Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

La sent. 469/2005 nel caso Emilia aveva tollerato scissione tra pubblicazione notiziale ai fini del referendum (pubblicazione

della sentenza, l.r. 29/2000) e la pubblicazione notiziale ai fini del ricorso governativo (la Corte la fa coincidere con la

pubblicazione della presa d’atto del Consiglio con alla deliberazione dello Statuto stralciato).

Dopo l’eventuale annullamento parziale della Corte (si può derogare l’unicità della pubblicazione notiziale). La

Regione può disciplinare la fase di approvazione consiliare successiva all’annullamento parziale.

Reiterabilità del controllo :

se il Consiglio modifica il testo vagliato dalla Corte le nuove disposizioni consentono al Governo di impugnare le norme che

non potevano essere oggetto del precedente ricorso o anche vizi formali nel procedimento di adozione e successivi al primo

giudizio. Il contenuto necessario degli Statuti

Lo Statuto determina:

• la forma di governo regionale

• i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento dell’ente Regione

l’esercizio del diritto di iniziativa su leggi e provvedimenti amministrativi

• i referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione

• La pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali

• Il Consiglio delle autonomie locali (organo di consultazione)

Prima della riforma: lo statuto disciplinava “l’organizzazione interna della Regione” (implicitamente poteva comprendere la

forma di governo, quindi l’innovazione maggiore riguarda il funzionamento delle strutture amministrative regionali”, aspetto

che prima era competenza ripartita tra Stato e Regioni (oggi residuale: 117, co. 4). 8

Il contenuto eventuale degli Statuti

La Corte Cost. ha affermato la legittimità dell’esistenza di contenuti ulteriori a quelli necessari, ricognitivi di funzioni e

compiti della Regione, sia che indichino aree di intervento politico o legislativo (sent. 2/2004).

Può riguardare aspetti non di competenza regionale verso i quali la Regione intende esprimere principi o finalità relative alla

propria comunità (sentt. 171/1999 e 2/2004).

Può riguardare l’adempimento di compiti fondamentali che richiedono la presenza della Regione anche quando riguardano

materie estranee all’art. 117 Cost. e si proiettano al di fuori dei propri confini territoriali (sentt. 372, 378, 379/2004).

Sono disposizioni prive di valore normativo ed efficacia giuridica anche se inserite in un atto-fonte. Si tratta di disposizioni

per lo più riproduttive di norme costituzionali.

Non sono assimilabili alle norme programmatiche della Costituzione le quali hanno una funzione di integrazione ed

interpretazione delle norme vigenti (sentt. 372 e 378/2004), perché gli Statuti sono solo fonti regionali a competenza

specializzata e riservata. 9

Valore delle norme degli Statuti: rapporti con le leggi regionali e statali

Lo Statuto regionale è una “legge regionale speciale”, frutto di un iter formativo notevolmente aggravato e che prevede la

possibilità di un controllo di legittimità costituzionale in via preventiva .

Il controllo preventivo impedisce che eventuali vizi di legittimità si riversino a cascata su leggi e atti amministrativi (sent. n.

304/2002).

Rapporto con le leggi regionali:

La sentenza n. 304/2002 colloca gli Statuti al vertice delle fonti regionali: “fonte sovraordinata rispetto alla legge regionale”

(sentt. n. 119 e 233/2006).

Le norme programmatiche degli Statuti non condizionano la validità delle leggi regionali (sentt. n. 372, 378 e 379/2004).

Rapporto con le leggi statali:

cade il vincolo dell’ “armonia degli Statuti con le leggi della Repubblica ”;

-

- rapporto di separazione: distinte sfere di competenza. 10

Rapporto tra Statuto e legge elettorale regionale

Lo Statuto non può dettare norme relative:

al sistema di elezione, ai casi di ineleggibilità e incompatibilità dei consiglieri regionali.

-

l’art. 122 Cost. richiede una legge regionale nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge statale (speciale

competenza legislativa a carattere concorrente - sent. n. 2/2004: lo Statuto non può disciplinare direttamente la materia

elettorale).

Disciplina statutaria della materia elettorale :

lo Statuto ha un ruolo limitato (sentt. 196/2003, 2, 378, 379/2004).

La disciplina compete alla legge regionale ordinaria (art. 122, co. 1, Cost).

Alcune regioni utilizzano ancora quella statale e non hanno provveduto all’approvazione di una propria legge sulla base dei

principi fondamentali individuati dalla legge 165/2004.

E’ riservata allo Statuto:

- la disciplina dell’eventuale prorogatio degli organi elettivi regionali;

- la previsione di maggioranze qualificate per l’approvazione delle leggi elettorali (sent. 196/2003).

Con assoluta probabilità anche il numero dei consiglieri regionali. Infatti, le impugnazioni degli Statuti regionali in tema

- di disciplina del sistema elettorale, ineleggibilità ed incompatibilità, non hanno riguardato le parti che dispongono in

merito al numero dei Consiglieri regionali (ad es. Marche, Umbria, Calabria). In particolare, lo Statuto calabrese è stato

impugnato, e giudicato incostituzionale, in relazione alle previsioni concernenti il sistema elettorale ma non per quanto

concerne il numero dei consiglieri. Tuttora l’art. 15 dello Statuto dispone che “Il Consiglio è composto da 50 membri”.

Stessa cosa può affermarsi in relazione alle Marche in quanto il Governo, nell’impugnazione dello Statuto ha

espressamente sostenuto che il numero dei consiglieri rientra nella forma di governo e quindi rappresenta un contenuto

necessario degli Statuti regionali. 11

Unico Statuto con norme puntuali sull’elezione del PGR è quello dell’ Umbria (art. 63), peraltro non impugnato.

La forma di governo regionale

Originario Titolo V:

definiva una forma di governo regionale sul modello di quella nazionale (con legge elettorale proporzionale);

- prevedeva legge statale di elezione dei Consigli regionali, fissando l’elezione del PGR e degli assessori tra i componenti

- il Consiglio regionale (122 Cost.).

La legge elettorale 108/1968 produsse una forma di governo a tendenza assembleare (seggi proporzionali ai voti ottenuti da

liste di candidati concorrenti).

Crisi politica:

1991: modifica elezioni comuni e province

1993: modifica elezione di camera e senato

1995: modifica elezioni regioni: legge 43/1995: 4/5 del Consiglio eletti su base provinciale tra liste concorrenti e sistema

proporzionale; 1/5 eletti su base regionale con sistema maggioritario. Il nome del capolista era indicato alla destra delle liste

collegate, così il Presidente della Giunta formalmente restava eletto in Consiglio ma si aggira l’art. 122, co. 5, Cost.

vincolando il Consiglio a ratificare la volontà popolare.

La L. Cost. 1/1999 elimina tale forzatura:

consente agli Statuti di definire una propria forma di governo con l’unico vincolo dell’armonia con la Costituzione;

- consente adozione di leggi elettorali nei limiti dei principi fondamentali stabiliti da leggi della Repubblica.

- il nuovo 122 Cost delinea forma di governo standard , con possibilità di diversa previsione da parte degli Statuti;

- elezione a suffragio universale del PGR (122, co. 5);

- mozione di sfiducia nel sistema standard (126, co. 3);

- fino ai nuovi Statuti norme transitorie della L. Cost. 1/1999 : elezione diretta PGR + sistema elettorale proporzionale

- all’80% dei seggi e premio di maggioranza per la lista del candidato vincitore, secondo la tecnica del listino. 12

Il modello standard costituzionale:

- è stato largamente scelto anche a causa delle sentt. C. Cost. 304/2002 (Marche: l’elezione diretta del PGR comporta sempre il

principio aut simul stabunt aut simul cadent) e 2/2004 (Calabria).

tutti i nuovi Statuti hanno attuato il principio dell’elezione diretta del PGR, con svilimento dei Consigli che preferiscono

-

l’elezione consiliare al punto che le Commissioni statutarie insediate nei Consigli regionali hanno tentato di limitare il

rafforzamento degli esecutivi.

La Calabria aveva previsto l’elezione diretta del PGR e del vice-Presidente (la Corte ha bocciato la possibilità di duplice

-

candidatura a suffragio universale e diretto, Presidente e vice, sent. 2/2004).

- L’elezione diretta del PGR (formalmente nominato dal Consiglio) sposta in sostanza il potere di indirizzo politico dal

Consiglio alla Giunta e da questa al PGR.

- Scenario neo-parlamentare o semi-parlamentare in cui il PGR ed il Consiglio traggono legittimazione dalla stessa fonte,

attraverso la contemporanea e duplice elezione. I due organi sono legati da un patto di legislatura: nascono e cadono

insieme (aut simul stabunt aut simul cadent – 126, co. 3 Cost.).

Secondo la Corte altri modelli di selezione del Presidente della Giunta da parte degli Statuti non possono prevedere

l’elezione diretta di soggetti diversi dal candidato Presidente (per la Calabria si trattava del vice-Presidente). 13

Caratteri del modello Statutario standard:

Elezione diretta del PGR, a scapito dell’elezione consiliare.

Stabilità esecutivo (elezione diretta e maggiori poteri al PGR).

Residui di parlamentarismo: sfiducia consiliare.

Emersione del 3° soggetto: governo, opposizione, maggioranza consiliare (limitata dalla presenza di Consiglieri- assessori).

Presidente della Giunta: dirige la politica della Giunta e ne è responsabile.

Consiglio: perde il ruolo relazionale tra i poteri.

Il principio aut simul stabunt aut simul cadent – 126, co. 3 Cost:

- è interpretato dalla Corte come vigente solo in sistemi con elezione diretta del PGR: norma cedevole a fronte di diversa

disciplina;

- la scelta del sistema standard costituzionale non consente meccanismi di sostituzione del PGR eletto senza ricorrere a

scioglimento del Consiglio e nuove elezioni.

C. Cost. 304/2002 (Marche): parziale innovazione statutaria che non comporta diversa scelta in ordine alla forma di governo

regionale che sola avrebbe potuto esonerarla dall’osservanza della regola che la disciplina transitoria prevede. Altre forme di

governo attengono all’autonomia statutaria con il solo limite che devono assicurare il rapporto fiduciario tra legislativo ed

esecutivo (nel rispetto del 126, co. 2). La regola aut simul stabunt aut simul cadent vale anche durante il regime transitorio (tra

modifica costituzionale e adozione del nuovo Statuto) e la Regione Marche non poteva prevedere la successione del vice-

Presidente in caso di morte o impedimento del Presidente.

Solo abbandonando il modelle dell’elezione diretta del PGR si può derogare la regola aut simul stabunt aut simul cadent (la

Calabria aveva elezione diretta perchè il Consiglio ratificava in pratica).

- L’alternativa al modello standard sembra solo il modello parlamentare nazionale ma in crisi da anni. 14

Commissioni consiliari negli statuti (artt. 53ss Statuto umbro)

Gli Statuti ammettono procedure in sede redigente (e non più solo referente)

La Toscana solo se il Consiglio la dispone con voto unanime.

Funzioni deliberanti sono previste da Abruzzo, Piemonte e Campania (solo nei casi e modi previsti dai regolamenti interni).

Procedimento legislativo negli Statuti (artt. 36ss Statuto umbro)

Gli Statuti dedicano un apposito Titolo al procedimento legislativo (eccetto Puglia).

da soggetti ulteriori

Le proposte di legge possono essere presentate rispetto a quelli previsti nel passato:

CAL, Consiglio dell’Economia e del Lavoro, Consiglio delle Città metropolitane. Consigli delle unioni di Comuni, Consigli

delle Comunità montane.

Soggetti tradizionali: Consigli provinciali e comunali, iniziativa popolare.

Solo il Piemonte prevede iniziativa popolare su atti diversi dalla legge .

Solo l’Emilia prevede l’istruttoria in forma di pubblico contraddittorio , cui possono partecipare associazioni, comitati,

soggetti portatori di interessi non individuali (il Governo ha impugnato tale previsione ma la Corte ha detto che l’istruttoria

pubblica è istituto già praticato nelle maggiori democrazie e non espropriano il Consiglio della funzione legislativa ).

Emilia : il relatore delle leggi è nominato quando l’atto è trasmesso al Consiglio.

Quanto alla pubblicazione delle leggi regionali (ultima fase del procedimento legislativo) alcuni Statuti prevedono la pubblicità

anche telematica. 15

Tipologia delle fonti negli statuti (artt. 39, 40 dello Statuto umbro)

Nessuno Statuto introduce atti regionali con forza di legge.

Toscana: prevede l’obbligo di motivazione per leggi e regolamenti (come avviene nell’UE).

Potere regolamentare: è attribuito alle Giunte (eccetto quello delegato dallo Stato );

la Puglia ha previsto che l’esecutivo possa avvalersi del parere del Consiglio di Stato .

Testi unici: per settori omogenei:

di riordino e semplificazione - innovativi della precedente legislazione ;

-

- meramente compilativi o di mero coordinamento;

- Misti.

Toscana ed Emilia prevedono norme regionali cedevoli che disciplinano materie di competenza degli Enti locali (cessano di

applicarsi all’entrata in vigore dei regolamenti degli EL). 16

Voto sul programma di governo – mozione di sfiducia –

di censura – questione di fiducia

Tutti o quasi gli Statuti prevedono che il Presidente eletto illustri al Consiglio il programma dell’azione di governo.

A) La mancata approvazione del programma non compromette la permanenza in carica del Presidente.

Estendere gli effetti della mozione di sfiducia al voto sul programma di governo equivarrebbe ad una fiducia iniziale non

compatibile con l’elezione a suffragio universale e diretto del Presidente.

Il sistema costituzionale standard contempla mandati diretti a governare ad entrambi gli organi regionali, ciascuno secondo il

proprio ruolo (sent. 12/2006 sullo Statuto abruzzese).

Così la Corte Costituzionale cristallizza due modelli alternativi:

premierato v/s parlamentarismo classico.

B) Mozione di sfiducia : verso il Presidente Giunta Regionale- implica lo scioglimento del Consiglio. (71)

C) Mozione di censura (71): verso singoli assessori

Non è contemplabile la previsione di un rapporto fiduciario tra Consiglio e singoli assessori.

Sarebbe una riduzione dei poteri del PGR, alterando l’equilibrio di poteri se si privasse il PGR della possibilità di scegliere e

revocare gli assessori.

Negli Statuti è indicata come “ non gradimento”, “censura”, sfiducia ”. 17

La sent. Corte Costituzionale n. 12/2006:

dichiara incostituzionale lo Statuto abruzzese che prevedeva che il PGR dovesse sostituire l’assessore sfiduciato dal

• Consiglio. E’ INCOSTITUZIONALE LA MOZIONE DI SFIDUCIA VERSO IL SINGOLO ASSESSORE NOMINATO DAL PGR.

(fu impugnata dal Governo per lesione del 122, co. 5: nomina e revoca degli assessori sono prerogativa esclusiva del PGR

eletto dirattamente).

la mozione di sfiducia individuale va inquadrata nella forma di governo parlamentare in cui c’è responsabilità collegiale del

-

Governo e individuale dei ministri, entrambe basate sull’art. 95, co. 2, Cost. (responsabilità collegiale e individuale dei

Ministri) - (sentt. 12/2006 e 7/1996).

- nuovo 122 Cost. “Presidente eletto a suffragio universale e diretto” significa poter gestire unitariamente l’indirizzo politico

(in cui rientrano nomina e revoca degli assessori, potere di dimettersi con scioglimento di Giunta e Consiglio).

Questa sentenza chiarisce un principio di più ampia portata e va oltre il limite regionale fissando un principio anche a

livello statale.

Il voto consiliare di fiducia sul programma di governo è tipico dei sistemi parlamentari e non riguarda sistemi ad

• elezione diretta.

La mancata approvazione consiliare del programma del neoeletto presidente ha solo valore politico, non inficiandone la

permanenza in carica.

L’unica logica conseguenza è la possibile presentazione di una mozione di sfiducia o le dimissioni spontanee. Solo questa

impostazione è coerente con il sistema di elezione diretta del PGR. Altrimenti equivarrebbe ad una fiducia iniziale che non può

essere contemplata.

La presentazione del programma del PGR in Consiglio equivale ad una precisazione dello stesso e non oltre. 18

D) Questione di fiducia : istituto tipico del diritto parlamentare.

Calabria e Liguria la prevedono nello Statuto come strumento in mano al PGR in relazione ai più importanti atti e solo la

Liguria lega effetti espressi: se il Consiglio vota a maggioranza assoluta in senso contrario, il PGR decade e il Consiglio è

sciolto.

Calabria: il Regolamento interno parla di immediato scioglimento della seduta consiliare.

Si tratta di uno strumento coerente con un sistema parlamentare mentre con l’elezione diretta del PGR si trasforma in eccesso

di potere, con effetti negativi sull’istruttoria legislativa.

Strumenti di controllo negli Statuti:

gli Statuti non colgono l’opportunità di prevedere forme di controllo consiliare più stringenti rispetto al passato.

Solo la Toscana istituisce una Commissione permanente con funzioni di controllo sullo stato di attuazione delle politiche

regionali.

Per il resto ci sono previsioni solo a livello di Regolamento interno: Umbria – comitato per il monitoraggio e la vigilanza

sull’amministrazione regionale.

Le funzioni del Consiglio regionale disciplinate negli Statuti:

• legislazione

• indirizzo politico

• rappresentanza della comunità sociale e territoriale

• controllo dell’esecutivo e dell’amministrazione in generale 19

La tutela delle minoranze consiliari negli Statuti

Occorre distinguere le norme relative allo status di Consigliere (mozioni, interrogazioni, interpellanze),

dagli strumenti procedurali a tutela dei Gruppi di opposizione.

La legge elettorale regionale deve garantire stabili maggioranze in CS e assicurare la rappresentanza delle minoranze.

E’ un principio posto dalla legge 165/2004 per le nuove leggi regionali.

Alcune regioni prevedono la maggioranza qualificata per l’adozione della legge elettorale regionale.

Spesso gli statuti rinviano ai regolamenti interni la tutela delle minoranze.

Toscana : prevede l’istituzione di un portavoce dell’opposizione (regolamento interno).

Lo Statuto Umbro prevede l’adozione a maggioranza assoluta di una molteplicità di leggi (finanziaria, elettorale, ecc.) ed i l

Regolamento interno disciplina il programma delle attività riservando un quarto degli argomenti a quanto indicato dai

gruppi di opposizione.

Autonomia statutaria alla luce della giurisprudenza costituzionale:

sono legittime forme di delegificazione regionale sul modello dell’art. 17, co. 2, l. 400/1988. (sent. 378/2004).

- È lecito il quorum strutturale per il referendum abrogativo di leggi e regolamenti, anche se flessibile (sent.

- 372/2004). 20


PAGINE

30

PESO

129.21 KB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Amministrativo Avanzato, tenute dal Prof. Fabrizio Figorilli nell'anno accademico 2011.
Il documento spiega i seguenti argomenti relativi alle Regioni: autonomia statutaria, Statuti Regionali (reg. ordinaria e reg. a statuto speciale), elementi costitutivi delle Regioni, referendum confermativo, legge elettorale regionale, modelli di governo regionale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Amministrativo Avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Figorilli Fabrizio.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Diritto amministrativo avanzato

Funzioni amministrative
Dispensa
Riassunto esame Diritto privato comparato, prof. Marini, libro consigliato Modello di proprietà inglese, Moccia
Appunto
Procedimento amministrativo
Dispensa
Riassunto esame Diritto Privato, prof. Marella, libro consigliato Manuale di diritto privato, Nivarra
Appunto