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Vantaggi della medicina come office:

 mette nelle mani del singolo le scelte

 proponendo strutture di cura come “fabbriche della salute” permette di capitalizzare le risorse in investimenti a lungo

 termine.

Non è per caso che, negli USA, il fiore all’occhiello della sanità è la ricerca di base.

 Limiti della medicina come office:

 è del tutto inadeguata alla prevenzione.

 È inadeguata al rapporto a lungo termine

 Non si cura della compliance

 Crisi del sistema sanitario USA: il pre-dialisi

 18

L'informazione nell'office

 Quella che il paziente acquista è una prestazione di tecnica medica, quindi il tipo di

 informazione adatta è altrettanto tecnico e si può limitare alla comunicazione di una

serie di dati esatti, ad esempio, di percentuali di rischio.

La caratteristica di base della comunicazione non è più tanto quella di essere empatica

 e di finalizzata alla scelta (ausilio alla comprensione della decisione del medico,

finalizzata all’ottemperanza delle cure)

quanto di essere asettica,

 oggettiva,

 esatta.

 19

Il paradosso della comunicazione della medicina come office:

 Se il paziente deve decidere la propria terapia, se giunge al medico nel suo ufficio ad

 acquistare una prestazione, teoricamente parlando, dovrebbe già essere stato informato e

non necessitare quindi di altro che di una serie di precisazioni o dettagli.

il paziente dovrebbe, per decidere, avere già acquisito le conoscenze necessarie a tale atto

 (se va ad acquistare una prestazione), oppure essere in grado di acquisirle nel corso di una

singola prestazione, o al massimo in una sequenza di singole prestazioni.

Se la capacità decisionale viene acquisita in un tempo così breve, allora qual è il

 valore dei lunghi studi e della costante pratica della medicina?

Questo modello premia la capacità tecnica specialistica, rispetto all’esperienza.

 20

21

Dal sistema non- assistenziale al principio di autodeterminazione del

 paziente

Il principio sancisce che sia il paziente a decidere insindacabilmente la propria scelta

 terapeutica e che il compito del medico sia quello di eseguire, nella maniera migliore e più

qualificata dal punto di vista professionale quanto richiesto.

Questo principio estremo è il risultato pressoché inevitabile di alcuni elementi:

 di una concezione della medicina come office in cui il paziente sceglie, come al supermarket,

 dove e come acquistare la propria salute;

di un sistema sanitario non assistenziale, in cui non sia insita la creazione di un rapporto di fiducia

 continuativo tra medico e paziente;

di una medicina specializzata e ad alta tecnologia, in cui il contatto col paziente sia sostituito da

 una diagnostica sofisticata, ma così impersonale da diventare, almeno apparentemente,

indipendente dall’operatore. 22

Limiti e superamento del modello della medicina come

 office: Chi è padrone della tecnologia medica?

Se il modello della medicina come office ha il vantaggio di ricordare quanto è

 ovvio, e come spesso avviene per l’ovvio, spesso è dimenticato, cioè che è il

paziente l’elemento centrale dell’atto di cura, non il medico né, tanto meno, la

struttura, accettare il principio di autodeterminazione del paziente finisce di

svilire profondamente il ruolo del medico, in quanto presuppone che, talora nel

giro di pochi minuti, il paziente possa divenire in grado di comprendere tutte le

sfaccettature cliniche ed acquisire tutti gli elementi necessari ad operare una

scelta, per definire i termini della quale il medico ha spesso studiato per decenni.

Il modello dell’autodeterminazione del paziente, come peraltro una medicina tanto

affidata alla tecnologia da ridurre il peso della variabilità di opinioni del singolo

medico, opera al di fuori di un 23

La crisi generazionale della medicina, l’importanza di riconoscere la

 possibilità di una pluralità di approcci e di pareri, l’importanza di non fare

pesare sul paziente le controversie che agitano il mondo della medicina,

l’importanza del rispetto per il collega di superiore esperienza e, d’altro

canto, il dovere di continuare la ricerca sono chiaramente descritti.

Sebbene anche quello di Mosè Maimonide possa essere inquadrato all’interno

dei cosiddetti modelli paternalistici, nei quali la decisione terapeutica è

precipuo onere e compito del medico, il rapporto descritto nella preghiera è

chiaramente quello tra due esseri umani di uguale sacro valore, di differente

livello di conoscenza, entrambi fallibili, entrambi alla ricerca della verità.

Il fatto di riconoscere la pluralità di pareri, poi, attribuisce di per se stesso

un maggiore valore alla scelta del paziente e relativizza il passaggio di

informazioni da parte del medico. 24

Mosè Maimonide: Il beneficio del dubbio

“ Dio onnipotente, Tu hai creato il corpo umano con infinita

sapienza… il corpo involucro dell’anima immortale

Fa che io possa riconoscere ciò che è visibile finire di copiare

25

Medicine as a learned and humane profession

 Becoming a physician is a entry to a way of life, the one

 characteristic common to every true profession.

It may sound old-fashioned, but the learned professions are really

 “callings” from which the members cannot separate their lives….

Medicine is not a science, but a profession that encompasses medical

 science as well as personal, humanistic and professional attributes…

26

Prescrizione e comprensione

Per avere successo, qualunque terapia cronica deve

risultare dalla combinazione di almeno due fattori: una

corretta prescrizione medica e la sua comprensione e

messa in pratica da parte del paziente. 27

Le regole della comunicazione e dell’informazione secondo il modello di Mosè

Maimonide.

Il corollario di un rapporto dinamico e di discussione tra colleghi, di una costante ricerca per il

 superamento dei propri limiti da parte del medico, il riconoscimento che, per quanto grande sia,

l’arte sarà sempre imperfetta, perché dovrà seguire il continuo espandersi della mente umana,

porta a un rapporto altrettanto dinamico con il paziente.

Costui dovrà non solo essere messo a conoscenza di quanto indispensabile per seguire una prescrizione,

ma cogliere anche come questa possa modificarsi nel tempo e come la buona pratica della medicina non sia

qualche cosa di statico, e quindi di “esatto”, ma un continuo divenire e come quindi i dogmi di una

generazione possano essere superati da quella successiva.

Sebbene il peso della scelta spetti al medico, nell’ambito di un rapporto che è quello tra due esseri umani,

che si accordano reciproca fiducia, il cogliere i meccanismi del cambiamento della terapia richiede di

approfondire anche la conoscenza della malattia e del programma di cura. 28

In uno Stato in cui vi sia per ciascun cittadino accesso al lavoro, ciascuno

 deciderà la quota da investire per la propria salute

Ciascuna di queste scelte rappresenta un libero investimento e rispecchia i

 valori di ogni individuo. Lo Stato non è obbligato a disperdere i suoi beni in

un rivolo di servizi di difficile amministrazione.

Questo pragmatico sistema assistenziale, adatto ad una popolazione giovane

 e con buone risorse economiche, è entrato in crisi negli ultimi decenni per

una serie di ragioni quali, innanzitutto l’invecchiamento della popolazione,

in secondo luogo per le cicliche crisi delle economie capitalistiche, e ancora

per il progressivo incremento di patologie croniche, correggibili per molti

anni con terapie costose.

Anche sotto la spinta del modello Europeo, di medicina – e di struttura

 sociale- di tipo assistenziale, alcuni degli aspetti più estremi del modello

Americano si sono via via attenuati, tanto che, ad esempio, il trattamento

dialitico (riconosciuto come “salva vita”) è oggi a disposizione di tutti i

pazienti, e lo Stato assicura la copertura economica per coloro che non

hanno una copertura assicurativa. 29

La comunicazione secondo il sistema medicina come office

 Se il paziente deve decidere la propria terapia, se giunge al medico nel suo ufficio ad acquistare

 una prestazione, teoricamente parlando, dovrebbe già essere stato informato e non necessitare

quindi di altro che di una serie di precisazioni o dettagli. Questo è solo il primo di una serie di

paradossi di comunicazione che si incontrano seguendo, nella sua rigidità logica, il modello di

autodeterminazione del paziente e della medicina come office. Infatti, il paziente dovrebbe, per

decidere, avere già acquisito le conoscenze necessarie a tale atto (se va ad acquistare una

prestazione), oppure essere in grado di acquisirle nel corso di una singola prestazione, o al

massimo in una sequenza di singole prestazioni. In questo senso, si tende ad un ulteriore

paradosso che porta allo svilimento della professione medica; infatti, se la capacità decisionale

viene acquisita in un tempo così breve, allora qual è il valore dei lunghi studi e della costante

pratica della medicina?

Le ricadute di questo modello, infatti, vanno al di là del rapporto medico paziente e si ritrovano

 anche all’interno della comunità medica. Questo modello, infatti, premia la capacità tecnica

specialistica, rispetto all’esperienza. Un giovane brillante avrà o stesso valore di un attempato e

colto professore, tanto più se entrambi operano in ambiti ristretti. E’ in questo senso che va letta la

differente tipologia di carriera medica, legata strettamente all’età, come indicatore di esperienza,

nell’ambito mediterraneo- Ippocrateo, meno dipendente dall’età, più legata alla specifica capacità

tecnica, quella della medicina statunitense. 30

Quella che il paziente acquista è, comunque, una prestazione di tecnica medica, quindi il

 tipo di informazione adatta è altrettanto tecnico e si può limitare alla comunicazione di una

serie di dati

esatti, ad esempio, di percentuali di rischio. La caratteristica di base della comunicazione

non è più tanto quella di essere empatica e di finalizzata alla scelta (ausilio alla

comprensione della decisione del medico, finalizzata all’ottemperanza delle cure) quanto

di essere asettica, oggettiva, esatta. Sebbene non sia facile raggiungere l’esattezza in

medicina, un esempio di situazione che, anche nel nostro ambiente, si può prestare a

questo riguardo è quello della serie di informazioni che vengono fornite, in molti Centri di

trapianto renale, all’atto dell’inserimento in lista.

Anche questo atto formale di informazione può assumere un ruolo del tutto differente se

 inserito in un ambito a tipo continuum of care, in cui finisce di rappresentare un punto

chiave di controllo di conoscenza. Questa trasformazione da atto singolo di informazione,

a momento di controllo delle conoscenze diventa tanto più importante se inserito in un

contesto, come quello Italiano, che ha ancora come modello una medicina olistica, di

stampo Ippocrateo, costruita su un ben radicato rapporto individuale tra medico e paziente,

e nel quale una serie di informazioni tecniche, acquisite in un’unica occasione, rischiano di

non essere in realtà recepite.

Al di là dei suoi limiti, al di là del fatto di trasformare un’arte in una tecnica la grande

 lezione della medicina come office sta nel riconoscere che è possibile innanzitutto, e

doveroso in secondo luogo, fornire al paziente tutte le informazioni rilevanti sul suo caso,

comprese quelle relative a situazioni gravi o a problemi rari. Questa lezione è stata mediata

nel concetto di Consenso Informato. 31

continuativo rapporto di fiducia. Per questo motivo, per la sua discontinuità ed impersonalità, non può che

 snaturare il ruolo del medico terapeuta, che opera in un continuum di azioni ed attenzioni non riconducibili ad una

serie di atti ben definiti, quantificabili, tariffabili.

Nel 1996, un arguto, quanto inquietante editoriale di Lancet, intitolato “Who owns medical technology” analizza la

 situazione della medicina ad elevata tecnologia utilizzando la parabola dei Lapponi e delle renne. Quando, in

Lapponia, un maestro di scuola acquistò, negli anni ’60, una motoslitta a puri fini ricreativi, non avrebbe mai

pensato non avrebbe mai immaginato di dare il via, con questo atto, ad una catena di eventi che sarebbero

culminati in un’inguaribile crisi non solo dell’economia ma degli stessi valori etici tradizionali del suo popolo.

Infatti, la “scoperta” della motoslitta portò ad abbreviare i viaggi, ad avvicinare i confini, a rendere più rapidi gli

scambi ma, allo stesso tempo, le slitte spaventavano le renne, riducendone la fertilità e portandolo a ritornare allo

stato selvatico. Solo le grandi e ricche famiglie di allevatori di renne furono in grado di affrontare la crisi. Le

piccole aziende a conduzione familiare, ridotte a mal partito dalle difficoltà di allevamento degli animali e dalle

necessità economiche legate all’acquisto del carburante, tesero a scomparire. Nel giro di vent’anni la struttura

economica basata su singoli nuclei familiari, relativamente indipendenti scomparve a favore di un’economia di tipo

industriale, e l’allevamento delle renne divenne appannaggio di pochi allevatori, su grossa scala. Non solo un

regime relativamente equalitario si tramutò in una società altamente differenziata, ma lo stesso modello sociale

passò da quello del miglio allevatore ed addomesticatore di bestiame a quello del possessore della motoslitta più

potente. La tecnologia porta più dell’hardware, conclude l’editorialista, muta gli stessi modelli sociali. Ma se il

maestro di scuola non avesse acquistato la motoslitta, se anche questa fosse stata ridotta in pezzi dai decani del

villaggio, il cammino della tecnologia sarebbe stato comunque inarrestabile. Secondo l’Economist, il destino del

medico è quello di divenire un tecnico specializzato al servizio di un’industria dispensatrice di salute. Per opporsi a

questo tragico destino, per non finire come i lapponi e le renne, conclude l’editorialista, i medici non hanno che

una scelta, tornare alle loro radici di guaritori e maestri. 32

Il consenso informato, come mediazione tra modello Ippocrateo e di

 autodeterminazione del paziente

Il termine di consenso informato rappresenta già di per sé una mediazione tra l’autodeterminazione dle

 paziente e la centralità del curante. Infatti, il paziente non deve tanto e

L’alleanza terapeutica: il modello in cui la medicina ha imparato dalla

 psicanalisi

Tra i due modelli estremi di autodeterminazione del paziente e di sacrale segretezza dell’operato medico,

 quasi inevitabilmente era destino che venisse ricercata una mediazione. Questa è rappresentata dal modello

considerato probabilmente oggi il più attuale, quella cioè della cosiddetta alleanza terapeutica. Secondo

questo modello, che riprende la sostanza del patto psicanalitico, medico e paziente si alleano per

raggiungere uno scopo comune. In analisi, scopo, limiti e modalità di raggiungimento vengono definiti in

partenza, tramite un patto che sancisce diritti e doveri di ciascuna delle parti. All’analista ed al soggetto che

si sottopone all’analisi competono dei ruoli ben precisi. Il loro rapporto è esso stesso oggetto di studio (il

cosiddetto transfer e contro transfer che corrispondono al trasferire reciprocamente una serie di emozioni

positive o negative e che, quindi sanciscono il rapporto come non solo tecnico ma anche affettivo e,

soprattutto, reciproco).

Si tratta di un modello sicuramente affascinante, che rispetta il gioco delle parti, che permette, nell’ambito

 di un rapporto equo, a ciascun individuo di rispettare le sue competenze: il medico non diventa un

esecutore di un ordine deciso da un non-esperto né il monarca assoluto che detta una legge da segui 33

La comunicazione come percorso di istruzione reciproca

 Cosa vuol dire istruire gli adulti

 Non basta l’informazione, ci vuole l’istruzione

 Chi deve insegnare?

 Ricadute strutturali del modello di interazione scelto

 Organizzazione “orientata al problema” oppure “orientata al paziente”

 E’ possibile una mediazione tra i modelli?

 34

La crisi generazionale della medicina, l’importanza di riconoscere la

 possibilità di una pluralità di approcci e di pareri, l’importanza di non fare

pesare sul paziente le controversie che agitano il mondo della medicina,

l’importanza del rispetto per il collega di superiore esperienza e, d’altro

canto, il dovere di continuare la ricerca sono chiaramente descritti.

Sebbene anche quello di Mosè Maimonide possa essere inquadrato all’interno

dei cosiddetti modelli paternalistici, nei quali la decisione terapeutica è

precipuo onere e compito del medico, il rapporto descritto nella preghiera è

chiaramente quello tra due esseri umani di uguale sacro valore, di differente

livello di conoscenza, entrambi fallibili, entrambi alla ricerca della verità.

Il fatto di riconoscere la pluralità di pareri, poi, attribuisce di per se stesso un

maggiore valore alla scelta del paziente e relativizza il passaggio di

informazioni da parte del medico. 35

36

03 37

Le regole della comunicazione e dell’informazione secondo il modello di Mosè Maimonide.

Il corollario di un rapporto dinamico e di discussione tra colleghi, di una costante

 ricerca per il superamento dei propri limiti da parte del medico, il riconoscimento che,

per quanto grande sia, l’arte sarà sempre imperfetta, perché dovrà seguire il continuo

espandersi della mente umana, porta a un rapporto altrettanto dinamico con il

paziente.

Costui dovrà non solo essere messo a conoscenza di quanto indispensabile per seguire una

prescrizione, ma cogliere anche come questa possa modificarsi nel tempo e come la buona pratica

della medicina non sia qualche cosa di statico, e quindi di “esatto”, ma un continuo divenire e

come quindi i dogmi di una generazione possano essere superati da quella successiva.

Sebbene il peso della scelta spetti al medico, nell’ambito di un rapporto che è quello tra due

esseri umani, che si accordano reciproca fiducia, il cogliere i meccanismi del cambiamento

della terapia richiede di approfondire anche la conoscenza della malattia e del programma

di cura. 38

Se il medico Ippocrateo dice al paziente: “tu dovrai bere acqua pura, assumere questo infuso…

perché questo ti farà bene” e l’aforisma lascia poco spazio alla discussione,

il seguace di Maimonide deve spiegare: “per quanto oggi è noto della tua malattia, per quanto le mie

conoscenza e quelle dei miei colleghi permettono di consigliare, tu dovrai…”.

Poiché l’evoluzione presuppone tempo, il modello di Maimonide, che potremmo definire

paternalistico- dinamico, si presterà anche particolarmente bene ad un rapporto tra medico e

paziente che si sviluppa nel tempo.

SI DISTINGUE CHIARAMENTE COSI’ IL LIMITE DEL MEDICO DAL LIMITE DELLA

MEDICINA

La scelta di questo tipo di approccio in cui il medico non si trova “solo a difendere” lo stato

dell’arte, ma in cui i limiti attuali e l’evoluzione continua sono dichiarati, porta ad un rafforzamento

del rapporto di fiducia, che altrimenti verrebbe minato da una successiva variazione della terapia. 39

La medicina come office ed il principio di autodeterminazione del paziente.

 Se la struttura di assistenza e cura dei Paesi Europei è nata intorno alle scuole medico

 filosofiche prima ed alle istituzioni umanitarie poi, altro è stato il destino delle scuole

mediche nate nel Nuovo Mondo.

Quello del medico è ritenuto più un mestiere di taglio tecnico che un’arte, ed è

 commercializzato esattamente come quello del maniscalco, del farmacista o del

veterinario.

Il malato acquista, in un “office”, che ha in Italiano il significato di “studio” più

 che di “ufficio”, una prestazione.

La terapia è una serie di atti discontinui che, al bisogno, si ripetono come somma di

 singole prestazioni pagate ad una ad una. 40

In uno Stato in cui vi sia per ciascun cittadino accesso al lavoro, ciascuno deciderà la quota da

 investire per la propria salute

Ciascuna di queste scelte rappresenta un libero investimento e rispecchia i valori di ogni

 individuo. Lo Stato non è obbligato a disperdere i suoi beni in un rivolo di servizi di difficile

amministrazione.

Questo pragmatico sistema assistenziale, adatto ad una popolazione giovane e con buone

 risorse economiche, è entrato in crisi negli ultimi decenni per una serie di ragioni quali,

innanzitutto l’invecchiamento della popolazione, in secondo luogo per le cicliche crisi delle

economie capitalistiche, e ancora per il progressivo incremento di patologie croniche,

correggibili per molti anni con terapie costose.

Anche sotto la spinta del modello Europeo, di medicina – e di struttura sociale- di tipo

 assistenziale, alcuni degli aspetti più estremi del modello Americano si sono via via attenuati,

tanto che, ad esempio, il trattamento dialitico (riconosciuto come “salva vita”) è oggi a

disposizione di tutti i pazienti, e lo Stato assicura la copertura economica per coloro che non

hanno una copertura assicurativa. 41

42

Dal sistema non assistenziale al principio di autodeterminazione del paziente

 Il principio sancisce che sia il paziente a decidere insindacabilmente la propria

 scelta terapeutica e che il compito del medico sia quello di eseguire, nella

maniera migliore e più qualificata dal punto di vista professionale quanto

richiesto.

Questo principio estremo è il risultato pressoché inevitabile di alcuni elementi:

 di una concezione della medicina come office in cui il paziente sceglie, come al

 supermarket, dove e come acquistare la propria salute;

di un sistema sanitario non assistenziale, in cui non sia insita la creazione di un

 rapporto di fiducia continuativo tra medico e paziente;

di una medicina specializzata e ad alta tecnologia, in cui il contatto col paziente sia

sostituito da una diagnostica sofisticata, ma così impersonale da diventare, almeno

apparentemente, indipendente dall’operatore. 43

L'esempio dell'ambulatorio pre-trapianto come atto (apparentemente) isolato di

 informazione

Ipotesi I: il paziente non ha ricevuto informazioni sul trapianto

 E' un caso di informazione come office.

 Essendo un atto isolato, la sua valenza sarà essenzialmente tecnica

 Manca la possibilità del controllo della comprensione

 Ipotesi II: il paziente ha ricevuto informazioni in altre occasioni (discontinue)

 Non si tratta di un atto isolato, si tratta di un ulteriore elemento che viene inserito in un

 percorso di istruzione

Ipotesi III: il paziente giunge all'ambulatorio trapianto dopo un percorso didattico e

 terapeutico completo

La fase di colloquio rappresenta un momento di controllo delle conoscenze acquisite

 44

Limiti e superamento del modello della medicina come office:

 Chi è padrone della tecnologia medica?

 L'autodeterminazione del paziente riscopre l'ovvio: cioè che è il paziente

 l’elemento centrale dell’atto di cura

Ma il modello dell’autodeterminazione del paziente, come peraltro una medicina

 tanto affidata alla tecnologia da ridurre il peso della variabilità di opinioni del

singolo medico, opera al di fuori di un continuativo rapporto di fiducia.

Per questo motivo, per la sua discontinuità ed impersonalità, non può che snaturare

 il ruolo del medico terapeuta, che opera in un continuum di azioni ed attenzioni

non riconducibili ad una serie di atti ben definiti, quantificabili, tariffabili.

La medicina come office diventa indipendente dal medico (si sceglie la

 preparazione tecnica e non la persona. La persona diventa irrilevante) 45

Il consenso informato, come mediazione tra modello Ippocrateo e

 di autodeterminazione del paziente

L’informazione non deve essere soltanto una trasmissione di dati e di notizie … è

 finalizzata non a colmare l’inevitabile differenza di conoscenze tecniche ma a porre

un soggetto nella condizione di esercitare correttamente i suoi diritti e quindi di

formarsi una volontà che sia tale…. 46

L’alleanza terapeutica: il modello in cui la medicina ha

 imparato

dalla psicanalisi

Tra i due modelli estremi di autodeterminazione del paziente e di sacrale

 segretezza dell’operato medico, quasi inevitabilmente era destino che venisse

ricercata una mediazione.

Questa è rappresentata dal modello considerato probabilmente oggi il più attuale,

 quella cioè della cosiddetta alleanza terapeutica.

Secondo questo modello, che riprende la sostanza del patto psicanalitico,

 medico e paziente si alleano per raggiungere uno scopo comune. 47

In analisi, scopo, limiti e modalità di raggiungimento vengono definiti in

 partenza, tramite un patto che sancisce diritti e doveri di ciascuna delle

parti.

All’analista ed al soggetto che si sottopone all’analisi competono dei

 ruoli ben precisi. Il loro rapporto è esso stesso oggetto di studio (il

cosiddetto transfer e contro transfer che corrispondono al trasferire

reciprocamente una serie di emozioni positive o negative e che, quindi

sanciscono il rapporto come non solo tecnico ma anche affettivo e,

soprattutto, reciproco).

Se si adotta il principio dell'alleanza terapeutica, l'istruzione diventa

 un percorso. 48

L'alleanza terapeutica presuppone un tipo

 completamente differente di informazione:

continuativa

 dettagliata

 ripetuta

 discussa

 non solo strumentale all'esecuzione delle cure ma tale

 da appoggiare ogni scelta comune garantendo un buon

livello di conoscenza, e quindi di partecipazione attiva

in tutte le varie fasi della malattia. 49

Antonio

Vercellone

UNA LEZIONE 50


PAGINE

74

PESO

1.59 MB

AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento al corso di Nefrologia, tentuto dalla Prof. Giuseppe Piccoli, nell'anno accademico 2012.
Il documento è dedicato al rapporto medico-paziente.
Tra gli argomenti trattati: Ippocrate, consenso informato, Mosè Maimonide, autodeterminazione del paziente, Antonio Vercellone, alleanza terapeutica, dialisi in vignette.


DETTAGLI
Esame: Nefrologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni) (ORBASSANO - TORINO)
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Nefrologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Piccoli Giuseppe.

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