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Servizi Pubblici Locali - Servizi sportivi, Famiglietti

Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi del saggio di Maria Rosaria Famiglietti sulla normativa riguardante i servizi sportivi. In particolare, vengono affrontati i seguenti argomenti: quadro normativo; nodi ed interpretazioni;... Vedi di più

Esame di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici docente Prof. F. Di Lascio

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Alla luce, tuttavia, della giurisprudenza prevalente, i servizi sportivi, in quanto privi del carattere

della rimuneratività e, dunque, qualificabili come “servizi a rilevanza non industriale” vengono

affidati con le seguenti modalità: gestione in economia; associazioni e fondazioni; aziende speciali;

società di capitali; affidamento a terzi mediante procedura ad evidenza pubblica; convenzioni;

affidamento ai consorzi; affidamento tramite accordi di programma.

La scelta da parte dell’ente locali tra le suddette tipologie di affidamento avviene in relazione a vari

fattori: alle caratteristiche del servizio, alle esigenze dell’ente locale, ai bisogni degli utenti e, non

da ultimo, alle peculiarità socio-economiche e morfologiche del territorio.

è una forma di gestione diretta, approntata dall’ente locale utilizzando il

La gestione in economia

proprio personale: tale scelta avviene per le caratteristiche del servizio stesso (tipicità), ovvero per

le sue modeste dimensioni (economicità). l’intero programma di gestione è realizzato con risorse

In queste forme di modello di gestione: -

finanziarie e con personale pubblico; - il servizio è erogato ai diversi soggetti che lo richiedono i

quali, però, non sono coinvolti nella gestione; - il soggetto pubblico provvede a tutte le operazioni

di manutenzione e di funzionamento degli impianti tecnici, di organizzazione tecnico-sportiva, di

promozione dell’offerta del servizio e di risposta alla domanda.

Le associazioni o le fondazioni (sportive) (art. 14 ss. cod.civ.) sono state utilizzate da tempo in

molte realtà tramite affidamenti diretti.

Su tale modalità di gestione, si è di recente pronunciato il Tar Calabria (sez. I, sent. 1 luglio 2010, n.

1419) dichiarando l’illegittimità della deliberazione della giunta comunale con cui era stata affidata

la gestione di un centro sportivo comunale ad una associazione: a detta del giudice, infatti, in tal

– ai sensi dell’art. 42 TUEL

caso - la competenza spettava al consiglio comunale, e non alla

giunta. Il consiglio comunale, quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo

dell'ente, ha determinate competenze tra cui figurano gli "acquisti e alienazioni immobiliari, relative

permute, appalti e concessioni che non siano espressamente previsti in atti fondamentali del

consiglio e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di

competenza della giunta, del segretario o di altri funzionari". L'organo elettivo è chiamato ad

esprimere gli indirizzi politici ed amministrativi di rilievo generale, che si traducono in atti

fondamentali di natura programmatoria o aventi elevato contenuto di indirizzo politico,

tassativamente elencati, per cui deve affermarsi la competenza consiliare in materia di servizi

pubblici, in ordine all'organizzazione dei servizi stessi ed agli atti espressione della funzione di

governo, con esclusione di quelli gestionali. Tuttavia, in caso di dubbio circa la ripartizione delle

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competenze, prevale la competenza dell'organo sovraordinato fornito di competenza generale nella

materia e, cioè, il consiglio comunale.

Le aziende speciali (art. 114 TUEL) sono state, in questi ultimi anni, gli strumenti tipici per la

gestione d servizi pubblici di natura imprenditoriale degli enti locali.

Le società di capitali costituite o partecipate tramite enti locali. Tale modello di gestione comporta

che:

a) l’ente locale partecipi come azionista di minoranza o d maggioranza alla conduzione della

società, di cui mantiene il controllo e l’indirizzo generale;

b) l’ente costituisca la società e ne mantenga il controllo fissandone i termini giuridici, formali e

operativi che regolamentano il rapporto tra sé e la costituenda società, mentre il rapporto (anche

un’apposita

patrimoniale e finanziario) tra comune e società è regolamentato attraverso

convenzione.

Tali servizi, possono essere affidati anche con convenzioni o accordi di programma; oppure a

consorzi o accordi d comuni.

– disciplinati dall’art. 15 della l. n. 241/90 e art. 34

I primi TUEL - sono accordi con i quali le

pubbliche amministrazioni concordano le modalità di programmazione e di esecuzione di interventi

pubblici, coordinando le rispettive azioni.

I secondi sono strutture associative dotate di personalità giuridica, costituite dagli enti locali per la

gestione associata di uno o più servizi o funzioni.

Da ultimo (ma non per ordine di importanza) vi è l’affidamento tramite procedure ad evidenza

pubblica.

Tale affidamento avviene attraverso una selezione competitiva tra concorrenti nel rispetto dei

principi comunitari di libera concorrenza, parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza,

proporzionalità, secondo le procedure di scelta previste dal d.lgs. n. 12 aprile 2006, n. 163 (cd.

Codice dei contratti pubblici).

per l’affidamento dei servizi sportivi è stata introdotta dall’art. 90 della legge

Una modalità ad hoc

27 dicembre 2002, n. 289 (cd. Legge finanziaria 2003).

Tale disposizione prevede che ai fini del conseguimento degli obiettivi d cui all’articolo 29 della

l’ente pubblico territoriale non intenda gestire direttamente gli

legge finanziaria, nei casi in cui

impianti sportivi, la gestione viene affidata “in via preferenziale” a società e associazioni sportive

dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e Federazioni sportive

nazionali, sulla base di convenzioni che ne stabiliscono i criteri d’uso, e previa determinazione di

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criteri generali e obiettivi per l’individuazione dei soggetti affidatari. La stessa previsione delega le

regioni a disciplinare, con propria legge, le modalità di affidamento. –

Sulla portata di tale disposizione si è pronunciato il Tar Lecce (sez. III sent. 27 novembre 2009, n.

2868), sostenendo che la disposizione richiamata, contraddistinta dal termine “preferenziale”,

impone di prevedere agevolazioni o punteggi aggiuntivi per i soggetti favoriti ma non proibisce ad

altri organismi di partecipare alla gara.

In sostanza, un diverso modello di gestione affidato a società o associazioni sportive (non

partecipate o costituite da enti locali), assegnando loro maggiore spazio in ordine alla gestione degli

impianti sportivi. L’oggetto tecnica dell’attività sportiva

della gestione è dato dall’organizzazione

e la conduzione dei corsi;

vera e propria; dall’organizzazione dagli allenamenti; dalle gare; dalla

conduzione edilizia dell’immobile, (con le relative manutenzioni ordinarie e straordinarie);

sanitaria;

dall’assistenza dalla conduzione amministrativa e fiscale; dalla gestione manageriale del

promozionale, di immagine, di rapporto esterno con l’utenza attuale

servizio e, quindi, dall’aspetto

e con quella potenziale.

L’introduzione di tale forma di gestione è legata alle innumerevoli difficoltà che gli enti locali

hanno manifestato (e manifestano) nell’operare con una forma di gestione diretta che comporta la

necessità di dover provvedere a mansioni diversificate che richiedono l’utilizzo di personale

specializzato, non sempre reperibile nelle piante organiche degli enti locali (Martinelli, Gestione

diretta in crisi, largo alle convenzioni, in Sole24Ore Sport, 20 marzo 2003, 4 ss.).

I rapporti tra l’ente locale e la società/associazione sportiva sono regolamentati da una convenzione

con la quale il soggetto proprietario e il gestore concordano i reciproci livelli di responsabilità in

all’uso dell’impianto, agli oneri e ai ricavi, alle responsabilità, ai tempi, ai controlli, alle

relazione

penali, ad altre clausole particolari etc. In sostanza, nella gestione convenzionata tra l’ente locale

(quale proprietario dell’impianto) e la società sportiva (quale utilizzatrice dell’impianto) si ha un

accordo a seguito del quale quest’ultima si impegna a garantire il funzionamento della struttura,

divenendo così anche responsabile della sua gestione.

Si può, tuttavia, anche avere una gestione convenzionata scorporata in cui il soggetto proprietario

pubblico si avvale, per la gestione degli impianti, di rapporti con due o più soggetti di natura diversa

con cui stipula varie convenzioni in relazione ad aspetti differenti in merito al funzionamento

dell’impianto: tale forma di gestione appare utile nei casi in cui le strutture sportive siano

particolarmente complesse e si richiedano professionalità altamente qualificate (es. le strutture

polivalenti) (A. Zucchetti, Lo sport come servizio pubblico, in AA. VV., La gestione degli impianti

sportivi, Giuffrè, 2003, 99-100). 14

Nello stesso art. 90 della legge finanziaria 2003 vengono espressamente individuati i soggetti cui

affidare la gestione: a) federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate; b) enti di

promozione sportiva; c) società e associazioni sportive dilettantistiche.

a) Le federazioni nazionali, disciplinate dal d.lgs. 23 luglio 1999, n. 242, sono definite

“associazioni con personalità giuridica di diritto privato” che svolgono un’attività in linea

“con le deliberazioni e gli indirizzi del Cio (non mi sembra che tu abbia mai spiegato che

ente sia) e del Coni, anche in considerazione della valenza pubblicistica di specifici aspetti

di tale attività”. In sostanza, in base a suddetto decreto, tali federazioni, pur mantenendo la

veste di ente privatistico, possono svolgere attività a valenza pubblicistica svolgendo la

propria attività, in vista di finalità coincidenti con quelle del Coni, sulla base di poteri

pubblicistici e mediante l’adozione di atti amministrativi. Al contempo le stesse possono

esplicare attività di diritto comune ed essere soggette alla disciplina privatistica, senza

alcuna funzionalizzazione di tali attività rispetto ai fini istituzionali dell’ente cui sono

Un fenomeno questo assimilabile a quello del concessionario, considerato “organo

affiliate.

indiretto” dell’amministrazione pubblica, e alla conseguente impugnabilità dinanzi al

giudice amministrativo (considerati a tal fine e in vista del collegamento funzionale con

l’interesse pubblico) amministrativi e, in genere, alle ipotesi di munera (attribuzione di

funzioni amministrative ai privati. Alle Federazioni sportive nazionali si sono affiancate le

discipline sportive associate (tra le più rilevanti si ricorda l’orientamento - FISO, il Triathon

- FITr e il Cricket - FCri), che possono essere riconosciute dal Consiglio Nazionale,

godendo così delle stesse prerogative delle Federazioni sportive nazionali, purchè

rispondano a determinati requisiti. – –

Anche le discipline sportive associate come le federazioni sono associazioni con

personalità giuridica di diritto privato, che non perseguono fini di lucro e che sono

disciplinate, per quanto non espressamente previsto dal codice civile e dalle disposizioni di

attuazione del medesimo. Esse al fine del riconoscimento, ai fini sportivi, da parte del

CONI, devono avere alcuni requisiti: - svolgimento nel territorio nazionale ed

internazionale l’attività sportiva inclusa la partecipazione a competizioni e l’attuazione di

programmi di formazione degli atleti e dei tecnici; - costituire un ordinamento statutario e

regolamentare ispirato al principio di democrazia interna e di partecipazione alle attività in

condizione di uguaglianza, nonché i conformità alle deliberazioni e agli indirizzi del CIO e

del CONI; prevedere delle procedure elettorali e una composizione degli organi direttivi che

garantiscano la presenza in misura non inferiore al 30% del totale dei loro componenti, di

atleti e tecnici sportivi, dilettantie professionisti, in attività o che siano stati tesserati per

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almeno due anni alla federazione o disciplina associata interessata ed in possesso dei

requisiti stabiliti dai rispettivi statuti. dall’organo

I bilanci delle Federazioni e delle discipline sono approvati annualmente

dell’amministrazione Federale e sono sottoposti all’approvazione della Giunta Nazionale

E’ sempre compito della Giunta vigilare sul corretto funzionamento di suddetti

del CONI.

enti e di promuovere il loro commissariamento, in caso di gravi irregolarità nella gestione o

di gravi violazioni nell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, ovvero in caso

di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi, o nel caso in cui non siano

garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni nazionali.

– –

b) Gli enti di promozione sportiva disciplinati dallo statuto del Coni hanno come finalità

quella di promuovere o organizzare attività fisico sportiva con finalità ricreativa formativa.

Nell’esercizio dei loro compiti, hanno l’obbligo di rispettare i principi dettati dal Coni e

dalle Federazioni nazionali e possono stipulare convenzioni con le federazioni stesse per

garantire un miglio raggiungimento delle proprie finalità. Essi hanno delle entrate proprie

disciplinate dal proprio statuto e ricevono un contributo annuale da parte del CONI con

riferimento alla consistenza operativa e all’attività svolta: la Giunta nazionale esercita una

forma di controllo sulle modalità di utilizzazione dei contributi di questi enti in quanto, se, a

seguito degli accertamenti, riscontri delle irregolarità relative ai finanziamenti erogati, può

decidere di proporre al Consiglio Nazionale di sospendere o ridurre i contributi sino ad

arrivare a revocare il riconoscimento sportivo.

c) Le federazioni hanno struttura associativa e runiscono, per le diverse discipline sportive, le

associazioni e società dalla cui attività dipende la diffusione della pratica sportiva a più

livelli.

Esse si suddividono in associazioni di tipo dilettantistico o professionistico. Le prime sono

costituite in associazioni sportive non riconosciute ed operano secondo le disposizioni del

codice civile; in seguito al riconoscimento operato dal Coni (rectius dalle federazioni) sono

soggette alla disciplina e ai controlli (anche di natura finanziaria) che il Coni e le federazioni

nazionali dispongono nell’ambito della specifica disciplina sportiva. Le seconde, invece, al

fine di poter stipulare contratti con atleti professionisti devono essere costituite nella “forma

(art. 10 l. n. 91/1981): ciò le

di società per azioni o di società a responsabilità limitata”

rende soggette oltre alla disciplina speciale, anche alle norme del codice civile in materia

societaria. Riguardo alla natura societaria di tali associazioni, la l. n. 485 del 1996 prevede la

possibilità di procedere alla distribuzione degli utili ai soci con eccezione di una quota

minima del dieci per cento da destinare alle scuole giovanili di addestramento e alla

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formazione tecnico sportiva (art. 10 co. 3), eliminando così il divieto alla distribuzione degli

Ai fini del deposito dell’atto costitutivo ai sensi dell’art. 2330 c.c., è richiesta

utili tra i soci.

l’affiliazione a “una l’atto che

o più federazioni sportive nazionali riconosciute dal Coni”:

dispone l’ammissione della società nell’ordinamento sportivo costituisce quindi una

condizione essenziale per l’ottenimento della omologazione del tribunale e per l’attribuzione

della personalità giuridica.

In tema di controlli, la l. n. 586/1996 ha introdotto rilevanti modifiche alla disciplina del

1981, limitando il potere di controllo delle federazioni al solo scopo di garantire il regolare

svolgimento dei campionati e all’unico fine di verificarne l’equilibrio finanziario. IN questo

ambito sembra assistere dunque ad un arretramento della presenza pubblicistica in

corrispondenza della rilevanza (sempre maggiore) della disciplina privatistica e

commerciale, maggiormente adatta a disciplinare la realtà delle Società sportive e dei

relativi rapporti patrimoniali.

Il giudice amministrativo (Tar Campania, Napoli, sez. I, 27 maggio 2010, n. 9742) si è, di recente,

pronunciato su una questione di legittimità di una procedura per l'affidamento in concessione di

campi sportivi, nell'ipotesi in cui il bando consenta la partecipazione alle sole associazioni

dilettantistiche presenti sul territorio comunale.

Secondo il Tar Campania, è legittima la revoca della selezione pubblica indetta per l'affidamento in

concessione di campi sportivi e della relativa aggiudicazione, adottata da una amministrazione

comunale motivata col fatto che l'avvenuta limitazione della possibilità di partecipazione alla gara

alle sole associazioni dilettantistiche presenti sul territorio comunale non avrebbe soddisfatto

l'esigenza di garantire trasparenza, imparzialità e parità di trattamento nella scelta del

concessionario. Se da un lato, infatti, l'individuazione dei criteri di accesso alle procedure selettive

rientra nel potere discrezionale dell'amministrazione, tuttavia siffatta limitazione avrebbe violato i

summenzionati principi nella scelta del concessionario

A seconda della rilevanza economica o meno del servizio è possibile individuare le seguenti forme

di affidamento: dell’affidamento sia

a) affidamento degli impianti a rilevanza economica, laddove il valore

(vale a dire al di sopra di euro…): l’affidamento avviene

superore alla soglia comunitaria

previa pubblicazione di un bando ad evidenza pubblica aperto a qualunque operatore

economico interessato alla gestione. 17

impianti a rilevanza economica, laddove il valore dell’affidamento è

b) affidamento degli

inferiore alla soglia comunitaria: l’affidamento avviene previa pubblicazione d un bando d

gara con la possibilità ex art. 90, comma 25, della legge n. 289/02 di riservare la

partecipazione ai seguenti soggetti: società e associazioni sportive dilettantistiche, enti di

promozione sportiva, discipline sportive associate, Federazioni sportive nazionali.

c) affidamento degli impianti a rilevanza economica, laddove il soggetto gestore si impegni a

reinvestire integralmente gli utili della gestione ad esclusivo interesse dell’impianto nelle

forme concordate con l’amministrazione: esso può ugualmente essere diretto a società o

associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive

associate federazioni sportive nazionali quale forma di partenariato pubblico privato in

funzione della gestione associata del pubblico interesse alla salute.

d) affidamento degli impianti a rilevanza non economica: affidamento diretto a società e

associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive

associate e Federazioni sportive nazionali e viene formalizzata per il tramite di una

convenzione che disciplina i reciproci impegni.

Il rapporto tra ente locale e gestore degli impianti sportivi è regolato da un contratto di servizio,

quale convenzione diretta a disciplinare l’affidamento della gestione dell’impianto ex art. 113 bis,

comma 5, TUEL.

La convenzione viene approvata contestualmente alla deliberazione di concessione del servizio a

l’atto deliberativo

terzi, costituendone parte integrante e sostanziale. Mentre motiva le ragioni

sottese all’affidamento nei confronti di uno specifico soggetto, la convenzione (che ha natura

strettamente contrattuale) disciplina gli obblighi ed i diritti a carico delle parti, tra cui: le modalità

organizzative dell’attività; i livelli essenziali di qualità e quantità; i profili economici nei rapporti tra

ente locale e concessionario; le clausole di risoluzione della convenzione per motivi di pubblico

interesse o in seguito a gravi e persistenti in adempimenti degli obblighi posti dalla medesima a

carico del concessionario.

4. Le carte dei servizi e la tutela dell’utenza

la finalità primaria dell’erogazione dei servizi sportivi è quella

Come già chiarito in precedenza di

e sociale nonché di esaltare la qualità dell’uomo.

garantire una determinata condizione psico-fisica

Il raggiungimento di tale finalità è principalmente garantito attraverso la redazione della carta dei

servizi: documento questo che individua i principi, le regole e gli standard qualitativi dei servizi al

18

Carta rappresenta l’impegno

fine di tutelare le esigenze degli utenti. La che il soggetto erogatore del

servizio assume nei confronti dei clienti e dei fruitori della prestazione. Con tale documento infatti

il fornitore assume l’onere di garantire l’erogazione di un servizio la cui qualità rispetti gli standard

stabiliti nella Carta stessa individuando il rapporto e le strategie di miglioramento continuo del

prodotto servizio.

A livello nazionale, le Carte dei servizi non sono state oggetto mai di una vera e propria

regolamentazione: l’unico riferimento ai nostri fini, rilevanti è contenuto all’art. 3 del Regolamento

23-bis

attuativo dell’art. del d.l. n. 112/08 (legge n. 133/08). Tale disposizione prevede infatti

l’obbligo di inserire nel bando di gara l’adozione di una Carta dei sevizi allo scopo di garantire

l’obbligo per gli Enti di

trasparenza informativa e qualità del servizio. Viene inoltre introdotto

realizzare un’analisi di mercato per verificare l’effettiva inadeguatezza della concorrenza nel

mercato a garantire un servizio rispondente ai bisogni della comunità locale e, in seguito,

l’adozione di una delibera quadro di illustrazione dell’istruttoria, entro ottobre 2011, da trasmettere

all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Pertanto, la Carta rappresenta soprattutto un

impegno per l’Amministrazione comunale a migliorare la qualità dei servizi erogati, affinché sia

sempre in linea con le esigenze e con le aspettative dei cittadini. La Carta dei Servizi si propone di

costituire un "patto" concreto, ponendo le basi e le regole per un nuovo rapporto tra il Comune ed i

Cittadini considerati non soltanto fruitori dei servizi, ma veri e propri clienti. In definitiva,

l’obiettivo della Carta è garantire il rispetto dei reciproci diritti e doveri attraverso un confronto

costante con le aspettative degli utenti. Da tale confronto dovrà scaturire la volontà e l'impegno del

Comune a migliorare continuamente la propria organizzazione, i propri servizi, il livello

professionale dei propri dipendenti ed il benessere collettivo. –

Le Carte dei servizi adottate nel settore dei servizi sportivi sono caratterizzate limitatamente da

un’analoga

quanto analizzato in questo scritto - da struttura.

Le carte innanzitutto specificano le funzioni del servizio in:

1. una funzione educativa: l'attività sportiva è un ottimo strumento per equilibrare la

formazione individuale e lo sviluppo umano a qualsiasi età;

l’attività fisica rappresenta un’occasione di migliorare la

2. una funzione di sanità pubblica:

salute dei cittadini e di lottare in modo efficace contro alcune malattie, quali le affezioni

cardiache o il cancro; può contribuire a preservare la salute e la qualità della vita fino ad

un’età inoltrata;

3. una funzione sociale: lo sport è uno strumento appropriato per promuovere una società più

solidale, per lottare contro l'intolleranza e il razzismo, la violenza, l'abuso di alcool o

19

l'assunzione di stupefacenti; lo sport può contribuire all'integrazione delle persone escluse

dal mercato del lavoro;

4. una funzione culturale: la pratica sportiva consente ai cittadini di radicarsi maggiormente nel

rispettivo territorio, di conoscerlo più a fondo, di integrarvisi meglio, e, per quanto riguarda

l’ambiente, di proteggere tale territorio in modo più efficace;

5. una funzione ludica: la pratica sportiva è una componente importante del tempo libero e dei

divertimenti a livello sia individuale che collettivo.

Dopo la descrizione delle finalità e, quindi, delle funzione dei servizi erogati, vengono disciplinati:

a. la struttura organizzativa;

b. gli impianti sportivi;

i procedimenti e i servizi rivolti all’utenza;

c.

d. i servizi amministrativi;

e. la valutazione dei servizi e la validità dei carta dei servizi.

quest’ultima è

In merito alla struttura organizzativa, in genere preposta a svolgere le attività per

raggiungere la finalità che l’ente persegue sul fronte dell’attività sportiva; una finalità che può

sinteticamente essere ricondotta a promuovere la più ampia partecipazione possibile da parte della

popolazione alle attività sportive. Tale promozione viene attuata sia con una gestione in proprio di

alcuni impianti sportivi, sia affidando nel medio e lungo periodo la gestione di alcuni

impianti a terzi, sia erogando contributi per manifestazioni sportive e per attività ordinaria. Le

attività svolte nel complesso dall’Unità Operativa, pertanto, sono molteplici in relazione alla

complessità che la gestione di un impianto sportivo comporta. Si va dalla ricognizione dello stato di

salute degli impianti sportivi alla conseguente valutazione dell’opportunità o necessità di

potenziamento e di manutenzione, con la segnalazione tempestiva delle disfunzioni al settore

tecnico comunale per la programmazione ed esecuzione degli interventi necessari. Prioritariamente,

la finalità di cui sopra è perseguita, sia nel caso di gestione diretta che in quella a mezzo terzi,

mediante l’offerta generalizzata dell’uso degli stessi impianti alle associazioni sportive e,

indirettamente, ai singoli cittadini. Inoltre, allo scopo di ampliare la detta offerta di impianti sportivi

alla popolazione, viene utilizzato anche lo strumento della concessione annuale delle palestre

scolastiche, in orario extra-scolastico, alle associazioni sportive. In entrambe le concessioni,

impianti sportivi o palestre scolastiche, l’U.O. vigila costantemente sulla gestione attuata affinché

venga mantenuto lo spirito sociale del fare sport che, unito ad una sana gestione economica,

aumenti la sensazione di benessere dei Cittadini. 20

In merito agli impianti sportivi vengono disciplinate le forme d'utilizzo e di gestione, nel rispetto

della normativa vigente. Gli impianti sportivi di proprietà comunale, nonché quelli acquisiti in uso

da terzi e le attrezzature in essi esistenti, sono destinati in genere ad uso pubblico per la promozione

e per la pratica dell'attività sportiva, sia essa svolta a livello agonistico, amatoriale, ricreativo e/o

educativo. Gli impianti sportivi comunali si distinguono in genere, in impianti di rilevanza cittadina

e di circoscrizione. Sono classificati come impianti sportivi di rilevanza cittadina, tutti quegli

impianti che assolvono funzioni d'interesse collettivo dell'intera città, grazie alla loro struttura, alle

loro dimensioni, alla destinazione d'uso prevalente o grazie al fatto di essere compatibili con le

disposizioni regolamentari delle Federazioni sportive esistenti in Città per una specifica disciplina.

In merito ai servizi amministrativi, è prevista la possibilità per gli utenti di effettuare reclami in

presenza di disservizi, atti o comportamenti che appaiono contrastanti con i contenuti della Carta, o

comunque possono inviare segnalazioni, rilievi e suggerimenti per il miglioramento dei servizi e le

modalità di erogazione degli stessi. Prima di essere qualificati come tali, i reclami sono soggetti

all’attenzione e valutazione sulla loro fondatezza da parte del Dirigente dell’U.O. Istruzione e Sport.

riguardanti i servizi erogati dall’U.O. possono essere espressi in forma orale,

I reclami del cittadino

scritta, telefonica e devono contenere le generalità, l'indirizzo e la reperibilità dell’interessato. E'

compito del reclamante fare il possibile per descrivere chiaramente tutti gli elementi utili

all’individuazione del problema o della segnalazione. L’Amministrazione garantisce risposta

È’ compito del Responsabile del Servizio mantenere aggiornato l’interessato sullo stato

tempestiva.

di risoluzione del reclamo e/o comunicarne la chiusura. Il Dirigente preposto curerà la raccolta

annuale di tutti i reclami e delle soluzioni adottate.

In merito alla valutazione del servizio, allo scopo di verificare e valutare l'efficienza dei servizi

offerti e di elevarne il livello qualitativo, è stato definito un quadro di Indicatori con i quali

l’Amministrazione si impegna ad effettuare un monitoraggio sulla qualità e sul grado di

soddisfacimento dei servizi erogati attraverso apposita indagine su un campione rappresentativo di

l’Amministrazione appronta un report di rilevazione dei dati e di

cittadini. In genere annualmente,

quantificazione degli Indicatori anche tramite iniziative riguardanti gli aspetti organizzativi e

amministrativi. 21


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Atreyu

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Materiale didattico per il corso di Diritto degli Enti Locali e dei servizi pubblici della Prof.ssa Francesca Di Lascio. Trattasi del saggio di Maria Rosaria Famiglietti sulla normativa riguardante i servizi sportivi. In particolare, vengono affrontati i seguenti argomenti: quadro normativo; nodi ed interpretazioni; forme di gestione; carte dei servizi e tutela dell’utenza.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in politiche pubbliche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto degli enti locali e dei servizi pubblici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Di Lascio Francesca.

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