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3. LA SCIA ASSIALE

Come già detto, la scia assiale viene rilevata sperimentalmente con i tubi di Pitot Il tubo di

Pitot, dal nome del suo inventore, scienziato francese del ‘700, si compone di due tubicini

coassiali, di piccoli diametri (ordine dei millimetri), non in comunicazione tra loro. Quello

interno, posto nella direzione della corrente, ne raccoglie la pressione dinamica mediante

un’apposita presa (presa dinamica); quello esterno è lambito dal fluido e presenta sulla

superficie laterale dei piccoli fori, in genere quattro: da essi si rileva la pressione statica.

Entrambi i tubicini, collegati ad una cella differenziale di pressione, consentono di ottenere

la differenza tra le dette pressioni; la nota formula, di seguito riportata, dà la possibilità di

risalire alla velocità della corrente fluida.

Se lo strumento è posto a poppa e solidalmente ad un corpo in moto in un fluido, nella

direzione dell’asse del Pitot, la misura delle pressioni consente di risalire alla velocità

relativa tra il fluido e lo strumento stesso. 14

In genere dietro un modello di carena si dispongono più tubi di Pitot opportunamente

disposti su un idoneo supporto. In figura si riporta un rastrello con sei tubi di Pitot,

utilizzato presso la Vasca del Dipartimento di Ingegneria navale dell’Università degli Studi

di Napoli Federico II. La misura viene effettuata su sei punti, raccolti in due coppie di tre,

disposte simmetricamente rispetto all’asse del rastrello; quest’ultimo, che ha la possibilità

di ruotare, viene fissato sul modello, sovrapponendo il suo asse con quello del ringrosso

della carena o del supporto dei braccetti, a seconda che la propulsione sia ad una o più

eliche. In tale modo, fissato un angolo di rotazione del rastrello, è possibile eseguire alla

velocità di prova la misura in sei punti; facendo variare l’angolo di rotazione, si esegue il

rilievo sull’intero disco dell’elica.

Di seguito si riportano le curve della scia media locale in funzione dell’angolo, a diversi

valori del raggio, ottenute da esperienze eseguite in vasca sui modelli di alcune navi. La

prima è una nave per il trasporto di gas, con ordinate poppiere di forme prossime a quelle

classiche a V; la seconda è una nave per il trasporto di minerali, con ordinate poppiere di

forme prossime a quelle classiche a U; l’ultima è una nave snella e veloce con una scia

molto regolare e contenuta, come per una nave militare.

Per la nave trasporto gas si riportano anche gli andamenti della scia media circonferenziale

e il grafico delle isoscie. Quest’ultimo è la rappresentazione nel piano del disco dell’elica

( )

− ϑ =

1 w r, costante. Gli andamenti di queste curve danno indicazioni

delle curve

sull’entità, qualitativa e quantitativa, e sulla regolarità della scia dietro la carena; di

conseguenza si può rilevare anche un giudizio sulle forme poppiere della carena. 15

Nave per il trasporto di gas 16

Nave per il trasporto di minerali 17

Nave snella e veloce 18

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S. MIRANDA, Appunti di Architettura Navale, Dipartimento di Ingegneria Navale

Napoli, Novembre 2005


PAGINE

20

PESO

1.35 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in ingegneria navale
SSD:
A.A.: 2006-2007

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura Navale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Miranda Salvatore.

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