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Ricerca Sperimentale Internazionale

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Metodologia della ricerca pedagogica, tenute dal Prof. Giuseppe Boncori nell'anno accademico 2011.
Il tema trattato è quello della ricerca educativa condotta attraverso l'analisi scientifica dei problemi di scelta insieme a partners internazionali. Vedi di più

Esame di Metodologia della Ricerca Pedagogica docente Prof. G. Boncori

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ESTRATTO DOCUMENTO

Le fasi e le attività di una ricerca sperimentale

(tratto da B. Vertecchi, 1993)

Fase Azioni

In tale fase si manifesta una condizione di disagio: una

Soggettiva

1 interpretazione, una linea di comportamento, una soluzione

tecnica, non appaiono più adeguate a soddisfare determinate

necessità

Il disagio viene comunicato ad altri, posto a confronto con

Dialettica

2 stati d’animo analoghi avvertiti da chi affronta analoghe

difficoltà. È bene che il confronto sia anche mediato e che si

tengano in considerazione casi descritti nella letteratura

Vengono analizzate sistematicamente le caratteristiche

Preparatoria

3 della situazione nella quale si è manifestato il disagio e se ne

delinea un quadro descrittivo accurato, fino a giungere ad una

definizione esplicita del problema

Vengono formulate le ipotesi dell’iniziativa sperimentale,

Metodologica

4 precisato il piano delle attività, messa a punto la

strumentazione tecnica e l’apparato di controllo, formato il

personale che parteciperà alla condizione dell’esperimento

Si dà corso all’attività, attuando le operazioni previste e

Operativa

5 rilevando le informazioni relative sia alle modifiche che via via

intervengono rispetto al quadro iniziale, sia a quella che si

riferiscono alle procedure e alle tecniche sperimentate

In momenti intermedi viene mantenuto il controllo delle

Valutativa

6 attività. Al termine dell’esperimento vengono raccolte tutte le

informazioni, elaborati i dati, verificate le ipotesi. infine, viene

espressa una valutazione complessiva 3

I risultati ottenuti vengono diffusi insieme a tutte le altre

Comunicazione

7 informazioni (esplicitazione del problema, ipotesi, soluzioni

metodologiche, ecc.) utili per arricchire il quadro della

conoscenza educativa.

Fenomeno educativo

oggetto di studio no Ricerca

modifica

variabili osservativa

indipendenti

si

Ricerca

sperimentale 4

V ARIABILI DELLA NOSTRA RICERCA

individuali contesto

interessi, famiglia

 

aspirazioni scuola

 

aspettative coetanei

 

intraprendenza, adulti autorevoli

 

autostima background socio-economico

 

auto-efficacia background culturale

 

ecc. ecc.

  5

Concetto di sŽ

non realistico

Propagan N E

O

Gruppi di

appartenenza

extrafamili ar S Bisogni

inconsci

Gruppo

famili ar 6

/

ORIENTAMENTO SCOLASTICO E O LAVORATIVO

tanto più efficace quanto più riesce

a giovarsi delle potenzialità

a conoscere i vari aspetti di docenti ed operatori

individuali e sociali educativi, culturali e

(in continuo cambiamento) scolastici 7

esempio

Nome Peso Età attività

Rossi A 72 34 Impiegato

Bianchi G. 55 25 Studentessa

Operaio

Albanese N. 89 55

Valeri M. 80 41 Manager

Grillo M. 76 32 Assicuratore

Lorini A. 56 61 Professoressa

Russo M. 90 23 Casalinga

Rossi G 90 23 Casalinga

Casalinga

Guando A. 90 34

Lorno S. 72 23 Casalinga

Abete C. 55 32 Casalinga

Botrugno F 80 55 Casalinga

Carano M. 72 55 Assicuratore

Zito M. 90 23 Operaio 8

Tabella 1: peso ed attività di un insieme di individui

variabili Peso, statura,

Continue temperatura, pressione,

ecc

Quantitative Numero figli, voto

Discrete maturità, numero

sigarette, ecc

Titolo di studio,

Ordinate categoria di un albergo,

ecc

Qualitative Genere, stato civile,

Sconnesse religione professata 9

D

ISTRIBUZIONE DI FREQUENZE ( : )

VARIABILE ATTIVITÀ

Modalità frequenza

Casalinga 6

2

Assicuratore

operaio 2

Impiegato 1

Studentessa 1

manager 1

professoressa 1 10

M EDIA ARITMETICA

µ = (x +x +...x )/n

1 2 n

Moda:

rappresenta la modalità con maggior frequenza.

Variabilità:

Tendenza delle unità di un collettivo ad assumere diverse

modalità del carattere 11

V ARIANZA

Data la serie x , x … x , il valore medio µ la

 1 2 n

varianza è data da:

n

σ =1/n (x - µ)²

2 i

i=1

La sua radice quadrata prende il nome di

deviazione standard

σ = √ σ 2 12

COEFFICIENTE DI VARIAZIONE

CV= 100 σ/µ

Standardizzazione

I valori standardizzati z , z , ……..z , corrispondenti ad un insieme di n

1 2 n

osservazioni x , x , …..x con media µ deviazione standard σ sono definiti

1 2 n

come: z = ( x - µ )/ σ

i i 13


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Metodologia della ricerca pedagogica, tenute dal Prof. Giuseppe Boncori nell'anno accademico 2011.
Il tema trattato è quello della ricerca educativa condotta attraverso l'analisi scientifica dei problemi di scelta insieme a partners internazionali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodologia della Ricerca Pedagogica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Boncori Giuseppe.

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