Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La relazione tra

rischio ambientale e società

La risposta istituzionale a queste prime crisi ecologiche si inscrive nel

solco della visione tradizionale della modernizzazione,

riaffermandone anzi i cardini scientifici ed economici:

- i problemi derivano da momentanee défaillances, disfunzioni locali

dell’apparato tecnologico e produttivo

- è lo stesso apparato a possedere i mezzi per intervenire rapidamente

e con efficacia, rimettendo le cose a posto.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Da questo approccio tecnocratico - pienamente aderente all’idea

tradizionale di modernizzazione - deriva:

- la sottovalutazione di alcune questioni

- l’impreparazione a far fronte agli imprevisti

- la tendenza a negare l’esistenza di problemi e responsabilità

- la propensione a tacciare di allarmismo chi solleva le questioni e a

ritenere ingiustificata la preoccupazione pubblica.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Si osserva in definitiva:

- uno scarso peso politico, economico e sociale dei soggetti e delle

comunità coinvolte

- una risonanza mondiale degli eventi, prodotto da effetti imprevisti di

azioni deliberate

- una certa reticenza delle autorità (o delle industrie)

- un difficile accertamento dei fatti e delle responsabilità.

La relazione tra

rischio ambientale e società

La gestione del rischio è dunque dominata da una prospettiva

ingegneristica.

Si specificano, per esempio, i possibili malfunzionamenti di una

macchina e si cerca di determinare le condizioni che garantiscono una

soglia sufficientemente bassa di probabilità del verificarsi di un evento

dannoso. La relazione tra

rischio ambientale e società

La seconda fase - Gli anni ’70: i limiti dello sviluppo

• Cambiamento nel “clima” sociale: ascesa nuovi movimenti di protesta.

• Crisi organizzazione industriale fordista: accresciuta competizione

internazionale, mutamento nella domanda di consumi, disponibilità di

tecnologie che promettono maggiore flessibilità e meno manodopera.

• Crisi energetica del 1973 conseguente all’embargo petrolifero dei

produttori arabi.

• Crisi dei sistemi di sicurezza sociale che hanno garantito a quote sempre

maggiori di cittadini condizioni di vita sempre più favorevoli (istruzione,

pensione, assistenza sanitaria).

• Sovrappopolamento

La relazione tra

rischio ambientale e società

Sulla base di questi elementi generali si delinea la critica al modello della crescita

illimitata.

L’inquinamento e il rapido esaurimento delle risorse energetiche rendono imminente

quel disastro che un eccessivo ottimismo tecnologico rifiuta di prendere in

considerazione.

I limiti allo sviluppo non sono solo fisici, ma anche sociali.

L’espansione indiscriminata dei consumi e dei servizi non può essere sostenuta

indefinitamente:

- le risorse a disposizione non sono sufficienti

- molti beni naturali (come una spiaggia) e sociali (come un titolo di studio), offrono

benefici decrescenti al crescere del numero di persone che ne fruiscono.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Il tema “ambientale” evolve.

Nel 1972 a Stoccolma si svolge, sotto l’egida delle Nazioni Unite, la

prima Conferenza mondiale sull’ambiente.

Nel 1973 la Comunità Europea avvia ufficialmente una propria

politica ambientale.

La crisi energetica orienta l'opinione pubblica e il movimento

ambientalista verso il tema delle fonti alternative.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Questa evoluzione è

accompagnata da una

serie di incidenti:

Nel 1976 a Seveso, nei

pressi di Milano, da un

impianto chimico si

verifica una pericolosa

fuga di diossina.

La relazione tra

rischio ambientale e società

1978 – Si verifica un

incidente in una centrale

nucleare in Pennsylvania

(USA).

1979 – Gli abitanti di Love

Canal, non lontano dalle

cascate del Niagara,

vengono trasferiti dopo aver

scoperto di vivere sopra una

discarica di pesticidi.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Inizia in questo periodo a farsi strada la consapevolezza che, per

ridurre la diffusa conflittualità e sfiducia che circonda la gestione dei

rischi:

- Non basta una «comunicazione del rischio» unidirezionale

- Non basta esporre «come stanno le cose» dal punto di vista tecnico

- Occorre dedicare attenzione specifica alle variabili che incidono

sulla costruzione soggettiva del rischio, alle interpretazioni,

preferenze, abitudini comportamentali degli attori coinvolti.

Si rivela quindi quantomeno opportuno basarsi su “tecniche

persuasive”, mutuate dalla pubblicità e dalle pubbliche relazioni.

La relazione tra

rischio ambientale e società

La terza fase - Gli anni ‘80

Questa fase si distingue dalla precedente sotto vari profili:

- Le società industriali riacquistano fiducia nella crescita

- Le politiche ambientali vengono ripensate

- I movimenti si avvicinano alle istituzioni

- I partiti verdi scendono alle ribalte parlamentari.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Quindi, prima di tutto l’industria. La recessione degli anni ‘70, l’incremento della

competizione internazionale, le politiche restrittive seguite alla crisi energetica

spingono l’industria a una profonda ristrutturazione.

La parola d’ordine diventa flessibilità:

nella tecnologia, con il crescente impiego della programmazione al computer

 nelle relazioni tra aziende e fornitori, con l’ascesa del modello giapponese del just

in time e la conseguente riduzione degli stock di magazzino

nell’organizzazione del lavoro, con la formazione continua del personale e la

riduzione dei dipendenti a favore del lavoro autonomo e dei sub-contraenti.

Questa trasformazione post-fordista pone quindi l’accento sull’innovazione, sui

contenuti tecnologici dei processi e dei prodotti.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Questo periodo si può definire, dal

punto di vista ambientale,

di «modernizzazione ecologica»

in sintonia con il mutato contesto

socio-economico

di riacquistata fiducia nella crescita.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Crescita economica e tutela ambientale, è questo il duplice obiettivo

che può essere perseguito sviluppando un’innovazione mirata

all'efficienza:

- I materiali più inquinanti possono essere rimpiazzati da altri più «ecologici»

- I processi produttivi possono essere resi più efficienti (riciclaggio rifiuti, ecc.)

La risposta ai problemi ambientali non sta in un rallentamento della

crescita, ma in un processo di ulteriore modernizzazione industriale

che faccia leva sul mercato e sull’internalizzazione della

responsabilità ecologica da parte delle organizzazioni produttive.

La relazione tra

rischio ambientale e società

L'idea di sviluppo sostenibile (equilibrio tra tutela dell’ambiente e

crescita economica) trova la sua consacrazione nel «Rapporto

Brundtland», prodotto da una commissione istituita dalle Nazioni

Unite per studiare la relazione tra ambiente e sviluppo.

L’idea centrale è che la protezione dell’ambiente rappresenta una pre-

condizione per lo sviluppo economico, sviluppo che deve essere

perseguito in modo tale da non pregiudicare la disponibilità delle

risorse ambientali per le generazioni future.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Al crescere del benessere economico e con l’espansione del terziario e delle

professioni intellettuali, cresce anche la domanda di natura e l'interesse per la

qualità della vita.

Dal 1983 al 1987 il Wwf italiano passa da 30.000 a 110.000 iscritti, la Lega per

l’Ambiente, nata nel 1980, passa nello stesso periodo da 15.000 a 30.000 aderenti.

Si costituiscono le prime Liste verdi, che salgono alla ribalta in vari paesi europei.

Alla fine del decennio i Verdi sono presenti come partito in 15 paesi europei.

In Italia, nel 1986, viene istituito il Ministero dell’Ambiente e introdotta la

procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), richiesta da una direttiva

europea di poco anteriore.

Alle organizzazioni ecologiste viene riconosciuto un ruolo istituzionale:

consultate di frequente, possono agire in giudizio in difesa degli interessi dei

cittadini. La relazione tra

rischio ambientale e società

La quarta fase - Gli anni ’90: la società del rischio

La quadratura del cerchio si mostra più difficile del previsto, il

comportamento degli attori economici e politici si discosta

sensibilmente dalle previsioni teoriche.

Le politiche orientate all’innovazione tecnologica e all’efficienza

produttiva hanno sì ridotto in vari settori l’impatto ambientale di

ciascuna unità prodotta, ma questi risultati sono stati vanificati dalla

crescita della produzione e dei consumi.

Gli investimenti nelle tecnologie «pulite» rimangono prevalentemente

limitati alle grandi aziende operanti in settori ad alta visibilità.

La relazione tra

rischio ambientale e società

Tale declino si lega

anche ai nuovi

problemi che

iniziano ad attirare

l’attenzione

dell’opinione

pubblica attorno al

1990

Il cambiamento

del clima La relazione tra

rischio ambientale e società

Il buco nella

fascia dell’ozono

La relazione tra

rischio ambientale e società

La perdita

della

biodiversità

La relazione tra

rischio ambientale e società

L’ingegneria

genetica La relazione tra

rischio ambientale e società

L’inquinamento

elettromagnetico


PAGINE

51

PESO

753.40 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio, tenute dal Prof. Benedetto Meloni nell'anno accademico 2008.
Il documento analizza alcuni aspetti del rischio ambientale nella società contemporanea.
Parole chiave: rischio tecnologico, rischio sociosanitario, rischio sociale, rischio ambientale, incidenti nucleari, ecologia, rapporto Brundtland, clonazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Cagliari - Unica
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'Ambiente e del Territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cagliari - Unica o del prof Meloni Benedetto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia dell'ambiente e del territorio

Analisi di un sistema territoriale
Dispensa
Studio sociologico delle città
Dispensa
Progettazione partecipata - Quartiere S. Elia
Dispensa
Rischio ambientale - Parte seconda
Dispensa