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Riforma del processo civile del 2009 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile tenute dalla Prof. ssa Elena D'Alessandro nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo del ddl del Senato del 2 ottobre 2008 in cui si procede alla riforma del processo civile. Tra le modifiche principali: semplificazione... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile docente Prof. E. D'Alessandro

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ESTRATTO DOCUMENTO

Atti parlamentari – 27 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 15.

(Spese di funzionamento)

1. Dopo l’articolo 6 del decreto legislativo

30 marzo 2001, n. 165, è inserito il seguente:

«Art. 6-bis. - (Misure in materia di orga-

nizzazione e razionalizzazione della spesa

per il funzionamento delle pubbliche ammini-

strazioni). – 1. Le pubbliche amministrazioni

di cui all’articolo 1, comma 2, nonché gli

enti finanziati direttamente o indirettamente

a carico del bilancio dello Stato sono autoriz-

zati, nel rispetto dei princı̀pi di concorrenza e

di trasparenza, ad acquistare sul mercato i

servizi, originariamente prodotti al proprio

interno, a condizione di ottenere conseguenti

economie di gestione e di adottare le neces-

sarie misure in materia di personale e di do-

tazione organica.

2. Relativamente alla spesa per il perso-

nale e alle dotazioni organiche, le ammini-

strazioni interessate dai processi di cui al

presente articolo provvedono al congela-

mento dei posti e alla temporanea riduzione

dei fondi della contrattazione, fermi restando

i conseguenti processi di riduzione e di ride-

terminazione delle dotazioni organiche nel

rispetto dell’articolo 6 nonché i conseguenti

processi di riallocazione e di mobilità del

personale.

3. I collegi dei revisori dei conti e gli or-

gani di controllo interno delle amministra-

zioni che attivano i processi di cui al comma

1 vigilano sull’applicazione del presente arti-

colo, dando evidenza, nei propri verbali, dei

risparmi derivanti dall’adozione dei provve-

dimenti in materia di organizzazione e di

personale, anche ai fini della valutazione

del personale con incarico dirigenziale di

cui all’articolo 5 del decreto legislativo 30

luglio 1999, n. 286».

Atti parlamentari – 28 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 16.

(Trasferimento delle risorse e delle funzioni

agli enti territoriali)

1. All’articolo 7 della legge 5 giugno

2003, n. 131, e successive modificazioni,

sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 2 è abrogato;

b) il comma 3 è sostituito dal seguente:

«3. Per le finalità di cui al comma 1, e co-

munque ai fini del trasferimento delle occor-

renti risorse, sulla base degli accordi con le

regioni e con le autonomie locali, da conclu-

dere in sede di Conferenza unificata, diretti

in particolare all’individuazione dei beni e

delle risorse finanziarie, umane, strumentali

e organizzative necessari per l’esercizio delle

funzioni e dei compiti da conferire, il Go-

verno, su proposta del Ministro per le ri-

forme per il federalismo e del Ministro per

i rapporti con le regioni, di concerto con il

Ministro per la pubblica amministrazione e

l’innovazione e con il Ministro dell’econo-

mia e delle finanze, può avviare i trasferi-

menti dei suddetti beni e risorse mediante

uno o più decreti del Presidente del Consi-

glio dei ministri, tenendo conto delle previ-

sioni di spesa risultanti dal bilancio dello

Stato e del patto di stabilità interno. Si appli-

cano, in quanto compatibili, gli articoli 3, 7,

commi 8, 9, 10 e 11, e 8 del decreto legisla-

tivo 31 marzo 1998, n. 112. Gli schemi di

decreto, ciascuno dei quali deve essere corre-

dato di idonea relazione tecnica, sono tra-

smessi alle Camere per l’acquisizione del pa-

rere delle Commissioni parlamentari compe-

tenti per le conseguenze di carattere finanzia-

rio, da rendere entro trenta giorni dall’asse-

gnazione. Dalle disposizioni del presente

comma non devono derivare nuovi o mag-

giori oneri per la finanza pubblica»;

c) il comma 5 è sostituito dal seguente:

«5. Dalla data di entrata in vigore dei de-

creti di cui al comma 3 o dalla diversa data

Atti parlamentari – 29 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

indicata negli stessi, le regioni o gli enti lo-

cali provvedono all’esercizio delle funzioni

relative ai beni e alle risorse trasferiti dalla

medesima. Dalla medesima data sono sop-

pressi gli uffici delle amministrazioni statali

precedentemente preposti all’esercizio delle

predette funzioni, con le corrispondenti quote

organiche di personale».

2. I comuni e le province favoriscono l’au-

tonoma iniziativa dei cittadini, singoli e as-

sociati, per lo svolgimento di attività e di

servizi di interesse generale, sulla base del

principio di sussidiarietà orizzontale, indivi-

duando, entro dodici mesi dalla data di en-

trata in vigore della presente legge, i servizi

la cui erogazione è affidata ai privati anche a

livello territoriale più ampio, mediante ac-

cordi di programma, consorzi e altre forme

associative di erogazione di servizi.

3. In attuazione dei princı̀pi di proporzio-

nalità e di adeguatezza di cui all’articolo

118 della Costituzione, i comuni con popola-

zione inferiore a 20.000 abitanti svolgono le

funzioni relative alla gestione dei servizi

pubblici locali in forma associata in modo

che la popolazione complessiva dei comuni

associati sia almeno pari a 20.000 abitanti.

Art. 17.

(Mobilità delle funzioni amministrative e uso

ottimale degli immobili pubblici)

1. Le amministrazioni pubbliche, tenuto

conto della missione principale loro affidata,

individuano tra le proprie funzioni quelle che

possono essere esercitate temporaneamente,

in modo più efficace o più economico, da al-

tri soggetti pubblici o privati.

2. Nel proporre il trasferimento dell’eser-

cizio delle funzioni, ciascuna amministra-

zione ne specifica gli effetti finanziari e or-

ganizzativi, con particolare riguardo al ri-

sparmio di spesa e alla riallocazione delle ri-

sorse umane e strumentali, nonché ai conse-

guenti processi di mobilità. Dal trasferimento

Atti parlamentari – 30 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

non possono, in ogni caso, derivare maggiori

oneri per la finanza pubblica.

3. La proposta è presentata a un comitato

interministeriale presieduto dal Presidente

del Consiglio dei ministri o, per sua delega,

dal Ministro per la pubblica amministrazione

e l’innovazione, e del quale fanno parte il

Ministro dell’economia e delle finanze, il

Ministro dell’interno, il Ministro per i rap-

porti con le regioni, il Ministro per le ri-

forme per il federalismo e il Ministro per

la semplificazione normativa nonché i Mini-

stri di volta in volta competenti in ordine alle

funzioni interessate. Il comitato, qualora pre-

senti la proposta all’approvazione del Consi-

glio dei ministri, indica lo strumento giuri-

dico di diritto pubblico o privato idoneo ad

assicurare il migliore esercizio della fun-

zione.

4. Le amministrazioni pubbliche favori-

scono ogni iniziativa volta a realizzare, in ar-

monia con le finalità istituzionali fissate dai

rispettivi ordinamenti, l’obiettivo della piena

utilizzazione e fruizione dei propri edifici da

parte dei cittadini. Alle predette iniziative si

provvede con le ordinarie risorse strumentali

e finanziarie disponibili in sede di bilancio.

Art. 18.

(Diffusione delle buone prassi nelle pubbli-

che amministrazioni e tempi per l’adozione

dei provvedimenti o per l’erogazione dei

servizi al pubblico)

1. Le amministrazioni pubbliche statali,

individuati nel proprio ambito gli uffici che

provvedono con maggiore tempestività ed ef-

ficacia all’adozione di provvedimenti o all’e-

rogazione di servizi, che assicurano il conte-

nimento dei costi di erogazione delle presta-

zioni, che offrono i servizi di competenza

con modalità tali da ridurre significativa-

mente il contenzioso e che assicurano il più

alto grado di soddisfazione degli utenti, adot-

tano le opportune misure al fine di garantire

Atti parlamentari – 31 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

la diffusione delle relative buone prassi tra

gli altri uffici.

2. Le prassi individuate ai sensi del

comma 1 sono pubblicate nei siti telematici

istituzionali di ciascuna amministrazione e

comunicate alla Presidenza del Consiglio

dei ministri – Dipartimento della funzione

pubblica.

3. L’elaborazione e la diffusione delle

buone prassi sono considerate ai fini della

valutazione dei dirigenti e del personale.

4. In sede di Conferenza unificata, di cui

all’articolo 8 del decreto legislativo 28 ago-

sto 1997, n. 281, e successive modificazioni,

sono conclusi accordi tra lo Stato, le regioni

e gli enti locali per l’individuazione e la dif-

fusione di buone prassi per le funzioni e i

servizi degli enti territoriali.

5. Al fine di aumentare la trasparenza dei

rapporti tra le amministrazioni pubbliche e

gli utenti, a decorrere dal 1º gennaio 2009

ogni amministrazione pubblica determina e

pubblica, con cadenza annuale, nel proprio

sito internet o con altre forme idonee:

a) un indicatore dei propri tempi medi

di pagamento relativi agli acquisti di beni,

servizi e forniture, denominato «indicatore

di tempestività dei pagamenti»;

b) i tempi medi di definizione dei pro-

cedimenti e di erogazione dei servizi con ri-

ferimento all’esercizio finanziario prece-

dente.

6. Con decreto del Ministro per la pub-

blica amministrazione e l’innovazione, di

concerto con il Ministro dell’economia e

delle finanze, da adottare entro un mese dalla

data di entrata in vigore della presente legge,

sono definite le modalità di attuazione del-

l’obbligo informativo di cui al comma 5, let-

tera a), avuto riguardo all’individuazione dei

tempi medi ponderati di pagamento con rife-

rimento, in particolare, alle tipologie contrat-

tuali, ai termini contrattualmente stabiliti e

all’importo dei pagamenti.

Atti parlamentari – 32 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 19.

(Riorganizzazione del Centro nazionale per

l’informatica nella pubblica amministrazione,

del Centro di formazione studi e della Scuola

superiore della pubblica amministrazione)

1. Al fine di realizzare un sistema unitario

di interventi nel campo della formazione dei

pubblici dipendenti, della riqualificazione del

lavoro pubblico, dell’aumento della sua pro-

duttività, del miglioramento delle prestazioni

delle pubbliche amministrazioni e della qua-

lità dei servizi erogati ai cittadini e alle im-

prese, della misurazione dei risultati e dei

costi dell’azione pubblica, nonché della digi-

talizzazione delle pubbliche amministrazioni,

il Governo è delegato ad adottare, secondo le

modalità e i princı̀pi e criteri direttivi di cui

all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997,

n. 59, e successive modificazioni, entro do-

dici mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, uno o più decreti legislativi

di riassetto normativo finalizzati al riordino

del Centro nazionale per l’informatica nella

pubblica amministrazione (CNIPA), del Cen-

tro di formazione studi (FORMEZ) e della

Scuola superiore della pubblica amministra-

zione (SSPA), secondo i seguenti princı̀pi e

criteri direttivi:

a) ridefinizione delle missioni e delle

competenze e riordino degli organi, in base

a princı̀pi di efficienza, efficacia ed econo-

micità, anche al fine di assicurare un sistema

coordinato e coerente nel settore della forma-

zione e della reingegnerizzazione dei pro-

cessi produttivi della pubblica amministra-

zione centrale e delle amministrazioni locali;

b) raccordo con le altre strutture, anche

di natura privatistica, operanti nel settore

della formazione e dell’innovazione tecnolo-

gica; c) riallocazione delle risorse umane e fi-

nanziarie in relazione alla riorganizzazione e

alla razionalizzazione delle competenze.

Atti parlamentari – 33 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

2. Dall’attuazione del presente articolo

non devono derivare nuovi o maggiori oneri

a carico della finanza pubblica. Alle attività

previste dal presente articolo si provvede

nell’ambito delle risorse umane, finanziarie

e strumentali previste dalla legislazione vi-

gente. Art. 20.

(Disposizioni relative

alle sedi diplomatiche e consolari)

1. All’articolo 60 del decreto-legge 25 giu-

gno 2008, n. 112, convertito, con modifica-

zioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, è

aggiunto, in fine, il seguente comma:

«15-bis. Fermo restando quanto previsto

dal comma 15, il Ministero degli affari

esteri, per le spese connesse al funziona-

mento e alla sicurezza delle rappresentanze

diplomatiche e consolari nonché agli inter-

venti di emergenza per la tutela dei cittadini

italiani all’estero, può assumere impegni su-

periori a quanto previsto dal predetto

comma, nel rispetto, in ogni caso, del limite

complessivo anche a valere sulle altre unità

previsionali di base del bilancio del mede-

simo Ministero». Art. 21.

(Tutela non giurisdizionale dell’utente

dei servizi pubblici)

1. Le carte dei servizi dei soggetti pubblici

e privati che erogano servizi pubblici o di

pubblica utilità contengono la previsione

della possibilità, per l’utente o per la catego-

ria di utenti che lamenti la violazione di un

diritto o di un interesse giuridico rilevante,

di promuovere la risoluzione non giurisdizio-

nale della controversia, che avviene entro i

trenta giorni successivi alla richiesta; esse

prevedono, altresı̀, l’eventuale ricorso a mec-

Atti parlamentari – 34 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

canismi di sostituzione dell’amministrazione

o del soggetto inadempiente.

2. Entro sei mesi dalla data di entrata in

vigore della presente legge, le autorità ammi-

nistrative che svolgono la propria attività

nelle materie contemplate dal codice dei con-

tratti pubblici relativi a lavori, servizi e for-

niture, di cui al decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, dalla legge 14 novembre 1995,

n. 481, e dalla legge 31 luglio 1997, n. 249,

nell’autonomia garantita dai rispettivi ordina-

menti, nonché, per i servizi pubblici o di

pubblica utilità non regolati dalle medesime

autorità, il Ministro dello sviluppo econo-

mico, di concerto con il Ministro per la pub-

blica amministrazione e l’innovazione, non-

ché con il Ministro per gli affari regionali re-

lativamente ai servizi pubblici locali, ema-

nano un decreto che individua uno schema-

tipo di procedura conciliativa ai sensi del

comma 1, da recepire nelle singole carte

dei servizi entro il termine di novanta giorni

dalla data della sua adozione.

Art. 22.

(Eliminazione degli sprechi relativi al man-

tenimento di documenti in forma cartacea)

1. Gli obblighi di pubblicazione di atti e di

provvedimenti amministrativi aventi effetto

di pubblicità legale si intendono assolti con

la pubblicazione da parte delle amministra-

zioni e dei soggetti obbligati nei propri siti

informatici.

2. Con decreto del Ministro per la pub-

blica amministrazione e l’innovazione, di

concerto con il Ministro dell’economia e

delle finanze, sono individuati i casi per i

quali, allo scopo di garantire la massima co-

noscibilità, resta fermo l’obbligo di assicu-

rare la pubblicità di atti e provvedimenti me-

diante pubblicazione degli stessi nei giornali.

3. Gli adempimenti di cui al comma 1

possono essere attuati mediante l’utilizzo di

Atti parlamentari – 35 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

siti informatici di altri soggetti obbligati, ov-

vero di loro associazioni.

4. Al fine di garantire e di facilitare l’ac-

cesso alle pubblicazioni di cui al comma 1,

il CNIPA realizza e gestisce un portale di ac-

cesso ai siti di cui al medesimo comma 1.

5. A decorrere dal 1º gennaio 2011 le pub-

blicazioni effettuate in forma cartacea non

hanno effetto di pubblicità legale.

6. Agli oneri derivanti dalla realizzazione

delle attività di cui al comma 1 del presente

articolo si provvede a valere sulle risorse fi-

nanziarie assegnate ai sensi dell’articolo 27

della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e succes-

sive modificazioni, con decreto del Ministro

per l’innovazione e le tecnologie 22 luglio

2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

n. 226 del 28 settembre 2005, al progetto

«PC alle famiglie», non ancora impegnate

alla data di entrata in vigore della presente

legge. Art. 23.

(Delega al Governo per la modifica del

codice dell’amministrazione digitale, di cui

al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82)

1. Il Governo è delegato ad adottare, se-

condo le modalità e i princı̀pi e criteri diret-

tivi di cui all’articolo 20 della legge 15

marzo 1997, n. 59, e successive modifica-

zioni, entro diciotto mesi dalla data di entrata

in vigore della presente legge, su proposta

del Ministro per la pubblica amministrazione

e l’innovazione, di concerto con i Ministri

interessati, uno o più decreti legislativi volti

a modificare il codice dell’amministrazione

digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo

2005, n. 82, nel rispetto dei seguenti princı̀pi

e criteri direttivi specifici:

a) prevedere forme sanzionatorie, anche

inibendo l’erogazione dei servizi disponibili

in modalità digitali attraverso canali tradizio-

nali, per le amministrazioni che non ottem-

perano alle prescrizioni del codice;

Atti parlamentari – 36 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

b) individuare meccanismi volti a quan-

tificare gli effettivi risparmi conseguiti dalle

singole pubbliche amministrazioni, da utiliz-

zare per l’incentivazione del personale coin-

volto e per il finanziamento di progetti di in-

novazione;

c) modificare la normativa in materia di

firma digitale al fine di semplificarne l’ado-

zione e l’uso da parte della pubblica ammini-

strazione, dei cittadini e delle imprese;

d) prevedere il censimento e la diffu-

sione delle applicazioni informatiche realiz-

zate o comunque utilizzate dalle pubbliche

amministrazioni e dei servizi erogati con mo-

dalità digitali, nonché delle migliori pratiche

tecnologiche e organizzative adottate, intro-

ducendo sanzioni per le amministrazioni ina-

dempienti;

e) introdurre specifiche disposizioni volte

a rendere la finanza di progetto strumento per

l’accelerazione dei processi di valorizzazione

dei dati pubblici e per l’utilizzazione da parte

delle pubbliche amministrazioni centrali, re-

gionali e locali;

f) prevedere l’utilizzo del web nelle co-

municazioni tra le amministrazioni e i propri

dipendenti;

g) prevedere la pubblicazione di indica-

tori di prestazioni nei siti delle pubbliche

amministrazioni di cui all’articolo 1, comma

2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,

n. 165, e successive modificazioni, introdu-

cendo sanzioni per le amministrazioni ina-

dempienti. Art. 24.

(VOIP e Sistema pubblico di connettività)

1. Al fine di consentire l’attuazione di

quanto previsto all’articolo 78, comma 2-

bis, del codice dell’amministrazione digitale,

di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005,

n. 82, il CNIPA provvede alla realizzazione

e alla gestione di un nodo di interconnes-

sione per i servizi «Voce tramite protocollo

Atti parlamentari – 37 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

internet» (VOIP) per il triennio 2009-2011,

in conformità all’articolo 83 del medesimo

codice.

2. All’attuazione del comma 1 si provvede

nel limite delle risorse disponibili a legisla-

zione vigente, assegnate al progetto «Lotta

agli sprechi» dal decreto del Ministro per

l’innovazione e le tecnologie 24 febbraio

2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

n. 116 del 20 maggio 2005, non ancora im-

pegnate alla data di entrata in vigore della

presente legge, nonché utilizzando le econo-

mie derivanti dalla realizzazione del Sistema

pubblico di connettività di cui al decreto del

Ministro per l’innovazione e le tecnologie 27

ottobre 2004, pubblicato nella Gazzetta Uffi-

ciale n. 304 del 29 dicembre 2004.

3. Al fine di accelerare la diffusione del

Sistema pubblico di connettività disciplinato

dal citato codice di cui al decreto legislativo

7 marzo 2005, n. 82, presso le pubbliche am-

ministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2,

del decreto legislativo 30 marzo 2001,

n. 165, e successive modificazioni, nel ri-

spetto dei princı̀pi di economicità e di con-

correnza del mercato, il Ministro per la pub-

blica amministrazione e l’innovazione predi-

spone, d’intesa con la Conferenza unificata

di cui all’articolo 8 del decreto legislativo

28 agosto 1997, n. 281, e successive modifi-

cazioni, entro sei mesi dalla data di entrata

in vigore della presente legge, un programma

triennale atto ad assicurare, entro il 31 di-

cembre 2011, l’adesione di tutte le citate am-

ministrazioni al predetto Sistema, la realizza-

zione di progetti di cooperazione tra i rispet-

tivi sistemi informativi e la piena interopera-

bilità delle banche dati, dei registri e delle

anagrafi, al fine di migliorare la qualità e

di ampliare la tipologia dei servizi, anche

on line, erogati a cittadini e a imprese, non-

ché di aumentare l’efficacia e l’efficienza

dell’amministrazione pubblica.

4. All’attuazione del programma di cui al

comma 3 del presente articolo sono priorita-

riamente destinate le risorse del Fondo per le

aree sottoutilizzate, di cui all’articolo 61

Atti parlamentari – 38 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e suc-

cessive modificazioni, assegnate a pro-

grammi per lo sviluppo della società dell’in-

formazione, e non ancora programmate.

5. All’articolo 2 del codice dell’ammini-

strazione digitale, di cui al decreto legisla-

tivo 7 marzo 2005, n. 82, dopo il comma 2

è inserito il seguente:

«2-bis. Tutte le disposizioni previste dal

presente codice per le pubbliche amministra-

zioni si applicano, ove possibile tecnica-

mente e a condizione che non si producano

nuovi o maggiori oneri per la finanza pub-

blica ovvero, direttamente o indirettamente,

aumenti di costi a carico degli utenti, anche

ai soggetti privati preposti all’esercizio di at-

tività amministrative».

Art. 25.

(Riallocazione di fondi)

1. Le somme di cui all’articolo 2-bis,

comma 1, lettera b), del decreto-legge 30

giugno 2005, n. 115, convertito, con modifi-

cazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n. 168,

non impegnate alla data di entrata in vigore

della presente legge, sono destinate al cofi-

nanziamento dei progetti di sviluppo di reti

di connettività, anche con tecnologie senza

fili (wireless), e di servizi innovativi di tipo

amministrativo e didattico presentati dalle

università.

2. Al fine di favorire le iniziative di crea-

zione di imprese nei settori innovativi pro-

mosse da giovani ricercatori, la Presidenza

del Consiglio dei ministri – Dipartimento

per l’innovazione e le tecnologie, di concerto

con il Ministro dell’istruzione, dell’università

e della ricerca, definisce un programma di

incentivi e di agevolazioni, attuati in regime

de minimis, dando priorità a progetti in grado

di contribuire al miglioramento qualitativo e

alla razionalizzazione dei servizi offerti dalla

pubblica amministrazione. All’attuazione del

presente comma si provvede nel limite delle

Atti parlamentari – 39 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

risorse finanziarie disponibili, assegnate, ai

sensi dell’articolo 27 della legge 16 gennaio

2003, n. 3, al progetto «Fondo di garanzia

per le piccole e medie imprese» con decreto

dei Ministri delle attività produttive e per

l’innovazione e le tecnologie 15 giugno

2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale

n. 150 del 29 giugno 2004, non impegnate

alla data di entrata in vigore della presente

legge.

3. Le risorse finanziarie assegnate al Di-

partimento per l’innovazione e le tecnologie

della Presidenza del Consiglio dei ministri

e al CNIPA con delibere del CIPE adottate

ai sensi dell’articolo 61 della legge 27 di-

cembre 2002, n. 289, e successive modifica-

zioni, non impegnate alla data di entrata in

vigore della presente legge e non destinate

all’attuazione di accordi di programma qua-

dro di cui all’articolo 2, comma 203, della

legge 23 dicembre 1996, n. 662, e successive

modificazioni, possono essere riprogrammate

dal CIPE in favore degli interventi proposti

dallo stesso Dipartimento. Possono altresı̀ es-

sere destinate alle finalità di cui al periodo

precedente le risorse finanziarie per l’anno

2009 di cui all’articolo 1, comma 892, della

legge 27 dicembre 2006, n. 296, non ancora

programmate.

4. All’articolo 27, comma 1, della legge

16 gennaio 2003, n. 3, dopo le parole:

«può inoltre promuovere e finanziare pro-

getti» sono inserite le seguenti: «, anche di

carattere internazionale,».

Art. 26.

(Modifica all’articolo 48 del decreto-legge

25 giugno 2008, n. 112, convertito, con mo-

dificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,

n. 133, in materia di risparmio energetico)

1. All’articolo 48, comma 1, del decreto-

legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,

con modificazioni, dalla legge 6 agosto

Atti parlamentari – 40 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

2008, n. 133, la parola: «statali» è sostituita

dalla seguente: «centrali».

Capo V

GIUSTIZIA

Art. 27.

(Modifiche al libro primo

del codice di procedura civile)

1. All’articolo 7 del codice di procedura

civile sono apportate le seguenti modifica-

zioni:

a) al primo comma, le parole: «lire cin-

que milioni» sono sostituite dalle seguenti:

«cinquemila euro»;

b) al secondo comma, le parole: «lire

trenta milioni» sono sostituite dalle seguenti:

«ventimila euro».

2. L’articolo 38 del codice di procedura

civile è sostituito dal seguente:

«Art. 38. - (Incompetenza). – L’incompe-

tenza per materia, quella per valore e quella

per territorio sono eccepite, a pena di deca-

denza, nella comparsa di risposta tempestiva-

mente depositata. L’eccezione di incompe-

tenza per territorio si ha per non proposta

se non contiene l’indicazione del giudice

che la parte ritiene competente.

Fuori dei casi previsti dall’articolo 28,

quando le parti costituite aderiscono all’indi-

cazione del giudice competente per territorio,

la competenza del giudice indicato rimane

ferma se la causa è riassunta entro tre mesi

dalla cancellazione della stessa dal ruolo.

L’incompetenza per materia, quella per

valore e quella per territorio nei casi previsti

dall’articolo 28 sono rilevate d’ufficio non

oltre l’udienza di cui all’articolo 183.

Le questioni di cui ai commi precedenti

sono decise, ai soli fini della competenza,

in base a quello che risulta dagli atti e,

Atti parlamentari – 41 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

quando sia reso necessario dall’eccezione del

convenuto o dal rilievo del giudice, assunte

sommarie informazioni».

3. All’articolo 39 del codice di procedura

civile sono apportate le seguenti modifica-

zioni:

a) il primo comma è sostituito dal se-

guente:

«Se una stessa causa è proposta davanti a

giudici diversi, quello successivamente adito,

in qualunque stato e grado del processo, an-

che d’ufficio, dichiara con ordinanza la liti-

spendenza e dispone la cancellazione della

causa dal ruolo»;

b) al secondo comma, primo periodo, la

parola: «sentenza» è sostituita dalla se-

guente: «ordinanza»;

c) al terzo comma sono aggiunte, in

fine, le seguenti parole: «ovvero dal deposito

del ricorso».

4. Agli articoli 40, primo comma, 42, 44,

45, 47 e 49 del codice di procedura civile,

la parola: «sentenza», ovunque ricorre, è so-

stituita dalla seguente: «ordinanza».

5. All’articolo 43 del codice di procedura

civile sono apportate le seguenti modifica-

zioni:

a) al primo comma, le parole: «La sen-

tenza» sono sostituite dalle seguenti: «Il

provvedimento» e la parola: «impugnata» è

sostituita dalla seguente: «impugnato»;

b) al terzo comma, le parole: «della sen-

tenza» sono sostituite dalle seguenti: «del-

l’ordinanza».

6. Al primo comma dell’articolo 50 del

codice di procedura civile sono apportate le

seguenti modificazioni:

a) la parola: «sentenza», ovunque ri-

corre, è sostituita dalla seguente: «ordi-

nanza»;

b) le parole: «sei mesi» sono sostituite

dalle seguenti: «tre mesi».

Atti parlamentari – 42 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

7. All’articolo 54 del codice di procedura

civile, il terzo comma è sostituito dal se-

guente:

«Il giudice, con l’ordinanza con cui di-

chiara inammissibile o rigetta la ricusazione,

provvede sulle spese e può condannare la

parte che l’ha proposta ad una pena pecunia-

ria non superiore a euro 250».

8. All’articolo 67, primo comma, del co-

dice di procedura civile, le parole: «non su-

periore a euro 10» sono sostituite dalle se-

guenti: «da euro 250 a euro 500».

9. All’articolo 83, terzo comma, primo pe-

riodo, del codice di procedura civile sono ag-

giunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero

della memoria di nomina del nuovo difen-

sore, in aggiunta o in sostituzione del difen-

sore originariamente designato».

10. Al primo comma dell’articolo 91 del

codice di procedura civile, il secondo pe-

riodo è sostituito dal seguente: «Se accoglie

la domanda in misura non superiore all’even-

tuale proposta conciliativa tempestivamente

formulata, condanna la parte che ha rifiutato

senza giustificato motivo la proposta al paga-

mento delle spese del processo, salvo quanto

disposto dal secondo comma dell’articolo

92».

11. All’articolo 92, secondo comma, del

codice di procedura civile, le parole: «o con-

corrono altri giusti motivi, esplicitamente in-

dicati nella motivazione,» sono sostituite

dalle seguenti: «o concorrono altre gravi ed

eccezionali ragioni, esplicitamente indicate

nella motivazione,».

12. All’articolo 96 del codice di procedura

civile è aggiunto, in fine, il seguente comma:

«In ogni caso, quando pronuncia sulle

spese ai sensi dell’articolo 91, il giudice, an-

che d’ufficio, può altresı̀ condannare la parte

soccombente al pagamento, a favore della

controparte, di una somma equitativamente

determinata, non inferiore a euro 1.000 e

non superiore a euro 20.000».

Atti parlamentari – 43 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

13. All’articolo 101 del codice di proce-

dura civile è aggiunto, in fine, il seguente

comma:

«Se ritiene di porre a fondamento della de-

cisione una questione rilevata d’ufficio, il

giudice riserva la decisione, assegnando alle

parti, a pena di nullità, un termine, non infe-

riore a venti e non superiore a quaranta

giorni dalla comunicazione, per il deposito

in cancelleria di memorie contenenti osserva-

zioni sulla medesima questione».

14. Al primo comma dell’articolo 115 del

codice di procedura civile sono aggiunte, in

fine, le seguenti parole: «, nonché i fatti am-

messi o non contestati».

15. All’articolo 118, terzo comma, del co-

dice di procedura civile, le parole: «non su-

periore a euro 5» sono sostituite dalle se-

guenti: «da euro 250 a euro 1.500».

16. All’articolo 120 del codice di proce-

dura civile, il primo comma è sostituito dal

seguente:

«Nei casi in cui la pubblicità della deci-

sione di merito può contribuire a riparare il

danno, compreso quello derivante per effetto

di quanto previsto all’articolo 96, il giudice,

su istanza di parte, può ordinarla a cura e

spese del soccombente, mediante inserzione

per estratto, ovvero mediante comunicazione,

nelle forme specificamente indicate, in una o

più testate giornalistiche, radiofoniche o tele-

visive o in siti internet da lui designati».

17. Al secondo comma dell’articolo 132

del codice di procedura civile, il numero 4)

è sostituito dal seguente:

«4) la concisa esposizione delle ragioni di

fatto e di diritto della decisione».

18. All’articolo 153 del codice di proce-

dura civile è aggiunto, in fine, il seguente

comma:

«La parte che dimostra di essere incorsa in

decadenze per causa ad essa non imputabile

può chiedere al giudice di essere rimessa in

Atti parlamentari – 44 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

termini. Il giudice provvede a norma dell’ar-

ticolo 294, secondo e terzo comma».

Art. 28.

(Modifiche al libro secondo

del codice di procedura civile)

1. Il secondo comma dell’articolo 182 del

codice di procedura civile è sostituito dal se-

guente:

«Quando rileva un difetto di rappresen-

tanza, di assistenza o di autorizzazione ov-

vero un vizio che determina la nullità della

procura al difensore, il giudice assegna alle

parti un termine perentorio per la costitu-

zione della persona alla quale spetta la rap-

presentanza o l’assistenza, per il rilascio

delle necessarie autorizzazioni, ovvero per

il rilascio della procura alle liti o per la rin-

novazione della stessa. L’osservanza del ter-

mine sana i vizi, e gli effetti sostanziali e

processuali della domanda si producono sin

dal momento della prima notificazione».

2. Al sesto comma, alinea, dell’articolo

183 del codice di procedura civile, le parole:

«il giudice concede» sono sostituite dalle se-

guenti: «il giudice, ove sussistano gravi mo-

tivi, può concedere».

3. L’articolo 184-bis del codice di proce-

dura civile è abrogato.

4. Il primo comma dell’articolo 191 del

codice di procedura civile è sostituito dal se-

guente:

«Nei casi previsti dagli articoli 61 e se-

guenti il giudice istruttore, con ordinanza ai

sensi dell’articolo 183, settimo comma, o

con altra successiva ordinanza, nomina un

consulente, formula i quesiti e fissa l’udienza

nella quale il consulente deve comparire».

5. Il terzo comma dell’articolo 195 del co-

dice di procedura civile è sostituito dal se-

guente:

Atti parlamentari – 45 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

«Il giudice fissa il termine entro il quale il

consulente deve depositare in cancelleria la

relazione e il termine, comunque anteriore

alla successiva udienza, entro il quale le parti

possono depositare memorie contenenti os-

servazioni alla relazione del consulente».

6. Al libro secondo, titolo I, capo II, se-

zione III, paragrafo 8, del codice di proce-

dura civile, dopo l’articolo 257 è aggiunto

il seguente:

«Art. 257-bis. - (Testimonianza scritta). –

Il giudice, sentite le parti e tenuto conto di

ogni circostanza, può disporre, avuto partico-

lare riguardo all’oggetto della causa, di assu-

mere la deposizione chiedendo al testimone,

anche nelle ipotesi di cui all’articolo 203,

di fornire, per iscritto e nel termine fissato,

le risposte ai quesiti sui quali deve essere in-

terrogato.

Il giudice, con il provvedimento di cui al

primo comma, dispone che la parte che ha ri-

chiesto l’assunzione predisponga il modello

di testimonianza in conformità agli articoli

ammessi e lo faccia notificare al testimone.

Il testimone rende la deposizione compi-

lando il modello di testimonianza in ogni

sua parte, con risposta separata a ciascuno

dei quesiti, e precisa quali sono quelli cui

non è in grado di rispondere, indicandone

la ragione.

Il testimone sottoscrive la deposizione ap-

ponendo la propria firma autenticata su cia-

scuna delle facciate del foglio di testimo-

nianza, che spedisce in busta chiusa con

plico raccomandato o consegna alla cancelle-

ria del giudice.

Quando il testimone si avvale della facoltà

d’astensione di cui all’articolo 249, ha l’ob-

bligo di compilare il modello di testimo-

nianza, indicando le complete generalità e i

motivi di astensione.

Quando il testimone non spedisce o non

consegna le risposte scritte nel termine stabi-

lito, il giudice può condannarlo alla pena pe-

cuniaria di cui all’articolo 255, primo

comma.

Atti parlamentari – 46 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Il giudice, esaminate le risposte, può sem-

pre disporre che il testimone sia chiamato a

deporre davanti a lui o davanti al giudice de-

legato».

7. All’articolo 279 del codice di procedura

civile sono apportate le seguenti modifica-

zioni:

a) il primo comma è sostituito dal se-

guente:

«Il collegio pronuncia ordinanza quando

provvede soltanto su questioni relative all’i-

struzione della causa, senza definire il giudi-

zio, nonché quando decide soltanto questioni

di competenza. In tal caso, se non definisce

il giudizio, impartisce con la stessa ordinanza

i provvedimenti per l’ulteriore istruzione

della causa»;

b) al secondo comma, numero 1), le pa-

role: «o di competenza» sono soppresse.

8. All’articolo 285 del codice di procedura

civile, le parole: «primo e terzo comma»

sono soppresse e, all’articolo 330, primo

comma, del codice di procedura civile,

dopo le parole: «si notifica» sono inserite

le seguenti: «, ai sensi dell’articolo 170,».

9. L’articolo 296 del codice di procedura

civile è sostituito dal seguente:

«Art. 296. - (Sospensione su istanza delle

parti). – Il giudice istruttore, su istanza di

tutte le parti, ove sussistano giustificati mo-

tivi, può disporre, per una sola volta, che il

processo rimanga sospeso per un periodo

non superiore a tre mesi, fissando l’udienza

per la prosecuzione del processo medesimo».

10. All’articolo 297, primo comma, del

codice di procedura civile, le parole: «sei

mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre

mesi».

11. All’articolo 305 del codice di proce-

dura civile, le parole: «sei mesi» sono sosti-

tuite dalle seguenti: «tre mesi».

12. All’articolo 307 del codice di proce-

dura civile sono apportate le seguenti modi-

ficazioni:

Atti parlamentari – 47 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

a) al primo comma, le parole: «del se-

condo comma» sono soppresse e le parole:

«un anno» sono sostituite dalle seguenti:

«tre mesi»;

b) al terzo comma, secondo periodo, la

parola: «sei» è sostituita dalla seguente:

«tre»;

c) il quarto comma è sostituito dal se-

guente:

«L’estinzione opera di diritto ed è dichia-

rata, anche d’ufficio, con ordinanza del giu-

dice istruttore ovvero con sentenza del colle-

gio».

13. All’articolo 327, primo comma, del

codice di procedura civile, le parole: «de-

corso un anno» sono sostituite dalle seguenti:

«decorsi sei mesi».

14. All’articolo 345, terzo comma, primo

periodo, del codice di procedura civile,

dopo le parole: «nuovi mezzi di prova»

sono inserite le seguenti: «e non possono es-

sere prodotti nuovi documenti».

15. All’articolo 353 del codice di proce-

dura civile sono apportate le seguenti modi-

ficazioni:

a) la rubrica è sostituita dalla seguente:

«Rimessione al primo giudice per ragioni di

giurisdizione»;

b) al secondo comma, le parole: «sei

mesi» sono sostituite dalle seguenti: «tre

mesi».

16. All’articolo 385 del codice di proce-

dura civile, il quarto comma è abrogato.

17. Al primo comma dell’articolo 392 del

codice di procedura civile, le parole: «un

anno» sono sostituite dalle seguenti: «tre

mesi». Art. 29.

(Ulteriori modifiche al libro secondo

del codice di procedura civile)

1. Dopo l’articolo 360 del codice di proce-

dura civile è inserito il seguente:

Atti parlamentari – 48 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

«Art. 360-bis. - (Ammissibilità del ri-

corso). – Il ricorso è dichiarato ammissibile:

1) quando il provvedimento impugnato

ha deciso le questioni di diritto in modo dif-

forme da precedenti decisioni della Corte;

2) quando il ricorso ha per oggetto una

questione nuova o una questione sulla quale

la Corte ritiene di pronunciarsi per confer-

mare o mutare il proprio orientamento ov-

vero quando esistono contrastanti orienta-

menti nella giurisprudenza della Corte;

3) quando appare fondata la censura re-

lativa a violazione dei princı̀pi regolatori del

giusto processo;

4) quando ricorrono i presupposti per

una pronuncia ai sensi dell’articolo 363.

Non è dichiarato ammissibile il ricorso

presentato ai sensi dell’articolo 360, primo

comma, numero 5), avverso la sentenza di

appello che ha confermato quella di primo

grado.

Sull’ammissibilità del ricorso la Corte de-

cide in camera di consiglio con ordinanza

non impugnabile resa da un collegio di tre

magistrati.

Se il collegio ritiene inammissibile il ri-

corso, anche a norma dell’articolo 375,

primo comma, numeri 1) e 5), seconda parte,

il relatore deposita in cancelleria una rela-

zione con la concisa esposizione delle ra-

gioni che giustificano la dichiarazione di

inammissibilità. Si applica l’articolo 380-

bis, commi secondo, terzo e quarto.

L’ordinanza che dichiara l’inammissibilità

è comunicata alle parti costituite con bi-

glietto di cancelleria, ovvero mediante tele-

fax o posta elettronica, nel rispetto della nor-

mativa, anche regolamentare, relativa a tali

forme di comunicazione degli atti giudiziari.

Il ricorso dichiarato ammissibile è asse-

gnato a una sezione della Corte di cassazione

per la sua trattazione. Se il ricorso è dichia-

rato inammissibile, il provvedimento impu-

gnato passa in giudicato. L’ordinanza prov-

vede sulle spese a norma dell’articolo 96,

terzo comma».

Atti parlamentari – 49 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

2. L’articolo 366-bis del codice di proce-

dura civile è abrogato.

3. All’articolo 375, primo comma, numero

5), del codice di procedura civile, le parole:

«o per difetto dei requisiti previsti dall’arti-

colo 366-bis» sono soppresse.

Art. 30.

(Modifiche al libro terzo

del codice di procedura civile)

1. Al libro terzo, titolo IV, del codice di

procedura civile, dopo l’articolo 614 è ag-

giunto il seguente:

«Art. 614-bis. - (Attuazione degli obblighi

di fare infungibile o di non fare). – Con il

provvedimento di condanna il giudice, salvo

che ciò sia manifestamente iniquo, fissa, su

richiesta di parte, la somma di denaro dovuta

dall’obbligato per ogni violazione o inosser-

vanza successiva, ovvero per ogni ritardo

nell’esecuzione del provvedimento. La dispo-

sizione di cui al presente comma non si ap-

plica alle controversie di lavoro subordinato

pubblico e privato e ai rapporti di collabora-

zione coordinata e continuativa di cui all’ar-

ticolo 409.

Il giudice determina l’ammontare della

somma di cui al primo comma tenuto conto

del valore della controversia, della natura

della prestazione, del danno quantificato o

prevedibile, delle condizioni personali e pa-

trimoniali delle parti, e di ogni altra circo-

stanza utile».

2. All’articolo 616 del codice di procedura

civile, l’ultimo periodo è soppresso.

3. All’articolo 624 del codice di procedura

civile, i commi terzo e quarto sono abrogati.

Atti parlamentari – 50 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 31.

(Modifiche al libro quarto

del codice di procedura civile)

1. Il terzo comma dell’articolo 669-septies

del codice di procedura civile è sostituito dal

seguente:

«La condanna alle spese è immediata-

mente esecutiva».

2. All’articolo 669-octies del codice di

procedura civile sono apportate le seguenti

modificazioni:

a) dopo il sesto comma è inserito il se-

guente:

«Il giudice, quando emette uno dei prov-

vedimenti di cui al sesto comma prima del-

l’inizio della causa di merito, provvede sulle

spese del procedimento cautelare»;

b) al settimo comma, le parole: «primo

comma» sono sostituite dalle seguenti: «sesto

comma». Art. 32.

(Procedimento sommario di cognizione)

1. Dopo il capo III del titolo I del libro

quarto del codice di procedura civile è inse-

rito il seguente: «Capo III-bis

DEL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI

COGNIZIONE

Art. 702-bis. - (Forma della domanda. Co-

stituzione delle parti). – Nelle cause in cui il

tribunale giudica in composizione monocra-

tica, la domanda può essere proposta con ri-

corso al tribunale competente. Il ricorso, sot-

toscritto a norma dell’articolo 125, deve con-

tenere le indicazioni di cui ai numeri 1), 2),

Atti parlamentari – 51 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

3), 4), 5) e 6) e l’avvertimento di cui al nu-

mero 7) del terzo comma dell’articolo 163.

A seguito della presentazione del ricorso il

cancelliere forma il fascicolo d’ufficio e lo

presenta senza ritardo al presidente del tribu-

nale, il quale designa il magistrato cui è af-

fidata la trattazione del procedimento.

Il giudice designato fissa con decreto l’u-

dienza di comparizione delle parti, asse-

gnando il termine per la costituzione del con-

venuto, che deve avvenire non oltre dieci

giorni prima dell’udienza; il ricorso, unita-

mente al decreto di fissazione dell’udienza,

deve essere notificato al convenuto almeno

trenta giorni prima della data fissata per la

sua costituzione.

Il convenuto deve costituirsi mediante de-

posito in cancelleria della comparsa di rispo-

sta, nella quale deve proporre le sue difese e

prendere posizione sui fatti posti dal ricor-

rente a fondamento della domanda, indicare

i mezzi di prova di cui intende avvalersi e

i documenti che offre in comunicazione,

nonché formulare le conclusioni. A pena di

decadenza deve proporre le eventuali do-

mande riconvenzionali e le eccezioni proces-

suali e di merito che non sono rilevabili

d’ufficio.

Se il convenuto intende chiamare un terzo

in garanzia deve, a pena di decadenza, farne

dichiarazione nella comparsa di costituzione

e chiedere al giudice designato lo sposta-

mento dell’udienza. Il giudice, con decreto

comunicato dal cancelliere alle parti costi-

tuite, provvede a fissare la data della nuova

udienza assegnando un termine perentorio

per la citazione del terzo. La costituzione

del terzo in giudizio avviene a norma del

quarto comma.

Art. 702-ter. - (Procedimento). – Il giu-

dice, se ritiene di essere incompetente, lo di-

chiara con ordinanza.

Se rileva che la domanda non rientra tra

quelle indicate nell’articolo 702-bis, il giu-

Atti parlamentari – 52 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

dice, con ordinanza non impugnabile, la di-

chiara inammissibile. Nello stesso modo

provvede sulla domanda riconvenzionale.

Se ritiene che le difese svolte dalle parti

richiedono un’istruzione non sommaria, il

giudice, con ordinanza non impugnabile,

fissa l’udienza di cui all’articolo 183. In

tal caso si applicano le disposizioni del

libro II.

Quando la causa relativa alla domanda ri-

convenzionale richiede un’istruzione non

sommaria, il giudice ne dispone la separa-

zione.

Se non provvede ai sensi dei commi pre-

cedenti, il giudice, sentite le parti, omessa

ogni formalità non essenziale al contradditto-

rio, procede nel modo che ritiene più oppor-

tuno agli atti di istruzione rilevanti in rela-

zione all’oggetto del provvedimento richiesto

e provvede con ordinanza all’accoglimento o

al rigetto delle domande.

L’ordinanza è provvisoriamente esecutiva

e costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca

giudiziale e per la trascrizione.

Il giudice provvede in ogni caso sulle

spese del procedimento ai sensi degli articoli

91 e seguenti.

Art. 702-quater. - (Appello). – L’ordinanza

emessa ai sensi del sesto comma dell’articolo

702-ter produce gli effetti di cui all’articolo

2909 del codice civile se non è appellata en-

tro trenta giorni dalla sua comunicazione o

notificazione. Sono ammessi nuovi mezzi di

prova e nuovi documenti quando il collegio

li ritiene rilevanti ai fini della decisione, ov-

vero la parte dimostra di non aver potuto

proporli nel corso del procedimento somma-

rio per causa ad essa non imputabile. Il pre-

sidente del collegio può delegare l’assun-

zione dei mezzi istruttori ad uno dei compo-

nenti del collegio».

Atti parlamentari – 53 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 33.

(Modifiche alle disposizioni per l’attuazione

del codice di procedura civile e disposizioni

transitorie, di cui al regio decreto 18 dicem-

bre 1941, n. 1368)

1. Al primo comma dell’articolo 23 delle

disposizioni per l’attuazione del codice di

procedura civile e disposizioni transitorie,

di cui al regio decreto 18 dicembre 1941,

n. 1368, di seguito denominate «disposizioni

per l’attuazione del codice di procedura ci-

vile», sono aggiunte, in fine, le seguenti pa-

role: «in modo tale che a nessuno dei consu-

lenti iscritti possano essere conferiti incarichi

in misura superiore al 10 per cento di quelli

affidati dall’ufficio, e garantisce che sia assi-

curata l’adeguata trasparenza del conferi-

mento degli incarichi anche a mezzo di stru-

menti informatici».

2. Dopo l’articolo 103 delle disposizioni

per l’attuazione del codice di procedura ci-

vile è inserito il seguente:

«Art. 103-bis. - (Modello di testimo-

nianza). – La testimonianza scritta è resa

su di un modulo conforme al modello appro-

vato con decreto del Ministro della giustizia,

che individua anche le istruzioni per la sua

compilazione, da notificare unitamente al

modello. Il modello, sottoscritto in ogni suo

foglio dalla parte che ne ha curato la compi-

lazione, deve contenere, oltre all’indicazione

del procedimento e dell’ordinanza di ammis-

sione da parte del giudice procedente, idonei

spazi per l’inserimento delle complete gene-

ralità del testimone, dell’indicazione della

sua residenza, del suo domicilio e, ove pos-

sibile, di un suo recapito telefonico. Deve al-

tresı̀ contenere l’ammonimento del testimone

ai sensi dell’articolo 251 del codice e la for-

mula del giuramento di cui al medesimo ar-

ticolo, oltre all’avviso in ordine alla facoltà

di astenersi ai sensi degli articoli 351 e 352

del codice di procedura penale, con lo spazio

per la sottoscrizione obbligatoria del testi-

Atti parlamentari – 54 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

mone, nonché le richieste di cui all’articolo

252, primo comma, del codice, ivi compresa

l’indicazione di eventuali rapporti personali

con le parti, e la trascrizione dei quesiti am-

messi, con l’avvertenza che il testimone deve

rendere risposte specifiche e pertinenti a cia-

scuna domanda e deve altresı̀ precisare se ha

avuto conoscenza dei fatti oggetto della testi-

monianza in modo diretto o indiretto.

Al termine di ogni risposta è apposta, di

seguito e senza lasciare spazi vuoti, la sotto-

scrizione da parte del testimone.

Le sottoscrizioni devono essere autenticate

da un segretario comunale o dal cancelliere

di un ufficio giudiziario. L’autentica delle

sottoscrizioni è in ogni caso gratuita nonché

esente dall’imposta di bollo e da ogni di-

ritto».

3. Il primo comma dell’articolo 104 delle

disposizioni per l’attuazione del codice di

procedura civile è sostituito dal seguente:

«Se la parte senza giusto motivo non fa

chiamare i testimoni davanti al giudice, que-

sti la dichiara, anche d’ufficio, decaduta

dalla prova, salvo che l’altra parte dichiari

di avere interesse all’audizione».

4. Dopo il terzo comma dell’articolo 118

delle disposizioni per l’attuazione del codice

di procedura civile è inserito il seguente:

«Nel caso di domande manifestamente

fondate o infondate, la sentenza è succinta-

mente motivata e la motivazione può consi-

stere in un sintetico riferimento al punto di

fatto o di diritto ritenuto risolutivo, ovvero,

se del caso, a un precedente conforme di

una giurisdizione superiore».

Art. 34.

(Abrogazione dell’articolo 3 della legge

21 febbraio 2006, n. 102, e disposizioni

transitorie)

1. L’articolo 3 della legge 21 febbraio

2006, n. 102, è abrogato.

Atti parlamentari – 55 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

2. Alle controversie disciplinate dall’arti-

colo 3 della legge 21 febbraio 2006,

n. 102, pendenti alla data di entrata in vi-

gore della presente legge, continuano ad ap-

plicarsi le disposizioni di cui al libro se-

condo, titolo IV, capo I, del codice di pro-

cedura civile. La disposizione di cui al pre-

sente comma non si applica ai giudizi intro-

dotti con il rito ordinario e per i quali alla

data di entrata in vigore della presente legge

non è stata ancora disposta la modifica del

rito ai sensi dell’articolo 426 del codice di

procedura civile. Art. 35.

(Notificazione a cura dell’Avvocatura

dello Stato)

1. L’Avvocatura dello Stato può eseguire

la notificazione di atti civili, amministrativi

e stragiudiziali ai sensi della legge 21 gen-

naio 1994, n. 53.

2. Per le finalità di cui al comma 1,

l’Avvocatura generale dello Stato e cia-

scuna avvocatura distrettuale dello Stato si

dotano di un apposito registro cronologico

conforme alla normativa, anche regolamen-

tare, vigente.

3. La validità dei registri di cui al comma

2 è subordinata alla previa numerazione e vi-

dimazione, in ogni mezzo foglio, rispettiva-

mente, da parte dell’Avvocato generale dello

Stato, o di un avvocato dello Stato allo scopo

delegato, ovvero dell’avvocato distrettuale

dello Stato.

4. Dall’attuazione delle disposizioni del

presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pub-

blica. Gli adempimenti previsti dal presente

articolo sono svolti nell’ambito delle risorse

umane, strumentali e finanziarie disponibili

a legislazione vigente.

Atti parlamentari – 56 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 36.

(Modifica all’articolo 9 della legge

21 luglio 2000, n. 205)

1. Al comma 2 dell’articolo 9 della legge

21 luglio 2000, n. 205, e successive modifi-

cazioni, è aggiunto, in fine, il seguente pe-

riodo: «Se, in assenza dell’avviso di cui al

primo periodo, è comunicato alle parti l’av-

viso di fissazione dell’udienza di discussione

nel merito, i ricorsi sono decisi qualora al-

meno una parte costituita dichiari, anche in

udienza a mezzo del proprio difensore, di

avere interesse alla decisione; altrimenti

sono dichiarati perenti dal presidente del col-

legio con decreto, ai sensi dell’articolo 26,

ultimo comma, della legge 6 dicembre

1971, n. 1034». Art. 37.

(Disposizioni transitorie)

1. Fatto salvo quanto previsto dai commi

successivi, le disposizioni della presente

legge che modificano il codice di procedura

civile e le disposizioni per l’attuazione del

codice di procedura civile si applicano ai

giudizi instaurati dopo la data della sua en-

trata in vigore.

2. Ai giudizi pendenti in primo grado alla

data di entrata in vigore della presente legge

si applicano gli articoli 132, 345 e 616 del

codice di procedura civile e l’articolo 118

delle disposizioni per l’attuazione del codice

di procedura civile, come modificati dalla

presente legge.

3. Le disposizioni di cui ai commi quinto

e sesto dell’articolo 155 del codice di proce-

dura civile si applicano anche ai procedi-

menti pendenti alla data del 1º marzo 2006.

Atti parlamentari – 57 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

Art. 38.

(Decisione delle questioni

di giurisdizione)

1. Il giudice che, in materia civile, ammi-

nistrativa, contabile, tributaria o di giudici

speciali, dichiara il proprio difetto di giuri-

sdizione indica altresı̀, se esistente, il giudice

nazionale che ritiene munito di giurisdizione.

La pronuncia sulla giurisdizione resa dalle

sezioni unite della Corte di cassazione è vin-

colante per ogni giudice e per le parti anche

in altro processo.

2. Se, entro il termine perentorio di tre

mesi dal passaggio in giudicato della pronun-

cia di cui al comma 1, la domanda è ripropo-

sta al giudice ivi indicato, nel successivo

processo le parti restano vincolate a tale indi-

cazione e sono fatti salvi gli effetti sostan-

ziali e processuali che la domanda avrebbe

prodotto se il giudice di cui è stata dichiarata

la giurisdizione fosse stato adito sin dall’in-

staurazione del primo giudizio, ferme re-

stando le preclusioni e le decadenze interve-

nute. Ai fini del presente comma la domanda

si ripropone con le modalità e secondo le

forme previste per il giudizio davanti al giu-

dice adito in relazione al rito applicabile.

3. Se sulla questione di giurisdizione non

si sono già pronunciate, nel processo, le se-

zioni unite della Corte di cassazione, il giu-

dice davanti al quale la causa è riassunta

può sollevare d’ufficio, con ordinanza, tale

questione davanti alle medesime sezioni

unite della Corte di cassazione, fino alla

prima udienza fissata per la trattazione del

merito. Restano ferme le disposizioni sul re-

golamento preventivo di giurisdizione.

4. L’inosservanza dei termini fissati ai

sensi del presente articolo per la riassunzione

o per la prosecuzione del giudizio comporta

l’estinzione del processo, che è dichiarata an-

che d’ufficio alla prima udienza, e impedisce

la conservazione degli effetti sostanziali e

processuali della domanda.

Atti parlamentari – 58 – Senato della Repubblica – N. 1082

XVI LEGISLATURA – DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI - DOCUMENTI

5. In ogni caso di riproposizione della do-

manda davanti al giudice di cui al comma 1,

le prove raccolte nel processo davanti al giu-

dice privo di giurisdizione possono essere

valutate come argomenti di prova.

Art. 39.

(Delega al Governo in materia di mediazione

e di conciliazione delle controversie civili e

commerciali)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro

sei mesi dalla data di entrata in vigore della

presente legge, uno o più decreti legislativi

in materia di mediazione e di conciliazione

in ambito civile e commerciale.

2. La riforma adottata ai sensi del comma

1, nel rispetto e in coerenza con la normativa

comunitaria e in conformità ai princı̀pi e cri-

teri direttivi di cui al comma 3, realizza il

necessario coordinamento con le altre dispo-

sizioni vigenti. I decreti legislativi previsti

dal comma 1 sono adottati su proposta del

Ministro della giustizia e successivamente

trasmessi alle Camere, ai fini dell’espres-

sione dei pareri da parte delle Commissioni

parlamentari competenti per materia e per

le conseguenze di carattere finanziario, che

sono resi entro il termine di trenta giorni

dalla data di trasmissione, decorso il quale

i decreti sono emanati anche in mancanza

dei pareri. Qualora detto termine venga a

scadere nei trenta giorni antecedenti allo spi-

rare del termine previsto dal comma 1 o suc-

cessivamente, la scadenza di quest’ultimo è

prorogata di sessanta giorni.

3. Nell’esercizio della delega di cui al

comma 1, il Governo si attiene ai seguenti

princı̀pi e criteri direttivi:

a) prevedere che la mediazione, finaliz-

zata alla conciliazione, abbia per oggetto

controversie su diritti disponibili, senza pre-

cludere l’accesso alla giustizia;

b) prevedere che la mediazione sia

svolta da organismi professionali e indipen-


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Processuale Civile tenute dalla Prof. ssa Elena D'Alessandro nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo del ddl del Senato del 2 ottobre 2008 in cui si procede alla riforma del processo civile. Tra le modifiche principali: semplificazione normativa, competenza, difetti di rappresentanza, ricorso in cassazione, procedimento cautelare, attuazione di obblighi di fare infungibili e di non fare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof D'Alessandro Elena.

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