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giurisdizionale amministrativo in subiecta materia, e ha pertanto ha respinto la domanda di tutela

interinale formulata dal P..

Il ricorso ex art. 41 cod. proc. civ. in esame è stato proposto nella pendenza del giudizio di merito

dinanzi al TAR promosso dal P..

Con tale ricorso viene chiesta la declaratoria del difetto assoluto di giurisdizione sulla questione

oggetto del contendere.

Resiste con controricorso P.G.. CONSIDERATO IN DIRITTO

Il problema posto dal ricorso in esame è quello di stabilire se, ai sensi del D.L. 19 agosto 2003, n.

220, convertito, con modificazioni, in L. 17 ottobre 2003 n. 280, la controversia originata dalla

decisione di una federazione sportiva nazionale di ridimensionare il numero degli arbitri effettivi

sulla base dei criteri fissati dall'organo tecnico a ciò deputato sia riservata, o meno, all'autonomia

dell'ordinamento sportivo e, in quanto tale, sia sottratta alla giurisdizione dell'autorità giudiziaria.

Ad avviso delle organizzazioni ricorrenti gli atti impugnati con il ricorso introduttivo del giudizio

dinanzi al TAR hanno natura squisitamente tecnica in quanto finalizzati ad assicurare, attraverso il

ridimensionamento di un organico arbitrale ritenuto pletorico, una più frequente utilizzazione degli

arbitri effettivi e ad ottimizzare il loro rendimento. In questo contesto ha natura altrettanto tecnica la

decisione di favorire l'utilizzo dei più giovani e di "dismettere" gli arbitri con maggiore anzianità di

servizio.

Sussiste pertanto l'eccepito difetto assoluto di giurisdizione vertendo la controversia su materie

sicuramente riservata all'autonomia dell'ordinamento sportivo.

Il controricorrente eccepisce preliminarmente l'inammissibilità del ricorso per regolamento di

giurisdizione deducendo che il problema della configurabilità, o meno, di una situazione

giuridicamente rilevante e tutelabile non rientra tra le questioni di giurisdizione ma integra una

questione di merito. Sotto altro profilo deduce la sussistenza di una situazione giuridicamente

rilevante per l'ordinamento generale atteso che il provvedimento che lo ha riguardato è stato

adottato al di fuori di valutazioni tecniche e, più in particolare, per motivi di ritorsione nei suoi

confronti e quindi in maniera illegittima. Ad avviso del controricorrente la controversia in esame

rientra nella giurisdizione amministrativa, ai sensi della L. n. 280 del 2003, atteso che la legge

stessa attribuisce alla giurisdizione del giudice ordinario unicamente le controversie relative a

rapporti patrimoniali tra società, associazioni ed atleti.

Il ricorso è inammissibile.

Deve premettersi, in linea di principio, che, in base ai criteri di riparto di giurisdizione stabiliti dal

D.L. 19 agosto 2003, n. 220, art. 3, convertito nella L. 17 ottobre 2003, n. 280, contenente

disposizioni urgenti in materia di giustizia sportiva, mentre spettano alla giurisdizione esclusiva del

giudice amministrativo (una volta esaurito il rispetto di eventuali clausole compromissorie) le

controversie che hanno per oggetto l'impugnativa di atti del C.O.N.I. o delle Federazioni sportive

nazionali, che si configurano come decisioni amministrative aventi rilevanza per l'ordinamento

statale, sono invece devolute alla giurisdizione del giudice ordinario (sempre previo il rispetto delle

clausole compromissorie) le controversie concernenti i rapporti patrimoniali fra società,

associazioni ed atleti aderenti alle singole Federazioni (cfr. Cass. S.U. 23 marzo 2004 n. 5775).

L'art. 2, comma 1, del suddetto decreto legge (nel testo risultante dalla legge di conversione) riserva

invece all'ordinamento sportivo nazionale la disciplina delle questioni aventi ad oggetto: a)

l'osservanza e l'applicazione delle norme regolamentari, organizzative e statutarie di

quell'ordinamento e delle sue articolazioni, al fine di garantire il corretto svolgimento delle attività

sportive; b) i comportamenti rilevanti sul piano disciplinare e l'irrogazione ed applicazione delle

sanzioni disciplinari sportive. In queste materie vige il sistema del cd. "vincolo sportivo". Le

società, le associazioni, gli affiliati ed i tesserati, infatti, hanno l'onere di adire, secondo le

S S P L

CUOLA DI PECIALIZZAZIONE PER LE ROFESSIONI EGALI

Lezione del 10 febbraio 2011: LA GIURISDIZIONE

Materiali didattici


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce al corso di Diritto Processuale Civile I, tenuto dal Prof. Giorgio Costantino nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo dell'ordinanza n. 18052 emessa dalla Corte di Cassazione nel 2010.
La Corte dichiara inammissibile il regolamento preventivo di giurisdizione con il quale il ricorrente afferma che nessun giudice statale è competente a conoscere la controversia; la giustiziabilità della pretesa è questione di merito.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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