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Riforma 2009 e opposizione all'esecuzione - ord. Cass. n. 20324/10

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile II, tenute dal Prof. Antonio Carratta nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta l'ordinanza della Corte di Cassazione n. 20324 del 2010 che stabilisce il regime transitorio delle cause relative... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile II docente Prof. A. Carratta

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ESTRATTO DOCUMENTO

Cass. civ. [ord.], sez. II, 27-09-2010, n. 20324.

Le sentenze che hanno deciso, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., opposizioni alle esecuzioni, pubblicate tra la data

del 1º marzo 2006 e la data del 4 luglio 2009 sono soggette a ricorso straordinario per cassazione ai sensi

dell’art. 111, 7º comma, cost.; invece avverso le sentenze, che hanno deciso opposizioni alle esecuzioni,

pubblicate successivamente alla data del 4 luglio 2009 é esperibile l’appello, in virtù del nuovo regime

impugnatorio dettato dall’art. 616 c.p.c., come novellato dalla l. n. 69 del 2009.

FATTO E DIRITTO

Il giudice di pace di Roma con sentenza 11 settembre 2008 ha accolto l'opposizione proposta il 14 settembre

2007 da P.I. per impugnare la cartella esattoriale n 097 2003 1053291214 000, notificatale da Equitalia

Gerit spa; ha compensato le spese di lite.

L'opponente ha proposto ricorso per cassazione, notificato l'il settembre 2009; Equitalia ha resistito con

controricorso; il comune di Roma è rimasto intimato.

Il giudice relatore ha avviato la causa a decisione con il rito previsto per il procedimento in Camera di

consiglio, ravvisando la manifesta fondatezza del ricorso.

Nella sentenza impugnata il giudicante ha qualificato il ricorso quale opposizione a uri atto del procedimento

di esecuzione e quindi ex art. 615 c.p.c.. Ha infatti rilevato che l'opposizione aveva per oggetto il preavviso

di fermo veicoli riferito alla cartella menzionata e ha evidenziato che il fermo auto "è misura cautelare e va

collocato nell'ambito del procedimento di esecuzione promosso dal concessionario". Ha inoltre ritenuto che

l'opposizione era fondata, poichè nella cartella era stata omessa la indicazione del nome del responsabile del

procedimento, con conseguente nullità del provvedimento impugnato.

Orbene, insegna la giurisprudenza di questa Corte (v. Cass. 30201/08; 11455/07) che l'impugnazione di un

provvedimento giurisdizionale deve essere proposta nelle forme previste dalla legge per la domanda così

come è stata qualificata dal giudice (anche se tale qualificazione sia erronea). Ne consegue che, ove il

giudicar di merito qualifichi il ricorso propostogli come opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c., il

regime dei rimedi va individuato con riferimento a tale qualificazione. Come ha esattamente osservato la

relazione redatta ex art. 380 bis c.p.c., trattandosi nella specie di impugnazione avverso un provvedimento

reso tra il 1 marzo 2006 e il 4 luglio 2009 la decisione non era impugnabile con l'appello, ma con il ricorso

per cassazione, correttamente proposto con atto notificato l'il settembre 2009. Si applicava infatti il regime

previsto dall'art. 616 c.p.c., nel testo vigente a seguito della modifica intervenuta con la L. 24 febbraio 2006,

n. 52, art. 14, comma 1, in forza del quale (ultimo inciso) la causa era decisa con sentenza non impugnabile,

restando così esperibile solo il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell'art. 111 Cost., comma 7, (cfr

Cass. 2043/2010).

La novella di cui alla L. 69 del 2009, entrata in vigore il 4 luglio 2009, ha soppresso tale ultimo inciso.

Quanto al regime transitorio, l'art. 58, comma 2, ha stabilito che ai giudizi pendenti in primo grado alla data

di entrata in vigore della legge suddetta si applica l'art. 616 c.p.c., come modificato dalla legge stessa, e

dunque il ripristinato regime del doppio grado di impugnazione. Il caso in esame riguarda una controversia

non più pendente in primo grado alla data del 4 luglio 2009, essendo stato deciso con sentenza del settembre

2008. Pendeva tuttavia il termine per l'impugnazione. E' da ritenere, in accordo con la dottrina, che in tale

ipotesi permanga la previsione dell'immediata ricorribilità per cassazione. Militano in tal senso più

argomenti: in primo luogo, quello letterale, dovendosi escludere che il giudizio già deciso possa essere

assimilato a un giudizio ancora pendente in primo grado. In secondo luogo,la illogicità di un duplice

mutevole regime di impugnazione nei confronti dello stesso provvedimento, come si dovrebbe ipotizzare ove

si ammettesse che, a partire del 4 luglio 2009, un provvedimento già reso, prima ricorribile, fosse stato

assoggettato ad appello.

In terzo luogo, va rilevato che si avrebbe una indebita applicazione retroattiva della legge processuale ove si

pretendesse di applicare la legge sopravvenuta in relazione ad atti, le sentenze, che in base alla legge del

tempo in cui erano stati posti in essere implicavano un diverso regime di impugnazione. Il principio tempus

regit actum sembra essere più correttamente applicato, come si è sostenuto in dottrina allorquando il regime


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile II, tenute dal Prof. Antonio Carratta nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta l'ordinanza della Corte di Cassazione n. 20324 del 2010 che stabilisce il regime transitorio delle cause relative all'opposizione all'esecuzione: per quelle tra il 1 marzo 2006 e il 4 luglio 2009 si continua ad applicare il ricorso per cassazione ex 111 c. 7 della Cost, mentre per le cause successive si applica l'appello ex 616 cpc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Carratta Antonio.

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