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Riorganizzazione lavoro - l. nn. 183/10 e 10/11 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto del Lavoro A, tenute dalla Professoressa Silvana Sciarra nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della l. n. 183/10 con le modifiche apportate dalla l. n. 10/11 riguardo la riorganizzazione del lavoro, in particolare: lavori usuranti,... Vedi di più

Esame di Diritto del Lavoro A docente Prof. S. Sciarra

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dell'attivita' amministrativa e all'organizzazione, rispettivamente, del Ministero del lavoro e delle

politiche sociali e del Ministero della salute, prevedendo, ferme restando le specifiche disposizioni

vigenti per il relativo personale in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, il

riordino delle competenze dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori

e della societa' Italia Lavoro Spa;

b) razionalizzazione e ottimizzazione delle spese e dei costi di funzionamento, previa

riorganizzazione dei relativi centri di spesa e mediante adeguamento dell'organizzazione e della

struttura amministrativa degli enti e istituti vigilati ai principi e alle esigenze di razionalizzazione di

cui all'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, riconoscendo il valore

strategico degli istituti preposti alla tutela della salute dei cittadini;

c) ridefinizione del rapporto di vigilanza tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il

Ministero della salute e gli enti e istituti vigilati, prevedendo, in particolare, per i predetti Ministeri la

possibilita' di emanare indirizzi e direttive nei confronti degli enti o istituti sottoposti alla loro

vigilanza; d) organizzazione del Casellario centrale infortuni, nel rispetto delle attuali modalita' di

finanziamento, secondo il principio di autonomia funzionale, da perseguire in base ai criteri di cui

alle lettere a) e b) del presente comma; e) previsione dell'obbligo degli enti e istituti vigilati di

adeguare i propri statuti alle disposizioni dei decreti legislativi emanati in attuazione del presente

articolo, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore degli stessi.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono emanati su proposta del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali ovvero del Ministro della salute, ciascuno in relazione alla propria competenza, di

concerto, rispettivamente, con il Ministro della salute e con il Ministro del lavoro e delle politiche

sociali, nonche' con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica

amministrazione e l'innovazione, con il Ministro dello sviluppo economico, nonche' con il Ministro

della difesa limitatamente al decreto legislativo relativo alla riorganizzazione della Croce rossa

italiana, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e previo parere della

Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e

successive modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi

schemi; decorso tale termine, il Governo puo' comunque procedere. Successivamente, gli schemi

sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni

parlamentari, che si esprimono entro quaranta giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i

decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione del

parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza

del termine per l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 1, quest'ultimo e' prorogato di due

mesi.

3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui al presente articolo non deve

comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

4. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge si procede al riordino degli

organi collegiali e degli altri organismi istituiti con Legge o con regolamento nell'amministrazione

centrale della salute, mediante l'emanazione di regolamenti adottati, ai sensi dell'articolo 17,

comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nel rispetto dei seguenti criteri: a) eliminazione delle

duplicazioni organizzative e funzionali; b) razionalizzazione delle competenze delle strutture che

svolgono funzioni omogenee; c) limitazione del numero delle strutture, anche mediante la loro

eventuale unificazione, a quelle strettamente indispensabili all'adempimento delle funzioni

riguardanti la tutela della salute; d) diminuzione del numero dei componenti degli organismi.

Art. 3.

(Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle

attivita' sportive)

1. All'articolo 3 della legge 14 dicembre 2000, n. 376, dopo il comma 2, e' inserito il seguente: «2-

bis. I componenti della Commissione sono designati tra persone di comprovata esperienza

professionale nelle materie dicui al comma 1, secondo le seguenti modalita': a) cinque componenti

designati dal Ministro della salute o suo delegato, di cui uno con funzioni di presidente; b) cinque

componenti designati dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo

sport, di cui uno con funzioni di vice presidente; c) tre componenti designati dalla Conferenza dei

presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano; d) un componente

designato dal CONI; e) un componente designato dall'Istituto superiore di sanita'; f) un ufficiale del

Comando carabinieri per la tutela della salute designato dal Comandante».

2. Il comma 2 dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14

maggio 2007, n. 86, e' abrogato.

Art. 4.

(Misure contro il lavoro sommerso)

1. All'articolo 3 del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge

23 aprile 2002, n. 73, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il

comma 3 e' sostituito dal seguente:

«3. Ferma restando l'applicazione delle sanzioni gia' previste dalla normativa in vigore, in caso di

impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di

lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico,

si applica altresi' la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore

irregolare, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo. L'importo della

sanzione e' da euro 1.000 a euro 8.000 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorato di euro 30

per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato

per un periodo lavorativo successivo. L'importo delle sanzioni civili connesse all'evasione dei

contributi e dei premi riferiti a ciascun lavoratore irregolare di cui ai periodi precedenti e' aumentato

del 50 per cento»; b) il comma 4 e' sostituito dal seguente: «4. Le sanzioni di cui al comma 3 non

trovano applicazione qualora, dagli adempimenti di carattere contributivo precedentemente assolti,

si evidenzi comunque la volonta' di non occultare il rapporto, anche se trattasi di differente

qualificazione»; c) il comma 5 e' sostituito dal seguente: «5. All'irrogazione delle sanzioni

amministrative di cui al comma 3 provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in

materia di lavoro, fisco e previdenza. Autorita' competente a ricevere il rapporto ai sensi

dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e' la Direzione provinciale del lavoro

territorialmente competente».

2. Al comma 2 dell'articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, dopo il secondo periodo e' inserito il

seguente: «Nel settore turistico il datore di lavoro che non sia in possesso di uno o piu' dati

anagrafici inerenti al lavoratore puo' integrare la comunicazione entro il terzo giorno successivo a

quello dell'instaurazione del rapporto di lavoro, purche' dalla comunicazione preventiva risultino in

maniera inequivocabile la tipologia contrattuale e l'identificazione del prestatore di lavoro».

3. Al comma 7-bis dell'articolo 36-bis del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con

modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, introdotto dall'articolo 1, comma 54, della legge

24 dicembre 2007,n. 247, la parola: «constatate» e' sostituita dalla seguente: «commesse».

Art. 5.

(Adempimenti formali relativi alle pubbliche amministrazioni)

1. All'articolo 9-bis, comma 2, del decreto-legge 10 ottobre 1996, n. 510, convertito, con

modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, sono apportate le seguenti modifiche: a) al

primo periodo, le parole: «gli enti pubblici economici e le pubbliche amministrazioni» sono

sostituite dalle seguenti: «e gli enti pubblici economici»; b) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:

«Le pubbliche amministrazioni sono tenute a comunicare, entro il ventesimo giorno del mese

successivo alla data di assunzione, di proroga, di trasformazione e di cessazione, al servizio

competente nel cui ambito territoriale e' ubicata la sede di lavoro, l'assunzione, la proroga, la

trasformazione e la cessazione dei rapporti di lavoro relativi al mese precedente».

2. All'articolo 21 della legge 18 giugno 2009, n. 69, dopo il comma 1 e' inserito il seguente: «1-bis.

Le pubbliche amministrazioni comunicano, per via telematica e secondo i criteri e le modalita'

individuati con circolare del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, i dati di cui al

comma 1 alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della fanzione pubblica, che li

pubblica nel proprio sito istituzionale. La mancata comunicazione o aggiornamento dei dati e'

comunque rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei

dirigenti».

3. Al comma 2 dell'articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, sono apportate le

seguenti modifiche: a) le parole: «All'atto della assunzione» sono sostituite dalle seguenti: «All'atto

dell'instaurazione del rapporto di lavoro»; b) le parole: «pubblici e» sono soppresse; c) l'ultimo

periodo e' sostituito dai seguenti: «Il datore di lavoro pubblico puo' assolvere all'obbligo di

informazione di cui al decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152, con la consegna al lavoratore,

entro il ventesimo giorno del mese successivo alla data di assunzione, della copia della

comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ovvero con la consegna della copia del

contratto individuale di lavoro. Tale obbligo non sussiste per il personale di cui all'articolo 3 del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165».

4. Al comma 5 dell'articolo 4-bis del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, le parole: «I datori di

lavoro privati, gli enti pubblici economici e le pubbliche amministrazioni» sono sostituite dalle

seguenti: «I datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici».

Art. 6.

(Disposizioni riguardanti i medici e altri professionisti sanitari extracomunitari)

1. All'articolo 27 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e

norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, dopo il

comma 1-quater, e' inserito il seguente:

«1-quinquies. I medici e gli altri professionisti sanitari al seguito di delegazioni sportive, in

occasione di manifestazioni agonistiche organizzate dal Comitato olimpico internazionale, dalle

Federazioni sportive internazionali, dal Comitato olimpico nazionale italiano o da organismi,

societa' ed associazionisportive da essi riconosciuti o, nei casi individuati con decreto del Ministro

della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, con il Ministro degli affari

esteri e con il Ministro dell'interno, al seguito di gruppi organizzati, sono autorizzati a svolgere la

pertinente attivita', in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli esteri, nei confronti dei

componenti della rispettiva delegazione o gruppo organizzato e limitatamente al periodo di

permanenza della delegazione o del gruppo. I professionisti sanitari cittadini di uno Stato membro

dell'Unione europea godono del medesimo trattamento, ove piu' favorevole».

Art. 7.

(Modifiche alla disciplina sull'orario di lavoro)

1. All'articolo 18-bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, come da ultimo modificato

dall'articolo 41 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge

6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 3 e' sostituito dal

seguente:

«3. In caso di violazione delle disposizioni previste dall'articolo 4, comma 2, e dall'articolo 9,

comma 1, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 750 euro. Se la violazione si

riferisce a piu' di cinque lavoratori ovvero si e' verificata in almeno tre periodi di riferimento di cui

all'articolo 4, commi 3 o 4, la sanzione amministrativa e' da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si

riferisce a piu' di dieci lavoratori ovvero si e' verificata in almeno cinque periodi di riferimento di cui

all'articolo 4, commi 3 o 4, la sanzione amministrativa e' da 1.000 a 5.000 euro e non e' ammesso

il pagamento della sanzione in misura ridotta. In caso di violazione delle disposizioni previste

dall'articolo 10, comma 1, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. Se

la violazione si riferisce a piu' di cinque lavoratori ovvero si e' verificata in almeno due anni, la

sanzione amministrativa e' da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori

ovvero si e' verificata in almeno quattro anni, la sanzione amministrativa e' da 800 a 4.500 euro e

non e' ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta»; b) il comma 4 e' sostituito dal

seguente: «4. In caso di violazione delle disposizioni previste dall'articolo 7, comma 1, si applica la

sanzione amministrativa pecuniaria da 50 a 150 euro. Se la violazione si riferisce a piu' di cinque

lavoratori ovvero si e' verificata in almeno tre periodi di ventiquattro ore, la sanzione amministrativa

e' da 300 a 1.000 euro. Se la violazione si riferisce a piu' di dieci lavoratori ovvero si e' verificata in

almeno cinque periodi di ventiquattro ore, la sanzione amministrativa e' da 900 a 1.500 euro e non

e' ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta».

2. All'articolo 11 del decreto legislativo 27 luglio 1999, n. 271, il comma 7 e' sostituito dal seguente:

«7. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 possono essere derogate mediante contratti collettivi

stipulati a livello nazionale con le organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative.

In assenza di specifiche disposizioni nei contratti collettivi nazionali, le deroghe possono essere

stabilite nei contratti territoriali o aziendali stipulati con le organizzazioni sindacali

comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale o territoriale. Il ricorso alle deroghe

deve consentire la fruizione di periodi di riposo piu' frequenti o piu' lunghi o la concessione di riposi

compensativi per i lavoratori marittimi che operano a bordo di navi impiegate in viaggi di breve

durata o adibite a servizi portuali».

Art. 8.

(Modifica all'articolo 4 del decreto-legge n. 8 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla

legge n. 56 del 2002)

1. All'articolo 4, comma 2, del decreto-legge 7 febbraio 2002, n. 8, convertito, con modificazioni,

dalla legge 4 aprile 2002, n. 56, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'elettorato passivo e'

altresi' esteso ai professori di seconda fascia nel caso di mancato raggiungimento per due

votazioni del quorum previsto per la predetta elezione».

Art. 9.

(Modifiche all'articolo 66 del decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni,

dalla legge n. 133 del 2008, e all'articolo 1 del decreto-legge n. 180 del 2008, convertito, con

modificazioni, dalla legge n. 1 del 2009)

1. Al secondo periodo del comma 13 dell'articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, le

parole: «nonche' di contrattisti ai sensi dell'articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n.

230,» sono soppresse.

2. All'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con

modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1, le parole: «, illustrati e discussi davanti alla

commissione,» sono soppresse e dopo la parola: «dottorato,» sono inserite le seguenti: «discussi

pubblicamente con la commissione,».

Art. 10.

(Disposizioni in materia di Istituti di istruzione universitaria ad ordinamento speciale)

1. All'articolo 66, comma 13, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, dopo il secondo

periodo e' inserito il seguente: «Fermo restando il rispetto dei predetti limiti di spesa, le quote di cui

al periodo precedente non si applicano agli Istituti di istruzione universitaria ad ordinamento

speciale».

Art. 11.

(Abrogazione di norme concernenti le valutazioni comparative dei docenti universitari)

1. Le lettere d) ed 1) dell'articolo 2, comma 1, della legge 3 luglio 1998, n. 210, e i commi 6 e 10

dell'articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2000, n.

117, sono abrogati.

Art. 12.

(Trasferimento di ricercatori dalla Scuola superiore dell'economia e delle finanze alle

universita' statali)

1. All'articolo 4-septies del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla

legge 2 agosto 2008, n. 129, dopo il comma 4, e' inserito il seguente: «4-bis. In caso di

trasferimento dei ricercatori in servizio presso la Scuola superiore dell'economia e delle finanze

alle universita' statali, in conformita' a quanto stabilito dall'articolo 13 del decreto-legge 31

dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, la citata

Scuola trasferisce all'universita' interessata le risorse finanziarie per la corresponsione del

trattamento retributivo del ricercatore trasferito».

Art. 13.

(Mobilita' del personale delle pubbliche amministrazioni)

1. In caso di conferimento di funzioni statali alle regioni e alle autonomie locali ovvero di

trasferimento o di conferimento di attivita' svolte da pubbliche amministrazioni ad altri soggetti

pubblici ovvero di esternalizzazione di attivita' e di servizi, si applicano al personale ivi adibito, in

caso di esubero, le disposizioni dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

2. All'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, e'

aggiunto, in fine, il seguente comma: «2-sexies. Le pubbliche amministrazioni, per motivate

esigenze organizzative, risultanti dai documenti di programmazione previsti all'articolo 6, possono

utilizzare in assegnazione temporanea, con le modalita' previste dai rispettivi ordinamenti,

personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a tre anni, fermo restando quanto

gia' previsto da norme speciali sulla materia, nonche' il regime di spesa eventualmente previsto da

tali norme e dal presente decreto».

3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le pubbliche

amministrazioni possono rideterminare le assegnazioni temporanee in corso in base a quanto

previsto dal comma 2-sexies dell'articolo 30 del citato decreto legislativo n. 165 del 2001, introdotto

dal comma 2 del presente articolo. In caso di mancata rideterminazione, i rapporti in corso

continuano ad essere disciplinati dalle originarie fonti.

Art. 14.

(Modifiche alla disciplina del trattamento di dati personali effettuato da soggetti pubblici)

1. Al codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003,

n. 196, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo 1, l'ultimo periodo del comma 1 e'

soppresso; b) all'articolo 19, dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente: «3-bis. Le notizie

concernenti lo svolgimento delle prestazioni di chiunque sia addetto a una funzione pubblica e la

relativa valutazione sono rese accessibili dall'amministrazione di appartenenza. Non sono invece

ostensibili, se non nei casi previsti dalla legge, le notizie concernenti la natura delle infermita' e

degli impedimenti personali o familiari che causino l'astensione dal lavoro, nonche' le componenti

della valutazione o le notizie concernenti il rapporto di lavoro tra il predetto dipendente e

l'amministrazione, idonee a rivelare taluna delle informazioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettera

d)».

2. Dopo il comma 11 dell'articolo 72 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con

modificazioni, dalla Legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni, e' aggiunto il

seguente: «11-bis. Per le determinazioni relative ai trattenimenti in servizio e alla risoluzione del

rapporto di lavoro e di impiego, gli enti e gli altri organismi previdenziali comunicano, anche in via

telematica, alle amministrazioni pubbliche richiedenti i dati relativi all'anzianita' contributiva dei

dipendenti interessati».

Art. 15.

(Modifica all'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, in materia di

conferimento di incarichi dirigenziali a dirigenti di seconda fascia)

1. Dopo il primo periodo del comma 3 dell'articolo 9-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.

303, e' inserito il seguente: «Nel caso di conferimento di incarichi di livello dirigenziale generale a

dirigenti di seconda fascia assegnati in posizione di prestito, non si applica la disposizione di cui al

terzo periodo dell'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e

successive modificazioni».

2. La disposizione introdotta dal comma 1 si applica agli incarichi conferiti dopo la data di entrata in

vigore della presente legge.

Art. 16.

(Disposizioni in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale)

1. In sede di prima applicazione delle disposizioni introdotte dall'articolo 73 del decreto-legge 25

giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le

amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165, e successive modificazioni, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della

presente legge, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, possono sottoporre a nuova

valutazione i provvedimenti di concessione della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo

pieno a tempo parziale gia' adottati prima della data di entrata in vigore del citato decreto-legge n.

112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.

Art. 17.

(Applicazione dei contratti collettivi del comparto della Presidenza del Consiglio dei ministri

al personale ad essa trasferito)

1. Al personale dirigenziale e non dirigenziale, trasferito e inquadrato nei ruoli della Presidenza del

Consiglio dei ministri in attuazione del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, e del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,

convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, si applicano, a decorrere dal

1° gennaio 2010, i contratti collettivi di lavoro del comparto della Presidenza del Consiglio dei

ministri.

2. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 3.020.000 euro a decorrere dall'anno

2010, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa relativa al Fondo

per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29

novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.

Art. 18.

(Aspettativa)

1. I dipendenti pubblici possono essere collocati in aspettativa, senza assegni e senza decorrenza

dell'anzianita' di servizio, per un periodo massimo di dodici mesi, anche per avviare attivita'

professionali e imprenditoriali. L'aspettativa e' concessa dall'amministrazione, tenuto conto delle

esigenze organizzative, previo esame della documentazione prodotta dall'interessato.

2. Nel periodo di cui al comma 1 del presente articolo non si applicano le disposizioni in tema di

incompatibilita' di cui all'articolo 53 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive

modificazioni.

3. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e

successive modificazioni.

Art. 19.

(Specificita' delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del

fuoco)

1. Ai fini della definizione degli ordinamenti, delle carriere e dei contenuti del rapporto di impiego e

della tutela economica, pensionistica e previdenziale, e' riconosciuta la specificita' del ruolo delle

Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonche' dello stato

giuridico del personale ad essi appartenente, in dipendenza della peculiarita' dei compiti, degli

obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle

istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonche' per i

peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attivita' usuranti.

2. La disciplina attuativa dei principi e degli indirizzi di cui al comma 1 e' definita con successivi

provvedimenti legislativi, con i quali si provvede altresi' a stanziare le occorrenti risorse finanziarie.

3. Il Consiglio centrale di rappresentanza militare (COCER) partecipa, in rappresentanza del

personale militare, alle attivita' negoziali svolte in attuazione delle finalita' di cui al comma 1 e

concernenti il trattamento economico del medesimo personale.

Art. 20.

(Disposizioni concernenti il lavoro sul naviglio di Stato)

1. A decorrere dall'anno 2012, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 562, della

legge 23 dicembre 2005, n. 266, e' incrementata di 5 milioni di euro. Al relativo onere, pari a 5

milioni di euro annui a decorrere dal 2012, si provvede mediante corrispondente riduzione delle

proiezioni, per il medesimo anno, dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai

fini del bilancio triennale 2010-2012, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze

per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della

difesa. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le

occorrenti variazioni di bilancio.

2. Fermo restando il diritto al risarcimento del danno del lavoratore, le norme aventi forza di legge

emanate in attuazione della delega di cui all'articolo 2, lettera b), della legge 12 febbraio 1955, n.

51, si interpretano nel senso che esse non trovano applicazione in relazione al lavoro a bordo del

naviglio di Stato e, pertanto, le disposizioni penali di cui al decreto del Presidente della Repubblica

19 marzo 1956, n. 303, non si applicano, per il periodo di loro vigenza, ai fatti avvenuti a bordo dei

mezzi del medesimo naviglio. I provvedimenti adottati dal giudice penale non pregiudicano le

azioni risarcitone eventualmente intraprese in ogni sede, dai soggetti danneggiati o dai loro eredi,

per l'accertamento della responsabilita' civile contrattuale o extracontrattuale derivante dalle

violazioni delle disposizioni del citato decreto n. 303 del 1956.

Art. 21.

(Misure atte a garantire pari opportunita', benessere di chi lavora e assenza di

discriminazioni nelle amministrazioni pubbliche)

1. Al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo

1, comma 1, la lettera c) e' sostituita dalla seguente: «c) realizzare la migliore utilizzazione delle

risorse umane nelle pubbliche amministrazioni, assicurando la formazione e lo sviluppo

professionale dei dipendenti, applicando condizioni uniformi rispetto a quelle del lavoro privato,

garantendo pari opportunita' alle lavoratrici ed ai lavoratori nonche' l'assenza di qualunque forma di

discriminazione e di violenza morale o psichica»; b) all'articolo 7, il comma 1 e' sostituito dal

seguente: «1. Le pubbliche amministrazioni garantiscono parita' e pari opportunita' tra uomini e

donne e l'assenza di ogni forma di discriminazione, diretta e indiretta, relativa al genere, all'eta',

all'orientamento sessuale, alla razza, all'origine etnica, alla disabilita', alla religione o alla lingua,

nell'accesso al lavoro, nel trattamento e nelle condizioni di lavoro, nella formazione professionale,

nelle promozioni e nella sicurezza sul lavoro. Le pubbliche amministrazioni garantiscono altresi' un

ambiente di lavoro improntato al benessere organizzativo e si impegnano a rilevare, contrastare ed

eliminare ogni forma di violenza morale o psichica al proprio interno»; c) all'articolo 57, al comma 1

sono premessi i seguenti: «01. Le pubbliche amministrazioni costituiscono al proprio interno, entro

centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e senza nuovi o

maggiori oneri per la finanza pubblica, il "Comitato unico di garanzia per le pari opportunita', la

valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni" che sostituisce, unificando le

competenze in un solo organismo, i comitati per le pari opportunita' e i comitati paritetici sul

fenomeno del mobbing, costituiti in applicazione della contrattazione collettiva, dei quali assume

tutte le funzioni previste dalla legge, dai contratti collettivi relativi al personale delle amministrazioni

pubbliche o da altre disposizioni.

2. Il Comitato unico di garanzia per le pari opportunita', la valorizzazione del benessere di chi

lavora e contro le discriminazioni ha composizione paritetica ed e' formato da un componente

designato da ciascuna delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello di

amministrazione e da un pari numero di rappresentanti dell'amministrazione in modo da assicurare

nel complesso la presenza paritaria di entrambi i generi. Il presidente del Comitato unico di

garanzia e' designato dall'amministrazione.

3. Il Comitato unico di garanzia, all'interno dell'amministrazione pubblica, ha compiti propositivi,

consultivi e di verifica e opera in collaborazione con la consigliera o il consigliere nazionale di

parita'. Contribuisce all'ottimizzazione della produttivita' del lavoro pubblico, migliorando l'efficienza

delle prestazioni collegata alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dal rispetto dei

principi di pari opportunita', di benessere organizzativo e dal contrasto di qualsiasi forma di

discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori.

4. Le modalita' di funzionamento dei Comitati unici di garanzia sono disciplinate da linee guida

contenute in una direttiva emanata di concerto dal Dipartimento della funzione pubblica e dal

Dipartimento per le pari opportunita' della Presidenza del Consiglio dei ministri entro novanta giorni

dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.

5. La mancata costituzione del Comitato unico di garanzia comporta responsabilita' dei dirigenti

incaricati della gestione del personale, da valutare anche al fine del raggiungimento degli obiettivi»;

d) all'articolo 57, comma 1, la lettera d) e' sostituita dalla seguente: «d) possono finanziare

programmi di azioni positive e l'attivita' dei Comitati unici di garanzia per le pari opportunita', per la

valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni, nell'ambito delle proprie

disponibilita' di bilancio»; e) all'articolo 57, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Le pubbliche

amministrazioni, secondo le modalita' di cui all'articolo 9, adottano tutte le misure per attuare le

direttive dell'Unione europea in materia di pari opportunita', contrasto alle discriminazioni ed alla

violenza morale o psichica, sulla base di quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei

ministri - Dipartimento della funzione pubblica».

Art. 22.

(Eta' pensionabile dei dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale)

1. Al comma 1 dell'articolo 15-nonies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, le parole:

«dirigenti medici del Servizio sanitario nazionale» sono sostituite dalle seguenti: «dirigenti medici e

del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale» e le parole: «fatta salva l'applicazione

dell'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503» sono sostituite dalle seguenti:

«ovvero, su istanza dell'interessato, al maturare del quarantesimo anno di servizio effettivo. In ogni

caso il limite massimo di permanenza non puo' superare il settantesimo anno di eta' e la

permanenza in servizio non puo' dar luogo ad un aumento del numero dei dirigenti».

2. Al comma 1 dell'articolo 16 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, e successive

modificazioni, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «I dipendenti in aspettativa non retribuita

che ricoprono cariche elettive presentano la domanda almeno novanta giorni prima del

compimento del limite di eta' per il collocamento a riposo».

3. Le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 15-nonies del decreto legislativo 30 dicembre

1992, n. 502, come modificato dal comma 1 del presente articolo, si applicano anche ai dirigenti

medici e del ruolo sanitario del Servizio sanitario nazionale in servizio alla data del 31 gennaio

2010.

Art. 23

(Delega al Governo per il riordino della normativa in materia di congedi, aspettative e

permessi)

1. Il Governo e' delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente

legge, uno o piu' decreti legislativi finalizzati al riordino della normativa vigente in materia di

congedi, aspettative e permessi, comunque denominati, fruibili dai lavoratori dipendenti di datori di

lavoro pubblici o privati, in base ai seguenti principi e criteri direttivi: a) coordinamento formale e

sostanziale del testo delle disposizioni vigenti in materia, apportando le modifiche necessarie per

garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e

semplificare il linguaggio normativo; b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta salva

l'applicazione dell'articolo 15 delle disposizioni sulla legge in generale premesse al codice civile; c)

riordino delle tipologie di permessi, tenuto conto del loro contenuto e della loro diretta correlazione

a posizioni giuridiche costituzionalmente tutelate; d) ridefinizione dei presupposti oggettivi e

precisazione dei requisiti soggettivi, nonche' razionalizzazione e semplificazione dei criteri e delle

modalita' per la fruizione dei congedi, delle aspettative e dei permessi di cui al presente articolo, al

fine di garantire l'applicazione certa ed uniforme della relativa disciplina; e) razionalizzazione e

semplificazione dei documenti da presentare, con particolareriferimento alle persone con handicap

in situazione di gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o

affette da patologie di tipo neuro-degenerativo o oncologico.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro per la pubblica

amministrazione e l'innovazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il

Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro

comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale e previo parere della Conferenza

unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive

modificazioni, che si esprime entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi;

decorso tale termine, il Governo puo' comunque procedere. Successivamente, gli schemi sono

trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere delle competenti Commissioni parlamentari,

che si esprimono entro quaranta giorni dall'assegnazione; decorso tale termine, i decreti legislativi

possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione del parere parlamentare

di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per

l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma quest'ultimo e' prorogato di due mesi.

3. L'adozione dei decreti legislativi attuativi della delega di cui al presente articolo non deve

comportare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 24.

(Modifiche alla disciplina in materia di permessi per l'assistenza a portatori di handicap in

situazione di gravita')

1. All'articolo 33 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, sono apportate le

seguenti modificazioni: a) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. A condizione che la persona

handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che

assiste persona con handicap in situazione di gravita', coniuge, parente o affine entro il secondo

grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in

situazione di gravita' abbiano compiuto i sessantacinque anni di eta' oppure siano anche essi

affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di

permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa. Il

predetto diritto non puo' essere riconosciuto a piu' di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla

stessa persona con handicap in situazione di gravita'. Per l'assistenza allo stesso figlio con

handicap in situazione di gravita', il diritto e' riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che

possono fruirne alternativamente»; b) al comma 5, le parole da: «Il genitore» fino a:

«handicappato» sono sostituite dalle seguenti: «Il lavoratore di cui al comma 3» e le parole: «al

proprio domicilio» sono sostituite dalle seguenti: «al domicilio della persona da assistere»; c) e'

aggiunto, in fine, il seguente comma: «7-bis. Ferma restando la verifica dei presupposti per

l'accertamento della responsabilita' disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di

cui al presente articolo, qualora il datore di lavoro o l'INPS accerti l'insussistenza o il venir meno

delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall'attuazione delle

disposizioni di cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della

finanza pubblica».

2. All'articolo 42 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della

maternita' e della paternita',di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, sono apportate le

seguenti modificazioni: a) il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2. Successivamente al

compimento del terzo anno di eta' del bambino con handicap in situazione di gravita', il diritto a

fruire dei permessi di cui all'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e

successive modificazioni, e' riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono fruirne

alternativamente, anche in maniera continuativa nell'ambito del mese»; b) il comma 3 e' abrogato.

3. All'articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, le parole da: «nonche'» fino a: «non

convivente» sono soppresse.

4. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo

2001, n. 165, e successive modificazioni, comunicano alla Presidenza del Consiglio dei ministri -

Dipartimento della funzione pubblica: a) i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i

permessi di cui all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive

modificazioni, ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se

i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravita', dal lavoratore o dalla

lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o

affini; b) in relazione ai permessi fruiti dai dipendenti per assistenza a persona con handicap in

situazione di gravita', il nominativo di quest'ultima, l'eventuale rapporto di dipendenza da

un'amministrazione pubblica e la denominazione della stessa, il comune di residenza dell'assistito;

c) il rapporto di coniugio, il rapporto di maternita' o paternita' o il grado di parentela o affinita'

intercorrente tra ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita; d) per i

permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre, la specificazione dell'eta' maggiore o

minore di tre anni del figlio; e) il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti da

ciascun lavoratore nel corso dell'anno precedente e per ciascun mese.

5. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisce e cura,

con gli ordinari stanziamenti di bilancio, una banca di dati informatica costituita secondo quanto

previsto dall'articolo 22, commi 6 e 7, del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al

decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in cui confluiscono le comunicazioni di cui al comma 4

del presente articolo, che sono fornite da ciascuna amministrazione per via telematica entro il 31

marzo di ciascun anno, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal predetto codice di cui al

decreto legislativo n. 196 del 2003.

6. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica e' autorizzata al

trattamento dei dati personali e sensibili di cui al comma 4, la cui conservazione non puo'

comunque avere durata superiore a ventiquattro mesi. Ai fini della comunicazione dei dati di cui al

comma 4, le amministrazioni pubbliche sono autorizzate al trattamento dei relativi dati personali e

sensibili e provvedono alla conservazione dei dati per un periodo non superiore a trenta giorni

dalla loro comunicazione, decorsi i quali, salve specifiche esigenze amministrativo-contabili, ne

curano la cancellazione. Le operazioni rilevanti consistono nella raccolta, conservazione,

elaborazione dei dati in forma elettronica e no, nonche' nella comunicazione alle amministrazioni

interessate. Sono inoltre consentite la pubblicazione e la divulgazione dei dati e delle elaborazioni

esclusivamente in forma anonima. Le attivitadi cui ai commi 4 e 5, finalizzate al monito-raggio e

alla verifica sulla legittima fruizione dei permessi, sono di rilevante interesse pubblico. Rimangono

fermi gli obblighi previsti dal secondo comma dell'articolo 6 della legge 26 maggio 1970, n. 381,

dall'ottavo comma dell'articolo 11 della legge 27 maggio 1970, n. 382, e dal quarto comma

dell'articolo 8 della legge 30 marzo 1971, n. 118, concernenti l'invio degli elenchi delle persone

sottoposte ad accertamenti sanitari, contenenti soltanto il nome, il cognome e l'indirizzo,

rispettivamente all'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi, all'Unione italiana dei

ciechi e degli ipovedenti e all'Associazione nazionale dei mutilati e invalidi civili.

Art. 25.

(Certificati di malattia)

1. Al fine di assicurare un quadro completo delle assenze per malattia nei settori pubblico e

privato, nonche' un efficace sistema di controllo delle stesse, a decorrere dal 10 gennaio 2010, in

tutti i casi di assenza per malattia dei dipendenti di datori di lavoro privati, per il rilascio e la

trasmissione della attestazione di malattia si applicano le disposizioni di cui all'articolo 55-septies

del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

Art. 26.

(Aspettativa per conferimento di incarichi, ai sensi dell'articolo 19, comma 6, del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165)

1. Al personale del comparto sicurezza e difesa possono essere conferiti, ai sensi dell'articolo 19,

comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, nel rispetto

dei requisiti e dei limiti ivi previsti, incarichi dirigenziali da parte di amministrazioni pubbliche

diverse da quella di appartenenza, che siano strettamente collegati alla professionalita' da loro

rivestita e motivati da esigenze di carattere eccezionale. Il personale e' collocato in aspettativa

senza assegni e continua ad occupare il relativo posto nella dotazione organica

dell'amministrazione di appartenenza.

2. Gli incarichi dirigenziali di cui al comma 1 sono conferiti previa autorizzazione del Ministro

competente, d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze.

Art. 27.

(Disposizioni in materia di personale dell'Amministrazione della difesa)

1. A decorrere dal 1° gennaio 2009, si applicano anche al personale delle Forze armate le

disposizioni di cui all'articolo 2, comma 91, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, che pongono a

carico delle amministrazioni utilizzatrici gli oneri del trattamento economico fondamentale e

accessorio del personale in posizione di comando appartenente alle Forze di polizia e al Corpo

nazionale dei vigili del fuoco.

2. All'articolo 65 del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, sono apportate le seguenti

modifiche: a) al comma 9, dopo la parola: «salvo» sono inserite le seguenti: «un contingente pari al

numero delle posizioni ricoperte presso enti, comandi e unita' internazionali ai sensi delle leggi 8

luglio 1961, n. 642, e 27 dicembre 1973, n. 838, individuato con decreto annuale del Ministro della

difesa e salvo»; b) dopo il comma 9, e' inserito il seguente: «9-bis. Il collocamento in aspettativa

per riduzione di quadri, di cui al comma 9, e' disposto al 31 dicembre dell'anno di riferimento».

3. All'articolo 7, secondo comma, della legge 10 dicembre 1973, n. 804, dopo le parole: «di

segretario generale del Ministero della difesa» sono aggiunte le seguenti: «o gli ufficiali di pari

grado che ricoprano incarichi di livello non inferiore a Capo di stato maggiore di Forza armata in

comandi o enti internazionali».

4. L'articolo 43, comma 2, della legge 19 maggio 1986, n. 224, si interpreta nel senso che gli

assegni previsti nel tempo, ivi menzionati, sono comprensivi delle sole indennita' fisse e

continuative in godimento il giorno antecedente il collocamento in aspettativa per riduzione di

quadri, in relazione al grado e alle funzioni dirigenziali espletate.

5. Al decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, sono apportate le seguenti modifiche: a) all'articolo

16, comma 1, lettera 5), la parola: «maggiore,» e' soppressa; b) all'articolo 18, il comma 3 e'

abrogato; c) all'articolo 31, il comma 9 e' abrogato; d) alla tabella n. 1, alla riga denominata

«Capitano»: 1) in corrispondenza della colonna 3, denominata «Forma di avanzamento al grado

superiore», la parola: «scelta» e' soppressa; 2) in corrispondenza della colonna 4, denominata

«Inserimento aliquota valutazione a scelta», la cifra: «6» e' soppressa; 3) in corrispondenza della

colonna 5, denominata «Promozione ad anzianita'», la cifra: «9» e' sostituita dalla seguente: «7»;

4) in corrispondenza della colonna 8, denominata «Promozioni a scelta al grado superiore», la

cifra: «52» e' soppressa; e) alla tabella n. 2, alla riga denominata «Capitano»: 1) in corrispondenza

della colonna 3, denominata «Forma di avanzamento al grado superiore», la parola: «scelta» e'

soppressa; 2) in corrispondenza della colonna 4, denominata «Inserimento aliquota valutazione a

scelta», la cifra: «9» e' soppressa; 3) in corrispondenza della colonna 5, denominata «Promozione

ad anzianita'», la cifra: «12» e' sostituita dalla seguente: «10»; 4) in corrispondenza della colonna

8, denominata «Promozioni a scelta al grado superiore», la cifra: «49» e' soppressa.

6. Dalle disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4 e 5 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico

del bilancio dello Stato.

7. Il Governo e' delegato ad adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, uno o piu' decreti legislativi allo scopo di armonizzare, con effetto a decorrere dal

10 gennaio 2012, il sistema di tutela previdenziale e assistenziale applicato al personale

permanente in servizio nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco e al personale volontario presso il

medesimo Corpo nazionale, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi: a) equiparare la

pensione ai superstiti riconosciuta ai familiari dei vigili del fuoco volontari deceduti per causa di

servizio al trattamento economico spettante ai familiari superstiti dei vigili del fuoco in servizio

permanente anche nelle ipotesi in cui i vigili del fuoco volontari siano deceduti espletando attivita'

addestrative od operative diverse da quelle connesse al soccorso; b) equiparare il trattamento

economico concesso ai vigili del fuoco volontari a quello riconosciuto ai vigili del fuoco in servizio

permanente in caso di infortunio gravemente invalidante o di malattia contratta per causa di

servizio, includendo anche il periodo di addestramento iniziale reso dagli aspiranti vigili del fuoco a

titolo gratuito.

8. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 7 sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione

del parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere

finanziario, che si esprimono entro trenta giorni dalla data di assegnazione; decorso tale termine, i

decreti legislativi possono essere comunque emanati. Qualora il termine per l'espressione del

parere parlamentare di cui al presente comma scada nei trenta giorni che precedono la scadenza

del termine per l'adozione dei decreti legislativi di cui al comma 7, o successivamente, quest'ultimo

e' prorogato di ulteriori due mesi.

9. All'onere derivante dall'attuazione del comma 7, pari a 20 milioni di euro per l'anno 2012 e a 1

milione di euro a decorrere dall'anno 2013, si provvede mediante corrispondente riduzione delle

proiezioni, per l'anno 2012, dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini

del bilancio triennale 2010-2012, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze

per l'anno 2010, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo

Ministero. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le

occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 28.

(Personale dei gruppi sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo

nazionale dei vigili del fuoco)

1. Per particolari discipline sportive indicate dal bando di concorso, i limiti minimo e massimo di

eta' per il reclutamento degli atleti dei gruppi sportivi delle Forze armate, delle Forze di polizia e del

Corpo nazionale dei vigili del fuoco sono fissati, rispettivamente, in diciassette e trentacinque anni.

Il personale reclutato ai sensi del presente articolo non puo' essere impiegato in attivita' operative

fino al compimento del diciottesimo anno di eta'.

Art. 29.

(Concorsi interni per vice revisore tecnico e vice perito tecnico della Polizia di Stato)

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 1982, n. 337, sono apportate le seguenti

modifiche: a) all'articolo 20-quater: 1) al comma l, lettera a), le parole: «provenienti da profili

professionali omogenei a quello per cui concorrono,» sono soppresse; 2) al comma 3, le parole: «e

nel solo bando di cui al comma 1, lettera a), si procede altresi' alla definizione, anche per categorie

omogenee, delle corrispondenze fra i profili professionali del ruolo degli operatori e collaboratori

tecnici e quelli relativi ai posti messi a concorso» sono soppresse; b) all'articolo 25-ter: 1) al

comma 1, le parole: «proveniente da profili professionali omogenei a quello per il quale concorre,»

sono soppresse; 2) al comma 2, le parole: «, nonche' la definizione, anche per categorie

omogenee, delle corrispondenze fra i profili professionali del ruolo dei revisori tecnici e quelli

relativi ai posti messi a concorso» sono soppresse.

Art. 30.

(Clausole generali e certificazione del contratto di lavoro)

1. In tutti i casi nei quali le disposizioni di legge nelle materie di cui all'articolo 409 del codice di

procedura civile e all'articolo 63, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,

contengano clausole generali, ivi comprese le norme in tema di instaurazione di un rapporto di

lavoro, esercizio dei poteri datoriali, trasferimento di azienda e recesso, il controllo giudiziale e'

limitato esclusivamente, in conformita' ai principi generali dell'ordinamento, all'accertamento del

presupposto di legittimita' e non puo' essere esteso al sindacato di merito sulle valutazioni

tecniche, organizzative e produttive che competono al datore di lavoro o al committente.

2. Nella qualificazione del contratto di lavoro e nell'interpretazione delle relative clausole il giudice

non puo' discostarsi dalle valutazioni delle parti, espresse in sede di certificazione dei contratti di

lavoro di cui al titolo VIII del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive

modificazioni, salvo il caso di erronea qualificazione del contratto, di vizi del consenso o di

difformita' tra il programma negoziale certificato e la sua successiva attuazione.

3. Nel valutare le motivazioni poste a base del licenziamento, il giudice tiene conto delle

tipizzazioni di giusta causa e di giustificato motivo presenti nei contratti collettivi di lavoro stipulati

dai sindacati comparativamente piu' rappresentativi ovvero nei contratti individuali di lavoro ove

stipulati con l'assistenza e la consulenza delle commissioni di certificazione di cui al titolo VIII del

decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Nel definire le

conseguenze da riconnettere al licenziamento ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 luglio 1966, n.

604, e successive modificazioni, il giudice tiene egualmente conto di elementi e di parametri fissati

dai predetti contratti e comunque considera le dimensioni e le condizioni dell'attivita' esercitata dal

datore di lavoro, la situazione del mercato del lavoro locale, l' anzianita' e le condizioni del

lavoratore, nonche' il comportamento delle parti anche prima del licenziamento.

4. L'articolo 75 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, e'

sostituito dal seguente: «Art. 75. - (Finalita'). - 1. Al fine di ridurre il contenzioso in materia di

lavoro, le parti possono ottenere la certificazione dei contratti in cui sia dedotta, direttamente o

indirettamente, una prestazione di lavoro secondo la procedura volontaria stabilita nel presente

titolo».

5. All'articolo 76, comma 1, lettera c-ter), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, sono

aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e comunque unicamente nell'ambito di intese definite tra il

Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con

l'attribuzione a quest'ultimo delle funzioni di coordinamento e vigilanza per gli aspetti

organizzativi».

6. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della

finanza pubblica. Gli adempimenti previsti dal presente articolo sono svolti nell'ambito delle risorse

umane, stramentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto del Lavoro A, tenute dalla Professoressa Silvana Sciarra nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della l. n. 183/10 con le modifiche apportate dalla l. n. 10/11 riguardo la riorganizzazione del lavoro, in particolare: lavori usuranti, riorganizzazione enti, congedi, aspettative e permessi, ammortizzatori sociali, incentivi, occupazione femminile, apprendistato, provvedimenti contro lavoro sommerso e controversie del lavoro.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del Lavoro A e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Sciarra Silvana.

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