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La disciplina in tema di riporto delle perdite:

G. FALSITTA, pag. 285/6, punto Riporto delle perdite ed esenzioni.

L’art. 84 t.u.i.r. disciplina il regime del riporto delle perdite. Così dispone il suo primo

comma, commentato nel testo.

Primo periodo: La perdita di un periodo d’imposta, determinata con le stesse norme

valevoli per la determinazione del reddito, può essere computata in diminuzione del

reddito dei periodi d’imposta successivi, ma non oltre il quinto, per l’intero importo che

trova capienza nel reddito imponibile di ciascuno di essi.

Secondo periodo: Per i soggetti che fruiscono di un regime di esenzione dell’utile la

perdita è riportabile per l’ammontare che eccede l’utile che non ha concorso alla

formazione del reddito negli esercizi precedenti.

Terzo periodo: La perdita è diminuita dei proventi esenti dall’imposta diversi da quelli

di cui all’articolo 87, per la parte del loro ammontare che eccede i componenti negativi

non dedotti ai sensi dell’articolo 109, comma 5. Detta differenza potrà tuttavia essere

computata in diminuzione del reddito complessivo in misura tale che l’imposta

corrispondente al reddito imponibile risulti compensata da eventuali crediti di imposta,

ritenute alla fonte a titolo di acconto, versamenti in acconto, e dalle eccedenze di cui

all’articolo 80.

Il primo periodo stabilisce, in deroga al principio dell’autonomia dei periodi di imposta,

che la perdita di un periodo è riportabile nei successivi. I successivi incisi forniscono

alcune precisazioni quanto alla misura della perdita riportabile in presenza di utili o di

proventi che concorrono solo parzialmente alla produzione del reddito imponibile.

Il secondo periodo tratta del caso di utili esenti: è l’ipotesi in cui l’utile (civilistico)

dell’impresa sia esente da tassazione sulla base di norme agevolative speciali

(tipicamente riguardanti le società cooperative). La ratio della norma qui in esame è

quella di garantire una simmetria nel sistema, tra tassazione dell’utile e scomputo

(riporto) delle perdite. Il legislatore dispone pertanto che la perdita è riportabile solo per

l’eccedenza rispetto all’ammontare di utile esentato nei periodi di imposta precedenti. Si

tratta di una disposizione di dubbia e complessa applicazione che il testo non commenta

e che non rileva ai fini del programma di esame. 1


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario d'Impresa, tenute dalla Prof. ssa Livia Salvini nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta un commento al paragrafo di pagg. 285 e 286 del testo di G. Falsitta relativo al sistema di riporto delle perdite e delle esenzioni (in particolare analisi degli artt. 84 e 109 del t.i.u.r.).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario d'Impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Guido Carli - Luiss o del prof Salvini Livia.

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