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Sanzioni amministrative - Cass. n. 23594/10 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 23954 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2010.
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Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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ESTRATTO DOCUMENTO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza del 23 aprile 2007 il Giudice di

pace di Desio ha respinto l'opposizione proposta

da Pier Angelo Galmozzi avverso l'ordinanza

ingiunzione in data 4 ottobre 2006, con la quale

il Prefetto di Milano gli aveva irrogato una

sanzione pecuniaria, per la violazione di norme

in materia di circolazione stradale.

Adito in appello dal soccombente, il Tribuna-

le di Monza – sezione distaccata di Desio, con

sentenza del 21 aprile 2009, ha dichiarato la

propria incompetenza per territorio, ritenendo

che il gravame avrebbe dovuto essere rivolto al

Tribunale di Milano, a norma dell'art. 7 del r.d.

30 ottobre 1933, n. 1611.

Pier Angelo Galmozzi ha impugnato tale sen-

tenza con istanza di regolamento, in base a due

motivi, chiedendo che venga affermata la compe-

tenza del Tribunale di Monza – sezione distaccata

di Desio. La Prefettura – Ufficio Territoriale

del Governo di Milano ha presentato una memoria,

contestando la fondatezza degli assunti del

ricorrente. Il pubblico ministero ha concluso per

il rigetto del ricorso.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo di ricorso Pier Angelo

Galmozzi lamenta che con la sentenza impugnata il

Tribunale ha dichiarato la propria incompetenza

per territorio, anche se la questione, per il

disposto dell'art. 38 c.p.c., era ormai preclusa,

in quanto non aveva formato tempestivamente

oggetto né di eccezione di parte né di rilievo

d'ufficio.

La doglianza va disattesa, poiché la norma

richiamata dal ricorrente si riferisce esclusiva-

mente al giudizio di primo grado. L'individuazio-

ne del giudice di appello, ex art. 341 c.p.c.,

attiene a una “competenza” territoriale del tutto

sui generis, che prescinde dai comuni criteri di

collegamento tra una causa e un luogo: dipende

indefettibilmente dalla sede del giudice a quo,

sicché è dotata di un carattere prettamente

funzionale che impedisce il definitivo suo radi-

camento presso un giudice diverso, per il fatto

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IRITTO PROCESSUALE CIVILE

Materiali didattici

che la questione non sia stata posta in limine

litis.

Con il secondo motivo di impugnazione Pier

Angelo Galmozzi deduce che erroneamente il Tribu-

nale ha ritenuto applicabili nella specie le

regole del “foro erariale”.

La censura è fondata, anche se per una ragio-

ne diversa da quella prospettata dal ricorrente,

ma che può di ufficio essere posta a fondamento

della decisione, poiché nell'esercizio della

funzione regolatrice della competenza questa

Corte deve pronunciare indipendentemente dalle

deduzioni di parte (v., da ultimo, Cass. 7 maggio

2010 n. 11192).

La disciplina dei giudizi di opposizione ai

provvedimenti irrogativi di sanzioni amministra-

tive, dettata dagli art. 22 e 23 della legge 24

novembre 1981, n. 689, sanciva originariamente la

diretta ricorribilità per cassazione delle sen-

tenze e delle ordinanze di inammissibilità o di

convalida pronunciate dal pretore, al quale in

via esclusiva era demandata la cognizione di

quelle cause.

Successivamente, in seguito all'istituzione

del giudice unico di primo grado, l'art. 22-bis

della stessa legge, inserito dall'art. 98 del

decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, ha

distribuito la competenza, secondo criteri di

materia e di valore, tra il giudice di pace e il

tribunale, mantenendo ferma quella per territorio

del «giudice del luogo in cui è stata commessa la

violazione».

Infine, l'art. 26 del decreto legislativo 2

febbraio 2006, n. 40, modificando l'art. 23 della

legge n. 689/1981, ha disposto che le sentenze e

le ordinanze di convalida (ma non anche quelle di

inammissibilità) sono soggette ad appello.

La questione che le sezioni unite sono chia-

mate a risolvere è se il gravame contro i provve-

dimenti del giudice di pace, ove sia parte un'am-

ministrazione statale, debba essere proposto al

tribunale del circondario, secondo la previsione

dell'art. 341 c.p.c., oppure all'eventualmente

diverso tribunale del capoluogo del distretto, a

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 23954 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2010.
In tema di appello alle sanzioni amministrative non è applicabile la regola del foro erariale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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