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INDICE

PREMESSA .........................................................................................................................5

SOMMARIO........................................................................................................................8

1. INTRODUZIONE............................................................................................................9

2. PRESENTAZIONE DEI RISULTATI........................................................................11

3. COMMENTO AI RISULTATI ...................................................................................13

4. STIMA DELLA DOSE..................................................................................................19

4.1 Equivalente di dose efficace annuo da radon.............................................19

4.2 Equivalente di dose efficace annuo da radiazione gamma...................20

4.3 Equivalente di dose efficace totale annuo ...................................................20

5.IL RISCHIO.....................................................................................................................22

6. AZIONI FUTURE..........................................................................................................24

BIBLIOGRAFIA ................................................................................................................26

GLOSSARIO........................................................................................................................28

7/34

PREMESSA

L'indagine sulla radioattività naturale nelle abitazioni site sul territorio regionale

campano è stata progettata e promossa dall'ANPA e dall'Istituto Superiore di

Sanità, che hanno curato la fase di progettazione dell'indagine (scelta del campione

rappresentativo, progettazione e messa a punto della tecnica di misura della

concentrazione di radon) ed è stata realizzata in collaborazione con la Regione

Campania - Assessorato alla Sanità - Osservatorio Epidemiologico Regionale e con il

Servizio di Radioprotezione dell'Università "Federico II" di Napoli.

L'Osservatorio Epidemiologico Regionale ha curato il coordinamento tra le strutture

tecniche e le unità amministrative e sanitarie della regione (28 Comuni con le

relative 20 UUSSLL territorialmente competenti) ed ha affrontato il problema dei

contatti con le famiglie selezionate per formare il campione statistico utilizzato.

Il Servizio di Radioprotezione dell'Università ha curato la parte tecnica e operativa

della campagna preparando i dosimetri, eseguendo la loro lettura e l'analisi dei

risultati, nonché compilando il presente rapporto che comunque segue lo schema

tracciato in sede nazionale.

Il campione di abitazioni, che ai fini della misura dei valori medi nazionali di

concentrazione di radon e di esposizione gamma era stato fissato in 476 abitazioni

site in 12 Comuni, è stato raddoppiato al fine di ottenere con sufficiente precisione

anche i valori medi regionali.

Ai Comuni che componevano questo campione doppio è stato aggiunto ancora

Baronissi che, coinvolto in un primo momento in sostituzione di un altro Comune la

cui partecipazione alla campagna era inizialmente in dubbio, anche quando quest’

ultimo ha sciolto le sue riserve, ha manifestato la volontà di partecipare all’indagine.

In conclusione, quindi, il campione è risultato costituito da 971 abitazioni in 28

Comuni, di cui 247 nei 3 Comuni campani con più di 100000 abitanti (Napoli,

Salerno e Torre del Greco) e 724 nei rimanenti altri. L'elenco dei Comuni e la

distribuzione in essi delle abitazioni sarà riportato nel seguito.

Nel 1984 l' ENEA-DISP si è separata dall'ENEA acquisendo il nome di Agenzia

Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA); tuttavia nel corso del presente

rapporto è stato mantenuto il nome che aveva all'inizio di quest'indagine.

8/34

SOMMARIO

La radioattività naturale negli ambienti chiusi rappresenta la principale fonte di

esposizione degli esseri umani alle radiazioni ionizzanti. Il radon (gas radioattivo) e i

suoi prodotti di decadimento contribuiscono a questa esposizione per circa il 50%..

L’ENEA/DISP e l’Istituto Superiore di Sanità hanno promosso, in collaborazione con

gli Assessorati alla Sanità delle Regioni Italiane, una indagine campione volta a

valutare l’esposizione della popolazione italiana alla radioattività naturale nelle

abitazioni. Il tipo di campionamento adottato permette di ottenere le distribuzioni e

i valori medi rappresentativi delle situazioni esistenti nelle singole regioni e a livello

nazionale. Il valore medio nazionale della concentrazione di radon è risultato pari a

Bq/m3; Bq/m3

77 il numero delle case in cui la concentrazione supera i 200 e i 400

(valori raccomandati dalla Commissione della Comunità Europea quali riferimenti

rispettivamente per la progettazione e la realizzazione di azioni di bonifica)

rappresenta rispettivamente il 5% e il 1%. Si è riscontrata inoltre una notevole

Bq/m3.

variabilità tra la concentrazione media delle varie regioni: tra 30 e 120

Per la radiazione gamma si è misurata una dose assorbita media nazionale di 105

nGy/h, con medie regionali comprese tra 40 e 300 nGy/h.

Nel presente rapporto sono presentati i risultati ottenuti in Campania, attraverso

l’esame di un campione di 786 abitazioni.

Il valore medio regionale della concentrazione di radon è risultato pari a 95.8

Bq/m3. Il valore medio dell’intensità di dose assorbita in aria, relativa alla

radiazione gamma e a quella cosmica, è pari a 327.7 nGy/h.

Il valore medio della concentrazione di radon conferma i risultati di precedenti

misure eseguite in Campania (1), su un campione numericamente ridotto rispetto all'

attuale.

È importante ricordare che la concentrazione media nazionale di radon nelle

abitazioni dei Paesi industrializzati viene stimata dal Comitato Scientifico delle

Bq/m3,

Nazioni Unite intorno a 40 con una variabilità molto ampia - da qualche

Bq/m3 Bq/m3.

a 10.000 Per la radiazione gamma è stata misurata un'intensità di

dose assorbita di 83 nGy/h, con una variabilità molto minore che non per il radon.

Dalla conoscenza della concentrazione del radon e della dose assorbita dovuta alla

radiazione gamma e cosmica, si ottiene (sulla base di alcune ipotesi relative ai tempi

di permanenza in ambienti chiusi, ai fattori fisiologici, ai modelli dosimetrici, ecc.)

l’equivalente di dose efficace, che permette di valutare gli effetti biologici delle

radiazioni ionizzanti. 9/34

Nella parte finale del presente rapporto vengono discusse brevemente le stime di

rischio associate all’esposizione alle radiazioni e gli eventuali provvedimenti da

prendere in esame per abbassare la concentrazione del radon nelle abitazioni.

Un glossario aiuta a comprendere il significato dei principali termini tecnici usati.

COMUNE MISURE I SEMESTRE I SEMESTRE II SEMESTRE II SEMESTRE

radon

PREVISTE gamma radon gamma

Piana Di Monte Verna 15 15 15 15 15

Pignataro Maggiore 28 28 27 27 27

Sant’angelo D’alife 13 13 13 13 13

Castelfranco In M. 7 7 7 7 7

Castelpoto 9 9 9 9 9

Foiano Valfortore 15 15 15 15 15

Boscoreale 135 127 126 123 113

Ischia 82 79 77 78 77

Pollena Trocchia 41 41 41 38 37

Torre Del Greco 15 15 15 15 14

Sorrento 87 85 84 80 74

Calabritto 18 18 18 17 16

Domicella 9 9 8 9 9

Montella 35 35 34 35 34

Montemarano 21 21 21 21 20

Savignano Irpino 9 9 8 9 9

Santa Paolina 10 10 10 10 10

Sperone 13 13 13 12 11

Torrioni 3 3 3 3 3

Baronissi 42 42 42 41 41

Colliano 18 18 18 18 18

Laurito 6 6 4 6 6

Mercato S.Severino 81 81 80 81 80

Pollica 15 15 15 13 14

Sacco 4 4 4 4 4

Salerno 32 30 30 30 0

Sessa Cilento 8 8 7 8 7

Napoli 82 45 0 45 0

Tab 1: Elenco dei comuni che compongono il campione. Nella colonna 2 è riportato il

numero delle misure previste; nelle colonne da3 a 5 le misure realmente effettuate.

10/34

1 - INTRODUZIONE

Come è noto, ogni persona è esposta alle radiazioni di origine cosmica e a quelle

emesse dalle sostanze radioattive presenti nel suolo, nell’aria e nelle acque, sin dalla

nascita della Terra. Il livello di radioattività naturale può variare grandemente da

un sito all’altro. A Città del Messico, situata a circa 2.000 m di altezza, la radiazione

cosmica è circa il doppio di quella misurata in una città posta a livello del mare. Nel

Kerala (India) la radiazione gamma emessa dal terreno è circa 20 volte quella

esistente, per esempio, in media nella pianura Padana.

A livello mondiale si stima (2) che circa il 50% della dose efficace che in media ogni

persona riceve dall’esposizione a sorgenti naturali di radiazioni sia dovuta ai

prodotti di decadimento del radon, gas radioattivo presente nel terreno, nelle rocce

e nei materiali da costruzione (Fig.1). All’aperto il radon viene rapidamente disperso

nell’atmosfera, mentre tende a concentrarsi negli ambienti chiusi.

Fig.1 Composizione della dose efficace media mondiale

R.N.interni

corpo

al

umano

Gamm Rado

a n

Radiazion

cosmic

e a Altr Thoro

Applicazion

o medich n

i e

Fig.1 Composizione della dose efficace media mondiale

Va in proposito ricordato che la qualità dell’aria nell’interno degli edifici

rappresenta oggi un problema di sanità pubblica di notevole rilevanza, cui numerosi

organismi internazionali stanno dedicando attenzione crescente. La popolazione dei

Paesi industrializzati trascorre infatti circa l’80% del suo tempo in ambienti chiusi,

siano essi abitazioni, edifici pubblici o luoghi di lavoro e viene esposta a una

11/34

molteplicità di contaminanti, per alcuni dei quali la concentrazione è spesso

maggiore nell’aria interna rispetto a quella esterna.

L’evoluzione subita nei secoli dalle tipologie edilizie, i nuovi materiali impiegati per

costruire e per arredare, i prodotti sempre più numerosi utilizzati per uso

domestico, il migliorato isolamento degli ambienti, la diminuzione dei ricambi di aria

legata anche ai progetti di risparmio energetico, hanno sicuramente influito sulla

qualità dell’aria nell’interno delle case. I contaminanti chimici e fisici presenti

possono essere di origine artificiale (quali i prodotti di combustione, i composti

organici volatili, il fumo di sigaretta, l’asbesto, ecc.) o di origine naturale (quale il

radon).

Le conoscenze sugli effetti dei diversi inquinanti sono spesso incomplete; essi

possono essere assai diversi: effetti sul sistema respiratorio, su quello nervoso,

tumori, reazioni allergiche, ecc. È importante, quindi, al fine di programmare

campagne per prevenire o limitare i rischi ad essi associati, individuare i

contaminanti e misurarne le concentrazioni con metodologie corrette.

In relazione alla radioattività naturale, l’ENEA/DISP e l’Istituto Superiore di Sanità

hanno congiuntamente progettato (3, 4) un' indagine per valutare l’esposizione

media nazionale e regionale della popolazione italiana nelle abitazioni. Si tratta di

misurare nell’interno di 5.000 case (poste in 200 comuni) sia la concentrazione di

radon nell’aria che la quantità di radiazione gamma emessa dalle pareti.

Data la dimensione e la complessità del programma da attuare e l’esigenza di

impostare un rapporto diretto con le famiglie da coinvolgere, è stato proposto agli

Assessorati alla Sanità delle 19 Regioni e delle 2 Province Autonome del nostro

Paese di promuovere localmente l’indagine realizzandola tramite le strutture del

Servizio Sanitario Nazionale. Molte Regioni ed Enti hanno aderito alla proposta a

conferma della sensibilità esistente sul problema: si è andato così creando una

metodologia di lavoro comune tra istituti centrali e strutture regionali che non ha

precedenti né in Italia né all'estero. Soprattutto nel momento in cui i Centri

Regionali di Riferimento, di recente formazione, iniziavano la loro attività nel clima

operoso ma confuso del dopo Chernobyl, il lavoro svolto nell'ambito di questa

indagine ha costituito un training particolarmente utile al rodaggio dei laboratori

regionali.

In questo ambito è stata effettuata l'indagine nella regione Campania della quale

sono riportati i risultati nel presente rapporto. In essa sono state coinvolte 971

famiglie, estratte in modo da costituire un campione statisticamente rappresentativo

sia a livello regionale, sia come parte del campione nazionale. 12/34

Va sottolineato che in indagini di questo tipo è di primaria importanza scegliere un

campione rappresentativo della situazione esistente. Nel caso specifico il campione è

stato estratto in modo tale che la distribuzione della concentrazione del radon

misurata nelle 5.000 case selezionate possa rappresentare quella esistente in tutte

le abitazioni italiane. Analogo criterio è stato seguito per ottenere la

rappresentatività a livello regionale.

Alle famiglie selezionate che hanno aderito sono stati consegnati gli appositi

strumenti di misura (dosimetri), affinché fossero esposti per un periodo di 6 mesi

(*)

per la misura della radiazione gamma e per due periodi consecutivi di 6 mesi per

la misura della concentrazione del radon. È necessario tenere infatti conto delle

variazioni stagionali di alcuni parametri, quali la temperatura, l’umidità, la

pressione, che influenzano, insieme alla ventilazione dei locali, la concentrazione di

radon.

In tabella I sono mostrate le caratteristiche del campione analizzato in Campania. Si

noti che pur essendo venute meno, per vari motivi, quali le difficoltà di contatto con

le famiglie, lo smarrimento o la distruzione di rivelatori oltre il 10% delle famiglie

selezionate, l'aver progettato un campione doppio ed avere aggiunto un Comune al

numero iniziale, ha mitigato l'effetto di queste perdite.

2. PRESENTAZIONE DEI RISULTATI

I risultati delle misure effettuate nel campione di abitazioni selezionato in Campania

sono riportati nelle Fig. 2 e 3. La Fig. 2 è relativa al radon, la Fig. 3 alla radiazione

gamma e a quella cosmica.

(*) Va tenuto presente che i dosimetri di questo tipo sono sensibili sia alla

radiazione gamma emessa dalle pareti che alle radiazioni di origine cosmica,

le quali vengono parzialmente schermate dall’edificio stesso. 13/34

200

150

100

50

0 0 100 200 300 400 500 600

Bq/m

c

Fig.2 Distribuzione delle concentrazioni di radon

3

I valori di concentrazione di radon (espressi in Bq/m ) sono suddivisi in intervalli di

3

25 Bq/m ciascuno. Nella Figura 2 per ogni intervallo è riportato in ordinata il

numero di abitazioni il cui valore di concentrazione cade in detto intervallo. Come si

vede nella grande maggioranza delle abitazioni, e precisamente nel 94% del totale,

3

si hanno valori di concentrazioni inferiori a 200 Bq/m . La media aritmetica

3 3

regionale è pari a 95.8 Bq/m e la mediana è 82.9 Bq/m . L'incertezza su questo

valore, dovuta alla variabilità statistica del campione, all'errore di misura e alla

variabilità della concentrazione sulla zona campionata, è stata valutata in circa il 10

3

%. Nella Fig.2 viene evidenziato il valore di 400 Bq/m indicato nella

(*)

Raccomandazione della Comunità Europea (5) del febbraio 90 , come valore al di

sopra del quale si suggerisce di esaminare la fattibilità di interventi per la riduzione

della concentrazione di radon nelle abitazioni.

Va ricordato che l’esposizione della popolazione alla radioattività naturale nelle

abitazioni non rientra nelle attività disciplinate dalla legislazione nucleare operante

nel nostro Paese (DPR 185/1964 e decreti applicativi) e inoltre viene esplicitamente

esclusa dalle Direttive Comunitarie del 1980 e 1984 (6,7,8) che fissano le norme

fondamentali relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori

contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti.

(*) Va tenuto presente che, mentre le Direttive del Consiglio delle Comunità

Europee debbono essere obbligatoriamente recepite nelle legislazioni dei

Paesi membri, le Raccomandazioni della Commissione rappresentano

suggerimenti tendenti ad assicurare una armonizzazione delle norme vigenti

nei diversi Paesi. 14/34

3

Il valore di 400 Bq/m è quindi un valore guida e non un limite legislativo. È inoltre

opportuno osservare che il radon è un gas naturale sempre presente nell’aria che si

respira per cui sarebbe privo di significato fissare un livello di riferimento per la

concentrazione pari a zero.

Come risulta dalla Fig. 2, in tutte le abitazioni, eccetto due, la concentrazione di

3

radon risulta inferiore a 400 Bq/m .

60

40

20

0 0 100 200 300 400 500 600 700

nGy/h

Fig. 3 Distribuzione dei valori di dose gamma in aria

Per quanto riguarda i risultati delle misure di dose assorbita in aria dovuta alla

presenza della radiazione gamma di origine terrestre e cosmica (cfr.Glossario), essi

sono illustrati in Figura 3, in cui si riportano, come per il radon, il numero di

abitazioni nelle quali il valore di intensità di dose assorbita in aria, espresso in

nGy/h, è compreso in intervalli di 25 nGy/h. Questa distribuzione è influenzata dalla

grande variabilità tra i valori relativi ai vari Comuni, largamente influenzati sia

dalla varietà dei materiali impiegati nell' edilizia, sia dalle differenze del livello sul

mare al quale si trovano i vari Comuni, situati a quote che vanno da 0 a 900 metri,

che influisce sulla componente cosmica alla dose assorbita in aria.

Il valore medio regionale risulta pari a 327.7 nGy/h, mentre la mediana è di 321.5

nGy/h Anche su questo valore l'incertezza è stata valutata pari al 10 %.

Come già detto in questi valori c'è sia il contributo della radiazione gamma,

proveniente soprattutto dalle pareti delle abitazioni, che quello dei raggi cosmici,

che penetrano nelle abitazioni dall'esterno. Il tipo di dosimetri utilizzati, infatti, non

15/34

permette di distinguere tra le due componenti. Misure eseguite in Italia (9),

confermate da una stima della Commissione della Comunità Europea (10), hanno

quantificato in 32 nGy/h la dose assorbita dovuta alla radiazione cosmica, tenuto

conto anche dell'effetto schermante delle strutture superiori dell'edifici.

Considerando questa correzione, che comunque media sulle differenze di quota delle

abitazioni del campione, il valore medio della dose gamma di origine terrestre

sarebbe di 295.7 nGy/h.

Anche se alla conclusione dell'indagine nazionale mancano due regioni, Calabria e

Sicilia, dove peraltro la campagna è in corso, le medie nazionali possono considerarsi

praticamente definitive sia per quanto riguarda la concentrazione di radon (77

Bq/m3), sia per la dose di esposizione ai gamma (105 nGy/h). Di conseguenza ha

senso confrontare con esse i valori medi della Campania; da questo confronto

emerge una piccola differenza tra i valori delle concentrazioni di radon. A causa

della natura vulcanica di buona parte del territorio della regione e del largo uso che

in edilizia si è fatto e si fa ancora di materiali come il tufo o la pozzolana,

caratterizzati da concentrazioni di uranio, quindi di radon, più alte che altri

materiali, ci si sarebbe aspettata una differenza maggiore: evidentemente il clima

temperato, con la conseguente buona ventilazione per buona parte dell'anno

impedisce il raggiungimento di alti livelli di concentrazione.

D'altro canto bisogna notare che la media regionale della dose di esposizione gamma

è circa tre volte maggiore del valore medio nazionale: l'uso di materiali contenenti

alte concentrazioni di isotopi radioattivi mostra in questo caso il suo effetto.

Bisogna infine sottolineare che i valori medi, sia regionali che nazionali, sono affetti

da un margine di incertezza legato alla misura (come si sa ogni misura sperimentale

è caratterizzata da una indeterminazione propria della tecnica usata) e da un

margine di incertezza dovuto al campionamento statistico: le misure sono state

eseguite in un campione di abitazioni e non sulla totalità delle abitazioni italiane.

Questo secondo è maggiore nelle medie regionali rispetto alle medie nazionali. Nel

caso della Campania l'incertezza sulla media è stata incrementata dall'influenza sulla

bontà del campionamento dei dati raccolti a Napoli. Nelle abitazioni selezionate a

Napoli si è riusciti, con grande sforzo, a collocare soltanto una parte dei rivelatori

per il radon (solo per un semestre) e non si è potuta eseguire la determinazione

della dose gamma. Il fatto che questa sia stata impossibile anche a Salerno ha fatto

sì che al campione sia venuta meno la maggior parte della componente relativa ai

Comuni con più di 100000 abitanti. 16/34

3. COMMENTO AI RISULTATI

Fermo restando quanto detto nel paragrafo precedente, può essere utile confrontare

i valori medi, sia per quanto riguarda la concentrazione del radon che la dose

assorbita gamma in aria, con quelli misurati in altri Paesi. Va tenuto presente che i

risultati ottenuti nello svolgimento delle diverse indagini non sono sempre

confrontabili tra di loro e con quelli ricavati in Italia. Talvolta le misure sono state

eseguite per tempi brevi (dell’ordine del mese), spesso il campionamento delle

abitazioni non è rappresentativo della situazione nazionale.

Per quanto riguarda la concentrazione del radon nelle abitazioni, il valor medio

3

aritmetico nei Paesi industrializzati viene valutato intorno a 55 Bq/m , con grande

3 3

variabilità da un sito all’altro (da pochi Bq/m a più di 10.000 Bq/m ) (11,12). Ad

3

esempio, in Gran Bretagna, dove la concentrazione media nazionale è di 20 Bq/m ,

3

sono stati misurati valori medi pari a 300 Bq/m in vaste aree del Devon e della

Cornovaglia (13).

Per quanto riguarda la radiazione gamma, le variazioni sono assai meno accentuate e

i valori medi della intensità di dose assorbita in aria, nei Paesi Europei, si aggirano

intorno a 100 nGy/h.

Come già accennato nel primo paragrafo, i livelli di concentrazione di radon nelle

case dipendono dalle caratteristiche dell’ambiente esterno ed interno, quali: la

struttura del terreno, le tecniche costruttive e i materiali utilizzati negli edifici. Essi

possono anche essere legati alle abitudini e alle condizioni di vita ed economiche di

coloro che abitano le case, che influenzano la ventilazione degli ambienti e lo stato

degli infissi.

Nel corso dell’indagine, sono state raccolte informazioni sulle caratteristiche sopra

menzionate e su altre ancora, con l’obiettivo di verificare le eventuali correlazioni

fra esse e la concentrazione misurata di radon. Tale studio, che riguarderà l’intero

territorio nazionale, è in stato avanzato e si concluderà con la fine della campagna

nelle due regioni dove l'indagine è ancora in corso.

L' analisi dei dati della nostra regione, data la dimensione del campione (soltanto la

Regione Lombardia ha coinvolto un numero di famiglie confrontabile con il nostro)

consente di fare interessanti considerazioni sulle concentrazioni di radon.

Circa la metà delle abitazioni che costituiscono il campione ha pareti di tufo (fig. 4).

17/34

.

60

40

20

0 0 100 200 300 400 500 600

Bq/mc

Fig.4 Concentrazioni di radon in abitazioni costruite prevalentemente con tufo

120

90

60

30

0 0 100 200 300 400 500 600

Bq/mc

Fig. 5 Concentrazioni di radon in abitazioni con struttura in cemento armato

18/34

I livelli di radon in queste case e in quelle costruite con cemento (Fig.5) cadono nello

Bq/m3 3

stesso range ma mostrano differenti valori medi (108.9 e 82.2 Bq/m

3

rispettivamente). Le mediane delle due distribuzioni sono: 94.2 Bq/m e 71.1

3

Bq/m .

In Fig. 6 sono riportate le concentrazioni medie in funzione dei diversi piani delle

abitazioni. La lettera S indica il piano semi-interrato e la lettera T il piano terra.

250

200

150

100

50

0 S T 1 2 3 4 5

piano

Fig. 6 Concentrazioni medie di radon in funzione del piano

Si osserva che le concentrazioni decrescono all'aumentare del piano, confermando

l'ipotesi che la principale sorgente di radon è rappresentata dal suolo e che la via di

ingresso del gas nelle abitazioni è costituita dalle fratture presenti nelle fondamenta.

Il fatto che dal terzo piano in poi le concentrazioni diventino praticamente costanti

indica che, ai piani più alti, il radon proviene principalmente dalle pareti.

Diverso è invece l'andamento, col piano dell'edificio, della dose gamma esterna,

mostrato in fig 7. Esso è sostanzialmente uniforme, salvo un leggero incremento al

piano terra. 19/34

Fig.7 Intensità di dose gamma assorbita in aria in funzione del piano

500

450

400

350

300

250

200

150

100

50

0 S T 1 2 3 4 5 6 7

piano

Fig. 7 Intensità di dose gamma in aria in funzione del piano

20/34

400

350 cemento

altro

300

250

200

150

100

50

0 ST S T 1 2 3 4 5 6 7

Piano

Fig.8 Andamento dell'intensità di dose gamma in aria in funzione del tipo di edificio

L'uniformità sembra indicare che la struttura dei piani superiori non schermi i piani

più bassi dalla radiazione cosmica e che quindi la maggior parte della dose provenga

dalle pareti. Questo dato è evidenziato anche nella Fig. 8, dove sono confrontati gli

andamenti col piano della dose gamma nel caso di edifici con struttura in cemento e

nel caso di edifici con muri portanti, quindi soprattutto di tufo: gli andamenti sono

sostanzialmente paralleli ma nel secondo caso i valori sono maggiori. Nella Fig. 8 ST

sta per sotterraneo.

La leggera impennata della dose al piano terra evidenzia una sovrapposizione della

dose gamma dovuta all' irraggiamento da parte di radionuclidi situati nelle pareti e

della dose dovuta al radon e alla sua progenie presenti nell' aria, essendo la

concentrazione di radon maggiore proprio al piano terra. Anche in questo caso il

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Atreyu

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Corso di laurea: Corso di laurea in fisica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Misure nucleari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli Federico II - Unina o del prof Roca Vincenzo.

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