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Regolamento della Camera dei Deputati Appunti scolastici Premium

Materiale didattico per il corso di Informazione e costituzione del prof. Marco Orofino. Trattasi del testo completo del Regolamento della Camera dei Deputatu, che disciplina il funzionamento e l'attività della prima camera del Parlamento italiano, dell'ufficio di presidenza, dei gruppi parlamentari, delle giunte... Vedi di più

Esame di Informazione e costituzione docente Prof. M. Orofino

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ESTRATTO DOCUMENTO

CAPO XIII

Del Bilancio della Camera

Art. 66

Il progetto di bilancio e il conto consuntivo della Camera, predisposti dai Questori e deliberati

dall'Ufficio di Presidenza, sono discussi e votati in Assemblea.

CAPO XIV

Degli Uffici della Camera

Art. 67

I servizi e gli uffici della Camera sono ordinati secondo le disposizioni regolamentari emanate

dall'Ufficio di Presidenza a norma dell'articolo 12 e sono diretti dal Segretario generale, che ne

risponde al Presidente.

CAPO XV

Della Presentazione e Trasmissione dei Progetti di Legge

Art. 68

1. I disegni e le proposte di legge presentati alla Camera o trasmessi dal Senato, dopo l'annuncio

all'Assemblea, sono stampati e distribuiti nel più breve termine possibile. Di essi è fatta subito

menzione nell'ordine del giorno generale.

2. Il Presidente della Camera riceve, nei periodi di aggiornamento dei lavori, i progetti di legge e ne

dà notizia alla Camera nel primo giorno di riunione.

Art. 69(*)

1. All'atto della presentazione di un progetto di legge, o anche successivamente, il Governo, un

presidente di Gruppo o dieci deputati possono chiedere che ne sia dichiarata l'urgenza.

2. La dichiarazione d'urgenza è adottata dalla Conferenza dei presidenti di Gruppo con la

maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6. Qualora non si raggiunga tale maggioranza, la

richiesta è sottoposta all'Assemblea, relativamente ai progetti di legge inseriti nel programma dei

lavori. Sulla richiesta l'Assemblea delibera con votazione palese mediante procedimento elettronico

con registrazione dei nomi.

3. Per ciascun programma dei lavori non possono essere dichiarati urgenti più di cinque progetti di

legge, se il programma è predisposto per tre mesi, ovvero più di tre, se il programma è predisposto

per due mesi. Non può essere dichiarata l'urgenza dei progetti di legge costituzionale e dei progetti

di legge di cui all'articolo 24, comma 12, ultimo periodo.

(*) Articolo modificato il 24 settembre 1997.

Art. 70

1. I progetti di legge approvati definitivamente dalla Camera sono inviati al Governo; gli altri sono

trasmessi direttamente al Senato.

2. I progetti già approvati dalla Camera e rinviati dal Senato sono riesaminati dalla Camera la quale,

prima della votazione finale, delibera soltanto sulle modificazioni apportate dal Senato e sugli

emendamenti ad esse conseguenti che fossero proposti alla Camera.

Art. 71

1. Se il Presidente della Repubblica, a norma dell'articolo 74 della Costituzione, chiede alle Camere

con messaggio motivato una nuova deliberazione sopra un progetto di legge già approvato, il

riesame di questo inizia presso quella Camera che in precedenza lo ha approvato per prima.

2. Il messaggio comunicato alla Camera è trasmesso alla Commissione competente. Questa riferisce

sul progetto di legge all'Assemblea, la quale può limitare la discussione alle parti che formano

oggetto del messaggio. Il progetto di legge è sottoposto a votazione articolo per articolo e alla

votazione finale.

CAPO XVI

Dell' Esame in Sede Referente

Art. 72

1. Il Presidente della Camera assegna alle Commissioni competenti per materia i progetti di legge

sui quali esse devono riferire all'Assemblea e ne dà notizia in aula. Se nei due giorni successivi

all'annuncio un Presidente di Gruppo o dieci deputati propongono una diversa assegnazione, il

Presidente iscrive la questione all'ordine del giorno e l'Assemblea, sentiti un oratore contro e uno a

favore, delibera per alzata di mano.

2. Non possono essere assegnati alle Commissioni progetti di legge che riproducano

sostanzialmente il contenuto di progetti precedentemente respinti, se non siano trascorsi sei mesi

dalla data della reiezione.

3. Dopo l'assegnazione di un progetto di legge, due Commissioni possono chiedere al Presidente

della Camera di deliberare in comune.

4. Qualsiasi questione di competenza, insorta fra due o più Commissioni, è deferita al Presidente

della Camera. Questi, se lo ritenga necessario, può sottoporre la questione alla Giunta per il

Regolamento.

Art. 73 (*)

1. Se il Presidente della Camera ritenga utile acquisire il parere di una Commissione su un progetto

di legge assegnato ad altra Commissione, può richiederlo prima che si deliberi sul progetto. La

Commissione competente può, previo assenso del Presidente della Camera, chiedere il parere di

altra Commissione.

1-bis. Se un progetto di legge, assegnato ad una Commissione, reca disposizioni che investono in

misura rilevante la competenza di altra Commissione, il Presidente della Camera può stabilire che il

parere di quest'ultima Commissione sia stampato ed allegato alla relazione scritta per l'Assemblea.

2. La Commissione interpellata per il parere lo esprime, di norma, nel termine di otto giorni dalla

effettiva distribuziorie dello stampato. Il termine è di tre giorni per i progetti di legge dichiarati

urgenti e per i disegni di legge di conversione di decreti-legge. La Commissione competente per il

merito può concedere una proroga di durata pari al termine ordinario. Ulteriori o maggiori proroghe

non sono consentite se non in casi eccezionali ed in seguito ad autorizzazione espressa del

Presidente della Camera. Se i predetti termini scadono senza che il parere sia pervenuto, la

Commissione competente per il merito può procedere nell'esame del progetto.

3. Quando un progetto di legge è esaminato per il parere, la discussione ha inizio con la

illustrazione del progetto da parte del relatore designato dal Presidente della Commissione. Il

relatore conclude proponendo di esprimere: parere favorevole o contrario o favorevole con

osservazioni o favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente formulate. Il parere

può anche esprimersi con la formula: "nulla osta all'ulteriore corso del progetto".

4. La Commissione consultata può stabilire che il parere sia illustrato oralmente presso la

Commissione alla quale è destinato. Può altresì richiedere, per il parere espresso ad altra

Commissione in sede referente, che esso sia stampato e allegato alla relazione scritta per

l'Assemblea.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 23 luglio 1987.

Art. 74 (*)

1. Tutti i progetti di legge implicanti entrate o spese sono distribuiti contemporaneamente alla

Commissione competente, al cui esame sono stati assegnati, e alla Commissione bilancio e

programmazione per il parere sulle conseguenze di carattere finanziario, anche avendo riguardo ai

vincoli stabiliti nel documento di programmazione economico-finanziaria, come approvato dalla

risoluzione parlamentare, e ai principî contenuti nei trattati dell'Unione europea.

2. Se la Commissione competente introduce in un progetto di legge disposizioni che importino

nuove entrate o nuove spese, deve trasmettere il progetto alla Commissione bilancio e

programmazione. Dal giorno dell'invio decorrono nuovamente i termini previsti nell'articolo 73.

3. Il parere espresso dalla Commissione bilancio e programmazione è stampato e allegato alla

relazione scritta per l'Assemblea. Qualora la Commissione che procede in sede referente non abbia

adeguato il testo del progetto di legge alle condizioni formulate nel parere stesso, deve indicarne le

ragioni nella relazione per l'Assemblea.

(*) Articolo modificato il 20 luglio 1999.

Art. 75 (*)

1. La Commissione affari costituzionali e la Commissione lavoro, quando ne siano richieste a

norma del comma 1 dell'articolo 73, esprimono parere, rispettivamente, sugli aspetti di legittimità

costituzionale del progetto di legge e su quelli concernenti il pubblico impiego. La Commissione

affari costituzionali può altresì essere chiamata ad esprimere parere sui progetti sotto il profilo delle

competenze normative e della legislazione generale dello Stato.

2. I pareri espressi dalla Commissione affari costituzionali e dalla Commissione lavoro sono

stampati e allegati alla relazione scritta per l'Assemblea. Qualora la Commissione che procede in

sede referente non abbia adeguato il testo del progetto di legge alle condizioni formulate nei pareri,

deve indicarne le ragioni nella relazione per l'Assemblea.

(*) Articolo modificato da ultimo il 20 luglio 1999.

Art. 76

1. L'ordine di esame dei progetti di legge in Commissione si conforma alle decisioni adottate in

applicazione delle norme del capo VI sulla organizzazione dei lavori.

2. Compatibilmente con il principio stabilito nel comma 1 del presente articolo, l'ordine di esame

segue l'ordine di presentazione con priorità per i progetti indicati nel comma 2 dell'articolo 81.

3. L'esame dei progetti di legge che siano stati fatti propri da un Gruppo parlamentare, mediante

formale dichiarazione del rispettivo Presidente, all'atto dell'annuncio in aula, deve essere iniziato

dalla Commissione entro e non oltre un mese dalla assegnazione.

Art. 77

1. Se all'ordine del giorno di una Commissione si trovano contemporaneamente progetti di legge

identici o vertenti su materia identica, l'esame deve essere abbinato.

2. L'abbinamento è sempre possibile fino al termine della discussione in sede referente a norma

dell'articolo 79.

3. Dopo l'esame preliminare dei progetti abbinati, la commissiorie procede alla scelta di un testo

base ovvero alla redazione di un testo unificato.

Art. 78

1. Quando sia posto all'ordine del giorno di una Commissione un progetto di legge avente un

oggetto identico o strettamente connesso rispetto a quello di un progetto già presentato al Senato, il

Presidente della Camera ne informa il Presidente del Senato per raggiungere le possibili intese.

Art. 79 (*)

1. Le Commissioni in sede referente organizzano i propri lavori secondo princìpi di economia

procedurale. Per ciascun procedimento, l'ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei

Gruppi, con la maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di essa, il

presidente della Commissione determina i modi della sua organizzazione, compreso lo svolgimento

di attività conoscitive e istruttorie; stabilisce altresì, di norma dopo la scelta del testo base, i termini

per la presentazione e le modalità per l'esame degli emendamenti. Il procedimento è organizzato in

modo tale da assicurare che esso si concluda almeno quarantotto ore prima della data stabilita nel

calendario dei lavori per l'iscrizione del progetto di legge all'ordine del giorno dell'Assemblea.

2. Il procedimento per l'esame dei progetti di legge in sede referente è costituito dall'esame

preliminare con l'acquisizione dei necessari elementi informativi, dalla formulazione del testo degli

articoli e dalla deliberazione sul conferimento del mandato a riferire all'Assemblea.

3. La discussione in sede referente è introdotta dal presidente della Commissione o da un relatore da

lui incaricato, che richiede al Governo i dati e gli elementi informativi necessari per i fini indicati ai

commi 4 e 11.

4. Nel corso dell'esame in sede referente, la Commissione provvede ad acquisire gli elementi di

conoscenza necessari per verificare la qualità e l'efficacia delle disposizioni contenute nel testo.

L'istruttoria prende a tal fine in considerazione i seguenti aspetti:

a) la necessità dell'intervento legislativo, con riguardo alla possibilità di conseguirne i fini mediante

il ricorso a fonti diverse dalla legge;

b) la conformità della disciplina proposta alla Costituzione, la sua compatibilità con la normativa

dell'Unione europea e il rispetto delle competenze delle regioni e delle autonomie locali;

c) la definizione degli obiettivi dell'intervento e la congruità dei mezzi individuati per conseguirli,

l'adeguatezza dei termini previsti per l'attuazione della disciplina, nonché gli oneri per la pubblica

amministrazione, i cittadini e le imprese;

d) l'inequivocità e la chiarezza del significato delle definizioni e delle disposizioni, nonché la

congrua sistemazione della materia in articoli e commi.

5. Per l'acquisizione degli elementi di cui al comma 4, la Commissione può richiedere al Governo di

fornire dati ed informazioni, anche con la predisposizione di apposite relazioni tecniche. La

Commissione si avvale inoltre delle procedure di cui al capo XXXIII e agli articoli 146 e 148.

6. Le procedure previste dal comma 5 sono promosse quando ne facciano richiesta almeno quattro

componenti della Commissione, salvo che l'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei

Gruppi, con la maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il

presidente della Commissione giudichi l'oggetto della richiesta non essenziale per il compimento

dell'istruttoria legislativa. L'ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi, con la

maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il presidente della

Commissione stabilisce, sentito il Governo, il termine entro il quale il Governo stesso deve

comunicare le informazioni e i dati ad esso richiesti relativamente ai progetti di legge inseriti nel

programma dei lavori dell'Assemblea. La Commissione non procede alle deliberazioni conclusive

riguardanti ciascun articolo fino a quando non siano pervenuti i dati e le informazioni al riguardo

richiesti al Governo, salvo che esso dichiari di non poterli fornire, indicandone il motivo.

7. Qualora il Governo non fornisca nei tempi stabiliti i dati e le informazioni richiesti dalla

Commissione senza indicarne il motivo, la Conferenza dei presidenti di Gruppo, con la

maggioranza prevista dall'articolo 23, comma 6, ovvero, in mancanza di questa, il Presidente della

Camera stabilisce un nuovo termine per la presentazione della relazione all'Assemblea di cui

all'articolo 81. Del tardivo o mancato adempimento da parte del Governo è dato conto in tale

relazione.

8. Nell'esame in sede referente eccezioni pregiudiziali, sospensive o comunque volte ad impedire il

compimento dell'obbligo della Commissione di riferire all'Assemblea non possono essere poste in

votazione; di esse dovrà però farsi menzione nella relazione della Commissione.

9. La Commissione può nominare un comitato ristretto, composto in modo da garantire la

partecipazione proporzionale delle minoranze, al quale affida l'ulteriore svolgimento dell'istruttoria

e la formulazione delle proposte relative al testo degli articoli.

10. Per garantire il rispetto del termine previsto dal comma 1, terzo periodo, le deliberazioni per la

formulazione del testo degli articoli possono avere luogo secondo princìpi di economia

procedurale, assicurando comunque che per ogni articolo siano posti in votazione, di norma, almeno

due emendamenti, indicati da ciascun Gruppo, anche interamente sostitutivi del testo proposto dal

relatore.

11. La Commissione introduce nel testo norme per il coordinamento della disciplina da esso recata

con la normativa vigente, curando che siano espressamente indicate le disposizioni

conseguentemente abrogate.

12. Al termine della discussione la Commissione nomina un relatore, al quale conferisce il mandato

di riferire sul testo da essa predisposto; nomina altresì un comitato di nove membri, composto in

modo da garantire la partecipazione proporzionale delle minoranze, per la discussione davanti

all'Assemblea e per il compito indicato nel comma 3 dell'articolo 86. I Gruppi dissenzienti possono

designare, anche congiuntamente, relatori di minoranza. Ciascuna relazione di minoranza reca un

proprio testo, anche parzialmente alternativo al testo della Commissione, formulato in articoli

corrispondenti a quest'ultimo.

13. Le relazioni per l'Assemblea danno conto delle risultanze dell'istruttoria legislativa svolta dalla

Commissione con riguardo agli aspetti indicati nel comma 4.

14. La relazione della maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono stampate e distribuite

almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione, tranne che, per urgenza, l'Assemblea

deliberi un termine più breve. Qualora l'Assemblea autorizzi la relazione orale, sono stampati e

distribuiti nello stesso termine il testo della Commissione e i testi alternativi eventualmente

presentati dai relatori di minoranza.

15. Qualora un progetto di legge sia approvato integralmente da una Commissione permanente ad

unanimità, tanto nelle sue disposizioni quanto nella motivazione della sua relazione, la

Commissione stessa può proporre all'Assemblea che si discuta sul testo del proponente adottandone

la relazione.

(*) Articolo modificato il 24 settembre 1997.

Art. 80

1. Se l'autore di una proposta di legge non fa parte della Commissione incaricata di esaminarla, egli

deve essere avvertito della convocazione della Commissione, affinché possa partecipare alle sue

sedute senza voto deliberativo. Egli può essere incaricato della relazione introduttiva in

Commissione e nominato relatore per la discussione in Assemblea.

2. Ciascun deputato può trasmettere alle Commissioni emendamenti od articoli aggiuntivi ai

progetti di legge e chiedere o essere richiesto di svolgerli davanti ad esse. Le Commissioni ne danno

notizia all'Assemblea nelle loro relazioni.

Art. 81(*)

1. Le relazioni delle Commissioni sui progetti di legge inseriti nel programma dei lavori

dell'Assemblea devono essere presentate nel termine di due mesi dall'inizio dell'esame in sede

referente.

2. Il termine di cui al comma 1 è ridotto alla metà per i progetti di legge di cui sia stata dichiarata

l'urgenza ed è ridotto a quindici giorni per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge.

Restano fermi i termini previsti dal capo XXVII.

(*) Articolo modificato il 24 settembre 1997.

CAPO XVII

Dell' Esame in Assemblea

Art. 82

1. L'esame in Assemblea dei progetti di legge comprende la discussione sulle linee generali del

progetto e la discussione degli articoli.

2. Salvo diverso accordo di tutti i Gruppi, ed a meno che, per urgenza, la Camera non abbia

deliberato altrimenti a norma del comma 14 dell'articolo 79, l'ordine del giorno che prevede l'inizio

dell'esame di un progetto di legge deve essere annunciato almeno 24 ore prima dell'inizio della

discussione sulle linee generali. (*)

(*) Comma modificato il 24 settembre 1997 per coordinamento con la nuova formulazione dell'articolo 79.

Art. 83 (*)

1. La discussione sulle linee generali di un progetto di legge consiste negli interventi dei relatori per

la maggioranza e di quelli di minoranza, per non più di venti minuti ciascuno, del Governo e di un

deputato per Gruppo. Il Presidente concede la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti

politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano esporre posizioni dissenzienti

rispetto a quelle dei propri Gruppi, stabilendone le modalità e i limiti di tempo degli interventi.

1-bis.I relatori, nello svolgimento della relazione, possono chiedere al Governo di rispondere su

questioni determinate attinenti ai presupposti e agli obiettivi dei disegni di legge d'iniziativa del

Governo stesso, nonché alle conseguenze di carattere finanziario e ordinamentale derivanti

dall'applicazione delle norme contenute nei progetti di legge. Il Governo può rispondere

immediatamente o chiedere di differire la risposta al momento della replica; può chiedere altresì

che la seduta o l'esame del progetto di legge siano sospesi per non più di un'ora, ovvero dichiarare

di non poter rispondere, indicandone il motivo.

2. Quando venti deputati o uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente,

risultino di almeno pari consistenza numerica ne avanzano specifica richiesta, sono consentite

ulteriori iscrizioni a parlare, ferme restando le disposizioni degli articoli 36, 44 e 50. La richiesta di

ampliamento della discussione va formulata nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo ovvero

presentata non meno di ventiquattro ore prima dell'inizio della discussione in Assemblea.

3. I relatori ed il Governo possono replicare al termine della discussione.

4. Il calendario può prevedere che la discussione del progetto di legge sia fatta per ciascuna parte o

per ciascun titolo. In assenza di tale previsione il Governo, un Presidente di Gruppo o dieci deputati,

nonché ciascun relatore o il deputato proponente, possono chiedere preliminarmente che la

discussione del progetto sia fatta per ciascuna parte o per ciascun titolo. Su tale richiesta la Camera,

sentiti un oratore contro e uno a favore, delibera per alzata di mano.

5. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo può essere convocata dopo l'inizio della discussione

ampliata a norma del comma 2 per stabilire, sentiti anche gli iscritti del Gruppo misto che lo

richiedano, l'ordine degli interventi nonché il numero delle sedute necessarie e le loro date.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 24 settembre 1997.

Art. 84(*)

(*) Articolo abrogato il 24 settembre 1997.

Art. 85 (*)

1. Chiusa la discussione sulle linee generali si passa alla discussione degli articoli. Questa consiste

nell'esame di ciascun articolo e del complesso degli emendamenti e articoli aggiuntivi ad esso

proposti.

1-bis. Qualora la Commissione bilancio abbia espresso su una o più disposizioni parere contrario o

parere favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente formulate, e la Commissione

che ha svolto l'esame in sede referente non vi si sia adeguata, il Presidente ne avverte l'Assemblea

prima di passare all'esame del corrispondente articolo.

2. Ciascun deputato può intervenire nella discussione una sola volta per non più di venti minuti,

anche se sia proponente di più emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi, contestualmente

illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi da altri

presentati. Il termine di venti minuti è raddoppiato per i progetti di legge costituzionale, di

delegazione legislativa, in materia elettorale e di autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali.

E' in facoltà del Presidente della Camera, per altri progetti di legge, di aumentare il termine di venti

minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare importanza lo richieda.

3. Ciascun deputato può altresì intervenire non oltre l'esaurimento della discussione di cui al

comma 2 del presente articolo, per non più di cinque minuti, sul complesso dei subemendamenti

che siano stati presentati ai propri emendamenti nel corso della seduta ai sensi dei commi 5 e 10

dell'art. 86.

4. Qualora sia deliberata la chiusura della discussione ai sensi dell'art. 44 hanno facoltà di

intervenire una sola volta, per non più di dieci minuti ciascuno, i primi firmatari o altro proponente

degli emendamenti non ancora illustrati, che non siano già intervenuti nella discussione.

5. Qualora siano presentati emendamenti, subemendamenti o articoli aggiuntivi ai sensi del comma

5 dell'articolo 86, su ognuno di essi può intervenire un deputato per gruppo per non più di dieci

minuti ciascuno. Qualora ne sia fatta richiesta, il Presidente concede altresì la parola ad un deputato

per ciascuna delle componenti politiche, costituite nel Gruppo misto, stabilendo le modalità e i

limiti di tempo degli interventi.

6. La discussione dell'articolo del disegno di legge che converte un decreto-legge avviene sul

complesso degli emendamenti, subemendamenti e articoli aggiuntivi riferiti a ciascuno degli articoli

del decreto-legge. In tal caso i limiti di tempo previsti dai commi precedenti sono fissati

rispettivamente in quindici minuti per gli interventi di cui al comma 2 e in cinque minuti per gli

interventi di cui ai commi 3, 4 e 5, salvo che il Presidente si avvalga della facoltà di cui all'ultimo

periodo del comma 2.

7. Su ciascun articolo, emendamento, subemendamento e articolo aggiuntivo è consentita una

dichiarazione di voto per non più di cinque minuti ad un deputato per Gruppo. Non possono

effettuare la dichiarazione di voto i presentatori dell'emendamento, del subemendamento o

dell'articolo aggiuntivo già intervenuti nella discussione sull'articolo, sempre che il testo non sia

stato modificato dalle votazioni precedenti. Il Presidente concede la parola ad un deputato per

ciascuna delle componenti politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano

esprimere un voto diverso rispetto a quello dichiarato dal proprio Gruppo, stabilendo le modalità e i

limiti di tempo degli interventi.

8. Qualora siano stati presentati ad uno stesso testo una pluralità di emendamenti, subemendamenti

o articoli aggiuntivi tra loro differenti esclusivamente per variazione a scalare di cifre o dati o

espressioni altrimenti graduate, il Presidente pone in votazione quello che più si allontana dal testo

originario e un determinato numero di emendamenti intermedi sino all'emendamento più vicino al

testo originario, dichiarando assorbiti gli altri. Nella determinazione degli emendamenti da porre in

votazione il Presidente terrà conto dell'entità delle differenze tra gli emendamenti proposti e della

rilevanza delle variazioni a scalare in relazione alla materia oggetto degli emendamenti. Qualora il

Presidente ritenga opportuno consultare l'Assemblea, questa decide senza discussione per alzata di

mano. E' altresì in facoltà del Presidente di modificare l'ordine delle votazioni quando lo reputi

opportuno ai fini dell'economia o della chiarezza delle votazioni stesse.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 20 luglio 1999.

Art. 85-bis (*)

1. I Gruppi possono segnalare, prima dell'inizio dell'esame degli articoli, gli emendamenti, gli

articoli aggiuntivi e i subemendamenti da porre comunque in votazione qualora si proceda, in

applicazione del comma 8 dell'articolo 85, a votazioni riassuntive o per princìpi. In tal caso è

garantita, con riferimento al progetto di legge nel suo complesso, la votazione di un numero di

emendamenti, articoli aggiuntivi e subemendamenti, presentati dai deputati appartenenti a ciascuno

dei Gruppi che abbiano provveduto a segnalarli a norma del periodo precedente, non inferiore in

media, per ciascun articolo, ad un decimo del numero dei componenti del Gruppo stesso.

2. Per i disegni di legge di conversione dei decreti-legge, la quota indicata al comma 1 è elevata ad

un quinto del numero dei componenti del Gruppo e si computa con riferimento sia agli articoli del

disegno di legge di conversione, sia ai singoli articoli del decreto-legge.

3. Il Presidente può inoltre porre in votazione gli emendamenti, gli articoli aggiuntivi e i

subemendamenti, dei quali riconosca la rilevanza, presentati da deputati che dichiarino di dissentire

dai rispettivi Gruppi.

4. Le disposizioni di cui all'ultimo periodo del comma 8 dell'articolo 85 non si applicano nella

discussione dei progetti di legge costituzionale e di quelli indicati nell'articolo 24, comma 12,

ultimo periodo.

(*) Articolo approvato il 24 settembre 1997.

Art. 86 (*)

1. Gli articoli aggiuntivi e gli emendamenti sono, di regola, presentati e svolti nelle Commissioni.

Possono comunque essere presentati in Assemblea nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti, e

quelli respinti in Commissione, purché nell'ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli

emendamenti presentati e giudicati ammissibili in Commissione, entro il giorno precedente la

seduta nella quale avrà inizio la discussione degli articoli.

2. Qualora i nuovi articoli aggiuntivi o emendamenti importino maggiori spese o diminuzione di

entrate, sono trasmessi appena presentati alla Commissione bilancio e programmazione affinché

siano esaminati e valutati nelle loro conseguenze finanziarie. A tal fine, il Presidente della Camera

stabilisce, ove occorra, il termine entro il quale deve essere espresso il parere della Commissione

bilancio.

3. Il Comitato dei nove previsto dall'articolo 79 si riunisce prima della discussione con l'intervento

del Presidente della Commissione, per esaminare i nuovi emendamenti e articoli aggiuntivi

presentati direttamente in Assemblea. Il Presidente della Commissione, se ne ravvisa l'opportunità,

può convocare per tale esame la Commissione plenaria.

4. I subemendamenti possono essere presentati fino a un'ora prima della seduta nella quale saranno

discussi gli articoli cui si riferiscono. Essi sono esaminati, a norma del comma 3, dal Comitato dei

nove o dalla Commissione, che possono chiedere un breve rinvio della votazione.

4-bis. Quando un progetto di legge contenga disposizioni su cui la Commissione bilancio abbia

espresso parere contrario o parere favorevole condizionatamente a modificazioni specificamente

formulate, e la Commissione che ha svolto l'esame in sede referente non vi si sia adeguata,

s'intendono presentate come emendamenti, e sono poste in votazione a norma dell'articolo 87,

commi 2 e 3, le corrispondenti proposte di soppressione o di modificazione del testo motivate con

esclusivo riferimento all’osservanza dell’articolo 81, quarto comma, della Costituzione. Non è

ammessa la presentazione di subemendamenti né la richiesta di votazione per parti separate.

5. La Commissione e il Governo possono presentare emendamenti, subemendamenti e articoli

aggiuntivi fino a che sia iniziata la votazione dell’articolo o dell’emendamento cui si riferiscono,

purché nell’ambito degli argomenti già considerati nel testo o negli emendamenti presentati e

giudicati ammissibili in Commissione. Trenta deputati o uno o più presidenti di Gruppi che,

separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica possono presentare

subemendamenti a ciascuno di tali emendamenti e articoli aggiuntivi anche nel corso della seduta,

nel termine stabilito dal Presidente. Ciascun relatore di minoranza può presentare, entro il

medesimo termine, un solo subemendamento riferito a ciascun emendamento o articolo aggiuntivo

presentato dalla Commissione o dal Governo a norma del presente comma.

5-bis. Il Presidente della Camera può rinviare per non più di tre ore l'esame degli emendamenti e

articoli aggiuntivi presentati ai sensi del comma 5. Qualora comportino nuove o maggiori spese o

diminuzione di entrate, i suddetti emendamenti e articoli aggiuntivi non possono essere esaminati

prima del giorno successivo a quello nel quale sono stati presentati. Il Presidente, apprezzate le

circostanze, stabilisce a questo fine un termine congruo, entro il quale la Commissione bilancio

esprime il proprio parere.

6. I relatori e il Governo esprimono il loro parere sugli emendamenti prima che siano posti in

votazione. Nell'esprimere il parere, i relatori possono chiedere al Governo di rispondere su

specifiche questioni attinenti alle conseguenze derivanti dall'applicazione delle norme, da esso

proposte, contenute nell'articolo in esame o in emendamenti presentati dal Governo medesimo. Il

Governo può rispondere immediatamente o chiedere di differire la risposta non oltre la conclusione

dell'esame dell'articolo; può chiedere altresì che la seduta o l'esame del progetto di legge siano

sospesi per non più di un'ora, ovvero dichiarare di non poter rispondere, indicandone il motivo.

7. Il relatore illustra all'Assemblea le proposte, deliberate dalla Commissione, di stralciare parti del

progetto di legge, o di rinviare il testo alla Commissione medesima; è interpellato su ogni altra

proposta, attinente all'ordine dei lavori, che abbia conseguenze sul seguito dell'esame. Sulle

proposte di cui al presente comma hanno altresì facoltà di esprimersi i relatori di minoranza, per

non più di cinque minuti ciascuno.

8. Chi ritira un emendamento ha diritto di esporne la ragione per un tempo non eccedente i cinque

minuti. Un emendamento ritirato dal proponente può essere fatto proprio soltanto da venti deputati

o da un presidente di Gruppo.

9. Gli emendamenti presentati ai sensi del comma 1 si distribuiscono stampati almeno tre ore prima

della seduta nella quale saranno discussi gli articoli cui si riferiscono.

10. È in facoltà del Presidente della Camera, in casi particolari, anche in relazione al tempo

disponibile per la conoscenza delle conclusioni della Commissione, di modificare i termini per la

presentazione e la distribuzione degli emendamenti in Assemblea.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 20 luglio 1999.

Art. 87 (*)

1. La votazione si fa sugli emendamenti proposti e sull'intero articolo.

1-bis. I testi alternativi presentati ai sensi dell'articolo 79, comma 12, sono posti in votazione, su

richiesta del relatore di minoranza, come emendamenti interamente sostitutivi di ciascun articolo,

immediatamente dopo gli emendamenti interamente soppressivi riferiti all'articolo medesimo.

2. Quando è presentato un solo emendamento, e questo è soppressivo, si pone ai voti il

mantenimento del testo

3. Qualora siano stati presentati più emendamenti ad uno stesso testo, essi sono posti ai voti

cominciando da quelli che più si allontanano dal testo originario: prima quelli interamente

soppressivi, poi quelli parzialmente soppressivi, quindi quelli modificativi e infine quelli aggiuntivi.

Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima di quello principale.

3-bis. Prima della votazione di ciascun emendamento, subemendamento e articolo aggiuntivo, il

Presidente ricorda all'Assemblea il parere espresso su di esso dalla Commissione e dal Governo,

nonché, ove contrario, il parere espresso dalla Commissione bilancio ai sensi dell'articolo 86,

comma 2.

4. Quando il testo da mettere ai voti contenga più disposizioni o si riferisca a più argomenti o sia

comunque suscettibile di essere distinto in più parti aventi ciascuna un proprio significato logico e

un valore normativo, può essere richiesta la votazione per parti separate.

5. Quando un progetto di legge consiste in un solo articolo, dopo la votazione degli emendamenti

non si fa luogo alla votazione dell'articolo unico ma si procede direttamente alla votazione finale del

progetto stesso, salvo il caso di richiesta di votazione per parti separate, di presentazione di articoli

aggiuntivi o di posizione della questione di fiducia a norma del secondo comma dell'articolo 116.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 20 luglio 1999.

Art. 88

1. Nel corso della discussione degli articoli ciascun deputato può presentare non più di un ordine del

giorno recante istruzioni al Governo in relazione alla legge in esame. Gli ordini del giorno possono

essere illustrati per non più di cinque minuti ciascuno, e sono posti in votazione, dopo

l'approvazione dell'ultimo articolo, ma prima della votazione finale. Ciascun deputato può

dichiarare il proprio voto sugli ordini del giorno con un unico intervento sul loro complesso per non

più di cinque minuti o con non più di due interventi distinti per una durata complessivamente non

superiore (*) . 2. Non possono essere presentati ordini del giorno che riproducano emendamenti od

articoli aggiuntivi respinti. In tale caso il Presidente, data lettura dell'ordine del giorno e sentito uno

dei proponenti, può dichiararlo inammissibile. Se il proponente insiste e il Presidente ritenga

opportuno consultare l'Assemblea, questa decide senza discussione per alzata di mano.

(*) Comma modificato il 26 giugno 1986.

Art. 89

Il Presidente ha facoltà di negare l'accettazione e lo svolgimento di ordini del giorno, emendamenti

o articoli aggiuntivi che siano formulati con frasi sconvenienti, o siano relativi ad argomenti affatto

estranei all'oggetto della discussione, ovvero siano preclusi da precedenti deliberazioni e può

rifiutarsi di metterli in votazione. Se il deputato insiste e il Presidente ritenga opportuno consultare

l'Assemblea, questa decide senza discussione per alzata di mano.

Art. 90

1. Prima che il progetto di legge sia votato nel suo complesso, il comitato dei nove o il Governo può

richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulle correzioni di forma che esso richieda, e proporre le

conseguenti modificazioni sulle quali la Camera delibera.

2. L'Assemblea può, se occorre, autorizzare il Presidente al coordinamento formale del testo

approvato.

Art. 91

1. La votazione finale sul progetto di legge ha luogo immediatamente dopo la discussione e la

votazione degli articoli e viene effettuata a norma dell'articolo 49 (*)

2. Il Presidente può però rinviare la votazione finale ad una successiva seduta.

3. Il Presidente può far procedere alle votazioni contemporanee di più progetti di legge. In tal caso i

deputati che intendono astenersi su qualcuno dei progetti in votazione devono dichiararlo ai

Segretari prima del voto.

(*) Comma modificato il 28 febbraio 1990 per coordinamento con la nuova formulazione dell'articolo 49.

CAPO XVIII

Dell' Esame nelle Commissioni in Sede Legislativa

Art. 92

1. Quando un progetto di legge riguardi questioni che non hanno speciale rilevanza di ordine

generale il Presidente può proporre alla Camera che il progetto sia assegnato a una Commissione

permanente o speciale, in sede legislativa, per l'esame e l'approvazione. La proposta è iscritta

all'ordine del giorno della seduta successiva; se vi è opposizione, la Camera sentiti un oratore

contro e uno a favore, vota per alzata di mano. Alla votazione non si fa luogo e il progetto è

assegnato in sede referente se l'opposizione è fatta dal Governo o da un decimo dei componenti

della Camera. La stessa procedura può essere adottata per i progetti di legge che rivestano

particolare urgenza.

2. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte dell'Assemblea è sempre

adottata per i progetti di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione

legislativa, autorizzazione a ratificare trattati internazionali, approvazione di bilanci e consuntivi.

3. Durante i periodi di aggiornamento il Presidente della Camera comunica ai singoli deputati la

proposta di assegnazione di provvedimenti in sede legislativa, almeno otto giorni prima della data di

convocazione della Commissione competente. Se entro tale data il Governo, un Presidente di

Gruppo o dieci deputati si oppongono, la proposta di assegnazione è iscritta all'ordine del giorno

della prima seduta dell'Assemblea ai fini del comma 1 del presente articolo.

4. Un progetto di legge è rimesso all'Assemblea se il Governo o un decimo dei deputati o un quinto

della Commissione lo richiedono.

5. La richiesta prevista nel comma 4 può essere presentata al Presidente della Camera prima che il

progetto sia stato iscritto all'ordine del giorno della Commissione. Dopo tale termine, la richiesta è

presentata al Presidente della Commissione.

6. Il Presidente della Camera può proporre all'Assemblea il trasferimento di un progetto di legge,

già assegnato in sede referente, alla medesima Commissione in sede legislativa. Tale proposta del

Presidente deve essere preceduta dalla richiesta unanime dei rappresentanti dei Gruppi nella

Commissione o di più dei quattro quinti dei componenti la Commissione stessa, dall'assenso del

Governo e dai pareri, effettivamente espressi, delle Commissioni affari costituzionali, bilancio e

lavoro, che devono essere consultate a norma del comma 2 dell'articolo 93, nonché delle

Commissioni il cui parere sia stato richiesto ai sensi del comma 1-bis dell'articolo 73 (*).

(*) Comma modificato, da ultimo, il 23 luglio 1987.

Art. 93 (*)

1. Per l'acquisizione dei pareri in sede legislativa si applicano le norme dell'articolo 73.

2. I progetti implicanti maggiori spese o diminuzione di entrate, quelli che richiedono un esame per

gli aspetti di legittimità costituzionale nonché per gli aspetti concernenti il pubblico impiego sono

inviati contemporaneamente alla Commissione competente e, per il parere, rispettivamente alla

Commissione bilancio, alla Commissione affari costituzionali e alla Commissione lavoro.

3. Nel caso che la Commissione in sede legislativa non ritenga di aderire al parere della

Commissione bilancio, della Commissione affari costituzionali o della Commissione lavoro e

queste vi insistano, il progetto di legge è rimesso all'Assemblea.

3-bis. Se un progetto di legge, assegnato ad una Commissione in sede legislativa, reca disposizioni

che investono in misura rilevante la competenza di altra Commissione, il Presidente della Camera

può stabilire che il parere di quest'ultima abbia gli effetti previsti dal comma 3 del presente articolo

e dal comma 3 dell'articolo 94.

4. Quando una Commissione competente in sede legislativa non ritenga di aderire al parere di altra

Commissione, che affermi anche la propria competenza primaria sul progetto di legge o, su una sua

parte, si procede a norma del comma 4 dell'art. 72.

(*)Articolo modificato il 23 luglio 1987.

Art. 94 (*)

1. La Commissione in sede legislativa, udito il relatore nominato dal suo presidente, procede alla

discussione e approvazione del progetto di legge secondo le norme del capo XVII sull'esame in

Assemblea. L'istruttoria legislativa è svolta ai sensi dell'articolo 79.

2. Gli emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi debbono essere presentati, di regola,

prima dell'inizio della discussione degli articoli cui si riferiscono. Il relatore ed il Governo possono

presentare emendamenti, subemendamenti ed articoli aggiuntivi fino a che sia iniziata la votazione

dell'articolo cui si riferiscono. Ciascun deputato può presentare, nel termine stabilito dal Presidente,

subemendamenti agli emendamenti presentati nel corso della discussione.

3. Gli emendamenti implicanti maggiori spese o diminuzione di entrate, quelli che richiedono un

esame per gli aspetti di legittimità costituzionale nonché per gli aspetti concernenti il pubblico

impiego non possono essere votati se non siano stati preventivamente inviati per il parere,

rispettivamente, alla Commissione bilancio, alla Commissione affari costituzionali e alla

Commissione lavoro. Nel caso che la Commissione non ritenga di aderire a uno di tali pareri e la

Commissione consultata lo confermi, l'intero progetto di legge è rimesso all'Assemblea.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 24 settembre 1997.

Art. 95

1. Il Presidente della Camera dà notizia all'Assemblea dei progetti di legge approvati dalle

Commissioni in sede legislativa.

CAPO XIX

Dell' Esame in Sede Redigente

Art. 96 (*)

1. L'Assemblea può decidere, prima di passare all'esame degli articoli, di deferire alla competente

Commissione permanente o speciale la formulazione, entro un termine determinato, degli articoli di

un progetto di legge, riservando a sé medesima l'approvazione senza dichiarazioni di voto dei

singoli articoli nonché l'approvazione finale del progetto di legge con dichiarazioni di voto.

2. Il deferimento del progetto di legge può altresì essere deliberato dall'Assemblea su richiesta

unanime dei rappresentanti dei Gruppi nella Commissione o di più dei quattro quinti dei

componenti la Commissione medesima, accompagnata dai pareri, effettivamente espressi, delle

Commissioni affari costituzionali, bilancio e lavoro, che devono essere consultate a norma del

comma 2 dell'art. 93.

3. L'Assemblea può stabilire, all'atto del deferimento, con apposito ordine del giorno della

Commissione, criteri e principi direttivi per la formulazione del testo degli articoli. L'Assemblea

delibera per alzata di mano. E' consentita una dichiarazione di voto, per non più di cinque minuti, ad

un deputato per Gruppo.

4. Alla discussione nelle Commissioni in sede redigente si applicano le norme dell'art. 94, commi 1,

2 e 3, primo periodo. Qualora vi sia stato parere negativo della Commissione affari costituzionali,

della Commissione bilancio o della Commissione lavoro, anche su singole parti o articoli del

progetto di legge, e la Commissione di merito non vi si sia uniformata, il Presidente della

Commissione che ha dato parere negativo ne fa illustrazione all'Assemblea subito dopo il relatore

del progetto di legge, e presenta un apposito ordine del giorno. Su tale ordine del giorno

l'Assemblea delibera, sentito un oratore a favore e uno contro per non più di cinque minuti

ciascuno, con votazione nominale elettronica. In caso di approvazione, la Commissione di merito

riesamina il progetto di legge per uniformarlo al parere della Commissione affari costituzionali,

bilancio o lavoro e il procedimento in Assemblea ha inizio nella seduta successiva.

5. Ogni deputato, anche non appartenente alla Commissione, ha il diritto di presentare a questa

emendamenti e di partecipare alla loro discussione.

6. Le norme del presente articolo non si applicano ai progetti di legge in materia costituzionale ed

elettorale e a quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali di

approvazione di bilanci e consuntivi.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 23 luglio 1987.

CAPO XIX bis

Dei Disegni di Legge di Conversione di Decreti-Leggi

Art. 96-bis (*)

1. Il Presidente della Camera assegna i disegni di legge di conversione dei decreti-legge alle

Commissioni competenti, in sede referente, il giorno stesso della loro presentazione o trasmissione

alla Camera e ne dà notizia all'Assemblea nello stesso giorno o nella prima seduta successiva, da

convocarsi anche appositamente nel termine di cinque giorni dalla presentazione, ai sensi del

secondo comma dell'articolo 77 della Costituzione. La proposta di diversa assegnazione, ai sensi del

comma 1 dell'articolo 72, deve essere formulata all'atto dell'annunzio dell'assegnazione e

l'Assemblea delibera per alzata di mano, sentiti un oratore contro e uno a favore per non più di

cinque minuti ciascuno. I disegni di legge di cui al presente articolo sono altresì assegnati al

Comitato per la legislazione di cui all'articolo 16-bis, che, nel termine di cinque giorni, esprime

parere alle Commissioni competenti, anche proponendo la soppressione delle disposizioni del

decreto-legge che contrastino con le regole sulla specificità e omogeneità e sui limiti di contenuto

dei decreti-legge, previste dalla vigente legislazione.

2. Nella relazione del Governo, che accompagna il disegno di legge di conversione, è dato conto dei

presupposti di necessità e urgenza per l'adozione del decreto-legge e vengono descritti gli effetti

attesi dalla sua attuazione e le conseguenze delle norme da esso recate sull'ordinamento. La

Commissione, alla quale il disegno di legge di conversione è assegnato ai sensi del comma 1, può

chiedere al Governo di integrare gli elementi forniti nella relazione, anche con riferimento a singole

disposizioni del decreto-legge.

3. Entro il quinto giorno dall'annunzio all'Assemblea della presentazione o della trasmissione alla

Camera del disegno di legge di conversione, un presidente di Gruppo o venti deputati possono

presentare una questione pregiudiziale riferita al contenuto di esso o del relativo decreto-legge. La

deliberazione sulla questione pregiudiziale è posta all'ordine del giorno entro il settimo giorno dal

suddetto annunzio all'Assemblea. Le questioni pregiudiziali sono discusse secondo le disposizioni

dell'articolo 40, commi 3 e 4. Chiusa la discussione, l'Assemblea decide con unica votazione sul

complesso delle questioni pregiudiziali presentate. Nell'ulteriore corso della discussione dei disegni

di legge di cui al presente capo non possono proporsi questioni pregiudiziali o sospensive.

4. Il disegno di legge di conversione è iscritto al primo punto dell'ordine del giorno delle sedute

della Commissione cui è assegnato. La Commissione riferisce all'Assemblea entro quindici giorni,

decorsi i quali è posto all'ordine del giorno dell'Assemblea, tenendo conto dei criteri di cui al

comma 3 dell'articolo 24; prima di tale termine, può essere preso in considerazione per la

programmazione dei lavori soltanto qualora la Commissione ne abbia concluso l'esame in sede

referente, ovvero con deliberazione assunta all'unanimità dalla Conferenza dei presidenti di Gruppo.

5. È in facoltà del Presidente, in casi particolari, anche in relazione alla data di trasmissione del

disegno di legge di conversione dal Senato, di modificare i termini di cui ai commi 3 e 4.

6. Per l'esame dei disegni di legge di conversione già approvati dalla Camera e modificati dal

Senato i termini per l'esame in sede referente di cui al comma 4 sono stabiliti dal Presidente; non si

applicano le disposizioni di cui al comma 3.

7. Il Presidente dichiara inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi che non siano

strettamente attinenti alla materia del decreto-legge. Qualora ritenga opportuno consultare

l'Assemblea, questa decide senza discussione per alzata di mano.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 24 settembre 1997.

CAPO XIX ter

Dell'esame degli schemi di atti normativi del Governo

Art. 96-ter (*)

1. Gli schemi di atti normativi del Governo, trasmessi alla Camera per il parere parlamentare, sono

assegnati dal Presidente alla Commissione competente per materia secondo le disposizioni

dell'articolo 143, comma 4.

2. Gli schemi di cui al comma 1, qualora implichino entrate o spese, sono assegnati altresì alla

Commissione bilancio, che, nel termine stabilito dal Presidente, trasmette alla Commissione

competente per materia i propri rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario.

3. Per l'esame degli schemi di cui al comma 1 da parte della Commissione alla quale sono assegnati

per il parere si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 79, commi 1, 3, 4, 5, 6

e 9. Ove ne sia fatta richiesta da almeno un quinto dei suoi componenti, la Commissione alla quale i

suddetti schemi sono assegnati per il parere ai sensi del comma 1 trasmette gli schemi al Comitato

per la legislazione, affinché esso li esamini. Si applicano le disposizioni dell'articolo 16-bis, commi

3, 4 e 5, secondo periodo.

4. Qualora gli schemi di cui al comma 1 investano in misura rilevante aspetti di competenza di

Commissioni diverse da quella alla quale essi sono assegnati, queste possono chiedere al Presidente

della Camera di essere autorizzate a trasmettere propri rilievi alla Commissione competente per

materia. La Commissione alla quale gli schemi sono assegnati a norma del comma 1 può chiedere al

Presidente della Camera di invitare altre Commissioni a formulare propri rilievi sugli aspetti di loro

competenza. Qualora il Presidente della Camera accolga le richieste avanzate ai sensi del presente

comma, i suddetti rilievi possono essere espressi entro i successivi otto giorni, ovvero nel diverso

termine fissato dal Presidente medesimo.

5. La Commissione competente per materia esprime il proprio parere entro il termine stabilito dalla

legge a norma della quale esso è stato richiesto o, in mancanza, entro il termine fissato ai sensi

dell'articolo 143, comma 4. Il parere espresso, unitamente ai rilievi formulati dalla Commissione

bilancio a norma del comma 2, è comunicato al Presidente della Camera, che lo trasmette al

Governo.

(*) Capo e articolo approvati il 20 luglio 1999.

CAPO XX

Dei Progetti di Legge Costituzionale

Art. 97

1. Nella prima deliberazione, prevista nell'art. 138 della Costituzione per i progetti di legge

costituzionale o di revisione della Costituzione, si applicano le procedure stabilite per i progetti di

legge ordinaria.

2. Dopo la prima deliberazione il progetto di legge è trasmesso al Senato.

3. Se il progetto è modificato dal Senato, la Camera lo riesamina a norma del comma 2 dell'articolo

70.

Art. 98

1. Quando il progetto di legge costituzionale è trasmesso dal Senato nello stesso testo già adottato

dalla Camera, l'intervallo di tre mesi per procedere alla seconda deliberazione decorre, compresi i

periodi di aggiornamento, dalla data della prima deliberazione della Camera.

Art. 99

1. Ai fini della seconda deliberazione, la Commissione competente riesamina il progetto nel suo

complesso e riferisce all'Assemblea.

2. Nel corso della discussione in Assemblea non sono ammesse la questione pregiudiziale e quella

sospensiva; può essere chiesto soltanto un rinvio a breve termine sul quale decide inappellabilmente

il Presidente.

3. Dopo la discussione sulle linee generali si passa alla votazione finale del progetto di legge senza

procedere alla discussione degli articoli. Non sono ammessi emendamenti, né ordini del giorno, né

richieste di stralcio di una o più norme.

4. Sono ammesse le dichiarazioni di voto.

Art. 100

1. Il progetto è approvato se nella seconda votazione ottiene la maggioranza assoluta dei

componenti la Camera.

2. Se il progetto è approvato con la maggioranza dei due terzi dei componenti la Camera, il

Presidente ne fa espressa menzione nel messaggio, agli effetti del terzo comma dell'articolo 138

della Costituzione.

3. Se il progetto è respinto, si applica la norma del comma 2 dell'articolo 72.

CAPO XXI

Del Bilancio e del Rendiconto dello Stato

Art. 101

1. Per l'esame e l'approvazione dei disegni di legge concernenti il bilancio di previsione e il

rendiconto consuntivo si applicano le norme del capo XVII in quanto compatibili con le

disposizioni contenute nel capo XXVII.

CAPO XXII

Delle Procedure Relative alle Questioni Regionali

Art. 102 (*)

1. All'inizio di ciascuna legislatura, il Presidente della Camera, d'intesa con il Presidente del Senato,

nomina, su designazione dei Gruppi e con criteri di proporzionalità, i deputati componenti la

Commissione parlamentare per le questioni regionali prevista nel quarto comma dell'articolo 126

della Costituzione.

2. Nel caso che il Governo promuova davanti alle Camere, su una legge regionale, questione di

merito per contrasto di interessi, il Presidente della Camera, d'intesa con il Presidente del Senato,

trasmette la questione alla Commissione per le questioni regionali, invitandola ad esprimere il

proprio parere entro un termine stabilito nella richiesta. Il Presidente della Camera deferisce quindi

la questione alla competente Commissione permanente sulle cui conclusioni l'Assemblea delibera.

3. I progetti di legge che contengano disposizioni nelle materie indicate dall'articolo 117 della

Costituzione e in quelle previste dagli statuti speciali delle regioni adottati con leggi costituzionali,

o che riguardino l'attività legislativa o amministrativa delle regioni, sono trasmessi anche alla

Commissione parlamentare per le questioni regionali, la quale esprime il proprio parere nei termini

di cui all'articolo 73, comma 2. Il parere è allegato alla relazione che la Commissione competente

presenta all'Assemblea.

(*) Articolo modificato il 16 dicembre 1998.

Art. 103

1. I disegni di legge di approvazione degli statuti delle regioni ad autonomia ordinaria o delle

relative modificazioni, sono assegnati alla Commissione affari costituzionali per l'esame in sede

referente.

2. Per l'esame del disegno di approvazione si applicano, in quanto compatibili con le disposizioni

del presente capo, le norme del capo XVI sull'esame in sede referente.

Art. 104

1. La Commissione affari costituzionali si riunisce con l'intervento di un rappresentante del

Governo e può stabilire, al fine di acquisire elementi utili per l'esame, l'audizione di una

rappresentanza del consiglio regionale.

2. La Commissione riferisce in ogni caso all'Assemblea con relazione scritta nel termine massimo di

un mese dall'assegnazione. Scaduto tale termine, il Presidente della Camera scrive senz'altro il

disegno di legge all'ordine del giorno dell'Assemblea.

3. Al termine della discussione sul progetto di statuto o di modifica statutaria, la Commissione

formula nella relazione all'Assemblea proposta di approvazione o proposta di reiezione. Non sono

proponibili emendamenti diretti a modificare le norme statutarie sottoposte ad approvazione né

emendamenti o ordini del giorno volti a fissare condizioni o termini all'approvazione stessa.

4. Quando la Commissione proponga la reiezione del progetto di statuto o di modifica statutaria, la

relazione per l'Assemblea deve contenere uno schema di ordine del giorno in cui siano esposti i

motivi della non approvazione.

Art. 105

1. Sul disegno di legge di approvazione e sulle unite norme statutarie nonché sugli eventuali ordini

del giorno di reiezione si svolge in Assemblea un'unica discussione.

2. Non sono ammessi emendamenti diretti a modificare le norme statutarie sottoposte ad

approvazione né emendamenti o ordini del giorno volti a fissare condizioni o termini

all'approvazione stessa.

3. Quando una regione abbia proposto come indipendenti fra loro più modifiche statutarie, la

Camera applica a ciascuna di esse distintamente la procedura prevista dalle norme del presente

capo.

Art. 106

1. Al termine della discussione, se sono stati presentati ordini del giorno di reiezione, l'Assemblea li

vota con modalità da cui consegua la verifica del numero legale dopo la votazione degli eventuali

emendamenti ad essi proposti (*) .

2. Se gli ordini del giorno di reiezione non sono approvati, l'Assemblea delibera successivamente

sul disegno di legge di approvazione dello statuto.

3. In caso di reiezione del disegno di legge di approvazione non si applica la norma del comma 2

dell'articolo 72.

(*) Comma modificato il 28 febbraio 1990 per coordinamento con la nuova formulazione dell'articolo 49.

CAPO XXIII

Dei Progetti di Legge già Esaminati nella Precedente Legislatura

Art. 107

1. Qualora nei primi sei mesi dall'inizio della legislatura sia presentato un progetto di legge che

riproduca l'identico testo di un progetto approvato dalla Camera nella precedente legislatura,

l'Assemblea, quando ne dichiari l'urgenza, può fissare, su richiesta del Governo o di un Presidente

di Gruppo, un termine di quindici giorni alla Commissione per riferire.

2. Scaduto il predetto termine, il Presidente iscrive senz'altro il progetto all'ordine del giorno

dell'Assemblea o della Commissione in sede legislativa a norma del comma 6 dell'articolo 25. (*)

3. Nel medesimo termine di sei mesi dall'inizio della legislatura, ciascuna Commissione, previo

sommario esame preliminare, può deliberare di riferire all'Assemblea sui progetti di legge approvati

dalla Commissione stessa in sede referente nel corso della precedente legislatura e di adottare la

relazione allora presentata.

4. Per i progetti di legge di iniziativa popolare non è necessaria la presentazione prevista nel comma

1. Quando tali progetti siano stati approvati dalla Camera nella precedente legislatura e il loro

esame sia stato esaurito in Commissione, si applicano, se vi sia richiesta del Governo o di un

Presidente di Gruppo, le disposizioni previste nei commi precedenti, diversamente i progetti stessi

sono nuovamente deferiti alle Commissioni competenti per materia, secondo la procedura ordinaria.

(*) Il comma è stato modificato il 24 settembre 1997 sostituendo le parole "terzo comma" in "comma 6".

CAPO XXIV

Seguito delle Sentenze della Corte Costituzionale

Art. 108

1. Le sentenze della Corte costituzionale sono stampate, distribuite e inviate contemporaneamente

alla Commissione competente per materia e alla Commissione affari costituzionali.

2. Entro il termine di trenta giorni, la Commissione competente esamina la questione con

l'intervento di un rappresentante del Governo e di uno o più relatori designati dalla Commissione

affari costituzionali.

3. La Commissione esprime in un documento finale il proprio avviso sulla necessità di iniziative

legislative, indicandone i criteri informativi.

4. Il documento è stampato e distribuito e viene comunicato dal Presidente della Camera al

Presidente del Senato, al Presidente del Consiglio e al Presidente della Corte costituzionale.

5. Se all'ordine del giorno della Commissione si trovi già un progetto di legge sull'argomento, o

questo sia presentato nel frattempo, l'esame dovrà essere congiunto e non si applicano in tal caso i

commi 3 e 4.

CAPO XXV

Delle Petizioni

Art. 109

1. Le petizioni pervenute alla Camera sono esaminate dalle Commissioni competenti.

2. L'esame in Commissione può concludersi con una risoluzione diretta ad interessare il Governo

alle necessità esposte nella petizione ovvero con una decisione di abbinamento con un eventuale

progetto di legge all'ordine del giorno.

3. Quando sia presentata una mozione su una o più petizioni, il testo della petizione è stampato e

distribuito congiuntamente al testo della mozione relativa.

CAPO XXVI

Delle Mozioni e Risoluzioni

Art. 110

1. Un Presidente di Gruppo o dieci deputati possono presentare una mozione al fine di promuovere

una deliberazione dell'Assemblea su un determinato argomento.

Art. 111

1. Quando chi ha proposto la mozione lo richieda, l'Assemblea, sentiti il Governo e un oratore a

favore e uno contro, fissa la data della discussione.

2. Quando chi ha proposto la mozione vi rinunci, essa deve essere egualmente discussa e votata se

lo richiedano un Presidente di Gruppo o dieci deputati.

Art. 112

1. Qualora l'Assemblea lo consenta, più mozioni relative ad argomenti identici, o connessi, possono

formare oggetto di una sola discussione.

2. In questo caso, se una o più mozioni siano ritirate, uno dei loro firmatari ha la parola subito dopo

il proponente della mozione su cui si apre la discussione.

Art. 113

1. L'esame di ciascuna mozione comprende la discussione sulle linee generali e la discussione degli

emendamenti.

2. La discussione sulle linee generali si svolge con iscrizioni a parlare a norma dell'articolo 36. Il

proponente di una mozione ha diritto alla replica.

3. Gli emendamenti sono discussi e votati separatamente, secondo l'ordine dell'inciso a cui si

riferiscono.

4. Se l'emendamento è aggiuntivo, si pone ai voti prima della mozione principale: se soppressivo si

pone ai voti il mantenimento dell'inciso. Se è sostitutivo, si pone prima ai voti l'inciso che

l'emendamento tende a sostituire: se l'inciso è mantenuto, l'emendamento cade; se è soppresso, si

pone ai voti l'emendamento.

Art. 114 (*)

1. Gli emendamenti, anche aggiuntivi, devono di regola essere presentati per iscritto almeno 24 ore

prima della discussione della mozione alla quale si riferiscono; se sono firmati da venti deputati o

uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari

consistenza numerica possono essere presentati anche il giorno stesso della discussione, purché la

presentazione avvenga almeno un'ora prima dell'inizio della seduta.

2. Gli emendamenti ad emendamenti possono essere presentati nella stessa seduta sempre che siano

firmati da venti deputati o uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente,

risultino di almeno pari consistenza numerica.

3. Il Governo può presentare emendamenti o emendamenti a emendamenti fino a che sia iniziata la

votazione della mozione.

4. Gli ordini del giorno presentati in riferimento alla materia oggetto di una mozione possono essere

solo messi ai voti, senza svolgimento, dopo la votazione della mozione.

5. La votazione di una mozione può farsi per parti separate.

(*) Articolo modificato il 29 settembre 1983.

Art. 115(*)

1. La mozione di fiducia al Governo deve essere motivata e votata per appello nominale. Quella da

sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno un decimo dei componenti della Camera; non

può essere discussa prima di tre giorni dalla presentazione, ed è votata per appello nominale.

2. Non è consentita la votazione per parti separate né la presentazione di ordini del giorno.

3. La stessa disciplina si applica alle mozioni con le quali si richiedono le dimissioni di un Ministro.

4. Il Presidente della Camera valuta, in sede di accettazione delle mozioni, se le stesse, in ragione

del loro contenuto, rientrino nella previsione di cui al comma 3.

(*) Articolo modificato il 7 maggio 1986.

Art. 116

1. Se il Governo pone la questione di fiducia sull'approvazione o reiezione di emendamenti ad

articoli di progetti di legge, non è modificato l'ordine degli interventi e delle votazioni stabilito dal

Regolamento.

2. Se il Governo pone la questione di fiducia sul mantenimento di un articolo, si vota sull'articolo

dopo che tutti gli emendamenti presentati siano stati illustrati. Se il voto della Camera è favorevole,

l'articolo è approvato e tutti gli emendamenti si intendono respinti. Nello stesso modo si procede se

sia posta la questione di fiducia su un ordine del giorno, una mozione o una risoluzione. Se il

progetto di legge consiste in un solo articolo, il Governo può porre la questione di fiducia

sull'articolo medesimo, salva la votazione finale del progetto (*)

3. Sulla questione di fiducia si vota per appello nominale non prima di ventiquattro ore, salvo

diverso accordo fra i Gruppi. Ha facoltà di rendere dichiarazione di voto un deputato per ciascun

Gruppo. Il Presidente concede altresì la parola ad un deputato per ciascuna delle componenti

politiche costituite nel Gruppo misto e ai deputati che intendano esprimere un voto diverso rispetto

a quello dichiarato dal proprio Gruppo, stabilendo le modalità e i limiti di tempo degli

interventi.(**)

4. La questione di fiducia non può essere posta su proposte di inchieste parlamentari, modificazioni

del Regolamento e relative interpretazioni o richiami, autorizzazioni a procedere e verifica delle

elezioni, nomine, fatti personali, sanzioni disciplinari ed in generale su quanto attenga alle

condizioni di funzionamento interno della Camera e su tutti quegli argomenti per i quali il

Regolamento prescrive votazioni per alzata di mano o per scrutinio segreto.

(*) Comma modificato il 28 febbraio 1990 per coordinamento con la nuova formulazione dell'articolo 49.

(**) Comma modificato il 24 settembre 1997.

Art. 117

1. Ciascuna Commissione può votare, su proposta di un suo componente, negli affari di propria

competenza, per i quali non debba riferire all'Assemblea, risoluzioni dirette a manifestare

orientamenti o a definire indirizzi su specifici argomenti. Alle discussioni nelle materie sopra

indicate deve essere invitato un rappresentante del Governo.

2. Si adottano, in quanto applicabili, le norme relative alla presentazione, discussione e votazione

delle mozioni nonché, per quanto riguarda l'eventuale attività istruttoria, le norme all'articolo 143.

3. Alla fine della discussione, il Governo può chiedere che non si proceda alla votazione di una

proposta di risoluzione e che di questa sia investita l'Assemblea.

Art. 118

In occasione di dibattiti in Assemblea su comunicazioni del Governo o su mozioni, ciascun

deputato può presentare una proposta di risoluzione, che è votata al termine della discussione.

CAPO XXVII

Dell' Esame del Disegno di Legge Finanziaria, del Bilancio, del Rendiconto, dei Documenti di

Politica Economica e Finanziaria e delle Relazioni Governative

Art. 118-bis (*)

1. Il documento di programmazione economico-finanziaria presentato dal Governo è esaminato

dalla Commissione bilancio, sentito il parere delle altre Commissioni permanenti e della

Commissione parlamentare per le questioni regionali, nei termini fissati dal Presidente della

Camera. La Commissione bilancio presenta all'Assemblea una relazione. Possono essere presentate

relazioni di minoranza.

2. La deliberazione della Camera sul documento programmatico ha luogo con una risoluzione,

presentata nel corso della discussione, la quale può contenere integrazioni e modifiche del

documento stesso. L'approvazione di una risoluzione preclude le altre. Si vota per prima la

risoluzione accettata dal Governo. Il documento deve essere iscritto all'ordine del giorno

dell'Assemblea non oltre trenta giorni dall'assegnazione alle Commissioni e il suo esame deve

concludersi entro il termine massimo di tre giorni.

3. Prima dell'inizio dell'esame del documento di programmazione economico-finanziaria o nel corso

del medesimo, la Commissione bilancio, anche congiuntamente con l'omologa Commissione

permanente del Senato, procede ad acquisire i necessari elementi conoscitivi. A tal fine la

Commissione delibera, d'intesa con il Presidente della Camera, il programma delle audizioni.

4. Qualora lo richiedano eventi imprevisti, il Governo presenta alla Camera, prima

dell'approvazione della legge finanziaria e del bilancio, un documento recante una proposta di

aggiornamento degli obiettivi e delle regole contenuti nel documento approvato. L'esame ha luogo

secondo le disposizioni del comma 2, ma deve concludersi in ogni caso nel termine massimo di

cinque giorni dalla presentazione del documento, prorogabile, ove il Presidente della Camera lo

ritenga opportuno, per non oltre cinque giorni. La discussione in Assemblea è organizzata con

l'intervento di un deputato per ciascun Gruppo. Sono altresì riservati tempi per gli interventi di un

deputato per ciascuna delle componenti, costituite nel Gruppo misto, che ne facciano richiesta,

nonché dei deputati che intendano esprimere posizioni dissenzienti dai rispettivi Gruppi. Se

l'Assemblea ha già iniziato la discussione del disegno di legge di bilancio e del disegno di legge

finanziaria, questa è sospesa e si passa all'esame del documento presentato dal Governo e della

relazione della Commissione bilancio.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 27 luglio 1999.

Art. 119 (*)

1. L'esame del disegno di legge finanziaria, del disegno di legge di approvazione dei bilanci di

previsione, annuale e pluriennale, dello Stato e dei documenti relativi alla politica economica

nazionale e alla gestione del pubblico denaro, collegati alla presentazione dei predetti disegni di

legge, ha luogo nell'ambito di una apposita sessione parlamentare di bilancio.

2. La sessione di cui al precedente comma ha la durata di quarantacinque giorni a decorrere dalla

effettiva distribuzione dei testi dei disegni di legge, delle tabelle allegate relative ai singoli stati di

previsione e della relazione previsionale e programmatica, allorché i disegni di legge sono

presentati dal Governo alla Camera. Quando essi sono presentati al Senato, la sessione di bilancio,

fermo quanto disposto dal quinto comma dell'art. 120, ha la durata di trentacinque giorni a decorrere

dalla effettiva distribuzione dei testi delle eventuali modifiche apportate dal Senato.

3. Prima dell'inizio della sessione di bilancio, le Commissioni parlamentari iniziano l'esame degli

stati di previsione del disegno di legge di bilancio di rispettiva competenza, senza procedere a

votazioni, provvedendo ad acquisire i necessari elementi conoscitivi. A tal fine ciascuna

Commissione delibera, d'intesa con il Presidente della Camera, il programma delle audizioni. La

Commissione bilancio avvia altresí, con le medesime modalità, l'esame generale del disegno di

legge di bilancio a legislazione vigente.

4. Durante la sessione di bilancio è sospesa ogni deliberazione, da parte dell'Assemblea e delle

Commissioni in sede legislativa, sui progetti di legge che comportino nuove o maggiori spese o

diminuzioni di entrate. Possono tuttavia essere adottate le deliberazioni relative alla conversione dei

decreti-legge ai progetti di legge collegati alla manovra contenuta nel documento di

programmazione economico-finanziaria approvato dal Parlamento nonché quelle concernenti i

disegni di legge di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e di recezione ed attuazione

di atti normativi delle Comunità europee, quando dalla mancata tempestiva approvazione dei

medesimi possa derivare responsabilità dello Stato italiano per inadempimento di obblighi

internazionali o comunitari. In tali casi possono essere disposte, per la discussione in Assemblea,

sedutesupplementari.

5. Durante la sessione di bilancio, la Commissione bilancio e programmazione esamina, ai fini

dell'espressione dei pareri di cui agli artt. 73, 74, 93 e 94, solo i disegni di legge di cui è consentita

l'approvazione ai sensi del comma 4.

6. La programmazione dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni nel corso della sessione di

bilancio è finalizzata a consentire la conclusione dell'esame dei disegni di legge di cui al comma 1

nei termini stabiliti evitando, di norma, la contemporaneità tra sedute delle Commissioni e sedute

dell'Assemblea. Durante l'esame nelle Commissioni delle parti di rispettiva competenza del disegno

di legge finanziaria e dei singoli stati di previsione è sospesa ogni altra attività legislativa in

Commissione. E' tuttavia consentito alle Commissioni di procedere all'esame di altri progetti di

legge allorché abbiano integralmente esaurito il compito ad esse assegnato dal comma 3 dell'art.

120.

7. La discussione in Assemblea deve concludersi nell'ambito della sessione di bilancio con le

votazioni finali sul disegno di legge finanziaria e sul disegno di legge di approvazione dei bilanci di

previsione dello Stato, con le variazioni conseguenti alle disposizioni contenute nel disegno di legge

finanziaria.

8. Il disegno di legge di approvazione del rendiconto generale dello Stato è esaminato, con il

disegno di legge che approva l'assestamento degli stanziamenti di bilancio per l'esercizio in corso e

con i documenti di cui all'articolo 149, entro il mese successivo alla presentazione dei disegni di

legge. Si applicano gli articoli 120, commi 1, 3 e 6, 121 e 123, comma 1, salvi i termini per

l'espressione dei pareri e per la conclusione dell'esame in sede referente. Alla determinazione dei

termini predetti provvede il Presidente della Camera in modo da consentire la definitiva

approvazione dei due disegni di legge nel termine stabilito.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 20 luglio 1999.

Art. 120 (*)

1. Il disegno di legge finanziaria e il disegno di legge concernente i bilanci di previsione dello Stato

sono assegnati per l'esame generale alla Commissione bilancio e programmazione e per l'esame

delle parti di rispettiva competenza e dei singoli stati di previsione alle Commissioni competenti per

materia.

2. Quando il disegno di legge finanziaria è presentato alla Camera, ai fini dell'applicazione delle

disposizioni del presente Capo, il Presidente della Camera prima dell'assegnazione, accerta che il

disegno di legge non rechi disposizioni estranee al suo oggetto cosí come definito dalla legislazione

vigente in materia di bilancio e di contabilità dello Stato. In tal caso, il Presidente della Camera

comunica all'Assemblea lo stralcio delle disposizioni estranee, sentito il parere della Commissione

bilancio.

3. Entro i dieci giorni successivi all'assegnazione ciascuna Commissione esamina congiuntamente

le parti del disegno di legge finanziaria e del bilancio di propria competenza e conclude con

l'approvazione di una relazione e con la nomina di un relatore che può partecipare, per riferirvi, alle

sedute della Commissione bilancio e programmazione. Nello stesso termine sono trasmesse le

relazioni di minoranza presentate in Commissione. Un proponente per ciascuna relazione di

minoranza può partecipare, per riferirvi alle sedute della Commissione bilancio e programmazione.

4. Nel periodo di cui al comma 3, la Commissione bilancio e programmazione provvede ad avviare

l'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio, con lo svolgimento delle introduzioni dei

relatori e delle esposizioni dei Ministri finanziari.

5. Quando il disegno di legge finanziaria ed il bilancio sono presentati dal Governo al Senato, le

Commissioni competenti per materia iniziano l'esame delle parti di rispettiva competenza e dei

singoli stati di previsione, senza procedere a votazioni, prima dell'approvazione del Senato.

6. Scaduto il termine previsto nel precedente comma 3, la Commissione bilancio e

programmazione, entro i successivi quattordici giorni, esamina congiuntamente i disegni di legge e i

documenti connessi ed approva la relazione generale per il disegno di legge finanziaria e per il

bilancio. Entro lo stesso termine possono essere presentate relazioni di minoranza. Alla relazione

generale sono allegate le relazioni delle altre Commissioni competenti per materia.

7. Prima della votazione finale del disegno di legge di bilancio, la Commissione bilancio esamina la

nota di variazione ai bilanci di previsione, presentata dal Governo, in termini di competenza e di

cassa, a seguito dell'approvazione del disegno di legge finanziaria. La nota di variazione è

successivamente votata dall'Assemblea, intendendosi conseguentemente modificati gli articoli del

disegno di legge di bilancio e le allegate tabelle in precedenza votati.

8. Alle sedute delle Commissioni riservate all'esame dei disegni di legge finanziaria e di bilancio

partecipano i Ministri competenti per materia. Di tali sedute si redige e si pubblica un resoconto

stenografico.

9. Quando i disegni di legge di cui al comma 1 sono stati approvati dal Senato, e da questo

trasmessi alla Camera, il termine previsto dal comma 3 è ridotto a sette giorni.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 28 giugno 1989.

Art. 121 (*)

1. Gli emendamenti che riguardano esclusivamente le singole parti del disegno di legge finanziaria

di competenza di ciascuna Commissione che comportano variazioni compensative in tale ambito e

gli emendamenti al disegno di legge di bilancio che propongono variazioni compensative all'interno

dei singoli stati di previsione debbono essere presentati nella Commissione competente per materia.

In questa sede possono essere, altresì, presentati e votati anche emendamenti concernenti variazioni

non compensative. Gli emendamenti approvati sono inclusi nella relazione da trasmettere alla

Commissione bilancio.

2. Gli emandamenti che modificano i limiti del saldo netto da finanziare, l'ammontare delle

operazioni di rimborso prestiti ed il livello massimo di ricorso al mercato finanziario, stabiliti nel

disegno di legge finanziaria, ovvero le ripartizioni di spesa tra più stati di previsione, ovvero i totali

generali dell'entrata e della spesa o il quadro generale riassuntivo, nonché ogni altro emendamento

non disciplinato dal comma 1, sono presentati alla Commissione bilancio, che li esamina, assieme

agli emandamenti previsti nei commi precedenti, ai fini delle sue conclusioni per l'Assemblea.

Qualora la Commissione bilancio non accolga le proposte delle Commissioni di cui al comma

precedente, ne esplicita le motivazioni nella relazione prevista dal comma 6 dell'articolo 120.

3. Gli emendamenti presentati direttamente presso la Commissione bilancio che modificano gli

stanziamenti riferiti a ciascuna parte delle tabelle di ripartizione dei fondi speciali sono inviati per il

parere alla Commissione competente, che si pronuncia entro il giorno successivo o entro il diverso

termine stabilito dal Presidente della Camera.

4. Gli emendamenti respinti in Commissione possono essere ripresentati in Assemblea, fermo il

disposto di cui al comma 5 dell'articolo 86.

5. Fermo quanto disposto dall'art. 89, i Presidenti delle Commissioni competenti per materia ed il

Presidente della Commissione bilancio dichiarano inammissibili gli emendamenti e gli articoli

aggiuntivi che concernono materie estranee all'oggetto proprio della legge finanziaria e della legge

di bilancio, ovvero contrastano con i criteri per l'introduzione di nuove o maggiori spese o minori

entrate, così come definiti dalla legislazione vigente sul bilancio e sulla contabilità dello Stato e

dalle deliberazioni adottate ai sensi del comma 2 dell'articolo 120. Qualora sorga questione, la

decisione è rimessa al Presidente della Camera ai sensi del comma 2 dell'articolo 41. Gli

emendamenti dichiarati inammissibili in Commissione non possono essere ripresentati in

Assemblea.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 28 giugno 1989.

Art. 122

1. Gli ordini del giorno sono presentati e svolti nelle Commissioni competenti per la materia alla

quale si riferiscono. Quelli non accolti dal Governo o respinti in Commissione possono essere

ripresentati in Assemblea; essi sono posti in votazione in Assemblea dopo la approvazione

dell'ultimo articolo dello stato di previsione al quale si riferiscono.

2. Gli ordini del giorno accolti dal Governo o approvati dalla Commissione competente per materia

sono allegati alla relazione da trasmettere alla Commissione bilancio e programmazione e quindi

alla relazione da questa presentata all'Assemblea.

3. In Assemblea non è ammessa la presentazione di altri ordini del giorno, salvo quelli attinenti

all'indirizzo globale della politica economica e finanziaria, i quali sono posti in votazione dopo

l'approvazione del quadro generale riassuntivo.

Art. 123 (*)

1. Qualora la relazione generale sul disegno di legge finanziaria e sul bilancio non sia presentata

dalla Commissione bilancio e programmazione nel termine prescritto, la discussione in Assemblea

ha luogo sui disegni di legge presentati dal Governo, corredati dalle relazioni delle Commissioni

competenti per materia.

2. La discussione in Assemblea sulle linee generali del disegno di legge finanziaria e del bilancio si

svolge congiuntamente e concerne l'impostazione globale della politica economica e finanziaria,

nonché lo stato di attuazione e l'ulteriore corso del programma economico nazionale.

3. L'Assemblea procede nell'ordine all'esame degli articoli del disegno di legge di bilancio iniziando

da quello di approvazione dello stato di previsione dell'entrata, degli articoli del disegno di legge

finanziaria e alla sua votazione finale. Sono successivamente esaminate, nella forma prevista

dall'articolo 120, comma 7, e votate, le variazioni al disegno di legge di bilancio conseguenti alle

disposizioni approvate nel disegno di legge finanziaria. Si procede quindi alla votazione finale del

disegno di legge di bilancio cosí modificato. Quando i disegni di legge finanziaria e di bilancio

sono già stati approvati dal Senato, la votazione degli articoli del disegno di legge di bilancio non

ha effetti preclusivi sulle votazioni concernenti il disegno di legge finanziaria.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 28 giugno 1989.

Art. 123-bis (*)

1. I progetti di leggi collegati alla manovra di finanza pubblica, indicati nel documento di

programmazione economico-finanziaria, come approvato dalla risoluzione di cui all'articolo 118-

bis, comma 2, e presentati al Parlamento entro il termine stabilito dalla legge, sono assegnati alle

Commissioni in sede legislativa, ovvero in sede referente. Quando uno dei progetti di legge di cui al

presente articolo è presentato alla Camera, il Presidente, prima dell'assegnazione, accerta che esso

non rechi disposizioni estranee al suo oggetto, così come definito dalla legislazione vigente in

materia di bilancio e contabilità dello Stato, nonché dalla risoluzione sopra richiamata. Il

Presidente, sentito il parere della Commissione bilancio, comunica all'Assemblea lo stralcio delle

disposizioni estranee.

2. Il Governo può richiedere che la Camera deliberi sul progetto di legge entro un determinato

termine, riferito alle scadenze connesse alla manovra finanziaria complessiva.

3. Sulla richiesta formulata ai sensi del comma 2 delibera all'unanimità la Conferenza dei presidenti

di Gruppo. In difetto di accordo unanime l'Assemblea si pronunzia sulle proposte che il Presidente

della Camera, tenuto conto degli orientamenti prevalenti, ha facoltà di sottoporre ad essa,

riservando comunque all'esame in Assemblea di ciascun progetto di legge, di norma, tre giorni.

3-bis. Fermo quanto disposto dall'articolo 89, i presidenti delle Commissioni cui sono assegnati i

progetti di legge collegati alla manovra di finanza pubblica dichiarano inammissibili gli

emendamenti e gli articoli aggiuntivi che concernono materie estranee al loro oggetto, come

definito a norma del comma 1, ovvero contrastano con i criteri per l'introduzione di nuove o

maggiori spese o minori entrate, come definiti dalla legislazione vigente sul bilancio e sulla

contabilità dello Stato. Qualora sorga questione, la decisione è rimessa al Presidente della Camera.

Gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi dichiarati inammissibili in Commissione non possono

essere ripresentati in Assemblea.

4. Salva diversa decisione adottata all'unanimità dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo l'esame

e le votazioni sui progetti di legge di cui al comma 1 non possono avvenire negli stessi giorni nei

quali sono discussi i disegni di legge finanziaria e di bilancio ai sensi dei commi 7 e 8 dell'articolo

119.

(*) Articolo modificato il 20 luglio 1999.

Art. 124

1. Le relazioni presentate dal Governo o da altri organi pubblici e ogni altro rapporto previsionale o

consuntivo sono assegnati all'esame della Commissione competente per materia.

2. La Commissione nomina su ciascun documento un relatore e procede al suo esame nel periodo

previsto nell'articolo 119 se si tratta di documenti programmatici o connessi con l'esame del

bilancio e del consuntivo, e in ogni altro caso nel termine di un mese.

3. A conclusione dell'esame di documenti programmatici o connessi con l'esame del bilancio o del

consuntivo, la Commissione presenta su ciascun documento una relazione da allegare a quella

presentata sullo stato di previsione della spesa o sul rendiconto consuntivo. Negli altri casi la

Commissione vota una risoluzione a norma dell'articolo 117.

CAPO XXVIII

Delle Procedure di Collegamento con l'Attività di Organismi Comunitari e Internazionali

Art. 125(*)

1. Ogniqualvolta alla Camera siano formalmente trasmessi i testi di risoluzioni del Parlamento

europeo e di risoluzioni o raccomandazioni approvate da assemblee internazionali alle quali

partecipano delegazioni della Camera, il Presidente, dopo averne fatto dare annunzio o lettura

all'Assemblea, ne dispone la stampa e il deferimento alle Commissioni competenti per materia e,

per il parere, alla Commissione politiche dell'Unione europea e alla Commissione affari esteri e

comunitari.

2. Su richiesta del Governo, di un rappresentante di Gruppo o di un componente della delegazione

della Camera, la Commissione apre sul documento un dibattito limitato ad un oratore per Gruppo.

Qualora ne sia fatta richiesta, il Presidente concede altresì la parola ad un deputato per ciascuna

delle componenti politiche costituite nel Gruppo misto, stabilendo le modalità e i limiti di tempo

degli interventi. Il dibattito può concludersi con la votazione di una risoluzione a norma dell'articolo

117.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 24 settembre 1997.

Art. 126(*)

1. La Commissione politiche dell'Unione europea ha competenza generale sugli aspetti

ordinamentali dell'attività e dei provvedimenti delle Comunità europee e dell'attuazione degli

accordi comunitari.

2. Sono assegnati alla Commissione, per l'espressione del parere, i progetti di legge e gli schemi di

atti normativi del Governo concernenti l'applicazione dei trattati istitutivi delle Comunità europee

con le loro successive modificazioni e integrazioni, i progetti di legge e gli schemi di atti normativi

del Governo relativi all'attuazione di norme comunitarie e, in generale, tutti i progetti di legge

limitatamente ai profili di compatibilità con la normativa comunitaria.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 27 luglio 1999.

Art. 126-bis (*)

1. La Commissione politiche dell’Unione europea e le Commissioni permanenti possono disporre

che, in relazione a proposte della Commissione delle Comunità europee, in previsione

dell'inserimento delle proposte stesse o di determinate materie all'ordine del giorno del Consiglio

delle Comunità europee, o in ordine ad affari attinenti agli accordi sulle Comunità o alle attività di

queste e dei loro organi, si svolga un dibattito con l'intervento del Ministro competente.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 27 luglio 1999.

Art. 126-ter (*)

1. Il disegno di legge comunitaria e la relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia al processo

normativo dell'Unione europea sono assegnati, per l'esame generale in sede referente, alla

Commissione politiche dell'Unione europea e, per l'esame delle parti di rispettiva competenza, alle

Commissioni competenti per materia.

2. Entro i quindici giorni successivi all'assegnazione, ciascuna Commissione esamina le parti del

disegno di legge di propria competenza e conclude con l’approvazione di una relazione e con la

nomina di un relatore, che può partecipare, per riferirvi, alle sedute della Commissione politiche

dell’Unione europea. Nello stesso termine sono trasmesse le relazioni di minoranza presentate in

Commissione. Un proponente per ciascuna relazione di minoranza può partecipare, per riferirvi, alle

sedute della Commissione politiche dell’Unione europea. Entro lo stesso termine di quindici

giorni, ciascuna Commissione esamina le parti della relazione annuale sulla partecipazione

dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea che riguardino la propria competenza e

conclude con l'approvazione di un parere. Trascorso tale termine, la Commissione politiche

dell'Unione europea può in ogni caso procedere nell'esame del disegno di legge e della relazione.

3. Decorso il termine indicato al comma 2, la Commissione politiche dell'Unione europea, entro i

successivi trenta giorni, conclude l'esame del disegno di legge comunitaria, predisponendo una

relazione generale per l'Assemblea, alla quale sono allegate le relazioni approvate dalle

Commissioni di cui al comma 2. Entro lo stesso termine, la Commissione conclude l'esame della

relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia al processo normativo dell'Unione europea,

predisponendo una relazione generale per l'Assemblea, alla quale sono allegati i pareri approvati

dalle Commissioni di cui al comma 2.

4. Fermo quanto disposto dall'articolo 89, i presidenti delle Commissioni competenti per materia e il

presidente della Commissione politiche dell'Unione europea dichiarano inammissibili gli

emendamenti e gli articoli aggiuntivi che riguardino materie estranee all'oggetto proprio della legge

comunitaria, come definito dalla legislazione vigente. Qualora sorga questione, la decisione è

rimessa al Presidente della Camera. Gli emendamenti dichiarati inammissibili in Commissione non

possono essere ripresentati in Assemblea.

5. Gli emendamenti approvati dalle singole Commissioni sono inclusi nella relazione di cui al

comma 2, e si ritengono accolti dalla Commissione politiche dell’Unione europea salvo che questa

non li respinga per motivi di compatibilità con la normativa comunitaria o per esigenze di

coordinamento generale.

6. La discussione sulle linee generali del disegno di legge comunitaria ha luogo in Assemblea

congiuntamente con la discussione della relazione annuale sulla partecipazione dell'Italia al

processo normativo dell'Unione europea. Entro il termine di tale discussione possono essere

presentate risoluzioni sulla relazione annuale, ai sensi dell’articolo 118.

7. Dopo la votazione finale sul disegno di legge comunitaria, l'Assemblea delibera sulle risoluzioni

eventualmente presentate a norma del comma 6. Si vota per prima la risoluzione accettata dal

Governo.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 27 luglio 1999.

Art. 127(*)

1. Gli atti normativi emanati dal Consiglio dei Ministri e dalla Commissione delle Comunità

europee o i progetti di tali atti, non appena pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità

Europee, sono deferiti per l'esame alla Commissione competente per materia, con il parere della

Commissione politiche della Unione europea.

2. Entro il termine di trenta giorni, le Commissioni competenti esaminano il testo normativo in

questione e possono esprimere in un documento finale il proprio avviso sulla opportunità di

possibili iniziative. Il documento è stampato e distribuito ed è comunicato dal Presidente della

Camera al Presidente del Senato e al Presidente del Consiglio.

(*) Articolo modificato, da ultimo, il 1° agosto 1996.

Art. 127-bis (*)

1. Le sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità europee sono stampate, distribuite ed inviate

alla Commissione competente per materia e alla Commissione politiche dell'Unione europea.

2. Entro il termine di trenta giorni, la Commissione competente esamina la questione con

l'intervento di un rappresentante del Governo e di un relatore designato dalla Commissione politiche

dell'Unione europea.

3. La Commissione esprime in un documento finale il proprio avviso sulla necessità di iniziative o

adempimenti da parte delle autorità nazionali, indicandone i criteri informativi.

4. Il documento è stampato e distribuito e viene comunicato dal Presidente della Camera al

Presidente del Senato e al Presidente del Consiglio.

5. Se all'ordine del giorno della Commissione si trovi già un progetto di legge sull'argomento, o

questo sia presentato nel frattempo, l'esame dovrà essere congiunto e non si applicano in tal caso i

commi 3 e 4.

(*) Articolo approvato il 18 luglio 1990 e modificato il 1° agosto 1996.

Art. 127-ter (*)

1. Le Commissioni, in rapporto a questioni di loro competenza, previa intesa con il Presidente della

Camera, possono invitare membri del Parlamento europeo a fornire informazioni sugli aspetti

attinenti alle attribuzioni e all'attività delle istituzioni dell'Unione europea.

2. Le Commissioni, previa intesa con il Presidente della Camera, possono invitare componenti della

Commissione europea a fornire informazioni in ordine alle politiche dell'Unione europea su materie

di loro competenza.

(*) Articolo modificato il 27 luglio 1999.

CAPO XXIX

Delle Interrogazioni

Art. 128


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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Informazione e costituzione del prof. Marco Orofino. Trattasi del testo completo del Regolamento della Camera dei Deputatu, che disciplina il funzionamento e l'attività della prima camera del Parlamento italiano, dell'ufficio di presidenza, dei gruppi parlamentari, delle giunte , delle commissioni etc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in comunicazione e società
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informazione e costituzione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Orofino Marco.

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