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Rimborso maggiore Irpef - C. Cass. n. 8980/09 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 8980 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2009 in cui si affrontano... Vedi di più

Esame di Diritto Tributario docente Prof. S. Cociani

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Archivio selezionato: Sentenze Cassazione Civile

ESTREMI

Autorità: Cassazione civile sez. I

Data: 15 aprile 2009

Numero: n. 8980

CLASSIFICAZIONE

GIUSTO PROCESSO Tempo ragionevole e riparazione per l'eccessiva durata dei processi

TRATTATI E CONVENZIONI INTERNAZIONALI In genere N.B. Per ogni singola grande voce del

Repertorio ricercare la sottovoce "Trattati e Convenzioni internazionali"

Trattati e convenzioni internazionali - Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà

fondamentali - Processo equo - Termine ragionevole - Legge n. 89 del 2001 - Equa riparazione

per violazione del termine ragionevole del processo - Applicabilità alla domanda di rimborso

della maggiore Irpef trattenuta sulla buonuscita - Esclusione - Fondamento

INTESTAZIONE LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE PRIMA CIVILE

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. VITTORIA Paolo - Presidente -

Dott. SALME' Giuseppe - Consigliere -

Dott. FITTIPALDI Onofrio - Consigliere -

Dott. SALVATO Luigi - Consigliere -

Dott. GIUSTI Alberto - rel. Consigliere -

ha pronunciato la seguente:

ordinanza

sul ricorso proposto da:

S.M.A., rappresentata e difesa, in forza di procura

speciale a margine del ricorso, dall'Avv. Candiano Mario,

elettivamente domiciliata in Roma, Viale Paridi, n. 50, nello studio

dell'Avv. Giuseppe Picone; - ricorrente -

contro

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE, in persona del Ministro pro

tempore, rappresentato e difeso, per legge, dall'Avvocatura generale

dello Stato, presso gli Uffici di questa domiciliato in Roma, Via dei

Portoghesi, n. 12; - controricorrente -

avverso il decreto della Corte d'appello di Bari depositato il 4

giugno 2007;

Udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del

30 marzo 2009 dal Consigliere relatore Dott. Alberto Giusti.

FATTO

FATTO E DIRITTO

Ritenuto che S.M.A. ha proposto ricorso per cassazione il 19 luglio 2007 sulla base di quattro motivi

avverso il decreto della Corte d'appello di Bari, depositato il 4 giugno 2007, con cui veniva respinta

la richiesta di condanna del Ministero delle finanze al pagamento ex lege n. 89 del 2001 di un

indennizzo per l'eccessivo protrarsi di un giudizio (di cognizione e di ottemperanza) svoltosi dinanzi

alla Commissione tributaria, avente ad oggetto il rimborso parziale delle somme s trattenute a titolo

di IRPEF sull'indennità di buonuscita;

che il Ministero ha resistito con controricorso;

che, essendosi ritenute sussistenti le condizioni per la decisione con il procedimento di cui all'art.

380 bis cod. proc. civ., è stata redatta relazione ai sensi di tale norma, che è stata notificata alle

parti e comunicata al pubblico ministero;

che la parte ricorrente ha depositato memoria.

Considerato che il relatore designato, nella relazione depositata il 3 febbraio 2009, ha formulato la

seguente proposta di definizione:

"(...) Il primo motivo - con cui si pone il quesito se alle cause - tributarie riguardanti domande di

rimborso di IRPEF trattenuta sulla buonuscita trovi applicazione la L. 24 marzo 2001, n. 89 - appare

infondato. La disciplina dell'equa riparazione per mancato rispetto del termine ragionevole di cui

all'art. 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà

fondamentali, quale introdotta dalla L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2 e ss., non è applicabile ai giudizi

in materia tributaria involgenti la potestà impositiva dello Stato, in conformità delle indicazioni (delle

quali occorre tener conto, attesa la coincidenza dell'area di operatività dell'equa riparazione ai sensi

della L. n. 89 del 2001, con quella delle garanzie assicurate dalla citata Convenzione) emergenti

dalla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che si muovono nel senso della non

estensibilità del campo di applicazione del detto art. 6, della Convenzione alle controversie tra il

cittadino ed il Fisco aventi ad oggetto provvedimenti impositivi, stante l'estraneità ed irriducibilità di

tali vertenze al quadro di riferimento delle liti in materia civile, cui ha riguardo il già citato art. 6.

Nè osta a tale conclusione la previsione della L. n. 89 del 2001, art. 3, che include, tra i soggetti

legittimati passivi rispetto all'azione volta ad ottenere l'equa riparazione, anche il Ministero delle

finanze quando si tratti di procedimenti tributar, atteso che l'espressa menzione di un legittimato

passivo con riguardo alla irragionevole durata dei procedimenti del giudice tributario postula che

almeno alcuni di essi, ma non necessariamente tutti, siano inclusi nell'area tutelata, onde la norma

va letta - in coerenza con il complessivo impianto sistematico della legge nazionale e della

Convenzione - nel senso della sua riferibilità a quelle (ed esclusivamente a quelle) controversie di

competenza del giudice tributario nelle quali non venga in evidenza l'esercizio, da parte

dell'amministrazione, del potere di determinare il contenuto concreto dell'obbligo tributario (ex

plurimis Cass. 20675/05).

Tra tali controversie questa Corte ha individuato quelle che siano riferibili: a) alla materia civile, in

quanto riguardanti pretese del contribuente che non investano la determinazione del tributo ma

solo aspetti a questa consequenziali, come nel caso, ad esempio, del giudizio di ottemperanza a un

giudicato del giudice tributario D.Lgs. n. 546 del 1992, ex art. 70 (Cass. n. 18208/2003), o in quello

di giudizio vertente sull'individuazione del soggetto di un credito di imposta non contestato nella

sua esistenza o di giudizio riguardante rimborsi di imposte non dovute (Cass. 21403/05); b) alla

materia penale, intesa quest'ultima come comprensiva anche delle controversie relative alla


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Tributario tenute dal Prof. Simone Francesco Cociani nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 8980 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2009 in cui si affrontano i seguenti argomenti: applicabilità delle regole di equa riparazione per la violazione delle norme sul giusto processo nel giudizio di domanda di rimborso della maggiore Irpef trattenuta sulla buonuscita.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Tributario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cociani Simone Francesco.

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