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Tiroide:Neoplasie

Tiroide:Neoplasie

• Il dolore è altro segno di rilievo nella valutazione di un nodulo tiroideo. Le neoplasie

maligne della tiroide, ad eccezione del carcinoma midollare, raramente sono dolenti.

Il dolore è invece presente quando una tumefazione compare improvvisamente,

come nei casi di emorragia intracistica, di cui si è accennato. Il dolore vivo associato

a sensazione di tensione di tutta la ghiandola è invece sempre presente nei casi di

tiroidite acuta e subacuta, mentre nei casi di carcinoma midollare il dolore e la

sensazione di tensione sono lievi.

• La voce rauca è segno di rilievo, perché spesso indica infiltrazione o compressione

del nervo ricorrente da parte di tessuto neoplastico. In questi pazienti è necessario

eseguire l’esame laringoscopico per escludere la paralisi della corda vocale. I pazienti

con neoplasia tiroidea che presentano voce rauca da invasione del ricorrente hanno

certamente una prognosi peggiore di altri.

• La disfagia è un segno di difficile valutazione; nei pazienti con neoplasia tiroidea è un

segno tardivo, poiché sta ad indicare una tenace adesione e fissità della ghiandola

alle strutture adiacenti. È,comunque,più frequente in alcune forme di tiroidite cronica

che nelle neoplasie.

• L’associazione del nodulo tiroideo con altre endocrinopatie del paziente o dei suoi

familiari deve far porre il sospetto di un carcinoma midollare della tiroide, poiché una

discreta percentuale di questi pazienti può essere affetta anche da

feocromocitoma,iperparatiroidismo, malattia di Cushing, carcinoidi e diabete (Cap. 4,

Sindromi poliendocrine).

Tiroide:Neoplasie

• Nella maggior parte dei casi la diagnosi di

certezza può essere ottenuta esclusivamente

con l’esame istologico della

L’agobiopsia percutanea è di

ghiandola.

grandissima utilità, se si dispone della

competenza e dell’abilità di un citologo con

esperienza specifica. I risultati dell’indagine

citologica vengono solitamente classificati in

base alla presenza di: cellule maligne, benigne,

sospette o di difficile classificazione, materiale

inadeguato o insufficiente; in quest’ultimo caso è

opportuno ripetere l’indagine.

Tiroide:Neoplasie

Tiroide:Carcinoma Papillare

• È il tumore maligno più frequente, rappresentando l’85% di tutti i carcinomi tiroidei.

Colpisce prevalentemente giovani adulti tra i 30 e i 40 anni di età. Il tumore ha la

tendenza a rimanere localizzato nella ghiandola tiroidea e, quando metastatizza, si

diffonde localmente alle stazioni linfoghiandolari del mediastino superiore ed a quelle

L’80% dei bambini ed il 20% degli adulti presentano, all’esame clinico,

cervicali.

linfonodi palpabili da localizzazione secondaria. Spesso i linfonodi sede di metastasi

sono di dimensioni molto superiori rispetto al tumore primitivo, che talora può non

essere rilevato alla palpazione. Da un punto di vista prognostico, ancora più grave

della diffusione linfatica è il superamento della capsula tiroidea, che, seppur

raramente, può giungere sino all’invasione di importanti strutture adiacenti (esofago,

trachea, nervo laringeo ricorrente). Per via ematogena il tumore può metastatizzare

a polmoni ed ossa.

• L’adenocarcinoma papillifero può presentarsi come nodulo solitario, oppure, più

frequentemente nei bambini, essere di tipo multicentrico. Il nodulo è piccolo, talora

piccolissimo (4-5 mm), di colorito bianco-grigiastro, dalla superficie irregolare, di

consistenza solida o cistica. La superficie di taglio è ruvida per la frequente presenza

di numerosi piccoli depositi di calcio; se esistono formazioni cistiche nel suo contesto,

il loro contenuto è rappresentato da un fluido acquoso di colorito bruno

• Le cellule rivestono formazioni arboriformi di tipo fibrovascolare, che protrudono

all’interno di cavità cistiche o anche in tessuto apparentemente normale. Nel 40% dei

casi, nel contesto dello stroma delle ramificazioni papillari si trovano delle formazioni

rotondeggianti dette “corpi psammomatosi”, costituite da lamelle concentriche di

tessuto che vanno incontro a processi di calcificazione che le rendono visibili

all’esame radiologico.

• L’adenocarcinoma papillifero è un tumore che cresce assai lentamente, è certamente

uno dei carcinomi a prognosi più favorevole

Tiroide:Carcinoma Follicolare

• Il carcinoma follicolare rappresenta circa il 10% di tutte le neoplasie maligne

della tiroide. Predilige la fascia di età compresa tra i 30 e i 50 anni.

Anch’esso può essere definito come un tumore a lenta crescita e con

prognosi relativamente favorevole; comunque è più aggressivo e pericoloso

del carcinoma papillifero. È più frequente nelle donne che negli uomini

(3:1). Metastatizza prevalentemente per via ematogena ai polmoni e alle

ossa, provocando lesioni di tipo osteolitico soprattutto a carico del cingolo

scapolo-omerale, dello sterno e del cranio. Sia il tumore sia le metastasi

spesso mantengono la capacità di captare e trattenere iodio radioattivo,

consentendo talora di utilizzare questa metodica a scopo terapeutico. Le

anni dall’exeresi

metastasi ossee possono comparire anche dopo 10-20

chirurgica della lesione primitiva. I carcinomi follicolari possono presentarsi

ben capsulati, oppure essere di tipo invasivo,sconfinando anche nelle

strutture adiacenti la ghiandola. Quando il tumore è circoscritto e capsulato,

esso ha caratteristiche macroscopiche simili a quelle di un nodulo

adenomatoso ed al suo interno possono pure verificarsi processi

degenerativi, quali quelli descritti per gli adenomi: emorragie, infarti,

formazioni cistiche, fibrosi e calcificazioni.

Tiroide:Carcinoma Midollare

• È il carcinoma della tiroide di più recente identificazione, essendo stato descritto per

la prima volta da Hazzard nel 1959. Prima di allora esso veniva classificato tra i

carcinomi tiroidei anaplastici. Colpisce in genere pazienti sopra i 50 anni di età e

rappresenta circa il 5-10% dei tumori tiroidei. Si sviluppa dalle cellule C o

parafollicolari della tiroide secernenti calcitonina. In effetti, i livelli sierici di calcitonina

nei pazienti con carcinoma midollare sono elevati. Le cellule C neoplastiche, ovvero

solo quelle che costituiscono il tumore, possono secernere anche altri fattori ad

attività endocrina (5-idrossitriptamina,ACTH, MSH, prostaglandine, somatostatina) o

antigeni oncofetali, quali il CEA.

• Il tumore non capta lo iodio radioattivo, ma è in grado di concentrare elettivamente la

meta-iodobenzilguanidina (MIBG), un tracciante che si fissa elettivamente al tessuto

cromaffine del feocromocitoma e ad altri tumori di derivazione neuroectodermica. Il

carcinoma midollare può presentarsi come unica entità nosologica, oppure, in circa la

metà dei pazienti, essere associato ad altri tumori endocrini ed assumere

caratteristiche di familiarità, con ereditarietà di tipo autosomico dominante. In questi

ultimi casi si configura la sindrome di Sipple o MEN II carcinoma midollare +

feocromocitoma bilaterale + adenoma paratiroideo. L’aumento dei livelli basali di

calcitonina nel plasma, e soprattutto un’eccessiva risposta dopo infusione di calcio,

rappresentano un importante elemento diagnostico.

• È un tumore che cresce abbastanza lentamente e metastatizza prevalentemente ai

Al momento dell’intervento chirurgico, il 75% dei pazienti

linfonodi loco-regionali.

presenta metastasi linfonodali. Successivamente si possono osservare metastasi ai

polmoni, al fegato e alle ossa.

Tiroide:Carcinoma Anaplastico

• È il tumore tiroideo a più elevata malignità, caratterizzato da crescita

rapida (la metà dei pazienti muore in poche settimane o mesi),

invasività locale e metastasi diffuse. È definito anaplastico o

indifferenziato perché in esso non sono osservabili strutture

differenziate quali papille o follicoli, né è presente amiloide nella

componente stromale. Gli elementi cellulari che lo compongono

possono essere piccoli o giganti; il carcinoma gigantocellulare è

ancor più maligno degli altri. L’occasionale presenza di abbozzi

follicolari o papillari fa presumere che talora il carcinoma anaplastico

sia l’espressione di un improvviso mutamento del potenziale di

malignità di un carcinoma papillifero o follicolare preesistente.

Un’accurata indagine anamnestica, in questi casi, rivela infatti la

preesistenza di un piccolo nodulo da tempo trascurato. Sia dal

punto di vista macroscopico,sia all’indagine istologica è difficile

L’invasività

differenziare il carcinoma anaplastico dal sarcoma.

locale del tumore è impressionante e precoci sono i segni di

compressione tracheale ed esofagea, invasione nervosa ed anche

vascolare. Terapia Chirurgica


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AUTORE

kalamaj

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia Clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Ambrosi Antonio.

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