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Raccomadazione UE giudici

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della raccomandazione CM/REC 2010 del Comitato dei Ministri degli Stati Membri riguardante l'indipendenza, l'efficacia e la responsabilità... Vedi di più

Esame di Diritto Processuale Civile I docente Prof. G. Costantino

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Notando che le costituzioni o gli ordinamenti giuridici di alcuni stati membri hanno istituito un consiglio, cui si

fa riferimento in questa raccomandazione come “consiglio superiore della magistratura”;

Desiderando promuovere i rapporti tra magistrature e tra singoli giudici dei vari stati membri al fine di

incoraggiare lo sviluppo di una cultura comune della giurisdizione;

Considerando che la Raccomandazione Rec (94) 12 del Comitato dei Ministri sull’indipendenza, l’efficacia e

il ruolo dei giudici deve essere aggiornata in misura rilevante per munire di maggior forza tutte le misure

necessarie per promuovere l'indipendenza e l'efficacia dei giudici, per garantire e rendere più effettiva la loro

responsabilità, e per rafforzare il ruolo dei singoli giudici e quello della magistratura in generale;

Raccomanda ai governi degli stati membri di adottare le misure per assicurare che siano attuate nella loro

legislazione, nelle loro politiche e nelle loro prassi le disposizioni contenute nell'allegato alla presente

raccomandazione, che sostituisce la Raccomandazione Rec (94) 12 di cui sopra, e che siano forniti ai giudici

i mezzi per svolgere le loro funzioni in conformità a queste disposizioni.

Allegato alla Raccomandazione CM / Rec (2010) 12

Capitolo I - Aspetti generali

Campo di applicazione della raccomandazione

1. La presente raccomandazione si applica a tutte le persone che esercitano funzioni giudiziarie, comprese

quelle che trattano questioni costituzionali.

2. Le disposizioni di cui alla presente raccomandazione si applicano anche ai giudici onorari, tranne che sia

chiaro dal contesto che esse si applicano solo ai giudici professionali.

Indipendenza della magistratura e fonte del diritto che deve garantirla

3. L'indipendenza, come sancito dall'articolo 6 della Convenzione, mira a garantire ad ogni persona il diritto

fondamentale di avere la sua causa esaminata equamente, sulla sola base del diritto e in assenza di

qualsiasi influenza indebita.

4. L'indipendenza del singolo giudice è salvaguardata dall’indipendenza della magistratura nel suo

complesso e costituisce, in tal senso, un aspetto fondamentale dello Stato di diritto.

5. I giudici devono avere libertà assoluta di statuire sui procedimenti in modo imparziale, in conformità al

diritto e al loro apprezzamento dei fatti.

6. I giudici devono disporre di poteri sufficienti ed essere in grado di esercitarli al fine di svolgere le loro

funzioni e preservare la loro autorità e la dignità del tribunale. Ogni persona interessata ad una causa,

comprese le pubbliche autorità o i loro rappresentanti, deve essere sottoposta all'autorità del giudice.

7. L'indipendenza del giudice e della magistratura deve essere sancita nella costituzione o al più alto livello

possibile delle fonti del diritto negli stati membri, nonché formare oggetto di disposizioni più specifiche al

livello della legislazione.

8. Quando i giudici ritengono che la loro indipendenza sia minacciata devono essere in grado di poter

ricorrere al consiglio superiore della magistratura o altra autorità indipendente, o devono disporre di

strumenti impugnatori effettivi. 2 prof. Giorgio Costantino

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9. Una causa non può essere distolta da un giudice particolare senza giusta causa. La decisione di

riassegnare un affare affidato ad un giudice deve essere assunta da un'autorità all'interno del sistema

giudiziario sulla base di criteri oggettivi e predeterminati attraverso una procedura trasparente.

10. Solo gli stessi giudici devono decidere della propria potestà giurisdizionale su un determinato affare,

quale definita dal diritto.

Capitolo II – Indipendenza esterna

11. L'indipendenza esterna dei giudici non è una prerogativa o un privilegio accordati nel loro interesse

personale ma nell’interesse dello Stato di diritto e di ogni persona che richieda e attenda una giustizia

imparziale. L'indipendenza dei giudici deve essere considerata una garanzia di libertà, di rispetto dei diritti

dell’uomo e dell'applicazione imparziale del diritto. L’imparzialità e l’indipendenza dei giudici sono essenziali

per garantire la parità delle parti dinanzi ai tribunali.

12. Fatto salvo il rispetto della loro indipendenza, i giudici e il sistema giudiziario devono mantenere un

costruttivo rapporto professionale con le istituzioni e gli enti pubblici coinvolti nella gestione e

amministrazione dei tribunali nonché con i professionisti i cui compiti sono collegati a quelli dei giudici, al fine

di consentire la realizzazione di una giustizia efficace.

13. Devono essere adottate tutte le misure necessarie per rispettare, tutelare e promuovere l'indipendenza e

l'imparzialità dei giudici.

14. La legge deve prevedere sanzioni nei confronti delle persone che tentino di esercitare indebita influenza

sui giudici.

15. Le sentenze devono essere motivate e pronunciate pubblicamente. I giudici non devono essere obbligati

a riferire in alcun altro modo circa i motivi alla base delle loro pronunce.

16. I provvedimenti dei giudici non devono essere soggetti ad alcuna revisione al di fuori delle procedure di

impugnazione o riapertura del procedimento ai sensi della legge.

17. Con l'eccezione delle decisioni in materia di amnistia, grazia o misure analoghe, i poteri esecutivo e

legislativo non devono assumere decisioni che invalidino pronunce giurisdizionali.

18. Se commentano le decisioni dei giudici, i poteri esecutivo e legislativo devono evitare ogni critica che

possa compromettere l'indipendenza della magistratura e minare la fiducia del pubblico nella stessa. Essi

devono inoltre astenersi da qualsiasi azione che possa mettere in dubbio la loro volontà di rispettare le

decisioni dei giudici, diversa dall’esprimere la loro intenzione di interporre impugnazione.

19. I procedimenti giudiziari e le questioni relative all'amministrazione della giustizia sono di pubblico

interesse. Il diritto all'informazione in materia deve però essere esercitato tenendo conto delle limitazioni

imposte dall'indipendenza della magistratura. Deve essere incoraggiata la creazione di posti di portavoce

giudiziario o di servizi stampa e comunicazione sotto la responsabilità dei tribunali o sotto il controllo dei

consigli superiori della magistratura o di altre autorità indipendenti. I giudici devono dar prova di

moderazione nei loro rapporti con i media.

20. I giudici, che fanno parte della società che servono, non possono rendere giustizia in modo efficace

senza godere della fiducia del pubblico. Essi devono informarsi sulle aspettative della società nei confronti

del sistema giudiziario nonché sulle doglianze in merito al funzionamento dello stesso. A ciò possono

contribuire meccanismi permanenti per la raccolta di tali dati gestiti dai consigli superiori della magistratura o

altre autorità indipendenti.

21. I giudici possono svolgere attività al di fuori delle loro funzioni ufficiali. Al fine di evitare qualsiasi conflitto

di interessi, reale o percepito, la loro partecipazione deve essere limitata ad attività compatibili con la loro

imparzialità e indipendenza. 3 prof. Giorgio Costantino

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Capitolo III - Indipendenza interna

22. Il principio di indipendenza della magistratura presuppone l'indipendenza del singolo giudice

nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali. I giudici devono assumere le loro decisioni in modo

indipendente ed imparziale e devono poter agire senza alcuna restrizione, influenza indebita, pressione,

minaccia o interferenza, dirette o indirette, da parte di qualsiasi autorità, comprese le stesse autorità interne

alla magistratura. L'organizzazione gerarchica dei tribunali non deve compromettere l'indipendenza del

singolo giudice.

23. I tribunali superiori non devono emanare istruzioni nei confronti dei giudici sul modo in cui questi ultimi

devono decidere in un determinato affare, tranne che nel quadro di un rinvio pregiudiziale o nella statuizione

sulle impugnazioni, nelle condizioni previste dalla legge.

24. La distribuzione degli affari all'interno di un tribunale deve seguire criteri oggettivi predeterminati, al fine

di garantire il diritto a un giudice indipendente e imparziale. Non deve essere influenzata dai desideri di una

parte in causa, né di qualsiasi altra persona interessata all’esito dell’affare.

25. I giudici devono essere liberi di formare ed aderire a organizzazioni professionali i cui obiettivi siano di

garantire la loro indipendenza, tutelare i loro interessi e promuovere lo Stato di diritto.

Capitolo IV – Consigli superiori della magistratura

26. I consigli superiori della magistratura sono organi indipendenti, costituiti in base alla legge o alla

costituzione, volti a garantire l'indipendenza della magistratura e del singolo giudice e quindi a promuovere

l'efficace funzionamento del sistema giudiziario.

27. Almeno la metà dei membri di tali consigli devono essere i giudici scelti da parte dei loro colleghi di tutti i

livelli del sistema giudiziario e nel rispetto del pluralismo all'interno del sistema giudiziario.

28. I consigli superiori della magistratura devono evidenziare il massimo livello di trasparenza verso i giudici

e verso la società attraverso lo sviluppo di procedure prestabilite e la motivazione delle decisioni.

29. Nell'esercizio delle loro funzioni, i consigli superiori della magistratura non devono interferire con

l'indipendenza del singolo giudice.

Capitolo V - Indipendenza, efficacia e risorse

30. L'efficacia dei giudici e dei sistemi giudiziari è una condizione necessaria per la tutela dei diritti di ogni

persona, per il rispetto delle esigenze di cui all'articolo 6 della Convenzione, per la certezza del diritto e la

fiducia del pubblico nello Stato di diritto.

31. L'efficacia sta nell’emettere decisioni di qualità entro un termine ragionevole e sulla base di un

apprezzamento equo delle circostanze. Il singolo giudice è tenuto ad assicurare un trattamento efficace degli

affari di cui è responsabile, compresa l'esecuzione delle decisioni quando essa è di sua competenza.

32. Spetta alle autorità responsabili per l'organizzazione e il funzionamento del sistema giudiziario creare le

condizioni che consentano ai giudici di svolgere la loro missione e raggiungere l'efficacia, ferma la

salvaguardia ed il rispetto per l'indipendenza e l'imparzialità dei giudici.

Risorse

33. Ogni stato deve assegnare ai tribunali risorse, strutture e attrezzature adeguate che consentano loro di

operare in conformità alle esigenze di cui all'articolo 6 della Convenzione e per consentire ai giudici di

lavorare in modo efficace. 4 prof. Giorgio Costantino

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Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa si riferisce alle lezioni di Diritto Processuale Civile I, tenute dal Prof. Giorgio Costantino, nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della raccomandazione CM/REC 2010 del Comitato dei Ministri degli Stati Membri riguardante l'indipendenza, l'efficacia e la responsabilità dei giudici.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Processuale Civile I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Costantino Giorgio.

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