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Il Direttore editoriale è corrispondente da Washington di

Vittorio Zucconi,

Repubblica, che ogni giorno ha due appuntamenti fissi (alle 7.50 e alle 18.50) con la

sua rubrica Radio Capital nasce a Cormano (MI) nel maggio del

Risponde Zucconi

1977 come quotidiano radiodiffuso con il nome di Controradio Cormano . Viene

fondata da Roberto Tracogna e dopo un anno di trasmissioni nel 1979 cambia

denominazione diventando Radio Extra 2000.

Nel 1980 l'editore, prendendo spunto dalla famosa Capital Radio di Londra, cambia

denominazione definitivamente in Radio Capital con il claim "Dance all day",

identificativo del format basato esclusivamente su musica dance.

Nel 1987 la stazione viene comprata dalla Deejay's Gang di Claudio Cecchetto e

Valerio Gallorini per sperimentare un nuovo format con programmi solo in lingua

inglese. Nel 1990, in occasione dell'entrata in vigore della legge 223/1990 (legge

Mammì) Cecchetto presenta domanda di concessione come radio locale per il bacino

lombardo, avendo già avanzato istanza per la concessione nazionale come Radio Dee

Jay.Nella metà degli anni '90, il disk-jockey milanese, ridenominata la rete nazionale

acquistata come Radio Capital Solo Successi (il marchio Gamma Radio) continuerà

ad operare proficuamente su scala regionale sulla concessione locale conseguita dalla

società milanese Radiant) e vi annette gli impianti della precedente versione locale

(tra cui l'impianto 93,050 MHz, nel frattempo riposizionato a 93.100 MHz e de

localizzato in Valcava per illuminare la pianura padana), avviando una campagna

acquisti di frequenze per conseguire l'illuminazione del territorio nazionale.

Nondimeno, successivamente, Cecchetto, valutato che ormai per competere con i

grossi gruppi editoriali servivano risorse economiche di cui non disponeva, avrebbe

ceduto anche Radio Capital alla società Elemedia del Gruppo editoriale L'Espresso

(cui aveva già ceduto le quote di Radio Dee Jay), che l'avrebbe rilanciata e

notevolmente potenziata in termini di diffusione del segnale e di esposizione

mediatica.

Oggi Radio Capital è una delle tre reti nazionali (insieme a Radio DeeJay ed m2o) di

proprietà della Elemedia società del Gruppo l'Espresso, la redazione giornalistica è

diretta da Vittorio Zucconi. Dalla fine di aprile 2007, Linus già direttore di Radio

DeeJay assume la direzione artistica anche di m2o e di Radio Capital in sostituzione

di Carlo Mancini. Il palinsesto ha un taglio giornalistico e musicale. Le selezioni

musicali spaziano tra musica pop, rock e italiana dalla fine degli anni '60 ai nostri

giorni, intervallata a notiziari e approfondimenti giornalistici, da cui il precedente

slogan "Classici e notizie". A ogni ora è presente l'aggiornamento giornalistico, nel

notiziario di Capital News e, a seguire, Capital Sport. Le informazioni

meteorologiche sono curate da Stefano Ghetti. Il claim classici e notizie è stato

dapprima sostituito da nessuno ti trasmette così, e poi, dal 1 settembre 2007, in

"Radio Capital Newsnetwork".

Nasce a Roma nel 1978. Nel 1981 Eduardo Montefusco, attuale

RADIO Rds:

proprietario ed editore, rileva l'emittente che in pochi anni diviene una delle radio più

ascoltate della capitale; la copertura nazionale è arrivata nel 1990 e l’emittente si è

imposta nell’etere grazie ad un format caratterizzato dall’attenzione verso le scelte

9

musicali e indirizzata ad un pubblico giovane. Pur privilegiando la musica, il

palinsesto non trascura l’informazione,

RDS è tra le prime emittenti italiane a trasmettere in diretta 24 ore su 24, con 24

notiziari ad ogni punto ora , inoltre trasmette news sportive al minuto 40 di ogni ora e

informazioni sul traffico al minuto 20 di ogni ora.

È stata la prima radio privata italiana ad utilizzare il formato hit radio.

RADIO Rtl:

Questo format prevede, solo ed esclusivamente, la messa in onda di grandi successi,

italiani e stranieri. RTL 102.5 nasce a Bergamo nel 1975 come Radio Trasmissioni

Lombarde. Lorenzo Suraci, l'attuale presidente, la acquisisce nel 1988 come mezzo

per pubblicizzare la discoteca Capriccio di Arcene (BG).

Ascoltata principalmente da utenti nella fascia d'età tra i 18 e i 40 anni, con

16.433.000 ascoltatori nella settimana (dati audiradio [2]) è risultata nel 2007 la radio

più ascoltata in Italia nei 7 giorni.

Il gruppo RTL 102.5 comprende anche la concessionaria di pubblicità Openspace e il

canale satellitare RTL 102.5 TV (canale 750 di SKY), che da settembre 2007 ha

lanciato la formula della radiovisione ovvero la possibililità di vedere i conduttori ed i

video delle canzoni trasmesse alla radio. La redazione di RTL 102.5, nata il 26 agosto

1991, è stata la prima struttura giornalistica, in ordine cronologico, nella storia della

radiofonia privata nazionale italiana. Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti

per l’autorevolezza e la qualità del prodotto editoriale. È composta da 16 giornalisti

professionisti e da 60 corrispondenti dall'Italia e dall'estero. Tre le redazioni in Italia:

Milano, Roma, Napoli. La struttura informativa di RTL 102.5 copre, con i propri

corrispondenti, la maggior parte dei capoluoghi di provincia italiani e le seguenti città

estere: Londra, Parigi, Berlino, Atene, Dublino, Montecarlo, Mosca, New York, Los

Angeles e Lima. Importante è l’interesse per l’informazione, visto che per gran parte

della giornata vengono trasmessi, con cadenza oraria, notiziari (in determinati

momenti della giornata anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco) e spesso

vengono fornite informazioni sulla viabilità e sulle condizioni meteorologiche.

Altro fattore che sicuramente ha contribuito al successo di RTL 102,5 è stato ed è il

suo continuo tentativo di instaurare un rapporto diretto con il pubblico, sia

rendendolo protagonista di alcuni programmi mediante un intervento telefonico

diretto, mediante l’invio di SMS o di e-mail, sia coinvolgendo gli ascoltatori con il

gioco dell’onda grazie al quale è possibile vincere svariati premi e, in determinati

casi, anche gettoni d’oro. Tra i programmi più importanti:

dibattito della domenica mattina (9-11) sull'argomento della

L'indignato speciale:

settimana. Condotto fin dalle origini (1998) da Andrea Pamparana e Roberto Arditti,

a cui sono stati affiancati nel tempo prima il direttore della redazione di RTL 102.5

Luigi Tornari, poi Massimo Discenza e dal 2004 Fulvio Giuliani. Nei primi cinque

anni ogni settimana c'erano grandi ospiti che si confrontavano con gli ascoltatori. Poi

si è deciso di lasciare interamente lo spazio alle telefonate degli ascoltatori. Da

settembre 2008 al posto di Roberto Arditti c'è Davide Giacalone.

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storico programma mattutino (6-9) di approfondimento giornalistico

Non Stop News:

curato dalla redazione. Da marzo 2007 l'ultima ora del venerdì da gennaio 2007 è

dedicata a "Non Stop News - Raccontami", con Bruno e Federico Vespa.

originariamente condotto da Pierluigi Diaco in fascia serale e

Onorevole Dj:

preserale. Per un breve tempo la conduzione è passata a Matteo Maffucci, e poi per

alcun anni il programma non è andato in onda. È tornato on air nell'estate del 2006

nella fascia notturna (0-3) con lo storico conduttore Pierluigi Diaco, dall'autunno

dello stesso anno affiancato da Barbara Sala. Dalla primavera del 2008 il giovedì

notte Diaco è affiancato da Anna Falchi. Da settembre 2008 Jolanda Granato

sostituisce Barbara Sala.

Ogni giorno realizza, in diretta 24 ore su 24, il (il notiziario in onda

Giornale Orario

allo scoccare di ogni ora) Il direttore responsabile è Luigi Tornari, che è stato

preceduto da Fabio Santini e Roberto Arditti.

RTL 102.5 è una delle prime radio in Italia a trasmettere oltre che in FM anche con

tecnologia inoltre è all'avanguardia nello sviluppo, la rete è già compatibile

DAB;

con lo standard DMB " Digital Multimedia Broadcasting" grazie al quale è possibile

inviare la televisione, ricevibile in mobilità. RTL 102.5 Television è il primo canale

televisivo gratuito sui cellulari DMB compatibili.

TALK RADIO

Emittenti radiofoniche a carattere prevalentemente parlato.

La programmazione di queste radio prevede che i programmi occupino lo spazio del

palinsesto tra un Gr e l’altro e i vari approfondimenti presenti nel corso della messa in

onda: fasce di tre-quattro ore, animate da speaker e conduttori che intrattengono gli

ascoltatori sui temi più vari, arricchendo la discussione grazie agli interventi di ospiti.

una joint venture avvenuta alla fine del 1998 tra “Il

RADIO24-Il Sole 24ore:

Sole24Ore” ed il gruppo “Sper”.

Inizia a trasmettere il 4 ottobre 1999 sotto la direzione di Elia Zamboni, proponendosi

come alternativa alla maggior parte delle emittenti nazionali, bandendo quasi

esclusivamente la programmazione musicale in favore di programmi basati sulla

parola. Tra i primi collaboratori figura Giancarlo Santalmassi, a suo tempo giornalista

del TG2 e direttore di RadioRai, allontanato nel 2003 per non avere arginato le

critiche dell'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga all'allora presidente

della Confindustria Antonio D'Amato durante la sua rubrica "Viva voce" del 22

marzo 2002; Santalmassi è rientrato a Radio24 nell'ottobre 2005 assumendo la

direzione dei programmi e della testata giornalistica. Dal 10 ottobre 2008 direttore

responsabile è Gianfranco Fabi, vice-direttore vicario del Sole 24 Ore.

La Radio è nata e si è sviluppata seguendo una precisa strategia: quella di essere

un’emittente “news & talk”, cioè basata sulle notizie e sui programmi parlati di

approfondimento e intrattenimento. Attualmente Radio 24 raggiunge ogni giorno

oltre due milioni di ascoltatori che diventano 5 milioni nell’arco della settimana. l

palinsesto attuale prevede edizioni del Giornale radio ogni ora dalle 6 del mattino a

11

mezzanotte e ogni mezz’ora al mattino e nel tardo pomeriggio. C’è un’edizione di

un’ora (ExtraLarge) tra le 13 e le 14. Tra i programmi di approfondimento dal lunedì

al venerdì due sono dedicati in particolare ai temi economici (Salvadanaio alle 12 e

Focus economia alle 17), due a temi politici- sociali (Viva voce alle 9 e La zanzara

alle 19), e poi alla politica estera (Jefferson Ming alle 16), al costume (Melog 2.0 alle

10), alla salute (Essere e benessere alle 11), allo sport (A tempo di sport alle 14), alla

musica (Tutti frutti alle 14). Al sabato e alla domenica si alternano programmi di

riflessione e intrattenimento (dalla cultura alla gastronomia, dal cinema

all’informazione religiosa).

Le trasmissioni di Radio Radicale hanno inizio a Roma il 26

RADIO RADICALE

febbraio 1976 sui mhz 88,5, nello stesso anno, e nel 1977, in altre città italiane

(Milano e Bari) sorgono altre stazioni radiofoniche ad opera di militanti del partito di

Marco Pannella che in quegli anni spopola per i referendum e per il massimo di voti

ottenuto nella sua storia. Radio Radicale inizia a trasmettere sull’intero territorio

nazionale nel 1979 e si denota subito come voce del Partito Radicale. Fin dall’inizio

delle trasmissioni lo slogan della radio è “Radio Radicale, la radio che parla e che

ascolta. Dentro, ma fuori dal Palazzo”. nei primi anni di emissione nazionale

l’emittente presenta uno dei palinsesti più vari del periodo: oltre alle notizie e agli

approfondimenti di politica e di attualità vi sono anche programmi di intrattenimento

e di musica, con particolare riguardo alla canzoni dei cantautori nostrani. L’iniziativa

che contraddistingue fin dall’inizio l’emittente è la diretta della Camera dei Deputati.

Il primo direttore dell’emittente è Lino Jannuzzi La svolta avviene nel 1983 quando

Radio Radicale assume definitivamente la fisionomia di radio di attualità politica e di

documentazione, scompaiono infatti le trasmissioni di intrattenimento per lasciare

spazio quasi esclusivamente al parlato, le voci sono soprattutto quelle dei leader

politici del Partito Radicale come Marco Pannella, Emma Bonino e Rita Bernardini,

viene eliminata la musica, vengono mantenuti come unici inserti sonori brani del

di Mozart (per tutte le persone che muoiono di fame ogni giorno) al fine di

Requiem

conferire una forte riconoscibilità sonora alla radio stessa. è stata finanziata

inizialmente dal Partito Radicale prima e dalla Lista Pannella poi, sia trasferendo la

propria quota di finanziamento pubblico senza alcun vincolo di destinazione - in

coerenza con la decisione immediatamente assunta dal Partito Radicale dopo

l'ingresso in Parlamento di non utilizzare il finanziamento pubblico per la propria

attività di parte - sia con le quote derivanti dalle varie forme di finanziamento per gli

organi di partito: al contrario, le quote derivanti dalle varie forme di finanziamento

erano utilizzate non per fini di propaganda di parte, ma al finanziamento delle

trasmissioni integrali delle sedute parlamentari, e -sin dall'inizio- dei congressi e

convegni di tutti i partiti e delle maggiori associazioni. Inoltre Radio Radicale ha

trasmesso per decenni alcuni processi in versione integrale, seguendo le aule dei

tribunali nel processo di formazione delle sentenze, ed è inoltre attenta alla vita

carceraria (la rubrica settimanale Radio Carcere è in contatto con i detenuti di tutto il

paese). La rubrica mattutina Stampa e Regime diretta dal suo direttore Massimo

12

Bordin , dà informazione sugli articoli politici del giorno, presenti sui giornali

quotidiani italiani. Negli anni ’80 si alternano alla direzione Ezio Valente, Valeria

Ferro, Gianni Loquenzi, collabora con l'emittente anche Marco Taradash, il

palinsesto da un lato testimonia l’appartenenza dell’emittente al partito, dall’altro

sviluppa una programmazione di servizio. L’esempio più significativo è offerto

proprio dalla diretta del Parlamento, che permette fra l’altro la stessa sussistenza

dell’emittente grazie a una convenzione con la Camera. La prima convenzione viene

stipulata nel 1986, anno in cui Radio Radicale tenta l’esperimento della completa

liberalizzazione dell’emissione mandando in onda, in alcuni giorni, esclusivamente

gli interventi del pubblico registrati da una segreteria telefonica. Sono gli anni di

“radio parolaccia”, così detta per gli interventi sboccati e volgari di alcuni ascoltatori,

trasmessi integralmente, fra infinite polemiche, dalla radio.

Nel 1990 per iniziativa della maggioranza dei parlamentari della Repubblica viene

approvato un ordine del giorno che riconosce a Radio Radicale il merito di svolgere

un servizio di informazione e di interesse generale. Nello stesso anno, proprio

partendo dall’esperienza di Radio Radicale, viene approvata la legge Mammì che

attribuisce alla Rai il compito di trasmettere le sedute parlamentari. Da allora e fino al

1998 la Rai non adempie a questo compito, intanto Radio Radicale continua

interamente a proprie spese a svolgere questo servizio. Direttore di Radio Radicale

nel frattempo è diventato Massimo Bordin. Nel 1994, a diciotto anni dall’inizio del

servizio di Radio Parlamento, il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, stipula,

in seguito ad una gara pubblica, la prima convenzione con Radio Radicale per un

importo di otto miliardi, cifra sufficiente a coprire solo la metà dei costi di gestione

del servizio; l’altra metà continua ad essere coperta dalla Lista Pannella, che versa a

Radio Radicale il proprio contributo per l’editoria di partito. L’emittente con gli anni

si è intanto aperta ad un pubblico vasto, e solo in parte simpatizzante e militante del

partito grazie ai microfoni aperti con i politici (non necessariamente radicali)

chiamati in studio a rispondere alle domande degli ascoltatori, l’emittente sarà poi

emulata da altre radio e dalla televisione, compresa RadioRai. Oltre ad avere il

politico in studio Radio Radicale propone le telefonate in diretta degli ascoltatori (sul

modello delle radio libere degli anni ’70) che possono colloquiare direttamente con

l’uomo politico che è in studio. Gli anni ’90 si caratterizzano anche per le battaglie

dei radicali a favore dei diritti umani e per le innumerevoli trasmissioni sulla guerra

dalla ex Jugoslavia e dalla Cecenia. Nel 1998 Radio Radicale apre un sito web, nel

1999 Radio Radicale riceve 10 miliardi di lire dal Ministero delle Comunicazioni per

trasmettere le sedute parlamentari. Radio Radicale viene riconosciuto “impresa

radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale”. I dati di

ascolto attuali attribuiscono a Radio Radicale 500.000 ascoltatori nel giorno medio e

di oltre 1.600.000 alla settimana. L’archivio sonoro di Radio Radicale è un

patrimonio unico nel suo genere di oltre 300.000 documenti sonori di enorme

interesse storico, politico e sociologico. La gran parte dei contenuti sono stati

registrati a partire dal 1976, ma vi sono conservate anche alcune registrazioni risalenti

a periodi precedenti. In molti casi questo archivio è l’unica fonte integrale ed

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originale, ed il suo valore è stato ripetutamente riconosciuto da numerosi studiosi del

setto di Milano è un'emittente radiofonica fondata nel 1976, basata

RADIO POPOLARE Radio Popolare è specializzata

a Milano e dalla vocazione "libera ed anticonformista"

nell'informazione e nella comunicazione libera e anticonformista fin dal 1976. E'

considerata da molti "Radio leader" in Italia nella comunicazione indipendente (in

tutti i campi, dalla politica alla musica), essendo autonoma da proprietà editoriali e

politiche. E' controllata dalla Cooperativa dei lavoratori e da un vasto azionariato

popolare, e si mantiene libera grazie al sostegno economico di migliaia di ascoltatori

e alle inserzioni autonomamente prodotte. Dal 1992 è collegata in Network nazionale

con una serie di Radio locali per i notiziari e alcune trasmissioni di punta. Dal 1995

Popolare Network trasmette in digitale via satellite (Eutelsat II, 10° est), su gran parte

di Europa e bacino del Mediterraneo. Dal 2001 tutta la programmazione di Radio

Popolare è ricevibile via satellite digitale in chiaro in tutta Europa da HOT BIRD 4,

13° EST.

Ci sono quattro edizioni quotidiane del notiziario principale 7.30-12.30-19-30-00.30.

Le edizioni flash e la rassegna stampa del mattino.

Questa radio è stata inoltre definita "la storica emittente della sinistra milanese"

poiché è da sempre e pubblicamente vicina ai partiti della sinistra italiana. Il direttore

editoriale è Danilo De Biasio. Un tratto caratteristico della radio è dato dalla presenza

di una trasmissione chiamata "Microfono Aperto". L'idea di aprire i microfoni

liberamente agli ascoltatori senza alcuna forma di censura risale agli anni '70. Tale

idea si è dimostrata vincente, tanto da esser poi ripresa da molte altre radio e

televisioni, sia locali che nazionali. Dal 1991 Radio Popolare è l'emittente capofila di

Popolare Network, syndication nazionale a cui aderiscono venti radio locali che

ritrasmettono il suo segnale a ore prestabilite, diffondendo così le principali

trasmissioni (quali i notiziari ed il "microfono aperto") su tutto il territorio italiano.

ITALIA RADIO

Emittente radiofonica che ha cessato le trasmissioni nel 2003.

La sua storia inizia nel 1989 quando nasce come “voce” del PCI trasformandosi poi

nella radio ufficiale del PDS.

Priva di raccolta pubblicitaria, la radio dipendeva direttamente e completamente dal

partito.

Il palinsesto di Italia Radio dedicava spazio quasi esclusivamente all’informazione,

utilizzando la musica solo come riempitivo. La trasmissione più seguita era Filo

: microfono aperto incentrato su temi politici e di attualità, negli anni di

diretto

Tangentopoli diventò punto di riferimento e di sfogo dell’intero popolo di sinistra.

Tra il 1993 e il’94 si consumò la rottura della radio con il partito fino alla cessione di

Italia radio ad una cooperativa di giornalisti capitanati da Carmine Fotia.

Nel corso degli anni e dopo che, nel 1998 il Gruppo L’Espresso , dopo aver

acquistato Radio Deejay e Radio Capital, acquisisce anche Italia Radio

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ha modificato piano piano la sua identità diventando una radio stile music & news.

Le trasmissioni che facevano parte del palinsesto:

- Panorama Italiano: rubrica di polita, sport, economia.

- Accadde oggi: costume e società

- Poker: trasmissione che conteneva quattro servizi di diversi argomenti

- Radiobiettivo: rubrica che prevedeva anche l’editoriale del direttore Fuccillo.

Italia Radio ha rappresentato l’unico caso di organo di partito sopravvissuto alla fine

del rapporto con il partito stesso.

RADIO ALL NEWS

Format radiofonico che prevede la trasmissione di notiziari suddivisi in segmenti che

vanno dai 20 ai 32 minuti per 24 ore giornaliere.

Radio è il tipico canale informativo. Trasmette notizie ventiquattro ore su

all news

ventiquattro e un palinsesto concepito in questo modo tende ad attirare molti

ascoltatori che restino sintonizzati il tempo necessario per avere una panoramica

generale delle principali notizie giornaliere: quindi si punta ad un continuo ricambio

dell’audience.

Le prime radio sono nate negli Stati Uniti durante la seconda metà degli anni

all news

’70. I punti di forza di questo tipo di radio sono: l’attenzione, l’ascolto di queste

emittenti è meno dispersivo e più attento, la credibilità e la consistenza che si

riscontra nell’alta presenza di servizi che testimoniano la diretta presenza “sul

campo” e la tempestività dell’informazione. Un esempio di radio all news è

Bloomerang Radio negli Stati Uniti. Questa tipologia si è un po’ arenata in Italia. In

Inghilterra la BBC ha un canale 5 live- che registra ottimi indici di

all news-Radio

ascolto. In Francia, il canale pubblico transalpino FranceInfo nato nel 1987. L’all

è un format radiofonico concentrato sul parlato. Il grande boom delle radio

news all

c’è negli anni ’90.

news

Di solito le radio hanno clocks di mezz’ora, composti da un gr, il meteo, gli

all news

aggiornamenti sulla viabilità e brevi rubriche di approfondimento. In Italia non ci

sono radio ma talk news. Possono essere definite tali: Rai Radio Uno, Radio

all news,

24 e Radio Radicale.

Le fonti

Le fonti giornalistiche sono le persone ed i documenti che forniscono informazioni

sugli avvenimenti oggetto di notizia, quando il giornalista non è testimone diretto.

Le fonti possono essere:

Primarie (o dirette): chiunque abbia preso parte o assistito direttamente

o all’avvenimento di cui si deve riferire.

Secondarie (o indirette): qualsiasi documento o persona che riporti l’evento per

o averne ricevuto notizia da altri o per aver ricostruito l’accaduto mettendo

assieme più fonti di diversa natura. 15

Istituzionali: sono gli uffici stampa e i portavoce degli organi centrali e

o periferici dello stato e del governo, degli enti economici pubblici e privati, dei

partiti e di ogni altro organo che rappresenti una fetta piccola o grande del

sistema di potere.

Le fonti vanno citate e ogni notizia va attribuita alla fonte che l’ha data, a meno che

questo non abbia gravi ripercussioni sull’incolumità della persona che ha fornito

l’informazione. Achtner distingue quattro diverse condizioni di divulgazioni delle

fonti confidenziali:

1. da non attribuirsi, si possono citare le notizie senza

not for attribution:

identificare la fonte che le ha fornite.

2. si può utilizzare il senso generale delle informazioni

background:

ricevute senza rendere identificabile la fonte precisa.

3. si può utilizzare il senso generale delle informazioni

deep background:

ricevute evitando qualsiasi riferimento alle fonti in senso generico.

4. la notizia che si riceve non può essere divulgata in alcun

off the record:

modo, e con essa anche la fonte.

Il segreto professionale e la giustizia

Tra i doveri del giornalista, l'articolo 2 della legge professionale 69 del 1963 include

quello di rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia

richiesto dal carattere fiduciario di esse. L'esigenza di protezione delle fonti

informative può entrare in contrasto con altre esigenze e in particolare con gli

interessi dell'amministrazione della giustizia: ciò si verifica quando il giornalista

venga in possesso di informazioni concernenti fatti delittuosi, e la conoscenza

dell'identità della fonte di tali informazioni possa fornire utili elementi per il

proseguimento delle indagini e l'individuazione del colpevole. Fino al 1988, data di

entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale, non esistevano nel nostro

ordinamento alcune disposizioni idonee a contemperare le due contrapposte esigenze

rappresentate dal diritto all'informazione da un lato, e dall'interesse pubblico

dall'altro: il giornalista che fosse chiamato a deporre come teste in un processo penale

e al quale fosse chiesto di rivelare l'identità di un suo informatore non poteva quindi

in alcun modo opporre a tale richiesta il carattere confidenziale della fonte. Ciò

determinava un conflitto tra la regola deontologica dell'ordine e le regole del processo

penale: conflitto che diede luogo ad episodi clamorosi, come il processo che alla fine

degli anni ‘70 vide imputata la giornalista Oriana Fallaci, la quale, avendo rivelato su

un proprio articolo sull'omicidio dello scrittore Pierpaolo Pasolini particolari sino a

quel momento conosciuti solo degli inquirenti, si era in seguito rifiutata di rivelarne

la fonte. Questa situazione non mancò di sollevare dubbi di costituzionalità, sui quali

la corte costituzionale si pronunciò con la sentenza 1 del 1981. Pur respingendo la

questione, la corte annunciò alcuni importanti principi che saranno tenuti presenti

nella redazione del nuovo codice di procedura penale.

16

La protezione delle fonti è ora disciplinata dall'articolo 200 del nuovo codice di

procedura penale emanato nel 1988, che al terzo comma prevede che ai giornalisti

professionisti iscritti all'albo è riconosciuta la facoltà di astenersi, relativamente ai

nomi delle persone delle quali i medesimi hanno avuto notizie di carattere fiduciario.

Tuttavia, il giudice può ordinare comunque al giornalista di indicare la fonte delle sue

informazioni in due casi:

o in primo luogo quando, disposti necessari accertamenti, da questi risulti che la

dichiarazione resa dal giornalista per deporre sia fondata;

o quando, indipendentemente dalla fondatezza delle ragioni opposte, risulti che

le notizie sono indispensabili ai fini della prova del reato per cui la loro veridicità può

essere accertata solo attraverso l'identificazione della fonte della notizia.

Le agenzie stampa

Le agenzie di stampa nascono in Europa nella seconda metà dell’Ottocento con

Havas, Wolff, Reuters. è la prima agenzia stampa, nasce nel 1835 a Parigi,

Havas:

quando l’ufficio specializzato nella traduzione di articoli di giornale di Charles Havas

cominciò a garantire ai suoi clienti anche la trasmissione delle informazioni. La

seconda venne fondata da Julius ad Aquisgrana, ma ben presto venne

Reuter

trasferita a Londra. In Italia la prima agenzia stampa fu la Stefani. Essa venne fondata

nel 1853 a Torino e si affermò grazie all’appoggio di Crispi. Con l’avvento del

fascismo l’agenzia venne affidata a Manlio Morgagni che la potenziò facendola

diventare la voce del regime.

Dopo l’8 settembre 1943, l’agenzia la Stefani si trasferì al Nord e divenne proprietà

dello Stato. Nell’Italia liberata nacque l’Ansa (Agenzia Nazionale Stampa Associata)

da un accordo tra editori di varie tendenze politiche, prima solo del centro-sud e poi

anche del nord. Col passare del tempo nacquero poi altre agenzie, come l’Agi

(Agenzia Giornalistica Italia), l’ADNKronos, l’Asca e Radiocor.

è la principale agenzia di stampa italiana. Fondata il 15 gennaio del 1945,

Ansa:

l'ANSA (Agenzia Nazionale Stampa Associata) è una cooperativa di 36 soci editori

delle principali testare giornalistiche italiane ed ha la sua sede centrale a Roma.

L’idea di un’agenzia di stampa come cooperativa di giornali di diversa collocazione

politica nasce grazie a Giuseppe Liverani, direttore amministrativo de Il Popolo,

Primo Parrini, direttore amministrativo dell’Avanti! e Amerigo Terenzi, consigliere

delegato dell’Unità.

Con 22 sedi in Italia e uffici e corrispondenti sparsi per il mondo, l'ANSA raccoglie e

trasmette notizie dei principali avvenimenti italiani e mondiali. Le sue agenzie

trasmettono più di 2000 notizie al giorno che vengono inviate ai principali mezzi di

informazione italiani, alle istituzioni nazionali, locali ed internazionali, ai partiti

politici, alle associazioni di categoria ed ai sindacati. L’ANSA è anche la prima

agenzia di stampa italiana a sbarcare su internet il 10 giugno 1998.

L’attuale direttore è Luigi Contu. 17

Agenzia Giornalistica Italia è una delle principali agenzie di stampa.

AGI:

Creata nel 1950, l'Agenzia Italia è una delle voci più autorevoli nel mondo

dell'informazione, grazie ai numerosi servizi e prodotti che offre. Tra questi: Agi

notiziari; Agi regioni; Notiziario storico; Agi salute; Rassegna stampa.

nasce nel 1963 dalla fusione della Kronos (agenzia nata nel 1951) e

Adnkronos:

dell’Adn (fondata nel 1959). La sua sede è a Roma.

Adnkronos si estende a livello di partnership internazionale ottenendo l'esclusiva per

l'Italia del Washington Post e Los Angeles Times, ed in seguito stringe accordi con

Nuova Cina, Dpa, Jiji Press, Europa Press. All’attività di informazione giornalistica si

è aggiunta nel 1982 l’attività editoriale con l’Adnkronos Libri e nel 1987 la

Adnkronos Servizi, rinominata poi Comunicazione e che include gli audiovisivi.

fa capo a Telecom Media News S.p.A controllata da Telecom Italia Media.

Apcom:

L’agenzia è stata fondata nel 2001 e può vantare una partnership in esclusiva per

l’Italia con la Associated Press.

è un’agenzia di stampa fondata nel 1969, con il Gruppo grafico editoriale

Asca:

Abete come azionista di riferimento. L'Asca può contare sull'esperienza e attività di

giornalisti professionisti e a collaborazioni con le principali agenzia internazionali

come Agence France Presse, Market News e Moneyline, e alla diffusione delle

notizia su grandi network come Reuters, Telekurs e Moneyline.

Radiocor (agenzia economica); Il Velino (agenzia politica).

Altre agenzie:

Le agenzie di stampa inviano alle diverse testate giornalistiche abbonate stringhe

informative definite o dispacci di agenzia. Ogni flash viene visualizzato sul

take,

terminale della redazione con un colore che ne indica il grado d’importanza e di

urgenza. In genere le notizie più urgenti vengono precedute dalla scritta “flash +++”.

Tipi di notizia notizie dal forte impatto che arrivano all'improvviso, come l'attacco

Breaking news:

alle Twin Towers. Queste notizie scardinano il palinsesto per la loro importanza.

notizie atemporali; possono essere date oggi o domani, poco importa.

Soft news: flash dell'ultim'ora, inaspettate come le hard news ma dall'impatto

Spot news:

minore. su fatti o eventi che hanno bisogno di tempo per essere

Notizie in via di sviluppo:

conosciuti completamente, ad esempio i processi giudiziari.

quelle cicliche, ad esempio le notizie meteo.

Notizie continuative:

I criteri di notiziabilità

Secondo Mauro Wolf i criteri di notiziabilità si dividono essenzialmente in:

1. criteri sostantivi; 18

2. criteri relativi al prodotto;

3. criteri relativi alla concorrenza;

4. criteri relativi al pubblico.

I criteri sostantivi riguardano l’interesse e l’importanza della notizia. L’importanza

della notizia deriva:

1. dal grado e livello degli attori coinvolti;

2. dall’impatto sull’interesse nazionale

3. dalla prossimità geopolitica. A parità di importanza ci interessa più quel che è

successo vicino a noi. E’ anche importante la prossimità culturale e sociale:

meglio dare una notizia accaduta in un Paese strategicamente importante per

gli equilibri internazionali, piuttosto che una notizia proveniente da un Paese

“minore” (cinicamente si dice che un europeo vale 28 cinesi = legge di Mc

Lurge)

4. dalla rilevanza dell’evento negli sviluppi della vicenda.

I criteri relativi al prodotto sono: la brevità (giornalismo radiotelevisivo); la novità

(per i lettori); il ritmo; la completezza o qualità della storia; la chiarezza del

linguaggio; la comunicabilità cioè la semplicità nella trasmissione e interpretazione di

un evento.

Per i criteri relativi alla concorrenza, le valutazioni in questo ambito sono:

gli altri trattano la notizia?

o con quale rilievo?

o quanto pubblico regaliamo alla concorrenza se non diamo questa notizia?

o

Infine ci sono i criteri relativi al pubblico che sono:

Identificazione nella notizia

o Conseguenze pratiche nella vita quotidiana

o Non troppe informazioni: deve esserci un bilanciamento tra elementi nuovi ed

o elementi già conosciuti in modo che i fruitori li interpretino correttamente

I FORMATI DELLA NOTIZIA: LA NOTIZIA BREVE

La notizia breve è il cardine attorno cui ruota la vita di un giornalista radiofonico, ma

non soltanto: al giorno d’oggi è utilizzata da molti mezzi di comunicazione (es.:

l’informazione su Internet viene presentata sotto forma di brevi, così come le notizie

sui free-press sono costituite da colonnine suddivise in notizie da 4/5 righe).

La notizia breve caratterizza l’informazione moderna; in tutti i canali d’informazione

diretta il modo di dare le breaking news è identico al modo di dare la notizia alla

radio. Ad esempio, Sky Tg24: quando arriva una notizia, generalmente attraverso

un’agenzia di stampa, si legge al momento, in diretta, citando la fonte.

19

come si costruisce una “breve”. La notizia breve deve avere una durata di 25/30

secondi pari a circa 4-5 righe a seconda della velocità di lettura (1 riga = 60 battute).

? la notizia posta in maniera essenziale; nel tempo di una breve non c’è spazio per

troppi dettagli né per l’approfondimento. È fondamentale l’attacco, che deve essere

deciso e accattivante per attirare l’attenzione dell’ascoltatore. Il cuore della notizia va

inserito all’inizio o comunque nella prima riga deve risaltare l’essenza dell’evento.

Nelle righe successive si indicano gli altri elementi indispensabili per la

comprensione di ciò che stiamo comunicando, eventualmente seguendo lo schema

delle 5W? Who, What, When, Where, Why ( Chi, Cosa, Quando,

Dove, Perché). Il linguaggio deve essere semplice e diretto; bisogna essere essenziali,

sfrondare. Bisogna attirare l’attenzione ma senza ridondanza.

Generalmente la breve si elabora su una notizia che arriva tramite agenzia di stampa.

Quando in redazione arriva un take (notizia dell’agenzia di stampa) va valutata

l’importanza della notizia e l’opportunità di inserirla o meno nella scaletta del

successivo Gr. Un redattore quindi scriverà la breve; se c’è tempo sufficiente si può

fare qualche telefonata per approfondire gli elementi della notizia, in caso contrario si

lavorerà solo sul dispaccio d’agenzia. Il giornalista che scrive la notizia non sempre è

colui che la leggerà. Non necessariamente chi legge è autore della notizia:

fondamentale quindi uno stile chiaro, preciso e fluido.

Nota: le agenzie lavorano dando dei “lanci” consequenziali di un dato argomento. Ad

esempio, seguendo un discorso del Presidente del Consiglio, il giornalista dell’Ansa

provvederà a scrivere brevi agenzie ogni volta che il premier dice qualcosa di

significativo; a discorso concluso ci sarà un agenzia riepilogativa. A volte, in caso di

eventi particolari, vengono diramate agenzie che ne ricostruiscono la storia, le tappe,

o segnalano casi analoghi (ad esempio, nuovo tsunami nel sud-est asiatico: usciranno

un paio di lanci con la ricostruzione del precedente drammatico episodio. Oppure, si

conclude il processo d’appello del delitto di Cogne: una o più agenzie ricostruiranno i

fatti e le varie fasi del processo). In caso di lutti, anche le agenzie hanno pronti i

cosiddetti “coccodrilli”, vale a dire uno o più lanci che tratteggiano vita ed opere del

personaggio deceduto. Ad esempio, la morte di Giovanni Paolo II: non solo le

agenzie (come peraltro tutte le radio, i giornali e le tv) avevano pronto uno o più

coccodrilli, ma appena diffusa la notizia della morte sono apparsi lanci di agenzia che

descrivevano cosa sarebbe accaduto da quel momento in poi, dall’imbalsamazione

alla proclamazione del lutto, alle varie fasi del Conclave ecc.

IL “TALE E QUALE”

E’ un servizio in voce senza inserti audio.

Quando si fa:

1. E’ il classico servizio che in genere si fa in redazione, senza interviste ma con le

sole agenzie perché non si ha il bisogno di approfondirlo in maniera particolare.

2. Si può fare anche da inviati quando non c’è il tecnico o non c’è la possibilità di

20

mandare delle voci; in questo caso, si può fare un tale e quale raccontando quello

che vediamo.

Durata: Questo servizio non può essere molto lungo, in genere dura al massimo 1’/1’

15’’ perché non si riuscirebbe a tenere viva l’attenzione. Un minuto corrisponde circa

a 15 righe di 60 battute ciascuna.

Linguaggio: semplice e comprensibile. Mentre la notizia breve deve essere neutra

perché viene letta da un conduttore o da uno speaker, nel tale e quale si dovrà usare

un vocabolario colloquiale, evitare le frasi fatte, preferire le frasi brevi e coordinate.

Nel tale e quale, la notizia non si darà all’inizio ma è preferibile darla alla seconda

frase. L’apertura del pezzo sarà affidata ad una frase che catturi l’attenzione del

pubblico: anche in questo caso l’attacco deve essere brillante e significativo (la

riuscita di un buon servizio radiofonico dipende al 75% da come inizia, da come

riesce a catturare l’attenzione).

SERVIZIO CON INSERT VOCE

In radio l’aspetto sonoro è ovviamente fondamentale. Un servizio con un insert risulta

più completo, piacevole da ascoltare, e permette al giornalista di “far dire” al diretto

interessato gli aspetti salienti di una notizia. Spesso l’insert sonoro è così importante

che il giornalista radiofonico dapprima lo individua, e poi struttura su di esso il suo

servizio. Così come un giornalista televisivo non può prescindere dalle immagini che

poi manderà in onda, altrettanto deve fare il giornalista radiofonico con l’audio.

L’insert sonoro si ricava da un’intervista, che sia stata concessa su appuntamento, per

telefono, o “volante”, in strada; oppure può essere l’audio ricavato posizionando il

microfono sul tavolo di una conferenza stampa. Normalmente un servizio con sonoro

dura 1 minuto e 15/20 sec. L’insert voce all’interno del servizio può variare da un

minimo di 20 sec. ad un massimo di 40 sec.

In genere un servizio con insert voce si struttura in:

-attacco? spiegare l’argomento e dare la notizia;

-insert? voce dell’intervistato (senza utilizzare l’audio della domanda);

-chiusura? chiarire, eventualmente, alcuni passaggi dell’insert e dare la chiusa al

servizio.

Generalmente è preferibile inserire l’insert voce nella parte centrale del servizio.

L’ascolto del servizio è preceduto dal lancio o “cappello”, che viene letto dal

conduttore? presentazione di due, tre righe al massimo che spiegano di cosa si parlerà

nel servizio che sta per partire. Il lancio deve avere la caratteristica di un annuncio

veloce che desti la curiosità dell’ascoltatore, per questo deve essere molto breve e ben

coordinato con il testo. Il lancio e l’inizio del servizio non devono coincidere, non

bisogna utilizzare le stesse parole altrimenti si brucia il pezzo. Non usare frasi

sovrapponibili: diventa fastidioso ascoltare in tempi brevi parole o frasi che si

ripetono. La presentazione deve risultare coerente con il contenuto del servizio;

ricordare che il lancio è un modo di porgere la notizia dalla redazione all’ascoltatore,

deve essere coinvolgente, qualcosa che inviti all’ascolto, essenziale ma non freddo.

21

INTERVISTA

Le interviste costituiscono un elemento importante del giornalismo radiofonico, un

tipo di servizio che riproduce una conversazione fra un giornalista e un personaggio

famoso, un esperto o il testimone di un fatto. A seconda del tipo di interlocutore, del

tipo di domande e di risposte può assumere finalità e caratteri diversi. Se

l’intervistato è un esperto di un settore e le domande sono formulate con lo scopo di

fornire un’informazione al lettore, l’intervista ha carattere espositivo; quando invece

l’intervistato è il testimone di un fatto di cronaca, o comunque ha vissuto

un’esperienza particolarmente significativa, le domande e le risposte saranno

formulate in modo tale da raccontare lo svolgimento dei fatti e l’intervista assume un

carattere narrativo; quando infine l’intervistato sostiene la propria opinione, magari in

antitesi con quella dell’intervistatore o con un altro personaggio intervistato

contemporaneamente (intervista a due), per esempio nel caso di un leader politico,

l’intervista ha carattere argomentativo. Il giornalista deve utilizzare la propria abilità

dialettica e saper mettersi in secondo piano ricavando il maggior numero di

informazioni possibili dalle persone che sono le protagoniste dell’intervista.

L’intervistatore deve avere un’idea chiara dello scopo della registrazione e della

durata. Le interviste dei giornali radio devono essere brevi e concrete.

Tramite l’intervista il giornalista acquisisce quindi informazioni: in questo modo

diventa uno strumento di lavoro. Alla base di ogni intervista ci sono le domande.

Domande che per essere utili ai fini del lavoro devono essere necessariamente

interessanti e profonde per permettere di scoprire qualcosa di nuovo. Il giornalista

deve suscitare risposte concrete ed evitare domande tendenziose. Alcuni intervistati

possono rivelarsi disinvolti nel rispondere alle domande, altri invece vanno spronati.

Comunque non bisogna mai commentare ed evitare osservazioni che trasformino

l’intervista radiofonica in un colloquio informale. Esistono vari modi per incoraggiare

l’interlocutore a continuare a parlare a un registratore e lo strumento migliore è il

contatto visivo.

La realizzazione di un intervista richiede un lavoro preparatorio preciso e ben

strutturato.

a. raccolta della documentazione

Il giornalista deve procedere ad un’attenta documentazione sul personaggio e sui

fatti di cui si dovrà parlare, in modo che il dialogo si svolga con competenza anche

quando il discorso si discosti un po’ dall’argomento predeterminato. Non sempre si

ha il tempo necessario per fare ricerche approfondite, ma bisogna almeno conoscere i

punti principali della materia in questione per evitare di porre domande inutili e non

pertinenti. 22

b. preparazione delle domande

Una volta che sia stato ben focalizzato e inquadrato l’argomento in generale si passa

all’elaborazione di domande che devono essere precise e pertinenti. Questa fase si

concretizza nella stesura di una scaletta di domande disposte in ordine logico e

consequenziale perché il dialogo non risulti confuso e dispersivo o disordinato. La

scaletta servirà da guida durante l’intervista; non dovrà essere seguita rigidamente

perché spesso saranno le risposte dell’interlocutore a suggerire altre domande. In ogni

caso, arrivare preparati al dialogo con l’intervistato permetterà di capire rapidamente

quali siano i punti chiave da poter utilizzare per l’insert del servizio. Le domande

comunque è bene che siano brevi cercando di evitare interrogativi generici.

c. il dialogo

Momenti fondamentali sono l’incontro con il personaggio che si è scelto

d’intervistare e il dialogo diretto. In questa fase chi intervista prende appunti o

registra in modo da conservare nella forma più fedele le parole effettivamente

pronunciate. Inoltre è anche importante prendere nota dell’aspetto emotivo, cioè di

tutta quella serie di informazioni che l’intervistato trasmette non con le parole ma con

il suo atteggiamento. È dunque fondamentale che l’intervistatore faccia attenzione e

prenda nota delle espressioni del volto e delle reazioni emotive che accompagnano le

risposte (per esempio commozione o fastidio). Durante l’intervista il giornalista deve

ascoltare con attenzione le risposte e di fronte ai tentativi di divagazione

dell’intervistato, il cronista deve incalzare per tornare sui quesiti posti. Oppure se

l’intervistato si lascia andare a lungaggini saper scegliere il momento per fare

domande stringenti. Per evitare spiacevoli malintesi e inutili polemiche il giornalista,

per correttezza deve far presente all’intervistato che si tratta di un ‘intervista breve e

che ciò parte di ciò che dice potrebbe essere tagliato in fase di montaggio. Durante

l’intervista è opportuno, ogni tanto, trovare il modo per ripetere il nome

dell’intervistato.

La rielaborazione.

Nella fase di rielaborazione e di montaggio dell’intervista, il giornalista deve cercare

di rendere il materiale il più possibile sintetico ed efficace, eliminando le

informazioni superflue e concentrandosi invece su quelle più significative. La

lunghezza di un ‘intervista radiofonica può variare e a seconda dell’utilizzo può avere

la durata di un insert di 10 secondi fino ad arrivare al minuto e mezzo laddove venga

proposta come servizio vero e proprio. Questa rielaborazione dovrebbe comunque

essere condotta in modo neutro per mantenere il testo intatto, non alterando il senso

di quanto detto e limitando il più possibile il rischio di manipolare i contenuti.

23

Compito del giornalista, dati i tempi serrati della radio, è scegliere il ritmo

dell’intervista.

I tagli sono indispensabili per dare un ritmo serrato ad un’ intervista e spesso rendono

le risposte più efficaci ripulendole da sbavature sonore o ripetizioni. Grazie al

montaggio, infatti, l’intervista si rielabora eliminando le pause, sintetizzando le

risposte e, a volte, tagliando le domande stesse. Data la breve durata di un’intervista

radiofonica non è opportuno raccogliere più di cinque minuti di materiale sonoro:

un’intervista troppo lunga è infatti un intralcio al lavoro, il file è pesante e richiede

troppo tempo per riascoltarlo.

Dal punto di vista formale la struttura dell’intervista di solito prevede

un’introduzione, poi la serie di domande e risposte, spesso rese con grafiche

differenti per dare anche visivamente l’idea dello scambio di battute. Tra una

domanda e l’altra ci può essere un commento del giornalista, magari un’osservazione

sull’atteggiamento dell’intervistato nel momento in cui rispondeva alla domanda, o

una frase di raccordo nel caso sia stata omessa una parte del dialogo.

Esistono diversi tipi di intervista:

in studio o in una qualsiasi location.

Intervista faccia a faccia:

Durante il Gr è difficile che si svolga un’intervista con un’ospite in studio a causa

dei tempi ridotti. Quando avviene è opportuno che l’intervistato venga preparato in

merito al tempo a sua disposizione in modo tale che l’intervento risulti efficace ai fini

della comunicazione giornalistica. i tempi del Gr sono sempre stretti e di solito non è

prevedono un ospite), si può concordare un’intervista in studio in diretta. Di solito

avviene all’interno di programmi di approfondimento, dove c’è più tempo per gestirla

a seconda della linea editoriale e del tipo di argomento. Nel Gr c’è spazio soltanto per

un intervento breve coinciso in linea con i tempi, anche per non perdere il ritmo. In

ogni caso, quando si è in diretta l’intervista deve essere governata più strettamente,

non si può lasciare spazio a divagazioni, il tempo è determinato.

Il giornalista può comunque incontrare l’intervistato per “raccogliere” le

informazioni che gli serviranno per comunicare le notizie. Bisogna arrivare

all’incontro sempre avendo chiaro l’obiettivo dell’intervista in modo tale da riuscire a

gestire l’intervista per raggiungere lo scopo.

si ricorre a questo tipo di intervista quando è difficile

Intervista telefonica:

ottenere un incontro faccia a faccia. Questo tipo di intervista permette di ottimizzare i

tempi ed essere efficace nello stesso tempo soprattutto nell’ambito delle notizie di

cronaca. Ad esempio, nel corso del Gr si potrà raggiungere telefonicamente il

rappresentante di una delle forze dell’ordine per farsi raccontare un evento di cronaca

accaduto da poco. L’intervista telefonica è molto utilizzata nell’ambito della cronaca

nera. Si intervista uno dei protagonisti della vicenda, solitamente un rappresentante

delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza) oppure un portavoce,

che forniranno dei particolari e dei dettagli in più sulla notizia. A volte, quando si

contatta un rappresentante delle forze dell’ordine per sapere se ci sono novità sulle

24

indagini, anche una risposta tipo“ non possiamo dire nulla, le indagini sono ancora in

corso” può essere mandata in onda perché comunque comunica che si sta lavorando

al caso. Anche i NO nelle interviste possono essere importanti e di forte impatto

comunicativo. In casi eccezionali la telefonica può avvenire in diretta con il

conduttore del giornale radio: ad esempio quando il fatto è accaduto poco prima o

durante la messa in onda, oppure si tratta di un evento particolarmente drammatico.

ressa dei giornalisti intorno al personaggio da cui ottenere

Mucchio selvaggio:

una dichiarazione. A volte le condizioni sono disagevoli: si è tutti ammassati attorno

al personaggio, non si ha nemmeno la possibilità di fare una domanda, nella

concitazione del momento ci si spintona l’uno con l’altro (in particolare, fare

attenzione ai cameramen, che dovendo ottenere una buona inquadratura possono

colpirvi involontariamente con la telecamera). In questi casi sforzarsi di posizionare

il microfono il più vicino possibile alla bocca dell’intervistato, e controllare i livelli

audio e il cavo. Anche se è difficile, fare attenzione anche a non urtare nulla con il

microfono, né farlo urtare da altri microfoni, perché nella registrazione il botto si

sentirebbe chiaramente, magari coprendo un passaggio rilevante della dichiarazione

del personaggio. Molto frequenti nell’ambito politico e della cronaca giudiziaria.

L’attenzione del giornalista deve essere focalizzata nel “raccogliere la dichiarazione”

perché viste le condizioni in cui si svolge l’intervista non sempre c’è il tempo e il

modo di formulare domande.

sono delle piccole interviste volanti fatte per strada su cosa la gente

Vox Populi:

pensa di un determinato argomento, solitamente leggero. Si pone un’unica domanda a

tutti gli intervistati proprio per tastare l’umore generale rispetto ad un determinato

argomento; successivamente durante il montaggio il quesito viene posto all’inizio del

servizio e le risposte saranno montate con alternanza di voci. Le varie opinioni

raccolte non hanno alcun valore statistico, servono a colorire un servizio.

Importante è contestualizzare, ad esempio:“ Oggi siamo andati al mercato Esquilino

a sentire cosa pensano i romani sulla finanziaria…”. In questo modo si specifica

correttamente dove – quando - a chi sono state rivolte le domande precisando che

sono pareri relativi ad un determinato contesto.

Nelle prime due modalità d’intervista si può concordare l’intervista prima con

l’Ufficio Stampa che fissa un appuntamento con il personaggio. Prima di ogni

intervista va sempre fatta la prova microfono, vanno controllati le batterie e i livelli

del suono, e bisogna assicurarsi della giusta direzione e distanza del microfono

rispetto all’intervistato. Mai tenere il microfono troppo vicino alla bocca

dell’intervistato; la giusta distanza è un palmo di mano. In generale, un’intervista

registrata a basso volume può essere sempre migliorata e lavorata con l’aiuto di un

tecnico; se invece il volume è troppo alto e l’audio è saturo, il sonoro è rovinato e si

può fare molto poco per migliorarlo. 25

Se l’intervista è programmata, il giornalista può anticipare a grandi linee il tema su

cui vuol porre le domande senza rivelarne il contenuto: un breve scambio di battute

prima di registrare può essere utile per rompere il ghiaccio con l’intervistato.

LA RADIOCRONACA

La radiocronaca è una forma di giornalismo radiofonico basata sulla descrizione dal

vivo di un fatto, raccontato nel suo accadere. La descrizione comprende la ripresa dei

suoni che caratterizzano il fatto, la cronaca e il commento degli aspetti che

caratterizzano l’avvenimento ma anche l’incontro tra il radiocronista e i personaggi

coinvolti nel fatto. L’immediatezza e la capacità di dare un valore aggiunto

all’informazione hanno contraddistinto questo genere radiofonico in occasione di

grandi eventi: nascita della Repubblica (1946), lo sbarco sulla Luna (1969), il

rapimento e l’uccisione di Aldo Moro (1978).

Come genere giornalistico si è sviluppato principalmente in due ambiti:

- Sport;

- Politica.

Il radiocronista tramite la voce diventa gli occhi e le orecchie degli ascoltatori.

Bisogna raccontare quello che si vede sapendo rappresentare tutte le suggestioni

dell’evento, solo e soltanto con le parole. La radiocronaca richiede uno studio e

un’approfondita preparazione preliminare, perché bisogna essere in grado di tenere il

discorso per molto tempo; non è un servizio che dura un minuto, la radiocronaca può

durare delle ore.

Es: L’insediamento di Giorgio Napolitano al Quirinale è un evento preorganizzato,

preordinato. La radiocronaca, in questo caso, sarà come una maratona: a volte con

qualche scatto, a volte aumentando o diminuendo il ritmo ma con l’obiettivo di

arrivare alla fine. L’organizzazione per un avvenimento come il giuramento del

Presidente della Repubblica prevede un conduttore in studio e diversi inviati sul

campo, un pool, una squadra di giornalisti dislocata sul territorio in cui si svolgerà

l’evento (es.: casa Napolitano, Quirinale, Parlamento, lungo il percorso del corteo

presidenziale). Far capire, raccontare: questi gli obiettivi della radiocronaca. I colori,

le espressioni, le sensazioni si devono far vedere, bisogna far vivere le emozioni di

ciò che sta avvenendo e fornire le informazioni necessarie. Per questo è fondamentale

prepararsi e conoscere bene tutti i dettagli che riguardano l’avvenimento. Tutto può

servire: più informazioni abbiamo a disposizione durante la nostra radiocronaca e più

facilmente riusciremo a colmare le pause. La radiocronaca lascia spazio al sonoro in

determinati momenti che possono risultare significativi: applausi, fischi, discorsi

ufficiali. è una lunga trasmissione in diretta gestita da un conduttore in uno studio

Filo diretto:

centrale e da una serie di inviati o di altri colleghi dislocati in diverse postazioni. Il

filo diretto può essere preparato oppure può essere un improvvisato nel caso, ad

esempio, di una breaking news che costringe la redazione a costruire un filo diretto

(in casi di questo genere la trasmissione sarà di durata imprecisata).

Il filo diretto può essere un collegamento con inviati, testimoni, esperti oppure con gli

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ascoltatori. Nell’ultimo caso, è una trasmissione di approfondimento costruita con un

conduttore, uno studio centrale con degli ospiti e l’intervento degli ascoltatori.

L’esempio classico è Radio anch’io, nata nel 1980.

La RADIOCRONACA SPORTIVA

In Italia la prima radiocronaca di una partita di calcio risale al 1928. Il primo

radiocronista fu Giuseppe Sabelli Fioretti, giornalista de “La Gazzetta dello Sport”, in

occasione della partita Italia-Ungheria disputata allo stadio Flaminio di Roma il 25

marzo (venne ricompensato con 100 lire). La prima radiocronaca di un evento

sportivo, però, avvenne in Inghilterra un anno prima, nel 1927, in occasione di un

incontro di rugby tra Inghilterra e Galles. Teddy Wakelan, cronista della BBC, chiese

ad un cieco di sedere accanto a lui per sondare se il racconto era chiaro: il test ebbe

successo, tanto che il non vedente dichiarò di essere riuscito a visualizzare le parole.

Tra gli ascoltatori della radiocronaca improvvisata di Wakelam c’era anche Nicolò

Carosio che ne rimase molto colpito.

Senza radiocronaca sportiva molto del linguaggio della radiocronaca non esisterebbe;

lo sport ha dato il via a quello che poi è diventato il meccanismo tecnico unico per

tutti i generi di radiocronaca.

è la più celebre voce del calcio italiano. La sua prima

NICOLO’ CAROSIO

radiocronaca in diretta fu trasmessa il 1° gennaio 1933 (Italia-Germania). Ha

cambiato la storia della radiocronaca, importando in Italia la radiocronaca calcistica

dall’Inghilterra: inaugura per la EIAR le cronache dei Mondiali di calcio nel 1934;

commenta l’oro Olimpico di Berlino del 1936 e la vittoria azzurra ai mondiali di

Francia del 1938. Dalla capacità di ritmo inconfondibile, le sue fantasiose cronache

spesso esulavano dagli avvenimenti in campo: diventa celebre il suo “quasi rete”. Il

suo stile si caratterizzava per l’efficacia di un linguaggio preciso ma spesso un po’

ricercato e ricco di espressioni letterarie. Non sempre il suo racconto era fedele a ciò

che accadeva, e la controprova arrivò con l’avvento delle radioline negli stadi: gli

ascoltatori si rendevano conto che non c’era sintonia fra quello che diceva il

radiocronista e quello che accadeva in campo. In ogni caso, Nicolò Carosio ha

creato molti neologismi, modi di dire, espressioni che si sono poi radicate nel gergo

della radiocronaca sportiva. Dal 1955, Carosio commenta alcune partite della seria A

alternandosi a Nando Martellini. Dopo aver passato il testimone a Martellini, Carosio

ritorna al microfono per le cronache delle partite della Nazionale di calcio di Messico

1970. Durante Italia- Israele (0-0), un guardalinee etiope annulla due reti regolari

all’Italia. Carosio esclama: “ma cosa vuole quel negraccio?”. Carosio verrà

allontanato e rimpiazzato definitivamente con Martellini. Nel 1971 lascia la RAI.

la sua prima radiocronaca risale al 1946, incontro di

NANDO MARTELLINI:

calcio Bari-Napoli. Da allora ha seguito oltre 2000 incontri di calcio, partecipando

sempre alla radiocronaca del secondo tempo, ampliata negli anni dai collegamenti

fino a diventare Tutto il calcio minuto per minuto. Ha seguito le cronache dei

27

Mondiali di calcio dal ’54 al ’90. Suo il celeberrimo triplice grido “Campioni del

mondo” per la vittoria dell’Italia ai Mondiali in Spagna del 1982.

grande voce, grande tecnica, grande ritmo. Debutta nel campo

ENRICO AMERI:

della radiocronaca calcistica nel 1955 in occasione di Udinese- Milan. Voce storica di

Tutto il calcio minuto per minuto fin dalla prima puntata. Fu il primo ad interrompere

il collegamento con il cronista di turno per comunicare un cambiamento del risultato (

Inter-Roma, al goal di Manfredini); da allora, l’interruzione per annunciare i goal si

trasformò in una prassi del programma. Lascia la RAI nel 1991.

la sua inconfondibile voce viene associata subito alla

SANDRO CIOTTI:

trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto. In realtà iniziò la carriera

giornalistica lavorando a Paese sera, Il Messaggero, Il Giornale d’Italia. Entrò in Rai

nel 1958 collaborando a diverse rubriche radiofoniche. Rimane una delle voci più

caratteristiche della radio italiana (il perenne timbro roco pare sia da attribuire a 14

ore di cronaca in diretta sotto la pioggia, da un campo all’altro di gara, a Città del

Messico nel 1968). Oltre al calcio, ha seguito il ciclismo e diverse Olimpiadi. Il suo

debutto da conduttore avvenne con KO-Incontri e scontri sportivi, mentre la sua

prima radiocronaca risale al 1960, durante le Olimpiadi di Roma, per l’incontro di

calcio Danimarca e Argentina. Il suo linguaggio era ricercato con una vena

intellettuale. Grande uomo di sport, ma anche di musica. Fu autore di canzoni di

successo per Buscaglione e Jannacci ed ha seguito 37 edizioni del Festival di

Sanremo.

TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO

Trasmissione ideata da Guglielmo Moretti, Roberto Bortoluzzi, Giorgio Boriani e

Sergio Zavoli. Inizia con la stagione 1959-60 con le radiocronache dei soli secondi

tempi, ma il debutto ufficiale risale al Febbraio 1960. Nel 1978 la formula fu

ampliata per raccontare tutti i 90 minuti dell’incontro di calcio, e raggiunge i picchi di

massimo ascolto con la diffusione degli apparecchi portatili. Obiettivo della

trasmissione raccontare il campionato di calcio: tutte le partite in diretta, una serie di

campi collegati, un conduttore centrale e tante radiocronache che si intersecano l’una

con l’altra, gestite dal conduttore centrale che dà la linea di volta in volta. Il “gioco”

delle interruzioni e delle informazioni flash dà alla trasmissione molto ritmo.

La conduzione fu affidata subito a Roberto Bortoluzzi che ne rimase il conduttore per

ben 28 anni. Dopo il suo abbandono nel 1987, divennero conduttori prima Massimo

De Luca e poi, dal 1992, Alfredo Provenzali. La trasmissione si è avvalsa della

partecipazione di voci storiche: da Nicolò Carosio, che inaugurò il campo centrale, a

Nando Martellini, che ne prese il posto, da Enrico Ameri a Sandro Ciotti. Fino ad

arrivare ad oggi con Riccardo Cucchi, Bruno Gentili, Francesco Repice, Emanuele

Dotto, Antonello Orlando e Giulio Delfino.

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa fa riferimento al corso di Giornalismo radiofonico tenuto dal prof. Vianello. Qui di seguito sono elencati gli argomenti trattati.
La nascita della radio; leggi che regolano il sistema radiotelevisivo; le radio private (talk radio e radio all news); le fonti e il segreto professionale; tipologia e formati della notizia, criteri di notiziabilità; l’intervista; la radiocronaca e Tutto il calcio minuto per minuto; programmi di informazione e approfondimento; lo studio radiofonico e la redazione; l'utilizzo della voce; la web radio;


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecnologie della comunicazione (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di GIORNALISMO RADIOFONICO e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Vianello Andrea.

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