione di 2.200 donne sposate e single dell’upper middle

class americana. Davis a differenza dei predecessori non

aveva una formazione psicologica o psichiatrica, aveva un

Ph.D. in economia politica conseguito presso l’Università di

Chicago, dove aveva seguito anche i corsi di W.I.Thomas

(Erickses, 1999: 30).

• Sensibile verso la ricerca empatica riuscì ad includere il tema

dell’autoerotismo e della masturbazione, conquistandosi la

fiducia delle intervistate, e scoprì come gran parte delle donne

non solo fosse dotata di istinto ed impulso sessuale, aspetti

assai trascurati e stereotipati nelle ricerche precedenti, ma

che le donne erano in grado e mettevano in atto pratiche

sessuali, la masturbazione e il sesso tra di loro, anche in

assenza di un partner maschile.

• Relativamente al tema dell’omosessualità maschile è il

lavoro dello psichiatra Lilburn Merrill (1918)

• un “campione” di cento ragazzi (dai sette ai diciassette

anni) non appartenenti alla classe media e, pertanto, non

rappresentativi della sessualità “normale”, proprio al fine

di avvertire dei pericoli insiti nell’adozione di istinti

sessuali patologici.

• L’evidenza empirica lo porta a coniare il concetto di

“sessualismo” (sexualism), “un funzionamento abituale,

patologico del meccanismo sessuale”, associando, di

fatto, l’incapacità di controllare gli impulsi sessuali, e

pertanto i comportamenti omosessuali, a carenze

educative, a condizioni ambientali e sociali sfavorevoli,

equiparando l’omosessualità alla delinquenza (Ericksen,

ibid.: 32-34).

• Soggetti dichiaratamente gay e lesbiche furono

coinvolti in analisi mediche e psichiatriche

condotte a New York dalla famosa “Committee

for the sudy of sex variants”.

• Robert Latou Dickinson, ginecologo, impegnato

nello studio delle relazioni matrimoniali e delle

storie mediche e sessuali delle sue pazienti (che

nel 1935 formò di fatto il gruppo di ricerca),

George Henry, professore al Cornell University

Medical Center e già presidente della

Psychiatric Society di New York, e da Lewis

Terman, professore di psicologia alla Stanford

University.

• Tra i tre, George Henry aveva nei confronti

dell’omosessualità un approccio simpatetico ma

tuttavia, al pari di Terman (Terman, 1938;

Terman e Cox Miles, 1936), raffigurava gli

omosessuali come soggetti anormali

caratterizzati da confusione di genere e tratti

associati al sesso opposto (la femminilità per gli

uomini e la maschilità per le donne).

• L’interesse espresso da questi studiosi per

l’omosessualità veniva motivato dalla minaccia

che questa costituiva nei confronti del

e del controllo delle nascite.

matrimonio[1]

• [

• Jan Gay, ovvero Helen Reitman[2], americana

di origini tedesche, che aveva collaborato alle

ricerche di Dickinson raccogliendo più di

trecento storie di lesbiche nell’arco di dieci anni,

sia durante la sua permanenza a Berlino (dove

si forma presso l’Istituto per la Scienza sessuale

“Magnus Hirschfeld), che nei suoi viaggi a

Parigi, Londra e, poi, a New York.

• A questa si aggiungerà Thomas Painter nel

1934, laureatosi presso la Union Theological

Seminary, interessato alla prostituzione

maschile e che, come la Gay, era alla ricerca di

fondi e della sponsorizzazione da parte di

un’equipe medica.


PAGINE

277

PESO

2.40 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Sociologia della Devianza, tenute dal Prof. Cirus Rinaldi, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta le slides dell'intero corso tenuto dal professore nella facoltà di Scienze della Formazione. Tuttavia è utile perché spiega in modo schematico concetti quali: sesso, genere, orientamento sessuale, il desiderio, scripts, rapporti uomo-donna e omosessuali nelle viarie popolazioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali
SSD:
Università: Palermo - Unipa
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della Devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Palermo - Unipa o del prof Rinaldi Cirus.

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