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“autoromanizzazione”, che in contesti caratterizzati da culture locali evolute si caratterizza

come una superficiale “assimilazione”.

introd il concetto di “negoziazione” fra élites che, generata dal desiderio di

Si è anche otto

assicurarsi il potere e dalla necessità di Roma come arbitro nelle controversie locali, comporta

una mutazione culturale. Al di là del grado di acculturazione, questa adesione delle élites viene

letta come una vantaggiosa strategia di dominio sia per Roma sia per le élites stesse.

Il dibattito sulla romanizzazione può essere superato evidenziando la complessità di questo

processo, il cui esito è l’emergere di una cultura interamente nuova, dove si combinano

elementi del passato e frutti di una rivoluzione culturale nata prevalentemente con Augusto.

Inoltre, va sottolineato che anche la cultura romana è in via di costruzione e nasce

essa stessa

dalla combinazione di culture differenti, in particolare l’ellenismo.

In questo senso, la romanizzazione può essere definita in senso antropologico come un processo di

acculturazione = processo di cambiamento culturale dovuto al contatto duraturo tra gruppi

appartenenti a culture differenti, con conseguenti cambiamenti nella configurazione culturale

originaria di uno o entrambi i gruppi.

Il processo di acculturazione non è a senso unico e può essere parziale, ossia riguardare solo alcuni

cettazione “ esclusiva” di tutta l’ideologia

non

aspetti culturali. In altri termini, essa può essere un’ac

romana: ad esempio un romanizzato può venerare Giove ma bere birra; oppure alcune lingue

si estinguono presto (come l’etrusco), mentre altre sopravvivono in piena età bizantina (il

greco).

L’antropologia culturale individua quattro tipi di acculturazione:

1) assimilazione = un gruppo abbandona la propria cultura e cerca di assumere quella dominante;

2) separazione = il gruppo vuole mantenere la propria cultura ed avviene il rifiuto del contatto

con altri gruppi;

3) integrazione = viene mantenuta la propria cultura ma c'è scambio culturale con gli altri gruppi;

4) marginalità = il gruppo ha scarso interesse nel mantenimento della propria identità

culturale e rari contatti con altri gruppi. il tema

In questa complessità, si pongono vari filoni di ricerca, come ad esempio

dell’autoriconoscimento, ossia di come i “romanizzati” si riconoscono tali.

l processo di romanizzazione, inteso come contrapposizione tra romani e indigeni,

Ed ancora, i

è in realtà un rapporto che va considerato anche tra strati sociali differenti (come i coloni o i

commercianti) e che deve essere evidenziato anche a livello delle masse.

la romanizzazione si configura come una serie di

Da un punto di vista politico, poi,

assorbimenti e di intersezioni, più che di veri e propri conflitti. I casi di resistenza, ad esempio,

sono soffocati mediante dislocazione di comunità, arruolamenti militari forzati, rafforzamento

del potere di chi si è mostrato fedele, installazione di nuovi insediamenti. Ne consegue una

trasformazione politica che ‐ rinforzata dalla successiva pace ‐ porta ad un nuovo ordine, con

censimenti, fiscalità, statuti giuridici e politici, leggi e tribunali che danno luogo a

comportamenti nuovi.

L’esito della romanizzazione è perciò la nascita di una nuova cultura ibrida derivata da

sovrapposizioni culturali. Lo studio del “processo bidirezionale di acculturazione all’interno

delle province romane” ‐ secondo la definizione che Millet dà di “romanizzazione” ‐ è dunque

possibile attraverso indagini locali approfondite, che valorizzano la documentazione

archeologica. Substrato regionale

Cultura romana

IBRIDISMO

POLICENTRISMO

Le differenze regionali, derivate da diverse eredità storiche, geografiche e culturali,

determinano delle diversità nelle azioni romane, che si dimostrano sempre multiformi,

empiriche e talora ambigue.

Indici di romanizzazione

Pur nell’estrema differenziazione determinata da ambienti e culture assai diversificati, è

possibile chiedersi quali sono i fattori che si modificano, determinando il processo di

acculturazione.

la rete di infrastrutture (strade, acquedotti, ponti, ecc.) e la riorganizzazione del

ƒ territorio, attraverso la centuriazione e l’invio di coloni;

l’urbanizzazione, intesa come urbanesimo funzionale, organizzato cioè in rapporto alle

ƒ funzioni politiche, economiche, religiose e culturali espletate dalla città (vd.

componenti fisse come foro, capitolium, basilica, botteghe, terme, teatro e ‐ nelle città

maggiori ‐ anfiteatro e circo). Questi edifici denotano la volontà di fornire gli abitanti

degli elementi tangibili della supremazia del modo di vita romano, di cui essi sono

parte: anche per questo, lo spazio pubblico nelle città di età imperiale è assai ampio,

circa 1/3 rispetto alle aree abitative.

l’esercito e la presenza di guarnigioni locali, che rappresentano un potente fattore di

ƒ integrazione individuale e collettiva, per l’obbligo del latino, la conoscenza di

procedimenti amministrativi, di mezzi materiali disponibili (moneta, standard di vita,

usi);

le cariche equestri e senatorie assunte dalle élites locali, che richiedono il possesso di

ƒ proprietà terriere (almeno 250 ha), ma anche relazioni presso l’imperatore e un cursus

honorum municipale e/o militare;

l’uso del latino, che rappresenta un formidabile agente di romanizzazione. Le iscrizioni

ƒ forniscono un patrimonio onomastico e sistemi di denominazione che rivelano i ritmi

irregolari dell’evoluzione culturale e sociale;

romana;

la diffusione della monetazione

ƒ i contesti religiosi (ex‐voto, altari votivi, santuari) mostrano in generale un

ƒ conservatorismo che la dominazione romana non ha cancellato. In genere, le divinità

forti determinano sincretismo, mentre le quelle locali tendono a scomparire o a velare

il loro carattere nel sincretismo.

È necessario specificare che questi elementi materiali (architettonici, artistici, epigrafici,

letterari), su cui si costruisce soprattutto la romanizzazione delle élites, non hanno un

significato univoco, ma sono legati alle procedure di identità culturale. Per fare un esempio,

una coppa di terra sigillata rappresenta un processo di acculturazione completato, in cui un

gruppo non necessariamente elitario dimostra di aver accolto il gusto romano: tuttavia, in

particolari contesti culturali ‐ come le Gallie ‐ quella coppa può essere usata per bere birra, e

non vino.

Uno degli aspetti fondamentali con cui si esprime il processo di romanizzazione è lo sviluppo della

città, che diventa centro di diffusione della romanità, sia mediante la fondazione di colonie sia nella

trasformazione dei centri preesistenti (comprese le città ellenistiche).

’assenza di uno stato territoriale in senso moderno e di una burocrazia romana trasferibile,

L autonomia locale, poteri

generando la necessità di istituire

rendono indispensabile rinforzare l’

locali incentrati sulla città.

La città, dotata di autonomia politica e amministrativa, consente di:

controllare capillarmente il territorio (attraverso la rete viaria e altri sistemi di

- comunicazione)

sviluppare le attività agricole e produttive del territorio

- diffondere i modelli culturali provenienti dal centro

- rappresentare il microcosmo politico (vi risiedono i cittadini), amministrativo, fiscale, rispetto

- al macrocosmo di Roma dominazione romana fondamentalmente policentrica . In effetti

Lo sviluppo della città rende la

l’impero romano conosce solo due livelli politici: quello centrale e quello cittadino, mentre non

riconosce il livello regionale, perché questo può generare istanze di tipo “nazionale” (la provincia resta

un modulo solo amministrativo, non culturale).

oprattutto da Augusto , l’instaurarsi di un patronato stabile in un

a partire (27 a.C. – 14 d.C.)

S

impero pacificato porta ad un’accelerazione nella creazione di città o nell’integrazione di

nuclei demici esistenti.

Il dominio su aree molto vaste, contrapposto ad numero esiguo di funzionari romani, impone

di necessità ‐ prima ancora che per opportunità politica ‐ di lasciare ai locali il controllo


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Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questo materiale didattico per il corso di archeologia e storia dell'arte greca e romana tenuto dalla professoressa Sara Santoro riguarda i nodi concettuali del processo di romanizzazione. La romanizzazione avveniva attraverso un procedimento quasi fisso:
- creazione di un'infrastruttura militare e politica;
- colonizzazione;
- pacificazione.
Dal punto di vista ideologico, si trattava di un processo di omologazione, assimilazione e civilizzazione. Dal punto di vista antropologico, può essere definito come un processo di acculturazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte greca e romana mod.A e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Santoro Sara.

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