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Repressione condotte antisindacali - C.Cass. n. 12811/09 Appunti scolastici Premium

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto del Lavoro A, tenute dalla Professoressa Silvana Sciarra nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 12811 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2009 in tema di repressione della condotta antisindacale... Vedi di più

Esame di Diritto del Lavoro A docente Prof. S. Sciarra

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persona del Segretario Generale C.F., tutti

elettivamente domiciliati in ROMA, VIALE BRUNO BUOZZI 59, presso lo

studio dell'avvocato GIORGIO STEFANO, che li rappresenta e difende

unitamente all'avvocato RUSCONI FABIO, giusta mandato a margine del

controricorso;

- controricorrenti -

avverso la sentenza n. 5/2005 della CORTE D'APPELLO di FIRENZE,

depositata il 11/01/2005 R.G.N. 9/04;

udita la relazione della causa svolta nella Udienza pubblica del

03/02/2009 dal Consigliere Dott. CURZIO Pietro;

udito l'Avvocato COSENTINO per delega MORRICO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott.

RIELLO Luigi, che ha concluso per l'accoglimento del ricorso.

FATTO

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. La Autostrade per l'Italia spa ricorre contro la sentenza della Corte d'Appello di Firenze, che in

parziale accoglimento del ricorso proposto dalle organizzazioni sindacali Uiltrasporti regionale della

Toscana, FILT - CGIL comprensoriale fiorentina e FIT - CISL Toscana aveva dichiarato antisindacale la

condotta delle Autostrade per l'Italia spa in occasione dello sciopero indetto in data 11 novembre dalle

organizzazioni sindacali appellanti e aveva condannato la società alla cessazione della condotta,

ordinando, "in vista della rimozione degli effetti, di astenersi in futuro dall'utilizzare sulla sede

autostradale in occasione di scioperi personale abitualmente adibito ad altre e superiori mansioni, in

violazione dell'art. 2103 c.c., adibendolo a compiti di pilotaggio del traffico ed altri servizi sostitutivi

dell'attività degli addetti all'esazione del pedaggio in sciopero".

2. La società ricorrente chiede che la sentenza sia cassata per i seguenti motivi.

3. Il primo motivo è rubricato "violazione e falsa applicazione dell'art. 40 Cost., della L. n. 300 del

1970, art. 28, dell'art. 2103 c.c., e degli artt. 115 e 116 c.p.c.; omessa, insufficiente e contraddittoria

motivazione su di un punto decisivo della controversia". La ricorrente sostiene che la Corte di Firenze

non avrebbe correttamente applicato l'art. 40 Cost. e l'art. 2103 c.c., e i precedenti della Corte di

Cassazione sul punto, perchè "il principio secondo il quale l'eccezionalità e la marginalità

dell'assegnazione del lavoratore a mansioni non corrispondenti alla propria qualifica, quando ciè è

determinato da contingenti esigenze aziendali (quali quelle che si verificano in occasione di uno

sciopero) non integra una violazione dell'art. 2103 c.c.". E l'errore consisterebbe nel fatto di aver

applicato la norma "presupponendo che il danno alla professionalità si realizzi automaticamente ed

immediatamente per l'adibizione anche per un giorno a mansioni inferiori".

4. Il secondo motivo è così rubricato: "violazione e falsa applicazione dell'art. 40 Cost., della L. n. 300

del 1970, art. 28, dell'art. 176 C.d.S., commi 12 e 13, e degli artt. 115 e 116 c.p.c.; omessa,

insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia". A tal fine nel

ricorso si precisa che "l'eventuale violazione della norme sulla circolazione stradale da parte del datore

di lavoro è in questa sede del tutto indifferente ed irrilevante in quanto non incide sul diritto di

sciopero". Si contesta poi che l'azienda abbia costretto i suoi dipendenti a svolgere attività in violazione

del C.d.S..

5. Il terzo motivo è così rubricato: "violazione e falsa applicazione dell'art. 40 Cost., della L. n. 300 del

1970, art. 28, del D.Lgs. n. 626 del 1994, art. 19, comma 1, lett. b), degli artt. 115 e 116 c.p.c.;

omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia. Si critica

l'affermazione della Corte d'Appello secondo la quale la società non avrebbe tenuto conto della Pagina 2 di 5

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sicurezza del personale non scioperante violando le specifiche prerogative del rappresentante dei

lavoratori per la sicurezza, affermando che "la normativa citata è del tutto irrilevante ai fini della

valutazione circa un'eventuale antisindacalità del comportamento datoriale" e che comunque "il bene

della salute del personale comandato ad operare in sostituzione dei lavoratori in sciopero non risulta in

alcun modo leso dal comportamento delle Autostrade".

6. Con il quarto si denunzia la violazione e falsa applicazione dell'art. 40 Cost., della L. n. 300 del 1970,

art. 28, e degli artt. 115 e 116 c.p.c.; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto

decisivo della controversia. Il rilievo critico in questo caso concerne la affermazione della Corte secondo

la quale la società nel riorganizzare il servizio riscossioni del pedaggio avrebbe violato la Carta dei

servizi, sostenendo che "la Carte dei servizi riguarda i rapporti tra la società e l'utenza ed è quindi

estranea ai rapporti tra Autostrade ed i dipendenti (conciò intendendosi sia quelli in sciopero che quelli

comandati in sostituzione dei primi)" e non vi è prova che la società abbia inteso danneggiare i rapporti

tra le organizzazioni sindacali e l'utenza.

7. Il quinto motivo è così proposto: violazione e falsa applicazione dell'art. 40 Cost., della L. n. 300 del

1970, art. 28, e degli artt. 100, 115 e 116 c.p.c.; omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su

un punto decisivo della controversia. Premesso che le norme che si assumono violate non possono

ritenersi primarie e la loro violazione non può ritenersi "plurioffensiva" nel senso che "i diritti che si

assumono violati non possono qualificarsi come collettivi bensì individuali, la società ricorrente

eccepisce la carenza di interesse ad agire del sindacato, in quanto la L. n. 300 del 1970, art. 28,

riafferma la regola generale secondo cui l'azione giudiziaria è riservata al titolare di un interesse

giuridicamente rilevante da far valere (art. 100 c.p.c.)" e non può agire "sul presupposto della propria

funzione istituzionale e generale di rappresentanza di interessi collettivi dei lavoratori, dovendo invece

vantare uno specifico interesse ad ottenere la repressione del comportamento antisindacale" che nel

caso specifico non sussiste.

8. Le tre organizzazioni sindacali resistenti hanno depositato un controricorso.

9. La società autostrade ha depositato una memoria difensiva.

DIRITTO

MOTIVI DELLA DECISIONE

10. La Corte d'Appello di Firenze ha ritenuto antisindacale il comportamento della società autostrade in

occasione dello sciopero dei casellanti svoltosi l'(OMISSIS).

11. Il giudice di merito ha accertato i seguenti fatti:

- lo sciopero fu indetto dagli addetti alla esazione del pedaggio presso le barriere di uscita del tronco.

- Autostrade per l'Italia il giorno dello sciopero - una domenica - comandò 31 dipendenti (costituiti da

personale dirigente, quadri, impiegati di elevato livello, con orario di lavoro dal lunedì al venerdì e

addetti anche ad altre direzioni ed unità produttive) ad operare presso otto caselli austradali.

- questi dipendenti non furono incaricati di sostituire gli esattori, bensì di svolgere due funzioni diverse:

1) sezionare, con apposita segnaletica i piazzali dinanzi alle barriere di esazione, per convogliare il

traffico verso le piste dotate di sistemi automatici di riscossione del pedaggio (telepass, viacard, carte

di credito) e 2) stazionare dinanzi ai caselli per provvedere al ritiro dei biglietti degli utenti che non

erano in grado di utilizzare i mezzi di pagamento automatico, che venivano invitati a presentarsi nei

giorni successivi presso gli appositi uffici della società o presso gli uffici postali per effettuare il

pagamento.

12. Tali fatti, oltre che accertati dal giudice di merito, vengono espressamente riconosciuti dalla società

Autostrade, che, nel ricorso per Cassazione, afferma: "sono stati presenti 31 dipendenti che sono stati

dislocati in otto caselli autostradali e hanno provveduto a segnalare la chiusura di alcune piste

convogliando il traffico verso le piste automatiche ponendo a terra i cosiddetti birilli" (punto n. 24, pag.

6 dei ricorso). Gli stessi dipendenti sono stati poi "posizionati a fianco dei caselli per il ritiro dei biglietti

di viaggio", al fine di evitare alla Autostrade il duplice effetto negativo del mancato incasso del pedaggio

e di eventuali abusi (punto n. 36, pag. 7 - 8 del ricorso).

13. Altrettanto pacifico, accertato dal giudice di merito ed ammesso dalla società è che tale personale Pagina 3 di 5


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto del Lavoro A, tenute dalla Professoressa Silvana Sciarra nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 12811 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2009 in tema di repressione della condotta antisindacale con particolare riferimento a: crumiraggio indiretto, sostituzione di lavoratori scioperanti con altri che normalmente svolgono mansioni superiori.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Firenze - Unifi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto del Lavoro A e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Firenze - Unifi o del prof Sciarra Silvana.

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