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Reti di conoscenza nelle città

Temi trattati in questa lezione sono:
- I modelli gravitazionali
- Il modello di Christaller
- Il processo di diffusione delle attività di servizio
- La concentazione geografica della domanda e lo sviluppo dell’economia
- L’importanza dei servizi nei consumi privati
- La creazione di un ordine intelligente nelle città... Vedi di più

Esame di Economia dell'innovazione docente Prof. R. Cappellin

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

analizzando la struttura urbana della Germania meridionale, egli definisce esogenamente sette livelli di centri

sulla base di un indicatore di centralita dato dalla presenza di telefoni collegati alla rete interurbana e, applicando

il principio di mercato, trova una corrispondenza impressionante tra il numero di centri evidenziati dal suo

modello teorico e il numero di centri esistenti nella realtà. Preme qui sottolineare come il modello di Christaller

riesca a dare una risposta ai quesiti posti all’inizio del capitolo: esso infatti dimostra l’esistenza di una gerarchia

urbana, in cui ogni città di una certa dimensione svolge una precisa funzione. Non solo: il modello è in grado di

trovare una regola per evidenziare il numero di centri di un certo ordine, la dimensione di ogni area di mercato di

ogni centro, la distanza tra i centri dello stesso ordine e, pertanto, la loro distribuzione geografica. 10

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4.06

Figure Ideal central place patterns according to Christaller. One ideal pattern for the hierarchy of central places follows the marketing principle: in

the figure in the upper left, the relative location of hamlets, villages, towns, and a small city are shown, and the market areas for the towns and the city

are indicated. If smaller places were nested wholly within larger ones, the middle pattern might occur. The upper right diagram shows the more

important (thicker lines) and less important transport routes. Patterns for the relative locations of hamlets, villages, towns, cities, and major transport

routes may alternately follow the administrative principle or the transport principle. Note that the former principle avoids dividing the market areas of

smaller places, and that the latter has the most efficient transport pattern (see text for details). (Reprinted by permission of the Regional Science

1965,

Association from B.J.L. Berry and A. Pred, “Central Place Studies: A Bibliography of Theory and Applications,” Series No. 1, Regional Science

Research Institute.) 12

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Fonte: Cappellin, R. , Osservazioni sulla distribuzione inter ed intraregionale delle attività produttive, in G. Fuà e C. Zacchia (a cura di),

Industrializzazione senza Fratture. Bologna: Il Mulino, 1983.

11. Il processo di diffusione delle attività di servizio

Nel caso delle attività di servizio sia esterne che interne alle imprese industriali, risulta sempre più chiaro un

orientamento localizzativo verso il mercato o verso taluni fattori localizzati, come l’offerta di lavoro qualificato,

essendo irrilevanti i costi di trasporto degli altri input produttivi mentre invece alti sono i costi di trasporto del

servizio stesso.

La relazione tra costi di trasporto ed economie di scala nella determinazione del grado di diffusione territoriale di

figura 3.

questo settore ed anche di talune attività industriali orientate verso il mercato è illustrata nella Essa

mostra che al crescere del numero delle imprese (n) e della loro distribuzione territoriale diminuiscono i costi di

la maggiore accessibilità alla domanda

trasporto (CTR), data che usualmente è dispersa, mentre aumentano i

il minore sfruttamento delle economie di scala,

costi di produzione (CPR) dato essendo le imprese più

numerose e più piccole.

Il numero delle imprese (*) che consente la minimizzazione del costo totale (CT), dato dalla somma dei costi

una crescente

di trasporto e di produzione, sembra essere diminuito nel tempo (fl**), determinando

concentrazione delle attività di servizio nelle regioni più sviluppate, per l’effetto combinato di uno

spostamento verso il basso della curva dei costi di produzione (CPR’), dovuto alle significative economie di

uno spostamento

scala connesse con l’uso di procedure organizzative moderne e con l’uso dei computer, e di

verso il basso anche della curva dei costi di trasporto (CTR), dovuto al miglioramento delle comunicazioni

connesso con il più ampio uso del telefono, del telex, dei terminali di calcolatori, dei mezzi aerei, che hanno

permesso la offerta di servizi a distanze una volta inimmaginabili. Tipico esempio è quello della concentrazione

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nelle sedi direzionali delle imprese multiregionali di diversi servizi amministrativi una volta svolti anche negli

stabilimenti decentrati.

un fattore che ha spinto verso una maggiore diffusione territoriale è stata la crescita della

Peraltro

domanda, crescenti livelli di reddito

che è stata determinata dai procapite nelle aree periferiche e che ha fatto sì

possano ora essere raggiunte quelle

che, ad esempio, anche in centri urbani di medie e piccole dimensioni

soglie che, date le economie di scala, consentono la produzione autonoma di taluni tipi di servizi, in particolare

le attività di

quelli rivolti alle persone. È quindi opportuna una distinzione all’interno di questo settore tra

servizio più avanzato, che si sono relativamente concentrate determinando una corrispondente concentrazione

attività di servizio più tradizionali che si sono relativamente

dei flussi di informazione e di potere, e le

diffuse. 15

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centre of incubators

agglomeration of innovation

Cities

living interregional

environments are gateways

administrative centres of culture

centres and identity 16

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The role of cities in the knowledge economy

1.1 Cities as centre of economies of agglomeration and urbanization

Cities are centres of economies and diseconomies of agglomeration (Convery, Halbert and Thierstein, 2006;

Geenhuizen, and Nijkamp, 2007; Salet and S. Majoor, 2005; Vázquez Barquero, 2006). Innovation affects the

transaction costs (Cappellin, 1988), which play a crucial role in explaining the agglomeration economies and the

actors concentrate when a dispersed

relationships between larger cities and smaller urban centres. In fact,

location pattern would imply too high transaction costs.

the crisis of a too concentrated settlement pattern,

However, other factors may explain such as a very large

metropolitan area. Thus, when the number of firms and households increases above a specific threshold, which

transaction costs may increase

may vary according to the sector and the period considered, the and this may

decrease the “localisation” and “urbanisation” economies.

Various factors explain why the most appropriate spatial organization form of the transactions in the various

a polycentric city-region.

sectors and in the labour market may not be a large metropolitan area, but rather In

a network of interdependent and smaller urban centres within a city-region may be more efficient

fact,

than a large compact metropolitan area.

First, the cost of the transfer and the elaboration of information between firms, tightly integrated among them in a

congestion existing in a large

specific production sector, may become very high and unmanageable, due to the

metropolitan area. 17

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lower the belief in common values, the common

Secondly, a wider disparity between the local actors would

identity, and the spirit of solidarity increase the transaction costs,

among them and with respect to a small or

intermediate urban centre. decrease in the reciprocal loyalty and

Thirdly, the increase of the number of the local firms could lead to a

thrust between the buyers the incentive to make idiosyncratic

and the suppliers and that would decrease

investments, which would bound more tightly the tow actors or firms and this lower investments would slow

down the process of innovation.

the progress in telecommunication

Fourthly, and especially the decrease in cultural, organizational, and

a decrease of the transaction costs

institutional distances may determine between two distant firms and reduce

the need for a spatial concentration.

Thus, cities may have different optimal sizes according to the size of transaction costs. Different spatial

patterns may coexist at the same time and the urban structure of a country or a region is usually organised

by a complex network, where larger urban centres coexist with small urban centres, and the balance

between large and small cities may vary in various countries and periods.

Research should investigate the implications of these different factors of the size and structure of city regions on

their governance structures and on the ways to exploit the potentials of decentralization and participation

without loosing the advantages of diversity and agglomeration. 18

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1.2 Cities as incubators of innovation,

Cities represent the incubator of innovations and of new productions (Acs, 2002; Begg, 2002; Bunnell, 2001;

Camagni 1999; Capello 2001; Capello and Nijkamp, 2004; Cappellin, 1988 ; Cappellin and Batey 1993;

Cappellin, 2000; Crevoisier and Camagni 2000; Feldman and Audretsch, 1999; Fujita and Thisse 2002; Glaeser,

1998; Glaeser, Kallal, Scheinkman, Shleifer, 1992; Karlsson, 1999; Karlsson, and Olsson, 2006; Landry, 2000;

Lever, 2002; Musterd, and Deurloo, 2006; Musterd, and Salet, 2003; Raspe and Van Oor, 2006; Redfield and

Singer, 1954; Rémy, 2000; Sassen, 1994; Simmie, 2003; Simmie, 2001; Storper and Venables, 2002). After the

massive de-industrialisation of the urban economies during the 1970ties and 1980ties, the economic engine of

cities have anticipated the rest of the economy in the deep changes occurred

cities has changed. In particular,

in the labour markets and in the organisation of the relationships between the firms.

• Cities are the core of the far-reaching sectoral transformation of the national and international economy into

the model of the “knowledge economy” and the competitive advantage of cities and regions is determined by

a faster adoption of innovation.

• centre of research and higher education institutions and the preferred location of high-tech

Cities are the

firms, involved in the development and research of new technologies. Cities facilitate the adoption of

better access to information on international markets

innovation, as they insure a and are characterised by

availability of qualified human resources and of highly diversified service and industrial activities.

the

• share of the business services on total employment cultural and social services,

They show a larger and of a

which are increasingly integrated with the knowledge value chain of industrial and service activities, within

broader concept of knowledge and innovation. 19

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urban areas do not only own the economic potentials of economies of scale and agglomeration

Moreover,

with pooling effects and spillovers, but they also represent the most suitable cultural and social environment for

diversity of knowledge and creativity (Fujita; Thisse, 2002).

1.3 Cities as gateways in interregional links,

Cities are also a node in the transport and communication networks at the interregional and international

level nodes or gateways

and perform the role of in the relationships of a region with the outside world. They are

a greater openness to international relationships

characterised by or by a greater organisational and

different from their respective

institutional proximity with distant regions and countries. That makes them

hinterland region, which is often characterised by an attitude of “local closure” and by lock-in effects.

The internationalization process creates:

• new production linkages,

• consumption imitation,

• the attraction international investments in the regional territory

• various forms of multilevel governance. more opportunities for cooperation and not only for

An increased international openness may promote

competition. the integration of domestic capabilities with external

Moreover, innovation within the urban areas requires

national or international capabilities. 20

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The process of internationalisation is a learning process, a gradual enlargement of the scope

which leads to

of the local networks tighter relationships between the local networks and the international

and to

networks. speeding up the economic development processes and the transformations of productive

Globalization is

structures, an increasing specialization and diversity

leading to of the economic system.

Moreover, the urban and regional system has become ever more polycentric and the regional and urban

hierarchies tend to shrink as the relations and firm and city networks intensify, because of the effects of

globalization. In fact, there are two processes, which explain the diversification of the territorial system at the

European level. the conversion of the national urban systems into a European urban system

On the one hand, introduce a

change in the inter-urban relations, leading to a greater diversity in the economic, political and institutional

functions of the cities and regions within a more interactive and closely related urban system. On the other hand,

a greater variety of products and activities reduces the concentration of productive and commercial

functions in the largest cities or urban regions, due to the agglomeration diseconomies. This dynamic may lead

to the creation of more flexible urban systems and the reduction of the historical urban hierarchies. 21

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1.4 Cities as centres of a shared culture and identity

Cities are centres of a shared culture and identity, being the location of universities and cultural institutions.

a cultural “leadership” effect on their region

They create and contribute to the creation of an image, which

facilitates the visibility of the region in the international economy.

overcome the extreme individualism favoured by the competitive

Cities allow at least partially people to

nature of economic relations and promote stronger social relations and forms of solidarity through spatial

contiguity and the creation of meeting places.

advancement of knowledge due to their higher internal diversification,

Cities contribute to the being a

a variety of

concentration of public and private activities, of service and manufacturing activities and of

professional profiles. Cities stimulate the dialog among different cultures and the co-operation between

different institutions and actors.

Cities are characterized by a multicultural composition, being the residence of many immigrants from various

may lead to an attitude of receptivity

parts of the world. The wide range of different perspectives and voices

and tolerance, which favours innovation. the process of social integration of different

On the other hand,

cultures may be easier in intermediate cities, whereas in large cities, foreign immigration may lead to ethnic

segregation and tensions. 22

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1.5 Cities as a living environment

Cities are also a living environment. Citizens and firms within cities are users and consumers, which

express new needs and demand for new products and services (Cappellin, 2007).

the close connection between potential clients, expressing new complex needs, and firms and

In fact,

organizations, endowed with advanced capabilities and open to form of collaboration with other firms and

representing a powerful stimulus to innovation. Thus, cities are also a key market, which

organizations, is

represents a crucial opportunity for the development of new economic activities and birth of new firms.

That leads to a greater diversification of the urban economies the capabilities of the

and increases

European economy in facing the challenges of global competition with countries, which produce traditional

goods at lower costs.

The role of people in the knowledge economy is usually recognized by focusing on the supply side of the

economy, as tacit knowledge, competencies, collective knowledge and interactive learning processes are social

an increase of production capacity or of total factor productivity of the national

processes, which lead to

economy. the explicit reference to the demand side

However, leads to consider a new dimension of the knowledge

the knowledge economy is also characterized by the development of new products and

economy. In fact,

services and especially by new needs and living habits. the “knowledge

Increased knowledge, higher education and higher cultural levels lead people and in particular

workers” to change their preferences and behaviours. changing attitudes to work and

This is indicated by: 23

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job preferences, greater preference for urban living, more interregional mobility, different time

organization and an increased demand for leisure services.

Knowledge workers are also knowledgeable consumers, larger demand for meeting

characterized by a

places, travel, transport and ICTs, health, environmental quality, a higher demand for security and less

crime, more demand for media, cultural activities and education, more preference for city-centre living,

unfortunately leading to more car traffic, air and noise pollution, etc..

the capability to aggregate emerging and diffused needs

The creation of new goods and services may require

of a community or association of users, characterized by a specific culture and desiring a specific product

or service.

The respective role of consumers and the suppliers changes between markets, and many new services

more active part by the users.

require a Thus, there is the need to investigate the interplay between the demand

(needs) and the supply (production capacity) and its consequences for policies in European city regions as well as

EU policies creating incentives for the improvement of the knowledge bases of city regions.

In particular, consumption is not related to the monetary exchange between the consumer and the

producer considered in isolation, but rather to the complex and changing distribution of individual roles

within that specific community, which is interested to the use and production of the considered good or

service. Clearly, the introduction in the market of a new specific good or service is not the result of individual

the result of an implicit coordination between all partners belonging to a specific

action, but rather

community.

New life styles and consumption patterns have a collective character the

and are tightly related to

interaction between the various consumers and citizens in the city-region. 24

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new emerging needs,

The possible conclusion is that in a modern society, individual producers cannot satisfy

a collective, although not always public and national provision, private

but they require such as in the case of

associations or of public-private partneships at the local/regional level.

effective interaction and co-production

The development of new goods/services is usually the result of an

between the user and the producer.

Moreover the introduction of a new service or product in an urban area often is the result of self-

production by the same users, innovation”) tight cooperation

either individually (“user or most often in

between individuals within a specialized asssociation or a specific community of interest (“community

innovation”).

In some cases, the consumption of goods and services is only instrumental in order to participate to a

given community, as the real aim of the consumer is the possibility to socialize with other actors, characterized

goods”

by a similar knowledge or culture. In this perspective, the definition of “community seems more

nature of these new communities and

appropriate than that of “club goods”. Research should investigate the

the characteristics of their members, to develop recommendations for changes in local governance and

strategies for city regions. 25

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imitated by industial

Later, when these self-produced service and products prove to be successful, they are

firms, which imitate them and introduce product innovation. That expands the production for the market,

firstly within their region but afterwards also in other city regions around the world. An improved

cooperation between European city regions can help European producers within these new markets to exploit

faster and more effective these possibilities of expansion.

1.6 Cities as political and administrative centres.

While technological change and innovation have important complex effects on the urban environment, on the

urban policies, public regulations, and public expenditure represent key factors leading to the

other hand

adoption and development of new technologies and innovation (Cappellin, 1997; Salet and Faludi, 2000;

Salet, 2002; Salet, 2006; Salet and Gualini, 2006; Salet, Thornley and Kreukels, 2003; Wink and Karl, 2006).

Local governments may create a modern and high quality living environment through a better use of

modern technologies in various fields of urban policies leading to an high quality living environment, such as:

• construction of environmentally sustainable and technologically smart buildings,

• re-conversion of industrial derelict sites

• the creation of science parks,

• conference centres and similar new modern infrastructures,

• the adoption of energy saving technologies in residential building and in public and private transport,

• pollution control systems,

• the recycling of urban waste,

• efficient water management systems. 26

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Furthermore, local governments in modern urban areas must provide:

• modern hospitals and advanced medical services,

• specific vocational training and further education courses,

• new entertainment and tourist activities,

• modern shopping centres,

• security controls technologies,

• e-government technologies in the public administration.

Thus, the traditional instruments of local policies within city regions have to be adjusted towards a changed

environment.

municipal administrations usually represent the most important companies in a city

Moreover, or regional

they have the possibility to orient local public expenditure to innovation in the

economy. That implies that

various individual items of their budgets. As in the case of national public expenditure, the impact on

local expenditure through the demand side may be very important

innovation of and it is complementary to

public subsidies, working on the supply side.

the traditional measures, such as Examples for these are in the

fields of cultural services as well as new technologies in public facility management or the implementation of

new environmental services to reduce the risk and impact of climate change. 27

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Changes in the urban form and

planning in a knowledge economy

T

Knowledge

Local labour New living and

networks

demand and consumption

and

supply in a patterns in a

innovation

knowledge knowledge

in urban

economy economy

areas

L C

Local finance and governance in a

knowledge economy

G

Figura 4: Le relazioni tra mercato del lavoro, consumi, territorio e istituzioni

Figure 8: Four policy areas in the evolution of cities to the knowledge economy

locali in una città

Fonte: Cappellin, R. (2007), KNOWCITIES, The role of city-regions and of urban

policies in the knowledge economy, Proposal for a FP7 Project, IULM University. 28

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Technological and organizational innovation

Territorial policies Innovation

may may transform

innovation territory

enhance through: through the:

1. accessibility 1. production

increase change in

2. receptivity technologies,

manage

3. a common 2. location and competition

building of

identity economic activities,

CITIES

4. creativity 3. labour

lever impact on the

5. governance and market,

enhance 4.

entrepreneurship impact on the structure of

6. market transport networks,

promote 5. environmental

orientation and impact on

satisfy quality.

users needs Changes in Territorial Structure 29

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The interdependent relationships between technological change and changes in the spatial structure

economy” spatial structure

The transition to the “knowledge imply changes in the and a change in the aims and

territorial/urban policies. territorial/urban policies may have an

instruments of the On the other hand,

important impact on the economy”. the role of cities

transition to the “knowledge This relationships underline

in the transition of the economy from a “fordist” industrial system to the model of a “knowledge economy”.

perspective"

Thus the relationships has a reciprocal character and it can be considered according to an "impact

perspective".

or according to a "generative

perspective": Changes in technology and in the economy may favour urban renewal

A) The "impact and the

creation of new physical structures and of new jobs in modern activities.

perspective": Urban renewal may also stimulate the progress of technological and

B) The "generative

economic change. 30

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La concentazione geografica della domanda e lo sviluppo dell’economia

la domanda si concentra sempe più

Sia nei paesi più sviluppati che in quelli meno sviluppati dal punto di vista

nelle aree urbane e metropolitane

sia quantitativo che qualitativo per quattro motivi:

le aree urbane comprendono la parte maggiore della popolazione in Europa

1. e attirano flussi di milioni

di pendolari e di turisti e quindi sono le aree in cui si concentra il mercato di beni e servizi;

2. si orienta sempre di più verso l’acquisto di servizi rispetto all’acquisto di beni industriali

la domanda e

I servizi sono

i servizi complementari sono cruciali nell’acquisto degli stessi beni in cui sono incorporati.

concentrati nelle aree urbane; i cittadini delle aree ubane sono

3. la domanda si concentra nelle aree urbane dato che in queste

caratterizzati da maggiori livelli di reddito procapite, di istruzione e di tempo libero rispetto alla

lo

popolazione nelle aree non urbane. Questo favorisce lo sviluppo di segmenti di domanda più avanzati o

sviluppo di “mercati guida” (“lead market”) e quindi di beni e servizi innovativi. i maggiori livelli

4. nelle aree urbane le capacità di offerta di beni e servizi innovativi sono più qualificate dati

di conoscenza della forza lavoro e delle imprese maggiore accessibilità a competenze

e la

complementari in altre regioni e paesi.

La domanda di servizi (consumi o investimenti immateriali o spesa pubblica o esportazioni) piuttosto che le

è il driver dello sviluppo economico e delle innovazioni nelle aree urbane.

esportazioni di beni industriali 31

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I servizi basati sulla conoscenza e lo sviluppo della domanda nelle città

La conoscenza non influisce solo sull’offerta delle imprese ma anche sulla domanda dei consumatori finali

o degli utilizzatori intermedi, che hanno preferenze diverse secondo il loro livello conoscenza.

Il territorio non è solo una fabbrica diffusa il luogo di

in sui sono diffusi gli insediamenti produttivi ma anche

vita dei cittadini lo spazio della domanda dei consumatori.

e

Lo sviluppo delle città non è trainato solo dalla crescita della base di esportazione nelle produzioni

industriali spinto dal processo di continua interazione e differenziazione della domanda e

ma è anche

dell’offerta locale nel settore dei servizi.

• capacità di esportazione di beni

Nelle aree urbane, lo sviluppo non è determinato solo dalle la cui domanda

esterna è quasi infinita a prezzi dati sul mercato internazionale.

• la domanda locale di servizi e beni,

Nelle aree urbane, sia dei residenti che dei pendolari e dei turisti,

rappresenta il driver dello sviluppo dell’offerta locale.

La pianificazione delle città e del territorio la produzione

non deve rispondere solo al bisogno di assicurare

più efficiente delle GI e delle PMI, migliore qualità della vita dei cittadini

ma anche una e deve organizzare

non solo gli spazi della produzione ma anche gli spazi del consumo e della qualità della vita dei cittadini. 32

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Table 1: The knowledge economy is made by people

Dimensions Roles Problems and actions

a) supply factors of production: the increase of productivity, the adoption of new

people as workers to be technologies and the role of life-long learning

trained in new

productions

b) demand market: the disparities between the adoption of new product

people as inhabitants and services in central areas and the late diffusion

and users of new goods in external markets

and services

c) governance institutions: the governance of the innovation system and the

people as citizens, voters adoption of new tools in innovation policy by local

and decision makers on institutions

innovation strategies 33

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Table 2. Anatomy of a typical work year for dependent employees, 2007

Decomposition of average annual hours actually worked by full-year equivalent workers into its components

http://dx.doi.org/10.1787/551047830221

Annual residual

Annual hours of Average weekly Annual weeks

leisure

work hours on all jobs worked

(b) = (365*24)-

(a) = (c) * (d) (c) (d)

(a)

1459 7301 37,3 39,1

France

Germany 1478 7282 36,1 41,0

1517 7243 38,6 39,4

Finland

United Kingdom 1530 7230 37,5 40,8

1536 7224 37,3 41,2

Italy

Australia (2005) 1733 7027 36,4 47,6

3 (2005) 1896 6864 41,3 45,9

United States

OECD-25 1595 7165 38,2 41,6

I cittadini non sono solo lavoratori interessati un posto di lavoro sicuro, un salario e condizioni di lavoro

ma anche consumatori

adeguate, che sono interessati ad un uso gratificante del loro tempo libero e che

domandano beni e servizi privati e pubblici diversi secondo i loro diversi livelli di istruzione, reddito, tempo

Le persone si identificano sempre meno con la loro professione

libero e le loro diverse preferenze individuali.

e sempre di più con i loro stili di vita. Inoltre, le persone sempre di più lavorano fuori dalle città ma vivono o

spendono la gran parte del loro tempo nelle città. 34

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

La governance Il passaggio dalla società fordista alla società post-industriale è accompagnato dal passaggio da

un approccio di mera tutela della concorrenza ad una regolazione (“governance”) delle relazioni tra consumatori

e imprese e di sviluppo di beni e servizi comuni.

Table 3: Consumer satisfaction and the knowledge economy

Knowledge economy:

Higher quality local

more information, culture/preferences

market and collective

segmentation, needs,

product quality standards,

differentiation producer-user

cooperation

Free market Governance

competition, cooperative

deregulation, production, public

international production, price

competition regulation

Industrial economy:

Lower costs 35

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

11. The endogenous growth of services identity Y = C + I, that increase of aggregate demand will lead to a 5% increase of the total GDP. Then, this increase of

GDP will be sufficient in order to hire again the 5% of the labour force, which was initially dismissed due to the

productivity increase. Thus, an increase of productivity in the services sectors and in the rest of the economy can lead to

Services are organized within clusters and are characterized by tight relationships of demand and an increase of total production or GDP and to maintain the initial level of employment, provided that there is an adequate

supply, such as those indicated in figures 1 and 2. “exogenous” increase of the internal demand. That explains that services have an autonomous role in a national

economy, similar to that of the manufacturing sectors.

hotels In this example the increased production has been produced by the labour saved due to the initial increase of

productivity. A second example clarifies that the increased production can be produced by working hours which have

finance been subtracted to the free time.

leasure

culture Mary can open a new Ann can open a new

restaurant private school

sport 100 euro

Mary can teach Ann can teach English

cooking and needs and needs cooking

education GDP people transport babysitting lessons

100 euro 100 euro

ICT

social welfare Susan can do babysitting

and needs English

lessons

security Susan can open a

health new kindergarten

wellness Figure 2:

Figure 1: The interdependence of services and the endogenous growth of GDP

Demand and supply relationships in an urban service cluster In fact, we may suppose that a person decides first not to save his revenue but rather to spend it in buying a new service

and later to finance this additional expenditure through some additional work. A similar decision is also taken by other

friends after some discussion. For example, if Mary is an housewife with children, she may decide to buy baby sitting

The widely held opinion that economic growth can only be created by manufacturing industry is wrong. On the contrary services from a young girl, named Sonia, and to teach cooking to Ann, who is a foreign young woman. This latter may

services can autonomously create national economic growth. An example is the well known case of the mobile decide to take lessons of cooking from Mary and to teach foreign languages to Sonia. Finally this latter may decide to

communication, where the changes in the behaviours of the users have been largely unanticipated by the producers, the buy lessons of foreign languages from Ann and to sell baby sitting services to Mary. We may also suppose that the value

users have invented new forms of use of telecommunication, the economic size of the service providers is clearly much of the service monthly sold to the respective client is 100 euro for each of the three persons. Then the GDP will increase

greater in terms of employment and turnover than that of the manufactures of telecommunication equipment and the by 300 euro.

value added created in the sector is one of the most dynamic components of the national GDP. Clearly, the

development of this sector would have been impossible without the public definition of various norms. The only trade-off will be between the increased production of services and the decrease of the free time for each of

three persons considered. However, each person may be gratified by the fact to earn some money, in order to pay for

Two theoretical examples can be useful. A first example may concern the role of intermediate demand of services by the the services needed from another person and also of being useful to another person and to spend the free time in a

firms. Let suppose an economy made by three services sectors: financial services, consulting services, education meaningful way. This circular process of increased demand and production may explain why production in services can

services, and the rest of the economy and that a 5% increase of productivity occurs in each of these four sectors. If the increase without any increase in manufacturing production. Clearly this process requires that the actors are spatially

companies assume that the demand will be stable, they may be led to fire 5% of the labour force. close to each other as it occurs in the same city.

Then, each sector may decide to increase the wages of the remaining labour force by a total amount, which corresponds

to the total wage bill of the dismissed workers. That represents an additional income for the workers which have kept

their employment. That income increase may be entirely devoted to an increase of individual consumption of services

and goods. This additional consumption will insure an increase of the production in the various sectors and especially in

the service sectors, due to the higher income elasticity of the demand of services with respect to that of goods. The

increased production will lead to increase the employment in the original service firms, thus allowing to hire again the

workers which were initially dismissed. Also, the national GDP will increase by an amount equal to the sum of the

increases of the value added of these sectors. Thus, the final effect of an increase of the productivity in the services

sectors and in the other sectors of the national economy is that the total GDP will increase and the employment can be

maintained stable.

Otherwise we may also suppose that, after the 5% increase in productivity, each sector will maintain stable the wages

and increase the company profits. Then, the companies may increase the immaterial and material investments by an

amount equal to the 5% of the respective value added. The increased expenditure by each sector will benefit the

production of the other sectors. For example, an increase of the investments in the financial sector will lead to an

increase of the output of the consulting services, of the education services and of the rest of economy. According to the 37

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

nell’offerta di infrastrutture come tram, reti intelligenti di energia, trattamento delle acque per il

Articolo per numero crescente delle “megacities” nel mondo.

"EyesReg - Giornale di Scienze Regionali"

Giornale on-line dell’Associazione Italiana di Scienze Regionali (AISRe) In particolare, i servizi alle imprese ad alto contenuto di conoscenza (KIBS) possono essere distinti

www.eyesreg.it in due tipi di servizi. Il primo tipo è quello dei servizi di tipo non ricorrente, che sono necessari alle

imprese utilizzatrici per ideare o progettare dei prodotti o servizi nuovi. Tali servizi come quelli

Città e servizi nell’economia della conoscenza delle società di engineering, di R&S e di finanziamento degli investimenti sono rilevanti nelle fasi a

(versione rivista 5 maggio 2011) monte del processo produttivo delle imprese utilizzatrici, come la fase di progettazione e di

Riccardo Cappellin, Università di Roma “Tor Vergata” investimento.

cappellin@economia.uniroma2.it Il secondo tipo di servizi è quello dei servizi di tipo corrente, che sono necessari alle imprese

utilizzatrici per produrre prodotti o servizi innovativi e quindi rappresentano di per se delle

L’industria manifatturiera rappresentava nel 2008 in Italia solo il 18,1% del PIL, mentre i servizi innovazioni di processo nei settori utilizzatori. Tali servizi, come quelli di marketing, trasporto e

privati e pubblici rappresentavano il 71,2%. L’Italia è più specializzata della EU a 27 paesi logistica, di comunicazione o bancari, sono necessari nelle fasi a valle del processo produttivo delle

nell’industria (la quota nella EU è 16,5%) e di meno nei servizi (la quota nella EU è 72,1%). imprese utilizzatrici, come le fasi di distribuzione commerciale o del finanziamento del capitale

circolante. Ambedue questi tipi di KIBS sono di tipo specialistico e richiedono forze lavoro molto

In particolare, hanno una quota sul PIL minore della media europea (4 punti percentuali in meno) i qualificate (HRST) ma solo i primi promuovono direttamente l’adozione di innovazioni nelle

settori dei servizi, che sono maggiormente penalizzati da una bassa domanda da parte dei imprese utilizzatrici, sia industriali che terziarie.

consumatori e da parte delle imprese, come il commercio, i servizi di software, ricerca e sviluppo, i

servizi alle imprese, l’istruzione, la sanità e la salute, le associazioni, le attività ricreative, culturali e In termini teorici si può affermare che ciò che caratterizza tutte le attività di servizio è da un lato la

sportive e gli altri servizi vari. gestione dei “costi di transazione” nello scambio di beni materiali tra soggetti diversi e dall’altro la

gestione dei “costi di aggiustamento” relativi alla soluzione di problemi particolari per i quali è

Appare pertanto ragionevole domandarsi se la bassa crescita dell’economia italiana negli ultimi necessaria la condivisione di informazioni tra utilizzatore e prestatore del servizio.

quindici anni rispetto alla UE a 27 (differenza pari a -24% dal 1995 al 2008, misurata in GDP per

abitante a prezzi di mercato e PPS) sia attribuibile all’industria ed ad una supposta scarsa

competitività delle sue esportazioni, o invece alla debole crescita dei servizi, frenati dalla debole Il basso investimento in risorse umane qualificate

crescita della domanda interna e dalla debole capacità di esportazione. Un indicatore importante del basso sforzo in innovazione delle imprese industriali italiane, oltre ai

bassi investimenti in R&S, è il basso livello degli investimenti immateriali come l’uso di servizi di

Il cambiamento nella natura delle imprese industriali ricerca e consulenza ma anche l’occupazione di risorse umane qualificate (HRST – human

resources in science and technology) sia interne che esterne alle imprese stesse, dato che anche la

creazione di nuova occupazione qualificata è analoga ad un investimento.

Le imprese industriali sono evolute da un modello “fordista” in cui erano chiuse in se stesse o

fortemente integrate verticalmente ad un nuovo modello in cui il continuo e veloce cambiamento Infatti, le risorse umane qualificate (“Human Resources in Science and Technology”) misurate in

esterno rende cruciali l’innovazione, la specializzazione e l’integrazione con imprese esterne. termini di livelli di istruzione (universitaria) sono in Italia il 18% circa dell’occupazione totale,

contro valori poco meno che doppi negli altri grandi paesi europei, come Germania, Francia, Regno

Le attività di servizio sono cruciali per la competitività delle industrie europee, che non possono più Unito e Spagna.

basarsi su un minore costo di produzione, ma che si devono focalizzare nella produzione di beni

complessi, nella produzione di beni che rispondono a bisogni nuovi e nella produzione di beni che Le regioni in Europa con i livelli maggiori di presenza di occupazione qualificata nelle attività di

richiedano una forte dotazione di lavoratori qualificati. In questa prospettiva, la stretta interazione servizio sono quelle maggiormente urbanizzate, come quelle di Londra, Parigi, Tolosa, Bruxelles,

tra industria e servizi e il superamento della distinzione netta tra industria e terziario sono una Amsterdam, Ruhr, Amburgo, Berlino, Monaco, Francoforte, Madrid, Paesi Baschi, Varsavia, Praga

caratteristica di tutte le economie più sviluppate. e Budapest. Nessuna regione italiana raggiunge tali livelli.

La distinzione tra beni e servizi è diversa tra quella tra industria e terziario dato che il nuovo Questi dati prescindono dalla composizione settoriale della industria italiana dato che persino nei

modello di industria porta alla sempre maggiore integrazione di attività di servizio a monte e a valle settori “low-tech” la Germania ha una percentuale che è 2,7 volte superiore e il Regno Unito 3,7

della fase di trasformazione manifatturiera e sempre più le imprese di servizi riescono ad volte rispetto a quella dell'

Italia.

incorporare in un bene o un software quello che prima era una attività fornita direttamente

all’utilizzatore. Considerando la percentuale degli HRST sull’occupazione totale l’Italia risulta appena superiore a

paesi come Ungheria, Polonia, Slovakia, Malta e Grecia. Anche nel caso dei settori industriali a

Indicativo di questi cambiamenti è il fatto che una multinazionale come la Siemens ha recentemente media alta e medio bassa tecnologia l’Italia risulta tra i paesi con più bassa percentuale di HRST

deciso di fondere diverse sue divisioni in un nuovo settore denominato “Infrastrutture & Città”. sull’occupazione totale del settore considerato.

Löscher, il CEO della Siemens, ha definito l’impresa “un gigante delle infrastrutture verdi”

sottolineando il vantaggio del gruppo tedesco come primo innovatore e il vasto potenziale 39

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Questi risultati sono innanzitutto l’effetto del basso livello di istruzione universitaria della media dei quella dei consumi negli esercizi pubblici e alberghi. Questi dati concordano con quelli indicati

lavoratori italiani e confermano il ritardo dell’Italia rispetto agli altri paesi europei nella transizione prima delle quote dei diversi settori dei servizi sul PIL.

verso il modello della società della conoscenza. Sorprende pertanto come l’Italia possa reggere a

lungo la competizione di questi altri paesi industriali se l’innovazione e la qualità delle forze lavoro Il ruolo della domanda e del tempo libero nello sviluppo dei servizi

diventano i fattori competitivi fondamentali. L’acquisto del bene non è finalizzato al mero possesso del bene stesso ma al suo uso. Come indicato

Inoltre, rispetto ad altri paesi all’interno dei lavoratori qualificati in Italia risulta particolarmente dalla teoria del consumo di Lancaster il bene è utile se soddisfa determinati bisogni dell’utilizzatore.

elevata la quota dei “Tecnici”. Invece quella dei “Professionisti” è particolarmente bassa. Questo Ma questo richiede che l’utilizzatore abbia un ruolo attivo dato che deve avere adeguate conoscenze

dimostra la forte specializzazione industriale dell’economia italiana e la debole specializzazione

terziaria. e deve dedicare uno sforzo specifico o una parte del suo tempo libero a utilizzare il bene

considerato nella soddisfazione del suo bisogno, come una racchetta da tennis da soddisfazione solo

Peraltro, lo squilibrio è molto inferiore nei settori dei servizi ove la percentuale dei laureati è negli se si dedica del tempo a giocare a tennis. La conoscenza richiesta nell’uso esperto del bene spesso è

altri quattro paesi solo 1,35-1,77 volte superiore a quella dell’Italia. spesso superiore a quella necessaria nella produzione del bene stesso, come ad esempio accade nel

costruire e nel saper suonare un violino. Anche se a volte nel caso di molti beni come i personal

computer avviene il contrario. Tale ruolo degli utilizzatori è particolarmente importante nel caso dei

I settori dei servizi con maggiore numero di laureati sono quelli più qualificati, come nell’ordine

l'

istruzione, il settore immobiliare, il settore sanitario e il settore finanziario. Invece hanno una servizi, ove le persone non sono solo gli utilizzatori del servizio stesso ma anche i co-produttori

quota di laureati ben inferiore i settori degli esercizi pubblici e alberghi, del commercio, dei dello stesso, dato che nei servizi è necessaria una interazione stretta tra produttore e utilizzatore.

trasporti e degli altri servizi vari e della Amministrazione pubblica, indicati in termini crescenti. In

particolare, questi ultimi settori che sono meno qualificati hanno in Italia una percentuale di Nelle produzioni di servizi il produttore e l’utilizzatore interagiscono nel tempo di produzione/uso

lavoratori qualificati di molto inferiore rispetto a quella negli altri paesi, mentre tale percentuale è del servizio e questo determina immediatamente la soddisfazione dell’utilizzatore. Le conoscenze

quasi uguale alla media europea nei settori dei servizi più qualificati, come il settore sanitario e del produttore interagiscono direttamente e si sviluppano in modo interattivo con quelle

dell’utilizzatore. Invece, nelle produzioni di beni l’esistenza delle scorte separa il tempo della

quello dell’istruzione. produzione da quello dell’uso e la soddisfazione dell’utilizzatore dipende dal tempo da lui dedicato

La città è l’area di agglomerazione delle risorse umane più qualificate (HRST) data la preferenza di nell’uso del bene acquistato e dalle sue capacità, che sono del tutto distinte da quelle del produttore.

queste ultime per una localizzazione nelle città, ove è il mercato del lavoro delle professioni più

qualificate e ove sono disponibili quei beni/servizi che vengono più domandati dalle persone con Il riferimento esplicito alla domanda porta a considerare una nuova dimensione dell’economia della

maggiore livello di formazione. conoscenza. Infatti, una caratteristica dell’economia della conoscenza è anche lo sviluppo di nuovi

prodotti e servizi e specialmente dallo sviluppo di nuovi bisogni e nuovi modelli di vita. I lavoratori

della conoscenza sono anche “consumatori ad alta conoscenza” (“knowledgeable consumers”) che

L’importanza dei servizi nei consumi privati sono caratterizzati da una maggiore domanda di luoghi di incontro, viaggi, trasporti, ICT, salute,

qualità ambientale, sicurezza personale e prevenzione della criminalità, servizi dei media, attività

Il passaggio da una economia industriale tradizionale ad una società della conoscenza porta ad culturali, servizi di formazione, maggiore preferenza per una residenza nel centro città che in

urbanizzazioni periferiche. Peraltro, questi comportamenti nuovi portano a maggiore traffico

attribuire un ruolo chiave alle persone sia lato della offerta, come produttori, che dal lato della automobilistico, inquinamento dell’aria e rumore, prezzi elevati delle residenze nel centro urbano,

domanda, come utilizzatori. Infatti, una terza prospettiva nello sviluppo dei servizi, oltre a quella

dell’importanza dei diversi settori produttivi sul PIL e dei lavoratori più qualificati sul totale ecc..

dell’occupazione, è quella del peso dei servizi nella domanda finale. In un’economia della

conoscenza non avviene solo un cambiamento della struttura della produzione, verso produzioni a I cittadini non sono solo lavoratori interessati un posto di lavoro sicuro, un salario e condizioni di

maggiore intensità di conoscenza, ma anche un cambiamento nei modelli di consumo da parte di lavoro adeguate, ma anche consumatori che sono interessati ad un uso gratificante del loro tempo

cittadini e consumatori caratterizzati da maggiori livelli di istruzione e di conoscenza e che libero e che domandano beni e servizi privati e pubblici diversi secondo i loro diversi livelli di

domandano sempre meno beni primari e sempre più servizi di ordine superiore. istruzione, reddito, tempo libero e le loro diverse preferenze individuali. Le persone si identificano

sempre meno con la loro professione e sempre di più con i loro stili di vita. Inoltre, le persone

L’importanza del consumo nel determinare il tasso di crescita del PIL è sottolineata dal fatto che sempre di più lavorano fuori dalle città ma vivono o spendono la gran parte del loro tempo nelle

esso rappresenta il 57-59% del PIL nei diversi paesi della UE. In Italia le componenti della città.

domanda aggregata più dinamiche nel periodo 1995-2008 sono state le esportazioni e la spesa

pubblica, mentre la quota sul PIL dei consumi privati è diminuita, oltre ad essere bassa anche la Pertanto, la creazione di nuovi beni e servizi richiede la capacità di aggregare i bisogni emergenti e

quota degli investimenti fissi lordi rispetto a molti altri paesi. diffusi dei singoli utilizzatori, caratterizzati da una cultura specifica e che aspirano ad un bene o

servizio specifico o di nicchia. La conclusione possibile di tale cambiamento della domanda in una

I servizi rappresentavano nel 2008 nella UE a 27 circa la metà (49,9%) del consumo privato totale e società moderna è che i produttori individuali non possono soddisfare i nuovi bisogni emergenti, i

la loro percentuale è in aumento nel lungo termine. Tuttavia, tale quota è in Italia inferiore (46,5%) quali invece richiedono un’offerta collettiva anche se non necessariamente da parte del settore

a quella nei maggiori paesi europei. In particolare in Italia è inferiore la quota sul consumo totale pubblico.

dei consumi dei beni e servizi diversi, di istruzione, di tempo libero e di cultura, mentre è superiore 41

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

KNOWLEDGE AND ECONOMIC DEVELOPMENT

Nel caso dei servizi, non è tanto importante il ruolo del mercato, che permette un mero incrocio tra

la domanda ed l’offerta e di definire la quantità scambiata del prodotto/servizio, quanto il processo

di interazione tra utilizzatori e produttori che rappresenta un processo di apprendimento e porta a

continue modifiche delle caratteristiche del prodotto/servizio considerato.

Il tempo libero è un fattore fondamentale per la domanda di beni e soprattutto di servizi privati,

come quelli collegati allo sport, la cura personale, la salute, la formazione. Infatti, l’uso di questi

servizi risulta impossibile nel caso di scarso tempo libero. Il costo del servizio non è solo il prezzo

pagato per lo stesso ma anche il costo di opportunità in termini di tempo richiesto. Persino, lo

shopping e l’acquisto di beni materiali può essere ridotto dalla scarsità di tempo libero o, ad

esempio, dalla scarsa accessibilità e dalla congestione dei trasporti urbani. In questa prospettiva, la

pianificazione fisica e le politiche dei trasporti condizionano lo sviluppo dei servizi e la creazione di

imprese e occupazione nell’economia della città.

In particolare, la disponibilità di tempo libero è connessa non solo alle ore di lavoro ma anche al

tempo necessario per il pendolarismo casa-lavoro ed in generale alla congestione del traffico nelle

città. Il tempo libero dipende anche dai giorni festivi e dalle ferie annuali e indirettamente dagli

orari e dai giorni di apertura degli esercizi. Chiaramente, è inversamente correlato all’occupazione e

quindi il tempo libero aumenta con a percentuale di giovani, donne ed anziani senza lavoro, che

devono trovare un’attività per occupare le ore disponibili. Figure 1 – In the Medieval time the city and the countryside were a harmonic system of structures,

people and economic activities.

Il tempo libero ha innanzitutto un effetto positivo sullo sviluppo dei “beni relazionali” come molti

servizi che sono autoprodotti dalle stesse persone per un uso congiunto sia personale che di

conoscenti spesso nell’ambito di ampie comunità di produttori-utilizzatori, come quelle legate allo

lo sport, la musica, la scrittura di blog, giornali on line o libri, la formazione, le attività di tipo

filantropico, le attività politiche. Tali servizi pur essendo gratuiti possono rappresentare lo stimolo

per la creazione di nuove imprese e l’offerta di servizi sul mercato.

In conclusione, i motivi che possono spiegare il debole sviluppo dei servizi ed il loro debole

contributo alla crescita dell’economia italiana sembrano essere:

a) la bassa domanda da parte delle imprese che contengono la loro spesa in investimenti

immateriali, come la R&S e l’uso di servizi moderni specialistici;

b) la bassa domanda delle famiglie, spiegata dalla bassa capacità delle stesse di finanziare tali

spese, dati i bassi salari, il costo del credito al consumo, le maggiori tasse, l’alta disoccupazione

e non ultimo l’alto livello dei prezzi di molti beni e servizi ormai di prima necessità, come quelli

bancari e telefonici, ove prevalgono situazioni di tipo collusivo e rendite, come indicato dagli

enormi compensi e liquidazioni dei relativi manager e dalla pletora di sedi costose;

c) la bassa capacità esportatrice o di operare all’estero con unità locali da parte delle imprese di

servizio italiane, per la bassa conoscenza delle lingue e modelli organizzativi molto tradizionali

di tipo burocratico o paternalistico-artigianale.

La creazione di un ordine intelligente nelle città e la creatività

La città industriale è caratterizzata da: economie di scala, macchine e motori, condomini-falansteri,

mobilità casa-lavoro (1900-1970). Invece, la città post-industriale è caratterizzata da: reti, mobilità

per motivi di acquisto, per relazioni sociali e per relazioni di lavoro, interazione tra le persone Figure 2 – The industrial city is a combination of structures and not of people, such as plants,

necessaria per la socializzazione e per la combinazione delle conoscenze (1970- ). houses and transport (Sironi, 1924) 43

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Figure 4 – The process of interactive learning, as the result of

social relationships and the combination of knowledge.

Figure 5 – The combination of elements of different knowledge in the building of innovative

projects.

Figure 3 – The economic system, the modern regions and cities are a “puzzle” of information,

knowledge, people and structures. 45

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Tale modello sistemico/cognitivo è rilevante per interpretare i processi di innovazione non solo nel

caso delle PMI che operano nei settori a media tecnologia ma anche nei settori dei servizi. Infatti, in

In una moderna società della conoscenza, il sistema economico, le regioni e le città sono un questi settori non esistono normalmente attività formali di R&S ma l’innovazione è il risultato dello

“puzzle” di informazioni, conoscenze, strutture e persone. Il caos apparente dei diversi elementi

materiali, umani ed immateriali che compongono una città porta alla ricerca di un’armonia, un stimolo dell’utilizzatore che vuole vedere soddisfatti determinati bisogni. Fondamentale è la

prossimità geografica tra utilizzatore e produttore dato che produzione e uso sono contemporanei e

disegno o un ordine formale. non esistono scorte. Ciascuno soggetto sia utilizzatore che produttore deve essere ricettivo o

L’economia regionale dimostra che tale caos apparente può essere ordinato secondo dei criteri comprendere le capacità e bisogni dell’altro. Spesso si creano delle comunità professionali nei

diversi e questo porta a definire tre diversi tipi di regione: la “regione omogenea” caratterizzata da settori dei servizi nelle quali sono presenti diversi produttori, professionisti e dilettanti, e diversi

omogeneità o complementarietà tra i diversi attori e sub-aree, la “regione polarizzata” legata dai utilizzatori e non infrequente è lo scambio di ruoli tra produttori e utilizzatori, come ad esempio

avviene nei servizi culturali ed anche nelle attività sportive. Da queste intense interazioni emergono

flussi tra i diversi nodi o sub-aree e la “regione amministrativa” coordinata da un potere superiore. soluzioni innovative. Queste soluzioni per venire adottate richiedono un processo di normazione e

la definizione di poteri di coordinamento a determinati soggetti o istituzioni, come ad esempio nella

Il processo di creazione della conoscenza nelle attività di servizio definizione di opportuni standard e procedure nei servizi di revisione contabile.

Gli investimenti materiali e immateriali delle imprese sono connessi con l’adozione di innovazioni e

gli stimoli o gli ostacoli ai processi di innovazione. Fondamentali sono la combinazione originale interaction

accessibility

delle conoscenze nello sviluppo di progetti innovativi e i processi di apprendimento interattivo che

si basano sullo sviluppo delle relazioni sociali. creativity

identity

external stimulus combination

receptivity

La creazione di un nuovo ordine ha come risultato da un lato la creazione di nuova conoscenza che innovation

è la combinazione originale di pezzi di conoscenze precedenti e dall’altro l’individuazione di governance

relazioni di compatibilità tra i diversi attori della comunità ubana e porta ad una reciproca coesione

ed alla percezione di maggiore benessere. capabilities

Lo sviluppo della conoscenza, dell’innovazione e dell’economia in una città è il risultato della Figure 2: The systemic/cognitive model of knowledge generation

interazione tra quattro grandi settori:

a) il mercato del lavoro delle funzioni terziarie, Source: Cappellin and Wink, 2009

b) la domanda da parte della popolazione dei servizi,

c) l’organizzazione del territorio, la struttura degli insediamenti della popolazione e delle imprese e L’adozione di questo modello nelle imprese di servizi dipende dalle caratteristiche del tipo di

le infrastrutture di comunicazione, conoscenza che caratterizza i servizi. Questa conoscenza non è tanto di tipo codificato ma

d) le politiche pubbliche locali e nazionali nei tre settori suindicati. essenzialmente di tipo tacito e incorporata nelle competenze degli occupati e delle imprese. Inoltre,

non si tratta di conoscenza “analitica” o basata sulla scienza e l’attività di R&S e di tipo astratto, ma

Secondo il modello del Territorial Knowledge Management (TKM), gli stimoli esterni indotti dalle o di conoscenza “sintetica” o di tipo ingegneristico e quindi orientata al “problem solving” o di

opportunità della domanda, dalla pressione della competizione o dal cambiamento delle tecnologie conoscenza “simbolica” o di tipo artistico, come nei servizi di design, pubblicità, architettura, o di

determinano una tensione che porta alla ricerca di una soluzione ai problemi delle imprese. Tale conoscenza “organizzativa” e basata sulla conoscenza dell’economia e del diritto, come è tipico di

processo di ricerca è facilitato dall’elevata accessibilità a potenziali partner complementari e diversi servizi di consulenza manageriali, contabili e fiscali. Tali conoscenze si sviluppano in gran

richiede anche un’appropriata ricettività di quest’ultimi. La ricettività agli stimoli dipende dalle parte in modo informale o iterativo tramite una stretta interazione tra l’applicazione specifica e la

capacità di classificazione di questi stimoli. La creazione e il rafforzamento di un’identità comune generalizzazione nell’ambito di reti o comunità di esperti.

fatta di valori comuni e senso di appartenenza è un requisito di base per la cooperazione e la ricerca

di soluzioni comuni. Quest’ultime sono il risultato di capacità creative e di combinazioni originali In particolare, i fattori fondamentali dell’esistenza e dello sviluppo delle attività di servizio sono

di pezzi di conoscenza diversi e complementari attraverso un processo di apprendimento interattivo l’esistenza di asimmetrie informative, dato che le conoscenze specialistiche non sono disponibili

tra i diversi attori locali. Quindi, le nuove idee possono essere tradotte in innovazioni economiche nelle imprese utilizzatrici, e l’esistenza di costi di transazione, dato che le attività di servizio

solamente attraverso un’appropriata organizzazione e “governance” che richiede l’impegno di svolgono la funzione di intermediari e servono a gestire flussi di beni, persone, informazioni e

risorse appropriate e l’integrazione delle nuove idee con capacità produttive complementari. capitali tra le imprese utilizzatrici ed altre imprese o soggetti. Questi due fattori sono assenti nel

caso dello scambio monetario istantaneo che è alla base del modello del mercato competitivo.

Inoltre, l’innovazione e l’apprendimento sono un processo dinamico e cumulativo. Ciascuna

impresa usa i contributi elaborati precedentemente da altre imprese e al tempo stesso può assumere

la guida dello sforzo di innovazione svolgendo il ruolo di innovatore chiave e fornendo La concentrazione geografica e il processo di sviluppo endogeno dei servizi nelle città

un’opportunità originale sia per le imprese che la seguono nella catena dell’offerta e che

continueranno lo sforzo di innovazione. Sia nei paesi più sviluppati che in quelli meno sviluppati la produzione dei servizi si concentra

sempre più dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo nelle aree urbane e metropolitane.

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Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Infatti, da un lato, le capacità di offerta di beni e servizi innovativi nelle aree urbane sono più lavoro e da una stretta interazione all’interno dell’offerta locale del settore dei servizi e dall’altro da

qualificate, dati i maggiori livelli di conoscenza e le migliori competenze della forza lavoro e delle una continua sostituzione e differenziazione nella domanda locale di servizi da parte delle famiglie

imprese e la maggiore accessibilità a competenze complementari disponibili in altre regioni e paesi e delle imprese.

distanti. Dall'

altro, la domanda di servizi si concentra nelle aree urbane dato che in queste i cittadini

sono caratterizzati da maggiori livelli di reddito procapite, di istruzione e di tempo libero rispetto La produzione di servizi nuovi è collegata allo sviluppo del know-how o della capacità di produrre

servizi qualificati nuovi che emergono dalla differenziazione delle produzioni tradizionali spesso

alla popolazione nelle aree non urbane. Questo favorisce lo sviluppo dei segmenti di domanda più come spin-off di imprese nuove. Inoltre, la domanda di servizi nuovi emerge da un processo di

avanzati o lo sviluppo di “mercati guida” (“lead market”) e quindi di beni e servizi innovativi. sostituzione dei servizi tradizionali da parte di servizi più moderni, di qualità superiore o di costo

Le città sono al centro della trasformazione di lungo termine dell’economia nazionale e inferiore.

internazionale verso il modello della economia della conoscenza e i nuovi tipi di servizi, sia per le Pertanto, la città post-industriale si sviluppa anche per un processo “endogeno” di crescita di attività

imprese che per le persone, si concentrano nelle città. di servizio qualificate che soddisfano bisogni emergenti degli stessi residenti, come nel caso dei

“beni relazionali”, dei beni che aumentano le capacità degli utilizzatori (“merit goods”) e delle

La base industriale delle città nei paesi sviluppati si riduce come un ghiacciaio che gradualmente si innovazioni (user innovation) trainate dal consumatore o dalle comunità innovative di utilizzatori.

estingue. Il modello di sviluppo industriale è ancora rilevante nelle grandi metropoli dei paesi Non cambia solo la struttura della produzione ma anche il modello di consumo dato che i consumi

emergenti o di recente industrializzazione, ma appartiene ad un’altra fase dello sviluppo nel caso di beni primari sono sempre meno importanti rispetto al consumo di servizi superiori. Questo

delle economie europee. richiede un cambiamento dalle politiche che mirano alla diffusione della tecnologia a nuove

politiche per la creazione della conoscenza.

L’economia delle città moderne non si basa sull’industria, ma sui servizi, dato che le attività

industriali ed anche molte attività legate al commercio ed ai trasporti sono state decentrate nelle

aree peri-urbane. Pertanto, un ruolo cruciale nell’economia delle città moderne hanno i servizi alle Il ruolo delle comunità di innovazione nelle città

imprese (KIBS - knowledge intensive business services) e i servizi alle persone più qualificati, sia

pubblici che privati, legati al tempo libero e al turismo. Di fatto, la domanda di servizi e la La conoscenza è un bene speciale che non si consuma con l’uso ma che anzi si sviluppa

produzione di servizi nelle città non è collegata allo sviluppo dell’industria nelle città stesse, ma si gradualmente con l’uso stesso. Questo richiede la continuità delle relazioni tra i diversi attori. Il

aggiunge o si sostituisce alle sempre minori produzioni industriali nelle città. vantaggio competitivo delle città è più la capacità di creare nuova conoscenza che lo stock di

conoscenza disponibile. Questa capacità è data dalla combinazione delle competenze dei lavoratori

L’agglomerazione nella città delle attività di servizio è spiegata dal fatto che una caratteristica singoli e delle capacità distintive delle imprese.

distintiva dell’economia dei servizi innovativi è l’esistenza di diverse forme di interazione, che

spinge alla localizzazione dei servizi nelle aree urbane ove è possibile una maggiore prossimità

geografica e cognitiva tra gli attori. Tali interazioni sono quelle tra i produttori e gli utilizzatori dei La conoscenza è assimilabile ad un “club good” che è disponibile solo a coloro che fanno parte di

servizi, l’interazione tra servizi di diverso tipo nella produzione di servizi complessi congiunti e una data comunità locale dato che le conoscenze tacite richiedono la contiguità geografica. La

anche l’interazione tra gli stessi utilizzatori dei servizi, nel quadro di comunità di utilizzatori, che conoscenza è fortemente localizzata e contestualizzata e non è facilmente trasferibile.

sono a volte capaci anche di produrre autonomamente o di inventare nuovi servizi. Da questo La città è una comunità o lo spazio delle relazioni tra i diversi attori locali. Questa comunità nella

emerge la necessità di diverse forme di governance o di diversi obiettivi e strumenti di politica di città contribuisce innanzitutto allo sviluppo di processi di creazione di conoscenza e innovazione

intervento di tipo “transattivo” più che “prescrittivo” o che facilitino la concertazione tra attori nei settori dei servizi. Fenomeni importanti sono il coordinamento e la condivisione dei progetti di

diversi (Cappellin 2009c). investimento dei diversi attori, l’esistenza di asimmetrie informative, la presenza di conoscenze

tacite e lo sviluppo dell’ imprenditorialità. La città sono gli incubatori del cambiamento che poi si

Le economie avanzate ed in particolare l’Italia ed i paesi europei si trovano in una nuova fase di diffonde nell’economia nazionale.

sviluppo nella quale i settori di gran lunga più importanti non sono quelli industriali ma quelli

terziari. Per questo motivo i fattori che determinano il processo di sviluppo o all’opposto anche la

debole crescita nei paesi più avanzati come gli USA, Germania, Giappone e Italia, che sono in una In particolare, la conoscenza non è solamente quella dei produttori ma anche quella degli

fase post-industriale, sono diversi da quelli che spiegano lo sviluppo industriale rapido di economie utilizzatori. Molti servizi moderni e qualificati si sviluppano nelle aree urbane come il risultato di

innovazioni dell’utilizzatore (“user innovations”), che sono autoprodotte dallo stesso utilizzatore

meno sviluppate, come Cina ed India, che si trovano ancora in una fase di sviluppo industriale.

Cambia la base di esportazione che nella città industriale è la produzione di beni, mentre nella città per il suo uso personale. Solo più tardi queste innovazioni sono commercializzate o sostituite dalla

post-industriale essa è lo sviluppo del turismo e l’esportazione di servizi ad alto contenuto di produzione da parte di specifiche imprese. La domanda di nuovi servizi è quindi il risultato della

conoscenza per le imprese. Il turismo o la spesa dei non residenti è di grande importanza per domanda nuova o aggiuntiva da parte di utilizzatori avanzati e competenti (“lead users”) che hanno

l’economia della città, dato che la domanda e la produzione di servizi di ordine superiore è data sia livelli di conoscenza superiori e bisogni nuovi e che sono disposti a sperimentare servizi nuovi.

dai residenti che dai non residenti. Spesso queste innovazioni determinano effetti di emulazione da parte di altri consumatori. Di fatto,

Più in generale, lo sviluppo delle città e soprattutto delle grandi aree metropolitane non è trainato la maggior parte delle innovazione nel caso di servizi qualificati, come nel caso di cultura, sport e

solo dalla crescita della base di esportazione nelle produzioni industriali e in quei servizi che salute, avvengono nell’ambito di comunità di utilizzatori o di “comunità innovative”, ove i

possono essere venduti ad altre regioni e paesi o prodotti in loco da unità sussidiarie, ma è anche il produttori, sia dilettanti che professionisti, e gli utilizzatori, sono legati tra di loro e condividono

risultato di un processo di tipo endogeno. Esso è spinto da un lato da una crescente divisione del 49

48

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Le politiche urbane nell’economia della conoscenza

informazioni e soluzioni innovative capaci di rispondere a bisogni nuovi e sviluppano tra di loro

forme di conoscenza tacita comune. La creazione di nuovi beni e di nuovi servizi innovative richiede la capacità di aggregare bisogni

In secondo luogo le comunità sono importanti nel processo di consumo e contribuiscono alla emergenti e diffusi nell’ambito di comunità o associazioni di utilizzatori, caratterizzati da una

creazione di nuovi bisogni, mode e alla domanda di nuovi beni e servizi. Infatti, la diffusione nella cultura specifica e che hanno bisogno di un prodotto o servizio specifico. Il governo (“governance”)

città di forme di consumo immateriale, quali i servizi legati al tempo libero, salute, sport, istruzione, pubblico (Cappellin, 2009) del processo di innovazione richiede pertanto il coordinamento di molti

cultura e musica, e dello sviluppo di consumi materiali, come nel caso dei servizi commerciali e attori se si vuole accelerare la velocità o ridurre i tempi dell’innovazione.

degli esercizi pubblici tradizionali, normalmente avviene nell’ambito di vaste “comunità di

interesse”. In tali comunità, guadagno, tempo libero, aiuto agli altri ed anche attività professionali, In generale, il nuovo motore dell’economia della città sono i bisogni nuovi dei suoi cittadini.

cooperative e “low cost” o gratuite/amatoriali sono strettamente collegati. Esempi di servizi nuovi che emergono dalla domanda locale nella città e che richiedono forme di

coordinamento tra molti attori sono: l’accesso al wifi a scala urbana, le reti intelligenti nella

Questi “lead users” investono parte del loro tempo libero, in collaborazione con imprenditori trasmissione delle energie rinnovabili, il risparmio energetico negli edifici ed il teleriscaldamento, la

innovativi, nell’individuazione, il disegno tecnico e l’organizzazione di possibili risposte a bisogni produzione di energie rinnovabili, l’uso di auto elettriche almeno nelle auto pubbliche, i servizi

nuovi e questo porta alla creazione di servizi nuovi. La domanda iniziale degli utilizzatori socio-sanitari, la valorizzazione delle reti sociali nello sviluppo di attività editoriali o

innovativi e le risorse da loro dedicate assieme agli imprenditori innovativi nella creazione di organizzazione di eventi culturali, musicali, sportivi e del turismo e che richiedono la

servizi nuovi sono di fatto un investimento di risorse materiali ed immateriali ed attivano un circuito partecipazione di produttori e utilizzatori, professionisti o dilettanti. Lo sviluppo di questi progetti

di interazioni tra i diversi settori e di flussi di reddito, che aumentano il PIL locale secondo un non sembra essere limitato né dalla mancanza di capacità tecniche né dalla mancanza di capitali ma

processo moltiplicativo del tutto simile a quello che tradizionalmente avviene sull’economia locale dalla mancanza di una domanda aggregata di mercato sia pubblica che privata per il servizio

se aumentassero le esportazioni manifatturiere. Tale modello di “innovazione aperta” è ben noto nel considerato e dalla necessità di un intervento pubblico di coordinamento e regolazione dei nuovi

caso delle tecnologie delle telecomunicazioni ove gli utilizzatori hanno sviluppato spesso bisogni e mercati.

soluzioni tecniche prima dei produttori. Per promuovere lo sviluppo dei servizi nuovi legati ad un’economia della conoscenza, i governi

locali, come indicato nella tabella seguente, possono promuovere l’offerta dei servizi innovativi da

Pertanto, l’esistenza di comunità di persone all’interno delle città è importante innanzitutto perché

stimola la creatività, contribuisce alla creazione di nuova conoscenza e di innovazione tramite i parte delle imprese oppure promuovere la domanda degli utilizzatori e cittadini di questi servizi.

processi di apprendimento interattivo. Inoltre, le nuove politiche urbane richiedono interventi nella pianificazione fisica del suolo e un

nuovo modo di gestire le relazioni tra le istituzioni pubbliche, le imprese e i cittadini nella città.

La stessa città è simile ad un “club good”, dato che solo coloro che vivono nella città e sono disposti

a pagare i costi di congestione tipici delle città possono godere dei beni e servizi di qualità superiore Il territorio non è quindi solo una fabbrica diffusa in sui sono localizzati gli insediamenti produttivi

disponibili nelle città. La città è di fatto un’istituzione alla Coase che permette di gestire le relazioni ma anche il luogo di vita dei cittadini e lo spazio della domanda dei consumatori. Il principale

tra i diversi attori. fattore di sviluppo delle città è la qualità della vita nella città stessa che attira le persone sia come

In secondo luogo, l’esistenza di comunità di persone nella città contribuisce allo sviluppo della consumatori che come lavoratori. Le politiche urbane e la pianificazione fisica del territorio non

qualità della vita e del benessere individuale e collettivo, per i quali sono importanti la devono rispondere solo al bisogno di assicurare la produzione più efficiente delle grandi imprese e

delle PMI, ma anche una migliore qualità della vita dei cittadini e devono organizzare non solo gli

socializzazione tra i residenti della città, lo sviluppo di forme di solidarietà, lo sviluppo di consumi

immateriali o di servizi legati al tempo libero, la sanità, l’istruzione, ecc.. spazi della produzione ma anche gli spazi del consumo e della qualità della vita dei cittadini.

La situazione di crisi ed il timore dei rischi che tale crisi determina per ogni attore, porta ad una

Lo sviluppo delle comunità di persone contribuisce direttamente al miglioramento della qualità logica miope o meramente speculativa o di mera sopravvivenza o anche ad una sensazione di apatia,

della vita dei cittadini. Infatti, i nuovi consumi nelle città possono anche essere definiti come “beni

relazionali” e rispondono a “bisogni vitali” tipicamente umani come quelli di socializzazione, la scarsa partecipazione e la mancanza di un dibattito pubblico su idee innovative. Il ritardo nella

adozione di politiche adeguate nelle città sembra essere legato alla attenzione quasi ossessiva alle

identità collettiva, solidarietà, empatia, coinvolgimento emotivo e motivazione. Chiaramente tali ultime notizie, al “rumore di fondo” presente nelle città, che distrae l’attenzione, porta ad una

consumi materiali ed immateriali rappresentano lo stimolo per la creazione di nuove imprese e di

posti di lavoro nella città e differenziano la città post-industriale da quella industriale. rimozione della memoria ed alla incapacità di guardare al futuro.

In particolare, nelle città sono importanti i “beni relazionali”. Tali beni sono quei beni/servizi nei

quali il consumo da parte di una persona implica l’uso contemporaneo dello stesso bene/servizio da

parte di un’altra persona, dato che il consumo è una attività sociale che aumenta il benessere

individuale solo se è condivisa, come ad esempio nel caso delle attività sportive o come l’assistere

ad uno spettacolo di musica. I beni relazionali sono prodotti e consumati contemporaneamente

tramite la partecipazione a qualche attività sociale con altre persone. Essi rispondono al bisogno di

socializzazione degli esseri umani ed al piacere di condividere esperienze simili con altre persone.

Chiaramente questo è un vantaggio delle città. 51

50

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Tavola 1: Politiche urbane per lo sviluppo dei servizi Riferimenti bibliografici

Interventi sull’offerta di servizi Cappellin, R. (2009), La governance dell'

innovazione: libero mercato e concertazione nell'

economia

• promuovere un cambiamento della base d’esportazione dalle sole attività industriali ai servizi e promuovere lo della conoscenza, Rivista di Politica Economica, 99, 4-6: 221-282.

sviluppo della domanda esterna di servizi a scala interregionale e internazionale nel turismo e nei servizi http://riccardocappellin.ilcannocchiale.it/

professionali;

• promuovere l’integrazione di servizi nelle produzioni industriali tradizionali;

• promuovere gli investimenti immateriali delle imprese industriali, in ricerca, progettazione tecnica, marketing e Cappellin, R. (2007), Learning, Spatial Changes, and Regional and Urban Policies: The Territorial

organizzazione; Dimension of the Knowledge Economy, American Behavioral Scientist, Volume 50, Number 7, pp.

• promuovere l’istruzione universitaria e l’assunzione di laureati nelle PMI industriali e la creazione di nuove 897-921

imprese innovative in settori nuovi;

• promuovere la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e soprattutto nei servizi privati e pubblici; Cappellin, R. (2006), Knowledge economy, cities and spatial processes, in Brunetta, G. and Fistola,

• orientare le risorse delle istituzioni finanziarie locali verso il finanziamento di progetti strategici innovativi di

consorzi di imprese. R. (2006) (eds), Trasformazioni, coesioni, sviluppo territoriale. Milano: Franco Angeli

Interventi sulla domanda di servizi Cappellin, R. (2004),”International knowledge and innovation networks for European integration,

• aggregare la domanda di bisogni latenti ma diffusi come sicurezza, qualità ambientale, risparmio energetico, uso di cohesion and enlargement”, International Social Science Journal, UNESCO, Volume 56 Issue 180,

energie rinnovabili, riduzione della congestione del traffico, che possono essere lo stimolo per la creazione di 207-225.

nuove imprese innovative;

• avviare progetti di innovazione in ognuno dei settori della spesa pubblica locale combinando lo sviluppo di risorse

umane qualificate interne e la domanda di servizi qualificati esterni; Cappellin, R. (2003), Networks and Technological Change in Regional Clusters in Bröcker, J.,

• contenere i prezzi delle abitazioni e della rendita per aumentare il reddito disponibile, i consumi, la domanda di Dohse, D. and Soltwedel, R. eds., Innovation Clusters and Interregional Competition, Springer

nuovi servizi e lo sviluppo di nuove attività produttive; Verlag, Heidelberg.

• sviluppare i mercati comunali, aumentare l’efficienza del sistema della distribuzione e contenere il costo della vita

e la rendita; Cappellin, R. (2000), Urban agglomeration and regional development policies in an enlarged

• promuovere i processi di apprendimento dei cittadini nell’uso di servizi innovativi e quindi la sostituzione di questi Europe, in Bröcker J.and Herrmann H., eds, Spatial Change and Interregional Flows in the

a servizi di tipo tradizionale;

• promuovere le associazioni di utilizzatori e consumatori, che mirano a produrre autonomamente alcuni nuovi Integrating Europe - Essays in Honour of Karin Peschel, Physica-Verlag, Heidelberg.

servizi qualificati. Cappellin, R. (1988), Transaction costs and urban agglomeration, Revue d'

Economie Regionale et

Interventi urbanistici nei servizi Urbaine, n. 2.

• assicurare un’elevata qualità ambientale che rappresenta la risorsa fondamentale per lo sviluppo economico della

città;

• evitare la costruzione di nuove residenze ed uffici e un aumento del costoso pendolarismo casa-lavoro e invece

promuovere l’utilizzo di tutti gli spazi vuoti interni alla città per migliorare la qualità della vita dei residenti, il

verde e i servizi privati e pubblici;

• avviare progetti urbanistici che consentano l’agglomerazione di servizi nuovi e qualificati che richiedono la forte

vicinanza a servizi complementari, come i servizi commerciali, i servizi per il tempo libero e le sedi universitarie e

di grandi uffici pubblici;

• avviare progetti urbanistici che assicurino gli spazi pubblici (come: scuole, piazze, centri culturali), che facilitino lo

sviluppo di varie attività comunitarie, creino associazioni e comunità di interessi e competenze;

• ridurre la congestione dei trasporti ed aumentare il tempo libero dei cittadini, che induce un aumento della domanda

di molti servizi per il tempo libero: cultura, sport, attività sociali, ecc..

Processi di governance nell’economia della conoscenza

• promuovere la creazione di consorzi, “centri di competenza”, società pubblico-private nella gestione di progetti

strategici innovativi e la creazione di un “fondo metropolitano per progetti innovativi” con la collaborazione di

banche, società di assicurazione ed investitori istituzionali per avere accesso al mercato nazionale ed internazionale

dei capitali;

• promuovere la progettualità e allungare la prospettiva temporale degli attori economici avviando progetti di lungo

periodo che spingano a superare l’attuale fase di incertezza che porta a preferire iniziative speculative e a rinviare le

decisioni di investimento;

• promuovere la partecipazione, la coesione sociale, il senso di appartenenza collettiva, il senso civico, la

condivisione di obiettivi e valori, la fiducia reciproca tra i diversi attori locali che permettono di ridurre i conflitti e

i tempi necessari per gli interventi e i cambiamenti. 53

52

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Facoltà di Economia

Università di Roma "Tor Vergata"

Anno accademico 2010/11

Secondo semestre

Corso:

Economia dell’Innovazione

Docente

Prof. Riccardo Cappellin

LEZIONE 13

LE RETI DI CONOSCENZA NELLE CITTA’

ALLEGATI

Gli allegati non fanno parte del programma d’esame ma servono per contestualizzare i

concetti teorici illustrati nelle lezioni 54

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Lo sviluppo economico si è concentato nelle aree di pianura

Lo sviluppo economico si è concentrato e diffuso lungo le maggiori vie di comunicazione

Dato che la dimensione demografica dei comuni non è omogenea, l’ampiezza geografica dei comuni spesso non

coincide con la densità territoriale: abitanti / kmq. Comuni piccoli possono tovarsi in aree densamente popolate.

Comuni molto grandi possono trovarsi anche in aree relativamente meno popolate.

Il grado di urbanizzazione rappresenta un indicatore sintetico dello sviluppo economico delle diverse aree

La densità territoriale è generalmente connessa con la dimensione demografica del comune anche se la superficie

dei comuni è alquanto diversa

Più della metà della popolazione italiana vive in comuni tra i 5000 e i 60.000 abitanti. Solo il 30% vive in comuni

che superano i 60.000 abitanti

Il saldo naturale è negativo per i comuni superiori ai 60.000 abitanti

La crescita demografica è negativa nei comuni maggiori sia per il saldo naturale che per il saldo migratorio che

sono ambedue negativi

La popolazione straniera residente è molto maggiore nelle regioni del Nord

L’incidenza della popolazione straniera è molto maggiore nei comuni con più di 250.000 abitanti e la sua

incidenza è aumentata maggiormente in questi comuni 55

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

Le attività produttive si sono decentrate al di fuori dei comuni metropolitani dal 1991 al 2006

Gli spostamenti totali e quelli fuori comune sono maggiori nei comuni nella fascia tra 5.000 e 60.000 abitanti

data la maggiore dispersione degli insediamenti. Questo comporta un maggiore uso dei trasporti privati.

La popolazione dei comuni maggiori è più istruita data la maggiore presenza di attività di servizi

Il reddito imponibile è connesso con i livelli di istruzione

I distretti industriali sono più frequenti nei comuni nella fascia tra 5.000 e 60.000 abitanti

I comuni nella fascia tra 5.000 e 60.000 abitanti hanno un maggiore numero di unità locali e di addetti

nell’industria. I comuni con più di 60.000 abitanti hanno un maggiore numero di unità locali e di addetti negli

Altri Servizi

Gli sportelli bancari sono omogeneamente distribuiti tra tutti i comuni e mostrano una densità per residente

omogenea

La scarsa dotazione di servizi sportivi sia in termine di spesa corrente che di spesa in conto capitale nei comuni

con più di 250.000 abitanti

La maggiore dotazione di servizi culturali sia in termine di spesa corrente che di spesa in conto capitale nei

comuni con più di 250.000 abitanti 56

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

La minore dotazione di dipendenti comunali e probabilmente di servizi pubblici nei comuni con più di 250.000

abitanti

La concentazione del turismo a Roma e Venezia e il suo sviluppo minore a Milano e Fienze

La concentrazione dei visitatori stranieri nelle fiere di Milano e Bologna e in misura minore di Torino e Firenze 57

Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata" Riccardo Cappellin, Corso di Economia dell’Innovazione, Università di Roma "Tor Vergata"

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PAGINE

61

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Temi trattati in questa lezione sono:
- I modelli gravitazionali
- Il modello di Christaller
- Il processo di diffusione delle attività di servizio
- La concentazione geografica della domanda e lo sviluppo dell’economia
- L’importanza dei servizi nei consumi privati
- La creazione di un ordine intelligente nelle città e la creatività
- Il processo di creazione della conoscenza nelle attività di servizio
- La concentrazione geografica e il processo di sviluppo endogeno dei servizi nelle città


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e management
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia dell'innovazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Tor Vergata - Uniroma2 o del prof Cappellin Riccardo.

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