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Il questionario

E’ lo strumento principale per la

rilevazione dei dati. E’ un modello

progettato per cogliere gli aspetti

salienti del fenomeno.

Principali contenuti delle domande:

• notizie su fatti oggettivi (numero di

figli, professione del capofamiglia,…)

• qualità e grado di conoscenza

dell’intervistato su particolari argomenti

• opinioni su alcuni argomenti

• atteggiamenti tenuti dall’intervistato

in particolari situazioni

• comportamento tenuto

dall’intervistato in determinate

situazioni

E’ importante tenere conto della

collocazione delle domande nel questionario

dal momento che questa pu ò influire sulla

correttezza delle risposte

Raggruppare le domande in gruppi

omogenei rispetto al tema affrontato

•Evitare che una domanda condizioni le

domande successive

•Ordinare le domande in ordine di

complessità delle risposte

•Evitare elaborazioni complicate

•Evitare questionari troppo lunghi

E’ possibile introdurre nel questionario

domande filtro per passare da un gruppo di

domande ad un altro

Tipologia delle domande

1) Domande a risposta semplice o

multipla

2) Domande gerarchizzate

(l’intervistato deve ordinare

secondo il grado di importanza un

determinato numero di modalit à)

3) Domande aperte, chiuse,

chiuse/aperte

Sequenza delle domande

a) Successione a imbuto: si formulano

inizialmente domande molto

generiche e poi sempre pi ù

specifiche

b) Successione a imbuto capovolto

Le scale di misura

Data una variabile di interesse, è necessario

definire un processo di misurazione , ossia un

insieme di regole ben definite assunte come

standard, che consenta di rappresentare e

quantificare la caratteristica misurata ed in

modo che le relazioni empiriche di interesse

siano riflesse in relazioni algebriche tra i

numeri assegnati

In un processo di misurazione è

possibile utilizzare:

1. Scale nominali

2. Scale ordinali

3. Scale di intervalli

4. Scale di rapporti

La scala nominale

Consente di stabilire tra gli elementi

dell’insieme osservato una relazione di

equivalenza, del tipo uguale/diverso (Es.

luogo di nascita, colore di capelli, preferenza

politica). La classificazione deve essere

esaustiva e tutte le modalità che la

caratteristica pu ò assumere devono essere

mutuamente esclusive

La scala ordinale

Esiste un ordinamento naturale tra gli

elementi osservati (titolo di studio, grado

di preferenza). E’ possibile definire tra gli

elementi relazioni di

uguaglianza/disuguaglianza e relazioni

d’ordine. Ad ogni valore della scala pu ò

essere associato un numero detto rango

(posto occupato dalla modalit à

nell’ordinamento)

Le scale di intervalli

Consentono di calcolare delle distanze tra gli

elementi dell’insieme considerato (anni del

calendario, temperatura). Hanno uno zero

convenzionale poiché l’origine e l’unit à di

misura della scala dipendono da scelte

arbitrarie e sono convenzionalmente fissate.

Le scale di rapporti

Sono utilizzate per la misurazione di fenomeni

fisici (peso, statura). Hanno uno zero assoluto

che corrisponde all’assenza della caratteristica

da misurare.

N.B. La scelta della scala dipende dagli

obiettivi conoscitivi che si vogliono perseguire

e dagli strumenti statistici che si vogliono

utilizzare.

Scomposizione del concetto in

componenti misurabili

E’ necessaria quando il concetto che si

vuole analizzare non è direttamente

misurabile o la sua misurazione è onerosa.

In questi casi si ricorre agli indicatori.

E’ possibile avere pi ù indicatori per uno

stesso fenomeno. In generale non esiste un

criterio oggettivo e assoluto per stabilire

quale sia migliore.

Quando un concetto non è misurabile si

misurano variabili osservabili che hanno

una forte relazione semantica con il

concetto o sono parte di esso. Queste

variabili, opportunamente trasformate ,

svolgono il ruolo di indicatori

Nello studio dei fenomeni sociali si distingue

tra concetti unidimensionali e

multidimensionali . La dimensionalit à non è

una caratteristica intrinseca del concetto ma

dipende dall’obiettivo che si persegue, dalla

definizione e dagli aspetti che si prendono in

considerazione. Esempi:

Concetto unidimensionale reddito

Concetto multidimensionale qualit à della

vita

La prima fase nella costruzione di un

indicatore consiste nella sua definizione.

Questa operazione è effettuata dagli studiosi

della disciplina piuttosto che dagli statistici.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Metodi statistici per la ricerca sociale, tenute dalla Prof.ssa Rosa Capobianco nell'anno accademico 2011 e tratta i seguenti argomenti:
[list]
Rilevazione esaustiva su popolazione;
Rilevazione parziale su campione;
Unità statistiche;
Carattere quantitativo discreto;
Carattere quantitativo continuo;
Carattere qualitativo;
Cartella sociale;
Scale di misura;
Matrice di dati.


[/list]


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in formazione e sviluppo delle risorse umane
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Statistica sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Capobianco Rosa.

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