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d) si pone il problema essenziale di

 coniugare mobilitazione sociale,

politicizzazione delle masse e

rappresentanza

e) nascono i grandi “sistemi di idee”

 politiche che ancora oggi conosciamo:

reazionari, conservatori, liberali,

democratici, socialisti, nazionalisti

Lezione XI. La nascita dei nuovi

sistemi di idee politiche

Reazionari e conservatori

L’idea reazionaria

“reagire” a un evento negativo e tornare a

 una condizione il più possibile simile a

quella di prima del mutamento

L’evento corruttore è la Rivoluzione

 francese del 1789

La sua principale colpa è di aver cercato

 un modello di giustizia e di razionalità che

prescinde dalla storia e dai valori religiosi

Occorre, al contrario, basare la società sull’ordine

 naturale delle cose, e sulla divinità che tale ordine ha

creato: la rivoluzione è ribellione sacrilega contro Dio e

la natura

I teorici “reazionari” considerano la Chiesa e il papato in

 particolare (Joseph De Maistre, Du pape) la risorsa della

tradizione. Il papa unico arbitro cui i sovrani devono

inchinarsi

I principi sono quelli del sovrano legittimo, per diritto

 divino, di una società articolata in strutture naturali

(famiglia, comunità locale, Chiesa) articolate

gerarchicamente

La reazione sarà sconfitta: non si può ritornare

 all’origine. Il suo stesso organizzarsi in corrente lo

dimostra: occorre giustificare la tradizione (il caso

degli ultras, gli ultraroyalistes in Francia)

I tradizionalisti sono costretti a utilizzare gli stessi

 strumenti della rivoluzione: le società segrete

Il conservatorismo

Sistema di idee, anche se multiforme e

 basato essenzialmente su uno stato d’animo

Condivide la stessa critica del reazionario

 alla Rivoluzione francese, ma non la sua

proposta di una società immobile: non

rifiuta del tutto un mutamento lento ed

equilibrato

Teorico principale l’inglese Edmund Burke: “l’idea di tradizione

 mette a nostra disposizione un solido principio di conservazione:

senza però escludere affatto un principio di progresso”

Valori principali: antiegualitarismo (responsabilità di chi sta “in

 alto”): “per quanto riguarda quella parte di potere, autorità e

potestà direttiva della quale ciascun individuo dovrebbe godere

nella gestione dello Stato, io nego che questo godimento sia uno

dei diritti primitivi e originari dell’uomo nella società civile” (E.

Burke, Riflessioni sulla rivoluzione francese, 1790)

Poi, ordine e cooperazione sociale; famiglia;

 religione; proprietà privata; dimensione comunitaria

locale

Difesa istituzioni tradizionali dove l’aristocrazia

 continua a esprimere il suo potere (monarchia,

camera alta, esercito, burocrazia)

Cercano di limitare il peso delle istituzioni

 rappresentative, ma le accettano (Robert Peel e il

Reform Bill del 1832) cercando di salvaguardare

principi tradizionali

Passiamo ora ai movimenti che sono dalla parte della

 Rivoluzione: liberali, democratici, socialisti rappresentano, nel

corso del XIX secolo, come una serie di ondate rivoluzionarie

successive (i primi tra gli anni ’20 e il 1848; i secondi dal ’48 al

1870; gli ultimi nell’ultimo trentennio dell’Ottocento)

Cominciamo da liberali e democratici; non è facile coglierne la

 differenza oggi (liberal­democrazia); si tratta però di due

correnti assai diverse tra loro e che si sono, anzi, dopo un

periodo di alleanza contro l’assolutismo, progressivamente

combattute (rivoluzione del 1848)

Il liberalismo

Grande corrente, importantissima fino ad oggi,

 anche dopo la fine delle rivoluzioni liberali

(Inghilterra di Gladstone, Benedetto Croce)

Fenomeno internazionale: corre per l’Europa

 ma mostra solidarietà viva per altre realtà e

movimenti (America Latina, Grecia)

La filosofia politica del liberalismo

Non solo dato economico (liberismo) ma

 sistema di idee, filosofia globale, sistema

completo, filosofia politica basata sull’idea di

libertà

Di conseguenza, centrale anche il primato

 dell’individuo contro la ragione di Stato, gli

interessi del gruppo (svalutazione dei gruppi

sociali, diffidenza per l’associazionismo: Legge

Le Chapelier del 1791)

Libertà di coscienza e di ricerca contro ogni autorità,

 tolleranza, antidogmatismo: il confronto razionale

delle idee farà prevalere la più giusta

Diffidenza viva nei riguardi del potere (malvagio e

 negativo) che occorre limitare: antiautoritarismo

contrario del potere assoluto come del dispotismo

rivoluzionario

La prima soluzione è individuata nella frantumazione

 del potere, il frazionamento, la separazione: teoria della

divisione dei poteri

La seconda è nel limitare la sfera del potere,

 riducendone l’intervento economico e sociale: la società

civile deve agire da sola e il miglior governo è il

governo “invisibile”, quello con il potere più debole

possibile

Una dottrina sovversiva (difficile oggi che lo

 immaginiamo sul versante moderato recuperare lo

spessore storico); fermento rivoluzionario (con profeti,

apostoli, martiri): individualismo apre

all’emancipazione femminile; antiautoritarismo apre al

laicismo La sociologia del liberalismo

Anche espressione di un gruppo sociale

 Legato allo sviluppo borghese: professioni

 liberali, borghesia mercantile, aristocrazia

illuminata

A chi giova la libertà economica e il valore

 dell’individuo?

Divieto di associazione: padroni e operai

 Libertà di recinzione: proprietari e contadini senza

 terra

Liberalismo sovversivo politicamente, ma conservatore

 socialmente

Dottrina di una élite: sovranità nazionale (sovranità esercitata

 dai cittadini “capaci”), non popolare; non il potere al popolo

Posizione antidemagogica: modello del “civis romanus” e del

 colono americano; politica come coscienza e consapevolezza,

come partecipazione consapevole: opinione pubblica

Tuttavia, non solo dominio di classe e egoismo borghese;

 addirittura dono della vita: principi e interessi possono convivere

Le rivoluzioni liberali

Il liberalismo cerca le riforme, dove è impossibile soluzione rivoluzionaria

 1815: riforme in Inghilterra, Paesi Bassi e Scandinavia

 Altrove prevale l’idea rivoluzionaria:

 Anni Venti: “moti”, complotti militari (ruolo esercito, società segrete,

 massoneria) in Portogallo, Spagna, Napoli, Piemonte, Lombardo­Veneto (1820­

21); in Russia (1825: decabristi); fallimentari perché elitari e repressi

dall’intervento poliziesco e da quello armato esterno della Santa Alleanza;

eccezione positiva la Grecia (1827­28)

1830: insurrezioni popolari (Francia e Belgio), vittoriose in Occidente, non

 scatta la Santa Alleanza

1848: ultima rivoluzione liberale, ma anche la prima democratica (Francia,

 Italia);

il liberalismo prevale in Piemonte: Statuto albertino, monarchia

 costituzionale, riforme tipicamente liberali

Difficoltà liberali in Germania: tra ’15 e ’30 grande agitazione liberale; nel

 ’48 parlamento di Francoforte con idee liberali, ma fallimento; dopo via

prussiana: unità senza liberalismo (Bismarck divide i liberali)

Difficoltà in Austria: movimento liberale si afferma dopo il 1860 con

 l’accettazione del dualismo

Il modello politico liberale

Quali richieste?

 Costituzione: ordinamento giuridico al posto della

 tradizione

Monarchia costituzionale: decisione politica divisa tra

 monarchia e camera elettiva

Bicameralismo (Camera Alta modera)

 Suffragio ristretto (voto funzione; il “registro”

 inglese): partecipazione ma ristretta (anche se non in

linea di principio, progressivo allargamento)

Decentramento contro il potere centrale e la pressione

 popolare

Libertà pubbliche: opinione, espressione, riunione,

 discussione, stampa (Francia con la monarchia di

luglio), insegnamento (contro l’insegnamento della

Chiesa), religiosa (confessioni: emancipazione cattolici

Inghilterra 1829)

Eguaglianza di diritto e non di fatto: primato del denaro

 e dell’istruzione; società aperta ma non eguaglianza

La democrazia

Anche qui recupero storico: non

 prosecuzione naturale del liberalismo, ma

antitesi eversiva e rivoluzionaria di esso

Distinzione già nella Rivoluzione francese

 (girondini, giacobini), poi nell’Inghilterra

della restaurazione (manchesteriani,

cartisti), poi in Francia e in Italia

(Cavour/Mazzini)

La filosofia politica democratica

Applicazione integrale e immediata dei principi contro

 il gradualismo liberale

Primo valore non la libertà ma l’eguaglianza

 Sovranità popolare (sovrano è il popolo, la massa, la

 totalità)

L’elettorato è un diritto, la cittadinanza appartiene a

 tutti

Occorre correggere le ineguaglianze, assicurare mezzi e

 condizioni pratiche (sociali) per la libertà (Mazzini e

movimento operaio)

Intervento dello Stato, accentramento, ruolo delle

 minoranze rivoluzionarie

La sociologia del movimento democratico

Nuovi tipi sociali: non borghesia, proletariato,

 contadini, ma i nuovi gruppi nati dallo sviluppo

economico: la classe media (ferrovieri, impiegati,

insegnanti, tipografi e giornalisti)

Il modello politico democratico

Quali richieste?

 Allargamento del suffragio (universale, ma ancora non le donne:

 a) mancanza di indipendenza, paura dell’influenza ecclesiastica)

USA: 1828 presidenza Jackson; dalle grandi famiglie coloniali (Virginia,

 Massachusetts) all’Ovest e ai self made men

Francia: 1848

 Inghilterra: fallisce il cartismo ed evoluzione più lenta per via di riforme

 (Reform Bill whig del 1832; Disraeli 1867; Gladstone 1884­1885); 1918

maschi e femmine

Germania: 1870 unità fondata su di esso (democrazia

 autoritaria: caso Napoleone III)

Italia: unità su base liberale e suffragio ristretto (in più

 altissima astensione); la sinistra allarga il suffragio (1881,

1912, 1919,1946)

Paesi Bassi: 1887 e 1896

 Belgio: 1883

 Norvegia: 1905

 Svezia: 1906

 Austria (non Ungheria): 1906

Democratizzazione dei sistemi elettorali:

 Abolizione vincoli che limitano l’allargamento del

 suffragio: circoscrizioni elettorali (rotten

borroughs); voto plurimo (Inghilterra, Belgio);

sistema delle classi (Prussia); sistema delle curie

(Austria) ecc.

Segretezza del voto (urna in Inghilterra nel 1872;

 busta e cabina in Francia nel 1914)

Indennità parlamentale (cartismo; Francia 1851;

 GB 1911)

Inversione rapporti camere: Parliament Act 1910­11

Allargamento dell’istruzione

 Istruzione primaria generalizzata, gratuita,

 obbligatoria, laica: Inghilterra (1870 e 1890),

Coppino in Italia (1877), Jules Ferry in Francia

(1878­1885), Belgio (1878),

Abolizione legislazione restrittiva sulla stampa

 Equiparazione obblighi militari

 (nazionalizzazione, promozione sociale,

democratizzazione esercito)

Solo una parte della classe

 Leva di lunga durata (7 anni; Russia 15)

 Estrazione a sorte e sostituti

 Riduzione tempo ma richiamo intera classe,

 abolizione dispense

Equiparazione obblighi finanziari

 Ultimo intervento cronologicamente (con lo sviluppo delle

 funzioni dello Stato): Inghilterra 1909 Lloyd George imposta

sul patrimonio

Stessa sorte del liberalismo: rimproverata dal

 socialismo di mancanza di eguaglianza effettiva


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AUTORE

Atreyu

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+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Dispense per il corso di Storia contemporanea del Prof. Renato Moro. Trattasi di slides messe a disposizione dal professore riguardanti i seguenti argomenti: le rivoluzioni sociali e politiche del mondo contemporaneo, l'"età della borghesia", le mobilità sociale, la rivoluzione americana e la rivoluzione francese, la nascita delle ideologie e di nuove idee politiche, il conservatorismo ed il reazionarismo, il liberalismo, il pensiero democratico, il socialismo.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche per il governo e l'amministrazione
SSD:
Docente: Moro Renato
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Moro Renato.

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