Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Altre teorie sugli stakeholder

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale • Mitchell, Agle e Wood (1997) costruiscono una

d’impresa tipologia di stakeholder basata sui seguenti attributi:

• A) potere = disponibilità di mezzi che una parte di

una relazione ha per imporre la sua volontà all’altra;

• B) legittimazione = strutture di comportamento

socialmente accettate e attese

• C) urgenza = sensibilità al decorso del tempo e ad .

altri fattori di criticità delle pretese dello stakeholder

• Combinando i 3 attributi, individuano 8 tipi di

stakeholder.

• Friedman e Miles (2002) analizzano il contenuto delle

relazioni tra organizzazione e stakeholder e

introducono i concetti di interesse compatibile o

____________________________

incompatibile e connessione necessaria o

Stefano Scarcella Prandstraller La stakeholder view of the firm

Relazioni istituzionali e (Carroll e Bucholz, 2003)

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • Gli stakeholder sono i destinatari diretti e indiretti

dell’agire complessivo dell’impresa;

• risentono pertanto degli effetti del suo

comportamento nel soddisfacimento dei loro

bisogni e nel raggiungimento dei loro obiettivi

(Freeman, 1984);

• possono a loro volta influenzare l’organizzazione.

• Il modello gestionale concreta “una nuova visione

dell’impresa”, definita “stakeholder view of the

firm”;

• Il successo dell’impresa si ottiene congiuntamente:

• a livello di profitto economico,

• a livello di successo sociale.

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller Stakeholder primari e secondari

Relazioni istituzionali e (Carroll e Bucholz, 2003)

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • Tale modello è caratterizzato dalla presenza di

stakeholder:

• primari, che hanno qualche interesse diretto

nell’organizzazione, e comprendono i proprietari-

azionisti, i dipendenti, i consumatori-clienti, i partner di

affari (compresi fornitori e distributori), le comunità, le

future generazioni e l’ambiente naturale;

• secondari, che sono gruppi di interesse pubblico o

privato particolare, che non hanno un interesse diretto

nell’organizzazione, ma che subiscono comunque le

conseguenze delle sue attività; vi rientrano i governi

locale, dello Stato e Federale, i corpi regolativi, le

istituzioni e i gruppi civici ( di consumatori o

ambientalisti), i gruppi di interesse particolare, i gruppi

____________________________

dell’industria e del commercio, i media e le aziende

Stefano Scarcella Prandstraller Definizione di stakeholder

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • To hold a stake significa possedere o portare un

interesse, un titolo, inteso (quasi) nel senso di un

diritto;

• Gli stakeholder sono quei soggetti sui quali

l’organizzazione, nel perseguire finalità e obiettivi

operativi, produce conseguenze” e, all’opposto, “coloro

i cui atteggiamenti, opinioni, comportamenti e decisioni

producono conseguenze sull’organizzazione” (Muzi

Falconi, 2005)

• Lo stakeholder, in altri termini, è un soggetto:

• che ritiene di avere una propria posizione di interesse,

che considera giuridicamente, o quanto meno

socialmente legittima, da tutelare nei confronti

dell’organizzazione;

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller Stakeholder e pubblici influenti

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale • La distinzione risiede nella fonte di legittimazione:

d’impresa • la fonte di legittimazione di un pubblico influente è

l’organizzazione stessa, che lo ritiene tale;

• uno stakeholder è invece egli stesso a ritenere di

avere il titolo per rivendicare il diritto di interloquire, e

non sempre l’organizzazione gli riconosce questo

titolo.

• Il titolo di legittimazione dello stakeholder può

risiedere infatti in una delle seguenti altre fonti:

• a) una norma dell’ordinamento giuridico;

• b) una norma del sistema sociale;

• c) un valore del sistema culturale.

• Es. le associazioni per la tutela del consumatore e la

salvaguardia dell’ambiente (L. 8 luglio 1986 n.349).

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller Stakeholder e pubblici influenti

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • Si possono quindi distinguere:

• A) pubblici influenti che si ritengono stakeholder e

sono quindi consapevoli e interessati ad una

relazione;

• B) pubblici influenti che non si ritengono stakeholder,

che l’organizzazione ritiene influenti, ma che non

hanno interesse a mettersi in relazione con essa;

• C) stakeholder non ritenuti influenti

dall’organizzazione, motivati a far valere una propria

posizione di interesse, che l’organizzazione non

riconosce e con i quali non ha interesse a stabilire

una relazione.

• Le modalità di instaurazione della relazione e il tipo

di relazione che si andrà a instaurare saranno

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller Stakeholder e pubblici influenti

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale • A) pubblici influenti che si ritengono stakeholder:

d’impresa • la relazione da instaurare deve essere a due vie e

tendenzialmente simmetrica, e il modello

comunicativo diretto, essenziale, argomentativo, di

tipo pull;

• B) pubblici influenti che non si ritengono

stakeholder:

• l’organizzazione deve operare con un modello

comunicativo di tipo push, più indiretto e più

attraente, per persuaderli poi a diventare

stakeholder;

• C) stakeholder non ritenuti pubblici influenti:

• l’organizzazione tende a considerarli un disturbo e a

tenerli fuori dai flussi di decisione o di

____________________________

comunicazione rilevante, salvo valutare di

Stefano Scarcella Prandstraller Stakeholder e settore pubblico

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale • Alcuni fattori del processo di cambiamento hanno

d’impresa favorito il riconoscimento degli stakeholder nella

P.A.:

• A) l’apertura ai portatori di interessi pubblici o

privati, ovvero di interessi diffusi in comitati o

associazioni della partecipazione al procedimento

amministrativo (L. n. 241/1990, come modificata

dalla legge n. 69/2009);

• B) la previsione dell’istituzione di Uffici Relazioni con

il Pubblico (URP) in tutte le pubbliche

amministrazioni con la legge 7 giugno 2000, n. 150;

• C) il ricorso a procedure di consultazione nelle

decisioni pubbliche (es. Unità per la Semplificazione

e la Qualità della Regolazione presso la PDCM);

____________________________

• D) l’affermazione sempre più ampia di modelli di

Stefano Scarcella Prandstraller Stakeholder e settore pubblico

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

• Marcello Fedele (1997) afferma che in occidente

d’impresa cresce il rilievo del tipo di governance, dei caratteri del

rapporto tra poteri pubblici e sistemi di rappresentanza

degli interessi;

• si afferma una statualità leggera, dove l’autorità si

configura come una funzione del consenso piuttosto

che delle leggi;

• la decisione politica diviene un momento interno al

processo di implementazione amministrativa.

• attraverso i programmi e le iniziative di comunicazione

istituzionale, le P.A. promuovono i diritti di cittadinanza,

tra cui quelli ad informazione, trasparenza e

partecipazione e sostengono l’innovazione delle

organizzazioni, l’efficienza dei servizi e l’efficacia delle

politiche pubbliche;

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller La procedura di identificazione degli

Relazioni istituzionali e stakeholder

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • Gli stakeholder rappresentano una molteplicità complessa

di portatori di interesse della comunità di riferimento, e la

loro individuazione richiede un’analisi del contesto;

• Il sito Urp degli Urp individua tre macro-categorie:

• 1) istituzioni pubbliche: enti locali, agenzie, ecc.

• 2) gruppi organizzati: gruppi di pressione (sindacati,

partiti, imprese, associazioni di categoria) e associazioni

del territorio;

• 3) gruppi non organizzati: cittadini e collettività.

• Si deve provvedere nell’ordine:

• A) ad una mappatura della situazione esistente;

• B) a individuare un elenco degli stakeholder che si

vogliono coinvolgere nell'ambito dell'intervento

considerato;

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller La procedura di identificazione degli

Relazioni istituzionali e stakeholder (Regione Emilia Romagna)

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • C) a definire il livello di influenza di ciascun

stakeholder individuato attraverso la sintesi di cinque

fattori:

• 1) dimensione;

• 2) rappresentatività;

• 3) risorse attuali e potenziali;

• 4) conoscenze e competenze specifiche;

• 5) collocazione strategica.

• D) stabilire il livello di interesse di ciascun stakeholder,

con la sintesi di due fattori:

• 1) incidenza della politica considerata rispetto alla

sfera di azione e agli obiettivi del portatore di

interesse;

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller La procedura di identificazione degli

stakeholder

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • Incrociando in una matrice i livelli di influenza e di

interesse, si ottengono tre categorie di stakeholders:

• gli stakeholders essenziali, cioè coloro che è

necessario coinvolgere perché hanno alto interesse e

alta influenza rispetto alla politica e quindi anche una

forte capacità di intervento sulle decisioni che la PA

intende adottare;

• gli stakeholders appetibili, cioè coloro che opportuno

coinvolgere poiché hanno basso interesse ma alta

influenza. (gruppi di pressione, opinion leaders in grado

di influenzare l’opinione pubblica rispetto a determinate

tematiche;

• gli stakeholders deboli, cioè coloro che hanno alto

interesse ma bassa influenza. (soggetti che non hanno i

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller Le critiche alla stakeholder theory

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale • 1) per Charles Blattberg (2004) la teoria assume che

d’impresa gli interessi particolari degli stakeholder possono

essere al più bilanciati attraverso soluzioni di

compromesso. Si deve invece tenere conto in via

prioritaria dell’interesse generale, quello della

nazione, espresso dal majority party, con una

“concezione patriottica dell’impresa”.

• 2) Milton Friedman (1970 e 1996) sostiene che il

vero dovere sociale di un’impresa è ottenere, in un

mercato aperto, corretto e competitivo, i profitti più

elevati, per creare ricchezza e produrre occasioni di

lavoro per tutti.

• I manager sono agenti e dipendenti dei proprietari-

azionisti, e devono agire nel loro esclusivo interesse.

• Rigetta quindi sia la stakeholder view, sia la CSR sul

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller Gli shareholder

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

• Uno shareholder o stockholder è un singolo o una

d’impresa istituzione (impresa, ecc.) che ha la proprietà legale di

una o più azioni o quote di capitale in una azienda

pubblica o privata.

• Agli shareholder sono garantiti dalla legge alcuni diritti :

• vendere i loro titoli azionari;

• eleggere i membri del consiglio di amministrazione;

• nominare i manager e proporre risoluzioni degli

azionisti;

• una quota sui dividendi, se ne sono stati dichiarati;

• acquistare novi titoli azionari emessi dall’azienda;

• i beni rimasti dell’azienda dopo l’eventuale liquidazione.

• Gli shareholder forniscono direttamente (mercato

primario) o indirettamente (mercato secondario)

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller La shareholder value theory

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale • Si fonda sulla creazione del valore per gli azionisti

d’impresa come principio guida nella gestione dell’impresa.

• È conseguenza di alcuni eventi degli anni ‘80:

• posizioni degli economisti neoliberisti come Milton

Friedman

• boom del mercato azionario negli Stati Uniti

• politiche neoliberiste come quelle di Ronald Reagan

negli Stati Uniti e di Margaret Thatcher nel Regno Unito

• La shareholder value theory è divenuta la nuova

ideologia dominante nella governance delle imprese in

USA e UK e sta guadagnando terreno anche in Europa

e Giappone;

• nel 1999 l’OECD-OCSE ha approvato un documento, I

principi di governance aziendale dell’OECD, che mette

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller La shareholder value theory

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

• Nelle grandi corporation americane negli anni ’60 il

d’impresa principio di gestione era quello del “trattieni e

reinvesti”.

• La politica era di trattenere sia il profitto in forma di

denaro, sia le risorse umane cui davano lavoro, e

reinvestire sia in capitale fisico, che in risorse umane

complementari.

• Negli anni ’70 l’espansione delle corporation si scontra

con prestazioni deludenti e nuovi competitori

(Giappone).

• Negli anni ‘80 un gruppo di economisti finanziari,

convinti che il mercato fosse più efficiente nell’allocare

risorse degli stessi manager, sviluppa la agency

theory, per cui:

____________________________

• 1) gli azionisti sono i principali e i manager i loro agenti;

Stefano Scarcella Prandstraller La shareholder value theory

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

• Il rendimento sugli investimenti nei titoli azionari

d’impresa dell’azienda come nuovo indicatore di performance;

• Il compenso agli shareholder è motivato come

corrispettivo dell’attesa, dei rischi di detenzione dei titoli

azionari e del monitoraggio dell’attività dei manager;

• L’accentramento dei titoli presso gli investitori

istituzionali (fondi mutuo, fondi pensione e compagnie

di assicurazione) fornisce molto più potere collettivo

agli shareholder;

• Nelle grandi corporation si passa dal principio “trattieni

e reinvesti”, al principio “riduci e distribuisci”, con la

riduzione delle dimensioni della corporation, con perdita

di milioni di posti di lavoro, e la distribuzione dei

maggiori profitti sotto forma di dividendi agli azionisti.

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller La shareholder value theory

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • I top manager sono motivati a questo cambiamento

dall’offerta di consistenti stock option, che ne fanno

degli shareholder, e dalla crescita degli investitori

istituzionali, che ora controllano i pacchetti azionari e la

loro nomina.

• Questo porta all’allineamento dei loro interessi dei con

quelli del grande capitale finanziario esterno, piuttosto

che con quelli dell’azienda per cui lavorano.

• Nel nuovo regime i top manager diminuiscono le

dimensioni dell’azienda che controllano, con tagli alla

forza lavoro stabile, in un tentativo di incrementare gli

utili.

• Si sostiene che la ricerca del shareholder value giovi

non solo agli azionisti, che possono fare del denaro dei

____________________________

dividendi usi alternativi più efficienti, ma all’intera

Stefano Scarcella Prandstraller Il boom degli anni ’90…

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

d’impresa • Come prove della correttezza di questa analisi si cita:

• A) il boom degli anni ’90 del mercato azionario negli

USA;

• B) la riduzione del tasso di disoccupazione;

• C) l’avvento della new economy attraverso investimenti

finanziari e la ricollocazione di capitali e lavoro in nuove

imprese di software e tecnologie informatiche (Silicon

Valley)

• Ma in realtà (Lazonick, O’Sullivan, 2000):

• questi cambiamenti hanno accresciuto le disuguaglianze

sociali e prodotto un sistema fondato su posti di lavoro

poco stabili e bassi salari;

• lo sviluppo della Silicon Valley e di gran parte della new

____________________________

Stefano Scarcella Prandstraller ..e la crisi dei 2000

Relazioni istituzionali e

Gestione della

responsabilità sociale

• E’ vero che un elevato valore di mercato del titolo

d’impresa azionario è funzionale ai piani di espansione

dell’azienda e consente di raccogliere capitale di rischio

addizionale a un costo competitivo, come di acquisire e

integrare altre aziende.

• Tuttavia:

• A) lo straordinario afflusso di capitale sul mercato

finanziario, con l’aumento del valore di numerosi titoli

azionari;

• B) una crescita dei consumi strettamente in relazione

con la crescita del mercato azionario e non più della

crescita dell’economia reale;

• hanno creato i presupposti delle spregiudicate manovre

speculative cui è seguito il crollo dei mercati azionari e

____________________________

la crisi economica globale del decennio successivo.

Stefano Scarcella Prandstraller


PAGINE

45

PESO

381.89 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa lezione fa riferimento al corso di Relazioni istituzionali e responsabilità sociale d'impresa tenuto dal prof. Scarcella Prandstraller. Di seguito gli argomenti affrontati: il pubblico e i pubblici nelle relazioni istituzionali; teoria situazionale sui pubblici; i pubblici influenti; la stakeholder teory; teoria del two-step flow of communication;


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in comunicazione de pubblicità per pubbliche amministrazioni e non profit
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di RELAZIONI ISTITUZIONALI E RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scarcella Prandstraller Stefano.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Relazioni istituzionali e responsabilita’ sociale d’impresa

Bilancio sociale e rendicontazione
Dispensa
Teoria sociale - Relazioni e istituzioni
Dispensa
Eventi - Organizzazione
Dispensa
Relazioni istituzionali - Introduzione
Dispensa