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L’integrazione tra i sistemi dell’istruzione e dell’istruzione e formazione

Oltre il processo normativo che ha portato al passaggio dall’obbligo formativo al diritto-dovere

all’istruzione e formazione, oggi accompagnato dall’’obbligo di istruzione”, risulta significativo

anche il lavoro nato dalla proficua collaborazione tra Stato e Regioni e Province autonome che ha

prodotto, in questi anni, una serie di tasselli che hanno connotato il sistema per una sempre

maggiore flessibilità dei percorsi e possibilità di passaggi orizzontali e verticali all’interno e tra i

sistemi della scuola e della formazione professionale. Questo al fine di prevenire e contrastare

l’abbandono e la dispersione scolastica e formativa e garantire il successo per ciascun allievo. Una

attenzione particolare viene rivolta ai bisogni di formazione che provengono dai ragazzi con stili

cognitivi e di apprendimento che necessitano dell’esperienza e che traggono motivazione da

percorsi finalizzati alla formazione al lavoro e caratterizzati da modalità di apprendimento-

insegnamento innovative.

Per questo, una serie di documenti nati in sede di Conferenza Unificata, hanno introdotto

importanti novità volte a migliorare l’integrazione tra i sistemi dell’istruzione e della formazione

professionale. E’ dunque importante ricordare l’Accordo siglato in Conferenza Stato-Regioni del 15

gennaio 2004 il quale ha previsto la definizione degli standard minimi delle competenze di base per

i percorsi sperimentali triennali, al fine di garantire spendibilità nazionale degli esiti formativi

certificati, intermedi e finali, articolando tali standard nell’area dei linguaggi, in quella scientifica,

tecnologica e storico-socio-economica.

Strettamente legato alla definizione degli standard minimi delle competenze di base è poi, come

noto, l’Accordo siglato il 28 ottobre del 2004 in Conferenza Unificata che ha sancito la

certificazione a validità nazionale finale e intermedia e il riconoscimento dei crediti maturati nei

percorsi formativi, anche al fine di favorire il passaggio tra sistemi formativi, proponendo in

allegato i seguenti dispositivi: l’attestato di qualifica professionale; il certificato di competenze

intermedio; l’attestazione di riconoscimento dei crediti ai fini dei passaggi al sistema della FP,

dall’apprendistato e dalla scuola secondaria superiore e anche ai fini dei passaggi interni alla FP. Il

decreto interministeriale n. 86 del 2004 ha poi previsto, in relazione al sopracitato Accordo,

l’approvazione di due modelli di certificazione per il riconoscimento dei crediti, ai fini del passaggio

dalla FP e dall’apprendistato al sistema dell’istruzione.

Altro tassello significativo per favorire i passaggi tra sistemi è l’Ordinanza Ministeriale n. 87 del

2004, la quale riguarda il passaggio dal sistema della FP e dall’apprendistato al sistema

dell’istruzione, abolendo l’esame prima previsto e stabilendo che apposite Commissioni valutino le

certificazioni introdotte dal sopracitato decreto interministeriale n. 86 e attestino che il giovane

abbia le competenze adeguate per l’ammissione alla frequenza di una determinata classe

dell’istituto a cui abbia fatto richiesta.

Si cita poi l’Accordo delle Regioni del 24 novembre 2005 che ha previsto il riconoscimento

reciproco dei titoli in uscita dai percorsi sperimentali triennali, per arrivare in ultimo all’Accordo

Stato-Regioni del 5 ottobre 2006 che definisce gli standard formativi minimi delle competenze

tecnico professionali relative ai già citati percorsi. Tali standard si riferiscono a 14 figure

professionali, la cui denominazione è definita a livello nazionale.

Con l’Accordo del 5 febbraio 2009 sono stati definiti inoltre gli standard formativi minimi relativi ad

altre 5 figure professionali. Tali standard sono stati ulteriormente revisionati per 21 figure

8 che presenta anche gli

professionali dal recente Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010

8 Accordo Stato-Regioni del 29 aprile 2010, riguardante il primo anno di attuazione (2010-11) dei percorsi di IFP, a

norma dell’art. 27 del Decreto 226/2005. 6

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

standard relativi alle 21 figure professionali in esito ai percorsi quadriennali che rilasciano il

diploma professionale di tecnico e che al momento sono realizzati in alcune Regioni.

Tale Accordo, che disciplina i percorsi di qualifica e di diploma professionale (che rientrano

nell’esclusiva competenza delle Regioni), costituisce un passo importante nell’ambito della

definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), da definirsi a livello nazionale, sui quali si

concentrerà prevedibilmente il lavoro istituzionale dei prossimi mesi.

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La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

LEGGE 28 marzo 2003, n. 53

Delega al Governo per la definizione delle norme generali

sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia

di istruzione e formazione professionale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

la seguente legge:

Promulga

Art. 1.

(Delega in materia di norme generali sull'istruzione e di livelli essenziali delle prestazioni in materia di

istruzione e di formazione professionale)

1. Al fine di favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età

evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno e delle scelte educative della famiglia, nel quadro della

cooperazione tra scuola e genitori, in coerenza con il principio di autonomia delle istituzioni scolastiche e

secondo i principi sanciti dalla Costituzione, il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla

data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto delle competenze costituzionali delle regioni e di

comuni e province, in relazione alle competenze conferite ai diversi soggetti istituzionali, e dell'autonomia

delle istituzioni scolastiche, uno o più decreti legislativi per la definizione delle norme generali sull'istruzione

e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di istruzione e formazione professionale.

2. Fatto salvo quanto specificamente previsto dall'articolo 4, i decreti legislativi di cui al comma 1 sono

adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.

281, e previo parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica

da rendere entro sessanta giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi; decorso tale termine, i decreti

legislativi possono essere comunque adottati. I decreti legislativi in materia di istruzione e formazione

professionale sono adottati previa intesa con la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo n. 281

del 1997.

3. Per la realizzazione delle finalità della presente legge, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della

ricerca predispone, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima, un piano

programmatico di interventi finanziari, da sottoporre all'approvazione del Consiglio dei

ministri, previa intesa con la Conferenza unificata di cui al citato decreto legislativo n. 281 del 1997, a

sostegno:

a) della riforma degli ordinamenti e degli interventi connessi con la loro attuazione e con lo sviluppo e la

valorizzazione dell'autonomia delle istituzioni scolastiche;

b) dell'istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistema scolastico;

c) dello sviluppo delle tecnologie multimediali e della alfabetizzazione nelle tecnologie informatiche, nel pieno

rispetto del principio di pluralismo delle soluzioni informatiche offerte dall'informazione tecnologica, al fine di

incoraggiare e sviluppare le doti creative e collaborative degli studenti;

d) dello sviluppo dell'attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti;

e) della valorizzazione professionale del personale docente;

f) delle iniziative di formazione iniziale e continua del personale;

g) del concorso al rimborso delle spese di autoaggiornamento sostenute dai docenti;

h) della valorizzazione professionale del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA);

i) degli interventi di orientamento contro la dispersione scolastica e per assicurare la realizzazione del diritto

- dovere di istruzione e formazione;

l) degli interventi per lo sviluppo dell'istruzione e formazione tecnica superiore e per l'educazione degli adulti;

m) degli interventi di adeguamento delle strutture di edilizia scolastica.

4. Ulteriori disposizioni, correttive e integrative dei decreti legislativi di cui al presente articolo e all'articolo 4,

possono essere adottate, con il rispetto dei medesimi criteri e principi direttivi e con le stesse procedure,

entro diciotto mesi dalla data della loro entrata in vigore.

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La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Art. 2.

(Sistema educativo di istruzione e di formazione)

1. I decreti di cui all'articolo 1 definiscono il sistema educativo di istruzione e di formazione, con l'osservanza

dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) è promosso l'apprendimento in tutto l'arco della vita e sono assicurate a tutti pari opportunità di

raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e

abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vita

sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea;

b) sono promossi il conseguimento di una formazione spirituale e morale, anche ispirata ai principi della

Costituzione, e lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, alla comunità

nazionale ed alla civiltà europea;

c) è assicurato a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno dodici anni o, comunque, sino al

conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età; l'attuazione di tale diritto si realizza nel

sistema di istruzione e in quello di istruzione e formazione professionale, secondo livelli essenziali di

prestazione definiti su base nazionale a norma dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della

Costituzione e mediante regolamenti emanati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,

n. 400, e garantendo, attraverso adeguati interventi, l'integrazione delle persone in situazione di handicap a

norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La fruizione dell'offerta di istruzione e formazione costituisce un

dovere legislativamente sanzionato; nei termini anzidetti di diritto all'istruzione e formazione e di correlativo

dovere viene ridefinito ed ampliato l'obbligo scolastico di cui all'articolo 34 della Costituzione, nonché

l'obbligo formativo introdotto dall'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni.

L'attuazione graduale del diritto-dovere predetto è rimessa ai decreti legislativi di cui all'articolo 1, commi 1 e

2, della presente legge correlativamente agli interventi finanziari previsti a tale fine dal piano programmatico

di cui all'articolo 1, comma 3, adottato previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e coerentemente con i finanziamenti disposti a norma dell'articolo

7, comma 6, della presente legge;

d) il sistema educativo di istruzione e di formazione si articola nella scuola dell'infanzia, in un primo ciclo che

comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il

sistema dei licei ed il sistema dell'istruzione e della formazione professionale;

e) la scuola dell'infanzia, di durata triennale, concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio,

cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di

relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunità

educative; nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori, essa contribuisce alla formazione

integrale delle bambine e dei bambini e, nella sua autonomia e unitarietà didattica e pedagogica, realizza la

continuità educativa con il complesso dei servizi all'infanzia e con la scuola primaria. È assicurata la

generalizzazione dell'offerta formativa e la possibilità di frequenza della scuola dell'infanzia; alla scuola

dell'infanzia possono essere iscritti secondo criteri di gradualità e in forma di sperimentazione le bambine e i

bambini che compiono i 3 anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento, anche in rapporto

all'introduzione di nuove professionalità e modalità organizzative;

f) il primo ciclo di istruzione è costituito dalla scuola primaria, della durata di cinque anni, e dalla scuola

secondaria di primo grado della durata di tre anni. Ferma restando la specificità di ciascuna di esse, la scuola

primaria è articolata in un primo anno, teso al raggiungimento delle strumentalità di base, e in due periodi

didattici biennali; la scuola secondaria di primo grado si articola in un biennio e in un terzo anno che

completa prioritariamente il percorso disciplinare ed assicura l'orientamento ed il raccordo con il secondo

ciclo; nel primo ciclo è assicurato altresì il raccordo con la scuola dell'infanzia e con il secondo ciclo; è

previsto che alla scuola primaria si iscrivano le bambine e i bambini che compiono i sei anni di età entro il

31 agosto; possono iscriversi anche le bambine e i bambini che li compiono entro il 30 aprile dell'anno

scolastico di riferimento; la scuola primaria promuove, nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della

personalità, ed ha il fine di far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base fino alle prime

sistemazioni logico-critiche, di far apprendere i mezzi espressivi, ivi inclusa l'alfabetizzazione in almeno una

lingua dell'Unione europea oltre alla lingua italiana, di porre le basi per l'utilizzazione di metodologie

scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di valorizzare le capacità

relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza

civile; la scuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline di studio, è finalizzata alla crescita delle

capacità autonome di studio ed al rafforzamento delle attitudini alla interazione sociale; organizza ed

accresce, anche attraverso l'alfabetizzazione e l'approfondimento nelle tecnologie informatiche, le

conoscenze e le abilità, anche in relazione alla tradizione culturale e alla evoluzione sociale, culturale e

scientifica della realtà contemporanea; è caratterizzata dalla diversificazione didattica e metodologica in

relazione allo sviluppo della personalità dell'allievo; cura la dimensione sistematica delle discipline; sviluppa

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La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

progressivamente le competenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi;

fornisce strumenti adeguati alla prosecuzione delle attività di istruzione e di formazione; introduce lo studio

di una seconda lingua dell'Unione europea; aiuta ad orientarsi per la successiva scelta di istruzione e

formazione; il primo ciclo di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cui superamento costituisce

titolo di accesso al sistema dei licei e al sistema dell'istruzione e della formazione professionale;

g) il secondo ciclo, finalizzato alla crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il

sapere, il fare e l'agire, e la riflessione critica su di essi, è finalizzato a sviluppare l'autonoma capacità di

giudizio e l'esercizio della responsabilità personale e sociale; in tale ambito, viene anche curato lo sviluppo

delle conoscenze relative all'uso delle nuove tecnologie; il secondo ciclo è costituito dal sistema dei licei e dal

sistema dell'istruzione e della formazione professionale; dal compimento del quindicesimo anno di età i

diplomi e le qualifiche si possono conseguire in alternanza scuola-lavoro o attraverso l'apprendistato; il

sistema dei licei comprende i licei artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico,

tecnologico, delle scienze umane; i licei artistico, economico e tecnologico si articolano in indirizzi per

corrispondere ai diversi fabbisogni formativi; i licei hanno durata quinquennale; l'attività didattica si sviluppa

in due periodi biennali e in un quinto anno che prioritariamente completa il percorso disciplinare e prevede

altresì l'approfondimento delle conoscenze e delle abilità caratterizzanti il profilo educativo, culturale e

professionale del corso di studi; i licei si concludono con un esame di Stato il cui superamento rappresenta

titolo necessario per l'accesso all'università e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica; l'ammissione

al quinto anno dà accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore;

h) ferma restando la competenza regionale in materia di formazione e istruzione professionale, i percorsi del

sistema dell'istruzione e della formazione professionale realizzano profili educativi, culturali e professionali, ai

quali conseguono titoli e qualifiche professionali di differente livello, valevoli su tutto il territorio nazionale se

rispondenti ai livelli essenziali di prestazione di cui alla lettera c); le modalità di accertamento di tale

rispondenza, anche ai fini della spendibilità dei predetti titoli e qualifiche nell'Unione europea, sono definite

con il regolamento di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c); i titoli e le qualifiche costituiscono condizione per

l'accesso all'istruzione e formazione tecnica superiore, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 69 della legge

17 maggio 1999, n. 144; i titoli e le qualifiche conseguiti al termine dei percorsi del sistema dell'istruzione e

della formazione professionale di durata almeno quadriennale consentono di sostenere l'esame di Stato, utile

anche ai fini degli accessi all'università e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa frequenza

di apposito corso annuale, realizzato d'intesa con le università e con l'alta formazione artistica, musicale e

coreutica, e ferma restando la possibilità di sostenere, come privatista, l'esame di Stato anche senza tale

frequenza;

i) è assicurata e assistita la possibilità di cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei, nonché di passare

dal sistema dei licei al sistema dell'istruzione e della formazione professionale, e viceversa, mediante

apposite iniziative didattiche, finalizzate all'acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova scelta; la

frequenza positiva di qualsiasi segmento del secondo ciclo comporta l'acquisizione di crediti certificati che

possono essere fatti valere, anche ai fini della ripresa degli studi eventualmente interrotti, nei passaggi tra i

diversi percorsi di cui alle lettere g) e h); nel secondo ciclo, esercitazioni pratiche, esperienze formative e

stage realizzati in Italia o all'estero anche con periodi di inserimento nelle realtà culturali, sociali, produttive,

professionali e dei servizi, sono riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza rilasciate dalle

istituzioni scolastiche e formative; i licei e le istituzioni formative del sistema dell'istruzione e della

formazione professionale, d'intesa rispettivamente con le università, con le istituzioni dell'alta formazione

artistica, musicale e coreutica e con il sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore, stabiliscono,

con riferimento all'ultimo anno del percorso di studi, specifiche modalità per l'approfondimento delle

conoscenze e delle abilità richieste per l'accesso ai corsi di studio universitari, dell'alta formazione, ed ai

percorsi dell'istruzione e formazione tecnica superiore;

l) i piani di studio personalizzati, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, contengono un

nucleo fondamentale, omogeneo su base nazionale, che rispecchia la cultura, le tradizioni e l'identità

nazionale, e prevedono una quota, riservata alle regioni, relativa agli aspetti di interesse specifico delle

stesse, anche collegata con le realtà locali.

Art. 3.

(Valutazione degli apprendimenti e della qualità del sistema educativo di istruzione e di

formazione)

1. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate le norme generali sulla valutazione del sistema educativo di

istruzione e di formazione e degli apprendimenti degli studenti, con l'osservanza dei seguenti principi e criteri

direttivi:

a) la valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli studenti del sistema

educativo di istruzione e di formazione, e la certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate

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La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate; agli stessi docenti è affidata la valutazione

dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo; il miglioramento dei processi di

apprendimento e della relativa valutazione, nonché la continuità didattica, sono assicurati anche attraverso

una congrua permanenza dei docenti nella sede di titolarità;

b) ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di

formazione, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e

sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa delle

istituzioni scolastiche e formative; in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate le funzioni e la

struttura del predetto Istituto;

c) l'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti

nel corso e al termine del ciclo e si svolge su prove organizzate dalle commissioni d'esame e su prove

predisposte e gestite dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, sulla base degli

obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento dell'ultimo anno.

Art. 4.

(Alternanza scuola-lavoro)

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, al fine di assicurare

agli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età la possibilità di realizzare i corsi del secondo

ciclo in alternanza scuola-lavoro, come modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e

valutata dall'istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese, con le rispettive associazioni

di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, che assicuri ai giovani,

oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro, il Governo è

delegato ad adottare, entro il termine di ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente

legge e ai sensi dell'articolo 1, commi 2 e 3, della legge stessa, un apposito decreto legislativo su proposta

del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche

sociali e con il Ministro delle attività produttive, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sentite le associazioni maggiormente rappresentative dei datori di

lavoro, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) svolgere l'intera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto

la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o con le

rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e

agricoltura, o con enti pubblici e privati ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti

per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Le istituzioni scolastiche,

nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, possono collegarsi con il sistema dell'istruzione e della formazione

professionale ed assicurare, a domanda degli interessati e d'intesa con le regioni, la frequenza negli istituti

d'istruzione e formazione professionale di corsi integrati che prevedano piani di studio progettati d'intesa fra

i due sistemi, coerenti con il corso di studi e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi;

b) fornire indicazioni generali per il reperimento e l'assegnazione delle risorse finanziarie necessarie alla

realizzazione dei percorsi di alternanza, ivi compresi gli incentivi per le imprese, la valorizzazione delle

imprese come luogo formativo e l'assistenza tutoriale;

c) indicare le modalità di certificazione dell'esito positivo del tirocinio e di valutazione dei crediti formativi

acquisiti dallo studente.

2. I compiti svolti dal docente incaricato dei rapporti con le imprese e del monitoraggio degli allievi che si

avvalgono dell'alternanza scuola-lavoro sono riconosciuti nel quadro della valorizzazione della professionalità

del personale docente.

Art. 5.

(Formazione degli insegnanti)

1. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate norme sulla formazione iniziale dei docenti della scuola

dell'infanzia, del primo ciclo e del secondo ciclo, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) la formazione iniziale è di pari dignità per tutti i docenti e si svolge nelle università presso i corsi di laurea

specialistica, il cui accesso è programmato ai sensi dell'articolo 1, comma 1, della legge 2 agosto 1999, n.

264, e successive modificazioni. La programmazione degli accessi ai corsi stessi è determinata ai sensi

dell'articolo 3 della medesima legge, sulla base della previsione dei posti effettivamente disponibili, per ogni

ambito regionale, nelle istituzioni scolastiche;

b) con uno o più decreti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127,

anche in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 10, comma 2, e all'articolo 6, comma 4, del regolamento di

cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509,

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La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

sono individuate le classi dei corsi di laurea specialistica, anche interfacoltà o interuniversitari, finalizzati

anche alla formazione degli insegnanti di cui alla lettera a) del presente comma. Per la formazione degli

insegnanti della scuola secondaria di primo grado e del secondo ciclo le classi predette sono individuate con

riferimento all'insegnamento delle discipline impartite in tali gradi di istruzione e con preminenti finalità di

approfondimento disciplinare. I decreti stessi disciplinano le attività didattiche attinenti l'integrazione

scolastica degli alunni in condizione di

handicap; la formazione iniziale dei docenti può prevedere stage all'estero;

c) l'accesso ai corsi di laurea specialistica per la formazione degli insegnanti è subordinato al possesso dei

requisiti minimi curricolari, individuati per ciascuna classe di abilitazione nel decreto di cui alla lettera b) e

all'adeguatezza della personale preparazione dei candidati, verificata dagli atenei;

d) l'esame finale per il conseguimento della laurea specialistica di cui alla lettera a) ha valore abilitante per

uno o più insegnamenti individuati con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

e) coloro che hanno conseguito la laurea specialistica di cui alla lettera a), ai fini dell'accesso nei ruoli

organici del personale docente delle istituzioni scolastiche, svolgono, previa stipula di appositi contratti di

formazione lavoro, specifiche attività di tirocinio. A tale fine e per la gestione dei corsi di cui alla

lettera a), le università, sentita la direzione scolastica regionale, definiscono nei regolamenti didattici di

ateneo l'istituzione e l'organizzazione di apposite strutture di ateneo o d'interateneo per la formazione degli

insegnanti, cui sono affidati, sulla base di convenzioni, anche i rapporti con le istituzioni scolastiche;

f) le strutture didattiche di ateneo o d'interateneo di cui alla lettera e) promuovono e governano i centri di

eccellenza per la formazione permanente degli insegnanti, definiti con apposito decreto del Ministro

dell'istruzione, dell'università e della ricerca;

g) le strutture di cui alla lettera e) curano anche la formazione in servizio degli insegnanti interessati ad

assumere funzioni di supporto, di tutorato e di coordinamento dell'attività educativa, didattica e gestionale

delle istituzioni scolastiche e formative.

2. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate norme anche sulla formazione iniziale svolta negli istituti di

alta formazione e specializzazione artistica, musicale e coreutica di cui alla legge 21

dicembre 1999, n. 508, relativamente agli insegnamenti cui danno accesso i relativi diplomi accademici. Ai

predetti fini si applicano, con i necessari adattamenti, i principi e criteri direttivi di cui al comma 1 del

presente articolo.

3. Per coloro che, sprovvisti dell'abilitazione all'insegnamento secondario, sono in possesso del diploma

biennale di specializzazione per le attività di sostegno di cui al decreto del Ministro della

pubblica istruzione 24 novembre 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 131 del 7 giugno 1999, e al

decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre 1975, n. 970, nonché del diploma di laurea o

del diploma di istituto superiore di educazione fisica (ISEF) o di Accademia di belle arti o di Istituto superiore

per le industrie artistiche o di Conservatorio di musica o Istituto musicale pareggiato, e che abbiano superato

le prove di accesso alle scuole di specializzazione all'insegnamento secondario, le scuole medesime valutano

il percorso didattico teorico-pratico e gli esami sostenuti per il conseguimento del predetto diploma di

specializzazione ai fini del riconoscimento dei relativi crediti didattici, anche per consentire loro

un'abbreviazione del percorso degli studi della scuola di specializzazione previa iscrizione in sovrannumero al

secondo anno di corso della scuola. I corsi di laurea in scienze della formazione primaria di cui all'articolo 3,

comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, valutano il percorso didattico teorico-pratico e gli esami

sostenuti per il conseguimento del diploma biennale di specializzazione per le attività di sostegno ai fini del

riconoscimento dei relativi crediti didattici e dell'iscrizione in soprannumero al relativo anno di corso stabilito

dalle autorità accademiche, per coloro che, in possesso di tale titolo di specializzazione e del diploma di

scuola secondaria superiore, abbiano superato le relative prove di accesso. L'esame di laurea sostenuto a

conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della

legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attività di tirocinio previste dal relativo

percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola

materna o dell'infanzia e nella scuola elementare o primaria.

Esso consente altresì l'inserimento nelle graduatorie permanenti previste dall'articolo 401 del testo unico di

cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni. Al fine di tale inserimento, la

tabella di valutazione dei titoli è integrata con la previsione di un apposito punteggio da attribuire al voto di

laurea conseguito. All'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, le parole: "I concorsi

hanno funzione abilitante" sono soppresse.

Art. 6.

(Regioni a statuto speciale e province autonome di Trento e di Bolzano)

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di

Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e relative norme di attuazione, nonché alla legge costituzionale 18

ottobre 2001, n. 3. 12

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Art. 7.

(Disposizioni finali e attuative)

1. Mediante uno o più regolamenti da adottare a norma dell'articolo 117, sesto comma, della Costituzione e

dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sentite le Commissioni

parlamentari competenti, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche, si provvede:

a) alla individuazione del nucleo essenziale dei piani di studio scolastici per la quota nazionale relativamente

agli obiettivi specifici di apprendimento, alle discipline e alle attività costituenti la quota nazionale dei piani di

studio, agli orari, ai limiti di flessibilità interni nell'organizzazione delle discipline;

b) alla determinazione delle modalità di valutazione dei crediti scolastici;

c) alla definizione degli standard minimi formativi, richiesti per la spendibilità nazionale dei titoli professionali

conseguiti all'esito dei percorsi formativi, nonché per i passaggi dai percorsi formativi

ai percorsi scolastici.

2. Le norme regolamentari di cui al comma 1, lettera c), sono definite previa intesa con la Conferenza

permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di cui al

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

3. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca presenta ogni tre anni al Parlamento una relazione

sul sistema educativo di istruzione e di formazione professionale.

4. Per gli anni scolastici 2003-2004, 2004-2005 e 2005-2006 possono iscriversi, secondo criteri di gradualità

e in forma di sperimentazione, compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei

comuni, secondo gli obblighi conferiti dall'ordinamento e nel rispetto dei limiti posti alla finanza comunale dal

patto di stabilità, al primo anno della scuola dell'infanzia i bambini e le bambine che compiono i tre anni di

età entro il 28 febbraio 2004, ovvero entro date ulteriormente anticipate, fino alla data del 30 aprile di cui

all'articolo 2, comma 1, lettera e). Per l'anno scolastico 2003-2004 possono iscriversi al primo anno della

scuola primaria, nei limiti delle risorse finanziarie di cui al comma 5, i bambini e le bambine che compiono i

sei anni di età entro il 28 febbraio 2004.

5. Agli oneri derivanti dall'attuazione dell'articolo 2, comma 1, lettera f), e dal comma 4 del presente articolo,

limitatamente alla scuola dell'infanzia statale e alla scuola primaria statale, determinati nella misura massima

di 12.731 migliaia di euro per l'anno 2003, 45.829 migliaia di euro per l'anno 2004 e 66.198 migliaia di euro

a decorrere dall'anno 2005, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini

del bilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale"

dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2003, allo scopo parzialmente

utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero

dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede

a modulare le anticipazioni, anche fino alla data del 30 aprile di cui all'articolo 2, comma 1, lettera f),

garantendo comunque il rispetto del predetto limite di spesa.

6. All'attuazione del piano programmatico di cui all'articolo 1, comma 3, si provvede, compatibilmente con i

vincoli di finanza pubblica, mediante finanziamenti da iscrivere annualmente nella legge finanziaria, in

coerenza con quanto previsto dal Documento di programmazione economico-finanziaria.

7. Lo schema di ciascuno dei decreti legislativi di cui agli articoli 1 e 4 deve essere corredato da relazione

tecnica ai sensi dell'articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.

8. I decreti legislativi di cui al comma 7 la cui attuazione determini nuovi o maggiori oneri per la finanza

pubblica sono emanati solo successivamente all'entrata in vigore di provvedimenti legislativi che stanzino le

occorrenti risorse finanziarie.

9. Il parere di cui all'articolo 1, comma 2, primo periodo, è espresso dalle Commissioni parlamentari

competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario.

10. Con periodicità annuale, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ed il Ministero

dell'economia e delle finanze procedono alla verifica delle occorrenze finanziarie, in relazione alla graduale

attuazione della riforma, a fronte delle somme stanziate annualmente in bilancio per lo stesso fine. Le

eventuali maggiori spese dovranno trovare copertura ai sensi dell'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5

agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.

11. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti

variazioni di bilancio.

12. La legge 10 febbraio 2000, n. 30, è abrogata.

13. La legge 20 gennaio 1999, n. 9, è abrogata.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della

Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello

Stato.

Data a Roma, addì 28 marzo 2003 CIAMPI, Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri, Moratti, Ministro

dell'istruzione, dell'università e della ricerca, Visto, il Guardasigilli: Castelli

13

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

ACCORDO

tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca,

il Ministro del lavoro e delle politiche sociali,

le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province,

i Comuni e le Comunità montane (19 giugno 2003)

VISTO il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

VISTA la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;

VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53;

VISTA la legge 17 maggio 1999, n. 144 e, in particolare, l’art. 68 concernente l’obbligo di frequenza ad

attività formative;

VISTO il D.P.R. 12 luglio 2000, n. 257, contenente il regolamento di attuazione dell’art. 68 della citata legge

n. 144/99;

VISTO il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;

VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Premesso che:

- a seguito dell’abrogazione della legge n. 9/99 disposta dalla citata legge n. 53/03 e nelle more

dell’emanazione dei decreti delegati previsti per l’attuazione del diritto-dovere di istruzione e formazione, si

rileva l’esigenza di predisporre, in via sperimentale, a partire dall’anno scolastico 2003/2004 e fino all’entrata

in vigore delle norme attuative previste dalla legge medesima, un’offerta formativa in grado di soddisfare le

esigenze delle ragazze, dei ragazzi e delle loro famiglie nel rispetto delle aspettative personali,

- che la realizzazione di tale offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale non

predetermina l’assetto a regime dei percorsi del sistema dell’istruzione e della formazione professionale, da

definirsi attraverso l’adozione delle norme attuative sopra richiamate,

- che le Regioni sono titolari della programmazione delle attività inerenti l’attuazione del presente Accordo,

secondo le norme vigenti e nel rispetto delle competenze delle autonomie locali.

il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, le

Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e le Comunità montane

convengono quanto segue:

1. per corrispondere alle esigenze richiamate in premessa, anche nell’ottica di una efficace e mirata azione di

prevenzione, contrasto e recupero degli insuccessi, della dispersione scolastica e formativa, e degli

abbandoni, occorra:

- individuare modelli di innovazione didattica, metodologica ed organizzativa che coinvolgano l’istruzione e la

formazione professionale, rispettando e valorizzando il ruolo delle istituzioni scolastiche autonome e quello

delle strutture formative accreditate;

- realizzare forme di interazione e/o di integrazione fra i soggetti operanti nei citati sistemi;

- promuovere le capacità progettuali dei docenti della scuola e della formazione professionale, per motivare

l’apprendimento dello studente attraverso il sapere ed il saper fare.

2. considerano opportuno attivare, in via sperimentale, percorsi di istruzione e formazione professionale -

rivolti alle ragazze e ai ragazzi che, concluso il primo ciclo di studi, manifestino la volontà di accedervi -

caratterizzati da curricoli formativi e da modelli organizzativi volti a consolidare e ad innalzare il livello delle

competenze di base, a sostenere i processi di scelta dello studente in ingresso, in itinere ed in uscita dai

percorsi formativi e la sua conoscenza del mondo del lavoro.

3. stabiliscono - anche al fine di consentire allo studente, che sceglie la nuova offerta, di continuare il proprio

percorso formativo attraverso modalità che agevolino i passaggi ed i rientri fra l’istruzione e la formazione

14

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

professionale e viceversa - che tali percorsi sperimentali debbano essere rispondenti alle seguenti

caratteristiche comuni:

- avere durata almeno triennale;

- contenere, con equivalente valenza formativa, discipline ed attività attinenti sia alla formazione culturale

generale sia alle aree professionali interessate;

- consentire il conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta a livello nazionale e corrispondente

almeno al secondo livello europeo (decisione del Consiglio 85/368/CEE).

4. convengono sull’esigenza di attivare un percorso articolato di partenariato istituzionale, a livello nazionale,

standard

entro il 15 settembre 2003, in raccordo con il livello regionale, per la definizione degli formativi

minimi, a partire da quelli relativi alle competenze di base, al fine di consentire il riconoscimento a livello

nazionale dei crediti, delle certificazioni e dei titoli, compresi i crediti acquisiti in apprendistato, anche ai fini

dei passaggi dai percorsi formativi ai percorsi scolastici e viceversa, nonché per la definizione delle procedure

relative alla determinazione e all’integrazione delle risorse, al monitoraggio e alla valutazione.

5. valutano importante prevedere, nel rispetto della disciplina contrattuale vigente, che tali percorsi siano

accompagnati dalla progettazione di azioni di formazione congiunta dei docenti dell’istruzione e della

formazione professionale per lo scambio di esperienze tra i sistemi, per l’acquisizione di competenze utili ai

fini dell’orientamento dei giovani e delle loro famiglie.

6. concordano che il presente Accordo quadro costituisce il riferimento per la successiva assunzione di

specifiche intese da sottoscrivere tra ciascuna Regione, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della

ricerca e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, recanti le modalità, anche differenziate, con le quali

sono attivati – dall’anno scolastico 2003/2004 e fino all’entrata in vigore delle norme attuative previste dalla

legge 53/2003 e garantendo, comunque, il compimento delle attività iniziate - i percorsi di istruzione e

formazione professionale, per corrispondere e valorizzare le proprie caratteristiche territoriali, nonché per

l’integrazione delle risorse finanziarie e l’adeguamento degli strumenti operativi;

7. concordano altresì che, per la realizzazione di tali percorsi sperimentali a livello regionale, sono sottoscritti,

anche nell’ambito delle intese di cui al punto precedente, formali accordi tra le Regioni e gli Uffici Scolastici

Regionali per l’individuazione delle relative modalità operative, nel rispetto dei principi stabiliti dalle intese di

cui al punto sei;

8. convengono che, nelle materie di cui ai punti 6, 7, in ciascuna Regione si definiscono le modalità per

l’attivazione del partenariato istituzionale con le Autonomie locali;

9. convengono sull’esigenza di attivare, nei rispettivi ambiti di competenza, il confronto con le Parti sociali,

sulla sperimentazione di cui al presente Accordo, con particolare riferimento al tema della definizione degli

standard formativi;

10. si impegnano, a partire dall’esercizio finanziario 2003 e fino all’entrata in vigore delle norme attuative

della legge 28 marzo 2003, n. 53, garantendo, comunque, il completamento delle attività iniziate, a stanziare

le risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dei citati percorsi sperimentali, nonché delle relative

misure di accompagnamento e di sistema.

A partire dall’anno 2003 sono stanziate dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca risorse a

valere sul Fondo di cui alla L.440/97 e dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a valere sui fondi

destinati all’attuazione dell’obbligo formativo.

Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono integrare tali finanziamenti con proprie

risorse.

Le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’anno 2003

sono pari ad euro 11.345.263,00, a valere sul fondo di cui alla legge 440/97; le risorse messe a disposizione

dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali per l’anno 2003, pari ad euro 204.709.570,00, a valere sul

capitolo 7022 del Fondo di rotazione per la formazione professionale e per l’accesso al Fondo Sociale

Europeo di cui all’articolo 9, comma 5 della legge 19 luglio 1993, n. 236.

Per assicurare la prosecuzione e la conclusione dei percorsi sperimentali e delle predette misure, il Governo

si impegna ad assumere le iniziative ritenute più utili, anche con apposite previsioni normative nel bilancio e

nella legge finanziaria del 2004, in modo che vengano determinati, a partire dall’inizio di ciascun esercizio

finanziario, gli stanziamenti da assegnare alle Regioni ed alle Province autonome di Trento e Bolzano.

Le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per l’anno 2003

concorrono alla programmazione regionale degli interventi di cui al presente accordo e sono trasferite agli

Uffici scolastici regionali, in attesa delle necessarie modificazioni legislative che, a partire dall’esercizio

finanziario per l’anno 2004, consentiranno il diretto trasferimento delle risorse del citato Dicastero alle

Regioni.

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali si

impegnano a incrementare progressivamente negli anni successivi al 2003 le risorse messe a disposizioni

dalle Regioni per consentire la piena attuazione del presente accordo; il Governo si impegna a garantire per

la sua quota parte la piena copertura finanziaria anche per i successivi due anni della sperimentazione;

15

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

11. convengono che negli accordi territoriali, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e delle

strutture formative, siano contenute le modalità per l’impiego di tutte le risorse disponibili, ivi comprese

quelle finanziarie, anche prevedendo l’utilizzazione, nel quadro delle norme contrattuali vigenti, dei docenti

compresi nelle dotazioni organiche del personale della scuola nonché delle strutture, senza ulteriori oneri a

carico delle Regioni e degli Enti locali, con particolare riferimento alle misure di orientamento, di

personalizzazione dei percorsi e di sostegno agli allievi disabili, nonché alle funzioni di monitoraggio ed alle

azioni di sistema;

12. Le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e le Comunità montane si

impegnano, altresì, a predisporre tutti gli adempimenti necessari a consentire l’avvio dei percorsi sin

dall’inizio del prossimo anno scolastico.

(19 giugno 2003) 16

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Decreto legislativo del 10 settembre 2003 n. 276 “Attuazione delle deleghe in materia

di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30

Titolo VI

APPRENDISTATO E CONTRATTO DI INSERIMENTO

Capo I

Apprendistato

Articolo 47.

Definizione, tipologie e limiti quantitativi

1. Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto-dovere di istruzione e di formazione, il contratto

di apprendistato è definito secondo le seguenti tipologie:

a) contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione;

b) contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una

formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale;

c) contratto di apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione.

2. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato

non può superare il 100 per cento delle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il datore di

lavoro stesso. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o

che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre.

La presente norma non si applica alle imprese artigiane per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui

all'articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443.

3. In attesa della regolamentazione del contratto di apprendistato ai sensi del presente decreto continua ad

applicarsi la vigente normativa in materia. Articolo 48.

Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione

1. Possono essere assunti, in tutti i settori di attività, con contratto di apprendistato per l'espletamento del

diritto-dovere di istruzione e formazione i giovani e gli adolescenti che abbiano compiuto quindici anni.

2. Il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e di formazione ha durata

non superiore a tre anni ed è finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale. La durata del

contratto è determinata in considerazione della qualifica da conseguire, del titolo di studio, dei crediti

professionali e formativi acquisiti, nonchè del bilancio delle competenze realizzato dai servizi pubblici per

l'impiego o dai soggetti privati accreditati, mediante l'accertamento dei crediti formativi definiti ai sensi della

legge 28 marzo 2003, n. 53.

3. Il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione è disciplinato

in base ai seguenti principi: 17

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

a) forma scritta del contratto, contenente indicazione della prestazione lavorativa oggetto del contratto, del

piano formativo individuale, nonchè della qualifica che potrà essere acquisita al termine del rapporto di

lavoro sulla base degli esiti della formazione aziendale od extra-aziendale;

b) divieto di stabilire il compenso dell'apprendista secondo tariffe di cottimo;

c) possibilità per il datore di lavoro di recedere dal rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato

ai sensi di quanto disposto dall'articolo 2118 del codice civile;

d) divieto per il datore di lavoro di recedere dal contratto di apprendistato in assenza di una giusta causa o

di un giustificato motivo.

4. La regolamentazione dei profili formativi dell'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di

istruzione e formazione è rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, d'intesa con il

Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca,

sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul

piano nazionale, nel rispetto dei seguenti criteri e principi direttivi:

a) definizione della qualifica professionale ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53;

b) previsione di un monte ore di formazione, esterna od interna alla azienda, congruo al conseguimento

della qualifica professionale in funzione di quanto stabilito al comma 2 e secondo standard minimi formativi

definiti ai sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53;

c) rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei

datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all'interno

degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione della formazione aziendale nel rispetto degli standard

generali fissati dalle regioni competenti;

d) riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all'interno del percorso di formazione, esterna e interna

alla impresa, della qualifica professionale ai fini contrattuali;

e) registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo;

f) presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate.

18

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Repertorio Atti n. 1901 del 15 gennaio 2004

CONFERENZA STATO-REGIONI

SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004

Oggetto: Accordo tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, per la definizione degli standard

formativi minimi in attuazione dell’accordo quadro sancito in Conferenza Unificata il 19 giugno 2003.

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E

LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO

VISTI l’articolo 2, comma 1 lettera b) e l’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 che

prevedono tra i compiti attribuiti a questa Conferenza anche quello di concludere accordi al fine di coordinare

l’esercizio delle rispettive competenze e svolgere attività di interesse comune;

VISTO l’Accordo quadro tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e

delle politiche sociali, le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano, le Province i Comuni e le

Comunità montane per la realizzazione dall’anno scolastico 2003-2004 di un’offerta formativa sperimentale

d’istruzione e formazione professionale nelle more dell’emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28

marzo 2003, n. 53, sancito dalla Conferenza Unificata, nella seduta del 19 giugno 2003 ( rep. Atti n.

660/CU);

RITENUTO necessario pervenire, in esecuzione di quanto previsto dal punto 4) del citato Accordo del 19

giugno 2003, con il quale si è convenuto sulla esigenza di attivare un percorso di partenariato istituzionale, a

livello nazionale, entro il 15 settembre 2003, in raccordo con il livello regionale, alla definizione degli

standard formativi minimi, a partire da quelli relativi alle competenze di base, al fine di consentire il

riconoscimento a livello nazionale dei crediti, delle certificazioni e dei titoli, anche ai fini dei passaggi tra i

diversi percorsi formativi;

VISTA la nota del 27 novembre 2003, con la quale il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca,

ha trasmesso la proposta di accordo di cui all’oggetto;

CONSIDERATO che, in sede tecnica l’8 gennaio u.s. il rappresentante del Ministero dell’istruzione,

dell’università e della ricerca ha illustrato alcune modifiche al testo del provvedimento, già trasmesso con

nota del 27 novembre 2003, concordate con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e i rappresentanti

delle Regioni, nel convenire sulle stesse, hanno altresì avanzato proposte di modifiche, che sono state

accolte dai rappresentanti del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dai rappresentanti del

Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

ACQUISITO nell’odierna seduta di questa Conferenza, l’assenso del Governo, delle Regioni e delle Province

autonome di Trento e Bolzano; SANCISCE IL SEGUENTE ACCORDO

tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, nei termini

sottoindicati: 19

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

SI CONVIENE:

- di sviluppare il percorso di partenariato istituzionale di cui al punto 4) dell’Accordo quadro sancito in sede di

Conferenza unificata il 19 giugno 2003, sulla base di quanto previsto nell’allegato documento tecnico, che fa

parte integrante del presente accordo, a partire dagli standard formativi minimi relativi alle competenze di

base inerenti i percorsi triennali sperimentali per il conseguimento della qualifica professionale;

- di considerare tali standard il riferimento comune per consentire la “spendibilità” nazionale degli esiti

formativi certificati, intermedi e finali.

Il Segretario

f.to Carpino

Il Presidente

f.to La Loggia 20

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Documento tecnico per la definizione degli standard formativi, di cui all’art. 4

dell’Accordo quadro sancito in Conferenza unificata il 19 giugno 2003 tra il Ministro

dell’istruzione dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche

sociali, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le Province, i Comuni e

le Comunità Montane.

1. PREMESSA

L’attivazione del “percorso di partenariato istituzionale, a livello nazionale, entro il 15 settembre 2003, in

raccordo con il livello regionale, per la definizione degli standard formativi minimi, a partire da quelli relativi

alle competenze di base, al fine di consentire il riconoscimento a livello nazionale dei crediti, delle

certificazioni e dei titoli, compresi i crediti acquisiti in apprendistato, anche ai fini dei passaggi dai percorsi

formativi ai percorsi scolastici” previsto al punto 4 dell’Accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 19

giugno 2003 per la realizzazione di un’offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione

professionale, nelle more dell’emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo 2003 n. 53, va

inquadrata nel rispetto del dettato di cui al punto 9 del citato accordo, nella duplice prospettiva :

1. del più ampio assetto dei sistemi dell’Istruzione e dell’Istruzione e formazione professionale introdotto

dalla riforma del titolo V della Costituzione e dalla stessa Legge 28 marzo 2003, n. 53; assetto che, peraltro,

necessita di un rapido lavoro di elaborazione delle sue linee attuative ai diversi livelli, nazionale e regionali, al

fine di ridurre il più possibile l’impatto del periodo di transizione sui beneficiari principali di tale processo;

2. della necessità, richiamata dal citato Accordo, di garantire al singolo cittadino l’effettivo esercizio del

diritto-dovere di istruzione e formazione, a partire dal corrente anno .

Ancorché l’elaborazione degli standard formativi minimi relativi ai percorsi sperimentali rappresenti, in questa

fase, la soluzione ad una situazione contingente, si ritiene opportuno procedere di pari passo con

l’elaborazione e la declinazione operativa del nuovo sistema, che è in corso di definizione con riferimento alla

legge n°131/2003 (Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge

Costituzionale n°3/2001), alla legge n°30/2003 (Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del

lavoro) e al relativo decreto legislativo n°276/2003, oltre che alla legge n°53/2003 (Definizione delle norme

generali sull’istruzione e sui livelli essenziali delle prestazione in materia di istruzione e formazione

professionale).

Questa complessa fase di transizione richiede un’azione di ampio respiro che - a partire da un

approfondimento sulle competenze e sui ruoli fissati dal nuovo assetto normativo per i diversi livelli

istituzionali ed operativi - possa offrire un contributo all’elaborazione ed alla declinazione culturale,

metodologica e tecnica dei contenuti del complessivo processo riformatore e degli elementi che

identificheranno e qualificheranno l’offerta educativa del nuovo sistema dell’istruzione e formazione

professionale.

I processi sopra descritti, seppur di natura differente, vanno sviluppati e raccordati attraverso una profonda

interazione per valorizzare appieno le esperienze in atto e per far sì che il percorso di attuazione della

riforma conservi e rafforzi una profonda unitarietà nella sua sostanza e nella sua

percezione da parte degli operatori e dei destinatari.

Il percorso di partenariato istituzionale prende avvio, quindi, da una prima ricognizione dei principali ambiti

di responsabilità e funzioni per pervenire, con riferimento al sistema dell’istruzione e formazione

professionale, ivi compreso l’apprendistato, al riconoscimento delle certificazioni dei titoli e dei crediti a livello

nazionale. Tale ricognizione va considerata, al momento, come un’ ipotesi di lavoro valida, da un lato, per

avviare una riflessione sulla definizione del suddetto sistema e, dall’altro, per contestualizzare la presente

proposta sugli standard formativi minimi in una provvisoria cornice di riferimento sistemico.

L’ipotesi di lavoro riguarda i seguenti aspetti:

a) Ambito nazionale

- la definizione del sistema generale di classificazione delle competenze professionali;

- la definizione di criteri generali uniformi di certificazione delle competenze (libretto formativo personale);

- la definizione di criteri generali uniformi di accertamento dei crediti (formazione/formazione,

formazione/istruzione, istruzione/formazione);

- la definizione degli standard formativi minimi delle competenze;

21

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

- l’individuazione degli standard minimi di accreditamento dei soggetti erogatori dei percorsi di istruzione e

formazione professionale;

b) Ambito regionale

- il governo del sistema delle competenze e dei crediti nonché dei relativi servizi di supporto;

- la contestualizzazione territoriale delle competenze;

- le modalità e le procedure di verifica, valutazione e certificazione delle competenze e dei crediti in ingresso,

durante e in uscita dai percorsi;

- gli standard di progettazione;

- la definizione di dettaglio dei requisiti dei soggetti erogatori dei percorsi di istruzione e formazione

professionale;

Il percorso è finalizzato ad assicurare garanzie al cittadino per il riconoscimento e la certificazione delle

competenze in ingresso, nelle fasi intermedie e in uscita con riferimento ai percorsi formali, non formali e

quale esito di esperienze acquisite in ambiti informali nonché per il riconoscimento dei crediti ai fini dei

passaggi tra percorsi diversi .

In questa fase si procede ad una prima definizione degli standard formativi minimi in un quadro di sistema, a

partire da quelli relativi alle competenze di base, che sarà accompagnata da un glossario essenziale che un

apposito gruppo di lavoro, costituito da esperti designati dalle strutture tecniche del MIUR, del MLPS e delle

Regioni, metterà a punto nei tempi più brevi.

Nello sviluppo del percorso di partenariato istituzionale si farà costante riferimento agli impegni assunti in

sede Ue dal nostro Paese per sostenere una maggiore cooperazione tra i sistemi di istruzione e formazione

professionale (Education and Vocational Training), con particolare riferimento alla qualità della formazione,

alla trasparenza della certificazione e al riconoscimento dei crediti.

. STANDARD FORMATIVI MINIMI RELATIVI ALLE COMPETENZE DI BASE

2

In attuazione di quanto previsto al punto 4 dell’Accordo quadro del 19 giugno 2003 per la realizzazione

dall’anno scolastico 2003-2004 di un’offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale,

nelle more dell’emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo 2003 n. 53, vengono di seguito

definiti gli standard formativi minimi relativi alle competenze di base inerenti i percorsi triennali sperimentali

per il conseguimento della qualifica professionale.

Essi rappresentano il riferimento comune per consentire la spendibilità nazionale degli esiti formativi

certificati, intermedi e finali; possono essere declinati e articolati a livello regionale; sono oggetto di verifica

nell’ambito dell’azione di monitoraggio e valutazione della sperimentazione.

I piani di studio dei percorsi triennali sono personalizzati in modo da consolidare ed innalzare il livello delle

competenze di base e sostenere i processi di scelta dello studente in ingresso, in itinere ed in uscita dai

percorsi formativi.

Gli standard di cui sopra sono così articolati:

1) area dei linguaggi;

2) area scientifica;

3) area tecnologica;

4) area storico-socio-economica.

Gli standard si riferiscono ad un’accezione di competenze di base più ampia di quella tradizionalmente

utilizzata nella formazione professionale, in quanto non sono concepiti solo con riferimento all’occupabilità

delle persone, ma anche al fine di garantire i pieni diritti di cittadinanza a partire dal possesso di un quadro

culturale di formazione di base.

La divisione tra le aree ha la funzione di accorpare le competenze in esito ai percorsi formativi e non coincide

necessariamente con l’articolazione scolastica delle discipline. Gli schemi che seguono esprimono gli obiettivi

da raggiungere e non il percorso da compiere, in quanto la modulazione dei percorsi va costruita sui centri di

interesse dei giovani, legati allo sviluppo della persona, al contesto di riferimento, allo sviluppo delle

competenze professionali.

Le indicazioni contenute nel seguente documento costituiscono una prima elaborazione da validare

attraverso la sperimentazione dei percorsi triennali. A tal riguardo gli schemi riportano nella colonna di

sinistra l’elencazione degli standard minimi di competenza per ciascuna area, mentre nella colonna di destra

riportano una prima declinazione degli stessi, che costituisce l’ipotesi sulla quale le Regioni si impegnano a

focalizzare la sperimentazione.

Per il suddetto processo di validazione assume particolare importanza l'analisi dei risultati del monitoraggio

della sperimentazione a livello regionale e nazionale. 22

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

1 - AREA DEI LINGUAGGI

STANDARD FORMATIVI MINIMI DECLINAZIONE

1. Padroneggiare gli strumenti espressivi ed 1.1 Comprende le idee principali e secondarie di

argomentativi indispensabili per gestire conversazioni, formali ed informali, individuando il

l’interazione comunicativa punto di vista e le finalità dell’emittente

1.2 Riconosce differenti codici comunicativi all’interno

del messaggio ascoltato, anche attraverso

trasmissioni radio, video, etc.

1.3 Svolge presentazioni chiare e logicamente

strutturate

1.4 Possiede proprietà di linguaggio, anche in senso

lessicale e morfosintattico, adeguata a situazioni

riferibili a fatti di vita quotidiana e professionale

1.5 Affronta situazioni comunicative diverse,

impreviste, anche in contesti non noti, scambiando

informazioni ed idee, utilizzando adeguate risorse

linguistiche ed esprimendo il proprio punto di vista

motivato.

2. Leggere per comprendere ed interpretare 2.1 Comprende ed interpreta testi di varia tipologia,

attivando strategie di comprensione diversificate

2.2 Identifica le informazioni fattuali e i giudizi

2.3 Conosce testi appartenenti alla produzione

letteraria italiana e straniera di epoche ed autori

diversi

3. Produrre testi di differenti formati, tipologie 3.1 Acquisisce e seleziona le informazioni utili, in

e complessità funzione dei vari testi scritti da produrre (ad es.

annunci, articoli, formulari, etc.)

3.2 Produce testi di contenuto generale e tecnico

adeguati rispetto alla situazione comunicativa anche

dal punto di vista lessicale e morfosintattico

4. Utilizzare per i principali scopi comunicativi 4.1 Comprende i punti principali di messaggi e

ed operativi una lingua straniera annunci semplici e chiari su argomenti di interesse

riferimento livello A2 del framework europeo

( ) personale, quotidiano o professionale

4.2 Descrive in maniera semplice esperienze ed

eventi relativi all’ambito personale e professionale

4.3 Interagisce in conversazioni brevi e semplici su

temi di carattere personale, quotidiano o

professionale

4.4 Comprende i punti principali e localizza

informazioni all’interno di testi di breve estensione

riferiti alla vita quotidiana, all’esperienza personale,

all’ambito professionale

4.5 Scrive brevi testi di uso quotidiano riferiti ad

ambiti di immediata rilevanza

4.6 Scrive correttamente semplici testi di carattere

tecnico nell’ambito professionale studiato

5.1 Coglie gli strumenti che caratterizzano il

linguaggio dell’opera d’arte ed il valore del patrimonio

artistico ed ambientale

5.2 Riconosce i diversi codici e strumenti comunicativi

propri delle comunicazioni non verbali e li utilizza in

relazione ai diversi contesti

23

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

5.3 Coglie gli strumenti che caratterizzano il

linguaggio audiovisivo ed interpreta il messaggio

attraverso diversi codici, finalità

2 - AREA TECNOLOGICA

STANDARD FORMATIVI MINIM I DECLINAZIONE

1.1 Sa acquisire, leggere, creare, gestire e stampare

1. Utilizzare strumenti tecnologici e informatici testi usando le funzionalità di un programma di

per consultare archivi, gestire informazioni, videoscrittura

analizzare dati

riferimento ECDL Start

) 1.2 Usa le potenzialità offerte da applicazioni

( specifiche per creare, elaborare e gestire un foglio

elettronico, utilizzando le funzioni aritmetiche e

logiche, le normali funzionalità di trattamento dei

testi, la rappresentazione dei dati in forma grafica

1.3 Conosce che cos’è una rete e utilizza in sicurezza

internet per raccogliere informazioni, esplorare

argomenti specifici, comunicare,

collaborare e condividere risorse a distanza

2. Utilizzare consapevolmente le tecnologie 2.1 È consapevole delle regole della comunicazione

tenendo presente sia il contesto culturale e telematica e utilizza gli strumenti nel rispetto della

sociale nel quale esse fanno agire e propria e altrui privacy

comunicare, sia il loro ruolo per l’attuazione di 2.2 Conosce potenzialità e rischi nell’uso delle tic

una cittadinanza attiva 24

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

3 - AREA SCIENTIFICA

STANDARD FORMATIVI MINIMI DECLINAZIONE

1. Comprendere le procedure che consentono 1.1 Comprende il significato e le proprietà delle

di esprimere e risolvere le situazioni operazioni e utilizza strumenti, tecniche e strategie di

problematiche attraverso linguaggi calcolo (fino all’impostazione e risoluzione di

formalizzati equazioni di 2° grado)

1.2 Analizza oggetti nel piano e nello spazio,

calcolando perimetri, aree e volumi di semplici figure

geometriche e costruisce modelli utilizzando figure

1.3 Individua le strategie matematiche appropriate

per la soluzione di problemi inerenti la vita quotidiana

e professionale e motiva le risposte prodotte

1.4 Analizza dati e li interpreta sviluppando deduzioni

e ragionamenti sugli stessi anche con l’ausilio di

strumenti statistici (analisi della frequenza, tassi,

probabilità) e di rappresentazioni

grafiche

2. Comprendere la realtà naturale, applicando 2.1 Analizza fenomeni fisici e risolve problemi

metodi di osservazione, di indagine e le individuando le grandezze fisiche, le relative modalità

procedure sperimentali proprie delle diverse di misura e le relazioni fra di esse

scienze. Esplorare e comprendere gli elementi 2.2 Riconosce i principi fisici alla base del

tipici e le risorse dell’ambiente naturale ed funzionamento di uno strumento o di una

innovazione tecnologica

umano inteso come sistema 2.3 Riconosce il ruolo degli elementi di un sistema

(fisico, naturale, sociale) e le loro interrelazioni

2.4 Analizza qualitativamente e quantitativamente

fenomeni fisici e trasformazioni di energia

2.5 Analizza fenomeni chimici, comprendendo le

caratteristiche degli elementi e la struttura delle

soluzioni chimiche legate al contesto della vita

quotidiana

25

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

4 - AREA STORICO - SOCIO – ECONOMICA

STANDARD FORMATIVI MINIMI DECLINAZIONE

1. Cogliere il cambiamento e la diversità in una 1.1 Riconosce le dimensioni del tempo e dello spazio

dimensione diacronica attraverso il confronto attraverso l’osservazione di eventi storici e di aree

fra epoche e in una dimensione sincronica geografiche

attraverso il confronto fra aree geografiche e 1.2 Identifica gli elementi maggiormente significativi

culturali per distinguere e confrontare periodi e aree diversi e

li utilizza per cogliere aspetti di continuità e

discontinuità, analogie e differenze e interrelazioni

1.3 Riconosce le caratteristiche della società

contemporanea come il prodotto delle vicende

storiche del passato

1.4 Individua nel corso della storia mezzi e strumenti

che hanno caratterizzato l’innovazione tecnico-

scientifica

2. Collocare l’esperienza personale in un 2.1 Comprende le caratteristiche fondamentali

sistema di regole fondato sulla tutela e sul dell’ordinamento giuridico italiano come sistema di

reciproco riconoscimento dei diritti per il pieno regole fondate sulla Costituzione repubblicana e si

esercizio della cittadinanza orienta nella struttura dello Stato, delle Regioni e

degli Enti locali, riconoscendo le funzioni dei rispettivi

organi

2.2 Conosce gli organismi di cooperazione

internazionale e il ruolo dell’Unione europea

2.3 Comprende la dimensione storica dei sistemi di

organizzazione sociale, mette a confronto modelli

diversi tenendo conto del contesto storico / culturale

di riferimento

2.4 Riconosce il significato e il valore della diversità

all’interno di una società basata su un sistema di

regole che tutelano i diritti di tutti

3. Conoscere il funzionamento del sistema 3.1 Riconosce ed applica concretamente in fatti e

economico e orientarsi nel mercato del lavoro vicende della vita quotidiana e professionale i

fondamentali concetti economici e giuridici

3.2 Conosce le principali caratteristiche del mercato

del lavoro europeo, nazionale e locale e le regole del

suo funzionamento

4. Essere consapevole dei comportamenti 4.1 Identifica le condizioni di sicurezza e salubrità

adeguati per assicurare il benessere e la degli ambienti di lavoro, nel rispetto degli obblighi

sicurezza previsti dalla normativa vigente, individuando i

comportamenti da adottare in situazioni di

emergenza

4.2 Comprende la necessità di adottare nella vita

quotidiana e professionale comportamenti volti a

rispettare l’ambiente

26

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

ACCORDO TRA IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA

RICERCA, IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, LE REGIONI E

LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO, LE PROVINCE, I COMUNI E LE

COMUNITA’ MONTANE PER LA CERTIFICAZIONE FINALE E INTERMEDIA E IL

RICONOSCIMENTO DEI CREDITI FORMATIVI.

(28 ottobre 2004)

Repertorio atti n. 790/CU

GU n. 286 del 6-12-2004) LA CONFERENZA UNIFICATA

Nella seduta odierna del 28 ottobre 2004:

Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, concernente la «Definizione ed ampliamento delle

attribuzioni della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di

Trento e Bolzano ed unificazione, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle province

e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali»;

Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante le «Modifiche al titolo V della parte seconda della

Costituzione»;

Vista la legge-quadro in materia di formazione professionale 21 dicembre 1978, n. 845;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente il «Conferimento di funzioni e compiti

amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997,

n. 59»;

Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144 e, in particolare, 1'art. 68 concernente l'obbligo di frequenza ad

attivita' formative;

Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante «Delega al Governo per la definizione delle norme generali

sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale»;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante norme in materia di

autonomia delle istituzioni scolastiche;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 2000, n. 257, contenente il regolamento di

attuazione dell'art. 68 della citata legge n. 144/1999;

Visto il decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale n. 174/2001 sul sistema della certificazione

delle competenze nella formazione professionale;

Visto l'accordo sancito in sede di Conferenza Unificata il 19 giugno 2003 (Rep. atti n. 660/CU) per la

realizzazione dall'anno scolastico 2003/2004 di un'offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione

professionale e i successivi protocolli d'intesa siglati tra le singole regioni e le province autonome di Trento e

di Bolzano, il MIUR e il MLPS e tra singole regioni e direzioni scolastiche regionali;

Visto l'accordo sancito in sede di Conferenza Stato-regioni il 15 gennaio 2004 (Rep. atti n. 1901) per la

definizione degli standard formativi minimi relativi alle competenze di base nell'ambito dei percorsi

sperimentali di istruzione e formazione professionale;

Tenuto conto degli obiettivi indicati dal Consiglio europeo di Lisbona per il 2010, contenuti in Conclusioni

della Presidenza Consiglio Europeo di Lisbona, 23-24 marzo 2000;

Vista la proposta di decisione relativa al quadro unico per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze

(Europass), presentata al Parlamento europeo e al Consiglio dalla Commissione delle Comunita' europee il 17

dicembre 2003;

Considerata la necessita' di definire le condizioni per il riconoscimento, a livello nazionale e comunitario, dei

crediti, delle certificazioni e dei titoli, compresi i crediti acquisiti in apprendistato, ai fini dei passaggi dai

percorsi formativi ai percorsi scolastici e viceversa, previsti dal citato accordo 19 giugno 2003;

27

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Vista la proposta di accordo di cui all'oggetto, trasmessa dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della

ricerca, con nota del 30 luglio 2004;

Considerato che nell'incontro tecnico del 21 ottobre 2004, e' stata esaminata una nuova proposta di accordo

presentata dalle regioni, condivisa dai rappresentanti delle autonomie locali, e che nella stessa sede si e'

convenuto su alcune modifiche al testo;

Vista la nuova stesura del testo dell'accordo trasmesso dal Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della

ricerca con nota del 25 ottobre 2004;

Considerato che, nell'odierna seduta di questa Conferenza, i presidenti delle regioni e delle province

autonome e i rappresentanti delle istituzioni locali, hanno espresso il proprio assenso all'accordo in oggetto;

Acquisito nell'odierna seduta di questa Conferenza l'assenso del Governo, delle regioni e province autonome,

delle province, dei comuni e delle comunita' montane;

Sancisce

il seguente accordo:

Premesso

che il presente accordo si colloca nell'attuale fase transitoria di attuazione della legge n. 53/2003;

che si conviene sui seguenti principi generali:

a) l'affermazione del diritto di ogni persona alla spendibilita' delle certificazioni acquisite ed al riconoscimento

dei crediti formativi nel sistema educativo di istruzione e formazione a livello nazionale.

Tale diritto prevede l'accesso a percorsi di istruzione e formazione della persona che ha le competenze

necessarie e sufficienti per poter proficuamente seguire il percorso scelto;

b) la salvaguardia dell'unitarieta' del sistema educativo di istruzione e formazione, al cui scopo, nel quadro

della normativa vigente, si confermano ed individuano dispositivi di certificazione condivisi, che, mettendo in

trasparenza le competenze acquisite, permettano il riconoscimento delle stesse in termini di crediti per tutte

le persone in sintonia con la realizzazione del quadro unico europeo per la trasparenza dei titoli e delle

certificazioni;

c) la necessita' di definire misure che valorizzino nella piu' ampia accezione possibile la qualifica ottenuta al

termine dei percorsi sperimentali di cui all'accordo 19 giugno 2003, anche valorizzando al massimo la

coerenza di indirizzo e facilitando la prosecuzione al IV anno degli istituti secondari superiori;

d) la necessita' di favorire la prosecuzione degli studi anche attraverso passaggi tra i sistemi formativi,

sostenendo gli studenti con interventi integrativi e modalita' di recupero dei debiti;

e) la necessita' di estendere gli effetti del presente accordo anche a coloro che abbiano compiuto 18 anni di

eta', allo scopo di far conseguire piu' alti livelli di istruzione al maggior numero di persone;

Il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche

sociali,

le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, le province, i comuni e le comunita'

montane

concordano che:

1) al fine di agevolare la comprensione reciproca tra i sistemi formativi, per l'attribuzione di significati

condivisi ai concetti che vi ricorrono e la conseguente coerenza dei dispositivi che ne discendono, si conviene

di fare riferimento al «Glossario per l'educazione degli adulti», realizzato dall'INVALSI e dall'ISFOL, che ne

curano congiuntamente l'aggiornamento in relazione agli sviluppi del quadro normativo comunitario e

nazionale, soprattutto in materia di trasparenza delle qualifiche e delle competenze, nonche' di

riconoscimento dei crediti e della qualita' della formazione;

2) per favorire il reciproco passaggio tra istituzioni scolastiche e formative, all'interno del sistema educativo

di istruzione e formazione, anche in attuazione degli accordi territoriali di cui al punto 7 dell'accordo quadro

19 giugno 2003, si ritengono necessarie, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e formative,

iniziative di sostegno, anche attraverso apposite attivita' didattiche che abbiano l'obiettivo di favorire

l'acquisizione di una preparazione adeguata alla nuova scelta;

3) le certificazioni, finali ed intermedie, attestano le competenze acquisite, anche con riferimento al

raggiungimento degli standard formativi minimi, a partire da quelli relativi alle competenze di base gia'

individuati con l'accordo in sede di Conferenza Stato-regioni e province autonome di Trento e Bolzano 15

gennaio 2004; 28

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

4) per il riconoscimento - tra i sistemi regionali e tra questi ed il sistema dell'istruzione – della certificazione

delle qualifiche professionali rilasciate dalle regioni a conclusione dei percorsi formativi ed in particolare di

quelli di cui al citato Accordo, si utilizza il modello A, parte integrante del presente accordo gia' sperimentato

dalle stesse con riferimento al decreto del Ministero del lavoro 12 marzo 1996 relativo all'«Adozione degli

indicatori minimi da riportare negli attestati di qualifica professionale rilasciati dalle regioni e province

autonome», ferme restando le eventuali determinazioni delle regioni in merito alla sua integrazione;

5) agli studenti che interrompono i percorsi di formazione prima del conseguimento della qualifica, compresi

coloro che interrompono i percorsi di formazione di cui al citato Accordo, e' rilasciata la certificazione

intermedia delle competenze comunque acquisite, secondo il modello di riferimento B, che costituisce parte

integrante del presente accordo;

6) per favorire, in modo unitario, la spendibilita' delle certificazioni intermedie, ai fini del riconoscimento di

crediti in ingresso al percorso scelto dalla persona per il passaggio dalla formazione professionale

all'istruzione si fa riferimento a quanto previsto dai modelli approvati con il decreto di cui dall'art. 6 del

decreto del Presidente della Repubblica n. 257/2000;

7) per facilitare e semplificare la prosecuzione al IV anno degli istituti secondari superiori attraverso la

valorizzazione della qualifica ottenuta in esito ai percorsi sperimentali triennali anche in coerenza con l'art.

191, comma 6 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, gli uffici scolastici regionali e gli assessorati

competenti delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano possono definire, in via sperimentale

e attraverso apposite intese, ambiti di corrispondenza che costituiscono un riferimento per le commissioni

previste dal citato art. 6 del decreto del Presidente della Repubblica n. 257/2000; tali accordi valgono anche

ai fini della realizzazione di quanto indicato al precedente punto 6). I risultati conseguiti dalla

sperimentazione saranno considerati ai fini della loro generalizzazione in ambito nazionale previo accordo in

Conferenza Unificata;

8) per il passaggio dai percorsi dell'istruzione ai percorsi della formazione professionale la definizione delle

modalita' di riconoscimento del credito formativo e della relativa attribuzione di valore, anche in relazione a

quanto indicato all'art. 6 del decreto ministeriale 30 maggio 2001, n. 174, viene determinata dalle regioni e

dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dandone evidenza secondo elementi, che consentano la

tracciabilita' del processo, comprendenti quelli minimi specificati nel modello di cui all'allegato C, che

costituisce parte integrante del presente accordo;

9) le persone in eta' di obbligo formativo o che abbiano compiuto i 18 anni possono accedere ai percorsi di

formazione professionale, sulla base degli apprendimenti e delle competenze acquisiti in contesti formali,

non formali e informali, previo riconoscimento del credito formativo secondo il citato modello C, attraverso

procedure trasparenti, individuate dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano; in tali

procedure va previsto, ad un livello definito dalle stesse, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni

scolastiche, il coinvolgimento di operatori o rappresentanti dei diversi sistemi interessati: istruzione,

formazione, lavoro e l'attribuzione di valore anche ai titoli, alle attestazioni rilasciate dai sistemi di

provenienza o alle autodichiarazioni;

10) la valutazione dei crediti va effettuata sulla base di criteri preventivamente adottati secondo le procedure

di cui al punto 9), in relazione agli obiettivi formativi del tipo di percorso in cui la persona chiede di essere

inserita, con l'indicazione della necessita' dell'eventuale integrazione della preparazione posseduta, da

effettuarsi tramite modalita' didattico-formative o azioni di accompagnamento tese a far ottenere il successo

formativo;

11) la documentazione e le certificazioni di cui ai punti 2), 3), 4), 5), 6), 8) e 9) concorrono alla

composizione del Libretto formativo del cittadino di cui all'art. 2 del decreto legislativo n. 276/2003, sulla

base dei relativi criteri generali definiti a livello nazionale con accordo in sede di Conferenza Unificata.

Roma, 28 ottobre 2004

Il presidente: La Loggia

Il segretario: Carpino 29

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere ALLEGATO A

Repubblica italiana (logo) Regione/Provincia Autonoma

ATTESTATO DI QUALIFICA PROFESSIONALE*

Berufsbezeichnungszeugnis

Attestation de qualification professionnelle

Vocational Training Certificate

Conseguito in

Erworben in / Obtenu in /achieved in

PERCORSI SPERIMENTALI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

EXPERIMENTELLE WEGE IN DEM BEREICH DES SCHULSYSTEMS UND DER BERUFSBILDUNG

COURS EXPÉRIMENTAL DE ÉDUCATION ET FORMATION PROFESSIONELLE

EXPERIMENTAL COURSES OF VOCATIONAL EDUCATION AND TRAINING

(CONFERENZA STATO REGIONI, CITTA’ E AUTONOMIE LOCALI - ACCORDO QUADRO 19 GIUGNO 2003)

DENOMINAZIONE DELLA QUALIFICA / Qualifizierungsbezeichnung /

Dénomination de la qualification / Qualification

___________________________________________________________________

LIVELLO DI QUALIFICAZIONE / Qualifizierungsniveau / Niveau de qualification / Qualification level

Europeo: Secondo livello (Decisione del Consiglio 85/368/CEE)

Auf europäischer Ebene: Zweites Niveau (Entscheidung des Rates 85/368/CEE) /

Au niveau européen: second niveau (Décision du Conseil 85/368/CEE)

European level: Second level (Council Decision 85/368/EEC)

CONFERITO AL CANDIDATO / Dem Kandidaten erteilt / Attribué au candidat / Awarded to the candidate

_________________________________________________________________________

Nato/a ________________________________ il _________________________________

Geboren in / Né à / Born in Am / Le / On

ENTE O STRUTTURA FORMATIVA / Bildungsanstalt oder Bildungsträger / Organisation ou structure de

formation / Vocational Training Institution/Education Provider

___________________________________________________________________________

______________________________________________________

SEDE / Sitz / Lieu / Place

Data / Datum / Date / Date______________________ Firma /Unterschrift/ Signature/ Signature

N° 000 20……

Ai sensi della legge n. 845/78

In Übereinstimmung mit dem Gesetz Nr. 845/78 / Conformément aux loi n. 845/78 /

In accordance with Law no. 845/78

_______________________________

* Il presente attestato ha validità nazionale

Dieses Zeugnis ist auf nationaler Ebene gültig / Cette attestation est valable au niveau national /

This certificate is valid at national level

1 – Denominazione del corso / Bezeichnung des Kurses / Dénomination du cours / Name of the course

________________________________________________________________________

2 – Settore-Area professionale di riferimento / Sektor-Berufsbereich/ Secteur-Domaine professionnel de

référence/ Sector-Vocational area of reference

2.1- Attività economica (codice e denominazione ISTAT – Classificazione ATECO 2002) / Wirtschaftliche

Aktivität (Kode und Istat- Bezeichnung – Klassifizierung ATECO 2002) / Activité économique (Code et

30

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Dénomination Istat – Classification ATECO 2002) / Economic Activity (Istat Code and Title – ATECO

classification 2002)

_________________________________________________________________

3 – Profilo professionale / Berufsbild / Profil professionnel / Vocational profile

3.1 – Denominazione del profilo / Bezeichnung der Kategorie / Dénomination du profil / Name of the profile

__________________________________________________________________

________________________________________________________________________

3.2 – Riferimento alla Classificazione ISTAT delle Professioni (codice e denominazione) /Hinweis auf die

Klassifizierung der Berufe von ISTAT (Kode und Bezeichnung) / Référence à la classification ISTAT des

métiers (Code et Dènomination) / Reference to ISTAT classification of professions (Code and Title)

________________________________________________________________________

4 – Durata del corso / Dauer des Kurses / Durée du course / Length of the course

anni / Jahre / années / years ________________

mesi / Monate / mois / months ________________

ore / Stunden / heures / hours ________________

5 – Competenze acquisite / Erworbene Kompetenzen / Compétences acquises /

Acquired competencies

5.1- di base / Grundkompetenzen / de base / Basic

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

- didattica dedicata (in ore) / Gewidmete Didaktik (in Stunden) /

Didactique consacrée (en heures) / teaching time (hours)

____________________________________

5.2- tecnico-professionali e trasversali / Technisch-berufliche und transversale / technico-professionnels et

transversales / Technical-professional and Transversal

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

- didattica dedicata (in ore) / Gewidmete Didaktik (in Stunden) /

Didactique consacrée (en heures) / teaching time (hours)

____________________________________

6 – Percorso formativo / Lehrgang/Cours de formation/Vocational Training course

6.1- Contenuti del corso / Inhalte des Kurses / Contenus du cours /contents of the course

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

6.2- Tirocinio / Lehre und praktische Ausbildung / Stage / Apprenticeship training

- durata (in ore) / Dauer (in Stunden) / durée (en heures) / length ( hours)

______________________________________

- nome dell’organizzazione / Name der Organisation / Nom de l’organisation / Name of the

Organisation ____________________________

- sede di svolgimento / Ort und Sitz der Lehre / Lieu d’apprentissage / Place of apprenticeship

training ____________________________

31

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

6.3- Altre esperienze pratiche / Andere praktische Erfahrungen / expériences pratiques additionnelles/

Other practical experience

- durata (in ore) / Dauer (in Stunden) / durée (en heures) / length ( hours)

______________________________________

- modalità / Andere Erfahrungsformen / Modalités / Kind of experience

_____________________________

- contesto di attuazione / Kontext / Contexte / Context ___________________________

7 – Tipo di prove di valutazione finale / Typologie der Abschlußprüfungen /

Type d’épreuves d’évaluation finale / Final evaluation tests

♦ Colloquio / Kolloquium (mündlich) / Entretien / Oral exam □

♦ prove scritte / Schriftliche Prüfungen / épreuves écrites / written test □

♦ prova pratica o simulazione / Praktische Prüfung oder Simulierung /

épreuve pratique ou simulation / Practical test or simulation □

♦ □

altro / Anderes / Autre / Other

8 – Annotazioni integrative / Ergänzende Bemerkungen / Notes complémentaires / Other comments

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

________________________________________________________________________

32

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

NOTE PER LA COMPILAZIONE

Il presente modello di attestato di qualifica è adottato, in via sperimentale, a conclusione dei percorsi di istruzione e

formazione professionale di cui all’Accordo quadro in sede di Conferenza Unificata 19 giugno 2003, allo scopo di favorirne

la trasparenza dei percorsi e di armonizzare, a livello nazionale, il formato degli attestati, in coerenza con le indicazioni

dell’Ue.

Livello di qualificazione.

L’attestato corrisponde, di norma, al secondo livello della classificazione dell’Ue, con riferimento alla Decisione del

Consiglio 85/368/CEE relativa alla corrispondenza delle qualifiche di formazione professionale tra gli Stati membri.

1 - Denominazione del corso

Inserire il nome del corso anche se identico alla denominazione della qualifica.

2 – Settore/Area professionale di riferimento

Indicare l’attività economica secondo i codici e le denominazioni previste dalla classificazione ATECO-2002

(Classificazione delle Attività Economiche) dell’ISTAT.

3 - Profilo professionale

Descrivere sinteticamente le attività e le competenze inerenti la qualifica. Inserire il riferimento al codice e alla

denominazione previsti dalla Classificazione delle Professioni dell’ISTAT – CP-2001 (dal IV al VII gruppo).

4 - Durata del corso

Indicare la durata del corso in anni e ore; se necessario, specificare anche la durata in mesi.

5 - Competenze acquisite

Ai fini della certificazione, con il termine “competenze”, sono indicati gli esiti formativi.

5.1 - Di base

Riguardano le competenze acquisite in relazione alle aree dei linguaggi, scientifica, tecnologica, storico-socio-economica,

previste dal documento tecnico allegato all’Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni e Province autonome di

Trento e Bolzano 15 gennaio 2004, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2004.

5.2 - Tecnico/professionali e Trasversali (non essendo prevista una didattica dedicata, l’acquisizione delle competenze

trasversali andrà descritta unitamente alle competenze tecnico/professionali)

Riguardano: a. le competenze acquisite in relazione ai contenuti direttamente connessi alla qualifica.

b. le competenze acquisite (comunicative, relazionali, di problem solving, ecc…), che consentono allo

studente di trasformare i saperi in un comportamento lavorativo efficace.

6 - Percorso formativo

6.1 – contenuti: va riportata la struttura del piano di studio seguito dallo studente, con riferimento ai contenuti

essenziali

6.2 - tirocini: lo stage è da comprendere all’interno di tale voce

6.3 - altre esperienze pratiche: Definire il tipo di esperienza pratica svolta all’esterno della struttura formativa (es.

visite aziendali, altro specificare...)

Annotazioni integrative: aggiungere ulteriori informazioni che contribuiscono a migliorare la trasparenza dei percorsi

formativi (es. metodologie didattiche, architettura dei corsi, modularità, formazione a distanza, autoistruzione,

docenza, ecc.). 33

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere MODELLO B

Provincia (1) /Regione CERTIFICATO (2) DI COMPETENZE

Kompetenzennachweis

Attestation de compétences

Competencies certificate

rilasciato a

(verliehen an/Attribuè au candidat/Awarded to candidate (Issued to…)

___ __________________________________ ___________________________________

nat a .il

(geboren in/Né à/Born in) (am/Le/On)

nell’ambito del percorso formativo denominato

(im Rahmen des Lehrgangs für /Denomination du cours/Course name)

Organismo di formazione attuatore del percorso formativo

(Bildungsanstalt oder- träger/Organization ou structure de formation/Vocational structures-organizations)

__________________________________________________________________

Sede ______________________________________________________

(Sitz/Lieu/Place) Istituto Scolastico (3)

___________________________________________________

(Schulanstalt /Institute/ Institut)

Sede _________________________________________________

(Sitz/Lieu/Place)

_________________________________

FIRMATO (4) DAI RESPONSABILI DELLA PROCEDURA, COSì COME INDIVIDUATE DALLE

SINGOLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME 34

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

1. PROFILO PROFESSIONALE DI RIFERIMENTO (5)

(Bezugsberufsbild, Professional Profile of reference, Profil professionnel de réference)

………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………..

………………………………………………………………………………………………..

2. PERCORSO FORMATIVO SVOLTO

(Inhalte des Lehrgangs/Contenus du cours/Course contents) 6 ORE

UNITA’ FORMATIVA (Stunden/

(Bildungseinheit,Formative units,Unité formatives) 7

………………………………………………………. Hours/ Heures)

…………..

8

( ) :

CONTENUTI Inhalte/Contents/Contenus

………………………………………….……………………………………. ………………..

………………………………………….………………………………………………………..

………………………………………….…………………………………………………………

………………………………………….………………………………………………………...

6 ORE

UNITA’ FORMATIVA ( Stunden/

(Bildungseinheit/Formative units/Unité formatives) 7

……………………………………………………………………………. Hours/ Heures)

…………..

8 :

CONTENUTI (Inhalte/Contents/Contenus)

………………………………………….……………………………………………………. ….

………………………………………….……………………………………. …………………..

………………………………………….……………………………………. ………………….

………………………………………….…………………………………………………………

………………………………………….……………………………………. …………………..

………………………………………….…………………………………………………………

6 ORE

UNITA’ FORMATIVA (Stunden,

(Bildungseinheit,Formative units,Unité formatives) 7

…………………………………………………………………………… Hours, Heures)

…………..

8 :

CONTENUTI (Inhalte,Contents,Contenus)

………………………………………….…………………………………………………………..

………………………………………….………………………………………………………….

………………………………………….…………………………………………………………

………………………………………….…………………………………………………………

……

………………………………………….………………………………………………………….

ORE

(6)

UNITA’ FORMATIVA (Stunden,

(Bildungseinheit,Formative units,Unité formatives) )

…………………………………………………………………………… Hours, Heures

(7) …………..

35

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

(8):

CONTENUTI (Inhalte,Contents,Contenus)

………………………………………….………………………………………………………….

………………………………………….…………………………………………………………..

………………………………………….……………………………………. …………………..

………………………………………….………………………………………………………….

………………………………………….………………………………………………………….

………………………………………….…………………………………….

.……………………..………………………………………….……………………………………

. ………………………………………….…………………………………. .…………………….

3. COMPETENZE ACQUISITE (Erworbene Kompetenzen/Acquired competencies/Compétences acquéris)

3.1 Competenze di base (9)

(Grundkompetenzen/Base Competencies/Compétences de base)

AREA (Lernfeld-Bereich)(Area)(Aire) COMPETENZA STRUMENTI DI

RAGGIUNTA (10) VERIFICA (11)

(Erreichte (Prüfverfahren/Check

Kompetenz/Achieved instruments/

competence , Moyens de vérification)

Compétence atteinte)

LINGUAGGI

(Sprachen/Languages/Langages)

TECNOLOGICA

(Technik/Technology/technologique)

SCIENTIFICA

(Wissenschaften/Scientific/Scientifique)

STORICO-SOCIO-ECONOMICA

(Geschichte-Sozialwissenschaften-

Wirtschaft/Historical – Social –

Economical/historico-socio-économique)

Altro (Anderes/Other/ Autre)

3.2 Competenze tecnico professionali e trasversali (12)

(Fachberufliche u. Schlüsselkompetenzen/Technical- professional and transversal competencies/ Compétences

technique – professionnelles et transversales ) 36

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

AREA/SETTORE COMPETENZA RAGGIUNTA STRUMENTI DI VERIFICA

(Lernfeld/Bereich - (Erreichte Kompetenz/Achieved (Prüfverfahren/

Area/Sector - competence / Compétence atteinte Check instruments/Moyens de

Aire/Secteur vérification)

4. ALTRE MODALITA’ DI APPRENDIMENTO (13) (Weitere Lernformen/Alternative learning

approaches/Autres modalités d’apprentissage)

STAGE/TIROCINIO PRATICO

(Praktikum/Stage pratique/Practical apprenticeship)

Durata (espressa in ore) _______________________

(Dauer(in Stunden)/durée (exprimée en heures)/ length (in hours)

Nome dell’organizzazione

______________________________________________________________________________

(Name der Organisation/nom de l’organisation/ name of the organisation)

Sede di svolgimento

______________________________________________________________________________

(Ort der Lehre/ lieu d’apprentissage/ location of apprenticeship)

( )

AUTOFORMAZIONE Selbstorganisiertes Lernen/ Self training/ Autoformation

( )

ALTRO Anderes/Other/ Autre

5. ANNOTAZIONI / INTEGRAZIONI (14) (Anmerkungen u. Ergänzungen/Notes/Integrations/

)

Notes/Integrations 37

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

LEGENDA DEL MODELLO B

CERTIFICATO DI COMPETENZE INTERMEDIO

Se il procedimento è provincializzato

(1) PROVINCIA Il Certificato delle competenze ha validità nazionale.

(2) CERTIFICATO Costituisce l’esito di un processo di riconoscimento di competenze

acquisite al termine di una o più unità formative di un percorso

formativo.

Non è sostitutivo delle certificazioni, rilasciate previo esame finale,

previste dai diversi sistemi regionali, né di certificazioni previste da

accordi nazionali (come, ad esempio, la certificazione intermedia

approvata per i corsi IFTS).

Il certificato deve essere compilato in tutte le sue parti con la sola

eccezione della sezioni 1 e 5.

L’Istituto scolastico va indicato solo nel caso in cui il percorso preveda

(3) ISTITUTO SCOLASTICO per la sua gestione, un parternariato integrato con l’istruzione.

Firma il certificato il Responsabile della procedura di validazione, così

(4) FIRMA/E come individuato dalle normative delle singole Regioni e Province

autonome.

Il profilo professionale deve essere indicato quando nella sua

(5) PROFILO completezza costituisce l’obiettivo del percorso, ovvero quando

PROFESSIONALE DI l’insieme di competenze di esito del percorso siano chiaramente

RIFERIMENTO riferite ad un insieme di attività che descrivono lo svolgimento di

funzioni e ruoli riconosciuti dal mercato del lavoro in relazione ai

propri fabbisogni. (Cfr. Glossario INVALSI).

Nei casi in cui il percorso formativo abbia per obiettivo la formazione

di competenze più generali o che intersecano diversi profili, il dato

non deve essere indicato.

Il termine viene assunto in una accezione ampia, in cui trovano spazio

(6) UNITA’ FORMATIVA le possibili articolazioni e/o soluzioni modulari dei percorsi (siano esse

U.F.C., o “Unità di Apprendimento”, o altro) che non rispondano a

criteri esclusivamente disciplinari (non si tratta pertanto di “Unità

didattiche” o disciplinari).

Per Unità Formativa, infatti, si intende un’articolazione del percorso

a) in grado di identificare le mete formative intermedie,

coerenti con gli obiettivi di esito dell’intero percorso;

b) che contiene gli obiettivi specifici di apprendimento necessari

all’acquisizione delle competenze certificate.

L’insieme delle Unità Formative permette il raggiungimento delle

competenze di esito del percorso.

La struttura autoconsistente di ogni U.F. è funzionale alla

certificabilità dei risultati intermedi di apprendimento. .

E’ dunque uno strumento che consente la composizione e l’erogazione

di un’offerta educativa e formativa flessibile e adeguata al contesto.

Le ore sono riferite ad ogni Unità formativa e non ai singoli contenuti

(7) ORE delle stesse.

I contenuti dell’Unità Formativa non devono essere generici, ma

(8) CONTENUTI riferiti alle conoscenze ed alle abilità (“obiettivi specifici di

apprendimento”) che sono condizione per lo sviluppo delle

competenze. Ad ogni Unità formativa, pertanto, devono essere

associati i relativi contenuti, la cui quantità e qualità contribuiscono a

"specificare" lo spessore dell'unità formativa stessa, garantendone la

trasparenza.

Il mero possesso di contenuti “disciplinari” non può considerarsi il

traguardo del processo formativo, che è da rinvenirsi, invece,

38

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

nell’utilizzazione teorica e pratica delle conoscenze.

Considerare i contenuti non fine del processo formativo ma strumento

per formare competenze, non ne riduce l’importanza, ma “costringe”

ad utilizzarli diversamente, al fine anche di sollecitare ad individuare

negli statuti, nei linguaggi e negli oggetti delle discipline i nuclei

fondanti, le categorie costitutive, i momenti più efficacemente

formativi utili ad agevolare la costruzione di una persona

“competente”.

Con riferimento a quanto definito nell’Accordo Stato- Regioni del

(9) COMPETENZE DI BASE 15/01/2004

Per “competenza raggiunta” si intende il possesso verificato delle

(10) COMPETENZA abilità, conoscenze, comportamenti ed altre risorse individuali che,

RAGGIUNTA agiti insieme, permettono alla persona di raggiungere il risultato,

attraverso l'efficace presidio di un compito o attività complessa.

La competenze vanno distinte in competenze di base (come

individuate dagli standard nazionali) e tecnico-professionali e

trasversali.

Si intendono sia le tipologie di prove, sia le modalità utilizzate per

(11) STRUMENTI DI verificare l’apprendimento dei contenuti delle Unità formative e lo

VERIFICA UTILIZZATI sviluppo coerente delle competenze.

Occorre specificare le tipologie di prove, tra:

• Colloquio

• Prova scritta

• Prova strutturata (specificarne la natura)

• Esercitazione in laboratorio

• Soluzione problemi

• Simulazione

• altro (specificare

L’acquisizione delle competenze trasversali deve essere descritta

(12) COMPETENZE unitamente alle competenze tecnico/professionali, dal momento che

TECNICO-PROFESSIONALI E esse vengono acquisite nell’ambito del percorso complessivo e non

TRASVERSALI possono essere oggetto di certificazione a sé stante; pertanto, il gruppo

di competenze tecnico-professionali e trasversali riguardano:

• le competenze acquisite in relazione ai contenuti direttamente

connessi al settore di riferimento.

• le competenze acquisite (comunicative, relazionali, di problem

solving, ecc…), che consentono al soggetto di trasformare i

saperi in un comportamento lavorativo efficace.

Si intendono le tipologie diverse dalla lezione frontale e dal percorso

(13) MODALITA’ NON formativo in aula

TRADIZIONALI DI

APPRENDIMENTO Da indicarsi solo se previste dal sistema regionale

(14) ANNOTAZIONI/

INTEGRAZIONI 39

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere i

Modello C

(Logo DELL’ORGANISMO DI FORMAZIONE)

ATTESTAZIONE DI

RICONOSCIMENTO DI CREDITI IN INGRESSO

AL PERCORSO DI FORMAZIONE PROFESSIONALE

_________________________________________

rilasciato da (organismo di formazione)

____________________________________________________________________

al(allievo/a)

__________________ __________________________

nat il

ai fini dell’ingresso al percorso di formazione

____________________________________________________________________

denominato _____________________________________________

finalizzato al conseguimento della qualifica

_______________________________________________

nel Settore/Area professionale LA COMMISSIONE

sulla base della documentazione presentata dall’interessato e delle valutazioni effettuate

riconosce i seguenti crediti per l’ingresso al percorso formativo sopra indicato

ii iii

riconosciuti con riferimento alle competenze

CREDITI CONTESTI DI ACQUISIZIONE

40

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

e attesta

_______________________________________________________

che il/la sig. ha le competenze

per l’ammissione alla frequenza del percorso formativo sopra indicato relativamente alla annualità

1° 2° 3° _____________________________________

(specificare eventualmente se ad annualità già in corso)

iv

:

con le seguenti integrazioni

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

____________________________________________________________________________

v

:

e con le seguenti misure di accompagnamento

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

________________________________________________________________________________

____________________________________________________________________________

FIRMATO DAI RESPONSABILI DELLA PROCEDURA, COSì COME INDIVIDUATE DALLE

SINGOLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME AI SENSI DEL PUNTO 8 DELL’ACCORDO

Luogo e data del rilascio

Timbro

____________________________________________________

NOTE

1 Il presente modello è adottato per il riconoscimento dei crediti ai fini dei passaggi al sistema della formazione

professionale dall’apprendistato e dalle classi degli istituti d’istruzione secondaria superiore ed anche ai fini dei

passaggi interni nella formazione professionale

1 Il riconoscimento dei crediti si riferisce alle competenze acquisite e si traduce in forme di riduzione /

personalizzazione del nuovo percorso formativo in ingresso.

1 Per ogni credito riconosciuto, indicare il contesto di acquisizione della relativa competenza tra quelli di seguito

elencati:

istituzioni scolastiche

agenzie formative

apprendistato

enti certificatori

attività lavorativa

autoformazione

altro

1 Indicare le eventuali integrazioni richieste ai fini di una proficua prosecuzione dell’attività formativa

1 Indicare le eventuali misure di accompagnamento che consentono allo studente un proficuo inserimento

41

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Decreto Interministeriale n. 86 del 3 dicembre 2004

Approvazione dei modelli di certificazione per il riconoscimento dei crediti, ai fini del

passaggio dal sistema della formazione professionale e dall'apprendistato al sistema

dell'istruzione.

IL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

di concerto con

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, art. 68, concernente l'obbligo di frequenza di attivita' formative fino

al 18° anno di eta';

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 2000, n. 257, recante il regolamento di attuazione

dell'art. 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144;

Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone

handicappate;

Visto l'accordo in sede di Conferenza unificata Stato-regioni e Stato-citta' ed autonomie locali 2 marzo 2000

in materia di obbligo di frequenza di attivita' formative in attuazione dell'art. 68 della 17 maggio 1999, n.

144;

Visto l'accordo quadro in sede di Conferenza unificata 19 giugno 2003;

Considerata la necessita' di favorire il raccordo tra i sistemi formativi, attraverso il iconoscimento dei crediti e

la valorizzazione delle esperienze comunque acquisite dagli allievi;

Sentita la Conferenza unificata nella riunione del 28 ottobre 2004;

Decreta:

Art. 1.

1. Ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 257, art. 6, comma 3, sono approvati i seguenti

modelli di certificazione, di cui agli allegati A e B, che fanno parte integrante del presente decreto:

modello A: e' adottato per il riconoscimento dei crediti ai fini dei passaggi dal sistema della formazione

professionale e dall'apprendistato alle classi degli istituti d'istruzione secondaria superiore, con esclusione

delle quarte e quinte classi degli istituti professionali e degli istituti d'arte. Il relativo certificato e' valido in

ambito nazionale per l'ammissione alla classe del tipo e dell'indirizzo di istituto per il quale e' stato rilasciato;

modello B: e' adottato per il riconoscimento dei crediti ai fini dei passaggi dal sistema della formazione

professionale e dall'apprendistato al sistema dell'istruzione ai fini dell'ammissione all'esame di qualifica

presso gli istituti di istruzione professionale o all'esame di licenza di maestro d'arte presso gli istituti d'arte. Il

relativo certificato e' valido in ambito nazionale con riferimento all'indirizzo per il quale e' stato rilasciato.

2. I certificati redatti secondo i modelli di cui al comma 1, sono rilasciati a domanda degli interessati dalle

commissioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 257/2000, art. 6.

Roma, 3 dicembre 2004.

Il Ministro dell'istruzione dell'università e della ricerca : Moratti

p. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali: Viespoli

42

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere (1)

Modello A

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

(DENOMINAZIONE DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA CHE RILASCIA IL CERTIFICATO)

CERTIFICATO DI RICONOSCIMENTO DEI CREDITI PER IL

PASSAGGIO AI CORSI DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

(D.P.R. 12 luglio 2000, n.257, art. 6)

Rilasciato a

Cognome ………………………………… Nome ………………………………………..

Luogo e data di nascita …………………………………………………….……………..

ai fini del passaggio alla classe ................... dell’Istituto…………………..…………….

……………………………………………………………………………………………..

Indirizzo (specificare l’indirizzo o la specializzazione) ………………………………….

…………………………………………………

IL PRESENTE CERTIFICATO HA VALIDITA’ NAZIONALE

43

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

COMMISSIONE

LA ’

SULLA BASE DELLA DOCUMENTAZIONE PRESENTATA DALL INTERESSATO E DELLE VALUTAZIONI

EFFETTUATE

RICONOSCE I SEGUENTI CREDITI IN RELAZIONE ALLE COMPETENZE ESSENZIALI PER

LA PROSECUZIONE DEGLI STUDI (3)

CREDITI RICONOSCIUTI CON L’INDICAZIONE AMBITI DI ACQUISIZIONE

(2)

DELLE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO

_______________________________________ ____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

E ATTESTA

che il Sig. .................................................. ha le competenze per l’ammissione alla frequenza della classe

.......................................................... dell’Istituto …………………...............…..................

(tipologia-indirizzo o specializzazione)

(4)

con le seguenti integrazioni:

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

______________________________________________________________________________

oppure per i giovani in situazione di handicap (legge 104/92)

E ATTESTA

che il Sig. .................................................. può essere ammesso alla frequenza con un Piano Educativo

Individualizzato differenziato relativo alla classe ...................…........................ dell’Istituto (tipologia-

indirizzo o specializzazione) …………………………….........................................……………………….

(5) ……………………………………………………..

con le seguenti misure di accompagnamento 44

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

I COMPONENTI DELLA COMMISSIONE (6)

Cognome e Nome Firma Disciplina/Settore di appartenenza

...................................................... ....…….................... .....................................................

...................................................... ................……........ .....................................................

...................................................... ......................…….. .....................................................

...................................................... .....................……... .....................................................

....................................................... ....……................... .....................................................

....................................................... ..........……............. .....................................................

....................................................... ................……....... .....................................................

....................................................... ......................……. .....................................................

IL PRESIDENTE

Cognome e Nome Firma

....................................................... …………….......................…………………………

…………………………………………………..

Luogo e data del rilascio

TIMBRO

1 Il presente modello è adottato per il riconoscimento dei crediti ai fini dei passaggi dal sistema della formazione professionale e

dall’apprendistato alle classi degli istituti d’istruzione secondaria superiore con esclusione delle quarte e quinte classi degli istituti

professionali e degli istituti d’arte.

2 Il riconoscimento è effettuato in relazione all’anno scolastico di inserimento deliberato dalla Commissione

3

Per ogni credito riconosciuto, indicare l’ambito di acquisizione tra quelli di seguito elencati: istituzioni scolastiche; centri di

formazione professionale; apprendistato; enti certificatori; attività lavorativa; autoformazione; accertamenti effettuati dalla

Commissione.

4 Indicare le eventuali integrazioni richieste ai fini di una proficua prosecuzione degli studi, ai sensi del DPR n. 257/2000.

5 Indicare le eventuali misure di accompagnamento che consentano allo studente disabile un proficuo inserimento.

6 Per gli esperti del mondo del lavoro e della formazione professionale, indicare il settore di appartenenza.

45

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere (1)

Modello B

MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

(DENOMINAZIONE DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA CHE RILASCIA IL CERTIFICATO)

CERTIFICATO DI RICONOSCIMENTO DEI CREDITI PER IL

PASSAGGIO AI CORSI DI ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE

(D.P.R. 12 luglio 2000, n.257, art. 6)

Rilasciato a

Cognome ………………………………… Nome …………………………………………

Luogo e data di nascita …………………………………………………….………………

ai fini del passaggio alla classe ................... dell’Istituto………………..…………………

……………………………………………………………………………………………..

Indirizzo (specificare l’indirizzo o la specializzazione) ………………………………….

…………………………………………………………………………….………………

IL PRESENTE CERTIFICATO HA VALIDITA’ NAZIONALE

46

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

LA COMMISSIONE ’

SULLA BASE DELLA DOCUMENTAZIONE PRESENTATA DALL INTERESSATO E DELLE VALUTAZIONI

EFFETTUATE

RICONOSCE I SEGUENTI CREDITI IN RELAZIONE ALLE COMPETENZE ESSENZIALI PER

LA PROSECUZIONE DEGLI STUDI (3)

CREDITI RICONOSCIUTI CON L’INDICAZIONE AMBITI DI ACQUISIZIONE

(2)

DELLE DISCIPLINE DI RIFERIMENTO

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

_______________________________________ _____________________________________

E ATTESTA

che il Sig. .................................................. ha le competenze per l’ammissione

- all’esame di qualifica dell’istituto professionale ……………………………………………………..

(indirizzo)

con un punteggio di ammissione di……./100

4

oppure ………………………………………………………………

- all’esame di Licenza di Maestro d’Arte

(indirizzo)

oppure per i giovani in situazione di handicap (articolo 104/92)

E ATTESTA

che il Sig. .................................................. ha le competenze riferite al Piano Educativo Individualizzato

differenziato per l’ammissione

- all’esame di qualifica dell’istituto professionale……………………………………………….……

(indirizzo)

con un punteggio di ammissione di……./100

4

oppure

- all’esame di licenza di Maestro d’Arte (ndirizzo

)………………………………………………….

>>>>>>>>>>

47

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

LA COMMISSIONE (5)

Cognome e Nome Firma Disciplina/Settore di appartenenza

...................................................... ....…….................... .....................................................

...................................................... ................……........ .....................................................

...................................................... ......................…….. .....................................................

...................................................... .....................……... .....................................................

....................................................... ....……................... .....................................................

....................................................... ..........……............. .....................................................

....................................................... ................……....... .....................................................

....................................................... ......................……. .....................................................

IL PRESIDENTE

Cognome e Nome Firma

....................................................... …………….......................……………

Luogo e data del rilascio …………………………………………………..

TIMBRO

1 Il presente modello è adottato per il riconoscimento dei crediti ai fini dei passaggi dal sistema della formazione professionale e

dall’apprendistato al sistema dell’istruzione per l’ammissione all’esame di qualifica presso gli istituti di istruzione professionale o

all’esame di licenza di maestro d’arte presso gli istituti d’arte.

2 Il riconoscimento è effettuato in relazione all’anno scolastico di inserimento deliberato dalla Commissione

3

Per ogni credito riconosciuto, indicare l’ambito di acquisizione tra quelli di seguito elencati: istituzioni scolastiche; centri di

formazione professionale; apprendistato; enti certificatori; attività lavorativa; autoformazione; accertamenti effettuati dalla

Commissione.

4 cancellare la voce che non interessa.

5 Per gli esperti del mondo del lavoro e della formazione professionale, indicare il settore di appartenenza.

48

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

ORDINANZA MINISTERIALE n. 87/04

Norme concernenti il passaggio dal sistema della formazione professionale e

dall’apprendistato al sistema dell’istruzione, ai sensi dell’art.68 della legge 17

maggio 1999, n.144

IL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA

VISTO l’art.68 della legge 17 maggio 1999, n.144, concernente l’obbligo di frequenza di attività formative

fino al diciottesimo anno di età;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 2000, n. 257, regolamento di attuazione dell’art.68

della legge n.144/1999;

VISTO il Decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297, recante il testo unico delle disposizioni vigenti in materia

di istruzione, ed, in particolare, l’art.205 ;

VISTA la legge 10 marzo 2000, n.62, recante norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo

studio e all’istruzione;

VISTO il Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n.112;

VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.445, recante il Testo Unico delle

disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa;

VISTA l’Ordinanza ministeriale 21 maggio 2001, n.90, contenente norme per lo svolgimento degli scrutini e

degli esami nelle scuole statali e non statali di istruzione elementare, media e di istruzione secondaria

superiore per l’anno 2000-2001;

VISTO il Decreto ministeriale n.86 del 3 dicembre 2004, adottato di concerto con il ministero del lavoro e

delle politiche sociali, con il quale sono stati approvati i modelli di “certificato di riconoscimento dei crediti”,

relativi al passaggio ai corsi di istruzione secondaria superiore;

SENTITA la Conferenza unificata nella seduta del 28 ottobre 2004;

ORDINA

Art.1

(Oggetto dell’ordinanza)

1. Il passaggio dal sistema della formazione professionale e dall’apprendistato al sistema dell’istruzione,

previsto dall’art 6 del D.P.R. n.257/2000, citato nella premessa, è disciplinato dalle norme della presente

Ordinanza, che modificano le norme dell’Ordinanza ministeriale 21 maggio 2001, n.90, riguardanti

l’accesso alle classi della scuola secondaria superiore attraverso esami di idoneità e integrativi, mentre

rimangono confermate le altre disposizioni della medesima ordinanza.

Art. 2

(Destinatari)

1. I giovani in età di obbligo formativo possono accedere, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R n.257/2000, ai diversi

anni dei corsi di istruzione secondaria superiore sulla base delle conoscenze, competenze e abilità

acquisite nel sistema della formazione professionale, nell’esercizio dell’apprendistato, per effetto di attività

lavorativa o per autoformazione, previa valutazione delle stesse da parte della commissione prevista nel

medesimo articolo 6. Detta commissione individua, inoltre, la classe nella quale gli interessati possono

essere proficuamente inseriti.

2. Per il passaggio al biennio terminale degli Istituti professionali e degli Istituti d’arte, così come disposto

dall’art.191, comma 6, del Testo Unico approvato con decreto legislativo 16/4/1994, n. 297, ai corsi

successivi alla qualifica professionale e alla licenza di maestro d’arte sono ammessi coloro che sono in

possesso del relativo diploma. Nei confronti dei giovani sprovvisti del diploma di qualifica professionale o

della licenza di maestro d’arte, la Commissione di cui al comma 1, delibera pertanto l’ammissione al

49

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

relativo esame di Stato previa valutazione dei crediti, secondo quanto stabilito nell’art 4, comma 8 della

presente ordinanza, e rilasciando apposita certificazione, ai sensi dell’art.5, comma 2, della stessa.

3. Gli esami di qualifica e di licenza di maestro d’arte, limitatamente ai destinatari della presente ordinanza,

possono svolgersi anche in corso d’anno, per documentati motivi valutati dalla commissione di cui al

comma 1.

4. Ai fini di far conseguire più alti livelli di istruzione al maggior numero di persone, sono destinatari della

presente ordinanza anche coloro che abbiano compiuto i 18 anni di età.

Art. 3

(Domanda di passaggio)

1. I giovani di cui al precedente art.2, ai fini dell’accesso al sistema dell’istruzione, presentano apposita

domanda all’istituto prescelto, allegando la documentazione ritenuta utile per la valutazione, da parte

della Commissione di cui all’art.4, delle competenze, conoscenze e abilità possedute.

2. Le istituzioni scolastiche predispongono un modello di domanda coerente con il modello di certificazione

di cui all’articolo 5.

3. La Commissione può chiedere l’integrazione della documentazione presentata.

4. Per la presentazione della documentazione valgono le norme del D.P.R.n.445/2000.

Art. 4

(Commissioni)

1. All’inizio di ciascun anno scolastico ovvero ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità, è costituita, Ai sensi

del D.P.R.n.257/2000, art. 6, comma 1, presso la singola istituzione scolastica di istruzione secondaria

superiore interessata o, in caso di costituzione di rete di scuole, presso l’istituzione a tal fine designata

d’intesa tra le scuole aderenti alla rete, un’apposita commissione che, sulla base della documentazione

presentata, in relazione all’indirizzo di studi valuta le competenze e le abilità acquisite dai giovani di cui

all’art. 2, riconosce e attesta i relativi crediti, individua la classe alla quale gli interessati possono chiedere

l’iscrizione e, nei casi di cui all’art.2, comma 2, ammette gli interessati agli esami di Stato di qualifica

professionale o di licenza di maestro d’arte.

2. La Commissione è composta da docenti designati dal collegio dei docenti in relazione alle valutazioni da

effettuare. In caso di costituzione di rete di scuole, la Commissione è composta da docenti designati dai

collegi dei docenti delle scuole facenti parte della rete. Della commissione fanno parte inoltre, per le

funzioni di cui all’articolo 6, comma 1, del D.P.R. n.257/2000, esperti del mondo del lavoro e della

formazione professionale tratti da elenchi predisposti dall’amministrazione regionale o, in caso di

attribuzione di funzioni in materia di formazione professionale a norma del decreto legislativo 31/3/1998,

n.112, art. 143, comma 2, dall’amministrazione provinciale.

3. Il dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni fornite dai docenti facenti parte della Commissione circa

la documentazione da esaminare, nomina gli esperti di cui al comma 2. Gli esperti in questione sono

considerati commissari a pieno titolo.

4. La commissione è costituita con provvedimento del dirigente scolastico dell’istituto interessato ovvero con

provvedimento del dirigente della istituzione scolastica della rete designata d’intesa tra le scuole aderenti

alla rete stessa.

5. La composizione della commissione può essere variata nel corso dell’anno in relazione alle valutazioni da

effettuare.

6. La commissione nomina un presidente tra i componenti designati dal collegio dei docenti.

7. Il presidente della commissione sceglie un componente quale segretario con compiti di verbalizzazione

dei lavori collegiali.

8. La valutazione dei crediti va effettuata sulla base di criteri preventivamente adottati dalla Commissione in

relazione agli obiettivi educativi e formativi del tipo di corso a cui il giovane aspira di essere inserito,

valorizzando la coerenza con la qualifica professionale posseduta. Ai fini della prosecuzione degli studi nel

IV anno degli Istituti secondari superiori, le istituzioni scolastiche, nell’ambito della loro autonomia,

adottano misure idonee ad assistere il rientro scolastico dei giovani che abbiano conseguito una qualifica

professionale a conclusione dei percorsi sperimentali di cui all’Accordo del 19 giugno 2003.

Art. 5

(Certificazione)

1. La certificazione, di cui al modello A) approvato con D.M.n. 86 , citato in premessa, contiene l’indicazione

del possesso da parte del giovane delle competenze essenziali per l’ammissione alla classe che la

commissione ha individuato sulla base dei crediti riconosciuti e degli eventuali accertamenti effettuati. La

certificazione contiene, altresì, l’indicazione della necessità dell’eventuale integrazione della preparazione

posseduta dal giovane da effettuarsi, anche mediante la frequenza di corsi di recupero, nel primo anno

50

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

di inserimento. L’integrazione riguarda competenze il cui raggiungimento non pregiudica, a giudizio della

Commissione, l’inserimento nella classe individuata dalla Commissione stessa.

2. La certificazione, di cui al modello B) approvato con D.M.n. 86, citato in premessa, contiene l’indicazione

dell’ammissione agli esami di qualifica o agli esami di licenza di maestro d’arte, anche presso altri istituti

del medesimo indirizzo. L’ammissione agli esami di qualifica è accompagnata da un voto, espresso in

centesimi, equivalente allo scrutinio finale di ammissione previsto dall’art. 27, comma 6 dell’O.M. n.

90/2001.

3. Per le prove di esame di qualifica valgono le norme indicate nel citato art. 27 dell’O.M. n.90/2001.

4. I certificati di cui al primo comma hanno valore soltanto ai fini dell’iscrizione alla classe per cui sono stati

rilasciati, anche presso altre istituzioni scolastiche dello stesso indirizzo.

Art.6

(Giovani in situazione di handicap)

1. Per i giovani in situazione di handicap che presentano attestazioni di percorsi in base ad un Piano

Educativo Individualizzato differenziato viene rilasciata la certificazione secondo le indicazioni specifiche

contenute nei citati modelli A) e B).

2. La commissione, al fine della predisposizione degli eventuali accertamenti di cui all’art.5, primo comma,

tiene conto della situazione documentata di handicap degli interessati, anche con l’uso di particolari

strumenti didattici individuati dalla Commissione.

3. Ai fini di cui al secondo comma, la Commissione può avvalersi di personale esperto, nominato dal

Dirigente scolastico. Art.7

(Iscrizioni e frequenza)

1. Per l’iscrizione e la frequenza dei giovani di cui alla presente ordinanza ministeriale si fa rinvio alle norme

vigenti in materia. Il dirigente scolastico, sentito il consiglio di classe, valuta la possibilità di iscrizione alla

classe indicata nella certificazione anche in corso d’anno.

La presente Ordinanza è soggetta ai controlli di legge.

IL MINISTRO

Letizia Moratti

Roma, 3 dicembre 2004 51

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 76

"Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione,

a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n. 53"

Gazzetta Ufficiale

pubblicato nella n. 103 del 5 maggio 2005

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 33, 34, 76, 87 e 117 della Costituzione;

Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante delega al Governo per la definizione delle norme generali

sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale ed in

i) , l'articolo 2, comma 1, e l'articolo 7, comma 1;

particolare l'articolo 1, commi 1, 2 e 3, lettera

Visto il decreto-legge 9 novembre 2004, n. 266, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,

n. 306, ed in particolare l'articolo 3, che ha prorogato di sei mesi il termine di cui all'articolo 1, comma 1,

della predetta legge n. 53 del 2003;

Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;

Vista la legge 14 febbraio 2003, n. 30;

Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276; b)

Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350, ed in particolare l'articolo 3, comma 92, lettera ;

Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni;

Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62;

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, ed in particolare l'articolo 21;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e successive modificazioni;

Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 maggio 2004;

Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.

281, sugli articoli 1, 2, 3, 6 comma 2, 7, 8, 9 e 10 espresso nella seduta del 14 ottobre 2004;

Considerato che, nella seduta del 14 ottobre 2004, la predetta Conferenza unificata ha espresso la mancata

intesa sugli articoli 4, 5 e 6, comma 1;

Ritenuto necessario, al fine di dare concreta attuazione alla delega prevista dalla legge 28 marzo 2003, n.

53, attivare la procedura di cui all'articolo 3, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'11 novembre 2004;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati, espressi in data 19 gennaio 2005 e

2 febbraio 2005, e del Senato della Repubblica, espressi in data 26 gennaio 2005 e 2 febbraio 2005;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 marzo 2005;

Su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la funzione pubblica, con il Ministro del lavoro e delle

politiche sociali e con il Ministro per gli affari regionali;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Diritto-dovere all'istruzione e alla formazione

1. La Repubblica promuove l'apprendimento in tutto l'arco della vita e assicura a tutti pari opportunità di

raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacità e le competenze, attraverso conoscenze e

52

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

abilità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella

vita sociale e nel mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensioni locali, nazionale ed europea.

2. L'obbligo scolastico di cui all'articolo 34 della Costituzione, nonche' l'obbligo formativo, introdotto

dall'articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, sono ridefiniti ed ampliati,

secondo quanto previsto dal presente articolo, come diritto all'istruzione e formazione e correlativo

dovere.

3. La Repubblica assicura a tutti il diritto all'istruzione e alla formazione, per almeno dodici anni o,

comunque, sino al conseguimento di una qualifica di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di

età. Tale diritto si realizza nelle istituzioni del primo e del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione

e di formazione, costituite dalle istituzioni scolastiche e dalle istituzioni formative accreditate dalle regioni

e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, anche attraverso l'apprendistato di cui all'articolo 48

del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ivi comprese le scuole paritarie riconosciute ai sensi

della legge 10 marzo 2000, n. 62, secondo livelli essenziali di prestazione definiti a norma dell'articolo

m) , della Costituzione.

117, secondo comma, lettera

4. I genitori, o chi ne fa le veci, che intendano provvedere privatamente o direttamente all'istruzione dei

propri figli, ai fini dell'esercizio del diritto-dovere, devono dimostrare di averne la capacità tecnica o

economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni

controlli.

5. Nelle istituzioni scolastiche statali la fruizione del diritto di cui al comma 3 non e' soggetta a tasse di

iscrizione e di frequenza.

6. La fruizione dell'offerta di istruzione e di formazione come previsto dal presente decreto costituisce per

tutti ivi compresi, ai sensi dell'articolo 38 del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina

dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n.

286, i minori stranieri presenti nel territorio dello Stato, oltre che un diritto soggettivo, un dovere sociale

ai sensi dell'articolo 4, secondo comma, della Costituzione, sanzionato come previsto dall'articolo 5.

7. La Repubblica garantisce, attraverso adeguati interventi, l'integrazione nel sistema educativo di istruzione

e formazione delle persone in situazione di handicap, a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e

successive modificazioni.

8. L'attuazione del diritto e del correlativo dovere di cui al presente articolo si realizza con le gradualità e

modalità previste dall'articolo 6. Art. 2.

Realizzazione del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione

1. Il diritto-dovere ha inizio con l'iscrizione alla prima classe della scuola primaria, secondo quanto previsto

dal decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, fatta salva la possibilità di frequenza della scuola

dell'infanzia di cui al medesimo decreto legislativo.

2. Le scuole secondarie di primo grado organizzano, in raccordo con le istituzioni del sistema educativo di

istruzione e formazione del secondo ciclo ed i competenti servizi territoriali, iniziative di orientamento ai

fini della scelta dei percorsi educativi del secondo ciclo, sulla base dei percorsi di ciascun allievo,

personalizzati e documentati.

3. I giovani che hanno conseguito il titolo conclusivo del primo ciclo sono iscritti ad un istituto del sistema

dei licei o del sistema di istruzione e formazione professionale di cui all'articolo 1, comma 3, fino al

conseguimento del diploma liceale o di un titolo o di una qualifica professionale di durata almeno

triennale entro il diciottesimo anno di età, fatto salvo il limite di frequentabilità delle singole classi ai sensi

dell'articolo 192, comma 4, del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, nonche' quello derivante dalla

contrazione di una ferma volontaria nelle carriere iniziali delle Forze armate, compresa l'Arma dei

carabinieri.

4. Ai fini di cui al comma 3, l'iscrizione e' effettuata presso le istituzioni del sistema dei licei o presso quelle

del sistema di istruzione e formazione professionale che realizzano profili educativi, culturali e

professionali, ai quali conseguono titoli e qualifiche professionali di differente livello, valevoli su tutto il

53

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

territorio nazionale e spendibili nell'Unione europea, se rispondenti ai livelli essenziali di prestazione

c)

definiti ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera , della legge 28 marzo 2003, n. 53, e secondo le norme

c)

regolamentari di cui all'articolo 7, comma 1, lettera , della legge medesima.

5. All'attuazione del diritto-dovere concorrono gli alunni, le loro famiglie, le istituzioni scolastiche e

formative, nonche' i soggetti che assumono con il contratto di apprendistato, di cui all'articolo 48 del

f) , del

decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, ed il tutore aziendale di cui al comma 4, lettera

predetto articolo, condividendo l'obiettivo della crescita e valorizzazione della persona umana secondo

percorsi formativi rispondenti alle attitudini di ciascuno e finalizzati al pieno successo formativo.

Art. 3.

Sistema nazionale delle anagrafi degli studenti

1. Ai fini di cui agli articoli 1 e 2, e nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.

196, l'anagrafe nazionale degli studenti presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca opera

il trattamento dei dati sui percorsi scolastici, formativi e in apprendistato dei singoli studenti a partire dal

primo anno della scuola primaria, avvalendosi delle dotazioni umane e strumentali del medesimo Ministero.

2. Le anagrafi regionali per l'obbligo formativo, già costituite ai sensi dell'articolo 68 della legge 17 maggio

1999, n. 144, e successive modificazioni, sono trasformate in anagrafi regionali degli studenti, che

contengono i dati sui percorsi scolastici, formativi e in apprendistato dei singoli studenti a partire dal primo

anno della scuola primaria.

3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano l'integrazione delle anagrafi regionali

degli studenti con le anagrafi comunali della popolazione, anche in relazione a quanto previsto dagli articoli 4

e 5 del presente decreto, nonche' il coordinamento con le funzioni svolte dalle Province attraverso i servizi

per l'impiego in materia di orientamento, informazione e tutorato.

4. Con apposito accordo tra il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, il Ministero del lavoro e

delle politiche sociali, in sede di Conferenza unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e'

assicurata l'integrazione delle anagrafi di cui ai commi 1, 2 e 3 nel Sistema nazionale delle anagrafi degli

studenti. Ai predetti fini si provvede a:

a) definire gli standard tecnici per lo scambio dei flussi informativi;

b) assicurare l'interoperabilità delle anagrafi;

c) definire l'insieme delle informazioni che permettano la tracciabilità dei percorsi scolastici e formativi dei

singoli studenti.

5. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 4.

Azioni per il successo formativo e la prevenzione degli abbandoni

1. Il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle

politiche sociali, adotta, previa intesa con la Conferenza unificata a norma del decreto legislativo 28 agosto

1997, n. 281, linee guida per la realizzazione di piani di intervento per l'orientamento, la prevenzione ed il

recupero degli abbandoni, al fine di assicurare la piena realizzazione del diritto-dovere all'istruzione ed alla

formazione, nel rispetto delle competenze attribuite alla regione e agli enti locali per tali attività e per la

programmazione dei servizi scolastici e formativi.

2. Nell'ambito della programmazione regionale e nel rispetto del quadro normativo delle singole regioni, le

scuole secondarie di primo grado possono organizzare, in raccordo con le istituzioni del sistema educativo di

istruzione e formazione del secondo ciclo ed i servizi territoriali previste dalle regioni stesse, iniziative di

orientamento e azioni formative volte a garantire il conseguimento del titolo conclusivo del primo ciclo di

istruzione, anche ad integrazione con altri sistemi. Art. 5.

Vigilanza sull'assolvimento del diritto-dovere e sanzioni

1. Responsabili dell'adempimento del dovere di istruzione e formazione sono i genitori dei minori o coloro

che a qualsiasi titolo ne facciano le veci, che sono tenuti ad iscriverli alle istituzioni scolastiche o formative.

2. Alla vigilanza sull'adempimento del dovere di istruzione e formazione, anche sulla base dei dati forniti

dalle anagrafi degli studenti di cui all'articolo 3, così come previsto dal presente decreto, provvedono:

54

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

a) il comune, ove hanno la residenza i giovani che sono soggetti al predetto dovere;

b) il dirigente dell'istituzione scolastica o il responsabile dell'istituzione formativa presso la quale sono iscritti

ovvero abbiano fatto richiesta di iscrizione gli studenti tenuti ad assolvere al predetto dovere;

c) la provincia, attraverso i servizi per l'impiego in relazione alle funzioni di loro competenza a livello

territoriale;

d) i soggetti che assumono, con il contratto di apprendistato di cui all'articolo 48 del decreto legislativo 10

settembre 2003, n. 276, i giovani tenuti all'assolvimento del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione,

f)

nonche' il tutore aziendale di cui al comma 4, lettera , del predetto articolo, e i soggetti competenti allo

svolgimento delle funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di lavoro, di cui al decreto legislativo

23 aprile 2004, n. 124.

3. In caso di mancato adempimento del dovere di istruzione e formazione si applicano a carico dei

responsabili le sanzioni relative al mancato assolvimento dell'obbligo scolastico previsto dalle norme

previgenti. Art. 6.

Gradualità dell'attuazione del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione

1. In attesa dell'emanazione dei decreti legislativi inerenti al secondo ciclo di istruzione e di istruzione e

formazione professionale, dall'anno scolastico 2005-2006, l'iscrizione e la frequenza gratuite di cui all'articolo

1, comma 5, ricomprendono i primi due anni degli istituti secondari superiori e dei percorsi sperimentali di

istruzione e formazione professionale, realizzati sulla base dell'accordo in sede di Conferenza unificata del 19

giugno 2003.

2. Alla completa attuazione del diritto-dovere all'istruzione e formazione, come previsto dall'articolo 1, si

g) h) i)

, e , della legge 28 marzo 2003,

provvede attraverso i decreti attuativi dell'articolo 2, comma 1, lettere

n. 53, adottati ai sensi dell'articolo 1 della stessa legge, nel rispetto delle modalità di copertura finanziaria

definite dall'articolo 7, comma 8, della predetta legge.

3. Fino alla completa attuazione del diritto-dovere come previsto al comma 2 continua ad applicarsi l'articolo

68, comma 4, della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, che si intende riferito

all'obbligo formativo come ridefinito dall'articolo 1 del presente decreto.

4. Al fine di sostenere l'attuazione del diritto-dovere all'istruzione e formazione nei percorsi sperimentali di

cui al comma 1, le risorse statali destinate annualmente a tale scopo sono attribuite alle regioni con apposito

accordo in Conferenza unificata, tenendo anche conto dell'incremento delle iscrizioni ai predetti percorsi, da

computarsi a partire dall'anno scolastico 2002/2003.

5. In attesa della definizione dei livelli essenziali di prestazione, di cui all'articolo 1, comma 3, le strutture

sedi dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al comma 1 sono accreditate dalle regioni e

dalle province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base di quanto previsto dal decreto del Ministro del

Gazzetta Ufficiale

lavoro e della previdenza sociale 25 maggio 2001, n. 166, pubblicato nella n. 162 del 14

luglio 2001. Art. 7.

Monitoraggio

1. Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali,

avvalendosi dell'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), dell'Istituto

nazionale di documentazione per l'innovazione e la ricerca educativa (INDIRE) e dell'Istituto nazionale per la

valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI) effettuano annualmente il

monitoraggio sullo stato di attuazione del presente decreto e, a partire dall'anno successivo a quello della

sua entrata in vigore, comunicandone i risultati alla Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

2. A norma dell'articolo 7, comma 3, della legge 28 marzo 2003, n. 53, anche con riferimento ai risultati del

monitoraggio di cui al comma 1, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca presenta ogni tre

anni al Parlamento una relazione sul sistema educativo di istruzione e formazione professionale.

Art. 8.

Disposizioni particolari per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di

Bolzano

55

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di

Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti ed alle relative norme di attuazione, nonche' alla legge

costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Art. 9.

Norma di copertura finanziaria

1. All'onere derivante dall'articolo 6, comma 1, pari a 11.888.000 euro per l'anno 2005 ed a 15.815.000 euro

a decorrere dall'anno 2006, si provvede con quota parte della spesa autorizzata dall'articolo 3, comma 92,

della legge 24 dicembre 2003, n. 350, come rifinanziato dall'articolo 1, comma 130, della legge 30 dicembre

2004, n. 311. 56

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77

"Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro, a norma

dell'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53"

Gazzetta Ufficiale

pubblicato nella n. 103 del 5 maggio 2005

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;

Vista la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante delega al Governo per la definizione delle norme generali

sull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, ed in

particolare, l'articolo 4 che prevede l'emanazione di un apposito decreto legislativo per la definizione delle

norme generali in materia di alternanza scuola-lavoro;

Vista la legge 20 marzo 2000, n. 62, recante norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo

studio e all'istruzione;

Vista la legge 14 febbraio 2003, n. 30, recante delega al Governo in materia di occupazione e del mercato

del lavoro;

Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276;

Visto il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni;

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, ed in particolare l'articolo 21;

Vista la legge 24 giugno 1997, n. 196, che fissa norme in materia di promozione dell'occupazione;

Visto il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 21 maggio 2004;

Sentite le Associazioni maggiormente rappresentative dei datori di lavoro;

Considerato che, nella seduta del 14 ottobre 2004, la Conferenza unificata, di cui al decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, ha espresso la mancata intesa;

Ritenuto necessario, al fine di dare concreta attuazione alla delega prevista dalla legge 28 marzo 2003, n.

53, attivare la procedura di cui all'articolo 3, comma 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell'11 novembre 2004;

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati, resi in data 9 e 16 febbraio 2005,

e del Senato della Repubblica, espressi in data 9 e 23 febbraio 2005;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 marzo 2005;

Su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro delle attività

produttive, con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e

con il Ministro per la funzione pubblica; E m a n a

il seguente decreto legislativo:

Art. 1.

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto disciplina l'alternanza scuola-lavoro, di seguito denominata: «alternanza», come

modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei, sia nel sistema dell'istruzione e

della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di

competenze spendibili nel mercato del lavoro. Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età,

salva restando la possibilità di espletamento del diritto-dovere con il contratto di apprendistato ai sensi

dell'articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, possono presentare la richiesta di svolgere,

con la predetta modalità e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, l'intera formazione dai 15 ai

57

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

18 anni o parte di essa, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità

dell'istituzione scolastica o formativa.

2. I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell'istituzione

scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di

rappresentanza, o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con gli enti pubblici e

privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in

situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro. Le istituzioni scolastiche e

formative, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, destinano specifiche risorse alle attività di

progettazione dei percorsi in alternanza scuola-lavoro.

3. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle scuole, enti e istituti di formazione e

istruzione militare. Art. 2.

Finalità dell'alternanza

1. Nell'ambito del sistema dei licei e del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, la modalità

di apprendimento in alternanza, quale opzione formativa rispondente ai bisogni individuali di istruzione e

formazione dei giovani, persegue le seguenti finalità:

a) attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto

agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con

l'esperienza pratica;

b) arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze

spendibili anche nel mercato del lavoro;

c) favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di

apprendimento individuali;

d) realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la

società civile, che consenta la partecipazione attiva dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, nei processi

formativi;

e) correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.

Art. 3.

Realizzazione dei percorsi in alternanza

1. Ferme restando le competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia

di programmazione territoriale dell'offerta formativa, le istituzioni scolastiche o formative, singolarmente o in

rete, stipulano, nei limiti degli importi allo scopo annualmente assegnati nell'ambito delle risorse di cui

all'articolo 9, comma 1, apposite convenzioni, a titolo gratuito, con i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2,

secondo quanto previsto ai commi 2 e 3 del presente articolo.

2. Ai fini dello sviluppo, nelle diverse realtà territoriali, dei percorsi di cui all'articolo 1 che rispondano a criteri

di qualità sotto il profilo educativo ed ai fini del monitoraggio e della valutazione dell'alternanza scuola

lavoro, nonche' ai fini di cui al comma 3, e' istituito, a livello nazionale, il Comitato per il monitoraggio e la

valutazione dell'alternanza scuola-lavoro, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della

ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e con il Ministro delle attività produttive,

previa intesa in sede di Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.

28l. Il Comitato e' istituito assicurando la rappresentanza dei soggetti istituzionali interessati, delle camere di

commercio, industria, artigianato e agricoltura e delle rappresentanze dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Per la valutazione dei percorsi il Comitato si coordina con l'Istituto nazionale di valutazione del sistema

dell'istruzione (INVALSI), di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286.

3. Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sulla base delle indicazioni del comitato di cui al comma 2, sono definiti:

a) i criteri generali cui le convenzioni devono fare riferimento;

b) le risorse finanziarie annualmente assegnate alla realizzazione dell'alternanza ed i criteri e le modalità di

ripartizione delle stesse, al fine di contenere la spesa entro i limiti delle risorse disponibili;

c) i requisiti che i soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, devono possedere per contribuire a realizzare i

percorsi in alternanza, con particolare riferimento all'osservanza delle norme vigenti in materia di sicurezza

nei luoghi di lavoro e di ambiente ed all'apporto formativo nei confronti degli studenti ed al livello di

innovazione dei processi produttivi e dei prodotti; 58

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

d) le modalità per promuovere a livello nazionale il confronto fra le diverse esperienze territoriali e per

assicurare il perseguimento delle finalità di cui al comma 2;

e) il modello di certificazione per la spendibilità a livello nazionale delle competenze e per il riconoscimento

dei crediti di cui all'articolo 6.

4. Le convenzioni di cui al comma 1, in relazione al progetto formativo, regolano i rapporti e le responsabilità

dei diversi soggetti coinvolti nei percorsi in alternanza, ivi compresi gli aspetti relativi alla tutela della salute e

della sicurezza dei partecipanti. Art. 4.

Organizzazione dei percorsi in alternanza

1. I percorsi in alternanza hanno una struttura flessibile e si articolano in periodi di formazione in aula e in

periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, che le istituzioni scolastiche e formative progettano

e attuano sulla base delle convenzioni di cui all'articolo 3.

2. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro fanno parte integrante dei percorsi formativi

personalizzati, volti alla realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi e degli

obiettivi generali e specifici di apprendimento stabiliti a livello nazionale e regionale.

3. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono articolati secondo criteri di gradualità e

progressività che rispettino lo sviluppo personale, culturale e professionale degli studenti in relazione alla

loro età, e sono dimensionati tenendo conto degli obiettivi formativi dei diversi percorsi del sistema dei licei e

del sistema dell'istruzione e della formazione professionale, nonche' sulla base delle capacità di accoglienza

dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2.

4. Nell'ambito dell'orario complessivo annuale dei piani di studio, i periodi di apprendimento mediante

esperienze di lavoro, previsti nel progetto educativo personalizzato relativo al percorso scolastico o

formativo, possono essere svolti anche in periodi diversi da quelli fissati dal calendario delle lezioni.

5. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono dimensionati, per i soggetti disabili, in

modo da promuoverne l'autonomia anche ai fini dell'inserimento nel mondo del lavoro.

6. I percorsi in alternanza sono definiti e programmati all'interno del piano dell'offerta formativa e sono

proposti alle famiglie e agli studenti in tempi e con modalità idonei a garantirne la piena fruizione.

Art. 5.

Funzione tutoriale

1. Nei percorsi in alternanza la funzione tutoriale e' preordinata alla promozione delle competenze degli

studenti ed al raccordo tra l'istituzione scolastica o formativa, il mondo del lavoro e il territorio. La funzione

tutoriale personalizzata per gli studenti in alternanza e' svolta dal docente tutor interno di cui al comma 2 e

dal tutor esterno di cui al comma 3.

2. Il docente tutor interno, designato dall'istituzione scolastica o formativa tra coloro che, avendone fatto

richiesta, possiedono titoli documentabili e certificabili, svolge il ruolo di assistenza e guida degli studenti che

seguono percorsi in alternanza e verifica, con la collaborazione del tutor esterno di cui al comma 3, il

corretto svolgimento del percorso in alternanza.

3. Il tutor formativo esterno, designato dai soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, disponibili ad accogliere gli

studenti, favorisce l'inserimento dello studente nel contesto operativo, lo assiste nel percorso di formazione

sul lavoro e fornisce all'istituzione scolastica o formativa ogni elemento atto a verificare e valutare le attività

dello studente e l'efficacia dei processi formativi. Lo svolgimento dei predetti compiti non deve comportare

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

4. I compiti svolti dal tutor interno di cui al comma 2 sono riconosciuti nel quadro della valorizzazione della

professionalità del personale docente.

5. Ai fini di un costruttivo raccordo tra l'attività di formazione svolta nella scuola e quella realizzata in

azienda, sono previsti interventi di formazione in servizio, anche congiunta, destinati prioritariamente al

docente tutor interno ed al tutor esterno. 59

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Art. 6.

Valutazione, certificazione e riconoscimento dei crediti

1. I percorsi in alternanza sono oggetto di verifica e valutazione da parte dell'istituzione scolastica o

formativa.

2. Fermo restando quanto previsto all'articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53, e dalle norme vigenti in

materia, l'istituzione scolastica o formativa, tenuto conto delle indicazioni fornite dal tutor formativo esterno,

valuta gli apprendimenti degli studenti in alternanza e certifica, sulla base del modello di cui all'articolo 3,

e)

comma 3, lettera , le competenze da essi acquisite, che costituiscono crediti, sia ai fini della prosecuzione

del percorso scolastico o formativo per il conseguimento del diploma o della qualifica, sia per gli eventuali

passaggi tra i sistemi, ivi compresa l'eventuale transizione nei percorsi di apprendistato.

3. La valutazione e la certificazione delle competenze acquisite dai disabili che frequentano i percorsi in

alternanza sono effettuate a norma della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con l'obiettivo prioritario di

riconoscerne e valorizzarne il potenziale, anche ai fini dell'occupabilità.

4. Le istituzioni scolastiche o formative rilasciano, a conclusione dei percorsi in alternanza, in aggiunta alla

a)

certificazione prevista dall'articolo 3, comma 1, lettera , della legge n. 53 del 2003, una certificazione

relativa alle competenze acquisite nei periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro.

Art. 7.

Percorsi integrati

1. Le istituzioni scolastiche, a domanda degli interessati e d'intesa con le regioni, nell'ambito dell'alternanza

scuola-lavoro, possono collegarsi con il sistema dell'istruzione e della formazione professionale per la

frequenza, negli istituti d'istruzione e formazione professionale, di corsi integrati, attuativi di piani di studio,

progettati d'intesa tra i due sistemi e realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi.

Art. 8.

Disposizioni particolari per le regioni a statuto speciale e per le province autonome di Trento e

di Bolzano

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di

Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti ed alle relative norme di attuazione, nonche' alla legge

costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Art. 9.

Risorse

1. All'onere derivante dall'attuazione degli interventi del presente decreto nel sistema dell'istruzione, nel

limite massimo di 10 milioni di euro per l'anno 2005 e di 30 milioni di euro a decorrere dall'anno 2006, si

provvede a valere sull'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge 18 dicembre 1997, n. 440, come

C

determinata dalla tabella , allegata alla legge 30 dicembre 2004, n. 311.

2. Nell'ambito delle risorse di cui al comma 1, per il funzionamento del Comitato per il monitoraggio e la

valutazione dell'alternanza scuola-lavoro di cui all'articolo 3, comma 2, e' autorizzata la spesa annua di

15.500 euro.

3. Per la realizzazione degli interventi di cui al presente decreto nel sistema dell'istruzione e formazione

professionale concorrono, nella percentuale stabilita nella programmazione regionale, le risorse destinate ai

a)

percorsi di formazione professionale a valere sugli stanziamenti previsti dall'articolo 68, comma 4, lettera ,

della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni.

Art. 10.

Coordinamento delle competenze

1. Con appositi accordi in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, si provvede al coordinamento delle rispettive competenze ed allo svolgimento di attività

di interesse comune nella realizzazione dell'alternanza.

Art. 11.

Disciplina transitoria

60

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere g)

1. Fino all'emanazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera , della legge 28 marzo

2003, n. 53, i percorsi in alternanza di cui all'articolo 1 possono essere realizzati negli istituti di istruzione

secondaria superiore secondo l'ordinamento vigente.

2. Fino all'emanazione dei decreti legislativi di cui al comma 1, le regioni e le province autonome definiscono

le modalità per l'attuazione di eventuali sperimentazioni di percorsi in alternanza nell'ambito del sistema di

formazione professionale. 61

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226

Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni sul secondo

ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ai sensi della legge 28 marzo

2003, n.53.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VISTI gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;

VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante: “Delega al Governo per la definizione delle norme generali

sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”, in

particolare gli articoli 1,2,3 e 7;

VISTO il decreto legislativo 19 febbraio 2004 n.59 recante “Definizione delle norme generali relative alla

scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, a norma dell’articolo 1 della legge 28 marzo 2003, n.53”;

VISTO il decreto legislativo 19 novembre 2004, n.286 concernente “Istituzione del servizio nazionale di

valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché riordino dell’Istituto nazionale per la

valutazione del sistema dell’istruzione ai sensi della legge 28 marzo 2003, n.53”;

VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 recante “Definizione delle norme generali sul diritto-dovere

all’istruzione e alla formazione, a norma dell’articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo 2003,

n.53”;

VISTO il decreto legislativo 15 aprile 2005, n.77 recante “Definizione delle norme generali relative

all’alternanza scuola-lavoro, ai sensi dell’articolo 4 della legge 28 marzo 2003, n.53”;

VISTA la legge 27 dicembre 2004, n. 306 e, in particolare l’articolo 3, che ha prorogato di sei mesi il termine

di cui all’articolo 1, comma 1, della predetta legge n. 53 del 2003;

VISTA la legge 10 marzo 2000, n.62;

VISTA la legge 14 febbraio 2003, n.30;

VISTO il decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276 e successive modificazioni;

VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modificazioni;

VISTA la legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modificazioni e, in particolare, l’articolo 21;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275;

VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 27 maggio 2005;

ACQUISITO, in data 15 settembre 2005, il parere della Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto

legislativo 28 agosto 1997, n.281;

ACQUISITI i pareri delle Commissioni V^ (Programmazione economica, Bilancio)e VII^ (Istruzione pubblica,

Beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport) del Senato della Repubblica espressi, rispettivamente,

l’11 ottobre 2005 e il 28 settembre 2005, e delle Commissioni V^ (Bilancio, tesoro e programmazione) e

VII^ (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei Deputati, espressi l’11 ottobre 2005;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 14

ottobre 2005; ;

Su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro

dell’economia e delle finanze, con il Ministro per la funzione pubblica e con il Ministro del lavoro e delle

politiche sociali; 62

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

E M A N A

il seguente decreto legislativo:

CAPO I

Secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione

Articolo 1

(Secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione)

1. Il secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione è costituito dal sistema dei licei e dal

sistema dell’istruzione e formazione professionale. Esso è il secondo grado in cui si realizza, in modo unitario,

il diritto-dovere all’istruzione e alla formazione di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76.

2. Lo Stato garantisce i livelli essenziali delle prestazioni del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione

.

e formazione

3. Nel secondo ciclo del sistema educativo si persegue la formazione intellettuale, spirituale e morale, anche

ispirata ai principi della Costituzione, lo sviluppo della coscienza storica e di appartenenza alla comunità

locale, alla collettività nazionale ed alla civiltà europea.

4. Tutte le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione sono dotate di autonomia didattica,

organizzativa, e di ricerca e sviluppo.

5. I percorsi liceali e i percorsi di istruzione e formazione professionale nei quali si realizza il diritto-dovere

all’istruzione e formazione sono di pari dignità e si propongono il fine comune di promuovere l’educazione

alla convivenza civile, la crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il saper

essere, il saper fare e l’agire, e la riflessione critica su di essi, nonché di incrementare l’autonoma capacità di

giudizio e l’esercizio della responsabilità personale e sociale curando anche l’acquisizione delle competenze e

l’ampliamento delle conoscenze, delle abilità, delle capacità e delle attitudini relative all’uso delle nuove

tecnologie e la padronanza di una lingua europea, oltre all’italiano e all’inglese, secondo il profilo educativo,

culturale e professionale di cui all’allegato A. Essi assicurano gli strumenti indispensabili per l’apprendimento

lungo tutto l’arco della vita. Essi, inoltre, perseguono le finalità e gli obiettivi specifici indicati ai Capi II e III.

6. Nei percorsi del secondo ciclo si realizza l’alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile

2005, n. 77.

7. Le istituzioni del sistema educativo di istruzione e formazione assicurano ed assistono, anche associandosi

tra loro, la possibilità di cambiare scelta tra i percorsi liceali e, all’interno di questi, tra gli indirizzi, ove

previsti, nonché di passare dai percorsi liceali a quelli dell’istruzione e formazione professionale e viceversa.

A tali fini le predette istituzioni adottano apposite iniziative didattiche, per consentire l’acquisizione di una

preparazione adeguata alla nuova scelta.

8. La frequenza, con esito positivo, di qualsiasi percorso o frazione di percorso formativo comporta

l’acquisizione di crediti certificati che possono essere fatti valere, anche ai fini della ripresa degli studi

eventualmente interrotti, nei passaggi tra i diversi percorsi di cui al comma 7. Le istituzioni del sistema

educativo di istruzione e formazione riconoscono inoltre, con specifiche certificazioni di competenza, le

esercitazioni pratiche, le esperienze formative, i tirocini di cui all’articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n.

196 e gli stage realizzati in Italia e all’estero anche con periodi di inserimento nelle realtà culturali, sociali,

produttive, professionali e dei servizi. Ai fini di quanto previsto nel presente comma sono validi anche i

crediti formativi acquisiti e le esperienze maturate sul lavoro, nell’ambito del contratto di apprendistato di cui

all’articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276.

9. Le modalità di valutazione dei crediti, ai fini dei passaggi tra i percorsi del sistema dei licei, sono definite

con le norme regolamentari adottate ai sensi dell’articolo 7, comma 1, lettera b) della legge 28 marzo 2003,

n.53.

10. Le corrispondenze e modalità di riconoscimento tra i crediti acquisiti nei percorsi liceali e i crediti acquisiti

nei percorsi di istruzione e formazione professionale ai fini dei passaggi dal sistema dei licei al sistema

dell’istruzione e formazione professionale e viceversa sono definite mediante accordi in sede di Conferenza

Stato-Regioni, recepiti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’istruzione,

dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

11. Sono riconosciuti i crediti formativi conseguiti nelle attività sportive svolte dallo studente presso

associazioni sportive. A tal fine sono promosse apposite convenzioni.

12. Al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione si accede a seguito del superamento

dell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione.

13. Tutti i titoli e le qualifiche a carattere professionalizzante sono di competenza delle Regioni e Province

autonome e vengono rilasciati esclusivamente dalle istituzioni scolastiche e formative del sistema d’istruzione

e formazione professionale. Essi hanno valore nazionale in quanto corrispondenti ai livelli essenziali di cui al

Capo III. 63

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

14. La continuità dei percorsi di istruzione e formazione professionale con quelli di cui all’articolo 69 della

legge 17 maggio 1999, n.144 e successive modificazioni è realizzata per il tramite di accordi in sede di

Conferenza Unificata ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 e successive modificazioni,

prevedendo anche il raccordo con i percorsi di cui al Capo II.

15. I percorsi del sistema dei licei e quelli del sistema di istruzione e formazione professionale possono

essere realizzati in un’unica sede, anche sulla base di apposite convenzioni tra le istituzioni scolastiche e

formative interessate. Ognuno dei percorsi di insegnamento-apprendimento ha una propria identità

ordinamentale e curricolare. I percorsi dei licei inoltre, ed in particolare di quelli articolati in indirizzi di cui

all’articolo 2, comma 8, possono raccordarsi con i percorsi di istruzione e formazione professionale

costituendo, insieme, un centro polivalente denominato “Campus” o “Polo formativo”. Le convenzioni

predette prevedono modalità di gestione e coordinamento delle attività che assicurino la rappresentanza

delle istituzioni scolastiche e formative interessate, delle associazioni imprenditoriali del settore economico e

tecnologico di riferimento e degli enti locali. All’attuazione del presente comma si provvede nell’ambito delle

risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la

finanza pubblica.

CAPO II

I percorsi liceali

Articolo 2

(Finalità e durata)

1. I percorsi liceali forniscono allo studente gli strumenti culturali e metodologici per una comprensione

approfondita ed elevata dei temi legati alla persona ed alla società nella realtà contemporanea, affinché egli

si ponga, con atteggiamento razionale, creativo, progettuale e critico, di fronte alle situazioni, ai suoi

fenomeni ed ai problemi che la investono, ed acquisisca la padronanza di conoscenze, competenze, abilità e

capacità, generali e specifiche, coerenti con le attitudini e le scelte personali, e le competenze adeguate

all’inserimento nella vita sociale e nel mondo del lavoro. In particolare i licei a indirizzi di cui agli articoli 4, 6

e 10 integrano le funzioni previste dal precedente periodo con una specifica funzione di preparazione

scientifica e professionale coerente con l’indirizzo di riferimento.

2. I percorsi liceali hanno durata quinquennale. Essi si sviluppano in due periodi biennali e in un quinto anno

che prioritariamente completa il percorso disciplinare e prevede altresì la maturazione di competenze

mediante l’approfondimento delle conoscenze e l’acquisizione di capacità e di abilità caratterizzanti il profilo

educativo, culturale e professionale del corso di studi.

3. I percorsi liceali realizzano il profilo educativo, culturale e professionale di cui all’allegato B, secondo le

indicazioni nazionali di cui agli allegati C, C/1, C/2, C/3, C/4, C/5, C/6, C/7 e C/8.

4. Nell’ambito dei percorsi liceali, d’intesa rispettivamente con le università, con le istituzioni dell’alta

formazione artistica, musicale e coreutica e con quelle ove si realizzano i percorsi di istruzione e formazione

tecnica superiore, sono stabilite, con riferimento all’ultimo anno del percorso di studi, specifiche modalità per

l’approfondimento delle conoscenze e delle abilità richieste per l’accesso ai corsi di studio universitari e

dell’alta formazione, rispetto ai quali i percorsi dei licei sono propedeutici, ed ai percorsi dell’istruzione e

formazione tecnica superiore, nonché per l’approfondimento delle conoscenze e delle abilità necessarie per

l’inserimento nel mondo del lavoro. L’approfondimento può essere realizzato anche nell’ambito dei percorsi di

alternanza scuola-lavoro di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77, nonché attraverso l’attivazione di

stage

moduli e di iniziative di studio-lavoro per progetti, di esperienze pratiche e di .

5. I percorsi dei licei si concludono con un esame di Stato il cui superamento costituisce titolo necessario per

l’accesso all’università ed agli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, fermo restando il

valore del titolo di studio a tutti gli altri effetti e competenze previsti all’ordinamento giuridico. L’ammissione

al quinto anno dà inoltre accesso all’istruzione e formazione tecnica superiore.

6. Il sistema dei licei comprende i licei artistico, classico, economico, linguistico, musicale e coreutico,

scientifico, tecnologico e delle scienze umane. Ciascuno di essi approfondisce la cultura liceale, definita al

comma 1, come previsto nei successivi articoli.

7. Nel liceo economico e nel liceo tecnologico è garantita la presenza di una consistente area di discipline e

attività tecnico-professionali tale da assicurare il perseguimento delle finalità e degli obiettivi inerenti alla

specificità dei licei medesimi.

8. I percorsi liceali artistico, economico e tecnologico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi

fabbisogni formativi.

9. Al superamento dell’esame di Stato conclusivo dei percorsi liceali di cui all’articolo 14 viene rilasciato il

titolo di diploma liceale, indicante la tipologia di liceo e l’eventuale indirizzo e settore.

64

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Articolo 3

(Attività educative e didattiche)

1. Al fine di garantire l’esercizio del diritto dovere di cui all’articolo 1, comma 1, l’orario annuale delle lezioni

nei percorsi liceali, comprensivo della quota riservata alle Regioni, alle istituzioni scolastiche autonome ed

all’insegnamento della religione cattolica in conformità all’Accordo che apporta modifiche al Concordato

Lateranense e al relativo Protocollo addizionale reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n. 121, ed alle

conseguenti intese, è articolato in attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, attività e

insegnamenti obbligatori di indirizzo, attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello studente, fatto salvo

quanto previsto dal comma 4, e attività e insegnamenti facoltativi, secondo quanto previsto agli articoli da 4

a 11.

2. Al fine di realizzare la personalizzazione del piano di studi sono organizzati, attraverso il piano dell’offerta

formativa e tenendo conto delle richieste delle famiglie e degli studenti, attività ed insegnamenti, coerenti

con il profilo educativo, culturale e professionale, secondo quanto previsto agli articoli da 4 a 11. La scelta di

tali attività ed insegnamenti è facoltativa ed opzionale per gli studenti e la loro frequenza è gratuita. Gli

studenti sono tenuti alla frequenza delle attività e degli insegnamenti prescelti. Le relative richieste sono

formulate all’atto dell’iscrizione. Al fine di ampliare e razionalizzare tale scelta, gli istituti possono, nella loro

autonomia, organizzarsi anche in rete. Gli istituti, nella loro autonomia, possono ripartire diversamente il

monte ore complessivo del quinquennio, relativo alle attività e insegnamenti facoltativi, definito dagli articoli

5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11 e incrementarlo nei limiti delle loro disponibilità di bilancio.

3. Nel quinto anno sono organizzati, nell’ambito delle attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello

studente, attività ed insegnamenti destinati ad approfondimenti disciplinari coerenti con la personalizzazione

dei percorsi e con le vocazioni manifestate per gli studi successivi di livello superiore, secondo quanto

previsto agli articoli da 4 a 11. Nel predetto anno è previsto inoltre, fatto salvo quanto stabilito

specificamente per il percorso del liceo linguistico dall’articolo 7, l’insegnamento, in lingua inglese, di una

disciplina non linguistica compresa nell’orario obbligatorio o nell’orario obbligatorio a scelta dello studente.

4. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di apprendimento previsti per le attività e insegnamenti

obbligatori, gli studenti sono tenuti ad utilizzare le ore a loro scelta per conseguire i livelli attesi dalle

indicazioni nazionali.

Articolo 4

(Liceo artistico)

1. Il percorso del liceo artistico approfondisce la cultura liceale attraverso la componente estetica come

principio di comprensione del reale. Fornisce allo studente le conoscenze, le competenze, le abilità e le

capacità necessarie per conoscere il patrimonio artistico e il suo contesto storico e culturale e per esprimere

la propria creatività e progettualità. Assicura la conoscenza dei codici della ricerca e della produzione artistica

e la padronanza dei linguaggi, delle metodologie e delle tecniche relative.

2. Il percorso del liceo artistico si articola, a partire dal secondo biennio, nei seguenti indirizzi:

a) arti figurative;

b) architettura, design, ambiente;

c) audiovisivo, multimedia, scenografia.

3. Gli indirizzi si caratterizzano per la presenza dei seguenti laboratori, nei quali lo studente sviluppa la

propria capacità progettuale: , ,

a) nel Laboratorio di figurazione dell’indirizzo Arti figurative lo studente acquisisce e sviluppa la padronanza

dei linguaggi delle arti figurative (disegno, pittura, modellazione plastica);

, ,

b) nel Laboratorio di progettazione dell’indirizzo Architettura, design, ambiente lo studente acquisisce la

padronanza di metodi di rappresentazione specifici della architettura, delle metodologie proprie del disegno

industriale e delle problematiche urbanistiche;

, ,

c) nel Laboratorio audiovisivo dell’indirizzo Audiovisivo, multimedia, scenografia lo studente acquisisce e

sviluppa la padronanza dei linguaggi e delle tecniche della comunicazione visiva, di quella audiovisiva,

multimediale e dell’allestimento scenico, di tipo tradizionale e innovativo.

4. L’orario annuale delle attività ed insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 1089 ore nel primo

biennio, 726 ore nel secondo biennio e 660 ore nel quinto anno per l’indirizzo di cui alla lettera a) del comma

2; 1089 ore nel primo biennio, 792 ore nel secondo biennio e 726 ore nel quinto anno per gli indirizzi di cui

alle lettere b) e c) del comma 2. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori di indirizzo è di 429

ore nel secondo biennio e nel quinto anno per l’indirizzo di cui alla lettera a) del comma 2, e di 363 ore nel

secondo biennio e nel quinto anno per gli indirizzi di cui alle lettere b) e c) del comma 2. L’orario annuale

65

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

delle attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello studente è di 99 ore per il primo ed il secondo biennio

e di 165 ore per il quinto anno, per tutti gli indirizzi.

Articolo 5

(Liceo classico)

1. Il percorso del liceo classico approfondisce la cultura liceale dal punto di vista della civiltà classica, e delle

conoscenze linguistiche, storiche e filosofiche, fornendo rigore metodologico, contenuti e sensibilità

all’interno di un quadro culturale di attenzione ai valori anche estetici, che offra gli strumenti necessari per

l’accesso qualificato ad ogni facoltà universitaria. Trasmette inoltre una solida formazione problematica e

critica idonea a leggere la realtà nella sua dimensione sincronica e diacronica.

2. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 924 ore nel primo

biennio, 957 ore nel secondo biennio e 858 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e

insegnamenti obbligatori a scelta dello studente è di 99 ore nel primo biennio, 66 ore nel secondo biennio e

99 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti facoltativi è di 33 ore nel primo anno,

66 ore nel secondo, nel terzo e nel quarto anno e 33 ore nel quinto anno.

Articolo 6

(Liceo economico

)

1. Il percorso del liceo economico approfondisce la cultura liceale dal punto di vista delle categorie

interpretative dell’azione personale e sociale messe a disposizione dagli studi economici e giuridici. Fornisce

allo studente le conoscenze, le competenze, le abilità e le capacità necessarie per conoscere forme e regole

economiche, sociali, istituzionali e giuridiche, individuando la interdipendenza tra i diversi fenomeni e

cogliendo i rapporti tra le dimensioni globale e locale. Assicura la padronanza di competenze sistematiche nel

campo dell’economia e della cultura dell’imprenditorialità.

2. Il percorso del liceo economico si articola, a partire dal secondo biennio, nei seguenti indirizzi:

a) economico-aziendale;

b) economico-istituzionale.

3. Nell’indirizzo economico-aziendale lo studente acquisisce in particolare, attraverso le attività e gli

insegnamenti obbligatori rimessi alla sua scelta, competenze organizzative, amministrative e gestionali. Tali

competenze possono essere orientate sui settori dei servizi, del credito, del turismo, delle produzioni agro-

alimentari e della moda, rimessi alla libera scelta dello studente e in relazione al tessuto economico, sociale e

produttivo del territorio.

4. Nell’indirizzo economico-istituzionale lo studente acquisisce in particolare, attraverso le attività e gli

insegnamenti obbligatori rimessi alla sua scelta, competenze economicogiuridico- istituzionali nelle

dimensioni locale, nazionale, europea e internazionale. Tali competenze possono essere orientate sui settori

della ricerca e dell’innovazione, internazionale, della finanza pubblica e della pubblica amministrazione,

rimessi alla libera scelta dello studente.

5. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 1.056 ore nel primo

biennio e 858 ore nel secondo biennio e nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti

obbligatori di indirizzo è di 198 ore nel secondo biennio e nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e

insegnamenti facoltativi è di 66 ore per ciascuno dei cinque anni di corso, elevate, nel secondo biennio e nel

.

quinto anno, a 99 ore per gli studenti che si avvalgono dei settori di cui al comma 3

Articolo 7

(Liceo linguistico)

1. Il percorso del liceo linguistico approfondisce la cultura liceale dal punto di vista della conoscenza

coordinata di più sistemi linguistici e culturali. Fornisce allo studente le conoscenze, le competenze, le abilità

e le capacità necessarie per conoscere, anche in un’ottica comparativa, le strutture e l’uso delle lingue, per

acquisire la padronanza comunicativa di tre lingue, oltre l’italiano, di cui almeno due dell’Unione europea, e

per rapportarsi in forma critica e dialettica alle altre culture.

2. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 924 ore nel primo

biennio, 957 nel secondo biennio e 858 nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti

obbligatori a scelta dello studente è di 99 ore nel primo biennio, 66 ore nel secondo biennio e 99 ore nel

quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti facoltativi è di 33 ore nel primo anno, 66 ore nel

secondo, nel terzo e nel quarto anno e 33 ore nel quinto anno.

3. Dal primo anno del secondo biennio è previsto l’insegnamento in lingua inglese di una disciplina non

linguistica, compresa nell’orario obbligatorio o nell’orario obbligatorio a scelta dello studente. Dal secondo

66

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

anno del secondo biennio è previsto inoltre l’insegnamento, nella seconda lingua comunitaria, di una

disciplina non linguistica, compresa nell’orario delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o

nell’orario delle attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello studente.

Articolo 8

(Liceo musicale e coreutico)

1. Il percorso del liceo musicale e coreutico, articolato nelle rispettive sezioni, approfondisce la cultura liceale

dal punto di vista musicale o coreutico, alla luce della evoluzione storica ed estetica, delle conoscenze

teoriche e scientifiche, della creatività e delle abilità tecniche relative. Fornisce allo studente le conoscenze,

le competenze, le abilità e le capacità necessarie per conoscere il patrimonio musicale e coreutico,

assicurando, anche attraverso attività di laboratorio, la padronanza dei linguaggi musicali e coreutici sotto gli

aspetti della composizione, interpretazione, esecuzione e rappresentazione. Assicura altresì la continuità dei

percorsi formativi per gli studenti provenienti dai corsi ad indirizzo musicale di cui all’articolo 11, comma 9,

della legge 3 maggio 1999, n. 124.

2. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 627 ore nel primo

biennio, 693 ore nel secondo biennio e nel quinto anno. Al predetto orario si aggiungono, per ciascuna delle

sezioni, musicale e coreutica, 330 ore nel primo biennio e 363 ore nel secondo biennio e nel quinto anno.

L’orario annuale per attività ed insegnamenti obbligatori a scelta dello studente è di 165 ore nel primo

biennio e 66 ore nel secondo biennio e nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti

facoltativi è di 33 ore nel primo anno, 66 ore nel secondo, nel terzo e nel quarto anno e 33 ore nel quinto

anno.

Articolo 9

(Liceo scientifico)

1. Il percorso del liceo scientifico approfondisce la cultura liceale nella prospettiva del nesso che collega la

tradizione umanistica alla scienza, sviluppando i metodi propri della matematica e delle scienze sperimentali.

Fornisce allo studente le conoscenze, le competenze, le abilità e le capacità necessarie per conoscere e

seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e per individuare le interazioni tra le diverse forme

del sapere, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche, delle metodologie e delle competenze

relative.

2. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 924 ore nel primo

biennio, 957 ore nel secondo biennio e 858 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e

insegnamenti obbligatori a scelta dello studente è di 99 ore nel primo biennio, 66 ore nel secondo biennio e

99 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti facoltativi è di 33 ore nel primo anno,

66 ore nel secondo, nel terzo e nel quarto anno e 33 ore nel quinto anno.

Articolo 10

(Liceo tecnologico)

1. Il percorso del liceo tecnologico approfondisce la cultura liceale attraverso il punto di vista della

tecnologia. Esso, per le caratteristiche vocazionali e operative, sviluppa la padronanza degli strumenti per

comprendere le problematiche scientifiche e storico-sociali collegate alla tecnologia e alle sue espressioni.

Assicura lo sviluppo della creatività e della inventiva progettuale e applicativa nonché la padronanza delle

tecniche, dei processi tecnologici e delle metodologie di gestione relative.

2. Il liceo tecnologico assicura, inoltre, l’acquisizione di una perizia applicativa e pratica attraverso

esercitazioni svolte nei laboratori dotati delle apposite attrezzature

3. Il percorso del liceo tecnologico si articola, a partire dal secondo biennio, nei seguenti indirizzi:

a) meccanico-meccatronico;

b) elettrico ed elettronico;

c) informatico, grafico e comunicazione;

d) chimico e materiali;

e) produzioni biologiche e biotecnologie alimentari;

f) costruzioni, ambiente e territorio;

g) logistica e trasporti;

h) tecnologie tessili, dell’abbigliamento e della moda.

4. Nei primi due anni del liceo tecnologico sono attivati l’insegnamento obbligatorio di una delle discipline

caratterizzanti gli indirizzi, finalizzata all’orientamento per la scelta di indirizzo, ovvero esperienze laboratoriali

connesse ad insegnamenti caratterizzanti il triennio. 67

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

5. Gli indirizzi si caratterizzano per la presenza di laboratori finalizzati al raggiungimento degli esiti di cui ai

commi 1 e 2, e per lo stretto raccordo con le imprese del settore di riferimento sul territorio.

6. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 1.023 ore nel primo

biennio, 594 ore nel secondo biennio e 561 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e

insegnamenti obbligatori di indirizzo, ivi compresi i laboratori, è di 561 ore nel secondo biennio e 594 ore nel

quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti facoltativi, per tutti gli indirizzi, è di 66 ore per

ciascuno dei cinque anni di corso.

Articolo 11

(Liceo delle scienze umane)

1. Il percorso del liceo delle scienze umane approfondisce la cultura liceale dal punto di vista della

conoscenza dei fenomeni collegati alla costruzione dell’identità personale e delle relazioni umane e sociali,

con particolare riguardo alla elaborazione dei modelli educativi. Fornisce allo studente le conoscenze, le

competenze, le abilità e le capacità necessarie per cogliere la complessità e la specificità dei processi

formativi. Assicura la padronanza dei linguaggi, delle metodologie e delle tecniche nel campo delle scienze

umane.

2. L’orario annuale delle attività e insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti è di 924 ore nel primo

biennio, 957 ore nel secondo biennio e 858 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e

insegnamenti obbligatori a scelta dello studente è di 99 ore nel primo biennio, 66 ore nel secondo biennio e

99 ore nel quinto anno. L’orario annuale delle attività e insegnamenti facoltativi è 33 ore nel primo anno, 66

ore nel secondo, nel terzo e nel quarto anno e di 33 ore nel quinto anno.

Articolo 12

(Organizzazione educativa e didattica)

1. Le attività educative e didattiche di cui all’articolo 3 sono assicurate con la dotazione di personale docente

assegnato all’istituto. Per lo svolgimento delle attività e degli insegnamenti di cui all’articolo 3, ove essi

richiedano una specifica professionalità non riconducibile agli ambiti disciplinari per i quali è prevista

l’abilitazione all’insegnamento, gli istituti stipulano contratti di diritto privato con esperti, in possesso di

adeguati requisiti tecnico-professionali, sulla base di criteri e modalità definiti con decreto del Ministro

dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Alla stipula dei contratti di cui al presente comma si provvede

nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio degli istituti interessati, senza nuovi o maggiori oneri per la

finanza pubblica.

2. L’organizzazione delle attività educative e didattiche rientra nell’autonomia e nella responsabilità degli

istituti, in costante rapporto con le famiglie e con le istituzioni sociali, culturali e produttive del territorio,

fermo restando che il perseguimento delle finalità dei licei, così come previste dal presente capo, è affidato,

anche attraverso la personalizzazione dei piani di studio, ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle

attività educative e didattiche previste dai medesimi piani di studio. A tal fine concorre prioritariamente il

docente in possesso di specifica formazione che svolge funzioni di orientamento nella scelta delle attività di

cui all’articolo 3, commi 2 e 3, di tutorato degli studenti, di coordinamento delle attività educative e

didattiche, di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della documentazione del percorso formativo

compiuto dallo studente, con l’apporto degli altri docenti.

3. Il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione, nonché la continuità didattica,

sono assicurati anche attraverso la permanenza dei docenti nella sede di titolarità, almeno per il tempo

corrispondente ad un periodo didattico.

4. Nell’ambito dei percorsi liceali sono definite, d’intesa con le università e con le istituzioni dell’alta

formazione artistica, musicale e coreutica, e con riferimento all’ultimo anno del percorso di studi, specifiche

modalità per l’approfondimento delle competenze, delle conoscenze e per l’incremento delle capacità e delle

abilità richieste per l’accesso ai corsi di istruzione superiore.

5. Mediante uno o più regolamenti da adottare a norma dell’articolo 117, sesto comma della Costituzione e

dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.400, sentite le Commissioni parlamentari

competenti, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, si provvede alle modifiche delle

indicazioni di cui agli allegati C, C/1, C/2, C/3, C/4, C/5, C/6, C/7, C/8, D, D bis, E ed F, del presente decreto.

Articolo 13

(Valutazione e scrutini)

1. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli studenti e la

certificazione delle competenze, abilità e capacità da essi acquisite sono affidate ai docenti responsabili degli

68

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

insegnamenti e delle attività educative e didattiche previsti dai piani di studio personalizzati. Sulla base degli

esiti della valutazione periodica, gli istituti predispongono gli interventi educativi e didattici ritenuti necessari

.

al recupero e allo sviluppo degli apprendimenti

2. Ai fini della validità dell’anno, per la valutazione dello studente, è richiesta la frequenza di almeno tre

quarti dell’orario annuale personalizzato complessivo di cui all’articolo 3.

3. Salva la valutazione periodica e annuale di cui al comma 1, al termine di ciascuno dei due bienni di cui

all’articolo 2 comma 2, i docenti effettuano una valutazione ai fini di verificare l’ammissibilità dello studente

al terzo ed al quinto anno, subordinata all’avvenuto raggiungimento di tutti gli obiettivi di istruzione e di

formazione, ivi compreso il comportamento degli studenti. In caso di esito negativo della valutazione

periodica effettuata alla fine del biennio, lo studente non è ammesso alla classe successiva.

La non ammissione al secondo anno dei predetti bienni può essere disposta per gravi lacune, formative o

comportamentali, con provvedimenti motivati.

4. Al termine del quinto anno sono ammessi all’esame di Stato gli studenti valutati positivamente

nell’apposito scrutinio.

5 All’esame di Stato sono ammessi i candidati esterni in possesso dei requisiti prescritti dall’articolo 2 della

legge 10 dicembre 1997, n.425 e dall’articolo 3 del D.P.R. 23 luglio 1998, n.323.

6. Coloro che chiedano di rientrare nei percorsi liceali e che abbiano superato l’esame conclusivo del primo

ciclo tanti anni prima quanti ne occorrono per il corso normale degli studi liceali possono essere ammessi a

classi successive alla prima previa valutazione delle conoscenze, competenze, abilità e capacità possedute,

comunque acquisite, da parte di apposite commissioni costituite presso le istituzioni del sistema dei licei,

anche collegate in rete tra di loro. Ai fini di tale valutazione le commissioni tengono conto dei crediti

acquisiti, debitamente documentati, e possono sottoporre i richiedenti ad eventuali prove per l’accertamento

delle conoscenze, competenze, abilità e capacità necessarie per la proficua prosecuzione degli studi. Con

decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono stabilite le modalità di costituzione e

funzionamento delle commissioni. Alle valutazioni di cui al presente comma si provvede dopo l’effettuazione

degli scrutini.

7. Coloro che cessino di frequentare l’istituto prima del 15 marzo e che intendano di proseguire gli studi nel

sistema dei licei, possono chiedere di essere sottoposti alle valutazioni di cui al comma 6. Sono dispensati

dall’obbligo dell’intervallo dal superamento dell’esame di Stato di cui al comma 6 i richiedenti che abbiano

compiuto il diciottesimo anno di età non oltre il giorno precedente quello dell’inizio delle predette valutazioni.

Coloro che, nell’anno in corso, abbiano compiuto o compiano il ventitreesimo anno di età sono altresì

dispensati dalla presentazione di qualsiasi titolo di studio inferiore.

Articolo 14

(Esame di Stato)

1. L’esame di Stato conclusivo dei percorsi liceali considera e valuta le competenze acquisite dagli studenti

nel corso e al termine del ciclo e si svolge su prove, anche laboratoriali per i licei ad indirizzo, organizzate

dalle commissioni d’esame e su prove a carattere nazionale predisposte e gestite, ai sensi dell’articolo 3,

comma 1, lettera b) del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, dall’Istituto nazionale di valutazione

del sistema di istruzione, sulla base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle

discipline di insegnamento dell’ultimo anno.

2. All’esame di Stato sono ammessi gli studenti che hanno conseguito la valutazione positiva di cui all’articolo

13, comma 4.

3. Sono altresì ammessi all’esame di Stato nella sessione dello stesso anno, gli studenti del penultimo anno

del corso di studi che, nello scrutinio finale del primo periodo biennale, abbiano riportato una votazione non

inferiore alla media di sette decimi e, nello scrutinio finale del secondo periodo biennale, una votazione non

inferiore agli otto decimi in ciascuna disciplina, ferma restando la particolare disciplina concernente la

valutazione dell’insegnamento di educazione fisica.

4. I candidati esterni di cui all’articolo 13, comma 5, sostengono l’esame di Stato secondo le modalità

definite dall’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 23 luglio 1998, n. 323.

5. All’articolo 4, comma 4 della legge 10 dicembre 1997, n. 425 il terzo periodo è sostituito dal seguente: “i

candidati esterni sono ripartiti tra le diverse commissioni degli istituti statali e paritari ed il loro numero

massimo non può superare il cinquanta per cento dei candidati interni; nel caso non vi sia la possibilità di

assegnare i candidati esterni alle predette commissioni, possono essere costituite, soltanto presso gli istituti

statali, commissioni apposite”. 69

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

CAPO III

I percorsi di istruzione e formazione professionale

Articolo 15

(Livelli essenziali delle prestazioni)

1. L’iscrizione e la frequenza ai percorsi di istruzione e formazione professionale rispondenti ai livelli

essenziali definiti dal presente Capo e garantiti dallo Stato, anche in relazione alle indicazioni dell’Unione

Europea, rappresentano assolvimento del dirittodovere all’istruzione e formazione, secondo quanto previsto

dal decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 e dal profilo educativo, culturale e professionale di cui all’allegato

A.

2. Nell’esercizio delle loro competenze legislative esclusive in materia di istruzione e formazione professionale

e nella organizzazione del relativo servizio le Regioni assicurano i livelli essenziali delle prestazioni definiti dal

presente Capo.

3. I livelli essenziali di cui al presente Capo costituiscono requisiti per l’accreditamento delle istituzioni che

realizzano i percorsi di cui al comma 1 da parte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano

e, relativamente alle istituzioni formative, anche per l’attribuzione dell’autonomia di cui all’articolo 1, comma

4.

4. Le modalità di accertamento del rispetto dei livelli essenziali di cui al presente Capo sono definite con il

regolamento previsto dall’articolo 7, comma 1, lettera c), della legge 28 marzo 2003, n.53.

5. I titoli e le qualifiche rilasciati a conclusione dei percorsi di istruzione e formazione professionale di durata

almeno quadriennale rispondenti ai requisiti di cui al comma 2 costituiscono titolo per l’accesso all’istruzione

e formazione tecnica superiore, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 69 della legge 17 maggio 1999,

n.144, fermo restando il loro valore a tutti gli altri effetti previsti dall’ordinamento giuridico.

6. I titoli e le qualifiche conseguiti al termine dei percorsi del sistema di istruzione e formazione professionale

di durata almeno quadriennale consentono di sostenere l’esame di Stato, utile anche ai fini degli accessi

all’università e all’alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa frequenza di apposito corso annuale,

realizzato d’intesa con le università e con l’alta formazione artistica, musicale e coreutica, e ferma restando

la possibilità di sostenere, come privatista, l’esame di Stato secondo quanto previsto dalle disposizioni vigenti

in materia.

7. Le qualifiche professionali conseguite attraverso l’apprendistato di cui all’articolo 48 del decreto legislativo

10 settembre 2003, n. 276 costituiscono crediti formativi per il proseguimento nei percorsi di cui al Capo II e

al presente Capo, secondo le modalità di riconoscimento indicate dall’art. 51, comma 2 del predetto decreto

legislativo.

Articolo 16

(Livelli essenziali dell’offerta formativa)

1. Le Regioni assicurano, quali livelli essenziali riferiti all’offerta formativa:

a) il soddisfacimento della domanda di frequenza;

b) l’adozione di interventi di orientamento e tutorato, anche per favorire la continuità del processo di

apprendimento nei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, nell’università o nell’alta formazione

artistica, musicale e coreutica, nonché per il recupero e lo sviluppo degli apprendimenti dello studente;

c) l’adozione di misure che favoriscano la continuità formativa anche attraverso la permanenza dei docenti di

cui all’articolo 19 nella stessa sede per l’intera durata del percorso, ovvero per la durata di almeno un

periodo didattico qualora il percorso stesso sia articolato in periodi;

d) la realizzazione di tirocini formativi ed esperienze in alternanza, in relazione alle figure professionali

caratterizzanti i percorsi formativi.

2. Ai fini del soddisfacimento della domanda di frequenza di cui al comma 1 lettera a), è considerata anche

l’offerta formativa finalizzata al conseguimento di qualifiche professionali attraverso i percorsi in

apprendistato di cui all’articolo 48 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n.276.

Articolo 17

(Livelli essenziali dell’orario minimo annuale e dell’articolazione dei percorsi formativi)

1. Le Regioni assicurano, quali livelli essenziali dell’orario minimo annuale e dell’articolazione dei percorsi

formativi, un orario complessivo obbligatorio dei percorsi formativi di almeno 990 ore annue. Le Regioni

assicurano inoltre, agli stessi fini, l’articolazione dei percorsi formativi nelle seguenti tipologie:

a) percorsi di durata triennale, che si concludono con il conseguimento di un titolo di qualifica professionale,

che costituisce titolo per l’accesso al quarto anno del sistema dell’istruzione e formazione professionale;

70

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

b) percorsi di durata almeno quadriennale, che si concludono con il conseguimento di un titolo di diploma

professionale.

2. Ai fini di cui al comma 1, anche per offrire allo studente una contestuale pluralità di scelte, le Regioni

assicurano l’adozione di misure che consentano l’avvio contemporaneo dei percorsi del sistema educativo di

istruzione e formazione.

Articolo 18

Livelli essenziali dei percorsi)

(

1. Allo scopo di realizzare il profilo educativo, culturale e professionale di cui all’articolo 1 comma 5 le

Regioni assicurano, quali livelli essenziali dei percorsi:

a) la personalizzazione, per fornire allo studente, attraverso l’esperienza reale e la riflessione sull’operare

responsabile e produttivo, gli strumenti culturali e le competenze professionali per l’inserimento attivo nella

società, nel mondo del lavoro e nelle professioni;

b) l’acquisizione, ai sensi dell’articolo 1, comma 5, di competenze linguistiche, matematiche, scientifiche,

tecnologiche, storico sociali ed economiche, destinando a tal fine quote dell’orario complessivo obbligatorio

idonee al raggiungimento degli obiettivi indicati nel profilo educativo, culturale e professionale dello

studente, nonché di competenze professionali mirate in relazione al livello del titolo cui si riferiscono;

c) l’insegnamento della religione cattolica come previsto dall’Accordo che apporta modifiche al Concordato

lateranense e al relativo protocollo addizionale, reso esecutivo con legge 25 marzo 1985, n.121, e dalle

conseguenti intese, e delle attività fisiche e motorie;

d) il riferimento a figure di differente livello, relative ad aree professionali definite, sentite le parti sociali,

mediante accordi in sede di Conferenza unificata a norma del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281,

recepiti con decreti del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e

della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Tali figure possono essere

articolate in specifici profili professionali sulla base dei fabbisogni del territorio.

2. Gli standard minimi formativi relativi alle competenze di cui al comma 1, lettera b) sono definiti con

Accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ai fini della

spendibilità nazionale ed europea dei titoli e qualifiche professionali conseguiti all’esito dei percorsi.

Articolo 19

(Livelli essenziali dei requisiti dei docenti)

1. Le Regioni assicurano, quali livelli essenziali dei requisiti dei docenti, che le attività educative e formative

siano affidate a personale docente in possesso di abilitazione all’insegnamento e ad esperti in possesso di

documentata esperienza maturata per almeno cinque anni nel settore professionale di riferimento.

Articolo 20

(Livelli essenziali della valutazione e certificazione delle competenze)

1. Le Regioni assicurano, quali livelli essenziali riferiti alla valutazione e certificazione delle competenze:

a) che gli apprendimenti e il comportamento degli studenti siano oggetto di valutazione collegiale e di

certificazione, periodica e annuale, da parte dei docenti e degli esperti di cui all’articolo 19;

b) che a tutti gli studenti iscritti ai percorsi sia rilasciata certificazione periodica e annuale delle competenze,

che documenti il livello di raggiungimento degli obiettivi formativi;

c) che, previo superamento di appositi esami, lo studente consegua la qualifica di operatore professionale

con riferimento alla relativa figura professionale, a conclusione dei percorsi di durata triennale, ovvero il

diploma professionale di tecnico, a conclusione dei percorsi di durata almeno quadriennale;

d) che, ai fini della continuità dei percorsi, di cui all’articolo 1, comma 13, il titolo conclusivo dei percorsi di

istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) assuma la denominazione di “diploma professionale di

tecnico superiore”;

e) che nelle commissioni per gli esami di cui alla lettera c) sia assicurata la presenza dei docenti e degli

esperti di cui all’articolo 19;

f) che le competenze certificate siano registrate sul “libretto formativo del cittadino” di cui all’articolo 2 del

decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.

2. Ai fini della valutazione annuale e dell’ammissione agli esami è necessaria la frequenza di almeno tre

quarti della durata del percorso. 71

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Articolo 21

(Livelli essenziali delle strutture e dei relativi servizi )

1. Le Regioni assicurano, relativamente ai livelli essenziali delle strutture e dei servizi delle istituzioni

formative:

a) la previsione di organi di governo;

b) l’adeguatezza delle capacità gestionali e della situazione economica;

c) il rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente dalle medesime istituzioni;

d) la completezza dell’offerta formativa comprendente entrambe le tipologie di cui all’articolo 17, comma 1,

lettere a) e b);

e) lo svolgimento del corso annuale integrativo di cui all’articolo 15 comma 6;

f) l’adeguatezza dei locali, in relazione sia allo svolgimento delle attività didattiche e formative, sia al rispetto

della normativa vigente in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, di prevenzione incendi e di infortunistica;

g) l’adeguatezza didattica, con particolare riferimento alla disponibilità di laboratori, con relativa

strumentazione per gli indirizzi formativi nei quali la sede formativa intende operare;

h) l’adeguatezza tecnologica, con particolare riferimento alla tipologia delle attrezzature e strumenti

rispondenti all’evoluzione tecnologica;

i) la disponibilità di attrezzature e strumenti ad uso sia collettivo che individuale;

l) la capacità di progettazione e realizzazione di stage, tirocini ed esperienze formative, coerenti con gli

indirizzi formativi attivati.

2. Gli standard minimi relativi ai livelli di cui al presente articolo sono definiti con Accordo in sede di

Conferenza unificata ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

Articolo 22

(Valutazione)

1. Ai fini della verifica del rispetto dei livelli essenziali definiti dal presente Capo i percorsi sono oggetto di

valutazione da parte del Servizio Nazionale di Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione.

Le istituzioni di istruzione e formazione forniscono al predetto Servizio i dati e la documentazione da esso

richiesti, anche al fine del loro inserimento nella relazione sul sistema educativo di istruzione e formazione,

che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca presenta al Parlamento a norma dell’articolo 7,

comma 3 della legge 28 marzo 2003, n.53 e dell’articolo 3, comma 3 del decreto legislativo 19 novembre

2004, n.286.

CAPO IV

Raccordo e continuità tra il primo e il secondo ciclo

Articolo 23

(Insegnamento dello strumento musicale)

1. Al fine di assicurare i livelli necessari per la frequenza dei percorsi del liceo musicale, i corsi ad indirizzo

musicale istituiti nelle scuole medie ai sensi dell’articolo 11 comma 9 della legge 3 maggio 1999 n. 124

realizzano i percorsi formativi introdotti dal decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, assicurando

l’insegnamento dello strumento musicale per una quota oraria obbligatoria non inferiore a quella prevista per

i predetti corsi ad indirizzo musicale. Tale quota oraria è obbligatoria per gli studenti che frequentano tali

corsi ed è aggiuntiva alle 891 ore obbligatorie previste dall’art. 10 comma 1 del predetto decreto legislativo

n. 59 del 2004; conseguentemente, l’orario annuale rimesso alla scelta facoltativa e opzionale degli studenti,

di cui al comma 2 del predetto articolo 10, è ridotto di un corrispondente numero di ore.

Articolo 24

(Diffusione della cultura musicale e valorizzazione dei talenti)

1. Al fine di favorire la diffusione della cultura musicale e la valorizzazione dei talenti, i conservatori e gli

istituti musicali pareggiati, in convenzione con le istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo, possono

prevedere, nell’ambito della programmazione delle proprie attività, l’attivazione di laboratori musicali per la

realizzazione di specifici progetti educativi. 72

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Articolo 25

(Insegnamento dell’inglese, della seconda lingua comunitaria e della tecnologia)

1. Al fine di raccordare le competenze nella lingua inglese, nella seconda lingua comunitaria e nella

tecnologia, in uscita dal primo ciclo, con quelle da raggiungere al termine dei percorsi liceali:

a) la correlazione tra gli orari di insegnamento, così come previsti dal decreto legislativo 10 febbraio 2004, n.

59 e dagli allegati da C/1 a C/8 del presente decreto, e i livelli di apprendimento in uscita dalla scuola

primaria, dalla scuola secondaria di primo grado, dal primo biennio, dal secondo biennio e dal quinto anno

dei licei, è evidenziata nell’ allegato D al medesimo decreto;

b) l’orario annuale obbligatorio di cui all’articolo 10, comma 1 del decreto legislativo 10 febbraio 2004, n. 59,

è incrementato di 66 ore, di cui 33 ore destinate all’insegnamento della lingua inglese e 33 ore destinate

all’insegnamento della tecnologia; conseguentemente, l’orario annuale rimesso alla scelta facoltativa ed

opzionale degli studenti, di cui al comma 2 del predetto articolo 10, è ridotto di un corrispondente numero di

ore;

c) le indicazioni nazionali relative agli obiettivi specifici di apprendimento per l’inglese nella scuola primaria e

quelle relative agli obiettivi specifici di apprendimento per la lingua inglese e per la seconda lingua

comunitaria nella scuola secondaria di primo grado, contenute rispettivamente negli allegati B e C al decreto

legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, sono sostituite da quelle contenute nell’allegato E al presente decreto.

2. Al fine di offrire agli studenti l’opportunità di conseguire un livello di apprendimento della lingua inglese

analogo a quello della lingua italiana è data facoltà, nella scuola secondaria di primo grado, alle famiglie che

ne facciano richiesta, di utilizzare, per l’apprendimento della predetta lingua, anche il monte ore dedicato alla

seconda lingua comunitaria. Tale scelta è effettuata al primo anno della scuola secondaria di primo grado e

si intende confermata per l’intero corso della scuola secondaria di primo grado ed anche per i percorsi del

secondo ciclo di istruzione e formazione. I livelli di apprendimento in uscita dalla scuola secondaria di primo

grado e dai percorsi dei licei sono determinati, per gli studenti che si sono avvalsi della scelta medesima,

secondo l’allegato D-bis al presente decreto.

3. Resta ferma la possibilità, per gli studenti di cui al comma 2, di avvalersi dell’insegnamento di una

seconda lingua comunitaria nell’ambito delle attività ed insegnamenti facoltativi.

Articolo 26

( Insegnamento delle scienze)

1. Al fine di raccordare le competenze nelle scienze, da acquisire nel primo ciclo, con quelle da raggiungere

al termine dei percorsi liceali, le indicazioni nazionali relative agli obiettivi specifici di apprendimento per le

scienze, contenute nell’allegato C al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n.59 sono sostituite da quelle

contenute nell’allegato F al presente decreto.

CAPO V

Norme transitorie e finali

Articolo 27

(Passaggio al nuovo ordinamento)

1. Il primo anno dei percorsi liceali di cui al Capo II è avviato previa definizione, con decreto del Ministro

dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sentita la Conferenza Unificata, dei seguenti aspetti:

a) tabelle di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria superiore previsti dall’ordinamento previgente

nei percorsi liceali di cui al presente decreto, da assumere quale riferimento di massima per la

programmazione della rete scolastica di cui all’articolo 138, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 31

marzo 1998, n.112;

b) tabelle di corrispondenza dei titoli di studio in uscita dai percorsi di istruzione secondaria di secondo grado

dell’ordinamento previgente con i titoli di studio in uscita dai percorsi liceali di cui al Capo II;

c) l’incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche, nell’ambito degli

indirizzi definiti dalle Regioni in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale in uscita dal

percorso di cui all’articolo 2, comma 3.

2. Il primo anno dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III è avviato sulla base

della disciplina specifica definita da ciascuna Regione nel rispetto dei livelli essenziali di cui al Capo III, previa

definizione con accordi in Conferenza Stato- Regioni ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281,

dei seguenti aspetti: 73

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

a) individuazione delle figure di differente livello, relative ad aree professionali, articolabili in specifici profili

professionali sulla base dei fabbisogni del territorio;

b) standard minimi formativi relativi alle competenze di base linguistiche, matematiche, scientifiche,

tecnologiche, storico-sociali ed economiche necessarie al conseguimento del profilo educativo, culturale e

professionale dello studente, nonché alle competenze professionali proprie di ciascuna specifica figura

professionale di cui alla lettera a);

c) standard minimi relativi alle strutture delle istituzioni formative e dei relativi servizi.

3. L’attuazione del Capo II e del Capo III avviene nel quadro della programmazione della rete scolastica di

cui all’articolo 138, comma 1 lettera b) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112, finalizzata a far

corrispondere l’offerta formativa complessiva alle esigenze formative del territorio di ciascuna Regione.

L’amministrazione scolastica assicura la propria piena collaborazione, su richiesta della Regione. Al

coordinamento dell’attuazione a livello nazionale si provvede attraverso specifiche intese in sede di

Conferenza unificata da definire entro il 30 novembre 2005. A tal fine, la programmazione di ciascuna

.

Regione va definita entro il 31 dicembre 2005

4. Le prime classi dei percorsi liceali e il primo anno di quelli di istruzione e formazione professionale sono

avviati contestualmente a decorrere dall’anno scolastico e formativo 2007-2008, previa definizione di tutti gli

adempimenti normativi previsti. Sino alla definizione di tutti i passaggi normativi propedeutici all’avvio del

secondo ciclo, di competenza del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, il medesimo

Ministero non promuove sperimentazioni del nuovo ordinamento nelle scuole, ferma restando l’autonomia

scolastica.

5. Al fine di assicurare il passaggio graduale al nuovo ordinamento, fino alla messa a regime del sistema dei

licei, la consistenza numerica della dotazione dell’organico di diritto del personale docente resta confermata

nelle quantità complessivamente determinate per l’anno scolastico 2005/2006.

6. I corsi previsti dall’ordinamento previgente continuano fino alla trasformazione nei corsi previsti dal Capo

II secondo le modalità di cui ai commi 1 e 3. I corsi avviati prima dell’attivazione dei nuovi percorsi

proseguono fino al loro completamento.

7. Con l’attuazione dei percorsi di cui al Capo III, i titoli e le qualifiche a carattere professionalizzante,

acquisiti tramite i percorsi di istruzione e formazione professionale, sono esclusivamente di competenza

delle Regioni e delle Province autonome. In attesa della compiuta attuazione, da parte di tutte le Regioni,

degli adempimenti connessi alle loro competenze esclusive in materia di istruzione e formazione

professionale, l’attuale sistema di istruzione statale continua ad assicurare, attraverso gli istituti professionali

di Stato, l’offerta formativa nel settore, con lo svolgimento dei relativi corsi e il rilascio delle qualifiche.

8. In prima applicazione, i percorsi del liceo musicale e coreutico, di cui all’articolo 8, possono essere attivati

in via sperimentale, sulla base di apposite convenzioni tra le istituzioni scolastiche e le istituzioni di alta

formazione artistica, musicale e coreutica.

9. Entro un anno dall’entrata in vigore del presente decreto è emanato il decreto interministeriale di

equipollenza dei titoli previsto dall’articolo 52 della legge 10 maggio 1983, n. 212.

Articolo 28

(Gradualità dell’attuazione del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione)

1. A partire dall’anno scolastico e formativo 2006/2007 e fino alla completa attuazione del presente decreto il

diritto-dovere all’istruzione e alla formazione di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 ricomprende i

primi tre anni degli istituti di istruzione secondaria superiore e dei percorsi sperimentali di istruzione e

formazione professionale realizzati sulla base dell’accordo-quadro in sede di Conferenza Unificata 19 giugno

2003.

Per tali percorsi sperimentali continuano ad applicarsi l’accordo in sede di Conferenza Stato-Regioni 15

gennaio 2004 e l’accordo in sede di Conferenza Unificata 28 ottobre 2004.

2. I percorsi sperimentali di cui al comma 1 sono oggetto di valutazione da parte del Servizio Nazionale di

Valutazione di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n.286 e di monitoraggio da parte dell’ISFOL.

3. All’assolvimento del diritto-dovere nei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al Capo III

sono destinate le risorse di cui all’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76 sul diritto

dovere all’istruzione e alla formazione, da ripartirsi tra le Regioni come previsto dal comma 4 del medesimo

articolo, nonché una quota delle risorse di cui all’articolo 7, comma 6, della legge 28 marzo 2003, n. 53, da

ripartirsi con le medesime modalità.

4. Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base di accordi da concludere in sede di

Conferenza Unificata, sono individuati modalità e tempi per il trasferimento dei beni e delle risorse

finanziarie, umane e strumentali necessarie per l’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e

agli Enti locali nell’ambito del sistema educativo di istruzione e formazione, secondo quanto previsto dagli

in stretta correlazione con l’attuazione delle disposizioni di cui al Capo

articoli 117 e 118 della Costituzione, 74

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

III . Ai predetti trasferimenti si applicano le disposizioni di cui all’articolo 7, commi 3 e 4, della legge 5 giugno

2003, n. 131. Per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano il

trasferimento è disposto con le modalità previste dai rispettivi statuti, se le relative funzioni non sono già

state attribuite.

Articolo 29

(Regioni a statuto speciale e Province autonome di Trento e Bolzano)

1. All’attuazione del presente decreto nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome di Trento e

Bolzano si provvede in conformità ai rispettivi statuti e relative norme di attuazione, nonché alla legge

costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.

Articolo 30

Norme finanziarie )

(

1. All’onere derivante dal presente decreto, valutato in 44.930.239 euro per l’anno 2006 e in 43.021.470

euro a decorrere dall’anno 2007, si provvede con quota parte della spesa autorizzata dall’articolo 1, comma

130, della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

2. Nell’ambito delle risorse di cui al comma 1, sono destinati: per l’anno 2006, euro 30.257.263 e a decorrere

dall’anno 2007 euro 15.771.788 alle assegnazione per il funzionamento amministrativo-didattico delle

istituzioni scolastiche; per l’anno 2006 euro 6.288.354 e a decorrere dall’anno 2007 euro 18.865.060, per le

spese di personale. E’destinata, altresì, alla copertura del mancato introito delle tasse scolastiche la somma

di euro 8.384.622 a decorrere dall’anno 2006.

3. Con periodicità annuale, e comunque fino alla completa attuazione del nuovo ordinamento del sistema dei

licei, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ed il Ministero dell’economia e delle finanze

procedono al monitoraggio degli oneri derivanti dall’attuazione della riforma di cui al presente decreto, anche

ai fini dell’applicazione della procedura di cui all’articolo 11 ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468,

e successive modificazioni.

Articolo 31

Norme finali e abrogazioni

( )

1. Sono fatti salvi gli interventi previsti per gli alunni in situazione di handicap dalla legge 5 febbraio 1992,

n.104 e successive modificazioni.

2. Le seguenti disposizioni del Testo Unico approvato nel decreto legislativo 16 aprile 1994, n.297,

continuano ad applicarsi limitatamente alle classi di istituti e scuole di istruzione secondaria superiore ancora

funzionanti secondo il precedente ordinamento, ed agli alunni ad essi iscritti, e sono abrogate a decorrere

dall’anno scolastico successivo al completo esaurimento delle predette classi: articolo 82, esclusi commi 3 e

4; articolo 191, escluso comma 7; articolo 192, esclusi commi 3, 4, 9, 10, e 11; articolo 193; articolo 194;

articolo 195; articolo 196; articolo 198; articolo 199; articolo 206.

3. I commi 1 e 2 dell’articolo 68 della legge 17 maggio 1999, n.144 sono abrogati. I finanziamenti già

previsti per l’obbligo formativo dal comma 4 del predetto articolo sono destinati all’assolvimento del diritto-

dovere, anche nell’esercizio dell’apprendistato, di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n.76.

4. Fatto salvo quanto previsto al comma 3, è abrogata ogni altra disposizione incompatibile con le norme del

presente decreto.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della

Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

75

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Accordo tra il Ministero P.I. - Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale - le

regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 5 ottobre 2006

Accordo ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 tra il Ministro della

Pubblica Istruzione, il Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano, per la definizione degli standard formativi minimi relativi alle

competenze tecnico-professionali, in attuazione di cui all'Accordo Quadro sancito in Conferenza

unificata il 19 giugno 2003

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE

AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

nell'odierna seduta del 5 ottobre 2006:

Visto l'articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 che prevede tra i compiti attribuiti a questa

Conferenza quello di concludere accordi al fine di coordinare l'esercizio delle rispettive competenze e

svolgere attività di interesse comune;

Visto lo schema di Accordo nel testo pervenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione il 7 agosto 2006 e

diramato alle regioni il successivo 9 agosto;

Considerato che, nella riunione tecnica del 13 settembre 2006, il Ministero della Pubblica Istruzione ha

depositato un documento contenente alcune proposte emendative al provvedimento e contestualmente ha

chiesto di omettere dalla pag. 4 del testo il riferimento a province e comuni, trattandosi di una questione di

competenza della Conferenza Stato-regioni;

Considerato che, su tali richieste, il coordinamento tecnico della regione Lazio, in materia di istruzione,

lavoro, innovazione e ricerca ha dichiarato disponibilità all'accoglimento, con l'impegno di inviare la

riformulazione del testo ed ha evidenziato che, al fine della celere messa a regime di quanto specificato nel

provvedimento, la questione fosse iscritta all'ordine del giorno della prima seduta utile della Conferenza;

Visto il testo del provvedimento in esame, pervenuto il 22 settembre 2006 dal coordinamento tecnico della

regione Lazio e diramato in pari data, riformulato a seguito di quanto concordato in sede tecnica del 13

settembre 2006;

Acquisito nell'odierna seduta di questa Conferenza l'assenso del Governo, delle regioni e delle province

autonome di Trento e Bolzano; Sancisce il seguente Accordo

tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano:

Visti gli obiettivi indicati dal Consiglio Europeo di Lisbona per il 2010, contenuti in conclusioni della

Presidenza Consiglio Europeo di Lisbona, 23-24 marzo 2000;

Vista la decisione del 15/12/2004 relativa al "Quadro comunitario unico per la trasparenza delle qualifiche e

delle competenze (Europass)";

Visto l'Accordo sancito in sede di Conferenza unificata il 19 giugno 2003 per la realizzazione dall'anno

scolastico 2003/2004 di un'offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale (rep. Atti

n. 660/CU) e i successivi Protocolli d'Intesa siglati tra le singole regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano, il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca e il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e tra

singole regioni e Direzioni scolastiche regionali;

Visto l'Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-regioni il 15 gennaio 2004 per la definizione degli

standard formativi minimi relativi alle competenze di base nell'ambito dei percorsi sperimentali di istruzione e

formazione professionale; 76

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Visto l'Accordo sancito in sede di Conferenza unificata del 28 ottobre 2004 per la certificazione finale e

intermedia e il riconoscimento dei crediti formativi;

Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, recante la "Definizione delle norme generali sul diritto-

dovere all'istruzione e alla formazione, a norma dell'articolo 2, comma 1, lettera c) della legge 28 marzo

2003, n. 53";

Visto il decreto interministeriale n. 253 del 10/10/2005 Libretto formativo del cittadino, previsto dall'art. 2

del decreto legislativo n. 276/2003;

Visto l'Accordo del 24 novembre 2005 tra regioni e province autonome per il riconoscimento reciproco dei

titoli in uscita dai percorsi sperimentali triennali di cui all'Accordo della Conferenza unificata del 19 giugno

2003;

Considerato indispensabile completare il processo iniziato con la definizione degli standard formativi minimi

delle competenze di base per i percorsi sperimentali triennali di cui all'Accordo sancito in sede di Conferenza

definizione degli standard formativi minimi relativi alle

Stato-regioni il 15 gennaio 2004, attraverso la

competenze tecnico-professionali , per stabilire un primo quadro omogeneo condiviso tra i sistemi di

istruzione e formazione, che permetta:

– il reciproco riconoscimento delle competenze acquisite dalle persone;

– il processo di attribuzione del valore di credito alle certificazioni;

– la definizione di modalità di progettazione, di valutazione e certificazione congruenti con la logica delle

competenze, prevedendo l'identificazione di elementi - abilità, capacità e conoscenze - reciprocamente

comprensibili e traducibili;

Considerato necessario definire standard formativi minimi relativi alle competenze tecnico-professionali

quadro complessivo di standard professionali di riferimento per il sistema-Paese

nella prospettiva di un , e

sostenendo:

– il processo sociale che sostanzia il diritto della persona di esigere la certificazione relativa alle proprie

acquisizioni ed il riconoscimento delle stesse;

– l'integrazione e la permeabilità dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro, in funzione della

progressione dei livelli di apprendimento e di professionalizzazione delle persone, a prescindere dal

tempo e dal contesto di acquisizione;

Il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano

Premesso che:

– l'Accordo Quadro del 19 giugno 2003 ha sancito la realizzazione di un'offerta formativa sperimentale di

istruzione e formazione professionale di durata almeno triennale, rivolta ai giovani che hanno concluso il

primo ciclo di studi e caratterizzata da curricoli formativi mirati ad innalzare il livello delle competenze di

base e contenenti, discipline ed attività attinenti sia alla formazione culturale generale sia alle aree

professionali interessate, che consentano il conseguimento di una qualifica professionale riconosciuta a

livello nazionale e corrispondente almeno al secondo livello europeo (decisione del Consiglio

85/368/CEE);

– l'Accordo Stato-regioni del 15 gennaio 2004, in attuazione di quanto previsto dal punto 4) dell'Accordo

Quadro del 19 giugno 2003 dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale, ha definito

un primo quadro di standard formativi minimi relativamente alle competenze di base, ai fini della

spendibilità a livello nazionale delle certificazioni e dei titoli in esito ai percorsi stessi e della riconoscibilità

dei crediti, nonché dei passaggi tra i diversi percorsi di istruzione e formazione. Tale quadro attende un

suo completamento attraverso la definizione di standard formativi minimi relativi alle competenze

tecnico-professionali:

– l'introduzione a livello nazionale di una prima cornice di standard formativi minimi, seppur limitatamente

all'ambito sperimentale, ha rappresentato per il sistema Paese un significativo elemento di novità, con

positive ricadute entro i diversi sistemi dell'istruzione e della formazione, promuovendo e facilitando

processi di reciproca integrazione;

– la definizione di un quadro di standard formativi minimi costituisce, pertanto, un contributo e si colloca

nella più ampia prospettiva di realizzazione di condizioni di sistema a livello nazionale per l'integrazione

tra gli ambiti di istruzione, formazione e lavoro, finalizzato a garantire alla persona, nell'ottica

77

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita ed in coerenza con le indicazioni europee, la possibilità di

transitare tra gli stessi sistemi ed i differenti territori, grazie alla trasparenza e leggibilità degli

apprendimenti acquisiti nei diversi ambiti di studio, di formazione e di lavoro;

in tale prospettiva sistemica di più ampio respiro, il processo di definizione degli standard formativi minimi

relativi alle competenze tecnico-professionali avviato nell'ambito dei percorsi sperimentali potrà collocarsi

entro una cornice unitaria di riferimento di standard professionali, condivisa a livello nazionale, imperniata

sulla definizione e l'individuazione delle figure professionali, rispetto al quale i diversi sistemi regionali

relativamente ai percorsi di istruzione, formazione declineranno i propri specifici profili;

CONVENGONO QUANTO SEGUE:

– adottare gli standard formativi minimi relativi alle competenze tecnico-professionali, riferite alle 14 figure

individuate sulla base di quanto di comune certificato dalle regioni e province autonome in esito ai

percorsi sperimentali triennali, di cui al documento tecnico allegato al presente Accordo e di questo parte

integrante (Allegati 1 e 2), come primo contributo alla definizione di un repertorio delle competenze

tecnico-professionali, in una prospettiva di raccordo con un quadro comune nazionale di standard

professionali;

– adottare le Linee guida relative alla compilazione dei modelli della certificazione finale ed intermedia

delle competenze di cui all'Accordo del 28/10/2004, contenute nel documento tecnico allegato al

presente Accordo e di questo parte integrante;

– adottare i criteri metodologici definiti nel documento tecnico allegato al presente Accordo e di questo

parte integrante ai fini della manutenzione e dell'aggiornamento degli standard formativi minimi

nazionali, relativamente sia alle competenze di base, sia alle competenze tecnico-professionali;

– fino all'entrata in vigenza del nuovo ordinamento effettuare annualmente la revisione periodica degli

standard formativi minimi relativi alle competenze di base ed alle competenze tecnico-professionali,

sancita con Accordo in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province

autonome di Trento e di Bolzano, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;

– consentire alle regioni che lo ritenessero necessario ed opportuno di procedere alla sostituzione dei

certificati provvisori rilasciati dagli enti di formazione in esito ai percorsi sperimentali triennali conclusi a

giugno 2006, con i certificati definitivi aventi caratteristiche uniformi di struttura e formato;

– estendere i contenuti del presente Accordo anche ai casi in cui l'offerta formativa realizzata sul territorio

preveda l'attivazione del 4° anno.

Il presente Accordo viene recepito con decreto adottato di concerto dal Ministro della Pubblica Istruzione e

dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale quale riferimento per la durata della fase transitoria di cui

al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, articolo 28, comma 1. IL PRESIDENTE

Linda Lanzillotta

IL SEGRETARIO

Giuseppe Busia

78

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Elenco figure professionali percorsi sperimentali triennali

Operatore alla promozione e accoglienza turistica;

1) Operatore della ristorazione – cuoco – cameriere;

2) Operatore del benessere;

3) Operatore amministrativo segretariale;

4) Operatore del punto vendita;

5) Operatore di magazzino merci;

6) Operatore grafico;

7) Operatore edile;

8) Operatore del legno e dell’arredamento;

9) Operatore dell’autoriparazione;

10) Installatore e manutentore impianti termo-idraulici

11) Installatore e manutentore impianti elettrici;

12) Operatore meccanico di sistemi;

13) Montatore meccanico di sistemi.

14) 79

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Decreto Ministeriale 20 dicembre 2006

Prot. n. 2868/FE

Recepimento Accordo 5 ottobre 2006 in Conferenza Stato Regioni e Province

autonome di Trento e Bolzano per la definizione degli “Standard formativi minimi

relativi alle competenze tecnico professionali”, in attuazione dell’Accordo quadro in

Conferenza unificata 19 giugno 2003

Il Ministro della Pubblica Istruzione di concerto con

Il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale

VISTO il D.lgs 17 ottobre 2005, n. 226 - articolo 28 – comma 1;

VISTA la legge 12 luglio 2006, n. 228 – art. 1 – comma 8;

VISTO l’Accordo quadro sancito in Conferenza unificata il 19 giugno 2003;

VISTO l’Accordo sancito in Conferenza Stato Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 5 ottobre

2006; DECRETA

L’Accordo sancito in Conferenza Stato Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano il 5 ottobre 2006 di

cui all’oggetto e i relativi allegati 1 e 2, che fanno parte integrante del presente decreto, si applicano ai

percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale che si realizzano in attuazione dell’Accordo

quadro in sede di Conferenza Unificata 19 giugno 2003, durante la fase transitoria prevista dal Decreto

Legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, art. 28 – comma 1.

p. Il Ministro della Pubblica Istruzione p. Il Ministro del Lavoro e della Previdenza sociale

il Vice Ministro il Sottosegretario di Stato

Mariangela Bastico - Antonio Montagnino -

f.to Mariangela Bastico f.to Antonio Montagnino

80

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Legge del 27 dicembre 2006, n. 296

Legge finanziaria 2007

ESTRATTO

Commi

622. L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento

di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno

triennale entro il diciottesimo anno di età. L’età per l’accesso al lavoro è conseguentemente elevata da

quindici a sedici anni. Resta fermo il regime di gratuità ai sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2,

secondo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226. L’adempimento dell’obbligo di istruzione

deve consentire, una volta conseguito il titolo di studio conclusivo del primo ciclo, l’acquisizione dei saperi e

curricula

delle competenze previste dai relativi ai primi due anni degli istituti di istruzione secondaria

superiore, sulla base di un apposito regolamento adottato dal Ministro della pubblica istruzione ai sensi

dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento

curricula

generali e specifici previsti dai predetti , possono essere concordati tra il Ministero della pubblica

istruzione e le singole regioni percorsi e progetti che, fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche,

siano in grado di prevenire e contrastare la dispersione e di favorire il successo nell’assolvimento dell’obbligo

di istruzione. Le strutture formative che concorrono alla realizzazione dei predetti percorsi e progetti devono

essere inserite in un apposito elenco predisposto con decreto del Ministro della pubblica istruzione. Il

predetto decreto è redatto sulla base di criteri predefiniti con decreto del Ministro della pubblica istruzione,

sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di

Bolzano. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento

e di Bolzano, in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione, nonché alla legge

costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. L’innalzamento dell’obbligo di istruzione decorre dall’anno scolastico

2007/2008.

623. Nella provincia autonoma di Bolzano, considerato il suo particolare sistema della formazione

professionale, l’ultimo anno dell’obbligo scolastico di cui al precedente comma può essere speso anche nelle

scuole professionali provinciali in abbinamento con adeguate forme di apprendistato.

, proseguono i percorsi sperimentali di

624. Fino alla messa a regime di quanto previsto dal comma 622

istruzione e formazione professionale di cui all’articolo 28 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.

Restano, pertanto, confermati i finanziamenti destinati dalla normativa vigente alla realizzazione dei predetti

percorsi. Dette risorse per una quota non superiore al 3 per cento sono destinate alle misure nazionali di

sistema ivi compreso il monitoraggio e la valutazione. Le strutture che realizzano tali percorsi sono

accreditate dalle regioni sulla base dei criteri generali definiti con decreto adottato dal Ministro della pubblica

istruzione di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, previa intesa con la Conferenza

unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

628. La gratuità parziale dei libri di testo di cui all’articolo 27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n.

448, è estesa agli studenti del primo e del secondo anno dell’istruzione secondaria superiore. Il disposto del

comma 3 del medesimo articolo 27 si applica anche per il primo e per il secondo anno dell’istruzione

secondaria superiore e si applica, altresì, limitatamente all’individuazione dei criteri per la determinazione del

prezzo massimo complessivo della dotazione libraria, agli anni successivi al secondo. Le istituzioni

scolastiche, le reti di scuole e le associazioni dei genitori sono autorizzate al noleggio di libri scolastici agli

studenti e ai loro genitori.

634. Per gli interventi previsti dai commi da 622 a 633, con esclusione del comma 625, è autorizzata la

spesa di euro 220 milioni a decorrere dall’anno 2007. Su proposta del Ministro della pubblica istruzione sono

disposte, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, le variazioni di bilancio per l’assegnazione

delle risorse agli interventi previsti dai commi da 622 a633.

81

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

LEGGE del 2 aprile 2007, n. 40

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7

recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza,

lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese.

Gazzetta ufficiale del 2/4/2007, n. 77- Supplemento Ordinario n. 91

Estratto: Art. 13, cc.1-8 ter Articolo 13.

(Disposizioni urgenti in materia di istruzione tecnico-professionale e di valorizzazione dell'autonomia

scolastica)

1. Fanno parte del sistema dell'istruzione secondaria superiore di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005,

n. 226, e successive modificazioni, i licei, gli istituti tecnici e gli istituti professionali di cui all'articolo 191,

comma 2, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, tutti finalizzati al conseguimento

di un diploma di istruzione secondaria superiore. Nell'articolo 2 del decreto legislativo n. 226 del 2005, al

primo periodo del comma 6 sono soppresse le parole: "economico," e "tecnologico", e il comma 8 è

sostituito dal seguente: "8. I percorsi del liceo artistico si articolano in indirizzi per corrispondere ai diversi

fabbisogni formativi". Nel medesimo decreto legislativo n. 226 del 2005 sono abrogati il comma 7

dell'articolo 2 e gli articoli 6 e 10.

1-bis. Gli istituti tecnici e gli istituti professionali di cui al comma 1 sono riordinati e potenziati come istituti

tecnici e professionali, appartenenti al sistema dell'istruzione secondaria superiore, finalizzati

istituzionalmente al conseguimento del diploma di cui al medesimo comma 1; gli istituti di istruzione

secondaria superiore, ai fini di quanto previsto dall'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente

della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, attivano ogni opportuno collegamento con il mondo del lavoro e

dell'impresa, ivi compresi il volontariato e il privato sociale, con la formazione professionale, con l'università

e la ricerca e con gli enti locali.

1-ter. Nel quadro del riordino e del potenziamento di cui al comma 1-bis, con uno o più regolamenti adottati

con decreto del Ministro della pubblica istruzione ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto

1988, n. 400, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari da rendere entro il termine di trenta

giorni dalla data di trasmissione dei relativi schemi, decorso il quale i regolamenti possono comunque essere

adottati, sono previsti: la riduzione del numero degli attuali indirizzi e il loro ammodernamento nell'ambito di

ampi settori tecnico-professionali, articolati in un'area di istruzione generale, comune a tutti i percorsi, e in

aree di indirizzo; la scansione temporale dei percorsi e i relativi risultati di apprendimento; la previsione di un

monte ore annuale delle lezioni sostenibile per gli allievi nei limiti del monte ore complessivo annuale già

previsto per i licei economico e tecnologico dal decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e del monte ore

complessivo annuale da definire ai sensi dell'articolo 1, comma 605, lettera f), della legge 27 dicembre 2006,

n. 296; la conseguente riorganizzazione delle discipline di insegnamento al fine di potenziare le attività

laboratoriali, di stage e di tirocini; l'orientamento agli studi universitari e al sistema dell'istruzione e

formazione tecnica superiore. 82

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

1-quater. I regolamenti di cui al comma 1-ter sono adottati entro il 31 luglio 2008. Conseguentemente,

all'articolo 27, comma 4, primo periodo, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive

modificazioni, le parole: "a decorrere dall'anno scolastico e formativo 2008-2009," sono sostituite dalle

seguenti: "a decorrere dall'anno scolastico e formativo 2009-2010,".

1-quinquies. Sono adottate apposite linee guida, predisposte dal Ministro della pubblica istruzione e d'intesa,

ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, con la Conferenza unificata di cui

all'articolo 8 del medesimo decreto legislativo, al fine di realizzare organici raccordi tra i percorsi degli istituti

tecnico-professionali e i percorsi di istruzione e formazione professionale finalizzati al conseguimento di

qualifiche e diplomi professionali di competenza delle regioni compresi in un apposito repertorio nazionale.

1-sexies. All'attuazione dei commi da 1-bis a 1-quinquies si provvede nell'ambito delle risorse umane,

strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza

pubblica.

2. Fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e nel rispetto delle competenze degli enti locali e delle

regioni, possono essere costituiti, in ambito provinciale o sub-provinciale, "poli tecnico-professionali" tra gli

istituti tecnici e gli istituti professionali, le strutture della formazione professionale accreditate ai sensi

dell'articolo 1, comma 624, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e le strutture che operano nell'ambito del

sistema dell'istruzione e formazione tecnica superiore denominate "istituti tecnici superiori" nel quadro della

riorganizzazione di cui all'articolo 1, comma 631, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. I "poli" sono

costituiti sulla base della programmazione dell'offerta formativa, comprensiva della formazione tecnica

superiore, delle regioni, che concorrono alla loro realizzazione in relazione alla partecipazione delle strutture

formative di competenza regionale. I "poli", di natura consortile, sono costituiti secondo le modalità previste

dall'articolo 7, comma 10, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.

275, con il fine di promuovere in modo stabile e organico la diffusione della cultura scientifica e tecnica e di

sostenere le misure per la crescita sociale, economica e produttiva del Paese. Essi sono dotati di propri

organi da definire nelle relative convenzioni. All'attuazione del presente comma si provvede nell'ambito delle

risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la

finanza pubblica. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome

di Trento e di Bolzano, in conformità ai loro statuti e alle relative norme di attuazione.

3. Al testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,

n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all'articolo 15, comma 1, dopo la lettera i-septies) è aggiunta la seguente: "i-octies) le erogazioni liberali a

favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al

sistema nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, finalizzate

all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa; la detrazione spetta

a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante

gli altri sistemi di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.";

b) all'articolo 100, comma 2, dopo la lettera o) è aggiunta la seguente: "o-bis) le erogazioni liberali a favore

degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro appartenenti al sistema

nazionale di istruzione di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, e successive modificazioni, finalizzate

all'innovazione tecnologica, all'edilizia scolastica e all'ampliamento dell'offerta formativa, nel limite del 2 per

83

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

cento del reddito d'impresa dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui; la deduzione

spetta a condizione che il versamento di tali erogazioni sia eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero

mediante gli altri sistemai di pagamento previsti dall'articolo 23 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.

241.";

c) all'articolo 147, comma 1, le parole: "e i-quater)" sono sostituite dalle seguenti: ", i-quater) e i-octies)".

4. All'onere derivante dal comma 3, valutato in 54 milioni di euro per l'anno 2008 e in 31 milioni di euro a

decorrere dall'anno 2009, si provvede:

a) per l'anno 2008, mediante utilizzo delle disponibilità esistenti sulle contabilità speciali di cui all'articolo 5-

ter del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002,

n. 16, che a tale fine sono vincolate per essere versate all'entrata del bilancio dello Stato nel predetto anno.

Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da

emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti i criteri e le

modalità per la determinazione delle somme da vincolare su ciascuna delle predette contabilità speciali ai fini

del relativo versamento;

b) a decorrere dal 2009 mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1,

comma 634, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

5. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti

variazioni di bilancio.

6. Il Ministro dell'economia e delle finanze provvede al monitoraggio degli oneri di cui al comma 3, anche ai

fini dell'adozione dei provvedimenti correttivi di cui all'articolo 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978,

n. 468, e successive modificazioni. Gli eventuali decreti emanati ai sensi dell'articolo 7, secondo comma, n.

2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, prima della data di entrata in vigore dei provvedimenti o delle misure di

cui al presente comma, sono tempestivamente trasmessi alle Camere, corredati da apposite relazioni

illustrative.

6-bis. Il Ministro della pubblica istruzione riferisce, dopo due anni di applicazione, alle competenti

Commissioni parlamentari sull'andamento delle erogazioni liberali di cui al comma 3.

7. I soggetti che hanno effettuato le donazioni di cui al comma 3 non possono far parte del consiglio di

istituto e della giunta esecutiva delle istituzioni scolastiche. Sono esclusi dal divieto coloro che hanno

effettuato una donazione per un valore non superiore a 2.000 euro in ciascun anno scolastico. I dati

concernenti le erogazioni liberali di cui al comma 3, e in particolare quelli concernenti la persona fisica o

giuridica che le ha effettuate, sono dati personali agli effetti del codice in materia di protezione dei dati

personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

8. Le disposizioni di cui al comma 3 hanno effetto a decorrere dal periodo di imposta in corso dal 1º gennaio

2007.

8-bis. Al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, sono apportate le seguenti modificazioni:

84

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

a) al comma 1, dell'articolo 1 dopo le parole: "costituito dal sistema" sono aggiunte le seguenti:

"dell'istruzione secondaria superiore" e conseguentemente le parole: "dei licei" sono soppresse; al medesimo

comma, le parole: "Esso è il secondo grado in cui" sono sostituite dalle seguenti: "Assolto l'obbligo di

istruzione di cui all'articolo 1, comma 622 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nel secondo ciclo";

b) all'articolo 2, comma 3, i riferimenti agli allegati C/3 e C/8 sono soppressi;

c) all'articolo 3, comma 2, ultimo periodo, sono soppressi i riferimenti agli articoli 6 e 10;

d) all'allegato B le parole da: "Liceo economico" fino a: "i fenomeni economici e sociali" e da: "Liceo

tecnologico" fino alla fine sono soppresse.

8-ter. Dalle abrogazioni previste dall'articolo 31, comma 2, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226,

sono escluse le disposizioni del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, che fanno

riferimento agli istituti tecnici e professionali. 85

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, DECRETO 22 Agosto 2007, n. 139

Regolamento recante norme in materia di adempimento dell'obbligo di istruzione, ai

sensi dell'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

GU n. 202 del 31-8-2007

Visto l'articolo 34 della Costituzione;

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n.

297;

Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, commi 622, 623 e 624;

Visto il decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76;

Visto il decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, articolo 13, comma 3 e articolo 14, comma 2;

Visto il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, articolo 12, comma 5;

Visto il decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazione, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40,

articolo 13, comma 1-ter;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, recante "Norme in materia di

autonomia delle istituzioni scolastiche";

Visto il decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2006, n. 47;

Visto l'accordo quadro in sede di Conferenza unificata 19 giugno 2003;

Visto l'accordo in sede di Conferenza Stato regioni province autonome di Trento e Bolzano 15 gennaio 2004;

Vista la raccomandazione del Parlamento europeo e dei Consiglio 18 dicembre 2006 relativa a competenze

chiave per l'apprendimento permanente;

Visto il parere del Consiglio nazionale della pubblica istruzione, espresso nell'adunanza del 26 giugno 2007;

Ritenuto necessario ed urgente dare attuazione all'obbligo di istruzione di cui all'articolo 1, comma 622, della

legge n. 296/2006, a partire dall'anno scolastico 2007/2008 con la definizione, in via sperimentale, dei saperi

e delle competenze previsti dai curricoli relativi ai primi due anni degli istituti di istruzione secondaria

superiore e che le relative indicazioni, in prima attuazione, si applicano negli anni scolastici 2007/2008 e

2008/2009;

Considerato quanto previsto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 624, le indicazioni

relative a tali saperi e competenze riguardano anche i percorsi sperimentali di istruzione e formazione

professionale di cui all'Accordo quadro in sede di Conferenza unificata 19 giugno 2003;

Considerata la necessita' di verificare e valutare la sperimentazione dei predetti saperi e competenze per una

loro definitiva applicazione attraverso un organico coinvolgimento delle istituzioni scolastiche nella loro

autonomia;

Udito il parere del Consiglio di Stato espresso nell'adunanza della sezione consultiva per gli atti normativi

nella seduta del 23 luglio 2007; 86

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Considerato che il testo del provvedimento tiene conto delle osservazioni formulate nel citato parere del

Consiglio di Stato, ritenendo comunque opportuno richiamare, in modo coordinato, il quadro normativo

derivante dalle innovazioni introdotte dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, rispetto alla norme previgenti in

materia di diritto/dovere all'istruzione ed alla formazione;

Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge

23 agosto 1988, n. 400, e il relativo nulla osta del Dipartimento per gli Affari giuridici e legislativi della

Presidenza del Consiglio dei Ministri reso in data 20 agosto 2007;

Adotta

il seguente regolamento relativo all'obbligo di istruzione di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo

1, comma 622: Art. 1.

Adempimento dell'obbligo di istruzione

1. L'istruzione obbligatoria e' impartita per almeno dieci anni e si realizza secondo le disposizioni indicate

all'articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e, in prima attuazione, per gli anni scolastici

2007/2008 e 2008/2009 anche con riferimento ai percorsi sperimentali di istruzione e formazione

professionale di cui al comma 624 del richiamato articolo.

2. L'adempimento dell'obbligo di istruzione e' finalizzato al conseguimento di un titolo di studio di scuola

secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di

eta', con il conseguimento dei quali si assolve il diritto/dovere di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005, n.

76.

3. L'obbligo di istruzione di cui al presente articolo decorre a partire dall'anno scolastico 2007/2008 per

coloro che hanno conseguito il titolo di studio conclusivo del primo ciclo nell'anno scolastico 2006/2007.

4. Ai fini di cui al comma 1, sono fatte salve le particolari disposizioni previste per la provincia di Bolzano

dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 623.

Art. 2.

Acquisizione di saperi e competenze

1. Ai fini di cui all'articolo 1, comma 1, i saperi e le competenze, articolati in conoscenze e abilita', con

l'indicazione degli assi culturali di riferimento, sono descritti nell'allegato documento tecnico, che fa parte

integrante del presente regolamento e si applicano secondo le modalita' ivi previste.

2. I saperi e le competenze di cui al comma 1 assicurano l'equivalenza formativa di tutti i percorsi, nel

rispetto dell'identita' dell'offerta formativa e degli obiettivi che caratterizzano i curricoli dei diversi ordini, tipi

e indirizzi di studio. Per il loro recepimento nei curricoli dei primi due anni degli istituti di istruzione

secondaria superiore di ordine classico, scientifico, magistrale, tecnico, professionale e artistico previsti dai

vigenti ordinamenti, le istituzioni scolastiche possono avvalersi degli strumenti di cui al decreto del

Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, con particolare riferimento all'articolo 4, comma 2,

nonche' dell'utilizzazione della quota di flessibilita' oraria del 20% ai sensi del decreto del Ministro della

pubblica istruzione 13 giugno 2006, n. 47.

3. Le modalita' di attuazione delle indicazioni relative ai saperi e alle competenze di cui al comma 1 nei

percorsi sperimentali di istruzione e formazione professionale di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296,

articolo 1, comma 624, sono stabilite nell'intesa in sede di Conferenza unificata ivi prevista, anche ai fini

della ripartizione delle risorse statali destinate ai predetti percorsi.

87

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Art. 3.

Interventi a sostegno dell'adempimento dell'obbligo di istruzione

1. Ai fini dell'adempimento dell'obbligo di istruzione da parte degli alunni diversamente abili, si fa riferimento

al piano educativo individualizzato nella progettazione delle attivita' didattiche educative.

2. Per coloro che non hanno conseguito il titolo conclusivo del primo ciclo e che hanno compiuto il

sedicesimo anno di eta' e' prevista la possibilita' di conseguire tale titolo anche nei centri provinciali per

l'istruzione degli adulti di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 632.

3. Per l'anno scolastico 2007/2008 e, comunque sino alla completa attuazione di quanto previsto dalla legge

27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 632, gli interventi di cui al comma 2 possono essere realizzati

presso i Centri territoriali permanenti per l'educazione degli adulti.

Art. 4.

Certificazione dell'assolvimento dell'obbligo di istruzione

1. La certificazione relativa all'adempimento dell'obbligo di istruzione di cui al presente regolamento e'

rilasciata a domanda.

Per coloro che hanno compiuto il diciottesimo anno di eta' e' rilasciata d'ufficio.

2. Nelle linee guida di cui all'articolo 5 sono contenute indicazioni in merito ai criteri generali per la

certificazione dei saperi e delle competenze di cui all'articolo 2, com-ma 1, ai fini dei passaggi a percorsi di

diverso ordine, indirizzo e tipologia nonche' per il riconoscimento dei crediti formativi, anche come strumento

per facilitare la permanenza, nei percorsi di istruzione e formazione.

3. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo

Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, sono adottati modelli di certificazione dei saperi

e delle competenze di cui all'articolo 2, comma 1, acquisite dagli studenti nell'assolvimento dell'obbligo di

istruzione. Art. 5.

Linee guida

1. Con apposite linee guida, adottate dal Ministro della pubblica istruzione, sono indicate le misure per

l'orientamento dei giovani e delle loro famiglie, la formazione dei docenti, il sostegno, il monitoraggio, la

valutazione e la certificazione dei percorsi in relazione all'attuazione sperimentale delle indicazioni di cui

all'articolo 2, comma 1.

2. Per la realizzazione delle misure di cui al comma 1, il Ministero della pubblica istruzione si avvale della

assistenza dell'Agenzia nazionale per lo sviluppo dell'autonomia scolastica e dell'Istituto nazionale per la

valutazione dei sistema educativo di istruzione e di formazione e, con riferimento ai percorsi di cui alla legge

27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 624, anche dell'Istituto per lo sviluppo della formazione

professionale dei lavoratori ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, articolo 28, comma 2.

Art. 6.

Disposizione finale

1. Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e

Bolzano, in conformita' ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione nonche' alla legge costituzionale

18 ottobre 2001, n. 3. 88

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi

della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 22 agosto 2007

Il Ministro: Fioroni

Visto, il Guardasigilli: Mastella DOCUMENTO TECNICO

Il contesto e il metodo

Con la Raccomandazione del Parlamento e del Consiglio 18 dicembre 2006 relativa alle competenze

chiave per l'apprendimento permanente, l’Unione europea ha invitato gli Stati membri a sviluppare,

nell'ambito delle loro politiche educative, strategie per assicurare che:

l’istruzione e la formazione iniziali offrano a tutti i giovani gli strumenti per sviluppare le competenze

chiave a un livello tale che li preparino alla vita adulta e costituiscano la base per ulteriori occasioni

di apprendimento, come pure per la vita lavorativa;

si tenga debitamente conto di quei giovani che, a causa di svantaggi educativi determinati da

circostanze personali, sociali, culturali o economiche, hanno bisogno di un sostegno particolare per

realizzare le loro potenzialità;

gli adulti siano in grado di sviluppare e aggiornare le loro competenze chiave in tutto il corso della

vita, con un’attenzione particolare per i gruppi di destinatari riconosciuti prioritari nel contesto

nazionale, regionale e/o locale.

Le competenze chiave indicate dalla Raccomandazione sono le seguenti: comunicazione nella madre lingua,

comunicazione nelle lingue straniere, competenza matematica, competenze di base in scienza e tecnologia,

competenza digitale, imparare ad imparare, competenze sociali e civiche, spirito di iniziativa e

imprenditorialità, consapevolezza ed espressione culturale.

In questo contesto, l’articolo 1, comma 622, della Legge del 27 dicembre 2006, n. 296, stabilisce che:

l’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il

conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di

durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età;

l’adempimento dell’obbligo di istruzione deve consentire, una volta conseguito il titolo di studio

conclusivo del primo ciclo, l’acquisizione dei saperi e delle competenze previste dai curricoli relativi ai

primi due anni degli istituti di istruzione secondaria superiore.

L’elevamento dell’obbligo di istruzione a dieci anni intende favorire il pieno sviluppo della persona nella

costruzione del sé, di corrette e significative relazioni con gli altri e di una positiva interazione con la realtà

naturale e sociale.

L’elevamento dell’obbligo di istruzione offre anche strumenti per contrastare il fenomeno della dispersione

scolastica e formativa, che rappresenta uno dei problemi ancora presente drammaticamente nel nostro

Paese, soprattutto per i giovani di 14/ 18 anni. 89

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

I saperi e le competenze per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione sono riferiti ai quattro assi culturali (dei

linguaggi, matematico, scientifico–tecnologico,storico-sociale), contenuti nell’allegato 1). Essi costituiscono

“il tessuto” per la costruzione di percorsi di apprendimento orientati all’acquisizione delle competenze chiave

che preparino i giovani alla vita adulta e che costituiscano la base per consolidare e accrescere saperi e

competenze in un processo di apprendimento permanente, anche ai fini della futura vita lavorativa.

abilità/capacità e conoscenze, con riferimento al

I saperi sono articolati in sistema di descrizione previsto

1

per l’adozione del Quadro europeo dei Titoli e delle Qualifiche (EQF) . La competenza digitale, contenuta

nell’asse dei linguaggi, è comune a tutti gli assi, sia per favorire l’accesso ai saperi sia per rafforzare le

potenzialità espressive individuali.

Le competenze chiave proposte nell’allegato 2) sono il risultato che si può conseguire - all’interno di un

unico processo di insegnamento /apprendimento - attraverso la reciproca integrazione e interdipendenza tra

i saperi e le competenze contenuti negli assi culturali.

L’integrazione tra gli assi culturali rappresenta uno strumento per l’innovazione metodologica e didattica;

offre la possibilità alle istituzioni scolastiche, anche attraverso la quota di flessibilità del 20%, di progettare

percorsi di apprendimento coerenti con le aspirazioni dei giovani e del loro diritto ad un orientamento

consapevole, per una partecipazione efficace e costruttiva alla vita sociale e professionale.

L’ obbligo di istruzione si caratterizza, dunque, per la congruenza dei saperi e delle competenze

acquisite, che assicurano l’equivalenza formativa di tutti i percorsi, nel rispetto dell’identità dell’offerta

formativa e degli obiettivi che caratterizzano i curricoli dei diversi ordini, tipi e indirizzi di studio.

L’accesso ai saperi fondamentali e’ reso possibile e facilitato da atteggiamenti positivi verso

l’apprendimento. La motivazione, la curiosità, l’attitudine alla collaborazione sono gli aspetti comportamentali

che integrano le conoscenze, valorizzano gli stili cognitivi individuali per la piena realizzazione della persona,

facilitano la possibilità di conoscere le proprie attitudini e potenzialità anche in funzione orientativa. A

riguardo, possono offrire contributi molto importanti - con riferimento a tutti gli assi culturali - metodologie

didattiche capaci di valorizzare l’attività di laboratorio e l’apprendimento centrato sull’esperienza.

L’ obbligo di istruzione si realizza, a partire dall’anno scolastico 2007-2008, in una prima fase di

attuazione, che assume carattere di generale sperimentazione. In questo modo può svilupparsi un

progressivo e condiviso processo di innovazione, che prevede il coinvolgimento attivo delle istituzioni

scolastiche e delle autonomie territoriali.

A questo fine, l’innovazione è accompagnata da linee guida e dalla predisposizione di un piano

d’intervento, sostenuto dall’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica e dall’Istituto

Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e formazione.

Il metodo che si intende seguire ha lo scopo di promuovere la partecipazione delle istituzioni educative e

formative autonome, nella loro progettualità e nel loro rapporto con le comunità locali, in un’ampia fase di

attuazione nella quale l’innovazione si può affermare e consolidare attraverso la metodologia della

ricerca/azione.

La promozione di un dibattito culturale ampio e articolato, la ricognizione e la diffusione di positive

esperienze già avviate dalle istituzioni scolastiche in questo ambito, la sperimentazione di modelli di

certificazione delle competenze corrispondenti a percorsi di apprendimento largamente condivisi, il costante

monitoraggio delle innovazioni realizzate e la loro valutazione di sistema potranno consentire la piena messa

a regime dell’obbligo di istruzione nel quadro della riforma del primo e secondo ciclo.

* * *

1

) Si fa riferimento alla proposta di Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 7

(

settembre 2006. Il Quadro europeo delle Qualifiche e dei Titoli contiene le seguenti definizioni:

• indicano il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le

“Conoscenze”:

conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative a un settore di studio o di

le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche

lavoro

; .

90

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

• indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine

“Abilità”, le abilità sono come cognitive (uso del pensiero logico,

compiti e risolvere problemi

; descritte

intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali,

strumenti).

• indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali,

“Competenze”

sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o

personale; le competenze sono descritte in termine di responsabilità e autonomia.

91

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

GLI ASSI CULTURALI

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La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere

L’Asse dei linguaggi

93

La regolamentazione dell’obbligo di istruzione/diritto-dovere


PAGINE

196

PESO

3.18 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione e della formazione
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sistema formativo italiano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scalmato Valeria.

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