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Servizio universale - Direttiva 02/22/CE

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale della direttiva n. 02/22/CE recante la disciplina del servizio universale e dei diritti degli... Vedi di più

Esame di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie docente Prof. F. Cardarelli

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ESTRATTO DOCUMENTO

22 ­ Qualora gli Stati membri decidano di finanziare il costo netto degli obblighi di servizio universale

attingendo a fondi pubblici, vi si intendono compresi i finanziamenti dai bilanci generali dello Stato e da altre

fonti di finanziamento pubblico quali le lotterie.

23 ­ Il costo netto degli obblighi di servizio universale può essere ripartito fra tutte le imprese o tra alcune

categorie specifiche delle stesse. Gli Stati membri dovrebbero provvedere affinché il meccanismo di

ripartizione rispetti i principi della trasparenza, della minima distorsione del mercato, della non discriminazione

e della proporzionalità. Per "minima distorsione del mercato" si intende che i contributi dovrebbero essere

riscossi in modo da ridurre al minimo l'impatto dell'onere finanziario che grava sugli utenti finali, per esempio

ripartendo i contributi nel modo più ampio possibile.

24 ­ Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero accertare che le imprese che beneficiano di un

finanziamento per il servizio universale forniscano, a corredo della loro richiesta, informazioni sufficientemente

dettagliate sugli elementi specifici da finanziare. Gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione i

rispettivi sistemi di contabilità dei costi e di finanziamento degli obblighi del servizio universale ai fini di una

verifica della compatibilità dei medesimi con il trattato. Gli operatori designati potrebbero essere indotti a

sopravvalutare il costo netto degli obblighi di servizio universale. Gli Stati membri dovrebbero pertanto

garantire una trasparenza ed un controllo effettivi degli importi imputati al finanziamento degli obblighi di

servizio universale.

25 ­ I mercati delle comunicazioni sono in costante evoluzione in termini di servizi utilizzati e di mezzi tecnici

impiegati per erogare tali servizi agli utenti. Gli obblighi di servizio universale che sono definiti a livello

comunitario dovrebbero essere periodicamente riesaminati al fine di modificarne o ridefinirne la portata. Tale

riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle condizioni sociali, commerciali e tecnologiche e del fatto

che ogni modifica della portata degli obblighi deve essere sottoposta ad un test parallelo, per verificare se i

servizi che diventano accessibili alla grande maggioranza della popolazione non comportino il rischio

dell'esclusione sociale di coloro che non possono permettersi di fruire di tali servizi. Occorre garantire che

l'eventuale modifica della portata degli obblighi di servizio universale non favorisca artificialmente talune scelte

tecnologiche a scapito di altre, non comporti un onere finanziario sproporzionato per le imprese del settore

(mettendo in tal modo a repentaglio l'evoluzione del mercato e l'innovazione) e non trasferisca ingiustamente

l'onere del finanziamento sui consumatori a più basso reddito. Ogni eventuale modifica della portata degli

obblighi di servizio universale implica necessariamente che i corrispondenti costi netti possano essere

finanziati grazie ai dispositivi autorizzati a norma della presente direttiva. Gli Stati membri non sono autorizzati

ad imporre agli attori presenti sul mercato contributi finanziari derivanti da misure che non rientrano negli

obblighi di servizio universale. Ogni Stato membro è libero di imporre misure speciali non riconducibili ad

obblighi di servizio universale e di finanziarle conformemente al diritto comunitario, ma non tramite contributi

prelevati dagli attori presenti sul mercato.

26 ­ Una concorrenza più efficace sui mercati dell'accesso e dei servizi amplierà la scelta per gli utenti. Il

livello di concorrenza e di scelta effettive varia all'interno della Comunità e tra gli Stati membri, tra le regioni

geografiche, nonché tra i diversi mercati dell'accesso e dei servizi. Alcuni utenti possono dipendere

interamente dall'accesso e dai servizi forniti da un'impresa con notevole potere di mercato. Di norma, per

ragioni di efficacia e per favorire un'effettiva concorrenza, è importante che i servizi forniti da un'impresa con

significativo potere di mercato rispecchino i costi. Per ragioni di efficacia e per ragioni di carattere sociale, le

tariffe praticate agli utenti finali dovrebbero rispecchiare le condizioni della domanda e dei costi, sempreché

ciò non comporti distorsioni della concorrenza. Vi è il rischio che un'impresa con significativo potere di mercato

tenti in diversi modi di impedire l'accesso al mercato o di distorcere la concorrenza, ad esempio applicando

prezzi eccessivi o prezzi predatori, accorpando obbligatoriamente taluni servizi al dettaglio o manifestando

un'indebita preferenza per taluni consumatori. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero pertanto

essere autorizzate a imporre, come ultima soluzione e dopo debito esame, una regolamentazione della

fornitura al dettaglio nei confronti delle imprese con notevole potere di mercato. Per conseguire il duplice

scopo di promuovere una concorrenza effettiva sui mercati e di perseguire obiettivi di interesse pubblico quali,

ad esempio, l'accessibilità dei prezzi dei servizi telefonici per determinate categorie di consumatori, si può

ricorrere a strumenti regolamentari, quali i massimali tariffari, una perequazione geografica o altri strumenti

analoghi, come pure a strumenti non regolamentari, quali raffronti di tariffe al dettaglio messi a disposizione

del pubblico. L'accesso ad informazioni appropriate sui sistemi di contabilità dei costi è necessario per

consentire alle autorità nazionali di regolamentazione di assolvere ai rispettivi compiti regolamentari nel

settore, ivi comprese le misure di controllo delle tariffe. Tuttavia, i controlli regolamentari sui servizi al dettaglio

dovrebbero essere imposti solo se le autorità nazionali di regolamentazione ritengono che le pertinenti misure

relative alla vendita all'ingrosso, alla selezione o alla preselezione del vettore non consentano di realizzare

l'obiettivo di garantire una concorrenza effettiva e l'interesse pubblico.

27 ­ L'autorità nazionale di regolamentazione che impone l'obbligo di attuare un sistema di contabilità dei costi

per sostenere il controllo dei prezzi può procedere ad una verifica annuale per assicurarsi della conformità a

tale sistema di contabilità dei costi, purché disponga del necessario personale qualificato, o può chiedere che

tale verifica sia effettuata da un altro organismo qualificato indipendente dall'operatore interessato.

28 ­ Si reputa necessario garantire che continuino ad essere applicate le disposizioni in materia di insieme

minimo di servizi di linee affittate previste dalla legislazione comunitaria sulle telecomunicazioni e in particolare

dalla direttiva 92/44/CE del Consiglio, del 5 giugno 1992, sull'applicazione della fornitura di una rete aperta

alle linee affittate, fino a quando le autorità nazionali di regolamentazione decidano, nel rispetto delle

procedure di analisi del mercato descritte nella direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione

elettronica (direttiva quadro), che tali disposizioni non sono più necessarie perché, nel rispettivo territorio, il

mercato ha raggiunto un sufficiente livello di concorrenza. Il livello di concorrenza può variare tra diversi

mercati dell'insieme minimo di linee affittate e in diverse parti del territorio. Nello svolgere l'analisi di mercato,

le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero fare valutazioni distinte per ciascun mercato dell'insieme

minimo di linee affittate, tenendo conto della loro dimensione geografica. I servizi di linee affittate costituiscono

servizi obbligatori da fornire senza far ricorso a meccanismi di compensazione. La fornitura di linee affittate al

di fuori dell'insieme minimo di linee affittate dovrebbe essere contemplata dalle disposizioni regolamentari

generali in materia di fornitura al dettaglio piuttosto che da prescrizioni specifiche riguardanti la fornitura

dell'insieme minimo.

29 ­ Le autorità nazionali di regolamentazione possono anche, in base ad un'analisi del mercato rilevante,

prescrivere agli operatori di telefonia mobile che detengono un significativo potere di mercato di consentire ai

propri abbonati di accedere ai servizi di qualsiasi fornitore interconnesso di servizi telefonici accessibili al

pubblico per ogni singola chiamata oppure applicando un sistema di preselezione.

30 ­ Il contratto è uno strumento importante per garantire agli utenti e ai consumatori un livello minimo di

trasparenza dell'informazione e di certezza del diritto. La maggior parte dei fornitori di servizi in un contesto

concorrenziale stipula contratti con i clienti per motivi di opportunità commerciale. Oltre alle disposizioni della

presente direttiva, le transazioni commerciali dei consumatori in materia di reti e di servizi elettronici sono

disciplinate dalla legislazione comunitaria sulla tutela contrattuale dei consumatori e in particolare dalla

direttiva 93/13/CEE, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori

e dalla direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la

protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza. I consumatori dovrebbero beneficiare di un livello

minimo di certezza del diritto nelle loro relazioni contrattuali con il proprio fornitore diretto di servizi telefonici,

garantita dal fatto che i termini del contratto, le condizioni, la qualità del servizio, le modalità di rescissione del

contratto e di cessazione del servizio, le misure di indennizzo e le modalità di risoluzione delle controversie

sono precisate nel contratto stesso. Le medesime informazioni dovrebbero figurare nei contratti conclusi tra i

consumatori e i fornitori di servizi che non siano fornitori diretti di servizi telefonici. Le misure in materia di

trasparenza dei prezzi, delle tariffe e delle condizioni aiuteranno i consumatori ad operare scelte ottimali ed a

trarre pieno vantaggio dalla concorrenza.

31 ­ Gli utenti finali dovrebbero avere accesso alle informazioni disponibili al pubblico relative ai servizi di

comunicazione. Gli Stati membri dovrebbero poter effettuare un monitoraggio della qualità dei servizi di

comunicazione prestati sul rispettivo territorio. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere

sistematicamente in grado di raccogliere informazioni sulla qualità dei servizi prestati sui rispettivi territori

nazionali, in base a criteri che consentano il raffronto tra i vari fornitori di servizi e tra i vari Stati membri. Gli

organismi che forniscono servizi di comunicazione in un ambiente concorrenziale dovrebbero mettere a

disposizione del pubblico informazioni adeguate e aggiornate sui propri servizi per ragioni di opportunità

commerciale. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero poter comunque esigere la pubblicazione

di tali informazioni qualora si dimostri che esse non sono effettivamente accessibili al pubblico.

32 ­ Gli utenti finali dovrebbero poter fruire di una garanzia di interoperabilità di tutte le apparecchiature

commercializzate nella Comunità per la ricezione di programmi di televisione digitale. Gli Stati membri

dovrebbero poter esigere norme minime armonizzate per quanto riguarda tali apparecchiature. Le suddette

norme possono essere periodicamente aggiornate alla luce del progresso tecnologico e dell'evoluzione del

mercato.

33 ­ E' auspicabile che i consumatori possano effettuare la connessione più completa possibile agli apparecchi

televisivi digitali. L'interoperabilità è un concetto che si sta sviluppando nei mercati dinamici. Gli organismi di

normalizzazione dovrebbero adoperarsi per assicurare che norme appropriate si evolvano parallelamente alle

tecnologie interessate. E' ugualmente importante assicurare che sugli apparecchi televisivi siano disponibili

connettori in grado di trasmettere tutti i componenti di un segnale televisivo digitale, inclusi i flussi di dati video

e audio, informazioni sull'accesso condizionato, sul servizio, sull'interfaccia per programmi applicativi (API) e

sui dispositivi anti­duplicazione. La presente direttiva assicura quindi che le funzioni dell'interfaccia aperta per

gli apparecchi televisivi digitali non siano limitate dagli operatori di reti, dai fornitori di servizi o dai fabbricanti

delle apparecchiature e continuino a svilupparsi di pari passo con i progressi tecnologici. Per la

visualizzazione e la presentazione dei servizi televisivi digitali interattivi, la realizzazione di una norma comune

attraverso un meccanismo di mercato è riconosciuta come un beneficio per il consumatore. Gli Stati membri e

la Commissione possono assumere iniziative d'indirizzo, coerenti con il Trattato, al fine d'incoraggiare sviluppi

in tal senso.

34 ­ Tutti gli utenti finali devono continuare a fruire di un accesso ai servizi di assistenza tramite operatore, a

prescindere dall'organismo che fornisce l'accesso alla rete telefonica pubblica.

35 ­ La fornitura degli elenchi abbonati e dei servizi di consultazione è già aperta alla concorrenza. Le

disposizioni della presente direttiva integrano quelle della direttiva 97/66/CE, conferendo il diritto, per gli

abbonati, a veder figurare i propri dati in elenchi su supporto cartaceo od elettronico. Tutti i fornitori di servizi

che attribuiscono numeri di telefono ai rispettivi abbonati sono tenuti a mettere a disposizione le informazioni

pertinenti con modalità eque, orientate ai costi e non discriminatorie.

36 ­ Occorre che gli utenti possano chiamare gratuitamente il numero d'emergenza unico europeo "112" o

qualsiasi numero d'emergenza nazionale a partire da qualsiasi apparecchio telefonico, compresi i telefoni

pubblici a pagamento, senza dover utilizzare alcun mezzo di pagamento. Gli Stati membri avrebbero già

dovuto prendere le disposizioni necessarie e più conformi all'organizzazione dei servizi di soccorso nazionali

per garantire che le chiamate inoltrate verso tale numero ottengano una risposta e un trattamento adeguato.

Le informazioni relative alla localizzazione del chiamante che devono essere messe a disposizione dei servizi

di soccorso nella misura in cui sia tecnicamente fattibile miglioreranno il livello di protezione e la sicurezza

degli utenti dei servizi "112" e aiuteranno tali servizi nell'espletamento dei loro compiti, a condizione che sia

garantito il trasferimento delle chiamate e dei dati pertinenti verso i servizi di soccorso competenti. La

ricezione e l'utilizzazione di tali informazioni dovrebbero avvenire nel rispetto del pertinente diritto comunitario

in materia di protezione dati. I costanti progressi delle tecnologie dell'informazione renderanno man mano

possibile il trattamento simultaneo sulle reti di chiamate in lingue diverse a costi ragionevoli. Tali progressi

costituiranno una garanzia supplementare per i cittadini europei che chiamano il numero di emergenza "112".

37 ­ E' indispensabile che i cittadini e le imprese europei possano agevolmente avere accesso ai servizi

telefonici internazionali. Lo "00" è già stato designato quale prefisso comune per l'accesso alla rete telefonica

internazionale su scala comunitaria. Possono essere adottate o prorogate disposizioni specifiche che

consentano di effettuare chiamate tra località contigue sui due versanti della frontiera tra due Stati membri.

Conformemente alla raccomandazione UIT E.164, l'UIT ha assegnato il prefisso ´3883ª allo spazio di

numerazione telefonica europeo (ETNS). Per garantire il collegamento delle chiamate all'ETNS le imprese

esercenti reti telefoniche pubbliche dovrebbero assicurare che le chiamate contraddistinte dal ´3883ª siano

interconnesse, direttamente o indirettamente, alle reti di servizio dell'ETNS indicate nelle pertinenti norme

dell'Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI). Le modalità di tale interconnessione

dovrebbero essere disciplinate dalle disposizioni della direttiva (2002/19/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio del 7 marzo 2002, relativa all'accesso alle reti di comunicazione elettronica e alle risorse correlate, e

all'interconnessione delle medesime (direttiva accesso).

38 ­ L'accesso degli utenti finali a tutte le risorse di numerazione nella Comunità è una condizione preliminare

vitale per un mercato unico. Esso dovrebbe includere numeri a chiamata gratuita, numeri a tariffa maggiorata

e altri numeri non geografici, tranne se l'abbonato chiamato ha scelto, per motivi commerciali, di limitare

l'accesso da talune zone geografiche. Le tariffe a carico dei chiamanti dall'esterno dello Stato membro

interessato non sono necessariamente le stesse di quelle per i chiamanti dall'interno di tale Stato membro.

39 ­ Servizi quali la selezione da tastiera e l'identificazione della linea chiamante sono di norma disponibili

sulle centrali telefoniche moderne e pertanto possono essere progressivamente diffusi a costi minimi o nulli.

La funzione i selezione da tastiera è sempre più utilizzata per consentire agli utenti di interagire con servizi e

risorse speciali, come i servizi a valore aggiunto, e l'assenza di tale opzione può impedire agli utenti di

utilizzare tali servizi. Gli Stati membri possono astenersi dall'imporre obblighi se tali servizi e risorse sono già

disponibili. La direttiva 97/66/CE garantisce la tutela della vita privata degli utenti per quanto concerne la

fatturazione dettagliata e consente loro mezzi atti a tutelare la loro vita privata quando è attivato il servizio di

identificazione della linea chiamante. Lo sviluppo di tali servizi su base paneuropea, che la presente direttiva

promuove, apporterà benefici ai consumatori.

40 ­ La portabilità del numero è un elemento chiave per agevolare la scelta dei consumatori e la concorrenza

effettiva nell'ambiente concorrenziale delle telecomunicazioni. Per tale motivo gli utenti finali che ne fanno

richiesta devono poter conservare il proprio numero (o i propri numeri) sulla rete telefonica pubblica a

prescindere dall'organismo che fornisce il servizio. La presente direttiva non riguarda la fornitura di questa

possibilità tra connessioni alla rete telefonica pubblica da postazioni fisse e non fisse. Gli Stati membri

possono tuttavia applicare disposizioni in materia di portabilità dei numeri tra reti che forniscono servizi in

postazione fissa e reti di telefonia mobile.

41 ­ L'impatto della portabilità del numero è notevolmente rafforzato in presenza di un'informazione

trasparente sulle tariffe, tanto per gli utenti finali che trasferiscono i loro numeri quanto per gli utenti finali che

effettuano chiamate a persone che hanno operato tale trasferimento. Le autorità nazionali di regolamentazione

dovrebbero facilitare, laddove possibile, un'adeguata trasparenza tariffaria come elemento dell'attuazione della

portabilità del numero.

42 ­ Nel provvedere affinché i prezzi dell'interconnessione correlata alla portabilità del numero siano orientati

ai costi, le autorità nazionali di regolamentazione possono tener conto anche dei prezzi disponibili su mercati

comparabili.

43 ­ Attualmente, gli Stati membri impongono taluni obblighi in materia di ridiffusione (must carry) alle reti

destinate alla diffusione al pubblico di emissioni radiofoniche e televisive. Gli Stati membri dovrebbero poter

imporre, sulla base di legittime considerazioni di interesse pubblico, obblighi proporzionali nei confronti delle

imprese che rientrano sotto la loro giurisdizione; comunque, tali obblighi dovrebbero essere imposti solo

qualora risultino necessari a soddisfare obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri

conformemente alla normativa comunitaria e devono essere proporzionati, trasparenti e soggetti a revisione

periodica. Gli obblighi di trasmissione imposti dagli Stati membri dovrebbero essere ragionevoli, vale a dire

proporzionati e trasparenti, in base a obiettivi di interesse generale chiaramente definiti e possono

eventualmente comportare la corresponsione di una remunerazione proporzionata. Detti obblighi possono

comprendere la trasmissione di servizi specificamente destinati a consentire un accesso adeguato agli utenti

disabili.

44 ­ Le reti utilizzate per la distribuzione di servizi di diffusione televisiva o radiofonica al pubblico includono

reti di trasmissione via cavo, via satellite e terrestre; esse potrebbero inoltre includere altre reti purché un

numero significativo di utenti finali le utilizzi come mezzo principale di ricezione di tali servizi di diffusione.

45 ­ I servizi che forniscono un contenuto come l'offerta di vendita di un pacchetto sonoro o un contenuto

televisivo non rientrano nel quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica. I

fornitori di tali servizi non dovrebbero essere soggetti agli obblighi di servizio universale per dette attività. La

presente direttiva lascia impregiudicate le misure adottate a livello nazionale, conformemente al diritto

comunitario, per quanto riguarda tali servizi.

46 ­ Quando uno Stato membro intende garantire la prestazione di altri servizi specifici in tutto il territorio

nazionale, gli obblighi corrispondenti dovrebbero essere soddisfatti in base al criterio dell'efficacia rispetto ai

costi e non rientrare tra gli obblighi di servizio universale. Di conseguenza, gli Stati membri possono adottare

misure supplementari (ad esempio agevolare lo sviluppo di infrastrutture o di servizi nel caso in cui il mercato

non venisse incontro in modo soddisfacente alle esigenze degli utenti finali e dei consumatori) conformemente

al diritto comunitario. In risposta all'iniziativa eEurope della Commissione, il Consiglio europeo di Lisbona del

23­24 marzo 2000 ha invitato gli Stati membri a garantire che tutti gli istituti scolastici abbiano accesso a

Internet e a risorse multimediali.

47 ­ In un contesto concorrenziale, al momento di esaminare le questioni connesse con i diritti degli utenti

finali, le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero tener conto della posizione di tutte le parti

interessate, ivi compresi utenti e consumatori. Devono essere definite procedure efficaci di risoluzione delle

controversie insorte tra consumatori, da un lato, e dall'altro, le imprese che forniscono servizi di

comunicazione accessibili al pubblico. Gli Stati membri dovrebbero tener pienamente conto della

raccomandazione 98/257/CE della Commissione, del 30 marzo 1998, riguardante i principi applicabili agli

organi responsabili dalla risoluzione extragiudiziale delle controversie in materia di consumo.

48 ­ La coregolamentazione potrebbe costituire uno strumento adeguato per promuovere norme qualitative più

elevate e prestazione di servizi migliori. La coregolamentazione dovrebbe ispirarsi agli stessi principi della

regolamentazione formale, ossia dovrebbe essere obiettiva, giustificata, proporzionata, non discriminatoria e

trasparente.

49 ­ E' opportuno che la presente direttiva preveda alcuni elementi di protezione dei consumatori, quali la

chiarezza dei termini contrattuali e delle procedure per la risoluzione delle controversie e la trasparenza

tariffaria. Essa dovrebbe inoltre incoraggiare l'estensione di tali benefici ad altre categorie di utenti finali, in

particolare le piccole e medie imprese.

50 ­ Le disposizioni della presente direttiva non impediscono ad uno Stato membro di adottare misure

giustificate dai motivi di cui agli articoli 30 e 46 del trattato e in particolare da ragioni di pubblica sicurezza, di

ordine pubblico e di moralità pubblica.

51 ­ Poiché gli scopi dell'azione proposta, cioè fissare un livello comune di servizio universale di

telecomunicazioni per tutti gli utenti europei, armonizzare le condizioni di accesso e di uso delle reti

telefoniche pubbliche in postazione fissa e dei corrispondenti servizi telefonici accessibili al pubblico ed

elaborare un quadro armonizzato per la regolamentazione dei servizi di comunicazione elettronica, delle reti di

comunicazione elettronica e delle risorse correlate, non possono essere sufficientemente realizzati dai singoli

Stati membri e possono pertanto essere meglio realizzati a livello comunitario, la Comunità può intervenire, a

causa delle dimensioni e degli effetti dell'azione, in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del

trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi in ottemperanza al

principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

52 ­ Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la decisione

1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze

d'esecuzione conferite alla Commissione,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Art. 1. Campo di applicazione e scopo

1. La presente direttiva disciplina la fornitura di reti e di servizi di comunicazione elettronica agli utenti finali

nell'ambito della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro). Scopo della presente direttiva è garantire la

disponibilità in tutta la Comunità di servizi di buona qualità accessibili al pubblico attraverso una concorrenza e

un'opportunità di scelta effettive, nonché disciplinare le circostanze in cui le esigenze degli utenti finali non

sono adeguatamente soddisfatte mediante il mercato.

2. La presente direttiva stabilisce i diritti degli utenti finali e i corrispondenti obblighi delle imprese che

forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico. Quanto a garantire la fornitura del

servizio universale in un contesto di mercati aperti e concorrenziali, la presente direttiva definisce l'insieme

minimo di servizi di qualità specifica cui tutti gli utenti finali hanno accesso a prezzo abbordabile tenuto conto

delle specifiche circostanze nazionali, senza distorsioni di concorrenza. La presente direttiva stabilisce inoltre

obblighi in relazione alla fornitura di alcuni servizi obbligatori, quali la fornitura al dettaglio di linee affittate.

Art. 2. Definizioni

Ai fini della presente direttiva si applicano le definizioni di cui all' articolo 2 della direttiva 2002/21/CE (direttiva

quadro).

Si applicano inoltre le seguenti definizioni:

a) "telefono pubblico a pagamento": qualsiasi apparecchio telefonico accessibile al pubblico, utilizzabile con

mezzi di pagamento che possono includere monete e/o carte di credito/addebito e/o schede prepagate,

comprese le schede con codice di accesso;

b) "rete telefonica pubblica": una rete di comunicazione elettronica utilizzata per fornire servizi telefonici

accessibili al pubblico; la rete telefonica pubblica consente il trasferimento di comunicazioni vocali e altre

forme di comunicazione, quali i facsimile e la trasmissione di dati, tra punti terminali di rete;

c) "servizio telefonico accessibile al pubblico": un servizio accessibile al pubblico che consente di effettuare e

ricevere chiamate nazionali ed internazionali e di accedere ai servizi di emergenza tramite uno o più numeri

che figurano in un piano di numerazione nazionale o internazionale e che inoltre, può, se necessario includere

uno o più dei seguenti servizi: l'assistenza di un operatore, servizi di elenco abbonati e consultazione, la

fornitura di telefoni pubblici a pagamento, la fornitura del servizio a termini specifici, la fornitura di apposite

risorse per i consumatori disabili o con esigenze sociali particolari e/o la fornitura di servizi non geografici;

d) "numero geografico": qualsiasi numero di un piano di numerazione nazionale nel quale alcune delle cifre

fungono da indicativo geografico e sono utilizzate per instradare le chiamate verso l'ubicazione fisica del punto

terminale di rete;

e) "punto terminale di rete": il punto fisico a partire dal quale l'abbonato ha accesso ad una rete pubblica di

comunicazione; in caso di reti in cui abbiano luogo la commutazione o l'instradamento, il punto terminale di

rete è definito mediante un indirizzo di rete specifico che può essere correlato ad un numero di utente o ad un

nome di utente;

f) "numero non geografico": qualsiasi numero di un piano di numerazione nazionale che non sia un numero

geografico; include tra l'altro i numeri di telefonia mobile, i numeri di chiamata gratuita e i numeri relativi ai

servizi "premium rata".

Art. 3. Disponibilità del servizio universale

1. Gli Stati membri provvedono affinché nel loro territorio i servizi elencati nel presente capo siano messi a

disposizione di tutti gli utenti finali al livello qualitativo stabilito, a prescindere dall'ubicazione geografica dei

medesimi e, tenuto conto delle specifiche circostanze nazionali, ad un prezzo abbordabile.

2. Gli Stati membri determinano il metodo più efficace e adeguato per garantire l'attuazione del servizio

universale, nel rispetto dei principi di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità. Gli Stati

membri mirano a limitare le distorsioni del mercato, in particolare la fornitura di servizi a prezzi o ad altre

condizioni che divergano dalle normali condizioni commerciali, tutelando nel contempo l'interesse pubblico.

Art. 4. Fornitura dell'accesso da una postazione fissa

1. Gli Stati membri provvedono affinché qualsiasi richiesta ragionevole di connessione in postazione fissa alla

rete telefonica pubblica e di accesso ai servizi telefonici accessibili al pubblico in postazione fissa sia

soddisfatta quanto meno da un'impresa.

2. La connessione consente agli utenti finali di effettuare e ricevere chiamate telefoniche locali, nazionali ed

internazionali, facsimile e comunicazioni di dati, a velocità di trasmissione tale da consentire un accesso

efficace a Internet, tenendo conto delle tecnologie prevalenti usate dalla maggioranza degli abbonati e della

fattibilità tecnologica.

Art. 5. Elenco abbonati e servizi di consultazione

1. Gli Stati membri provvedono affinché:

a) almeno un elenco completo sia accessibile agli utenti finali, in una forma ­ cartacea, elettronica o in

entrambe le forme ­ approvata dall'autorità competente, e sia aggiornato a scadenze regolari ed almeno una

volta l'anno;

b) almeno un servizio completo di consultazione degli elenchi sia accessibile a tutti gli utenti finali, compresi gli

utenti dei telefoni pubblici a pagamento.

2. Gli elenchi di cui al paragrafo 1 comprendono, fatte salve le disposizioni dell'articolo 11 della direttiva

97/66/CE, tutti gli abbonati ai servizi telefonici accessibili al pubblico.

3. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese che forniscono servizi di cui al paragrafo 1 applichino il

principio di non discriminazione nel trattamento delle informazioni loro comunicate da altre imprese.

Art. 6. Telefoni pubblici a pagamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione possano prescrivere alle

imprese l'obbligo di mettere a disposizione telefoni pubblici a pagamento per soddisfare le esigenze

ragionevoli degli utenti finali in termini di copertura geografica, numero di apparecchi e loro accessibilità per gli

utenti disabili nonché la qualità del servizio.

2. Qualsiasi Stato membro provvede affinché la sua autorità nazionale di regolamentazione possa decidere di

non prescrivere obblighi ai sensi del paragrafo 1, in tutto o in parte del proprio territorio, purché accerti che i

servizi in questione o servizi analoghi sono ampiamente disponibili, previa consultazione dei soggetti

interessati di cui all'articolo 33.

3. Gli Stati membri provvedono affinché sia possibile effettuare chiamate d'emergenza dai telefoni pubblici a

pagamento utilizzando il numero di emergenza unico europeo ("112") o altri numeri di emergenza nazionali,

gratuitamente e senza dover utilizzare alcun mezzo di pagamento.

Art. 7. Misure speciali destinate agli utenti disabili

1. Gli Stati membri adottano, ove opportuno, misure specifiche per garantire che gli utenti finali disabili

fruiscano di un accesso, ad un prezzo abbordabile, ai servizi telefonici accessibili al pubblico, compresi i

servizi di emergenza e servizi relativi agli elenchi, che sia equivalente a quello degli altri utenti finali.

2. Gli Stati membri possono adottare misure specifiche, tenendo conto delle circostanze nazionali, per far si

che gli utenti finali disabili possano scegliere tra la gamma di imprese e fornitori di servizi a disposizione della

maggior parte degli utenti finali.

Art. 8. Designazione delle imprese

1. Gli Stati membri posso no designare una o più imprese perché garantiscano la fornitura del servizio

universale quale definito agli articoli 4, 5, 6 e 7 e, se del caso, all'articolo 9, paragrafo 2, della presente

direttiva in modo tale da poter coprire l'intero territorio nazionale. Gli Stati membri possono designare più

imprese o gruppi di imprese per fornire i diversi elementi del servizio universale e/o per coprire differenti parti

del territorio nazionale.

2. Nel designare le imprese titolari di obblighi di servizio universale in tutto il territorio nazionale o in parte di

esso, gli Stati membri applicano un sistema di designazione efficace, obiettivo, trasparente e non

discriminatorio in cui nessuna impresa è esclusa a priori. Tale sistema di designazione garantisce che il

servizio universale sia fornito secondo criteri di economicità e consenta di determinare il costo netto

dell'obbligo di servizio universale conformemente all'articolo 12.

Art. 9. Accessibilità delle tariffe

1. Le autorità nazionali di regolamentazione sorvegliano l'evoluzione e il livello delle tariffe al dettaglio dei

servizi che, in base agli articoli 4, 5, 6 e 7, sono soggetti agli obblighi di servizio universale e forniti dalle

imprese designate, con particolare riguardo ai prezzi al consumo e al reddito dei consumatori dello Stato

membro in questione.

2. Gli Stati membri, tenendo conto delle circostanze nazionali, possono prescrivere che le imprese designate

propongano ai consumatori opzioni o formule tariffarie diverse da quelle proposte in normali condizioni

commerciali, in particolare per garantire che i consumatori a basso reddito o con esigenze sociali particolari

non siano esclusi dall'accesso e dall'uso dei servizi telefonici accessibili al pubblico.

3. Oltre a prescrivere alle imprese designate di fornire opzioni tariffarie speciali o rispettare limiti tariffari o

perequazioni tariffarie geografiche o altri sistemi analoghi, gli Stati membri possono provvedere affinché sia

fornito un sostegno ai consumatori di cui siano accertati un reddito modesto o particolari esigenze sociali.

4. Gli Stati membri possono prescrivere alle imprese soggette agli obblighi di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7 di

applicare, tenendo conto delle circostanze nazionali, tariffe comuni, comprese le perequazioni tariffarie, in tutto

il territorio, ovvero di rispettare limiti tariffari.

5. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché, quando un'impresa designata è tenuta a

proporre opzioni tariffarie speciali, tariffe comuni, comprese le perequazioni tariffarie geografiche, o a

rispettare limiti tariffari, le condizioni siano pienamente trasparenti e siano pubblicate ed applicate nel rispetto

del principio di non discriminazione. Le autorità nazionali di regolamentazione possono esigere la modifica o la

revoca di determinate formule tariffarie.

Art. 10. Controllo delle spese

1. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese designate, nel fornire le prestazioni e i servizi aggiuntivi

rispetto a quelli di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7 e all'articolo 9, paragrafo 2, definiscano le condizioni e modalità in

modo tale che l'abbonato non sia costretto a pagare prestazioni o servizi che non sono necessari o che non

sono indispensabili per il servizio richiesto.

2. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese designate soggette agli obblighi previsti dagli articoli 4, 5 e

7 e dall'articolo 9, paragrafo 2 forniscano le prestazioni e i servizi specifici di cui all'allegato I, parte A, di modo

che gli abbonati possano sorvegliare e controllare le proprie spese ed evitare una cessazione ingiustificata del

servizio.

3. Gli Stati membri provvedono affinché l'autorità competente sia in grado di disapplicare le disposizioni del

paragrafo 2 in tutto il territorio nazionale o in parte dello stesso, se constata che le prestazioni sono

ampiamente disponibili.

Art. 11. Qualità del servizio fornito dalle imprese designate

1. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché tutte le imprese designate soggette agli

obblighi previsti dagli articoli 4, 5, 6 e 7 e dall'articolo 9, paragrafo 2 pubblichino informazioni adeguate ed

aggiornate sulla loro efficienza nella fornitura del servizio universale, basandosi sui parametri di qualità del

servizio, sulle definizioni e sui metodi di misura stabiliti nell'allegato III. Le informazioni pubblicate sono

comunicate anche all'autorità nazionale di regolamentazione.

2. Tali autorità possono tra l'altro specificare, ove siano stati messi a punto parametri pertinenti, norme

supplementari di qualità del servizio per valutare l'efficienza delle imprese nella fornitura dei servizi agli utenti

finali disabili e ai consumatori disabili. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché le

informazioni sull'efficienza delle imprese in relazione a detti parametri siano anch'esse pubblicate e messe a

disposizione dell'autorità nazionale di regolamentazione.

3. Tali autorità possono inoltre specificare contenuto, forma e modo di pubblicazione delle informazioni, in

modo da garantire che gli utenti finali e i consumatori abbiano accesso a informazioni complete, comparabili e

di facile impiego.

4. Le autorità nazionali di regolamentazione devono poter fissare obiettivi qualitativi per le imprese

assoggettate ad obblighi di servizio universale almeno relativamente all'articolo 4. Nel fissare tali obiettivi, le

autorità nazionali di regolamentazione tengono conto del parere dei soggetti interessati, applicando in

particolare le modalità stabilite all'articolo 33.

5. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione siano in grado di controllare

l'adempimento da parte delle imprese designate di tali obiettivi qualitativi.

6. Il perdurante inadempimento degli obiettivi qualitativi da parte dell'impresa può determinare l'adozione di

misure specifiche a norma della direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 marzo

2002 relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni). Le

autorità nazionali di regolamentazione possono esigere una verifica indipendente o una valutazione affine dei

dati relativi all'efficienza, a spese dell'impresa interessata, allo scopo di garantire l'esattezza e la comparabilità

dei dati messi a disposizione dalle imprese soggette ad obblighi di servizio universale.

Art. 12. Calcolo del costo degli obblighi di servizio universale

1. Allorché le autorità nazionali di regolamentazione ritengono che la fornitura del servizio universale di cui agli

articoli da 3 a 10 possa comportare un onere eccessivo per le imprese designate a fornire tale servizio, esse

calcolano i costi netti di tale fornitura. A tal fine, le autorità nazionali di regolamentazione possono:

a) procedere al calcolo del costo netto dell'obbligo di servizio universale, tenendo conto degli eventuali

vantaggi commerciali derivanti all'impresa designata per la fornitura del servizio universale, in base alle

modalità stabilite nell'allegato IV, parte A, oppure

b) utilizzare i costi netti della fornitura del servizio universale individuati in base a un meccanismo di

determinazione conforme all'articolo 8, paragrafo 2.

2. I conti e/o le altre informazioni su cui si basa il calcolo del costo netto degli obblighi di servizio universale di

cui al paragrafo 1, lettera a) sono sottoposti alla verifica dell'autorità nazionale di regolamentazione o di un

organismo indipendente dalle parti interessate e approvato dall'autorità nazionale di regolamentazione. I

risultati del calcolo e le conclusioni finali della verifica sono messi a disposizione del pubblico.

Art. 13. Finanziamento degli obblighi di servizio universale

1. Qualora, sulla base del calcolo del costo netto di cui all'articolo 12 le autorità nazionali di regolamentazione

riscontrino che l'impresa stessa è soggetta ad un onere eccessivo, gli Stati membri decidono, previa richiesta

di un'impresa designata:

a) di introdurre un dispositivo inteso a indennizzare l'impresa per i costi netti così calcolati attingendo a fondi

pubblici in condizioni di trasparenza, e/o b) di ripartire il costo netto degli obblighi di servizio universale tra i

fornitori di reti e di servizi di comunicazione elettronica.

2. Qualora il costo netto sia ripartito ai sensi del paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri istituiscono un

meccanismo di ripartizione, gestito dalle autorità nazionali di regolamentazione o da un organismo

indipendente dai beneficiari e posto sotto la supervisione dell'autorità nazionale di regolamentazione. Può

essere finanziato unicamente il costo netto degli obblighi di cui agli articoli da 3 a 10, calcolato conformemente

all'articolo 12.

3. Il sistema di ripartizione dei costi deve rispettare i principi di trasparenza, minima distorsione del mercato,

non discriminazione e proporzionalità, in conformità dell'allegato IV, parte B. Gli Stati membri possono

decidere di non chiedere contributi alle imprese il cui fatturato nazionale non raggiunga un determinato limite.

4. Gli eventuali contributi relativi alla ripartizione del costo degli obblighi di servizio universale sono dissociati e

definiti separatamente per ciascuna impresa. Tali contributi non sono imposti o prelevati presso imprese che

non forniscono servizi nel territorio dello Stato membro che ha istituito il sistema di ripartizione.

Art. 14. Trasparenza

1. Qualora sia istituito un sistema di ripartizione del costo netto degli obblighi di servizio universale, ai sensi

dell'articolo 13, le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché i principi di ripartizione dei costi

e i particolari del sistema applicato siano portati a conoscenza del pubblico.

2. Ferme restando le normative comunitarie e nazionali sulla riservatezza degli affari, le autorità nazionali di

regolamentazione provvedono affinché sia pubblicata una relazione annuale che indichi il costo degli obblighi

di servizio universale, quale risulta dai calcoli effettuati, i contributi versati da ogni impresa interessata e gli

eventuali vantaggi commerciali, di cui abbiano beneficiato l'impresa o le imprese designate per la prestazione

del servizio universale, nei casi in cui sia stato istituito e sia effettivamente in funzione un fondo di

finanziamento.

Art. 15. Riesame del contenuto del servizio universale

1. La Commissione procede periodicamente al riesame del contenuto del servizio universale, in particolare al

fine di proporre al Parlamento europeo e al Consiglio la modifica o la ridefinizione del contenuto medesimo. Il

riesame è effettuato per la prima volta dopo due anni dalla data di applicazione di cui all'articolo 38, paragrafo

1, secondo comma, e successivamente ogni tre anni.

2. Il riesame è effettuato alla luce degli sviluppi sociali, economici e tecnologici, tenendo conto, tra l'altro, della

mobilità e della velocità dei dati alla luce delle tecnologie prevalenti adottate dalla maggioranza degli abbonati.

Il processo di riesame avviene conformemente alla procedura stabilita nell'allegato V. La Commissione

presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui risultati del riesame.

Art. 16. Riesame degli obblighi

1. Gli Stati membri mantengono in essere tutti gli obblighi relativi:

a) alle tariffe al dettaglio per la fornitura di servizi di accesso e per l'uso della rete telefonica pubblica, ai sensi

dell'articolo 17 della direttiva 98/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 1998

sull'applicazione del regime di fornitura di una rete aperta (ONP) alla telefonia vocale e sul servizio universale

delle telecomunicazioni in un ambiente concorrenziale;

b) alla selezione o preselezione del vettore, ai sensi della direttiva 97/33/CE del Parlamento europeo e del

Consiglio, del 30 giugno 1997 sull'interconnessione nel settore delle telecomunicazioni e finalizzata a garantire

il servizio universale e l'interoperabilità attraverso l'applicazione dei principi di fornitura di una rete aperta

(ONP);

c) alle linee affittate, ai sensi degli articoli 3, 4, 6, 7, 8 e 10 della direttiva 92/44/CEE, fintantoché non sia

effettuato un riesame e adottata una decisione ai sensi della procedura di cui al paragrafo 3 del presente

articolo.

2. La Commissione indica i mercati rilevanti nell'ambito dei quali applicare gli obblighi relativi ai mercati al

dettaglio nella raccomandazione iniziale relativa ai mercati rilevanti di prodotti e di servizi e nella decisione

relativa ai mercati transnazionali che saranno adottate a norma della procedura di cui all'articolo 15 della

direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro).

3. Gli Stati membri provvedono affinché, appena possibile dopo l'entrata in vigore della presente direttiva, e ad

intervalli regolari successivamente a tale data, le autorità nazionali di regolamentazione effettuino un'analisi

del mercato, secondo la procedura di cui all'articolo 16 della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro), per

decidere se mantenere in essere, modificare o abolire gli obblighi relativi ai mercati al dettaglio. Le misure

adottate sono soggette alla procedura di cui all'articolo 7, della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro).

Art. 17. Controlli normativi sui servizi al dettaglio

1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione:

a) qualora in esito all'analisi del mercato realizzata a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, accertino che un

determinato mercato al dettaglio identificato conformemente all'articolo 15 della direttiva 2002/21/CE (direttiva

quadro) non è effettivamente concorrenziale e

b) qualora giungano alla conclusione che gli obblighi previsti dalla direttiva 2002/19/CE (direttiva accesso) o

dall'articolo 19 della presente direttiva non portino al conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 8 della

direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro), impongano i necessari obblighi normativi alle imprese identificate

come imprese che detengono un rilevante potere di mercato su un dato mercato al dettaglio ai sensi

dell'articolo 14 della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro).

2. Gli obblighi di cui al paragrafo 1 si basano sulla natura del problema accertato e sono proporzionati e

giustificati alla luce degli obiettivi di cui all'articolo 8 della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro). Tali obblighi

possono includere prescrizioni affinché le imprese identificate non applichino prezzi eccessivi, non

impediscano l'ingresso sul mercato né limitino la concorrenza fissando prezzi predatori, non privilegino

ingiustamente determinati utenti finali e non accorpino in modo indebito i servizi offerti. Le autorità nazionali di

regolamentazione possono prescrivere a tali imprese di rispettare determinati massimali per quanto riguarda i

prezzi al dettaglio, di controllare le singole tariffe o di orientare le proprie tariffe ai costi o ai prezzi su mercati

comparabili al fine di tutelare gli interessi degli utenti finali e promuovere nel contempo un'effettiva

concorrenza.

3. Le autorità nazionali di regolamentazione, a richiesta, comunicano alla Commissione informazioni in merito

alle modalità di controllo al dettaglio e, se del caso, ai sistemi di contabilità dei costi impiegati da tali imprese.

4. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché ogni impresa soggetta a regolamentazione

delle tariffe al dettaglio o ad altri pertinenti controlli al dettaglio applichi i necessari e adeguati sistemi di

contabilità dei costi. Le autorità nazionali di regolamentazione possono specificare la forma e il metodo

contabile da utilizzare. La conformità al sistema di contabilità dei costi è verificata da un organismo qualificato

indipendente. Le autorità nazionali di regolamentazione provvedono affinché ogni anno sia pubblicata una

dichiarazione di conformità.

5. Fatti salvi l'articolo 9, paragrafo 2 e l'articolo 10, le autorità nazionali di regolamentazione non applicano i

meccanismi di controllo al dettaglio di cui al paragrafo 1 del presente articolo in mercati geografici o mercati di

utenza nei quali abbiano accertato l'esistenza di una concorrenza effettiva.

Art. 18. Controlli normativi sull'insieme minimo di linee affittate

1. L'autorità nazionale di regolamentazione, qualora, in esito all'analisi di mercato realizzata a norma

dell'articolo 16, paragrafo 3, accerti che il mercato per la fornitura di parte o della totalità dell'insieme minimo di

linee affittate non è effettivamente concorrenziale, individua le imprese aventi notevole potere di mercato nella

fornitura di tali specifici elementi dell'insieme minimo di servizi di linee affittate nella totalità o in parte del suo

territorio, in conformità dell' articolo 14 della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro). L'autorità nazionale di

regolamentazione impone a dette imprese obblighi relativi alla fornitura dell'insieme minimo di linee affittate,

come indicato nell'elenco di norme pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee in conformità

dell'articolo 17 della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro), nonché le condizioni fissate nell'allegato VII della

presente direttiva per detta fornitura in relazione a tali specifici mercati delle linee affittate.

2. L'autorità nazionale di regolamentazione, qualora in esito all'analisi di mercato realizzata a norma

dell'articolo 16, paragrafo 3 accerti che un mercato rilevante per la fornitura dell'insieme minimo di linee

affittate è effettivamente concorrenziale, revoca gli obblighi di cui al paragrafo 1 relativi a tale specifico

mercato delle linee affittate.

3. L'insieme minimo di linee affittate e le relative caratteristiche armonizzate, nonché le norme correlate, sono

pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee nell'ambito dell'elenco di norme di cui all'articolo 17

della direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro). La Commissione può adottare secondo la procedura di cui


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Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie, tenute dal Prof. Cardarelli nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo integrale della direttiva n. 02/22/CE recante la disciplina del servizio universale e dei diritti degli utenti in materia di reti e di servizi di comunicazione elettronica.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Informatica e delle nuove tecnologie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Cardarelli Francesco.

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