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L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

AMORE ROMANTICO E

AGGRESSIVITA’

Espressione della Espressione della

parte migliore di noi, parte peggiore di noi

dei nostri sentimenti

più teneri,dolci,ecc..

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

AGGRESSIVITA’

­ Ingrediente chiave della passione

­ Punto debole del desiderio

Per portare avanti una relazione romantica bisogna saper

tollerare

la propria vulnerabilità e la propria aggressività

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

CAPACITA’ DI CONTENERE

L’AGGRESSIVITA’

L’aggressività

è una precondizione della capacità di amare,

per sostenere la passione romantica

è necessaria una delicata opera di equilibrio;

mentre nei decenni passati

una spiccata aggressività era considerata

regressiva e immatura,

oggi, se intervallata da altri stati emotivi intensi,

è considerata parte di un repertorio emotivo

che alimenta la vivacità della vita emotiva

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

FREUD DUE TEORIE

SULL’AGGRESSIVITA’

FALCHI:esseri umani violenti per natura

COLOMBE: esseri umani amorevoli

per natura

Vista dagli occhi del falco…aggressività… espressione

inevitabile del desiderio di potere e dominio

Vista dagli occhi della colomba… aggressività… risposta alla

frustrazione e deprivazione

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

AGGRESSIVITA’ E PERICOLO

Non ci deve tanto soffermare sul carattere

­ Innato ( cioè pulsione primaria che sorge

autonomamente)

­ Reattivo (cioè risposta alla minaccia)

dell’aggressività, ma sul suo PERICOLO, sul fatto che

essa può essere evocata con frequenza

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

SENSO DI COLPA E

AUTOCOMMISERAZIONE

“ Siamo in fuga.

Crediamo che la felicità sia una questione di geografia, di classe, di colore

o che si nasconda in un mucchio di soldi.

Quello che desideriamo è andare da .

qualche parte

Durante tutta la fuga, il ci infastidisce e ci ricorda

blues

– nascondendosi come un sasso nelle nostre scarpe da ginnastica preferite

o come qualcosa che si trova sotto la nostra pelle –

la lunga scheggia di riconoscimento emotivo che cerchiamo di negare.

Ogni volta che fuggiamo dallo specchio,

il blues non dimentica di farcelo notare”. [STANLEY CROUCH]

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

Le nostre storie sono riordinate attorno

all’

asse autocommiserazione/senso di colpa

Nei racconti degli amori romantici:

AUTOCOMMISERAZIONE SENSO DI COLPA

(tradimento operato dall’altro) (tradimento operato da se stessi)

­ Tema centrale: ­ Tema centrale:

“ mi è stato fatto un torto” “ sono stato uno stupido”

­ Storie delle relazioni passate: ­ Storie delle relazioni passate:

amori nei quali si è sempre stati traditi mancanza di fede e di devozione

e abbandonati hanno allontanato il vero amore

­ Storie delle relazioni presenti: ­ Storie delle relazioni presenti:

sensazione di delusione e rinuncia sensazione di indegnità, di non

meritare un amore che è a portata di

mano ma non può essere goduto

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

Il senso di colpa e l’autocommiserazione hanno spesso una relazione

complessa :

UN GIOCO A SOMMA ZERO

in cui

più l’uno è presente, meno lo è l’altro, e viceversa

Nella coppia

: es. i litigi;

ognuno è sia vittima dell’insensibilità e della crudeltà dell’altro sia l’agente del dolore dell’altro, entrambi

evidenziano la vittimizzazione e minimizzano la partecipazione attiva

Nel singolo individuo : es. i bambini che crescono in nuclei familiari abusanti o caotici;

essi vivono in una realtà troppo spaventosa e dolorosa da accettare, perciò organizzano i racconti della

propria esperienza attorno alla presunzione della propria colpevolezza

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

SPIEGAZIONI PSICOANALITICHE DEL SENSO DI COLPA

Melanie Klein e Sigmund Freud

Caratteristiche comuni alle due teorizzazioni sull’esordio e natura del senso di colpa:

1­ i crimini di cui i pazienti spinti dal senso di colpa si sentono responsabili hanno avuto luogo nel lontano

passato della prima infanzia;

2­ e non si sono mai verificati nella realtà. Hans Loewald

Il bambino necessariamente uccide qualcosa nei genitori, non solo nella fantasia ma anche nella realtà,

attraverso il bisogno di lottare per la sua libertà emancipatoria

Errore considerare il senso di colpa come mero derivato delle fantasie della mente

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

La sorgente da cui scaturiscono i sensi di colpa e

l’autocommiserazione sono

le “ relazioni oggettuali interne

”,

particolari relazioni multisfaccettate che abbiamo con noi stessi,

relazioni nelle quali siamo tanto soggetti quanto oggetti.

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

AUTOCOMMISERAZIONE vs. PIETOSITÀ

tentativo di muovere se stessi a pietà

Una giusta dose di…

AUTOCOMMISERAZIONE

rappresenta il modo di venire a patti con la nostra relativa impotenza rispetto a molti aspetti della vita

SENSO DI COLPA vs. COLPEVOLEZZA

tentativo di pagare il proprio perdono

Una giusta dose di…

SENSO DI COLPA

rappresenta l’accettazione del fatto che siamo responsabili delle sofferenze che abbiamo causato alle altre

persone (e a noi stessi)

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

CONTROLLO E COINVOLGIMENTO

“ Ma deve .

accadere

Non puoi farci nulla con la tua volontà.

Sembra sempre che pensi di poter i fiori a sbocciare.

costringere

Ma le persone ci devono amare perché ci amano –

non puoi amare”.

farti [DAVID HERBERT LAWRENCE]

“ Libertà è solo una parola per dire che non hai più nulla da

perdere”. [KRIS KRISTOFFERSON]

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

CONSAPEVOLEZZA DI SÉ

Siamo guidati da intenzioni complesse di tre tipi diversi:

1­ caratterizzate da autoconsapevolezza deliberativa (consce);

2­ prive della nostra attenzione focale ma riconoscibili come coerenti con il

nostro approccio conscio alla vita (preconsce);

3­ irriconoscibili e rinnegate dalla nostra coscienza (inconsce).

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

Freud

“ siamo spinti da forze oscure sconosciute da noi stessi”

ma...

se l’individuo non controlla la sua psiche chi è che lo fa?

Diversi approcci al problema:

Da una parte... Dall’altra...

Psicoanalisi americana Poststrutturalismo francese

Psicologia freudiana dell’Io Pensiero postmoderno

Jacques Lacan

Erik Erikson oblio di ogni centro psichico o di sé

restaurazione di un centro psichico coerente

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

Psicologie deterministiche Psicologie esistenziali

vs.

esperienza e comportamento umano come prodotti forte enfasi su autenticità personale, su

di alcune forze (o motivi) che premono sulla determinazione del proprio destino e su scelta

persona; scelta, o volontà, tende a essere

considerata illusoria Problema di conciliare queste due prospettive

Tutte le nostre attività e tutte le nostre scelte riflettono necessariamente sia i

motivi (o le ragioni) sia la volontà, sia le motivazioni che sono in primo piano

(consce) sia quelle che sono sullo sfondo (preconsce), o dietro le quinte

(inconsce)

Quale di questi luoghi è il più adatto per collocarvi la volontà

?

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

Dipende

, infatti:

LA VOLONTÀ

esita sullo sfondo ha un ruolo in primo piano

quando... quando...

si sono acquisite le competenze necessarie a una si sta imparando o iniziando una nuova attività

certa attività … e nello specifico quando...

… e nello specifico quando... si imparano cose sull’altro come preludio per la

si condivide intimità emotive condivisione di intimità

Molte difficoltà nel vivere sorgono da un’errata applicazione della volontà.

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

L’ esperienza umana è costruita

consciamente, preconsciamente e inconsciamente

usando molte dimensioni esperenziali, percezioni, ricordi, immaginazione,

immagini culturali e mitologiche disponibili, sensazioni corporee e così via...

Tutti questi elementi operano come materiali psichici da costruzione.

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

L’AMORE PUÒ DURARE?

Solo a condizione di riconoscere la natura paradossale della relazione

appassionata

infatti

costruire e mantenere un coinvolgimento profondo presuppone:

1­ la consapevolezza che il cambiamento, in quanto interno a un processo

governato dall’incertezza, sia indipendente dal nostro controllo;

2­ la consapevolezza che l’esperienza umana dell’amore romantico non si

identifichi tanto nel senso di stabilità e prevedibilità, di cui peraltro ha bisogno,

quanto nel senso della scoperta e del rischio.

L’amore può durare? Il destino dell’amore romantico

L’ amore romantico è

UN CASTELLO DI SABBIA PER DUE

che richiede, a causa della sua natura mutevole, un’opera continua di

ricostruzione

Coltivare l’amore romantico non significa risolvere le tensioni presenti in una relazione,

scoprendo un segreto o cercando in tutti i modi di inventare la novità

ma

è un’operazione che ha bisogno di due persone che sono affascinate dai modi in cui,

individualmente e insieme, generano forme di vita su cui sperano di poter contare.

Implica una tolleranza della fragilità di queste speranze intrecciate di realtà e fantasie, e una

comprensione di come, nella ricchezza della nostra vita, le realtà divengano spesso fantasia, e le

fantasie divengano spesso realtà.

Birri Elisa 546048

Rosini Giada 548012 “

Relazioni d’amore”

Bertuola Jennifer 548752 Normalità e patologia

di O. Kernberg (1995)

• Basi biologiche e psicologiche della sessualità

• Fasi evolutive affettive dell’esperienza sessuale dall’infanzia

all’età adulta (eccitazione sessuale, desiderio erotico, amore

sessuale maturo)

• Aree conflittuali nella coppia

• Cosa tiene unita una coppia?

• Patologia nelle relazioni di coppia: Narcisismo, Borderline,

Nevrosi, Masochismo

• Dinamica di gruppo e morale convenzionale

• La coppia e il gruppo

Radici biologiche del comportamento sessuale

• La differenziazione avviene sempre in senso femminile, a meno che non sia presente un

adeguato livello di testosterone

• La differenziazione sessuale cerebrale si verifica solo nel terzo trimestre e probabilmente

continua nel primo trimestre dopo la nascita (determinato dalle prime interazioni sociali)

• I caratteri sessuali secondari che si evidenziano nella pubertà sono innescati dal sistema

nervoso centrale e controllati dall’incremento di androgeni ed estrogeni

• Gli androgeni sembrano influenzare l’intensità del desiderio sessuale, ma nell’ambito di una

chiara prevalenza di determinanti psicosociali sulla risposta sessuale

L’intensità della risposta sessuale, l’attenzione agli

stimoli sessuali, la reazione fisiologica di eccitazione

sessuale, sono tutte influenzate dagli ormoni.

I fattori psicosociali/ambientali e le radici psicologiche del

comportamento sessuale influenzano:

• Identità sessuale nucleare (sensazione di essere maschio o femmina), determinata dal sesso

attribuito al piccolo da chi si prende cura di lui durante i primi due­quattro anni di vita

• Identità di ruolo sessuale : identificazione dell’individuo con certi comportamenti tipici del

maschio o della femmina in un dato gruppo sociale, particolare attitudine psicologica e insieme di

comportamenti interpersonali caratteristici del maschio o della femmina, che differenziano i due sessi)

• Scelta oggettuale dominante (selezione di un oggetto sessuale): può essere eterosessuale o

omosessuale, incentrata su un’ampia gamma di interazioni sessuali con l’oggetto sessuale o al contrario

ristretta ad una singola parte dell’anatomia umana o ad un oggetto non umano o inanimato

• Intensità del desiderio sessuale , che si riflette nella predominanza delle fantasie sessuali,

nell’attenzione agli stimoli sessuali, nel desiderio di comportamento sessuale e nell’eccitazione

fisiologica degli organi genitali.

L’eccitazione sessuale

E’ un affetto che si origina nel contesto di esperienze piacevoli relative ai rapporti

precoci del bambino con la madre e con la famiglia e culmina in una piena centralità

delle sensazioni genitali durante la pubertà e l’adolescenza. La sensibilità diffusa

della pelle coinvolta nel comportamento precoce di attaccamento, a partire dalla

prima infanzia, culminano nella specifica esperienza cognitivo­affettiva

dell’eccitazione sessuale.

L’eccitazione sessuale esiste in relazione ad un “oggetto parziale” primitivo, che

riflette a livello inconscio le esperienze fusionali della simbiosi e i desideri di rifusione

delle prime fasi di separazione­individuazione. Nei primi uno o due anni di vita

l’eccitazione sessuale è diffusa e collegata alla stimolazione delle zone erogene.

Il desiderio erotico

La particolare focalizzazione, conscia o inconscia, di una scelta d’oggetto sessuale

personale trasforma l’eccitazione sessuale in desiderio erotico. Il desiderio erotico

include l’aspirazione a una relazione sessuale con un oggetto particolare. Il desiderio

erotico è un affetto più elaborato rispetto all’eccitazione sessuale e la natura specifica

della relazione oggettuale è più differenziata a livello cognitivo. Il desiderio erotico è

caratterizzato dal collegamento tra eccitazione sessuale e oggetto edipico; ciò che si

desidera è la fusione simbiotica con l’oggetto edipico nel contesto dell’unione

sessuale.

Caratteristiche cliniche del desiderio erotico:

• Ricerca del piacere

, sempre orientata verso un’altra persona o un oggetto. Comprende desiderio

d’intimità, di fusione, di unione, richiede di oltrepassare la barriera e di diventare una sola cosa con l’oggetto

prescelto;

• Identificazione con l’eccitazione sessuale e l’orgasmo del partner , allo scopo di

godere di due esperienze fusionali complementari. L’elemento principale è il piacere che nasce dal desiderio

dell’altro e la sensazione di appartenere a entrambi i sessi nello stesso momento superando le barriere che

dividono i due sessi, di penetrare e di essere penetrati, gratificando desideri di fusione, le fantasie omosessuali

e la rivalità edipica;

• Senso di trasgressione che implica la violazione delle proibizioni edipiche e l’aggressività verso

l’oggetto: vi è la sensazione che l’oggetto si offra e si ritragga allo stesso tempo. L’aggressività è comunque

piacevole perché viene contenuta da una relazione amorosa: abbiamo così l’incorporazione dell’aggressività

nell’amore e la sicurezza di essere protetti dall’inevitabile ambivalenza;

• Idealizzazione del corpo dell’altro o dell’oggetto come aspetto cruciale della normale

integrazione tra impulsi di tenerezza e impulsi erotici nelle relazioni d’amore;

• Desiderio di provocare e di essere provocati come combinazione di promesse e rifiuti, di

seduzione e frustrazione;

• Alternanza tra desiderio di segretezza, di intimità, di esclusività da un lato

e il desiderio di fuggire dall’intimità verso una radicale discontinuità

dall’altro .

In circostanze normali , l’eccitazione sessuale nell’individuo maturo si

attiva nel contesto del desiderio erotico, e quindi questa distinzione tra due affetti

può apparire forzata e artificiosa.

In circostanze patologiche , lo smantellamento del mondo interno di

relazioni oggettuali può portare all’incapacità di desiderio erotico, accompagnata

da una diffusa, non selettiva o perpetuamente insoddisfatta manifestazione

casuale di eccitazione sessuale, o perfino dalla mancanza di una capacità di

eccitazione sessuale.

L’amore sessuale maturo

Amplia il desiderio erotico nella relazione con una persona specifica, in cui l’attivazione di

relazioni inconsce del passato e le aspettative coscienti di una futura vita di coppia si

combinano con l’attivazione di un comune ideale dell’Io.

Kernberg

L’amore sessuale maturo è, secondo , una disposizione emotiva complessa, che integra:

•L’eccitazione sessuale trasformata in desiderio erotico per un’altra persona;

La tenerezza che deriva dall’integrazione delle rappresentazioni del Sé e dell’oggetto investite in

senso libidico e in senso aggressivo, con una predominanza dell’amore sull’aggressività e con la

tolleranza della normale ambivalenza che caratterizza ogni rapporto umano;

Una identificazione con l’altro che comprende sia la reciproca identificazione genitale sia la

profonda empatia con l’identità sessuale opposta;

Una forma matura di idealizzazione insieme ad un profondo impegno nei confronti dell’altro e

della relazione;

Il carattere passionale della relazione d’amore nei suoi tre aspetti: la relazione sessuale, la

relazione oggettuale e l’investimento superegoico sulla coppia.

Per approfondire:

Balint per primo mise in risalto l’importanza della tenerezza, che suggerì derivare dalla fase pregenitale. In termini di

interiorizzazione delle relazioni con le persone significative, che costituiranno il complesso mondo delle relazioni oggettuali

interiorizzate, due sono le correnti principali che influenzano la capacità di sviluppare una forma matura di amore: una è la

spinta regressiva verso la fusione con l’oggetto amato, alla ricerca dell’unità simbiotica nella relazione ideale con la madre;

consolidamento delle differenze tra rappresentazioni

l’altra è la tendenza progressiva verso il di sé e dell’oggetto,

tra rappresentazioni “completamente buone” e “completamente cattive” del Sé in un concetto di Sé stabile e dell’altro

significativo in immagini integrate che includono una chiara differenziazione dei ruoli sessuali. Il sentimento di tenerezza è

capacità di preoccuparsi

espressione della dell’oggetto amato: Bergmann, riprendendo la Mahler, suggerì che la capacità

di amare presuppone un’evoluzione normale dell’esperienza simbiotica e del processo di separazione­individuazione. La

capacità di sperimentare pienamente una preoccupazione affettuosa per la persona amata presuppone l’integrazione di amore

e odio, cioè la tolleranza dell’ambivalenza.

Nella relazione d’amore sono presenti, secondo Bergmann, la ricerca dell’oggetto edipico perduto, il desiderio di riparare al

trauma edipico nella relazione con un nuovo oggetto e la ricerca di fusione, sottostante al sentimento edipico, che ripete la

ricarca di fusione simbiotica.

Balint ritiene che una vera relazione d’amore comprenda, oltre all’aspetto genitale, l’idealizzazione, la tenerezza e una

“identificazione genitale”,

particolare forma d’identificazione, che chiama all’interno della quale “gli interessi, i desideri, i

sentimenti, la sensibilità, i difetti dell’altro hanno la stessa importanza dei nostri”. May sottolinea l’importanza di identificarsi

pienamente senza però perdere la propria identità.

Riguardo all’idealizzazione, Balint condivide l’affermazione di Freud che in molti casi l’idealizzazione non aiuta, o addirittura

l’idealizzazione normale

ostacola, lo svilupparsi di una forma soddisfacente di amore. Kernberg sottolinea invece che

costituisce un avanzato livello di sviluppo del meccanismo in base al quale la moralità infantile si trasforma in un sentimento

etico adulto. L’idealizzazione così intesa, è una funzione della relazione d’amore matura, che stabilisce una continuità tra

l’amore adolescenziale “romantico” e l’amore adulto. In condizioni normali, non è l’ideale dell’Io ad essere proiettato, ma gli

ideali che discendono dagli sviluppi strutturali all’interno del Super­io (ideale dell’Io compreso).

Per approfondire (2):

L’idealizzazione che si verifica nel contesto di relazioni oggettuali integrate o totali e la corrispondente capacità di

sperimentare la colpa, la preoccupazione e le tendenze riparative, faciliterà l’integrazione del desiderio erotico con una

visione idealizzata dell’oggetto d’amore e l’integrazione del desiderio erotico con la tenerezza. L’idealizzazione del corpo

dell’amato e più tardi l’idealizzazione della sua intera persona evolverà nell’idealizzazione dei valori etici, culturali ed

estetici;evoluzione che garantirà la possibilità di un innamoramento romantico. I processi di idealizzazione culminano infine

nel corso della loro evoluzione, nella capacità di riconfermare il legame tra desiderio erotico e idealizzazione romantica per

la stessa persona.

L’aspetto centrale della passione sessuale e il suo culmine è l’esperienza dell’orgasmo durante il rapporto, che implica un

affetto primitivo di estasi, che richiede, per essere vissuto pienamente, un temporaneo abbandono dei confini del Sé. Anche

se l’eccitazione sessuale costituisce un affetto di base che sta al centro dell’amore passionale, ciò non significa che la

capacità di amore passionale vada “ingabbiata” solo come parte dell’esperienza orgasmica: il desiderio di fondersi con la

madre e l’esperienza soggettiva di fusione con lei che caratterizzano la fase simbiotica della sviluppo infiltrano la ricerca di

contatto corporeo, il desiderio di unire le superfici corporee. Nell’amore passionale vi è il superamento dei confini in una

sofisticata idealizzazione con l’oggetto amato che pure consente di mantenere il senso di una propria identità separata. La

passione sessuale implica quindi che ci si consegni coraggiosamente alla desiderata unione con l’altro ideale, accettando i

rischi dell’abbandono totale di sé nella relazione con l’altro, nutrendo una speranza di poter ricevere e dare amore ed

essere così rassicurati sulla proprio bontà, contrastando il senso di colpa per la propria aggressività verso l’oggetto amato e

la paura dei pericoli a essa connessi.

La natura contraddittoria dell’amore sta nel fatto che il desiderio mira a soddisfarsi tramite la

distruzione dell’oggetto desiderato e l’amore scopre che quell’ oggetto è indistruttibile e non può

essere sostituito.

La passione sessuale, come aspetto permanente delle relazioni d’amore, ha il compito d’intensificare, consolidare e

rinnovare le relazioni d’amore per tutta la vita, e di mantenere l’eccitazione sessuale legandola all’intera esperienza umana

della coppia.

Livelli evolutivi pregenitali e …

Le osservazioni di Braunschweig e Fain sono estremamente utili per spiegare la differenza significativa tra

uomini e donne nell’amore sessuale maturo. Sono qui riassunti alcuni punti salienti della loro teoria, integrati con

ciò che pensa Kernberg a riguardo:

•Le cure prestate dalla madre e la sua espressione di piacere durante la stimolazione fisica del bambino sono

essenziali per alimentare in lui l’erotismo legato alla superficie corporea e più tardi il desiderio erotico.

­Maschio: la relazione erotica implicitamente “provocante” della madre col figlio maschio rimane un aspetto

costante della sessualità maschile e contribuisce alla capacità continuativa di eccitazione genitale che il maschio

solitamente possiede

­Femmina: il sottile ed inconscio rifiuto dell’eccitazione sessuale legata alla figlia inibisce poco a poco la

consapevolezza di questa circa la propria originaria genitalità vaginale

•Questa diverso modo di trattare maschio e femmina cementa fortemente l’identità sessuale nucleare

contribuendo anche alla differenza dell’eccitazione sessuale durante l’infanzia:

­continua nel maschio

­inibita nella femmina

… conseguenze nella vita adulta

Conseguenze femminili: le donne, precocemente inibite nella consapevolezza della loro genitalità, sono più

lente a integrare una piena relazione genitale nel contesto di una relazione amorosa.

Conseguenze maschili: gli uomini, inconsciamente fissati all’oggetto primario, hanno maggiori difficoltà a

maneggiare l’ambivalenza nei confronti delle donne e devono sviluppare la capacità di integrare bisogni

genitali e bisogni di tenerezza.

­Maschio: la relazione pregenitale con la madre comprende già uno specifico orientamento sessuale di

questa nei suoi confronti, che stimola la sua consapevolezza sessuale e l’investimento narcisistico sul pene.

­Femmina: la madre, non investe in modo particolare i genitali della bambina e anche quando investe

narcisisticamente la figlia, si tratta di un narcisismo dalle caratteristiche pregenitali. (Blum sottolinea che se la

madre ha svalutato se stessa come donna, svaluterà anche sua figlia, e l’autostima materna influenzerà

fortemente l’autostima della figlia). La bambina si rivolge al padre non solo perché delisa dalla madre, ma

anche per identificazione con lei. L’intensità dell’angoscia di castrazione nelle donne dipende da uno

spostamento a tre stadi dell’aggressività pregenitale: prima proiettata sulla madre, poi rinforzata dalla

competitività edipica con lei, e infine spostata sul padre.

Amore, edipo e coppia: livelli genitali.

Vari livelli evolutivi verso la genitalità adulta:

­Maschio: l’identificazione con il padre implica l’aver superato l’invidia pregenitale per le donne, la proiezione di tale invidia sotto

forma di paura primitiva delle donne e le paure di inadeguatezza rispetto ai genitali femminili. Il passo verso la normale

identificazione con il padre è l’identificazione conflittuale con il maschio primitivo, controllante e sadico che rappresenta

l’immaginario padre geloso e severo delle prime fasi edipiche.

Il superamento finale del complesso edipico negli uomini è caratterizzato dall’identificazione con un padre “generoso” che non

agisce più contro il figlio utilizzando norme repressive. Infatti, un’importante fonte di instabilità nelle relazioni d’amore degli uomini

adulti è l’incompleta identificazione con la funzione paterna.

­Femmina: lo sviluppo psicosessuale inibito, causato dalla mancanza di una stimolazione diretta dell’erotismo genitale nella

relazione precoce con la madre e i conflitti della madre circa il valore dei propri genitali e delle funzioni femminili, viene rinforzato

a livello secondario dall’invidia del pene e dalla rimozione della rivalità sessuale con la madre edipica. La via dello sviluppo

sessuale femminile è più coraggiosa di quella maschile, la cui genitalità viene stimolata dai genitori: la bambina deve cambiare il

proprio oggetto erotico volgendosi dalla madre al padre e deve così passare più precocemente dallo sviluppo pregenitale a quello

genitale; la donna adulta possiede potenzialmente un maggior coraggio e una maggiore capacità di coinvolgimento eterosessuale

dell’uomo adulto.

Gli uomini hanno la tendenza a cercare sempre la madre ideale e sono più disponibili a riattivare paure e conflitti di ordine

pregenitale nelle relazioni con le donne, il che li predispone ad evitare coinvolgimenti profondi.

Le donne, avendo già rinunciato al loro primo oggetto, sono più capaci d’impegnarsi con un uomo che voglia stabilire con loro una

piena relazione genitale e “paterna”. Blum sottolinea che un fattore importante nella capacità d’impegno che le donne hanno,

potrebbe essere la loro preoccupazione per la stabilità delle cure e della protezione dei piccoli, che ha motivazioni biologiche e

psicosociali, in particolare l’identificazione con le funzioni materne e i relativi valori sublimatori del Super­io.

Patologia che deriva dai conflitti edipici :

La patologia che più interferisce con una relazione stabile e pienamente gratificante con un membro del sesso opposto è

rappresentata dal narcisismo patologico da un lato (che verrà approfondito più avanti), e dall’incapacità di risolvere i conflitti

edipici in una piena identificazione genitale con la figura genitoriale dello stesso sesso dall’altro.

Mentre la patologia narcisistica è relativamente simile negli uomini e nelle donne, la patologia che deriva principalmente dai

conflitti edipici è diversa:

­Nelle donne, i conflitti edipici non risolti si manifestano più spesso secondo schemi masochistici, come il persistente

attaccamento a uomini insoddisfacenti e una incapacità di godere o di mantenere una relazione con uomini che potenzialmente

sarebbero per loro pienamente soddisfacenti. Nelle donne, la condensazione dei conflitti pregenitali di aggressività mescolati ai

conflitti genitali, appare tipicamente nell’esacerbarsi dei conflitti circa l’invidia del pene.

­Anche gli uomini si attaccano a donne insoddisfacenti, ma culturalmente sono di solito più liberi di sciogliere questi legami

insoddisfacenti. Negli uomini, la patologia dominante che deriva dai complessi edipici prende la forma di paura e insicurezza

sotto forma di ostilità reattiva o proiettiva verso di esse; tutto ciò si combina in diversi modi con l’ostilità e la colpa pregenitali nei

confronti della figura materna. L’invidia pregenitale per la madre rinforza l’insicurezza edipica degli uomini nei confronti delle

donne idealizzate.

Relazioni d’amore e conflitti

Essere innamorati rappresenta anche un processo di lutto, connesso al fatto di crescere e di diventare indipendenti,

lasciandosi alle spalle gli oggetti reali dell’infanzia. In questo processo di separazione c’è anche una riconferma della

buona relazione con gli oggetti interiorizzati del passato.

Quando si raggiunge questo stadio evolutivo, può svilupparsi la possibilità di trasformare l’innamoramento in una stabile

relazione d’amore, che implica una capacità di tenerezza, di preoccupazione e di idealizzazione più sofisticata di quella

che si ha ai livelli evolutivi più primitivi, nonché una capacità d’identificazione e di empatia con l’oggetto d’amore. Ora la

tenerezza può espandersi in un pieno godimento sessuale, la preoccupazione approfondirsi in una piena identificazione

sessuale attraverso l’empatia e l’idealizzazione diventare impegno maturo nei confronti di un ideale, costituito da ciò che

la persona amata è o rappresenta, o da ciò che la coppia unita potrebbe diventare.

Dicks ha costruito il quadro psicoanalitico più completo dei vari aspetti delle relazioni d’amore, tracciando un quadro di

riferimento che permette di analizzare i motivi che sono alla base dei conflitti coniugali. Dicks ritiene che vi siano tre

grandi aree in cui i partner di una coppia sono in relazione tra loro: le loro aspettative reciproche coscienti su ciò che una

relazione coniugale può offrire, il grado in cui le aspettative reciproche hanno permesso di armonizzare le aspettative

culturali di ciascuno e di integrarle nell’ambiente culturale; l’attivazione inconscia di passate relazioni oggettuali

interiorizzate patogene in ciascuno dei partner e la reciproca induzione di ruoli complementari a tali relazioni passate.

Kernberg, riprendendo Dicks, riformula e amplia le aree di integrazione di coppia con altre tre aree: le relazioni sessuali

reali, le relazioni d’oggetto predominanti a livello conscio e inconscio e la condivisione di un unico ideale dell’Io. La

capacità di amore sessuale maturo già descritto si gioca in queste tre aree.

Cosa tiene unita una coppia?

Desiderio di riparare relazioni patogene dominanti del passato

Ripetizione in termini di aggressività e vendetta

Identificazione proiettiva (indurre nell’altro le caratteristiche del

passato oggetto edipico)

Follia Privata” (Green)

necessaria per

mantenere un equilibrio inconscio,

consolidare la relazione partner complemento alla relazione patogena

Discontinuità

radici nella relazione madre­bambino (gratificazione/frustrazione)

Protegge dalla fusione

Nella relazione:

Uomo

rifiuto di accettare la dipendenza dalla mamma­donna difficolta’ a impegnarsi in una relazione

Donna

Avendo spostato il coinvolgimento affettivo dalla madre al padre difficoltà a conquistare la libertà sessuale

Il Tempo

Vita in comune depositaria dell'amore

Paura

• Invecchiamento e malattia

• Diventare poco attraenti

• Diventare dipendenti

• Essere abbandonati

• Morte come trionfo del terzo escluso

Negare o sfidare la realtà del tempo

trascurando la salute

➔ preoccupandosi eccessivamente per il partner controllo aggressività

Funzioni dell'Io e del Super Io importanti per proteggere la coppia

Relazioni d’amore in pazienti Narcisisti

• Assenza profondo investimento sull’oggetto

d’amore

• Incapacità relazioni intime

• Idealizzazione limitata al campo sessuale

• Indifferenza

• Invidia tendenza a svalutare, impossessarsi,

e rovinare l’oggetto invidiato

• Bisogno di conquista appagamento

sessuale Relazioni d’amore in pazienti

Borderline

• Scissione oggetti buoni/oggetti cattivi

Protegge la relazione idealizzata dall’aggressivita’

Ambivalenza intollerabile

• Idealizzazione / svalutazione

Intenso “innamoramento”,

attaccamento, esperienze sessuali

vs

intensa svalutazione, delusione, vissuto di persecuzione

• Relazioni fragili

Relazioni d’amore in pazienti Nevrotici

• Costanza d’oggetto relazioni oggettuali piene,

mature capacità di innamorarsi

• Colpa proibita

rispetto alla sessualità

• Inibizione verso la sessualità

dissociazione tra bisogni di tenerezza

e desideri erotici

• Scelta oggetti d’amore frustranti, irraggiungibili,

punitivi

Le Triangolazioni

distruggono

Scenari inconsci la coppia

rinforzano

• Dirette terzo ecluso col quale si viene traditi

(rivale edipico) Gelosia

• Inverse terzo escluso col quale si tradisce (ideale edipico)

Vendetta

Il Super Io

Nel tempo viene tracciato un sistema di valori condiviso

La coppia stabilisce un proprio Super Io:

• Funzione di confine verso il resto del mondo

• Contribuisce a risolvere i conflitti ( perdono, tolleranza)

Perdono come capacita’ di riconoscere l’aggressivita’ e l’ambivalenza in se’ stessi

e quindi poter accettare l’ambivalenza anche nelle relazioni intime

• Tiene a freno l’aggressività

• Permette la responsabilita’ e la preoccupazione

Ma porta aanche a divieti rispetto alla sessualità

L’amore nel setting analitico

Transfert

Processo psichico per cui il paziente trasferisce sul terapeuta atteggiamenti affettivi prima rivolti verso

altre persone

Amore non corrisposto

• Nevrotici

Inibizione alla manifestazione d’amore verso il terapeuta spostarlo su altri oggetti

• Borderline

Intenso desiderio di essere amati

Alternarsi di odio e amore

Sforzo di controllare il terapeuta

Minacce di suicidio come tentativo di strappare a forza l’amore del terapeuta

• Narcisisti

Invidia e odio verso l’analista

Seduttivita’ aggressiva e sessualizzata Resistenza alla dipendenza

La relazione d’amore

masochistica

:

Masochismo ampia serie di fenomeni, sia normali che patologici, centrati su una

motivata autodistruttività e un piacere conscio e inconscio nella sofferenza.

.

Il masochismo, nel DSM­IV, fa parte delle parafilie e disfunzioni sessuali

Questo è un campo dai confini imprecisi: da un lato troviamo una distruttività talmente

grave che porta all’ autoeliminazione, dall’altro, una sana capacità di sacrificio in nome

della famiglia, degli altri, di un ideale come per esempio Madre Teresa e Gandhi i quali

hanno dimostrato una devozione eroica per cause ben più grandi del proprio Sé

individuale.

Freud (1924) coniò anche il termine “masochismo morale” per indicare atteggiamenti non

necessariamente patologici come sofferenze e lamentele, autolesionismo e

autosvalutazione senza uno specifico riferimento sessuale. Solitamente queste persone

sembrano collezionare ingiustizie.

La persona sessualmente masochistica invece trasforma il dolore in piacere erotico, e

integra l’aggressività con l’amore, in questo modo aumenta il senso di vicinanza

all’oggetto erotico.

Le implicazioni aggressive della sofferenza e l’ aggressione subita dall’oggetto

desiderato sono così fuse con l’ amore in quanto parte indispensabile per l’eccitazione

erotica (Braunschweig, Fain e Stoller).

Sofferenza fisica + amore = eccitazione erotica

ma anche…

Sofferenza fisica + dolore ed odio = eccitazione erotica

Questo avviene quando le relazioni infantili sono caratterizzate da abusi,

aggressività, frustrazione o eccitazione e sofferenza fisica o psichica del

bambino (Jacobson 1961).

Tutto questo non può essere assorbito in una normale risposta erotica ma verrà

trasformato in aggressività (Jacobson 1971).

Il masochismo negli uomini e nelle donne.

Come tutte le perversioni sessuali , il masochismo è più frequente negli uomini che nelle

donne.

Negli uomini e nelle donne comunque, ritroviamo somiglianze e differenze nelle fantasie e

nelle attività sessuali masochistiche: le fantasie maschili si esprimono nel desiderio di essere

dominati, provocati, eccitati e costretti a sottomettersi a una donna potente e crudele come

requisito fondamentale per l’orgasmo.

Le fantasie femminili consistono nell’essere umiliate dall’esibizione di se stesse ad altri

ed essere violentate da un uomo potente, violento e sconosciuto.

Il masochismo maschile implica di solito una sofferenza maggiore e un’enfasi

sull’umiliazione , sull’infedeltà del patner, sulla partecipazione altrui e sul travestimento.

Il masochismo femminile invece implica più frequentemente la sofferenza ma di minore

intensità, la punizione e l’esibizione come umiliazione davanti a un pubblico non

partecipante (Baumeister 1989).

Comprensione Psicanalitica del

masochismo

A livello Edipico, il masochismo sessuale implica una intensa angoscia di

castrazione , collegata agli intensi aspetti aggressivi dei conflitti edipici; tutto ciò

ostacola il perverso nel raggiungimento di una sessualità adulta (Kernberg).

L’ intensità maggiore dell’angoscia di castrazione degli uomini si considera

correlata alla maggior frequenza di perversioni sessuali nel sesso maschile.

L’esperienza forzata del dolore, la sottomissione, l’umiliazione per ottenere una

gratificazione sessuale sono la punizione per le implicazioni edipiche proibite

della sessualità genitale.

Il Sé del masochista rappresenta infatti una persona indegna, colpevole, che

merita rifiuto e punizione.

• •

Per gli uomini

, l’essere dominati da Nelle donne , la fantasia

una donna potente ripropone le inconscia di essere l’oggetto

fantasie del bimbo di essere preferito di un padre potente,

sopraffatto da una madre potente, distante e potenzialmente

unite alla colpa per la trasgressione minaccioso, ma anche

edipica. seduttivo, si fonde con

Le fantasie e le attività di l’espiazione della colpa che si

travestimento integrate nel ha nell’essere obbligata a

masochismo maschile sottomettersi e ad essere

simbolizzano proprio il diniego sessualmente umiliata e

dell’angoscia di castrazione. abbandonata.

­ In entrambi i sessi, gli scenari masochistici mettono in luce la qualità

provocante di interazioni sessuali eccitanti e frustranti.

Le relazioni d’amore masochistiche…

Spesso, durante l’adolescenza, l’amore per un uomo idealizzato, irraggiungibile, frustrante e

deludente diventa un’esperienza che influenza la futura vita amorosa della donna, facendo

cadere la possibilità di altre relazioni potenzialmente più gratificanti. Questo può portare sia a

incontri romantici in situazioni realistiche che finiscono poi in una delusione, sia a una

fantasia romantica, conservata per lunghi anni, su ciò che avrebbe potuto essere; ma la

maggior parte delle volte queste particolari relazioni si caratterizzano proprio per l’amore non

ricambiato.Queste donne non riescono a superare gradualmente l’idealizzazione degli uomini

irraggiungibili in successive relazioni che diventano più realisticamente selettive, come è

caratteristico dello sviluppo normale. Una sorta di fissazione al trauma le porta a ripetere

all’infinito la stessa esperienza.

Sia negli uomini che nelle donne, l’amore non ricambiato accresce l’amore invece di

diminuirlo, come è abituale nel lutto sano, ma il fatto che una lunga serie di amori infelici si

riscontri più di frequente nelle donne che negli uomini viene spesso spiegato facendo ricorso

alla pressione culturale che rinforza e induce il comportamento autolesivo nelle donne e il

comportamento sadico negli uomini. J.W. Waterhouse (1903)

Echo and Narcissus,

NARCISISMO: da Narciso, che nella mitologia greca amò se stesso

specchiandosi in un lago al punto di cadervi e di annegare: amore ossessivo

per la propria immagine.

La relazione d’amore

narcisistica

Disturbi di personalità, gruppo B (DSM I­V).

Gli psicanalisti definiscono narcisistiche le personalità organizzate intorno al

mantenimento della propria autostima tramite le conferme provenienti

dall’esterno.

Però questi termini fanno soprattutto riferimento ad un grado sproporzionato

di preoccupazione per sé, e non alla normale sensibilità all’approvazione o

alla critica.

Il confine tra narcisismo sano e patologico è assai labile, tuttavia per il

senso comune il termine “narcisista” non ha quasi mai una connotazione

positiva.

Un buon criterio per distinguere tra narcisismo sano e patologico, è osservare la

qualità delle relazioni oggettuali del soggetto in esame.

Un soggetto con DPN non è in grado di intrattenere relazioni mature, ma tende

piuttosto a trattare gli altri come oggetti da asservire ai propri bisogni.

Il paziente narcisista ignora i sentimenti e i bisogni dell’altro e per questo non è

in grado di sostenere relazioni stabili nel tempo.

Quando la personalità narcisistica si innamora, l’ idealizzazione dell’oggetto

amato può incentrarsi sulla bellezza fisica, come fonte di ammirazione e di

potere o sulle ricchezza e sulla fama, come attributi da ammirare e da

incorporare inconsciamente come parti di Sé.

Essi tendono ad idealizzare i patner potenziali quando questi sembrano

irraggiungibili per poi svalutarli quando diventano raggiungibili.

I pazienti narcisisti mostrano una paura inconscia dell’oggetto d’amore

, correlata

all’ aggressività proiettata e anche una vera e propria incapacità di interessarsi

alla personalità dell’altro.

La loro eccitazione sessuale è dominata dall’ invidia inconscia per l’altro

sesso.Per il patner narcisista, la vita va avanti nell’isolamento; la dipendenza è

temuta in quanto rappresenta il riconoscimento sia dell’invidia che della

gratitudine dell’invidia stessa.

La dipendenza è sostituita da un atteggiamento richiedente che si ritiene

pienamente giustificato, e dalla frustrazione quando le richieste non vengono

soddisfatte; così si accumulano risentimenti che è difficile mettere da parte nei

momenti di intimità. Molto spesso la cosa si risolve con la scissione delle

esperienze, mentre nei casi peggiori si sviluppa un soffocante senso di

costrizione e persecuzione da parte dell’altro.

Gli aspetti non riconosciuti e intollerabili del Sé vengono proiettati sul patner, per

proteggere l’ immagine di sé idealizzata.

Invece l’ incorporazione simbolica delle caratteristiche ammirate dell’altro può

servire da gratificazione narcisistica.

In ambito sessuale, improvvisamente l’invidia inconscia per l’altro trasforma

l’idealizzazione del suo corpo in svalutazione ; alimenta la trasformazione della

gratificazione sessuale nel sentimento di essere riusciti a invadere e incorporare

l’altro; elimina la ricchezza delle relazioni oggettuali primitive, attivate nella

normale sessualità perversopolimorfa, e precipita nella noia.

Ci si può chiedere se queste persone possano amare solo se stesse…Kernberg

pensa che la questione stia nella differenza tra il tipo di Sé che viene investito: se

ha la capacità di integrare l’amore e l’odio sotto il predominio dell’amore o se sia

invece il Sé grandioso patologico. non è che il narcisista ami solo se

Van der Waals sostiene invece che “

stesso e nessun altro: egli ama male se stesso come ama male gli

altri”.

Comprensione psicanalitica della patologia

narcisistica

Nell’esame delle dinamiche principali sottostanti a queste manovre difensive è di

centrale importanza l’ invidia

, forma di rabbia e risentimento contro un oggetto di

cui si ha bisogno, ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante; la cosa

desiderata diventa così fonte di sofferenza e per reagire a questa si sviluppa un

desiderio di distruggere ciò che viene rifiutato, quindi ammirato.

Questi conflitti inconsci possono essere riportati alla patologia precoce della

relazione madre­bambino (madre fredda e rifiutante che sfrutta il bambino) o da

una trascuratezza grave, precoce e cronica.

La svalutazione avviene anche a livello sessuale, per questo, vi è una continua

ricerca di patner sessuali.

Altro sintomo narcisistico significativo è l’assenza della capacità di gelosia, che spesso

indica l’inabilità di provare un sufficiente interesse per l’altro e che rende irrilevante

l’infedeltà.

L’ assenza di gelosia può anche suggerire la fantasia inconscia di essere talmente

superiore agli altri rivali che l’infedeltà del patner è addirittura impensabile.

La gelosia può però emergere a posteriori come ferita narcisistica che il paziente

narcisista sperimenta quando il patner lo abbandona per qualcun altro.

Concludendo possiamo dire che la presenza di un disturbo di personalità in uno o in

entrambi i patner indubbiamente dà una particolare sfumatura alla natura della loro

relazione. In alcuni casi, la risoluzione di un profondo e prolungato conflitto coniugale

dipenderà dalla modificazione della struttura di personalità di uno o di entrambi i patner.

Più spesso però, la risoluzione di un’ interazione patologica tramite la psicoanalisi e la

psicoterapia o tramite la separazione e il divorzio, rivelerà quanto di ciò che appariva una

patologia narcisistica in uno o di entrambi i patner fosse in realtà l’effetto della collusione

inconscia nello sfruttamento reciproco e dell’ aggressività derivante da altri conflitti.

Latenza, dinamiche di gruppo e morale

convenzionale.

Ora invece, andremo ad esplorare la relazione tra la coppia e la circostante rete di rapporti

sociali

, in particolare i piccoli e i grandi gruppi all’interno dei quali le coppie si incontrano tra

loro e con i quali interagiscono in modi complessi in quanto tutto questo ha un’ importante

influenza sulle vicissitudini della vita amorosa di coppia.

Qui non ci si riferisce solo ai gruppi reali, ma anche alle fantasie che gli individui e la coppia

sviluppano su questi gruppi, specialmente per quanto riguarda le richieste, le minacce, le

gratificazioni che si aspettano quando interagiscono con essi in quanto coppia.

Si stabilisce infatti un delicato equilibrio tra la coppia e il gruppo/i che a sua volta influenza la

psicodinamica della coppia.

La coppia e il gruppo

• gruppi non strutturati

Tutti i , cioè non organizzati rispetto a un particolare

compito, tendono ad alimentare un moralismo restrittivo e regressivo chiamato da

morale convenzionale .

Kernberg una

• Questo tipo di moralismo è caratteristico delle reti sociali, cioè quei piccoli gruppi

all’interno dei quali le persone comunicano le une con le altre, ma non sono intime

e non hanno necessariamente relazioni personali l’una con l’altra.

• In queste condizioni si stabiliscono valori condivisi: i membri tendono a proiettare

sul gruppo le componenti del Super­Io e tentano di stabilire un consenso,

inconsciamente condiviso, su alcuni valori di base; questa però è una morale molto

diversa da quella in base alla quale ogni membro agisce come individuo.

Secondo Kernberg la morale convenzionale è molto simile alla morale dei bambini in età di

latenza. Il periodo di latenza vede lo stabilirsi di un sistema morale altamente dipendente

dalla necessità di adattarsi al sistema sociale scolastico e al mondo degli adulti e dal

bisogno di proteggere le relazioni affettuose con i genitori dai conflitti sessuali e aggressivi

dal periodo edipico; mentre i derivati di questi impulsi saranno reindirizzati verso le

formazioni di gruppo che caratterizzano questa età.

Le caratteristiche della morale dei gruppi in età di latenza includono sia le conoscenze

sessuali sia “l’ innocenza”, nel senso che la sessualità è qualcosa di proibito e riguarda

il comportamento segreto degli “altri”.

L’atteggiamento verso la sessualità genitale è svalutante ma allo stesso tempo vi è una

forte curiosità eccitata.

La morale semplicistica dell’ età di latenza tende a eliminare l’elemento erotico dalle

relazioni “legalmente riconosciute”. La morale della latenza non tollera l’ ambiguità e l’

ambivalenza che caratterizzano le relazioni emotive mature, ma è proprio questa

morale che meglio si presta alla massiccia proiezione sul gruppo e che persiste per tutta

l’adolescenza e persino nell’età adulta, come sistema comune di valori nei gruppi non

strutturati e in condizioni di regressione di gruppo.

Il Super­Io della latenza sarà quindi facilmente proiettato dai membri dei gruppi non

strutturati, invece il Super­Io più individualizzato e maturo resterà “al suo posto”

permettendo l’integrazione della sessualità con la tenerezza e sfocerà nella capacità di

un amore passionale e prolungato nell’età adulta.

Possiamo affermare che la comunicazione di massa soddisfa le caratteristiche di

convenzionalità che rispecchiano le esigenze del Super­Io della latenza, prima descritto.

La cultura di massa, così come viene trasmessa dai mass media, è caratterizzata dalla

semplicità e da una richiesta intellettuale significativamente limitata nei confronti del

consumatore. Il linguaggio e l’autorità della televisione sono rivolti a una massa

implicitamente passiva, standardizzata e non informata. La cultura di massa propone una

regolare, stabile, severa e rigida morale convenzionale: per es.vi sono autorità parentali

ben definite, che decidono ciò che è buono e ciò che è cattivo.

Per quanto riguarda i temi sessuali invece, predominano sempre le stesse

caratteristiche della latenza. L’amore tenero è completamente separato da qualunque

elemento erotico.

Kernberg trova che i film illustrino molto bene il perenne conflitto tra morale privata e

morale convenzionale che si origina nei processi di gruppo durante l’età di latenza e

l’esplorazione tra film erotici, convenzionali e pornografici consente una migliore

comprensione della motivazioni inconsce connesse all’accettazione o intolleranza

dell’erotismo sotto l’ impatto della cultura di massa.

• Film convenzionali : Anche se questi film di solito prevedono una trama e

un certo sviluppo dei personaggi, la loro visione della vita sessuale dei

protagonisti continua a rispettare la morale del Super­Io di latenza. In questi film le

relazioni presentate come autenticamente d’ amore (in particolare se

sono sposate) sono illustrate senza alcuna intimità. L’ intimità sessuale viene

ritrovata solo tra persone non innamorate l’una dell’altra.

Aspetto interessante da sottolineare è che questi tipi di film permettono di

rappresentare molto più spesso l’ aggressività piuttosto che l’ erotismo.

Es. di Lyne (1987).

Attrazione fatale

• Film erotici: rappresentano l’evoluzione della relazione sessuale tra i personaggi.

C’è la combinazione di amore e sessualità. L’erotismo è rappresentato come un aspetto

serio e maturo dei valori umani, il simbolo di un ideale adulto che elimina le proibizioni

infantili e la limitazione della sessualità. La relazione erotica diventa l’espressione di un

amore passionale.

In questi film vi è integrazione di tenerezza e erotismo, di fisicità sensuale e ideale

romantico; inoltre la dimensione estetica presenta la bellezza del corpo umano come

tema principale, che rispecchia l’idealizzazione del corpo umano in quanto asse portante

dell’idealizzazione passionale, e la descrizione artistica di quella che potremo chiamare

la “geografia del corpo umano”.

Poiché l’erotismo è caratteristica della psicologia di massa, l’erotismo nei film sconvolge

il pubblico convenzionale ed è per questo motivo che i film d’autore spesso non arrivano

ad essere dei grandi successi, perché la cultura di massa risponde alle regole della

psicologia di massa.

Es. di Bertolucci (1974).

Ultimo tango a Parigi

• Film pornografici : In questi film c’è un’ evidente assenza delle funzioni del Super­Io; essi

meccanizzano il sesso, mettendo in risalto la facile espressione della sessualità e la vergogna viene

abolita. Lo spettatore si identifica con le attività sessuali, piuttosto che con le relazioni umane.

La mancanza di ambiguità, l’inconsistenza della trama, che non permette alcuna ulteriore fantasia

rispetto alla vita interiore dei protagonisti, contribuisce alla meccanizzazione del sesso. Vi è

dissociazione tra sesso e tenerezza esattamente come nei film convenzionali.

Anche se questi film sono pensati allo scopo di facilitare l’eccitazione sessuale ai livelli più primitivi di

esperienza emotiva, la pornografia diventa rapidamente noiosa e controproducente proprio come

avviene quando le persone praticano il sesso di gruppo: dopo un certo periodo di tempo, arrivano ad

un deterioramento della capacità di eccitazione sessuale in conseguenza del deterioramento delle

loro relazioni oggettuali.

Conclusioni: le relazioni tra film convenzionale, il film pornografico e l’arte erotica riflettono le

dinamiche di gruppo che riguardano il gruppo, la cultura convenzionale e la coppia impegnata in una

relazione passionale. La coppia è sempre a un livello profondo, asociale, segreto, privato e ribelle,

una sfida all’ amore e alla sessualità convenzionale. Si potrebbe dire che solo la coppia matura e

l’arte erotica sono in grado di sostenere e proteggere l’amore passionale. Il convenzionalismo e la

pornografia invece sono alleati, nella loro intolleranza dell’amore passionale.

La sfida esterna della coppia adulta

Abbiamo visto che l’amore sessuale maturo è sempre in aperta o segreta opposizione con il

circostante gruppo sociale e per questo la sua natura è ribelle. Essa libera la coppia adulta dalla

partecipazione ai valori convenzionali del gruppo sociale, crea un’esperienza di intimità sessuale

che è fondamentalmente privata e segreta, stabilisce un quadro in cui le ambivalenze reciproche

vengono integrate nella relazione d’amore e nello stesso tempo la arricchiscono e la minacciano.

Ma la coppia, in una relazione d’amore, pur essendo in opposizione al gruppo ne ha comunque

bisogno per poter sopravvivere. Una coppia veramente isolata è messa in pericolo dalla

liberazione di un’ intensa aggressività, che può distruggerla o danneggiare seriamente entrambi i

patner.

Ribellandosi al gruppo la coppia stabilisce la propria identità, la propria libertà dalle convenzioni e

l’ inizio del proprio viaggio come coppia; invece una nuova dissoluzione nel gruppo rappresenta il

porto finale della libertà dei sopravvissuti di una coppia che ha distrutto se stessa (per es. sesso di

gruppo o triangolazioni).

La sessualità umana è intrinsecamente TRAUMATICA

1. Amore Cannibale : quando il neonato incontra il “seno­universo”

c’è un intreccio di tendenze sadiche ed erotiche.

2. Scoperta dell’Altro : come oggetto separato da sé, provoca

depressione, rabbia e frustrazione in rapporto all’oggetto primario di

amore e desiderio.

3. Scoperta della differenza fra i sessi: precede i conflitti edipici,

è già di per sé fonte di angoscia e contemporaneamente ha un

effetto maturativo.

4. Crisi Edipica: costringe il bambino a venire a patti con il desiderio

impossibile di incarnare entrambi i sessi e possedere entrambi i

genitori.

.. la scoperta della differenza fra i sessi ha contribuito alla

formazione di..

.. Un SENSO NUCLEARE DI GENERE (Stoller, 1968), base per la

costruzione, da parte del bambino, di un’identità maschile o

femminile attraverso rappresentazioni mentali che derivano, non da

dati biologici, bensì dagli influssi dell’inconscio di entrambi i genitori e

dai concetti trasmessi dall’ambiente socio­culturale a cui appartiene.

Il S. N. di G. non è innato, pur fissandosi nell’infanzia, viene

riscoperto in tutta la sua forza poco dopo la pubertà (Freud, 1905).

Il nostro senso di identità personale si stabilisce su “ciò che ci somiglia”

e su “ciò che è diverso da noi” (Lichtenstein, 1961), ma l’acquisizione

di un senso stabile di identità, personale e sessuale, richiede una

serie di processi di lutto per rinunciare a possedere “ciò che è diverso

da noi”.

Origini del Sé sessuale

1. Bisessualità psichica

: i desideri bisessuali sono universalmente diffusi nell’infanzia

(Freud, 1905), è naturale che un bambino che ha 2 genitori si senta libidicamente attratto

da entrambi, cerchi di ottenere l’amore esclusivo di ciascuno dei 2 e desideri così

possedere i misteriosi organi sessuali e il potere fantasmatico sia del padre che della

madre. Ecco perché la rinuncia a tali desideri costituisce una delle più profonde ferite

narcisistiche dell’infanzia.

La McDougall afferma quindi che la confusione cui danno luogo i desideri bisessuali

nell’organizzazione precoce della struttura psicosessuale influenza diverse aree della vita

adulta, la non­integrazione degli stessi è spesso causa di sintomi e inibizioni negli adulti.

I desideri omosessuali nei bambini hanno sempre una doppia meta (Omosessualità

Primaria):

­ possedere sessualmente il genitore dello stesso sesso in modo esclusivo

­ essere il genitore del sesso opposto per incarnare tutti i privilegi e le

prerogative di cui quel genitore sembra essere investito.

Queste 2 tensioni omosessuali sono contraddittorie e al contempo complementari perché

coesistono in ogni bambino piccolo e persistono nell’inconscio di ogni adulto

(omosessuale o eterosessuale).

...

Queste brame bisessuali infantili (forme fantasmatiche di possesso), poiché implicano

la distruzione dell’altro, suscitano confusi sentimenti di colpa e depressione, e al

contempo poiché sono destinati a rimanere inappagati provocano una offesa

narcisistica a cui si accompagnano aggressione e invidia. I desideri eterosessuali

suscitano risposte meno umilianti e ostacoli meno insormontabili rispetto ai precoci

impulsi sessuali.

L’omosessualità adulta non può essere intesa solo come fissazione ai desideri

bisessuali universalmente diffusi nell’infanzia, al complesso sviluppo dell’identità e

della scelta d’oggetto omosessuale ed eterosessuale concorre una serie infinita di

elementi.

Le tendenze bisessuali se da un lato producono sofferenze nevrotiche, dall’altro

arricchiscono la personalità, se trovano diversi canali di espressione, quali le

capacità creative.

Scene primarie e sessualità primitive:

2. costituiscono l’intero repertorio di

conoscenza inconscia e di mitologia personale sui rapporti sessuali, in particolare su quelli dei

genitori.

Questa scena può essere descritta anche in termini pregenitali:

­ fantasie erotico­orali e di divorazione

­ rapporti erotico­anali e sadico­anali

­ confusioni bisessuali

­ fantasie arcaiche di vampirizzazione

­ timore di perdere il proprio senso di identità

­ timore di perdere la capacità di rappresentarsi i propri limiti corporei.

Quando queste fantasie prendono il sopravvento nella realtà psichica di un individuo, i rapporti

sessuali e d’amore possono divenire l’equivalente di: castrazione, annientamento o morte.

Le fantasie relative alla scena primaria influenzano gli stati borderline e le affezioni

psicosomatiche.

I terrori infantili sopra descritti, legati alle prime transizioni madre­lattante, non trovando la via

della rappresentazione linguistica, vengono immagazzinati nella memoria del corpo. Queste

angosce sono la ricapitolazione della rabbia del bambino, così dei desideri letali e vampirizzanti

un tempo proiettati sulle figure parentali.

Ecco allora che la Verbalizzazione di questi desideri primitivi e l’arcaico terrore che suscitano

svolgono un ruolo centrale nel mutamento psichico c he si verifica nei pazienti man mano che

procede l’analisi delle fantasie recuperate.

… Conclusione …

I desideri bisessuali e le fantasie di scena primaria possono trovare vie di espressione

alternative:

­ Attività sublimatorie (creatività)

­ Sintomatologie nevrotiche

­ Sessualità devianti

Nel libro si può osservare come nel corso dell’avventura psicoanalitica, quando le fantasie di

scena primaria vengono riconosciute dietro i molteplici travestimenti e trovano così voce ed

espressione, per la prima volta nella memoria del paziente gli oggetti parentali internalizzati

vengono liberati dalle proiezioni pregenitali e arcaiche del bambino di un tempo; la visione

infantile della scena primaria può essere così elaborata psichicamente, considerata come

un’esperienza gratificante per entrambi i partner ed essere accettata sia dalla parte infantile

che dalla parte adulta della personalità. La scena primaria internalizzata in questa nuova

versione diviene un’acquisizione psichica che conferisce al bambino­adulto il diritto di trovare

il suo posto nella costellazione familiare, di avere un suo corpo, una sua sessualità.

Componenti omosessuali della sessualità

femminile Verità assodata:

importanza dinamica della sessualità umana nella vita infantile e adulta.

Freud:

la bambina prova una invidia estrema dell’organo visibile e interessante del

maschietto, accompagnata dal desiderio di possedere a sua volta un pene. Non

vale lo stesso per il bambino.

Il passaggio dalla bambina alla donna normale è più difficile e complesso, perché

comprende, rispetto ai maschietti, 2 compiti in più:

­ la bambina deve accettare la propria configurazione anatomica e operare uno

spostamento nell’organo d’eccitazione (dalla clitoride alla vagina)

­ la bambina deve operare un mutamento d’oggetto (dall’attaccamento per la

madre a quello per il padre)

Anatomia come destino?

McDougall

Oggi sappiamo che:

L’invidia del pene paterno spiega solo in parte le difficoltà che la

bambina incontra nel suo viaggio verso la femminilità adulta.

Inoltre questa invidia colpisce anche i bambini che vedono come unico

sesso adeguato quello del padre.

I bambini dei due sessi sono consapevoli del fatto che la Madre incarna

il potere magico di attrarre il pene del Padre e di fare i bambini che

entrambi i genitori desiderano.

Ricerche psicoanalitiche sulla sessualità femminile

Horney (1926):

considerando le sensazioni le sensazioni vaginali della bambina questa fin da principio

deve avere un vivo senso di questa specifica caratteristica del suo ruolo sessuale.

Klein (1945):

la bambina vive i suoi genitali come carenti rispetto agli organi del maschio (il padre),

poiché questi ultimi, al contrario dei suoi, sono visibili e quindi facilmente

rappresentabili mentalmente.

Per ottenere una conferma visiva della propria specifica identità sessuale ed una

rassicurazione narcisistica, la piccola dovrà attendere la pubertà (seno e ciclo

mestruale).

Kestenberg (1968):

distinzione fra configurazioni anatomiche interne ed esterne con diversi timori e

fantasie che le accompagnano. La rappresentazione da parte della bambina dei propri

genitali costituisce la scoperta di uno spazio interno che investe l’esperienza globale

della sua femminilità e dei suoi rapporti sessuali.

McDuogall:

il destino anatomico della bambina è ulteriormente fonte di difficoltà per

il suo sviluppo psicosessuale, infatti il sesso della bambina è per

essenza una porta che introduce al resto del corpo, la vagina è

equiparata nell’inconscio all’ano, alla bocca, all’uretra, destinata quindi a

sostenere gli investimenti e le fantasie sadico­masochistiche associate a

tali zone. Anche la donna adulta vive spesso il suo corpo come un

continente nero abitato da mostri orali e anali.

La rappresentazione inconscia che si farà del proprio corpo e dei propri

genitali rifletterà il significato libidico e narcisistico che la madre avrà

dato al sé fisico e psicologico della figlia, come pure quanto le avrà

trasmesso dei suoi timori inconsci relativi alle proprie funzioni fisiche e

sessuali.

Esperienza Autoerotica :

terzo aspetto del destino anatomico femminile.

L’impossibilità di verificare visivamente i suoi genitali e quindi di darsene

una rappresentazione psichica precisa, genera una profonda confusione

fra le sensazioni sessuali che prova e di cui è consapevole sin dalla

prima infanzia. Tale confusione a sua volta ha ripercussioni sulle

fantasie femminili relative alla masturbazione.

La masturbazione è un’espressione normale della sessualità femminile,

ma viene di solito inibita dalle costrizioni parentali. Queste restrizioni

lasciano un segno sulle fantasie inconsce, possono anche provocare

problemi di natura nevrotica. Il bambino, per le sue fantasie

masturbatorie, teme di essere punito con la castrazione, mentre la

bambina con la morte.

Legame omoerotico con la madre:

zona di difficoltà specifica della sessualità femminile, insieme al destino

anatomico.

Quando è fra le braccia della madre il neonato vive le prime impressioni

psichiche dei rapporti sessuali e d’amore che lo attendono in futuro.

Anche l’atteggiamento del padre è fondamentale per la trasmissione di

questi precoci investimenti libidici.

Se dalla prima infanzia i bambini vedono i genitori comportarsi come una

coppia amorosa (l’aggressione non è pericolosa, l’amore è più forte

dell’odio) allora la bambina cercherà di identificarsi con la madre, per ciò

che riguarda la maternità e i rapporti sessuali e d’amore, elaborando

fantasie sull’uomo (a immagine del padre) che un giorno diventerà suo

amante, marito e padre dei suoi figli.

il rapporto essenziale madre­bambino nei primissimi medi di vita genera

la struttura psicosessuale, base primaria della futura vita amorosa della

bambina. Omosessualità primaria:

La bambina vorrebbe possedere la madre sessualmente, avere figli con

lei ed essere amata da lei in modo esclusivo. Contemporaneamente

vorrebbe essere un uomo come il padre e possedere i suoi genitali, come

pure le qualità ideali che gli attribuisce. Poiché anche questi impulsi sono

destinati a rimanere inappagati costituiscono un’altra profonda ferita

narcisistica.

Nel mondo psichico femminile ci sono più madri interne (adorata,

criticata, temuta, desiderata). La bambina è costretta a strappare alla

madre il diritto di essere lei identificandosi con la madre stessa nel suo

mondo psichico interno; ma ha bisogno anche della madre come guida

esterna fonte di conforto e aiuto per gli anni a venire.

Esistono 5 percorsi potenziali nell’integrazione della costellazione

edipica omosessuale (e per i maschi e per le femmine):

1. stabilizzazione dell’immagine di sé

2. intensificazione del piacere erotico

3. intensificazione dei sentimenti materni

4. uso creativo delle identificazioni omosessuali

5. arricchimento delle amicizie con persone dello stesso sesso

1. Stabilizzazione dell’immagine di sé: la libido omosessuale femminile serve ad

arricchire e stabilizzare l’immagine narcisistica di sé. La bambina rinuncia a voler avere

la donna per esserla, la sua invidia del pene si trasforma in desiderio.

2. Intensificazione del piacere erotico:è nel fare l’amore che possiamo ricreare

l’illusione di appartenere a entrambi i sessi e di perdere momentaneamente i limiti

narcisistici che la monosessualità impone al genere umano.

3. Intensificazione dei sentimenti materni: il rapporto che le donne hanno con i loro figli

è anche un tesoro ritrovato di ricchezze omosessuali.

4. Uso creativo delle identificazioni sessuali: il piacere provato nello svolgimento di

attività intellettuali e artistiche sono pervase di fantasie omosessuali e narcisistiche, in

questo genere di attività infatti ognuno è maschio e femmina nello stesso tempo.

5. Arricchimento delle amicizie con persone dello stesso sesso: l’investimento

omosessuale, privato delle sue mete sessuali consce, aggiunge calore e ricchezza alle

amicizie profondamente affettuose che le donne stabiliscono con altre donne.


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Le diapositive illustrano la tematica dell'amore considerando quattro testi:
"L'amore può durare?" di Mitchell (ingredienti dell’amore romantico),
“Relazioni d’amore” di Kernberg (l’amore nell’ambito della coppia:normalità e patologia),
Eros” di McDougall (sesso e soma nel singolo),
Essere omosessuale” di Isay (omosessualità maschile).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia clinico-dinamica
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia generale e dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Fava Vizziello Maria Grazia.

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