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Corsi d’acqua, paleoalvei e ventagli di esondazione nella bassa pianura

Ricostruzione litologica in profondità della pianura modenese

da Vignola a Camposanto (da AGIP, 1977)

Carta della litologia di superficie della bassa pianura modenese

(da Castaldini et al., 1979)

Sezioni geologiche attraverso la pianura modenese: 1) sabbie; 2) ghiaie;

3) argille e limi; 4) limite con i depositi marini del substrato; 5) limite

esplo-rativo della copertura alluvionale (da Gasperi & Pellegrini, 1981)

Sezione geologica attraverso la bassa pianura modenese ricostruita sulla

base delle stratigrafie dei pozzi di idrocarburi: 1) depositi alluvionali

(Pleistocene-Olocene); 2) sedimenti marini del Pliocene sup.-Pleistocene;

3) sedimenti marini del Pliocene inf.; 4) sedimenti marini del Paleogene-

Miocene; 5) formazioni calcaree marine del Mesozoico costituenti le

“Pieghe ferraresi” (da Pieri & Groppi, 1984)

Emissioni di fango bituminoso, schiuma e metano dal pozzo dismesso

per idrocarburi di Vallalta di Concordia (provincia di Modena)

Distribuzione dei depositi altamente permeabili (in giallo) e con-

centrazione dei pozzi per uso idropotabile (in rosso) nella Pianu-

ra Padana (da Soldati & Tosatti, 1992)

Una minaccia sempre presente:

gli inquinamenti delle falde idriche

Per inquinamento delle falde idriche si intende una

modificazione delle caratteristiche chimico-fisico-

biologiche delle acque di falda che ne riduce la fruibilità

per gli usi ai quali esse sono destinate.

Le fonti di inquinamento delle acque sotterranee sono

sostanzialmente le stesse di quelle superficiali.

La contaminazione avviene essenzialmente per

infiltrazione nel sottosuolo di acque di scorrimento

inquinate.

Le fonti inquinanti delle acque di falda (UNESCO, 1980)

Esempio delle interferenze fra le attività antropiche e la qualità

delle acque sotterranee (da Soldati & Tosatti, 1990)

Isocone dei nitrati (mg/l) presenti nelle acque di falda

della pianura modenese nel 2003. Concentrazione max

ammissibile: 50 mg/l (da Provincia di Modena, 2005)

Carta sintetica della vulnerabilità agli inquinanti delle acque di

falda in Emilia-Romagna (da Idroser, 1990)

Fasce di protezione intorno ai pozzi per uso acquedottistico del

Comune di Modena (da Pellegrini & Tosatti, 1992)

Pianura e Montagna

Pianura

Montagna

Differenti tipologie di dissesto in pianura

Erosione fluviale Subsidenza

Alluvioni Pianura

Montagna

Le conseguenze delle escavazioni di

ghiaia dall’alveo dei corsi d’acqua

A partire dagli anni ‘50 del secolo scorso, a seguito del rapido svi-

luppo economico, la costruzione di nuovi edifici, industrie, auto-

strade ecc. richiede ingenti quantitativi di materiali inerti (ghiaie e

sabbie) che vengono prelevati dagli alvei fluviali.

Le conseguenze di questi prelievi indiscriminati hanno causato:

- processi di erosione accelerata nel substrato argilloso con canaliz-

zazione dell’alveo;

- variazione dei deflussi con diminuzione dei tempi di corrivazione;

- crollo e lesionamento di manufatti (ponti, opere idrauliche ecc.);

- mancata alimentazione delle falde ospitate nei terrazzi fluviali;

- diminuzione del potere autodepurante delle acque di flusso.

L’alveo del Panaro presso il ponte di Spilamberto nel 1933: notare gli

spessi depositi di ghiaie che ostruivano parzialmente le luci del ponte

(foto A. Compagnoni)

L’alveo del Panaro a valle di Spilamberto nel 1983: il fiume ha

profon-damente inciso il suo letto nelle argille e necessita di continue

opere idrauliche di regimazione del flusso e di difesa spondale

Profonde incisioni nelle alluvioni ghiaioso-sabbiose presso Vignola a

causa dello squilibrio idraulico del Panaro causato dall’asportazione

del materasso ghiaioso dal suo alveo

“Pettine” di sbarramento dei detriti trasportati dal Panaro durante le

piene (presso Spilamberto). In seguito alle profonde incisioni dell’al-

veo la velocità di corrivazione è notevolmente aumentata

Modificazioni-tipo subite dagli alvei dei fiumi emiliani nel tratto di alta

pianura dal 1950 al 1978. 1) Quota di max piena fino al 1950; 2) quota

di max piena al 1978; 3) ghiaie e sabbie oloceniche; 4) substrato

argilloso


PAGINE

52

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3.38 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Geologia Applicata a cura del Dott. Giovanni Tosatti, all'interno del quale sono trattati i seguenti argomenti: le risorse idriche della pianura modenese; le acque sotterranee e il rischio di inquinamento delle falde idriche; i corsi fluviali e le conseguenze dell'escvamento di ghiaia dagli alvei; interventi di prevenzione delle alluvioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze geologiche
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geologia Applicata e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Tosatti Giovanni.

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