Che materia stai cercando?

Sentenza Corte di Cassazione n. 23211/2010

Materiale didattico per il corso di Istituzioni di diritto privato del prof. Carlo Pirro Rimini. Trattasi della sentenza della Corte di Cassazione n. 23211 del 2010 con la quale la Corte accoglieva parzialmente la richiesta di risarcimento di un cittadino nei confronti del proprio meccanico dei danni subiti dalla sua autovettura a seguito dell'allagamento... Vedi di più

Esame di Istituzioni di diritto privato docente Prof. C. Rimini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

DIRITTO e GIUSTIZI@ - Il Quotidiano di Informazione Giuridica 25/11/10 15:17

giovedì 25 novembre 2010

Cassazione civile - Quotidiano del:

24/11/2010

(Sezione seconda, sentenza n. 23211/10; depositata il 17

novembre)

L'officina si allaga per la pioggia: il meccanico non risarcisce il cliente per

i danni all'auto

Cassazione - Sezione seconda - sentenza 19 ottobre - 17 novembre 2010, n. 23211

Presidente Schettino - Relatore Bursese

Ricorrente Fasolino

Svolgimento del processo

Con atto in data 13.03.89 Rocco Basile citava innanzi alla Pretura Circondariale di Mercato S.

Severino Giuseppe Fasolino, chiedendo la condanna del medesimo al pagamento delle riparazioni

eseguite sull’autovettura di sua proprietà tg. omissis, oltre al pagamento del corrispettivo per il

deposito della stessa auto e di una seconda successivamente consegnata allo scopo di recuperare

alcuni pezzi di ricambio da utilizzare per le riparazioni sulla prima autovettura; il tutto nei limiti di

competenza del giudice adito. Si costituiva il Fasolino contestando la domanda avversaria e

proponendo domanda riconvenzionale per ottenere il risarcimento dei danni subiti dai due veicoli in

conseguenza dell’allagamento dell’officina del Basile avvenuto in data 24.9.88.

Il giudice di Pace di Mercato S. Severino - cui la causa era pervenuta a seguito della soppressione

delle preture circondariali - con sentenza in data 30.06.2001 rigettava la domanda riconvenzionale

e, in accoglimento della domanda attrice, condannava il Fasolino al pagamento della somma di L.

1.300.000, oltre gli interessi legali.

Avverso tale sentenza, proponeva appello il Fasolino insistendo nella propria domanda ed eccezioni

in precedenza proposte; si costituiva la controparte chiedendo il rigetto dell’impugnazione.

L’adito tribunale di Salerno, con sentenza n. 166/04 depositata in data 26.10.04, rigettava l’appello,

confermando la sentenza impugnata. Secondo quel giudice l’attore aveva provato la propria

domanda nell’an ed era corretta la valutazione equitativa del quantum dovuto; invece per quanto

riguardava la riconvenzionale, i danni delle autovetture non potevano essere attribuite al Basile

stante l’accertato caso fortuito che aveva comportato all’allagamento dell’officina.

Avverso la decisione ricorre in cassazione il Fasolino sulla base di quattro mezzi; resiste il Basile

con controricorso. Motivi della decisione

Con il primo motivo del ricorso l’esponente denunzia la violazione dell’art. 360, n. 5 c.p.c. per

omessa, insufficiente, contraddittoria motivazione. Sostiene che il giudice aveva omesso ogni

valutazione sui motivi specifici del gravame formulati dal Fasolino nell’atto d’appello.

Il motivo è inammissibile stante la evidente carenza di autosufficienza: infatti i predetti motivi non

sono stati indicati nel ricorso per cassazione.

Con il secondo motivo l’esponente denunzia la violazione e falsa applicazione dell’art. 1223, 1126 e

2056; art. 2697 c.c.; nonché l’omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione.

Deduce che la domanda del Basile doveva essere rigettata mancando totalmente la prova delle

riparazioni eseguite sull’auto e del loro costo; la liquidazione in via equitativa della somma pretesa

era parimenti erronea, atteso che il Basile non aveva avanzato una domanda di risarcimento del

danno ma una diversa domanda di pagamento delle riparazioni eseguite.

La doglianza è fondata.

Premesso che nella fattispecie l’attore in effetti non ha proposta alcuna domanda risarcitoria, deve

puntualizzarsi che “...il potere del giudice di merito di valutare il danno in via equitativa, ai sensi

dell’art. 1226 c.c., non è riconducibile nell’ambito della decisione della causa secondo equità,

prevista dall’art. 114 c.p.c., che importa, appunto, la decisione della lite prescindendo dallo stretto

http://www.dirittoegiustizia.it/Default.aspx?tabid=9 Pagina 1 di 2


PAGINE

2

PESO

116.17 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Istituzioni di diritto privato del prof. Carlo Pirro Rimini. Trattasi della sentenza della Corte di Cassazione n. 23211 del 2010 con la quale la Corte accoglieva parzialmente la richiesta di risarcimento di un cittadino nei confronti del proprio meccanico dei danni subiti dalla sua autovettura a seguito dell'allagamento dell'officina.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in organizzazione e risorse umane
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Rimini Carlo Pirro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Istituzioni di diritto privato

Contratto
Dispensa
Obbligazioni
Dispensa
Definizione di diritto privato
Dispensa
Fatto illecito
Dispensa