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Architettura di rete

• In quanti modo possono essere collegati tra loro gli

elementi di una rete, ovvero quale topologia la rete

può assumere?

• Rete centralizzata o a stella

– Rete in cui esiste un nodo

(hub o centro-stella) che

collega ogni altro elemento

della rete. Tra i rimanenti nodi

non esistono collegamenti

diretti. Tutti i nodi, tranne il

centro-stella, sono collegati ad

un solo altro nodo. Per

scambiare informazioni tra

due nodi è necessario passare

attraverso il centro-stella

Architettura di rete (2)

• Rete decentralizzata

– Rete costituita dalla connessione di n reti a

stella. Tutti i nodi di ogni sotto-rete sono

collegati unicamente al proprio centro-

stella. La rete è caratterizzata dalla

presenza di più hub. La connessione tra

due hub costituisce un "ponte" tra due

sotto-reti centralizzate. Una rete

decentralizzata manifesta una maggiore

tenuta in caso di attacchi casuali, in quanto

l'eliminazione di connessioni all’interno di

una sotto-rete, più probabile dato il numero

maggiore di tali legami, creerebbe pochi

danni; presenta, invece, maggiore

vulnerabilità in caso di attacchi pianificati,

in quanto l'eliminazione di pochi “ponti”

disgregherebbe facilmente la rete

Architettura di rete (3)

• Rete distribuita o magliata

– Rete caratterizzata dall'assenza di

hub, ovvero priva nodi di controllo

centrale o locale, e di percorsi

preferenziali. Ogni nodo è collegato

ad almeno due altri nodi della rete.

Due qualsiasi nodi dispongono di

almeno due percorsi per scambiare

informazioni. I pregi di una rete

magliata si evidenziano in condizioni

di criticità. A fronte della distruzione

di alcuni nodi la rete può

riconfigurare dinamicamente i propri

percorsi e continuare a funzionare

Teoria dei grafi Eulero: il prolema di Konigsberg

Erdos e Rényi: grafi casuali

Tipologie di grafi

• Un grafo si dice connesso (o regolare)

quando tutti i nodi sono collegati tra loro in

modo da formare un reticolo regolare. Se

ogni nodo è connesso ad ogni altro nodo

del grafo, si ottiene un grafo totalmente

connesso

• Un grafo si dice casuale quando le

connessioni tra nodi sono distribuite senza

alcuna regola tra le coppie di nodi; un

nodo può avere più di una connessione o

non averne nessuna Grafi connessi

Caratterizzazione di un grafo

• Un grafo può essere descritto attraverso le

relazioni tra nodi:

– distanza tra nodi

– aggregazione tra nodi

– distribuzione delle connessioni per i singoli nodi

Distanza tra nodi

• La distanza tra due nodi è data dal numero di connessioni

che partendo da uno dei nodi consente di raggiungere l'altro

con il minor numero di passaggi

• Il grado di separazione di un grafo è la media delle distanze

tra i nodi

• La formula che descrive la separazione all’interno di una

rete casuale come funzione del numero di nodi è la

seguente: d = log N/log k, dove N è il numero di nodi, k il

numero dei link per nodo; con k link, da ogni nodo si

raggiungono k altri nodi, dopo due gradi k nodi e così via,

2

quindi k non deve superare N; da k = N si ricava la formula

d d

suddetta.

Grado di distribuzione

• Il grado di distribuzione di un nodo rappresenta il numero di

connessioni del nodo. In una rete non tutti i nodi hanno lo

stesso numero di legami. In un grafo casuale tutti i nodi

hanno la stessa probabilità di avere lo stesso numero di

connessioni

• Nelle reti reali è stato rilevato che molti nodi hanno pochi

legami mentre quelli che ne hanno moltissimi sono una

minoranza. Le osservazioni sperimentali hanno dimostrato

che ogni volta che il numero di legami raddoppia, il numero

di nodi diventa un quarto

• In termini matematici possiamo dire che il numero di legami

dei nodi di una rete reale segue una distribuzione a

potenza (Barabasi)

Reti piccolo mondo

• Una rete ha la caratteristica di "piccolo mondo" quando:

– esistono percorsi relativamente brevi che connettono

coppie di nodi pur essendo la rete molto estesa, vale

a dire ha un grado di separazione basso

– ha un alto coefficiente di aggregazione, ovvero

esistono gruppi di nodi ognuno dei quali ha un gran

numero di connessioni agli altri membri del gruppo

• In una rete piccolo mondo i nodi di un gruppo,

strettamente interconnessi tra loro, hanno pochi legami

con i nodi degli altri gruppi

• Facendo un parallelo con le reti sociali reali possiamo

definire "forti" i legami del primo tipo e "deboli" i legami

del secondo tipo (Granovetter). I legami deboli

rappresentano "ponti" tra i diversi gruppi

Il modello dei sei gradi di separazione

Un oggetto: reti di macchine

• Concezione infrastrutturale (reti di comunicazione, come

le strade)

• Superamento di questa concezione: “macchine non

banali” o “macchine simboliche”

– Le vecchie macchine (…) erano basati praticamente sul principio puro e

semplice del meccanismo a orologeria. Le macchine moderne, invece,

sono provviste (…) di organi di ricezione dei messaggi che provengono

dall’esterno (…). È mia convinzione che il comportamento degli individui

viventi è esattamente parallelo al comportamento delle più recenti

macchine per le comunicazioni. (…) in entrambi esiste, cioè, un apparato

speciale per raccogliere informazioni dal mondo esterno (…) e per

renderle utilizzabili nel comportamento dell’individuo o della macchina

(Wiener 1950: 25; 29).

• Non solo Internet e Web: Ubiquitous computing,

connessione wireless, sensori, agenti, tag, ecc.

La “nuova” scienza delle reti

• Riferimento alla teoria dei grafi

• Riflessione trae spunto dalle reti “piccolo mondo” (le

sei strette di mano di Milgram)

• Reti a invarianza di scala: leggi di

autoorganizzazione per guardare dentro la “scatola

nera” della complessità

• “Nuove” scienze?

Reti a invarianza di scala

Reti di macchine: Internet e il Web

World Wide Web (WWW): rete costituita da documenti

(pagine web) e hyperlink (URL)

Internet: rete di router e di dispositivi di telecomunicazione

che realizzano i collegamenti fisici (cavi, fibre ottiche, ponti

radio, collegamenti satellitari)

Un'altra definizione per Internet come network è: rete di

domini e di indirizzi che li collega (in questa seconda

definizione ad un dominio fanno capo centinaia di router e

server)

Descrivere il Web

• Data la complessità del Web e la mancanza di regole organizzative

predefinite, per costruire un modello matematico del Web sono stati

seguiti, in prima approssimazione, i principi dei grafi casuali

• Numerosi studi sperimentali sulla distribuzione dei nodi e dei relativi

legami hanno evidenziato che il WWW possiede un’elevata

dimensione di auto-organizzazione: tende verso il modello di rete

piccolo mondo e “a invarianza di scala”

“Continenti” del web (Broder): nucleo centrale, in, out, isole

• “una totale assenza nel Web di democrazia, equità, valori egualitari”

(Barabasi 2002)

• “Così come nella società umana pochi individui, i connettori,

conoscono un numero insolitamente ampio di persone, l’architettura

del World Wide Web è dominata da pochissimi nodi altamente

connessi, o hub. (…) Nella rete del Web, tutti i nodi poco conosciuti,

scarsamente visibili e dotati di un esiguo numero di link sono tenuti

insieme da questi rari siti altamente connessi” (Barabási 2002: 63).

Misure sperimentali del Web

• Nel 1999, attraverso uno studio su 325.729 nodi del Web, è stato

ottenuto un valore medio per la distanza tra nodi pari a 11,2.

• Due anni dopo, considerando 200.000.000 di documenti, è stato

rilevato un valore medio per la distanza tra nodi di 16.

• Nel 1999 è stato considerato un campione di 259.794 siti ed,

eliminando i nodi con un solo link, è stato ottenuto un coefficiente di

aggregazione C = 0,1078 (maggiore di 3 ordini di grandezza rispetto

al valore C = 0,00023 ottenuto per un grafo casuale con la stessa

dimensione)

Misure sperimentali di Internet

• Un’analisi effettuata nel 1999 per Internet considerato sia come rete di

router che come rete di domini, ha dato i seguenti risultati:

– grado di separazione (domini): compreso tra 3,70 e 3,77

– grado di separazione (router): circa 9

– coefficiente di aggregazione (domini): compreso tra 0,18 e 0,3 (molto

più alto del valore C = 0,001 di un grafo casuale con parametri simili)

La mappa di Internet

• Nel 1999 tre informatici, i fratelli

Faloutsos, tracciarono il

percorso seguito dai pacchetti di

informazioni inviati via Internet,

ovvero i router attraversati

• I Faloutsos scoprirono che il

grado di separazione medio era

di 4 router e non superava mai il

valore 10

www.opte,org

net, ca, us com, org mil,

gov, edu

jp, cn, tw, au de, uk, it, pl, fr

br, kr, nl unknown Mappa di Internet,

2003

Connections

between routers

Fonte:

http://visualgadget

s.blogspot.com/20

08/06/graphs-and-

networks.html

• Condurre ricerche nelle reti: ricerca broadcast vs

ricerca diretta

• Vulnerabilità e contagio: robustezza topologica

rispetto ai guasti casuali; fragilità di fronte ad

attacchi diretti (è sufficiente attaccare pochi hub)

• Quale modello di network?

– Oscillazione ontologia/metodologia

– Oscillazione oggetto/modello

Reti di persone

• La riflessione sul Sé

• Social Network Analysis (o analisi strutturale): le

relazioni tra le parti sono più significative della

descrizione dei singoli elementi

• L’idea che i fenomeni sociali possano essere

interpretati come reti di relazioni, che la società

stessa possa essere assimilata ad una rete e che

l’azione degli attori sociali possa essere spiegata

come esito di vincoli e opportunità emergenti dalle

relazioni tra i soggetti gode di crescente consenso

nell’ambito delle scienze sociali (Chiesi 1999: 12).

Social Network Analysis

• un insieme di tecniche di analisi strutturale, che si basano sui

seguenti postulati relativi alla realtà sociale:

• il comportamento dell’attore è interpretabile principalmente in termini

di vincoli strutturali all’azione, piuttosto che in termini di libertà di

scelta tra corsi di azione alternativi;

• la spiegazione dei fenomeni sociali deve essere ricercata nelle

relazioni tra gli elementi piuttosto che nelle caratteristiche degli

elementi;

• le tecniche di analisi si concentrano sulla natura relazionale della

struttura sociale e sostituiscono (o integrano) le tecniche statistiche

classiche che si basano su elementi considerati indipendenti tra loro;

• la forma delle relazioni sociali può a sua volta essere spiegata in

parte come l’esito delle scelte degli attori, individuali o collettivi, che

rappresentano i nodi del reticolo (Chiesi 1999: 25).

• la Social Network Analysis può applicarsi ad aree molto distinte della

vita sociale: i nodi del reticolo possono essere costituiti da individui

come da loro aggregati (sino ad esempio allo studio dei rapporti tra

grandi aziende o tra intere nazioni).

• applicata ai settori più disparati, dalla ricerca del lavoro (almeno a

partire da Granovetter 1973) alla diffusione dell’innovazione (Katz e

altri 1957), dalla correlazione tra malessere psicofisico e densità delle

relazioni sociali ai rapporti tra i consiglieri di amministrazione delle

grandi aziende (interlocking directorates).

• Fondare la riflessione sociale sui network permette di delineare un

modello che tracci in modo coerente il passaggio da un sistema di

relazioni sostanzialmente fondato sulla prossimità geografica e sulle

appartenenze (forti, univocamente delimitate e definite) a un modello

di società strutturato intorno a network.

Quale modello di network?

• “Metafora operativizzata”: si sottolinea la distanza

da formulazioni metaforiche (o generiche?)

– tecniche di ricerca che possono applicarsi a livello micro

come a livello macro, a individui o a soggetti collettivi), con

l’unica condizione che si individuino elementi che possano

fungere da nodi e una qualche tipologia di connessione tra

questi.

– strumenti esplicativi che, uniti alle tecniche sopra citate,

permettono di superare una visione eccessivamente

generica del network per trasformarlo in efficace strumento

euristico

• Concezione metodologica

3. Reti di macchine + persone

Reti di persone e reti di macchine

• La società può essere compresa soltanto attraverso lo studio dei

messaggi e dei mezzi di comunicazione relativi ad essi; e (…) nello

sviluppo futuro di questi messaggi e mezzi di comunicazione, i

messaggi fra l’uomo e le macchine, fra le macchine e l’uomo, e fra

macchine e macchine sono destinati ad avere una parte sempre più

importante (Wiener 1950: 23-24).

• Il linguaggio non è un attributo esclusivo dell’uomo, bensì un

carattere che egli può condividere fino a un certo grado con le

macchine da lui costruite (…) Generalmente noi crediamo che la

comunicazione e il linguaggio siano diretti da persona a persona. È

possibile tuttavia che una persona parli a una macchina, una

macchina a una persona e una macchina a una macchina (…). C’è

un linguaggio emesso dall’uomo e diretto alle macchine e c’è un

linguaggio emesso dalle macchine e diretto all’uomo (Wiener 1950:

101 - 102)

Un oggetto: reti di macchine + persone

• Tecnologie di relazione sociale (superamento

concezione uomo-macchina)

• Computer Supported Social Networks (Wellman):

network sociali che sono mediati/abilitati dalle

tecnologie

– reti i cui nodi siano costituiti da macchine e da persone

– reti di macchine che supportano l’interazione in rete di

persone,

– l’integrazione e la sovrapposizione tra reti di macchine e

reti di persone,

– fino all’idea che la rete di macchine possa costituire lo

spettro di possibilità (la rete virtuale, nei termini che

chiariremo nelle conclusioni) nell’ambito del quale

l’utente (la persona?) agisce con successive

attualizzazioni.

Cosa cambia con l’inclusione delle tecnologie? Cosa cambia

con l’inclusione delle relazioni sociali?

• È opinione comune che l’attuale centralità del concetto di rete

sia da ricondurre esclusivamente alla pervasività delle

tecnologie di rete, quasi fossero queste ultime a diffondere e

rendere possibili modelli di interazione e/o di organizzazione

di tipo reticolare.

• le reti sociali sono un fenomeno precedente allo sviluppo delle

reti informatiche, così come è possibile tracciare un lungo

percorso di antecedenti delle reti tecnologiche .

• A proposito dei modelli organizzativi, Castells sostiene che

modelli di tipo reticolare fossero presenti anche in passato e

che fossero potenzialmente più efficienti di quelli gerarchici,

ma che solo le nuove tecnologie, garantendo feedback

immediati, permettano di mantenere l’efficienza di

un’organizzazione reticolare applicata su larga scala (Castells

2004: 5).

Cosa cambia con l’inclusione delle tecnologie? Cosa cambia

con l’inclusione delle relazioni sociali? (segue)

• in che modo interagiscono, nella società contemporanea, le

tecnologie e le relazioni sociali? Si è visto che entrambi i

modelli (i reticoli sociali, le reti di macchine) erano rilevabili

anche nei secoli passati, pur con declinazioni parzialmente

differenti

• In altri termini, quanto sono gli attori sociali e i reticoli da essi

formati, che costituiscono entità già date ed esistenti, a piegare

le tecnologie per gli stessi scopi perseguiti in precedenza

attraverso infrastrutture differenti (la rete stradale, la struttura

urbana e di vicinato, ecc.), e quanto invece le tecnologie “di

rete” intervengono a modificare, almeno parzialmente, le

dinamiche sociali preesistenti?

• le tecnologie di rete (con o senza

fili) «permettono alle persone di

agire insieme con modalità inedite

e in situazioni in cui l’azione

collettiva non era mai stata

possibile» (Rheingold 2002: 14); le

reti rappresenterebbero, dunque, la

«forma di organizzazione sociale

maggiormente innovativa

sviluppatasi di recente, dopo le

tribù, le gerarchie e i mercati»

(Rheingold 2002: 264).

• È probabile che la tecnologia allarghi ed amplifichi

lo spettro delle connessioni che ciascuno di noi è in

grado di intrattenere. È forse possibile sostenere

che il suo ruolo consista esclusivamente nel

rendere visibili (e quindi analizzabili) dinamiche che

si attivavano già in precedenza

• Rendere visibili processi almeno in parte

preesistenti, o ne amplifichi la portata, ma che dia

luogo a un network totalmente nuovo, in cui il livello

di interdipendenza tra nodi anche distanti sia tale da

determinare dinamiche inedite, quali ad esempio i

fenomeni emergenti di autoorganizzazione.

• L’ipotesi che mi sembra più plausibile è che le tecnologie di

rete contribuiscano innanzitutto a rendere palesi e visibili

dinamiche di rete preesistenti.

• Da questo punto di vista, si può affermare che i reticoli sociali

siano sempre esistiti e si siano sempre organizzati più o meno

con modalità analoghe: l’onnipresenza del concetto di rete,

favorita anche dalla pervasività e dalla forte visibilità delle reti

tecnologiche, ci ha fatto ricondurre a tale modello oggetti che

già conoscevamo, permettendoci di applicarvi strumenti di

analisi almeno parzialmente innovativi; non è da escludere,

poi, che la pervasività del concetto di rete ci abbia condotto a

sovrapporre realtà differenti, riconducendole a un modello

che, nella sua formulazione più generale (nodi collegati da

link), è applicabile a realtà molto (e forse troppo) distanti.

• le reti per la comunicazione interpersonale svolgano il

rilevante ruolo di favorire i link di lunga distanza. Questi,

collegando cluster interconnessi al proprio interno, accorciano

sensibilmente le distanze complessive. Ed è in questi termini

che si potrebbe giustificare l’affermazione che le tecnologie

abilitano l’azione collettiva anche laddove in precedenza era

impossibile.

• contribuiscono a modificare non solo la nostra

rappresentazione del concetto di rete, ma anche – almeno in

parte - la natura delle reti sociali con cui ci confrontiamo,

rendendo più interconnesso il sistema complessivo

Alla ricerca di un modello teorico

• Nelle tradizioni teoriche che negli ultimi anni si sono occupate

in modo più esplicito e strutturato di dinamiche di rete – la

social network analysis e la “nuova” scienza delle reti – si può

rilevare la tendenza a marginalizzare l’uno o l’altro degli

aspetti.

• Nella SNA cioè, si rileva la tendenza a ritenere la componente

tecnologica prettamente accessoria rispetto alle dinamiche di

rete messe in atto dalle persone

• Nella NSR si può cogliere un atteggiamento che tende a

ritenere accessorie le dinamiche e le variabili proprie della

realtà sociale, per soffermarsi esclusivamente sui fenomeni di

rete (sulle leggi) che ricorrono in sistemi molto differenti tra

loro (un atteggiamento, cioè, del tutto indifferente alla natura

dei nodi, ma anche poco consapevole della lunga tradizione

sociologica che si è interrogata su dinamiche di rete).

Alla ricerca di un modello teorico

• Se per gli oggetti analizzati nel capitolo terzo era relativamente

agevole individuare un principale modello teorico di riferimento, per le

reti di “macchine + persone” un simile modello teorico è, almeno in

parte, ancora da definire.

• NSR e SNA hanno mostrato, per ora, scarse capacità di dialogo

• NSR: non problematizza particolare natura dei reticoli sociali.

– Pur trascurando gran parte della tradizione sociologica, la nuova scienza

delle reti avrebbe l’ambizione di rappresentare un punto di riferimento

anche per la riflessione sulle reti di persone

• SNA: solo parziale attenzione a NSR, diffidenza per concetti ritetnuti

“superati”

– la natura mediata delle relazioni passi del tutto in secondo piano; network

sociali technology supported, dunque, vengono generalmente studiati

come qualsiasi altra forma di reticolo sociale, senza integrare nella

riflessione un’attenzione per la natura delle tecnologie

Alla ricerca di un modello teorico

• Per poter essere assunta come strumento di analisi

privilegiato per le reti di macchine + persone, la Social

Network Analysis dovrebbe integrare in modo più deciso una

riflessione sulle caratteristiche e sugli strumenti messi a

disposizione dalle tecnologie, non limitandosi a considerarle

un mero strumento – uno dei tanti a disposizione per costituire

ed alimentare reticoli sociali

• Ad esempio, Wellman ha compiuto un percorso che lo ha

condotto a riflettere in modo ampio e sistematico sulle

tecnologie di rete e sulle forme di interazione on line,

allontanandosi parzialmente dalla SNA “pura” (ma traendone

gli strumenti necessari per sue analisi)

• Il nostro modello teorico risulterà dall’integrazione di Social

Network Analysis e scienza delle reti con il quadro concettuale

proposto soprattutto da Wellman e Castells.

Descrivere le reti di macchine + persone

• Dentro e fuori dalla rete: il networked individualism

• Computer supported social networks: «quando un

network di computer connette persone o

organizzazione, è un network sociale» (Garton,

Haythornwaite, Wellman 2002: 2)

• Modelli di società “in rete”: Castells e la network

society

Il dissequestro dell’esperienza

• “ciò che la crescente disponibilità di materiali mediati ha fatto è

consentire al sé, inteso come progetto simbolico organizzato in

modo riflessivo, di affrancarsi progressivamente dai suoi legami con

i contesti pratici della vita quotidiana. Per quanto siano ancora

situati in tali contesti e organizzino buona parte della loro esistenza

in funzione delle richieste che da questi provengono, gli individui

possono ora sperimentare eventi remoti, interagire con altri lontani,

spostarsi temporaneamente in microcosmi mediati e, a seconda dei

propri interessi e priorità, lasciarsene coinvolgere in misura più o

meno profonda.” (Thompson)

Un passo indietro: introducing identity

• Un paradosso: identità deriva da idem; ma il termine implica

sia similarità che differenza:

– Da un lato è qualcosa di unico per ciascuno di noi, cui tendiamo

ad attribuire una certa coerenza (si pensi al dibattito sul “furto di

identità”); struggle to “be myself”

– Dall’altro essa implica anche una relazione con un più ampio

gruppo sociale (identità culturale, etnica, di genere, ecc.): in parte

riguarda dunque ciò che condividiamo con altri; “multiple

identifications with others”

• “On one level, I am the product of my unique personal

biography. Yet who I am (or who I think I am) varies according

to who I am with, the wocial situations in which I find myself,

and the motivations I may have at the time

(D. Buckingham, Introducing identity, in Youth, Identity and

digital media, MIT Press, 2008)


PAGINE

94

PESO

1.16 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Internet studies tenuto dalla Prof.ssa Comunello. Gli argomenti che si affrontano sono: Reti e network: una riflessione semantica; Ipertesti, organizzazione non sequenziale della conoscenza, sistemi emergenti; Reti di macchine, reti di persone;
Comunità virtuali vs networked individualism; Reti di macchine + persone.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in industria culturale e comunicazione digitale
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di INTERNET STUDIES e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Comunello Francesca.

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